LA PADANIA 13 FEBBRAIO LETTERA AD ANGIOLA TREMONTI E IL MISTERO DEI SACCHI DI MANGIME CHE NON BASTA A SANTO STEFANO

No, Chiliamacisegua non aggiunge null’altro alle rasoiate di Stefania Piazzo.

Basta e avanza quello che la giornalista scrive per far rabbrividire chi coltiva la propria coscienza come l’unico valore che abbia un..valore e per incidere, tatuare una parola sola:”VERGOGNA”.

Buona lettura

Chiliamacisegua

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LA PADANIA 13 FEBBRAIO

DALLA PARTE DEGLI ANIMALI Settantaduesima puntata

Viaggio nell’Italia bestiale

LETTERA APERTA AD ANGIOLA TREMONTI

Di Stefania Piazzo

Cara Angiola Tremonti, lei ha ragione, il randagismo costa. Però vede, il problema non si azzera sopprimendo i cani, il punto è eliminare quelli che mangiano nei canili dove si finge di vigilare e togliere di mezzo dalle istituzioni chi non ha sterilizzato 300mila e passa cani randagi che vagano soprattutto al Sud. E non dopo 2-3 anni dalla vincita dell’appalto al ribasso ma subito, col Tanax giudiziario, con le inchieste e dopo le inchieste dettagliate della stampa, là dove la veterinaria pubblica non vede l’orrore e dove certi pm archiviano i reati come si tira lo sciacquone o dove certi sindacati della categoria si preoccupano solo di difendere i tesserati dal reato di lesa maestà, o dove i sindaci neanche bonificano i terreni dai bocconi killer e se la prendono con chi lo denuncia.

Perché questo del randagismo è un Paese di imperatori e vicerè, soprattutto in Campania, epigono e archetipo della malasanità veterinaria, dove non si garantisce neppure la sicurezza della salute pubblica per il mancato controllo delle zoonosi e per il traffico illecito consentito di animali.

Faccia lei, signora Angiola!

Io le pagherei un viaggio premio a Cicerale. E visto che siamo in tema, l’abbiamo la ricetta, anzi, ne abbiamo tre per soddisfare la richiesta di soppressione dei cani dopo 2-3 anni di canile.

La prima: non abbiamo dubbi, li mandiamo proprio lì, a Cicerale, dove la vita media accertata ufficialmente mè quella che lei suggerisce in veste di consigliere di minoranza della Lista Tremonti (che porta il nome del fratello Giulio, di altra pasta su questi temi), a Cantù.

La seconda ricetta: li mandiamo a Cremona, dove tra fiumi di Tanax e morti forzate, costi quel che costi, per il camino nel giro di breve tempo ne hanno fatti fuori 6.000.

Sa signora Angiola che botta di incassi con l’inceneritore!

La terza: li facciamo sbranare tra loro, come in Molise. Basta dargli meno cibo. Dicevano che fossero fantasie dei volontari, raccolte solo da la Padania. Siamo sicuri? E invece, guardi qua, proprio la Padania regala a lei Angiola e ai lettori una denuncia, certo tutta da verificare, sulla presunta misteriosa sparizione di sacchi che si sarebbe consumata dentro una struttura comunale.

Tutto da vedere, è chiaro, ma il problema di fondo esiste. Togliamo di mezzo i cani o i ladri, una volta accertati, che suggerisce?

Siamo certi di essere testimoni con la gente e il mondo sano del volontariato di un punto di svolta di civiltà, che ha subito con Francesca Martini un’accelerazione epocale. Stia certa che indietro non si torna. Non solo perché lo dice la legge 281 del ’91 e le ordinanze del sottosegretario alla Salute o le regole dell’Europa sul rispetto della vita degli esseri senzienti, ma perché la società evolve e si fa strada un condiviso senso della legalità e crescente censura sociale, che non tollera si tolga di mezzo la vita di chi non si difende, virando contro i farabutti che la sfruttano quella vita finché ha respiro.

Il punto è questo: da quale parte si vuole stare? Con Caino o con Abele? Lei crede che sopprimendo i cani altri non ne arriveranno, mai sterilizzati dalle Asl, dai Comuni o mal sterilizzati con le fascette elettriche come in Campania, così da ripetere l’estro nella promiscuità dei canili?

Si chieda perché, e ricito la Campania, si vogliono premiare i veterinari che sterilizzano oltre l’ordinario, dove in alcuni casi l’ordinario è costituito da qualche decina di cani sterilizzati l’anno. Insomma, vanno pagati di più per lavorare. Io i cani campani li salvo. Non salvo i vicerè che dovrebbero rendere conto alla magistratura contabile dei propri sforzi professionali per continuare a tenere in piedi una macchina che fa soldi.

Al Sud ma anche al Nord. Ecco, io la vedrei bene a far da consulente all’assessore che l’altro giorno è tornato da noi in redazione, per dar seguito con dati più sorprendenti all’inchiesta che già avevamo grazie a lui pubblicato.

Ecco il fatto: dati che non tornano a colpi di 150-170 cani nel canile di S. Lorenzo a Pegognaga nel mantovano, assieme ad altri 100 cani che appaiono e scompaiono dall’anagrafe ufficiale, avanti e indrè. Di meno i cani presenti secondo l’anagrafe, di più quelli paganti in canile. Crede qualcuno gli abbia dato retta, a parte noi?

Infine, il canile di Mariano Comense: come si fa ad essere “cecchini ” verso una delle migliori strutture del Nord e del Paese – che verrà visitato lunedì 21 dal sottosegretario Martini – modello di adozioni, dove ci si “spreca” nel recupero comportamentale dei cani, dove si respira la civiltà del benessere e della straordinaria ricchezza affettiva e umana nel rapporto uomo-cane?

Non si può inciampare su una pietra angolare. Tiri giù con noi le baracche della mafia, della camorra, della ’ndrangheta, consigliere Angiola. Tolga il mangime a chi “mangia”, non è biblico affamare fratello cane-Abele.

L’identità del cane, un libro di Roberto Marchesini di agile e interessante lettura che consigliamo ai lettori e alla consigliera Tremonti

S.Stefano e il mistero dei sacchi di Silvan

La denuncia di un operaio ai carabinieri di Campobasso: «Vi spiego il giallo del mangime che non basta in canile»

Di Stefania Piazzo

Molise, due binari di legalità. Una ufficiale, un’altra ufficiosa. A S. Stefano i conti non tornano mai: nonostante gli sforzi e i protocolli e un nuovo responsabile regionale per il randagismo, dentro il canile comunale sembra vigere un’altra legge. Il giallo del mangime che diminuiva, fatto denunciato più volte dai volontari, inascoltati dal Comune, dal sub commissario Mastrobuono (esiste ancora?), i continui casi di sbranamento tra cani, per fame, su cui si soprassedeva…

Spiegazioni? Prove? Il colpo di scena, che la Padania racconta in esclusiva, sta in una denuncia presentata ai Carabinieri di Campobasso in cui uno dei quattro operai della ditta che ha in appalto la pulizia e la somministrazione di cibo in canile offre un’inedita sua originale versione dei fatti.

Di certo tutta da verificare perché, fino a prova contraria, nulla è stato accertato contro la G.S., che ha pieno diritto di replica e di contraddittorio e fin da ora trova piena disponibilità su la Padania per raccontare la propria versione.

Per ora, il diritto di cronaca si ferma sulla prima denuncia agli atti. Ma ecco alcuni passaggi chiave del documento che getta pesanti accuse sulla gestione al vaglio degli investigatori.

Racconta ai carabinieri, l’operaio, che avrebbe ricevuto ordine da «D.P.F. d caricare cinque sacchi di mangime da 20 kg cadauno sulla Fiat Doblò bianco del Comune». Poi, entrando nel merito, specifica che si sarebbe rifiutato «di caricare il mangime» in quanto avrebbe saputo che in quel canile comunale sarebbero «spariti sacchi per essere rivenduti; tale quantitativo di mangime» sarebbe stato «ricavato diminuendo le quantità giornaliere spettanti ai cani».

Questa la versione del dipendente cui la Padania aggiunge per dovere una forma dubitativa.

Poi, ancora, ai carabinieri l’operaio aggiunge come anche lo scorso anno quando ancora dichiara di non saper nulla sull’impiego del mangime, avrebbe lui stesso e un suo «collega M.G., su ordine di quest’ultimo, caricato cinque o sei sacchi di mangime da 20 kg. sullo stesso furgone del Comune». Dichiara ancora che M.G. gli avrebbe detto «che quel mangime» sarebbe servito «ad altri cani». In seguito avrebbe appreso dagli stessi colleghi «che quel mangime sottratto al canile» sarebbe stato «destinato a tale C. originario di Napoli, dipendente e socio della stessa G.S.». E, ancora: «Su ordine di D.P.F. quotidianamente ai cani», dichiara che avrebbe messo «una porzione inferiore a quella dovuta, proprio per recuperare sacchi di mangime da destinare altrove».

In particolare sarebbero stati assegnati cinque sacchi per 200 cani, mentre nel marzo 2010 ne sarebbero stati distribuiti solo tre (a S. Stefano i cani sono circa 700, ndr).

Fin qui la denuncia che è giunta sino ai piani più alti della sanità pubblica e ai Nas del ministero, in attesa di essere confermata o smentita. O di un supplemento di indagini. E ora un passo indietro sull’appalto. Per rinfrescare la memoria. La ditta G.S. ha vinto nel 2008 il bando per la pulizia e la somministrazione di cibo: 1 milione di euro poi ridotti a 931mila, ovvero 232 mila euro l’anno al posto di 250mila. I 20 che mancano all’appello erano stati dirottati dal Comune al pagamento della custodia della struttura all’Associazione cinofila molisana.

Una delle ragioni che avrebbero determinato la vincita dell’appalto da parte della G.S. di Avellino sarebbe stato l’aver risposto al requisito di essere produttrice di mangime.

Una delle ultime fatture mensili agli atti dell’assessorato al Commercio del Comune risulterebbe riportare tali cifre: 8.700mila euro voce operai, 7mila euro voce mangime: 17.800 euro. Moltiplicati per 12 mesi: 213.600.

