LA PADANIA 16 OTTOBRE QUINTANA AL PEPE QUESTO S’ATTACCA ALLA BOLLA D’ARIA
16 ottobre 2011 -
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Quando una parola è di troppo e due sono inutili….
13 ottobre 2011 -
Quando una parola è di troppo e due sono inutili……
Speriamo che il ….Lupi perda non solo il pelo ma anche il.. vizio di aprire, a vanvera, la bocca!
Chiliamacisegua
E.N.P.A.
ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI – ONLUS
COMUNICATO STAMPA
Abolire le detrazioni: l’Onorevole Lupi perde un’ottima occasione per tacere
Roma, 13 ottobre 2011 – «L’Onorevole Lupi sembra avere individuato la soluzione finale ai problemi economici del nostro Paese. Quale la brillante trovata? Abolire le detrazioni per le spese veterinarie certificate. Nel porre l’alternativa bambini – animali, l’Onorevole Lupi non è il primo né il più originale. Dovrebbe sapere, ma evidentemente lo ignora, che nella maggior parte delle famiglie italiane bambini e animali convivono felicemente e che ogni detrazione di spesa, per un animale, è anche un vantaggio per i bimbi con cui si trova a convivere. Vale la pena di ricordare che la detrazione è di modestissimo importo. La cifra complessiva per un anno non arriva al gettone di presenza giornaliero di un parlamentare, peraltro parte minore del costo giornaliero complessivo.»
Lo dichiara il presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, che aggiunge: «Gli animali, inoltre, sono anche spesso un vero “sostegno sociale” a famiglie e a persone che hanno, da queste presenze, aiuto e conforto che lo Stato, e soprattutto esponenti politici affini nella sensibilità all’onorevole Lupi, sembrano non essere in grado né di valutare né di garantire. In realtà il nostro appello a non infierire con detrazioni dall’efficacia risibile, volte solo a penalizzare le famiglie meno abbienti che hanno animali, è rivolto al Ministro Tremonti e a alle persone che all’interno del governo – a partire dal Ministro Frattini, dal Ministro Brambilla e dal Sottosegretario Martini, di grande sensibilità animalista – dal cui impegno collettivo dipenderà, più che dalle boutades dell’onorevole Lupi, la possibilità di continuare a garantire le cure agli animali da compagnia da parte di quelle famiglie già sufficientemente penalizzate dalla crisi economica che non sembra avviata a soluzione.»
ENPA – ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI
I FATTI
Le detrazioni di Maurizio Lupi: i veterinari italiani lo smentiscono di redazione
| 13 ottobre 2011
GEAPRESS – Chissà perchè ma quando le cose vanno male la colpa può essere degli animali. E’ già successo a proposito della riforma universitaria. A dimostrazione dell’inutilità della spesa dei nostri atenei, non pochi esponenti dell’attuale Governo fecero allora cenno ad uno studio sulle abitudini dell’asino. Ripetevano all’unisono la stessa cosa, senza neanche chiedersi a cosa quello studio, ammesso che sia mai esistito, mirasse. Ci pensò, poi, finanche il nostro Presidente del Consiglio che ebbe ad ironizzare, a proposito della costruzione del ponte sullo stretto di Messina, sui danni che la mega opera edilizia avrebbe potuto arrecare ai delfini.
Martedì sera è andato di scena il Vice Presidente della Camera On.le Maurizio Lupi. Ospite della trasmissione Ballarò, Lupi è intervenuto sulle detrazioni fiscali e tagli alla spesa. Prima ha precisato di non potere essere imputato di anti animalismo perchè possessore di un cane, e poi si è scagliato contro le detrazioni fiscali delle spese veterinarie. A suo dire ben superiori a quelle relative all’asilo nido. Incredibilmente l’esternazione di Lupi è stata ripresa dalla sua collega, di opposto schieramento, Rosi Bindi, anch’essa Vice Presidente della Camera. Questa, infatti, imputava a sua volta al Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, la responsabilità della presunta incongruenza. Oltre a ciò l’On.le Bindi univa al rimpallo di accusa, un incomprensibile attacco alla Martini rea di aver detto qualcosa a proposito delle razze dei cani … (?).
A riportare chiarezza nella confusione vicepresidenziale ci pensa ora l’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) che sconfessa clamorosamente l’On.le LUPI. Per l’ANMVI, infatti, il beneficio fiscale per le spese veterinarie non supera le cinquanta euro, ben lontano, pertanto, dalle 350 euro dichiarate da Lupi in scandaloso paragone ai 120 euro previsti per gli asili nido.
Secondo i Veterinari “l’analisi socio-economica” di LUPI non tiene conto di come la manovra correttiva approvata dal Parlamento lo scorso luglio, ha già decurtato la detrazione delle spese veterinarie. L’innalzamento dell’IVA sulle prestazioni veterinarie al 21% , si è poi già abbondantemente abbattuta sulla sanità animale e sulla prevenzione veterinaria delle famiglie italiane dove convivono milioni di bambini e di animali. L’ANMVI, pone così chiaro riferimento alla prevenzione delle zoonosi, ovvero le malattie trasmissibili dagli animali all’uomo.
Per i Veterinari italiani quella dell’On.le LUPI è solo una impostazione demagogica, ottenuta mescolando servizi di cui esiste l’offerta pubblica con altri che sono esclusivamente affidati ai privati.
L’ANMVI si augura pertanto che il Governo si impegni sempre più sugli sprechi finanziari e sulla scarsa trasparenza dell’uso di ingenti fondi pubblici, contro la piaga del randagismo.
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LUPI A BALLARO’, ANMVI: APPROSSIMAZIONI
13-10-2011 13:38
Le dichiarazioni dell’On Maurizio Lupi (PDL), Vice Presidente della Camera dei Deputati a Ballarò, non son piaciute alla classe veterinaria, ma nemmeno ai parlamentari della sua stessa maggioranza che l’hanno invitato a correggere il tiro.
“Quando non ci sono soldi – ha dichiarato Lupi in trasmissione martedì sera- abbiamo il coraggio di rimettere in discussione anche ciò che si è consolidato nel tempo” per trovare fondi “da destinare a diminuire il costo del lavoro”. E “in un momento in cui non ci sono soldi per nessuno”, l’esempio che l’On Maurizio Lupi fa davanti alle telecamere di Ballarò è- neanche a dirlo- la spesa del veterinario.
Secondo l’ANMVI, che in proposito ha diffuso un comunicato stampa, l’analisi socio-economica dell’esponente PDL contiene approssimazioni ed errori sulle cifre della detraibilità reale della spesa veterinaria, detraibilità che a conti fatti- tolta la franchigia di legge- non supera i 50 euro.
L’ANMVI fa anche notare che l’esponente della maggioranza dimentica che la manovra correttiva (D.L. 6 luglio 2011 n. 98 convertito dalla Legge 15 luglio 2011 n. 111) ha già stabilito (articolo 40 comma 1 ter ed 1 quater) che tutte le agevolazioni fiscali, tra le quali rientra anche quella della detrazione delle spese veterinarie, saranno ridotte del 5% nel 2013 e del 20% nel 2014.
La scure del Fisco sulla sanità veterinaria e sulla prevenzione veterinaria si è dunque già abbattuta pesantemente sui proprietari, infierendo con l’innalzamento dell’IVA al 21% su prestazioni che oltre ad avere valenza sanitaria rappresentano, in alcuni casi un obbligo di legge “tassato”.
L’On Lupi è impreciso nel confondere agevolazioni, detrazioni e contributi, quando parla di 160 miliardi da rimettere in discussione, mescolando la quota parte a favore delle imprese (40miliardi) con i recuperi fiscali a favore delle persone (100 miliardi) e lasciando intendere che 20miliardi vadano cancellati.
Fra queste, le detrazioni sulle cure veterinarie nei confronti delle quali l’On Lupi dichiara di non essere mai stato d’accordo.
Infine, l’esponente raffronta su vetuste basi demagogiche il bambino e il cane, mescolando servizi di cui esiste l’offerta pubblica con altri che sono esclusivamente affidati ai servizi professionali privati. Servizi prestati da un settore produttivo, non meno in crisi di quelle imprese che l’On Lupi intende favorire con i tagli alla veterinaria.
Dichiarazione dell’On Maurizio Lupi (PDL), Vice Presidente della Camera dei Deputati a Ballarò, puntata dell’11 ottobre:
“Lei sa quanto può detrarre una famiglia che manda il proprio figlio all’asilo nido? 120 euro. Sa quanto può detrarre, in un momento in cui non ci sono soldi per nessuno, una famiglia – e anch’io possiedo un cane e quindi non posso essere tacciato di essere anti-animalista- che ha un animale domestico a casa? Fino a 350 euro. Allora, finchè c’era da scialare- e io non ero d’accordo e lo si poteva fare, ma eravamo tutti d’accordo- ma in un momento in cui non ci sono risorse, fra dedurre o detrarre il veterinario o mandare mio figlio all’asilo nido, io preferisco mandare mio figlio all’asilo nido”.
