LA PADANIA 20 NOVEMBRE CHE USO E DESTINO SUBISCONO I BEAGLE NON IDENTIFICATI? CHE TRACES RESTA?

La Padania punta al sodo e sposta il problema “fuori” da Green Hill, chiedendone conto allo stesso stabilimento, all’Asl e alle autorità che vigilano.

Perchè la questione ruota e ruoterà, ne è certa Stefania Piazzo, attorno all’uscita senza identificazione dei cani: ma insomma, come può avvenire la movimentazione dei cani in ambito comunitario ed extracomunitario non identificati? Le norme comunitarie e italiane prevedono l’obbligo di identificazione individuale, quindi microchip, passaporto e non solo.

Stefania Piazzo chiede: ma che fine ha fatto il rispetto del Traces, il sistema comunitario obbligatorio informatizzato che accompagna tutto il viaggio degli animali fino a destinazione e che ne prenotifica addirittura l’arrivo, con dati precisi?

Non vale più e l’Europa non ce l’ha detto?

Da quando, chiede la Padania al Ministero della Salute, ai Nas e alla Procura di Brescia, sono le ditte farmaceutiche o gli stabilimenti di produzione o certa veterinaria pubblica a darsi nuove regole? E che uso viene fatto dei beagle fantasma?

Ecco allora una pagina d’inchiesta fatta da 21 domande e dall’elenco completo delle ditte europee ed extraeuropee che ricevono i cani, il loro numero e nel dettaglio quanti beagle sono stati ceduti ditta per ditta, non identificati e quanti invece (solo il 39%), con microchip.

Buona lettura e buona indignazione

Chiliamacisegua

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Ecco il nodo cruciale sviscerato da La Padania, ecco le domande che pretendono risposte:

“Se le liste vidimate dall’Asl di Brescia sui beagle in uscita da Green Hill e diretti alle case farmaceutiche per la sperimentazione confermano che il 61% dei cani ceduti da gennaio a settembre 2011 risulta non identificato, allora occorre non solo dare la notizia, come la Padania ha fatto il 13 novembre scorso.

Suggeriamo alla Procura di Brescia, alla Direzione generale della dr. Gaetana Ferri del ministero della Salute e al comando dei carabinieri dei Nas (già destinatari delle carte inviate dal servizio di vigilanza dell’Oipa), di verificare il rispetto delle norme Traces, il sistema informatizzato sugli scambi comunitari di animali.

Il Traces prevede l’identificazione individuale, il passaporto, la visita veterinaria 24 ore prima.

Come fanno ad uscire ed essere trasporti regolarmente cani non identificati?

Il Traces non vale per tutti e l’Ue non ce l’ha detto? Fateci sapere. E che fine fanno i cani senza chip?

La Padania ha realizzato la tabella con il dettaglio delle spedizioni ricavate dalle liste agli atti.

Siamo certi che la vicenda, più che sul fronte del maltrattamento, possa fornire altri scenari proprio da queste nostre domande.

Cari saluti.
s.piazzo@lapadania.net
(112-continua)
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La Padania 20 novembre

CENTODODICESIMA PUNTATA

CHE USO E DESTINO SUBISCONO I BEAGLE NON IDENTIFICATI? CHE TRACES RESTA?

La Padania ha realizzato la tabella con il dettaglio delle spedizioni ricavate dalle liste agli atti. Il Traces non vale per tutti e l’Ue non ce l’ha detto?


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Associazione Antimafia Antonino Caponnetto e Alf

Sono orgogliosa che Chiliamacisegua sia stata pubblicata con gli articoli di Stefania Piazzo, dalla Associazione Antimafia Antonino Caponnetto e da Alf e condivido con chi lotta ogni giorno per l’affermazione della legalità e per il rispetto della vita, questa soddisfazione.

Il mondo civile ci sta ascoltando.

Rosanna Marani

Chiliamacisegua

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http://www.comitato-antimafia-lt.org/?p=14545

Associazione antimafia“Antonino Caponnetto”Regione Lazio

Associazione regionale di lotta contro le illegalità e le mafie

Assì…si! I cani di Ischia pellegrini di San Francesco.Il traffico dei cani randagi

Chiliamacisegua l’ha evidenziato nell’invio de La Padania del 22 maggio

“…..Questa è la prima inchiesta seria, documentata sul traffico dei randagi verso l’inferno. L’ha scritta Stefania Piazzo che ha svolto un minuzioso lavoro di indagine……”

E ora siamo alla successiva, mitica puntata, che lascia sbalorditi per le nuove notizie sulle adozioni di cani in Germania, con un inedito e più documentato asse tra la Campania e l’Umbria, con la stessa Associazione che gestisce le spedizioni.

E l’Umbria che fa?

Stefania Piazzo ci anticipa un imperdibile scoop, dandone per ora solo alcune indiscrezioni, ovvero la notizia di immagini di cani ospiti di un canile di una importante città umbra ritrovate su siti di canili tedeschi in vendita ma, attenti bene, con il placet delle Istituzioni umbre locali.

E’ questa la nuova frontiera etica della battaglia al randagismo?

Infine, altro inedito de la Padania, che non smette di stupirci: la diffida all’Asl Napoli2 di Ischia alla quale un’associazione chiede, denunciando di abusivismo l’attuale canile, la revoca di tutte le autorizzazioni sanitarie. Da quel canile sono partiti i cani oggetto di un processo a Napoli, per i reati di associazione a delinquere e falso ideologico, per le adozioni fittizie e i falsi adottanti tedeschi.

Buona lettura e Good morning Umbria!

Chiliamacisegua

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ARTICOLO

Ma allora è vero che i cani da inviare in adozione in Germania, richiesti nella struttura del canile di Panza a Forio d’Ischia, grazie all’interessamento della Pro Animale, “erede ” della Fondazione tedesca Ernst (della quale alcuni collaboratori sono sotto inchiesta per associazione a delinquere legata al traffico illegale di animali, vedi la Padania del 22 maggio scorso) sarebbero stati appoggiati durante il loro percorso anche nel canile “Il Sorriso di S. Francesco”, nei pressi di Assisi, gestito dalla stessa Pro Animale, e che ricade sotto l’eccellente vigilanza dell’Asl2?

La notizia riportata settimana scorsa dal nostro quotidiano non ha avuto smentita. Che l’Umbria sia il crocevia compiaciuto di adozioni verso la Germania è un fatto. Così come è un fatto che anche istituzioni pubbliche, come sta emergendo dalle ricerche del nostro quotidiano- e delle quali a breve si darà più ampio e interessante dettaglio – abbiano approvato e sostengano le adozioni berlinesi.

Tutto ufficiale. Tutto legale. Anche i cani in vendita. Ma questo sarà oggetto di un prossimo approfondimento di Good morning Umbria.

Resta però subito da porsi una domanda: se è vero che un’amministrazione comunale e un’asl non hanno strumenti normativi per negare un ‘ adozione all’estero, e se è vero che in Germania è “prassi” chiedere quale pegno e prova di serietà un pagamento per il ritiro di un cane italiano che, mentre staziona in un canile umbro convenzionato con canile sanitario, finisce nella vetrina in vendita di un canile tedesco…, c’è da chiedersi appunto se questa sia la via migliore per affrontare in Umbria il problema del randagismo.

E non sia, invece, una strada breve per “sbolognare via” i cani. È questa la filiera etica che propone la veterinaria pubblica in Umbria a sostegno delle pubbliche amministrazioni che non hanno idee migliori?

Sarebbe utile poter capire come e con quali intenzioni i 273mila euro di “tesoretto” della veterinaria pubblica in Regione si intendano investire nel contrasto al randagismo. Anche questo è un tema che Good morning Umbria affronterà a stretto giro di posta. Mentre resta come tarletto e come giallo, come filo rosso una vicenda che riguarda un piccolo cane che, tatuato e di proprietà di una struttura convenzionata in una città umbra, era “scomparso” per essere poi ritrovato più di due anni dopo nella felice oasi “Il Sorriso di San Francesco”, pure sterilizzato.

Una telefonata dell’Asl2 al legittimo proprietario riconduce il cane che si era un’altra volta “smarrito”. E così,il proprietario strada facendo si interroga sui legami tra la Pro Animale (che oggi come già scritto prosegue con l’Asl di Ischia le adozioni) di Assisi e il canile della stessa santa città, ma viene confortato dall’Asl2 che la Pro Animale lavora benone e che qualsiasi tipo di collaborazione possa esistere col Comune e il canile è ok.

E il tatuaggio del cane? «Non se ne erano accorti», spiega a la Padania ancora stupefatto il legittimo proprietario. Che, racconta ancora, viene interpellato per una richiesta di adozione. «Mi chiamano e dicono che una signora tedesca in questi anni si era affezionata a lui e piange.”

La risposta è secca secca: «E non vi siete chiesti in questi anni se piangeva l’italiano che lo cercava?». Semi-fine della storiella. Non se ne erano accorti. D’altra parte, seguire con attenzione e precisione le adozioni richiede tempo e massima dedizione. Può succedere, con tutti i microchip da passare a quegli adottanti…. uno magari scappa.

Intanto, “accontentiamoci” di tornare sui nostri vecchi passi, quelli che settimana scorsa hanno dato notizia del procedimento giudiziario in corso presso la Procura di Napoli su una serie di reati che vanno dall’associazione a delinquere al reato continuato al falso materiale e ideologico (per il reato di falso risultano indagati due veterinari dell’Asl Napoli 2 che operano a Ischia).

Ci sono novità? Ci sono novità. Ed è l’atto di diffida verso l’Asl Napoli 2 sul canile contestato a Panza, al centro della bufera giudiziaria, diffida avanzata in questi giorni dall’associazione Uomo natura animali di Ischia, già protagonista di numerose battaglie contro le spedizioni di animali da Panza verso la Germania, con la Fondazione Ernst prima e con la Pro Animale oggi.

La diffida, che era stata già inoltrata al sindaco, e ha come oggetto una questione della quale la Padania aveva già trattato, denuncia una presunta struttura abusiva entro la quale si sarebbe sviluppata l’attività del canile.

