IL CASO GUBERTI:IL VERO CIRCO BARNUM SI E’ SCATENATO

http://www.facebook.com/pages/Chiliamacisegua/41933286335#/note.php?note_id=43494033446&id=41933286335&ref=nf

http://www.enci.it/
Allevamento Giorgio Guberti
Si comunica che non appena avuta notizia di quanto emergeva presso l’allevamento di pointer del dott. Giorgio Guberti gli Uffici dell’ENCI, in base all’art. 36.1 del Regolamento di Attuazione dello Statuto, hanno immediatamente provveduto a trasmettere gli atti alla Commissione di Disciplina dell’Ente, per definire, sotto il profilo associativo, ogni eventuale responsabilità dell’allevatore.
Si comunica altresì che il Presidente dell’ENCI, dott. Attimonelli, ha convocato il Comitato Esecutivo dell’Ente per il giorno 9 gennaio 2009 per prendere, vista l’urgenza, ogni eventuale ulteriore deliberazione di competenza, anche in relazione a iniziative di sostegno di metodi di allevamento che, allo stato, appaiono quanto meno improvvide.
Il Direttore Generale
Fabrizio Crivellari

 
Comunicato del Pointer Club Italia
Ricorriamo al nostro mezzo di comunicazione più rapido per intervenire ed esprimere lo sconcerto e la amarezza del Club e degli appassionati della nostra razza, per l’incresciosa vicenda in cui si è venuto a trovare protagonista, anche attraverso una martellante aggressione mediatica, il nostro socio Dr. Giorgio Guberti.
Diamo per scontato che il Dr. Giorgio Guberti è persona conosciuta a chiunque abbia un interesse per il pointer, diamo anche per risaputo che i suoi metodi di allevamento, condivisi o meno ma che pure hanno fruttato un prezioso apporto alla nostra razza, possano non essere pienamente allineati alle disposizioni previste dalle normative di presidio sanitario.
E’ anche noto l’accanimento che è stato riservato alla persona del Dr. Guberti da parte di “protezionisti” attraverso campagne di stampa fino ad arrivare ad interventi inopportuni presso il suo canile.
Le condizioni da lui applicate alla selezione potranno essere considerate stravaganti a una visione animalista, meno discutibili sul piano zootecnico.
Con tutto questo non abbiamo mai cessato di provare il rispetto e la stima per l’abnegazione con cui Guberti ha portato avanti in tanti anni la sua passione per la razza, né abbiamo trascurato di sensibilizzarlo ad un miglioramento delle sue strutture per renderle compatibili con i disposti di legge.
Le avvisaglie di quanto è ora avvenuto risalgono a qualche mese fa. Un articolo pubblicato sul Corriere di Romagna dell’11 settembre rinnovava i suoi attacchi all’allevamento di Campiano.
Il nostro Club è allora immediatamente intervenuto, soprattutto per rimarcare come qualsiasi censura non potesse travalicare i limiti del rispetto e della educazione. Naturalmente la nostra replica è stata cestinata poiché il disegno di un affondo delle iniziative di contestazione era fin troppo prevedibile e non c’era evidentemente alcun interesse a ricercare soluzioni.
Quello che è avvenuto nei giorni scorsi ha superato però, per rapidità e modalità di esecuzione, qualsiasi previsione: un sequestro probatorio eseguito dalla autorità giudiziaria su ordinanza direttamente emessa dal Ministero delle politiche Agricole e dell’Ambiente ha disposto il prelievo dei cani presenti in allevamento destinandoli a strutture diverse.
Non mettiamo in discussione l’autorevolezza delle istituzioni anche se nutriamo qualche fondato dubbio sulla completa legittimità della decisione e molte perplessità sulla forma con cui è stato eseguito.
Soprattutto abbiamo la seria preoccupazione per come sta avvenendo la gestione della custodia degli animali sequestrati, già passati di mano con affidamenti affrettati che rischiano di disperdere un patrimonio di razza del quale evidentemente nessuno ha pensato di tenere conto.
Sono veramente tante le persone che direttamente a lui o tramite nostro stanno esprimendo solidarietà personale e soprattutto volontà e disponibilità a contribuire in qualche modo a dare una soluzione al problema.
Che è ora un problema di ordine legale e giudiziario e come tale va affrontato evitando le pur comprensibili emotività.
Siamo vicini a Giorgio Guberti, lo sentiamo ogni giorno e vogliamo rassicurare tutte le persone che lo conoscono e lo stimano affettuosamente, sulla sua forza d’animo.
Siamo costantemente in contatto con lo studio legale che lo assiste e di concerto stiamo elaborando un programma di intervento e proporremo iniziative che possano venir accolte dalle autorità competenti.
I tempi che in materia giudiziaria non sono mai brevi nel nostro caso, invece, sono strettissimi.
Non lasceremo comunque nulla di intentato.
Pointer Club d’Italia

Comunicazione alla Agenzia ANSA – 1/1/2009

Il Consiglio direttivo del Pointer Club d’Italia, preso atto delle vicende afferenti all’allevamento del Dr. Giorgio Guberti, in Campiano di Ravenna, e delle informazioni trasmesse dalla stampa e da tutti i mezzi di informazione ivi comprese le “notizie” diffuse via Web, preso altresì atto della diffida di cui ai comunicati Ansa dei difensori del Socio Guberti Giorgio, rileva come le attività di alcune associazioni sedicenti di “protezione degli animali” pongano in serio pericolo la conservazione dei caratteri genetici e di selezione della razza pointer alla quale il Dr. Guberti ha dedicato tutta la propria vita.
Tuttavia questa associazione – fermo restando il massimo rispetto per le attività della A.G. e le statuizioni di quest’ultima – a fronte della “dispersione” dei cani sottoposti a sequestro in larga parte del territorio nazionale, diffida formalmente gli attuali custodi giudiziari dei cani sottoposti a sequestro, ovvero i singoli “affidatari” temporanei incaricati della accudienza di ciascun esemplare, dall’astenersi da qualsiasi condotta che direttamente o indirettamente possa pregiudicare in ogni e qualsiasi modo la integrità degli esemplari in custodia ovvero che possa pregiudicare i valori connessi al patrimonio genetico di cui gli esemplari sottoposti a sequestro sono latori.

