La Padania 19 settembre Il cane? Affoghi. Ma tanto, non si muore per aria anche nei canili?
19 settembre 2010 -
La Padania 19 settembre
In Italia un cane può e deve affogare. Ma neanche salvare un cane da morte certa in canile in questo Paese è una certezza
VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE CINQUANTESIMA PUNTATA
Mentre Telepadania inaugura questa sera alle 21 e 15 la rubrica “Domenica bestiale”, ospite il sott. Martini
Il cane? Affoghi. Ma tanto, non si muore per aria anche nei canili?
DI STEFANIA PIAZZO
In Italia un cane può e deve affogare. Il codice della navigazione non contempla il salvataggio di un cane in mare.
Ma neanche salvare un cane dalla morte certa in un canile in questo Paese è una certezza. Perché i gestori non ti fanno entrare. Perché i cani non si curano. E nessuno si oppone ai gestori. Si soccombe di acqua e di aria. E di veterinaria pubblica, privata e di giudici.
Che Dio ci scampi e liberi dall’aver bisogno spesso dei medici e dei tribunali.
Perché per quanto una legge possa tentare di essere pedagoga di libertà, senza certezza della cura e certezza del diritto non c’è libertà. Un cane muore per cure sbagliate. E il giudice nega il diritto ai danni morali. Bravo giudice. Fa niente se la Cassazione ricorda che non si tratta di ledere un patrimonio ma una individualità quindi un essere
senziente e le relazioni affettive che ne scaturiscono.
Poi c’è il caso atroce del cane caduto in mare, al quale è stato negato il soccorso perché il codice della navigazione non lo prevede.
Poi c’è il via libera in Senato al ddl che ratifica la convenzione Ue che bastona, chi traffica in cuccioli. Il ddl si era incagliato la bellezza di quasi un anno fa (doveva essere dato l’ok entro dicembre) per aver
fatto litigare mezzo Parlamento: il divieto di taglio ingiustificato di code e orecchie ai cani.
Il divieto? Scomparso, per ora.
Si farà un regolamento? Si spera.
O privare un cane dei propri attributi è lesa maestà a chi ne giustifica un uso per “lavoro ”? Insomma, un passo avanti e un compromesso, pieno zeppo di a/o o di e/o. Per dire e non dire. Code e orecchie monche salveranno però, forse, i cuccioli dell’est con i quali negozi e veterinari e privati trafficano, firmando, sottoscrivendo microchip e libretti sanitari su esemplari che arrivano di frodo.
«Il ministero – annuncia il sottosegretario Francesca Martini – sta organizzando nel mese di ottobre un convegno a Perugia che tratta proprio la necessità di un forte raccordo con la magistratura nel campo del benessere animale».
Urge discutere di tutto. Di canili lager, di sindaci inadempienti e di asl per le quali i cani stanno sempre bene. Ma il punto è che per loro non c’è mai nessuna sanzione. E la competenza sanitaria è delle Regioni, certo, certo, certo…
E in tribunale non finisce mai nessuno. La colpa non è di Roma, non è della periferia, non è di nessuno. Insomma, si muore per acqua, aria e per Stato.
Che siamo, dei brigatisti a scriverlo?
(50 segue ……..)
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DI PAOLO BASSI
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Animal Friendly un cippirimerlo!
28 giugno 2010 -
Animal Friendly un cippirimerlo!
Chiliamacisegua riceve questo comunicato e divulga, non prima di avere risposto segnalando in calce, i link che narrano la situazione randagismo, civiltà, amore per gli animali, applicazione della legge, manifestata nella Regione Puglia nel corso di questi ultimi due anni anni.
Beh, certo chi s’accontenta, di una patacca di etichetta, gode.
Chiliamacisegua non si accontenta e non gode.
Reputando che la casa vada costruita alle fondamenta e non dal tetto e che i fiori e l tendine, si mettano alle finestre già provviste di vetri.
Alberghi pronti a ricevere gli ospiti a 4 zampe dei turisti, ovviamente e giustamente a pagamento, mentre le strade, i fossi, i canili lager verranno oscurati alla vista dei forestieri e magari i randagi, quelli non avvelenati o bruciati, o fucilati in viso, saranno catturati e reclusi per non turbare le coscienze dei forestieri. E le carogne finalmente rimosse !
Sempre in maniera”animal friendly” però, che diamine!
Chiliamacisegua
Comunicato stampa
Ben accetti anche i cavalli. I complimenti del Ministro del Turismo: un ottimo lavoro
La prima Italia “animal friendly” è al sud: il Salento è pronto con centinaia di strutture
Repubblica Salentina pubblica sul web il lungo elenco di alberghi, b&b, masserie e agriturismo in cui poter portare i fedelissimi amici a quattro zampe
www.repubblicasalentina.it/animalfriendly
E’ solo di pochi giorni fa la notizia secondo cui il Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla ha presentato il “Comitato per la creazione di un’Italia animal friendly”, istituito presso il ministero con l’obiettivo di migliorare l’immagine internazionale dell’Italia su questo fronte e conseguentemente migliorarne l’appeal turistico.
