Relazione di Stefania Piazzo sul randagismo business italiano
8 dicembre 2010 -
Chiliamacisegua pubblica e divulga la relazione di Stefania Piazzo dell’11 ottobre scorso, che segna la linea della demarcazione tra l’indagare, conoscere, svelare e fare.
Questa relazione è’ il punto e a capo.
A prescindere…..
Perché solo oggi?
Perché oggi, 8 dicembre 2010, a cavallo del 2011, dopo che dal 2008 si è tolto il coperchio alla teca dell’orrore, la geografia dello scempio, del lucro, del malaffare, della collusione, della indifferenza, della omissione di atti di ufficio, della illegalità, dei comodacci propri, è chiara.
Con in evidenza, nomi e cognomi che attendono solo di essere giudicati e condannati. E reati di essere puniti.
Chiliamacisegua
Perugia, 11 ottobre
La tutela giuridica degli animali d’affezione
e la legge 20 luglio 2004, n.189
Convegno Ministero della Salute e Magistratura
Relazione
dr.Stefania Piazzo
giornalista
caporedattore centrale
quotidiano la Padania
CHE DIRE
“Ma cosa vado a dire”, mi sono chiesta?
Cosa posso aggiungere più di quanto già non scriva nelle inchieste sulla malasanità veterinaria, sull’indifferenza e l’ignavia dei sindaci, su quelle asl inattaccabili, impunibili, intoccabili, protette, che non vedono mai niente, sugli appalti che nessuno studia perché tanto i canili sono un affare residuale, affidato a imprese di pulizie che vincono i bandi di gara, sulle regioni silenziose, come la Campania oggi, ad esempio, grande assente, che ha ritenuto non necessario inviare qui il proprio responsabile sul benessere animale perché la Campania non ha nulla da imparare, semmai da insegnare, evidentemente, sul mestiere!?
CHI FA COSA
E allora mi sono posta una domanda.
Chi fa cosa? A chi spetta?
A chi tocca essere onesto ed esigere l’onestà? Il rispetto degli esseri senzienti? Il rispetto della legge? A chi spetta non archiviare tutte le denunce in procura? A chi spetta dar seguito alle ispezioni del ministero e dei carabinieri dei Nas?
A chi tocca?
Il sottosegretario Francesca Martini ha voluto organizzare un convegno come questo per dire semplicemente una cosa, alla magistratura così come a tutta la filiera della legalità: ciascuno faccia il proprio dovere.
Il cuore del problema è questo: fare il proprio dovere. Una banalità che mette in ginocchio un Paese e che lo rende ancora oggi in molte regioni, incivile, barbaro, assassino, complice.
STAMPA POTERE SOSTITUTIVO
Sono reduce da un evento come il Vivipet, una importante manifestazione che ha ricevuto il patrocinio del Comune e della Provincia di Milano, del ministero della Salute, del ministero del Turismo, dedicata al benessere animale e a metodi scientifici alternativi alla vivisezione. Nel corso dell’evento sia io che il collega Edoardo Stoppa che il sottosegretario Martini siamo stati premiati con una targa per le nostre battaglie.
Ebbene, sarà un’eresia ciò che dico ma trovo sia inaudito ricevere un premio per essere dei normali.
Il paradosso è che in questo Paese si viene premiati, come nel mio caso, per aver “onorato la professione, per la lotta alla corruzione attraverso la stampa”.
Ma la stampa, lo dico ai carabinieri e ai politici presenti in questa magnifica sala, non ha come missione scovare, combattere i delinquenti. La lotta al crimine non spetta a noi. Eppure, la stampa sta svolgendo un potere sostitutivo, intervenire su ciò che altri della categoria “giustizia” o della categoria “pubblica amministrazione” vedono ma non dicono.
Certo, abbiamo smosso le acque dopo decenni di indifferenza delle istituzioni ma è scandaloso, io dico persino immorale, essere costretti a premiare l’ordinario, è innaturale che la normalità sia una rarità.
E’ ANTROPOLOGICO
Stamane l’amica Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, mentre mi interrogavo con Lei su questi temi, mi diceva saggiamente: “Ma vedi, cara, l’essere umano è nato per farsi i fatti suoi, è antropologico. La percezione del diverso consente la percezione del proprio simile. Quindi… per dialogare occorre capire a quale categoria culturale apparteniamo. Una volta definita l’appartenenza, dialoghiamo”. Ed effettivamente, Perugia è stata scelta per questo: dialoghiamo, aboliamo le barriere e regolamentiamo le relazioni.
I DEFICIT
Che vuole questa stampa? Raccontare ciò che vede. Io mi accontento di questo, anche se più proseguo il lavoro di indagine, più mi rendo conto che il potere sostitutivo che “occupiamo” va a “occupare” il vuoto dello Stato, la mollezza degli uffici, la burocrazia della materia grigia.
Tre secondo me sono i deficit che la stampa vede bene e per i quali siamo ancora deficienti.
Deficit di democrazia, deficit di legalità, deficit di coraggio.
Il deficit di democrazia riassume, nell’apoteosi dell’ingiustizia e dell’impiegatizia visione del proprio dovere, rispettivamente, diritti negati, sentenze negate, soluzioni negate. Vita negata. L’occultamento della ragione e della vita.
GLI ESEMPI – CAMPANIA
Esempi di deficit?
Quello campano, su tutti. Per la grande assenza ingiustificata che troneggia dentro il Palazzo dei Priori.
Dice tutto. Esemplifica e disarma.
Deficit è premiare chi fa più di due sterilizzazioni a settimana e prevedere un piano straordinario nella Regione dei veterinari elettricisti che sterilizzano le femmine chiudendo in modo inconcludente le tube con le fascette elettriche di plastica.
Deficit è usare l’inceneritore del canile in cima alla montagna per portarci da Napoli la droga dei pusher.
Deficit è avere a Ponticelli, dal 1996, un rifugio come la Fenice che non trova un’area per mantenere i cani, del sindaco, con promesse e rimaneggiamenti incredibili di parole e piani regolatori in una zona ad alta tensione sociale e criminale, dove evidentemente il buon esempio va sacrificato per altri interessi. Il rinascimento campano.
Deficit è bloccare come ad Aversa le sterilizzazioni, e democrazia è vederle riattivare ma solo dopo l’intervento del ministero.
Deficit è sotterrare i cani avvelenati come a Campolattaro, e fregarsene dell’ordinanza contro i bocconi avvelenati.
Deficit è non costituirsi parte civile contro il canile dei canili lager, Cicerale, dopo che le istituzioni locali, tutte le associazioni nazionali, il ministero, si sono costituiti parte civile poiché l’Avvocatura di Stato ha riconosciuto nel maltrattamento e in quegli appalti immeritati un danno allo Stato. Ma non per la Regione che sta dietro il cespuglio.
Ma vogliamo poi parlarne di altre dependance del deficit? Vogliamo ricordare le sette sterilizzazioni in un anno a Modica, e il suo Consiglio comunale che insorge con un documento contro la sottoscritta perché osa denunciare con il diritto di opinione una mozione che riabilita l’ordinanza della mattanza dei cani? O l’asl di Scicli e dintorni che sospende le sterilizzazioni? Deficit di democrazia o cos’altro?
ALINA DI RIETI
Lo vedete quel cane proiettato ovunque nella sala dei Priori e che sta sulle vostre gambe, sulla cartella dei documenti che vi hanno consegnato oggi?
Lei è Alina ed è l’immagine scelta dal ministero per rappresentare in questo convegno con la magistratura sui manifesti, sugli inviti, nelle locandine, nelle slide, il simbolo del maltrattamento, del malessere, esattamente ciò che non deve essere un cane prigioniero di un canile.
Esattamente ciò che non deve essere un canile.
Siamo a Rieti. E la vedete l’immagine a fianco di Alina nel box, pubblicata dal mio giornale nell’ultima mia inchiesta? E’ sempre lei, Alina. Ma è un altro cane, dopo appena quattro giorni che è uscita per l’adozione, grazie ai volontari. S’intende.
Questa immagine, di appena una settimana fa, è il segno, il confine indelebile del bene e del male, ma anche dell’impunibilità, della renitenza alla legalità, del lavoro nero e delle irregolarità riscontrate anche dall’Inps dentro quel canile.
Perché Rieti non è un canile. Rieti è una delle tante holding che costellano il Paese, in cui una società vince appalti ovunque, arriva allo scadere degli appalti nelle regioni confinanti e addirittura si allarga al Nord, passando per il Molise, altra eccellenza vergognosa in cui i commissari e i subcommissari in cappottino bianco di cachemire non sporcano i tacchi per prendere visione del mare di feci e sorci che abitano la struttura.
Alina, Rieti e il Molise, un triangolo perfetto dunque. Vediamolo.
GLI ESEMPI – IL MOLISE
Il deficit che concentra tutto sta in un appalto che dura fino al 2022 per il mantenimento di 300 cani del canile di S. Stefano che però nel frattempo moriranno, dato che già sono anziani. Eppure, il proprietario del canile di Alina di Rieti si è aggiudicato l’iperbole contrattuale da 1,2 milioni di euro per trasferire i 300 deportati molisani in una struttura a S. Giuliano Milanese divisa in due reparti: nel primo c’è il rifugio dei cani cuccioli che arrivano anche illegalmente dall’est, più volte sequestrati dai Nas, nell’altro reparto ci sono i cani che il padrone di Rieti, in veste di intermediario, ha trasferito da Campobasso al Nord. Ma il Comune di Campobasso ha ritenuto quell’offerta unica e irripetibile tanto che l’ha persino scritto nella determina.
Per fortuna che passava di lì il padrone di Alina di Rieti, scrive.
E Campobasso è il canile in cui persino il magistrato procede al suo dissequestro perché “tanto non cambia niente”, il canile in cui una ditta, la Generservice, pagata per quattro operai, non li fa mai lavorare tutti insieme. Lavorano in due, forse tre, porti a casa l’appalto per quattro. Campobasso è il canile il cui fornitore di mangime è il proprietario del lager di Ripalimosani.
Il Molise è la sanità veterinaria, e non solo, dei colletti bianchi, che nemmeno si presentano quando arriva l’ispezione del ministero e bussa alla porta dell’assessore provvisorio alla sanità, commissariata.
GLI ESEMPI – LA GARA DELLA COMUNITA’ MONTANA SU RIETI
Il deficit di legalità è l’esempio della Comunità montana dell’Alto Reatino alla quale il padrone di Alina di Rieti stava per vendere il proprio canile, quello della locandina. E la V Comunità montana Montepiano Reatino, quella che è appena finita nell’inchiesta dei carabinieri per truffa e peculato, perché 26 dipendenti su 32 risultavano assenteisti, stava aggiudicando un bene, il canile di Alina, di cui però non era ancora diventata proprietaria. Un caso unico e raro dei bandi e delle gare che, dopo numerose circostanziate denunce del mio quotidiano (“mica” avevano previsto il durc, la prova della regolarità contabile contributiva né fidejussioni adeguate per i danni o per l’evasione contributiva né altre frivolezze legali…) e una ispezione della task force ministeriale, veniva ritirato e cancellato dalla faccia della terra. Però, ci avevano provato.
Ci avevano provato a mettere in affitto un bene che coabita peraltro ancora con un deposito di amianto, un bene ancora di qualcun altro, che però dettava condizioni per la gestione decennale dentro la struttura… Nessuno dentro l’asl e gli uffici tecnici dell’indagata Comunità Montana, tranne le inchieste di una giornalista, ci avevano visto dentro qualcosa di strano.