Cosa che appare difficile e incomprensibile da capire e che si spera sia frutto di errori di interpretazione da parte dell’associazione, visto che il Comune di Forio, e non solo quello, ha negli anni mantenuta viva una convenzione per la custodia degli animali, e visto che la stessa asl ha rilasciato regolari autorizzazioni sanitarie.

Vediamo alcuni passaggi della diffida che il nostro quotidiano è in grado di anticipare in esclusiva, certi che la Fondazione Ernst ieri e la Pro Animale campano-umbra oggi siano in regola.

Scriviamo campano-umbra visto che dal 2009 l’Associazione è anche iscritta al registro delle Associazioni riconosciute dalla Regione Umbria. L’iscrizione avvenne, ma ovviamente è una pura coincidenza, subito dopo una diffida inviata ai sindaci dei comuni del territorio di Assisi per invitarli a bloccare il trasferimento di 40 cani del canile di Ponte Rosso in adozione in Germania, mentre si ventilava che alcuni Comuni fossero interessati alla brava Pro Animale come potenziale gestore di strutture sul territorio.

Si legge intanto sulla diffida che «La struttura è nata inizialmente con un fabbricato composto da cantina al piano seminterrato e da abitazione al piano superiore costituita da camera da letto, soggiorno, wc e ripostigli (…). Tale fabbricato fu realizzato in ragione della concessione edilizia n. 91 del 29/11783 e in difformità della stessa, per cui in data 28/2/95 prot. 5373 è stata presentata al Comune di Forio domanda in sanatoria per gli abusi commessi, senza definizione alcuna.

Successivamente – si legge nella nota che porta come intestazione quella del legale dell’associazione, l’avv. Andrea Calandra del foro di Napoli – all’atto di due distinti sopralluoghi effettuati dall’asl veterinaria Na2, in seguito ai quali è stato rilasciato parere favorevole per il rilascio delle autorizzazioni sanitarie (il primo del 4/12/02 con nota n. 571 e il secondo del 18/8/03 con nota prot. n. 350), si evidenziava che la struttura era stata ampliata e comunque modificata nella sua interezza, senza alcun tipo di autorizzazione edilizia».

Perbacco, impossibile! Il Comune non può aver sbagliato. Ma la diffida non è dello stesso nostro avviso. E aggiunge: «In data 23/905 agenti del Corpo Forestale dello Stato sottoponevano a sequestro opere edili in corso di realizzazione all’interno della detta struttura».

Insomma, come stanno le cose? «Visto quanto comunicatoci dal responsabile della Polizia municipale ten. col. Giuseppe Russo, prot. 2184/R (atto del 4 maggio scorso e di cui la Padania è in possesso, ndr) “per le opere realizzate abusivamente sono state emesse regolari ordinanze di demolizione… attualmente la struttura sta aperta in forza delle due autorizzazioni rilasciate dal Comune di Forio”, le pregresse

autorizzazioni, rilasciate dall’Asl Na2, allo stato, sono da ritenersi illegittime e comunque prive di fondamento non essendoci mai stati i presupposti – secondo il legale dell’associazione – a fondamento delle stesse.

Di conseguenza – e chiude – anche quanto certificato dall’Asl Na2 Nord dipartimento di prevenzione Ischia è da ritenersi illegittimo».

E quindi? Quindi è stato chiesto di revocare le autorizzazioni sanitarie e di chiudere la struttura.

Più a Nord non c’è, nel caso la sfortuna si abbatta sulla generosa Pro Animale, la verde e accogliente Umbria e la galleria fotografica per la vendita dei “modelli”?

s.piazzo@lapadania.net

(88 – continua)

Viaggio nell’Italia bestiale a cura di Stefania Piazzo

OTTANTOTTESIMA PUNTATA

ASSÌ..SÌ!! I CANI DI ISCHIA PELLEGRINI DI S. FRANCESCO

CAMPANIA, UMBRIA, GERMANIA. ADOZIONI, FOTO, STRUTTURE DIFFIDATE

Le foto dei cani di un canile umbro in “vendita” nei siti tedeschi, con il placet delle istituzioni locali. Una nuova strada etica per sbolognare via il problema del randagismo

Questo articolo è stato pubblicato il Domenica, 29 Maggio 2011 alle 15:33 e

http://76.163.187.103/ALFront/Actions-Italy/LaPadania22Maggio.htm

About ALF > Actions Index > Italy
LA PADANIA 22 MAGGIO PADRINI DI VOLO CANI DA ISCHIA

LA PADANIA 22 MAGGIO PADRINI DI VOLO CANI DA ISCHIA ALLA GERMANIA E NESSUNO FERMA IL CHECK-IN

Moel_PADA_02_C_S_R1.PDF

Moel_PADA_03_C_S_R1.PDF

Questo non � un becero, diffamatorio, procurato allarme, vomitato alla cieca, che mette nel mucchio qualsiasi si dice che�.�.attenzione �, quella tizia e quel tipo sono da mettere in lista nera�., vendono randagi a�.. �

Questa � la prima inchiesta seria, documentata sul traffico dei randagi verso l�inferno.

L�ha scritta Stefania Piazzo che ho ha svolto un minuzioso lavoro di indagine, per mettere insieme le tessere di un osceno puzzle dell�orrore, del lucro, della indifferenza, della �amicizia� tra coloro che per carica e coscienza avrebbero dovuto controllare e denunciare.

Quis custodiet custodes?

Chiliamacisegua si appella al Dottor Gaetano Penocchio, Presidente della FNOVI – Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani, affinch� li custodisca questi �custodi, affinch� richiami al dovere e all�etica, sparse e disperse lungo questi anni di inapplicazione delle Leggi a Tutela Animale, i veterinari, i primi (angeli) custodi dei randagi a loro affidati.

Che compatti i medici della Sanit� Animale Pubblica, che metta al bando i veterinari indegni, che indichi la strada per una collaborazione atta a stroncare qualsiasi malaffare.

Che i veterinari, sono i primi testimoni dell�incivilt�, spalmata ovunque in Italia, sotto la cecit� di molti Sindaci. Che i veterinari sono i primi a poter denunciare le cose storte.

Il vento � mutato dall�insediamento dell�on Francesca Martini, che gi� si � appellata ai medici, il tessuto sociale a trama stretta che pu� e deve impedire di allargare le maglie alla malasanit� e dall�arrivo della giornalista Stefania Piazzo che su La Padania, ogni domenica con i suoi dossier, scopre cadaveri imbalsamati, negli armadi che non hanno effettuato fino ad ora�� il cambio delle stagioni.

Le Associazioni e i volontari vigilano, denunciano, protestano,si ribellano, tengono alta l�attenzione e Chiliamacisegua divulga ogni vergogna.

No, non si pu� pi� dire: �Io non sapevo!�

No, non si pu� pi� far finta di niente.

Buona lettura Presidente e dia un cenno, per favore, che il mondo ha bisogno di empatia, di umanit�, di legalit�.

Di amore e di rispetto per la vita!

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

LA PADANIA 22 MAGGIO DALLA PARTE DEGLI ANIMALI A CURA DI STEFANIA PIAZZO

VIAGGIO BESTIALE

OTTANTASETTESIMA PUNTATA

PADRINI, DI VOLO CANI DA ISCHIA ALLA GERMANIA E NESSUNO FERMA IL CHECK-IN

Sotto processo a Ischia due veterinari dell�Asl Napoli 2 con i gestori e i collaboratori del canile di Forio.

Dalle intercettazioni telefoniche all�accusa pi� grave per gli organizzatori: associazione a delinquere

Un�altra base possibile ad Assisi, in Umbria. Intanto i �tour operator� continuano la loro attivit�

�E sempre l� si cade, nell�eccellenza della vigilanza veterinaria campana. Con
uno strascico persino umbro ad Assisi e, per le origini di uno dei veterinari
imputati, Todi. Una coincidenza… Ma che ambo.
Questa volta per� la sintesi � pi� complessa del solito. Perch� guardi il
passato e guardi il presente e non comprendi cosa sia cambiato. E ti chiedi
quindi se sia tutto vero.
Sul tavolo c�� il traffico di animali che passavano per il canile di Panza,
gestito dalla Fondazione tedesca Ernst, canile convenzionato allora col Comune
di Forio e molti altri. La Fondazione a seguito delle indagini si � sciolta e al
suo posto � nata l�associazione Pro Animale, pare con medesima partita Iva.
Iscritta all�albo regionale prima di completare l�anno di attivit� di
volontariato. La Regione, visti i requisiti e l�eredit�, ha accelerato i tempi
di legge.
Sul tavolo della cronaca di oggi? Ci sono gli stessi veterinari asl sotto
processo e al loro saldo posto di lavoro. Fino a prova contraria non hanno fatto
niente.
Sul tavolo ci sarebbe ancora l�uscita di animali da Ischia verso la Germania.
Sul tavolo, infine, c�� una controversa storia che vedrebbe la struttura
utilizzata dalla Fondazione come struttura abusiva. E per la quale sarebbero
state emesse ordinanze di demolizione, ad oggi non eseguite. � mai possibile che
un Comune, anzi, pi� Comuni, si fossero convenzionati, oltre che con quelli che
nel gergo delle adozioni verso l�estero si chiamano �padrini di volo�, si
fossero convenzionati appunto con chi non avrebbe potuto neppure star l�?
Impossibile, ci sar� un errore, sono paradossi incredibili.
E geograficamente allargati alla struttura �Il Sorriso di San Francesco�, che
sarebbe riconducibile alla Pro Animale, nella quale la titolare dichiara
candidamente (vedi �Il Corriere dell�Umbria� del 19 giugno 2009) che �Il
trasporto di cani a Ischia via Assisi, in Germania o Austria, si � svolto in
maniera assolutamente legale e con i documenti di espatrio previsti dalla
legge�. Cosa che egregiamente avr� controllato l�asl 2 di Assisi.
Quadro destabilizzante. Vuoi perch� le accuse per le quali sono a giudizio due
veterinari dell�Asl Napoli2 e un�agguerrita squadra italo-tedesca di persone
accusate di traffico di cani dall�Isola di Ischia verso la Germania dal 2001
sono di una gravit� eccezionale, col peso delle intercettazioni telefoniche….