Mancherebbero 20 mila euro scarsi per arrivare ai 232mila previsti dall’appalto. Accertamenti sulle altre fatture sono in corso in Comune, certi che si troverà anche questa quadra!

La G.S. non si occupa solo del canile ma avrebbe in appalto la pulizia negli uffici comunali, in tribunale e in alcune caserme dei carabinieri in provincia.

Insomma, un infallibile garanzia di pulizia.

s.piazzo@lapadania.net

(72 – continua)


Martini, S. Valentino al rifugio Lega Cane a Rovigo. E lunedì 21 a Mariano Comense

Due tappe per il sottosegretario

Martini. La prima domani alle 10 al canile intercomunale di Fenil del Turco, a Rovigo, gestito dalla Lega nazionale per la difesa del cane, nel giorno di S. Valentino, per ribadire come l’adozione sia un atto d’amore. La seconda tappa: lunedì 21 a Mariano Comense. Non mancate.

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Relazione di Stefania Piazzo sul randagismo business italiano

Chiliamacisegua pubblica e divulga la relazione di Stefania Piazzo dell’11 ottobre scorso, che segna la linea della demarcazione tra l’indagare, conoscere, svelare e fare.

Questa relazione è’ il punto e a capo.

A prescindere…..

Perché solo oggi?

Perché oggi, 8 dicembre 2010, a cavallo del 2011, dopo che dal 2008 si è tolto il coperchio alla teca dell’orrore, la geografia dello scempio, del lucro, del malaffare, della collusione, della indifferenza, della omissione di atti di ufficio, della illegalità, dei comodacci propri, è chiara.

Con in evidenza, nomi e cognomi che attendono solo di essere giudicati e condannati. E reati di essere puniti.

Chiliamacisegua

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Perugia, 11 ottobre

La tutela giuridica degli animali d’affezione

e la legge 20 luglio 2004, n.189

Convegno Ministero della Salute e Magistratura

Relazione

dr.Stefania Piazzo

giornalista

caporedattore centrale

quotidiano la Padania

CHE DIRE

“Ma cosa vado a dire”, mi sono chiesta?

Cosa posso aggiungere più di quanto già non scriva nelle inchieste sulla malasanità veterinaria, sull’indifferenza e l’ignavia dei sindaci, su quelle asl inattaccabili, impunibili, intoccabili, protette, che non vedono mai niente, sugli appalti che nessuno studia perché tanto i canili sono un affare residuale, affidato a imprese di pulizie che vincono i bandi di gara, sulle regioni silenziose, come la Campania oggi, ad esempio, grande assente, che ha ritenuto non necessario inviare qui il proprio responsabile sul benessere animale perché la Campania non ha nulla da imparare, semmai da insegnare, evidentemente,  sul mestiere!?

CHI FA COSA

E allora mi sono posta una domanda.

Chi fa cosa? A chi spetta?

A chi tocca essere onesto ed esigere l’onestà? Il rispetto degli esseri senzienti? Il rispetto della legge? A chi spetta non archiviare tutte le denunce in procura? A chi spetta dar seguito alle ispezioni del ministero e dei carabinieri dei Nas?

A chi tocca?

Il sottosegretario Francesca Martini ha voluto organizzare un convegno come questo per dire semplicemente una cosa, alla magistratura così come a tutta la filiera della legalità: ciascuno faccia il proprio dovere.

Il cuore del problema è questo: fare il proprio dovere. Una banalità che mette in ginocchio un Paese e che lo rende ancora oggi in molte regioni, incivile, barbaro, assassino, complice.

STAMPA POTERE SOSTITUTIVO

Sono reduce da un evento come il Vivipet, una importante manifestazione che ha ricevuto il patrocinio del Comune e della Provincia  di Milano, del ministero della Salute, del ministero del Turismo, dedicata al benessere animale e a metodi scientifici alternativi alla vivisezione. Nel corso dell’evento sia io che il collega Edoardo Stoppa che il sottosegretario Martini siamo stati premiati con una targa per le nostre battaglie.

Ebbene, sarà un’eresia ciò che dico ma trovo sia inaudito ricevere un premio per essere dei normali.

Il paradosso è che in questo Paese si viene premiati, come nel mio caso, per aver “onorato la professione, per la lotta alla corruzione attraverso la stampa”.

Ma la stampa, lo dico ai carabinieri e ai politici presenti in questa magnifica sala, non ha come missione scovare, combattere i delinquenti. La lotta al crimine non spetta a noi. Eppure, la stampa sta svolgendo un potere sostitutivo, intervenire su ciò che altri della categoria “giustizia” o della categoria “pubblica amministrazione”  vedono ma non dicono.

Certo, abbiamo smosso le acque dopo decenni di indifferenza delle istituzioni ma è scandaloso, io dico persino immorale, essere costretti a premiare l’ordinario, è innaturale che la normalità sia una rarità.

E’ ANTROPOLOGICO

Stamane l’amica Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, mentre mi interrogavo con Lei su questi temi, mi diceva saggiamente: “Ma vedi, cara, l’essere umano è nato per farsi i fatti suoi, è antropologico. La percezione del diverso consente la percezione del proprio simile. Quindi… per dialogare occorre capire a quale categoria culturale apparteniamo. Una volta definita l’appartenenza, dialoghiamo”. Ed effettivamente, Perugia è stata scelta per questo: dialoghiamo, aboliamo le barriere e regolamentiamo le relazioni.

I DEFICIT

Che vuole questa stampa? Raccontare ciò che vede. Io mi accontento di questo, anche se più proseguo il lavoro di indagine, più mi rendo conto che il potere sostitutivo che “occupiamo” va a “occupare” il vuoto dello Stato, la mollezza degli uffici, la burocrazia della materia grigia.

Tre secondo me sono i deficit che la stampa vede bene e per i quali siamo ancora deficienti.

Deficit di democrazia, deficit di legalità, deficit di coraggio.

Il deficit di democrazia riassume, nell’apoteosi dell’ingiustizia e dell’impiegatizia visione del proprio dovere, rispettivamente, diritti negati, sentenze negate, soluzioni negate. Vita negata. L’occultamento della ragione e della vita.

GLI ESEMPI – CAMPANIA

Esempi di deficit?

Quello campano, su tutti. Per la grande assenza ingiustificata che troneggia dentro il Palazzo dei Priori.

Dice tutto. Esemplifica e disarma.

Deficit è premiare chi fa più di due sterilizzazioni a settimana e prevedere un piano straordinario nella Regione dei veterinari elettricisti che sterilizzano le femmine chiudendo in modo inconcludente le tube con le fascette elettriche di plastica.

Deficit è usare l’inceneritore del canile in cima alla montagna per portarci da Napoli la droga dei pusher.

Deficit è avere a Ponticelli, dal 1996, un rifugio come la Fenice che non trova un’area per mantenere i cani, del sindaco, con promesse e rimaneggiamenti incredibili di parole e piani regolatori in una zona ad alta tensione sociale e criminale, dove evidentemente il buon esempio va sacrificato per altri interessi. Il rinascimento campano.

Deficit è bloccare come ad Aversa le sterilizzazioni, e democrazia è vederle riattivare ma solo dopo l’intervento del ministero.

Deficit è sotterrare i cani avvelenati come a Campolattaro, e fregarsene dell’ordinanza contro i bocconi avvelenati.

Deficit è non costituirsi parte civile contro il canile dei canili lager, Cicerale, dopo che le istituzioni locali, tutte le associazioni nazionali, il ministero, si sono costituiti parte civile poiché l’Avvocatura di Stato ha riconosciuto nel maltrattamento e in quegli appalti immeritati un danno allo Stato. Ma non per la Regione che sta dietro il cespuglio.

Ma vogliamo poi parlarne di altre dependance del deficit? Vogliamo ricordare le sette sterilizzazioni in un anno a Modica, e il suo Consiglio comunale che insorge con un documento contro la sottoscritta perché osa denunciare con il diritto di opinione una mozione che riabilita l’ordinanza della mattanza dei cani? O l’asl di Scicli e dintorni che sospende le sterilizzazioni? Deficit di democrazia o cos’altro?

ALINA DI RIETI

Lo vedete quel cane proiettato ovunque nella sala dei Priori e che sta sulle vostre gambe, sulla cartella dei documenti che vi hanno consegnato oggi?

Lei è Alina ed è l’immagine scelta dal ministero per rappresentare in questo convegno con la magistratura sui manifesti, sugli inviti, nelle locandine, nelle slide, il simbolo del maltrattamento, del malessere, esattamente ciò che non deve essere un cane prigioniero di un canile.

Esattamente ciò che non deve essere un canile.

Siamo a Rieti. E la vedete l’immagine a fianco di Alina nel box, pubblicata dal mio giornale nell’ultima mia inchiesta? E’ sempre lei, Alina. Ma è un altro cane, dopo appena quattro giorni che è uscita per l’adozione, grazie ai volontari. S’intende.

Questa immagine, di appena una settimana fa, è il segno, il confine indelebile del bene e del male, ma anche dell’impunibilità, della renitenza alla legalità, del lavoro nero e delle irregolarità riscontrate anche dall’Inps dentro quel canile.

Perché Rieti non è un canile. Rieti è una delle tante holding che costellano il Paese, in cui una società vince appalti ovunque, arriva allo scadere degli appalti nelle regioni confinanti e addirittura si allarga al Nord, passando per il Molise, altra eccellenza vergognosa in cui i commissari e i subcommissari in cappottino bianco di cachemire non sporcano i tacchi per prendere visione del mare di feci e sorci che abitano la struttura.

Alina, Rieti e il Molise, un triangolo perfetto dunque. Vediamolo.

