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Archive for the ‘Sostegno’

FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE PER FERMARE QUESTA ATROCITA’!

agosto 30, 2010 By: Rosanna Marani Category: Campagna, Denuncia, Divulgazione, Giornali e riviste, Orrore, Petizioni, Sostegno, VIVISEZIONE, vergogna

FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE PER FERMARE QUESTA ATROCITA’!

http://www.leal.it/campagna-bruxelles/petizione-online/

PER SAPERNE DI PIU’

http://www.chiliamacisegua.org/2010/08/03/la-direttiva-sulla-vivisezione-una-vergogna-europea/

Chiliamacisegua

http://www.ilfattoquotidiano.it/

Ambiente & Veleni

30 Agosto 2010

C’è qualcosa che non quadra tra lo sviluppo tecnologico e la “voglia di animali” che esprimono i protagonisti della ricerca farmaceutica. In nessun altro settore scientifico i protocolli sono ancora gli stessi di mezzo secolo fa. Ora, dopo anni di discussioni, la nuova direttiva europea sulla vivisezione è pronta al varo. Eppure a guardarla bene ci sono punti che mettono i brividi. Il testo prevede esperimenti su animali randagi e domestici. E se l’intensità è “moderata”, l’accanimento sulla stessa bestiola si può ripetere anche una, due, tre volte. Un bell’escamotage per sostenere, come scrive la Ue, che d’ora in poi la vivisezione coinvolgerà meno animali. La vicenda ha suscitato grande sdegno. Tanto che la Leal, lega antivivisezione ha già raccolto 60mila firme per una petizione online di Vanna Brocca e David Perluigi

Commenti (44)

Vivisezione, l’inganno dell’Unione europea: prendi un animale e lo torturi tre volte
La nuova direttiva Ue deve essere approvata entro l’8 settembre. Ma già infuriano le polemiche degli animalisti su una deriva ancora più violenta. Ogni anno vengono utilizzati 12 milioni di animali per esperimenti scientifici
Esperimenti su animali randagi e domestici. In poche parole cani e gatti. Utilizzando metodi da tortura come l’isolamento forzato, il nuoto forzato o altri esercizi che portano inevitabilmente all’esaurimento (morte) degli animali. E non è finita, perché se l’intensità è “moderata”, l’esperimento sulla stessa bestiola si può ripetere anche una, due, tre volte. Un bell’escamotage per sostenere, come sostiene la nuova direttiva europea sulla vivisezione, che d’ora in poi gli esperimenti coinvolgeranno meno animali. Il tutto gravato da un singolare paradosso: in Italia la legge sulle vivisezione è più rigida, ma ora le nuove regole dell’Unione non saranno più derogabili dai singoli paesi con buona pace delle multinazionali del farmaco. Certo l’Italia potrebbe chiedere di mantenere le sue regole, ma la domanda è: lo farà?

Intanto, dopo anni di discussioni e rimaneggiamenti, la nuova direttiva europea sulla vivisezione è pronta al varo. Ma nessuno, o quasi, degli europarlamentari italiani eletti nel 2009 è ancora andato a leggersi il testo. Peccato, perché a guardarlo bene ci sono punti che farebbero accapponare la pelle anche al più convinto sostenitore della sperimentazione scientifica con gli animali. Il testo prevede, ad esempio, all’articolo 16: “La possibilità di riutilizzare animali già sottoposti a esperimenti di intensità ‘moderata’”. Un paradosso, si diceva. “In questi ultimi mesi quasi tutti gli articoli chiave sono cambiati in peggio rispetto alla prima stesura del 2008 – dichiara scandalizzata Vanna Brocca della Leal, la Lega antivivisezione – ad esempio la frase la possibilità di riutilizzare animali già sottoposti a esperimenti di intensità moderata è significativamente diversa rispetto alla prima stesura ipotizzata dalla Commissione, dove si parlava invece di esperimenti di intensità lieve“.

