LA PADANIA 10 APRILE VIETATI IN LOMBARDIA GLI ALLEVAMENTI PER I LABORATORI
9 aprile 2011 -
Tutta da leggere La Padania del 10 aprile.
Che data storica!
Stefania Piazzo è ambasciatrice di notizia fenomenale.
Si, stavolta si può accettare di parlare di vittoria!
Della vita sulla morte!
Dell’amore sulla indifferenza!
Della dignità sulla nessuna identità dell’animale!
EUREKA!
Il lavoro di equipe, capitanato dal sottosegretario On Francesca Martini,(chapeau), sostenuto dalle volontarie e dalle Associazioni che si battono da secoli per sconfiggere il medioevo e le sue barbare torture, dalla stampa, poca, anzi per dirla tutta , dalla sola La Padania che ha stanato chi dormiva, dando fiato all’orrore della vivisezione, si merita, questa volta,una corona d’alloro in testa!
Ed ora la strada maestra aperta dalla regione Lombardia è tracciata!
Servono le mollichine di Pollicino alle altre Regioni per trovare il capo e non la coda di questa strada?
Chilliamacisegua
La Padania 10 aprile
Viaggio nell’Italia bestiale a cura di Stefania Piazzo
(80 – continua)
OTTANTESIMA PUNTATA
VIETATI GLI ALLEVAMENTI PER I LABORATORI
La Regione Lombardia apre la strada al cambiamento, frutto di un lavoro di squadra sul territorio e con la stampa
Il coraggioso progetto di legge lombardo
ARTICOLO 1
(Finalità)
1) La Regione Lombardia promuove la tutela degli animali, sostiene la riduzione del loro utilizzo a fini sperimentali e ad altri fini didattici e scientifici, mediante la diffusione di metodologie sperimentali moderne ed innovative che non facciano ricorso all’uso di animali.
2) Per l’attuazione di quanto disposto dal comma
1) la Regione Lombardia promuove e realizza appositi accordi con le Università, gli Istituti scientifici e di ricerca e con il Centro di Referenza Nazionale per il Benessere animale e di Centro di Referenza Nazionale per i substrati cellulari.
ARTICOLO 2
(Divieti)
1) Nel territorio della Regione Lombardia sono vietati l’allevamento e la detenzione a qualsiasi titolo di animali a fini di sperimentazione, ed è altresì vietato il loro utilizzo a scopo didattico su tutti gli animali, salvo i casi autorizzati dalla Regione nell’ambito di accordi di cui all’Art 1, comma 2).
Seguono l’articoli 3 (sanzioni), l’articolo 4 (norme di vigilanza), l’articolo 5 (norma finanziaria), l’articolo
6 (entrata in vigore).
La Regione apre la strada al cambiamento, frutto di un lavoro di squadra sul territorio e con la stampa
Quali altri enti in Italia vogliono raccogliere la stessa sfida e costruire una cordata per la civiltà?
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LA PADANIA 10 OTTOBRE GREENHILL, C’E’ POSTA PER TE
9 ottobre 2010 -
La Padania 10 ottobre
Ohi ohi! Per gli allevatori di morte di Green Hill, belli paciosi, pieni di sghei, belli tranquilli in una botte di ferro ( ora però sono spuntati i chiodi di….. Attilio Regolo), si prevede una mareggiata, un tifone di ostacoli. Insormontabili.
Il fine giustifica i mezzi, no?
Aggirare il monte per scalarlo e arrivare in vetta?
Trovare un pertugio e divaricare la rete?
Che abbiano tutti, lì a Montichiari, nel loro segno zodiacale di ottobre, Saturno contro?
Chiliamacisegua straparla? Che dite, non si capisce bene dove vuole andare a parare?
Beh, tatatata…….
Buona lettura, curiosoni e godetevela questa lettura, una volta tanto che si può!!!!
Chiliamacisegua
Dalla parte degli animali a cura di Stefania Piazzo
(54-continua)
VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE CINQUANTAQUATTRESIMA PUNTATA
PER PERUGIA, ALINA DI RIETI
Alina simbolo dell’incontro di Perugia, in canile e fuori, prima e dopo. Ma il suo aguzzino ha avuto e scontato la pena che si meritava?
GREENHILL, C’E’ POSTA PER TE
On Martini: obbligati a rispettare le norme lombarde
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EU CHIUSO PER LUTTO
25 settembre 2010 -
EU CHIUSO PER LUTTO
Il popolo (forse perche’ e’ bue) ama gli animali ed e’ incazzato nero.
Politici ed europolitici di sto cippirmerlo, attenti la festa e’ finita.
I cittadini ribelli che ragionano con la loro testa e che vi foraggiano lautamente, non tollerano piu’ caccia, canili lager, allevamenti intensivi, macellazione islamica, inapplicazione delle leggi sui maltrattamenti, vivisezione, in dispregio della civilta’ e in onore del dio quattrino.
Le lobbies di qualsiasi colore, genere, comunita’, razza ,che lucrano su creature senzienti, fora di ball.
E se proprio volete, scannatevi tra di voi.
Amen!
Chiliamacisegua
Thomas Jefferson
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http://www.geapress.org/sperimentazione-animale/roma-manifestazione-contro-la-vivisezione/5996
Roma – Manifestazione contro la vivisezione
Parecchie migliaia di persone sono appena partite
di redazione | 25 settembre 2010
GEAPRESS – Sono almeno diecimila secondo gli organizzatori, poco meno di 5.000 secondo la Questura, comunque più del previsto, i manifestanti che hanno già affollato Piazza della Repubblica a Roma da dove, verso via Barberini, è da poco partito il corteo anti vivisezione. Tutti, come richiesto, senza bandiere di associazioni ma con tanti striscioni di protesta. Molto discreta la presenza delle Forze dell’Ordine.
L’iniziativa, come hanno precisato gli organizzatori in una conferenza stampa da poco conclusa (vedi foto), rientra nella campagna ormai da tempo in atto per la chiusura dell’allevamento Green Hill di Montichiari (BS). Green Hill è l’unico allevamento di cani beagle in Italia, utilizzati per la sperimentazione animale, ed uno dei più grandi d’Europa.
Come riferito dagli organizzatori della manifestazione nel corso della conferenza stampa di stamani, sono tutti Green Hill i cani che ogni anno in Italia, in deroga al divieto vigente, vengono sperimentati nel nostro paese. Rispondendo ad una domanda di Leonora Pigliucci di GeaPress, gli organizzatori hanno voluto sottolineare come il tema della manifestazione di oggi rimane fortemente ancorato proprio alla richiesta di chiusura dell’allevamento della multinazionale americana installato a Montichiari.
E’ scontato, però, che il voto dello scorso otto settembre al Parlamento Europeo, dove è stata approvata l’orrenda direttiva pro-vivisettori, non può che assumere, proprio oggi, un significato particolare. La manifestazione, così come sottolineato dallo stesso Coordinamento “Fermare Green Hill”, è pertanto quella del “corteo nazionale contro la vivisezione”.
Il Coordinamento ovviamente abolizionista, non può a tal proposito che criticare duramente la Direttiva approvata dal Parlamento Europeo.
