Relazione di Stefania Piazzo sul randagismo business italiano

Chiliamacisegua pubblica e divulga la relazione di Stefania Piazzo dell’11 ottobre scorso, che segna la linea della demarcazione tra l’indagare, conoscere, svelare e fare.

Questa relazione è’ il punto e a capo.

A prescindere…..

Perché solo oggi?

Perché oggi, 8 dicembre 2010, a cavallo del 2011, dopo che dal 2008 si è tolto il coperchio alla teca dell’orrore, la geografia dello scempio, del lucro, del malaffare, della collusione, della indifferenza, della omissione di atti di ufficio, della illegalità, dei comodacci propri, è chiara.

Con in evidenza, nomi e cognomi che attendono solo di essere giudicati e condannati. E reati di essere puniti.

Chiliamacisegua

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Perugia, 11 ottobre

La tutela giuridica degli animali d’affezione

e la legge 20 luglio 2004, n.189

Convegno Ministero della Salute e Magistratura

Relazione

dr.Stefania Piazzo

giornalista

caporedattore centrale

quotidiano la Padania

CHE DIRE

“Ma cosa vado a dire”, mi sono chiesta?

Cosa posso aggiungere più di quanto già non scriva nelle inchieste sulla malasanità veterinaria, sull’indifferenza e l’ignavia dei sindaci, su quelle asl inattaccabili, impunibili, intoccabili, protette, che non vedono mai niente, sugli appalti che nessuno studia perché tanto i canili sono un affare residuale, affidato a imprese di pulizie che vincono i bandi di gara, sulle regioni silenziose, come la Campania oggi, ad esempio, grande assente, che ha ritenuto non necessario inviare qui il proprio responsabile sul benessere animale perché la Campania non ha nulla da imparare, semmai da insegnare, evidentemente,  sul mestiere!?

CHI FA COSA

E allora mi sono posta una domanda.

Chi fa cosa? A chi spetta?

A chi tocca essere onesto ed esigere l’onestà? Il rispetto degli esseri senzienti? Il rispetto della legge? A chi spetta non archiviare tutte le denunce in procura? A chi spetta dar seguito alle ispezioni del ministero e dei carabinieri dei Nas?

A chi tocca?

Il sottosegretario Francesca Martini ha voluto organizzare un convegno come questo per dire semplicemente una cosa, alla magistratura così come a tutta la filiera della legalità: ciascuno faccia il proprio dovere.

Il cuore del problema è questo: fare il proprio dovere. Una banalità che mette in ginocchio un Paese e che lo rende ancora oggi in molte regioni, incivile, barbaro, assassino, complice.

STAMPA POTERE SOSTITUTIVO

Sono reduce da un evento come il Vivipet, una importante manifestazione che ha ricevuto il patrocinio del Comune e della Provincia  di Milano, del ministero della Salute, del ministero del Turismo, dedicata al benessere animale e a metodi scientifici alternativi alla vivisezione. Nel corso dell’evento sia io che il collega Edoardo Stoppa che il sottosegretario Martini siamo stati premiati con una targa per le nostre battaglie.

Ebbene, sarà un’eresia ciò che dico ma trovo sia inaudito ricevere un premio per essere dei normali.

Il paradosso è che in questo Paese si viene premiati, come nel mio caso, per aver “onorato la professione, per la lotta alla corruzione attraverso la stampa”.

Ma la stampa, lo dico ai carabinieri e ai politici presenti in questa magnifica sala, non ha come missione scovare, combattere i delinquenti. La lotta al crimine non spetta a noi. Eppure, la stampa sta svolgendo un potere sostitutivo, intervenire su ciò che altri della categoria “giustizia” o della categoria “pubblica amministrazione”  vedono ma non dicono.

Certo, abbiamo smosso le acque dopo decenni di indifferenza delle istituzioni ma è scandaloso, io dico persino immorale, essere costretti a premiare l’ordinario, è innaturale che la normalità sia una rarità.

E’ ANTROPOLOGICO

Stamane l’amica Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, mentre mi interrogavo con Lei su questi temi, mi diceva saggiamente: “Ma vedi, cara, l’essere umano è nato per farsi i fatti suoi, è antropologico. La percezione del diverso consente la percezione del proprio simile. Quindi… per dialogare occorre capire a quale categoria culturale apparteniamo. Una volta definita l’appartenenza, dialoghiamo”. Ed effettivamente, Perugia è stata scelta per questo: dialoghiamo, aboliamo le barriere e regolamentiamo le relazioni.

I DEFICIT

Che vuole questa stampa? Raccontare ciò che vede. Io mi accontento di questo, anche se più proseguo il lavoro di indagine, più mi rendo conto che il potere sostitutivo che “occupiamo” va a “occupare” il vuoto dello Stato, la mollezza degli uffici, la burocrazia della materia grigia.

Tre secondo me sono i deficit che la stampa vede bene e per i quali siamo ancora deficienti.

Deficit di democrazia, deficit di legalità, deficit di coraggio.

Il deficit di democrazia riassume, nell’apoteosi dell’ingiustizia e dell’impiegatizia visione del proprio dovere, rispettivamente, diritti negati, sentenze negate, soluzioni negate. Vita negata. L’occultamento della ragione e della vita.

GLI ESEMPI – CAMPANIA

Esempi di deficit?

Quello campano, su tutti. Per la grande assenza ingiustificata che troneggia dentro il Palazzo dei Priori.

Dice tutto. Esemplifica e disarma.

Deficit è premiare chi fa più di due sterilizzazioni a settimana e prevedere un piano straordinario nella Regione dei veterinari elettricisti che sterilizzano le femmine chiudendo in modo inconcludente le tube con le fascette elettriche di plastica.