Applausi in studio.
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PADANIA 9 OTTOBRE LA CIOTOLA d’ARGENTO
9 ottobre 2011 -
I tempi stanno cambiando e segno dei tempi è il fatto che la Rai abbia aperto il salotto di casa per premiare con la “Ciotola d’argento” Oipa, consegnata dal presidente Massimo Comparotto, i giornalisti che scrivono e parlano di animali. Non era mai accaduto prima.
Ma finita la festa…? Dalle colonne de la Padania, Stefania Piazzo, tra i premiati, tira le fila e va al sodo: le targhe sono belle, i rinfreschi al seguito pure, ma è tempo di capitalizzare le idee, ovvero dar vita al coordinamento permanente dei giornalisti che si occupano di medicina veterinaria e di tutela del benessere animale.
“Se rompere il sistema da soli non basta, visto che ci siamo contati e non siamo pochi, è ora di dare voce e presenza ad un gruppo che prema sulle istituzioni e sul territorio. Sindaci, veterinari, Province, Asl, Regioni, devono imparare a capire che davanti a loro non c’è più solo UN GIORNALISTA, ma che dietro di lui ci sono I GIORNALISTI che vanno dalla Rai a Mediaset, alle testate dei quotidiani che vigilano sul rispetto della legalità. Insomma, un soggetto informalmente di “sindacato” con finalità etiche”.
Chilamacisegua sposa a tutto tondo questa intuizione che segna un altro passo avanti e che anticipa, crediamo, speriamo vogliamo, i tempi che verranno.
Buona lettura.
Chiliamacisegua
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LA PADANIA 9 OTTOBRE VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE A CURA DI STEFANIA PIAZZO
CENTOSEIESIMA PUNTATA
I NAS E IL NOSTRO GIORNALE PREMIATI IN RAI CON LA CIOTOLA D’ARGENTO OIPA
Il riconoscimento giornalistico. Da la Padania la proposta di un coordinamento “di sindacato etico” tra giornalisti
Articolo
Non era mai accaduto prima in Italia che i giornalisti e le forze dell’ordine che si occupano di tutela e benessere animale si ritrovassero tutti insieme e si raccontassero esperienze, difficoltà, confrontandosi per di più all’interno di un contesto come la sede Rai di viale Mazzini a Roma.
L’Oipa, l’Organizzazione internazionale per la protezione animale presieduta da Massimo Comparotto, d’altra parte aveva deciso questa sede, concordata con la Rai e il suo ufficio del Segretariato Sociale per attribuire – nella sua prima edizione – il Premio Giornalistico “La ciotola d’argento” Oipa, a chi con costanza e coerenza affronta con diverse sensibilità, pur con diversi approcci, da quello informativo, di servizio o di approfondimento, d’inchiesta o di educazione, il tema della relazione uomo-animale nell’informazione e nella lotta alla malasanità veterinaria sul territorio.
Una scelta coraggiosa, un contarsi tra colleghi noti e meno noti, che ha svelato i lati più umani e “indiscreti” dei tanti protagonisti che hanno “sfilato” nella sala degli Arazzi della Rai, per un evento che oltre ad avere avuto il Patrocinio e l’ospitalità della tv pubblica, ha avuto accanto il Comune di Roma e come sponsor etico Almo Nature.
Tra i premiati della carta stampata, della tv e della radio c’erano i nomi che hanno fatto la storia della tv di qualità, come Licia Colò con Nati liberi e la redazione alle Falde del Kilimangiaro al seguito; c’era Geo&Geo con Sveva Sagramola.
Accanto a loro il TG1 con Roberta Badaloni per i servizi sugli allevamenti di massa, il direttore del TG2 Marcello Masi per la linea editoriale attenta al mondo animale.
Poi, le principali testate che hanno intrapreso la strada inedita delle inchieste documentate sulle mafie, lo spreco di denaro pubblico e la malasanità animale, come la Padania diretta da Leonardo Boriani che ha visto premiata la nostra collega Stefania Piazzo, con all’attivo servizi la cui utilità di censura e denuncia oltre che di collaborazione con le forze dell’ordine è stata messa da tempo al servizio del ministero della Salute.
Collaborazione tra stampa e forze dell’ordine ribadita con generosità nell’intervento di un premiato d’eccellenza, il generale di brigata e comandante dei Nas, Cosimo Piccinno. Il generale Piccinno ha ripercorso durante la sua premiazione il lavoro svolto da 1000 uomini su tutto il territorio nazionale, in collaborazione con il ministero della Salute contro le frodi alimentari, per la sicurezza alimentare, per la sicurezza e l’igiene nella salute umana e, nello specifico, al fianco della task force ministeriale per l’attività faticosa di ripristino della legalità nei canili lager, negli allevamenti sia degli animali d’affezione che di quelli destinati alla macellazione per il consumo (bovini, equini, polli…).
Nell’ultimo biennio sono stati 3.000 gli interventi, 900 le persone segnalate all’autorità giudiziaria, di cui il 30% per maltrattamento di animali. Sino ad oggi nelle azioni congiunte con la task istituita dal sottosegretario Francesca Martini sono stati eseguiti 461 controlli, segnalate 231 persone, elevate 763 sanzuioni e sequestrate 559 strutture, sottraendo al maltrattamento oltre 1.000 cani.
Scorrono poi fotografie e filmati che toccano i presenti e lo stesso comandante dei Nas che chiude con la tenerezza di un’immagine: un cane che dorme e un bimbo sopra che vi riposa. «Ecco – spiega ancora con emozione – questi sono i carabinieri dei Nas».
Dopo di lui, il premio viene consegnato a Cristina Avanzo, un altro volto noto in Italia, perché comandante del Nirda del Corpo forestale dello Stato. Un richiamo, quello che viene dalla Forestale, a fare sistema, a fare filiera della legalità tra stampa, istituzioni, volontariato e corpi di polizia.
L’evento, condotto dai giornalisti Rai Andrea Fusco e Christiana Ruggeri, ha visto premiato quindi l’informazione di frontiera, che non teme di impegnarsi su un tema sempre più sentito da milioni di famiglie (15 milioni di animali d’affezione tra cani e gatti vivono nelle nostre case) e che spesso ha bisogno di suggerimenti, indicazioni, conoscenze per sfatare miti, pregiudizi, una cultura che negava agli animali una propria identità, un’autonomia rispetto all’uomo.
Ecco perché nell’albo d’oro Oipa-Rai sono finiti i media che «informano sui gravi casi di maltrattamento ai danni degli animali, sui disservizi e sulle negligenze degli enti. La sensibilità e la preparazione dei giornalisti può dare alle associazioni la possibilità di far conoscere il lavoro e l’impegno dei volontari che ogni giorno salvano migliaia di animali vittime di soprusi, ma anche di coinvolgere l’opinione pubblica nelle battaglie che portano avanti per dare voce a chi non la ha, chiedendo la promulgazione e la modifica di leggi che tutt’ora non sono completamente dalla parte dei più deboli», ha spiegato l’associazione, che ha voluto al proprio fianco durante l’evento anche Carla Rocchi, presidente nazionale dell’Enpa e l’on. Gianni Mancuso, relatore del ddl di riforma della legge 281.
«Siamo molto felici di poter premiare chi ha scelto di dare spazio agli animali, al loro mondo e ai maltrattamenti che subiscono quotidianamente a causa dell’uomo – ha commentato Massimo Comparotto -. Il principale obiettivo dell’evento è promuovere la collaborazione tra associazioni, media, istituzioni e forze dell’ordine, perché solo gli interventi congiunti possono fare la differenza».
Tra i giornalisti e programmi premiati il TG5 con Maria Luisa Cocozza per gli spazi d’informazione sul benessere animale; il direttore Giovanni Toti di Studio Aperto per i casi di cronaca a quattro zampe… Il Tg3 Lazio di Maria Grazia Melia…
E poi, ancora, Rai News 24 con Luce Tommasi, Striscia con Edoardo Stoppa, la nuova trasmissione dedicata ai ragazzi e agli animali Mediaset di Marco Berry, i Bau Boys.
Infine, Missione Cuccioli con Simone Dalla Valle; e poi ancora Paola D’Amico, Corriere della Sera e Alessandro Sala per l’online; Cristina Nadotti di Repubblica: Oscar Grazioli e Vittorio Feltri del Giornale; la giornalista Marinella Meroni di Libero e Rita Dalla Chiesa per gli spazi che riserva agli animali nelle proprie trasmissioni; infine Fulvio Cerutti del sito on line de la Stampa e Maria Paola Gianni per il mensile Quattrozampe.
Premi infine anche alle radio che hanno affrontato il tema degli abbandoni: Radio 101, Rtl 102.5, Radio NumberOne Radio Bau e Isoradio.
