6 NOVEMBRE LA PADANIA GIRA LE INTERCETTAZIONI INTEGRALI A GEAPRESS
6 novembre 2011 -
6 NOVEMBRE LA PADANIA GIRA LE INTERCETTAZIONI INTEGRALI A GEAPRESS
Il quotidiano umbro ternimagazine.it il primo a riprendere le 676 pagine
http://www.ternimagazine.it/59296/il-fatto/doping-quintata-ecco-le-intercettazioni-integrali.html
Che cosa ci resta ancora da scoprire nel vaso di Pandora della Quintana di Foligno?
L’inimmaginabile.
In un ritmo serrato e nervoso di frasi, battute, di elencazione di medicinali, tra “prendi, dai, metti, aggiungi, infiltra, ingoia…” in un sincopato giornalistico di tutto rispetto, Stefania Piazzo ricostruisce in questa terza puntata, attraverso le intercettazioni agli atti in Procura a Perugia, lo scenario prepalio con una sequenza cristallina e inequivocabile, dove si intrecciano telefonate tra uno dei veterinari e uno dei membri del rione Contrastanga.
Ah, naturalmente al primo posto ci stanno sempre i cavalli… L’amore e la cura per loro!
Eccertoooo…
E allora, nel finale che Stefania ci ha riservato, dalle intercettazioni telefoniche del processo per doping, fateci caso, una chicca, un regalino ai lettori.
Che fine fanno i cavalli che non funzionano negli ippodromi?
Se lo chiedono i due telefonisti e alla giornalista, nel fiume di pagine e parole del dossier, questo dettaglio non sfugge.
E ce lo regala per riflettere. E ce lo regala come spunto, indizio perchè qualcun altro, deputato e addetto alla bisogna, magari, indaghi.
Mentre anche io ce lo domandiamo!
Che deve fare la stampa di più, oltre all’inchiostro, pesante come il piombo che impallina la civiltà, dare il sangue forse, perché arrivi la censura di chi amministra il Palio e il territorio?
A proposito, il presidente dell’Ente Fiera non si dissocia da se stesso: solidarietà aveva espresso ai condannati e solidarietà incisa sulla pietra resta. E la Provincia di Perugia resta sempre convinta che non sia giusto che Foligno per questi esempi di pubblica virtù, resti esclusa dai patrimoni d’Italia.
Bravi.
Buona lettura e buona indignazione!
Chiliamacisegua
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LA PADANIA GIRA LE INTERCETTAZIONI INTEGRALI A GEAPRESS
VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE A CURA DI STEFANIA PIAZZO
CENTODECIMA PUNTATA
Rione Contrastanga. Andiamo avanti con le intercettazioni da pubblicare dopo le condanne per doping alla Quintana. Andiamo fino in fondo.
Dalle pagine processuali perugine ricompare il nome di un veterano della Giostra, il veterinario della Quintana, Umberto Ricci, e del gestore di scuderia del rione Contrastanga, Maurizio Conti. Il caso sono gli atti di doping sul cavallo Express Dissident.
Articolo
Rione Contrastanga
SEMO CALATI DE GLOBULI ROSSI, PO ESSE IL DMSO?
Andiamo avanti con le intercettazioni da pubblicare dopo le condanne per doping alla Quintana. Di turno il rione Contrastanga con il veterinario, Umberto Ricci, e il gestore della scuderia Maurizio Conti. Intanto la Padania ha inviato sabato 5 novembre al quotidiano on line www.geapress.org il documento integrale con le 676 pagine di intercettazioni.
Da ieri cliccando la stringa http: http://www.geapress.org/corse-palii-giostre/quintana-di-foligno-le-intercettazioni-integrali-dellinchiesta-sul-doping/20977 si leggono i testi.
Anche il quotidiano umbro ternimagazine.it da ieri ha pubblicato gli atti: http://www.ternimagazine.it/59296/il-fatto/doping-quintata-ecco-le-intercettazioni-integrali.html
(110-continua)
2 MAGGIO 2006
Maurizio: Umbe’, so’ Maurizio. Ascolta, te volevo chiede’ una cosa, io ho ritrovato la boccetta di Nevanderga (sic) dentro l’armadietto. … adesso con la ricetta che ce devo fa’, Umbe’? Umberto: ma è novo…? Maurizio: sì sì, scade nel 2007… se è un problema lo ricompro, Umbe’, se se può annulla’… Umberto: e no, la strappi la ricetta. Maurizio: no, la lascio lì, casomai te l’annulli e te la metti dentro al coso. Umberto: no, perché l’avemo registrata sul registro. Maurizio: eh, non se può annulla’? Umberto: sì. Maurizio: e sennò se è un problema lo piglio. Umberto: ma piglialo, va, oh? Faglie qualcosetta mo’ a ‘sti cavalli.
20 MAGGIO 2006
Maurizio: ascolta, Umbe’, per prova’ la Grigia stasera… ce vogliono due righe del veterinario. Umberto: perché? Maurizio: perché non è stata previsitata, ce la fanno prova’, però tutti i cavalli che non sono stati previsitati vogliono due righe del veterinario… come si chiama… de sana costituzione, che insomma può… che è in grado di prova’, via. Due righe. Umberto: io a mo’ sto quaggiù. Maurizio: non c’hai niente dietro, Umbe’? Umberto: no. Maurizio: e lo faremo su un foglio bianco. Umberto: non c’ho il timbro. Maurizio: e beh, ce lo metteremo a ma… ci scrivemo a stampatello… me porti un foglio, Umbe’, che te devo di’, sennò faremo in qualche altro modo. Perché se ce lo scrivi tu a stampatello Dott. Umberto Ricci? Umberto: va beh, dai, mo’ vedemo. Maurizio: e poi se ce fai.. perché dopo, dopo te spiego anche un’altra cosa, dopo quando vieni giù te dico anche un’altra cosa perché qui è diventata una cosa impossibile. Umberto: perché? Maurizio: perché hanno mandato una lettera all’ENPA di protesta perché noi abbiamo fatto.. non c’è scritto direttamente noi ma insomma se capisce che emo provato una cavalla non idonea secondo l’articolo.., Codice Penale, che se… non lo so, impiccagione, sei mesi di carcere duro ci daranno, non lo so… Qui è da incazzasse e basta… Umberto: chi l’ha messa? Maurizio: non lo so… e però me lo immagino, eh.
20 MAGGIO 2006
Umberto: Maurizio, l’ho mandato il fax, eh. Maurizio: ok, bene. Umberto: va bo’? … niente, certifico che ho visitato la cavalla ed è idonea a partecipare all’attività agonistica. Maurizio: perfetto, a posto.
31 MAGGIO 2006
Maurizio: me so’ scordato di ditte una cosa, … per Tiranno… lui al primo giro è sempre un po’ più nervoso… che cazzo gli posso fa’? È che quella roba per bocca che vendono non fa un cazzo, quelle paste, quelle.. Umberto: cioè, Mauri’, è robbetta proprio che non fa una sega… l’unica cosa che gli si può fa’ 0,1 de Domosedan… ma se fa prima che partite.
12 GIUGNO 2006
Marco: ciao, Umbe’, è Marcolino. Umberto: come sei messo? Marco: bene. Senti, io so’ andato a Madonna della Stella a piglia’ la roba… però non c’era il Flexadol, m’ha dato l’Axpegic. Umberto: è uguale…
12 GIUGNO 2006
Maurizio: Umbe’, so’ Maurizio. Senti, quella cosa che ha preso Marco, t’aveva telefonato, no, al posto del… Flexadol… Umberto: sì, è uguale. Maurizio: eh, le fiale sempre le stesse? Tre… due, tre, quante ne faccio? Umberto: sì, sì, tre de acqua e tre de polvere. Maurizio: oggi e domani? Umberto: sì.
14 GIUGNO 2006
Umberto: oh, Mauri’, dimmi. Maurizio: oh, ma un dubbio, io.. siccome sull’agenda ho visto l’Adeguan tocca fallo intramuscolo e va bene. Il Matrix io mi ricordo in vena, è sicuro? Umberto: endovena, endovena il Matrix. Maurizio: eh, porca pu… E poi un’altra cosa, io ho visto che tutta la settimana non ci sta mai erba colina, Epagen, io gliel’ho data, tanto non è che gli fa male. Umberto: Non faglie fa’ il Tationil (sic)… Maurizio: no no, oggi mo’ va a fa’ una passeggiata. Umberto: perché so’ un po’ suscettibili ‘sti cazzi di purosangue.
15 GIUGNO 2006
Maurizio: il cavallo è molto bello, Umbe’, se move molto bene, … Gianluca dice che adesso lui gli tira un po’ de meno, … però lui lo sentiva de testa più grintoso quindici giorni fa. Umberto: l’Olistiron (sic) lo sta a fa’? Maurizio: sì sì, lo sta a fa’, l’ha fatto, mo’ stasera lo deve rifa’. Umberto: senti, Mauri’, daglie casomai… dieci… venti compresse de Eutirox 100.
16 GIUGNO 2006
Maurizio: senti, ho ritirato le analisi… e semo un po’ bassi. Eh, nonostante le.. le cure, insomma, eh, anche ieri sera ha fatto 30 cc de Eutiron. Umberto: porco dinci! Maurizio: E poi c’ha bassissimi… dei globuli rossi. Umberto: un po’ de Eprex se rimedia? Maurizio: come? Umberto: un po’ de Epo? Maurizio: e come fo? Umberto: senti Gianluca. Maurizio: quanto tocca fagliene? Umberto: 10 unità sotto pelle oggi.
16 GIUGNO 2006
Maurizio: oh, Umbe’, scusa, eh. No, niente, non gliela fa, dice: me ce vuole un po’ de giorni: adesso io dove cazzo lo vado a piglia’… Umberto: e, Mauri’, l’Emo 15 l’abbiamo fatto mai? Maurizio: eh, gliel’abbiamo fatto sì, solo che c’era l’Ippiron (sic), è stato fatto due volte l’Ippiron e 30 cc ieri sera, sennò c’ho il Ferlix e l’Emo 15. Umberto: eh, faglie 20 di Emo 15. Maurizio: 20 cc Emo 15 e basta? Umberto: l’Adiuxan B12? Maurizio: ce l’ho. Umberto: e 30 di Adiuxan B12. Maurizio: Adiuxan B12, 30. Umberto: e niente, e 20 di Emo 15. Maurizio: sennò vado… io l’Ippiron l’ho finito. Umberto: eh, tocca che glielo fai. Maurizio: allora 30 cc di Ippiron, se stasera gli faccio il Fellixit non è uguale dell’Ippiron, no? Umberto: Dio bono, non si trova più la Sideroglobina. Maurizio: puttana della puttana, ma io… Umberto: eh, Mauri’, non se trova più. Maurizio: una cosa simile non esiste? Umberto: no, che funziona così no. Maurizio: quella era micidiale. Umberto: eh, lo so. Al limite faglie qualche scatola de Folina. Maurizio: la Folina pure ce l’ho. Umberto: Mauri’, daglie 20 compresse di Eutirox… Maurizio: Allora 20 di Emo 15, Adiuxan 13 e l’Ippiron insieme all’Emo 15 o no, voglio dire, se gli fo l’Emo 15 gli faccio anche l’Ippiron? Umberto: no, no, l’Emo 15 sempre lo fai. Aggiungi, non è che togli.