Deficit è usare l’inceneritore del canile in cima alla montagna per portarci da Napoli la droga dei pusher.

Deficit è avere a Ponticelli, dal 1996, un rifugio come la Fenice che non trova un’area per mantenere i cani, del sindaco, con promesse e rimaneggiamenti incredibili di parole e piani regolatori in una zona ad alta tensione sociale e criminale, dove evidentemente il buon esempio va sacrificato per altri interessi. Il rinascimento campano.

Deficit è bloccare come ad Aversa le sterilizzazioni, e democrazia è vederle riattivare ma solo dopo l’intervento del ministero.

Deficit è sotterrare i cani avvelenati come a Campolattaro, e fregarsene dell’ordinanza contro i bocconi avvelenati.

Deficit è non costituirsi parte civile contro il canile dei canili lager, Cicerale, dopo che le istituzioni locali, tutte le associazioni nazionali, il ministero, si sono costituiti parte civile poiché l’Avvocatura di Stato ha riconosciuto nel maltrattamento e in quegli appalti immeritati un danno allo Stato. Ma non per la Regione che sta dietro il cespuglio.

Ma vogliamo poi parlarne di altre dependance del deficit? Vogliamo ricordare le sette sterilizzazioni in un anno a Modica, e il suo Consiglio comunale che insorge con un documento contro la sottoscritta perché osa denunciare con il diritto di opinione una mozione che riabilita l’ordinanza della mattanza dei cani? O l’asl di Scicli e dintorni che sospende le sterilizzazioni? Deficit di democrazia o cos’altro?

ALINA DI RIETI

Lo vedete quel cane proiettato ovunque nella sala dei Priori e che sta sulle vostre gambe, sulla cartella dei documenti che vi hanno consegnato oggi?

Lei è Alina ed è l’immagine scelta dal ministero per rappresentare in questo convegno con la magistratura sui manifesti, sugli inviti, nelle locandine, nelle slide, il simbolo del maltrattamento, del malessere, esattamente ciò che non deve essere un cane prigioniero di un canile.

Esattamente ciò che non deve essere un canile.

Siamo a Rieti. E la vedete l’immagine a fianco di Alina nel box, pubblicata dal mio giornale nell’ultima mia inchiesta? E’ sempre lei, Alina. Ma è un altro cane, dopo appena quattro giorni che è uscita per l’adozione, grazie ai volontari. S’intende.

Questa immagine, di appena una settimana fa, è il segno, il confine indelebile del bene e del male, ma anche dell’impunibilità, della renitenza alla legalità, del lavoro nero e delle irregolarità riscontrate anche dall’Inps dentro quel canile.

Perché Rieti non è un canile. Rieti è una delle tante holding che costellano il Paese, in cui una società vince appalti ovunque, arriva allo scadere degli appalti nelle regioni confinanti e addirittura si allarga al Nord, passando per il Molise, altra eccellenza vergognosa in cui i commissari e i subcommissari in cappottino bianco di cachemire non sporcano i tacchi per prendere visione del mare di feci e sorci che abitano la struttura.

Alina, Rieti e il Molise, un triangolo perfetto dunque. Vediamolo.

GLI ESEMPI – IL MOLISE

Il deficit che concentra tutto sta in un appalto che dura fino al 2022 per il mantenimento di 300 cani del canile di S. Stefano che però nel frattempo moriranno, dato che già sono anziani. Eppure, il proprietario del canile di Alina di Rieti si è aggiudicato l’iperbole contrattuale da 1,2 milioni di euro per trasferire i 300 deportati molisani in una struttura a S. Giuliano Milanese divisa in due reparti: nel primo c’è il rifugio dei cani cuccioli che arrivano anche illegalmente dall’est, più volte sequestrati dai Nas, nell’altro reparto ci sono i cani che il padrone di Rieti, in veste di intermediario, ha trasferito da Campobasso al Nord. Ma il Comune di Campobasso ha ritenuto quell’offerta unica e irripetibile tanto che l’ha persino scritto nella determina.

Per fortuna che passava di lì il padrone di Alina di Rieti, scrive.

E Campobasso è il canile in cui persino il magistrato procede al suo dissequestro perché “tanto non cambia niente”, il canile in cui una ditta, la Generservice, pagata per quattro operai, non li fa mai lavorare tutti insieme. Lavorano in due, forse tre, porti a casa l’appalto per quattro. Campobasso è il canile il cui fornitore di mangime è il proprietario del lager di Ripalimosani.

Il Molise è la sanità veterinaria, e non solo, dei colletti bianchi, che nemmeno si presentano quando arriva l’ispezione del ministero e bussa alla porta dell’assessore provvisorio alla sanità, commissariata.

GLI ESEMPI – LA GARA DELLA COMUNITA’ MONTANA SU RIETI

Il deficit di legalità è l’esempio della Comunità montana dell’Alto Reatino alla quale il padrone di Alina di Rieti stava per vendere il proprio canile, quello della locandina. E la V Comunità montana Montepiano Reatino, quella che è appena finita nell’inchiesta dei carabinieri per truffa e peculato, perché 26 dipendenti su 32 risultavano assenteisti, stava aggiudicando un bene, il canile di Alina, di cui però non era ancora diventata proprietaria. Un caso unico e raro dei bandi e delle gare che, dopo numerose circostanziate denunce del mio quotidiano (“mica” avevano previsto il durc, la prova della regolarità contabile contributiva né fidejussioni adeguate per i danni o per l’evasione contributiva né altre frivolezze legali…) e una ispezione della task force ministeriale, veniva ritirato e cancellato dalla faccia della terra. Però, ci avevano provato.