Un premio speciale anche al sovrintendente di Polizia, Massimiliano Panzino, alla Procura della Repubblica di Roma, al Questore di Roma Francesco Tagliente e ad Agostino Pinza, comandante carabinieri stazione Gianicolense, alle Guardie Zoofile dell’Oipa coordinate da Massimo Pradella e all’associazione di volontariato di Milano, Noi Animali Onlus.
Ma poteva finire qui? Affatto. Perché dalla giornalista de la Padania Piazzo è arrivata la proposta di non disperdere le forze che si sono ritrovate nell’albo del premio e non solo in questo: «Creare un coordinamento permanente dei giornalisti che si occupano di medicina veterinaria e che affrontano a diversi livelli e con diversi approcci, il tema della tutela e del benessere animale, alimentando per cominciare i contatti con la Fnovi, l’Anci e le Province. Una “lobby etica” sulle istituzioni e il territorio. Se esistono giornalisti che si riconoscono in gruppi sportivi, dai motori al calcio, dalla musica alle scienze, non è forse tempo di contarsi e farsi sentire su questo fronte ben autorevolmente rappresentato sulla tv pubblica, privata, nelle radio sulla carta stampata e sul web?».
La provocazione e la proposta è lanciata.
s.piazzo@lapadania.net
(106-continua)
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LA PADANIA 5 OTTOBRE “BOMBARDALA A MORTE DAMME RETTA…”
3 ottobre 2011 -
Come si è arrivati alla sentenza di condanna per doping per veterinari, fantini e addetti di scuderia di cinque rioni su dieci Rioni per la Quintana di Foligno? Nessuno ne parla. Silenzio di piombo.
Ma cos’é? E’ un dogma? E’ il quarto segreto di Fatima o si può saperne di più sugli atti che hanno motivato la decisione della Procura di Perugia?
Tralasciando commenti, giudizi e pregiudizi, qualcuno finalmente ha il coraggio di leggere e soprattutto pubblicare ciò che sembra essere il segreto della Cia a Foligno!
Se non c’è nulla di male e sono tutti innocenti e bravi ragazzi, come sostiene facendo quadrato, il Presidente dell’Ente Quintana, che c’è da nascondere? Nulla.
Anzi, dalle intercettazioni telefoniche uscirà un quadro di totale e cristallina innocenza. Non c’è dubbio.
Nel dettaglio, rione per rione, quali sono i farmaci vietati e dopanti sequestrati ai veterinari e agli altri condannati in primo grado? Che si raccontavano e suggerivano di così importante al telefono, secondo la Procura, veterinari, fantini e scudieri?
Ora lo potremo finalmente leggere, ci potremo riflettere per capire quali alte vette abbia raggiunto un certo sistema che ha particolarmente a cuore i cavalli dentro l’organizzazione della Quintana che, fino ad oggi, tutte le Istituzioni locali, Comune, Provincia, Regione e, ci mancherebbe pure, la stessa organizzazione della Giostra, hanno sostenuto, difeso dall’oltraggio della censura pubblica, ministeriale e giornalistica.
Di certo una cosa: Foligno, l’Umbria, le persone che amano la civiltà e la verità, possono solo che essere grate al….. fegato della giornalista Stefania Piazzo che accende per tutti – e per la prima volta in modo così dirompente – un faro da stadio, in questo tunnel.
Con questa prima puntata, in uscita mercoledì prossimo, che Chiliamacisegua anticipa in anteprima.
Buona lettura e come al solito buona indignazione!
Chiliamacisegua
Nota
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LA PADANIA 5 OTTOBRE
Viaggio nell’Italia bestiale a cura di Stefania Piazzo
CENTOCINQUESIMA PUNTATA
“BOMBARDALA A MORTE DAMME RETTA…”
ESCLUSIVO/ LE INTERCETTAZIONI NEL PROCESSO SULLA QUINTANA DI FOLIGNO
«Il popolo della Quintana vicino alle persone coinvolte nel caso doping». Telefonate e farmaci
Il testo dell’articolo
“Le istituzioni locali sono sparite. Resta la voce solitaria del presidente della Quintana di Foligno, Domenico Metelli che, dopo la sentenza di primo grado che ha condannato per doping veterinari, responsabili di scuderia e fantini, dichiara che «Tutto il Popolo della Quintana si stringe intorno a questi ragazzi perché il doping è distante anni luce dalla Quintana».
Ma come dimenticare le parole dell’assessore provinciale alla cultura, Donatella Porzi? «Il pregiudizio di qualsiasi natura esso sia non deve mai influire sulla valutazione di eventi culturali e rievocazioni storiche che rappresentano le radici e una fonte di ricchezza del popolo umbro».
Di che si nutrivano allora senza pregiudizio alcuni cavalli per la Quintana? In attesa del deposito delle motivazioni della sentenza, cosa contesta l’impianto accusatorio del pm Sergio Sottani che, per ora, ha prevalso nel pesante pronunciamento del giudice Alessandra Grimaccia della Procura di Perugia?
Che dicono le 676 pagine di intercettazioni telefoniche preziose per la sentenza? la Padania ne pubblicherà alcuni passaggi.
Due i filoni d’inchiesta che si intrecciano sul doping tra Perugia e Foligno: una gara di endurance 2005, competizioni Unire ma il piatto più ricco è il coinvolgimento di cinque rioni su dieci nel processo per doping sulle due edizioni della Giostra di Foligno 2006.
Ripassiamo nomi, condanne e pene (sospese): Umberto Ricci veterinario (contestazioni per competizioni Unire e per scuderie rioni Cassero, Contrastanga e Badia), un anno e tre mesi e 300 euro di multa. Ugo Carrozzo, veterinario (rioni La Mora e Morlupo): un anno e tre mesi e 300 euro di multa. Luca Innocenzi, fantino (già rione Cassero), 6 mesi e 400 euro di multa. Addetti di scuderia: Maurizio Conti (rione Contrastanga, vittorioso nel 2006, ndr), Alessandro Metelli (Badia) e Massimo Ballanti (La Mora): 6 mesi e 400 euro di multa. Il fantino del Morlupo, Willer Giacomoni, ha patteggiato.
Approfondiamo da subito la vicenda folignate.
Rione Cassero
Sotto processo (per atti fraudolenti sul cavallo Naval War del rione Cassero), il veterinario Umberto Ricci e il fantino Luca Innocenzi, vincitore nel settembre 2011. Vengono sequestrati i farmaci in loro possesso e contestata la mancanza di annotazione delle prescrizioni veterinarie in relazione ai conseguenti trattamenti terapeutici. Si contestano infiltrazione e somministrazione di farmaci vietati (Fenilbutazone e Dexadreson).
Tra i farmaci vietati trovati il Bute gel e il Deltacortene. In particolare a Ricci sequestrano i farmaci dopanti e vietati Bentelan, Depo Medrol, Dexadreson, Dimetilsofossido (Dmso), Domosedan, Lidocaina, Prequillan.
(1 – continua)
s.piazzo@lapadania.net
LE INTERCETTAZIONI
2 MAGGIO 2006
Luca: Ciao Umbè. Umberto: Oh! Luca: Ascolta un po’, eh… i cavalli che tocca incomincia’ a faglie, qualcosa? A ‘sti cavalli… a Mirage, Naval (sic), ‘sti cavalli che tocca porta’ alle visite. Umberto: eh. Luca: gli incominciamo a fa’ qualcosa?… Umberto: sì, dopo tanto io passo giovedì mattina e gli damo una flexata, vedemo un attimo. Luca: sì, ma io incomincio, con che…
Umberto: sì sì, incomincia, faglie.. Che c’hai tu, Lu’? Luca: e non lo so, credo che devo anda’ a compra tutto, Umbe’, ho finito quasi tutto. Umberto: prendi il Flunifen, Lu’. Luca: il Flunifen, ah, beh, il Finadine? Umberto: sì, che te costa anche meno. Luca: va beh, è meglio quello del Fenilbutazone? Umberto: se può fa’ anche il Fenilbutazone… Luca: e che ne so, io a Mirage, beh, gli farei il fenilbutazone. Umberto: facciamo il fenilbutazone, beh, è uguale. Luca: allora ascolta, a Devil e Naval gli facemo il Flunifen, tanto li compro tutti e due e a Mirage facemoglie il Fenilbutazone, Umbe’. Umberto: no, se pigli il Fenilbutazone, piglia il Fenilbutazone, no?
Luca: che, Umbe’, non voglio rischia’ con Mirage, te dico la verità, la voglio porta’ proprio che non rischiamo niente, capito? perché l’anno scorso Renato ce l’ha portata e gliel’hanno data rivedibile, capito, perché era un po’ cip e ciop. Umberto: allora tu gli fai dieci di Fenilbutazone e cinque de Dextrateson… però non li tene.. non li tene’ tanto.. tielli un po’ carichi, capito? Movili solo con la bicicletta un pochino.