18 GIUGNO 2006
Maurizio: senti una cosa, Umbe’, io stavo a vede’ l’altro anno al giorno della gara gli avevamo fatto…, alle cinque mi hai fatto fa’ due bocce de coso, de bicarbonato. Poi due flaconi di Malox. Poi m’avevi dato però una cosa da faglie alle otto … m’avevi dato una siringa tu da fagliela in muscolo. Umberto: ma era l’Alfutop (sic)… L’ha mosso stamattina un pochetto Gianluca? Maurizio: no, adesso sta a magna’… Umberto: ma, Mauri’, io glielo darei normale … verso mezzogiorno, così fallo magna’. Cioè la cena no, eh. Maurizio: no no no, gli ridamo un’altra.., un altro po’ a mezzogio.., prima di anda’ via da qui, prima di anda’ via dopo pranzo gli ridamo un’altra…, un altro po’ e… Umberto: dopo sennò sta troppo lontano dalla cosa…
9 SETTEMBRE 2006
Umberto: pigliate oggi due scatole di HI 50, perché io l’ho finite e non gliela faccio a piglialle. Maurizio: HI 50? Umberto: sì. Maurizio: ah, due scato… Umberto: l’acido ialuronico per infiltra’.. Maurizio: sì, due scatole. Umberto: perché l’ho finite e non gliela faccio a piglialle per lunedì. Maurizio: il Testovis gliel’ho rifatto.
9 SETTEMBRE 2006
Maurizio: stamattina avemo fatto le analisi e semo calati. I globuli rossi di un milione circa ma l’emoglobina di un punto e mezzo e l’ematocrito di quattro punti, po esse il DMSO che gli emo fatto… Umberto: è sicuro, quando l’avete fatto? Maurizio: eh, l’emo fatto all’inizio della settimana. Umberto: Eronciclon lo piglia sempre? Maurizio: sì sì, tutti i giorni. C’è una cosa che è stata fatta diversa, non so quanto può incide’, che le altre volte le analisi le avevamo fatte due giorni dopo… sì, che gli si faceva il Testovis, stavolta invece gliel’emo fatto oggi….. però ‘sti quattro punti di ematocrito sono tanti che sono andati giù… è vero che l’altra volta gliel’avevamo fatto due volte, stavolta una volta sola, però gli abbiamo fatto stavolta 100 CC, l’altra volta mi pare un po’ di meno.
14 SETTEMBRE 2006
Maurizio: Umbe’… ci sta un problema, non so quanto grosso. Che so’ saliti parecchio i globuli bianchi. Umberto: quant’è? Maurizio: 9 milioni e 8. E sono calati i linfociti. Umberto: mhm, c’ha qualche reazione addosso sulla pelle…? Maurizio:… io stavo a pensa’, che ne so, i buchi … delle punture … Umberto: eh, gliene dai una al giorno… Tocca faglie il Fleboside. Cinque fiale alla mattina e cinque fiale quattro ore prima e più la… per bocca… eh, la mattina della Quintana e quattro ore prima.
14 SETTEMBRE 2006
Maurizio: domani casomai il testo sempre due fiale gliene fo? Umberto: sì, sì. Maurizio: due, no? Umberto: non cambia niente. Casomai fateglielo sul culo. Maurizio: sì, sì, sulle chiappe sopra glielo fo. Senti … mi stavano a di’ a Simone quelli dell’Ente Giostra che ‘sta pugnetta de.., ce so’ i Carabinieri, tocca daglie ‘ste fotografie.
17 SETTEMBRE 2006
Umberto: gliel’hai fatto il Fleboside? Maurizio: gliel’ho fatto. Gli ho fatto Windaid, Fleboside e basta… casomai… tanto lo sciroppo quattro ore prima? Umberto: sì sì. Maurizio: e anche il Fleboside. Umberto: esatto, fai il Fleboside e lo sciroppo. Maurizio: e anche quello… Windaid, due ore prima? Umberto: sì sì.
17 SETTEMBRE 2006
Maurizio: …. stasera sul far notte vado all’aeroporto e gli facemo fa’ un lavoretto. Umberto: Casomai faglie una fialetta di Lasix. Maurizio: e poi gli faccio magari il Normosol, qualche cosa dopo? Umberto: sì, dopo gli fai un litro di Normosol. Maurizio: due litri di Normosol., due bocce. … e quella cosa gliela faccio, Umbe’, lo sciroppo, il Fleboside? Umberto: no, il Lasix.
29 SETTEMBRE 2006
Umberto: eh, capito, l’effetto cioè anche delle curette ce l’ha, capito? È ito stamattina Gianluca giù? Maurizio: sì, oggi lui lo vede quel cavallo, no, quello che te dicevo mezzo matto. Perché dopo dentro gli ippodromi se non è un supercampione questi qui se li levano perché non ci vogliono diventa’ matti, hai capito? Umberto: ah, certo, perché gli crea problemi.
(3- segue)
(109-continua)
s.piazzo@lapadania.net
Il Palio della Giostra della Quintana anche qui:
LA PADANIA 16 OTTOBRE QUINTANA AL PEPE QUESTO S’ATTACCA ALLA BOLLA D’ARIA
LA PADANIA 5 OTTOBRE “BOMBARDALA A MORTE DAMME RETTA…”
LA PADANIA 27 SETTEMBRE ETOLOGIA “RIPETENTE” IN QUINTANA CLASSE?
QUINTANA – LETTERA APERTA ALLA PROVINCIA DI PERUGIA
CHILIAMACISEGUA CHIEDE SUPPORTO PER BATTAGLIA EMAIL URGENTE
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Video de inaudida cruelidad y violencia cumplido sobre seres debiles: richiedesi attivazione
1 novembre 2011 -
Rosanna Marani
Our FB page is

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Questi due assassini hanno mutilato e decapitato il gattino che si vede nelle due foto e hanno pubblicato il video su youtube.
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Chiliamacisegua dalla parte della civiltà
18 ottobre 2011 -
A costoro
MILANO: EBREI E MUSULMANI CONTRO MOZIONE LEGA NORD SU MACELLAZIONE RITUALE
La comunita’ ebraica e quella musulmana di Milano si stanno mobilitando per protestare contro la mozione che la Lega Nord intende presentare oggi nel Consiglio regionale della Lombardia per chiedere di “vietare le macellazioni rituali non accompagnate da preventivo stordimento degli animali”, con particolare riferimento alla tradizione islamica.
“Sono venuto a conoscenza di questa mozione grazie a un’agenzia stampa – ha affermato in una nota Daniele Nahum, vice presidente della Comunita’ ebraica di Milano – Mi sono messo in contatto con il capogruppo della Lega Nord, Stefano Galli, per fargli presente che stavano presentando una mozione intollerante e discriminatoria, dunque mi sono permesso di consigliare a Galli di ritirarla. Purtroppo non ha voluto sentire ragione.
Voglio fare presente a tutti i consiglieri regionali della Lombardia, in particolare a tutti i capigruppo, che stanno per votare una mozione che ha l’intento di discriminare i cittadini di fede musulmana ed ebraica”.
Della stessa opinione e’ Davide Piccardo, esponente del Coordinamento delle moschee di Milano (Caim), il quale ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL ha spiegato che “si tratta di una misura discriminatoria nei confronti dei cittadini musulmani e va a colpire anche la comunita’ ebraica. Siamo solidali con loro per questo attacco ai loro diritti e ai nostri. Riteniamo che si tratti di una mossa totalmente strumentale, che non ha altro obiettivo se non quello di discriminare i cittadini musulmani ed ebrei che vivono in Lombardia”.
Così Chiliamacisegua, che sostiene la proposta di Stefano Galli, Vice Presidente della Commissione III Sanità, capogruppo della Lega Nord in Regione Lombardia,replica
Sollecitiamo la calendarizzazione e l’approvazione della Proposta di Legge n.1458
Sollecitiamo la calendarizzazione e l’approvazione della Proposta di Legge n.1458
Non c’è religione che voglia la sofferenza di qualsiasi essere senziente.
Chi si appella alla tradizione è soltanto un barbaro che va rieducato alla civiltà.
Chiliamacisegua chiede che Legge italiana sia vangelo per chi decide di vivere in Italia.
Senza compromessi, ne sconti morali, etici o di accomodamenti rabberciati per un travisato significato di integrazione.
Il progresso esige un salto in avanti, non un ritorno al medioevo.
Grazie
Chiliamacisegua
SCRIVERE A
alessandri_a@camera.it;russo_p@camera.it; martini_f@camera.it;
frattini_f@camera.it; cdr@esteri.it; urpminsalute@sanita.it; brambilla_m@camera.it;tutela.animale@sanita.it; info@lacoscienzadeglianimali.it; stampaweb@lastampa.it;
Promotori della Proposta di Legge n.1458 per rendere obbligatorio lo stordimento per ogni tipo di macellazione anche rituale,
- On. Angelo Alessandri – Presidente Commissione Ambiente Camera, primo firmatario Proposta di Legge n.1458 per rendere obbligatorio lo stordimento per ogni tipo di macellazione anche rituale – alessandri_a@camera.it
- On.Paolo Russo – Presidente Commissione Agricoltura Camera – Commissione dove è stata assegnata la Proposta di Legge n.1458 russo_p@camera.it
- On.Francesca Martini – Sottosegretario alla Salute – martini_f@camera.it;
http://www.lav.it/index.php?id=406
Senza stordimento
La macellazione senza stordimento è permessa per legge nel nostro Paese:
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- per motivi rituali (Islam ed ebraismo)
- per consumo familiare (volatili e conigli) di volatili, conigli, suini, ovini e caprini in impianti in deroga a capacità limitata.
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In termini quantitativi – di animali utilizzati e quindi di sofferenza – i casi di macellazione senza stordimento effettuati nel settore “familiare” e di impianti in deroga sono più numerosi rispetto alla motivazione “religiosa” che però, per l’aumento della comunità islamica in Italia, è in grande sviluppo.
La macellazione rituale
La legge islamica prescrive una serie di regole da seguire per rendere la carne commestibile agli adepti di quella religione. Le caratteristiche del procedimento di uccisione dell’animale sono riassunte nel termine Halal (lecito). Anche i precetti ebraici per ottenere della carne Kosher non accettano lo stordimento preventivo. Il procedimento è di fatto identico.