GLI ESEMPI – IL MOLISE

Il deficit che concentra tutto sta in un appalto che dura fino al 2022 per il mantenimento di 300 cani del canile di S. Stefano che però nel frattempo moriranno, dato che già sono anziani. Eppure, il proprietario del canile di Alina di Rieti si è aggiudicato l’iperbole contrattuale da 1,2 milioni di euro per trasferire i 300 deportati molisani in una struttura a S. Giuliano Milanese divisa in due reparti: nel primo c’è il rifugio dei cani cuccioli che arrivano anche illegalmente dall’est, più volte sequestrati dai Nas, nell’altro reparto ci sono i cani che il padrone di Rieti, in veste di intermediario, ha trasferito da Campobasso al Nord. Ma il Comune di Campobasso ha ritenuto quell’offerta unica e irripetibile tanto che l’ha persino scritto nella determina.

Per fortuna che passava di lì il padrone di Alina di Rieti, scrive.

E Campobasso è il canile in cui persino il magistrato procede al suo dissequestro perché “tanto non cambia niente”, il canile in cui una ditta, la Generservice, pagata per quattro operai, non li fa mai lavorare tutti insieme. Lavorano in due, forse tre, porti a casa l’appalto per quattro. Campobasso è il canile il cui fornitore di mangime è il proprietario del lager di Ripalimosani.

Il Molise è la sanità veterinaria, e non solo, dei colletti bianchi, che nemmeno si presentano quando arriva l’ispezione del ministero e bussa alla porta dell’assessore provvisorio alla sanità, commissariata.

GLI ESEMPI – LA GARA DELLA COMUNITA’ MONTANA SU RIETI

Il deficit di legalità è l’esempio della Comunità montana dell’Alto Reatino alla quale il padrone di Alina di Rieti stava per vendere il proprio canile, quello della locandina. E la V Comunità montana Montepiano Reatino, quella che è appena finita nell’inchiesta dei carabinieri per truffa e peculato, perché 26 dipendenti su 32 risultavano assenteisti, stava aggiudicando un bene, il canile di Alina, di cui però non era ancora diventata proprietaria. Un caso unico e raro dei bandi e delle gare che, dopo numerose circostanziate denunce del mio quotidiano (“mica” avevano previsto il durc, la prova della regolarità contabile contributiva né fidejussioni adeguate per i danni o per l’evasione contributiva né altre frivolezze legali…) e una ispezione della task force ministeriale, veniva ritirato e cancellato dalla faccia della terra. Però, ci avevano provato.

Ci avevano provato a mettere in affitto un bene che coabita peraltro ancora con un deposito di amianto, un bene ancora  di qualcun altro, che però dettava condizioni per la gestione decennale dentro la struttura… Nessuno dentro l’asl e gli uffici tecnici dell’indagata Comunità Montana, tranne le inchieste di una giornalista, ci avevano visto dentro qualcosa di strano.

Ma è possibile?

LA HOLDING

Dobbiamo essere franchi. I canili non sono canili. Sono holding. Sono società commerciali, supermercati, mattatoi, inceneritori, termodistruttori di cani.

I reati che si consumano non sono solo quelli di maltrattamento. Per i quali, peraltro, la magistratura impiega dieci anni a prendere una posizione. Al massimo archivia. Poi vedremo il caso dello zoo san Raffaele a Milano.

Siamo qui a dire proprio questo, no? A chiedere alla giustizia di fare la giustizia, il suo dovere, quello di cui sopra.

Altri sono i reati che si consumano. Reati per i quali la task force pensata dal sottosegretario Martini ha bisogno di interagire con altri corpi dello Stato. Accanto ai preziosi Nas, nei canili deve entrare la Guardia di Finanza, gli ispettori dell’Inps e se serve dell’Inail. I conti correnti dei padroni dei canili sono i cassetti da aprire, le verifiche fiscali, gli intrecci azionari delle loro holding che si diramano in tutta Italia, appalto su appalto.

Il maltrattamento è una viola mammola, qui da combattere c’è la camorra dei canili, la mafia, la ‘ndrangheta, tutte le declinazioni territoriali degli affari criminali che transitano dentro la veterinaria pubblica e la tumorificano nell’apparato pubblico che diventa un pezzo di antistato.

Oggi, il volontariato, la stampa, ha davanti a sè il mostro dell’antistato dentro le istituzioni.

Volete vedere di che cosa stiamo parlando? Di una società, ad esempio quella di Alina, nella cui ragione sociale c’è l’enciclopedia Treccani del benessere del titolare e dei suoi soci.

Perché il canile può anche… fare altro: “Produzione e commercializzazione di detergenti professionali; produzione e commercializzazione di insetticidi, larvicidi, topicidi…; la gestione di canili sia pubblici che privati; studio e sviluppo, produzione e commercializzazione di tecnologie per la chirurgia e la medicina ad uso veterinario; la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande; la gestione di sale da gioco, locali di intrattenimento e stabilimenti balneari; la gestione di bar, tavole calde, punti di ristoro, alberghi, ristoranti, pizzerie; la gestione di stands in occasione di fiere; approntamento a domicilio di banchetti e buffet fornendo tavoli, la cristalleria, la posateria e quant’altro necessario; gestione di agriturismi… la società potrà compiere qualsiasi operazione industriale, commerciale, finanziaria, mobiliare e immobiliare… potrà prestare avalli, fidejussioni e garanzie reali e anche per debiti assunti da terzi”.

Ma la notizia straordinaria deve ancora arrivare. E l’ho scoperta tra l’altro questa mattina mentre rileggevo con attenzione la Camerale di Alina. “La società può emettere titoli di debito al portatore o nominativi”. Insomma, sta scritto nella visura della Camera di Commercio, la ragione sociale consente ad Alina di emettere titoli di debito.

Sì, i buoni ordinari del canile!

E come li chiamiamo se non holding, paravento con cani!

Qui non ci sono obblighi e requisiti per il rispetto del benessere, per considerare i canili luoghi di transito. O meglio, di transito non solo dei cani.

QUINDI?

Chiudo con un’altra domanda. La prima era…. che vado a dire.

La seconda è come va a finire. E cioè un grande “QUINDI” col suo bel punto interrogativo.

Quindi?

Come li saniamo questi deficit? Noi della stampa ce la mettiamo tutta. Non ci facciamo intimidire.

Quindi?

Quando una sentenza esemplare, una che fosse una?

QUINDI… ECCO L’OASI SAN RAFFAELE

Forse non tutti voi sapete che a Milano c’è uno zoo, l’oasi del San Raffaele, accanto ad una rinomata clinica. C’è un cartello che lo annuncia sul quale sta scritto questo: “Questo non è uno zoo privato. E’ un’oasi di pace dove la presenza degli animali contribuisce alla guarigione degli ammalati. Infatti recenti studi dimostrano che i convalescenti guariscono prima e meglio se godono della compagnia degli animali. Pappagalli, caprette, agnelli, dromedario, scimmie, lama, pellicani, cigni, gru, andine, canguri, storioni, ecc.. sono qui una compagnia per l’uomo che soffre. e’ dovere di tutti rispettare la loro natura e la loro dignità”.

Allora, per intenderci, l’ispezione della Forestale riscontra molteplici casi di maltrattamento. Ipotesi di reato suffragata dal fatto che una visione pionieristica della pet therapy porta a ritenere legittimo potare le ali e i becchi agli uccelli, esotici e non esotici, presenti, per evitare la loro fuga. Con un bel grande tronchesone. Che vuoi che sia…

Ma anche se arriva la Forestale, vede e sequestra, l’asl regionale lombarda dice che no, che non c’è stato maltrattamento nelle gratuite e dolorose amputazioni. Fatte da veterinari? Mica tanto… Ma va bene lo stesso.

Il ragionamento è questo: gli animali sono vivi. Quindi, se vivono, stanno benone. Vivi uguale sani. Questo pensa l’asl.

Il pm profondo conoscitore dell’etologia animale condivide e dice: si archivi.

Il gip ha un rigurgito di giustizia etologica e non chiude l’inchiesta, anzi, vuole un supplemento.

Allora ecco che il pm si rivolge agli stessi veterinari asl, gli stessi periti. Massì, gli stessi. E cosa potevano dire? Rinnegare se stessi? No, rinnegare il benessere e il rispetto degli animali, rinnegando la propria deontologia veterinaria, venendo meno a quel patto “di cui sopra”, fare il proprio dovere.

QUINDI?

I deficit restano. Di democrazia, di legalità, di coraggio. Ancora troppo pochi i sussulti dalla veterinaria pubblica, deboli e fioche risposte isolate di eroi, uomini normali isolati.

Noi stiamo con Alina. Con le asl, poche, oneste, coraggiose, come quella di Isernia, ad esempio, che fa spernacchiata il proprio dovere. Stiamo con la task force, seppur osteggiata da imboscate e agguati di chi non vuol cambiare da dentro il sistema. Penso agli Izs che hanno uomini del calibro del dr. Rosario Fico, il miglior veterinario forense che abbiamo sulla piazza.

QUINDI?

Noi stiamo con il sottosegretario Martini, adesso e anche dopo, perché i governi passano ma le persone restano, stiamo con chi  ha rotto il silenzio e gli argini, stiamo con la dr. Rosalba Matassa, coordinatrice della task force finché la lasceranno lavorare e stiamo con le associazioni che condividono questa battaglia civile che dentro le istituzioni, a volte, è una guerra civile tra chi difende il regime e chi lo vuole rivoltare come un calzino.

Questione di visione di deficit. Chi di affari, chi di potere e chi, invece, di democrazia e di assoluto senso dello Stato.

Grazie Francesca, grazie Rosalba.

Un grazie personale agli amici del gruppo dell’Fbfaif. Quando iniziano, le rivoluzioni si fanno anche pensandole in pochi. Pochi e temuti.

Grazie.

Mail ricevuta

Da leggere d’un fiato, come sempre, pur con l’amaro in bocca,

Prima e dopo aver assistito al convegno di Perugia…

Per sempre dalla parte di Alina,

Un pezzo del nostro cuore che per quasi sei anni

Abbiamo dovuto vedere incantonata e terrorizzata in quell’angolo,

Prima della sua inaspettata occasione di libertà

E prima di scoprire che era ancora capace di sorridere.

