Leggi, aiuta, fai tutto quello che puoi fare o…premi il grilletto
12 agosto 2010 -
Leggi, aiuta, fai tutto quello che puoi fare o…premi il grilletto
C’era un’emergenza ad Aragona (Ag), per decine di cani imprigionati in condizioni drammatiche, tra fame, malattie morte e l’inedia delle Istituzioni, tra le quali il Comune (che ne è, sulle carte, custode giudiziario).
In questi due anni, con aiuti di ogni tipo da ogni angolo d’Italia abbiamo fronteggiato quell’emergenza facendo di TUTTO per essere la loro voce e per farli sopravvivere, nutriti e curati e soprattutto ridando loro forza, speranza e dignità pur tra infinite avversità.
Quell’emergenza era una guerra difficile che credevamo di poter vincere sul posto ma l’epilogo che ora incombe è terribile: IL Comune vorrebbe deportare i CANI in un maxi canile calabrese da migliaia di posti, che si aggiudicherebbe la “merce al ribasso” per circa 2 euro a “pezzo” (senza gara).
Ciò è inquietante perché oltre all’incredibile numero di cani presenti in questo maxi canile, la bassa cifra di 2 euro “all inclusive” dovrebbe comprendere mantenimento, visite veterinarie, cure per le decine di ammalati, ma ciò ci sembra inverosimile. A sostegno di questi timori, oltre alle notizie preoccupanti provenienti da volontari locali, c’è il fatto che sembra che il canile in questione sia stato oggetto d’interrogazioni parlamentari con le medesime nostre perplessità che, in passato, hanno bloccato in parte una simile remunerativa deportazione.
Stiamo cercando in tutti i modi di evitare la firma di questa assurda convenzione, proponendo lo spostamento in una provvisoria struttura leggera da edificarsi nelle vicinanze, con la collaborazione di tutti, per portarli via da Contrada Tuberio (dove c’è lo sfratto esecutivo), fino alla realizzazione del canile comunale con fondi regionali, ma pare che il Comune non ne abbia la volontà, neanche con l’interessamento del Ministero della Salute.
Ci sembra un incubo senza logica: come fa un Comune a giustificare la sua quasi indifferenza verso 100 cani per due anni, lamentando carenza di fondi e poi pagare annualmente al maxi canile calabrese decine di migliaia di euro di soldi pubblici per i cani di Contrada Tuberio, salvo poi continuare ad ignorare gli altri vaganti sul proprio territorio e con essi le leggi che li riguardano?
Se la proposta della struttura leggera provvisoria non andrà a buon fine saremo costretti a fare una crudele scelta chiedendo a tutti ospitalità per i cuccioli e per gli adottabili sani (circa 50) lasciando al loro destino di “impresa al ribasso” i selvatici e i malati.
I nostri amati “aragonesi pelosi” non sono vaganti e quindi non hanno possibilità di passarsela bene o male a seconda delle loro capacità o del destino, ma sono rinchiusi ed inermi da sempre in un girone infernale, rischiano di precipitare ulteriormente senza di noi.
Tutti insieme abbiamo fatto diversi miracoli sul posto: aiutato un cucciolino a non perdere la vista, rifatto camminare due cagnolini malmessi, curato le decine di malati, strappato alla morte molti altri, ma ora dobbiamo aspirare ad una rivoluzione che possa fare da apripista anche per tante altre.
BASTA con le enormi strutture che più che ricoveri per animali sembrano immani catene di montaggio di sofferenza e di lucro, comodi e crudeli escamotage di Enti inetti.
Può sembrare un obiettivo troppo ambizioso e difficile ma l’alternativa sarebbe inaccettabile: le loro vite perdute.
Il destino di queste reiette creature verrà scritto in questi giorni!
Se iniziassimo da ARAGONA a non permettere mai PIU’ a maxi canili di lucrare ancora sulla pelle degli animali ?
Se iniziassimo da Aragona ad obbligare alla cosruttiva responsabilità i Comuni?
Rimanere indifferenti e condannarli alla deportazione è come premere un grilletto…
Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per questa battaglia esemplare:
Chiunque possa donare materiali (reti, brecciolino, paletti tettoie, porte) e/o adottare, stallare, mettere in pensione o in un canile fidato anche solo UNO di loro ci contatti immediatamente:
ai numeri telefonici: 328/4214663 – 340/3356512 – 347/5967860 -347/8886859
o agli indirizzi email: lidasicilia@libero.it, lida.aragona@alice.it, info.oica@gmail.com , tisifone.ldf@gmail.com, info@nelnomedelcane.org.
Chi vuole contribuire per la struttura leggera, per i viaggi degli adottati, per i trasportino, per le pensioni può effettuare un bonifico bancario direttamente intestato SOLO a
L.I.D.A. ARAGONA
Via Sandro Pertini n. 48 – 92021 ARAGONA (AG)
IBAN: IT 12 M 01030 82800 000003886127
Banca: Monte dei Paschi di Siena S.p.A.
Filiale di Aragona (AG)
100 tesori vi implorano di NON VOLTARVI DALL’ALTRA PARTE!
A:
info@lacoscienzadeglianimali.it;
LEGGI TUTTO...