Ma è possibile?
LA HOLDING
Dobbiamo essere franchi. I canili non sono canili. Sono holding. Sono società commerciali, supermercati, mattatoi, inceneritori, termodistruttori di cani.
I reati che si consumano non sono solo quelli di maltrattamento. Per i quali, peraltro, la magistratura impiega dieci anni a prendere una posizione. Al massimo archivia. Poi vedremo il caso dello zoo san Raffaele a Milano.
Siamo qui a dire proprio questo, no? A chiedere alla giustizia di fare la giustizia, il suo dovere, quello di cui sopra.
Altri sono i reati che si consumano. Reati per i quali la task force pensata dal sottosegretario Martini ha bisogno di interagire con altri corpi dello Stato. Accanto ai preziosi Nas, nei canili deve entrare la Guardia di Finanza, gli ispettori dell’Inps e se serve dell’Inail. I conti correnti dei padroni dei canili sono i cassetti da aprire, le verifiche fiscali, gli intrecci azionari delle loro holding che si diramano in tutta Italia, appalto su appalto.
Il maltrattamento è una viola mammola, qui da combattere c’è la camorra dei canili, la mafia, la ‘ndrangheta, tutte le declinazioni territoriali degli affari criminali che transitano dentro la veterinaria pubblica e la tumorificano nell’apparato pubblico che diventa un pezzo di antistato.
Oggi, il volontariato, la stampa, ha davanti a sè il mostro dell’antistato dentro le istituzioni.
Volete vedere di che cosa stiamo parlando? Di una società, ad esempio quella di Alina, nella cui ragione sociale c’è l’enciclopedia Treccani del benessere del titolare e dei suoi soci.
Perché il canile può anche… fare altro: “Produzione e commercializzazione di detergenti professionali; produzione e commercializzazione di insetticidi, larvicidi, topicidi…; la gestione di canili sia pubblici che privati; studio e sviluppo, produzione e commercializzazione di tecnologie per la chirurgia e la medicina ad uso veterinario; la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande; la gestione di sale da gioco, locali di intrattenimento e stabilimenti balneari; la gestione di bar, tavole calde, punti di ristoro, alberghi, ristoranti, pizzerie; la gestione di stands in occasione di fiere; approntamento a domicilio di banchetti e buffet fornendo tavoli, la cristalleria, la posateria e quant’altro necessario; gestione di agriturismi… la società potrà compiere qualsiasi operazione industriale, commerciale, finanziaria, mobiliare e immobiliare… potrà prestare avalli, fidejussioni e garanzie reali e anche per debiti assunti da terzi”.
Ma la notizia straordinaria deve ancora arrivare. E l’ho scoperta tra l’altro questa mattina mentre rileggevo con attenzione la Camerale di Alina. “La società può emettere titoli di debito al portatore o nominativi”. Insomma, sta scritto nella visura della Camera di Commercio, la ragione sociale consente ad Alina di emettere titoli di debito.
Sì, i buoni ordinari del canile!
E come li chiamiamo se non holding, paravento con cani!
Qui non ci sono obblighi e requisiti per il rispetto del benessere, per considerare i canili luoghi di transito. O meglio, di transito non solo dei cani.
QUINDI?
Chiudo con un’altra domanda. La prima era…. che vado a dire.
La seconda è come va a finire. E cioè un grande “QUINDI” col suo bel punto interrogativo.
Quindi?
Come li saniamo questi deficit? Noi della stampa ce la mettiamo tutta. Non ci facciamo intimidire.
Quindi?
Quando una sentenza esemplare, una che fosse una?
QUINDI… ECCO L’OASI SAN RAFFAELE
Forse non tutti voi sapete che a Milano c’è uno zoo, l’oasi del San Raffaele, accanto ad una rinomata clinica. C’è un cartello che lo annuncia sul quale sta scritto questo: “Questo non è uno zoo privato. E’ un’oasi di pace dove la presenza degli animali contribuisce alla guarigione degli ammalati. Infatti recenti studi dimostrano che i convalescenti guariscono prima e meglio se godono della compagnia degli animali. Pappagalli, caprette, agnelli, dromedario, scimmie, lama, pellicani, cigni, gru, andine, canguri, storioni, ecc.. sono qui una compagnia per l’uomo che soffre. e’ dovere di tutti rispettare la loro natura e la loro dignità”.
Allora, per intenderci, l’ispezione della Forestale riscontra molteplici casi di maltrattamento. Ipotesi di reato suffragata dal fatto che una visione pionieristica della pet therapy porta a ritenere legittimo potare le ali e i becchi agli uccelli, esotici e non esotici, presenti, per evitare la loro fuga. Con un bel grande tronchesone. Che vuoi che sia…
Ma anche se arriva la Forestale, vede e sequestra, l’asl regionale lombarda dice che no, che non c’è stato maltrattamento nelle gratuite e dolorose amputazioni. Fatte da veterinari? Mica tanto… Ma va bene lo stesso.
Il ragionamento è questo: gli animali sono vivi. Quindi, se vivono, stanno benone. Vivi uguale sani. Questo pensa l’asl.
Il pm profondo conoscitore dell’etologia animale condivide e dice: si archivi.
Il gip ha un rigurgito di giustizia etologica e non chiude l’inchiesta, anzi, vuole un supplemento.
Allora ecco che il pm si rivolge agli stessi veterinari asl, gli stessi periti. Massì, gli stessi. E cosa potevano dire? Rinnegare se stessi? No, rinnegare il benessere e il rispetto degli animali, rinnegando la propria deontologia veterinaria, venendo meno a quel patto “di cui sopra”, fare il proprio dovere.
QUINDI?
I deficit restano. Di democrazia, di legalità, di coraggio. Ancora troppo pochi i sussulti dalla veterinaria pubblica, deboli e fioche risposte isolate di eroi, uomini normali isolati.
Noi stiamo con Alina. Con le asl, poche, oneste, coraggiose, come quella di Isernia, ad esempio, che fa spernacchiata il proprio dovere. Stiamo con la task force, seppur osteggiata da imboscate e agguati di chi non vuol cambiare da dentro il sistema. Penso agli Izs che hanno uomini del calibro del dr. Rosario Fico, il miglior veterinario forense che abbiamo sulla piazza.
QUINDI?
Noi stiamo con il sottosegretario Martini, adesso e anche dopo, perché i governi passano ma le persone restano, stiamo con chi ha rotto il silenzio e gli argini, stiamo con la dr. Rosalba Matassa, coordinatrice della task force finché la lasceranno lavorare e stiamo con le associazioni che condividono questa battaglia civile che dentro le istituzioni, a volte, è una guerra civile tra chi difende il regime e chi lo vuole rivoltare come un calzino.
Questione di visione di deficit. Chi di affari, chi di potere e chi, invece, di democrazia e di assoluto senso dello Stato.
Grazie Francesca, grazie Rosalba.
Un grazie personale agli amici del gruppo dell’Fbfaif. Quando iniziano, le rivoluzioni si fanno anche pensandole in pochi. Pochi e temuti.
Grazie.
Mail ricevuta
Da leggere d’un fiato, come sempre, pur con l’amaro in bocca,
Prima e dopo aver assistito al convegno di Perugia…
Per sempre dalla parte di Alina,
Un pezzo del nostro cuore che per quasi sei anni
Abbiamo dovuto vedere incantonata e terrorizzata in quell’angolo,
Prima della sua inaspettata occasione di libertà
E prima di scoprire che era ancora capace di sorridere.
Chiunque e ovunque abbia visto tante,
Troppe Aline incantonate in tanti angoli,
Non può che unirsi alla voce di Stefania
Che dovrà prima o poi sfondare tutti questi muri di gomma,
Gridando a squarciagola:
E quindi???
Grazie Stefania.
I volontari del canile di Rieti.
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La Padania 17 ottobre IL PARCO-CANILE “SARAH E SAETTA” AD AVETRANA
16 ottobre 2010 -
L’appuntamento settimanale con La Padania e la pagina Dalla parte degli animali a cura di Stefania Piazzo, e il suo Viaggio bestiale,parla di Chiliamacisegua e del suo progetto:
“………..Per onorare la memoria di Sarah Scazzi Chiliamacisegua lancia l’iniziativa del parco-canile con il sostegno dei Comuni di Avetrana e di Milano. A far da traino, la raccolta fondi per il calendario 2011 dell’associazione……”
Meglio leggere senza farla tanto lunga e ..preambolarci attorno.
L’articolo che riguarda Rieti merita invece, una sottolineatura di riguardo
“………..Rieti, chi non muore si rivede. E chi non si vede, finisce in tribunale, con l’accusa di truffa e peculato. Guarda guarda… la V Comunità montana Montepiano Reatino, già nota alle cronache del nostro quotidiano per aver pubblicato un bando per dare in affitto del canile di Rieti, prima ancora di acquisirlo, senza peraltro porre tra i requisiti sufficienti fidejussioni, richieste di certificazioni di versamenti contributivi…, è finita del mirino dei carabinieri.Hanno seguito gli spostamenti di 26 dei 32 dipendenti e che ne è scaturito? Assenteismo globale. I geni del bando d’appalto marcavano pure visita. Dai dirigenti al segretario generale, sempre lo stesso del geniale bando per l’acquisizione del canile della Tecnovett………….”
Fusse che fusse la volta bbbona!!!!
Buona lettura, come sempre
Chiliamacisegua
La Padania 17 ottobre
VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE CINQUANTACINQUESIMA PUNTATA
IL PARCO-CANILE “SARAH E SAETTA” AD AVETRANA
L’iniziativa di Chiliamacisegua col comune tarantino e quello di Milano
La sfida culturale: lotta al randagismo e parco-canile
Il calendario 2011 dedicato alla raccolta fondi per il progetto
RIETI, V COMUNITÀ MONTANA ASSENTEISTI 26 SU 32. BRAVI
(55-segue)
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Appuntamento settimanale con La Padania
27 marzo 2010 -
Appuntamento settimanale con La Padania
Appuntamento settimanale con la vergogna svelata.
C’è chi si risente.
Come il Segretario Nazionale del Sindacato Veterinari Medicina Pubblica.
Una sola considerazione di Chiliamacisegua: il dottor Aldo Grasselli non dovrebbe risentirsi per i dossier pubblicati da Piazzo, narranti malefatte che non impiccano una categoria, ma inchiodano con nome e cognome chi, nella categoria, si macchia di omissioni, di indifferenza e accidia.
Dovrebbe risentirsi e indignarsi per queste foto, un miserrimo numero rispetto alle foto dell’archivio di Chiliamacisegua, che forse gli sono sfuggite, perché le Asl non le ha catalogate, inviate. Ne denunciate.
Ci hanno pensato alla bisogna, le volontarie e i volontari.
ALBUM DEI CANI ITALIANI OSPITI DEI CANILI ITALIANI CONVENZIONATI
Buona lettura
Chiliamacisegua
La Padania del 28 marzo
Pagina 28
*VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE VENTIDUESIMA PUNTATA
*MARTINI E VARESE: «L’AMORE PER I CAVALLI CI ACCOMUNA»
«Ho proposto alla Fise nuovi criteri di valutazione dei loro circoli. Non mi interessano i numeri ma altri valori»
*I VETERINARI DIFENDONO LA LORO ONORABILITÀ – BOTTA E…
Spettabile direttore, il servizio di Stefania Piazzo sulla Padania del 22 marzo scorso denuncia fatti estremamente gravi.