Sconcertante. Vuoi perch� sono macigni i reati contestati a diverso titolo agli
indagati: per gli organizzatori del �giro� in particolare si va
dall�associazione a delinquere al concorso in reato al reato continuato, per
arrivare al falso ideologico e al falso materiale che sarebbe stato consumato
da pubblici ufficiali.
Vuoi perch� in tutta questa vicenda, e questo � il cuore vero del problema, che
va oltre l�inchiesta e il processo, ci si chiede cosa sia cambiato dal 2006,
anno d�avvio della bufera giudiziaria, ad oggi. Quasi nulla. Allora, non era
successo nulla anche prima, il processo � una farsa.
Perch� i cani, da Ischia alla Germania, sono partiti ancora. E c�� chi, come
Giacomo Bellezza, veterinario libero professionista e direttore sanitario del
canile della Pro Animale, � anche impegnato per l�asl per il servizio di pronto
soccorso, in un ambulatorio a Serrara Fontana. Ma c�� chi giura che i cani non
finirebbero solo l�. Illazioni isolane, ovvio.
Avvilente. Perch� l�Asl Napoli2, a firma del dr. Massimo Barbato, rispondeva ad
un�associazione che l�invio dei cani in Germania nel 2005 risultava regolare.
Anzi. �Lo scrivente ufficio ha dato corso alle procedure d�ufficio presso gli
organi istituzionali competenti per il controllo delle adozioni sul territorio
germanico�. Che dicevano gli esiti delle procedure? I vertici superiori
interpellati non rispondevano. Quindi � vero, non � vero niente quello che �
successo.
Apocalittico. Perch� le associazioni animaliste, che, come la magistratura,
sostengono che il movimento verso la Germania risalga persino al 2001, si sa
che non saranno ammesse a costituirsi parte civile nel procedimento. Non c��
danno, secondo una lettura di chi giudica in questa fase dibattimentale. Ma gi�
ambienti del ministero della Salute guardano con interesse agli sviluppi
processuali, senza escludere a priori di valutare una presa di posizione come
quella intrapresa a Cicerale.
Affezionato. Perch� dopo lo scandalo, tutti i Comuni convenzionati con il canile
di Panza dell�allora Fondazione Ernst poi scioltasi e, come da statuto, �rinata�
come associazione Pro Animale, hanno detto addio, tranne che il Comune di Forio
e di Serrara Fontana. Fino a convenzione scaduta, nel 2008. Ma con dei ma.
Edificante. Perch� a tallonare l�inchiesta si aggiunge la denuncia della
presidente dell�Una di Ischia, Maria Pagano che, con un atto stragiudiziale di
diffida, sostiene che la struttura sia persino abusiva. Giacerebbe solo una
richiesta di sanatoria. Sembra impossibile che il Comune di Forio non si sia
accorto di nulla, deve esserci un errore.
Barattante. Perch� il Consiglio comunale di Forio il 30 luglio scorso deliberava
all�unanimit�, come �cambio merce� del mancato pagamento del mantenimento di 51 cani,

per un controvalore di 62.500 euro, l�autorizzazione da parte
dell�associazione Pro Animale a far adottare tutti i cani dalla struttura. Verso
dove? Le destinazioni di cui sopra.
Ambivalente. Perch� a costituirsi parte offesa nel processo si sono presentati
il Comune di Forio e l�Asl Napoli2.

Tanti interrogativi, nonostante tutto. Ovvero nonostante un processo e il peso
di una ricostruzione giudiziaria minuziosa dell�Ufficio X del Gip del Tribunale
di Napoli, che potrebbe andare bene come sceneggiatura per un �romanzo criminale
animale�. Se tutto fosse confermato.
� solo una questione di false adozioni internazionali di cani e gatti, messe in
corso, secondo alcuni, da un�organizzazione che gi� in Germania si sarebbe vista
chiudere un proprio rifugio all�estero, con una condanna per maltrattamento
mentre a Ischia vive serena?

� solo fango o �leggerezza� italica? E l�Asl? Mai un dubbio sul massiccio esodo
di animali e di protagonisti, spesso sempre gli stessi, i �padrini di volo�, a
bussare? Secondo la procura, non ha comunque vigilato. Sta agli atti di una
reprimenda uscita persino dalla penna del magistrato. Che figura per
l’eccellenza della veterinaria pubblica campana, �servizio , ad onor del vero -
si legge – non particolarmente sollecito nel sondare la veridicit� delle
indicazioni riportate sulle richieste di affido (�). I veterinari asl, pubblici
ufficiali, avrebbero dovuto, secondo la normativa in vigore, accertare
l�effettiva identit� in sede di sottoscrizione della richiesta di adozione�.

In cinque anni, mai un sospetto? Mai. Come oggi.
Vediamo i fatti contestati. Il meccanismo � pi� o meno sempre lo stesso,
spiegano gli atti che hanno portato al dibattimento il gestore, i veterinari
dell�Asl e i collaboratori dell�associazione: trasferimento di animali dal
rifugio Ernst di Forio in localit� Panza verso la Germania in localit� diverse
da quelle dichiarate all�atto del trasferimento.

Due le strade: o attraverso finti adottanti, quasi sempre tedeschi, che avevano
ottenuto l�affido in Italia. Oppure… oppure riempiendo abusivamente alcuni
moduli per le richieste d�affido firmati in bianco con l�inganno.
In ogni caso, secondo l�accusa, false o fittizie erano le richieste di adozione,
false le pratiche, esibendole ai veterinari e ottenendo da loro il rilascio di
passaporti in cui l�indicazione del proprietario dell�animale risultava non
vera.
Insomma, una serie, definita addirittura �indeterminata di delitti di falso di
autorizzazioni amministrative…, di induzione del pubblico ufficiale al
rilascio di passaporti ideologicamente falsi….�.
Personaggi e interpreti di questo presunto romanzo criminale: Nicola
Cacciapuoti, direttore del rifugio; Ciro Pontone e Karin Mundt, considerati
�istigatori� del gruppo dai magistrati poich� principali gestori della
Fondazione Annemarie Ernst; il veterinario dell�Asl Napoli 2, Mario Mariani,
originario di Todi. Uno dei casi contestati, ad esempio, che lo riguarda
nell�imputazione, tratta l�adozione di un randagio da parte di S.D.D. che
avrebbe dovuto firmare il modulo contenente la richiesta d�adozione.

Ma gli sarebbe stato sottoposto per la firma anche un modulo in bianco con
un�ulteriore richiesta di adozione. Richiesta che veniva completata con i dati
identificativi di un ulteriore cane che S.D.D. non aveva affatto chiesto di
adottare. Il veterinario Asl firmava, in calce alla richiesta, l�autorizzazione
dell�Unit� operativa veterinaria alla consegna dell�animale. �Tutti cos�
formando – si legge nel rinvio a giudizio – una falsa richiesta di adozione
(datata 12/10/2005 e priva di numero), una falsa autorizzazione dell�Unit�
operativa veterinaria alla consegna del cane e la falsa scheda di affido del
cane�. Dopo la formazione di questa serie di falsi, �per realizzare l�illegale
trasferimento in Germania del cane, confezionavano il passaporto per animali
materialmente rilasciato dal Mariani e nel quale S.D.D. risultava falsamente
proprietario�.
Il meccanismo si ripeteva ogni volta, anche con soggetti diversi, con l�aggiunta
di un altro veterinario della stessa Asl Napoli2, Ciro Di Sarno. Situazioni
simili, cui si aggiungono i nomi di altri �collaboratori� indagati come Else
Scheurlein, persona fidata di Cacciapuoti. Lo stesso gruppo d�azione, stando
all�accusa, approfittando della richiesta di adozione di una cittadina
austriaca, M.B., sottoponevano alla donna per la firma altri tre moduli in
bianco contenenti altrettante richieste di adozione. In seguito, li completavano
con i dati di altri tre cani mai richiesti dall�adottante austriaca e, in calce,
Di Sarno firmava l�autorizzazione dell�Unit� operativa veterinaria.
Incredibile. Alla schiera degli indagati ad un certo punto compare anche il
nome di Alessandro Impagliazzo, amministratore e direttore sanitario del
rifugio dal 2001 al 2005.

Ma tutte le adozioni, a centinaia per anni e anni, non hanno mai destato
sospetto all�Asl? In alcuni casi, addirittura, il magistrato in questo giro di
carte false, accusa persino i membri dell�associazione di aver indotto �in
errore Ciro Di Sarno� nell�attribuire a presunti adottanti la propriet� di
numerosi cani. Tante erano le carte e le adozioni che si ripetevano sui tavoli
dell�asl… che confusione per i poveri ignari veterinari. Vero?
Fondamentali per la svolta nell�inchiesta le intercettazioni, legate alle
indagini che la polizia aveva posto in essere fermando nel 2006 una spedizione
di animali trasportare in condizioni peraltro fuorilegge, bloccando la
spedizione al momento dell�imbarco dopo la segnalazione di una guardia
ecozoofila del posto, Giovanni Esposito, dell�associazione Pro Natura. Gli
indizi erano stati d�altra parte disseminati come i sassi di Pollicino� In
particolare i passaporti plurimi di M.R.B. , sui cui passaporti dei cani veniva
indicata Vienna come localit� sita in Germania. All�asl era sembrato tutto
regolare? Vienna… la Sacher… Berlino… Ma Ischia � troppo lontana.