I punti più importanti e scandalosi in termini di benessere degli animali sono i seguenti:
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- gli animali devono essere coscienti al momento dell’uccisione
- l’uccisione deve avvenire tramite recisione di trachea ed esofago e la colonna vertebrale non deve essere spezzata perché durante questo procedimento la testa dell’animale non si deve staccare.
Solo se effettuata in macelli autorizzati, sono circa un centinaio in Italia, la macellazione senza stordimento, con metodo rituale, è consentita. Ed è sempre di fatto stata consentita nel nostro Paese.
Se invece non avviene in un macello autorizzato, è perseguibile sia in base alla legge in vigore sulle modalità di soppressione degli animali destinati alla macellazione (Decreto Legislativo 333 del 1998), sia alla legge sulle carni (Decreto Legislativo 18 aprile 1994, n.286 Attuazione delle direttive 91/497/CEE e 91/498/CEE concernenti problemi sanitari in materia di produzione ed immissione sul mercato di carni fresche), sia in base all’articolo 544 bis del Codice penale (uccisione di animali).
La macellazione senza stordimento preventivo è più dolorosa della macellazione con stordimento, anche per la dura manipolazione improvvisa che l’animale subisce prima della giugulazione (recisione dei grandi vasi sanguigni del collo).
Fonti scientifiche indipendenti confermano la sofferenza, tra esse gli autorevoli documenti del “Farm Animal Welfare Council“, organo consultivo del Governo inglese, della Federazione dei Veterinari Europei e dell’Associazione svizzera dei veterinari. Si tratta di documenti avvalorati da metodi di rilevazione della sofferenza degli animali.
I fatti
http://www.linkiesta.it/la-lega-nord-contro-la-macellazione-halal-e-kosher
News
La Lega Nord contro la macellazione Halal e Kosher
Michele Sasso
Oggi il Consiglio regionale lombardo è chiamato al voto su una mozione che vuole imporre delle limitazioni incompatibili con le regole delle macellazioni rituali ebraica e musulmana, Kosher e Halal. Un iniziativa della Lega Nord che prevede uno «stop» per qualsiasi tipo di macellazione rituale in cui gli animali non vengono prima storditi. Per la comunità ebraica di Milano è «un brutto segnale di intolleranza e discriminazione».
Che c’entrano i rituali di macellazione islamica ed ebraica con una decisione della Regione della Lombardia? Apparentemente nulla ma oggi il Consiglio regionale lombardo è chiamato al voto su una mozione che vuole imporre delle limitazioni incompatibili con le regole delle macellazioni rituali ebraica e musulmana, Kosher e Halal. La mozione è stata presentata dal gruppo della Lega Nord e prevede uno «stop» per qualsiasi tipo di macellazione rituale in cui gli animali non vengono prima storditi. La Lega ce l’ha con la macellazione rituale islamica, più volte citata nel testo. Ma le modalità di macellazione contestate riguardano anche la macellazione Kosher.
Il Carroccio chiederà un impegno per “vietare le macellazioni rituali non accompagnate da preventivo stordimento degli animali», si legge nel testo della mozione con particolare riferimento alla tradizione islamica. Un iniziativa politica più di facciata che di sostanza per impegnare il Consiglio “nell’ambito delle proprie competenze ad assumere ogni utile iniziativa tendente a vietare le macellazioni rituali non accompagnate da preventivo stordimento degli animali; a fronteggiare con ogni utile mezzo il fenomeno delle macellazioni rituali svolte al di fuori dei centri autorizzati e in violazione della normativa sul benessere animale, che rappresentano un grave fattore di rischio per la salute umana e per la diffusione di malattia, a sensibilizzare i servizi veterinari delle Asl affinchè implementino la vigilanza nei luoghi deputati alla macellazione islamica, al fine di sincerarsi del puntuale rispetto della normativa vigente».
Allarmata la comunità ebraica che ha cercato la mediazione politica attraverso Daniele Nahum, vice presidente della comunità di Milano: «Mi sono messo in contatto con il capogruppo della Lega Nord, Stefano Galli per fargli presente che stavano presentando una mozione intollerante e discriminatoria, dunque mi sono permesso di consigliare a Galli di ritirarla. Purtroppo Galli non ha voluto sentire ragione. Mi appello al buon senso dei nostri rappresentanti in Regione perché un voto a favore di questa mozione sarebbe un brutto segnale di intolleranza e discriminazione nei confronti dei cittadini di fede ebraica e musulmana». Ma aldilà della discriminazione rimane un «animalismo» padano a due velocità: contrario alla macellazione Halal e Kosher ma favorevole alla caccia in deroga.
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LA PADANIA 16 OTTOBRE QUINTANA AL PEPE QUESTO S’ATTACCA ALLA BOLLA D’ARIA
16 ottobre 2011 -
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Quando una parola è di troppo e due sono inutili….
13 ottobre 2011 -
Quando una parola è di troppo e due sono inutili……
Speriamo che il ….Lupi perda non solo il pelo ma anche il.. vizio di aprire, a vanvera, la bocca!
Chiliamacisegua
E.N.P.A.
ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI – ONLUS
COMUNICATO STAMPA
Abolire le detrazioni: l’Onorevole Lupi perde un’ottima occasione per tacere
Roma, 13 ottobre 2011 – «L’Onorevole Lupi sembra avere individuato la soluzione finale ai problemi economici del nostro Paese. Quale la brillante trovata? Abolire le detrazioni per le spese veterinarie certificate. Nel porre l’alternativa bambini – animali, l’Onorevole Lupi non è il primo né il più originale. Dovrebbe sapere, ma evidentemente lo ignora, che nella maggior parte delle famiglie italiane bambini e animali convivono felicemente e che ogni detrazione di spesa, per un animale, è anche un vantaggio per i bimbi con cui si trova a convivere. Vale la pena di ricordare che la detrazione è di modestissimo importo. La cifra complessiva per un anno non arriva al gettone di presenza giornaliero di un parlamentare, peraltro parte minore del costo giornaliero complessivo.»
Lo dichiara il presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, che aggiunge: «Gli animali, inoltre, sono anche spesso un vero “sostegno sociale” a famiglie e a persone che hanno, da queste presenze, aiuto e conforto che lo Stato, e soprattutto esponenti politici affini nella sensibilità all’onorevole Lupi, sembrano non essere in grado né di valutare né di garantire. In realtà il nostro appello a non infierire con detrazioni dall’efficacia risibile, volte solo a penalizzare le famiglie meno abbienti che hanno animali, è rivolto al Ministro Tremonti e a alle persone che all’interno del governo – a partire dal Ministro Frattini, dal Ministro Brambilla e dal Sottosegretario Martini, di grande sensibilità animalista – dal cui impegno collettivo dipenderà, più che dalle boutades dell’onorevole Lupi, la possibilità di continuare a garantire le cure agli animali da compagnia da parte di quelle famiglie già sufficientemente penalizzate dalla crisi economica che non sembra avviata a soluzione.»
ENPA – ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI
I FATTI
Le detrazioni di Maurizio Lupi: i veterinari italiani lo smentiscono di redazione
| 13 ottobre 2011
GEAPRESS – Chissà perchè ma quando le cose vanno male la colpa può essere degli animali. E’ già successo a proposito della riforma universitaria. A dimostrazione dell’inutilità della spesa dei nostri atenei, non pochi esponenti dell’attuale Governo fecero allora cenno ad uno studio sulle abitudini dell’asino. Ripetevano all’unisono la stessa cosa, senza neanche chiedersi a cosa quello studio, ammesso che sia mai esistito, mirasse. Ci pensò, poi, finanche il nostro Presidente del Consiglio che ebbe ad ironizzare, a proposito della costruzione del ponte sullo stretto di Messina, sui danni che la mega opera edilizia avrebbe potuto arrecare ai delfini.
Martedì sera è andato di scena il Vice Presidente della Camera On.le Maurizio Lupi. Ospite della trasmissione Ballarò, Lupi è intervenuto sulle detrazioni fiscali e tagli alla spesa. Prima ha precisato di non potere essere imputato di anti animalismo perchè possessore di un cane, e poi si è scagliato contro le detrazioni fiscali delle spese veterinarie. A suo dire ben superiori a quelle relative all’asilo nido. Incredibilmente l’esternazione di Lupi è stata ripresa dalla sua collega, di opposto schieramento, Rosi Bindi, anch’essa Vice Presidente della Camera. Questa, infatti, imputava a sua volta al Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, la responsabilità della presunta incongruenza. Oltre a ciò l’On.le Bindi univa al rimpallo di accusa, un incomprensibile attacco alla Martini rea di aver detto qualcosa a proposito delle razze dei cani … (?).
A riportare chiarezza nella confusione vicepresidenziale ci pensa ora l’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) che sconfessa clamorosamente l’On.le LUPI. Per l’ANMVI, infatti, il beneficio fiscale per le spese veterinarie non supera le cinquanta euro, ben lontano, pertanto, dalle 350 euro dichiarate da Lupi in scandaloso paragone ai 120 euro previsti per gli asili nido.
Secondo i Veterinari “l’analisi socio-economica” di LUPI non tiene conto di come la manovra correttiva approvata dal Parlamento lo scorso luglio, ha già decurtato la detrazione delle spese veterinarie. L’innalzamento dell’IVA sulle prestazioni veterinarie al 21% , si è poi già abbondantemente abbattuta sulla sanità animale e sulla prevenzione veterinaria delle famiglie italiane dove convivono milioni di bambini e di animali. L’ANMVI, pone così chiaro riferimento alla prevenzione delle zoonosi, ovvero le malattie trasmissibili dagli animali all’uomo.
Per i Veterinari italiani quella dell’On.le LUPI è solo una impostazione demagogica, ottenuta mescolando servizi di cui esiste l’offerta pubblica con altri che sono esclusivamente affidati ai privati.
L’ANMVI si augura pertanto che il Governo si impegni sempre più sugli sprechi finanziari e sulla scarsa trasparenza dell’uso di ingenti fondi pubblici, contro la piaga del randagismo.
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http://www.anmvioggi.it/13159/13-10-11/lupi-ballaro-anmvi-approssimazioni
LUPI A BALLARO’, ANMVI: APPROSSIMAZIONI
13-10-2011 13:38
Le dichiarazioni dell’On Maurizio Lupi (PDL), Vice Presidente della Camera dei Deputati a Ballarò, non son piaciute alla classe veterinaria, ma nemmeno ai parlamentari della sua stessa maggioranza che l’hanno invitato a correggere il tiro.