Una analoga iniziativa è attualmente in corso a Parigi a Place Saint Germain de Prés, ma anche, per l’Italia, a Torino, Milano Catania ed altre città.
In Italia, secondo il Coordinamento “Fermare Green Hill” sono un milione gli animali sperimentati annualmente mentre mille sono i cani di Green Hill destinati al nostro paese.
Secondo lo stesso coordinamento l’allevamento di Montichiari disattenderebbe le norme relative al mantenimento degli animali, previste proprio per gli allevamenti nella norma regionale di recepimento della legge quadro in materia di animali d’affezione.
Lo stesso Coordinamento “Fermare Green Hill” sottolinea inoltre la grave incongruenza di un allevamento installato in un paese dove teoricamente, salvo deroghe, non possono essere utilizzati cani negli stabulari dei vivisettori. Ai manifestanti sono pervenuti i messaggi del Ministro Michela Brambilla, del Sottosegretario Martini e degli Europarlamentari Sonia Alfano e Rita Borsellino.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).
Prima manifestazione nazionale contro la vivisezione – Roma, 25 settembre 2010
……….La chiusura di Green Hill potrebbe essere decretata in un attimo se dal Ministero della Salute avessero la decenza di far applicare a questo allevamento le norme della Regione Lombardia previste per tutti gli altri allevamenti di cani. La stessa Asl regionale e la stessa Regione Lombardia hanno evidenziato una discrepanza nel caso Green Hill………
I FATTI RACCONTATI DA CHILIAMACISEGUA
http://www.chiliamacisegua.org/2010/09/11/vergogna-europea-svergognata/
VERGOGNA EUROPEA SVERGOGNATA
FOTO ROMA MANIFESTAZIONE 25 SETTEMBRE
Di tutti i crimini neri che l’uomo commette contro Dio ed il Creato, la vivisezione è il più nero.
Mahatma Gandhi
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OHI OHI, ATTENZIONE, CADUTA LIBERA DI EUROPARLAMENTARI DISTRATTI
13 settembre 2010 -
OHI OHI, ATTENZIONE, CADUTA LIBERA DI EUROPARLAMENTARI DISTRATTI
Ohi ohi, attenzione, caduta libera di europarlamentari distratti , troppo occupati a svacanzare in agosto per leggere la posta ( se l’avessero evasa, avrebbero avuto sottomano tutto il testo della legge che andavano ad approvare, inviato loro dalla Leal, sapendo quale orrore li avrebbe visti complici).
Ma tant’è! A cosa serve documentarsi quando si è un europarlamentare che ignora ciò che cela il suo voto avventato e che è magari arrivato allo scranno ( che ora traballa sotto il poco onorevole boffice) per viziosi e viziati giri di iodòunacosaatetudaiunacosaame?
A cosa serve essere un professionista della politica per fare il proprio dovere, per potere guardare a testa alta e negli occhi, il cittadino che lo paga e lo elegge, quando basta essere politicanti dalle poco certe o confuse origini politiche?
Quelli della VERGOGNA DELLA DIRETTIVA EUROPEA, sono i risultati incontestabili di tanta cialtroneria.
E non contenti della figuraccia, ora, dopo essere stati sommersi dalla fiumana di mail delle persone indignate, ste figure smorte, invece di domandare scusa, di fare mea culpa, di ravvedersi, che tra poco comincia la raccolta del milione di firme per sotterrarli definitivamente, tentano disperatamente di correre ai ripari.
Ridicoli, patetici. Finiti. Le loro facce campeggiano ormai dovunque, in rete. Difficile nascondersi dalla vergogna!
Godiamoci la lettura di questo interessante seppur tragico, articolo di Geapress, l’agenzia di stampa siciliana che non ne sbaglia uno, di ritrattino..all’olio bollente.
Prima di metterci le mani nei capelli e di strapparceli uno ad uno, per la rabbia.
Chiliamacisegua
http://www.geapress.org/sperimentazione-animale/direttiva-vivisezione-la-rivolta-degli-amici/5235
Direttiva vivisezione – La rivolta degli amici
Bannati, cancellati, duplicati. Gli europarlamentari pro vivisezione messi alla gogna dai loro stessi fans, si difendono
di redazione | 13 settembre 2010
GEAPRESS – Forse questo non potevano aspettarselo. Gli account Facebook dei vari europarlamentari che lo scorso otto settembre hanno approvato la Direttiva in favore della vivisezione, stanno patendo in queste ore una vera e propria ribellione da parte degli “amici”. Gran lavoro per assistenti e collaboratori. Non finiscono di cancellare un messaggio e già ne compare un altro. In molti casi gli (ex) amici dei parlamentari hanno tolto il loro volto dal riquadro fotografico che caratterizza facebook ed hanno messo un scritta inequivocabile: “08/09/10 – revisione della direttiva 86/609 sulla vivisezione – EUROPA: VERGOGNA!”.
Sono migliaia e non stanno dando tregua. I parlamentari, messi alle strette, in alcuni casi rispondono. L’Onorevole Pittella, invia a tutti una incredibile giustificazione sulla base di un improbabile regolamento dei lavori parlamentari (vedi articolo GeaPress).
Scende in campo addirittura il Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Paolo De Castro, dicendo che la direttiva da lui votata è buona così come dice la lobby animalista (vedi articolo GeaPress).
In questo caso, però, ha regione, ma solo sulla scandalosa lobby animalista. Risponde pure l’On.le Pino Arlacchi, è quasi un mia culpa per non essere stato informato e poi il testo è stato pure approvato dai Verdi (vedi articolo GeaPress).
Tutto o quasi a conferma dell’intervista shock all’On.le Sonia Alfano (vedi articolo GeaPress) che ha votato contro: bene che vada, nessuno li aveva mai informati su che cosa stavano votando.
Proponiamo una veloce rassegna della autolesionistica disgregazione delle pagine Facebook di tutti i parlamentari italiani che al Parlamento Europeo hanno votato in favore della vivisezione. Sono talmente pochi quelli che si salvano da far pesare che in questi casi qualcuno stia sempre lì, pronto a cancellare messaggi e verosimilmente ex amici-elettori.
Avevano una volta Facebook
Ad Herbert Dorfmann (SVP), proprio sotto una sua foto, gli amici in rivolta gli hanno incollato un gatto vivisezionato. Le orrende ma veritiere fotografie diventano addirittura quindici nell’account di Elisabetta Gardini (Pdl) la quale si ritrova pure locandine di monete dorate, ed un “chiuso per lutto dell’Unione Europea”. Un solo gatto mezzo aperto ed incannulato per Mario Pirillo (PD), mentre nelle pagine di Vittorio Prodi (PD), foto e finanche video di animali maciullati sono interminabili. In più commenti relativi a scimmie sventrate e gatti decortecciati a lui dedicati.
A dire il vero, nel caso di Prodi, viene il dubbio che un biricchino animalista abbia aperto una pagina a lui indubbiamente dedicata. Oggetto: la votazione pro-vivisezione. Gli account Facebook “non originali” intestati ai vari europarlamentari, infatti, sono in queste ore comuni tanto quanto gli inserimenti degli (ex) amici nelle pagine realmente corrispondenti al politico.