Persino Impagliato, direttore sanitario del canile, che risulta tuttavia
indagato, si era recato in Germania al canile �Renate Lang� di Horb e a fronte
di 51 animali che sapeva di aver inviato, verificava che di 50 si erano perse
completamente le tracce e non risultava fossero andati in adozione. Forniva poi
la tabella riepilogativa dei trasferimenti dal 2001 al 2005, confermando il
massiccio trasferimento autorizzato dall�asl. Perplessit� erano state espresse
anche dal direttore pro-tempore dell�asl di Ischia, Massimo Barbato, che
dichiarava di aver scritto nel 2002 al consolato tedesco, nel 2003 al direttore
sanitario dell�asl di Napoli2 e alla Regione Campania in ordine alla regolarit�
delle procedure, senza ricevere per� risposta.
Le intercettazioni, che sono esemplificative, documentano le organizzazioni di
pi� viaggi. Diversi voli il 29 luglio 2006, curando di evitare automezzi in
dotazione dell�ente preferendo mezzi privati. Ma dalle intercettazioni
comprendono che � in atto il pedinamento. E si interrogano se la soffiata sia
arrivata dal canile, da chi conosce i movimenti, ad esempio l�asl.
Ciro (Pontone): �Le signore si sono accorte che un bel giovanotto � venuto con
la vespa�.
Nicola (Cacciapuoti): �Non ci hanno fatto pi� caso all�aeroporto dopo aver fatto
il check-in�.
Ciro: �La polizia ha fatto chiamare. Sono stati chiamati dalla polizia i due che
avevano accompagnato� Quindi adesso da Ischia qualcuno ha dovuto sapere che
questi partono il giorno �tot� e questo ragazzo � andato appresso� chi pu� dire
a questi qua che adesso partono�una domanda� Di Sarno sapeva quando dovevano
partire queste?�.
Nicola: �No, non lo sapeva nessuno.�
Ciro: �Non lo sapeva nessuno?�
Nicola: �C�� un fatto importante invece� Io penso che il furgone� qua fuori qua�
proprio il furgone � visionato e sorvegliato da qualcuno�nel momento in cui gi�
sanno tutta la prassi� gi� sanno tutto come si fa� perch� in quattro�cinque anni
che sono state fatte queste cose� sanno che quando Giuseppe va a preparare i
box� capito� e chiaramente � l�unica spiegazione��.
Ancora Nicola: �E poi ti voglio dire�basta una telefonata a quelli di Napoli� e
quelli si mettono l�.�
Ciro: �Io pensavo che caso mai all�asl��
Nicola: �Niente l�asl�quando fa i passaporti� quello ci d� i passaporti�non sa
quando partono�non lo possono sapere �perch� non � che mai gli diciamo� guarda
anzi la scheda di ritorno che io devo dare all�asl con la firma�della seconda
firma di consegna non gliela facciamo neanche firmare l� Adesso la Hunday non
si muover� fino a quando non� ho protocollato il caso del�permesso�.
Ciro: �Per gli animali per�
Nicola: �Per gli animali � chiaro�se poi uno vuole trasportare quello che vuole
quello � propriet� privata, uno pu� portare quello che c. vuole, quello � poco
ma sicuro��.
Dal 4 aprile 2006 la Fondazione era stata inibita a dar luogo alle adozioni in
seguito ad un provvedimento in via cautelare del distretto 57 di Ischia in
seguito al sequestro di 27 animali e al procedimento penale per maltrattamento.

Sospetti anche sulle vaccinazioni antirabbiche le associazioni le sollevano, non
essendo presenti le fustelle della vaccinazione bens� delle indicazioni a penna.

Dalla intercettazione dell�8 agosto 2006 tra Karin Mundt ed Else Scheurlein.
Karin: �Dovremo facerla�.
Else: �Sicuramente dovremmo farcela, anche con le vaccinazioni antirabbiche,
questo � il problema minore�.
Interessante anche la telefonata del 17 agosto 2006 tra Cacciapuoti e Massimo
(di cui sopra, si legge negli atti, quindi si fa riferimento al Massimo citato
nei documenti).
Nicola: �Mi fai quella lettera�perch� Mario ha fatto quelle due righe, per� io
voglio che mi fai tu� (�). Il cane sta qui dentro, � un bel rottweiler grosso�
Massimo: �Senza microchip�.
Nicola: �Senza microchip� senza niente, come al solito�.
Si legge nelle carte processuali ancora della telefonata. �Cacciapuoti contatta
direttamente tale Massimo (poi identificato – si legge – in Barbato Massimo,
dell�ASL Napoli 2 di Ischia, ndr), perch� ha la necessit� di ottenere due
passaporti, ricevendo dall�interlocutore una disponibilit� ad una richiesta
-scrive persino il giudice – alquanto anomala, atteso che, a quella data, la
Fondazione era ancora interdetta dal poter dar corso a nuove adozioni e
affidamenti, proprio in ossequio al provvedimento dell�asl di Ischia�.
Altre intercettazioni, ancora Karin ed Else.
Else: �Sicuramente staranno intercettando la telefonata�.
Karin: �Davvero, allora scoprono tutto, dovrebbero occuparsi sicuramente di
altre cose�.
Altra telefonata ritenuta interessante per gli investigatori � quella tra Ciro
Pontone e Giacomo Bellezza, il libero professionista convenzionato con l�asl di
Ischia e direttore sanitario del canile di Panza che lavora per il pronto
soccorso asl. Bellezza viene illuminato circa l�importanza di Jutta Heinemann.
Ciro: �La signora Heinemann (…) � una delle persone pi� importanti…ed � lei
che il 90% dei singoli che partono li piazza�.
Il 24 novembre 2006 venivano perquisiti gli uffici dell�asl di Ischia. �Si aveva
modo cos� di vedere – spiega il magistrato – i diversi casi di adozioni in
relazione alle quali risultavano adottanti persone diverse da quelle cui gli
animali erano realmente destinati e i casi di adozioni completamente fasulle,
ossia disconosciute dalle persone che figuravano nella documentazione quali
adottanti (…)�.
Due le rogatorie avanzate dalla Procura di Napoli: la prima – accolta – per
accertare la destinazione reale degli animali. La seconda – respinta – per
approfondire i profili sul sostentamento della Fondazione.

Ma non � finita qui.�
s.piazzo@lapadania.net
(87 – continua)


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LA PADANIA 29 MAGGIO ASSÌ..SÌ!! I CANI DI ISCHIA PELLEGRINI DI S. FRANCESCO

LA PADANIA 29 MAGGIO ASSÌ..SÌ!! I CANI DI ISCHIA PELLEGRINI DI S. FRANCESCO

Chiliamacisegua l’ha evidenziato nell’invio de La Padania del 22 maggio

”…..Questa è la prima inchiesta seria, documentata sul traffico dei randagi verso l’inferno. L’ha scritta Stefania Piazzo che ha svolto un minuzioso lavoro di indagine……”

E ora siamo alla successiva, mitica puntata, che lascia sbalorditi per le nuove notizie sulle adozioni di cani in Germania, con un inedito e più documentato asse tra la Campania e l’Umbria, con la stessa Associazione che gestisce le spedizioni.

E l’Umbria che fa?

Stefania Piazzo ci anticipa un imperdibile scoop, dandone per ora solo alcune indiscrezioni, ovvero la notizia di immagini di cani ospiti di un canile di una importante città umbra ritrovate su siti di canili tedeschi in vendita ma, attenti bene, con il placet delle Istituzioni umbre locali.

E’ questa la nuova frontiera etica della battaglia al randagismo?

Infine, altro inedito de la Padania, che non smette di stupirci: la diffida all’Asl Napoli2 di Ischia alla quale un’associazione chiede, denunciando di abusivismo l’attuale canile, la revoca di tutte le autorizzazioni sanitarie. Da quel canile sono partiti i cani oggetto di un processo a Napoli, per i reati di associazione a delinquere e falso ideologico, per le adozioni fittizie e i falsi adottanti tedeschi.

Buona lettura e Good morning Umbria!

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

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ARTICOLO

Ma allora è vero che i cani da inviare in adozione in Germania, richiesti nella struttura del canile di Panza a Forio d’Ischia, grazie all’interessamento della Pro Animale, “erede ” della Fondazione tedesca Ernst (della quale alcuni collaboratori sono sotto inchiesta per associazione a delinquere legata al traffico illegale di animali, vedi la Padania del 22 maggio scorso) sarebbero stati appoggiati durante il loro percorso anche nel canile “Il Sorriso di S. Francesco”, nei pressi di Assisi, gestito dalla stessa Pro Animale, e che ricade sotto l’eccellente vigilanza dell’Asl2?

La notizia riportata settimana scorsa dal nostro quotidiano non ha avuto smentita. Che l’Umbria sia il crocevia compiaciuto di adozioni verso la Germania è un fatto. Così come è un fatto che anche istituzioni pubbliche, come sta emergendo dalle ricerche del nostro quotidiano- e delle quali a breve si darà più ampio e interessante dettaglio – abbiano approvato e sostengano le adozioni berlinesi.

Tutto ufficiale. Tutto legale. Anche i cani in vendita. Ma questo sarà oggetto di un prossimo approfondimento di Good morning Umbria.

Resta però subito da porsi una domanda: se è vero che un’amministrazione comunale e un’asl non hanno strumenti normativi per negare un ’ adozione all’estero, e se è vero che in Germania è “prassi” chiedere quale pegno e prova di serietà un pagamento per il ritiro di un cane italiano che, mentre staziona in un canile umbro convenzionato con canile sanitario, finisce nella vetrina in vendita di un canile tedesco…, c’è da chiedersi appunto se questa sia la via migliore per affrontare in Umbria il problema del randagismo.

E non sia, invece, una strada breve per “sbolognare via” i cani. È questa la filiera etica che propone la veterinaria pubblica in Umbria a sostegno delle pubbliche amministrazioni che non hanno idee migliori?

Sarebbe utile poter capire come e con quali intenzioni i 273mila euro di “tesoretto” della veterinaria pubblica in Regione si intendano investire nel contrasto al randagismo. Anche questo è un tema che Good morning Umbria affronterà a stretto giro di posta. Mentre resta come tarletto e come giallo, come filo rosso una vicenda che riguarda un piccolo cane che, tatuato e di proprietà di una struttura convenzionata in una città umbra, era “scomparso” per essere poi ritrovato più di due anni dopo nella felice oasi “Il Sorriso di San Francesco”, pure sterilizzato.

Una telefonata dell’Asl2 al legittimo proprietario riconduce il cane che si era un’altra volta “smarrito”. E così,il proprietario strada facendo si interroga sui legami tra la Pro Animale (che oggi come già scritto prosegue con l’Asl di Ischia le adozioni) di Assisi e il canile della stessa santa città, ma viene confortato dall’Asl2 che la Pro Animale lavora benone e che qualsiasi tipo di collaborazione possa esistere col Comune e il canile è ok.