Aragona, la disumanità è di scena
13 novembre 2009 -
ARAGONA (AG): SECONDO VOI, SI PUO’ CONTINUARE COSI’? NUOVI CUCCIOLI, NATI IN MEZZO AL FANGO…
A metà novembre partirà la Seconda Missione, alla quale parteciperà Laura, una veterinaria che si occuperà personalmente delle sterilizzazioni, che con l’aiuto di altri volontari porterà
Per tutto questo occorrono fondi!
Se volete aiutare, potete inviare un bonifico a :
IBAN : IT 12 M 01030 82800 000003886127
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA S.P.A. – Filiale di ARAGONA (AG)
IL DRAMMA DI ESSERE VECCHI O CANI AD ARAGONA (AG): UNA SICILIA DA BANDIRE
21/10/2009 – Immaginate di trovare nei rifiuti cucciolotti mugolanti di pochi giorni, cani gettati nel bidone con piaghe di ogni genere, abbandonati da famiglie di mostri che mai si sognerebbero di sprecare un euro dal veterinario che neanche c’è in tutta Aragona; immaginate di chiedere in giro ma nessuno ha visto e sentito niente. Allora contattate le forze dell’ordine che vi rispondono di lasciarli li e proseguire oltre perché non c’è un canile e c’è sempre altro da fare, ma non ce la fai perché quei guaiti ti squarciano l’anima più di una lama e allora li porti a casa.
Il giorno dopo apri la finestra e trovi ancora un’altra scatola di cuccioli e cani legati alla maniglia del tuo portone perché ormai tutti sanno a chi lasciare questi scomodi pacchi di carne. Immaginate di non ricevere mai risposte dal Comune e sentite lo scherno e il disprezzo della gente attorno a voi che vi deride, vi “schifa”, immaginate di avere il cancro e la chemioterapia che vi riduce uno straccio ma ci sono loro, decine di cani che ogni giorno crescono mangiano e non hanno nessuno se non voi, la fame, la disperazione, la frustrazione, la solitudine, le malattie, voi che siete soli e vecchi e non sapete neanche parlare italiano molto bene…
Mio Dio, la casa è piena, il garage anche , allora li portate nel vostro terreno, andate a frugare nelle discariche per cercare onduline, tubi, reti rotte di materasso, travi di legno, ve li caricate addosso per chilometri, quanti chilometri e quanto peso per i tuoi 70 anni di dolore, appronti recinti di fortuna nel terreno che ti ha lasciato tuo marito morendo, con il disappunto dei tuoi figliastri, ma almeno li nessuno li avvelenerà e non litigheranno tra loro per quel tocco di pane che con la misera pensione sociale riesci ad assicurargli.. Immaginate che questo incubo non termini al suono della sveglia, ma continui ad attanagliarti la mattina, il pomeriggio, la sera e la notte tanto da darvi la forza della disperazione per andare in comune,incatenarsi e cospargersi di benzina per essere ascoltata, ma è inutile anche questo anzi, ecco scattare il Trattamento Sanitario Obbligatorio! Perché in quel posto occuparsi di animali e chiedere di applicare le leggi è da pazzi!
Immaginate tutto questo che si ripete per 365 giorni, per circa10 lunghissimi anni..
Poi qualche associazione animalista di fuori inizia ad interessarsi a queste creature dimenticate da Dio , fa pressione,scrive, telefona e si fa ascoltare, ecco finalmente Vigili e Asl, forse ci siamo, forse si farà un canile, forse vi sfameranno e vi cureranno amori miei,..ma cosa sono quei verbali , cosa è quel nastro e quel cartello, perché queste divise mi parlano di rifugio abusivo, maltrattamento di animali e multe, perché se ne vanno senza degnarvi di uno sguardo, senza ascoltare i vostri guaiti, senza una crocchetta, senza un pasticca..
Questo non è un film , né un romanzo ma è la “normale, quotidiana”realtà della signora Gueli Ninfa.
NINFA GUELI è anziana , non istruita, indigente, sola e malata ma, da circa 10 anni, percorre ogni giorno lunghi km a piedi con sacchi di cibo sulle spalle, tra scherno ed indifferenza ,per sfamare ed accudire un centinaio di cani randagi che,
nel tempo, le hanno abbandonato sul davanzale di casa e nel suo terreno ; cani fantasma, non registrati, abbandonati, malati e/o seviziati, vittime come lei, delle inadempienze di uno dei tanti paesi siciliani dove i cani sono niente, possono essere uccisi, investiti, seviziati, avvelenati, tanto sono niente, come una povera vecchia e le leggi che li riguardano .
In fondo è colpa sua, perché in questi anni, invece di impelagarsi in questo problema, arrivando addirittura ad incatenarsi pur di farsi ascoltare dal Sindaco dandosi addirittura quasi fuoco, cosa che le è costata il manicomio, doveva accettare i numerosi consigli ricevuti e avvelenarli tutti o almeno voltar loro la faccia !
…infatti solo una pazza puo’ trascinarsi per km con una gamba fratturata, con un occhio operato, con i sondini attaccati al corpo , o sotto la chemioterapia per arrivare nel proprio terreno dove ha cercato sempre di accudirli al meglio delle sue poche possibilità, dovendosi suo malgrado sostituire al Comune per stato di forza maggiore a causa dell’ assenza di un canile, di convenzioni e di qualsiasi altro tipo di intervento!