Pointer Club d’Italia
Il Presidente

 
 http://www.articolionline.net/2009/01/fwd-il-caso-guberti-tra-enci-nirda-e.html
venerdì, gennaio 02, 2009
IL CASO GUBERTI TRA ENCI, NIRDA E BRIGATE ROSSE ONLUS.
—– Messaggio Inoltrato —–
Da : “info@federfauna.org” <info@federfauna.org>
A : ufficiocentrale@ansa.it,cultura@ansa.it,cronache@ansa.it,dea@ansa.it
,fotografico@ansa.it,internet@ansa.it,multimedia@ansa.it,network@ansa.it
,politico@ansa.it,salute@ansa.it,scienza@ansa.it,ambiente@ansa.it
,redazione@voceditalia.it,segreteria.bologna@dire.it,ambiente@dire.it
,welfare@dire.it,politico@dire.it,segreteria.roma@dire.it,segr.direzione@dire.it
,web@dire.it,relazioniesterne@dire.it,n.perrone@dire.it,direzione@dire.it
Oggetto : IL CASO GUBERTI TRA ENCI, NIRDA E BRIGATE ROSSE
ONLUS.
Data : Fri, 02 Jan 2009 19:45:24 +0100

La recente campagna mediatica relativa al sequestro dei pointer presso l’allevamento “del vento” di proprietà del Medico Veterinario Dr. Giorgio Guberti, ha acceso numerosi interrogativi tra gli operatori del settore animali. L’allevamento in questione non è associato a FederFauna perciò nessun veterinario o tecnico del Sindacato di Allevatori, Commercianti e Detentori, ha mai condotto un sopraluogo per verificare le reali condizioni d’allevamento, tuttavia, è noto che due precedenti indagini avevano portato all’assoluzione del titolare dalle accuse di maltrattamento ed è noto, altresì, che l’allevamento “del vento” è socio ENCI ed ha alle spalle una produzione di un notevole numero di soggetti pluripremiati in ambito nazionale ed internazionale. A questo punto, FederFauna si chiede se l’essere soci ENCI dia garanzie di rispetto di tutte le norme sull’attività cinotecnica, perché, se sì, non si capisce come qualcuno possa insistere ad accusare un allevatore, tanto più dopo due sentenze che lo scagionano!… e non si capisce nemmeno dove siano stati l’altro giorno quei responsabili dell’ente che dovevano difendere un loro associato, soprattutto di quella fama e di quel peso!…Se, invece,
l’essere socio ENCI non da determinate garanzie, è bene che questo si sappia…e solo l’Ente Nazionale della
Cinofilia Italiana può chiarire questo punto. Ad oggi, è stato reso noto solo che il Consiglio direttivo del Pointer Club d’Italia ha emanato una formale diffida, nei confronti degli attuali custodi giudiziari dei cani, dall’astenersi da qualsiasi condotta che possa pregiudicare l’ integrità degli esemplari in custodia oi valori connessi al loro patrimonio genetico, avendo rilevato come le attività di alcune associazioni sedicenti di “protezione degli animali” pongano in serio pericolo la conservazione dei caratteri genetici e di selezione della razza pointer alla quale il Dr. Guberti ha dedicato tutta la propria vita…, mentre FederFauna, che già annovera tra i propri affiliati l’Associazione Allevatori Cinotecnici Italiani, si è già offerta di sostenere, anche con azioni forti, quegli allevatori iscritti ENCI che, rinunciando agli “pseudovantaggi” dell’amatorialità e dell’hobbismo, decidessero di far valere la propria valenza sociale ed economica nel sistema Italia. Più interessante è che anche l’ENPA sia scesa in campo a condannare le modalità con cui si è svolto il sequestro, infatti, il presidente Carlo Locatelli ha dichiarato: “ci pare che più del benessere degli animali ci si sia attivati per spettacolarizzare la faccenda; poi sono apparse formazioni animaliste che hanno diramato informazioni inesatte e pastrocchiate, capaci solo di generare confusione, come quella di cercare persone cui affidare i cani, iniziative idiote capaci di cagionare danni agli animali!”. Ma Locatelli non si è limitato a questo bensì ha criticato anche il fatto che associazioni territoriali come l’ENPA o l’USL stessa non siano state nemmeno contattate, mentre si sia ricorsi ad entità sconosciute e non rappresentate nel territorio e questo accende altri interrogativi: chi è il NIRDA per non essere tenuto ad interpellare l’USL locale?…e come è possibile che un ente statale che dovrebbe garantire in primis i cittadini contribuenti, lasci spazio ad associazioni il solo nome delle quali fa accapponare la pelle a chiunque viva di e con gli animali?…ma non solo!: come è possibile che esista una ONLUS che riporti il nome di un ente pluricondannato?!… Non si sognino ora di raccontare che l’Animal Liberation italiana non ha nulla a che fare con l’Animal Liberation Front, perché allora non si capisce cosa ci faccia il link nel loro sito web…ricordiamoci che il teorico dell’ALF, Barry Horne fu catturato e condannato a 20 anni di carcere per  terrorismo… o tra un po’ dovremo aspettarci una “Brigate Rosse ONLUS” che non avrà nulla a che fare con le brigate rosse originali!…Per quanto riguarda l’operato del NIRDA, FederFauna auspica che rapidamente il Parlamento faccia luce su competenze, poteri e limiti di un ente che nel “decalogo natalizio a difesa degli animali maltrattati illegalmente”, dichiara apertamente: “Se decidi di acquistare un cucciolo di cane rivolgiti possibilmente a un canile.”…ma che è? Lo sponsor degli animalisti?!… Lo stipendio dei forestali è estrapolato dalle tasse che pagano gli Italiani, Allevatori e Commercianti compresi!…e gli animalisti semmai ne chiedono di soldi, non ne danno! Per quanto riguarda certe associazioni definite “Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale”, la richiesta è uguale!!!: il Parlamento “deve” chiarire competenze, poteri e limiti. Da sempre attività come Allevamenti, siano essi di animali da reddito o da compagnia, Commercianti, Circhi e Zoo, Pelliccerie, ecc., creano posti di lavoro ed entrate per lo Stato, perciò, sono veramente organizzazioni “di utilità sociale”, quelle associazioni che le combattono e vorrebbero portarle tutte alla chiusura?!…