E il tatuaggio del cane? «Non se ne erano accorti», spiega a la Padania ancora stupefatto il legittimo proprietario. Che, racconta ancora, viene interpellato per una richiesta di adozione. «Mi chiamano e dicono che una signora tedesca in questi anni si era affezionata a lui e piange.”

La risposta è secca secca: «E non vi siete chiesti in questi anni se piangeva l’italiano che lo cercava?». Semi-fine della storiella. Non se ne erano accorti. D’altra parte, seguire con attenzione e precisione le adozioni richiede tempo e massima dedizione. Può succedere, con tutti i microchip da passare a quegli adottanti…. uno magari scappa.

Intanto, “accontentiamoci” di tornare sui nostri vecchi passi, quelli che settimana scorsa hanno dato notizia del procedimento giudiziario in corso presso la Procura di Napoli su una serie di reati che vanno dall’associazione a delinquere al reato continuato al falso materiale e ideologico (per il reato di falso risultano indagati due veterinari dell’Asl Napoli 2 che operano a Ischia).

Ci sono novità? Ci sono novità. Ed è l’atto di diffida verso l’Asl Napoli 2 sul canile contestato a Panza, al centro della bufera giudiziaria, diffida avanzata in questi giorni dall’associazione Uomo natura animali di Ischia, già protagonista di numerose battaglie contro le spedizioni di animali da Panza verso la Germania, con la Fondazione Ernst prima e con la Pro Animale oggi.

La diffida, che era stata già inoltrata al sindaco, e ha come oggetto una questione della quale la Padania aveva già trattato, denuncia una presunta struttura abusiva entro la quale si sarebbe sviluppata l’attività del canile.

Cosa che appare difficile e incomprensibile da capire e che si spera sia frutto di errori di interpretazione da parte dell’associazione, visto che il Comune di Forio, e non solo quello, ha negli anni mantenuta viva una convenzione per la custodia degli animali, e visto che la stessa asl ha rilasciato regolari autorizzazioni sanitarie.

Vediamo alcuni passaggi della diffida che il nostro quotidiano è in grado di anticipare in esclusiva, certi che la Fondazione Ernst ieri e la Pro Animale campano-umbra oggi siano in regola.

Scriviamo campano-umbra visto che dal 2009 l’Associazione è anche iscritta al registro delle Associazioni riconosciute dalla Regione Umbria. L’iscrizione avvenne, ma ovviamente è una pura coincidenza, subito dopo una diffida inviata ai sindaci dei comuni del territorio di Assisi per invitarli a bloccare il trasferimento di 40 cani del canile di Ponte Rosso in adozione in Germania, mentre si ventilava che alcuni Comuni fossero interessati alla brava Pro Animale come potenziale gestore di strutture sul territorio.

Si legge intanto sulla diffida che «La struttura è nata inizialmente con un fabbricato composto da cantina al piano seminterrato e da abitazione al piano superiore costituita da camera da letto, soggiorno, wc e ripostigli (…). Tale fabbricato fu realizzato in ragione della concessione edilizia n. 91 del 29/11783 e in difformità della stessa, per cui in data 28/2/95 prot. 5373 è stata presentata al Comune di Forio domanda in sanatoria per gli abusi commessi, senza definizione alcuna.

Successivamente – si legge nella nota che porta come intestazione quella del legale dell’associazione, l’avv. Andrea Calandra del foro di Napoli – all’atto di due distinti sopralluoghi effettuati dall’asl veterinaria Na2, in seguito ai quali è stato rilasciato parere favorevole per il rilascio delle autorizzazioni sanitarie (il primo del 4/12/02 con nota n. 571 e il secondo del 18/8/03 con nota prot. n. 350), si evidenziava che la struttura era stata ampliata e comunque modificata nella sua interezza, senza alcun tipo di autorizzazione edilizia».

Perbacco, impossibile! Il Comune non può aver sbagliato. Ma la diffida non è dello stesso nostro avviso. E aggiunge: «In data 23/905 agenti del Corpo Forestale dello Stato sottoponevano a sequestro opere edili in corso di realizzazione all’interno della detta struttura».

Insomma, come stanno le cose? «Visto quanto comunicatoci dal responsabile della Polizia municipale ten. col. Giuseppe Russo, prot. 2184/R (atto del 4 maggio scorso e di cui la Padania è in possesso, ndr) “per le opere realizzate abusivamente sono state emesse regolari ordinanze di demolizione… attualmente la struttura sta aperta in forza delle due autorizzazioni rilasciate dal Comune di Forio”, le pregresse

autorizzazioni, rilasciate dall’Asl Na2, allo stato, sono da ritenersi illegittime e comunque prive di fondamento non essendoci mai stati i presupposti – secondo il legale dell’associazione – a fondamento delle stesse.

Di conseguenza – e chiude – anche quanto certificato dall’Asl Na2 Nord dipartimento di prevenzione Ischia è da ritenersi illegittimo».

E quindi? Quindi è stato chiesto di revocare le autorizzazioni sanitarie e di chiudere la struttura.

Più a Nord non c’è, nel caso la sfortuna si abbatta sulla generosa Pro Animale, la verde e accogliente Umbria e la galleria fotografica per la vendita dei “modelli”?

s.piazzo@lapadania.net

(88 – continua)

Viaggio nell’Italia bestiale a cura di Stefania Piazzo

OTTANTOTTESIMA PUNTATA

ASSÌ..SÌ!! I CANI DI ISCHIA PELLEGRINI DI S. FRANCESCO

CAMPANIA, UMBRIA, GERMANIA. ADOZIONI, FOTO, STRUTTURE DIFFIDATE

Le foto dei cani di un canile umbro in “vendita” nei siti tedeschi, con il placet delle istituzioni locali. Una nuova strada etica per sbolognare via il problema del randagismo

L’articolo precedente

http://www.chiliamacisegua.org/2011/05/21/la-padania-22-maggio-padrini-di-volo-cani-da-ischia-alla-germania-e-nessuno-ferma-il-check-in/

LA PADANIA 22 MAGGIO PADRINI DI VOLO CANI DA ISCHIA ALLA GERMANIA E NESSUNO FERMA IL CHECK-IN


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LA PADANIA 22 MAGGIO PADRINI DI VOLO CANI DA ISCHIA ALLA GERMANIA E NESSUNO FERMA IL CHECK-IN

LA PADANIA 22 MAGGIO PADRINI DI VOLO CANI DA ISCHIA ALLA GERMANIA E NESSUNO FERMA IL CHECK-IN

Questo non è un becero, diffamatorio, procurato allarme, vomitato alla cieca, che mette nel mucchio qualsiasi si dice che….”.attenzione …, quella tizia e quel tipo sono da mettere in lista nera…., vendono randagi a….. “

Questa è la prima inchiesta seria, documentata sul traffico dei randagi verso l’inferno.

L’ha scritta Stefania Piazzo che ho ha svolto un minuzioso lavoro di indagine, per mettere insieme le tessere di un osceno puzzle dell’orrore, del lucro, della indifferenza, della “amicizia” tra coloro che per carica e coscienza avrebbero dovuto controllare e denunciare.

Quis custodiet custodes?

Chiliamacisegua si appella al Dottor Gaetano Penocchio, Presidente della FNOVI – Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani, affinchè li custodisca questi …custodi, affinchè richiami al dovere e all’etica, sparse e disperse lungo questi anni di inapplicazione delle Leggi a Tutela Animale, i veterinari, i primi (angeli) custodi dei randagi a loro affidati.

Che compatti i medici della Sanità Animale Pubblica, che metta al bando i veterinari indegni, che indichi la strada per una collaborazione atta a stroncare qualsiasi malaffare.

Che i veterinari, sono i primi testimoni dell’inciviltà, spalmata ovunque in Italia, sotto la cecità di molti Sindaci. Che i veterinari sono i primi a poter denunciare le cose storte.

Il vento è mutato dall’insediamento dell’on Francesca Martini, che già si è appellata ai medici, il tessuto sociale a trama stretta che può e deve impedire di allargare le maglie alla malasanità e dall’arrivo della giornalista Stefania Piazzo che su La Padania, ogni domenica con i suoi dossier, scopre cadaveri imbalsamati, negli armadi che non hanno effettuato fino ad ora…… il cambio delle stagioni.

Le Associazioni e i volontari vigilano, denunciano, protestano,si ribellano, tengono alta l’attenzione e Chiliamacisegua divulga ogni vergogna.

No, non si può più dire: “Io non sapevo!”

No, non si può più far finta di niente.

Buona lettura Presidente e dia un cenno, per favore, che il mondo ha bisogno di empatia, di umanità, di legalità.

Di amore e di rispetto per la vita!

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

LA PADANIA 22 MAGGIO DALLA PARTE DEGLI ANIMALI A CURA DI STEFANIA PIAZZO

VIAGGIO BESTIALE

OTTANTASETTESIMA PUNTATA

PADRINI DI VOLO CANI DA ISCHIA ALLA GERMANIA E NESSUNO FERMA IL CHECK-IN

Sotto processo a Ischia due veterinari dell’Asl Napoli 2 con i gestori e i collaboratori del canile di Forio.