Luca: sì sì, io infatti cinque giri al giorno de bicicletta ho fatto. Umberto: eh, gli dai un pelino meno da mangia’ per via dei muscoli che li lavori meno, capito? Gli fai da’ un po’ meno da mangia’, a posto, dopo… tanto non perde niente a tre giorni, eh… Giovedì mattina passo e cosamo.
9 MAGGIO 2006
Umberto: che t’ha detto de Naval, perché l’hanno fatta rivedibile? Luca: non c’è un perché, Umbe’. Umberto: stai a senti’, se tante volte…, ma tu te sei informato, gliel’hai chiesto? Luca: sì, ci ha pensato papà, ha chiamato a tutti e gli ha detto: non so…, diciamo non ce devono.. non te devo da’ nessuna cosa, nessuna spiegazione. Umberto: perché dice: dalla lastra s’è vista come una bolla, come se il cavallo è stato infiltrato, no? quella è una supposizione sua, se tante volte scappasse che te dice così: ma era infiltrato? No, no, io ai cavalli non gli ho fatto mai niente.
Luca: no, no, vai tranquillo, vai tranquillo. Umberto: Capito? Non fa come qualcuno che gli ha detto: sì, lo semo infiltrato. Luca: ma che, sei matto? Umberto: sempre negare con ‘sti idioti qui.
Luca: sì, ho capito, ma ti possono… però con la lastra invece? Umberto: Sempre fa la parte da tonti e nega’, hai capito?
14 MAGGIO 2006
Umberto: tocca tenella fresca (cavalla Naval, ndr) Luca: lo sai invece che ho pensato? Può darsi che sto a di’ una cazzata, però secondo me è la cosa più intelligente, va beh, a parte infiltrata prima della gara che è importante.
Umberto: quella bombardarla alla morte, damme retta. Luca: sì sì, bombardarla proprio, a non… portarla senza mezzo dolore che la cavalla soffre dentro. Umberto: e lo so.
26 MAGGIO 2006
Luca: Umbe’, quante ore prima gli devo fa il Lasix? Umberto: un’oretta prima, un’oretta e mezza prima. Luca: quante fiale gliene devo fa’, Umbe’?
Umberto: gliene fai… fagliene due fiale. Luca: due fiale? Umberto: sì, dopo quando riviene gli fai cinque o sei litri de Ringer, eh.
10 GIUGNO 2006
Luca: ascolta un po’ una cosa, per i muscoli, Umbe’, io c’ho il Neutrodex, glielo volemo da’? Umberto: va benissimo, nel mangiare… Luca: glielo comincio a da’ da domani? Umberto: sì sì e poi rimedia un paio de flaconi de Malox.
Luca: ascolta un’altra cosa, eh…, io c’ho anche i cosi, non so se serve più oramai daglieli, c’ho pensato adesso. Umberto: gli aminoacidi? Luca: c’ho i… gli aminoacidi della Scandinavia.
15 GIUGNO 2006
Umberto: Luca, una cosa mi sono dimenticato di dirti per la cavalla. Il Matrix prendigli.
Luca: il Matrix, Umbe’, ce n’ho 7-8 scatole in scuderia. Umberto: eh, da fargli in vena. Luca: ah, beh, lo facemo, dai… quante ne fo, fino alla Quintana?
Umberto: eh, sì, sì, fino alla Quintana.
19 GIUGNO 2006
Umberto: il registro come ce l’hai tu? Luca: eh, infatti, il registro come ce l’ho, Umbe’, ce l’ho a posto per quelle cose che emo fatto, ce l’ho a posto. Umberto: e va beh, tu basta quelle… a questi gli dici le cose che semo fatto. Luca: a mo’ prendo… l’armadietto, Umbe’, lo tiro via, lo porto via, se me vengono a fa’ un controllo. Umberto: tu lì tira via tutto, tu non tenere niente lì, capito?
Luca: infatti porto via tutto quanto. Umberto: perché tu non c’hai il registro di scarico e di carico. Luca: come no? Io quale c’ho? Il registro terapeutico io c’ho e basta. Umberto: eh, tu de quello che io te prescrivo lo somministri. Luca: bravo. Umberto: e non fai residuo, capito? Tu gli porti su quello con le ricette gialle. Luca: ah, co… ah beh, sì, con le ricette quelle lì gialle.
Umberto: eh, guarda dentro che sia tutto riportato bene però. Luca: sì. Umberto: quello scritto sulla ricetta e lì. Luca: sì, ma tanto le ricette che m’hai fatto ce l’ho tutte quante, dai. Umberto: eh, però controlla che siano riportati i medicinali. Luca: ma tocca andacce per forza, Umbe’, su a Perugia? Umberto: ieri a voi che v’ha detto? Luca: sì, me l’hanno dato il foglietto però insomma per lui non è un invito, no? Umberto: oh, Luca, non lo so, tu basta che lì c’hai tutto quanto regolare, eh. Luca: io adesso prendo i fogli gialli e li metto dentro il registro terapeutico, poi se verranno a fa’ un controllo delle medicine glielo faccio vede’.
Umberto: eh? Luca: allora io adesso prendo i fogli gialli e li metto in ordine, no? Umberto: eh. Luca: poi se verranno a fa’ un controllo glielo faccio vedere, levo i medicinali, che cazzo me ne frega a me, Umbe’? Umberto: mhm. Luca: no? Umberto: va beh. Luca: cioè se devo anda’ su me mandano un invito scritto, no? Che me danno un foglietto con scritto, ma che siete stupidi! No. Vengono giù loro semmai che me ne importa? Quando ho levato le medicine tanto che me fanno, Umbe’? Umberto: no, l’importante è che sulle ricette sia riportato sul registro, capito?
Luca: certo, Umbe’, va tranquillo, le ricette quelle che m’hai fatto l’abbiamo scritte, non te ricordi hai scritto e risistemato tutto? Umberto: va beh. Luca: va tranquillo, Umbe’, va tranquillo. Umberto: no, perché ci stanno le multe, eh.
Luca: va tranquillo, Umbe’, daglie, avemo sistemato tutto. Umberto: va boh, ciao. Luca: ciao, Umbe’.”
(segue)
Il Palio della Giostra della Quintana anche qui:
LA PADANIA 27 SETTEMBRE ETOLOGIA “RIPETENTE” IN QUINTANA CLASSE?
http://www.chiliamacisegua.org/2011/09/22/quintana-lettera-aperta-alla-provincia-di-perugia/
QUINTANA – LETTERA APERTA ALLA PROVINCIA DI PERUGIA
Chiliamacisegua chiede supporto per battaglia email urgente
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QUINTANA – LETTERA APERTA ALLA PROVINCIA DI PERUGIA
22 settembre 2011 -
Chiliamacisegua aveva richiesto una partecipazione urgente alla protesta per quanto accaduto al Palio della Quintana.
Chiliamacisegua chiede supporto per battaglia email urgente
La sottoscrizione alla protesta è stata numerosa. Segno che teste capaci di indignarsi, ce ne sono. Per fortuna!
Grazie dunque a tutti coloro che battagliano per cambiare ‘sto mondo che non rispetta la vita. E che partecipano alla rivoluzione in atto, che il progresso per la civiltà non l’arresta nessuno! Neppure i quintanesi i paliisti, sagristi, alberi della cuccagnisti, i tradizionalisti et similia, che confondono il significato di tradizione, un valore, con la perpetrazione della barbarie, una ignominia.
Ecco un regalo: in anteprima la Lettera Aperta che Stefania Piazzo scrive a LORSIGNORI umbri. E che sarà pubblicata domenica prossima su La Padania. Nulla da aggiungere, nulla da eccepire.
Una sublime rasoiata, una provocazione culturale in grande stile che rimette in gioco chi non teme il confronto e la dialettica.
Chiliamacisegua
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Anteprima
QUINTANA – LETTERA APERTA ALLA PROVINCIA DI PERUGIA
di Stefania Piazzo
Si pensava che passato il cadavere – del cavallo – fosse finita lì. Invece no, bisogna aver pazienza perché il fiume scarica sempre qualcosa a valle. E allora se ti siedi, dopo l’equide infilzato al primo giro di giostra, ecco che al secondo giro la giustizia ti infilza pure il fantino. All’indomani della gara che incorona un cavaliere vincitore, cade la vocale e la giustizia terrena “incorna” lo stesso trionfatore con una condanna, lui più altri addetti, tra veterinari e personale delle scuderie, per doping per una Quintana di pochi anni fa. Che singolar doppia tenzone.
Che doppia sfiga. Povera Quintana, Foligno non ha pace. Ma, soprattutto, Perugia ora tace. Eppure appena il 2 agosto scorso l’assessore provinciale alla Cultura di Perugia, dopo l’esclusione di Foligno dai comuni Patrimonio d’Italia, indossava la toga difensiva affermando che «i contradaioli e i quintanari assicurano un benessere di altissimo livello agli animali impegnati nelle corse: vietando e vigilando sul doping prima, durante o dopo le corse».