“Tra le procedure codificate poi – continua la Brocca – c’è l’isolamento forzato di cani e scimmie o il nuoto forzato o altri esercizi fino all’esaurimento dell’animale”. Un risultato ben diverso, insomma, da quello che si aspettavano le principali associazioni animaliste che auspicavano il  graduale superamento della sperimentazione con gli animali grazie all’utilizzo di metodi alternativi, in provetta o tramite modelli computerizzati e, nello stesso tempo, la riduzione degli esperimenti più dolorosi. Ma non è l’unico scivolone del testo. Sempre nella prima stesura del 2008 non vi era di certo: “La possibilità di chiedere delle deroghe a sperimentare su animali randagi delle specie domestiche – aggiunge la Brocca – l’ articolo 11 del testo (compresi cani e gatti ndr), qualora sia impossibile raggiungere lo scopo della procedura” altrimenti e quando sia ritenuto “essenziale” per tutelare l’ambiente o la “salute umana o animale”.

Eppure, la relatrice della normativa, l’eurodeputata Elisabeth Jeggle del Partito popolare europeo, aveva dichiarato alle agenzie di stampa: “Le nuove norme realizzano un compromesso tra i diritti degli animali e le esigenze della ricerca”. Ma il risultato finale non pende certo a favore degli animali. E così, mentre i nostri eurodeputati sonnecchiano, il tam tam di protesta degli animalisti è già partito. La Leal, lega antivivisezionista, sta raccogliendo le firme per una petizione online da portare al Parlamento europeo entro l’8 settembre, giorno della votazione del testo. Sono già oltre le 60mila. Tra questi hanno firmato: l’astrofisica Margherita Hack, l’attrice Lea Massari, la scrittrice Sveva Casati Modignani, il fotografo Gabriele Basilico. In gioco, stando ai dati forniti dall’Ue nel 2005 (gli ultimi disponibili), ci sono i 12 milioni di animali che vengono usati ogni anno in Europa per finalità di ricerca. Una statistica dalla quale vengono generalmente escluse le specie invertebrate e gli animali uccisi per utilizzare tessuti e organi. Ed ecco che cosa si sono inventati a Bruxelles come “compromesso”, per usare le parole della Jeggle.

Il professor Agostino Macrì è stato per anni uno dei massimi ricercatori all’Istituto Superiore di Sanità, oggi scrive per alcune riviste scientifiche: “Io ho fatto quasi sempre sperimentazione sui ratti, non sono contrario alla sperimentazione scientifica con test sugli animali. Ci sono farmaci che possono essere testati sull’uomo se non dopo una prima fase di test fatta sugli animali. Certo, però, se dovesse passare il principio generale a livello europeo che si possono riutilizzare per più esperimenti gli stessi animali, sarei contrario. Mi sembra una inutile tortura. Come sono contrarissimo a usare animali cosiddetti randagi, portatori di per se di altre malattie. Oggi comunque in Italia – continua Macrì – per la sperimentazione su cani e gatti o su altre specie al di fuori dei ratti, bisogna chiedere una deroga, una autorizzazione al ministero della Salute che la sottopone poi al vaglio di una commissione in seno all’I.S.S”. E già la normativa italiana, la n.116/92, è parecchio restrittiva sulla sperimentazione su quasi tutte le specie animali.

“In realtà- dice Brocca – domani potrebbe diventare tutto più difficile o più semplice a guardarlo dalla parte dei vivisettori e dei grandi gruppi che dalla vivisezione traggono profitto. Infatti l’articolo 2 della nuova Direttiva esclude che si possano apportare migliorie alla Direttiva nella fase di recepimento. Tutt’al più l’Italia potrà chiedere di mantenere delle misure più restrittive, se già le possiede. Ma avrà voglia di farlo?”. Il timore è che per competere con gli altri 26 Paesi dell’Unione, il nostro governo non si batta abbastanza e decida di adeguarsi integralmente a questa Direttiva tutta giocata al ribasso.

