Quando una parola è di troppo e due sono inutili….

Quando una parola è di troppo e due sono inutili……

Speriamo che il ….Lupi perda non solo il pelo ma anche il.. vizio di aprire, a vanvera, la bocca!

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

E.N.P.A.

ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI – ONLUS

COMUNICATO STAMPA

Abolire le detrazioni: l’Onorevole Lupi perde un’ottima occasione per tacere

Roma, 13 ottobre 2011 – «L’Onorevole Lupi sembra avere individuato la soluzione finale ai problemi economici del nostro Paese. Quale la brillante trovata? Abolire le detrazioni per le spese veterinarie certificate. Nel porre l’alternativa bambini – animali, l’Onorevole Lupi non è il primo né il più originale. Dovrebbe sapere, ma evidentemente lo ignora, che nella maggior parte delle famiglie italiane bambini e animali convivono felicemente e che ogni detrazione di spesa, per un animale, è anche un vantaggio per i bimbi con cui si trova a convivere. Vale la pena di ricordare che la detrazione è di modestissimo importo. La cifra complessiva per un anno non arriva al gettone di presenza giornaliero di un parlamentare, peraltro parte minore del costo giornaliero complessivo.»

Lo dichiara il presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, che aggiunge: «Gli animali, inoltre, sono anche spesso un vero “sostegno sociale” a famiglie e a persone che hanno, da queste presenze, aiuto e conforto che lo Stato, e soprattutto esponenti politici affini nella sensibilità all’onorevole Lupi, sembrano non essere in grado né di valutare né di garantire. In realtà il nostro appello a non infierire con detrazioni dall’efficacia risibile, volte solo a penalizzare le famiglie meno abbienti che hanno animali, è rivolto al Ministro Tremonti e a alle persone che all’interno del governo – a partire dal Ministro Frattini, dal Ministro Brambilla e dal Sottosegretario Martini, di grande sensibilità animalista – dal cui impegno collettivo dipenderà, più che dalle boutades dell’onorevole Lupi, la possibilità di continuare a garantire le cure agli animali da compagnia da parte di quelle famiglie già sufficientemente penalizzate dalla crisi economica che non sembra avviata a soluzione.»

ENPA – ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI

I FATTI

http://www.geapress.org/randagismo/le-detrazioni-di-maurizio-lupi-i-veterinari-italiani-lo-smentiscono/20214

Le detrazioni di Maurizio Lupi: i veterinari italiani lo smentiscono di redazione

| 13 ottobre 2011

GEAPRESS – Chissà perchè ma quando le cose vanno male la colpa può essere degli animali. E’ già successo a proposito della riforma universitaria. A dimostrazione dell’inutilità della spesa dei nostri atenei, non pochi esponenti dell’attuale Governo fecero allora cenno ad uno studio sulle abitudini dell’asino. Ripetevano all’unisono la stessa cosa, senza neanche chiedersi a cosa quello studio, ammesso che sia mai esistito, mirasse. Ci pensò, poi, finanche il nostro Presidente del Consiglio che ebbe ad ironizzare, a proposito della costruzione del ponte sullo stretto di Messina, sui danni che la mega opera edilizia avrebbe potuto arrecare ai delfini.

Martedì sera è andato di scena il Vice Presidente della Camera On.le Maurizio Lupi. Ospite della trasmissione Ballarò, Lupi è intervenuto sulle detrazioni fiscali e tagli alla spesa. Prima ha precisato di non potere essere imputato di anti animalismo perchè possessore di un cane, e poi si è scagliato contro le detrazioni fiscali delle spese veterinarie. A suo dire ben superiori a quelle relative all’asilo nido. Incredibilmente l’esternazione di Lupi è stata ripresa dalla sua collega, di opposto schieramento, Rosi Bindi, anch’essa Vice Presidente della Camera. Questa, infatti, imputava a sua volta al Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, la responsabilità della presunta incongruenza. Oltre a ciò l’On.le Bindi univa al rimpallo di accusa, un incomprensibile attacco alla Martini rea di aver detto qualcosa a proposito delle razze dei cani … (?).

A riportare chiarezza nella confusione vicepresidenziale ci pensa ora l’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) che sconfessa clamorosamente l’On.le LUPI. Per l’ANMVI, infatti, il beneficio fiscale per le spese veterinarie non supera le cinquanta euro, ben lontano, pertanto, dalle 350 euro dichiarate da Lupi in scandaloso paragone ai 120 euro previsti per gli asili nido.

Secondo i Veterinari “l’analisi socio-economica” di LUPI non tiene conto di come la manovra correttiva approvata dal Parlamento lo scorso luglio, ha già decurtato la detrazione delle spese veterinarie. L’innalzamento dell’IVA sulle prestazioni veterinarie al 21% , si è poi già abbondantemente abbattuta sulla sanità animale e sulla prevenzione veterinaria delle famiglie italiane dove convivono milioni di bambini e di animali. L’ANMVI, pone così chiaro riferimento alla prevenzione delle zoonosi, ovvero le malattie trasmissibili dagli animali all’uomo.

Per i Veterinari italiani quella dell’On.le LUPI è solo una impostazione demagogica, ottenuta mescolando servizi di cui esiste l’offerta pubblica con altri che sono esclusivamente affidati ai privati.

L’ANMVI si augura pertanto che il Governo si impegni sempre più sugli sprechi finanziari e sulla scarsa trasparenza dell’uso di ingenti fondi pubblici, contro la piaga del randagismo.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati

http://www.anmvioggi.it/13159/13-10-11/lupi-ballaro-anmvi-approssimazioni

LUPI A BALLARO’, ANMVI: APPROSSIMAZIONI

13-10-2011 13:38

Le dichiarazioni dell’On Maurizio Lupi (PDL), Vice Presidente della Camera dei Deputati a Ballarò, non son piaciute alla classe veterinaria, ma nemmeno ai parlamentari della sua stessa maggioranza che l’hanno invitato a correggere il tiro.

“Quando non ci sono soldi – ha dichiarato Lupi in trasmissione martedì sera- abbiamo il coraggio di rimettere in discussione anche ciò che si è consolidato nel tempo” per trovare fondi “da destinare a diminuire il costo del lavoro”. E “in un momento in cui non ci sono soldi per nessuno”, l’esempio che l’On Maurizio Lupi fa davanti alle telecamere di Ballarò è- neanche a dirlo- la spesa del veterinario.

Secondo l’ANMVI, che in proposito ha diffuso un comunicato stampa, l’analisi socio-economica dell’esponente PDL contiene approssimazioni ed errori sulle cifre della detraibilità reale della spesa veterinaria, detraibilità che a conti fatti- tolta la franchigia di legge- non supera i 50 euro.

L’ANMVI fa anche notare che l’esponente della maggioranza dimentica che la manovra correttiva (D.L. 6 luglio 2011 n. 98 convertito dalla Legge 15 luglio 2011 n. 111) ha già stabilito (articolo 40 comma 1 ter ed 1 quater) che tutte le agevolazioni fiscali, tra le quali rientra anche quella della detrazione delle spese veterinarie, saranno ridotte del 5% nel 2013 e del 20% nel 2014.

La scure del Fisco sulla sanità veterinaria e sulla prevenzione veterinaria si è dunque già abbattuta pesantemente sui proprietari, infierendo con l’innalzamento dell’IVA al 21% su prestazioni che oltre ad avere valenza sanitaria rappresentano, in alcuni casi un obbligo di legge “tassato”.

L’On Lupi è impreciso nel confondere agevolazioni, detrazioni e contributi, quando parla di 160 miliardi da rimettere in discussione, mescolando la quota parte a favore delle imprese (40miliardi) con i recuperi fiscali a favore delle persone (100 miliardi) e lasciando intendere che 20miliardi vadano cancellati.

Fra queste, le detrazioni sulle cure veterinarie nei confronti delle quali l’On Lupi dichiara di non essere mai stato d’accordo.

Infine, l’esponente raffronta su vetuste basi demagogiche il bambino e il cane, mescolando servizi di cui esiste l’offerta pubblica con altri che sono esclusivamente affidati ai servizi professionali privati. Servizi prestati da un settore produttivo, non meno in crisi di quelle imprese che l’On Lupi intende favorire con i tagli alla veterinaria.