“Quando non ci sono soldi – ha dichiarato Lupi in trasmissione martedì sera- abbiamo il coraggio di rimettere in discussione anche ciò che si è consolidato nel tempo” per trovare fondi “da destinare a diminuire il costo del lavoro”. E “in un momento in cui non ci sono soldi per nessuno”, l’esempio che l’On Maurizio Lupi fa davanti alle telecamere di Ballarò è- neanche a dirlo- la spesa del veterinario.
Secondo l’ANMVI, che in proposito ha diffuso un comunicato stampa, l’analisi socio-economica dell’esponente PDL contiene approssimazioni ed errori sulle cifre della detraibilità reale della spesa veterinaria, detraibilità che a conti fatti- tolta la franchigia di legge- non supera i 50 euro.
L’ANMVI fa anche notare che l’esponente della maggioranza dimentica che la manovra correttiva (D.L. 6 luglio 2011 n. 98 convertito dalla Legge 15 luglio 2011 n. 111) ha già stabilito (articolo 40 comma 1 ter ed 1 quater) che tutte le agevolazioni fiscali, tra le quali rientra anche quella della detrazione delle spese veterinarie, saranno ridotte del 5% nel 2013 e del 20% nel 2014.
La scure del Fisco sulla sanità veterinaria e sulla prevenzione veterinaria si è dunque già abbattuta pesantemente sui proprietari, infierendo con l’innalzamento dell’IVA al 21% su prestazioni che oltre ad avere valenza sanitaria rappresentano, in alcuni casi un obbligo di legge “tassato”.
L’On Lupi è impreciso nel confondere agevolazioni, detrazioni e contributi, quando parla di 160 miliardi da rimettere in discussione, mescolando la quota parte a favore delle imprese (40miliardi) con i recuperi fiscali a favore delle persone (100 miliardi) e lasciando intendere che 20miliardi vadano cancellati.
Fra queste, le detrazioni sulle cure veterinarie nei confronti delle quali l’On Lupi dichiara di non essere mai stato d’accordo.
Infine, l’esponente raffronta su vetuste basi demagogiche il bambino e il cane, mescolando servizi di cui esiste l’offerta pubblica con altri che sono esclusivamente affidati ai servizi professionali privati. Servizi prestati da un settore produttivo, non meno in crisi di quelle imprese che l’On Lupi intende favorire con i tagli alla veterinaria.
Dichiarazione dell’On Maurizio Lupi (PDL), Vice Presidente della Camera dei Deputati a Ballarò, puntata dell’11 ottobre:
“Lei sa quanto può detrarre una famiglia che manda il proprio figlio all’asilo nido? 120 euro. Sa quanto può detrarre, in un momento in cui non ci sono soldi per nessuno, una famiglia – e anch’io possiedo un cane e quindi non posso essere tacciato di essere anti-animalista- che ha un animale domestico a casa? Fino a 350 euro. Allora, finchè c’era da scialare- e io non ero d’accordo e lo si poteva fare, ma eravamo tutti d’accordo- ma in un momento in cui non ci sono risorse, fra dedurre o detrarre il veterinario o mandare mio figlio all’asilo nido, io preferisco mandare mio figlio all’asilo nido”.
Applausi in studio.
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LA PADANIA 5 OTTOBRE “BOMBARDALA A MORTE DAMME RETTA…”
3 ottobre 2011 -
Come si è arrivati alla sentenza di condanna per doping per veterinari, fantini e addetti di scuderia di cinque rioni su dieci Rioni per la Quintana di Foligno? Nessuno ne parla. Silenzio di piombo.
Ma cos’é? E’ un dogma? E’ il quarto segreto di Fatima o si può saperne di più sugli atti che hanno motivato la decisione della Procura di Perugia?
Tralasciando commenti, giudizi e pregiudizi, qualcuno finalmente ha il coraggio di leggere e soprattutto pubblicare ciò che sembra essere il segreto della Cia a Foligno!
Se non c’è nulla di male e sono tutti innocenti e bravi ragazzi, come sostiene facendo quadrato, il Presidente dell’Ente Quintana, che c’è da nascondere? Nulla.
Anzi, dalle intercettazioni telefoniche uscirà un quadro di totale e cristallina innocenza. Non c’è dubbio.
Nel dettaglio, rione per rione, quali sono i farmaci vietati e dopanti sequestrati ai veterinari e agli altri condannati in primo grado? Che si raccontavano e suggerivano di così importante al telefono, secondo la Procura, veterinari, fantini e scudieri?
Ora lo potremo finalmente leggere, ci potremo riflettere per capire quali alte vette abbia raggiunto un certo sistema che ha particolarmente a cuore i cavalli dentro l’organizzazione della Quintana che, fino ad oggi, tutte le Istituzioni locali, Comune, Provincia, Regione e, ci mancherebbe pure, la stessa organizzazione della Giostra, hanno sostenuto, difeso dall’oltraggio della censura pubblica, ministeriale e giornalistica.
Di certo una cosa: Foligno, l’Umbria, le persone che amano la civiltà e la verità, possono solo che essere grate al….. fegato della giornalista Stefania Piazzo che accende per tutti – e per la prima volta in modo così dirompente – un faro da stadio, in questo tunnel.
Con questa prima puntata, in uscita mercoledì prossimo, che Chiliamacisegua anticipa in anteprima.
Buona lettura e come al solito buona indignazione!
Chiliamacisegua
Nota
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LA PADANIA 5 OTTOBRE
Viaggio nell’Italia bestiale a cura di Stefania Piazzo
CENTOCINQUESIMA PUNTATA
“BOMBARDALA A MORTE DAMME RETTA…”
ESCLUSIVO/ LE INTERCETTAZIONI NEL PROCESSO SULLA QUINTANA DI FOLIGNO
«Il popolo della Quintana vicino alle persone coinvolte nel caso doping». Telefonate e farmaci
Il testo dell’articolo
“Le istituzioni locali sono sparite. Resta la voce solitaria del presidente della Quintana di Foligno, Domenico Metelli che, dopo la sentenza di primo grado che ha condannato per doping veterinari, responsabili di scuderia e fantini, dichiara che «Tutto il Popolo della Quintana si stringe intorno a questi ragazzi perché il doping è distante anni luce dalla Quintana».
Ma come dimenticare le parole dell’assessore provinciale alla cultura, Donatella Porzi? «Il pregiudizio di qualsiasi natura esso sia non deve mai influire sulla valutazione di eventi culturali e rievocazioni storiche che rappresentano le radici e una fonte di ricchezza del popolo umbro».
Di che si nutrivano allora senza pregiudizio alcuni cavalli per la Quintana? In attesa del deposito delle motivazioni della sentenza, cosa contesta l’impianto accusatorio del pm Sergio Sottani che, per ora, ha prevalso nel pesante pronunciamento del giudice Alessandra Grimaccia della Procura di Perugia?
Che dicono le 676 pagine di intercettazioni telefoniche preziose per la sentenza? la Padania ne pubblicherà alcuni passaggi.
Due i filoni d’inchiesta che si intrecciano sul doping tra Perugia e Foligno: una gara di endurance 2005, competizioni Unire ma il piatto più ricco è il coinvolgimento di cinque rioni su dieci nel processo per doping sulle due edizioni della Giostra di Foligno 2006.
Ripassiamo nomi, condanne e pene (sospese): Umberto Ricci veterinario (contestazioni per competizioni Unire e per scuderie rioni Cassero, Contrastanga e Badia), un anno e tre mesi e 300 euro di multa. Ugo Carrozzo, veterinario (rioni La Mora e Morlupo): un anno e tre mesi e 300 euro di multa. Luca Innocenzi, fantino (già rione Cassero), 6 mesi e 400 euro di multa. Addetti di scuderia: Maurizio Conti (rione Contrastanga, vittorioso nel 2006, ndr), Alessandro Metelli (Badia) e Massimo Ballanti (La Mora): 6 mesi e 400 euro di multa. Il fantino del Morlupo, Willer Giacomoni, ha patteggiato.
Approfondiamo da subito la vicenda folignate.
Rione Cassero
Sotto processo (per atti fraudolenti sul cavallo Naval War del rione Cassero), il veterinario Umberto Ricci e il fantino Luca Innocenzi, vincitore nel settembre 2011. Vengono sequestrati i farmaci in loro possesso e contestata la mancanza di annotazione delle prescrizioni veterinarie in relazione ai conseguenti trattamenti terapeutici. Si contestano infiltrazione e somministrazione di farmaci vietati (Fenilbutazone e Dexadreson).
Tra i farmaci vietati trovati il Bute gel e il Deltacortene. In particolare a Ricci sequestrano i farmaci dopanti e vietati Bentelan, Depo Medrol, Dexadreson, Dimetilsofossido (Dmso), Domosedan, Lidocaina, Prequillan.
(1 – continua)
s.piazzo@lapadania.net
LE INTERCETTAZIONI
2 MAGGIO 2006
Luca: Ciao Umbè. Umberto: Oh! Luca: Ascolta un po’, eh… i cavalli che tocca incomincia’ a faglie, qualcosa? A ‘sti cavalli… a Mirage, Naval (sic), ‘sti cavalli che tocca porta’ alle visite. Umberto: eh. Luca: gli incominciamo a fa’ qualcosa?… Umberto: sì, dopo tanto io passo giovedì mattina e gli damo una flexata, vedemo un attimo. Luca: sì, ma io incomincio, con che…
Umberto: sì sì, incomincia, faglie.. Che c’hai tu, Lu’? Luca: e non lo so, credo che devo anda’ a compra tutto, Umbe’, ho finito quasi tutto. Umberto: prendi il Flunifen, Lu’. Luca: il Flunifen, ah, beh, il Finadine? Umberto: sì, che te costa anche meno. Luca: va beh, è meglio quello del Fenilbutazone? Umberto: se può fa’ anche il Fenilbutazone… Luca: e che ne so, io a Mirage, beh, gli farei il fenilbutazone. Umberto: facciamo il fenilbutazone, beh, è uguale. Luca: allora ascolta, a Devil e Naval gli facemo il Flunifen, tanto li compro tutti e due e a Mirage facemoglie il Fenilbutazone, Umbe’. Umberto: no, se pigli il Fenilbutazone, piglia il Fenilbutazone, no?
Luca: che, Umbe’, non voglio rischia’ con Mirage, te dico la verità, la voglio porta’ proprio che non rischiamo niente, capito? perché l’anno scorso Renato ce l’ha portata e gliel’hanno data rivedibile, capito, perché era un po’ cip e ciop. Umberto: allora tu gli fai dieci di Fenilbutazone e cinque de Dextrateson… però non li tene.. non li tene’ tanto.. tielli un po’ carichi, capito? Movili solo con la bicicletta un pochino.
Luca: sì sì, io infatti cinque giri al giorno de bicicletta ho fatto. Umberto: eh, gli dai un pelino meno da mangia’ per via dei muscoli che li lavori meno, capito? Gli fai da’ un po’ meno da mangia’, a posto, dopo… tanto non perde niente a tre giorni, eh… Giovedì mattina passo e cosamo.