Chiunque e ovunque abbia visto tante,

Troppe Aline incantonate in tanti angoli,

Non può che unirsi alla voce di Stefania

Che dovrà prima o poi sfondare tutti questi muri di gomma,

Gridando a squarciagola:

E quindi???

Grazie Stefania.

I volontari del canile di Rieti.


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Guarda il video se…

Guarda il video se…

Guarda il video, se hai il coraggio di arrivare fino in fondo

Urla il tuo sdegno, se ti ribolle il sangue

Fai qualcosa, se oltre al potere, hai la coscienza

Questo è il randagismo della nostra bellacivileamata Italia anno di… disgrazia 2010!

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

Video di Vincenzo Caporale girato a Caserta e dintorni ma la Campania non è altro che una fotocopia della stessa inciviltà dimostrata in Calabria, Lazio, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise, Sicilia, Sardegna e via andare sulla nostra penisola…..

http://www.youtube.com/watch?v=2IAyk2vmtVU&feature=player_embedded

FOTO

A

brambilla_m@camera.it;

martini_f@camera.it;

g.ferri@sanita.it;

r.marabelli@sanita.it;

tutela.animale@sanita.it;

info@lacoscienzadeglianimali.it;

stampaweb@lastampa.it;



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Libro Rosso: Sky

Libro Rosso: Sky

Nona puntata

Asl Centro

Sky

Lui e’ Sky, era uno splendido labrador.

Questa povera creatura e’ arrivata oggi presso il nostro rifugio, ci e’ stato affidato dalle autorita’ che lo hanno sequestrato insieme ad altre 120 anime, Era praticamente all’ inferno, un canile lager nella Regione gestito da G. M., fornitore ufficiale per C. con la sua ditta di mangime , che riceveva senza che mai nessuno trovasse da ridire,  contributi e sovvenzioni statali.

Chi ha visto racconta:  “hanno trovato cadaveri di cuccioli ovunque, le femmine praticamente tutte gravide, gabbie improvvisate e sovraffollate, cani ammassati che per una crocchetta si sarebbero sbranati, visto che se dio vuole mangiavano una tantum… “

E lui, in quell’inferno, era stato buttato in angolo con una zampa a pezzi, in pratica era rimasto solo un moncone di zampa con l’ osso scoperto.

E chissa’ da quanti giorni.

La faccia deturpata in cui due occhi vivi imploravano aiuto e protezione.

L’abbiamo  portato subito via e fatto operare d’urgenza.
Ieri 31/07/ 2008 gli hanno amputato la zampa, sul muso invece rimarra’ indelebile, il marchio di una vita di sofferenza e di stenti, di lotta per la sopravivenza .

Cio’ che piu’ male e’ notare la fiducia che queste creature maltrattate mantengono, nonostante tutto.

La dolcezza di Sky fa’ quasi paura e mentre ti vergogni,  ti domandi come sia possibile che dopo tutto quello che ha passato lui ancora ci creda nell’uomo.

Oggi ad un giorno dall’ operazione e’ gia’ in piedi fiero e forte,
Ora e’ tranquillo Sky, e’ protetto, per lui si e’ accesa una nuova luce.

Sky, si trova ora al sicuro, a Napoli, è stato dato in affido ad una volontaria, educatore cinofilo che ha provveduto alla sua riabilitazione caratteriale e ad amarlo.

La nostra preghiera piu’ grande e che un giorno , prestissimo speriamo accada un miracolo, e Sky nonostante il suo handicap ed il muso rovinato, trovi chi lo adotti e gli restituisca tutto cio’ che dei miseri uomini avidi di denaro e senza un briciolo di anima hanno tentato di strappargli! !
Poi bisognera’ pensare anche ai compagni di sventura di Sky, che sono ancora li in quel canile, ma che dovranno prima o poi trovare un’altra sistemazione! !.

E ad ottenere giustizia!

Il piccolo Sky si presentava in queste condizioni

Salvato e curato

Nota

Che si sappiano i nomi dei nominati responsabili. Si, di tale scempio.

Direttore generale della Azienda Sanitaria Regione Molise, Sergio Florio

Responsabile Medicina Veterinaria Regione Molise, Mauro di Muzio

Tra i compagni di Sky anche topi morti, di fame anche loro

I box

La storia del Canile di Ripalimosani

La Procura della Repubblica di Campobasso ha posto sotto sequestro il canile di contrada Santa Lucia a Ripalimosani, il 6 agosto 2008

Nella struttura, gestita da un privato e convenzionata con quattro comuni, secondo la Magistratura mancavano le più elementari norme igienico-sanitarie e i 144 cani ospitati si trovavano in condizioni pietose.

Situazione descritta nell’articolo pubblicato su Nuovo Molise a firma di Pasquale Di Bello

06/08/2008
CANILE SEQUESTRATO, PROSEGUONO I CONTROLLI

Col passare delle ore emergono particolari sempre più raccapriccianti;
si parla, addirittura, di cani sbranatisi tra loro per fame.

Due giorni fa il sequestro della struttura, disposto a seguito delle denunce raccolte e  segnalate all’Avra di Campobasso, Associazione di volontari a tutela
degli animali randagi.

Le poche notizie che trapelano dall’indagine ancora in  corso sembrano individuare gravi responsabilità a carico dei Comuni  interessati e a carico della Asl competente per territorio: quella di Campobasso.

Un canile-lager, con tutti i permessi in regola! E’ questa la sinistra considerazione che viene da fare davanti ad animali lasciati nella più totale incuria.

E’ proprio questo il nodo centrale attorno al quale verosimilmente stanno
lavorando gli inquirenti; un interrogativo al quale sarà difficile
sfuggire e una risposta – quella attesa dalla pubblica opinione – che non potrà
essere elusa.

Chi doveva controllare l’efficienza del canile ed il rispetto della normativa vigente?

E perché  questo – come d’evidenza – non è stato fatto?

Quale il ruolo della Asl di Campobasso?

E quale quello dei comuni interessati i quali – da quanto consta al momento – sembra abbiano sempre pagato per un servizio non reso o, in subordine, reso in una maniera  d’infimo ordine?

A latere del palese maltrattamento agli animali, a questo punto ampiamente documentato anche dalle immagini, è chiaro che si profilano una serie di ipotesi di reato, dal profilo eminentemente omisssivo, e che nelle prossime potrebbero già essere resi noti…………………………

Testimonianza oculare di una volontaria di Napoli che assieme ad un gruppo di soccorso si è recata una volta la settimana presso il canile sequestrato

I cani sono 143: ieri un altro cane è morto sbranato per fame dai suoi compagni.

Ho visto una struttura che non avrebbe mai dovuto esistere per quanto fatiscente, inadeguata, sporca e completamente priva di qualsiasi cosa potesse garantire un minimo benessere degli animali in essa detenuti, i box (piccoli) ospitavano tutti troppi cani, maschi e femmine ( molte gravide o con cuccioli neonati).

All’ interno dei box non esisteva neanche un ombra di un giaciglio, solo il ruvido cemento, i cani erano e sono tuttora costretti a  camminare, mangiare e dormire tra le loro deiezioni, alcuni cani presentavano ferite da morsi, come dimostrano le condizioni disperate di Sky, con il muso dilaniato e la zampa in gangrena che il veterinario ha dovuto amputare.

Ad un certo punto della nostra visita abbiamo sentito il pianto di un cucciolo neonato, dopo una ricerca tra i box lo abbiamo trovato, aveva si e no tre giorni e piangeva disperato, divincolandosi sul cemento, non uno straccio per proteggerlo, non un misero giaciglio, abbiamo provveduto noi con una tavola di legno ed una coperta che avevamo con noi a crearne uno di emergenza dove quella creaturina indifesa poteva per lo meno essere più protetto, cani pelle ed ossa, cani ricoperti di parassiti, alcuni box non erano neanche provvisti di copertura per riparare le povere bestiole dal sole cocente o dalla pioggia, ed in quella zona d’ inverno c’è neve e si arriva a meno 4 gradi.

Noi eravamo andati lì per cercare di fare anche qualcosa di più, avevamo portato del cibo (rifiutato) e dei teloni per ricoprire i box a cielo aperto ma il gestore Giovanni Mandato, indagato nonché “custode giudiziario”, non c’è lo ha permesso. Si è sentito offeso ci ha detto. Lui offeso!

Il canile è stato posto sotto sequestro e va bene, ma poi?

Cosa succederà?

La Padania 26 ottobre 2008

http://www.chiliamacisegua.org/2008/10/26/gli-scheletri-di-ripamolisani/

Gli scheletri di Ripalimosani

La Padania 27 Giugno 2010

Cosa è successo fino ad ora? La signora giustizia si è fatta avanti? Qualcuno è stato licenziato? A qualche altro è stata revocata la convenzione? C’è stata un condanna?
Niente di tutto questo.

Però continuano a morire i cani. Di fame, di stenti, di freddo di incuria. Di indifferenza.

A spese del contribuente.

http://www.chiliamacisegua.org/2010/06/26/la-padania-27-giugno-la-rogna-del-molise/

La Rogna del Molise

Chiliamacisegua

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Continua………..

A

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Nota

Libro Rosso

Denunciate, inviate le vostre storie per scrivere insieme il Libro Rosso, a Chiliamacisegua

Mail: info@chiliamacisegua.org

Qui la prima puntata: Bottone

http://www.chiliamacisegua.org/2010/04/21/libro-rosso/

Qui la seconda puntata: Randagio

http://www.chiliamacisegua.org/2010/04/22/libro-rossorandagio/

Qui la terza puntata: Vite rubate

http://www.chiliamacisegua.org/2010/04/28/libro-rosso-vite-rubate/

Qui la quarta puntata: Artax

http://www.chiliamacisegua.org/2010/05/11/libro-rosso-artax/

Qui la quinta puntata: Beate

http://www.chiliamacisegua.org/2010/05/31/libro-rosso-beate/

Qui la sesta puntata: Birillo

http://www.chiliamacisegua.org/2010/04/23/un-figlio-di-napoli-birillo/

Qui la settima puntata: Don Matteo

http://www.chiliamacisegua.org/2010/06/09/libro-rosso-don-matteo/

Qui l’ottava puntata: Angelica

http://www.chiliamacisegua.org/2010/06/22/libro-rosso-angelica/


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Cani in pericolo la palla passa al vicesindaco, Giuseppe Cimino

Cani in pericolo

La palla passa al vicesindaco, Giuseppe Cimino.