Di Aldo Grasselli Segretario Nazionale Sindacato Veterinari Medicina Pubblica
28 marzo
Pagina 29
*LA TECNOVET SI AGGIUDICA A TERNI L’APPALTO DEL CANILE MUNICIPALE CON LA COOP ALIS
*RIETI, MILANO, MOLISE E… UMBRIA I BORDI DELL’IMPERO / 2
La Tecnovet si allarga. Dopo Rieti, Osimo, Campobasso con S.Giuliano Milanese, arriva anche l’Umbria
*…RISPOSTA – NOI DIFENDIAMO L’ONORABILITÀ DELLA VITA ANIMALE
Gentile segretario, di una cosa sono certa. Io difendo innanzitutto l’onorabilità della vita degli animali. Non hanno né Ordini né sindacati. Dipendono dalla nostra coscienza e onestà.
Di Stefania Piazzo
ARCHIVIO PADANIA 2008
http://www.chiliamacisegua.info/la_padania_2008.html
ARCHIVIO PADANIA 2009
http://www.chiliamacisegua.info/la_padania_2009.html
ARCHIVIO PADANIA 2010
http://www.chiliamacisegua.info/la_padania_2010.html
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La Padania 21 marzo Altro atto d’accusa della giornalista Stefania Piazzo
20 marzo 2010 -
La Padania 21 marzo
Altro atto d’accusa della giornalista Stefania Piazzo. Chiaro, preciso, puntuale.
Siamo nella cronaca nera che più nera non ce n’è.
E l’Italia sta a guardare.
Tanto a sgolarsi sono quei due cretini e quelle due imbecilli di animalisti.
Animalisti… chi?
Quelli che angosciati vedono morire tra l’indifferenza totale, generale e tra lo sperpero del denaro pubblico,bestie di ogni razza e ogni specie.
Quelli che invocano: “Stato, fai il tuo dovere, è ora di fare luce sull’operato delle ASl, sui contratti (pacchetto regalo) tra Comuni e gestori privati.
Quelli che urlano: “E’ ora di fare BANZAI!”
Chiliamacisegua
VENTUNESIMA PUNTATA VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE a cura di Stefania Piazzo
SI COMPRA, SI VENDE. L’INDUSTRIA DEI CANI RENDE
RIETI, MILANO, MOLISE I BORDI DELL’IMPERO
Il canile di Rieti, da rifare, amianto compreso da smaltire, in vendita, alla modica cifra di 600mila euro… Un contratto chiavi in mano per mantenere 330 cani del Comune di Campobasso da qui fino al 2022…
APPELLO AL SOTTOSEGRETARIO
USSITA E BUFALOTTI TUTTO QUELLO CHE LE ASL COPRONO…
Care Asl veterinarie, troppe di voi ci fanno soffrire e morire d’impotente angoscia per le martorianti ingiustizie di cui siete complici sul campo. Ci mostrate il lato oscuro di un’antica ignoranza professionale di medici obsoleti e inadeguati.
Dovreste garantire la salute e il benessere animale ma dopo quello che come giornalisti scopriamo con passione e coscienza, c’è la conferma che vi sia, accanto a rari e onesti professionisti, un esercito di veterinari pubblici imboscati, con la sola missione di non vedere cosa accade negli allevamenti, nei canili, nei giardinetti privati dove cani sanguinanti o murati vivi non subiscono mai alcun maltrattamento………….
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RIETI, IL REATO È ARRIVATO DOPO IN GAZZETTA UFFICIALE
12 dicembre 2009 -
Una pagina orribile per la giustizia italiana, (ahimè non rara avis) che fredda, cruda, robotica, non lascia aperto nessuno spiraglio al senso di pietas e al senso del buonsenso: laddove non arriva la legge deficitaria, arrivi la deduzione logica indotta dalle prove.
Ma no! Suvvia!
Il reato non esiste se non è iscritto nell’elenco del delinquere.
La coscienza non necessità di parole codificate, ma di palpiti.
Di sobbalzi, magari, perchè c’è o non c’è.
A Rieti? E’stata sfrattata da mò, per morosità!
Chiliamacisegua
Battaglie di Chiliamacisegua, tanto per farsene una idea.
Dello scempio operato nei confronti del rispetto della vita.
http://www.chiliamacisegua.org/category/sostegno/
Rieti vergognati! Questa e’ la giustizia italiana
http://www.chiliamacisegua.org/2009/05/15/i-cani-di-rieti-vogliono-giustizia/
I cani di Rieti vogliono giustizia
BUONA LETTURA
LA PADANIA
DALLA PARTE DEGLI ANIMALI
Viaggio nell’Italia bestiale Nona puntata (9 – continua)
A CURA DI STEFANIA PIAZZO
LA SENTENZA DEL TRIBUNALE ASSOLVE TUTTI
RIETI, IL REATO È ARRIVATO DOPO IN GAZZETTA UFFICIALE
Questione di tempismo. Siccome il delitto di uccisione di animali non era ancora legge, e i cani ritrovati nella fossa comune erano morti da più di un anno, prima che uscisse la Gazzetta Ufficiale il 31 luglio 2004, il reato non esiste. Il fatto non sussiste. Ecco qua. La Gazza assolve tutti. Eppoi, la causa della morte non è stata accertata. I cani entravano già malaticci. Morire non era la sorte inflitta ma il loro dovere. Così dice la sentenza che assolve tutti. Nei canili si va per morire, non per fare altro. Come i vecchi negli ospizi. Rieti è uno scherzo, Rieti non è mai esistita. Colle Arpea, dove sorge il canile, è in un altro mondo. Al processo però c’erano tre imputati veri, il gestore e il direttore sanitario del canile. L’accusa: «Per crudeltà e senza necessità cagionavano la morte di circa 140 cani ricoverati sotterrandone le carcasse e in zona limitrofa per crudeltà e senza necessità maltrattavano i cani cagionando loro lesioni, sottoponendoli a sevizie, tenendoli rinchiusi in gabbie sovraffollate, soggetti alle intemperie…». Basta così. Morale, ecco il pubblico ministero: «Assoluzione perché il fatto non sussiste». Libero come l’aria Leonardo Bordi, della Tecnovet srl, proprietario e gestore, liberi l’altro cogestore e il veterinario della struttura.
……………………………………………………………
In questi immagini il cimitero dei cani, finito sotto processo e assolto
dal Tribunale di Rieti
Sotto, un cane in precarie condizioni all’interno della struttura
che ha superato però il vaglio attento della magistratura italiana
PDF DA SCARICARE
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EBBENE Sì, UN TRIPLO COLPO DI SCENA… INCREDIBILE…
17 novembre 2009 -
RICEVIAMO E DIVULGHIAMO CON LA SPERANZA CHE UNO SCRITTORE IN ROMANZI GENERE GIALLO, POSSA AIUTARE A CAPIRE LE MOTIVAZIONI CHE MUOVONO A SIMILI COMPORTAMENTI, CHE APPAIONO, COME DIRE, POCO LOGICI E CONSEGUENZIALI.
LEGGERMENTE SLABBRATI INSOMMA, TALI DA INGENERARE DOMANDE SENZA RISPPOSTA CERTA E MOLTA CONFUSIONE.
CHILIAMACISEGUA
www.chiliamacisegua.org
BATTAGLIA EMAIL CHILIAMACISEGUA QUI
http://www.chiliamacisegua.org/2009/08/20/telenovela-di-rieti-e-tivoli/
EBBENE Sì, UN TRIPLO COLPO DI SCENA… INCREDIBILE…
NUMERO 1:CON DIVERSI GIORNI DI RITARDO RISPETTO AI TERMINI DI LEGGE RELATIVI ALLE RICHIESTE DI ACCESSO AGLI ATTI, CON UN’UNICA NOTA DI POCHE RIGHE A DISPETTO DI UNA FORMALE RICHIESTA DI DOCUMENTI MAI FORNITI, ALCUNE SETTIMANE FA…
LA ASL DI TIVOLI DICHIARA CHE FELICETTO NON è PROPRIETà DEL COMUNE DI TIVOLI BENSì DI CASTELMADAMA!!!
ANZI IL DOTT. FERRARI (ASL RMG), NELLA SUA NOTA, PRECISA CHE FELICETTO ERA STATO DA LUI IDENTIFICATO CON MICROCHIP NUMERO 380260040040312 POI SOSTITUITO DAL DOTT. PIFANI CON MICROCHIP NUMERO 981100000097607…
CERCHIAMO DI CAPIRE…FELICETTO, COME ALMENO ALTRI 5 O 6 CANI (NUMERO STIMATO PER DIFETTO…)PROVENIENTI DALLA STESSA ASL (RMG TIVOLI) E INVIATI NELLO STESSO PERIODO, ARRIVA IN CANILE SENZA MICROCHIP…
STRANA EPIDEMIA O SUICIDIO DI MASSA DI QUELLE SIMPATICHE CAPSULINE?!?! DOPO QUALCHE TEMPO ALCUNI MICROCHIP ORIGINALI (CIOè CON I NUMERI ASSEGNATI SULLA CARTA DALLA ASL DI PROVENIENZA) COMPAIONO MAGICAMENTE SU ALCUNI DI QUESTI CANI, SU ALTRI NO, NE SONO ANCORA SPROVVISTI… A FELICETTO VIENE APPOSTO UN MICROCHIP SOSTITUTIVO, FORSE SOLO PERCHè L’ABBIAMO RICHIESTO IN ADOZIONE?!?!
IN CANILE A LUGLIO CI VIENE DETTO CHE FELICETTO è DI TIVOLI, A SETTEMBRE DALLA ASL RMG CHE è DI CASTELMADAMA.
LA DOMANDA SORGE SPONTANEA… A CHE GIOCO STIAMO GIOCANDO?
POTREMMO METTERE SU UNA BELLA RIFFA CON UN BEL PREMIO PER CHI INDOVINA A QUALI COMUNI SARANNO ASSEGNATI I CANI ANCORA PRIVI DI MICROCHIP!!! OVVIAMENTE I RESPONSABILI DEI COMUNI CHE DIPENDONO DA QUELLA ASL SONO INVITATI A PARTECIPARE ALLA SCOMMESSA!!!
SORGE SPONTANEA ANCHE UN’ALTRA DOMANDA… SE IL COMUNE DI TIVOLI, NELLA PERSONA DEL DIRIGENTE RESPONSABILE (IL SINDACO FORSE NON RITIENE I CANI “COSA SUA” VISTO CHE NON SI è MAI ESPRESSO…), HA PERFETTA COGNIZIONE DI QUALI SIANO I CANI DI SUA PROPRIETà RINCHIUSI NEL CANILE DI RIETI, PER QUALE MOTIVO HA RILASCIATO (A CONDIZIONE!!!) AUTORIZZAZIONE AL PRELIEVO DI FELICETTO CHE OGGI RISULTA APPARTENERE A UN ALTRO COMUNE??? COME DOBBIAMO INTERPRETARE QUESTA “DISATTENZIONE”? VOGLIAMO SOSPETTARE CHE IL COMUNE DI TIVOLI NON SAPPIA QUALI E QUANTI SUOI CANI SONO PRESENTI NEL CANILE DI RIETI? FORSE QUALCUNO NON C’è PIù MA è ANCORA PAGANTE, FORSE QUALCUNO NON è SUO MA TANTO UNO VALE L’ALTRO?