Un account da altri a lui intestato lo deve aver avuto dedicato, ad esempio, Fiorello Provera (LN) sommerso di brutti sogni fotografici che per gli animali, però, sono realissimi. Stesso discorso per Sergio Berlato (Pdl). La sua vera pagina, invece, è pulita. Forse l’Onorevole molto amato dai cacciatori ha imparato a difendersi e non tiene alcuna bacheca pubblica. Top secret, pertanto.
Mara Bizzotto (LN), che ancora non ha avuto il piacere di un account mendace, ha nella sua pagina ufficiale un gatto costretto nel lettino del vivisettore. Praticamente sommersa la pagina di Luigi Berlinguer (PD). La cosa più gentile che gli viene detta è un “vergognati” con tre punti esclamativi. E non parliamo delle foto. Una tremenda foto di gatto passato dalle mani dei vivisettori appare appena sotto una sigla del PD.
Di nuovo una pagina mendace per Vito Bonsignore (Pdl). La bacheca si apre con un augurio di incontrare un Pit bull idrofobico in un vicoletto buio, segue la carrellata degli orrori. Tutt’ora pulita, invece, la sua pagina ufficiale così come illibatissima è pure quella di Roberto Gualtieri (Pd). Vincenzo Iovine (IDV) si ritrova invece un gatto ricucito sotto il simbolo di Di Pietro.
Pulitissima è ancora la pagina di Salvatore Iacolino (Pdl), mentre al corregionale siculo Giovanni La Via, fa capolino tra i suoi amici qualcuno che ha inserito il “vergogna europa” che sta riempendo Facebook.
Tale Karlotta è riuscita a penetrare nella pagina di Gabriele Albertini (Pdl) ed ha lasciato il segno. A Madgdi Cristiano Allam (Pdl) l’onore di ben due account mendaci. Vi lasciamo immaginare. Alfredo Antoniozzi (Pdl), invece, si deve accontentare di una sola pagina non ufficiale a lui dedicata e vivisezionata, così come la sua collega di partito Roberta Angelilli. Sul Facebook di Antonello Antinoro (UDC) non molto sotto un suo post su “solo infamie su di me” (ovviamente non riferito alla vivisezione) compaiono gatti sezionati ed una locandina del film “La confraternita dei beati” accompagnata da una incomprensibile frase: “Il nostro film, stenta a decollare, la tua presenza importante, siamo con te”. Sembra quasi una esoterica raccomandazione. Il gatto sezionato, invece, rispunta sotto la foto con la scritta “eurpa andiamoci assieme” di Raffaele Baldassarre (Pdl).
Nella pagina scamuffa dedicata a Pino Arlacchi (Pd) le solite decine di animali a pezzettini nei lettini di contenzione. Sotto le radici e tradizioni di Claudio Morganti (LN) compare di nuovo Karlotta. Questa volta, però, si rifà al circo ed ai suoi clown. Il faccione di Pier Antonio Panzeri (Pdl) non campare invece nel Facebook parallelo, sostituito da un gattino stecchito e molto altro ancora. Alfredo Pallone (Pdl) non ha bacheca, chissà.
Aldo Patriciello si deve accontentare del solito onnipresente gatto incannulato, ma ha anche lui il suo Facebook parallelo. Tutto ok per Licia Ronzulli (Pdl), così come per Potito Salatto (Pdl). Irrintracciabile Oreste Rossi (LN), mentre il collega di partito Matteo Salvini di pagine parallele ne ha già fin troppe anche se con la vivisezione non c’entrano niente. Nessun Facebook per Sergio Silvestri (Pdl), mentre a Salvatore Tatarella, tra una foto dell’amato Presidente della Camera ed un’altra del movimento Patria e Popolo compare sempre il gatto incannulato.
Niente da fare per Francesco Speroni (LN), Lorenzo Fontana (LN) e Carlo Fidanza (Pdl), sono ancora non manomessi. Recupera però alla grande la povera Iva Zanicchi (Pdl) che come minimo si becca …. (irripetibile).
Lei addirittura ha due Facebook, entrambi non ufficiali. Clemente Mastella (UDE – PDL) ha pure due account, ma solo uno è ufficiale. Ad ogni modo, tutti e due, può buttarli nel cestino.
Nonostante l’entità della ribellione è raro, infatti, trovarne altri per abbondanza di foto, commenti e filmati, tutti sulla vivisezione. Nessun ritrovamento per Mario Mauro (Pdl) mentre l’iper sorridente Barbara Matera (Pdl) oltre agli account degli improbabili sostenitori della politica, ne annovera uno a lei orrendamente dedicato sulla vivisezione. Nel suo account ufficiale, invece, aggiornato al mese di giugno sbandierando allegrissima le sue 130.233 preferenze (non può crederci neanche lei) si ritrova in compagnia di scimmie con gli occhi cuciti, cani sbrindellati, conigli ingabbiati, gatti incannulati, tutti tra il suo fluente sorriso. Nelle pagine di Erminia Mazzoni (Pdl) compare tale Roberta che educatamente chiede e la solita impertinente Karlotta.
Nulla di trovato per Gianni Collino (Pdl) mentre per Paolo De Castro (PD) è un continuo ripetersi di improbabili giustificazioni per l’aver votato a favore della vivisezione. Nulla per Lara Comi (Pdl) mentre per Ciriaco De Mita vi sono più account paralleli, tutti sulla vivisezione. Per Mario Borghezio (PN), rintracciare il suo Facebook ufficiale, ammesso che ce l’abbia, è un pò difficile.
Ve ne sono tanti a lui dedicati, anche qui di improbabili ammiratori. In compenso i messaggi anti vivisezione appaiono un pò ovunque. Pulitissimo l’account di Carlo Casini (UDC) nel senso che è sicuramente il suo ma completamente vuoto, mentre pieno di orrenda vivisezione è quello di Antonio Cancian (Pdl).
Concludiamo con la pagina di Sergio Cofferati (Pd), aperta realmente dai suoi fans è stata devastata dagli amici antivivisezionisti. Evidentemente hanno smesso di volergli bene. Su www.geapress.org è possibile rintracciare le dichiarazioni di alcuni di loro. Dopo l’otto settembre, alcuni fuggono, altri si arrendono, qualcuno di converte.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).
Qui l’elenco delle foto e delle mail degli europarlamentari
http://www.chiliamacisegua.org/2010/09/11/vergogna-europea-svergognata/
VERGOGNA EUROPEA SVERGOGNATA
VIDEO FOTO DI VITTIME E CARNEFICI
Vincenzo Caporale ha preparato questo Video
Vivisezione Direttiva UE
http://www.youtube.com/watch?v=yB3Jaj-8NqE
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VERGOGNA EUROPEA SVERGOGNATA
11 settembre 2010 -
VERGOGNA EUROPEA SVERGOGNATA
Chiliamacisegua divulga perche’ si possano imprimere nella memoria le facce dei vivisettori europarlamentari da randagiare!
E si possano ricordare le facce degli europarlamentari da rivotare.
Ora la vergogna dell’Europa è svergognata.