Farà melina, autogol o gol?

La vita di 28 cani rinchiusi in box già smottati, a rischio ulteriore frana, è nelle sue decisioni.

Che siano responsabili. E urgenti.

Chiliamacisegua

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Molise Canile di Santo stefano

Video Telemolise 29 dicembre 2009

Canile a rischio frana: in pericolo 28 animali nell’indifferenza del Comune

http://www.telemolise.com/view.php?idfilmato=136659738329122009151027&tipo=tg

Petizione

Apprendiamo ancora una volta nonostante le continue promesse pre e post-elettorali del Sindaco Di Bartolomeo, con enorme tristezza dal Comunicato di Anna Mazziotti e di tutti gli animalisti di Campobasso, già ampiamente diffuso dagli amici dell’Associazione Chiliamacisegua, il profondo stato di degrado, al canile di Santo Stefano in Molise dovuto all’abbandono di 750 cani che ad oggi continuano a morire di freddo e di stenti e soprattutto di fame sbranandosi tra loro !
Firmiamo affinchè il Sindaco si prenda le proprie responsabilità. grazie a tutti

http://www.firmiamo.it/caniledisantostefanoinmolise

http://www.ecodelmolise.com/mozione-riferita-alla-gravissima-situazione-del-canile-comunale-civerra-di-santo-stefano.htm

Mozione riferita alla gravissima situazione del canile comunale Civerra di Santo Stefano

Al Presidente del Consiglio Comunale
Avv. Massimo Sabusco

SEDE

Oggetto: Mozione riferita alla gravissima situazione del canile comunale “Civerra” di S. Stefano
Il Consiglio Comunale,

Premesso

che in data 8 settembre 2009 veniva presentata un’interrogazione che si allega in copia, firmata dal consigliere comunale Michele Durante, avente ad oggetto la grave situazione dell’abbandono di animali d’affezione nella Città di Campobasso, i casi di avvelenamento, il canile comunale di S. Stefano;

che alla risposta orale del Sindaco non è seguito alcun atto in merito alla gestione del canile comunale e del servizio appaltato, in quanto al regolare adempimento degli obblighi contrattuali;

che ad oggi la situazione all’interno del canile comunale di S.Stefano è peggiorata notevolmente e culminata con un episodio di sbranamento, intollerabile perchè ampiamente previsto in base alle notizie provenienti dai soggetti coinvolti nella gestione del canile stesso;

Viste

le numerose relazioni inviate dal sig. Roberto Palmieri, responsabile della ACM, associazione indicata dal Comune di Campobasso con mansioni specifiche all’interno del canile, e riguardanti le continue inadempienze in merito alla gestione della società GENER SERVICE: relazioni inviate al Dirigente responsabile dei Servizi Sociali del Comune di Campobasso, al funzionario di settore, all’Assessore competente e, per conoscenza, ad alcuni Consiglieri Comunali;

Rilevata

la relazione dei veterinari di stanza presso il canile comunale dott.ssa Maio e dott. Di Nardo, datata 25 novembre 2009 ed avente ad oggetto “Adeguamento delle quantità di mangime da somministrare ai cani del canile di S. Stefano”, inviata al Dirigente responsabile dei Servizi Sociali del Comune di Campobasso ed al Responsabile dei Servizi Veterinari presso l’ASREM, relazione che recita testualmente: “Lo stato di nutrizione è risultato scadente per molti soggetti visionati e durante lo sgambettamento fuori dai padiglioni si è notata la presenza di coprofagia attuata da diversi cani“.

Considerate

le innumerevoli manifestazioni di protesta da parte di associazioni animaliste, anche internazionali, e di privati cittadini che arrecano grande danno all’immagine della città di Campobasso nella percezione del suo grado di civiltà;
Impegna

il Sindaco e l’esecutivo ad intervenire con immediatezza per la soluzione di tutte le problematiche di propria competenza esistenti all’interno del canile comunale di S. Stefano;

ad appurare se la ditta GENER SERVICE, convenzionata con il Comune di Campobasso per la gestione del canile comunale di S. Stefano, adempie regolarmente agli obblighi contrattuali come da contratto quadriennale (1/1/2009 – 31/12/2012) in merito al capitolato di spesa, agli interventi di manutenzione, alla garanzia della continuità lavorativa;

a porre in essere tutti gli atti amministrativi affinchè la questione del canile possa essere risolta a beneficio dei cani ricoverati, nell’ottica di garantire loro il benessere e la dignità che la legge prevede;

alla deliberazione necessaria per l’entrata in vigore del REGOLAMENTO COMUNALE PER LA TUTELA, DETENZIONE E CIRCOLAZIONE DI ANIMALI del Comune di Campobasso, approvato con delibera di Consiglio Comunale n.33 dell’anno 2001;

ad individuare e regolamentare la figura civica del Garante per la Tutela degli Animali.
I Consiglieri Comunali

Michele Durante

Carmelo Parpiglia

Michele Coralbo

Massimo Romano

Claudia Neri

04 / 12 / 2009

A

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LA DENUNCIA – Quei cani hanno fame, si sbranano tra di loro

LA DENUNCIA – Quei cani hanno fame, si sbranano tra di loro

Post n°1040 pubblicato il 03 Dicembre 2009 da confettino2

di ANNA MAZZIOTTI – I cani chiusi nel canile di S.Stefano hanno fame

Le foto che vedete riguardano l’ennesimo sbranamento verificatosi domenica mattina in quel canile maledetto dove tutti si arrogano il diritto di partecipare con progetti e proggettini ma nessuno poi fa il proprio dovere; non solo, la cosa più grave che si chiama vergogna è il totale disinteresse di chi ha messo quella ditta di Avellino a gestire senza mai verificarne l’operato.

I cani hanno fame, sono magri, denutriti ed affamati.

I cani hanno fame e freddo non hanno una pedana dove appoggiare le zampe rosse ,gonfie e crepate, I cani hanno fame, freddo e sono ammalati perchè nessuno li cura e quel protocollo tra veterinari e comune è solo un bleff per mettersi a posto con le carte.

I cani hanno fame, freddo e sono tutti fradici perchè quotidianamente vengono bagnati con getti di acqua forte e gelida .

I cani chiusi nel canile municipale di Santo Stefano che hanno fame , freddo e sono ammalati e fradici, sono solo cani che arricchiscono l’umano. Disgraziatamente e maledettamente quel canile è terra di nessuno dove non ci sono controlli e nessuno entra nei box perchè fediti e nauseanti. E’ un giro di bisiness che dobbiamo spezzare.Una domanda viene spontanea ;

Il dr De Marco delegato del Sindaco, bravo a scrivere determine, gare di appalto e protocolli d’intesa ,come mai non vigila? Sono 5 anni che ha la delega ai canili e non ha migliorato di un minimo la condizione di quei cani, ma solo quella degli umani.Dove sta? Si è mai letto le relazioni che il suo stesso delegato gli fa ogni giorno? Se è si !?perchè non interviene?

Ma non è meglio abbatterli tutti quei cani piuttosto che vederli in quello stato?A chi giova vederli in quella condizione di crudelta’e sofferenza? Possibile mai che nessuno si rende conto che si è creato solo un giro vizioso ed oneroso a danno dei cani.?

Quello che succede in quel canile è solo un coprire misfatti su misfatte.

Da qualche tempo i volontari notano molta irrequietezza nei cani con un comportamento tale da arrivare alla coprofagia (ossia mangiare le feci per fame).

Incominciano a chiedere agli operai il perché di queste anomalie,di queste aggressioni e perchè ancora una volta si è ridotto il mangime, perchè i cani sono di nuovo magri etc.etc.

Vuoi, per non essere incolpati dalle associazioni, vuoi, che ogni tanto anche nei più menefreghisti si risveglia un pò di coscienza, il fatto è che veniamo a conoscenza di un ammanco di 40 sacchi di mangime, che secondo la ditta dovrebbero essere risarciti dagli operai stessi ( in quanto solo loro detengono le chiavi del magazzino) o in caso contrario, gli operai possono,sempre su suggerimento della ditta stessa, ridurre ulteriormente la razione giornaliera fino a compensare l’ammanco dei sacchi mancanti.

E tutto da dire,!Una ditta seria ed onesta avrebbe gia licenziati gli operai, se ne avesse avute le prove e viceversa ,chi senza peccato, sarebbe gia corso in procura a denunciare i ricatti e i sorprusi ricevuti.

Ma cosa fanno gli operai? riduco il quantitativo giornaliero di croccantini… tanto nessuno se ne accorgera’ eppoi c’è l’ha suggerito il datore di lavoro.

Viva l’Italia, la Nostra bella Italia. ! W il Sud dove il sole è sempre in alto e la mano nera fa la sua ombra.

E’ cosi che funzionano le cose: Morte Tua Vita Mea.

Bhe! Noi animalisti non ci stiamo più, siamo stanchi ,esasperati, l’unica cosa che ci resta è quella di mandare questa notizia sui mass mediam locali e Nazionali, affinchè qualcuno ci dica se lo Stolking vale anche per i cani .Qualcuno dovrà pur pagare le torture e la crudelta a cui li sottopongono gratuitamente e giornalmente da anni.

Non è piacevole trovarsi di fronte a cani morti per emorragie perché impigliati con le zampe nei pannelli dissaldati(,che la stessa ditta non ha mai provveduto a riparare,) non è un bello spettacolo trovarsi di fronte a crani divorati o corpi pieni di buchi, no! Non è affatto gustoso sentire l’odore di sangue grumito che entra nelle narici e per mesi te l’ho senti su tutto il corpo.Eppure queste scene si ripetono frequentemente in quel canile.La mortalità è molto alta e non c’ e nessun veterinario che si chiede perchè e ne cerchi la causa..