Dichiarazione dell’On Maurizio Lupi (PDL), Vice Presidente della Camera dei Deputati a Ballarò, puntata dell’11 ottobre:
Lei sa quanto può detrarre una famiglia che manda il proprio figlio all’asilo nido? 120 euro. Sa quanto può detrarre, in un momento in cui non ci sono soldi per nessuno, una famiglia – e anch’io possiedo un cane e quindi non posso essere tacciato di essere anti-animalista- che ha un animale domestico a casa? Fino a 350 euro. Allora, finchè c’era da scialare- e io non ero d’accordo e lo si poteva fare, ma eravamo tutti d’accordo- ma in un momento in cui non ci sono risorse, fra dedurre o detrarre il veterinario o mandare mio figlio all’asilo nido, io preferisco mandare mio figlio all’asilo nido”.

Applausi in studio.


LEGGI TUTTO... Ci sono 2 commenti: leggi...

Hachi è arrivato in Italia

Hachi è arrivato  in Italia, con Victor, l’altro cucciolo salvato, il suo compagno di avventura afgana

Buona vita con Giorgio e Monica che hanno lottato per salvarlo.

La storia qui

http://www.chiliamacisegua.org/2011/04/10/il-piccolo-hachi-arrivera%E2%80%99-in-italia-con-un-altro-cucciolo-compagno-di-avventura/

Hachi a casa

http://www.enpa.it/it/comunicati_stampa/comunicati.asp?RECORD_KEY[ultimora2]=ID&ID[ultimora2]=839

Comunicati Stampa

13/04/2011
ARRIVATO IN ITALIA HACHI, IL CUCCIOLO ADOTTATO DA UN MILITARE ITALIANO IN AFGHANISTAN

-Hachi, un cucciolo di meticcio afgano era rimasto orfano. Aveva appena trenta giorni e sarebbe sicuramente morto se quel suo musetto spaurito non avesse intenerito prima i militari americani, poi gli italiani di stanza in Aghanistan. Affidato alle cure dei nostri ragazzi, Hachi ci ha messo pochissimo tempo ad ambientarsi nella sua nuova “casa” e a diventare la mascotte del nostro reggimento. Amato da tutti, il cucciolo aveva stretto un legame particolare con uno dei nostri militari al punto che i due convididevano perfino la “branda d’ordinanza”. Ciò che Hachi non sapvea era che il suo amico, in un pomeriggio di fine marzo, avrebbe lasciato quel Paese tormentato per fare ritorno a casa. Ma forse il cagnolino sentiva che, a differenza di tanti altri uomini, il suo “padre acquisito” non gli avrebbe mai voltato del spalle. Del resto, superato il periodo critico dello svezzamento – settimane durante le quali la presenza di “mamma cane” è fondamentale – il cucciolo cresceva sano e forte, anche grazie alle cure del mediche del nostro veterinario militare, e non c’erano fattori ostativi al suo trasferimento in Italia. C’erano però dei tempi procedurali da rispettare: quelli relativi alle autorizzazioni e ai permessi. Ma i giorni passavano e la data del rientro si avvicinava così come si materializzava il pericolo di una crudele separazione. Intanto, dall’altro capo del mondo, in Italia, la fidanzata del militare attraverso il suo sito Facebook lanciava un appello alla comunità del web. Chiedeva un aiuto, un intervento autorevole per accelerare la pratica. E il suo appello veniva raccolto dall’associazione Chiliamacisegua e dal presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, che si attivavano immediatamente per aiutare il piccolo Hachi, trovando nei referenti istituzionali la massima sensibilità e attenzione. Così, n un caldo caldo pomeriggio di metà aprile Hachi è atterrato in Italia dove presto potrà abbracciare la sua nuova famiglia. “Sono felice che la storia di Hachi e del suo proprietario si sia conclusa nel migliore dei modi – commenta Carla Rocchi -. Desidero rivolgere un particolare ringraziamento al Ministro della Difesa, onorevole Ignazio La Russa, al Sottosegretario alla Difesa, onorevole Guido Crosetto e al senatore, generale Mario Palombo, che si sono tutti attivati per consentire ad Hachi e al suo nuovo amico di continuare a vivere il loro legame speciale anche nel nostro Paese. Un grazie di cuore al Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, attivissima per il rientro di Hachi e, con esso, di un suo piccolo amico: il cagnolino Victor.” (13 aprile)


LEGGI TUTTO...

IL CALDO DA’ ALLA TESTA

IL CALDO DA’ ALLA TESTA

Il caldo, è evidente dà alla testa e colpisce mentalità fragili, siano di sindaci portatori sani di arroganza verso i cittadini e i superiori che dovrebbero rispettare, sia  di mamme, portatrici sane di incomunicabilità verso la società e i figli che dovrebbero educare al rispetto della vita.

Ecco ieri, nella tombola italiana a chi le spara più inconcepibili, è uscito l’ambo!

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

I FATTI

Castellammare di Stabia. Divieto del Sindaco di somministrare cibo ai randagi.

Intervento del Sott. Martini – repliche Sindaco, Moige, Sicignano, Enpa

http://it.notizie.yahoo.com/19/20100630/tit-salute-martini-sindaco-castellamare-59fdfba.html

Divieto di somministrare cibo ai randagi per le strade.
Sottosegretario Martini:il Sindaco di Castellammare di Stabia riveda la sua ordinanza.

L’on Francesca Martini

In merito all’Ordinanza emanata dal Sindaco di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, che dispone il divieto di imbrattare il suolo pubblico con alimenti destinati alla nutrizione dei cani randagi, il Sottosegretario alla Salute On. Francesca Martini ha dichiarato:

“ Fermo restando la necessità di mantenere l’igiene e la pulizia del suolo pubblico, anziché emanare provvedimenti assurdi che privano gli animali randagi del fondamentale diritto all’alimentazione e, quindi, alla sopravvivenza, il Sindaco di Castellammare di Stabia dovrebbe preoccuparsi di applicare le norme vigenti in materia di prevenzione del randagismo e di tutela del benessere animale, a partire dall’obbligo di microchippatura dei cani disposto dalla mia Ordinanza del 6 agosto scorso per implementare l’anagrafe canina e consentire la rapida e sicura rintracciabilità degli animali vaganti sul territorio. Vorrei ricordare al primo cittadino di Castellammare di Stabia che le leggi vigenti attribuiscono ai Sindaci la responsabilità di raccogliere i cani randagi, curarli, ricoverarli in canile, microchipparli e sterilizzarli e non certo farli morire di stenti.

Privare gli animali del sostentamento rientra nel reato di maltrattamento e non risolve il problema del randagismo. I milioni di proprietari di animali da compagnia in Italia pretendono dalle Istituzioni comportamenti civili e di rispetto delle leggi sacrosante di cui fortunatamente il nostro Paese è dotato. Prenderemo immediatamente contatto con l’amministrazione perché iniziative come queste vengano prontamente interrotte e sanzionate.”

http://osservatorioanimalista.wordpress.com/2010/06/30/castellammare-la-saga-continua-il-sindaco-risponde-alla-martini/

Castellammare di Stabia. Il Sindaco risponde alla Martini

Luigi Bobbio

“Fermo restando che quello che a me preme, come primo cittadino di Castellammare di Stabia, è innanzitutto la tutela della dignità della salute e del decoro dei miei concittadini e degli esseri umani in genere e che la tutela degli animali non deve mai andare a scapito di questi obiettivi; e fermo restando, inoltre, che di tutto c’è bisogno in questo Paese, tranne che di qualche invasato animalista, che antepone l’animale all’uomo ogniqualvolta ne abbia la possibilità, l’unica cosa assurda in questa vicenda è che un sottosegretario di Stato attacchi a testa bassa e in maniera volgare e offensiva un sindaco neoeletto di centrodestra dopo vent’anni e passa di potere comunista a Castellammare di Stabia”. Lo ha detto il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio, rispondendo a una nota del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini.

“Io non so se il sottosegretario Martini abbia mai fatto il sindaco nella sua vita, né mi interessa; ciò che mi importa è rendere noto all’interessata che sono e resto indifferente, da sempre, a ogni tipo di minaccia o di intimidazione e che nella mia vita, si informi, ho sempre rispettato ogni legge e ogni sua prescrizione, da privato e da uomo pubblico. Non consento a nessuno certi toni. Il sottosegretario prenda tutte le iniziative che vuole tenendo conto – se lo vorrà fare – che sono stato eletto da neanche tre mesi e che la mia città, dopo vent’anni e passa di potere di centrosinistra, non ha neanche un ricovero pubblico per gli animali randagi, ricovero che io sto già preoccupandomi di realizzare”, ha aggiunto Bobbio.