..Solo una pazza può accumulare reti di materasso , tubi dimessi, onduline rotte per creare un povero piccolo pezzettino di pace per cani gettati tra i rifiuti dai suoi normali concittadini.
Per lei prima l’indifferenza e la derisione e poi.., poi,lo scorso anno, quando i panni sporchi sono usciti fuori perchè varie associazioni , anche estere, impressionate da questa buona e coraggiosa vecchietta impotente ma ostinata contro le tracotanti inadempienze degli Enti pubblici, patite sulla pelle di animali colpevoli di essere nati nel posto sbagliato, chiedevano al Sindaco di eseguire la legge occupandosi dei cani del suo territorio, è iniziata la persecuzione al più facile capro espiatorio che ci possa essere…:Ninfa.
Pare che agli Enti Preposti basti la frase “non ci sono soldi” per avere l’esenzione dall’attuazione delle leggi..
Infatti, dopo gli appelli e le petizioni degli animalisti, invece di ottenere gli adempimenti delle leggi in materia di randagismo o almeno un po’ di attenzione per loro , magari sottoforma di cibo dal Comune e di cure dai veterinari pubblici, è stata incolpata di aver costruito un rifugio abusivo (perché ha messo delle reti provvisorie per evitare accoppiamenti e aggressioni), di maltrattamento (perché con la sua minima pensione sociale non ha curato le decine di cani del Comune di Aragona) e di non aver microchippato i cani comunali (peraltro unica e sola sanzione del genere in tutto il paese!).
Così terreno e cani sono stati vincolati in un SEQUESTRO PENALE e sanitario dalla Polizia Municipale e dai Dirigenti ASL lasciandoli poi, nastro e cartello a parte , per più di un anno, dove e come erano sempre stati, avvolti in un limbo di inedia amministrativo-burocratica all’italiana.
Unico risultato di questo “Blitz”, peraltro di un contesto conosciuto da anni dagli enti competenti, è stato il blocco di tutte le adozioni trovate a dicembre grazie ai continui appelli, infatti nè Tribunale né Comune avevano degnato di risposta le richieste di adozione né l’offerta di spostare i cani presso un rifugio milanese che avrebbero fatto intravedere il lieto fine ad alcuni animali e che avrebbero anche alleggerito gli oneri del Comune.
In prima battuta la custodia giudiziaria è stata data alla Signora , nonostante sia stata anche verbalizzata la sua condizione di impossibilità fisica ed economica…
Contemporaneamente i veterinari ASL (gli stessi spesso irreperibili nelle emergenze di cani incidentati e che hanno fatto “strage” solo di Associazioni animaliste locali verbalizzandole a più non posso vedi caso A.E.P.C.R. e Aronne) si sono limitati a microchippare, e a fare qualche iniezione prelievi per l’Istituto Zooprofilattico, lasciando diversi cani alla loro sorte di agonia, ferite, malattie terminali e parassitosi (fatto peraltro accennato sui verbali!), senza nemmeno ottimizzare l’intervento cattura effettuata per inoculazione chip e prelievo ematico per sterilizzare nell’immediatezza e , ciliegina sulla torta, cercando di multarla per migliaia di euro per mancata apposizione di chip e per rifugio abusivo!!!!
Alcuni cani, per fortuna o purtroppo, hanno smesso per sempre di soffrire e sono stati lasciati nel terreno a marcire, tanto che la poverina, per non farli sbranare dagli altri cani e dai topi, non avendo neanche una automobile per spostare le carcasse, è stata costretta momentaneamente a seppellirli, attendendo la rimozione (mai avvenuta e altre volte avvenuta a corpi ormai decomposti) delle carcasse da parte di chi di dovere!
Nonostante dimostrazioni, petizioni, atti dimostrativi, avvocati, relazioni, diffide, riunioni e quant’altro, fino al marzo 2009 i cani sopravvissuti dalla morte ma avviluppati dall’inerzia e dal disinteresse istituzionale sono stati nutriti solo grazie alle tasche di volontari e benefattori sparsi in tutta Italia, e accuditi quotidianamente solo da Ninfa e da Mary, una volontaria Lida, andata più volte in ospedale a causa del luogo impervio dove si trovano gli animali.
Dal marzo 2009, dopo lunghe ed estenuanti riunioni in Comune, nella cui sede è emersa l’impossibilità concreta di attuare l’Ordinanza del Tribunale datata novembre 2008, nonché la Legge sul randagismo per via di un deficit di MILIONI di euro, si è ottenuto solo qualche sacco di cibo…
E’ già tanto: in fondo anche noi possiamo non pagare una multa o non ascoltare un ordine del Tribunale esclusivamente dicendo che non abbiamo i soldi per farlo no?!
I cani rimangono tutt’ora impantanati in questo buco nero ben consolidato da anni di omissioni, inadempienze, menefreghismo ed ignoranza… anche dopo che con un riesame, l’Autorità Giudiziaria, a novembre 2008, li ha ufficialmente affidati al vero proprietario, cioè al Sindaco…ma questo rimane solo sulla carta perché pare che soltanto un miracolo, o l’esercito o il Papa possa costringere gli Enti preposti (ed obbligati da una Ordinanza del Tribunale) ad occuparsi di queste poveri animali, dato che non ci sono riuscite centinaia di persone, né avvocati, né magistrati né riunioni con associazioni animaliste.