9 MAGGIO 2006
Umberto: che t’ha detto de Naval, perché l’hanno fatta rivedibile? Luca: non c’è un perché, Umbe’. Umberto: stai a senti’, se tante volte…, ma tu te sei informato, gliel’hai chiesto? Luca: sì, ci ha pensato papà, ha chiamato a tutti e gli ha detto: non so…, diciamo non ce devono.. non te devo da’ nessuna cosa, nessuna spiegazione. Umberto: perché dice: dalla lastra s’è vista come una bolla, come se il cavallo è stato infiltrato, no? quella è una supposizione sua, se tante volte scappasse che te dice così: ma era infiltrato? No, no, io ai cavalli non gli ho fatto mai niente.
Luca: no, no, vai tranquillo, vai tranquillo. Umberto: Capito? Non fa come qualcuno che gli ha detto: sì, lo semo infiltrato. Luca: ma che, sei matto? Umberto: sempre negare con ‘sti idioti qui.
Luca: sì, ho capito, ma ti possono… però con la lastra invece? Umberto: Sempre fa la parte da tonti e nega’, hai capito?
14 MAGGIO 2006
Umberto: tocca tenella fresca (cavalla Naval, ndr) Luca: lo sai invece che ho pensato? Può darsi che sto a di’ una cazzata, però secondo me è la cosa più intelligente, va beh, a parte infiltrata prima della gara che è importante.
Umberto: quella bombardarla alla morte, damme retta. Luca: sì sì, bombardarla proprio, a non… portarla senza mezzo dolore che la cavalla soffre dentro. Umberto: e lo so.
26 MAGGIO 2006
Luca: Umbe’, quante ore prima gli devo fa il Lasix? Umberto: un’oretta prima, un’oretta e mezza prima. Luca: quante fiale gliene devo fa’, Umbe’?
Umberto: gliene fai… fagliene due fiale. Luca: due fiale? Umberto: sì, dopo quando riviene gli fai cinque o sei litri de Ringer, eh.
10 GIUGNO 2006
Luca: ascolta un po’ una cosa, per i muscoli, Umbe’, io c’ho il Neutrodex, glielo volemo da’? Umberto: va benissimo, nel mangiare… Luca: glielo comincio a da’ da domani? Umberto: sì sì e poi rimedia un paio de flaconi de Malox.
Luca: ascolta un’altra cosa, eh…, io c’ho anche i cosi, non so se serve più oramai daglieli, c’ho pensato adesso. Umberto: gli aminoacidi? Luca: c’ho i… gli aminoacidi della Scandinavia.
15 GIUGNO 2006
Umberto: Luca, una cosa mi sono dimenticato di dirti per la cavalla. Il Matrix prendigli.
Luca: il Matrix, Umbe’, ce n’ho 7-8 scatole in scuderia. Umberto: eh, da fargli in vena. Luca: ah, beh, lo facemo, dai… quante ne fo, fino alla Quintana?
Umberto: eh, sì, sì, fino alla Quintana.
19 GIUGNO 2006
Umberto: il registro come ce l’hai tu? Luca: eh, infatti, il registro come ce l’ho, Umbe’, ce l’ho a posto per quelle cose che emo fatto, ce l’ho a posto. Umberto: e va beh, tu basta quelle… a questi gli dici le cose che semo fatto. Luca: a mo’ prendo… l’armadietto, Umbe’, lo tiro via, lo porto via, se me vengono a fa’ un controllo. Umberto: tu lì tira via tutto, tu non tenere niente lì, capito?
Luca: infatti porto via tutto quanto. Umberto: perché tu non c’hai il registro di scarico e di carico. Luca: come no? Io quale c’ho? Il registro terapeutico io c’ho e basta. Umberto: eh, tu de quello che io te prescrivo lo somministri. Luca: bravo. Umberto: e non fai residuo, capito? Tu gli porti su quello con le ricette gialle. Luca: ah, co… ah beh, sì, con le ricette quelle lì gialle.
Umberto: eh, guarda dentro che sia tutto riportato bene però. Luca: sì. Umberto: quello scritto sulla ricetta e lì. Luca: sì, ma tanto le ricette che m’hai fatto ce l’ho tutte quante, dai. Umberto: eh, però controlla che siano riportati i medicinali. Luca: ma tocca andacce per forza, Umbe’, su a Perugia? Umberto: ieri a voi che v’ha detto? Luca: sì, me l’hanno dato il foglietto però insomma per lui non è un invito, no? Umberto: oh, Luca, non lo so, tu basta che lì c’hai tutto quanto regolare, eh. Luca: io adesso prendo i fogli gialli e li metto dentro il registro terapeutico, poi se verranno a fa’ un controllo delle medicine glielo faccio vede’.
Umberto: eh? Luca: allora io adesso prendo i fogli gialli e li metto in ordine, no? Umberto: eh. Luca: poi se verranno a fa’ un controllo glielo faccio vedere, levo i medicinali, che cazzo me ne frega a me, Umbe’? Umberto: mhm. Luca: no? Umberto: va beh. Luca: cioè se devo anda’ su me mandano un invito scritto, no? Che me danno un foglietto con scritto, ma che siete stupidi! No. Vengono giù loro semmai che me ne importa? Quando ho levato le medicine tanto che me fanno, Umbe’? Umberto: no, l’importante è che sulle ricette sia riportato sul registro, capito?
Luca: certo, Umbe’, va tranquillo, le ricette quelle che m’hai fatto l’abbiamo scritte, non te ricordi hai scritto e risistemato tutto? Umberto: va beh. Luca: va tranquillo, Umbe’, va tranquillo. Umberto: no, perché ci stanno le multe, eh.
Luca: va tranquillo, Umbe’, daglie, avemo sistemato tutto. Umberto: va boh, ciao. Luca: ciao, Umbe’.”
(segue)
Il Palio della Giostra della Quintana anche qui:
LA PADANIA 27 SETTEMBRE ETOLOGIA “RIPETENTE” IN QUINTANA CLASSE?
http://www.chiliamacisegua.org/2011/09/22/quintana-lettera-aperta-alla-provincia-di-perugia/
QUINTANA – LETTERA APERTA ALLA PROVINCIA DI PERUGIA
Chiliamacisegua chiede supporto per battaglia email urgente
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Chiliamacisegua chiede supporto per battaglia email urgente
21 settembre 2011 -
Se qualcuno si aspettava l’assoluzione è arrivata la brutta sorpresa, perché il giudice Alessandra Grimaccia, dopo qualche ora di camera di consiglio ha emesso condanne che vanno dai sei mesi a un anno e tre mesi per l’indagine chiamata Zodiaco che nel 2006 scoprì, l’allora presunto, oggi provato dalla decisione di un giudice, giro di sostanze dopanti impiegate con alcuni cavalli della Giostra della Quintana di Foligno.
Le condanne La pena più alta è toccata al veterinario Umberto Ricci, un anno e tre mesi, pena sospesa, a seguire, Ugo Carozzo, un anno di reclusione, per entrambi pena sospesa. Nove mesi per Marco Cuglini, sei mesi di reclusione è invece la condanna per Luca Innocenzi, il cavaliere del rione Cassero che solo domenica ha vinto la giostra della rivincita. Per la ricostruzione accusatoria, Innocenti, era colpevole in concorso con il veterinario di aver dopato il cavallo Naval War per vincere la competizione. Anche per tre addetti della stessa scuderia, Maurizio Conti, gestore della scuderia del rione Contrastanga, Alessandro Metelli, gestore della scuderia del rione Badia e Massimo Ballanti, gestore della scuderia del rione La Mora la pena è stata di sei mesi. A Loris Venturi il giudice ha invece comminato quattro mila euro di multa. Gli imputati sono anche stati condannati al pagamento di quattro mila euro di spese ciascuno per le costituzioni delle due parti civili, e un risarcimento di 10mila euro ciascuno alle parti civili Unilav e Lega cavallo.
L’indagine L’indagine era partita nel 2005 su scala nazionale per approdare nel 2006 all’uso dei farmaci dopanti nella Giostra della Quintana di Foligno grazie ad un veterinario che operava anche in una scuderia perugina che prendeva parte a gare di Endurance. A portarla avanti erano stati i carabinieri del Nas, coordinati dal pubblico ministero Sergio Sottani. A Foligno c’erano state una raffica di perquisizioni che avevano creato non poco scalpore. Il processo era iniziato nel febbraio 2009. Gli imputati, difesi tra gli altri dagli avvocati Guido Bacino, Giovanni Picuti e Claudio Caparvi, si sono sempre detti innocenti.
http://www.anmvioggi.it/13073/21-09-11/doping-alla-quintana-veterinari-condannati
DOPING ALLA QUINTANA, VETERINARI CONDANNATI
Un anno e tre mesi di carcere ai veterinari. E 300 euro di multa. Questa la condanna emessa nei confronti di due veterinari dal Tribunale di Perugia nell’ambito dell’inchiesta “Zodiaco”, condotta dai Nas di Perugia coordinati dal pm.
Le accuse sono aver compiuto “atti fraudolenti sui cavalli per raggiungere risultato diversi da quelli conseguenti al corretto e leale svolgimento della competizione” somministrando agli animali “sostanze vietate”. I fatti riguardano la Giostra della Quintana, l’evento più importante di Foligno e fra i principali dell’Umbria.
Le condanne più pesanti hanno riguardato i due veterinari ai quali il giudice ha inflitto la pena di 1 anno e 3 mesi ciascuno e una multa di 300 euro. Tutti gli altri, ad eccezione di un gestore di scuderia che aveva patteggiato, hanno riportato pene fra i 6 e i 9 mesi e relative multe da 400 a 600 euro. Gli avvocati dei condannati hanno comunque già preannunciato ricorso in appello.
L’Ente Giostra e i vertici dei Rioni sono risultati tutti estranei alla vicenda. Il presidente della Giostra Domenico Metelli si è dichiarato “solidale con le persone coinvolte”, a nome di tutta la Quintana.
Nelle carte dell’inchiesta, un veterinario è indicato come “il professionista” al quale si affidavano alcune scuderie per dopare gli animali alla Quintana, fra cui una risultata vincitrice nel 2006; l’altro avrebbe dispensato consigli fraudolenti oltre a somministrare medicinali vietati. infiltrazioni e somministrazioni ai cavalli di farmaci ritenuti dagli inquirenti “vietati”: Si parla di Lasix, Flebocortid, che “può causare l’alterazione della funzione epatica, pancreatite, ulcere gastro-intestinali, debolezza e laminite (con possibile distacco della 3a falange dello zoccolo)” ed altre sostanze che i carabinieri hanno accertato somministrate, in assenza di patologie. Le difese intanto si preparano al ricorso in Appello sicure di riuscire a “demolire il teorema accusatorio”.