FederFauna
Confederazione Europea delle Associazioni di
Allevatori, Commercianti e Detentori di Animali
European Confederation of Associations of Animals Farmers,
Traders and Holders
Via Goito, 8 – 40126 Bologna – Tel. 051/6569625 – Fax
051/2759026 www.federfauna.org
http://blog.libero.it/lotardiaz/view.php?nocache=1230997434

Messaggio N°344  03-01-2009 – 11:42   animalisti fanatici e anche ottusi
nei giorni che sono stato a ravenna ho assistito a un fatto che mi ha lasciato parecchio perplesso ,e una volta di piu’ mi ha convinto che il fanatismo in ogni sua forma non permette di ragionare ( CAPITA ANCHE A ME X L INTER MA ALMENO ME NE RENDO CONTO) Ma veniamo ai fatti c e’ questo veterinario di oltre 80 anni che alleva pointer con un suo sistema che ha comunque dato risultati molto buoni,sono cani con una linea pura e dal suo allevamento sono stati esportati in tutto il mondo.Il pointer mi sono documentato e’ un cane che ha bisogno di spazio ,deve crescere in modo spartano per intenderci non e’ un cane da appartamento ,e’ un cane che tranne pochi casi resta magro,e lui nel suo allevamento e’ arrivato ad averne quasi 200 ,ora qrriva questa assocciazione da roma tale animal liberation  e cosa fa ,inizia a scatt foto a un cgnolina ammalata di tumore quindi magrissima ,e la foto viene pubblicata su tutti i giornali con il titolo allevamento lager ,poi nelle notti ignoti entrano liberano i cani che si sbranano tra loro e guaarda a casa il giorno dopo le troupe di rai e fininvest sono li a riprendere il lager che non e’ un lager e i cani crescevano bene,a questo punto interviene la forestale che con l aiuto di questi animalisti sequestra i cani.chiramente vengono dati ai pointer ceste e coperte senza sapere che questi mangiano tutto e rischiano la ritorsione dello stomaco e la morte ,ma questo tele giornali non lo documentano.distruggono la vita del nostro veterinario pensate sequestrano anche il suo cane personale ,la comica e’ che e’ un cane di taglia grossa ma la forestale tenta di metterlo in una gabbia per gatti,lui che si era reso conto che l allevamento era diventato troppo grande per la sua eta’ e aveva deciso piano iano di regalare i cani ma solo a chi le dava fiducia che li avrebbe trattati da pointer .Complimenti animalisti complimenti i veri amici dei cani erano quelli che gratuitamente andavano ad aiutare il veterinario da oltre un anno a dare da magiare ai suoi cani .Un ultima cosa i mezzi d informazione .se io non fossi stato sul posto e avrei letto solo giornali o visto la tele sarei stato traviato anch io ,diffidate sempre dai mezzi d informazione su politica sport animali qualunque argomento,infine un quesito chi si cela dietro a tale organizzazione che e’ riuscita pure a superare la potente enpa della zona ,a far muovere rai finivest e quotidiani vedremo indaghero’ e vi faro’ sapere
http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/ravenna/2009/01/03/142056-necessaria_consulenza_cani_pointer.shtml

LA DIFESA DELL’ALLEVATORE GUBERTI CONTESTA LE AFFERMAZIONI FATTE DALLA ‘FORESTALE’
«Necessaria una consulenza sui cani pointer»
IL PM STEFANO Stargiotti ha convalidato il sequestro probatorio dei cani e delle strutture dell’allevamento di Giorgio Guberti a Campiano e ad Osteria, mentre per quanto riguarda il sequestro pr… Home – Notizie Ravenna
prec succ
 2009-01-03
IL PM STEFANO Stargiotti ha convalidato il sequestro probatorio dei cani e delle strutture dell’allevamento di Giorgio Guberti a Campiano e ad Osteria, mentre per quanto riguarda il sequestro preventivo la convalida è stata chiesta, come impone il codice di procedura, al gip. Contro ogni tipologia di sequestro i difensori di Guberti, gli avvocati Aldo Guerrini e Giancarlo Ridolfi, stanno redigendo l’atto di ricorso al tribunale del riesame, mentre, contemporanemente, stanno valutando l’opportunità di nominare un consulente tecnico per una perizia approfondita su ognuno dei cani per i quali la Guardia Forestale che ha operato ha fornito descrizioni di situazioni di fatto negative, relative allo stato di salute. Obiettivo dei difensori è di giungere al più presto possibile a confutare le affermazioni della Forestale così come appaiono sui verbali di sequestro ove sono state trascritte le descrizioni e le valutazioni fatte dai veterinari Gaetano Saporito e Dario Buffoli che erano stati nominati ausiliari di pg dalla Forestale operante. D’altronde una consulenza, svolta su incarico della Procura ravennate dal veterinario toscano Iorio Pardini, che lo scorso anno visitò allevamento e cani, aveva già escluso che quelle modalità di allevamento integrassero ipotesi di maltrattamento.