Dalle intercettazioni telefoniche all’accusa più grave per gli organizzatori: associazione a delinquere

Un’altra base possibile ad Assisi, in Umbria. Intanto i “tour operator” continuano la loro attività

“E sempre lì si cade, nell’eccellenza della vigilanza veterinaria campana. Con
uno strascico persino umbro ad Assisi e, per le origini di uno dei veterinari
imputati, Todi. Una coincidenza… Ma che ambo.
Questa volta però la sintesi è più complessa del solito. Perché guardi il
passato e guardi il presente e non comprendi cosa sia cambiato. E ti chiedi
quindi se sia tutto vero.
Sul tavolo c’è il traffico di animali che passavano per il canile di Panza,
gestito dalla Fondazione tedesca Ernst, canile convenzionato allora col Comune
di Forio e molti altri. La Fondazione a seguito delle indagini si è sciolta e al
suo posto è nata l’associazione Pro Animale, pare con medesima partita Iva.
Iscritta all’albo regionale prima di completare l’anno di attività di
volontariato. La Regione, visti i requisiti e l’eredità, ha accelerato i tempi
di legge.
Sul tavolo della cronaca di oggi? Ci sono gli stessi veterinari asl sotto
processo e al loro saldo posto di lavoro. Fino a prova contraria non hanno fatto
niente.
Sul tavolo ci sarebbe ancora l’uscita di animali da Ischia verso la Germania.
Sul tavolo, infine, c’è una controversa storia che vedrebbe la struttura
utilizzata dalla Fondazione come struttura abusiva. E per la quale sarebbero
state emesse ordinanze di demolizione, ad oggi non eseguite. È mai possibile che
un Comune, anzi, più Comuni, si fossero convenzionati, oltre che con quelli che
nel gergo delle adozioni verso l’estero si chiamano “padrini di volo”, si
fossero convenzionati appunto con chi non avrebbe potuto neppure star lì?
Impossibile, ci sarà un errore, sono paradossi incredibili.
E geograficamente allargati alla struttura “Il Sorriso di San Francesco”, che
sarebbe riconducibile alla Pro Animale, nella quale la titolare dichiara
candidamente (vedi “Il Corriere dell’Umbria” del 19 giugno 2009) che “Il
trasporto di cani a Ischia via Assisi, in Germania o Austria, si è svolto in
maniera assolutamente legale e con i documenti di espatrio previsti dalla
legge». Cosa che egregiamente avrà controllato l’asl 2 di Assisi.
Quadro destabilizzante. Vuoi perché le accuse per le quali sono a giudizio due
veterinari dell’Asl Napoli2 e un’agguerrita squadra italo-tedesca di persone
accusate di traffico di cani dall’Isola di Ischia verso la Germania dal 2001
sono di una gravità eccezionale, col peso delle intercettazioni telefoniche….
Sconcertante. Vuoi perché sono macigni i reati contestati a diverso titolo agli
indagati: per gli organizzatori del “giro” in particolare si va
dall’associazione a delinquere al concorso in reato al reato continuato, per
arrivare al falso ideologico e al falso materiale che sarebbe stato consumato
da pubblici ufficiali.
Vuoi perché in tutta questa vicenda, e questo è il cuore vero del problema, che
va oltre l’inchiesta e il processo, ci si chiede cosa sia cambiato dal 2006,
anno d’avvio della bufera giudiziaria, ad oggi. Quasi nulla. Allora, non era
successo nulla anche prima, il processo è una farsa.
Perché i cani, da Ischia alla Germania, sono partiti ancora. E c’è chi, come
Giacomo Bellezza, veterinario libero professionista e direttore sanitario del
canile della Pro Animale, è anche impegnato per l’asl per il servizio di pronto
soccorso, in un ambulatorio a Serrara Fontana. Ma c’è chi giura che i cani non
finirebbero solo lì. Illazioni isolane, ovvio.
Avvilente. Perché l’Asl Napoli2, a firma del dr. Massimo Barbato, rispondeva ad
un’associazione che l’invio dei cani in Germania nel 2005 risultava regolare.
Anzi. «Lo scrivente ufficio ha dato corso alle procedure d’ufficio presso gli
organi istituzionali competenti per il controllo delle adozioni sul territorio
germanico». Che dicevano gli esiti delle procedure? I vertici superiori
interpellati non rispondevano. Quindi è vero, non è vero niente quello che è
successo.
Apocalittico. Perché le associazioni animaliste, che, come la magistratura,
sostengono che il movimento verso la Germania risalga persino al 2001, si sa
che non saranno ammesse a costituirsi parte civile nel procedimento. Non c’è
danno, secondo una lettura di chi giudica in questa fase dibattimentale. Ma già
ambienti del ministero della Salute guardano con interesse agli sviluppi
processuali, senza escludere a priori di valutare una presa di posizione come
quella intrapresa a Cicerale.
Affezionato. Perché dopo lo scandalo, tutti i Comuni convenzionati con il canile
di Panza dell’allora Fondazione Ernst poi scioltasi e, come da statuto, “rinata”
come associazione Pro Animale, hanno detto addio, tranne che il Comune di Forio
e di Serrara Fontana. Fino a convenzione scaduta, nel 2008. Ma con dei ma.
Edificante. Perché a tallonare l’inchiesta si aggiunge la denuncia della
presidente dell’Una di Ischia, Maria Pagano che, con un atto stragiudiziale di
diffida, sostiene che la struttura sia persino abusiva. Giacerebbe solo una
richiesta di sanatoria. Sembra impossibile che il Comune di Forio non si sia
accorto di nulla, deve esserci un errore.
Barattante. Perché il Consiglio comunale di Forio il 30 luglio scorso deliberava
all’unanimità, come “cambio merce” del mancato pagamento del mantenimento di 51 cani,

per un controvalore di 62.500 euro, l’autorizzazione da parte
dell’associazione Pro Animale a far adottare tutti i cani dalla struttura. Verso
dove? Le destinazioni di cui sopra.
Ambivalente. Perché a costituirsi parte offesa nel processo si sono presentati
il Comune di Forio e l’Asl Napoli2.

Tanti interrogativi, nonostante tutto. Ovvero nonostante un processo e il peso
di una ricostruzione giudiziaria minuziosa dell’Ufficio X del Gip del Tribunale
di Napoli, che potrebbe andare bene come sceneggiatura per un “romanzo criminale
animale”. Se tutto fosse confermato.
È solo una questione di false adozioni internazionali di cani e gatti, messe in
corso, secondo alcuni, da un’organizzazione che già in Germania si sarebbe vista
chiudere un proprio rifugio all’estero, con una condanna per maltrattamento
mentre a Ischia vive serena?

È solo fango o “leggerezza” italica? E l’Asl? Mai un dubbio sul massiccio esodo
di animali e di protagonisti, spesso sempre gli stessi, i “padrini di volo”, a
bussare? Secondo la procura, non ha comunque vigilato. Sta agli atti di una
reprimenda uscita persino dalla penna del magistrato. Che figura per
l’eccellenza della veterinaria pubblica campana, «servizio , ad onor del vero -
si legge – non particolarmente sollecito nel sondare la veridicità delle
indicazioni riportate sulle richieste di affido (…). I veterinari asl, pubblici
ufficiali, avrebbero dovuto, secondo la normativa in vigore, accertare
l’effettiva identità in sede di sottoscrizione della richiesta di adozione».

In cinque anni, mai un sospetto? Mai. Come oggi.
Vediamo i fatti contestati. Il meccanismo è più o meno sempre lo stesso,
spiegano gli atti che hanno portato al dibattimento il gestore, i veterinari
dell’Asl e i collaboratori dell’associazione: trasferimento di animali dal
rifugio Ernst di Forio in località Panza verso la Germania in località diverse
da quelle dichiarate all’atto del trasferimento.

Due le strade: o attraverso finti adottanti, quasi sempre tedeschi, che avevano
ottenuto l’affido in Italia. Oppure… oppure riempiendo abusivamente alcuni
moduli per le richieste d’affido firmati in bianco con l’inganno.
In ogni caso, secondo l’accusa, false o fittizie erano le richieste di adozione,
false le pratiche, esibendole ai veterinari e ottenendo da loro il rilascio di
passaporti in cui l’indicazione del proprietario dell’animale risultava non
vera.
Insomma, una serie, definita addirittura «indeterminata di delitti di falso di
autorizzazioni amministrative…, di induzione del pubblico ufficiale al
rilascio di passaporti ideologicamente falsi….».
Personaggi e interpreti di questo presunto romanzo criminale: Nicola
Cacciapuoti, direttore del rifugio; Ciro Pontone e Karin Mundt, considerati
“istigatori” del gruppo dai magistrati poiché principali gestori della
Fondazione Annemarie Ernst; il veterinario dell’Asl Napoli 2, Mario Mariani,
originario di Todi. Uno dei casi contestati, ad esempio, che lo riguarda
nell’imputazione, tratta l’adozione di un randagio da parte di S.D.D. che
avrebbe dovuto firmare il modulo contenente la richiesta d’adozione.

Ma gli sarebbe stato sottoposto per la firma anche un modulo in bianco con
un’ulteriore richiesta di adozione. Richiesta che veniva completata con i dati
identificativi di un ulteriore cane che S.D.D. non aveva affatto chiesto di
adottare. Il veterinario Asl firmava, in calce alla richiesta, l’autorizzazione
dell’Unità operativa veterinaria alla consegna dell’animale. «Tutti così
formando – si legge nel rinvio a giudizio – una falsa richiesta di adozione
(datata 12/10/2005 e priva di numero), una falsa autorizzazione dell’Unità
operativa veterinaria alla consegna del cane e la falsa scheda di affido del
cane». Dopo la formazione di questa serie di falsi, «per realizzare l’illegale
trasferimento in Germania del cane, confezionavano il passaporto per animali
materialmente rilasciato dal Mariani e nel quale S.D.D. risultava falsamente
proprietario».
Il meccanismo si ripeteva ogni volta, anche con soggetti diversi, con l’aggiunta
di un altro veterinario della stessa Asl Napoli2, Ciro Di Sarno. Situazioni
simili, cui si aggiungono i nomi di altri “collaboratori” indagati come Else
Scheurlein, persona fidata di Cacciapuoti. Lo stesso gruppo d’azione, stando
all’accusa, approfittando della richiesta di adozione di una cittadina
austriaca, M.B., sottoponevano alla donna per la firma altri tre moduli in
bianco contenenti altrettante richieste di adozione. In seguito, li completavano
con i dati di altri tre cani mai richiesti dall’adottante austriaca e, in calce,
Di Sarno firmava l’autorizzazione dell’Unità operativa veterinaria.
Incredibile. Alla schiera degli indagati ad un certo punto compare anche il
nome di Alessandro Impagliazzo, amministratore e direttore sanitario del
rifugio dal 2001 al 2005.

