Misericordia e Legge, è stato l’imperativo categorico, pronunciato dal Sottosegretario On Francesca Martini, all’indomani del suo insediamento al Ministero del Welfare.
Disatteso dalla maggioranza dei suoi uditori: quei Sindaci che proprio la Legge 281 del 1991 per la tutela e il benessere animale, ha precisato essere il proprietario del cane randagio sul suo territorio, tenuto a garantirne il benessere anche qualora, accalappiato, lo affidi ad un canile convenzionato, pena, in caso contrario, la possibilità di ravvisare il reato di omissione di atti d’ufficio e l’imputabilità penale. Il Sindaco, si ammonisce, è altresì responsabile delle misure prese o disattese per combattere il fenomeno randagismo nel suo Comune, nonche’ dell’impiego dei fondi erogati dallo Stato per porvi rimedio.
I Sindaci, invece di rispondere al richiamo, legale e se vogliamo anche di un certo spessore morale, hanno lanciato una moda scellerata: affamare i randagi, così da eliminare all’origine, per selezione naturale, il problema.
E se non sono i Sindaci, sono i cittadini zelanti che promuovono petizioni crudeli, tese a loro dire, a salvaguardare il proprio quartiere dalla presenza di povere creature indesiderate e vilipese. Fanno sconcio, fanno disordine, fanno sporcizia!
In questo caso il Sindaco lascia fare: “tanto sono solo cani”.
No. No. No.
Fino a perdere la voce, Chiliamacisegua si sgola:no!
Il rispetto che si deve ad ogni vita, urla di indignazione per essere calpestato tanto inumanamente e quotidianamente in barba alla Legge.
Ricordiamo allora le opere di Misericordia, spirituali e corporali, tutte praticabili, una conseguenza dell’altra, agli illustrissimi Sindaci, di Campobasso, Giuseppe di Fabio (che reputiamo in fase di ruminazione della sua Ordinanza Civica, emanata il 28 ottobre scorso, già impugnata dalla Lega Molisana per la difesa del cane e che ha scatenato, per fortuna, un putiferio nazionale) e di San Marco in Lamis, Michelangelo Lombardi , che si accoda nella corsa del “ci sono anch’io”, per posizionarsi ai primi posti della classifica degli alfieri di ”cose dell’altro mondo, quello incivile”, per porsi sotto i riflettori della ribalta nazionale ( non tema, sarà accontentato di sicuro) e ai cittadini benpensanti di Augusta, apripista di questa sciagurata alzata di ingegno.
Le opere di Misericordia
LE OPERE SPIRITUALI
Consigliare i dubbiosi
Insegnare agli ignoranti
Ammonire i peccatori
Consolare gli afflitti
Perdonare le offese
Perdonare pazientemente le persone moleste
Pregare Dio per i vivi e per i morti
LE OPERE CORPORALI
Dar da mangiare agli affamati
Dar da bere agli assetati
Vestire gli ignudi
Ospitare i pellegrini
Curare gli infermi
Visitare i carcerati
Seppellire i morti
Insegnamenti caritatevoli, etici ma anche ammonitori che fanno la differenza tra uomini e QUARAQQUAQUA’, da mandare a memoria e soprattutto da praticare.
Per la Misericordia Chiliamacisegua si affida alla carità cristiana ma per l’applicazione della Legge, Chiliamacisegua confida nell’on Francesca Martini
I fatti:
ANIMALI: PETIZIONE ON LINE PER CONTESTARE SINDACO CAMPOBASSO
(V. ‘ANIMALI: ANNUNCIATA PROTESTA CONTRO…’ DELLE 11:43) (ANSA) - CAMPOBASSO, 7 NOV - Da Trieste a Sassari, dal Piemonte alla Sicilia. L’onda lunga della protesta degli animalisti contro l’ordinanza del sindaco di Campobasso, Giuseppe Di Fabio (Pd), che vieta di somministrare cibo ai cani randagi, non trova confini.
Nelle ultime ore e’ partita su internet www.firmiamo.it/vietatoessererandagiacampobasso
una petizione (Vietato essere randagi a Campobasso), promossa da Corinna Andreatta dell’associazione ‘Chiliamacisegua’, attraverso la quale viene criticato il comportamento del primo cittadino di Campobasso. L’iniziativa ha riscosso un immediato successo. Al momento sono 1.768 le firme raccolte, ma il ‘contatore’ continua a far segnare nuove adesioni.
‘Mentre il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini - si legge in apertura del documento - chiede l’applicazione della legge 281 del 1991 per la tutela i il benessere animale, c’e’ chi sceglie una strada opposta alla legge civile e morale’. La ‘battaglia’ degli animalisti, contro l’ordinanza del sindaco di Campobasso e’ solo all’inizio. (ANSA).
RANDAGISMO:ENPA,ANCHE IN CENTRO GARGANO DIVIETO SFAMARE CANI
(ANSA) - SAN MARCO IN LAMIS (FOGGIA), 7 NOV - Dopo il sindaco di Campobasso, anche il primo cittadino del centro garganico di San Marco in Lamis, Michelangelo Lombardi, vieta la somministrazione di cibo ai cani randagi. Lo denuncia l’Ente nazionale per la protezione degli animali (Enpa) la cui presidente nazionale, Carla Rocchi, ha inviato una lettera al sottosegretario alla Salute Francesca Martini, al prefetto di Foggia, all’assessore regionale alla salute pugliese e allo stesso sindaco di San Marco in Lamis.
Con una ordinanza del 3 novembre scorso, Lombardi - denuncia l’Enpa - vieta ‘ogni tipo di somministrazione e deposito di cibo sul suolo pubblico per il sostentamento dei cani randagi’.
Nel provvedimento definisce ‘cattiva abitudine’ e ‘deprecabile comportamento’ il dar da mangiare ai numerosi randagi del paese. L’Enpa chiede al sindaco di revocare l’ordinanza, al prefetto di richiamare l’amministratore all’applicazione delle norme nazionali e regionali e all’assessore regionale di verificare erogazione - e utilizzazione - di fondi pubblici al Comune di San Marco in Lamis contro il randagismo. (ANSA).
LA SICILIA SIRACUSA
4 OTTOBRE 2008
Avviata una petizione «Niente cibo ai randagi»
di Anna Burzilleri
Siracusa - Non vogliono i randagi davanti casa e soprattutto non desiderano che i vicini mettano le ciotole per dare da mangiare o da bere ai cani. Per questo alcuni residenti del centro storico hanno avviato una petizione.
È questo il quartiere dove si vedono spesso davanti casa o nelle piazzole di sosta delle ciotole con pasta, pane, resti di formaggio o di pesce oltre all’acqua.
I firmatari vogliono combattere il fenomeno del randagismo e del resto lungo la via Xifonia fino a piazza delle Grazie si possono notare branchi composti da numerosi animali. Non da meno la zona di Terravecchia Paradiso dove oltre una ventina di randagi bivaccano nella discesa dei giardini pubblici che costeggia la via Vittorio Veneto. Altri gruppi sono anche nella rotatoria di Corso Sicilia e nelle aiole di piazza Fontana.
Alla petizione rivolta negli anni scorsi all’ufficio Ecologia si aggiunge ora quella in cui si chiede ai vicini di casa di non dare da mangiare o da bere per fare allontanare gli animali.
CHILIAMACISEGUA
www.chiliamacisegua.org