Chi è l’iniquo personaggio che vuole continuare ad avere i cani in quelle condizioni mentre riempie la pancia agli umani?e a cosa gli giova avere quel canile lager?

Di questo non ne possiamo più! Ci rivolgiamo al Sindaco Di Bartolomeo chiedendogli: di fare pulizia di tutti i soggetti che ruotano e lucrano sulla pelle dei cani, dei suoi cani. Di mettere finalmente in atto il suo programma che gli ha portato la nostra fiducia e i nostri voti. Porre fine allo sciacallaggio pulendo il marciume che si respira in quel canile e d’ incominciare a dare un minimo di dignità a quelle creature che vi abitano.

Una raccomandazione poi! di stare molto accorto, perchè tolto il mangiare, tolto il tepore e il riparo tolto anche il sacrosanto diritto allo sgambettamento, ai cani resta solo il proprio pelo. Vigili Sindaco affinchè nessuno si azzardi a rubaglierlo per fare le pelicce che vanno tanto di moda.

Oltre a lei facciamo appello alla magistratura affinchè si possa fare chiarezza, dopo tutte le denunce e manifestazioni fatte ci si renda effettivamente conto che il denaro pubblico reca solo danni la dove non c’è sorveglianza e controllo, mentre il maltrattamento dilaga e si spreca.

Anna Mazziotti e tutti gli Animalisti di Cb

fonte: altromolise

info e petizione su: chiliamacisegua


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PADANIA 4 OTTOBRE 2009

PADANIA 4 OTTOBRE 2009

DALLA PARTE DEGLI ANIMALI A CURA DI STEFANIA PIAZZO

Il 4 ottobre si celebra il santo che ha insegnato l’amore per gli animali.

Ma che dire delle deroghe per avere maxi canili nonostante leggi e ordinanze?

CARO S. FRANCESCO GUARDA CHE DEROGHE AI MAXI-CANILI LOMBARDI!

Caro San Francesco, come hai amato tu gli animali non li ha amati nessuno. Pochi infatti si prodigano per la difesa degli esseri senzienti. Tanti, invece, studiano a come guadagnare più soldi aprendo un canile. La questione che ti poniamo, è tipicamente umana. Una straordinaria ordinanza, scritta dal sottosegretario Martini, all’avanguardia nella tutela del benessere animale,prevede non solo che si blocchi la possibilità di trasferimento o gestione dei cani con gara d’appalto a strutture incompatibili con lo benessere. Ma fatto rivoluzionario, che i canili non possano avere più di 200 cani o superare questo limite.

Chiaro, vero? Ebbene, la Regione Lombardia, che sa guardaer lontano, questo vincolo dei 200 lo aveva già previsto. Ma ci raccontano i membri della Consulta regionale sul randagismo, che ci sono strutture che questo limite vogliono comunque infrangerlo. Chissenefrega se c’è la legge e, soprattutto, se c’è anche l’ordinanza. Sul tavolo della consulta pare ci sia la richiesta di deroghe avanzate da un canile privato di Pantigliate, con il placet della ASL Milano 2. Ebbene, come mai con una legge regionale che ti impone di avere al massimo 200 cani, ci raccontano alcuni membri dell’organo regionale, «il proprietario dei canili di Zelo Buon Persico (l’Airone) e di Pantigliate (Il Molino), col consenso della ASLMI2, avrebbe chiesto non tanto la deroga per i cani attuali, e cioè 130 circa a Zelo e 400/450 circa a Pantigliate, bensì per aumentare la capienza, rispettivamente a 600 per Zelo e 700 per Pantigliate».

Caro San Francesco, nella legge regionale 16/2006 e nel suo regolamento Attuativo 2/2008, non sono previste sanzioni per chi non rispetta i parametri che dettano, e non sono nemmeno previsti dei termini entro i quali adeguarsi… Andiamo bene! Speriamo almeno nel rispetto dell’ultima ordinanza Martini. Insomma, quanti santi in paradiso ci vogliono per gestire un canile? E quanti per sopravvivere alle asl di questa vita terrena? San Francesco, pensaci tu.

s.piazzo@lapadania.net


Il Governo ratifica la Convenzione europea

Martini: trafficare cuccioli è reato


Molise, peggio di prima? di STEFANIA PIAZZO

CAMPOBASSO: INEVASE LE PROMESSE AL SOTTOSEGRETARIO MARTINI

Il canile lager del Comune di Campobasso è ancora vivo e vegeto. E la sua gestione prosegue come se nulla fosse accaduto

Dopo un anno, la lotta al randagismo è sulla carta. L’impegno del sottosegretario Martini e la sua visita al canile di Santo Stefano non contano per gli amministratori locali.

Il Molise continua ad essere terra di nessuno. Terra di nessun diritto per gli animali. Luogo di tortura, di morte, di speculazione. Abbiamo iniziato il cammino per il benessere animale assieme al sottosegretario Francesca Martini, consapevoli che sarebbe stata la prima volta, per un quotidiano, e altrettanto per un esponente di Governo, essere alle prese con un sistema al quale mai nessuno aveva posto mano. Che mai nessuno aveva messo in discussione se non in qualche estemporanea inchiesta, magari dopo un sequestro come notizia in cronaca. I canili. La loro gestione. I loro appalti. Le loro mafie consolidate, le connivenze tra Asl e gestori privati e i sindaci. La sostanziale ignoranza della legge, ma soprattutto la consapevole indifferenza degli amministratori all’ignoranza della legge. Tutto questo pagato con i soldi dei cittadini, con le nostre tasse. Tutto questo pagato sulla pelle degli animali. Un reato vile, un dolore sordo e impronunciabile. Una crudeltà indegna, bassa, bieca. Riluttante. Il nostro viaggio era iniziato il 28 settembre di un anno fa con Campobasso. Ne abbiamo seguito gli urli disperanti dei cani, i loro volti scarnificati conficcati nelle reti divisorie dei canili, o i loro arti mozzati dai pannelli taglienti dei box. Le loro morti per sbranamento nei box. Canili pubblici. Canili controllati dalle Asl. I dossier vennero pubblicati per la prima volta in Italia dal nostro giornale. Per la prima volta veniva alla luce il volto maleodorante del malgoverno veterinario del territorio, la faccia assurda e rivoltante di campi di concentramento per animali.

In Molise.

Un anno fa , esattamente un anno fa, dall’ufficio in cui stiamo scrivendo,il sottosegretario Martini sfogliando i dossier del canile di Santo Stefano, a Campobasso, alzava il telefono, chiamava il presidente della Regione, Iorio, chiedendo subito un vertice con Regione e Comune, rivendicando giustizia e dignità per gli animali del Molise.

Il 19 novembre, il sottosegretario incontrava a Campobasso le autorità regionali e locali (assente l’allora sindaco, naturalmente),e visitava i luoghi del dolore, assieme ad Anna Mazziotti, presidente della Lega molisana per la difesa del cane. Veniva intrapresa,con l’allora assessore regionale alla Sanità,Arco, un progetto di risanamento. Mai più lager a Campobasso.Via la vecchia gestione a Santo Stefano,arrivò un nuovo appalto.230mila euro l’anno,quattro operai. E nei mesi seguenti,un contratto per trasferire al Nord, vicino a Milano, i cani del Molise,in condizioni più decenti. Nobile progetto. Ma chi lo pensò,lontano dagli occhi e dal cuore del ministero, ci mise l’anima: ne uscì un “contrattino” da 1 milione e trecentomila euro, steso dal dirigente a cui il comune e il vecchio sindaco avevano affidato l’incarico di occuparsi del benessere degli animali. Un affare importante: 1,60 euro a cane, ma tra quanto trattiene l’intermediario e quanto resta al gestore per sfamare la bestia cosa rimane al cane? Fatti i conti, Anna Mazziotti va al sodo:«Sono 45 centesimi al giorno di crocchette. Il resto mancia prevista dal contratto. Che tombola!». E se Campobasso ci ripensa, e vuole riprendersi i cani? Attenti alla funambolica prestazione: deve pagare per contratto 3 euro a cane per ogni giorno di permanenza al Nord! Paga insomma persino la penale. Che non si gode di certo il cane ma chi ha beneficiato del contratto. Inutile dire che comunque a Campobasso soldi per sistemare lo sfacelo di Santo Stefano non ce ne sono. O meglio, non ne sono mai arrivati. L’assessore buono, Sandro Arco, quello che aveva preso a cuore il progetto Martini, non c’è più. E la Regione, in uno di quei turbinii che ogni tanto arrivano con i temporali estivi della politica e delle inchieste, ha subito scossoni e ribaltamenti. Con la Sanità commissariata dal Governo. Proprio quella Sanità che per decenni aveva tirato a campare e a non gestire come si deve la veterinaria pubblica. Conti in disordine. Tutto da rifare. Con il Comune di Campobasso che faceva pure la sua parte, destinando 20mila euro come compenso ad un nuovo custode giudiziale, 20mila euro trovati grazie al taglio di altrettanti 20mila euro dallo scatolame. 20mila euro in meno di mangime umido. Tanto, i cani anche senza denti, malati o anziani del canile, se non mangiano passano a miglior vita.