Ma tutte le adozioni, a centinaia per anni e anni, non hanno mai destato
sospetto all’Asl? In alcuni casi, addirittura, il magistrato in questo giro di
carte false, accusa persino i membri dell’associazione di aver indotto «in
errore Ciro Di Sarno» nell’attribuire a presunti adottanti la proprietà di
numerosi cani. Tante erano le carte e le adozioni che si ripetevano sui tavoli
dell’asl… che confusione per i poveri ignari veterinari. Vero?
Fondamentali per la svolta nell’inchiesta le intercettazioni, legate alle
indagini che la polizia aveva posto in essere fermando nel 2006 una spedizione
di animali trasportare in condizioni peraltro fuorilegge, bloccando la
spedizione al momento dell’imbarco dopo la segnalazione di una guardia
ecozoofila del posto, Giovanni Esposito, dell’associazione Pro Natura. Gli
indizi erano stati d’altra parte disseminati come i sassi di Pollicino… In
particolare i passaporti plurimi di M.R.B. , sui cui passaporti dei cani veniva
indicata Vienna come località sita in Germania. All’asl era sembrato tutto
regolare? Vienna… la Sacher… Berlino… Ma Ischia è troppo lontana.

Persino Impagliato, direttore sanitario del canile, che risulta tuttavia
indagato, si era recato in Germania al canile “Renate Lang” di Horb e a fronte
di 51 animali che sapeva di aver inviato, verificava che di 50 si erano perse
completamente le tracce e non risultava fossero andati in adozione. Forniva poi
la tabella riepilogativa dei trasferimenti dal 2001 al 2005, confermando il
massiccio trasferimento autorizzato dall’asl. Perplessità erano state espresse
anche dal direttore pro-tempore dell’asl di Ischia, Massimo Barbato, che
dichiarava di aver scritto nel 2002 al consolato tedesco, nel 2003 al direttore
sanitario dell’asl di Napoli2 e alla Regione Campania in ordine alla regolarità
delle procedure, senza ricevere però risposta.
Le intercettazioni, che sono esemplificative, documentano le organizzazioni di
più viaggi. Diversi voli il 29 luglio 2006, curando di evitare automezzi in
dotazione dell’ente preferendo mezzi privati. Ma dalle intercettazioni
comprendono che è in atto il pedinamento. E si interrogano se la soffiata sia
arrivata dal canile, da chi conosce i movimenti, ad esempio l’asl.
Ciro (Pontone): “Le signore si sono accorte che un bel giovanotto è venuto con
la vespa”.
Nicola (Cacciapuoti): “Non ci hanno fatto più caso all’aeroporto dopo aver fatto
il check-in”.
Ciro: “La polizia ha fatto chiamare. Sono stati chiamati dalla polizia i due che
avevano accompagnato… Quindi adesso da Ischia qualcuno ha dovuto sapere che
questi partono il giorno “tot” e questo ragazzo è andato appresso… chi può dire
a questi qua che adesso partono…una domanda… Di Sarno sapeva quando dovevano
partire queste?”.
Nicola: “No, non lo sapeva nessuno.”
Ciro: “Non lo sapeva nessuno?”
Nicola: “C’è un fatto importante invece… Io penso che il furgone… qua fuori qua…
proprio il furgone è visionato e sorvegliato da qualcuno…nel momento in cui già
sanno tutta la prassi… già sanno tutto come si fa… perché in quattro…cinque anni
che sono state fatte queste cose… sanno che quando Giuseppe va a preparare i
box… capito… e chiaramente è l’unica spiegazione…”.
Ancora Nicola: “E poi ti voglio dire…basta una telefonata a quelli di Napoli… e
quelli si mettono là….”
Ciro: “Io pensavo che caso mai all’asl…”
Nicola: “Niente l’asl…quando fa i passaporti… quello ci dà i passaporti…non sa
quando partono…non lo possono sapere …perché non è che mai gli diciamo… guarda
anzi la scheda di ritorno che io devo dare all’asl con la firma…della seconda
firma di consegna non gliela facciamo neanche firmare lì… Adesso la Hunday non
si muoverà fino a quando non… ho protocollato il caso del…permesso”.
Ciro: “Per gli animali però…”
Nicola: “Per gli animali è chiaro…se poi uno vuole trasportare quello che vuole
quello è proprietà privata, uno può portare quello che c. vuole, quello è poco
ma sicuro…”.
Dal 4 aprile 2006 la Fondazione era stata inibita a dar luogo alle adozioni in
seguito ad un provvedimento in via cautelare del distretto 57 di Ischia in
seguito al sequestro di 27 animali e al procedimento penale per maltrattamento.

Sospetti anche sulle vaccinazioni antirabbiche le associazioni le sollevano, non
essendo presenti le fustelle della vaccinazione bensì delle indicazioni a penna.

Dalla intercettazione dell’8 agosto 2006 tra Karin Mundt ed Else Scheurlein.
Karin: “Dovremo facerla”.
Else: “Sicuramente dovremmo farcela, anche con le vaccinazioni antirabbiche,
questo è il problema minore”.
Interessante anche la telefonata del 17 agosto 2006 tra Cacciapuoti e Massimo
(di cui sopra, si legge negli atti, quindi si fa riferimento al Massimo citato
nei documenti).
Nicola: “Mi fai quella lettera…perché Mario ha fatto quelle due righe, però io
voglio che mi fai tu… (…). Il cane sta qui dentro, è un bel rottweiler grosso”
Massimo: “Senza microchip”.
Nicola: “Senza microchip… senza niente, come al solito”.
Si legge nelle carte processuali ancora della telefonata. «Cacciapuoti contatta
direttamente tale Massimo (poi identificato – si legge – in Barbato Massimo,
dell’ASL Napoli 2 di Ischia, ndr), perché ha la necessità di ottenere due
passaporti, ricevendo dall’interlocutore una disponibilità ad una richiesta
-scrive persino il giudice – alquanto anomala, atteso che, a quella data, la
Fondazione era ancora interdetta dal poter dar corso a nuove adozioni e
affidamenti, proprio in ossequio al provvedimento dell’asl di Ischia».
Altre intercettazioni, ancora Karin ed Else.
Else: “Sicuramente staranno intercettando la telefonata”.
Karin: “Davvero, allora scoprono tutto, dovrebbero occuparsi sicuramente di
altre cose”.
Altra telefonata ritenuta interessante per gli investigatori è quella tra Ciro
Pontone e Giacomo Bellezza, il libero professionista convenzionato con l’asl di
Ischia e direttore sanitario del canile di Panza che lavora per il pronto
soccorso asl. Bellezza viene illuminato circa l’importanza di Jutta Heinemann.
Ciro: “La signora Heinemann (…) è una delle persone più importanti…ed è lei
che il 90% dei singoli che partono li piazza”.
Il 24 novembre 2006 venivano perquisiti gli uffici dell’asl di Ischia. «Si aveva
modo così di vedere – spiega il magistrato – i diversi casi di adozioni in
relazione alle quali risultavano adottanti persone diverse da quelle cui gli
animali erano realmente destinati e i casi di adozioni completamente fasulle,
ossia disconosciute dalle persone che figuravano nella documentazione quali
adottanti (…)».
Due le rogatorie avanzate dalla Procura di Napoli: la prima – accolta – per
accertare la destinazione reale degli animali. La seconda – respinta – per
approfondire i profili sul sostentamento della Fondazione.

Ma non è finita qui.”
s.piazzo@lapadania.net
(87 – continua)

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Francesca Martini adotta Gino, un cane salvato dai traffici di cuccioli

Si chiama Gino, ha solo quattro mesi ed è stato strappato grazie alla Lega antivivisezione (Lav) dalle mani di commercianti senza scrupoli di cani di razza provenienti dall’Est europeo.

Con il suo cappottino giallo e lo sguardo spaurito, oggi ha trovato una padrona d’eccezione: il sottosegretario al Welfare Francesca Martini, che in occasione di una conferenza stampa indetta al ministero degli Esteri proprio sul tema del traffico di cani, ha annunciato di volere adottare il dolce carlino, presente anche lui all’evento in compagnia di Heidi, una White Terrier della stessa età e dalla storia identica.

Il sottosegretario Martini sale dunque a quota tre amici a quattro zampe in casa: è già proprietaria di due meticci, Margot e Tommaso. E il nuovo arrivato, per non perdere la tradizione di chiamare gli animali con i nomi umani preferiti, sarà ribattezzato Federico.


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Azione congiunta Esteri – Salute contro traffico illegale di cuccioli dall’Europa dell’Est

“Assieme al sottosegretario alla Salute Francesca Martini intendo sensibilizzare l’intervento delle autorità dei Paesi più interessati al traffico illegale di cuccioli: Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia, Bulgaria e altri. L’obiettivo è spingerli a intensificare i controlli all’origine, soprattutto negli allevamenti. Ho chiesto inoltre alla Commissaria europea alla Salute, Androulla Vassiliou, un intervento di armonizzazione delle norme, la revisione degli standard dei microchip per una sicura tracciabilità degli stessi e la definizione di rigorosi protocolli a livello comunitario per tutte le patologie che rappresentano causa di morte per gli animali’.

Lo ha detto il Ministro degli Esteri Franco Frattini che, insieme al Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, ha tenuto una conferenza stampa alla Farnesina sul tema del traffico illegale di cuccioli di animali domestici, a cui hanno partecipato anche il Presidente della Lega Anti Vivisezione (LAV) Gianluca Felicetti, il Comandante dei NAS Cosimo Piccinno, il Capo del Corpo Forestale dello Stato Cesare Patrone e la Guardia di Finanza.

“Vorrei pensare – ha aggiunto il Ministro Frattini – con i ministri della Giustizia Angelino Alfano e del Welfare Maurizio Sacconi, di inserire un reato specifico per la tratta di cuccioli, perché si tratta di violazioni che non possono essere punite solo con una multa. ‘In ambito nazionale, infine, ho avviato le procedure per ratificare ed eseguire la convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione degli animali da compagnia che il nostro Paese ha solamente firmato nel 1987, ma non ha ancora recepito”.  Anche il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha condannato con fermezza il traffico illegale di cuccioli provenienti soprattutto da paesi dell’est Europa e annunciato l’istituzione di una “task force di esperti del Ministero che lavorerà intensamente in sinergia e in raccordo con la Farnesina per contrastare il traffico illegale di cuccioli.