Solo alcuni casi canini sono stati strappati da quella realtà grazie al fatto che gli adottanti hanno trascorso giorni nel Tribunale, rimpallati da ufficio a ufficio, per ottenerne la custodia, sobbarcandosi viaggi di migliaia di km!!
Dopo molti mesi sono arrivati gli esiti delle analisi dei campioni di sangue degli sfortunati canidi aragonesi dall’Istituto zooprofilattico (molti dei quali con risultati dubbi in quanto non combacianti con le medesime effettuate presso studi privati) che hanno ufficialmente attestato la presenza di zoonosi ma , circa 10 scatole di medicine a parte date alla volontaria (con una stranissima procedura che ha visto questi medicinali passare dalle mani del Comune che li ha acquistati, a quelle del veterinario Asl che li ha semplicemente guardati e consegnati alla volontaria spiegando la somministrazione (?!!) nulla si muove nemmeno su questo fronte , e se non vi fossero gli interventi una tantum di una task force di volontari provenienti da altre Regioni per sobbarcarsi i viaggi per sterilizzazioni e gli oneri per cure e vaccini la vicenda si sarebbe tramutata oltremodo in un allevamento degli orrori…
Ma per fortuna c’è qualche gonzo animalista, forse credendo che sia meglio tenere in vita gli animali che sperare in un ipotetico processo, che mettendo mano al suo portafoglio sfama e cura i cani del nostro amato Sindaco! Per il resto campa cavallo che l’erba cresce…
Dulcis in fundo : pare che il Tribunale non abbia voluto proprio archiviare l’accusa di maltrattamento a “nonna Ninfa” e quindi una domanda nasce spontanea: come mai allora non si accusa anche il Sindaco per il medesimo reato visto che i cani si trovano tutt’ora nello stesso identico luogo nonostante i dettami del riesame e che, senza il nostro intervento e le nostre tasche, sarebbero morti di fame da mesi??
Le istituzioni sono esentate dal rispetto delle leggi?
Non ottemperare ad una disposizione dell’autorità giudiziari e non applicare le leggi non è un reato?
Perché nessuno si prende la briga di leggere e analizzare tutto lo scomodo incartamento di questo caso?
Chi cura i cani malati?Tutti quelli malati di Leishmaniosi (circa la metà) si spegneranno man mano sotto gli occhi inermi di Ninfa e di Mary?
Perché gli enti preposti attendono l’intervento di volontari invece di attivarsi autonomamente per le catture, le sterilizzazioni, le cure, i vaccini, ecc?
Perché se sei su una strada aragonese e trovi un randagio e telefoni alle forze dell’ordine ti rispondono, quasi allibiti della chiamata, di andare oltre perché tanto è tutto inutile?
Chi pagherà le spese per il loro mantenimento dopo questi ultimi sacchi di mangime regalati dalla emittente radiofonica 105 ?
Le povere anime umane e canine quanto dovranno vivere ancora tra eternit, reti metalliche e arruginite, reti di materasso, e immersi nel fango?
Quando capirà il Comune che non si può aspettare con le mani in mano la risposta della Regione alla richiesta di fondi per la costruzione di un canile e che da subito deve, o li nel terreno di Ninfa o da qualche altra parte , attrezzare decentemente l’area adibita al ricovero dei suoi cani e sostentarli?
Quando inizieranno i controlli ai cani privati che sono quelli le cui cucciolate vengono ancora abbandonate li?
Per quanto ancora rinvieranno? Fino a quando vedremo una seconda Modica?
Chi dovrà morire per far finire questo omertoso scaricabarile di responsabilità?
Ecco Ninfa… la vecchia pazza…malata della nostra stessa follia..
E la struttura precaria che ha tirato su negli anni, per amore dei cani abbandonati e seviziati, aspettando inutilmente un intervento del Comune.
Ombre di cani divorati dalle malattie mentre i veterinari Asl si limitavano a chipparli e a verbalizzare.
Altri poveri animali che hanno smesso per sempre di soffrire dopo essersi lentamente spenti sotto gli occhi disperati ed impotenti di Ninfa e l’ indifferenza dei veterinari Asl che non le hanno neanche regalato l’eutanasia per non soffrire fino all’ultimo istante.
Anche i corpi di chi non ce l’ha fatta hanno subito la stessa indifferenza istituzionale!
Secondo il Tribunale chi verrà identificato come maltrattatore?
Un Comune che ha ignorato costantemente e impunemente una legge datata 1991
oppure una vecchietta malata e con una pensione sociale che ha messo a loro disposizione il suo misero ma amorevole tutto ?
Quale Giustizia??
Un gruppo di volontari, quelli che fanno le veci delle istituzioni assenti ingiustificate
Info, foto, filmati e documenti su: www.nelnomedelcane.org
Contatti locali:
Severino Pietro e Mary (Lida Aragona) 328/4214663
Colonna Salvatore (Lida Caltanisetta) 334/2332583
De luca Cardilllo Annalisa (Lida Sicilia) 347/5967860
Mail Lida Sicilia: lidasicilia@alice.it;
Chiliamacisegua basita, orripilata, furente, segnala alla opinione pubblica, una Sicilia da bandire, da isolare, da denunciare: Quella che traspare da questa mail ricevuta e che divulga a manetta. E aspetta, assieme ai volontari che uno spiraglio di luce accenda, in questa bellissima isola, la luce della legge e della civiltà
www.chiliamacisegua.org
LEGGI TUTTO...