«I fondi per le sterilizzazioni? Dalle Asl non abbiamo visto una lira – denuncia Mazziotti -. I cani in città si moltiplicano, stiamo documentando, fotografando tutte le cucciolate che stanno nascendo sul territorio per negligenza, irresponsabilità degli amministratori pubblici». A Santo Stefano è peggio di prima, peggio del dissequestro avvenuto il 16 febbraio scorso, perché tanto, scriveva il giudice, il sequestro non aveva migliorato le condizioni dei cani, tanto valeva restituirli nelle mani dei loro carnefici pubblici. Non è servita a nulla l’irruzione del 6 gennaio di Striscia la notizia e il servizio di Terra del Tg5. Altrettanto i nostri servizi. Lo aveva ammesso il vecchio sindaco Di Fabio, quello che aveva brillato per aver scritto l’ordinanza affama randagi e per aver sostenuto di aver speso più per i cani che per gli anziani (senza interrogarsi sul come e perché erano stati spesi male i soldi per i cani, in nome di quale interesse e speculazione, ndr): dal 2004 ad oggi il randagismo è cresciuto del 224 per cento. Che ne è stato del provvedimento approvato dalla giunta regionale,quel programma stralcio per la prevenzione del randagismo? Che ne è dell’identificazione di tutti i cani mediante applicazione del microchip e conseguente registrazione nella banca dati informatica dell’anagrafe canina?«Grazie a questa serie di interventi – aveva detto l’assessore – verso i quali l’ente ha stanziato in questa prima trance 145.00 euro, si darà immediatamente un cambiamento di direzione». A Campobasso pregano per un miracolo. Per una nuova visita a Santo Stefano del sottosegretario. Perché veda con i propri occhi che delle sue direttive il Molise non ne vuol sentir parlare.

s.piazzo@lapadania.net

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San Francesco1 San Francesco2 San Francesco3

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Ordinanza affamarandagi Brindisi

Ordinanza affamarandagi Brindisi

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Sindaco di Brindisi Domenico Mennitti

Sindaco di Brindisi Domenico Mennitti

Presidente Regione Puglia Nichi Vendola

Presidente Regione Puglia Nichi Vendola

Presidente Provincia Michele Errico

Presidente Provincia Michele Errico

Il Sindaco di Brindisi, l’illustre Domenico Mennitti, ha coronato il suo sogno: entrare a far parte del Club degli Amministratori Affamarandagi, dei Primi Cittadini Fuorilegge.
Gli hanno dato il benvenuto Giuseppe di Fabio, Sindaco di Campobasso e Michelangelo Lombardi, Sindaco di San Marco in Lamis.
Molise e Puglia guidano la classifica dei Sindaci buontemponi che delegano alla coscienza del cittadino, e non se ne assumono in proprio la responsabilità, il diritto di vita o di morte di povere creature, nate, ahimè, in Regioni barbare.
Prego, avanti c’è posto nel gruppo “disattendiamo la Legge 281 del 1991 e magari con le multe rimpinguiamo le casse del Comune” , che indichiamo alla pubblica vergogna.
Chiliamacisegua non spreca più parole al vento, per tali e simili Sindachetti. Chiede alle Associazioni del territorio di rivolgersi al Tar, di entrare nei Denuncianti, il gruppo promosso da Chiliamacisegua e da Freccia 45, coordinato dall’avv Susanna Chiesa, per ottenere con le cattive, visto che le buone non funzionano, ovvero con le denunce penali, l’applicazione della Legge di cui sopra.
Che non è carta straccia, che non è lettera morta, che non è solo per Sindaci più sensibili o dotati di umanità, ma per tutti i Sindaci, volenti o nolenti.
Forse in Puglia non arrivano i giornali, o forse i Politici, non hanno tempo per leggere le interviste rilasciate dal Sottosegretario al Welfare, Onorevole Francesca Martini, che specifica a proposito della Ordinanza anticostituzionale molisana, su Primapaginamolise: «È una barbarie. Significa che l’Amministrazione Comunale ha fallito perché non conosce e non sa applicare le Leggi. Non ne faccio una questione politica. Il Sindaco evidentemente è incapace di utilizzare gli strumenti di cui dispone per affrontare il problema del randagismo e si esibisce in prove muscolari. Voglio sapere che fine hanno fatto i fondi per la lotta al randagismo». Il sottosegretario chiede inoltre perché il Comune non abbia provveduto alla campagna di sterilizzazione dei cani e non abbia dato seguito alle regole dello scorso luglio, che impongono la cippatura a spese dell’Amministrazione.”
Bene, Chiliamcisegua mette a disposizione di Lorsignori, la rassegna stampa ha raccolto sulla vicenda, in maniera da renderli edotti sul ritorno di immagine strepitoso per chi si inerpica in stradine poco illuminate, i vicoli ciechi.
Chiliamacisegua
www.chiliamacisegua.org

Comune di Brindisi
Sindaco Domenico Mennitti
domenico.mennitti@comune.brindisi.it;

REGIONE PUGLIA
Presidente Nichi Vendola
segreteria.presidente@regione.puglia.it;

Assessorato Sanità Ufficio 4 Servizio Veterinario Regione
Responsabile Onofrio Mongelli
o.mongelli@regione.puglia.it;

Assessorato Politiche della Salute Regione
Assessore Politiche della Salute Alberto Tedesco
a.tedesco@regione.puglia.it;

Presidente Provincia Brindisi
Michele Errico
presidente@provincia.brindisi.it;

Prefetto di Brindisi
Domenico Cuttaia
pref.prefbrindisi@interbusiness.it;

Asl Brindisi
Responsabile Emanuele Vnci
protocollo@asl.brindisi.it;

http://www.brindisisera.it/news_dettaglio.asp?id_articolo=4757

Data articolo: 19/12/2008 10.09.00
Divieto assoluto di somministrare avanzi alimentari o mangime specifico ai cani, gatti randagi e colombi su tutto il territorio comunale.
Da tempo giungono numerose segnalazioni da parte di cittadini privati e dal servizio veterinario dell’ASl Br1 circa la presenza di cani, gatti randagi e colombi sul territorio comunale. Nonostante l’emissione di varie ordinanze tendenti a scoraggiare il perpetrarsi di questa cattiva condotta, il fenomeno non risulta essere stato arginato e, tuttora, permangono situazioni che creano grave pregiudizio alla pubblica incolumità. Questi i principali motivi per i quali il sindaco di Brindisi ha emesso nuova ordinanza.
Di seguito il testo:
Il sindaco:
- viste le numerose segnalazioni da parte di cittadini privati e dal servizio veterinario dell’ASl Br1 circa la presenza di cani, gatti randagi e colombi sul territorio comunale che sono soliti stazionare in particolari luoghi causa della scorretta condotta di talune persone che somministrano avanzi alimentari e mangime in scatola agli stessi, con notevole pregiudizio per il decoro e l’immagine della città, nonché per l’incolumità dei cittadini di passaggio;
- considerato che nonostante l’emissione di varie ordinanze tendenti a scoraggiare il perpetrarsi di questa cattiva condotta, il fenomeno non risulta essere stato arginato e, tuttora, permangono situazioni che creano grave pregiudizio alla pubblica incolumità;
- ritenuto opportuno intervenire in merito allo scopo di scoraggiare la distribuzione e somministrazione di avanzi alimentari a cani, gatti randagi e colombi;
- visto il testo unico sulle leggi sanitarie T.U.L.L.S.S:
- vista la legge regionale n. 12 del 1995
ORDINA:
il divieto assoluto a tutti i cittadini di distribuire e somministrare avanzi alimentari o mangime specifico ai cani, gatti randagi e colombi su tutto il territorio comunale.
I trasgressori saranno puniti severamente attraverso l’applicazione di una penale pari a 258,23 euro, elevata a 516,46 euro in caso di recidiva. L’oblazione dovrà essere versata sul c/c del Comune di Brindisi n. 12883724 specificando nella causale “Sanzione per somministrazione pasti cani, gatti (randagi) e colombi CAP di entrata n. 345″.
Brindisi, 19 dicembre 2008


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Grazie On Francesca Martini

Onorevole Francesca Martini, una sola parola ma scritta a caratteri cubitali sopratutto nel nostro cuore. GRAZIE

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

Questa la sua mail: martini_f@camera.it

Aggiornamenti sulla visita che il Sottosegretario ha compiuto ieri in Molise Telemolise

http://telemolise.com/view.php?idfilmato=56766040419122008145843&tipo=tg

PrimaPaginaMolise

http://www.primapaginamolise.it/detail.php?news_ID=13972&goback_link=index.php

Randagismo. L’On. Martini: il Molise giunga a una soluzione

Il Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, ha avuto, in mattinata, insieme all’Assessore regionale Sandro Arco, una serie di incontri con Sindaci, Presidenti, Comunità Montane e Responsabili Sanitari, sul problema del randagismo. In particolare l’esponente di Governo ha visitato, insieme all’Assessore Arco – che per conto del Presidente Iorio sta seguendo la questione – il canile di Santo Stefano a Campobasso, per poi incontrare, in due differenti riunioni, i rappresentanti delle Associazioni animaliste, dell’Asrem, dei Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri e della Regione Molise, oltre che i vertici di vari Enti locali e i Responsabili dei servizi Veterinari di zona.

L’On. Martini, nella conferenza stampa conclusiva, che ha visto la partecipazione del Presidente Michele Iorio, ha affermato che “In Molise è opportuno giungere ad una soluzione del fenomeno randagismo. Fenomeno che nell’ultimo periodo ha raggiunto un’incidenza rilevante sul territorio. Negli incontri precedentemente avuti con l’Assessore Arco, si è deciso di costruire una rete istituzionale a sostegno dei cambiamenti necessari in questo particolare settore. La Regione Molise, a tutti i suoi livelli, ha mostrato enorme sensibilità, caricandosi anche delle proprie responsabilità per quanto accaduto fino ad ora nei canili molisani. La priorità, in questo momento, è quella di trasformare il canile-rifugio di Santo Stefano, che oggi mostra enormi deficit strutturali, in un canile sanitario, per poi dedicarsi alle altre strutture regionali.

Da una situazione di emergenza è opportuno arrivare ad una condizione di progettualità così da raggiungere standard igienici-sanitari, paritetici rispetto ad altre realtà nazionali. Personale del Ministero sarà a disposizione della Regione Molise e collaborerà alla stesura di un progetto che affini le capacità operative delle strutture molisane”.