A facilitare il compito del Comitato, almeno in un’area del Paese, sono i ragazzi di Repubblica Salentina che nel giro di pochissimi giorni hanno diramato sul territorio un appello alle varie strutture operanti nel settore del turismo chiedendo loro di farsi avanti e segnalare quali fossero gli hotel, i b&b e le masserie attrezzate per ospitare turisti con annessi amici a quattro zampe.
E, come spesso accade, quando è la giovane “res publica” del Salento a muoversi la risposta giunge puntuale ed immediata, infatti è già operativa sul loro portale la sezione dedicata al “Salento Animal Friendly”, con tutte le strutture che ad oggi hanno comunicato la propria disponibilità.
E stamane i complimenti del Ministro. Grande la sorpresa provata stamattina all’apertura e alla consultazione della posta elettronica, è giunta infatti una mail direttamente dall’indirizzo personale di Michela Vittoria Brambilla in cui il Ministro del Turismo si è complimentato con il territorio. Queste le parole: “Cari ragazzi non posso che complimentarmi con voi per l’ottimo lavoro che avete svolto. Siete davvero bravi! Ho chiesto in redazione di mettersi in contatto con voi per l’inserimento nel portale Turisti a 4 zampe”.
Ad essere sinceri, il compito svolto dai salentini non è stato molto difficile in quanto il territorio, con una profonda e storica vocazione all’accoglienza e all’ospitalità, è già da diversi anni aperto ed incline ad accettare gli amici e gli ospiti a quattro zampe, altrimenti non si giustificherebbero le tante strutture ricettive che prevedono cucce, aree attrezzate e servizi aggiuntivi. Ai ragazzi è infatti bastato inviare una mail, attendere le risposte e successivamente organizzare e pubblicare le informazioni ricevute sul loro sito (www.repubblicasalentina.it/animalfriendly)
La sezione appena creata sul portale di Repubblica Salentina riporta, organizzato per località, un lungo elenco di strutture che ospitano regolarmente gli amici a quattro zampe che viaggiano al seguito dei loro padroni. Naturalmente alcune di esse pongono delle ristrettezze (come la specifica di poter ospitare solo animali di piccola taglia), alcune pongono degli “ampliamenti” (come la possibilità di potersi portare appresso anche il proprio cavallo) o, infine, delle note aggiuntive (come il versamento di una piccola quota destinata alla pulizia e alla disinfestazione da effettuare alla partenza). L’elenco è in continuo aggiornamento e man mano che giungono in redazione nuove adesioni, queste sono prontamente inserite.
Ad oggi la stragrande maggioranza di strutture sono del settore ricettivo, b&b, alberghi, masserie, etc., ma nel tempo saranno anche inseriti i ristoranti, le pizzerie, le spiagge, i locali e così via. In questo modo il turista che sceglierà il Salento per le sue vacanze e che vorrà portarsi appresso il suo fedelissimo, avrà tutte le indicazioni necessarie per trascorrere al meglio ogni singolo giorno di permanenza.
———————————————
Siamo perfettamente consapevoli che questa nostra comunicazione potrebbe sollevare gli animi e la facile ironia di coloro che sono a conoscenza delle incresciose e brutte “fotografie” relative a fatti del (ci auguriamo) passato, in cui qualche canile del territorio non ha trasmesso certo un’immagine, come dire, “ospitale” per gli animali. E noi siamo qui, oggi, a dimostrare che non è certo un sentimento diffuso, ma assolutamente isolato, quello, cioè, di sporadici casi di maltrattamenti nei confronti dei nostri carissimi e amatissimi “amici”.
Grazie e buon lavoro dai ragazzi di…accoglienza e ospitalità in ottimo Stato!
Tel. 0832.306014 – Fax: 0832.303935
LINK PUGLIA CHILIAMACISEGUA E PADANIA
Chiliamacisegua segnala i link degli …”sporadici casi di maltrattamenti nei confronti dei nostri carissimi e amatissimi “amici.”, raccontati dalla penna di Stefania Piazzo su La Padania che dal settembre 2008, ogni domenica pubblica un dossier delle vergogne italiane. Che ahimè anche nel 2010, comprendono in elenco anche e ancora La Puglia
Certo, solo sporadicamente….