Bruno Fedi, già docente universitario in medicina a Roma e poi a Terni, è un luminare del cancro dell’urotelio. Fedi è un “pentito” della sperimentazione scientifica sugli animali: “Dopo 15 anni di sperimentazione all’università su cavie, topi, criceti, cani e gatti, un bel giorno mi sono reso conto che i risultati erano o inutili o dannosi e ho deciso così di liberare tutti gli animali del laboratorio. Torturare e uccidere animali, per sperimentare cosmetici, farmaci o altro, è una ingiustificabile crudeltà, a meno che non vi sia una reale utilità per l’uomo. Faccio notare – continua Fedi – che i risultati degli esperimenti su animali, possono essere, sull’uomo, uguali, diversi, o addirittura opposti e per verificarlo bisogna ripetere gli esperimenti sull’uomo. Questo fatto è ormai riconosciuto da prestigiose riviste e organizzazioni di controllo o di ricerca internazionali. Le grandi industrie si ostinano a praticare esperimenti su animali solo perché così facendo “l’iter” di molecole farmacologiche nuove, prima della immissione sul mercato, diventa più complesso e costoso, escludendo le piccole industrie e i paesi poveri dal progresso scientifico. Vogliamo metterci in testa che la struttura genetica di un animale è diversa da quella di un uomo! Non siamo, come ha scritto un mio illustre collega su Nature (si tratta dell’autorevole scienziato Thomas Hartung ndr), topi che pesano 70 kilogrammi. Gli uomini assorbono le sostanze in modo diverso, le metabolizzano in modo diverso. Vi sono metodi alternativi alla sperimentazione sugli animali, come quelli sulle cellule coltivate o quelli sui tessuti umani che si possono prelevare dagli arti amputati, che danno risultati di gran lunga migliori”.

Secondo la Leal, anche in materia di metodi alternativi alla sperimentazione animale il testo che sarà votato a Strasburgo segna un pericoloso passo indietro rispetto a quello di due anni fa: “Infatti vengono resi obbligatori soltanto i metodi alternativi recepiti dalla normativa comunitaria, che al momento sono pochi. Il primo testo proposto della Commissione, invece, era molto più avanzato, includendo tutti i metodi sostitutivi disponibili e scientificamente soddisfacenti”.

RISPOSTA BAILADOR A FEDERFAUNA: E’ MALAFEDERFAUNA

agosto 27, 2010 By: Rosanna Marani Category: Comunicati, Divulgazione, Sostegno

Chiliamacisegua riceve , condivide e divulga: E’ Malafederfauna!

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BAILADOR

RISPOSTA A FEDERFAUNA

SULL’INTERPRETAZIONE ASSURDA DEL SONDAGGIO

Quest’analisi di Federfauna è come il gioco delle tre carte. Come dire acqua e ricevere per risposta vino.

È un monumentale travisamento del sondaggio. E’ pura cattiva fede.

E’ Malafederfauna!

O la persona che l’ha scritto non sa leggere o è motivato a tal punto dai propri interessi che prende abbagli.

Lo fa per difesa d’ufficio? Certo! ma a tutto c’è un limite. Una cosa è certa: questo sondaggio indispettisce tutti e per questa ragione è una cosa utile. Da fastidio a chi sostiene idee superate che ci hanno immobilizzato per anni. Da fastidio a chi ama l’immobilità. Una cosa è certa la verità ferisce. Possiamo confermare che gli attacchi al sondaggio sono venuti da sinistra e da destra con notevole tempestività.

Mai increspare la palude. E invece noi la increspiamo. Non piace? Pazienza.

Analizziamo l’analisi e rispondiamo all’interlocutore fazioso:

GLI ANIMALISTI SONO DIVISI

Assolutamente vero. Se non fosse vero non ci sarebbe partita tra noi e voi. E’ per l’atomizzazione dell’animalismo che voi ancora riuscite ad ottenere risultati come quelli  che avete ottenuto con l’emendamento “caccia no limits”. Quando l’animalismo (l’antispecismo, il biocentrismo ecc…ecc…) capiranno che far massa, spostare voti, può capovolgere i giochi in maniera drastica, allora non ci sarà più partita. E sarà come se il Barcellona giocasse contro la Scafatese o Pizzo Papero Inferiore.  Voi siete irrilevanti e sopravvivete solo perché avete lobby danarose che vi sostengono. E tutti sanno cosa fanno le lobby danarose con i politici. E tutti sanno di che classe politica parliamo. Siamo afflitti da cricche delinquenziali e da un Parlamento con un numero esorbitante di indagati e corrotti.

GLI ANIMALISTI SONO UNA FORZA ESIGUA

Che immensa cretinata. Per rispondere  riporto quello che abbiamo ripetutamente scritto.