Ci avevano provato a mettere in affitto un bene che coabita peraltro ancora con un deposito di amianto, un bene ancora  di qualcun altro, che però dettava condizioni per la gestione decennale dentro la struttura… Nessuno dentro l’asl e gli uffici tecnici dell’indagata Comunità Montana, tranne le inchieste di una giornalista, ci avevano visto dentro qualcosa di strano.

Ma è possibile?

LA HOLDING

Dobbiamo essere franchi. I canili non sono canili. Sono holding. Sono società commerciali, supermercati, mattatoi, inceneritori, termodistruttori di cani.

I reati che si consumano non sono solo quelli di maltrattamento. Per i quali, peraltro, la magistratura impiega dieci anni a prendere una posizione. Al massimo archivia. Poi vedremo il caso dello zoo san Raffaele a Milano.

Siamo qui a dire proprio questo, no? A chiedere alla giustizia di fare la giustizia, il suo dovere, quello di cui sopra.

Altri sono i reati che si consumano. Reati per i quali la task force pensata dal sottosegretario Martini ha bisogno di interagire con altri corpi dello Stato. Accanto ai preziosi Nas, nei canili deve entrare la Guardia di Finanza, gli ispettori dell’Inps e se serve dell’Inail. I conti correnti dei padroni dei canili sono i cassetti da aprire, le verifiche fiscali, gli intrecci azionari delle loro holding che si diramano in tutta Italia, appalto su appalto.

Il maltrattamento è una viola mammola, qui da combattere c’è la camorra dei canili, la mafia, la ‘ndrangheta, tutte le declinazioni territoriali degli affari criminali che transitano dentro la veterinaria pubblica e la tumorificano nell’apparato pubblico che diventa un pezzo di antistato.

Oggi, il volontariato, la stampa, ha davanti a sè il mostro dell’antistato dentro le istituzioni.

Volete vedere di che cosa stiamo parlando? Di una società, ad esempio quella di Alina, nella cui ragione sociale c’è l’enciclopedia Treccani del benessere del titolare e dei suoi soci.

Perché il canile può anche… fare altro: “Produzione e commercializzazione di detergenti professionali; produzione e commercializzazione di insetticidi, larvicidi, topicidi…; la gestione di canili sia pubblici che privati; studio e sviluppo, produzione e commercializzazione di tecnologie per la chirurgia e la medicina ad uso veterinario; la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande; la gestione di sale da gioco, locali di intrattenimento e stabilimenti balneari; la gestione di bar, tavole calde, punti di ristoro, alberghi, ristoranti, pizzerie; la gestione di stands in occasione di fiere; approntamento a domicilio di banchetti e buffet fornendo tavoli, la cristalleria, la posateria e quant’altro necessario; gestione di agriturismi… la società potrà compiere qualsiasi operazione industriale, commerciale, finanziaria, mobiliare e immobiliare… potrà prestare avalli, fidejussioni e garanzie reali e anche per debiti assunti da terzi”.

Ma la notizia straordinaria deve ancora arrivare. E l’ho scoperta tra l’altro questa mattina mentre rileggevo con attenzione la Camerale di Alina. “La società può emettere titoli di debito al portatore o nominativi”. Insomma, sta scritto nella visura della Camera di Commercio, la ragione sociale consente ad Alina di emettere titoli di debito.

Sì, i buoni ordinari del canile!

E come li chiamiamo se non holding, paravento con cani!

Qui non ci sono obblighi e requisiti per il rispetto del benessere, per considerare i canili luoghi di transito. O meglio, di transito non solo dei cani.

QUINDI?

Chiudo con un’altra domanda. La prima era…. che vado a dire.

La seconda è come va a finire. E cioè un grande “QUINDI” col suo bel punto interrogativo.

Quindi?

Come li saniamo questi deficit? Noi della stampa ce la mettiamo tutta. Non ci facciamo intimidire.

Quindi?

Quando una sentenza esemplare, una che fosse una?

QUINDI… ECCO L’OASI SAN RAFFAELE

Forse non tutti voi sapete che a Milano c’è uno zoo, l’oasi del San Raffaele, accanto ad una rinomata clinica. C’è un cartello che lo annuncia sul quale sta scritto questo: “Questo non è uno zoo privato. E’ un’oasi di pace dove la presenza degli animali contribuisce alla guarigione degli ammalati. Infatti recenti studi dimostrano che i convalescenti guariscono prima e meglio se godono della compagnia degli animali. Pappagalli, caprette, agnelli, dromedario, scimmie, lama, pellicani, cigni, gru, andine, canguri, storioni, ecc.. sono qui una compagnia per l’uomo che soffre. e’ dovere di tutti rispettare la loro natura e la loro dignità”.

Allora, per intenderci, l’ispezione della Forestale riscontra molteplici casi di maltrattamento. Ipotesi di reato suffragata dal fatto che una visione pionieristica della pet therapy porta a ritenere legittimo potare le ali e i becchi agli uccelli, esotici e non esotici, presenti, per evitare la loro fuga. Con un bel grande tronchesone. Che vuoi che sia…

Ma anche se arriva la Forestale, vede e sequestra, l’asl regionale lombarda dice che no, che non c’è stato maltrattamento nelle gratuite e dolorose amputazioni. Fatte da veterinari? Mica tanto… Ma va bene lo stesso.

Il ragionamento è questo: gli animali sono vivi. Quindi, se vivono, stanno benone. Vivi uguale sani. Questo pensa l’asl.