FOTO DI UN CANE AMATO E ACCETTATO IN PUGLIA
ANIMAL FRIENDLEY EVVIVA
http://www.chiliamacisegua.org/2010/06/09/libro-rosso-don-matteo/
http://www.chiliamacisegua.org/2010/05/05/“e’-questa-l’italia-che-vogliamo”/
http://www.chiliamacisegua.org/2010/02/11/lumanoide-di-san-cassiano/
http://www.chiliamacisegua.org/2010/01/15/un-vero-inferno…-ecco-il-volto-di-un-canile-del-salento/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/12/03/che-schifo-questa-incivilta/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/11/26/la-puglia-e-capace-di-sussultare/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/10/13/vergogna-3/
FOTO DI CANI AMATI E ACCETTATI IN PUGLIA
ANIMAL FRIENDLEY EVVIVA
http://www.chiliamacisegua.org/2009/09/29/4698/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/09/15/puglia-latitante/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/08/28/modugno-fuorilegge/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/08/24/puglia-giu’-la-maschera-dell’indifferenza/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/07/23/la-padania-19-e-23-luglio-2009/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/06/05/manduriasindaco-senza-pudore/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/06/03/sos-per-i-cani-del-rifugio-di-ruvo-di-puglia/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/05/14/canili-uguale-business/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/05/12/vergogna/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/05/03/la-padania-3-maggio-2009/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/04/19/la-tradizione-2/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/03/15/la-padania-15-marzo/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/03/02/altro-sindachetto-spernacchiatorandagiamolo/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/02/21/la-padania-in-edicola-22-febbraio/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/02/21/puglia-maglia-nera/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/01/20/battaglia-email-versus-brindisi/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/01/18/la-padania-oggi-in-edicola/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/01/02/ordinanza-affamarandagi-brindisi/
http://www.chiliamacisegua.org/2008/08/31/maltrattamenti-di-animali-impuniti-male-comuni-su-randagi/
FOTO DI CANI AMATI E ACCETTATI IN PUGLIA
ANIMAL FRIENDLEY EVVIVA
CHILIAMACISEGUA PUBBLICA SOLO QUESTO ARTICOLO COMPLETO A MO ESEMPLICATIVO
http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/25/la-puglia-e-capace-di-sussultare/
Riceviamo da Roberto Covelli
Ieri pomeriggio è stata quasi conclusa la cattura dei cani malati da parte dei volontari della Lega. Purtroppo dei tre cuccioli uno era morto da poche ore (il corpicino era ancora caldo) mentre gli altri due, la mamma ed un altro cane sono stati tolti dalla strada. Adesso manca all’appello il solito cane nero ma si auspica che a breve anche lui si ricongiunga con gli amici malati. Chiedo solo a voi tutti di mandare un piccolo contributo o farmaci specifici in fondo anche solo pochi Euro sono una sciocchezza per tutti noi ma una fortuna per i piccoli consentendo l’acquisto di farmaci utili ma costosi per curarli. NON ABBANDONIAMOLI. Mi sono state richieste delle schede corredate di foto e notizie per ogni singolo cane ma come si può pretendere di farle a cani ridotti in quelle condizioni? Bisognerà aspettare che le cure sortiscano il loro effetto e che i piccoli tornino ad avere una parvenza di cani quasi normali. Poi potranno essere pubblicate. Adesso torno a ripetere il mio appello NON ABBANDONIAMOLI. Chiedo a voi tutti di vedere le foto dei sette cuccioli che non posso fotografare singolarmente i quali se non acceleriamo i tempi per toglierli da quella cuccia improvvisata e fetida potranno lasciarci per sempre a causa del freddo intenso e della presenza di una strada a pochi metri da loro. Solo chi conosce la realtà del Sud può comprendere come nella nostra terra, dove migliaia di randagi girano nelle città e nelle zone rurali, sia difficile portarli in canili superaffollati. Continuate con i volontari di Molfetta a condividere questa triste esperienza e soprattutto a far sentire la vostra importante presenza. I piccoli amici a cui l’indifferenza, l’incapacità, la mancanza di volontà degli organi preposti amministrativi e sanitari ha tolto loro la dignità ed il diritto alla vita VE NE SARANNO ETERNAMENTE RICONOSCENTI. Ripropongo alcune foto che mi auguro riescano a scardinare i cuori aridi di amministratori latitanti e senza scrupoli per invitarli a riflettere e soprattutto a pensare come anche per questi esseri meravigliosi esista il sacrosanto DIRITTO ALLA VITA.
I cani dell’Ipercoop
Cari amici,
volevo informarvi sulla situazione “cani Ipercoop”, innanzitutto mi preme ringraziare tutti coloro che hanno contribuito con le loro offerte, al momento abbiamo ricevuto 250 euro.