Chiliamacisegua
CHI HA VINTO
La lobby della chimica, il quattrino
Presidente Farmaindustria
Sergio Dompè
CHI HA PERDUTO
L’umanità e gli animali
Una vittima
ELENCO COMPLETO
I FAVOREVOLI
ASTENUTI
NON VOTANTI
I CONTRARI
I FATTI RACCONTATI DA CHILIAMACISEGUA
http://www.chiliamacisegua.org/2010/09/08/europa-vergogna/
EUROPA VERGOGNA
OGGI ABBIAMO PERSO, MA C’È ANCORA UNA SPERANZA “POPOLARE”
http://www.chiliamacisegua.org/2010/09/10/il-giorno-dopo-la-vergogna-votata-al-parlamento-europeo/
IL GIORNO DOPO LA VERGOGNA VOTATA AL PARLAMENTO EUROPEO
Nota
Chiliamacisegua ringrazia Franco Assenza per il lavoro di ricerca
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OGGI ABBIAMO PERSO, MA C’È ANCORA UNA SPERANZA “POPOLARE”
9 settembre 2010 -
Un’atrocità non è minore per il fatto che viene commessa in un laboratorio ed è chiamata ricerca medica: resta sempre un’atrocità.
George Bernard Shaw
OGGI ABBIAMO PERSO, MA C’È ANCORA UNA SPERANZA “POPOLARE”
Chiliamacisegua fa sua la battaglia della Leal e si schiera a fianco dell’on Sonia Alfano, portatrice di valori sani oltre che del senso della politica votata al servizio dei cittadini.
La battaglia, anzi la guerra è appena cominciata e questo concetto espresso dalla europarlamentare sul suo comunicato odierno, è e sarà, il motto di coloro che non si arrendono assieme agli uomini giusti.
Ne dobbiamo trovare almeno un milione…..
…….“Adesso bisognerà continuare questa battaglia di civiltà.
I cittadini possono ribaltare quanto approvato dal Parlamento Europeo attraverso lo strumento dell’iniziativa popolare europea.
Un milione di cittadini provenienti da paesi dell’UE possono infatti presentare, ai sensi dell’art. 11 del Trattato, una proposta su materie in merito alle quali ritengono necessario un atto giuridico dell’Unione.”….
Chiliamacisegua
Stamattina per un attimo ci avevo sperato. Dopo che ieri avevo comunicato la mia adesione alla petizione della LEAL (Lega antivivisezionista) contro il testo relativo agli esperimenti sugli animali e che avrei richiesto il rinvio in commissione per un’ulteriore discussione, immediatamente avevo ricevuto numerose adesioni da altri eurodeputati.
Un fronte trasversale rispetto ai gruppi politici. Molti parlamentari sembravano non essere neanche informati rispetto alla gravità della situazione.
Oggi alle 12 alle apertura delle votazione prendo la parola, leggo il mio intervento e subito dopo, dietro richiesta del presidente di turno del PE, una settantina di eurodeputati (ne erano necessari 40) si alzano per sostenere il rinvio in commissione del testo.
Purtroppo il voto finale ci ha dato torto, oltre 150 i deputati che hanno votato a favore del rinvio, non sufficienti. Subito dopo vengono bocciati anche i 3 emendamenti presentati per migliorare la futura direttiva.
Triste l’esito finale anche se mi ha fatto enorme piacere vedere i colleghi italiani dell’IDV e molti del PD tutti schierati per un voto di coscienza, senza rispondere alle pressioni delle lobbies ma solo alla propria sensibilità e a quella di milioni di cittadini europei.
Per trasparenza e per garantire che i cittadini possano assegnare le dovute responsabilità agli eletti italiani al PE qui troverete il link ai nomi degli eurodeputati che hanno votato a favore e contro gli emendamenti (vedi da pag. 4 a pag. 9).
Adesso bisognerà continuare questa battaglia di civiltà.
I cittadini possono ribaltare quanto approvato dal Parlamento Europeo attraverso lo strumento dell’iniziativa popolare europea.
Un milione di cittadini provenienti da paesi dell’UE possono infatti presentare, ai sensi dell’art. 11 del Trattato, una proposta su materie in merito alle quali ritengono necessario un atto giuridico dell’Unione.
A breve il Parlamento Europeo approverà il regolamento per l’utilizzo di tale strumento e questa sarà la prima iniziativa europea che tutti insieme lanceremo.
Per far sentire la voce dei cittadini alla Commissione, in difesa degli animali e del nostro diritto ad essere civili.
GLI ANIMALISTI: HA VINTO LA LOBBY DEI FARMACI. GLI INDUSTRIALI: NORME MIGLIORATE
Vivisezione, sì tra le polemiche
La Ue vara le nuove regole. Si possono sottoporre gli animali a più esperimenti, esclusi quelli più dolorosi
L’accordo tra i due principali gruppi politici, il Ppe (cui aderiscono Pdl e Udc) e S&D (che include il Pd), ha consentito l’approvazione del compromesso nell’aula di Strasburgo nonostante alcune defezioni interne. Dopo gli appelli a modificare il testo, lanciati da membri del governo Berlusconi e dell’opposizione, vari eurodeputati italiani si sono dissociati dalla linea di gruppo.
I Verdi europei e l’Idv (che aderisce al gruppo euroliberale) hanno provato senza successo a far rinviare la votazione. «Tutto questo non ha nulla a che vedere con il progresso scientifico perché la scienza ha oggi gli strumenti per portare avanti la ricerca senza macchiarsi di inutili violenze e sadici stermini», ha protestato l’eurodeputato Rita Borsellino del Pd. «Con esperimenti in vitro e simulatori del metabolismo umano si possono raggiungere obbiettivi più certi di quelli delle sperimentazioni animali», ha commentato Cristiana Muscardini (area Fini), dissociatasi dalla linea del Ppe con Crescenzio Rivellini (Pdl), Tiziano Motta (Udc) e Clemente Mastella (Udeur).
Il presidente della commissione agricoltura , l’eurodeputato Paolo De Castro del Pd, ha sostenuto il compromesso perché «migliora la precedente direttiva del 1986».
Il presidente degli imprenditori di Farmindustria, Sergio Dompè, ha definito l’approvazione «un risultato importante, pienamente condiviso dall’industria farmaceutica».