Una Sicilia da bandire
21 ottobre 2009 -
http://parcodeinebrodi.blogspot.com/2009/10/il-dramma-di-essere-vecchi-o-cani-ad.html
IL DRAMMA DI ESSERE VECCHI O CANI AD ARAGONA (AG): UNA SICILIA DA BANDIRE
Una Sicilia da bandire
Chiliamacisegua basita, orripilata, furente, segnala alla opinione pubblica, una Sicilia da bandire, da isolare, da denunciare:
Quella che traspare da questa mail ricevuta e che divulga a manetta.
E aspetta, assieme ai volontari che uno spiraglio di luce accenda, in questa bellissima isola, la luce della legge e della civiltà.
Chiliamacisegua
Il dramma di essere vecchi o cani ad ARAGONA (Ag)
….Immaginate di trovare nei rifiuti cucciolotti mugolanti di pochi giorni, cani gettati nel bidone con piaghe di ogni genere, abbandonati da famiglie di mostri che mai si sognerebbero di sprecare un euro dal veterinario che neanche c’è in tutta Aragona; immaginate di chiedere in giro ma nessuno ha visto e sentito niente. Allora contattate le forze dell’ordine che vi rispondono di lasciarli li e proseguire oltre perché non c’è un canile e c’è sempre altro da fare, ma non ce la fai perché quei guaiti ti squarciano l’anima più di una lama e allora li porti a casa. Il giorno dopo apri la finestra e trovi ancora un’altra scatola di cuccioli e cani legati alla maniglia del tuo portone perché ormai tutti sanno a chi lasciare questi scomodi pacchi di carne. Immaginate di non ricevere mai risposte dal Comune e sentite lo scherno e il disprezzo della gente attorno a voi che vi deride, vi “schifa”, immaginate di avere il cancro e la chemioterapia che vi riduce uno straccio ma ci sono loro, decine di cani che ogni giorno crescono mangiano e non hanno nessuno se non voi, la fame, la disperazione, la frustrazione, la solitudine, le malattie, voi che siete soli e vecchi e non sapete neanche parlare italiano molto bene…
Mio Dio, la casa è piena, il garage anche , allora li portate nel vostro terreno, andate a frugare nelle discariche per cercare onduline, tubi, reti rotte di materasso, travi di legno, ve li caricate addosso per chilometri, quanti chilometri e quanto peso per i tuoi 70 anni di dolore, appronti recinti di fortuna nel terreno che ti ha lasciato tuo marito morendo, con il disappunto dei tuoi figliastri, ma almeno li nessuno li avvelenerà e non litigheranno tra loro per quel tocco di pane che con la misera pensione sociale riesci ad assicurargli.. Immaginate che questo incubo non termini al suono della sveglia, ma continui ad attanagliarti la mattina, il pomeriggio, la sera e la notte tanto da darvi la forza della disperazione per andare in comune,incatenarsi e cospargersi di benzina per essere ascoltata, ma è inutile anche questo anzi, ecco scattare il Trattamento Sanitario Obbligatorio! Perché in quel posto occuparsi di animali e chiedere di applicare le leggi è da pazzi!
Immaginate tutto questo che si ripete per 365 giorni, per circa10 lunghissimi anni..
Poi qualche associazione animalista di fuori inizia ad interessarsi a queste creature dimenticate da Dio , fa pressione,scrive, telefona e si fa ascoltare, ecco finalmente Vigili e Asl, forse ci siamo, forse si farà un canile, forse vi sfameranno e vi cureranno amori miei,..ma cosa sono quei verbali , cosa è quel nastro e quel cartello, perché queste divise mi parlano di rifugio abusivo, maltrattamento di animali e multe, perché se ne vanno senza degnarvi di uno sguardo, senza ascoltare i vostri guaiti, senza una crocchetta, senza un pasticca..
Questo non è un film , né un romanzo ma è la “normale, quotidiana”realtà della signora Gueli Ninfa.
NINFA GUELI è anziana , non istruita, indigente, sola e malata ma, da circa 10 anni, percorre ogni giorno lunghi km a piedi con sacchi di cibo sulle spalle, tra scherno ed indifferenza ,per sfamare ed accudire un centinaio di cani randagi che, nel tempo, le hanno abbandonato sul davanzale di casa e nel suo terreno ; cani fantasma, non registrati, abbandonati, malati e/o seviziati, vittime come lei, delle inadempienze di uno dei tanti paesi siciliani dove i cani sono niente, possono essere uccisi, investiti, seviziati, avvelenati, tanto sono niente, come una povera vecchia e le leggi che li riguardano .
In fondo è colpa sua, perché in questi anni, invece di impelagarsi in questo problema, arrivando addirittura ad incatenarsi pur di farsi ascoltare dal Sindaco dandosi addirittura quasi fuoco, cosa che le è costata il manicomio, doveva accettare i numerosi consigli ricevuti e avvelenarli tutti o almeno voltar loro la faccia !
…infatti solo una pazza puo’ trascinarsi per km con una gamba fratturata, con un occhio operato, con i sondini attaccati al corpo , o sotto la chemioterapia per arrivare nel proprio terreno dove ha cercato sempre di accudirli al meglio delle sue poche possibilità, dovendosi suo malgrado sostituire al Comune per stato di forza maggiore a causa dell’ assenza di un canile, di convenzioni e di qualsiasi altro tipo di intervento!