Il pm profondo conoscitore dell’etologia animale condivide e dice: si archivi.

Il gip ha un rigurgito di giustizia etologica e non chiude l’inchiesta, anzi, vuole un supplemento.

Allora ecco che il pm si rivolge agli stessi veterinari asl, gli stessi periti. Massì, gli stessi. E cosa potevano dire? Rinnegare se stessi? No, rinnegare il benessere e il rispetto degli animali, rinnegando la propria deontologia veterinaria, venendo meno a quel patto “di cui sopra”, fare il proprio dovere.

QUINDI?

I deficit restano. Di democrazia, di legalità, di coraggio. Ancora troppo pochi i sussulti dalla veterinaria pubblica, deboli e fioche risposte isolate di eroi, uomini normali isolati.

Noi stiamo con Alina. Con le asl, poche, oneste, coraggiose, come quella di Isernia, ad esempio, che fa spernacchiata il proprio dovere. Stiamo con la task force, seppur osteggiata da imboscate e agguati di chi non vuol cambiare da dentro il sistema. Penso agli Izs che hanno uomini del calibro del dr. Rosario Fico, il miglior veterinario forense che abbiamo sulla piazza.

QUINDI?

Noi stiamo con il sottosegretario Martini, adesso e anche dopo, perché i governi passano ma le persone restano, stiamo con chi  ha rotto il silenzio e gli argini, stiamo con la dr. Rosalba Matassa, coordinatrice della task force finché la lasceranno lavorare e stiamo con le associazioni che condividono questa battaglia civile che dentro le istituzioni, a volte, è una guerra civile tra chi difende il regime e chi lo vuole rivoltare come un calzino.

Questione di visione di deficit. Chi di affari, chi di potere e chi, invece, di democrazia e di assoluto senso dello Stato.

Grazie Francesca, grazie Rosalba.

Un grazie personale agli amici del gruppo dell’Fbfaif. Quando iniziano, le rivoluzioni si fanno anche pensandole in pochi. Pochi e temuti.

Grazie.

Mail ricevuta

Da leggere d’un fiato, come sempre, pur con l’amaro in bocca,

Prima e dopo aver assistito al convegno di Perugia…

Per sempre dalla parte di Alina,

Un pezzo del nostro cuore che per quasi sei anni

Abbiamo dovuto vedere incantonata e terrorizzata in quell’angolo,

Prima della sua inaspettata occasione di libertà

E prima di scoprire che era ancora capace di sorridere.

Chiunque e ovunque abbia visto tante,

Troppe Aline incantonate in tanti angoli,

Non può che unirsi alla voce di Stefania

Che dovrà prima o poi sfondare tutti questi muri di gomma,

Gridando a squarciagola:

E quindi???

Grazie Stefania.

I volontari del canile di Rieti.


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LA GRANDE BEFFA DEL MOLISE

Riceviamo e divulghiamo

Chiliamacisegua

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Da: animalistiverona@gmail.com

Data: 06/10/2010 10.31

Emanuela Giarraputo


LA GRANDE BEFFA DEL MOLISE

Ci avevamo creduto, per una volta avevamo creduto alle tante promesse fatte sui canili del Molise, avevamo creduto ai titoloni sui giornali, alle riunioni per ipotetici parchi canili, e invece i cani del Molise continuano ad agonizzare nella melma dei luridi box dove sono stipati a centinaia.

A distanza di un anno non solo le promesse non sono state rispettate, ma la situazione è addirittura peggiorata.

Una volta individuati i canili lager occorre prendere provvedimenti, multare i gestori, salvare i cani e non permettere che all’orrore si sommi altro orrore. Perché questo non è stato fatto?

E dall’orrore occorre rialzarsi, non è accettabile perpetuare e mantenere una situazione di orrore. Le proteste sono state fatte, le manifestazioni pure e quindi nessuno può dire che l’inquietante situazione del Molise non sia conosciuta a livello NAZIONALE.

I CANI A CAMPOBASSO STANNO MORENDO, MOLTI AGONIZZANO COPERTI DI ESCREMENTI, AGGREDITI DA QUALUNQUE PARASSITA E MALATTIA.

SONO STIPATI IN VERI E PROPRI LOCULI, DOVE RISTAGNA L’ACQUA, PRIVATI DELLA LUCE. ALCUNI HANNO LE ZAMPE PIEGATE PERCHE’ DA ANNI NON POSSONO USCIRE DA QUEI LOCULI, ALTRI SONO COPERTI DI ESCREMENTI.

NEL MOLISE NON CI SONO CANILI, MA VERE E PROPRIE PRIGIONI PER ANIMALI.

IL POPOLO ANIMALISTA ORA DICE BASTA! NON C’E’ PIU’ TEMPO PER LE PROMESSE, VOGLIAMO DEI FATTI, VOGLIAMO LA PUNIZIONE DEI RESPONSABILI DI TANTO SCEMPIO E VOGLIAMO CHE PER QUESTI CANI CI SIANO CURE, CIBO, CAMPAGNE DI ADOZIONE.

IL MOLISE FA PARTE DELL’ITALIA. CHIUNQUE SOTTOSCRIVA UNA CONVENZIONE CON I COMUNI PER L’APERTURA DI UN CANILE DEVE RISPETTARE LE NORME NAZIONALI PER IL BENESSERE DEGLI ANIMALI.