“Nell’attesa, lo ribadisco, il mio interesse primario è e resta, in barba ad ogni conato animalista, quello di evitare che le strade della mia città siano imbrattate e rese pericolose per la salute pubblica, specialmente in questa stagione di caldo, da maleodoranti pacchi e cartocci o vaschette piene di alimenti marciti e putrescenti. Vuol dire, comunque, che se il sottosegretario Martini dovesse eventualmente riuscire a costringermi, cosa di cui dubito francamente, a revocare o modificare il mio provvedimento, invece di intervenire spontaneamente come sottosegretario alla salute degli animali randagi, sarà chiamata a intervenire come sottosegretario alla salute degli esseri umani colpiti da una possibile epidemia di malattie infettive in ordine alle quali le lascio volentieri la scelta nell’ambito di un variegato almanacco di scienza medica”, ha continuato il primo cittadino di Castellammare di Stabia.

“Mi piace comunque ricordare al sottosegretario Martini o a chi del suo staff abbia eventualmente ritenuto di prendere questa iniziativa, che le ordinanze di noi poveri sindaci di provincia vanno lette prima di criticarle perfino da un nume del Governo nazionale. Se il sottosegretario o chi per lei lo avesse fatto, avrebbe potuto rilevare che non è imposto il divieto di dare da mangiare agli animali randagi, ma ho imposto l’obbligo di curare, da parte di chi lo voglia fare, che tali attività per incuria, per ignoranza, per fanatismo o per semplice maleducazione, si possano tradurre in pericolo per la pubblica incolumità laddove chi lo fa non si occupi poi di ripulire il luogo dove si è prodigato”, ha concluso Bobbio.

http://vicoequenseonline.blogspot.com/2010/07/sicignano-grazie-allon-martini.html

«Grazie all’on. Martini. La aspettiamo in città per continuare a lottare in favore della popolazione canina»

Antonio Sicignano

Dopo la mia interrogazione in merito all’ordinanza adottata dal Sindaco Bobbio contro chi decide di sfamare i cani randagi e/o abbandonati è intervenuto il Sottosegretario di Stato alla Salute, on. Francesca Martini, per criticare il provvedimento del Municipio stabile. Ebbene, quale cittadino, ma soprattutto quale consigliere comunale di centrodestra, ancorché all’opposizione, del comune di Castellammare di Stabia ringrazio il Sottosegretario di Stato alla salute, On. Francesca Martini, per essere intervenuta sull’ordinanza adottata dal sindaco stabiese contro chi dà da mangiare ai cani randagi.
Così facendo, ancora una volta, il signor Sottosegretario dimostra una straordinaria attenzione ed impegno per fronteggiare tutte quelle politiche spesso promosse da alcuni sindaci a danno della popolazione canile e, per la cui soluzione, il Sottosegretario non disdegna neanche a scendere in campo in prima persona.
A Castellammare poi il problema randagismo è una questione seria da non sottovalutare, che va risolta immediatamente. Tutti ricordano, infatti, che solo alcuni mesi fa alcuni randagi furono trucidati, sui boschi di Quisisana, a colpi di accetta. Di conseguenza, di tutto ha bisogno la nostra città, tranne che di provvedimenti che vanno a colpire chi, a proprie spese, dimostra grande senso di umanità, occupandosi e sfamando questi cani.

A Castellammare, ci sono tante associazioni che sul punto si mobilitano quotidianamente, con elevato spirito solidale, facendo tanti sacrifici e senza chiedere prebende. Per questi motivi, quale consigliere comunale di centrodestra, ancorché all’opposizione, ho inviato una lettera al Sottosegretario di Stato, On. Martini dicendoLe che La aspettiamo in città, per aiutare tutti coloro che combattono quotidianamente in favore della popolazione canina.
Quanto all’ordinanza,così come sostengo che Castellammare ha bisogno di una politica di sostegno a chi si occupa dei randagi, ritengo improduttivo fare ulteriori polemiche. Quel che è certo è che l’ordinanza va immediatamente ritirata e rivista. Anche la Giurisprudenza Amministrativa avalla il nostro ragionamento. Di recente il Tar ha bocciato una ordinanza simile emessa dal Sindaco di Monte di Procida.

Antonio Sicignano – Consigliere comunale Castellammare di Stabia
FONTE http://cdlstabia.blogspot.com/2010/06/grazie-allon-martini-la-aspettiamo-in.html

http://www.casertanews.it/public/articoli/201006/art_20100629064759.htm

Sindaco vieta cibo ad animali per strada, Sicignano: “Talebani”

- L’ordinanza adottata dall’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia, che, tra le tante cose, vieta di dare cibo agli animali, è un provvedimento che ricorda tanto le leggi talebane» è quanto sostiene il capogruppo al consiglio comunale di opposizione, Antonio Sicignano, leader del Cdl stabiese l’ordinanza nr. 32757 del 22.6.2010 firmata dal sindaco di Castellammare.

«Nell’ordinanza – spiega Sicignano – si parla di “divieto di imbrattare con alimenti destinati alla nutrizione del proprio cane o di cani e di gatti randagi, nonché di piccioni, il suolo pubblico dell’intero territorio, con l’obbligo di rimuovere tempestivamente eventuali contenitori adibiti a mangiatoia nonché di ripulire successivamente l’arca circostante”. E’ forse uno dei primi provvedimenti della storia – aggiunge Sicignano – in cui addirittura si paragona la nutrizione di un cane con l’imbrattamento di una strada e se ne vieta l’esecuzione. Non so se i Talebani erano mai arrivati a tanto».

«Inoltre – continua Sicignano – attesa la generica formulazione dell’accezione “imbrattare”, utilizzata nell’ordinanza, è evidente che: o i cani imparano ad utilizzare forchette e cortelli, quando consumano i loro cibi per strada; o in sostanza, da ora in poi, sarà vietato dare cibo agli animali per strada, soprattutto poi se si tratta di cani randagi. Ciò è inaccettabile e c’è il rischio che, così facendo, d’ora in avanti, molti cani, soprattutto randagi o abbandonati, moriranno di fame. Eppure anche loro sono esseri viventi. In questo periodo, poi, in cui i cani vengono abbandonati dalle famiglie che partono per le vacanze, anziché a come sfamarli, si pensa a come togliergli il cibo».

«Ho già presentato – aggiunge Sicignano – una interrogazione al sindaco per chiedere di ritirare l’ordinanza, almeno nella parte citata, che con la tutela urbana non c’entra niente, atteso che si tratta solo di un provvedimento contro la popolazione canina. Castellammare è la città in cui alcuni mesi or sono alcuni cani randagi sono stati mutilati sui boschi di Quisisana. In quell’occasione – conclude – la popolazione intera scese in piazza per protestare contro detti atteggiamenti e l’attuale sindaco promise di realizzare un canile municipale. Stiamo ancora aspettando, perché se si va avanti di questi passi possiamo creare solo cimiteri di cani e nulla più»

FONTEhttp://cdlstabia.blogspot.com/2010/06/lordinanza-adottata-dallamministrazione.html

http://www.stabiachannel.it/news/index.asp?idnews=16357

Castellammare – Cani randagi, Borrelli(Verdi): ”Il Pdl favorisce lo sterminio degli animali”. Bobbio: “Borrelli ultimo dei miei problemi”

Francesco Emilio Borrelli

“Abbiamo dato mandato allo studio dell’ Avvocato Pietro Marzano – dichiarano il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli (nella foto) ed il presidente provinciale Carlo Ceparano – di fare ricorso contro l’ordinanza del sindaco di Castellammare che vieta di dare da mangiare agli animali randagi del suo comune con una sanzione di 50 euro. Una scelta che segue a distanza di pochi mesi quella del Sindaco di Monte di Procida, ordinanza contro cui si è già espresso in modo contrario il Tar. Troviamo vergognoso che i Sindaci della Pdl utilizzino il loro tempo e le loro energie per emanare ordinanze inumane e contro i più deboli. Oggi si tratta di animali ma domani potrebbe toccare a extracomunitari o barboni. Bene hanno fatto il consigliere Antonio Sicignano e lo stesso sottosegretario alla Salute, Francesca Martini a contrastare questo scellerato atto”.
“Quello del Sindaco Bobbio – continuano Borrelli e Ceparano – è uno dei primi provvedimenti della storia in cui addirittura si paragona la nutrizione di un cane con l’imbrattamento di una strada e se ne vieta l’esecuzione. O i cani impareranno ad utilizzare forchette e coltelli, quando consumano i loro cibi per strada; o in sostanza, da ora in poi, sarà vietato dare cibo agli animali per strada. Con questa ordinanza molti cani, soprattutto randagi o abbandonati, moriranno di fame. Eppure anche loro sono esseri viventi”.
“In questo periodo, poi, in cui i cani vengono abbandonati dalle famiglie che partono per le vacanze, anziché a come sfamarli, si pensa a come togliergli il cibo. Senza contare che proprio nel comune di Castellammare sul Monte Faito – concludono Borrelli e Ceparano – sono stati sterminati in modo barbaro decine di cani negli ultimi mesi. Invece di proteggere gli animali l’attività dell’ attuale sindaco sembra proiettata a come favorirne lo sterminio”.
Come è avvenuto a Monte di Procida i Verdi con diverse associazioni animaliste organizzeranno un Randagio Day a Castellammare per protestare contro l’ atto del sindaco e ricordandogli che le leggi vigenti attribuiscono ai Sindaci la responsabilità di raccogliere i cani randagi, curarli, ricoverarli in canile, microchipparli e sterilizzarli e non certo farli morire di stenti.

