Facciamoci gli affarli loro: accesso agli atti!
7 novembre 2008 -
Cittadine e cittadini, facciamoci gli affari loro !
Cioè gli affari nostri.
Ficchiamo il naso nei bandi, negli appalti, muniamoci di lenti di ingrandimento, di calcolatrici e controlliamo che somme, sottrazioni, moltiplicazioni non pendano a favore dei dividendi. Altrui.
Vogliamo sapere dove finiscono i soldi dei contribuenti (nostri) erogati dai Comuni ai gestori dei canili convenzionati.
Le emergenze deflagrano giorno dopo giorno, il popolo del web paga di tasca sua due volte, cornuto e mazziato: per orrori, crudeltà, omissioni e per salvare la vita violentata di povere creature, massacrate dal profitto.
Facciamo quadrare i conti della legalità e della compassione.
Richiediamo gli accessi agli atti.
E le Amministrazioni Comunali che non sanno far di conto, A CASA!
CHILIAMACISEGUA
www.chiliamacisegua.org

UN MESE FA L’INCHIESTA DI PRIMAPAGINAMOLISE MOLTO ATTUALE
Appalto per i canili di Campobasso: qualche approfondimento
E’ un bando di gara del Comune di Campobasso per 940.800 euro. L’oggetto è il “servizio di gestione dei canili municipali compresa la fornitura di mangime”. Scade l’8 ottobre prossimo alle ore 12, cioè fra meno di un mese.
Leggendo il bando e gli allegati salta subito all’occhio qualche peculiarità, sulle quali pare opportuno svolgere qualche veloce riflessione.
Il primo punto riguarda quale tipo di impresa possa partecipare alla gara. Deve possedere, oltre ai requisiti classici (mancanza di procedure fallimentari, mancanza reati specifici, iscrizioni ai diversi registri pubblici) anche dei requisiti specifici, in particolare i seguenti: “aver effettuato, o avere in corso di esecuzione, almeno un servizio di gestione e/o pulizia e fornitura di mangime presso un canile pubblico con non meno di 200 cani ospitati da dimostrarsi mediante idonea dichiarazione dell’ente committente dalla quale si evinca che il servizio stesso è stato reso, o viene reso, regolarmente senza dare adito a contestazione alcuna; possedere un sistema di gestione della qualità conforme alla serie di norme UNI EN ISO 9001: 2000; avere avuto nell’ultimo triennio (2004-2005-2006) un numero medio annuo di dipendenti con contratto a tempo indeterminato non inferiore a 10 unità”. Non si tratta, come si vede, di requisiti banali. L’impresa deve aver gestito un altro canile municipale con almeno 200 cani (chissà perchè proprio 200), deve avere la certificazione Iso 9001 e 2000 (qualità aziendale, molto costosa da ottenere e non si sa quanto efficace) e deve avere avuto almeno 10 dipendenti nell’ultimo triennio.
E’ chiaro che così facendo il comune di Campobasso, e il dirigente dell’area tre del Comune responsabile dell’intero procedimento, il dottor Vincenzo de Marco (lo stesso che si è occupato anche dell’aggiudicazione del Festival dei misteri, come i nostri lettori sapranno) taglia fuori un gran numero di possibili partecipanti, incluse le nuove iniziative imprenditoriali o quelle che sono più efficienti nell’impiego della forza lavoro. Dieci dipendenti a tempo indeterminato (lo spessore organizzativo che il bando ritiene indispensabile per gestire il servizio, evidentemente) per un appalto biennale di 940.000 euro l’anno Iva inclusa, e compresa la fornitura di merce non sembrano infatti numeri del tutto congrui.
Basta fare due calcoli.
Un dipendente, mediamente, costa dai 30 ai 40.000 euro l’anno. Moltiplicato dieci abbiamo circa 350.000 euro di costi per il solo lavoro dipendente. L’appalto, che prevede anche la fornitura di merce, è in tutto di circa 380.000 euro annui al netto di Iva. E’ difficile, allora, capire la logica econometrica alla base del requisito. Ma anche le modalità di valutazione delle offerte lasciano lo spazio a qualche notazione.
Fatto 100 i punti che in base al bando si potranno assegnare alle offerte, 40 sono di tipo economico (prezzo più conveniente) mentre 60, ossia la maggioranza dei punti viene assegnata in base a “sistema organizzativo di fornitura del servizio fino a 25 punti; metodologie tecnico operative fino a 20 punti; sicurezza e formazione fino a 10 punti; strumenti e prodotti utilizzati fino a 5 punti”. In particolare i primi due criteri, secondo qualsiasi manuale di tecnica industriale o di erogazione di servizi, sono del tutto discrezionali, potendosi valutare in una maniera o in un’altra a seconda dell’osservatore, che, immaginiamo noi, non sarà neanche un tecnico aziendalista o consulente d’impresa.
Ergo la gara ha requisiti eccessivamente severi nell’accesso e troppo discrezionali nella gestione della gara.
La migliori prassi di rendicontabilità e trasparenza della gestione della pubblica amministrazione avrebbe indotto, probabilmente, ad altre scelte. Pesa, infine, anche il tempo ristretto per la presentazione delle offerte, l’otto ottobre come detto.