NEL VERBALE di sequestro redatto dalla Forestale si afferma che «lo stato igienico sanitario delle strutture non è assolutamente conforme a una normale condizione di detenzione e vita degli animali della specie canina e tale situazione compromette gravemente lo stato di salute dei soggetti presenti. In particolare sono state evidenziate lesioni traumatiche da morso, stato cachettico (dimagrimento), lesioni ai cuscinetti plantari e alle zampe dovute sia al tipo di fondo (terra nuda, fangosa e acquistrinosa) su cui gli animali stazionano, sia al tipo di alimentazione». La Forestale aggiunge:: «E’ usuale da parte del Guberti somministrare carcasse di animali congelate provenienti da allevamenti cunicoli e avicoli in quantitativo non sufficiente alla minima alimentazione di tutti i soggetti, su cui i cani si lanciano predando e entrando in competizione fra di loro. Tale pratica ha come inevitabile conseguenza l’affermazione della dominanza per la quale i soggetti più forti riescono a sopravvivere, mentre i deboli soccombono».
Sottolinea a questo proposito l’avvocato Guerrini: «Non so come la Forestale abbia potuto fare le affermazioni relative alle modalità di alimentazione. Per quanto mi risulta non vi sono fonti di prova in tal senso. Voglio solo aggiungere che si tratta di una metodologia che ricalca la selezione naturale e che è arbitrario trarne conseguenze di maltrattamento: vorrei che si tenesse presente che questo è un allevamento, non un canile e che serve per produrre animali forti. Ma non è che l’animale debole venga lasciato morire, ma ci mancherebbe. Solo che viene cresciuto a parte, mentre gli altri, i forti, fanno razza».

AGGIUNGE ancora Guerrini: «Un consulente dovrà ora stabilire le condizioni di ognuno degli animali e dovrà dire se per le condizioni generali e per quelle particolari di ogni esemplare siano ravvisabili ipotesi di sofferenza. Posso dire con certezza che uno dei veterinari nominati ausiliari di pg dalla Forestale ha escluso di aver trovato animali in condizioni tali da rendere necessario un loro ricovero presso strutture veterinarie».
Carlo Raggi

Resto del Carlino Ravenna.
Data articolo: 02-01-2009

Pochi mesi fa un esperto aveva ‘assolto’ l’allevamento
C A N I  M A L T R A T T A T I ?
La Procura ha da poco archiviato la denuncia

NEI DUE allevamenti del veterinario Giorgio Guberti, a Osteria e a Campiano, non ci sono più cani. Il sequestro e il trasferimento dei 250 pointer è stato completato la sera del 31 dicembre con il sequestro anche dei gatti selvatici e di ossa di animali affiorate in un campo, ovvero quei cani dell’allevamento morti o per cause naturali (tumori, in genere) o a causa di naturali e furibonde lotte fra di loro (il pointer —affermano gli esperti—non fa prigionieri). «NOINONSAPPIAMOdove siano stati sistemati i cani — afferma l’avvocato Aldo Guerrini che con l’avvocato Giancarlo Ridolfi tutela Guberti indagato per maltrattamenti di animali — e ci auguriamo solo che questo grande patrimonio non venga disperso: si tratta di cani sotto sequestro, indisponibili per chiunque, per i quali peraltro chiederemo presto il dissequestro e la restituzione all’allevatore». GUERRINI e Ridolfi stanno infatti predisponendo il ricorso al tribunale del riesame sotto un duplice profilo, formale e di merito: «Formale perchè ci sono atti compiuti dalla Forestale che non tengono conto della procedura penale, tanto che mi sono rifiutato di firmare alcuni atti di sequestro; sostanziale perchè ritengo che non ci sia il necessario ‘fumus’ del reato di maltrattamento di animali, che, per giurisprudenza costante, deve
esprimersi in una vera e propria sofferenza che non può però nè deve essere antropomorfizzata. Voglio dire che non si può parlare di maltrattamento se il riferimento è al fatto che i cani, all’esterno delle cucce, trovano, in inverno, il fango. I cani da caccia non sono animali da compagnia, non vanno in giro con il cappotto. Mentre nulla si può eccepire, bastava solo averli visti, sul loro stato di salute e di nutrizione. E per quanto riguarda la foto diffusa da associazioni animaliste di un esemplare scheletrico, si tratta di una cagna affetta da tumore per la quale Guberti mai adotterebbe la decisione di praticarle un’iniezione letale per anticiparne la morte ».
D’ALTRONDE l’allevamento di Guberti nel corso degli ultimi sei anni ha avuto ben due procedimenti penali conclusisi uno con assoluzione, a seguito di processo ordinario e l’altro con archiviazione della notizia di reato. Per entrambe le vicende giudiziarie ci sono stati i responsi di periti e di consulenti tecnici nominati dalla magistratura che hanno concluso per l’assenza di maltrattamenti. Se la vicenda del processo, che risale al 2003, è nota, inedita è l’archiviazione che risale a pochi mesi orsono. C’era stato un esposto di un’associazione animalista e il pm titolare del procedimento ha chiesto una consulenza a un esperto veterinario, Pardini, di Pisa. Sulla scorta della consulenza, che si riferisce alle condizioni dei cani nel 2008, il pm ha chiesto e ottenuto l’archiviazione. «Che cosa è cambiato da ieri a oggi — si chiede l’avvocato Guerrini—per giustificare il blitz della Forestale?».

