Cani al Sud, vige il modello PESCHICI. Randagi in centro, come tana i tombini

Una vicenda da Pirandello raccontata da un turista del Nord, alle prese col menefreghismo, l’indifferenza e l’ignoranza delle istituzioni. Fuori legge!

Tanto, per il sindaco, il suo vice e i carabinieri, ci pensa un “matto” del posto.

Quest’anno io e mia moglie da Torino abbiamo deciso di passare le vacanze in Puglia sul Gargano, a Peschici. Il primo giorno tanto per iniziare facciamo una passeggiata fino al porticciolo e accucciato in mezzo alla polvere sotto la tettoia di un garage in mezzo alle auto e alle moto scorgo un bellissimo cucciolo di cane meticcio dell’età di circa 3/4 mesi, taglia medio grande, magro come un chiodo, sporco e ricoperto di parassiti. Il primo istinto è quello di avvicinarmi e di accarezzarlo ma il piccolo arretra impaurito. Come me, quel cucciolo possono averlo visto decine se non centinaia di persone che regolarmente transitano sulla piccola strada che conduce al porto.

Così penso: lo hanno abbandonato! Ma poi mi chiedo: ma chi in un paese così piccolo? Gli uomini di solito non li abbandonano in autostrada o in campagna o comunque in zone isolate? Questi pensieri mi abbandonano e subito io e mia moglie corriamo al piccolo market della spiaggia dove compriamo acqua e 3 scatolette da 400g di pappe per cani. Torniamo li, ed Ettore, (così ho voluto chiamarlo) stava rosicchiando un pezzo di non so che cosa in mezzo alla polvere! Il tempo di mettere i tre barattoli nei piattini ed erano già finiti! 400gX3 in meno di 2 minuti! Questo è stato solo l’inizio! Per i restanti 11 giorni di vacanza abbiamo fatto la spola dall’albergo alla salita che porta al paese alto per portare scatole e scatole di cibo a Ettore, ai suoi 4 fratellini, alla loro madre e ad altre decine di cani che tutte la sere incontravamo.
Ci siamo detti: non può essere così, qualcuno deve fare qualcosa! Le prime chiacchiere le ho fatte con una pattuglia dei Carabinieri domandando informazioni a riguardo. La risposta è stata se possibile ancora più tremenda! Tutti quei cani, e assicuro che si tratta di decine e decine “appartengono” a un tale Mattia (uso un nome di fantasia), un signore non più tanto nel suo, ma che però ai cani non fa mancare assolutamente nulla figuriamoci il cibo, dicono i militari! Pazzesco, non credevo alle mie orecchie: giustificare il possesso di un branco di cani a un personaggio fuori di testa! Ma dove sono finito?

Quest’uomo, peraltro, di cani ne tiene rinchiusi non so bene quanti nella sua casa grotta senza farli uscire per non so quanto tempo. Il suo modo di accudirli è per così dire molto particolare, ovvero si estrinseca nel lancio dalla sua finestra sulla sottostante strada, di tranci di pizza vecchia che raccatta dagli scarti delle panetterie, di resti di carne o pesce che raccatta nei ristoranti della zona, o di avanzi di pasta recuperati sempre non si sa bene dove. Il risultato è che quell’an golo di strada che porta alla città alta è un porcile puzzolente dove le povere bestiole cercano di sfamarsi facendo attenzione di non finire sotto le auto. Tutti sanno, nessuno muove un dito, del resto ci pensa Mattia! Gli occhi di quei poveri animali alla mercè di tutto e di tutti, (sì, perché qui la gente del luogo salvo rari casi non vuole molto bene agli animali), non mi danno tregua, i miei pensieri sono rivolti a poter fare qualcosa per loro, e tenendo conto del fatto che siamo in Italia, e che quindi esiste una legge che protegge gli animali, mi reco in Comune e riesco a parlare con il Sindaco in persona al quale espongo la situazione tragica! (quasi lui non la conoscesse!). Gli chiedo aiuto ne ll ’immediato almeno per quei 4 cuccioli e per la loro madre che con l’apporto di volontari del nord e del sud potrebbero salvarsi da quell’inferno, ma il Sindaco con fare gentile mi assicura che qualcosa farà ma che la situazione è difficile per diversi motivi, e che non ultimo, c’è quel Matteo che……! Pazzesco, anche il Sindaco!