NON è DATO DI SAPERE POICHè LA DOCUMENTAZIONE RICHIESTA A NORMA DELLA LEGGE 241/90 DOPO OLTRE TRE MESI NON è ANCORA STATA FORNITA… C’è SOLO UN ELENCO PRIVO DI DATE DI INGRESSO, IDENTICO A QUELLO FORNITO DALLA ASL, IN CUI “STRANAMENTE” RISULTANO ANCORA IN CANILE CANI DI TIVOLI SPARITI DA QUASI UN ANNO, O CANI INESISTENTI (FORSE QUELLI CON IL MICROCHIP SOLO VIRTUALE???) PER CUI FORSE (O FORSE NO?) C’è DA SOSPETTARE CHE IL COMUNE STIA ANCORA PAGANDO….
SPETTABILE COMUNE DI TIVOLI, DALL’APRILE 2008, DATA IN CUI I VOSTRI CANI HANNO COMINCIATO AD ENTRARE NEL CANILE DI RIETI, QUANTE VERIFICHE AVETE FATTO SUL LORO BENESSERE, SULLA LORO ESISTENZA IN VITA, FOTO, CAMPAGNE DI ADOZIONE, INFORMAZIONE AI CITTADINI SULLA LOCALIZZAZIONE DEI LORO CANI, CONTROLLI INCROCIATI O ALTRE COSE SIMILI???
E IL COMUNE DI CASTEL MADAMA? SAPEVA O NON SAPEVA? APPROFONDIREMO…
NUMERO 2:DIVERSI GIORNI FA C’è STATO UN INVITO DA PARTE DEL “RESPONSABILE BENESSERE ANIMALE” DELLA ASL DI RIETI (COLUI PER INTENDERCI PREPOSTO A FARE I SOPRALLUOGHI IN CANILE ED ACCERTARE IL RISPETTO DELLE NORME…) PER ANDARE A TROVARE CONGIUNTAMENTE FELICETTO NELLA PENSIONE PRIVATA IN CUI SI TROVA(VA) CON PROPOSTA DI RILASCIO DI DICHIARAZIONE DI ADOTTABILITà…
MA… FORSE QUALCOSA CI SFUGGE O FORSE SIAMO UN PO’ DURI DI COMPRENDONIO?A LUGLIO LA ASL DI RIETI SOSTENEVA DI NON AVERE COMPETENZA SUL CASO “FELICETTO”… IN EFFETTI PER UNA VOLTA UNA LOGICA C’ERA: IL CANE è DI PROPRIETà DI UN TALE COMUNE (TIVOLI/CASTELMADAMA), PROVENIENTE DA UNA TAL’ALTRA ASL (TIVOLI), IN “CUSTODIA” PRESSO UN CANILE PRIVATO (TECNOVETT) IL CUI DIRETTORE SANITARIO DECIDE SE è ADOTTABILE O NO, TRASFERITO PER SUO VOLERE IN UN’ALTRA STRUTTURA PRIVATA… CHE TIPO DI “POTERE” POTEVA AVERE LA ASL DI RIETI SULL’ADOZIONE DI FELICETTO?
ALLORA PER QUALE MOTIVO E A QUALE TITOLO OGGI LA ASL DI RIETI SAREBBE DISPOSTA A RILASCIARE UNA DICHIARAZIONE DI ADOTTABILITà PER UN CANE CHE NON CONOSCE, CHE NON FA PARTE DELLA SUA “GIURISDIZIONE”, AL QUALE è STATA NEGATA L’ADOZIONE DA PARTE DEL DIRETTORE SANITARIO PRIVATO DEL CANILE? COME MAI QUESTA DISPONIBILITà AD ASSUMERSI UNA RESPONSABILITà NON PROPRIA?
FORSE PERCHè QUALCUNO (CHIUNQUE TU SIA GRAZIE DI CUORE!!!) HA MANDATO LA DOCUMENTAZIONE DI FELICETTO AL DIFENSORE CIVICO CHE HA CHIESTO CONTO DELLA VICENDA?
VISTO CHE DA PARTE DI TUTTI (ASL DI RIETI, ASL DI TIVOLI E COMUNE DI TIVOLI) è STATO RICONOSCIUTO AL DIRETTORE SANITARIO PRIVATO DEL CANILE DI RIETI IL DIRITTO DI DISPORRE DELL’ADOTTABILITà O MENO DI UN CANE PUBBLICO IVI DETENUTO, CONTINUIAMO AD ASPETTARE CHE SIA LO STESSO DIRETTORE SANITARIO A DARE DISPOSIZIONI SCRITTE (COSì COME SCRITTA è STATA LA RICHIESTA DI ADOZIONE) SUL FUTURO DI FELICETTO.
AD OGGI,DOPO OLTRE 3 MESI, REGNA IL SILENZIO FORMALE (LE INDISCREZIONI, I SUSSURRI ALL’ORECCHIO, I TARALLUCCI E IL VINO NON CI INTERESSANO…).
NOI NON SAPPIAMO ANCORA UFFICIALMENTE SE FELICETTO è ADOTTABILE O MENO.
NUMERO 3:ALCUNI GIORNI FA CI HANNO INFORMATI CHE FELICETTO SAREBBE STATO MICROCHIPPATO PER LA TERZA VOLTA. POTREMMO SICURAMENTE DEFINIRLO IL CANE PIù “SBADATO” DEL SECOLO, CHE DI MEGLIO NON TROVA DA FARE OLTRE A PERDERE MICROCHIP!!!
SPERIAMO SOLO CHE CON IL TERZO MICROCHIP NON ABBIA CAMBIATO DI NUOVO COMUNE DI APPARTENENZA!!!
LE RAGIONI DI QUESTA NUOVA CHIPPATURA CI RISULTAVANO IGNOTE FINCHè… FINCHè SIAMO STATI INFORMATI UFFICIOSAMENTE DEL FATTO CHE DA UN PAIO DI GIORNI FELICETTO SI TROVA A MILANO.
FORSE, FINALMENTE, ORA, E SOLO ORA, FELICETTO è IN BUONE MANI.
DI PIù AL MOMENTO NON SAPPIAMO/POSSIAMO DIRE, SE NON RIPASSARE A MENTE I VARI VECCHI DETTI CHE NON SBAGLIANO MAI “A PENSARE MALE NON SI FA MAI PECCATO!”, “FIDARSI è BENE…” E RICORDARE CHE RIETI (E LA SUA GENTE) NON CAMBIERà MAI!!!
CI RISERVIAMO OVVIAMENTE DI APPROFONDIRE LA VICENDA PERCHè CI SONO RISVOLTI DA CHIARIRE: COME SCRITTO PRIMA, A NOI TARALLUCCI E VINO NON INTERESSANO PIù, CI SIAMO GIà CASCATI IN PRECEDENZA TROPPE VOLTE! E SE QUALCUNO HA CREDUTO CON LA “GENTILEZZA” DI AVER “SALVATO” FELICETTO, SAPPIA CHE A RIETI, DENTRO IL CANILE, CANI MENO “FAMOSI” DI LUI CONTINUANO A SOPRAVVIVERE NELL’INDIFFERENZA E L’AVER AIUTATO LUI IN QUESTO MODO NON SERVIRà A CHI RIMANE Là DENTRO.
DETTO QUESTO, PUR RINGRAZIANDO DI CUORE CHI HA VOLUTO OCCUPARSI DI FELICETTO, ORA CI ASPETTIAMO, PER ISCRITTO, UNA SPIEGAZIONE IN PIù, VISTO CHE LA NOSTRA RICHIESTA DI ADOZIONE AD OGGI è ANCORA IGNORATA MENTRE FELICETTO è PARTITO, PER QUANTO NE SAPPIAMO, SOLO SULLA BASE DI TELEFONATE “GENTILI” DI PERSONE EVIDENTEMENTE PIù SIMPATICHE E MENO INOPPORTUNE DI NOI…
P.S. DI COLPI DI SCENA CE NE SAREBBERO ALTRI… MA PER ORA ACCONTENTATEVI…
ELISABETTA GREGORI – ASSOCIAZIONE IL GUARDIANO DELL’OMBRA info@ulmino.it
ROBERTA PIACENTINI – CONSIGLIERE REGIONALE WWF LAZIO liberitutti@email.it
ALESSANDRA MASTROIANNI – ASSOCIAZIONE CSAA TIVOLI alemas68@yahoo.it
STORIA PREGRESSA
September 2009
AGGIORNAMENTO – CANILE DI RIETI E COMUNE DI TIVOLI: IN CHE MANI è IL DESTINO DI FELICETTO???
FELICETTO STA MEGLIO, QUESTA è LA NOTIZIA IMPORTANTE.
MI è STATO RIFERITO IERI SERA DAL PROPRIETARIO DELLA PENSIONE, CONTRARIATO PER AVER SAPUTO CHE IL NOME DELLA SUA STRUTTURA ERA SU INTERNET.
LO CONOSCO PERSONALMENTE E SO COME GESTISCE I CANI, NON HO MAI AVUTO DUBBI SUL TRATTAMENTO CHE AVREBBE RICEVUTO DA LUI FELICETTO: SONO CERTA CHE IN QUELLA PENSIONE (PUR ESSENDO “ALTRO” RISPETTO A UNA CLINICA) ABBIA AVUTO CURE E ATTENZIONI, COSA DI CUI NON SAREI STATA CERTA SE FOSSE STATO PORTATO “ALTROVE”.
ANZI, SICURAMENTE SI SONO PRESI UNA GROSSA RESPONSABILITà VISTE LE CONDIZIONI DEL CANE (PER FORTUNA NON è MORTO NEL FURGONE DEL PROPRIETARIO DELLA PENSIONE ALTRIMENTI CHI LO RACCONTAVA ALLA SIG.RA MEZZETTI???) E HANNO FATTO ANCHE PIù DEL DOVUTO QUASI COME FOSSERO VOLONTARI (è LA STESSA PENSIONE IL CUI PROPRIETARIO HA DEFINITIVAMENTE ADOTTATO MARGOT, LA SORELLA DI FLORA, LE DUE ALANE MALATE DI LEISHMANIA), PROBABILMENTE SENZA RICEVERE ALCUN COMPENSO PER RIMETTERLO IN SESTO, SOSTITUENDOSI A CHI INVECE AVREBBE DOVUTO FARLO PER LEGGE.
CIò NON TOGLIE CHE ACCETTANDO DI FARE UN “FAVORE” (A QUALE TITOLO?) OSPITANDO UN CANE ANCORA PUBBLICO (CIOè A CARICO DEL COMUNE DI TIVOLI E QUINDI PAGATO DAI CONTRIBUENTI), PUR SENZA ESSERE STATI MESSI A CONOSCENZA DEI RETROSCENA SECONDO QUANTO MI è STATO RIFERITO, NON SI POTEVA PRETENDERE L’ANONIMATO: QUALUNQUE CITTADINO ITALIANO AVEVA IL DIRITTO DI SAPERE DOVE FOSSE FELICETTO.