Il Presidente della Regione Michele Iorio, in linea con quanto affermato dall’On. Martini, ha ribadito come “La Regione Molise, si è attivata immediatamente con risorse umane ed economiche per risolvere i disagi attuali, in piena sintonia con il Governo centrale. Una sintonia che sono certo ci consentirà di raggiungere risultati importanti in termini di civiltà igienico-sanitaria in tutti i canili molisani. Questo in parallelo alla messa a punto di politiche mirate per contrastare il randagismo ed evitare problemi alla popolazione”. Soddisfazione è stata espressa dall’Assessore Arco: “Gli incontri avvenuti a Roma con il Sottosegretario ed i Dirigenti del Ministero hanno portato a risultati tangibili, esposti oggi a tutti coloro che sono interessati al fenomeno del randagismo. L’idea complessiva è di giungere ad un accordo di Programma con le parti interessate, così da definire esattamente i ruoli e le competenze di tutti i soggetti chiamati in causa.

È necessario per questo avere un sostegno operativo ancora più forte dall’Asrem e dagli Enti Locali. Istituzioni queste che hanno una relazione molto stretta con il territorio. Con un sostegno economico certo, si dovrà giungere ad un sistema chiuso e circolare per avere un controllo completo della situazione.

La Regione ha già impegnato delle risorse economiche per avviare una serie di fondamentali proposte che sono la sterilizzazione e la microchippatura per quanto riguarda i randagi e la creazione del corpo delle Guardie zoofile che avranno a disposizione un’apposita anagrafe canina per il monitoraggio dei cani.

L’On. Martini ha mantenuto l’impegno assunto venendo in Molise in tempi brevissimi e mostrandosi aperta alle nostre proposte risolutive.

È stata già avviata infatti una ricognizione del territorio, in collaborazione con la Protezione Civile regionale, per l’individuazione di due luoghi provvisori che dovranno ospitare i randagi, attualmente in strutture inadeguate, così da riorganizzare in tempi rapidissimi i canili molisani”.

Caffè Molise

http://www.caffemolise.it/index.php/2008/12/20/il-sottosegretario-martini-ha-visitato-il-canile-di-santo-stefano/

Il Sottosegretario alla Salute ha sottolineato la necessità di risolvere l’emergenza randagismo nel Molise

Il Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, ha avuto, insieme all’Assessore regionale Sandro Arco, una serie di incontri con Sindaci, Presidenti, Comunità Montane e Responsabili Sanitari, sul problema del randagismo. In particolare l’esponente di Governo ha visitato, insieme all’Assessore Arco – che per conto del Presidente Iorio sta seguendo la questione – il canile di Santo Stefano a Campobasso,  per poi incontrare, in due differenti riunioni, i rappresentanti delle Associazioni animaliste, dell’Asrem, dei Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri e della Regione Molise, oltre che i vertici di vari Enti locali e i Responsabili dei servizi Veterinari di zona.
L’On. Martini, nella conferenza stampa conclusiva, che ha visto la partecipazione del Presidente Michele Iorio, ha affermato che “In Molise è opportuno giungere ad una soluzione del fenomeno randagismo. Fenomeno che nell’ultimo periodo ha raggiunto un’incidenza rilevante sul territorio. Negli incontri precedentemente avuti con l’Assessore Arco, si è deciso di costruire una rete istituzionale a sostegno dei cambiamenti necessari in questo particolare settore. La Regione Molise, a tutti i suoi livelli, ha mostrato enorme sensibilità, caricandosi anche delle proprie responsabilità per quanto accaduto fino ad ora nei canili molisani. La priorità, in questo momento, è quella di trasformare il canile-rifugio di Santo Stefano, che oggi mostra enormi deficit strutturali, in un canile sanitario, per poi dedicarsi alle altre strutture regionali. Da una situazione di emergenza è opportuno arrivare ad una condizione di progettualità così da raggiungere standard igienici-sanitari, paritetici rispetto ad altre realtà nazionali. Personale del Ministero sarà a disposizione della Regione Molise e collaborerà alla stesura di un progetto che affini le capacità operative delle strutture molisane”.
Il Presidente della Regione Michele Iorio ha ribadito come “la Regione Molise si è attivata immediatamente con risorse umane ed economiche per risolvere i disagi attuali, in piena sintonia con il Governo centrale. Questo in parallelo alla messa a punto di politiche mirate per contrastare il randagismo ed evitare problemi alla popolazione”. Soddisfazione è stata espressa dall’Assessore Arco: “Gli incontri avvenuti a Roma con il Sottosegretario ed i Dirigenti del Ministero hanno portato a risultati tangibili, esposti oggi a tutti coloro che sono interessati al fenomeno del randagismo. L’idea complessiva è di giungere ad un accordo di Programma con le parti interessate, così da definire esattamente i ruoli e le competenze di tutti i soggetti chiamati in causa.È necessario per questo avere un sostegno operativo ancora più forte dall’Asrem e dagli Enti Locali. Istituzioni queste che hanno una relazione molto stretta con il territorio. Con un sostegno economico certo, si dovrà giungere ad un sistema chiuso e circolare per avere un controllo completo della situazione. La Regione ha già impegnato delle risorse economiche per avviare una serie di fondamentali proposte che sono la sterilizzazione e la microchippatura per quanto riguarda i randagi e la creazione del corpo delle Guardie zoofile che avranno a disposizione un’apposita anagrafe canina per il monitoraggio dei cani. L’On. Martini ha mantenuto l’impegno assunto venendo in Molise in tempi brevissimi e mostrandosi aperta alle nostre proposte risolutive. È stata già avviata infatti una ricognizione del territorio – ha concluso Arco – in collaborazione con la Protezione Civile regionale, per l’individuazione di due luoghi provvisori che dovranno ospitare i randagi, attualmente in strutture inadeguate, così da riorganizzare in tempi rapidissimi i canili molisani”.

COMUNICATO STAMPA

Di Lega Molisana per la Difesa del Cane

Riguardo alla relazione letta ieri alla Conferenza Stampa dall’Assessore De Santis all’On.Martini a proposito della collaborazione dei volontari sulla struttura di Santo Stefano si precisa all’ opinione pubblica, e all’on. Francesca Martini che l’assessore in questione, molto abile nelle menzogne,sa bene che:

La Lega non ha mai firmato un foglio di tale collaborazione, si è limitata a suggerire verbalmente modifiche strutturali mai ascoltati ne dai tecnici, né dai politici, oltrettutto si precisa che soltanto gia a lavori quasi conclusi, ha ricevuto l’invito di visionare il progetto e di eventualmente suggerire modifiche migliorative, essendosi i progettisti resi conto che la capienza non soddisfaceva il numero dei cani destinati ad esservi collocati.

Ciò che afferma De Santis lede la dignità dei Volontari che hanno sempre sopperito alle carenze strutturali, gestionali e Istituzionali. Occorre anche informare chiunque ci legge che sia il De Santis,sia il delegato del Sindaco Vincenzo De Marco e il Sindaco in primis, che le nostre continue richieste di incontri solo al fine di discutere le problematiche del canile,sono state sempre respinte e quindi non è stato possibile avere nessun rapporto diretto con loro negli ultimi 5 anni.

Inoltre la Lega precisa che: se fosse stata complice di una tale collaborazione non sarebbe arrivata mai a denunciare un maltrattamento dei cani all’interno della struttura di Santo Stefano.

L’assessore De Santis deve tenere bene a mente che La Lega assieme alle altre Associazioni protezionistiche locali

1) non abbandona gli animali,

2)che si rifiuta di essere complice di un vero e proprio delitto,

3)e che chiunque pensi di poter gestire con leggerezza la vita di esseri senzienti come i cani, subirà tutte le conseguenze del caso.

Lega Molisana per la Difesa del Cane

Anna Mazziotti

Campobasso 20/12/08


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Sottosegretario Martini in visita nella Regione Molise

Sottosegretario Martini in visita nella Regione Molise “promuovere un cambiamento culturale nel Paese e porre nelle agende delle amministrazioni regionali il tema del randagismo e del benessere animale quale tema fondamentale da risolvere”

Canile di Santo Stefano in condizioni drammatiche sia dal punto di vista igienico-sanitario che strutturale con gravi rischi per i cani

Definito Piano di intervento urgente

Istituito tavolo tecnico con Enti Locali, associazioni e servizi veterinari

 

Il Sottosegretario al Welfare-Salute Francesca Martini si è recata oggi in Molise, a Campobasso, dove ha visitato il canile comunale di Santo Stefano e incontrato il Presidente della Regione Molise Angelo Michele Iorio, l’Assessore Sandro Arco, Sindaci e Commissari delle Comunità Montane e i rappresentanti delle associazioni animaliste per fare il punto sulla situazione del randagismo e della carenza di adeguate strutture di ricovero per cani nella Regione. Durante la visita al canile comunale di Santo Stefano il Sottosegretario Francesca Martini ha rilevato una situazione drammatica sia dal punto di vista igienico-sanitario che della sicurezza degli animali. La struttura presenta infatti ancora irrisolto l’annoso problema dello scolo delle acque con i gravi problemi legati alla commistione di queste con feci e urine e vi sono grate di metallo con parti sporgenti che possono provocare ferite agli animali.

Nel corso dell’incontro tenuto nella sede della Giunta regionale tra il Sottosegretario Francesca Martini e il Presidente della Regione Molise Angelo Michele Iorio, l’Assessore Sandro Arco, Sindaci e Commissari delle Comunità Montane, è stato concordato un Piano per risolvere l’emergenza randagismo che prevede l’istituzione di un tavolo tecnico con Ministero, Associazioni animaliste, Enti locali e servizi veterinari; la risoluzione delle problematiche amministrative che impedivano alle Guardie zoofile volontarie di esercitare la propria attività; l’applicazione dei microchip ai cani, la sterilizzazione dei cani randagi. Inoltre la sig. Romano, proprietaria dei canili privati di Mirabello e Terrazzano si è impegnata ad assumere iniziative concordate con l’assessore competente della regione per trovare soluzioni alle problematiche delle due strutture.

Il Sottosegretario Martini al termine degli incontri ha dichiarato: “come più volte ha detto sarò vicina alle realtà locali per promuovere un cambiamento culturale nel Paese e porre nelle agende delle amministrazioni regionali il tema del randagismo e del benessere animale quale tema fondamentale da risolvere, soprattutto nel centro sud del Paese.”


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