Lapidaria la replica di Bobbio: “Tra tutti i problemi che mi trovo a dover affrontare come primo cittadino di Castellammare di Stabia, Francesco Borrelli arriva buon ultimo”.

http://www.diariodelweb.it/Articolo/Scienza/?d=20100701&id=151428

Moige: Randagismo piaga da eliminare, sicurezza bimbi al primo posto

Maria Rita Munizzi

Il randagismo “è una piaga che va eliminata e che si combatte anche evitando di lasciare alimenti in strada, gesto che attira ovviamente i cani senza padroni”. Lo afferma in una nota Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige (Movimento italiano genitori), dopo le polemiche suscitate dall’ordinanza del sindaco di Castellammare di Stabia (Napoli) che vieta di imbrattare il suolo pubblico con alimenti destinati a nutrire cani randagi.

“Da tempo evidenziamo il problema del randagismo, un fenomeno che mette in pericolo adulti e soprattutto bambini, così come attestano i numerosi casi di aggressione causati da cani randagi che frequentemente hanno avuto conseguenze anche mortali – prosegue la presidente del Moige – Lasciare il cibo in strada è un gesto irresponsabile, sotto diversi aspetti: pedagogico, poiché si legittima agli occhi dei minori l’imbrattamento delle strade, sanitario, perchè si acutizza il problema dei rifiuti già molto presente nelle città, e anche dal punto di vista della sicurezza poiché si rischia di mettere a repentaglio l’incolumità dei passanti a causa dei cani attratti dal cibo”.
“Auspichiamo quindi – conclude Munizzi – un intervento mirato da parte delle istituzioni per iniziare a contrastare seriamente il fenomeno, tutelando così adulti e minori, e mettendo quindi in primo piano la sicurezza di questi ultimi”.

FONTEhttp://www.genitori.it/documento.asp?sotto=36&articolo=12431

http://www.enpa.it/it/

Randagismo. L’Enpa: “Inspiegabili gli attacchi del Moige contro chi chiede il rispetto della legge”

Carla Rocchi
Roma, 1 luglio 2010 – In merito alla posizione assunta dal Moige sulla questione randagismo, con particolare riferimento all’ordinanza emanata dal Sindaco di Castellammare di Stabia e contestata dal sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, il presidente dell’Enpa, Carla Rocchi, dichiara quanto segue:
“Rivolgo ai genitori del Moige una viva preghiera: cercate, se potete (come diceva Don Bosco), di avere un filo di bontà nei confronti delle sofferenze degli animali. La sofferenza è sempre uguale, per animali, persone, vecchi, bambini. Se possiamo lenirla facciamo un gesto di alto valore educativo anche per i più piccoli la cui formazione è certamente al vertice delle preoccupazioni del Moige. Comprensione quindi per i cani abbandonati di Castellammare di Stabia, e per le persone che, sostituendosi alle istituzioni, li aiutano a non morire. Si rende infatti necessario un piccolo ma sostanziale richiamo alla osservanza delle leggi dello Stato, la legge 281/91 che impone ai Sindaci  la cura degli animali randagi. Non sfuggirà che giustificare l’atteggiamento del Sindaco significa a un tempo avallare una grave inosservanza delle leggi e non mostrare alcuna comprensione per le sofferenze degli animali. Attaccare chi richiama – come nel caso specifico il sottosegretario Francesca Martini – chi di dovere all’osservanza delle leggi e al tempo stesso chiede rispetto e tutela per i più deboli è del tutto inspiegabile”.
Enpa – Ente Nazionale Protezione Animali

A

brambilla_m@camera.it;

martini_f@camera.it;

g.ferri@sanita.it;

r.marabelli@sanita.it;

tutela.animale@sanita.it;

info@lacoscienzadeglianimali.it;

stampaweb@lastampa.it;

sindaco@comune.castellammare-di-stabia.napoli.it;

cdlstabia@libero.it;

antizoomafia@gmail.com;

viconline@libero.it;

info@casertanews.it;

commenti@diariodelweb.it;

comunicati@diariodelweb.it;

redazionemoige@genitori.it;

segreteriamoige@genitori.it;

enpa@enpa.it;

redazione@prontoconsumatore.it;

redazione@irispress.it;

invianews@irispress.it;

comunicato.comunicatostampa2@blogger.com;

redazione@geapress.org;

redazione@stabiachannel.it;

info@verdicampania.it;


LEGGI TUTTO... C’è un commento: leggi...

IL CASO GUBERTI:IL VERO CIRCO BARNUM SI E’ SCATENATO

http://www.facebook.com/pages/Chiliamacisegua/41933286335#/note.php?note_id=43494033446&id=41933286335&ref=nf

http://www.enci.it/
Allevamento Giorgio Guberti
Si comunica che non appena avuta notizia di quanto emergeva presso l’allevamento di pointer del dott. Giorgio Guberti gli Uffici dell’ENCI, in base all’art. 36.1 del Regolamento di Attuazione dello Statuto, hanno immediatamente provveduto a trasmettere gli atti alla Commissione di Disciplina dell’Ente, per definire, sotto il profilo associativo, ogni eventuale responsabilità dell’allevatore.
Si comunica altresì che il Presidente dell’ENCI, dott. Attimonelli, ha convocato il Comitato Esecutivo dell’Ente per il giorno 9 gennaio 2009 per prendere, vista l’urgenza, ogni eventuale ulteriore deliberazione di competenza, anche in relazione a iniziative di sostegno di metodi di allevamento che, allo stato, appaiono quanto meno improvvide.
Il Direttore Generale
Fabrizio Crivellari

 
Comunicato del Pointer Club Italia
Ricorriamo al nostro mezzo di comunicazione più rapido per intervenire ed esprimere lo sconcerto e la amarezza del Club e degli appassionati della nostra razza, per l’incresciosa vicenda in cui si è venuto a trovare protagonista, anche attraverso una martellante aggressione mediatica, il nostro socio Dr. Giorgio Guberti.
Diamo per scontato che il Dr. Giorgio Guberti è persona conosciuta a chiunque abbia un interesse per il pointer, diamo anche per risaputo che i suoi metodi di allevamento, condivisi o meno ma che pure hanno fruttato un prezioso apporto alla nostra razza, possano non essere pienamente allineati alle disposizioni previste dalle normative di presidio sanitario.
E’ anche noto l’accanimento che è stato riservato alla persona del Dr. Guberti da parte di “protezionisti” attraverso campagne di stampa fino ad arrivare ad interventi inopportuni presso il suo canile.
Le condizioni da lui applicate alla selezione potranno essere considerate stravaganti a una visione animalista, meno discutibili sul piano zootecnico.
Con tutto questo non abbiamo mai cessato di provare il rispetto e la stima per l’abnegazione con cui Guberti ha portato avanti in tanti anni la sua passione per la razza, né abbiamo trascurato di sensibilizzarlo ad un miglioramento delle sue strutture per renderle compatibili con i disposti di legge.
Le avvisaglie di quanto è ora avvenuto risalgono a qualche mese fa. Un articolo pubblicato sul Corriere di Romagna dell’11 settembre rinnovava i suoi attacchi all’allevamento di Campiano.
Il nostro Club è allora immediatamente intervenuto, soprattutto per rimarcare come qualsiasi censura non potesse travalicare i limiti del rispetto e della educazione. Naturalmente la nostra replica è stata cestinata poiché il disegno di un affondo delle iniziative di contestazione era fin troppo prevedibile e non c’era evidentemente alcun interesse a ricercare soluzioni.
Quello che è avvenuto nei giorni scorsi ha superato però, per rapidità e modalità di esecuzione, qualsiasi previsione: un sequestro probatorio eseguito dalla autorità giudiziaria su ordinanza direttamente emessa dal Ministero delle politiche Agricole e dell’Ambiente ha disposto il prelievo dei cani presenti in allevamento destinandoli a strutture diverse.
Non mettiamo in discussione l’autorevolezza delle istituzioni anche se nutriamo qualche fondato dubbio sulla completa legittimità della decisione e molte perplessità sulla forma con cui è stato eseguito.
Soprattutto abbiamo la seria preoccupazione per come sta avvenendo la gestione della custodia degli animali sequestrati, già passati di mano con affidamenti affrettati che rischiano di disperdere un patrimonio di razza del quale evidentemente nessuno ha pensato di tenere conto.
Sono veramente tante le persone che direttamente a lui o tramite nostro stanno esprimendo solidarietà personale e soprattutto volontà e disponibilità a contribuire in qualche modo a dare una soluzione al problema.
Che è ora un problema di ordine legale e giudiziario e come tale va affrontato evitando le pur comprensibili emotività.
Siamo vicini a Giorgio Guberti, lo sentiamo ogni giorno e vogliamo rassicurare tutte le persone che lo conoscono e lo stimano affettuosamente, sulla sua forza d’animo.
Siamo costantemente in contatto con lo studio legale che lo assiste e di concerto stiamo elaborando un programma di intervento e proporremo iniziative che possano venir accolte dalle autorità competenti.
I tempi che in materia giudiziaria non sono mai brevi nel nostro caso, invece, sono strettissimi.
Non lasceremo comunque nulla di intentato.
Pointer Club d’Italia