Secondo varie fonti i vegetariani sono cresciuti dal 2000 al 2006 di 4 milioni e mezzo di unità. Nel 2004 erano il 9,5% degli italiani, circa 5,5 milioni (Fonte: AC Nielsen, agosto 2004, campione 17.000 persone). Nel 2006, applicando a questi dati un coefficiente di crescita fondato su basi storiche, l’Eurispes stimava che fossero diventati il 10,4% degli italiani, e cioè 6 milioni circa.

2000 2,5%,   circa 1,5 milioni. Fonte: ISTAT.

2001 4,8%,   circa 2,8 milioni. Fonte: Tiscali

2002 5,0%,   circa 2,9 milioni. Fonte: Eurispes marzo 2002.

2004 7,9%,   circa 4,6 milioni. Fonte: FADOI, maggio 2004.

2004 9,5%,   circa 5,5 milioni. Fonte: AC Nielsen, agosto 2004, campione 17.000 persone.

2004 10,6%, circa 6,1 milioni. Fonte: La Repubblica, 2004.

2006 10,4%, circa 6,0 milioni. Fonte: Eurispes su dati AC Nielsen 2004.

E a febbraio un sondaggio de La Repubblica stimava i vegetariani a 7.000.000. di unità.

E secondo Nielsen ed Eurispes i soli vegani rischiano di diventare più numerosi dei cacciatori:

2004 1,0%, circa 580.000. Fonte: AC Nielsen, estate 2004, campione di 17.000 persone.

2006 1,1%, circa 600.000. Fonte: Eurispes su dati AC Nielsen 2004.

E cresceremo ancora. A questo proposito l’Eurispes – che conferma il numero dei vegetariani nel nostro Paese e ci informa che nel 2050 saliranno a 30 milioni: la metà circa della popolazione attuale. E il Consumer Analysis Group inglese ci mette al corrente  che il vegetarianismo sarà la norma dal 2047; che il 45% della popolazione britannica mangia meno carne mentre il 25% sta contemplando la scelta vegetariana; questo significa che 14.500.000 persone sono potenziali vegetariani. Si aggiunga a questa cifra i quattro milioni di vegetariani già esistenti e 250.000 vegani (The Guardian del 22 febbraio 2005) e si avrà un’idea della forza del futuro movimento animalista: quasi 19 milioni su una popolazione di 59.5 milioni di persone.

E quanti sono i vegetariani nel mondo?

Sono il 6 % della popolazione mondiale: 400 milioni di persone che equivalgono alle popolazioni di Francia, Germania, Italia, Spagna, Gran Bretagna, Polonia, Olanda, Austria, Repubblica Ceca, Grecia e Portogallo messe insieme.

(Vedi link Dossier)

LE ASSOCIAZIONI NON VOLEVANO FARE IL SONDAGGIO

Vero. La verità è che emerge un mondo con un potenziale enorme che a causa della visione jurassica

delle sette animaliste non trova spazio.  Un potenziale tremendo. Come una lava che scende e che travolgerà il mondo che Federfauna rappresenta. E sarà un’avanzata inesorabile. Se la partita non si vince è perché l’animalismo non ha ancora scoperto il suo immenso potenziale.

IL SONDAGGIO HA IMPIEGATO VARI MESI PER ESSERE CONCLUSO

Certo. Perché  è stato effettuato da un Gruppo particolare. Nuovo. Non conosciuto. E neanche simpatico

Un Gruppo che si muove fuori dagli schemi classici e che in un senso scompiglia. Che non ha legami. Che dà fastidio. Un Gruppo che cerca la verità e che cerca di muovere le cose nella direzione che ritiene giusta. Un Gruppo che logicamente crea notevoli reazioni quando pone domande che nessuno vuole porre.

(Vedi link Gruppo Baildor)

I NUMERI NON TORNANO?

Le statistiche pubblicate non sono le statistiche di un sito vegetariano o vegano sono le statistiche

pubblicate dai giornali nazionali che si basano su ricerche della ISTAT, Tiscali, Eurispes, FADOI, AC Nielsen ecc…ecc…Imparino a  leggere questi signori e non si rendano ridicoli con affermazioni assurde.

(Vedi link Dossier)

SIAMO VERAMENTE IL PAESE PIÙ VEGETARIANO D’EUROPA?

Non è così. L’Inghilterra e la Germania hanno più vegetariani. Ma siamo un Paese dove il vegetarianismo e il veganismo crescono in maniera esponenziale. Noi cresciamo a dismisura e i cacciatori calano da anni in maniera paurosa. Provate ad affermare con prove che è errato quello che sosteniamo.