..Solo una pazza può accumulare reti di materasso , tubi dimessi, onduline rotte per creare un povero piccolo pezzettino di pace per cani gettati tra i rifiuti dai suoi normali concittadini.
Per lei prima l’indifferenza e la derisione e poi.., poi,lo scorso anno, quando i panni sporchi sono usciti fuori perchè varie associazioni , anche estere, impressionate da questa buona e coraggiosa vecchietta impotente ma ostinata contro le tracotanti inadempienze degli Enti pubblici, patite sulla pelle di animali colpevoli di essere nati nel posto sbagliato, chiedevano al Sindaco di eseguire la legge occupandosi dei cani del suo territorio, è iniziata la persecuzione al più facile capro espiatorio che ci possa essere…:Ninfa.
Pare che agli Enti Preposti basti la frase “non ci sono soldi” per avere l’esenzione dall’attuazione delle leggi..
Infatti, dopo gli appelli e le petizioni degli animalisti, invece di ottenere gli adempimenti delle leggi in materia di randagismo o almeno un po’ di attenzione per loro , magari sottoforma di cibo dal Comune e di cure dai veterinari pubblici, è stata incolpata di aver costruito un rifugio abusivo (perché ha messo delle reti provvisorie per evitare accoppiamenti e aggressioni), di maltrattamento (perché con la sua minima pensione sociale non ha curato le decine di cani del Comune di Aragona) e di non aver microchippato i cani comunali (peraltro unica e sola sanzione del genere in tutto il paese!).
Così terreno e cani sono stati vincolati in un SEQUESTRO PENALE e sanitario dalla Polizia Municipale e dai Dirigenti ASL lasciandoli poi, nastro e cartello a parte , per più di un anno, dove e come erano sempre stati, avvolti in un limbo di inedia amministrativo-burocratica all’italiana.
Unico risultato di questo “Blitz”, peraltro di un contesto conosciuto da anni dagli enti competenti, è stato il blocco di tutte le adozioni trovate a dicembre grazie ai continui appelli, infatti nè Tribunale né Comune avevano degnato di risposta le richieste di adozione né l’offerta di spostare i cani presso un rifugio milanese che avrebbero fatto intravedere il lieto fine ad alcuni animali e che avrebbero anche alleggerito gli oneri del Comune.
In prima battuta la custodia giudiziaria è stata data alla Signora , nonostante sia stata anche verbalizzata la sua condizione di impossibilità fisica ed economica…
Contemporaneamente i veterinari ASL (gli stessi spesso irreperibili nelle emergenze di cani incidentati e che hanno fatto “strage” solo di Associazioni animaliste locali verbalizzandole a più non posso vedi caso A.E.P.C.R. e Aronne) si sono limitati a microchippare, e a fare qualche iniezione prelievi per l’Istituto Zooprofilattico, lasciando diversi cani alla loro sorte di agonia, ferite, malattie terminali e parassitosi (fatto peraltro accennato sui verbali!), senza nemmeno ottimizzare l’intervento cattura effettuata per inoculazione chip e prelievo ematico per sterilizzare nell’immediatezza e , ciliegina sulla torta, cercando di multarla per migliaia di euro per mancata apposizione di chip e per rifugio abusivo!!!!
Alcuni cani, per fortuna o purtroppo, hanno smesso per sempre di soffrire e sono stati lasciati nel terreno a marcire, tanto che la poverina, per non farli sbranare dagli altri cani e dai topi, non avendo neanche una automobile per spostare le carcasse, è stata costretta momentaneamente a seppellirli, attendendo la rimozione (mai avvenuta e altre volte avvenuta a corpi ormai decomposti) delle carcasse da parte di chi di dovere!
Nonostante dimostrazioni, petizioni, atti dimostrativi, avvocati, relazioni, diffide, riunioni e quant’altro, fino al marzo 2009 i cani sopravvissuti dalla morte ma avviluppati dall’inerzia e dal disinteresse istituzionale sono stati nutriti solo grazie alle tasche di volontari e benefattori sparsi in tutta Italia, e accuditi quotidianamente solo da Ninfa e da Mary, una volontaria Lida, andata più volte in ospedale a causa del luogo impervio dove si trovano gli animali.
Dal marzo 2009, dopo lunghe ed estenuanti riunioni in Comune, nella cui sede è emersa l’impossibilità concreta di attuare l’Ordinanza del Tribunale datata novembre 2008, nonché la Legge sul randagismo per via di un deficit di MILIONI di euro, si è ottenuto solo qualche sacco di cibo…E’ già tanto: in fondo anche noi possiamo non pagare una multa o non ascoltare un ordine del Tribunale esclusivamente dicendo che non abbiamo i soldi per farlo no?!
I cani rimangono tutt’ora impantanati in questo buco nero ben consolidato da anni di omissioni, inadempienze, menefreghismo ed ignoranza… anche dopo che con un riesame, l’Autorità Giudiziaria, a novembre 2008, li ha ufficialmente affidati al vero proprietario, cioè al Sindaco…ma questo rimane solo sulla carta perché pare che soltanto un miracolo, o l’esercito o il Papa possa costringere gli Enti preposti (ed obbligati da una Ordinanza del Tribunale) ad occuparsi di queste poveri animali, dato che non ci sono riuscite centinaia di persone, né avvocati, né magistrati né riunioni con associazioni animaliste.