I cani sono in parte ricoverati presso il canile sanitario di Molfetta, per la precisione 12, non vi è attualmente più posto presso questa struttura, e questo sta comportando non pochi problemi poiché i veterinari hanno sospeso le sterilizzazioni, per mancanza di posti, e quindi tutto il lavoro fatto in questi anni rischia di essere vanificato per l’arrivo di nuove cucciolate. Avevamo offerto, come sapete, la nostra disponibilità in accordo con l’Amministrazione Comunale,a prenderci cura noi di tutti i cani Ipercoop, proprio per evitare questo blocco a tempo indeterminato del canile sanitario, ma i sig. veterinari hanno preferito così, inutile fare commenti poiché è la storia di sempre. I restanti cani li abbiamo noi in custodia ricoverati presso Cliniche Veterinarie private, molti di loro stanno già meglio, hanno effettuato tutti gli esami ematochimici ed ovviamente cominciato le cure, sul territorio praticamente fatta eccezione per una mamma con 3 cuccioli di qualche mese ed il famoso cane nero di cui tutti parlano, non ve ne sono altri, abbiamo provato più volte a prenderli, ma sono molto molto diffidenti e veloci, peraltro qui da noi piove sempre e tutto è più difficile, ma li prendiamo state sicuri.
In merito alla cucciolata in foto, non sono ammalati ma sicuramente necessitano di aiuto, stiamo cercando uno stallo o una adozione, perché come vi ho già detto nel canile comunale non è possibile più nessun ingresso e noi per liberare il sanitario ci siamo fatti carico di 15 cuccioli e 6 cani adulti e credeteci non sappiamo proprio più come fare, abbiamo cani ovunque da parenti e amici, nella nostra sede in città, insomma ovunque, siamo veramente al collasso.
Comunque ce la faremo come sempre, abbiamo organizzato una cena di Beneficenza per raccogliere fondi, i ricoveri e le cure sono molto costose, i nostri regali di Natale questo anno più che mai saranno solo per loro.
Vi terremo aggiornati, ma per favore non LI DIMENTICATE hanno ora più che mai bisogno di tutti, siamo comunque molto felici perché questa vicenda sta per concludersi al meglio ma una volta guariti………che ne sarà di loro ???
Ancora grazie ed un saluto affettuoso a tutti
Molfetta 14.12.2009
Buon Natale
I volontari e Mariangela La Volpe, il Presidente della Lega Nazionale per la difesa del Cane
Lui è sempre lì. Guardate le foto della nota precedente.
Comunicato
Ci perviene questa ennesima disperata segnalazione.
E frulla in testa una serie di domande che rivolgiamo a Lorsignori
La Puglia è capace di sussultare?
Magari per orgoglio?
Magari per empatia?
Magari per pietà?
Magari solo per applicare la Legge 281/1991?
Magari per dare seguito alle Ordinanze emesse dal Sottosegretario al Welfare on Francesca Martini?
Magari per rientrare a pieno diritto nel consesso dei promotori di civiltà che altrove viene praticata nei confronti degli indifesi?
Magari per salvaguardare la sua immagine?
Magari per essere iscritta nella lista delle Regioni da segnalare come mete ricche di panorami meravigliosi e abitata da gente ospitale e portatrice sana dei diritti pretesi dalla vita?
Che si rispetta.
Sotto qualsiasi forma si appalesi.
Per la rassegna stampa sulla situazione randagismo, avvelenamenti, orrori come cani e cuccioli bruciati vivi e canili lager in Puglia, Chiliamacisegua rimanda ad una ricerca google o alle pagine del suo sito.
Chiliamacisegua
Molfetta 25.11.2009
La vergogna continua e chi paga ,sono sempre le anime innocenti.
Oggi sono tornato dove alcuni giorni fa Fabio e Mingo di Striscia avevano fatto un servizio sulla situazione igienico-sanitaria nella quale sono costretti a vivere tanti cani infelici.
Appare evidente sia dalle foto sia dai filmati che ben poco si è fatto per non dire quasi nulla. Ovviamente adesso si scatenerà la rabbia di qualcuno che verrà a dire che non è vero, perchè in Italia accanto alla vergogna c’è anche la menzogna.
Sono un volontario, pesce piccolo in un’oceano di squali, ma mi ribello all’indifferenza e chiedo che si divulghi questa vicenda e si prendano i dovuti provvedimenti anche ravvisando laddove ci fosse dolo, gli estremi per una denuncia al Sindaco per omissioni di atti di ufficio.
La presidente della sezione di Molfetta della Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha voluto scrivere a Striscia una lettera dove rappresenta le difficoltà riscontrate nei rapporti con l’amministrazione comunale.
Vorrei rispondere alla presidente che non c’è nessuno che non ne abbia incontrate.
Sarà difficile, ma mi auguro non impossibile tentare insieme di sanare questa incresciosa e deplorevole vicenda che dovrebbe anche interessare gli ambientalisti, per il degrado indescrivibile che vede interessata tutta l’area adiacente ad un enorme centro commerciale e nella quale, purtroppo, vivono queste povere anime del Paradiso.