I numero dei cacciatori che diminuisce

nel 1980 erano 1.701.853

nel 1990: 1.446.935

nel 2000:  801.835

nel 2006:  765.404

nel 2009 circa 700.000

dal 1980 al 2006 hanno subito un calo vertiginoso di 936.44 unità.

Quasi un milione in meno.

(Vedi link Dossier)

GLI ANIMALISTI CHE HANNO RISPOSTO SONO SOLO AL 54% VEGANI E VEGETARIANI, IL 37% E’ ONNIVORO E L’8,1% E’ “ALTRO”.

Il sondaggio era aperto anche ai simpatizzanti e a gente che intende in futuro diventare vegetariana

Vedi risposta numero 9 del sondaggio

Se non sei vegetariana/o  hai mai pensato di diventarlo?

Sì  75

No, non mi interessa 25

il 75% dichiara che vuole diventare vegetariano e poi ci sono moltissime persone che pur non essendo vegetariane detestano, caccia, corrida, sperimentazione ecc…ecc…come volete classificarle?

E parliamo di milioni di persone.

(Vedi link Sondaggio)

IL CREDO RELIGIOSO: SOLO IL 46,6% SI DICHIARA CREDENTE

La buttano sulla religione. Che cretinata suprema. Ognuno crede in quello che vuole ma le religioni abramitiche (Ebraismo, Cristianesimo, Islam ) creano ovviamente dei problemi agli animalisti: basta   leggere Levitico 1- 1, 17 per capire di cosa parliamo. Interessante è la percentuale dei cristiani che non si dichiara cattolica, ma cristiana e cerca di trovare varchi in movimenti spirituali aperti  verso il “non umano”. Un esempio? Vita Universale. I rispondenti cristiani non cattolici sono quasi il 20% dei rispondenti. E non è poco.

COME VOTANO GLI ANIMALISTI.

Perché sorprende il voto animalista? L’analizzino i politici e gli diano il peso che merita.

I  finiani che sono abilissimi a scompigliare i giochi politici hanno capito l’importanza di quello che si sta muovendo e hanno già fatto i primi passi. (Vedi link Fare Futuro)

E gli va dato atto che almeno ci stanno provando mentre la sinistra boccheggia (Vedi Link Bersani e Vendola). Sulla Lega che raccoglie più voti degli altri ci ritorneremo quando coloro che la votano avranno interiorizzato l’idea che quel partito è stata la forza trainante che voleva i macelli della “caccia no limits”, che ha voluto con tutte le forze l’emendamento infame sul massacro dei migratori. (Vedi Link Sputo in faccia) La domanda che poniamo ai finiani a questo proposito è questa:

quanti di voi votarono a favore dell’emendamento “caccia no limits”?

quanti dei 120 deputati del PDL – che sposarono l’infamia – erano “finiani” ? Quanti?

(Seduta del Senato del 28 gennaio 2010 emendamento all’articolo 38 della Legge comunitaria)

SE  GLI ANIMALISTI IN POLITICA NON SONO DETERMINANTI, PERCHÉ SONO TENUTI IN COSI’ GRANDE CONSIDERAZIONE DALLA POLITICA?

Errato. Siete voi, che contate poco, considerati troppo dalla politica. Voi siete abili con le vostre lobby ad ottenere cose che noi neanche ci sogniamo. Voi avete spinto il Senato a far passare un emendamento inviso da almeno il 90% del popolo e dal 50% degli stessi cacciatori. Dando torto  a milioni di persone, il Senato ha seguito il diktat di uno sparuto gruppo di fanatici e si è inchinato davanti alla volontà di circa 380.000 cacciatori (considerando che gli altri 380.000 non ne vogliono sapere della liberalizzazione della caccia perché pensano che può trasformarsi in un boomerang che gli si rivolgerà contro). Un’operazione di incredibile capacità lobbistica condotta principalmente dalla ricca lobby delle armi.

GLI ANIMALISTI OPERANO TUTTORA UNA INTENSA E PROFICUA ATTIVITA’ DI LOBBY.