L’inchiesta è iniziata nel 2006 ed è legata alle due Giostre di quell’anno, stando alla sentenza, è stata falsata dal doping e che ha comportato maltrattamenti agli animali. A novembre del 2008 il rinvio a giudizio di tre veterinari, fantini e gestori di scuderia. L’operazione Zodiaco prende il nome da uno dei cavalli, un campione di Endurance, uno fra quelli sottoposti a somministrazioni vietate e ben noti anche nelle competizioni ippiche nazionali.
UNA si era costituite parte civile chiedendo circa 50mila euro di danni insieme alla LAV che ora ha chiesto la sospensione cautelare dall’Ordine per i veterinari, fino al giudizio definitivo. UNA fa sapere che chiederà a breve, insieme alla Lav, un incontro al presidente dell’Ente Giostra e al Sindaco di Foligno, per definire un protocollo più efficace per evitare l’eventuale reiterarsi di atti fraudolenti. (fonte: tuttooggi.info)
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LA PADANIA 18 SETTEMBRE CERVINARA E PARONA
17 settembre 2011 -
Prima il sindaco di un paese annuncia che vuole svuotare il canile e rimettere i cani in strada…. poi ci ripensa e paga chi li adotta. E allora accade, come racconta schede di adozione alla mano Stefania Piazzo, che a Cervinara City, dalle parti di Avellino, si compia pure il miracolo…
240 euro l’anno per ogni cane adottato. Una cifra simbolica, ma pur sempre una cifra di questi tempi. Escono la bellezza di 101 cani… Almeno.
“Chi ne prende uno, e va beh… chi ne prende due… e va beh, è benemerito… Chi ne prende tre, e va beh, è proprio un santo… Chi ne prende cinque… ed è Madre Teresa di Calcutta… e chi ne prende…. in famiglia, tre il papi e tre il figlio, che fanno sei in casa… Dei santi senza passare per il santo uffizio. Idem per moglie e marito, due a testa, e fanno quattro in una botta sola. Che fame di cani!”.
Insomma, scrive la giornalista, “case piene di cani adottati. Naturalmente tutti stanno bene e stanno al loro posto”.
Vero? Stefania però ci invita ad attivare il Google Map della memoria storica: accadono infatti strani miracoli nella terra dell’Asl che sterilizzava con le fascette elettriche. In cui hanno interrotto la cattura dei randagi, perché troppo onerosa e gli addetti si mettono in malattia. La memoria di Google Map, scrive la giornalista, ci rammenta che questi sono i cani del canile di Altavilla, per i quali il Sindaco di Cervinara voleva appunto destinare il ritorno al randagismo, costandogli troppo la retta.
Insomma, anche se la manovra abroga le feste con i Santi, a Cervinara i miracoli si ripetono… 101 volte almeno.
Poi, La Padania, come sempre fuori dal coro, ci regala …….una camera con vista sul canile di Parona, in provincia di Pavia, balzato alla ribalta in questi giorni: arriva, da Maria Giovanna Pezzullo Morelli, la segnalazione a Chiliamacisegua, che invia immediatamente alla Task Force e all’Anpana, il dossier, il cui Avvocato, Maria Morena Suaria, senza ma e senza beh, provvede all’esposto formale in procura.
Ma, a differenza di quanto sta impazzando sul web, con immagini forti, la Padania in esclusiva, tra esposti in procura e polemiche, ci spiega che …. Parona, sono in realtà due canili in uno…
Due diverse gestioni, con cani in convenzione da una parte e con altri in affido, dopo sequestro giudiziale dall’altra, con un’altra Associazione in ballo. E, tra quei cani, pure quelli che arrivano dall’ex Nuovo Rifugio Emma. (Sequestrato a novembre 2010 http://www3.corpoforestale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2810
CIRCA 100 CANI MA ANCHE UNA DECINA DI CAVALLI ERANO TENUTI IN CONDIZIONI INCOMPATIBILI CON LA LORO NATURA, IN TOTALE SPORCIZIA E PRIVI DI RIPARO. DENUNCIATA PER MALTRATTAMENTO LA TITOLARE DELL’ASSOCIAZIONE CHE GESTIVA LA STRUTTURA)
Dossier che la Padania ha correttamente inoltrato al Ministero e non a facebook.
Di chi sono, insomma, le foto che circolano in rete e, soprattutto, cosa contiene l’inedito in possesso de La Padania?
Stefania ci offre “l’antipasto”, il resto nei prossimi giorni.
Chiliamacisegua e La Padania invitano ora chi di dovere, a controllare de visu, come stanno tutti bene gli ospiti della struttura.
In salute, cucciolate comprese. Cani che riposano in un sonno profondo e…definitivo, compresi.
Buona lettura e buona…indignazione!
Chiliamacisegua
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La Padania 18 settembre Centotreeseima puntata
Viaggio nell’Italia Bestiale a cura di Stefania Piazzo
DALLA CARICA DEI 101 DI CERVINARA…
Chi l’avrebbe mai detto… Cervinara, strepitoso modello italico di solidarietà e adozioni di cani. In un piccolo comune dell’avellinese si è verificato il miracolo, quello della carica dei 101, un “film” mai visto prima sulla bontà e sulla generosità dei cittadini che hanno risposto con tempestiva attenzione all’iniziativa che lo scorso anno lanciò il sindaco: se adotti un cane dalla struttura di Altavilla Irpina, ti passiamo noi per tre anni, e se serve anche più, la retta mensile, posticipata.
Basta che il veterinario dica che i cani stanno bene. Tutto ok, allora. Morale: 20 euro al mese, che fanno 240 euro l’anno. Una cifra simbolica, ma pur sempre una cifra di questi tempi. Escono la bellezza di 101 cani… Almeno.
Chi ne prende uno, e va beh… chi ne prende due… e va beh, è benemerito… Chi ne prende tre, e va beh, è proprio un santo… Chi ne prende cinque… ed è Madre Teresa di Calcutta… e chi ne prende…. in famiglia, tre il papi e tre il figlio, che fanno sei in casa…
Dei santi senza passare per il santo uffizio. Idem con patate per moglie e marito, due a testa, e fanno quattro in una botta sola. Che fame di cani!
Insomma, nel circondario tra Cervinara e San Martino Valle Caudina e comuni limitrofi, dove i cani vivono spesso alla catena o nelle botti blu di plastica rovesciate a mo’ di cuccia a temperatura sempre ambiente, accade il miracolo della carica dei 101 della bontà.
Un miracolo davvero per una terra martoriata, ma che diciamo, stramartoriata dal randagismo, dai cani vaganti che se ti fermi e apri la portiera della macchina la riempi senza dover passare dal canile, se proprio proprio vuoi svuotare un po’ le campagne da questa piaga.
Insomma, ma guarda come la carica dei 101 porti finalmente gioia e freschezza e trasparenza nel panorama grigio della Campania alle prese con sterilizzazioni difficili, canili sempre pieni, abbandoni importanti. 70mila randagi sul territorio: una città.
Ma il segnale miracoloso della moltiplicazione dei pani e delle adozioni di Cervinara fa parlare oltre i suoi confini.
D’altra parte sino a ieri il territorio avellinese era balzato ai disonori della cronaca per altre notizie.
Come le mancate catture dei randagi, che sono state per un certo periodo persino sospese per la malattia di tre addetti (su tre?) all’accalappiamento. «Data l’indisponibilità per salute cagionevole certificata dei tre agenti tecnici dipendenti… con mansioni di cattura randagi», come si legge in un rapporto Asl.
Hai capito che storia? Mesi e mesi così senza considerare che il servizio era in convenzione purtroppo onerosa solo per le urgenze, cioè cani mordaci o incidentati.
Ma più precisamente… «abbiamo ricevuto numerose e pressanti richieste di cattura da parte di organi istituzionali e associazioni protezionistiche cui non possiamo dar seguito di competenza per cattura, se non per le femmine da sterilizzare o per randagi feriti o da curare; i ricoveri ordinari sono sospesi – si legge! – per il sovraffollamento dei canili rifugi autorizzati».
Eh beh, mica male.
Ci pensano allora quelli di Cervinara e dintorni a svuotare i canili, dando prova di encomiabile affetto per i randagi dietro le sbarre. Case piene di cani adottati, un bell’esempio che non è sfuggito a diversi osservatori attenti all’evidenza della massiccia corsa all’adozione con premio finale. Naturalmente tutti i cani stanno bene e stanno al loro posto.
E ci mancherebbe pure…
Ma la memoria storica, la storia, insomma, non vanno mai sottovalutate. Disegnano la mappa della notizia come solo Google map fa dall’alto. Guarda qua: ma non era il primo cittadino di Cervinara anche quello che aveva fatto notizia nel settembre scorso per aver manifestato la volontà di liberare i cani ospitati proprio nel canile di Altavilla perché l’ospitalità non era un lusso che le casse del Comune potessero ancora sostenere a lungo?
E non fu l’intervento immediato della task force del ministero della Salute, dice la storia, a bloccare qualsiasi “liberazione” fuorilegge dei cani custodi? E, anfora la storia, non era stata posta così sotto sequestro amministrativo il 28 settembre dai nas quella stessa struttura (che aveva peraltro dato in subappalto ad Afragola una parte di cani), bloccando sul nascere qualsiasi possibile uscita contra legem dei cani sul territorio?
Ah già… Era proprio ancora Cervinara, dice Google map, il Comune che però ora fa i miracoli delle adozioni che vanno via come il pane. Come cambia il corso della storia, però.
E non era quello di Altavilla, rammenta sempre la buona memoria storica, anche il canile nelle competenze dell’asl che autorizza le sterilizzazioni con le fascette di plastica…? Mica male adottare un po’ di memoria. Beh beh non esageriamo. A proposito, ora i cani ad Altavilla sono 53, prima erano 160 circa.
E tutti quelli che sono ancora randagi, il Comune come e da chi li fa accalappiare? O il randagismo è finito in archivio? Magari.
…A PARONA: TASK FORCE, VAI A VEDERE COME STANNO TUTTI BENE
Stanno tutti bene. Altrimenti perché tutto questo silenzio e nessuna premura per far qualcosa? Oppure, più semplicemente, di cani messi male a Parona non ne esistono e il problema è solo un fantasma.
Parona sembra il nome di un lago lombardo. O forse di una varietà di riso amaro. In provincia di Pavia, zona Albonese, sembra esistere una struttura privata convenzionata sulla quale pioverebbero critiche, strali. E fotografie di un dramma.
Vere? False? Fotografie, già, ma di quali cani? Perché la questione, al di là dei reclami negli anni alle asl locali, a quanto pare archiviati, perché i cani…. stanno tutti bene, ciò che sta facendo impazzire il web sono le immagini di una situazione più complessa di quanto probabilmente appaia.