ABBIAMO TOLTO IL NOME DELLA PENSIONE DAL BLOG SU RICHIESTA, UNICAMENTE PERCHè VISITATO (CHE SORPRESA!!!) ANCHE DA PERSONE DI RIETI CHE AVREBBERO POTUTO CREARE LORO DEI PROBLEMI, E NON SONO CERTO LORO I RESPONSABILI DI QUESTA SITUAZIONE SEPPURE ABBIANO ACCETTATO DI FARSI COINVOLGERE.
RIMANIAMO TUTTAVIA ANCORA IN ATTESA,
DAL 31 LUGLIO (FORSE ERANO TUTTI IN FERIE?!?!),
DI RISPOSTE FORMALI DAL COMUNE E DALLA ASL DI TIVOLI,
NONCHè DALLA DIREZIONE SANITARIA DEL CANILE,
f.pifani@veterinaricentroitalia.it;
l.mezzetti@comune.tivoli.rm.it;
c.proietti@comune.tivoli.rm.it;
svet.tivoli@aslromag.it;
sindaco@comune.tivoli.rm.it;
a.toni@asl.rieti.it;
info@fnovi.it;
presidenza@fnovi.it ;
relazioni.esterne@fnovi.it ;
ufficiostampa@fnovi.it ;
enpav@enpav.it ;
urp@corteconti.it;
martini_f@camera.it;
udellamarta@regione.lazio.it;
r.matassa@sanita.it;
g.ferri@sanita.it;
ALLE SEGUENTI DOMANDE:
Qual’è il presupposto normativo in base al quale il direttore sanitario privato di una struttura privata può decidere di detenervi forzatamente un cane malato, senza ricoverarlo presso una clinica, a spese del comune proprietario (quindi dei contribuenti), a fronte di una richiesta di affido da parte di una associazione animalista con impegno al ricovero immediato del cane presso una clinica veterinaria, con liberatoria di ogni responsabilità nei confronti del Comune e del canile?
Quali sono le motivazioni formali per cui un Comune, oltre a non aver mai ottemperato alla legge costruendo un proprio canile pubblico e mandando i “suoi” cani a molti km di distanza in un canile privato, non consente l’adozione di un cane di sua proprietà, scegliendo di farlo detenere in un box a spese dei contribuenti (ad oggi é passato oltre un mese) piuttosto che farlo ricoverare in una clinica a spese dei volontari?
Come mai Felicetto è stato inviato in quelle condizioni e senza microchip dalla Asl di Tivoli al canile di Rieti?
Quando sarà adottabile Felicetto?
E CI CHIEDIAMO:
SE NON AVESSIMO CHIESTO FELICETTO IN ADOZIONE,
AVREBBE RICEVUTO LE STESSE ATTENZIONI
O PIUTTOSTO QUELLE NON-RISERVATE A PANINO, BAX E BILLO???
(solo per citare cani appartenenti allo stesso Comune di Felicetto…)
ELISABETTA GREGORI – ASSOCIAZIONE IL GUARDIANO DELL’OMBRA info@ulmino.it
ROBERTA PIACENTINI – CONSIGLIERE REGIONALE WWF LAZIO liberitutti@email.it
ALESSANDRA MASTROIANNI – ASSOCIAZIONE CSAA TIVOLI alemas68@yahoo.it
I FATTI
August
CANILE DI RIETI E COMUNE DI TIVOLI: IN CHE MANI è IL DESTINO DI FELICETTO???
LEGGE REGIONALE LAZIO 34/97 “Tutela degli animali di affezione e prevenzione del randagismo”
Art. 1, comma 3: È riconosciuto al cane il diritto alla vita in condizioni di benessere, sia in stato di libertà che nel periodo di ricovero nei canili; ad ogni cane deve essere data la possibilità di essere adottato presso famiglie o associazioni di volontariato animalista e per la protezione degli animali.
Art. 16, comma 5: ”Gli animali non reclamati entro sessanta giorni dalla cattura salvo diverse disposizioni di legge possono, previo espletamento dei controlli sanitari, essere ceduti a privati che diano sufficienti garanzie di buon trattamento o ad associazioni di volontariato animalista e per la protezione degli animali.”
Art. 16, comma 6: Entro i sessanta giorni dalla cattura gli animali possono, previo espletamento dei controlli sanitari, essere ceduti in affidamento temporaneo ai soggetti di cui al comma 5.”
ARMATEVI DI PAZIENZA, FATE CONTO DI GUARDARE 10 PUNTATE DI UNA TELENOVELA TUTTE DI FILA, PECCATO CHE NON SIA TROPPO DIVERTENTE PERCHè C’è LA VITA DI UN CANE IN GIOCO…
ATTORI PRINCIPALI:
DOTT.SSA LORETTA MEZZETTI DIRIGENTE RESPONSABILE, DEL COMUNE DI TIVOLI - OVVERO CHI PAGA (CON I SOLDI DEI CONTRIBUENTI) PER FAR DETENERE FELICETTO
SETTORE IV: CULTURA E POLITICHE SOCIALI
Dirigente: Dott.ssa Loretta Mezzetti
Tel. 0774-453237
E-Mail. l.mezzetti@comune.tivoli.rm.it
DOTT. FRANCESCO PIFANI, DIRETTORE SANITARIO PRIVATO DEL CANILE PRIVATO TECNOVETT SRL – OVVERO CHI VIENE PAGATO PER DETENERE FELICETTO
Ambulatorio Veterinario Centro Italia
Via Biancifiori, 9/11
Tel. 0746/205558
email f.pifani@veterinaricentroitalia.it
GLI INTRUSI, OVVERO I VOLONTARI:
ELISABETTA GREGORI (BETTY) – ASS. IL GUARDIANO DELL’OMBRA (MICIGLIANO – RI)
ALESSANDRA MASTROIANNI – ASS. CSAA (TIVOLI)
ROBERTA PIACENTINI – CONSIGLIERE REGIONALE WWF LAZIO
LE COMPARSE, OVVERO CHI ASSERISCE DI AVER FATTO IL POSSIBILE O DI NON AVERE COMPETENZA IN MERITO:
ASSESSORE CLAUDIO PROIETTI – Tel. 0774-4531 (centralino) E-Mail: c.proietti@comune.tivoli.rm.it
DOTT. CARLO FERRARI – Tel. 0774.3164616 (centralino) - 335-8725345 (cell. di servizio) Fax 0774.3164612
Email: svet.tivoli@aslromag.it
FORSE ATTORE DI UN’ALTRA COMMEDIA? A QUESTA NON HA VOLUTO PARTECIPARE:
SINDACO DI TIVOLI GIUSEPPE BAISI – MESSO IN COPIA PER CONOSCENZA DI TUTTA LA CORRISPONDENZA FINO ALL’EPILOGO, AD OGGI NESSUN RISCONTRO
Tel: 0774/453219 email sindaco@comune.tivoli.rm.it
E INFINE LUI, FELICETTO… COME DEFINIRLO? IL NULLA, L’INVISIBILE, LA MERCE, IL “PROBLEMA”???
I FATTI:
VENERDì 10 LUGLIO 2009: BETTY SI RECA IN CANILE PER PRELEVARE VARI CANI DA PORTARE AL SICURO IN UN RIFUGIO. PRIMA DI PARTIRE FA UN RAPIDO GIRO E VEDE LUI, “FELICETTO”. UNO SCHELETRO, ANEMICO, DISIDRADATO, CACHETTICO. GLI OPERAI DICONO CHE è APPENA ARRIVATO. APPARTIENE AL COMUNE DI TIVOLI MA “CASUALMENTE” NON HA UN MICROCHIP (COME ALTRI CANI ARRIVATI NELLE ULTIME SETTIMANE PRESUMIBILMENTE DALLO STESSO COMUNE). NON PUò PRELEVARLO IN QUEL MOMENTO, DEVE FARE UN VIAGGIO DI CIRCA 4 ORE, FA TROPPO CALDO, RITIENE CHE PER LE SUE CONDIZIONI SIA RISCHIOSO.
SABATO 11 LUGLIO 2009: SIMONETTA, VICE-PRESIDENTE DEL “GUARDIANO”, SI RECA IN CANILE PER PRENDERE FELICETTO. LE VIENE RIFERITO CHE SARà RICOVERATO POCO DOPO PRESSO LA CLINICA DEL DIRETTORE SANITARIO, DOTT. FRANCESCO PIFANI. LE VIENE RIFERITO CHE SARà MUNITO DI MICROCHIP, CHE VERRANNO FATTI ACCERTAMENTI E CHE I VOLONTARI POTRANNO PRENDERLO IN ADOZIONE LA SETTIMANA SUCCESSIVA. BENE… MENO MALE CHE ALMENO STAVOLTA UN “QUASI-CADAVERE” VIENE RICOVERATO…
MARTEDì 14 LUGLIO 2009: VISITA IN CANILE, FELICETTO NON C’è. BENE… è ANCORA RICOVERATO…
SABATO 18 LUGLIO 2009: FELICETTO è TORNATO IN CANILE
MARTEDì 28 LUGLIO 2009: BETTY VA’ IN CANILE, CHIEDE COME STA “IL CANE MALATO”. PRIMA DI SCENDERE NEI BOX DI “ISOLAMENTO” (DOVE CANI SANI E MALATI CONDIVIDONO GLI STESSI SPAZI) VIENE PRUDENTEMENTE AVVERTITA DAGLI OPERAI: “I DOTTORI HANNO DETTO CHE NON è ADOTTABILE, PERò è IN TERAPIA!!!”. BOH… VEDIAMO COME STA E POI CI REGOLIAMO… FELICETTO è Lì, COSì, SE POSSIBILE IN CONDIZIONI ANCORA PEGGIORI DI DUE SETTIMANE PRIMA…
IN PRESENZA, COME SEMPRE, DEI VIGILI URBANI DEL COMUNE DI RIETI, BETTY CHIEDE ALL’OPERAIO DI CONTATTARE IL DIRETTORE SANITARIO E DI RIFERIRE CHE, COME AL SOLITO, SI SAREBBE PRESA LA RESPONSABILITà DI RICOVERARLO PRESSO UNA CLINICA DI SUA FIDUCIA E DI FAR PROSEGUIRE LA “TERAPIA” COME DA LORO PRESCRIZIONE. NON HANNO FATTO NEANCHE PARLARE L’OPERAIO: IL CANE NON TE LO FANNO PRENDERE, FORSE LA SETTIMANA PROSSIMA!!! AZZ… SIAMO TORNATI COME AI “VECCHI TEMPI”!!!
MERCOLEDì 29 LUGLIO 2009: ALESSANDRA E ROBERTA INTERLOQUISCONO CON L’ASSESSORE DEL COMUNE DI TIVOLI PER OTTENERE L’AUTORIZZAZIONE A PRELEVARE FELICETTO. COME DA ISTRUZIONI, BETTY SCRIVE AL SINDACO GIUSEPPE BAISI, ALL’ASSESSORE RESPONSABILE CLAUDIO PROIETTI E AL DIRIGENTE RESPONSABILE LORETTA MEZZETTI DEL COMUNE DI TIVOLI SPIEGANDO QUANTO ACCADUTO E CHIEDENDO FORMALMENTE AUTORIZZAZIONE A PRENDERE IN AFFIDO IL LORO CANE IL GIORNO 31 LUGLIO 2009 PER RICOVERARLO IMMEDIATAMENTE PRESSO UNA CLINICA DI SUA FIDUCIA, CON ESPRESSA LIBERATORIA SIA NEI CONFRONTI DEL COMUNE CHE DELLA TECNOVETT.