Comunicazione alla Agenzia ANSA – 1/1/2009

Il Consiglio direttivo del Pointer Club d’Italia, preso atto delle vicende afferenti all’allevamento del Dr. Giorgio Guberti, in Campiano di Ravenna, e delle informazioni trasmesse dalla stampa e da tutti i mezzi di informazione ivi comprese le “notizie” diffuse via Web, preso altresì atto della diffida di cui ai comunicati Ansa dei difensori del Socio Guberti Giorgio, rileva come le attività di alcune associazioni sedicenti di “protezione degli animali” pongano in serio pericolo la conservazione dei caratteri genetici e di selezione della razza pointer alla quale il Dr. Guberti ha dedicato tutta la propria vita.
Tuttavia questa associazione – fermo restando il massimo rispetto per le attività della A.G. e le statuizioni di quest’ultima – a fronte della “dispersione” dei cani sottoposti a sequestro in larga parte del territorio nazionale, diffida formalmente gli attuali custodi giudiziari dei cani sottoposti a sequestro, ovvero i singoli “affidatari” temporanei incaricati della accudienza di ciascun esemplare, dall’astenersi da qualsiasi condotta che direttamente o indirettamente possa pregiudicare in ogni e qualsiasi modo la integrità degli esemplari in custodia ovvero che possa pregiudicare i valori connessi al patrimonio genetico di cui gli esemplari sottoposti a sequestro sono latori.

Pointer Club d’Italia
Il Presidente

 
 http://www.articolionline.net/2009/01/fwd-il-caso-guberti-tra-enci-nirda-e.html
venerdì, gennaio 02, 2009
IL CASO GUBERTI TRA ENCI, NIRDA E BRIGATE ROSSE ONLUS.
—– Messaggio Inoltrato —–
Da : “info@federfauna.org” <info@federfauna.org>
A : ufficiocentrale@ansa.it,cultura@ansa.it,cronache@ansa.it,dea@ansa.it
,fotografico@ansa.it,internet@ansa.it,multimedia@ansa.it,network@ansa.it
,politico@ansa.it,salute@ansa.it,scienza@ansa.it,ambiente@ansa.it
,redazione@voceditalia.it,segreteria.bologna@dire.it,ambiente@dire.it
,welfare@dire.it,politico@dire.it,segreteria.roma@dire.it,segr.direzione@dire.it
,web@dire.it,relazioniesterne@dire.it,n.perrone@dire.it,direzione@dire.it
Oggetto : IL CASO GUBERTI TRA ENCI, NIRDA E BRIGATE ROSSE
ONLUS.
Data : Fri, 02 Jan 2009 19:45:24 +0100

La recente campagna mediatica relativa al sequestro dei pointer presso l’allevamento “del vento” di proprietà del Medico Veterinario Dr. Giorgio Guberti, ha acceso numerosi interrogativi tra gli operatori del settore animali. L’allevamento in questione non è associato a FederFauna perciò nessun veterinario o tecnico del Sindacato di Allevatori, Commercianti e Detentori, ha mai condotto un sopraluogo per verificare le reali condizioni d’allevamento, tuttavia, è noto che due precedenti indagini avevano portato all’assoluzione del titolare dalle accuse di maltrattamento ed è noto, altresì, che l’allevamento “del vento” è socio ENCI ed ha alle spalle una produzione di un notevole numero di soggetti pluripremiati in ambito nazionale ed internazionale. A questo punto, FederFauna si chiede se l’essere soci ENCI dia garanzie di rispetto di tutte le norme sull’attività cinotecnica, perché, se sì, non si capisce come qualcuno possa insistere ad accusare un allevatore, tanto più dopo due sentenze che lo scagionano!… e non si capisce nemmeno dove siano stati l’altro giorno quei responsabili dell’ente che dovevano difendere un loro associato, soprattutto di quella fama e di quel peso!…Se, invece,
l’essere socio ENCI non da determinate garanzie, è bene che questo si sappia…e solo l’Ente Nazionale della
Cinofilia Italiana può chiarire questo punto. Ad oggi, è stato reso noto solo che il Consiglio direttivo del Pointer Club d’Italia ha emanato una formale diffida, nei confronti degli attuali custodi giudiziari dei cani, dall’astenersi da qualsiasi condotta che possa pregiudicare l’ integrità degli esemplari in custodia oi valori connessi al loro patrimonio genetico, avendo rilevato come le attività di alcune associazioni sedicenti di “protezione degli animali” pongano in serio pericolo la conservazione dei caratteri genetici e di selezione della razza pointer alla quale il Dr. Guberti ha dedicato tutta la propria vita…, mentre FederFauna, che già annovera tra i propri affiliati l’Associazione Allevatori Cinotecnici Italiani, si è già offerta di sostenere, anche con azioni forti, quegli allevatori iscritti ENCI che, rinunciando agli “pseudovantaggi” dell’amatorialità e dell’hobbismo, decidessero di far valere la propria valenza sociale ed economica nel sistema Italia. Più interessante è che anche l’ENPA sia scesa in campo a condannare le modalità con cui si è svolto il sequestro, infatti, il presidente Carlo Locatelli ha dichiarato: “ci pare che più del benessere degli animali ci si sia attivati per spettacolarizzare la faccenda; poi sono apparse formazioni animaliste che hanno diramato informazioni inesatte e pastrocchiate, capaci solo di generare confusione, come quella di cercare persone cui affidare i cani, iniziative idiote capaci di cagionare danni agli animali!”. Ma Locatelli non si è limitato a questo bensì ha criticato anche il fatto che associazioni territoriali come l’ENPA o l’USL stessa non siano state nemmeno contattate, mentre si sia ricorsi ad entità sconosciute e non rappresentate nel territorio e questo accende altri interrogativi: chi è il NIRDA per non essere tenuto ad interpellare l’USL locale?…e come è possibile che un ente statale che dovrebbe garantire in primis i cittadini contribuenti, lasci spazio ad associazioni il solo nome delle quali fa accapponare la pelle a chiunque viva di e con gli animali?…ma non solo!: come è possibile che esista una ONLUS che riporti il nome di un ente pluricondannato?!… Non si sognino ora di raccontare che l’Animal Liberation italiana non ha nulla a che fare con l’Animal Liberation Front, perché allora non si capisce cosa ci faccia il link nel loro sito web…ricordiamoci che il teorico dell’ALF, Barry Horne fu catturato e condannato a 20 anni di carcere per  terrorismo… o tra un po’ dovremo aspettarci una “Brigate Rosse ONLUS” che non avrà nulla a che fare con le brigate rosse originali!…Per quanto riguarda l’operato del NIRDA, FederFauna auspica che rapidamente il Parlamento faccia luce su competenze, poteri e limiti di un ente che nel “decalogo natalizio a difesa degli animali maltrattati illegalmente”, dichiara apertamente: “Se decidi di acquistare un cucciolo di cane rivolgiti possibilmente a un canile.”…ma che è? Lo sponsor degli animalisti?!… Lo stipendio dei forestali è estrapolato dalle tasse che pagano gli Italiani, Allevatori e Commercianti compresi!…e gli animalisti semmai ne chiedono di soldi, non ne danno! Per quanto riguarda certe associazioni definite “Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale”, la richiesta è uguale!!!: il Parlamento “deve” chiarire competenze, poteri e limiti. Da sempre attività come Allevamenti, siano essi di animali da reddito o da compagnia, Commercianti, Circhi e Zoo, Pelliccerie, ecc., creano posti di lavoro ed entrate per lo Stato, perciò, sono veramente organizzazioni “di utilità sociale”, quelle associazioni che le combattono e vorrebbero portarle tutte alla chiusura?!…