Ci mancherebbe altro: i numeri sono totalmente a nostro favore. Ripetiamo il concetto espresso sopra tra noi e voi non c’è partita solo una classe politica totalmente avulsa dalla realtà e al nuovo che incede può scegliere i cacciatori invece di noi. Peccato che gli animalisti non siano in grado di fargliela pagare ai politici. Occorre un movimento che sposti milioni di voti non la trasversalità che lascia le cose come stanno.

IL 19,6% DEI RISPONDENTI AL SONDAGGIO HA PARLATO DI “COLLUSIONE DA PARTE DELLE ASSOCIAZIONI CON INTERESSI ESTRANEI ALLA CAUSA ANIMALISTA”.

Certo. Se ci sono cose che devono essere cambiate vengano alla luce. Noi abbiamo sentito queste cose da anni, chi dice che non dovevamo far luce su quello che la gente pensa è disonesto  o in cattiva fede.

Che emerga la verità. Solo cambiando noi possiamo diventare una grande forza. E quando saremo una grande forza non ci sarà più partita. Noi siamo, il futuro. Non voi.  Voi siete il passato, il vecchio, l’obsoleto. Il Medioevo della cultura e dell’umanità. Tra noi e voi e non c’è partita!

Il tempo dirà.

Paolo Ricci

per BAILADOR

www.lasaggezzadichirone.org

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Sondaggio

http://www.lasaggezzadichirone.org/site/?p=925

Analisi sondaggio

http://www.lasaggezzadichirone.org/site/?p=980

Dossier

http://www.lasaggezzadichirone.org/site/wp-content/uploads/2009/06/lasaggezzadichirone-dossiercaccia.pdf

Gruppo Bailador

http://www.lasaggezzadichirone.org/site/?p=891

Fare Futuro

http://www.farefuturofondazione.it/ff/page.asp?VisImg=S&Art=1071&Cat=1&IdTipo=0&TB=Charta%20Minuta&CCA=53

Lettera a Bersani e Vendola

http://www.lasaggezzadichirone.org/site/?p=931

Lo sputo in faccia

http://www.lasaggezzadichirone.org/site/?p=874

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L’ANALISI DI FEDERFAUNA

Animalisti. Pochi e divisi ma potenti. Perche’?

Domenica 22 Agosto 2010 11:20

Che gli Italiani amino gli animali e’ scontato: ne e’ conferma la stima di oltre 45milioni di esemplari d’affezione presenti nel Paese. Che pero’ amare gli animali non equivalga all’essere “animalisti” e che questi ultimi rappresentino una forza, in termini numerici, veramente esigua, e’ da sempre sostenuto da FederFauna ed oggi confermato anche da un sondaggio che gli stessi animalisti hanno realizzato.

Il “Gruppo di lavoro Bailador”, al quale si legge su Facebook partecipano associazioni come AmiciCani e Chiliamacisegua, ha infatti realizzato un sondaggio tra gli animalisti per sapere “chi sono gli animalisti”. Nella presentazione, Paolo Ricci scrive: “nessuno voleva farlo… perche’ queste cose increspano la palude e mettono a rischio i mille interessi”. Probabilmente i vecchi volponi dell’animalismo che frequentano le stanze dei bottoni, sapevano gia’ quale sarebbe stato il risultato…

Iniziamo col dire che un sondaggio condotto da febbraio a maggio di quest’anno, utilizzando un programma, mail, posta e contatti e incontri diretti, ha raccolto solo 1015 schede, il che non solo rende certo che gli animalisti non siano portavoce di un comune sentire della maggioranza degli Italiani come spesso affermano, ma getta addirittura dubbi sulla reale esistenza delle decine di migliaia di soci che dichiarano di avere le loro piu’ note associazioni, anche se il 28,9% dei rispondenti si e’ dichiarato attivista ma non iscritto a nessuna associazione. Analizzando le risposte, tra le quali anche quelle di Parlamentari e Magistrati, esse indicano che gli animalisti sarebbero per il 78% donne, il 43,2% tra i 18 e i 44 anni, che il 33,8% sarebbe laureato e il 30,5% avrebbe un diploma professionale.