Questo traffico e divenuto infatti una piaga che mette a repentaglio la salute pubblica esponendola ai rischi collegati sulla mancata profilassi degli animali e alle condizioni igienico sanitarie in cui sono mantenuti. Vengono violate inoltre le norme vigenti contro il maltrattamento degli animali e quelle relative alla tutela della loro salute e benessere. Le ispezioni dei Nas parlano chiaro sull’ entità delle violazioni delle leggi: su 1189 ispezioni fatte su esercizi di vendita, allevamenti, strutture di addestramento, attività di dog sitter, servizi di toelettatura, ambulatori privati e canili sanitari, sono state accertate 634 violazioni di cui 102 a carattere penale e 532 a carattere amministrativo”.


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A Cicerale il Dio del sud è Lucifero

«Per raggiungere il canile ho impiegato due ore di viaggio sulle colline che a strapiombo cadono sulla costa cilentana, un altro mondo, ai confini della realtà, recintata da teloni neri che nascondono l’orrore»

Chi in passato lo ha definito il Dio del Sud ha bestemmiato. Io ieri l’ho incontrato, vecchio, sporco, claudicante, tante goccioline fetide gli colavano dal volto tumefatto dalla cattiveria, odio, avidità, sete di soldi soldi soldi, pietra miliare della sua perfida esistenza. Lucifero, si era proprio lui, trasferitosi sulla terra dagli abissi infuocati dove il magma fonde ogni elemento da cui potrebbe germogliare vita, amore, pace, rispetto, speranza. Padrone assoluto di duemila esseri viventi, da Dio creati a sua immagine e somiglianza come tutto ciò che esiste sul pianeta terra, e dal Cafasso incarcerati, denudati, seviziati, costretti a perdere la propria identità di animali, parti integranti dell’universo, compagni fedeli per l’eternità. Per raggiungere questo girone infernale ho impiegato due ore di viaggio, un tornante dopo l’altro, come sulle montagne russe, mi sono inerpicata sulle colline che a strapiombo cadono sulla costa cilentana, un altro mondo, ai confini della realtà, recintata da teloni neri che nascondono l’orrore, ecco l’oasi di ciotola, il rifugio di Cicerale, chilometri quadrati di bosco trasformati in forni crematori d’estate e pozzanghere argillose d’inverno, anche il prato verde ha smesso di esistere, si è consumato ed estinto a causa dello strofinio con la cute di centinaia-migliaia di cani transitati in quell’incubo, non un abbaio ma un boato di latrati proveniva da tutta la collina, una stradina che scendeva tortuosa mi portava all’ingr esso del gulag. Bello l’ingresso, alberato con viottoli piastrellati in pietra viva, qualche gabbia a cubo chiuso, ancora non arrugginita, corredate da microcuccia e 4 – 5 – 6 cani di piccola taglia che saltellavano come grilli, in verticale perché camminare in orizzontale era impresa impossibile.
Più avanti un numero imprecisato di box in cemento di pochi metri quadri, chiusi da rete anche sulla parte superiore, contenevano i cani della Legge Sirchia, quelli pericolosi, lì inscatolati per espiare le colpe dei balordi umani padroni delle loro vite, decine e decine di Kalashnikov pronti ad uccidere dilaniare, massacrare qualsiasi cosa fosse vicina alle proprie mandibole, l’odor e dell’uomo scatenava in quei molossi una reazione chimica capace di innescare un’atomica tanto era l’odio che nutrivano nei confronti di chi li privava anche dell’aria da respirare. Lo scenario che si allargava nel bosco circostante creava nel mio cuore inaudita sofferenza, per chilometri si estendevano fatiscenti reticolati consumati dalle intemperie e dalle migliaia di denti spezzatisi in quelle maglie di ferro alla ricerca della libertà, si perdevano a vista d’occhio, quadrati irregolari scoscesi in cui uno, due, cinque, dieci, venti, trenta cani, maschi con femmine, alcune gravide, cuccioli con adulti, piccole taglie con cagnoni enormi, scheletrici, sporchi, peli ammassati, sguardi assenti, bava alla bocca, terrore gerarchico negli occhi, abbandonati alla morte in angoli, crepacci o in quel che restava di cucce in cemento affossate nella terra maleodorante, monchi, inebetiti, cani abbandonati dall’uomo ma in questa circostanza anche da Dio. L’area di calpestio dei recinti aveva, nella sua totalità, una pendenza dell’80%, su di essa i cani si arrampicavano, di un colore inesistente nella sfera ottica umana, sul suolo aleggiava uno strato di polline misto a peli ed escrementi liofilizzatisi, ogni zampata sollevava una nube di polvere fetida.

Dalla terra fuoriuscivano pietre appuntite, tronchi spezzati, tante piccole escrescenze simili a mani che dal sottosuolo con movimenti convulsi tentavano di avvinghiare e catturare quei dannati rinchiusi in un luogo per il quale non sono stati creati ed in cui si dibattevano come le anguille catturate per essere vendute.
In questo scenario spettrale un solo operaio originario dei paesi dell’Est, mezzo svestito, si affaccendava senza far nulla di utile, in un baraccone un Veterinario, presumo, alle prese con bisturi operava in dolce compagnia femminile, mentre, una ragazzina in abiti da lavoro trasportava su di una cariola, barella etnica, un cane anestetizzato da rimettere nel branco, un Veterinario dell’ASL competente per territorio giustificava l’alto tasso di mortalità nella struttura dovuto a decessi per arresto cardiocircolatorio.

Dulcis in fundo in quattro gabbioni da trasporto sei nuovi randagi appena arrivati nell’infer no da chissà quale Comune pronto a pagare la retta giornaliera di 1 euro e 49 centesimi per sempre, visto che dopo la microchippatura e lo smistamento nei recinti nessun padrone andrà mai a controllarli come nessun pazzo salirà mai su quella montagna per prendere in affido un cane, è utopia. Lo scopo della mia visita era un controllo (insieme a rappresentanti di una Amministrazione Comunale) per accertare l’esistenza in vita di 92 cani di un paese a 150 chilometri circa di distanza dal campo di sterminio, le ultime fatture ne elencavano una quarantina, la prima verifica sommaria ne dava 24 presenti ma il proprietario della struttura non sapeva dove, in quale recinto della montagna, fra gli oltre 2000 cani si trovassero, «era necessaria una ricerca che richiedeva tre o quattro giorni, fissare un appuntamento», rifare il viaggio e sperare di trovare in loco fisicamente il proprietario, «altrimenti nella galera nessuno vi permetterà di accedere». Dopo solo 15 minuti di visita guidata eravamo già fuori al cancello.
Mi capita ogni qualvolta che oltrepasso i cancelli di un lager di non dormire per notti e notti, mi riprometto ogni volta di smetterla di aiutare gli indifesi, imponendomi di vivere come fanno tutti. Non ci riesco. L’indifferenza assoluta de ll ’opinione pubblica è la pena più dolorosa.

«Lontano dagli occhi lontano dal cuore», è quanto impera incosciamente nel tessuto sociale moderno, questo lo hanno carpito i nuovi imprenditori aguzzini, mentre gli animalisti rincorrono la cagnetta da sterilizzare che gli accalappiacani dell’ASL non riescono a catturare, battibeccano con il cattivo detentore del cane a catena corta, ergono barricate per bloccare furgoni carichi di animali destinati alla vivisezione in Germania, Svizzera ed in chissà quante altre parti del Mondo, si impegolano in questioni di ordinaria quotidianità per strappare all’offesa o alla morte uno, dieci, cento cani o gatti, mentre altri mille, in quello stesso momento esalano l’ultimo respiro dopo giorni, mesi di agonia e stenti in appartati ed isolati lager, regolarmente autorizzati dall’Azienda Sanitaria Locale, mai controllati dagli Organi preposti alla vigilanza ed al rispetto dalla normativa vigente in materia, laddove esiste un Comando o Stazione delle Forze dell’Ordine che alla richiesta d’intervento per un controllo non risponda «tale attività non rientra nelle nostre competenze ».

Sono ogni giorno più convinta che in questi quindici anni dal 1991, anno dell’entrata in vigore della Legge Nazionale sul Randagismo, poco o nulla è stato fatto in termini di concretezza per realmente tutelare gli animali d’affezione e prevenire il fenomeno randagismo in Italia, terra, le cui comunità stentano a recepire sia pubblicamente che privatamente il significato del termine »benessere animale», dove buona parte della popolazione resta poco incline alla solidarietà e sensibilità verso gli animali da compagnia, dimostrando intolleranza nei confronti degli animali abbandonati, operando arbitraria giustizia sugli stessi sterminandoli nei modi più raccapriccianti. I miei occhi sono stati scelti dagli amici animalisti de ll ’UNA di Pontecagnano per visitare con raziocinio, serietà, competenza ed esperienza un rifugio ritenuto ineccepibile da molti Dottori e Sapientoni, fasulli tutori del benessere animale, il mio modo di vedere, sentire, recepire immagini e sensazioni non mi accomuna a coloro che per prestigio e convenienza girano lo sguardo ed incassano la ricompensa. Perciò vi chiedo, in nome e per conto di quelle anime dannate, GIUSTIZIA.

Presidente AIPA,
Guardia Zoofila Regionale


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Terra! – Traffici di cuccioli dall’Est

I traffici di cuccioli dall’Est, nonostante campagne e monitoraggi da parte di associazioni, continua a essere molto alto e senza alcuna pietà per i poveri cuccioli che a insaputa degli acquirenti fanno viaggi impressionanti.
Il 50% dei cuccioli muore durante il viaggio e il 40% dei restanti cuccioli muoiono per malattie.

Andrea Cristofori del settore Cani e Gatti LAV denuncia una situazione preoccupante e allarmante dove i venditori sono in mezzo a un sistema di scambio di veri e propri animali oggetti con un giro di denaro impressionante!


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