NEI CANILI DEL MOLISE INVECE I CANI SUBISCONO  MALTRATTAMENTI QUOTIDIANI, ED E’ ASSURDO CHE UN CANILE, CHE DOVREBBE ESSERE UN LUOGO DI TRANSITO, IN ATTESA DI TROVARE L’ADOZIONE PER L’ANIMALE, SIA INVECE UNA PRIGIONE, UN LAGER, UN LUOGO DI SOFFERENZA INFINITA. LA LEGGE NON DICE QUESTO, LA LEGGE DICE CHE NEI CANILI DEVONO ESSERE RISPETTATE LE NORME DI BENESSERE E TUTELA DELLA SALUTE DEGLI ANIMALI.

Chiediamo che la legge contro il maltrattamento degli animali venga applicata dentro ai canili e che siano puniti i responsabili, in primis il Sindaco e le Asl competenti.

Vogliamo che vengano effettuati seri controlli e che una volta appurata la reale situazione si passi ai provvedimenti.

I CANILI DEL MOLISE SONO LA VERGOGNA DELL’ITALIA E NON COMPRENDIAMO COME MAI, SE ABITIAMO TUTTI NELLA STESSA NAZIONE E DOBBIAMO RISPONDERE TUTTI ALLA STESSA COSTITUZIONE E ALLA STESSA LEGGE,  I RESPONSABILI NON VENGANO PERSEGUITI PER MALTRAMMENTO DEGLI ANIMALI.

Emanuela Giarraputo

Ass. Animalisti Italiani Onlus Sez Verona
C.F. 93142760235
Via Stanga 6 37122 Verona

Questi sono i cani del Molise


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EU CHIUSO PER LUTTO

EU CHIUSO PER LUTTO

Il popolo (forse perche’ e’ bue)  ama gli animali ed  e’ incazzato nero.

Politici ed europolitici di sto cippirmerlo, attenti la festa e’ finita.

I cittadini ribelli che ragionano con la loro testa e che vi foraggiano lautamente, non tollerano piu’ caccia, canili lager, allevamenti intensivi, macellazione islamica, inapplicazione delle leggi sui maltrattamenti, vivisezione, in dispregio della civilta’ e in onore del dio quattrino.

Le lobbies di qualsiasi colore, genere, comunita’, razza ,che lucrano su creature senzienti, fora di ball.

E se proprio volete, scannatevi tra di voi.

Amen!

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

Thomas Jefferson

Thomas Jefferson

Non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma i governi che devono aver paura dei propri popoli.

http://www.geapress.org/sperimentazione-animale/roma-manifestazione-contro-la-vivisezione/5996

Roma – Manifestazione contro la vivisezione

Parecchie migliaia di persone sono appena partite

di redazione | 25 settembre 2010

GEAPRESS – Sono almeno diecimila secondo gli organizzatori, poco meno di 5.000  secondo la Questura, comunque più del previsto,  i manifestanti che hanno già affollato Piazza della Repubblica a Roma da dove, verso via Barberini, è da poco partito il corteo anti vivisezione. Tutti, come richiesto, senza bandiere di associazioni ma con tanti striscioni di protesta. Molto discreta la presenza delle Forze dell’Ordine.

L’iniziativa, come hanno precisato gli organizzatori in una conferenza stampa da poco conclusa (vedi foto), rientra nella campagna ormai da tempo in atto per la chiusura dell’allevamento Green Hill di Montichiari (BS). Green Hill è l’unico allevamento di cani beagle in Italia, utilizzati per la sperimentazione animale, ed uno dei più grandi d’Europa.

Come riferito dagli organizzatori della manifestazione nel corso della conferenza stampa di stamani, sono tutti Green Hill i cani che ogni anno in Italia, in deroga al divieto vigente, vengono sperimentati nel nostro paese. Rispondendo ad una domanda di Leonora Pigliucci di GeaPress, gli organizzatori hanno voluto sottolineare come il tema della manifestazione di oggi rimane fortemente ancorato proprio alla richiesta di chiusura dell’allevamento della multinazionale americana installato a Montichiari.

E’ scontato, però, che il voto dello scorso otto settembre al Parlamento Europeo, dove è stata approvata l’orrenda direttiva pro-vivisettori, non può che assumere, proprio oggi, un significato particolare. La manifestazione, così come sottolineato dallo stesso Coordinamento “Fermare Green Hill”, è pertanto quella del “corteo nazionale contro la vivisezione”.

Il Coordinamento ovviamente abolizionista, non può a tal proposito che criticare duramente la Direttiva approvata dal Parlamento Europeo.

Una analoga iniziativa è attualmente in corso a Parigi a Place Saint Germain de Prés, ma anche, per l’Italia, a Torino, Milano Catania ed altre città.

In Italia, secondo il Coordinamento “Fermare Green Hill” sono un milione gli animali sperimentati annualmente mentre mille sono i cani di Green Hill destinati al nostro paese.

Secondo lo stesso coordinamento l’allevamento di Montichiari disattenderebbe le norme relative al mantenimento degli animali, previste proprio per gli allevamenti nella norma regionale di recepimento della legge quadro in materia di animali d’affezione.