I SODDISFATTI
Presidente Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo
Paolo De Castro (Pd-Ds),
Presidente Farmaindustria
Sergio Dompè
I CONTRARI QUELLI DA RINGRAZIARE E DA RIELEGGERE E CON I QUALI CONTINUARE A FARE COMUNELLA
Sonia Alfano
Rita Borsellino
Cristiana Muscardini
Niccolò Rinaldi
Crescenzio Rivellini
Tiziano Motti
Luigi De Magistris
Giommaria Uggias
Gianni Vattimo
Francesca Balzani
Andrea Cozzolino
Rosario Crocetta
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I FAVOREVOLI, COMPRESO IL PRESIDENTE FARMAINDINDUSTRIA CHE BADA ALLE SUE TASCHE E SE NE SBATTE DELLA SOFFERENZA DI CREASTURE SENZIENTI E QUELLI DA SPERNACCHIARE E DA MANDARE A SCALDARE LA POLTRONA DEL SALOTTO DI CASA O NELLE PIAZZE, NELLE SAGRE PAESANE A CANTARE ZINGARALEGGILAMIAMANO, CHE FANNO MENO DANNO E GLI ASTENUTI E I NON VOTANTI
ASTENUTI E NON VOTANTI
SI SONO ASTENUTI: SILVIA COSTA (PD), LEONARDO DOMENICI (PD)
NON HANNO VOTATO: SALVATORE CARONNA (PD), PATRIZIA TOIA (PD)
DIAMO UN NOME AGLI EUROPARLAMENTARI CHE HANNO VOTATO “SI” ALLA VIVISEZIONE
SE LI CONOSCI LI EVITI
- - Gabriele ALBERTINI ( PPE – PdL)
- - Magdi Cristiano ALLAM ( PPE – Io Amo l’Italia)
- – Roberta ANGELILLI ( PPE – PdL)
- – Antonello ANTINORO ( PPE – UDC)
- – Alfredo ANTONIOZZI ( PPE – PdL)
- – Pino ARLACCHI ( ALDE/ADLE – IdV)
- - Raffaele BALDASSARRE ( PPE – PdL)
- – Sergio BERLATO ( PPE – PdL)
- – Luigi BERLINGUER ( S&D – PD)
- – Mara BIZZOTTO ( EFD – Lega Nord)
- – Vito BONSIGNORE ( PPE – PdL)
- – Mario BORGHEZIO ( EFD – Lega Nord)
- – Antonio CANCIAN ( PPE – PdL)
- – Carlo CASINI ( PPE – UDC)
- – Sergio Gaetano COFFERATI ( S&D – PD)
- – Giovanni COLLINO ( PPE – PdL)
- – Lara COMI ( PPE – PdL)
- – Paolo DE CASTRO ( S&D – PD)
- – Luigi Ciriaco DE MITA ( PPE – UDC)
- – Herbert DORFMANN ( PPE – SVP)
- – Carlo FIDANZA ( PPE – PdL)
- – Lorenzo FONTANA ( EFD – Lega Nord)
- – Elisabetta GARDINI ( PPE – PdL)
- – Roberto GUALTIERI ( S&D – PD)
- – Salvatore IACOLINO ( PPE – PdL)
- – Vincenzo IOVINE ( ALDE/ADLE – IdV)
- – Giovanni LA VIA ( PPE – PdL)
- – Clemente MASTELLA ( PPE – UDE)
- – Barbara MATERA ( PPE – PdL)
- – Mario MAURO ( PPE – PdL)
- – Erminia MAZZONI ( PPE – PdL)
- – Claudio MORGANTI ( EFD – Lega Nord)
- – Alfredo PALLONE ( PPE – PdL)
- – Pier Antonio PANZERI ( S&D – PD)
- – Aldo PATRICIELLO ( PPE – PdL)
- – Mario PIRILLO ( S&D – PD)
- – Gianni PITTELLA ( S&D – PD)
- – Vittorio PRODI ( S&D – PD)
- – Fiorello PROVERA ( EFD – Lega Nord)
- – Licia RONZULLI ( PPE – PdL)
- – Oreste ROSSI ( EFD – Lega Nord)
- – Potito SALATTO ( PPE – PdL)
- – Matteo SALVINI ( EFD – Lega Nord)
- – Amalia SARTORI ( PPE – PdL)
- – David-Maria SASSOLI ( S&D – PD)
- - Giancarlo SCOTTÀ ( EFD – Lega Nord)
- – Marco SCURRIA ( PPE – PdL)
- – Sergio Paolo Francesco SILVESTRIS ( PPE – PdL)
- – Francesco Enrico SPERONI ( EFD – Lega Nord)
- - Salvatore TATARELLA ( PPE – PdL)
- - Iva ZANICCHI ( PPE – PdL)
- -Paolo Bartolozzi (PPE-Pdl)
BLOCCO EMAIL
paolo.decastro@europarl.europa.eu;
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I FATTI RACCONTATI DA CHILIAMACISEGUA
http://www.chiliamacisegua.org/2010/09/08/europa-vergogna/
EUROPA VERGOGNA
TESTIMONIANZA DELL’ON TIZIANO MOTTI
Riceviamo dall’on Tiziano Motti (che ringraziamo) e divulghiamo la sua testimonianza e l’elenco degli europarlamentari in seduta ieri, per dare nomi cognomi, sorriso e ghigno agli Europarlamentari favorevoli e contrari.
Che serva questo elenco a delineare una demarcazione tra coloro che si meritano lo scranno e tra coloro che, invece, devono essere RANDAGIATI.
Comunicato
Niente da fare
Come era ormai ovvio, la Direttiva che regolerà la sperimentazione animale in Europa è passata con la maggioranza assoluta dei voti. A
nulla è valso il nostro tentativo di rimandarla in commissione per un esame più approfondito (scelta disperata invocata da Sonia Alfano seguita dai quaranta deputati che, come me, si sono alzati in segno di protesta).
Inutile anche l’appello della Muscardini e del sottoscritto.
A nulla, infine, è valso il tentativo di far passare alcuni emendamenti (proposti dai Verdi europei) che tentavano di rimandare ai singoli stati la possibilità di applicare anche norme più garantiste
per gli animali a livello nazionale o di dare la precedenza, qualora
esistenti, a metodi alternativi.
Mi spiego meglio: uno degli emendamenti chiedeva semplicemente che qualora in taluni casi esista già (esista già, non si debba cercare) un metodo alternativo, si dia la precedenza a quello piuttosto che a sperimentare su animali facendoli soffrire.
E l’aula ha votato contro!!
Ho sentito di tutto: colleghi che sostengono che tanto i cani e gatti
randagi non saranno utilizzati per la ricerca (allora cosa li inseriamo a fare nell’articolo 11 nella direttiva?), altri che chiariscono che la sperimentazione sugli animali per la cosmesi è abolita da tempo (poco male: la direttiva votata stamane approva la sperimentazione su animali vivi a scopi didattici!).
Mi sembra un circo equestre in cui ogni deputato spara l’ultima notizia che ha sentito poco prima nei corridoi pur di trovare una giustificazione plausibile per rispettare il voto indicato dal proprio gruppo. E quando la sinistra europea e la destra europea si accordano sul voto, definendo che dovrà essere a favore, non c’è obiezione di coscienza che tenga: l’aula vota a favore.
Provocatoriamente ho detto che ora si scatenerà la caccia ai cani e gatti randagi a scopo sperimentazione, con soddisfazione del Belgio
che soffre da anni il problema del numero elevatissimo di gatti randagi.
La realtà, mi auguro, è differente ma rimane il senso di impotenza nei confronti di una scelta che disonora il grado di
“civiltà” che vantiamo di aver raggiunto e che sono convinto si misuri anche nella capacità di garantire alle altre specie animali la
salvaguardia da sofferenze che possono essere evitate.
Tiziano Motti
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85.000 mila firme in Parlamento europeo. Una speranza c’è ancora.
7 settembre 2010 -
85.000 mila firme in Parlamento europeo. Una speranza c’è ancora.
