Questa è una brutta storia

Chiliamacisegua riceve e divulga.

Chi ha il potere decisionale intervenga.

Siamo al limite della fiducia nelle istituzioni, magistratura, veterinari, politici, etcetcetc,  in quella elite eletta da noi, che dovrebbe rinforzare il senso della legalità e accrescere il valore dell’umanità nel cittadino.

Con l’esempio illuminato del proprio comportamento.

Ogni giorno un bollettino di guerra.

Ogni giorno sperperi, maltrattamenti, indifferenza. Crudeltà impunita. Sofferenza.

La vita muore ed è derisa sotto i nostri occhi impotenti.

E al culmine del dileggio, piovono come stelle cadenti, sotto gli occhi dei volontari, i soli che esistono, resistono e persistono come unica speranza per gli animali abusati, torturati e uccisi, i comunicati del potere, in cui ci vogliono fare credere che no, l’Italia …”sarà all’avanguardia nell’ambito della tutela e del benessere animale”, “saremo un faro di civiltà”, “i canili lager sono un ricordo del passato ”, “il fenomeno del randagismo si sta risolvendo”, è “in atto la presa di coscienza dei diritti degli animali”, “pene severe ai maltrattatori”!

Ma per favore, cominciamo a prendere coscienza di essere uomini che parlano, scrivono, comunicano ma che non sono in grado neppure di distinguere tra le parole (tante) e le azioni (poche).

Tra la discesa in campo a salvare le vittime, pretendendo l’applicazione della legge e gli annunci reboanti dati nel corso di una conferenza stampa alla presenza dei media.

Che svaporano in un titolo a nove colonne!

Basta. Basta. Basta.

Basta saperlo, lo spettacolo del teatrino, rimane senza spettatori.

Senza elettori.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

24 giugno 2010

Questa è una brutta storia, di cattiva gestione giudiziaria  dove niente conta, tanto meno la vita di un essere vivente .

Clara Buongiorno

Genova,  22 Giugno  2010

Comunicato stampa

Cane sequestrato per maltrattamento ritorna al proprietario

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Carissimi,

vi racconto la storia di Martino , un doberman   maschio di otto anni circa .

Martino è entrato in canile il 29 agosto del 2009   a seguito di un  sequestro preventivo firmato dalla procura di Genova .

I proprietari tenevano il cane “rinchiuso in una cantina   con poca luce  ,legato  con una cinghia molto corta , circondato da sporcizia, e presentava segni di malnutrizione una dermatite e segni di debolezza alle zampe anteriori” (questi i motivi di cui al decreto di sequestro).

Quando è arrivato  nella  struttura  di Monte Contessa non riusciva ad aprire gli occhi perchè la luce  gli dava fastidio e  non stava assolutamente in piedi.

I primi due giorni li ha passati nella parte interna del recinto  e gli si apriva nel tardo pomeriggio quando la luce era meno intensa . Il corpo  pieno di piaghe ed escrescenze dovuto allo strofinare della pancia sempre  sul pavimento ruvido del loculo in cui era costretto a ‘vivere’.

Intanto il procedimento penale contro i proprietari di Martino va avanti  e nell’ottobre  2009  il P.M. della procura di Genova ci autorizza  ad affidare il cane  in custodia giudiziale .

Era stata trovata per Martino la collocazione ideale: una famiglia davvero amante dei cani pronta ad accogliere anche la bestiola più sfortunata a prescindere dall’età, dalla razza dalla ‘bellezza esteriore’ pronta a dedicarsi anima e corpo al recupero fisico ma soprattutto psichico del povero Martino. Come se non bastasse, l’esperienza la competenza  e la dedizione profuse dalla nuova famiglia di Martino hanno prodotto risultati tangibili ed un brillante successo ossia riuscire a far convivere pacificamente con gli altri cani della famiglia, maschi e femmine! Per Martino inizia  un periodo idilliaco, le sue zampe si rinforzano , tutta la sua muscolatura riprende tono , ed il pelo lucido e forte., le sue piaghe vengono curate ,  i suoi polpastrelli  non sono più feriti …..

Tutto sembrava andare per il meglio quando  verso la fine di aprile veniamo informati dalla procura che il cane doveva essere consegnato al fratello dei due proprietari imputati i quali, ancora in vigenza del sequestro preventivo, avevano stipulato un contratto di cessione di Martino (Un atto di vendita   del cane su carta semplice   – trattato ne più ne meno come una cosa…un motorino …. una sedia …)

Da quel momento  è stato un dramma dopo l’altro, e nonostante il nostro legale abbia fatto e stia facendo di tutto  per evitare la restituzione  , impugnando il decreto di dissequestro, avanzando una nuova richiesta di sequestro preventivo (alla luce delle possibili reazioni violente di Martino conseguenti al suo rientro in un nucleo familiare che lo ha maltrattato e che , nel caso del fratello non imputato, ha ignorato e tollerato il maltrattamento protrattosi per lunghi mesi) suffragandola sul rischio di detenere un cane ‘impegnativo’ a contatto con persone inesperte ed  inadeguate .

Infatti nella sua nuova collocazione (la terza !!!!)  ! che il cane non conosce  e  nessuno dei componenti  di questa famiglia  conosce ora quali siano le reazioni del cane (poi leggiamo sui giornali …non riconosce il padrone  e azzanna  eccc ????!!!)

Abbiamo tentato  di convincere   i nuovi   affidatari  a lasciare il cane dove era, ma senza successo!!!

Noi non vogliamo che Martino  resti recluso in una gabbia  troppo tempo ,a dire il vero non avremmo mai voluto  che ritornasse  in canile .

Noi  eseguiremo quanto verrà ordinato dal P..M.   altrimenti saremmo sicuramente denunciati e perseguiti qualora non lo facessimo , ma mi domando  a cosa serve fare tanto lavoro  per  salvaguardare  il benessere degli animali ,  se arriviamo  a  questi risultati ???

Martino era felice   a giocare con i suoi nuovi amici perchè  finalmente aveva anche imparato  a giocare con altri . Ora i  suoi  amici rimasti nella casa di  Carla piangono e lo cercano  come lui sta aspettando e cercando loro ……!!!!!!

Siamo   tornati indietro di almeno  20 anni , due guardie zoofile ammazzate nel pieno delle loro funzioni  e quasi derise per aver dato la vita per salvaguardare degli animali ,  animali  maltrattati che vengono riconsegnati anche se in via indiretta ai propri carnefici .

Cosa ci riserva il futuro?

Abbiamo sentito l’esigenza di  divulgare  questa ennesima brutta storia che coinvolge la vita di un essere vivente,  ma  caro Martino  noi non ti  lasceremo mai,  anche se sarai in capo al mondo perchè  ci sarà sempre qualcuno che veglierà su di te.

Clara  Bongiorno

canilegeuna@libero.it;

Responsabile Tecnico

Canile Municipale  di Genova

ASS. U.N.A  GENOVA

cell .  338 190 44 28

PS

Al momento dell’  invio  di questo Comunicato  il cane è stato ritirato dai Carabinieri  con il nuovo affidatario  su ordine del P.M.

Il cane non lo ha nemmeno riconosciuto   anche se è il fratello dei due  condannati  !!!!

Non commento oltre  !!!!


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