Si perchè se non si prende una decisione immediata questi piccoli a breve diventeranno anime del Paradiso. Ne ho fotografato uno appena morto in una casetta fatiscente e ce ne sono altri morti a cadenza ormai da calendario fissato dal fato.
Chi ha cura di questi cani? Per quale motivo ci sono tanti cani morti ed esiste tanto degrado?
Ha ragione Bartolo, una persona di buon cuore che tutti i giorni porta cibo caldo a questi piccoli, sostituendosi alla Amministrazione Comunale, quando sostiene che il Comune probabilmente si augura che muoiano tutti e presto per poter dire di avere risolto il problema.
A breve giungerà l’inverno e queste piccole anime, alcune delle quali (vi invito a vedere le foto) sono irriconoscibili e di cane non hanno più nulla, sono destinate a lasciarci per sempre.
Tremano come foglie, sono pieni di rogna, non hanno più pelo, la pelle arrossata e piena di piaghe, avranno sicuramente la febbre alta: insomma non fanno tenerezza ma tanta profonda tristezza.
E pena. A chi dentro di sé il cuore ce l’ha.
Allora mi rivolgo alle Dottoresse Marani e Andreatta di Chiliamacisegua, ai volontari della Puglia (una regione ormai alla deriva più totale ed assoluta), agli amici di FB: facciamo qualcosa di concreto e di serio se veramente amiamo questi esseri meravigliosi. Non posso accettare che si possa restare inermi e indifferenti di fronte ad un disagio così assurdo e indescrivibile, che si possa restare inermi di fronte alla sofferenza alla quale stiamo lasciando questi piccoli.
Se veramente li amiamo allora chiedo a Voi, fate e facciamo qualcosa per questi nostri amici.
Non abbandoniamoli, perchè loro in questo momento hanno un solo ed unico destino, per molti ormai prossimo, la morte.
Mentre scrivo ho le lacrime agli occhi perchè risento i pianti di Laura, la Signora che ha denunciato la vicenda a Striscia, quando ha visto il corpo senza vita del cane che cercava da tre giorni.
Ha voluto morire in maniera discreta, dietro un pneumatico in una casa fatiscente perchè ha ritenuto giusto non dare enfasi alla sua morte, conscio che a nessuno sarebbe importato gran che e che la sua vita breve o lunga che sia durata, è stata un fastidio per tanta gente ed un dolore per pochi.
Ho tolto il disturbo si sarà detto il nostro piccolo amico, così avranno “un problema di meno”.
Roberto Covelli
Ditemi se questo è un cane
Il corpo del cane morto fotografato giorni fa ed ancora lì
Il corpo del cane morto da poco
Ciò che resta del corpo di un cane
Un rifugio di emergenza per un’altro fantasma
Video cani Molfetta
http://www.facebook.com//video/video.php?comments=&v=1186513021830
Striscia si è occupata di cani randagi maltrattati
Nella puntata di giovedì 19 novembre, gli inviati pugliesi Fabio e Mingo ci hanno parlato delle pessime condizioni in cui versa un branco di cani randagi.
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2009_11_fami19.flv
http://www.molfettalive.it/news/news.aspx?idnews=10526
10 novembre 2009
Emergenza cani randagi, a Molfetta tornano le telecamere di “Striscia la notizia”
Sabato scorso sono stati alcuni cittadini a chiedere l’intervento di Striscia, perché si trovi una soluzione per i tanti cani che affollano la zona industriale
Molfetta torna sotto i riflettori del Tg satirico di Antonio Ricci, “Striscia la notizia”.
Questa volta i due inviati pugliesi Fabio e Mingo sono arrivati in città non per scoprire truffe o magie, ma per un problema sociale molto sentito in città e che la nostra redazione aveva già raccontato in tempi non sospetti: il randagismo.
Sabato scorso sono stati alcuni cittadini a chiedere l’intervento di Striscia, perché si trovi una soluzione per i tanti cani che affollano la zona industriale, i parcheggi e le aree verdi antistanti i centri commerciali.
A rispondere alle domande di Fabio e Mingo sarebbero stati il Comune, per voce del dirigente al servizi territorio, Altomare, ed il responsabile del servizio veterinario dell’Asl Bari, Coppola.
Coinvolti dagli inviati anche il nucleo ambientale della Polizia Municipale, che però – come da art. 2 del regolamento del Comune sul randagismo - ha solo il compito di segnalare la presenza di cani randagi al servizio veterinario dell’Asl, che poi attiva le procedure del caso.
Non interpellata, a quanto pare, la Lega per la difesa del cane.