Chiliamacisegua ringraziando anticipatamente tutti coloro che si sono mobilitati per firmare la protesta della Leal, La direttiva sulla vivisezione: una vergogna europea, riceve e divulga il suo comunicato che quantificando il numero delle voci che hanno urlato e urlano no a tale obbrobrio, si augura che quella sola speranza, faccia il miracolo.
Senza di voi, senza le vostre firme, tutto questo sarebbe passato sotto silenzio.
Grazie.
Chiliamacisegua
Comunicato Leal
http://www.leal.it/85-000-mila-firme-in-parlamento-europeo-una-speranza-ce-ancora/
85.000 mila firme in Parlamento europeo. Una speranza c’è ancora.
7 settembre 2010
Tema: LEAL informa
Domani e dopo, a Strasburgo, si decide la sorte della Direttiva 86/609/CEE sulla vivisezione. Contro i più controversi articoli di questa legge, in sei settimane la Leal ha raccolto quasi 85.000 firme di protesta, per la maggior parte italiane ma non solo. È un successo straordinario che ci dice in quale misura la vivisezione ripugna alla coscienza dei cittadini europei.
Ma se gli uomini e le donne che incrociamo tutti i giorni per strada hanno risposto in modo corale e massiccio, nel Parlamento Europeo non si trovano molti deputati disposti a pronunciarsi contro questa legge. Qui la salvezza può venire solo da due parti.
La prima si chiama Sonia Alfano. Trentanove anni, siciliana, è la figlia del giornalista Beppe Alfano ucciso dalla mafia per le sue inchieste scomode nel 1993. Eletta al Parlamento Europeo come indipendente nelle liste dell’Italia dei Valori, Sonia Alfano chiederà domani il rinvio del testo in Commissione, affinché venga ridiscusso e riscritto guardate il video (cliccate qua per vedere il video). Un gesto coraggioso che ci auguriamo con tutto il cuore abbia pieno successo.
Un’altra donna coraggiosa è il ministro del Turismo Michela VittoriaBrambilla, che insieme con Umberto Veronesi e gli altri garanti del manifesto “La coscienza degli animali” è scesa in campo per condannare la direttiva e chiedere agli eurodeputati il superamento della sperimentazione animale (cliccate qua per accedere al sito La coscienza degli animali).
Ma a battersi contro il “testo di compromesso” raggiunto tra Parlamento, Commissione e Consiglio dei Ministri ci sono anche gli eurodeputati Verdi che hanno presentato tre emendamenti importanti. Se fossero approvati, questi emendamenti sposterebbero l’’accento della Direttiva rendendo più stringente il ricorso ai metodi alternativi e aprendo la strada a miglioramenti che con l’’attuale testo non sono possibili. A presentarli sono stati Jill Evans, Martin Hausling e Carl Schlyter.
Il primo emendamento, che sposa in pieno la campagna di protesta e le richieste della Leal (che su questa richiesta fa pesare le 85.000 firme raccolte) – rafforza l’’articolo n. 13 sull’’utilizzo dei
metodi alternativi. La richiesta è che venga ripristinato nella sua interezza il paragrafo 1 di quell’articolo, chiarendo che gli esperimenti sugli animali non possono avere luogo se è disponibile un metodo idoneo che non prevede l’impiego di animali, e questo indipendentemente dallo scopo dell’esperimento.
Il secondo emendamento chiede che ai singoli Stati Membri dell’’Unione europea sia consentito adottare misure più rigorose di quelle contenute nella Direttiva stessa. Se non passasse, i Paesi che non hanno ancora una legislazione progressiva non potranno adottarla né ora né in futuro. A sua volta, chi già avesse misure più rigorose, potrebbe solo mantenerle ma non migliorarle in futuro (articolo 2).
Il terzo emendamento chiede che non sia possibile fare test sui primati prendendo a pretesto qualsiasi malattia umana, anche di poco conto. L’’attuale dettato consente infatti di sperimentare invocando semplici “affezioni debilitanti” (a titolo di esempio, anche un’’epidemia di influenza o un semplice raffreddore potrebbero essere considerati affezioni debilitanti) (articolo 8).
Ufficialmente però tutti i gruppi parlamentari europei sono allineati a favore della Direttiva così come si presenta. Les jeux sont faits! dichiarano. Ma non si può mai sapere. In campo con la Leal sono scese anche una molteplicità di organizzazioni: e poi la storia è costellata di imprevisti, di uomini e di donne che all’’ultimo minuto hanno saputo dire no all’’ingiustizia. Ci auguriamo che anche a Strasburgo si alzino molti “”no”” chiari e squillanti.
La protesta raccontata da Chiliamacisegua
http://www.chiliamacisegua.org/2010/08/30/firma-anche-tu-la-petizione-per-fermare-questa-atrocita/
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Salviamo i cani di Green Hill
3 giugno 2010 -
http://youtube.com/watch?v=paeibCajAn8&feature=related
CON PREGHIERA DI LEGGERE E MANDARE MAIL! REGIONE LOMBARDIA. GREEN HILL.
GIOVEDI 10 GIUGNO GIORNATA CONTRO GREEN HILL A MILANO
=====================================
**Ore 10.30 – Presidio davanti alla sede ASL REGIONALE Via Pola, 9/11 – Milano (in zona Stazione Centrale FS)
**Ore 14.00 – Presidio con dettagli da confermare, Milano.
————————————-
La Regione Lombardia con la Legge Regionale 16/2006 ed il suo conseguente regolamento di attuazione numero 2 del 5 maggio 2008, ha normato tutti gli allevamenti di cani sul territorio regionale, siano essi privati, canili di associazioni o grandi allevamenti, decretando che non vi debbano essere più di 200 cani.
Ci sembra abbastanza evidente che Green Hill ha ben più di 200 cani e che non potrebbe operare sul territorio lombardo se dovesse seguire questa direttiva.
Quando ciò è stato fatto presente alla ASL di Montichiari, la loro risposta è stata che questo allevamento, essendo uno stabilimento fornitore di laboratori di ricerca, opera sotto la legge 116 del Ministero della Salute. Se è vero che un allevamento del genere deve rifarsi alla
legge 116 e ai suoi comunque vaghi o inesistenti parametri riguardo la stabulazione, e che deve avere un nulla osta del Ministero della Salute, rimangono anche dati di fatto incontrovertibili:
-si tratta di un allevamento di cani, non di altri animali
-si trova nella Regione Lombardia.
Non importa a quale fine siano destinati i cani, così come non importa nei casi di un canile che li salva e li affida o di un allevatore che li riproduce e li vende, Green Hill è in tutto e per tutto un allevamento di cani e deve sottostare a questa direttiva.
Se ci muoviamo per fare in modo che venga applicata non è perché auspichiamo spazi più ampi per i cani prima che vengano vivisezionati, né tantomeno accettiamo un allevamento di cavie se questo ha un numero relativamente basso di animali imprigionati. La nostra è invece una chiara e semplice scelta pratica: Green Hill di fronte all’obbligo di conformarsi a questa direttiva regionale verrebbe praticamente obbligato a chiudere, non potendo operare con profitto.