Premonizione? Allora, il cavallo infilzato è stato un incidente. Il doping, un altro incidente, I suppose… Ma la cultura è altro, per fortuna.
Lo spiegava proprio bene l’assessore alla Cultura che la Quintana così come gli «eventi culturali e le rievocazioni storiche… rappresentano le radici e una fonte di ricchezza del popolo umbro». Certo cara Provincia, ma non si comprende l’ordine dei fattori.
È la cultura che esprime la Quintana o è la Quintana che esprime la cultura della relazione uomo-animale in Umbria?
Ci permettiamo di chiedere: la sorgente dell’educazione al rispetto del benessere animale ha come base scientifica le radici, la fissità delle tradizione di un popolo, prende forma dal rievocare la storia? E’ insomma una gemmazione spontanea che si trasmette di generazione in generazione al momento del parto, o il popolo umbro la può apprendere magari in un processo educativo che parte dalle scuole, con l’approccio graduale all’etologia, in un patto di reciproca conoscenza con gli adeguati educatori opportunamente formati? Insomma, sui banchi o in tribuna, in un progetto educativo in cui le famiglie pagano il biglietto o partecipano alla pedagogia di una crescita? Altrimenti alla stessa stregua si può andare al Circo o alle giostre per “imparare” e apprendere.
La Quintana è insomma un momento pedagogico bastante a se stesso e sufficiente a diffondere e spiegare la cultura del benessere animale, un esempio che diventa verità? La recente campagna via web che sta mobilitando in queste ore flotte di cittadini da tutta Italia, veicolata da una potente bocca di fuoco come Chiliamacisegua, interrogandosi sulla Quintana e ciò che trasmette, interpella la Provincia, più che sui singoli episodi, sul senso di un cammino, sull’orizzonte culturale che difende e di cui si fa bandiera.
La Provincia di Perugia ha avuto in questi anni il merito e il primato di essere stata la sola, in Italia, ad entrare nelle scuole, a seminare la cultura della prima socializzazione col mondo animale.
Una “contaminazione” familiare che ha insegnato, educato come non sia la prossimità con l’animale a creare la “vicinanza” e il rispetto né l’equilibrio di una relazione. È l’educazione che fa da tramite mitocondriale e riaccende i legami di un trascorso antico più dei costumi della Quintana e che con parole semplici inculca la sana lotta tra il bene e il male, tra il rispetto e il maltrattamento.
E la gioia, soprattutto, non del flusso turistico ma di uno scambio di conoscenze ed esperienze cognitive, non di un baratto né di una scommessa. Tanto più vale per un animale maestoso, indipendente e gregario con un mondo sensoriale strepitoso che ha siglato con l’uomo un’alleanza millenaria, che ha avvicinato e cambiato il mondo più di facebook.
Al punto da aiutarlo, l’uomo, in una relazione che cura. Una relazione non col doppio fondo di un’attività commerciale. Peccato insomma la Provincia abbia abdicato da tempo a quell’impegno certo non obbligatorio ma geniale, (ma non sia mai che ci ripensi), pur proseguendo su altre virtuose iniziative in campo animale (quelle patrocinate dal ministero della Salute), dando sostegno a trasmissioni tv che a piccole benefiche dosi mostrano il volto migliore di un rapporto e nel quotidiano servizio dello Sportello 4 Zampe.
Ma è la semina costante e coerente della partnership con gli animali l’evento culturale che va diffuso, più delle giostre che portano turismo. Quando eravamo piccoli ci portavano al museo di scienze naturali pensando di farci imparare come sono fatti gli animali, e quindi a capire il loro mistero da vicino, apprezzandoli impagliati. Ma una relazione non è imbalsamazione, non è tassidermia – arte antica come la buona sartoria degli abiti nelle sfilate del corteo – né mistero.
La verità non è fissità. Ci rifiutiamo di pensare e non può che essere così, vero? che la Provincia voglia impagliare plasticamente la vita e questa alleanza, creando organi educativi supplenti nelle giostre e nei pali o in altro.
Chi lo fa mortifica ma quale turismo, ma quali radici, ma quali tradizioni: ammazza il patrimonio evolutivo non del popolo umbro o del ministro Brambilla o dell’assessore Porzi o del presidente Guasticchi o del suo vice Rossi o della contrada folignate.
Stronca la sofisticata tecnologia di cervelli che hanno ibridato le rispettive risorse sociali per diventare, appunto, una risorsa, un’opportunità per la vita; un predicato animale che ha forgiato anche il predicato umano.
Meglio di sicuro dei predicozzi tra pro e contro. I cittadini, cara Provincia, hanno sinapsi che crescono e che dopo decenni di sonno si sono risvegliate grazie ad un cambiamento culturale che travolge i dogmi delle tradizioni e rimette in discussione l’arroganza di un uomo che vuole essere al centro di tutto, dominus e non partner evolutivo.
L’antropocentrismo, sociale, politico, istituzionale, religioso, culturale, che si pone nella posizione di chi addomestica e non di chi condivide, è un fatto che la storia prima o poi travolgerà e condannerà ai riti e ai miti del passato da non rievocare.
La sostanza di educare, che è etica della bellezza e degli equilibri, potenza “estetica” del sapere, è altra cosa.
Mai troppo tardi? Nello spirito di una costruttiva dialettica, con la stima di sempre.
Stefania Piazzo
A
brambilla_m@camera.it; martini_f@camera.it; tutela.animale@sanita.it; info@lacoscienzadeglianimali.it; r.marabelli@sanita.it;g.ferri@sanita.it;presidente@provincia.perugia.it;4zampe@provincia.perugia.it; redazione@umbria24.it;
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Aiuto per Balù paralizzato
20 settembre 2011 -
Chiliamacisegua riceve questo accorato appello e lo divulga per cercare qualcuno che possa offrire, supporto, consigli, cure per Balù. Immediate.
Balù non può rimanere in un canile, superaffollato dove le volontarie hanno più di 500 cani da accudire, dove non può ricevere le cure e l’attenzione che si devono ad una creatura ammalata.
La rete deve e può compiere il miracolo.
Siate i santi che lo compiono!
Grazie
Chiliamacisegua
Balù
Cc: Amiche Balu
Sent: Monday, September 19, 2011 10:16 PM
Subject: LEGGI PER FAVORE: NON E’ UN APPELLO COME GLI ALTRI :Aiuto per Balù paralizzato
PER FAVORE, CHIUNQUE ABBIA AVUTO UN CASO SIMILE A QUELLO DESCRITTO NELL’APPELLO CHE LEGGE SOTTO, SUGGERISCA UN CENTRO NEUROCHIRURGICO E/O DI RIABILITAZIONE DI ECCELLENZA A CUI POTER FARE RIFERIMENTO PRIMA DI ARRIVARE AD UNA DRAMMATICA DECISIONE.
SI DEVE FARE ALMENO UN TENTATIVO DI SALVAGLI LA VITA: NONOSTANTE LA SUA CONDIZIONE BALU’ MANGIA E SCODINZOLA, E’ CONTENTO DI VEDERE LE PERSONE CHE LO ACCUDISCONO, NON SI PUO’ STACCARE LA SPINA MA NEANCHE FARLO MORIRE CON GRAVISSIME INFEZIONI.
IL CASO DI BALU’ E’ ANCHE SU FB.
CONTATTARE IL GRUPPO CHE SCRIVE L’APPELLO ORIGINALE.
GRAZIE ANNA
http://www.facebook.com/groups/162148457199707/
—– Original Message —–
From: Amiche Balu
Sent: Monday, September 19, 2011 4:49 PM
Subject: Aiuto per Balù paralizzato
Per info: amichebalu@yahoo.it oppure 3337401020 – 3335303181
14 set 2011
La terapia che Balù sta completando non ha, purtroppo, portato nessun beneficio. Balù non si alza! Abbiamo così deciso di prendere appuntamento con il Dott. Laterza a Napoli, considerato uno dei più bravi per la chirurgia delle malformazioni congenite della colonna vertebrale. Mi dipiace comunicarvi che il Dott. Laterza che ha condotto la visita a Balù ha detto che non si può fare niente perchè la colonna è compromessa. Balù ad oggi è pieno di piaghe e noi siamo in tre a prenderci cura di lui giorno e notte. Lui addirittura ha parlato di eutanasia ma io non voglio neppure sentir parlare di queta cosa. Una coa è certa, lui ad oggi è pieno di piaghe e continua a sporcarsi con i suoi bisogni. Stiamo cercando qualche altro centro che possa darci qualche speranza… ma se così non sarà ha bisogno urgente di trovare qualcuno che si occupi di lui 24h su 24 magari anche un centro a pagamento non so ma vi prego aiutateci ;(
AIUTATECI! PERMETTETECI DI AIUTARE BALU’!