Lo stesso Coordinamento “Fermare Green Hill” sottolinea inoltre la grave incongruenza di un allevamento installato in un paese dove teoricamente, salvo deroghe, non possono essere utilizzati cani negli stabulari dei vivisettori. Ai manifestanti sono pervenuti i messaggi del Ministro Michela Brambilla, del Sottosegretario Martini e degli Europarlamentari Sonia Alfano e Rita Borsellino.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

http://orientalia4all.net/post/prima-manifestazione-nazionale-contro-la-vivisezione-roma-25-settembre-2010

Prima manifestazione nazionale contro la vivisezione – Roma, 25 settembre 2010

……….La chiusura di Green Hill potrebbe essere decretata in un attimo se dal Ministero della Salute avessero la decenza di far applicare a questo allevamento le norme della Regione Lombardia previste per tutti gli altri allevamenti di cani. La stessa Asl regionale e la stessa Regione Lombardia hanno evidenziato una discrepanza nel caso Green Hill………

I FATTI RACCONTATI DA CHILIAMACISEGUA

http://www.chiliamacisegua.org/2010/09/11/vergogna-europea-svergognata/

VERGOGNA EUROPEA SVERGOGNATA

FOTO ROMA MANIFESTAZIONE 25 SETTEMBRE

http://www.facebook.com/pages/Secondazampa/125888687437737?v=wall#!/album.php?aid=39886&id=125888687437737&ref=mf

Di tutti i crimini neri che l’uomo commette contro Dio ed il Creato, la vivisezione è il più nero.

Mahatma Gandhi


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Canili lager, fino a 50 animali in una sola gabbia

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/05/17/canili-lager-fino-50-animali-in-una.html

Canili lager, fino a 50 animali in una sola gabbia

DA LONTANO i cani non si vedono ma si sentono abbaiare forte e quando si è vicini il rumore è insopportabile. Gli ululati si alzano come a chiedere aiuto. Ci sono lager chiamati rifugi dove gli animali sopravvivono a stento, perdono il contatto totale con l’ uomo e restano impantanati in recinti di fango ed escrementi per la vita.

Dopo qualche viaggio in queste prigioni, si ha davvero chiaro che i canili, quelli propriamente chiamati lager, sono strutture fatiscenti, distanti da tutto, che i loro proprietari hanno creato per puro business. Nella periferia di Roma ci sono un paio di rifugi/lager dove è difficile anche solo riuscire ad entrare.

Gli orari di apertura al pubblico sono praticamente inesistenti. Neanche ai volontari è dato più il permesso di accesso. Il canile di Via Prenestina è gestito da una vecchia proprietaria che non lascia più che nessuno si avvicini.

Gli animalisti raccontano che sono state depositate negli anni centinaia di denunce a suo carico per le irregolarità e i maltrattamenti nei confronti degli animali. Spesso, fuori di lì, si vedono manifestanti e volontari reclamare l’ accesso e protestare contro le anomalie che avevano visto accadere fino a qualche tempo prima.

A via Ostiense, invece, centinaia di cani fantasma sono ancora rinchiusi in gabbie, decine in un solo box, ammucchiati uno sull’ altro.

Questo lager era stato posto sotto sequestro, ma poi rimesso in mano agli stessi proprietari per mancata applicazione dei decreti.

Più di mille cani erano stati affidati al Comune che li aveva suddivisi in canili sanitari eppure oggi, dopo un patteggiamento, la situazione è la stessa.

Centinaia di cani appartenenti a comuni del Lazio sono stati di nuovo rinchiusi in quel lager. Rifiutati da randagi prima, dimenticati per sempre, poi.

Senza pelo, tremanti, magrissimi, offrono i loro occhi per chiedere aiuto. C’ è chi si nasconde dove può perché è terrorizzato dall’ uomo, altri fanno a gara per ricavare spazi tra le fessure delle celle/box e supplichevoli chiedono solo di essere portarti via. Anche nella provincia di Frosinone, la tragedia che si consuma è la stessa. 1200 animali sono distribuiti in cinque canili – due dei quali sono stati posti sotto sequestro giudiziario.

Per non parlare di Latina che batte ogni record negativo. Sulla strada provinciale S. Amagno sono rinchiusi 750 cani in appena 13 recinti- secondo i dati dello scorso giugno- non sterilizzati: e la struttura è convenzionata con vari comuni.

A Rieti, dopo il rinvio a giudizio del gestore del canile Colle Aprea e del direttore sanitario della struttura per maltrattamento ed uccisione di animali, ancora oggi la Asl rifiuta di rilasciare qualunque documento ufficiale sui cani rinchiusi nel canile, i quali non sono dotati di libretto sanitario regionale né presso gli uffici della Asl né presso il canile. In questi lager l’ unica presenza umana è quella di un dipendente straniero, responsabile del poco cibo che una volta al giorno viene lanciato senza alcun accorgimento nelle gabbie, dove sono presenti anche 50 cani per box.

Secondo le stime diffuse dal Ministero della Salute, relative allo scorso gennaio, solo nel Lazio esistono 13.628 cani ospitati nei canili, suddivisi tra 40 canili rifugio (che presentano le caratteristiche malsane dei lager), e 20 canili sanitari e con un numero presunto di randagi pari a 60.000.

Il Consigliere Monica Cirinnà spiega che le connivenze avvengono tra Sindaci, proprietario dei canili ed i veterinari della Asl.

Questi ultimi sono obbligati, secondo la legge, a tenere la struttura sotto controllo per evitare inadempienze. “Ma questo business -continua la Cirinnà- fa parte delle ecomafie, con uno sperpero enorme del denaro pubblico. Lo scorso 1 aprile, la Regione Lazio ha finalmente nominato un nuovo direttore regionale per la sicurezza sul lavoro che ha, tra le altre competenze, anche il controllo sui servizi veterinari. Staremo a vedere.” – LUDOVICA AMOROSO


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Grazie On Francesca Martini

Onorevole Francesca Martini, una sola parola ma scritta a caratteri cubitali sopratutto nel nostro cuore. GRAZIE

Chiliamacisegua

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Questa la sua mail: martini_f@camera.it