Sarà interessante, a questo punto, vedere nei prossimi giorni le soluzioni proposte per questi animali, in molti casi affetti da leishmaniosi, ehrlichiosi e rogna.
L’arrivo di Striscia in città giunge in contemporeanea con una sollecitazione raccolta ieri dalla nostra redazione. Una nostra lettrice in poche righe ed in un paio di foto - quelle pubblicate in questo articolo – esprime tutto il senso del problema: «non so se ci sono parole per descrivere l’abbandono e la sofferenza di questi cani. Impegniamoci per fare qualcosa».
Ci auguriamo che Fabio e Mingo riescano dove altri non sono riusciti, e che non sia il solito “cane che si morde la coda”.
http://www.comune.molfetta.ba.it/
MOLFETTA. Randagismo: il comune fa chiarezza
Scritto da Ufficio Stampa Comune di Molfetta
Giovedì 12 Novembre 2009 13:12
Molfetta- “Non serve il clamore suscitato dalle televisioni per scoprire il fenomeno del randagismo: conosciamo molto bene il problema e ci stiamo lavorando già da molto tempo con significativi successi e nonostante le tante difficoltà e resistenze”. L’assessore Giacomo Spadavecchia fa chiarezza attorno al fenomeno dei cani randagi presenti nella zona industriale e in alcune zone del centro.
“Il Comune di Molfetta – spiega l’assessore – investe ogni anno 300 mila euro per mantenere efficiente un sistema composto da diversi canili. Interveniamo, inoltre, con azioni di prevenzione effettuate sul campo (prima fra tutte, la sterilizzazione) e puntiamo a soluzione capaci di contemperare la tutela della salute di questi animali con la sicurezza dei cittadini e con il decoro ambientale. Talvolta, però, il nostro lavoro deve tener conto anche delle diverse istanze che emergono durante i tavoli di concertazione cui partecipano altri soggetti interessati al problema”.
I dati reali dicono che il Comune possiede un canile sanitario dove settimanalmente vengono effettuate microchippature e sterilizzazioni da parte della ASL di tutti i cani accalappiati; un rifugio che ospita ad oggi 180 cani; una zona a stabulazione libera che ospita 110 cani; un canile in affidamento all’associazione “Progetto Vita” che ospita 130 cani.
Le spese annue sostenute solo per il mantenimento di questi animali ammonta a 300.000 euro. Tutte le strutture comunali sono al momento sature e non permettono il ricovero di ulteriori animali. Del resto, i cani randagi attualmente presenti nella zona artigianale, nella zona ASI e in alcuni quartieri della città, sono animali che vengono reimmessi sul territorio (in base a quanto previsto dalla legge regionale n. 26/2006) con autorizzazione del sindaco e previo nulla osta sanitario della ASL che ha il compito di certificare l’avvenuta sterilizzazione e microchippatura di ogni singolo animale, nonché il buono stato di salute e la mancanza di aggressività.
Secondo gli esperti del settore, infatti, la reimmissione in libertà dei cani randagi sterili è una forma di “lotta biologica” al randagismo, nella misura in cui disincentiva nel medio termine la presenza sul territorio di nuovi cani fertili e ne impedisce la loro riproduzione.
“Il vero problema legato al randagismo è l’abbandono dei cani da parte dei privati” aggiunge l’assessore Spadavecchia. “Fino a quando continueranno questi gesti di inciviltà, il problema non potrà essere risolto del tutto”. Anche a Molfetta si stima che siano ancora tanti coloro che, in possesso di un cane, non provvedono alla obbligatoria iscrizione all’anagrafe canina. Che il fenomeno dell’abbandono sia rilevante (favorito forse anche dall’estensione della zona Asi) è testimoniato anche dal fatto che spesso vengono ritrovati in strada cani adulti non microchippati, nonché cucciolate intere abbandonate nei parcheggi dei centri commerciali o, nel peggiore dei casi, nei cassonetti.
L’abbandono di un animale è un reato perseguibile penalmente e l’amministrazione comunale sta approntando una campagna di sensibilizzazione tesa a favorire la microchippatura gratuita dei cani di proprietà non ancora in regola con l’iscrizione all’anagrafe canina. L’intervento precederà una serrata azione di controllo e denuncia di coloro che non abbiano ancora registrato i propri animali.
A
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info@lacoscienzadeglianimali.it;
redazione.portale@comune.bari.it;
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redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it;
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Cremona, maltrattamenti al canile
20 aprile 2010 -
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo479537.shtml
Cremona, maltrattamenti al canile Sevizie e uccisioni: aperta inchiesta
Cani immobilizzati con corde, lacci e cappi prima di essere uccisi senza motivo.
Iniezioni letali con analgesici e maltrattamenti di ogni tipo. Teatro delle sevizie, il canile di Cremona,
dove nel marzo 2009 i carabinieri del Nas trovarono 25 cani e sette gatti morti in una cella frigorifera.