Peraltro, a quel che ci risulta, sulla questione della fornitura di mangime ai canili comunali si sono registrati in passato già dei problemi e forti polemiche che avrebbero portato anche a strascichi al di fuori di palazzo San Giorgio.
E, notizia dell’ultim’ora, alcuni enti chiamati in causa starebbero valutando attentamente il materiale raccolto in queste precedenti occasioni e approfondendo l’intera materia.
Queste le informazioni sui fondi erogati dallo Stato. Una cifra esorbitante. Ma dove finiscono se ogni giorno in internet parte una colletta compassionevole?
http://www.ministerosalute.it/caniGatti/paginaInternaMenuCani.jsp?id=1068&menu=abbandono
CONTRIBUTI EROGATI
Regioni del Nord euro 3.220.000 35,77 %
Regioni del Centro euro 2.980.000 33,11%
Regioni del Sud e Isole euro 2.800.000 31,11%
http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_newsAree_298_listaFile_itemName_2_file.pdf
Elenco in pdf delle richieste esaudite di contributi esaudite
http://www.ministerosalute.it/caniGatti/paginaInternaMenuCani.jsp?id=1067&menu=abbandono
Fondo per la lotta all’abbandono
Ogni anno, a partire dall’anno finanziario 1991, il Ministero ripartisce il fondo per la tutela del benessere e per la lotta all’abbandono degli animali da compagnia istituito dalla legge 14 agosto 1991, n. 281.
Tale ripartizione è stata effettuata per ogni Regione e Provincia autonoma in base ai criteri stabiliti dal Decreto Ministeriale del 29 dicembre 1992:
il 42% della disponibilità in base al numero dei cani e dei gatti di proprietà;
il 33% della disponibilità in base numero dei cani e dei gatti randagi;
il 25% della disponibilità in base al numero degli abitanti delle regioni e province autonome.
I dati sul randagismo sono forniti annualmente dalle Regioni su richiesta del Ministero. Quelli relativi all’anno 2007, sono pubblicati sul sito alla pagina Dati regionali sul randagismo.
I fondi stanziati dal 2005 al 2007 sono
Anno Fondo
2005 € 4.271.578,00
2006 € 3.998.000,00
2007 € 4.986.000,00
A partire dal 2008 sono stati modificati con Decreto ministeriale del 12 giugno 2008 i criteri di ripartizione del fondo:
il 40% viene ripartito in quote di pari entità tra le Regioni sulla base dell’attivazione della banca dati regionale dell’anagrafe canina in riferimento alla consultabilità per via telematica. Per la Regione Trentino Alto Adige, la ripartizione delle quote spettanti sarà attribuita, per un pari importo, alle province autonome di Trento e Bolzano;
il 30% viene ripartito tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano in base alla consistenza della popolazione dei cani e dei gatti con riferimento al numero di ingressi nei canili sanitari e nei gattili;
il 30% viene ripartito tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano in base alla popolazione umana.
Il Ministero individua le quote di ripartizione. Le Regioni e le Province autonome devono individuare, nell’ambito della programmazione regionale, le priorità di intervento elaborando il piano operativo di prevenzione del randagismo. Nella programmazione devono dare,come previsto dalla legge finanziaria 2007, priorità ai piani di controllo delle nascite destinando una quota non inferiore al 60% delle risorse alle sterilizzazioni, dove necessario, ovvero ad altre iniziative intese a prevenire il fenomeno del randagismo.
Le Regioni inviano successivamente al Ministero una relazione sull’attività svolta.
FACSIMILE
Città, ………..
Spett.le……..
Anticipata mediante fax al n. ……………..
Accesso agli atti relativi agli importi percepiti od erogati dall’Ente in indirizzo per la lotta al randagismo
L’Associazione…………, ente attivo nella protezione e nella tutela degli animali d’affezione, sorto per …………., in persona del proprio Presidente, …………., richiede, ai sensi degli artt. 22 e segg. della L. 8/8/1990 n. 241, l’estrazione e il rilascio di copie di tutti gli atti relativi agli importi percepiti od erogati dall’Ente in indirizzo per la lotta al randagismo negli anni……….. dal ……….al………….
Si chiede, altresì, che venga fornito un dettagliato resoconto della destinazione dei fondi che l’assessorato regionale alla Sanità della Regione………… ha stanziato ad altri enti pubblici od a privati per la prevenzione del randagismo e per la tutela degli animali in ottemperanza a quanto prescritto dalla Legge 281 del 14 Agosto 1991 “Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo”.
Si precisa, in merito, che la sottoposizione consapevole, da parte di un soggetto ad una comparazione con altri concorrenti nell’ambito di una procedura di erogazione di un finanziamento pubblico esclude la sussistenza di un interesse tutelato alla riservatezza a fronte di una richiesta di accesso agli atti, pertanto non si ritiene possano sussistere ostacoli di sorta all’ottenimento della documentazione sopra menzionata.
Per il ritiro si prega di contattare (nome e cognome) al n. 02/……
(oppure)
La documentazione potrà essere inviata al seguente indirizzo:
…………………..
Associazione …………….
Il Presidente
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