 A RAVENNA la vicenda ha suscitato commenti da parte di molte persone, per lo più esperti cacciatori e allevatori. Dice Claudio Miccoli, p r e s i d e n t e dell’Acer (Associazione cacciatori Emilia Romagna): Certo, problemi in quegli allevamenti ce ne sono e devono essere risolti e questo è un aspetto; poi c’è l’aspetto relativo al
fatto che l’allevamento di Guberti costituisce un patrimonio genetico di grande levatura, è conosciuto nel mondo, è uno dei più importanti a livello internazionale ed è il migliore allevamento di pointer in Italia, i suoi cani sono campioni nel mondo. Come Acer ho già preso contatto con l’Associazione allevatori di pointer e insieme metteremo in atto iniziative
affinchè questo patrimonio non vada disperso. Noi vogliamo vederci chiaro in tutta questa storia e ci avvarremo anche di un esperto». DICE UN CACCIATORE amico e stimatore di Guberti: «Giorgio è una persona che non farebbe male a una mosca. E’ una persona che vuole bene, che aiuta ogni tipo di animale. L’ho visto più volte rimuovere le alghe dai canali per permettere ai pesci di muoversi ». Sottolinea l’avvocato Guerrini: «Negli ultimi tempi, l’ultimo episodio è del 25 dicembre, persone che si definiscono animaliste hanno minacciato Guberti davanti a casa e poi hanno dato luogo ad atti di vandalismo, tagliando la rete, aprendo le cucce: gente che neppure conosce i cani eppure si definisce animalista, così ci sono stati pointer che ne hanno aggredito altri».
Carlo Raggi

mercoledì 31 dicembre 2008
Comunicato E.N.P.A. Sezione di Ravenna
Pubblichiamo un comunicato della Sezione Enpa di Ravenna circa il sequestro dell’allevamento Guberti ad opera del Nirda e la frettolosa presa di possesso dei cani sequestrati (cani di proprietà) ad opera di varie associazioni animaliste.
IL CIRCO BARNUM
Le strutture di Campiano ed Osteria sono state sgomberate e le destinazioni dei cani restano avvolte nel mistero.
Sui tempi, i modi ed i metodi nutriamo non poche perplessità.
Ci pare, che più del benessere degli animali ci si sia attivati per spettacolizzare la faccenda. Da qualche tempo sono infatti apparse delle formazioni “animaliste”, le quali per via mediatica e di certi canali d’informazioni hanno diramato delle informazione inesatte e pastrocchiate, capaci solo di generare della inutile confusione.
Il nostro Ufficio, ad esempio è stato subissato da telefonate ed e-mail con le quali ci viene chiesto di poter accedere all’adozione di uno o più cani. Va precisato che si tratta di animali posti sotto sequestro e pertanto indisponibili. L’iter legale avrà poi dei tempi ed un esito per nulla scontati.
Pertanto i mass media debbono smetterla di fornire simili informazioni fuorvianti.
Nel circo mediatico ci finisce di tutto.
Altri “animalisti” o sedicenti tali, nei giorni antecedenti il blitz della Forestale si sono esibiti in iniziative idiote, capaci di cagionare dei danni agli animali.
Dobbiamo lamentare inoltre come il Servizio Veterinario dell’Ausl e questo Ente siano stati radicalmente ignorati dal C.F.S.
Due referenti sul territorio ignorati, mentre si sono contattate, stando a quanto appreso dalla stampa, delle associazioni sconosciute non presenti sul territorio.
Torneremo sulla vicenda non appena avremo un quadro più completo.
Nel frattempo non vorremmo che accadesse qualcosa di male agli animali grazie all’incompetenza di qualcheduno.
Ravenna, 31/12/2008
Il Presidente
Dott. Carlo Locatelli
ravenna@enpa.org;

DAL SITO
http://www.enpanet.it/ravenna/
UNA REALTA’ DISTORTA. I CANILI DI CAMPIANO ED OSTERIA
Ravenna, 29 dicembre 2008. Riteniamo che sia opportuno fare chiarezza sulla vicenda dei canili di Campiano e di Osteria.
Premesso che questo ente ha, quali finalità istituzionali, la protezione degli animali, la salvaguardia del loro benessere e della loro dignità nonché la tutela dei loro diritti, fissati in norme inequivocabili, troviamo doveroso esortare gli enti pubblici e le istituzioni affinché operino per il rispetto delle leggi in materia.
La vicenda Guberti è nota da alcuni lustri anche a semplici cittadini, i quali, senza successo, dopo aver denunciato i soliti fatti raccapriccianti, non hanno visto adottare alcun provvedimento.
Come si può parlare di vivere secondo le leggi della natura ed appellarsi ancor oggi alla disgraziata sentenza del 2003?
Questa balzana teoria non tiene conto del fatto che è da subito insensata, dato che i cani sono condannati a vivere in una condizione innaturale perché privi della libertà e confinati in massa in uno spazio recintato, lurido e inadeguato. Il parere doveva darlo un etologo e non un veterinario!
A noi la morfologia del pointer, gli alberi genealogici, le coppe e gli attestati non interessano e non ci abbagliano, come invece pare possa accadere a taluno.
Sta di fatto che da troppo tempo molti animali hanno vissuto e vivono tra inutili sofferenze e spesso la morte rappresenta un sollievo.
Oggi viviamo in una società basata anche su norme che tutelano i diritti degli animali secondo il comune senso della pietà e pertanto non è ammesso fare ciò che più ci aggrada, convinti di avere piena potestà di vita e di morte.
Viviamo in un’era in cui si sono imposti principi etico-morali che debbono essere rispettati, principi recepiti nella “Carta universale dei diritti degli animali” e riteniamo che certe anacronistiche vergogne debbano essere spazzate via una volta per tutte.