GIOVEDì 30 LUGLIO 2009: BETTY RICEVE DALLA DIRIGENTE DOTT.SSA MEZZETTI LA SEGUENTE AUTORIZZAZIONE:
“In riferimento alla richiesta di affido del cane di proprietà comunale identificato con il n. di microchip 981100000097607, ricoverato presso la struttura in indirizzo, si autorizza l’Associazione in indirizzo all’affido di cui sopra. Sarà cura dell’associazione medesima concordare con il medico veterinario, che attualmente ha in cura l’animale, tempi e modalità di trasporto.”
MA COME? FORSE NON CI SIAMO SPIEGATI BENE… è PROPRIO “IL VETERINARIO CHE HA IN CURA L’ANIMALE” CHE HA NEGATO L’AFFIDO! PROVIAMO A SPIEGARCI MEGLIO:
Spett.li dott.ssa Mezzetti e Dott. Proietti, ringrazio per la celere risposta ma la mia necessità era quella di poter prelevare il cane inderogabilmente domani mattina per poterlo ricoverare presso la Clinica Universitaria di Matelica, proprio perchè la direzione sanitaria del canile ha posticipato “eventualmente” l’affido alla prossima settimana. Il cane non è ricoverato presso l’ambulatorio della direzione sanitaria ma è di nuovo in canile almeno da una settimana, in un box di cemento privo di ogni comfort, con un monitoraggio che, compatibilmente con la presenza di altri circa 300 cani, avviene presumibilmente solo durante la mattinata in orario di lavoro degli operai.
Ritengo totalmente incompatibile tale detenzione viste le condizioni di salute del cane ma, essendo una volontaria e non una veterinaria come spesso viene ricordato, evidentemente il parere della sottoscritta è di secondaria importanza.
Torno a richiedere autorizzazione specifica al prelievo del cane nella mattinata di domani 31.07.2009 per le motivazioni già esposte, precisando che le associazioni sono tenute ad avvisare i vigili urbani del Comune di Rieti almeno un giorno prima della visita poichè il loro ingresso in canile è vietato dalla Tecnovett srl in assenza degli agenti.
Qualora non si ritenesse opportuno, in qualità di proprietari del cane, autorizzarne il prelievo nella mattinata di domani, si prega volerne esporre le ragioni (sia dal punto di vista del benessere dell’animale che della spesa pubblica), sperando che quando ”il veterinario che ha in cura l’animale” deciderà che il cane è adottabile lo stesso sia ancora vivo (fortuna non toccata ad altri cani di vostra proprietà, ridotti nelle stesse condizioni e morti in canile prima che le associazioni potessero intervenire).
Cordiali saluti,
Elisabetta Gregori
RISPOSTA:
“gentile signora, domattina lei si può recare presso il canile tecnovett per l’affido. Nel caso in cui dovessero sorgere problemi sul posto la prego di contattarmi telefonicamente.
MEZZETTI LORETTA 0774/453237
DI LIVIO MARIA LUIGIA 0774/453422
DISTINTI SALUTI
LORETTA MEZZETTI”
VENERDì 31 LUGLIO 2009: APPUNTAMENTO ALLE ORE 11.30 IN CANILE CON I VIGILI URBANI DEL COMUNE DI RIETI. CHE STRANA COINCIDENZA… NELLO STESSO MOMENTO ARRIVA UNA PERSONA INVIATA (VERBALMENTE) DAL DOTT. PIFANI PER PRELEVARE FELICETTO. VISTO CHE “SONO SORTI DEI PROBLEMI”, BETTY CHIAMA LA DOTT.SSA MEZZETTI, QUESTA LE MOTIVAZIONI “RILEVANTI” DELLA DIRIGENTE PER GIOCARE ALLO SCARICABARILE:
“- Sì, è VERO CHE IL COMUNE è PROPRIETARIO DEL CANE MA L’HA AFFIDATO A UN GESTORE CHE NE è RESPONSABILE;
- SE IL GESTORE/DIRETTORE SANITARIO RITIENE DI NON DARE IL CANE PERCHè è IN TERAPIA IO NON POSSO FARE ALTRO, DEVO RISPETTARE LE LEGGI (QUALI?!?!?!);
- IL GESTORE (O DIRETTORE SANITARIO, NON SI è CAPITO BENE A CHI SI RIFERISSE) HA DETTO CHE QUESTI SONO GLI ACCORDI CON LA ASL DI RIETI (?!?!?!);
- HO GIà DEDICATO ABBASTANZA TEMPO A QUESTA VICENDA E HO FATTO TUTTO IL POSSIBILE;
- IO NON POSSO PRENDERMI LA RESPONSABILITà CHE IL CANE MUOIA NELLA SUA (DI BETTY) MACCHINA;
- SONO IN ATTESA DI UN FAX DALLA TECNOVETT IN CUI MI SPIEGANO I MOTIVI DI DINIEGO ALL’AFFIDO;
- DEVO TORNARE IN RIUNIONE, LA SALUTO.”
LA PERSONA INVIATA DAL DOTT. PIFANI è UN SUO CLIENTE NONCHè PROPRIETARIO DI UNA PENSIONE PER CANI A RIETI, LA “BULL DOG HOUSE”. SI SCOPRE CHE NON è ANDATO Lì PER PORTARE IL CANE NELLA CLINICA DEL DOTT. PIFANI, NO NO NO!!! IL CANE SARà PORTATO NELLA SUA PENSIONE!!!
ALQUANTO PARTICOLARE LA DECISIONE NON CREDETE? IL CANE è UNO STRACCIO, è IN CANILE IN QUELLE CONDIZIONI DA ALMENO 10 GIORNI, NON è STATO RITENUTO OPPORTUNO TENERLO IN OSSERVAZIONE IN CLINICA MA… APPENA SI PRESENTANO I VOLONTARI, TOH!!! CI SI SVEGLIA ALL’IMPROVVISO… IL CANE è IN TERAPIA, NON PUò ESSERE ADOTTATO Nè RICOVERATO IN UNA CLINICA, NO NO NO!!! IL CANE DEVE ESSERE SPOSTATO PROPRIO OGGI, MA DOVE? IN UN ALTRO BOX!!! LONTANO DAGLI OCCHI DI QUESTI VOLONTARI ROMPIPALLE, MA GIAMMAI IN UNA CLINICA!!!
MENTRE ALESSANDRA E ROBERTA SI RECANO ALLA ASL DI TIVOLI E TENTANO DI CONTATTARE INUTILMENTE L’ASSESSORE PROIETTI IRREPERIBILE, BETTY CONTATTA IL RESPONSABILE DELLA ASL DI RIETI DOTT. ANGELO TONI IL QUALE AFFERMA DI NON AVER MAI SENTITO PARLARE DI QUEL PRESUNTO ACCORDO E SI OFFRE DI CHIAMARE IL DOTT. PIFANI PER AVERE SPIEGAZIONI. DOPO UN PO’ BETTY RICHIAMA: IL DOTT. PIFANI AVREBBE CHIARITO CHE NON SI TRATTA DI UN ACCORDO CON LA ASL DI RIETI MA CON LA ASL DI TIVOLI. NON C’è PROBLEMA, BETTY PROVA A RICHIAMARE LA DOTT.SSA MEZZETTI PER FARSI DARE IL NUMERO DELLA ASL DI TIVOLI… NON RISPONDE PIù NESSUNO!!! SI FA DARE DA ALESSANDRA E ROBERTA IL NUMERO DEL DOTT. FERRARI DELLA ASL DI TIVOLI E LO CHIAMA… RIASSUNTO:
- NON ESISTE NESSUN ACCORDO;
- IO SONO A 150 KM è OVVIO CHE DEVO ATTESTARMI ALLE VALUTAZIONI DEL “COLLEGA”;
- NON HO NESSUN POTERE DECISIONALE IN MERITO;
- è INUTILE CHE IO LO CHIAMI TANTO MI DICE LE STESSE COSE CHE HA DETTO ALLA MEZZETTI E A QUEL PUNTO IO NON POTENDO VEDERE IL CANE NON POSSO ESPRIMERE PARERI E COMUNQUE SPETTA AL COMUNE.
SONO QUASI LE 13.00. FINE ORARIO DI APERTURA… FELICETTO SE NE Và SUL FURGONE DEL PROPRIETARIO DELLA PENSIONE NONCHè CLIENTE DEL DOTT. PIFANI.
L’EPILOGO:
MAIL DELL’ASSESSORE CLAUDIO PROIETTI ALLE VOLONTARIE DI TIVOLI E RIETI, ORE 15.31:
“carissime,
non so cosa sia accaduto ma so che l’impegno e la risposta profusi sono stati alti ed immediati. Ho indicato al dirigente di dare ordine alla struttura di affidare questa mattina il cane alla associazione.
non so cosa sia accaduto e per quali motivi.
So che ho svolto con rapidità e diligenza ciò che mi è stato richiesto per il bene del cane e dell’amministrazione.
Se qualcuno desidera continuare a fare di ogni erba un fascio e colpire tutto e tutti alla cieca non credo che sia utile alla causa. A volte è necessario fare i necessari distinguo e l a minaccia di rendere pubblico ciò che per me è stato il massimo della cura e dell’impegno per i diritti degli animali non la raccolgo, ci sono gli atti che dimostrano ciò che affermo.
Salviamo il cane!”
MAIL DI ELISABETTA GREGORI A SINDACO, ASSESSORE E DIRIGENTE DEL COMUNE DI TIVOLI, 03.08.2009 ORE 11.03:
Spettabile Signor Sindaco, facendo seguito alle mie mail del 29.07.2009 ore 22.44 e del 30.07.2009 ore 12.39, Le comunico che in data 31.07.2009 non mi è stato possibile prendere in affido il cane in oggetto in quanto il direttore sanitario del canile dott. Pifani, informato presumo dalla sig.ra Mezzetti che avrei preso in affido il cane su autorizzazione del Comune, esattamente all’ora in cui io avrei dovuto prelevarlo inviava una persona di sua fiducia, proprietaria di una pensione per cani, per prelevarlo e condurlo, appunto, nella sua pensione (e non in clinica), vietandone di fatto per l’ennesima volta l’adozione da parte della sottoscritta. Ho immediatamente avvertito la sig.ra Mezzetti di quanto stava succedendo.
La sig.ra Mezzetti ha asserito telefonicamente di doversi attenere alle disposizioni del direttore sanitario (che, Le ricordo, non fa parte del servizio sanitario pubblico ma è un privato pagato per il tramite del proprietario del canile con i soldi dei contribuenti per detenere cani di proprietà pubblica), di dover rispettare le leggi (quali non è dato di sapere), di non potersi assumere la responsabilità dell’eventuale morte del cane nella mia macchina (nonostante la mia liberatoria) e pertanto di non avere il ”potere/dovere” di decidere altrimenti.
Il cane attualmente si troverebbe presso la pensione privata di un cliente del dott. Pifani, ancora in carico al Comune di Tivoli e non ricoverato presso una clinica veterinaria (cosa che invece la sottoscritta si era impegnata a fare il giorno stesso dell’affido).
Ritengo che quanto accaduto sia una violazione dell’art. 1 comma 3 della L.R. 34/97 (E’ riconosciuto al cane il diritto alla vita in condizioni di benessere, sia in stato di libertà che nel periodo di ricovero nei canili; ad ogni cane deve essere data la possibilità di essere adottato presso famiglie o associazioni di volontariato animalista e per la protezione degli animali), presumo anche delle condizioni di convenzione tra il Comune di Tivoli e la Tecnovett srl, oltre a continuare a comportare una prorogata ed ingiustificata spesa per codesto Comune.