Aggiornamenti sulla visita che il Sottosegretario ha compiuto ieri in Molise Telemolise

http://telemolise.com/view.php?idfilmato=56766040419122008145843&tipo=tg

PrimaPaginaMolise

http://www.primapaginamolise.it/detail.php?news_ID=13972&goback_link=index.php

Randagismo. L’On. Martini: il Molise giunga a una soluzione

Il Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, ha avuto, in mattinata, insieme all’Assessore regionale Sandro Arco, una serie di incontri con Sindaci, Presidenti, Comunità Montane e Responsabili Sanitari, sul problema del randagismo. In particolare l’esponente di Governo ha visitato, insieme all’Assessore Arco – che per conto del Presidente Iorio sta seguendo la questione – il canile di Santo Stefano a Campobasso, per poi incontrare, in due differenti riunioni, i rappresentanti delle Associazioni animaliste, dell’Asrem, dei Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri e della Regione Molise, oltre che i vertici di vari Enti locali e i Responsabili dei servizi Veterinari di zona.

L’On. Martini, nella conferenza stampa conclusiva, che ha visto la partecipazione del Presidente Michele Iorio, ha affermato che “In Molise è opportuno giungere ad una soluzione del fenomeno randagismo. Fenomeno che nell’ultimo periodo ha raggiunto un’incidenza rilevante sul territorio. Negli incontri precedentemente avuti con l’Assessore Arco, si è deciso di costruire una rete istituzionale a sostegno dei cambiamenti necessari in questo particolare settore. La Regione Molise, a tutti i suoi livelli, ha mostrato enorme sensibilità, caricandosi anche delle proprie responsabilità per quanto accaduto fino ad ora nei canili molisani. La priorità, in questo momento, è quella di trasformare il canile-rifugio di Santo Stefano, che oggi mostra enormi deficit strutturali, in un canile sanitario, per poi dedicarsi alle altre strutture regionali.

Da una situazione di emergenza è opportuno arrivare ad una condizione di progettualità così da raggiungere standard igienici-sanitari, paritetici rispetto ad altre realtà nazionali. Personale del Ministero sarà a disposizione della Regione Molise e collaborerà alla stesura di un progetto che affini le capacità operative delle strutture molisane”.

Il Presidente della Regione Michele Iorio, in linea con quanto affermato dall’On. Martini, ha ribadito come “La Regione Molise, si è attivata immediatamente con risorse umane ed economiche per risolvere i disagi attuali, in piena sintonia con il Governo centrale. Una sintonia che sono certo ci consentirà di raggiungere risultati importanti in termini di civiltà igienico-sanitaria in tutti i canili molisani. Questo in parallelo alla messa a punto di politiche mirate per contrastare il randagismo ed evitare problemi alla popolazione”. Soddisfazione è stata espressa dall’Assessore Arco: “Gli incontri avvenuti a Roma con il Sottosegretario ed i Dirigenti del Ministero hanno portato a risultati tangibili, esposti oggi a tutti coloro che sono interessati al fenomeno del randagismo. L’idea complessiva è di giungere ad un accordo di Programma con le parti interessate, così da definire esattamente i ruoli e le competenze di tutti i soggetti chiamati in causa.

È necessario per questo avere un sostegno operativo ancora più forte dall’Asrem e dagli Enti Locali. Istituzioni queste che hanno una relazione molto stretta con il territorio. Con un sostegno economico certo, si dovrà giungere ad un sistema chiuso e circolare per avere un controllo completo della situazione.

La Regione ha già impegnato delle risorse economiche per avviare una serie di fondamentali proposte che sono la sterilizzazione e la microchippatura per quanto riguarda i randagi e la creazione del corpo delle Guardie zoofile che avranno a disposizione un’apposita anagrafe canina per il monitoraggio dei cani.

L’On. Martini ha mantenuto l’impegno assunto venendo in Molise in tempi brevissimi e mostrandosi aperta alle nostre proposte risolutive.

È stata già avviata infatti una ricognizione del territorio, in collaborazione con la Protezione Civile regionale, per l’individuazione di due luoghi provvisori che dovranno ospitare i randagi, attualmente in strutture inadeguate, così da riorganizzare in tempi rapidissimi i canili molisani”.

Caffè Molise

http://www.caffemolise.it/index.php/2008/12/20/il-sottosegretario-martini-ha-visitato-il-canile-di-santo-stefano/

Il Sottosegretario alla Salute ha sottolineato la necessità di risolvere l’emergenza randagismo nel Molise