Siamo davvero disperate!
Postepay N° 4023600591380581 intestato a Roberta Vecchio.
Per info: amichebalu@yahoo.it oppure 3337401020 – 3335303181
Grazie a tutte le persone che ad oggi hanno donato qualcosa per Balù.
Per chi non conoscesse la sua storia:
La nostra mascotte, uno dei primi cani che abbiamo salvato sta male…Balù…
Non a caso ci chiamaiamo le amiche di Balù…ecco la sua storia.
Balù è un bellissimo maremmano,un cane impallinato, che non si fida più dell’uomo, che non si lascia accarezzare, che per 4 giorni non mangia e non sporca, che tenta la fuga pur non camminando, che ha paura di tutto e tutti.
Quattro anni fa circa Balù fu portato all’asl veterinaria di Eboli, era stato investito e necessitava delle prime cure…
L’ernia del disco, i pallini di qualche cacciatore non bastavano…
Per giorni e giorni non si è alzato, strusciava le zampe posteriori, si procurava delle escoriazioni sanguinanti e in più il suo carattere così difficile non ci permetteva di assisterlo e di curare le sue ferite al meglio…ma con il tempo è migliorato…si faceva delle passeggiate, ogni tanto inciampava ed ha iniziato a riprendere la sua vita normale tanto è vero ke allontanandosi troppo, una notte è caduto in un canale ed è stato recuperato dai vigili del fuoco…viveva la sua vita nelle stanze dell’asl, circondato ogni giorno da nuovi amici e acquistando sempre di più fiducia in noi…
Poi è arrivato il momento in cui all’asl non poteva più starci, né lui, né gli altri ed è entrato in canile…
Ma Balù era troppo fragile x restare in canile e allora grazie alla Legambiente di Eboli è stato adottato ed è stato ospite fino ad oggi degli orti di città…
Era viziato ed amato da tutti, era felice,aveva la sua cuccia di legno, gli anziani degli orti gli portavano tutti i giorni la pasta e lui anche se non gli mostrava riconoscenza perchè non si è mai fatto accarezzare li guardava da lontano e con lo sguardo felice diceva tutto…
Tutto andava x il meglio fino a quando il 29 agosto di quest’anno Balù si è paralizzato…pensavamo fosse un fatto transitorio xkè è già successo diverse volte negli anni scorsi,avevamo dato la colpa al suo peso in eccesso…e invece no…invece questa volta è diverso…
paralizzato…pensavamo fosse un fatto transitorio xkè è già successo diverse volte negli anni scorsi,avevamo dato la colpa al suo peso in eccesso…e invece no…invece questa volta è diverso…
L’ernia del disco è andata a comprimere ancor di più il midollo e Balù ha perso parzialmente la sensibilità agli arti posteriori…si è già rotto le ginocchia, ha già di nuovo quelle brutte ferite ke ci rimandano indietro con i ricordi…
In più Balù non riesce ad urinare e a defecare se non quando viene preso in braccio e per pressione si svuota.
Gruppo di Balù:
http://www.facebook.com/groups/162148457199707/?id=165849290162957&ref=notif¬if_t=group_activity
Caterina Manzione
Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Sez. di Salerno
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Bando revocato: quando l’intelligenza e la grandezza morale fanno la differenza
17 settembre 2011 -
Riceviamo da La Casa di Snoopy e volentieri divulghiamo, ringraziando tutte le persone che hanno aderito alla battaglia email promossa da Chiliamacisegua a supporto.. del dialogo con le Istituzioni e del.. buon senso.
E un grazie va diretto al Sindaco Di Brino che ha ascoltato la voce del cuore.
Ce ne fossero di Sindaci così!
Chiliamacisegua
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Bando revocato: quando l’intelligenza e la grandezza morale fanno la differenza
Il comune di Termoli ha deciso di revocare il Bando di Gara per l’appalto del servizio di ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi, la cui scadenza era stata fissata per il 12 settembre.
Annunciamo la notizia con immensa gioia, in quanto non la consideriamo una “nostra” vittoria, ma la vittoria del buon senso, della civiltà, della volontà di collaborazione, nonché di un degno progresso morale verso cui tutti gli uomini dovrebbero tendere, sul malcostume dilagante di consentire e acconsentire, con partecipazione più o meno attiva o semplicemente per incuria o indifferenza, alla creazione di situazioni del tutto sfavorevoli per i più deboli (in questo caso esseri a quattro zampe privi di parola per poter reclamare i propri diritti).
Ringraziamo pubblicamente e davvero sentitamente il Sindaco Di Brino ed il Vice Sindaco Ferrazzano per aver dimostrato assoluta e pronta disponibilità ad incontrarci, ad ascoltare e usare le informazioni in nostro possesso, in quanto volontari a stretto contatto con le problematiche quotidiane del randagismo e dei canili, per migliorare il bando che dovrà essere ora nuovamente indetto, tenendo in assoluta e prioritaria considerazione il benessere dei cani. Li ringraziamo davvero di cuore per aver dimostrato chiara e ferma volontà di collaborazione, con noi e con il personale tecnico della ASREM, per la stesura del nuovo bando di gara, e soprattutto ci preme rendere onore al merito a persone evidentemente così umane ed intelligenti da non avere timore di mostrare quel minimo di umiltà e di apertura agli altri necessari a favorire ed acquisire conoscenze e informazioni utili a modificare e migliorare percorsi e strade già intrapresi.
Solo da questo atteggiamento possono nascere collaborazioni e migliorie in qualsiasi campo e solo questa caratteristica rende gli uomini forti abbastanza da essere dei grandi uomini. “Solo gli idioti non cambiano mai idea” diceva un tempo un saggio… e lo dice oggi il Sindaco Di Brino.
Un applauso è d’obbligo e ci viene spontaneo. Sentitamente grazie.
La Casa di Snoopy
I FATTI
http://www.chiliamacisegua.org/2011/09/12/la-vita-ha-un-valore-non-un-costo-al-ribasso/
La vita ha un valore, non un costo al ribasso
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La vita ha un valore, non un costo al ribasso
12 settembre 2011 -
Chiliamacisegua sostiene, diffonde e divulga richiedendo partecipazione a tutti coloro che hanno a cuore la tutela e il benessere degli animali, la protesta de La Casa di Snoopy per la richiesta di annullamento del Bando di Gara Codice Identificativo Gara (C.I.G.) : 2889483CCA, rivolta al Sindaco di Termoli e agli Enti competenti.
La vita ha un valore, non un costo al ribasso!
Chiliamacisegua
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I Fatti
Dopo S. Stefano e Mirabello, al Molise serve un nuovo lager? Battaglia mail, per favore partecipate!
pubblicata da La Casa Di Snoopy
12 settembre 2011
Ill.mo Sindaco
Comune di Termoli
Via Sannitica 5
86039 Termoli (CB)
Oggetto: richiesta annullamento Bando di Gara Codice Identificativo Gara (C.I.G.): 2889483CCA. Gara aperta per l’appalto del servizio di ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi.
Con la presente aderiamo alla richiesta inoltrata dall’associazione “La Casa di Snoopy” di annullamento del bando di gara aperta per l’appalto del servizio di ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi e/o pericolosi, indetta dall’Ufficio Ambiente del Comune di Termoli, per le seguenti motivazioni:
I) il criterio economico prescelto per il mantenimento e la custodia dei cani è palesemente insufficiente. Nessuna struttura è in grado di garantire il benessere degli animali con somme così irrisorie. Tale principio di economicità favorirebbe esclusivamente il margine di profitto dei gestori a tutto discapito degli animali. Per mantenimento si intende non solo l’alimentazione quotidiana, ma anche le cure mediche e la profilassi degli animali. A tali prezzi, i cani sarebbero sicuramente in condizioni di malessere, diminuirebbero anche le possibilità di affido degli stessi ed inoltre esporrebbero in primis il Sindaco a responsabilità penali nel caso dovessero verificarsi situazioni di maltrattamento. L’importo giornaliero per ogni animale a base d’asta, IVA esclusa, fino a 110 animali € 1,50 (uno/50 euro); oltre 110 animali e fino a 150 animali € 0,825 (zero/825 euro)” è del tutto irrazionale, in quanto non si comprende per quale ragione sia prevista una discriminazione numero per i costi di mantenimento.
Cifre del genere sono in controtendenza con l’attuale sensibilità dell’opinione pubblica, specialmente considerata il vasto eco della tutela degli animali d’affezione e le politiche di lotta al fenomeno del randagismo sviluppate negli ultimi anni dalle amministrazioni comunali italiane.