E allora, iniziamo col dire che Parona sono “due canili in uno”. Diciamo che, da una parte, c’è la struttura convenzionata, criticata da associazioni e animalisti e, dall’altra, attigua e con affitto pagato, pare 1.800 euro al mese, ci sarebbe un’altra associazione. Dicono si tratti del “Sogno di Ermanno e Luna”. E dicono, i bene informati, che in quella struttura ci sarebbero anche i cani provenienti dal sequestro giudiziale (e relativi affidi) dei cani dell’ex Nuovo rifugio Emma di Pogliano Milanese. Con i cani, per la cronaca, che erano stati sotto la gestione di Sonia Auci. In parte, sembrerebbe, in affido giudiziale a terzi e altri ancora in affido alla signora. Fin qui, la cronaca.
Da una parte, quindi, gli animali in gestione all’attività che fa capo al signor Girardi, dall’altra quelli del “Sogno”, variamente articolati.
Le immagini che circolano si sprecano. Già, ma a quali cani fanno riferimento? In ogni caso stanno tutti bene, perché se fino ad oggi asl e sindaci e carabinieri e procure hanno lasciato perdere, vuol dire che le foto o sono una farsa o sono illusione ottica. E il silenzio, è quello del benessere.
Quindi, archivio, cestino. Il canile, anzi, i due canili, vanno avanti per la loro strada. Il primo facendo servizio di trasporto, custodia e mantenimento dei randagi catturati sul territorio. Il secondo sostituendosi alla Provvidenza quando non c’è.
Eppure vederci chiaro è lecito. In fin dei conti da una parte ci sono sempre soldi pubblici e chiederne conto non è reato. L’ufficio legale delle guardie zoofile dell’Anpana ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Pavia per soddisfare il prurito della curiosità tanto da scrivere che «è pervenuta la segnalazione allegata alla presente (sufficientemente dettagliata grazie alla presenza di foto e la descrizione di circostanze spazio-temporali)».
La richiesta chiede, per voce dell’avvocato Maria Suarìa, «un intervento della Procura al fine di appurare la veridicità della segnalazione ed eventualmente individuare il responsabile dell’illecito segnalato».
Poi segue un allegato fotografico, degno di singolare attenzione. Cucciolate, sguardi da collinetta felice, mantello in ordine, un corpo tutto da vedere nel cuore di un box. Sono immagini che non chiedono meditazione ma verifica sacrosanta.
Il dossier, anzi i dossier, perché oltre a quello che circola sul web ce n’è un altro ancora inedito in possesso a la Padania, sono stati inoltrati per competenza alla task force del ministero della Salute, che ha disposto una verifica.
Se si attendono i tempi delle Procure si può star certi che, qualunque sia la natura delle foto, non si arriverà per tempo sulla notizia. Tanto che l’abitudine di pubblicare su facebook qualsiasi cosa ha solo un effetto: distruggere o la faccia o le prove.
s.piazzo@lapadania.net
(103 – continua)
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La vita ha un valore, non un costo al ribasso
12 settembre 2011 -
Chiliamacisegua sostiene, diffonde e divulga richiedendo partecipazione a tutti coloro che hanno a cuore la tutela e il benessere degli animali, la protesta de La Casa di Snoopy per la richiesta di annullamento del Bando di Gara Codice Identificativo Gara (C.I.G.) : 2889483CCA, rivolta al Sindaco di Termoli e agli Enti competenti.
La vita ha un valore, non un costo al ribasso!
Chiliamacisegua
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I Fatti
Dopo S. Stefano e Mirabello, al Molise serve un nuovo lager? Battaglia mail, per favore partecipate!
pubblicata da La Casa Di Snoopy
12 settembre 2011
Ill.mo Sindaco
Comune di Termoli
Via Sannitica 5
86039 Termoli (CB)
Oggetto: richiesta annullamento Bando di Gara Codice Identificativo Gara (C.I.G.): 2889483CCA. Gara aperta per l’appalto del servizio di ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi.
Con la presente aderiamo alla richiesta inoltrata dall’associazione “La Casa di Snoopy” di annullamento del bando di gara aperta per l’appalto del servizio di ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi e/o pericolosi, indetta dall’Ufficio Ambiente del Comune di Termoli, per le seguenti motivazioni:
I) il criterio economico prescelto per il mantenimento e la custodia dei cani è palesemente insufficiente. Nessuna struttura è in grado di garantire il benessere degli animali con somme così irrisorie. Tale principio di economicità favorirebbe esclusivamente il margine di profitto dei gestori a tutto discapito degli animali. Per mantenimento si intende non solo l’alimentazione quotidiana, ma anche le cure mediche e la profilassi degli animali. A tali prezzi, i cani sarebbero sicuramente in condizioni di malessere, diminuirebbero anche le possibilità di affido degli stessi ed inoltre esporrebbero in primis il Sindaco a responsabilità penali nel caso dovessero verificarsi situazioni di maltrattamento. L’importo giornaliero per ogni animale a base d’asta, IVA esclusa, fino a 110 animali € 1,50 (uno/50 euro); oltre 110 animali e fino a 150 animali € 0,825 (zero/825 euro)” è del tutto irrazionale, in quanto non si comprende per quale ragione sia prevista una discriminazione numero per i costi di mantenimento.
Cifre del genere sono in controtendenza con l’attuale sensibilità dell’opinione pubblica, specialmente considerata il vasto eco della tutela degli animali d’affezione e le politiche di lotta al fenomeno del randagismo sviluppate negli ultimi anni dalle amministrazioni comunali italiane.
II) Il bando di gara cita fra i riferimenti legislativi dell’atto amministrativo l’ordinanza del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del 16 luglio 2009, che ha per oggetto la tutela ed il benessere degli animali di affezione, ordinanza che ovviamente a sua volta è riferita alla legislazione vigente in materia e segnatamente alla Legge 14 agosto 1991, n. 281.
Pur condividendo in toto quanto sancito nella summenzionata ordinanza, riteniamo che la Vostra Amministrazione non possa in alcun modo basare un bando di gara richiamando tale atto amministrativo, in quanto non applicabile, essendo stata sospesa dal TAR del Lazio con sentenza del 2-12-2009.
III) In ultima analisi non condividiamo affatto il criterio fissato per le dimensioni dei box. Nell’art.5 lett. i) del bando si afferma che: “i box per i singoli animali dovranno prevedere una zona coperta ed una scoperta con una superficie totale: di 2 mq per cane di piccola taglia, di 3.5 mq per cani di taglia media, di 4.5 mq per cani di taglia grande, di 6.0 mq per cani di taglia gigante”. Il metodo di calcolo prescelto è illegittimo, in quanto prevede spazi inferiori rispetto a quanto fissato dal regolamento regionale n 1/2006.
La previsione in ordine ai suddetti requisiti, essenziali per un servizio di mantenimento e cura degli animali, rende l’oggetto del bando di gara illegittimo.
Per le motivazioni esposte, si richiede
- al Sindaco del Comune di Termoli di sospendere ed annullare d’ufficio, ai sensi e per gli effetti dell’art. 21 nonies, legge 7 agosto 1990 n. 281, le Determinazioni II Settore dell’Ufficio Ambiente del 30/06/2011 n. reg. generale 866 e n. 1123 dell’ 11/08/2011, aventi ad oggetto “Atto di avvio della gara aperta per l’affidamento del servizio di ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi – art. 11 D. lgs. 163/2006”, nonché il Bando di Gara Codice Identificativo Gara (C.I.G.): 2889483CCA. Gara aperta per l’appalto del servizio di ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi e/o pericolosi, diffidandolo dal dare esecuzione ai predetti atti.
Cordiali saluti
Associazione Chiliamacisegua- Milano
Per far sentire la propria civile protesta scrivere a:
Sindaco di Termoli pro tempore dott. Basso Antonio Di Brino
ambiente@comune.termoli.cb.it;
segretario@comune.termoli.cb.it;
segreteriasindaco@comune.termoli.cb.it;
E per conoscenza a :
info@lacoscienzadeglianimali.it;
serv.veterinario@regione.molise.it;
redazionecb@quotidianomolise.it;
settimanaledelmolise@libero.it;
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LA PADANIA 4 SETTEMBRE NFINE, A PRANZO, SFILACCETTI DE CAVALLO MACELATO…
4 settembre 2011 -
Seconda e ultima puntata della amara favola proposta in dialetto umbro da la Padania, sulle vicende che si consumano sulla pelle dei cavalli, a Zoccolandia.
L’episodio, che chiude (per ora) la novella, riprende la spregiudicata, duplice, ipocrita attività della Signora degli Zoccoli, da una parte la beneficenza, dall’altra il commercio compreso il trasportare i cavalli a morire. Si, al macello.
Da una parte l’offrirsi per aiutare alcuni derelitti ad uscire da scuderie infami, dall’altra il voler incassare il conto per la loro salvezza.
La vita e la morte, come in tutte le favole, sono condite dalla morale: ci si accompagna strada facendo con chi è più vicino alla propria (a) moralità!
E quando si tira troppo la corda… si va col boffice per terra.
E così, spiega il narratore Tirilla e Baralla, la Signora degli Zoccoli si lega al Signor Datone, esperto di dati immaginari e di oniriche bizzarrie sugli animali. Insieme stanno bene, si intendo a meraviglia, tanto che costituiscono diversi Uffici per salvare cavalli, marziani e altre chimere ancora.
A Capitolandia hanno già mangiato la foglia sull’amabile coppia. Ma non solo a Capitolandia.
E chiude, la pagina, con una bella immagine e una didascalia: Che tipo di trattamento potrebbe ricevere un cavallo come Varenne a Zoccolandia?
A tutto, diciamo noi, c’è una risposta e un perché.
Buona lettura e per oggi, l’indignazione la teniamo in caldo!
Chiliamacisegua
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La Padania 4 settembre
CENTUNESIMA PUNTATA
NFINE, A PRANZO, SFILACCETTI DE CAVALLO MACELATO…
Una vicenda di fantasia su ciò che accade per fame di fama, gloria e denaro
Articolo in dialetto umbro
DI TIRILLA E BARALLA
Che c’era ancora essa. L’atività era de la su dolce metà ma j afari li trainava ancora la Signora de i Zoccoli. Che beffa, che ironia, che disastro. Si nn era pappa era pane a mollo.
Epure staono così male i cavalli, drento ta chel capanno de la misericordia dimenticato da i veterinari de la misericordia pubblica, che nn se potea più aspettà.
«Ma che enno matti? E nojaltri i soldi dù li troamo per spostà i cavalli derelitti?», urlaono da Capitolandia. «Aspetta che vedemo si tolà attorno c’enno altri e qualche prezzo che scende giù. Vedemo si diquì lu sconto ce l fanno».