Chiedo pertanto di essere messa formalmente a conoscenza delle motivazioni che hanno portato al diniego dell’affido del cane in data 31.07.2009 e alla scelta di prorogare la spesa di denaro pubblico nonostante la richiesta da me avanzata che avrebbe sollevato codesta Amministrazione da ogni ulteriore responsabilità sia morale che economica, e chiedo di essere formalmente messa a conoscenza di quali siano i provvedimenti che codesto Comune intende prendere in merito alla sorte del cane.
In attesa di cortese riscontro porgo distinti saluti.
POI… IL NULLA.
Qual’è il presupposto normativo in base al quale il direttore sanitario privato di una struttura privata può decidere di detenervi forzatamente un cane malato, senza ricoverarlo presso una clinica, a spese del comune proprietario (quindi dei contribuenti), a fronte di una richiesta di affido da parte di una associazione animalista con impegno al ricovero immediato del cane presso una clinica veterinaria, con liberatoria di ogni responsabilità nei confronti del Comune e del canile?
Quali sono le motivazioni formali per cui un Comune, oltre a non aver mai ottemperato alla legge costruendo un proprio canile pubblico e mandando i “suoi” cani a molti km di distanza in un canile privato, non consente l’adozione di un cane di sua proprietà, scegliendo di farlo detenere in un box a spese dei contribuenti (ad oggi é passato oltre un mese) piuttosto che farlo ricoverare in una clinica a spese dei volontari?
Come mai Felicetto è stato inviato in quelle condizioni e senza microchip dalla Asl di Tivoli al canile di Rieti?
Quando sarà adottabile Felicetto?
Se qualcuno vuole provare ad ottenere le risposte che noi non abbiamo ancora avuto…
altri cani del Comune di Tivoli “passati” per il canile di Rieti:
BAX – DIVENTATO UNO SCHELETRO, MORTO DOPO 4 MESI DI CANILE…
PANINO – DIVENTATO UNO SCHELETRO, MORTO DOPO 3 MESI DI CANILE…
BILLO – DIVENTATO UNO SCHELETRO, TIRATO FUORI DAL CANILE APPENA IN TEMPO…
e sono solo alcuni esempi…
IN OGNI CASO CI AUGURIAMO CHE FELICETTO NON DEBBA SUBIRE LA SORTE DEGLI ALTRI E VENGA EFFETTIVAMENTE CURATO, RECUPERATO E RESO ADOTTABILE CON UNA BELLA SCHEDA SANITARIA IN DOTE… CHISSà CHE PER UNA VOLTA NON CI TOCCHI ”RINGRAZIARE” CANILE E COMUNE PER ESSERSI PRESI LE PROPRIE RESPONSABILITà SOLLEVANDO ECCEZIONALMENTE I VOLONTARI DAL SOLITO MASSACRO EMOTIVO ED ECONOMICO!!!
ELISABETTA GREGORI – ASSOCIAZIONE IL GUARDIANO DELL’OMBRA info@ulmino.it
ROBERTA PIACENTINI – CONSIGLIERE REGIONALE WWF LAZIO liberitutti@email.it
ALESSANDRA MASTROIANNI – ASSOCIAZIONE CSAA TIVOLI alemas68@yahoo.it
A
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VERGOGNA
23 settembre 2009 -
PROVOCAZIONE SE I CANI SONO TRATTATI IN QUESTO MODO MEGLIO LA MORTE CHE SPEGNERSI LENTAMENTE ED ARRICCHIRE ESSERI SPREGEVOLI
VERGOGNA
LE PAROLE SONO VANE, INUTILI, INANI.
COME LE DENUNCE DEGLI UOMINI DI BUONA VOLONTÀ CHE SI SUSSEGUONO DAL 1991,DA QUANDO È ENTRATA IN VIGORE LA LEGGE 281, CHE TUTELA IL BENESSERE ANIMALE.
L’INDIFFERENZA COPRE MISFATTI, REATI E PENE. BASTA
UNA SOLA PAROLA: VERGOGNA
UNA SOLA AZIONE: SOPPRESSIONE DI TUTTI I RANDAGI ITALIANI, CONSIDERATO CHE NON POSSIAMO CHIEDERE LA GALERA PER GLI AGUZZINI.
CHILIAMACISEGUA CHIEDE LA SOPPRESSIONE DI OGNI RANDAGIO PER NON ESSERE COMPLICE DI QUESTO SCONCIO E DELL’ARRICCHIMENTO DI PRIVATI CHE ACCUMULANO SOLDI NOSTRI INTRISI DI SANGUE DI CREATURE SENZA VOCE
PER NON NON ESSERE CORREA DI SINDACI, LEGITTIMI PROPRIETARI DI POVERE BESTIOLE VAGANTI SUL LORO TERRITORIO CHE CON I FONDI DESTINATI AL RANDAGISMO ACQUISTANO TENDAGGI E ORDINANO UNA CARNEFICINA PER RISOLVERE IL PROBLEMA O EMETTONO UNA ORDINANZA AFFAMARANDAGI, DELLE ASL CHE CHIUDONO GLI OCCHI E LE ORECCHIE, DEI MAGISTRATI CHE HANNO ALTRO A CUI PENSARE PER DAR LUOGO A PROCEDERE ALLE ACCUSE LASCIATE IMPOLVERATE SULLE LORO SCRIVANIE, DEI MEDIA CHE SI SCATENANO SOLO QUANDO CI SCAPPA IL MORTO: DI CUCCIOLO D’UOMO POICHE’ LE ALTRE VITTIME, SONOSOLOCANI.
BASTA
CHILIAMACISEGUA
www.chiliamacisegua.org
A DISPOSIZIONE DOCUMENTAZIONE COMPLETA
Segue lista dei sopprusi:
BREVE TOUR NELL’ITALIA CULLA DI SANTI POETI E NAVIGATORI TOMBA DELLA LEGALITA’ E DELLA UMANITA’
QUI :www.chiliamacisegua.org
IN L’ITALIA DEGLI ORRORI I DOSSIER SUI CANILI LAGER
LA PUGLIA NON PERDE IL PELO SULLO STOMACO E NEPPURE IL VIZIO: MANDURIA E MORTE
IL CANILE SANITARIO E RIFUGIO DI MANDURIA (TARANTO) SEQUESTRATO A FEBBRAIO 2009 È STATO DATO IN CUSTODIA GIUDIZIALE AL GESTORE CHE HA GIÀ FATTO BEN 274 VITTIME.
LE VITTIME NATURALMENTE SONO I CANI, I POVERI ED INDIFESI CANI.
IL TG2 E LA7 NEL SETTEMBRE SCORSO CON UN BLITZ, RIUSCIRONO A MOSTRARE AL PUBBLICO L’AGONIA DI POVERE BESTIE MALATE E DENUTRITE,
CON FERITE INVASE DA MOSCHE E PARASSITI, SENZA CHE QUALCHE VOLONTARIO, A CUI È NEGATO L’ACCESSO POSSA ALLEVIARE LE LORO SOFFERENZE.
RAI TG2
http://www.youtube.com/watch?v=7hjxrc19ope
08/09/2008 – CANILE IN PROVINCIA DI TARANTO, TASSO DI MORTALITÀ AUMENTATO VERTIGINOSAMENTE
LA7 TG
http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=16483&cat=cronaca
08/09/2008 – SCOPERTO UN CANILE-LAGER IN PUGLIA
CAMPOBASSO – SINDACO DI FABIO, NON CI SONO COMMENTI…
ENNESIMA FIGURA PER IL SINDACO DI FABIO CHE DA GENNAIO NON SOVVENZIONA PIÙ IL CANILE DELLA SIG.RA ROMANO DI MIRABELLO SANNITICO.
ABBIAMO FATTO TORNARE FABIO E MINGO DI STRISCIA LA NOTIZIA AL CANILE, MA SOPRATTUTTO AL COMUNE DAL SINDACO DI FABIO IL QUALE NON SAPEVA E NON ERA A CONOSCENZA CHE LA SIGNORA ROMANO NON VENISSE PIÙ SOVVENZIONATA DA GENNAIO!
IL FUNZIONARIO CHE SI DOVREBBE OCCUPARE DEL CANILE FA QUINDI SAPERE AL SINDACO DI FABIO CHE NON VENGONO PIÙ DATI AIUTI ALLA ROMANO IN QUANTO ERA GIA` AIUTATA DALLE ASSOCIAZIONI ITALIANE E C`ERA ABBONDANZA DI CIBO!!!!!!
DETTO QUESTO CREDO CHE TUTTI POSSIAMO TIRARE LE SOMME E CAPIRE QUANTA ILLEGALITÀ E IRRESPONSABILITÀ CI SIA DIETRO TUTTO QUESTO!
13 APRILE STRISCIA LA NOTIZIA
http://www.youtube.com/watch?v=obwmgcfdcna
16 FEBBRAIO 2009 DISSEQUESTRATO IL CANILE DI SANTO STEFANO
http://www.telenorba.it/home/news_det.php?nid=9534
CANILI LAGER, IL TRIBUNALE ASSOLVE IL COMUNE DI CAMPOBASSO
IL SERVIZIO DI STRISCIA LA NOTIZIA ANDATO IN ONDA IL 6 GENNAIO 2009 MOSTRA LA LORO CONDIZIONE.
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoll.shtml?2009/01/c_35_video_8490_groupvideo_filevideo.wmv
CICERALE VERGOGNA D’ITALIA
MENTRE IL SOTTOSEGRETARIO RIBADISCE CHE LA STRUTTURA VA CHIUSA, LA CAMPANIA MANDA LE ISPEZIONI NEI CANILI DELLE ASSOCIAZIONI CHE CONTESTANO, COL MINISTERO, LA GESTIONE DEL CANILE DI CAFASSO
DI STEFANIA PIAZZO
CONTROBLITZ DEI NAS DI SALERNO NEI CANILI SANI DEL VOLONTARIATO
INVIATE LE GAZZELLE DEI CARABINIERI NELLE STRUTTURE DELLA LEGA PER LA DIFESA DEL CANE E DI ALTRE REALTÀ SOLIDALI IL GIORNO IN CUI IL MINISTERO MANDÒ GLI ISPETTORI NEL CANILE LAGER
LA PADANIA1
LA PADANIA2
STRISCIA DEL 10 DICEMBRE 2008 HA SVELATO GLI ORRORI http://it.youtube.com/watch?v=0ghqi1js8gy
RIETI
LA VERA STORIA DEL CANILE LAGER DI RIETI… FATTI E MISFATTI IN UN VIDEO ED IN ALCUNE RECENSIONI TRATTE DA TESTATE GIORNALISTICHE RECENTI.
VITA DA CANILE 15.01.2004 – 31.08.2007
UN DISPERATO MA TENACE TENTATIVO DI COSTRINGERE A VEDERE CIÒ CHE NESSUNO HA MAI VOLUTO GUARDARE. QUESTO VIDEO È STATO COSTRUITO CON LA DOCUMENTAZIONE RACCOLTA ALL’INTERNO DEL CANILE DI RIETI TRA IL 15 GENNAIO 2004 E IL 31 AGOSTO 2007.