Il gip Clementina Forleo del tribunale di Cremona ha aperto un’inchiesta e dato incarico a un veterinario di accertare le cause della morte degli animali.
I primi risultati della perizia compiuta dal veterinario Rosario Fico, responsabile della sezione
di Grosseto dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, sono agghiaccianti.
Ecchimosi, ematomi ed emorragie, segni di maltrattamenti costanti e immotivati.
Il perito ha accertato che 12 cani e due gatti sono stati uccisi con iniezioni di Pentothal, un analgesico
non registrato in Italia come eutanasico, ma usato come tale. Le soppressioni, inoltre, sarebbero state del tutto immotivate:
“Uccisi – si legge nella perizia – senza che i cani manifestassero patologie tali da giustificare la loro soppressione”.
I racconti sono raccapriccianti: cinque cani, tra cui un cucciolo, sarebbero morti per sbranamento.
Dalle indagini emerge come nel canile “sia stato dichiarato il falso sulle cause della morte di altri animali”:
i cani “risultavano essere stati soppressi, in molti casi, senza una motivazione legittima e dopo aver subito un traumatico contenimento fisico”.
Intanto su Facebook è stata lanciata una petizione affinché “il comune di Cremona allontani
dal canile sia l’associazione che gestisce il canile, compresi i volontari, sia quella
che ha denunciato il tutto e metta garanti esterni ai fatti”
. Il gruppo ha il supporto di oltre 800 persone.
http://www.cremonaonline.it/il-territorio/notizie-locali/canile-lager-1.29749
CREMONA – Cani immobilizzati in maniera violenta, con corde, lacci e cappi prima di essere uccisi,
senza che ve ne fosse motivo, con il Pentothal, analgesico non registrato in Italia come eutanasico,
ma usato come tale. E dunque «in modo non legittimo». Cani talmente traumatizzati
dal «contenimento così violento» forse morti «per choc» prima dell’iniezione letale, oppure,
nel tentativo di divincolarsi «rimasti vittime dei lacci» prima che dell’iniezione.
Ecchimosi, ematomi, emorragie. Ricorda un ‘manuale delle torture’ la perizia compiuta
dal veterinario Rosario Fico — responsabile della sezione di Grosseto
dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana,
centro di referenza nazionale per la medicina forense veterinaria. Fico è il perito messo
in campo dal gip Clementina Forleo, perché accertasse le cause della morte di venticinque
cani e sette gatti che nel marzo di un anno fa, i carabinieri del Nas trovarono
nella cella frigorifera del canile messo sotto sequestro.
Se Fico ha accertato che 12 cani e 2 gatti sono stati uccisi con
«inoculazione di tiopentale» (di Pentothal Sodium) «senza che ve ne fosse motivo»,
cioé «senza che i cani manifestassero patologie tali da giustificare la loro soppressione»,
emergono numerosi altri particolari raccapriccianti nella centinaia di pagine della perizia.
Si racconta di cinque cani, tra cui un cucciolo, morti per sbranamento.
Si evidenzia come nel Rifugio «sia stato dichiarato il falso sulle cause della morte di altri animali.
Ad esempio, di un cane dichiarato deceduto «perché non d’accordo con altro cane:
stato comatoso, ictus». Eppure «l’esame necroscopico non ha evidenziato nessuna lesione al cervello»,
scrive il perito.
Fico spiega di aver scelto «il fegato come organo d’elezione
per la ricerca post mortem di molecole dei due farmaci (Tanax e Pentothal Sodiumn)
al fine di provare la loro somministrazione agli animali esaminati».
E che la scelta «è stata basata sulle conoscenze relative alla loro farmacocinetica».
Quindi un campione di fegato di ciascun animale è stato sottoposto a necrospia ed esaminato.
«Tutti i valori superiori considerati sono stati 3,7 mg/kg per il Tanax e 4,2 mg/kg per il Pentothal.
Questi valori esprimono la certezza che la sostanza è stata somministrata all’animale».
Ma il perito non esclude «che ad alcuni animali in esame possono essere stati comunque somministrati
i due farmaci, ma per vari motivi (il tempo intercorso tra l’iniezione e il blocco cardiaco,
un dosaggio troppo basso del farmaco) la quantità di sostanze presenti nel fegato
era al di sotto del limite di rilevabilità del metodo».
Morti traumatiche. Fico spiega che l’eutanasia, una morte dolce, «implica l’assenza di dolore e stress,
pertanto le tecniche di eutanasia devono procurare una rapida perdita
di coscienza seguita da un arresto cardio-respiratorio e, alla fine, la perdita delle funzioni cerebrali.