II) Il bando di gara cita fra i riferimenti legislativi dell’atto amministrativo l’ordinanza del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del 16 luglio 2009, che ha per oggetto la tutela ed il benessere degli animali di affezione, ordinanza che ovviamente a sua volta è riferita alla legislazione vigente in materia e segnatamente alla Legge 14 agosto 1991, n. 281.
Pur condividendo in toto quanto sancito nella summenzionata ordinanza, riteniamo che la Vostra Amministrazione non possa in alcun modo basare un bando di gara richiamando tale atto amministrativo, in quanto non applicabile, essendo stata sospesa dal TAR del Lazio con sentenza del 2-12-2009.
III) In ultima analisi non condividiamo affatto il criterio fissato per le dimensioni dei box. Nell’art.5 lett. i) del bando si afferma che: “i box per i singoli animali dovranno prevedere una zona coperta ed una scoperta con una superficie totale: di 2 mq per cane di piccola taglia, di 3.5 mq per cani di taglia media, di 4.5 mq per cani di taglia grande, di 6.0 mq per cani di taglia gigante”. Il metodo di calcolo prescelto è illegittimo, in quanto prevede spazi inferiori rispetto a quanto fissato dal regolamento regionale n 1/2006.
La previsione in ordine ai suddetti requisiti, essenziali per un servizio di mantenimento e cura degli animali, rende l’oggetto del bando di gara illegittimo.
Per le motivazioni esposte, si richiede
- al Sindaco del Comune di Termoli di sospendere ed annullare d’ufficio, ai sensi e per gli effetti dell’art. 21 nonies, legge 7 agosto 1990 n. 281, le Determinazioni II Settore dell’Ufficio Ambiente del 30/06/2011 n. reg. generale 866 e n. 1123 dell’ 11/08/2011, aventi ad oggetto “Atto di avvio della gara aperta per l’affidamento del servizio di ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi – art. 11 D. lgs. 163/2006”, nonché il Bando di Gara Codice Identificativo Gara (C.I.G.): 2889483CCA. Gara aperta per l’appalto del servizio di ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi e/o pericolosi, diffidandolo dal dare esecuzione ai predetti atti.
Cordiali saluti
Associazione Chiliamacisegua- Milano
Per far sentire la propria civile protesta scrivere a:
Sindaco di Termoli pro tempore dott. Basso Antonio Di Brino
ambiente@comune.termoli.cb.it;
segretario@comune.termoli.cb.it;
segreteriasindaco@comune.termoli.cb.it;
E per conoscenza a :
info@lacoscienzadeglianimali.it;
serv.veterinario@regione.molise.it;
redazionecb@quotidianomolise.it;
settimanaledelmolise@libero.it;
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Un No da ringraziare La risposta del Sindaco
3 settembre 2011 -
Pubblichiamo molto volentieri la risposta del signor Michele de Lucia, Sindaco di Positano
Carissimi amici,
ho letto tutte le vostre lettere, ma purtroppo sono impossibilitato a scrivere singolarmente ad ognuno di voi perché siete davvero in tantissimi, voglio comunque rispondere in maniera corale a tutti voi che mi avete ringraziato per il gesto, per me dovuto e spontaneo, di rifiutare una sfilata di pellicce che il Comune in cui ho la fortuna di essere Sindaco, avrebbe dovuto ospitare il prossimo 23 settembre.
Sono consapevole di quanto il nome e l’immagine di Positano siano indissolubilmente legati alla moda, ma non per questo posso dimenticare, sia come Sindaco ma soprattutto come Uomo, le atrocità che tantissimi animali indifesi subiscono ogni giorno in nome di una “moda” che non ci rappresenta, non ci appartiene e a cui vogliamo gridare un forte NO!
Non ho certo la presunzione di voler essere un modello, ma spero davvero che questo gesto possa essere d’esempio per evitare barbarie ad animali la cui unica colpa è di essere stati dotati dalla natura di un manto stupendo e credo che noi tutti abbiamo il dovere di tutelarli.
Concludo ringraziando ancora tutti per avermi sostenuto e vi saluto calorosamente.
Michele De Lucia
Sindaco di Positano
Un No da ringraziare
Chiliamacisegua sente il dovere di ringraziare il signor Michele de Lucia, il Sindaco di Positano, che è andato controcorrente, dicendo un No esemplare, la cui eco è rimbombata fragorosamente nel web.
La nostra società scalcagnata, ha bisogno di persone come lui che antepongono la compassione alla…tradizione, la riflessione al…. tanto non cambia niente, la tutela degli indifesi alla …fashion vanità.
No No No: ecco se ognuno di noi esercitasse come il signor Michele de Lucia, il diritto al diniego, messo di fronte alla scelta tra il costo e il valore di ogni azione, forse questo mondo, potrebbe essere più salubre.
Grazie Sindaco!
Chiliamacisegua
Nota
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I Fatti
Net1news
http://www.net1news.org/no-del-sindaco-di-positano-alle-sfilate-di-pellicce.html
No del sindaco di Positano alle sfilate di pellicce
POSITANO – Ci sono azioni che sconvolgono, in un momento in cui il profitto, il riscontro economico, l’immagine hanno un valore altissimo, un sindaco che vieta una sfilata di pellicce in un luogo altamente turistico è una rarità. Il sindaco di Positano Michele de Lucia, ha infatti vietato una sfilata di pellicce che si doveva tenere a Positano il prossimo 23 settembre.
Inizia a sorgere finalmente una cultura contro la crudeltà ed i maltrattamenti agli animali; il sindaco in questione si è apertamente dichiarato contro i maltrattamenti. Ogni anno il business della moda e delle pellicce uccide 15 milioni di animali, un’industria tra le più cruente e crudeli.
Bello pensare che un sindaco noncurante dei guadagni che la manifestazione potesse portare alle casse comunali, abbia avuto il coraggio e la forza di dire no.
Ora più che mai è necessario e doveroso dire basta alle pellicce ed alle crudeltà inutili che vengono perpetrate ai miliardi di creature innocenti, che non hanno scelta né voce. Il mondo della moda da sempre è una fabbrica infinita di abusi, verso animali umani e non, sarebbe ora di prendere seriamente posizioni a riguardo, rifiutando un sistema che produce null’altro che sofferenza.
Petslifetv
http://petslife.tv/blog/news/il-sindaco-di-positano-dice-no-alle-pellicce-sospesa-sfilata/
Il sindaco di Positano dice no alle pellicce: sospesa sfilata
Un applauso al sindaco di Positano, Michele de Lucia, che ha espressamente vietato una sfilata di pellicce, dichiarandosi contrario ai maltrattamenti di animali.
by redazionepets |
Un sindaco che ci piace, oggi, è quello di Positano, Michele de Lucia. Dopo aver tanto discusso delle prese di posizione alquanto criticabili del primo cittadino di Varazze, infatti, è un vero piacere levarsi il cappello di fronte all’atto di civiltà di de Lucia, che ha espressamente vietato una sfilata di pellicce nella città che amministra.
Il sindaco di Positano ha motivato la sua decisione di abolire la sfilata inizialmente prevista per il prossimo 23 settembre dichiarandosi apertamente contrario ai maltrattamenti di animali.
Ricordiamo che ogni anno il solo business della moda, e in particolare delle pelli di animali, uccide quindici milioni di creature non-umane. Marchi prestigiosi come Donna Karan (ma, purtroppo, anche moltissimi altri) nascondono, sotto la superficie patinata delle loro collezioni, una violenza e una crudeltà inimmaginabili.
Il sindaco de Lucia ci piace perché, tra la sua etica e i soldi che avrebbe ricavato dalla manifestazione, ha scelto la prima. Dicendo no, con voce chiara e forte, a un mercato basato sulla sofferenza e sulla morte.
È ora di cambiare.
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LA PADANIA 28 AGOSTO LA BELLA DE ZOCCOLANDIA, N ATTESA CHE PASSASSE PESCIONE DA FA TROTTÀ
27 agosto 2011 -
Centesima puntata speciale, per il “Viaggio nell’Italia bestiale” de la Padania, a firma questa volta, di Tirilla e Baralla.
Nella lingua di San Francesco si narra la favola di Zoccolandia, dei suoi re e delle sue regine, prima tra tutte la Signora degli Zoccoli.
Innanzitutto la morale, come ogni fiaba che si rispetti: chi troppo vuole nulla stringe, non bisogna speculare sulla vita degli animali, prima o poi la verità viene a galla.
E la verità sulla reale natura della principessa che viveva nella Contea della Chimera, mitico animale dalle tre teste, viene via via svelato da Tirilla e Baralla, grazie all’avventura accaduta a pellegrini che arrivavano da Capitolandia per salvare dei cavalli derelitti e si imbattono nella Signora degli Zoccoli…
Ma che accadrà a loro e, soprattutto, chi salverà davvero i cavalli?
L’apparenza inganna. Tranne che nelle favole, più vere del vero nel toccare l’anima e la coscienza.