Solo alcuni casi canini sono stati strappati da quella realtà grazie al fatto che gli adottanti hanno trascorso giorni nel Tribunale, rimpallati da ufficio a ufficio, per ottenerne la custodia, sobbarcandosi viaggi di migliaia di km!!
Dopo molti mesi sono arrivati gli esiti delle analisi dei campioni di sangue degli sfortunati canidi aragonesi dall’Istituto zooprofilattico (molti dei quali con risultati dubbi in quanto non combacianti con le medesime effettuate presso studi privati) che hanno ufficialmente attestato la presenza di zoonosi ma , circa 10 scatole di medicine a parte date alla volontaria (con una stranissima procedura che ha visto questi medicinali passare dalle mani del Comune che li ha acquistati, a quelle del veterinario Asl che li ha semplicemente guardati e consegnati alla volontaria spiegando la somministrazione (?!!) nulla si muove nemmeno su questo fronte , e se non vi fossero gli interventi una tantum di una task force di volontari provenienti da altre Regioni per sobbarcarsi i viaggi per sterilizzazioni e gli oneri per cure e vaccini la vicenda si sarebbe tramutata oltremodo in un allevamento degli orrori…
Ma per fortuna c’è qualche gonzo animalista, forse credendo che sia meglio tenere in vita gli animali che sperare in un ipotetico processo, che mettendo mano al suo portafoglio sfama e cura i cani del nostro amato Sindaco! Per il resto campa cavallo che l’erba cresce…
Dulcis in fundo : pare che il Tribunale non abbia voluto proprio archiviare l’accusa di maltrattamento a “nonna Ninfa” e quindi una domanda nasce spontanea: come mai allora non si accusa anche il Sindaco per il medesimo reato visto che i cani si trovano tutt’ora nello stesso identico luogo nonostante i dettami del riesame e che, senza il nostro intervento e le nostre tasche, sarebbero morti di fame da mesi??
Le istituzioni sono esentate dal rispetto delle leggi?
Non ottemperare ad una disposizione dell’autorità giudiziari e non applicare le leggi non è un reato?
Perché nessuno si prende la briga di leggere e analizzare tutto lo scomodo incartamento di questo caso?
Chi cura i cani malati?Tutti quelli malati di Leishmaniosi (circa la metà) si spegneranno man mano sotto gli occhi inermi di Ninfa e di Mary?
Perché gli enti preposti attendono l’intervento di volontari invece di attivarsi autonomamente per le catture, le sterilizzazioni, le cure, i vaccini, ecc?
Perché se sei su una strada aragonese e trovi un randagio e telefoni alle forze dell’ordine ti rispondono, quasi allibiti della chiamata, di andare oltre perché tanto è tutto inutile?
Chi pagherà le spese per il loro mantenimento dopo questi ultimi sacchi di mangime regalati dalla emittente radiofonica 105 ?
Le povere anime umane e canine quanto dovranno vivere ancora tra eternit, reti metalliche e arruginite, reti di materasso, e immersi nel fango?
Quando capirà il Comune che non si può aspettare con le mani in mano la risposta della Regione alla richiesta di fondi per la costruzione di un canile e che da subito deve, o li nel terreno di Ninfa o da qualche altra parte , attrezzare decentemente l’area adibita al ricovero dei suoi cani e sostentarli?
Quando inizieranno i controlli ai cani privati che sono quelli le cui cucciolate vengono ancora abbandonate li?
Per quanto ancora rinvieranno? Fino a quando vedremo una seconda Modica?
Chi dovrà morire per far finire questo omertoso scaricabarile di responsabilità?
Ecco Ninfa… la vecchia pazza…malata della nostra stessa follia..
E la struttura precaria che ha tirato su negli anni, per amore dei cani abbandonati e seviziati, aspettando inutilmente un intervento del Comune.

Ombre di cani divorati dalle malattie mentre i veterinari Asl si limitavano a chipparli e a verbalizzare.
Altri poveri animali che hanno smesso per sempre di soffrire dopo essersi lentamente spenti sotto gli occhi disperati ed impotenti di Ninfa e l’ indifferenza dei veterinari Asl che non le hanno neanche regalato l’eutanasia per non soffrire fino all’ultimo istante..
Anche i corpi di chi non ce l’ha fatta hanno subito la stessa indifferenza istituzionale!
Secondo il Tribunale chi verrà identificato come maltrattatore?
Un Comune che ha ignorato costantemente e impunemente una legge datata 1991
oppure una vecchietta malata e con una pensione sociale che ha messo a loro disposizione il suo misero ma amorevole tutto ?
Quale Giustizia??