Una buona tecnica quindi deve minimizzare il dolore, lo stress e l’ansia che
gli animali possono provare prima della perdita di coscienza, ma questo
non è avvenuto nel caso del canile di Cremona».
Nella struttura del Comune, i cani «risultavano invece essere stati soppressi,
in molti casi, senza una motivazione legittima e dopo aver subito
un traumatico contenimento fisico».
Si scrive che «il farmaco utilizzato per la soppressione, ossia il tiopentale,
è un farmaco registrato per l’induzione dell’anestesia generale, da mantenere
con anestetici gassosi, oppure per l’anestesia generale di breve durata (10-20 minuti)
per manualità cliniche e di interventi chirurgici ‘minori’ quali soggetti indocili,
indagini ginecologiche e odontostomatologiche, esami radiografici o di altro tipo,
riduzioni di lussazioni, fratture, contrazioni». Quindi «l’uso del tiopentale sodico
in un protocollo di eutanasia è previsto solo come anestetico profondo
da somministrare prima del Tanax, farmaco letale, e
non come farmaco esclusivo per causare la morte dell’animale».
Cremona: aperta un’inchiesta sul canile lager
pubblicato: martedì 20 aprile 2010 da Vito Parisi in: @!#** Dei delitti e delle pene
Al canile di Cremona, i cani venivano immobilizzati i
n maniera violenta con corde, lacci e cappi prima
di essere uccisi, senza che ve ne fosse motivo.
Venivano soppressi con il Pentothal, analgesico
non registrato in Italia come eutanasico,
ma usato come tale. Forse i cani morivano
per choc prima dell’iniezione letale, o
ppure nel tentativo di divincolarsi «rimasti vittime dei lacci»
prima che dell’iniezione.
Ecchimosi, ematomi, emorragie sono
riferiti nella perizia compiuta dal veterinario Rosario Fico,
responsabile della sezione di Grosseto dell’Istituto
Zooprofilattico sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana,
centro di referenza nazionale per la medicina forense veterinaria.
Fico è il perito incaricato dal gip Clementina Forleo del tribunale di Cremona
di accertare le cause della morte di 25 cani e sette gatti che nel marzo 2009 i carabinieri del Nas
trovarono nella cella frigorifera del canile messo sotto sequestro.
Fico ha accertato che 12 cani e due gatti sono stati uccisi con «inoculazione di tiopentale» (di Pentothal Sodium)
«senza che i cani manifestassero patologie tali da giustificare la loro soppressione».
Emergono numerosi altri particolari raccapriccianti nella centinaia di pagine della perizia.
Si racconta di cinque cani, tra cui un cucciolo, morti per sbranamento.
Si evidenzia come nel Rifugio «sia stato dichiarato
il falso sulle cause della morte di altri animali»:
i cani «risultavano essere stati soppressi, in molti casi,
senza una motivazione legittima e dopo aver subito
un traumatico contenimento fisico».
I FATTI QUI
VIDEO
http://www.chiliamacisegua.info/canile_cremona.html
RASSEGNA STAMPA
http://www.chiliamacisegua.org/2009/03/08/la-padania-8-marzo-2009/
08 marzo 2009
TURUN, TURAS, TANAX CREMONA BRUCIA 6MILA CANI
Di Rosanna Marani
La magistratura indaga sul presunto giro di smaltimento di cani attraverso eutanasie forzate
Il canile comunale viene sequestrato. L’accusa del magistrato: 6mila cani uccisi senza ragionevole motivo. Venivano portati da tutta Italia. Lauti i guadagni
AUSCHWITZ NON E’ LONTANA MI VERGOGNO DI ESSERE CREMONESE
Di Stefania Piazzo
Che Cremona, la mia amata città d’adozione, dove ho vissuto 25 anni di vita, sprofondi nella Bassa, tra il Po e le campagne, non significa che Cremona debba sprofondare anche nella melma del crimine. La sua silenziosità non doveva essere copertura degli omicidi. Il suo quieto vivere non doveva diventare omertà nel non vedere gli omicidi di 6mila cani innocenti, uccisi per denaro.
Possibile che nessuno sapesse?
Possibile che nessuno avesse mai voluto mettere il naso dentro? Cremona è davvero diventata l’Auschwitz d’Italia? Peggio di Cicerale, peggio di Rieti, peggio del Sud, peggio di qualsiasi luogo inimmaginabile a raccontarsi.
Povera Cremona, terribile addormentata nel bosco degli interessi, dei falsi animalismi, del disinteresse di chi amministra e non mette mai il naso dentro un canile a sentire il fetore del dolore e della solitudine del randagismo. Un torpore letale ammorba la città, dove si nasconde nel tran tran quotidiano il peggio delle province italiane. Mi vergogno di essere cremonese . Stefania Piazzo
http://www.unacremona.it/canile5.html
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