Intanto i giorni passano ma io non mollo. Mi reco in stazione dei carabinieri per ricordare che esiste una legge che tutela la salute degli animali e che nel mentre, quel buonuomo di Mattia tiene chiuso/i dei cani in una grotta da almeno tre giorni. A furia di insistere riesco a strappare al maresciallo un impegno a liberare i cani. Ma il pomeriggio tardi i cani sono ancora prigionieri in quella grottacasamagazzino.. Torno in stazione dove trovo il carabiniere col quale ho parlato il mattino e anche lui mi rassicura che appena fosse uscita l’auto l’avreb bero mandata lì. Siamo partiti il 21 agosto.

Quella porta era ancora sbarrata e il cane ancora prigioniero! Di questo ho informato il comando dell’Arma della regione Puglia con una mail. Ma non è tutto. La sera prima di partire, con la tristezza nel cuore per non essere riusciti a fare nulla, andiamo a mangiare una pizza in piazza dove tra le altre cose esiste un tombino all’interno del quale i cani si rifugiavano in grande numero e dal quale uscivano sotto gli occhi di tutti, Sindaco e Vice compresi.
A un certo punto accade una cosa inaspettata: due cani si accoppiano, in piazzetta scoppia una zuffa con almeno 8 cani protagonisti. In questo parapiglia generale un vigile urbano pensa bene di cercare di dividere i cani in accoppiamento con il borsello rigido della divisa. Dalla folla intanto spuntava il Vicesindaco. Non mi do per vinto e inizio a esporgli tutto ciò che è accaduto in quei giorni, compresa la mia disponibilità ad aiutarli a risolvere i loro problemi!!!! (che illuso) grazie all’aiuto di volontari del nord e del sud Italia.
A questo punto il Vice esordisce con un “…..cosa le serve un furgone? Un’auto? Delle persone che catturino i cani?”. Non mi sembra vero! Poi il tempo è passato e tra smentite bugie e muri di gomma, la speranza di poter fare qualcosa per per quegli animaletti è diventata sempre più fioca. Il Vice nei giorni seguenti mi dichiarava che i cani erano stati catturati lunedì 25 agosto e che erano in custodia presso un personaggio amante degli animali che in futuro avrebbe costruito il canile a Peschici. Ma di questa persona il veterinario USL che doveva tenere in osservazione i cani prima delle vaccinazioni di prassi non ne sapeva nulla. Il sindaco stesso interpellato da una volontaria pugliese dichiarava di non saperne nulla, ma che però c’è sempre quel Mattia…

Insomma passo dopo passo siamo arrivati a oggi con la tristezza nel cuore di chi non è ancora riuscito a fare nulla. Abbiamo tentato molte altre strade, come per esempio quella della polizia ecozoofila del Comandante Ciaglia che è riuscito a strappare una “p ro m e s s a ” al vicesindaco di Peschici di mettere a disposizione tot metri quadri per la nascita dell’ambulatorio dove poter sterilizzare le femmine (area attualmente inesistente) ma tutto ciò solo dopo essere stato messo di fronte alle proprie responsabilità di amministratore inadempiente. Ma purtroppo di questa promessa non ho più avuto riscontri. Sempre Ciaglia, per ciò che riguarda la questione dei cuccioli e la loro mamma, aveva impegnato il Vicesindaco ad incaricare il signor Nicola Tardivo per la cattura e la consegnaper le visite di prassi al veterinario USL della zona, Matteo Sgherzi.
Ma nel momento in cui scrivo non è ancora successo. Nelle scorse settimane ho personalmente sentito più volte al giorno il signor Tardivo ma mi sono sentito rispondere sempre in maniera negativa. I cuccioli erano scomparsi, idem la mamma. Tra le varie persone che ho contattato c’è anche la dott.ssa Marisa Carafa responsabile per la lotta al randagismo che mi ha esposto una situazione tremenda. I cani, naturalmente, non erano microcippati, e quindi sia l`amministrazione che l’USL erano fuori legge, ma non si può fare assolutamente nulla… Nei giorni scorsi, ho contattato ancora il veterinario Sgherzi, che mi confermava che i cani, mamma e cuccioli, erano scomparsi. Un nuovo branco, forse chissà c’erano anche loro, era stato avvistato sul litorale. Ciaglia, contattato da me nuovamente due settimane fa, aveva detto che mi avrebbe richiamato per aggiornarmi. Attendo ancora fiducioso sue notizie.

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