FederFauna
Confederazione Europea delle Associazioni di
Allevatori, Commercianti e Detentori di Animali
European Confederation of Associations of Animals Farmers,
Traders and Holders
Via Goito, 8 – 40126 Bologna – Tel. 051/6569625 – Fax
051/2759026 www.federfauna.org
http://blog.libero.it/lotardiaz/view.php?nocache=1230997434

Messaggio N°344  03-01-2009 – 11:42   animalisti fanatici e anche ottusi
nei giorni che sono stato a ravenna ho assistito a un fatto che mi ha lasciato parecchio perplesso ,e una volta di piu’ mi ha convinto che il fanatismo in ogni sua forma non permette di ragionare ( CAPITA ANCHE A ME X L INTER MA ALMENO ME NE RENDO CONTO) Ma veniamo ai fatti c e’ questo veterinario di oltre 80 anni che alleva pointer con un suo sistema che ha comunque dato risultati molto buoni,sono cani con una linea pura e dal suo allevamento sono stati esportati in tutto il mondo.Il pointer mi sono documentato e’ un cane che ha bisogno di spazio ,deve crescere in modo spartano per intenderci non e’ un cane da appartamento ,e’ un cane che tranne pochi casi resta magro,e lui nel suo allevamento e’ arrivato ad averne quasi 200 ,ora qrriva questa assocciazione da roma tale animal liberation  e cosa fa ,inizia a scatt foto a un cgnolina ammalata di tumore quindi magrissima ,e la foto viene pubblicata su tutti i giornali con il titolo allevamento lager ,poi nelle notti ignoti entrano liberano i cani che si sbranano tra loro e guaarda a casa il giorno dopo le troupe di rai e fininvest sono li a riprendere il lager che non e’ un lager e i cani crescevano bene,a questo punto interviene la forestale che con l aiuto di questi animalisti sequestra i cani.chiramente vengono dati ai pointer ceste e coperte senza sapere che questi mangiano tutto e rischiano la ritorsione dello stomaco e la morte ,ma questo tele giornali non lo documentano.distruggono la vita del nostro veterinario pensate sequestrano anche il suo cane personale ,la comica e’ che e’ un cane di taglia grossa ma la forestale tenta di metterlo in una gabbia per gatti,lui che si era reso conto che l allevamento era diventato troppo grande per la sua eta’ e aveva deciso piano iano di regalare i cani ma solo a chi le dava fiducia che li avrebbe trattati da pointer .Complimenti animalisti complimenti i veri amici dei cani erano quelli che gratuitamente andavano ad aiutare il veterinario da oltre un anno a dare da magiare ai suoi cani .Un ultima cosa i mezzi d informazione .se io non fossi stato sul posto e avrei letto solo giornali o visto la tele sarei stato traviato anch io ,diffidate sempre dai mezzi d informazione su politica sport animali qualunque argomento,infine un quesito chi si cela dietro a tale organizzazione che e’ riuscita pure a superare la potente enpa della zona ,a far muovere rai finivest e quotidiani vedremo indaghero’ e vi faro’ sapere
http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/ravenna/2009/01/03/142056-necessaria_consulenza_cani_pointer.shtml

LA DIFESA DELL’ALLEVATORE GUBERTI CONTESTA LE AFFERMAZIONI FATTE DALLA ‘FORESTALE’
«Necessaria una consulenza sui cani pointer»
IL PM STEFANO Stargiotti ha convalidato il sequestro probatorio dei cani e delle strutture dell’allevamento di Giorgio Guberti a Campiano e ad Osteria, mentre per quanto riguarda il sequestro pr… Home – Notizie Ravenna
prec succ
 2009-01-03
IL PM STEFANO Stargiotti ha convalidato il sequestro probatorio dei cani e delle strutture dell’allevamento di Giorgio Guberti a Campiano e ad Osteria, mentre per quanto riguarda il sequestro preventivo la convalida è stata chiesta, come impone il codice di procedura, al gip. Contro ogni tipologia di sequestro i difensori di Guberti, gli avvocati Aldo Guerrini e Giancarlo Ridolfi, stanno redigendo l’atto di ricorso al tribunale del riesame, mentre, contemporanemente, stanno valutando l’opportunità di nominare un consulente tecnico per una perizia approfondita su ognuno dei cani per i quali la Guardia Forestale che ha operato ha fornito descrizioni di situazioni di fatto negative, relative allo stato di salute. Obiettivo dei difensori è di giungere al più presto possibile a confutare le affermazioni della Forestale così come appaiono sui verbali di sequestro ove sono state trascritte le descrizioni e le valutazioni fatte dai veterinari Gaetano Saporito e Dario Buffoli che erano stati nominati ausiliari di pg dalla Forestale operante. D’altronde una consulenza, svolta su incarico della Procura ravennate dal veterinario toscano Iorio Pardini, che lo scorso anno visitò allevamento e cani, aveva già escluso che quelle modalità di allevamento integrassero ipotesi di maltrattamento.

NEL VERBALE di sequestro redatto dalla Forestale si afferma che «lo stato igienico sanitario delle strutture non è assolutamente conforme a una normale condizione di detenzione e vita degli animali della specie canina e tale situazione compromette gravemente lo stato di salute dei soggetti presenti. In particolare sono state evidenziate lesioni traumatiche da morso, stato cachettico (dimagrimento), lesioni ai cuscinetti plantari e alle zampe dovute sia al tipo di fondo (terra nuda, fangosa e acquistrinosa) su cui gli animali stazionano, sia al tipo di alimentazione». La Forestale aggiunge:: «E’ usuale da parte del Guberti somministrare carcasse di animali congelate provenienti da allevamenti cunicoli e avicoli in quantitativo non sufficiente alla minima alimentazione di tutti i soggetti, su cui i cani si lanciano predando e entrando in competizione fra di loro. Tale pratica ha come inevitabile conseguenza l’affermazione della dominanza per la quale i soggetti più forti riescono a sopravvivere, mentre i deboli soccombono».
Sottolinea a questo proposito l’avvocato Guerrini: «Non so come la Forestale abbia potuto fare le affermazioni relative alle modalità di alimentazione. Per quanto mi risulta non vi sono fonti di prova in tal senso. Voglio solo aggiungere che si tratta di una metodologia che ricalca la selezione naturale e che è arbitrario trarne conseguenze di maltrattamento: vorrei che si tenesse presente che questo è un allevamento, non un canile e che serve per produrre animali forti. Ma non è che l’animale debole venga lasciato morire, ma ci mancherebbe. Solo che viene cresciuto a parte, mentre gli altri, i forti, fanno razza».

AGGIUNGE ancora Guerrini: «Un consulente dovrà ora stabilire le condizioni di ognuno degli animali e dovrà dire se per le condizioni generali e per quelle particolari di ogni esemplare siano ravvisabili ipotesi di sofferenza. Posso dire con certezza che uno dei veterinari nominati ausiliari di pg dalla Forestale ha escluso di aver trovato animali in condizioni tali da rendere necessario un loro ricovero presso strutture veterinarie».
Carlo Raggi

Resto del Carlino Ravenna.
Data articolo: 02-01-2009

Pochi mesi fa un esperto aveva ‘assolto’ l’allevamento
C A N I  M A L T R A T T A T I ?
La Procura ha da poco archiviato la denuncia