IL CANILE DI OSTERIA (RA)
(Comunicato stampa)
Ravenna, 20 dicembre 2008. A seguito degli articoli di cronaca, delle numerose mail e telefonate pervenute al nostro ufficio nonché di quanto dichiarato durante la trasmissione televisiva Forum andata in onda su Canale 5 il 17 u.s., precisiamo quanto segue con lo scopo di informare quanti hanno chiesto chiarimenti circa il canile privato ubicato ad Osteria, frazione del Comune di Ravenna.
Innanzitutto, dobbiamo purtroppo ricordare che si tratta di un allevamento, denominato “Allevamento del Vento”, il cui titolare detiene cani di razza pointer, che nel mondo dei cacciatori e degli allevatori è conosciuto ed apprezzato anche oltre confine.
Detto questo, ci preme ribadire ancora una volta che riteniamo il metodo di gestione assolutamente aberrante. Per anni agli animali erano gettati in pasto polli e conigli senza nemmeno essere spiumati o scuoiati e i cani, per cibarsene, dovevano azzuffarsi e contenderseli come se fossero nella savana.
Si riuscì dopo anni, tramite l’ausl, a bloccare i fornitori di animali morti e a far mutare l’alimentazione.
I cani sono tenuti in ampi recinti, in promiscuità, favorendo in tal modo il nascere di zuffe, aggressioni e addirittura sbranamenti. Tutto questo era spiegato come “selezione naturale per il rafforzamento della razza” (solo così si ottengono campioni, ecc…)
All’inizio tutti i cani erano custoditi in località Campiano e solo successivamente quasi tutti i soggetti furono trasferiti in località Osteria. Attualmente il numero degli animali dovrebbe aggirarsi sulle 150 unità, ma in passato, con ogni probabilità, hanno superato le 200.
La nostra prima richiesta di intervento risale al 12/7/1995 ed era rivolta al Sindaco del Comune di Ravenna e all’Ausl. Il risultato fu nullo.
Con lettera del 15/01/1996 indirizzata al Sindaco del Comune di Ravenna, alla Circoscrizione di S.Pietro in Vincoli e all’Ausl, duecentotrentacinque cittadini chiedevano un intervento perchè il canile di Campiano non rispettava le norme igienico-sanitarie ed i cani si sbranavano tra loro.
Con l’Ordinanza T.L. n° 811/97 del 24/02/1997 il Sindaco ordinava al Guberti di “allontanare i cani dalla propria abitazione” entro 60 giorni dalla notifica, termine che veniva successivamente prorogato di altri 60 giorni (!)
Solo nel 1998 il Comune di Ravenna ingiunge all’allevatore di mettere a norma la struttura.
Il 27/8/1999 le guardie zoofile dell’Enpa depositano in Procura la prima notizia di reato. Archiviata.
Il 10/12/2000 le guardie zoofile depositano in Procura una seconda notizia di reato.
Nel 2003 si celebra il Processo contro l’allevatore. Oltre alla documentazione delle nostre guardie zoofile ne viene prodotta altra dai carabinieri e dall’ausl, tutta sfavorevole all’imputato. L’allevatore viene a beneficiare del parere del perito di parte ovvero del preside della facoltà di veterinaria dell’Università di Bologna, il quale non ravvisa maltrattamenti nei metodi di allevamento. Basta questo intervento per convincere il giudice “onorario” che l’allevatore è innocente.
In data 1/10/2003 le nostre guardie zoofile depositano in Procura un’altra notizia di reato per maltrattamento. Archiviata.
Va precisato che nel frattempo le nostre guardie hanno elevato all’allevatore anche diverse sanzioni amministrative.
Il 22/8/2007 questa sezione inoltra un esposto alla Guardia di Finanza e per conoscenza alla Procura delle Repubblica affinché siano effettuati gli opportuni controlli sul commercio dei cani. Ancora ad oggi, non ne conosciamo l’esito.
Il 2 ottobre 2007 questa sezione presenta alla Procura della Repubblica un esposto, sempre per maltrattamenti. L’esito non è conosciuto.
Alle nostre del 19/08/2007 e 30/09/2007 con le quali chiedevamo al Comune di Ravenna di avviare un programma per risolvere la cronica questione dei canili, nonché di avviare, tramite la Polizia Municipale, il censimento dei cani con l’inserimento del microchip, allo scopo di avere un numero certo sulle presenze, l’Assessore rispondeva il 3/10/2007 affermando che del censimento dei cani se ne occupava il Corpo Forestale dello Stato. Precisava poi che “al fine di regolarizzare la posizione dei sopra citati allevamenti il Comune di Ravenna ha già convocato un tavolo di discussione per concordae un piano di intervento”. Dopo di che, il silenzio. Nessuna convocazione perviene al nostro ufficio.
Nel 2008 i NAS ed il Corpo Forestale dello Stato nonché l’Ausl effettuano una serie di controlli presso il canile.
A dicembre 2008 il Sindaco, di fronte alla situazione denunciata dai mass media, decide di ingiungere all’allevatore la messa in regola della struttura entro sei mesi, mentre l’Assessore ai Diritti degli Animali afferma che non si può sequestrare i cani perché la loro gestione sarebbe troppo onerosa per l’Amministrazione.
Questa sezione chiede allora che si intervenga tempestivamente per porre sotto sequestro almeno i soggetti sofferenti, feriti, ammalati e denutriti, perché se si attende il trascorrere dei sei mesi si perde troppo tempo e altri animali saranno sacrificati.
Dato che l’allevatore non ha le disponibilità economiche per ottemperare all’ordinanza sindacale, riteniamo che il Comune, scaduti i termini, come già avvenuto in passato, prorogherà la scadenza o dovrà farsi carico dei soggetti. C’è dunque il rischio di un nuovo nulla di fatto.
Concludiamo ringraziando l’Amministrazione municipale di Ravenna per come ha condotto la faccenda fino ad oggi e per aver offerto della nostra città un’immagine simile…
L’ENPA è l’unico Ente Protezionistico riconosciuto dallo Stato Italiano,
dal Resto del Carlino del 03-01-2009