Il Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, ha avuto, insieme all’Assessore regionale Sandro Arco, una serie di incontri con Sindaci, Presidenti, Comunità Montane e Responsabili Sanitari, sul problema del randagismo. In particolare l’esponente di Governo ha visitato, insieme all’Assessore Arco – che per conto del Presidente Iorio sta seguendo la questione – il canile di Santo Stefano a Campobasso,  per poi incontrare, in due differenti riunioni, i rappresentanti delle Associazioni animaliste, dell’Asrem, dei Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri e della Regione Molise, oltre che i vertici di vari Enti locali e i Responsabili dei servizi Veterinari di zona.
L’On. Martini, nella conferenza stampa conclusiva, che ha visto la partecipazione del Presidente Michele Iorio, ha affermato che “In Molise è opportuno giungere ad una soluzione del fenomeno randagismo. Fenomeno che nell’ultimo periodo ha raggiunto un’incidenza rilevante sul territorio. Negli incontri precedentemente avuti con l’Assessore Arco, si è deciso di costruire una rete istituzionale a sostegno dei cambiamenti necessari in questo particolare settore. La Regione Molise, a tutti i suoi livelli, ha mostrato enorme sensibilità, caricandosi anche delle proprie responsabilità per quanto accaduto fino ad ora nei canili molisani. La priorità, in questo momento, è quella di trasformare il canile-rifugio di Santo Stefano, che oggi mostra enormi deficit strutturali, in un canile sanitario, per poi dedicarsi alle altre strutture regionali. Da una situazione di emergenza è opportuno arrivare ad una condizione di progettualità così da raggiungere standard igienici-sanitari, paritetici rispetto ad altre realtà nazionali. Personale del Ministero sarà a disposizione della Regione Molise e collaborerà alla stesura di un progetto che affini le capacità operative delle strutture molisane”.
Il Presidente della Regione Michele Iorio ha ribadito come “la Regione Molise si è attivata immediatamente con risorse umane ed economiche per risolvere i disagi attuali, in piena sintonia con il Governo centrale. Questo in parallelo alla messa a punto di politiche mirate per contrastare il randagismo ed evitare problemi alla popolazione”. Soddisfazione è stata espressa dall’Assessore Arco: “Gli incontri avvenuti a Roma con il Sottosegretario ed i Dirigenti del Ministero hanno portato a risultati tangibili, esposti oggi a tutti coloro che sono interessati al fenomeno del randagismo. L’idea complessiva è di giungere ad un accordo di Programma con le parti interessate, così da definire esattamente i ruoli e le competenze di tutti i soggetti chiamati in causa.È necessario per questo avere un sostegno operativo ancora più forte dall’Asrem e dagli Enti Locali. Istituzioni queste che hanno una relazione molto stretta con il territorio. Con un sostegno economico certo, si dovrà giungere ad un sistema chiuso e circolare per avere un controllo completo della situazione. La Regione ha già impegnato delle risorse economiche per avviare una serie di fondamentali proposte che sono la sterilizzazione e la microchippatura per quanto riguarda i randagi e la creazione del corpo delle Guardie zoofile che avranno a disposizione un’apposita anagrafe canina per il monitoraggio dei cani. L’On. Martini ha mantenuto l’impegno assunto venendo in Molise in tempi brevissimi e mostrandosi aperta alle nostre proposte risolutive. È stata già avviata infatti una ricognizione del territorio – ha concluso Arco – in collaborazione con la Protezione Civile regionale, per l’individuazione di due luoghi provvisori che dovranno ospitare i randagi, attualmente in strutture inadeguate, così da riorganizzare in tempi rapidissimi i canili molisani”.

COMUNICATO STAMPA

Di Lega Molisana per la Difesa del Cane

Riguardo alla relazione letta ieri alla Conferenza Stampa dall’Assessore De Santis all’On.Martini a proposito della collaborazione dei volontari sulla struttura di Santo Stefano si precisa all’ opinione pubblica, e all’on. Francesca Martini che l’assessore in questione, molto abile nelle menzogne,sa bene che:

La Lega non ha mai firmato un foglio di tale collaborazione, si è limitata a suggerire verbalmente modifiche strutturali mai ascoltati ne dai tecnici, né dai politici, oltrettutto si precisa che soltanto gia a lavori quasi conclusi, ha ricevuto l’invito di visionare il progetto e di eventualmente suggerire modifiche migliorative, essendosi i progettisti resi conto che la capienza non soddisfaceva il numero dei cani destinati ad esservi collocati.

Ciò che afferma De Santis lede la dignità dei Volontari che hanno sempre sopperito alle carenze strutturali, gestionali e Istituzionali. Occorre anche informare chiunque ci legge che sia il De Santis,sia il delegato del Sindaco Vincenzo De Marco e il Sindaco in primis, che le nostre continue richieste di incontri solo al fine di discutere le problematiche del canile,sono state sempre respinte e quindi non è stato possibile avere nessun rapporto diretto con loro negli ultimi 5 anni.

Inoltre la Lega precisa che: se fosse stata complice di una tale collaborazione non sarebbe arrivata mai a denunciare un maltrattamento dei cani all’interno della struttura di Santo Stefano.

L’assessore De Santis deve tenere bene a mente che La Lega assieme alle altre Associazioni protezionistiche locali

1) non abbandona gli animali,

2)che si rifiuta di essere complice di un vero e proprio delitto,

3)e che chiunque pensi di poter gestire con leggerezza la vita di esseri senzienti come i cani, subirà tutte le conseguenze del caso.

Lega Molisana per la Difesa del Cane

Anna Mazziotti

Campobasso 20/12/08


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Auguri di Natale come si deve, al Molise

La cartolina per fare gli auguri di Natale come si deve al Molise,l’ha preparata ,col cuore, Andrea ( grazie millissime,ogni tua cartolina ha fatto e sta facendo il giro del mondo!) è questa:
Fatene buon uso, auguri cristiani e..laici

Buona lotta a tutti e a tutte
AVANTI SAVOIA
Rosanna

segreteria.difabio@comune.campobasso.it ; ldininno@gmail.com ; presidente@regione.molise.it ; presidente@provincia.campobasso.it ; digiacomo_u@posta.senato.it ; serveterinarioaltomolise@tin.it ; Oratino@tin.it ; Ferrazzano@tin.it ; info@pianostrategicocampobasso.it ; m.dimuzio@regione.molise.it ; dimuzio.mauro@mail.regione.molise.it ; info@comune.mirabellosannitico.cb.it ; vincenzo.demarco@comune.campobasso.it ; prefettura.campobasso@interno.it ; presidenza@provincia.isernia.it; info@cmaltomolise.it; sindaco@comune.matrice.cb.it ; urp@provincia.campobasso.it ; ripalimosani@inwind.it ; sindaco@comune.matrice.cb.it; urp@provincia.campobasso.it;
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