Sta alla ASL Regionale Lombarda la decisione.
Per cui facciamo sentire loro la nostra ferma opposizione ad un lager come quello di Montichiari!
———————————
==============
Spett.le ASL Regionale Lombarda,
Scrivo questa lettera riguardo l’allevamento di cani beagle Green Hill di Montichiari (BS).
Green Hill è l’unico allevamento di “cani da laboratorio” in Italia, uno dei principali in Europa.
Come sapete un numero altissimo di cani, ben 2500, sono rinchiusi nei capannoni chiusi di questa azienda, in cui non entrano né aria né luce naturale.
Da questo allevamento centinaia di cani ogni mese finiscono nei laboratori di vivisezione, dove saranno costretti ad inalare o ingerire sostanze chimiche fino alla morte, ad essere sottoposti chirurgia, operazioni al cervello, paura, dolore.
Una fine orrenda in nome del profitto di questa azienda.
Ci chiediamo come questo allevamento possa operare sotto la Legge Regionale 16/2006 ed il suo conseguente regolamento di attuazione numero 2
del 5 maggio 2008, il quale prevede per chi alleva o custodisce cani un numero massimo di 200 animali e precise metrature per ogni individuo, che Green Hill non rispetta assolutamente.
Anche se Green Hill ha un’autorizzazione del Ministero della Sanità e deve operare sotto le direttive della legge 116, che norma la vivisezione in Italia, mi sembra evidente che debba anche operare sotto le direttive regionali in merito all’allevamento e la detenzione dei cani. Dopotutto il fine per cui sono allevati non può esentarli dal seguire una regola sulle modalità di allevamento.
Per cui chiedo che venga fatta rispettare questa normativa e auspico una totale chiusura di questa fabbrica di esseri viventi.
Cordiali saluti,
(nome)
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VIVISEZIONE:CORTEO NAZIONALE CONTRO GREEN HILL
13 aprile 2010 -
Albert Einstein:
“Vivisezione. Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni”
24 APRILE 2010 @ MONTICHIARI (BS) CORTEO NAZIONALE CONTRO GREEN HILL
Allevamento di cani beagle destinati alla vivisezione.
L’allevamento destina ogni mese 250 cani ai laboratori di vivisezione.
Un piano di ampliamento porterebbe nelle gabbie di Green Hill un numero di 5000 cani, tutti destinati ai laboratori come cavie per la vivisezione!
INFO: www.fermaregreenhill.net
Riceviamo e segnaliamo
PER CHI PARTE DA IVREA
Gentilissimi,
vi prego di inoltrare mail con miei dati per pullman che parte da Ivrea (TO) diretto a Montichiari.
Partenza ore 11 dal casello autostradale di Ivrea
Costo euro 20,00
Prenotare alla mail animalistanata@libero.it oppure 328/7757508
Grazie
Ylenia
http://www.beppegrillo.it/2006/01/la_vivisezione.html

Ammetto che quando penso alla vivisezione animale mi vergogno della specie umana e mi sento solidale con l’agente Smith di Matrix quando dice che gli uomini non sono mammiferi, ma virus.
Io vorrei abolire la vivisezione animale per legge.
L’obiezione che viene fatta è: “la vivisezione è utile, meglio loro di noi”.
Vorrei vedere se qualcuno vivisezionasse il vostro gatto o il vostro cane come reagireste a queste parole.
Comunque, la vivisezione è inutile e non lo dice un comico, ma la rivista Nature, uno dei punti di riferimento della scienza mondiale, che ha pubblicato il 10/11/2005 unarticolo con le dichiarazioni di alcuni scienziati:
” – I test di tossicità che abbiamo utilizzato per decenni sono semplicemente cattiva scienza. Oggi abbiamo l’opportunità di incominciare da zero e di sviluppare dei test basati su prove evidenti, che forniscono una reale opportunità per la tossicologia di diventare infine una scienza rispettabile.
- E’ stata riconosciuta la cattiva qualità della maggior parte dei test su animali, che non sono mai stati sottoposti ai rigori della validazione oggi imposta ai metodi alternativi in vitro. La maggior parte dei test su animali sovrastimano o sottostimano la tossicità, o semplicemente non sono in grado di fornire dati precisi sulla tossicità riferita all’uomo (il 75% dei test su animali vengono fatti per prove di tossicologia, ndr)
- I test di tossicologia embrionale fatti su animali non sono affidabili per la previsione nell’uomo: quando scopriamo che il cortisone è tossico per gli embrioni di tutte le specie testate, eccetto quella umana, cosa dobbiamo fare?”
E’ in discussione a Bruxelles la proposta REACH per la valutazione e regolamentazione delle sostanze chimiche immesse nell’ambiente, che sono causa, è stato stabilito, di circa un milione di morti premature nella UE (cancro, malattie degenerative come Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla).
Ho deciso di sostenere il Comitato Scientifico Equivita (già Comitato Scientifico Antivivisezionista), che chiede di inserire nella bozza REACH il divieto di usare sperimentazione animale per valutare la tossicità delle sostanze.
La sperimentazione su animali consente alle industrie di ottenere qualsiasi risposta desiderino (cambiando la specie animale usata) e di evitare la responsabilità civilesostenendo che il modello animale non consente “la certezza della prova“.
Esistono metodi di indagine predittivi per l’uomo come la tossicogenomica, già inserita nel testo di REACH come scelta possibile. La tossicogenomica studia la reazione del genoma della cellula umana con risultati 100 volte più veloci e più economici.
Chiudo questo lungo post con una frase di Albert Einstein:
“Vivisezione. Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni”.
Ps: Ho incontrato a Lugano *Hans Ruesch, un novantenne giovanissimo, fondatore del movimento antivivisezionista e autore del libro: “Imperatrice Nuda”. Lo saluto con affetto dal blog.
http://www.hansruesch.net/vita.htm
*Hans Ruesch (1913-2007)
http://www.veganzetta.org/?p=553
Di recente il BUR della Regione Friuli Venezia Giulia ha dato notizia ufficiale della Legge Regionale 11 febbraio 2010 n° 3. Una legge dal titolo “Norme per la diffusione di metodologie alternative alla sperimentazione animale”, una legge sulla vivisezione.
Premettiamo che ben poco ci si può aspettare da una legge regionale dato che la materia è normata già a livello nazionale, tuttavia si possono evidenziare delle particolarità a nostro avviso importanti perlomeno nelle dichiarazioni d’intenti del testo presentato per la discussione.
Forse per la prima volta in Italia un testo di una Proposta di Legge cita l’antispecismo nella sua presentazione.
Infatti il testo “norme contro la vivisezione” del 9 settembre 2008 presentato dal Consigliere Giorgio Venier Romano (UDC) recita:
“Ma l’aspetto fondamentale della mia contrarietà alla vivisezione e che intendo sottoporvi in questa sede, a sostegno della presente proposta di legge, è riconducibile in particolar modo alla necessità che, al di là dell’aspetto inerente la vita e la morte degli animali, una società cosiddetta civile deve evitare comunque la sofferenza degli animali.”