NEI DUE allevamenti del veterinario Giorgio Guberti, a Osteria e a Campiano, non ci sono più cani. Il sequestro e il trasferimento dei 250 pointer è stato completato la sera del 31 dicembre con il sequestro anche dei gatti selvatici e di ossa di animali affiorate in un campo, ovvero quei cani dell’allevamento morti o per cause naturali (tumori, in genere) o a causa di naturali e furibonde lotte fra di loro (il pointer —affermano gli esperti—non fa prigionieri). «NOINONSAPPIAMOdove siano stati sistemati i cani — afferma l’avvocato Aldo Guerrini che con l’avvocato Giancarlo Ridolfi tutela Guberti indagato per maltrattamenti di animali — e ci auguriamo solo che questo grande patrimonio non venga disperso: si tratta di cani sotto sequestro, indisponibili per chiunque, per i quali peraltro chiederemo presto il dissequestro e la restituzione all’allevatore». GUERRINI e Ridolfi stanno infatti predisponendo il ricorso al tribunale del riesame sotto un duplice profilo, formale e di merito: «Formale perchè ci sono atti compiuti dalla Forestale che non tengono conto della procedura penale, tanto che mi sono rifiutato di firmare alcuni atti di sequestro; sostanziale perchè ritengo che non ci sia il necessario ‘fumus’ del reato di maltrattamento di animali, che, per giurisprudenza costante, deve
esprimersi in una vera e propria sofferenza che non può però nè deve essere antropomorfizzata. Voglio dire che non si può parlare di maltrattamento se il riferimento è al fatto che i cani, all’esterno delle cucce, trovano, in inverno, il fango. I cani da caccia non sono animali da compagnia, non vanno in giro con il cappotto. Mentre nulla si può eccepire, bastava solo averli visti, sul loro stato di salute e di nutrizione. E per quanto riguarda la foto diffusa da associazioni animaliste di un esemplare scheletrico, si tratta di una cagna affetta da tumore per la quale Guberti mai adotterebbe la decisione di praticarle un’iniezione letale per anticiparne la morte ».
D’ALTRONDE l’allevamento di Guberti nel corso degli ultimi sei anni ha avuto ben due procedimenti penali conclusisi uno con assoluzione, a seguito di processo ordinario e l’altro con archiviazione della notizia di reato. Per entrambe le vicende giudiziarie ci sono stati i responsi di periti e di consulenti tecnici nominati dalla magistratura che hanno concluso per l’assenza di maltrattamenti. Se la vicenda del processo, che risale al 2003, è nota, inedita è l’archiviazione che risale a pochi mesi orsono. C’era stato un esposto di un’associazione animalista e il pm titolare del procedimento ha chiesto una consulenza a un esperto veterinario, Pardini, di Pisa. Sulla scorta della consulenza, che si riferisce alle condizioni dei cani nel 2008, il pm ha chiesto e ottenuto l’archiviazione. «Che cosa è cambiato da ieri a oggi — si chiede l’avvocato Guerrini—per giustificare il blitz della Forestale?».

 A RAVENNA la vicenda ha suscitato commenti da parte di molte persone, per lo più esperti cacciatori e allevatori. Dice Claudio Miccoli, p r e s i d e n t e dell’Acer (Associazione cacciatori Emilia Romagna): Certo, problemi in quegli allevamenti ce ne sono e devono essere risolti e questo è un aspetto; poi c’è l’aspetto relativo al
fatto che l’allevamento di Guberti costituisce un patrimonio genetico di grande levatura, è conosciuto nel mondo, è uno dei più importanti a livello internazionale ed è il migliore allevamento di pointer in Italia, i suoi cani sono campioni nel mondo. Come Acer ho già preso contatto con l’Associazione allevatori di pointer e insieme metteremo in atto iniziative
affinchè questo patrimonio non vada disperso. Noi vogliamo vederci chiaro in tutta questa storia e ci avvarremo anche di un esperto». DICE UN CACCIATORE amico e stimatore di Guberti: «Giorgio è una persona che non farebbe male a una mosca. E’ una persona che vuole bene, che aiuta ogni tipo di animale. L’ho visto più volte rimuovere le alghe dai canali per permettere ai pesci di muoversi ». Sottolinea l’avvocato Guerrini: «Negli ultimi tempi, l’ultimo episodio è del 25 dicembre, persone che si definiscono animaliste hanno minacciato Guberti davanti a casa e poi hanno dato luogo ad atti di vandalismo, tagliando la rete, aprendo le cucce: gente che neppure conosce i cani eppure si definisce animalista, così ci sono stati pointer che ne hanno aggredito altri».
Carlo Raggi

mercoledì 31 dicembre 2008
Comunicato E.N.P.A. Sezione di Ravenna
Pubblichiamo un comunicato della Sezione Enpa di Ravenna circa il sequestro dell’allevamento Guberti ad opera del Nirda e la frettolosa presa di possesso dei cani sequestrati (cani di proprietà) ad opera di varie associazioni animaliste.
IL CIRCO BARNUM
Le strutture di Campiano ed Osteria sono state sgomberate e le destinazioni dei cani restano avvolte nel mistero.
Sui tempi, i modi ed i metodi nutriamo non poche perplessità.
Ci pare, che più del benessere degli animali ci si sia attivati per spettacolizzare la faccenda. Da qualche tempo sono infatti apparse delle formazioni “animaliste”, le quali per via mediatica e di certi canali d’informazioni hanno diramato delle informazione inesatte e pastrocchiate, capaci solo di generare della inutile confusione.
Il nostro Ufficio, ad esempio è stato subissato da telefonate ed e-mail con le quali ci viene chiesto di poter accedere all’adozione di uno o più cani. Va precisato che si tratta di animali posti sotto sequestro e pertanto indisponibili. L’iter legale avrà poi dei tempi ed un esito per nulla scontati.
Pertanto i mass media debbono smetterla di fornire simili informazioni fuorvianti.
Nel circo mediatico ci finisce di tutto.
Altri “animalisti” o sedicenti tali, nei giorni antecedenti il blitz della Forestale si sono esibiti in iniziative idiote, capaci di cagionare dei danni agli animali.
Dobbiamo lamentare inoltre come il Servizio Veterinario dell’Ausl e questo Ente siano stati radicalmente ignorati dal C.F.S.
Due referenti sul territorio ignorati, mentre si sono contattate, stando a quanto appreso dalla stampa, delle associazioni sconosciute non presenti sul territorio.
Torneremo sulla vicenda non appena avremo un quadro più completo.
Nel frattempo non vorremmo che accadesse qualcosa di male agli animali grazie all’incompetenza di qualcheduno.
Ravenna, 31/12/2008
Il Presidente
Dott. Carlo Locatelli
ravenna@enpa.org;

DAL SITO
http://www.enpanet.it/ravenna/
UNA REALTA’ DISTORTA. I CANILI DI CAMPIANO ED OSTERIA
Ravenna, 29 dicembre 2008. Riteniamo che sia opportuno fare chiarezza sulla vicenda dei canili di Campiano e di Osteria.
Premesso che questo ente ha, quali finalità istituzionali, la protezione degli animali, la salvaguardia del loro benessere e della loro dignità nonché la tutela dei loro diritti, fissati in norme inequivocabili, troviamo doveroso esortare gli enti pubblici e le istituzioni affinché operino per il rispetto delle leggi in materia.
La vicenda Guberti è nota da alcuni lustri anche a semplici cittadini, i quali, senza successo, dopo aver denunciato i soliti fatti raccapriccianti, non hanno visto adottare alcun provvedimento.
Come si può parlare di vivere secondo le leggi della natura ed appellarsi ancor oggi alla disgraziata sentenza del 2003?
Questa balzana teoria non tiene conto del fatto che è da subito insensata, dato che i cani sono condannati a vivere in una condizione innaturale perché privi della libertà e confinati in massa in uno spazio recintato, lurido e inadeguato. Il parere doveva darlo un etologo e non un veterinario!
A noi la morfologia del pointer, gli alberi genealogici, le coppe e gli attestati non interessano e non ci abbagliano, come invece pare possa accadere a taluno.
Sta di fatto che da troppo tempo molti animali hanno vissuto e vivono tra inutili sofferenze e spesso la morte rappresenta un sollievo.
Oggi viviamo in una società basata anche su norme che tutelano i diritti degli animali secondo il comune senso della pietà e pertanto non è ammesso fare ciò che più ci aggrada, convinti di avere piena potestà di vita e di morte.
Viviamo in un’era in cui si sono imposti principi etico-morali che debbono essere rispettati, principi recepiti nella “Carta universale dei diritti degli animali” e riteniamo che certe anacronistiche vergogne debbano essere spazzate via una volta per tutte.