Ma quando s’acorsero apunto che erono la stessa persona, cercarono altrove fino a quando la carità vera provise a portà a la salvezza i cavalli derelitti. E cussì fu.
Ma la Signora de i Zoccoli s’ambestialì. Tanto. Tantissimo. E telefonò ta l capo de la Confederazione de i zoccoli da trasporto. «Li denuncio, ha capito direttore? Li denuncio, denuncio Capitolandia che nn vol pagà. Denuncio i scrocconi che cercono altri magara da pagà n nero. Sai che botto che faccio. Li faccio saltà sti straccioni che cun me provono a fà i furbi. So’ io la Signora de i Zoccoli. Direttore! Faccio n sedere cussì ta sti straccioni».
«Guardi signora, che se nn chiude lei semo noi a sbattela fori da la Confederazione. Che crede, che tutti quelli cumme lei, perché ce l’hanno d’oro, la criniera, possono comandà l mondo? Se ricordi che lei sa de stalla, visto che i piedi nte la cosa ce li mette pure lei. E alora, signora bella, giri i tacchi e i speroni e s’attacchi ta altri co…ni».
Artirati i speroni, ta la Signora de i Zoccoli nn restaa che troà n novo filone d’oro, n attesa che passasse de là n antro bocalone o pescione da fà trottà.
Ed eccolo, l’amico che podea dà l pasaggio n carozza…. L signor Datone, l’omo de i grandi dati n mano. L’Uficio Salva Marziani e Passera. Uno specialista de la magia, de l’algebra, de la statistica. Na scienza profusa, infusa e refusa dell’imaginario.
E fondarono nsieme l’Uficio Salva Cavalli. Essa era nte na botte de ferro. E se fecero pure riceve nte j uffici de Capitolandia pe spiegà quanto eron boni, bravi, belli. Cosa che fece arabbià, e tanto, quelli che fori lavoraono davero pe i cavalli poveri e i cani poveri. E pensà che Capitolandia era stata avisata per tempo. Ma nn volle ascoltà. Pensaa ch’eron beghe e nvidie tra asociazioni. Preferì ascoltà cativi consijeri.
L signor Datone sapea nfatti el fatto suo. Ci tenea cussì tanto ta l benessere de j animali che tutte le notti ricevea visioni cu statistiche e nummeri. Esso avea l dono de contà senza aelli mai contati j animali spariti, j animali rubbati, j animali sacrificati, i pesci abandonati, i ratti diseredati, avea banche dati che la Nasa e la Cia ci fa na…. Avea calcolato che c’erono state 5000 segnalazioni de i padroni scappati da i cani in 15 giorni. Cioè 333 al giorno. Cioè 13,8 a l’ora. Cioè 4,3 al minuto. E tutti j aveon creduto, giornali compresi…
Sapea quanti animali pe sesso e posto de nascita erono stati spellati pe fà borsette. Sapea quanti cani erono passati pe l’autogrill a mangnà n panino cu l menù Passeragrill. Avea fatto l club de i padroni senza denti de i cani e ora c’era quello per la liberazione de i pali de la pipì pe i cani. Avea 800mila avocati in 30.300 tribunali pe difende le colonie de api nte i condomini. Cu l 53,4% de cause vinte. De queste, i proprietari de api erono pe l 32,3% gay, pe l 12,3% single, pe l’8% bisex, pe l 5% non so, pe l rimanente monaci tibetani. Avea catalogato i sogni de i cani, divisi pe ceto sociale de i proprietari, scoprendo che l 53% volea na barca, el 17% na spider, il 20% n cavallo. Ma pe questo c’era la Signora de i Zoccoli che avea già racolto 345.390 firme pe portà a Zoccolandia i cani de i ricchi a cavallo. Prima j avribboro fatto vede i cavalli poveri, pù quelli più fighi, nfine, a pranzo, sfilaccetti de cavallo macelato, trasportato l giorno prima al macello da l’Happy Zoccolo.
S’eron fatti riceve, l signor Datone e la Signora de i Zoccoli da i capi de Capitolandia e aveono sparso su i tavoli le su statistiche e le attività, quelle da boni. A l’ativo aveono sette registri: quello de l’assistenti pe mentalmente non autosuficienti cioè chi aboccava ta le su bufale; l registro de le bufale; l registro de l’ova d’oro de l mille per cinque; l registro de i 25 nummeri de telefono pe salvà i padroni scappati da i cani, da fasse ricaricà piangnendo su Zoccolbook; l registro cu la foto de la faccia che fanno i cani quando se dà l’alarme de l padrone che fugge pe strada; l registro de le facce de i babi che cadono nte la rete de i Datoni; l registro de la faccia che fanno i cavalli quando a destra c’enno i cavalli cu i disabili ma da l’altra, cioè da la su parte, c’enno quelli che diventono macelleria.
A Zoccolandia scende la sera, ogni sera. S’alza l ponte levatoio, nte l fosato girono i bocaloni. Oltre, a fà la guardia, da Capitolandia, calcheduno che l’ha sguperti, i furbi che cavalcono l dolore.
(2 – fine)
Traduzione
DI TIRILLA E BARALLA
Che c’era ancora lei. L’attività era della sua dolce metà ma gli affari li trainava ancora la Signora degli Zoccoli. Che beffa, che ironia, che disastro. Se non era zuppa, era ban bagnato. Eppure stavano così male i cavalli, dentro quel capanno della misericordia dimenticato dai veterinari della misericordia pubblica, che non si poteva più aspettare. «Ma che sono matti? E noi i soldi dove li troviamo per spostare i cavalli derelitti?», urlavano da Capitolandia. «Aspetta che vediamo se là attorno ci sono altri e qualche prezzo che scende giù. Vediamo se qui lo sconto ce lo fanno».
Ma quando si accorsero appunto che erano la stessa persona, cercarono altrove fino a quando la carità vera provvise a portare alla salvezza i cavalli derelitti. E così fu. Ma la Signora degli Zoccoli si imbestialì. Tanto. Tantissimo. E telefonò al capo della Confederazione degli zoccoli da trasporto. «Li denuncio, ha capito direttore? Li denuncio, denuncio Capitolandia che non vuol pagare. Denuncio gli scrocconi che cercano altri magari da pagare in nero. Sai che botto che faccio. Li faccio saltare questi straccioni che con me provano a fare i furbi. Sono io la Signora degli Zoccoli. Direttore! Faccio un sedere così a questi straccioni».
«Guardi signora, che se non chiude lei siamo noi a sbatterla fuori dalla Confederazione. Che crede, che tutti quelli come lei, perché ce l’hanno d’oro, la criniera, possano comandare il mondo? Si ricordi che lei sa di stalla, visto che i piedi nella cosa ce li mette pure lei. E allora, signora bella, giri i tacchi e gli speroni e si attacchi ad altri co…ni».
Ritirati gli speroni, alla Signora degli Zoccoli non restava che trovare un nuovo filone d’oro, in attesa che passasse di là un altro boccalone o pescione da far trottare. Ed eccolo, l’amico che poteva dare il passaggio in carrozza…. Il Signor Datone, l’uomo dei grandi dati in mano. L’Ufficio Salva Marziani e Passera. Uno specialista della magia, dell’algebra, della statistica. Una scienza profusa, infusa e refusa dell’immaginario. E fondarono insieme l’Ufficio Salva Cavalli. Lei era in una botte di ferro. E si fecero pure ricevere negli uffici di Capitolandia per spiegare quanto erano buoni, bravi, belli. Cosa che fece arrabbiare, e tanto, quelli che fuori lavoravano davvero per i cavalli poveri e i cani poveri. E pensare che Capitolandia era stata avvisata per tempo. Ma non volle ascoltare. Pensava fossero beghe e invidie tra associazioni. Preferì ascoltare cattivi consiglieri. Il Signor Datone sapeva infatti il fatto suo. Ci teneva così tanto al benessere degli animali che tutte le notti riceveva visioni con statistiche e numeri. Lui aveva il dono di contare senza averli mai contati gli animali spariti, gli animali rubati, gli animali sacrificati, i pesci abbandonati, i ratti diseredati, aveva banche dati che la Nasa e la Cia ci fa na…. Aveva calcolato che c’erano state 5000 segnalazioni di padroni scappati dai cani in 15 giorni. Cioè 333 al giorno. Cioè 13,8 all’ora. Cioè 4,3 al minuto. E tutti gli avevano creduto, giornali compresi…
Sapeva quanti animali per sesso e luogo di nascita erano stati spellati per fare borsette. Sapeva quanti cani erano passati per l’autogrill a mangiare un panino col menù Passeragrill. Aveva fatto il club dei padroni senza denti dei cani e ora c’era quello per la liberazione dei pali della pipì per i cani. Aveva 800mila avvocati in 30.300 tribunali per difendere le colonie di api nei condomini. Con il 53,4% di cause vinte. Di queste, i proprietari di api erano per il 32,3% gay, per il 12,3% single, per l’8% bisex, per il 5% non so, per il rimanente monaci tibetani. Aveva catalogato i sogni dei cani, divisi per ceto sociale dei proprietari, scoprendo che il 53% voleva una barca, il 17% una spider, il 20% un cavallo. Ma per questo c’era la Signora degli Zoccoli che aveva già raccolto 345.390 firme per portare a Zoccolandia i cani dei ricchi a cavallo. Prima gli avrebbero fatto vedere i cavalli poveri, poi quelli più fighi, infine, a pranzo, sfilaccetti di cavallo macellato, trasportato il giorno prima al macello dall’Happy Zoccolo. Si erano fatti ricevere, il Signor Datone e la Signora degli Zoccoli dai capi di Capitolandia e avevano sparso sui tavoli le loro statistiche e le attività, quelle da buoni. All’attivo avevano sette registri: quello delle assistenti per mentalmente non autosufficienti cioè chi abboccava alle loro bufale; il registro delle bufale; il registro delle uova d’oro del mille per cinque; il registro dei 25 numeri di telefono per salvare i padroni scappati dai cani, da farsi ricaricare piangendo su Zoccolbook; il registro con la foto della faccia che fanno i cani quando si dà l’allarme del padrone che scappa per strada; il registro delle facce dei babbi che cadono nella rete dei Datoni; il registro della faccia che fanno i cavalli quando a destra ci sono i cavalli con i disabili ma dall’altra, cioè dalla loro parte, ci sono quelli che diventano macelleria. A Zoccolandia scende la sera, ogni sera. Si alza il ponte levatoio, nel fossato girano i boccaloni. Oltre, a far la guardia, da Capitolandia, qualcuno che li ha sgamati, i furbi che cavalcano il dolore.
(2 – fine)
La prima puntata qui
LA PADANIA 28 AGOSTO LA BELLA DE ZOCCOLANDIA, N ATTESA CHE PASSASSE PESCIONE DA FA TROTTÀ
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