Ed anche:
“Da un punto di vista etico non può esserci alcuna giustificazione a questo massacro. Chi sostiene la vivisezione accusa chi la combatte di “sentimentalismo” nei confronti degli animali, e chiede spesso: “preferite salvare un topo piuttosto che un bambino?”, facendo leva, egli stesso, sulle emozioni (ma di verso opposto).
La risposta giusta a questa domanda è: “preferiamo salvare sia il bambino che il topo” perché, al di là delle spiegazioni scientifiche secondo cui la sperimentazione sull’animale può causare la morte anche del bambino, è importante capire che una scienza in cui si adotti il principio che “il fine giustifica i mezzi” è una scienza malata, in cui qualsiasi atrocità potrà essere legittimata.
E’ importante rilevare come non si possa accettare che esistano da un lato, la “vivisezione giusta” (quella per scopi medici) e dall’altro, la “vivisezione sbagliata” (ad esempio, quella per i cosmetici). La vivisezione è sempre ed in ogni caso inaccettabile, sia dal punto di vista scientifico che da quello etico.
Occorre escludere la sperimentazione animale, così come ogni altra forma di tortura, anche perché vi è sempre un’altra via, con basi scientifiche e senza violenza: è quella che va esplorata e allargata, è quella che concretamente porta i risultati migliori per l’uomo.
La vivisezione, definita da Gandhi “il crimine più nero tra i neri crimini commessi dall’uomo”, va avanti per una forma di inerzia culturale, perché non ci si oppone agli interessi che la sostengono e che impongono come dogma che “la vivisezione è necessaria”.”
Sulla vivisezione nel testo si afferma:
“La risposta giusta a questa domanda è: “preferiamo salvare sia il bambino che il topo” perché, al di là delle spiegazioni scientifiche secondo cui la sperimentazione sull’animale può causare la morte anche del bambino, è importante capire che una scienza in cui si adotti il principio che “il fine giustifica i mezzi” è una scienza malata, in cui qualsiasi atrocità potrà essere legittimata.
E’ importante rilevare come non si possa accettare che esistano da un lato, la “vivisezione giusta” (quella per scopi medici) e dall’altro, la “vivisezione sbagliata” (ad esempio, quella per i cosmetici). La vivisezione è sempre ed in ogni caso inaccettabile, sia dal punto di vista scientifico che da quello etico.
Occorre escludere la sperimentazione animale, così come ogni altra forma di tortura, anche perché vi è sempre un’altra via, con basi scientifiche e senza violenza: è quella che va esplorata e allargata, è quella che concretamente porta i risultati migliori per l’uomo.
La vivisezione, definita da Gandhi “il crimine più nero tra i neri crimini commessi dall’uomo”, va avanti per una forma di inerzia culturale, perché non ci si oppone agli interessi che la sostengono e che impongono come dogma che “la vivisezione è necessaria”.”
Il Consigliere conclude il suo testo con un’analisi che si rifà alla filosofia antispecista nella sua accezione più classica (ad esclusione di Kant):
“Il pensiero occidentale non è mai stato particolarmente benevolo verso gli animali, visti quasi sempre come creature poste al servizio dell’uomo. Si può dire che fino a pochi anni fa la visione antropocentrica del mondo sia stata quasi universalmente accettata, anche se, già nell’antichità, si siano fatte sentire voci di dissenso a questa impostazione, come quelle di Pitagora, Porfirio, Plutarco, Celso.
A questa visione si oppose anche Kant, il quale, pur non riconoscendo agli animali diritti derivanti dalla loro condizione di esseri viventi e senzienti, riteneva che l’uomo dovesse rispettare gli animali perché la crudeltà nei loro confronti predisponeva ad uguale comportamento verso i nostri simili.
Solo alla fine del 1700 il filosofo utilitarista Jeremy Bentham iniziò, per la prima volta, a porre le basi per il riconoscimento dei diritti animali. Egli disse: “il problema non è “possono ragionare?”, né “possono parlare ?”, ma: “possono soffrire?” (in un essere umano sottoposto a torture analoghe a quelle della vivisezione, essere cerebroleso o, al contrario, dotato di un alto quoziente di intelligenza, non modificherebbe certo la dimensione della sua sofferenza).
Agli inizi degli anni ’70 cominciò ad organizzarsi un vero e proprio movimento per il riconoscimento dei diritti degli animali. Alla base delle argomentazioni vi è il concetto di specismo: l’uomo mette in atto comportamenti crudeli verso gli animali soltanto perché non appartengono alla sua stessa specie. Allo stesso modo, i razzisti discriminano in base alla razza ed i sessisti in base al sesso. Riconoscere agli animali diritti quali la vita, il benessere, un equo trattamento e il rispetto della propria specificità, rappresenta quindi la logica conseguenza del riconoscimento dei diritti umani.
In sintesi, la vivisezione, dal punto di vista etico, deve essere abolita perché rappresenta un esempio di comportamento specista, gravemente lesivo di tutti i diritti che le più avanzate correnti di pensiero filosofico riconoscono agli animali; essa è un crimine in qualsiasi modo si tenti di giustificarla: che la si compia credendo di “far del bene all’umanità” o che la si compia, come spesso avviene, solo per interessi personali e di carriera.
In conclusione è sulla base di queste articolate motivazioni che nasce la presente proposta di legge e con la quale si intende vietare, su tutto il territorio regionale, l’allevamento, l’utilizzo e la cessione di animali ai fini di sperimentazione.”
Ci preme sottolineare che si dal titolo “Norme contro la vivisezione” il testo ha voluto essere una denuncia di una delle maggiori vergnogne umane, lo stesso Consigliere fa la seguente considerazione che non lascia adito a dubbi interpretativi:
“La parola “vivisezione” significa, letteralmente, “sezionare dal vivo”, cosa che non avviene certo in tutte le ricerche compiute sugli animali. Chi esegue esperimenti sugli animali preferisce usare il termine meno cruento di “sperimentazione animale” che non richiama altrettanto l’idea della violenza e della tortura anche se, in realtà, la sofferenza e la violenza sono presenti in modo forte e talvolta in misura anche maggiore dove non avviene la dissezione vera e propria (se eseguita in anestesia). Pertanto i termini “vivisezione e “sperimentazione animale” possono considerarsi come sinonimi.”
Una seconda considerazione è relativa al termina “specismo” che forse per la prima volta compare in un testo ufficiale di un progetto di legge in Italia, ciò appare come un passo fondamentale verso la piena legittimazione della filosofia antispecista da parte di chi ha responsabilità politiche e di governo. Tale passo – a prescindere dalle effettive ricadute che la legge avrà nella realtà della vivisezione nel nostro paese – l’impianto teorico generale è di considerevole rilevanza, e rappresenta un importante precedente che speriamo possa portare ad una crescita della visione antispecista in ambito sociale e culturale.
Auspichiamo che il testo della legge venga divulgato il più possibile e possa rappresentare un esempio anche per altre Regioni contribuendo al rinvigorimento del fronte antivivisezionista italiano.
Testo completo del Progetto di Legge
BUR Regione Friuli n° 7 del 17 febbraio 2010
Iter della Legge
Testo definitivo della Legge
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