Tra Zoccolbook e le vetrine della beneficenza in compagnia del Signor Datone, il compare dei numeri, la Signora dalla bella criniera celebra una centesima puntata da non perdere.
Buona lettura, che non indulge al sonno….
Almeno per qualcuno!
Chiliamacisegua
Nota
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LA PADANIA 28 AGOSTO
CENTESIMA PUNTATA
LA BELLA DE ZOCCOLANDIA, N ATTESA CHE PASSASSE PESCIONE DA FA TROTTÀ
Una favola su cosa non si fa per denaro e gloria. Ma di mezzo ci sono gli animali: chi troppo vuole nulla stringe
ARTICOLO
In italiano
San Feliciano
E basta con le notizie brutte come la fame. Parliamo della più bella del reame. C’è un cantoncino in una regione, in un paesino, su un prato verdone, che fa sorridere e porta allegria. Lei è la bella di Zoccolandia, principessa nella contea della Chimera, dove ai cavalli se abbassi la coda come fosse la pompa dell’acqua, escono i soldi.
Aveva l’abitudine, la signora degli Zoccoli, di attaccare all’affare il carrettino della beneficenza.
Poi, un giorno, per ampliare la scuderia, la Signora degli Zoccoli decisi di attaccarci anche il carretto del volontariato. Aveva scoperto che così le avrebbero aperto le porte di Roma. E continuava a dire in giro ai suoi: “Laggiù mi amano”. Sì, laggiù l’amavano tanto.
Ma poi un giorno inciampò su chi aveva avuto bisogno dei suoi servigi, che lei con arte e maestria aveva prima offerto per bontà ma poi, ridestata la realtà del mestiere, aveva chiesto fattura, iva e pure telefonato alla sua Confederazione di categoria per dire: «Sti straccioni del ministero cercano di gabbarmi… Osano cercare altri prezzi… Che vogliono, pagare in nero? Pronta a denunciarli».
Insomma, la signora degli Zoccoli era proprio bella, dipinta quasi, nei ramati capelli simil crine. Peccato l’avidità e il doppio mestiere l’avessero accecata. Perché questa è la morale della favola nostra. Chi troppo vuole nulla stringe.
Lei aveva iniziato così…
«Allora, con la fattura facciamo tremila. Più per favore mi ci metta l’Iva. E che credeva che glielo facevo gratis il favore? Pensa te…».
Eh già, che credeva sta gente venuta dal ministero, da Capitolandia, che se si dice “mi offro io” poi gli si regala anche il trasporto per quei tre sfigati di cavalli sequestrati? Ma ci pensino loro, ci pensino…
La signora degli Zoccoli viveva a Zoccolandia, contea della Chimera.
La chimera dalle tre teste: la prima era Happy Zoccolo, attività intestata al compagno della Signora degli Zoccoli, e specializzata nel trasportare cavalli, anche al macello.
La seconda testa era Happy Zoccola, intestata proprio a lei, alla signora dalla bella criniera. Lei, qui, si dedicava solo al bene. Al cavallo che fa piangere. L’attività caritatevole e amorevole.
Ma non bastava, per sfondare bisognava attaccarsi anche al volontariato. E cerca e cerca, uno uguale a lei lo aveva trovato.
Era la terza testa della Chimera. S’inventata così l’Ufficio Salva Cavalli aggregato al potente Ufficio Salva Marziani e Passera. Suo amico di bisboccia era il signor Datone, un uomo specializzato nello sparare di tutto.
Affare fatto. Tanto che su Zoccolbook, la signora degli Zoccoli aveva attaccato alle notizie dell’Ufficio Protezione Marziani e Passera, la pubblicità della sua attività. Quel che l’Happy Zoccolo, quello del trasporto e del macello, offriva per spostare i cavalli dei ricchi e dei potenti. Un cavallo di Troia, altro che.
La matrioska di Zoccolandia era bella che battezzata. Si fanno affari, si sta in sella con la terapia della groppa felice. E si difende l’oggetto della rendita.
Insomma, al passo, al trotto, al galoppo, nella contea di Chimera ci si azzoccolava su tutto lo zoccolabile. Il cavallo ha il suo re e la sua regina.
Ma qualcuno però capitando da Capitolandia e avendo bisogno di un trasporto caritatevole per tre derelitti di cavalli, approfittò dell’offerta misericordiosa della Signora degli Zoccoli. Che però poco dopo inviò proposta di fattura: «Pagate e vi sarà dato».
Eh no, dissero da Capitolandia. Cerchiamo altro. E tira e para, si imbatterono in un altro indirizzo. Toh, l’Happy Zoccolo. E che scoprirono nella loro ricerca per portare fuori dall’inferno quei derelitti cavalli dalla disperante landa di Lucandia?
(1 – continua)
In dialetto umbro
San Feliciano
E basta cu le notizie brutte cumme la fame. Dicemo de la più bella del riame. C’è n cantoncino nte na regione, nte n paesino, su n prato verdone, che fa soride e porta alegria. Essa è la bella de Zoccolandia, principessa nte la contea de la Chimera, dua ta i cavalli si j’abbassi la coda cumme fusse na pompa de l’acqua, je scappono i soldi.
C’avea l’abitudine, la signora de i Zoccoli, de atacchè ta j affèri l caretìno de la beneficenza.
Pu, n giorno, p’angrandì la scuderia, la Signora de i Zoccoli decise d’ataccacce l carretto de l volontariato ‘ncó. Eva sguperto che cussì ta lia j’avrìeno aperto le porte de Roma. E gìa a dì n giro ta i sua: “Laggiù me vojjon béne”. Sì, laggiù je voleon bene m bompó.
Ma pù n giorno anciampò su chi avea avuto bisogno de i su servigi, che essa cu arte e maestria avea prima oferto per bontà ma pù, ridestata la realtà del mestiere, avea chiesto fatura, iva e pure telefonato ta la su Confederazione de categoria per di: «Sti straccioni del ministero cercono de gabbamme… Osono cercà altri prezzi… Che vojjono, pagà n nero? Pronta a dinuncialli».
Nsomma, la Signora de i Zoccoli era proprio bella, dipinta quasi nte i ramati capelli cumme l crine. Pecato l’avidità e l doppio mestiere l’avessoro acecata. Perché questa è la morale de la favola nostra. Chi troppo vole nulla stringne.
Essa avea ancuminciato cussì…
«Alora, cu la fattura faciemo tremila. Più per favore me ci metta l’Iva. E che credea che gne l faceo gratis el favore? Pensa te…».
Eh già, che credea sta gente venuta dal ministero, da Capitolandia, che si se dice “me offro io” pù gne se rigala anche l trasporto pe que tre sfigati de cavalli sequestrati? Ma ce pensino loro, ce pensino…
La Signora de i Zoccoli era acasata a Zoccolandia, contea de la Chimera. La chimera da le tre teste: la prima era Happy Zoccolo, atività intestata ta l compagno de la Signora de i Zoccoli, e specializzata nte l trasporto de i cavalli, anche al macello. La seconda testa era Happy Zoccola, antestata proprio ta lia, ta la signora da la bona criniera. Essa, diquì, se dedicaa solo ta l bene. Ta l cavallo che fa piangne. L’atività caritatevole e amorevole. Ma m bastaa, pe sfondà toccaa ataccasse anche ta l volontariato. E cerca e cerca, uno uguale ta lia n l’avea troato. Era la terza testa de la Chimera. S’anventaa cussì l’Uficio Salva Cavalli agregato ta l potente Uficio Salva Marziani e Passera . Amico suo de bisboccia era el signor Datone, n omo specializzato nte l sparà de tutto.
Afare fatto. Tanto che su Zoccolbook, la Signora de i Zoccoli avea ataccato ta le notizie de l’Uficio Salva Marziani e Passera la publicità de la su atività. Quel che l’Happy Zoccolo, quello de l trasporto e de l macello, ofria pe spostà i cavalli de i ricchi e de i potenti. N cavallo de Troia, altro che.
La matrioska de Zoccolandia era bella che batisata. Se fanno afari, se sta n sella cu la terapia de la groppa felice. E se difende l’ogetto de la rendita.
Nsomma, al passo, al trotto, al galoppo, nte la contea de Chimera ce se azzoccolaa su tutto lo zoccolabile. L cavallo c’ha l su re e la sua regina.
Ma calcheduno però capitando da Capitolandia e avendo bisogno de n trasporto caritatevole per tre derelitti de cavalli, aprofittò de l’oferta misericordiosa de la Signora de i Zoccoli. Che però poco doppo anviò proposta de fatura: «Pagate e ve sarà dato».
Eh no, dissero da Capitolandia. Cercamo altro. E tira e para, se ambatterono n te n antro indirizzo.
Toh, l’Happy Zoccolo. E che sgrupirono nte la su ricerca pe portà fori da l’inferno que derelitti cavalli da la disperante landa de Lucandia?
(1 – continua)
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