IL PM STEFANO Stargiotti ha convalidato il sequestro probatorio dei cani e delle strutture dell’allevamento di Giorgio Guberti a Campiano e ad Osteria, mentre per quanto riguarda il sequestro preventivo la convalida è stata chiesta, come impone il codice di procedura, al gip. Contro ogni tipologia di sequestro i difensori di Guberti, gli avvocati Aldo Guerrini e Giancarlo Ridolfi, stanno redigendo l’atto di ricorso al tribunale del riesame, mentre, contemporanemente, stanno valutando l’opportunità di nominare un consulente tecnico per una perizia approfondita su ognuno dei cani per i quali la Guardia Forestale che ha operato ha fornito descrizioni di situazioni di fatto negative, relative allo stato di salute. Obiettivo dei difensori è di giungere al più presto possibile a confutare le affermazioni della Forestale così come appaiono sui verbali di sequestro ove sono state trascritte le descrizioni e le valutazioni fatte dai veterinari Gaetano Saporito e Dario Buffoli che erano stati nominati ausiliari di pg dalla Forestale operante. D’altronde una consulenza, svolta su incarico della Procura ravennate dal veterinario toscano Iorio Pardini, che lo scorso anno visitò allevamento e cani, aveva già escluso che quelle modalità di allevamento integrassero ipotesi di maltrattamento.

NEL VERBALE di sequestro redatto dalla Forestale si afferma che «lo stato igienico sanitario delle strutture non è assolutamente conforme a una normale condizione di detenzione e vita degli animali della specie canina e tale situazione compromette gravemente lo stato di salute dei soggetti presenti. In particolare sono state evidenziate lesioni traumatiche da morso, stato cachettico (dimagrimento), lesioni ai cuscinetti plantari e alle zampe dovute sia al tipo di fondo (terra nuda, fangosa e acquistrinosa) su cui gli animali stazionano, sia al tipo di alimentazione». La Forestale aggiunge:: «E’ usuale da parte del Guberti somministrare carcasse di animali congelate provenienti da allevamenti cunicoli e avicoli in quantitativo non sufficiente alla minima alimentazione di tutti i soggetti, su cui i cani si lanciano predando e entrando in competizione fra di loro. Tale pratica ha come inevitabile conseguenza l’affermazione della dominanza per la quale i soggetti più forti riescono a sopravvivere, mentre i deboli soccombono».
Sottolinea a questo proposito l’avvocato Guerrini: «Non so come la Forestale abbia potuto fare le affermazioni relative alle modalità di alimentazione. Per quanto mi risulta non vi sono fonti di prova in tal senso. Voglio solo aggiungere che si tratta di una metodologia che ricalca la selezione naturale e che è arbitrario trarne conseguenze di maltrattamento: vorrei che si tenesse presente che questo è un allevamento, non un canile e che serve per produrre animali forti. Ma non è che l’animale debole venga lasciato morire, ma ci mancherebbe. Solo che viene cresciuto a parte, mentre gli altri, i forti, fanno razza».

AGGIUNGE ancora Guerrini: «Un consulente dovrà ora stabilire le condizioni di ognuno degli animali e dovrà dire se per le condizioni generali e per quelle particolari di ogni esemplare siano ravvisabili ipotesi di sofferenza. Posso dire con certezza che uno dei veterinari nominati ausiliari di pg dalla Forestale ha escluso di aver trovato animali in condizioni tali da rendere necessario un loro ricovero presso strutture veterinarie
 
Alexandra Galvani


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URGENTISSIMO

URGENTISSIMO

da chiliamcisegua

i cani devono essere portati via al piu’ presto da  osteria

è una emergenza vera, immediata

sono al limite della sopravvivenza , affamati, infreddoliti, impauriti, terrorizzati

i volontari di animal liberation sono pochi e sono stremati dalla fatica, dopo una settimana di picchettaggio in cui, beffando il veterinario hanno sfamato e abbeverato quelle disgraziate creature

hanno sgomberato l’allevamento privato, 80 cani strappati dalle mani del loro carceriere, quello in casa del guberti e sono alle prese con i 250 cani del secondo allevamento

aiuto!  

mobilitiamoci, una volta tanto,ma davvero, diamo prova di essere tutti per uno e uno per tutti, sacripante!

guiberti presagendo i provvedimenti ha continuato a giocare a rimpiattino coi volontari , ripetiamo pochi a controllare due allevamenti,  e imperterrito sottrae alla salvezza, qualche disgraziato che senza scampo torna così nelle sue  mani. 

servono braccia e occhi doppi,tripli, quadrupli per non permettere a guberti di ritornare ad essere veterinario allevatore orgoglioso del suo metodo di selezione naturale!

guberti si è appellato al tar  e la stessa attesa della sentenza che può arrivare anche domani, è un pericolo per la salvezza di tutti,  ripetiamo di tutti pointer

aiutateli!

questo e’ il grido che lanciamo in soccorso di povere bestie che vedono uno spiraglio di  luce in noi e che si possono ritrovare a morire di stenti in un attimo, se non li stalliamo presto prestissimo, in una corsa contro il tempo

servono stalli, ripetiamo, chiunque abbia un posticino , chiunque voglia contribuire a formare una catena di solidarietà, si metta in contatto con lorenza o con lia, e corra a osteria, corra dai condannati a morte, offra loro un riparo, cibo e una carezza e la vita.

grazie

contattare lorenza 3802936901 e lia 3934186697 corinna 335376957

 

250 cani al freddo e gatti maltrattati allevamento ravennate

Controlli Corpo Forestale. Proprietario denunciato altre volte

RAVENNA, 29 DIC – Oltre 250 cani pointer rinchiusi al freddo, uccelli vivi usati come prede e alcuni gatti selvatici in gabbia tra escrementi e pezzi di carne putrida. E’ quanto hanno trovato gli uomini del Corpo forestale dello Stato nel corso di accertamenti in un grande allevamento di cani da caccia, in localita’ Osteria, nel Ravennate. I cani erano in condizioni igieniche precarie. Il proprietario era gia’ stato denunciato per maltrattamento di animali.