IL CANILE DI OSTERIA (RA)
(Comunicato stampa)
Ravenna, 20 dicembre 2008. A seguito degli articoli di cronaca, delle numerose mail e telefonate pervenute al nostro ufficio nonché di quanto dichiarato durante la trasmissione televisiva Forum andata in onda su Canale 5 il 17 u.s., precisiamo quanto segue con lo scopo di informare quanti hanno chiesto chiarimenti circa il canile privato ubicato ad Osteria, frazione del Comune di Ravenna.
Innanzitutto, dobbiamo purtroppo ricordare che si tratta di un allevamento, denominato “Allevamento del Vento”, il cui titolare detiene cani di razza pointer, che nel mondo dei cacciatori e degli allevatori è conosciuto ed apprezzato anche oltre confine.
Detto questo, ci preme ribadire ancora una volta che riteniamo il metodo di gestione assolutamente aberrante. Per anni agli animali erano gettati in pasto polli e conigli senza nemmeno essere spiumati o scuoiati e i cani, per cibarsene, dovevano azzuffarsi e contenderseli come se fossero nella savana.
Si riuscì dopo anni, tramite l’ausl, a bloccare i fornitori di animali morti e a far mutare l’alimentazione.
I cani sono tenuti in ampi recinti, in promiscuità, favorendo in tal modo il nascere di zuffe, aggressioni e addirittura sbranamenti. Tutto questo era spiegato come “selezione naturale per il rafforzamento della razza” (solo così si ottengono campioni, ecc…)
All’inizio tutti i cani erano custoditi in località Campiano e solo successivamente quasi tutti i soggetti furono trasferiti in località Osteria. Attualmente il numero degli animali dovrebbe aggirarsi sulle 150 unità, ma in passato, con ogni probabilità, hanno superato le 200.
La nostra prima richiesta di intervento risale al 12/7/1995 ed era rivolta al Sindaco del Comune di Ravenna e all’Ausl. Il risultato fu nullo.
Con lettera del 15/01/1996 indirizzata al Sindaco del Comune di Ravenna, alla Circoscrizione di S.Pietro in Vincoli e all’Ausl, duecentotrentacinque cittadini chiedevano un intervento perchè il canile di Campiano non rispettava le norme igienico-sanitarie ed i cani si sbranavano tra loro.
Con l’Ordinanza T.L. n° 811/97 del 24/02/1997 il Sindaco ordinava al Guberti di “allontanare i cani dalla propria abitazione” entro 60 giorni dalla notifica, termine che veniva successivamente prorogato di altri 60 giorni (!)
Solo nel 1998 il Comune di Ravenna ingiunge all’allevatore di mettere a norma la struttura.
Il 27/8/1999 le guardie zoofile dell’Enpa depositano in Procura la prima notizia di reato. Archiviata.
Il 10/12/2000 le guardie zoofile depositano in Procura una seconda notizia di reato.
Nel 2003 si celebra il Processo contro l’allevatore. Oltre alla documentazione delle nostre guardie zoofile ne viene prodotta altra dai carabinieri e dall’ausl, tutta sfavorevole all’imputato. L’allevatore viene a beneficiare del parere del perito di parte ovvero del preside della facoltà di veterinaria dell’Università di Bologna, il quale non ravvisa maltrattamenti nei metodi di allevamento. Basta questo intervento per convincere il giudice “onorario” che l’allevatore è innocente.
In data 1/10/2003 le nostre guardie zoofile depositano in Procura un’altra notizia di reato per maltrattamento. Archiviata.
Va precisato che nel frattempo le nostre guardie hanno elevato all’allevatore anche diverse sanzioni amministrative.
Il 22/8/2007 questa sezione inoltra un esposto alla Guardia di Finanza e per conoscenza alla Procura delle Repubblica affinché siano effettuati gli opportuni controlli sul commercio dei cani. Ancora ad oggi, non ne conosciamo l’esito.
Il 2 ottobre 2007 questa sezione presenta alla Procura della Repubblica un esposto, sempre per maltrattamenti. L’esito non è conosciuto.
Alle nostre del 19/08/2007 e 30/09/2007 con le quali chiedevamo al Comune di Ravenna di avviare un programma per risolvere la cronica questione dei canili, nonché di avviare, tramite la Polizia Municipale, il censimento dei cani con l’inserimento del microchip, allo scopo di avere un numero certo sulle presenze, l’Assessore rispondeva il 3/10/2007 affermando che del censimento dei cani se ne occupava il Corpo Forestale dello Stato. Precisava poi che “al fine di regolarizzare la posizione dei sopra citati allevamenti il Comune di Ravenna ha già convocato un tavolo di discussione per concordae un piano di intervento”. Dopo di che, il silenzio. Nessuna convocazione perviene al nostro ufficio.
Nel 2008 i NAS ed il Corpo Forestale dello Stato nonché l’Ausl effettuano una serie di controlli presso il canile.
A dicembre 2008 il Sindaco, di fronte alla situazione denunciata dai mass media, decide di ingiungere all’allevatore la messa in regola della struttura entro sei mesi, mentre l’Assessore ai Diritti degli Animali afferma che non si può sequestrare i cani perché la loro gestione sarebbe troppo onerosa per l’Amministrazione.
Questa sezione chiede allora che si intervenga tempestivamente per porre sotto sequestro almeno i soggetti sofferenti, feriti, ammalati e denutriti, perché se si attende il trascorrere dei sei mesi si perde troppo tempo e altri animali saranno sacrificati.
Dato che l’allevatore non ha le disponibilità economiche per ottemperare all’ordinanza sindacale, riteniamo che il Comune, scaduti i termini, come già avvenuto in passato, prorogherà la scadenza o dovrà farsi carico dei soggetti. C’è dunque il rischio di un nuovo nulla di fatto.
Concludiamo ringraziando l’Amministrazione municipale di Ravenna per come ha condotto la faccenda fino ad oggi e per aver offerto della nostra città un’immagine simile…
L’ENPA è l’unico Ente Protezionistico riconosciuto dallo Stato Italiano,
dal Resto del Carlino del 03-01-2009

IL PM STEFANO Stargiotti ha convalidato il sequestro probatorio dei cani e delle strutture dell’allevamento di Giorgio Guberti a Campiano e ad Osteria, mentre per quanto riguarda il sequestro preventivo la convalida è stata chiesta, come impone il codice di procedura, al gip. Contro ogni tipologia di sequestro i difensori di Guberti, gli avvocati Aldo Guerrini e Giancarlo Ridolfi, stanno redigendo l’atto di ricorso al tribunale del riesame, mentre, contemporanemente, stanno valutando l’opportunità di nominare un consulente tecnico per una perizia approfondita su ognuno dei cani per i quali la Guardia Forestale che ha operato ha fornito descrizioni di situazioni di fatto negative, relative allo stato di salute. Obiettivo dei difensori è di giungere al più presto possibile a confutare le affermazioni della Forestale così come appaiono sui verbali di sequestro ove sono state trascritte le descrizioni e le valutazioni fatte dai veterinari Gaetano Saporito e Dario Buffoli che erano stati nominati ausiliari di pg dalla Forestale operante. D’altronde una consulenza, svolta su incarico della Procura ravennate dal veterinario toscano Iorio Pardini, che lo scorso anno visitò allevamento e cani, aveva già escluso che quelle modalità di allevamento integrassero ipotesi di maltrattamento.

NEL VERBALE di sequestro redatto dalla Forestale si afferma che «lo stato igienico sanitario delle strutture non è assolutamente conforme a una normale condizione di detenzione e vita degli animali della specie canina e tale situazione compromette gravemente lo stato di salute dei soggetti presenti. In particolare sono state evidenziate lesioni traumatiche da morso, stato cachettico (dimagrimento), lesioni ai cuscinetti plantari e alle zampe dovute sia al tipo di fondo (terra nuda, fangosa e acquistrinosa) su cui gli animali stazionano, sia al tipo di alimentazione». La Forestale aggiunge:: «E’ usuale da parte del Guberti somministrare carcasse di animali congelate provenienti da allevamenti cunicoli e avicoli in quantitativo non sufficiente alla minima alimentazione di tutti i soggetti, su cui i cani si lanciano predando e entrando in competizione fra di loro. Tale pratica ha come inevitabile conseguenza l’affermazione della dominanza per la quale i soggetti più forti riescono a sopravvivere, mentre i deboli soccombono».
Sottolinea a questo proposito l’avvocato Guerrini: «Non so come la Forestale abbia potuto fare le affermazioni relative alle modalità di alimentazione. Per quanto mi risulta non vi sono fonti di prova in tal senso. Voglio solo aggiungere che si tratta di una metodologia che ricalca la selezione naturale e che è arbitrario trarne conseguenze di maltrattamento: vorrei che si tenesse presente che questo è un allevamento, non un canile e che serve per produrre animali forti. Ma non è che l’animale debole venga lasciato morire, ma ci mancherebbe. Solo che viene cresciuto a parte, mentre gli altri, i forti, fanno razza».

AGGIUNGE ancora Guerrini: «Un consulente dovrà ora stabilire le condizioni di ognuno degli animali e dovrà dire se per le condizioni generali e per quelle particolari di ogni esemplare siano ravvisabili ipotesi di sofferenza. Posso dire con certezza che uno dei veterinari nominati ausiliari di pg dalla Forestale ha escluso di aver trovato animali in condizioni tali da rendere necessario un loro ricovero presso strutture veterinarie
 
Alexandra Galvani


LEGGI TUTTO... C’è un commento: leggi...