È STATO PROIETTATO IN CONFERENZA STAMPA DAI VOLONTARI IL 16.10.2007
IN SEGUITO AL DIVIETO DI INGRESSO POSTO DAL PROPRIETARIO DELLA STRUTTURA E DURATO 46 GIORNI.
NESSUN SINDACO DEI COMUNI DELLA PROVINCIA DI RIETI, SEPPURE INVITATO, PRESENZIÒ ALLA CONFERENZA.
COSÌ I “CANI DI RIETI” HANNO TRASCORSO LA LORO VITA…
NON CHIEDETE AI VOLONTARI SE OGGI LE COSE SONO CAMBIATE: ANDATE A VEDERE CON I VOSTRI OCCHI, E COSTRINGETE I VOSTRI OCCHI A VEDERE.
OLTRE L’APPARENZA.
http://video.google.it/videoplay?docid=1814260139228445805&hl=it
http://iltempo.ilsole24ore.com/lazio_nord/2009/04/24/1016510-quel_canile_lager_tutti_assolti.shtml
SI CHIUDE CON LA FORMULA PIENA DI ASSOLUZIONE IL PROCESSO AI RESPONSABILI DELLA STRUTTURA DI COLLE ARPEA QUEL CANILE NON ERA UN LAGER, TUTTI ASSOLTI
TESTIMONI TUTTE LE ACCUSE SONO STATE SMONTATE DALLE DICHIARAZIONI DEI VETERINARI DELLA ASL DI ROBERTO BRESSONE.
RIZZICONI: 800 CANI MORTI
TESTIMONIANZA DI FEDERICA
CARI AMICI,IERI 18 DICEMBRE MI SONO RECATA DI NUOVO SUL POSTO. GLI UNICI PRESENTI ERANO GLI INSERVIENTI DEL CANILE CHE STAVANO PROVVEDENDO A RIFOCILLARE I POCHI PELOSI RIMASTI NELLA STRUTTURA. MI HANNO DETTO CHE L’UNICO INTERVENTO EFFETTUATO DALLA PROTEZIONE CIVILE È STATO QUELLO DI ANDAR CHIEDERE LORO L’AGGIORNAMENTO DEI MORTI E DEI TRASFERITI….E BASTA!!!!
ECCO!
TUTTI CONTENTI PER IL TRASFERIMENTO DEI 17 MOLOSSOIDI RIMASTI NEI RECINTI DEL DOLLY DOG IN ALTRA STRUTTURA…
STRUTTURA CHE SI TROVA A TAURIANOVA, HAPPY DOG È IL SUO NOME!
NON ABBIAMO L`ACCESSO A TALE STRUTTURA…
QUI COMANDIAMO NOI! E` STATO DETTO A FEDERICA….
DOVEVA PRELEVARE 3 CANI PER TRASFERIRLI A ROMA…
INVECE? E` RIUSCITA A PORTARE VIA SOLO LA PICCOLA CAMILLA!
CAMILLA CHE HA PERSO UN OCCHIETTO NON SI SA IN QUALE CIRCOSTANZA E PERCHÈ…
CAMILLA CHE DALLE CONTINUE VISITE DI FEDERICA E DALLA MIA VISITA DEL 03 GENNAIO NEL CANILE DELLA TRAGEDIA SI ERA SEMPRE DIMOSTRATA PIENA DI VITALITÀ, ALLEGRIA E GIOIA AL SOLO VEDERCI…
SALTAVA SEMPRE! SEMPRE SU DUE ZAMPE…A FARE LE FESTE A NOI BIPEDI AMICI CHE TANTO GLI PORTAVAMO DA MANGIARE E DA BERE E ALLUNGAVAMO QUALCHE COCCOLA PER TRANQUILLIZARLA….
GUARDATE IL VIDEO! VEDRETE IN CHE CONDIZIONI L`HA TROVATA L`ANGELO DI FEDERICA QUANDO È ANDATA A PRENDERLA NELLA NUOVA STRUTTURA…MA COSA TI HANNO FATTO??
PROBLEMI NEUROLOGICI HA DETTO IL VETERINARIO CAUSATI DA UN FORTE TRAUMA DOVUTO AD UN COLPO SECCO E DECISO!
BASTONATA? CALCIO? COSA?
VIDEO
http://www.youtube.com/watch?v=L8hRlFqd6pc&eurl=http%3A%2F%2Fwww.amicicani.com%2Findex.php%3Foper%3Dnewsleggi%26id%3D936&feature=player_embedded
VIDEO TRAGEDIA RIZZICONI LA 7
http://www.la7.it/NEWS/dettaglio_video.asp?id_video=20734&cat=cronaca
CANILI, CHI FA AFFARI CON I RANDAGI
DI STELLA PENDE
DOPO MODICA IL CASO SICILIANO È TUTT’ALTRO CHE ISOLATO. SONO MOLTI I “RIFUGI” PER ANIMALI CHE OPERANO AL LIMITE O BEN OLTRE I CONFINI DELLA LEGGE. GUADAGNANDO MOLTO GRAZIE AD ASL E COMUNI………..
1) DAL SITO DEL MINISTERO DELLA SALUTE:
- LEGGE N. 281 – LEGGE QUADRO IN MATERIA DI ANIMALI DI AFFEZIONE E PREVENZIONE DEL RANDAGISMO
- ANAGRAFE CANINA NAZIONALE
- BENESSERE DEGLI ANIMALI
- ABBANDONO E RANDAGISMO
- VIAGGIARE CON GLI ANIMALI
- PET THERAPY
http://www.ministerosalute.it/caniGatti/paginaDettaglioCani.jsp?id=212&lingua=italiano
2) LEGGE N.189/04 “DISPOSIZIONI CONCERNENTI IL DIVIETO DI MALTRATTAMENTO DEGLI ANIMALI, NONCHÉ DI IMPIEGO DEGLI STESSI IN COMBATTIMENTI CLANDESTINI O COMPETIZIONI NON AUTORIZZATE”, MALTRATTARE GLI ANIMALI È DIVENTATO UN REATO
http://www.lav.it/index.php?id=609
3) PER CAPIRE BENE COSA COMPORTA LA VIVISEZIONE
http://www.xmx.it/vivisezione.htm
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Rieti, il terzo mondo dei cani
11 ottobre 2008 -
Un altro canile dove la crudeltà supera l’immaginazione. In Lazio esistono le istituzioni?
Nessun luogo è lontano. Ma Rieti è più vicino degli altri. Basta guardare cosa c’è dietro la porta del canile dell’indifferenza mortale, che non scalfisce l’affare, che non smembra le connivenze, che fa passare tutto liscio. Che smembra la vita dei cani, che scalfisce i corpi in un’eutanasia obbligata giorno per giorno. Qui si muore, un po’ alla volta, lentamente ma con matematica certezza. È lì, nelle immagini, nelle denunce dei volontari e del loro video (dal quale abbiamo tratto le foto in pagina) e che bisogna vedere per continuare a guardare un cane negli occhi. Rieti (città del sindaco Giuseppe Emili, lista civica centro-destra), una lunga storia per l’unico canile di tutta la provincia, una struttura che tale non si può dire neppure per lo Zingarelli ma che comunque dall’ottobre 2004 prende sostanza legale con tanto di autorizzazione del Comune e dell’Asl, arrivando ad avere fino a 900 cani. La storia, come per tutti gli altri canili lager, si ripete. Catapecchie che sembrano orti dismessi lungo la ferrovia, una favela di latrati dolenti, box affollati, un unico suolo di feci dove i cani dormono, mangiano, appoggiano il corpo squarciato dai morsi, dalle piaghe, dalle colonie di zecche diffuse come mani aperte sui volti divorati. Rieti come l’Africa: il sistema fognario è a cielo aperto. I liquami circolano ovunque. I cani che disertano e tentano la fuga vengono uccisi a fufucilate al di là del cancello. Forse è la morte migliore quella che vanno a cercare. Si mangia dal lunedì al sabato. La domenica è festa. Anche per l’Asl, che già dalle prime denunce del 2004 lascia scorrere le anime dei cani dalla terra al cielo. Tutti i giorni sono buoni, da lunedì a domenica. L’Asl dalla primavera 2005 invia cani in continuazione da Guidonia, da Ariccia, comuni convenzionati con la premiata ditta del canile. Che non consente neppure ad un nuovo direttore sanitario di trasferire in clinica i cani che hanno bisogno di interventi. No party, non money. Non esistono locali infermeria (se ne realizzerà uno nel 2006 ma non è ancora operativo). I cani feriti o gravi vengono “separati” dagli apparentemente sani nei vecchi box non ancora demoliti, una bottega delle infezioni che divampano e ammorbano più in fretta l’animale. Per l’inceneritore, è solo questione di tempo. A Rieti si spera anche in “C’era una volta” quando, quattro anni fa, la ditta, una srl locale, inizia a costruire il nuovo canile. Il ferro è lucente, i box sono lindi. Un’altra volta per poco. A gennaio 2005, quando i volontari rimettono piede in canile, all’appello mancano più di un centinaio di cani. Non se li è portati via il Babbo Natale delle adozioni. Diversi di loro vengono trovati con la sembianza fisica del feto, senza midollo. Ma si va avanti. Tutto regolare per Comune e veterinari. Un cane operato non si salva quasi mai. Viene rigettato in box con i compagni. La fame, l’aggressività fanno il resto. Un paio di giorni e il calvario finisce nel sangue. L’alternativa di un decorso postoperatorio è finire sul pavimento della vecchia favela sullo strato soffice e demineralizzato delle feci. Uno spessore di dieci centimetri di cassa da morto assicurata. Bastano due lievi ferite da morso per essere spacciato. A Rieti il canile passa solo cibo e “pulizia”. Non medicinali. La ferita si infetta e dall’orecchio del cane fuoriescono vermi. Alla seconda settimana dalla ferita, il cane ha il volto già divorato dai vermi e un orecchio putrefatto e quasi staccato. Solo l’ostinazione dei volontari lo salverà. Sfigurato, ma vivo. Le adozioni dei cani malati vengono negate. Nei giorni successivi, verranno soppressi. No adoption no party. Incenerire conviene, il Comune paga. Anche l’acqua, a Rieti, è un affare: nei secchi non viene cambiata ma appena rabboccata. Nel settembre 2005 arriva il sequestro da parte del Nirda della Forestale. Ai volontari viene affidato il primo censimento ufficiale mai effettuato prima! Ma cambia poco. Nel cani dai box. Arriva la grottesca nota dell’Asl di Rieti che pone limiti alle adozioni. Di mese in mese, di nuovi protocolli in nuove intese, tra speranza e disperazione, nel settembre 2007 il proprietario del canile ritorna sui suoi passi e vieta di nuovo l’ingresso ai volontari. I cani devono morire da soli. La vita scorre tra E oggi? Nei giorni in cui è consentito l’accesso, tutto pare pulito, ordinato, i secchi ricoperti di melma, urina e larve di zanzara sono nei box ma dietro i pannelli, lontano da sguardi umani. I cani che si salvano sono quelli che i volontari curano e fanno adottare, portati nel maggior numero dei casi nelle famiglie del Nord. Le cucce, i secchi, le pedane nuove sono un dono delle associazioni. I volontari in canile non vedono schede sanitarie, né un registro di carico e scarico, né cartellini sui box. Ma per Comune, Asl e Nas Rieti è a posto. Roba da morire dalla voglia di entrarci per non uscirci più.
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