(ANSA)


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Allevamento a Ravenna – tragica situazione per 150 pointer di un allevatore Enci Guberti

Nell’Emilia Romagna rossa una situazione che supera i confini della realtà.
Un volontario lancia pane secco oltre la recinzione ai cani mentre gli altri ululano di fame rinchiusi nei box. L’allevamento, con affisso Enci, nell’occhio del ciclone. Interrogazione della Lega ed esposto in Procura.

Canili lager nel mirino. Proprio mentre oggi il sottosegretario Francesca Martini fa visita personalmente in Molise per sciogliere lo scandaloso nodo dei maltrattamenti nelle strutture pubbliche, tra lo sperpero di denaro dei cittadini e la deriva di certi sindaci indifferenti alla morte e alle crudeltà sui cani, l’attenzione dei media si sposta anche al Nord per un allevamento, niente meno che con affisso Enci, Del vento, in provincia di Ravenna. Un allevatore è nella bufera, Giorgio Guberti. Sulla scena grottesca compare anche un sindaco, che ci butta dentro un occhio e decide che la cosa migliore da farsi per i cani che stanno morendo di stenti sia fare un’ordinanza per dare sei mesi di tempo al l’allevatore per mettere a norma la struttura.
Sei mesi, perché al Comune costerebbe troppo occuparsi dei cani da subito. Fatto, quest’ultimo , che poco interessa ai pelleossa dentro il recinto della fame e della melma, e che non interessa nemmeno alla legge per la quale è il sindaco il responsabile dei benessere animale sul territorio. Subito, non tra sei mesi. Che la gestione per un eventuale doposequestro sia gravosa per le casse comunali lo avrebbe confermato anche l’assessore Ilario Farabegoli di Rifondazione comunista, con delega ai diritti degli animali. Diritti fra sei mesi o domani non si sa. Le immagini intanto dei cani che devono aspettare sei mesi hanno girato il mondo. Ma per il sindaco le indicazioni sono chiare: l’allevamento degno di avere un affisso Enci si metta a norma, poi se ne riparlerà.

Mauro Manfredini, consigliere regionale del Carroccio, non perde tempo con un’interrogazione immediata e una segnalazione alla procura. D’altra parte le fotografie documentano un campo di concentramento per cani. Nessuno aveva visto prima quell’allevamento privato che si trova dopo la frazione di Osteria (RA), fra le strade Dismano e la E45, dove, interroga Manfredini, «gli animali sono costretti a vivere in pessime condizioni»? L’immagine del denutrimento, delle zampe immerse nella sabbia mobile del fango dicono tutto il resto. «A causa della deliberata negligenza del proprietario dell’allevamento, gli oltre 150 cani ospitati nella struttura manifesterebbero anche seri problemi di denutrizione ».
Bisogna agire.

Per il sindaco è sufficiente intimare al proprietario di fare pulizia. E’ l’Italia dei sindaci che mettono le mani avanti spiegando, come accaduto su La Voce di Romagna, che «gestire i cani di Guberti verrebbe a costare mezzo milione di euro». Quindi si prende tempo, mentre nulla si fa nell’immediato per togliere i cani dall’anticamera della fossa. Eppure l’evidenza del maltrattamento animale è palese: meno palese è che fino ad oggi le autorità siano sorvolate su un reato punito dall ’art. 544-ter. L’obbligo d’intervento tempestivo è un atto dovuto anche perché il reato non venga portato a conseguenze ulteriori (come recita l’art. 55 del Codice di procedura Penale). Solo nell’aprile scorso, dell’allevatore si leggeva sulla rivista dell’Enci in merito ad un raduno: «C’era tra la folla il grande Giorgio Guberti. Nessuno come lui incarna oggi nella cinofilia, quant’ebbe a scrivere A.S.: “è forse meno difficile essere un genio che trovare chi sia capace di accorgersene”. Perché, di quello che vuoi, ma Guberti, ancora più vicino agli ottanta che ai novanta, è rimasto tra i pochi che sanno strologare il futuro. E con loro tanti altri appassionati giunti da ogni parte d’Italia a dimostrare che la cinofilia continua a vivere un suo momento magico». Forse anche per l’Enci è giunto il momento di aprire gli occhi sugli allevamenti. Per il momento, ai cani dentro il recinto un volontario getta 50 chili di pane secco dalla strada. Gli altri, chiusi nei box, soffrono passivi quel momento magico di cinofilia.

Stefania Piazzo

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Cani allevamento lager Ravenna

Cani allevamento lager Ravenna, Guberti

Sono in attesa di informazioni, il Sindaco e i carabinieri di Ravenna sono stati richiamati all’ordine
Il Sindaco di Cervia ha deciso di soprassedere all’errore di..Comune che indicava Cervia (grazie alle vostre email di scuse!) invece che Ravenna, territorio in cui è situato il lager di Osteria.Oggi su la Padania a firma di Stefania Piazzo un duro articolo di condanna che non risparmia nessuno


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