Un gruppo di volontari, quelli che fanno le veci delle istituzioni assenti ingiustificate
Info, foto, filmati e documenti su : www.nelnomedelcane.org
Contatti locali:
Severino Pietro e Mary (Lida Aragona) 328/4214663
Colonna Salvatore (Lida Caltanisetta) 334/2332583
De luca Cardilllo Annalisa (Lida Sicilia) 347/5967860
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Sindaco di Aragona Alfonso Tedesco
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Aragona, toccata e fuga nella Sicilia delle barbarie
16 novembre 2008 -
Aragona è in provincia di Agrigento. Il suo nome è suggestivo, ma la realtà evoca dolore e orrore nella peggior Sicilia che i siciliani onesti non meritano. Aragona è la storia di Ninfa Gueli, un’anziana anima indigente, semianalfabeta, malata di tumore. Ha avuto solo la disgrazia di nascere lì, e di sobbarcarsi, tra il riso, lo scherno e la beffa delle sanzioni, da più di 10 anni, il mantenimento e le cure di quasi un centinaio di cani aragonesi randagi, che sono i cani del sindaco. Gli animali glieli buttano dentro i cassonetti, li abbandonano nei suoi terreni. E lei, li raccoglie tutti, uno ad uno, con amore disprezzato e punito. Ad Aragona la civiltà non ha ancora cittadinanza. Ad Aragona la legge non esiste. Le norme sul randagismo non esistono. C’è un altro tribunale, per giudicare i vivi: farli morire di dolore e di fatiche.
Quando Ninfa bussa alla porta del sindaco, la risposta è che non ci sono soldi. Intanto i cani vengono ignorati, uccisi, seviziati, abbandonati, investiti, avvelenati. Orpelli inutili e di disturbo, inanimate presenze da eliminare. Dalla disperazione lei ha cercato di darsi fuoco, ma neanche l’estremo gesto ha smosso le coscienze.
Alla fine Ninfa è passata per pazza ma non per il fuoco: per aver detto mille volte no a chi le suggeriva di risolvere il problema, con il veleno. Laggiù si fa così. Metodo rapido e veloce. Istituzionale.
Racconta Ninfa agli amici stretti che alla domanda al sindaco: “Che ne facciamo dei cani?”, la risposta è stata: “Quali cani?”. Appunto: quale Ninfa? Ninfa non esiste.
Non che del canile qualcuno non abbia provato in passato ad occuparsi. Associazioni anche estere hanno tentato di sfilare dall’inedia comunale il destino dei cani. Ma l’unica cosa che è stato capace di fare il Comune, oltre all’aver fornito misere e rare quantità di cibo, è stato l’aver inviato in canile (che è sul terreno di proprietà di Ninfa), Polizia e Asl e metterle sotto sequestro i cani. Che fatica, fare i verbali.
Così, Ninfa ha imparato la lezione, ha imparato a lamentarsi, a occuparsi dei randagi al posto del sindaco che non se ne occupa, ha imparato a vedersi bloccate tutte le adozioni. Brutta vecchia pazza di una Ninfa, ma dove vivi?
Però… le hanno lasciato la custodia giudiziaria, eppure hanno verbalizzato la sua condizione di impossibilità fisica ed economica a proseguire. Tanto Ninfa sa poco leggere e poco scrivere, che importa se non sa che ha diritto all’assistenza legale?
Ninfa così, nella sua disperata corsa per la sopravvivenza dei cani, senza un aiuto pubblico, si è vista denunciata per maltrattamento (e per il maltrattamento a lei, chi denunceranno mai!?), e non contenti le hanno comminato dall’Asl una multa di quasi 15 mila euro per mancata iscrizione all’anagrafe canina comunale dei cani.
Per legge spetta al Comune, al sindaco. Per l’Asl tocca ad una ultrasessantacinquenne con pensione sociale.
Qualche veterinario ha fatto qualche microcippatura, ma di sterilizzazioni, neanche l’ombra.
«Alcuni cani hanno smesso per sempre di soffrire e sono stati lasciati nel terreno a marcire, tanto che la poverina, per non farli sbranare dagli altri cani e dai topi, non avendo neanche una automobile per spostare le carcasse, è stata costretta momentaneamente a seppellirli, attendendo la rimozione (mai avvenuta) delle carcasse da parte di chi di dovere«, ci racconta un amico, mentre si parla di fantomatici spostamenti in altri canili. Quali? Quando?
In una rete di passaparola tra Associazioni animaliste, era stato fatto anche il miracolo: una pensione milanese, ad un costo irrisorio, avrebbe accolto i cani di Ninfa. Il Comune si sarebbe tolto un pensiero per due lire, ma fu difficile capire cosa ne pensasse il sindaco, schiacciato dai pesanti impegni istituzionali, sempre riunito o appena uscito dalla porta.
Alla Lida di Caltanissetta, che lo aveva interpellato, nessuna replica. Ad Aragona d’altra parte i cani evaporano con l’acido nei pensieri di molti, nell’immaginario collettivo ai cani di Ninfa ci pensano «le tasche di animalisti nordici… scemi». Ed è un autorevole pensiero.
I cani intanto restano lì, nella povertà generosa di Ninfa, già adottati sono condannati a restare a marcire ad Aragona. La giustizia rende giustizia solo con la morte, ad Aragona. Nessuno ha voglia di traslare la custodia giudiziaria degli adottati da Ninfa ai nuovi padroni. E per ogni futura adozione a venire, bisognerà attendere gli esami veterinari. Possono uscire solo i sani (quelli che riescono a sopravvivere non si sa come), mentre i malati non hanno diritto ad essere adottati e curati. Morire, devono.
Oppure ci deve pensare la vecchia Ninfa. Lontano dagli occhi dell’Asl, del sindaco e dei siciliani. Ma non è neanche la legge della giungla, lì vince il più forte. Ad Aragona solo il più prepotente.
s.piazzo@lapadania.net
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