Siamo veramente il Paese piu’ vegetariano d’Europa? Mah!, gli animalisti che hanno risposto sono solo al 54% vegani e vegetariani, il 37% e’ onnivoro e l’8,1% e’ “altro”. Per quanto riguarda il credo religioso, come si poteva immaginare, solo il 46,4% dei rispondenti si e’ dichiarato credente, di cui solo il 63,4% cattolico e solo il 15,6% ha detto che frequenta in modo costante i luoghi di culto. La parte che pero’ potrebbe interessare di piu’, soprattutto ai politici che li corteggiano e li favoriscono, e’ come votino gli animalisti. Beh!, cominciamo col dire che solo il 65% ha detto di votare regolarmente e che il 28,8% ha dichiarato, aldila’ degli schieramenti, di guardare ai contenuti.

Se ci fossero domani le elezioni, solo lo 0,8% degli animalisti intervistati voterebbe per il PDL e solo lo 0,5% per l’UDC. A parte il Partito Animalista Europeo, che se si presentasse in Italia catturerebbe ben il 17% dei voti dei rispondenti, i Verdi per i quali voterebbe il 9,5% e il PD per il quale voterebbe il 5,8%, i dati piu’ interessanti sono quelli che seguono, infatti, ben il 10% degli intervistati voterebbe per l’IDV, Forza Nuova con un 2,2%, raccoglierebbe piu’ voti di UDC, PDL e API messi insieme e la Lega raccoglierebbe ben il 6,7% dei consensi, ovvero piu’ del PD e addirittura piu’ di Vendola (6,5%).

E’ vero che un sondaggio non rappresenta una verita’ assoluta, ma puo’ dare un’idea  abbastanza precisa del “popolo che rispetta il non umano”, come amano definirsi gli animalisti, tanto piu’ che il sondaggio in questione non e’ stato realizzato da loro nemici, ma da loro rappresentanti. A questo punto pero’, per chi si e’ fatto due conti la domanda sorge spontanea: se gli animalisti in politica non sono determinanti, perche’ sono tenuti in cosi’ grande considerazione dalla politica? Secondo FederFauna alcune risposte si potrebbero avere gia’ dal sondaggio. Il fatto, per esempio, che fra i dipendenti animalisti intervistati lo 0,2% sia rappresentato da Parlamentari, lo 0,6% da Magistrati, ben il 7,1% da funzionari pubblici e il 6,3% da quadri operativi, indica che l’animalismo si sia annidato dentro lo Stato.

Dato che confermerebbe anche che gli animalisti abbiano operato ed operino tuttora una intensa e proficua attivita’ di lobby. Qualche altro spunto interessante potrebbe venire visionando i bilanci milionari soprattutto delle maggiori associazioni e considerando quanto queste investano in pubblicita’ e comunicazione, con la conseguente visibile capacita’ di condizionamento dei media. E’ inoltre interessante notare come il 19,6% dei rispondenti al sondaggio abbia parlato di “collusione da parte delle associazioni con interessi estranei alla causa animalista”.

Per visionare l’intero sondaggio:

http://www.lasaggezzadichirone.org/site/wp-content/uploads/2010/05/sondaggi-bailador-risultati-2010.pdf

Assicurazione auto con tessera Chiliamacisegua

agosto 15, 2010 By: Rosanna Marani Category: Comunicati, Diario, Divulgazione, Servizi, Sostegno, Tesseramento

Un’idea per aiutare gli animali risparmiando contemporaneamente

Il nostro Marco Fornari ne ha pensata un’altra delle sue.

Ecco come spiega la sua idea:

“Parliamo di assicurazioni, in particolare quella RCA.

Assicurazione.it è un comparatore di tariffe RCA, con cui collaboro per motivi professionali; funziona benissimo, e trova il miglior prezzo per ogni “profilo” di assicurato tra le principali compagnie telefoniche e web.

E nel 90% dei casi è più basso di quello che normalmente si paga presso gli assicuratori tradizionali (come me…), con risparmi anche considerevoli.

Nei paesi assicurativamente più evoluti, oltre l’80% dell’assicurazione auto transita tramite compagnie telefoniche e dirette e di questi contratti la stragrande maggioranza  viene intercettata tramite i comparatori.

Per conto di Chiliamacisegua ho pensato di stipulare un accordo con Assicurazione.it, che per ogni contratto RCA transitato tramite il portale , regalerà al contraente un anno di tesseramento a CLACS (che ovviamente usa il denaro dei tesseramenti per interventi a difesa degli animali).

In pratica l’idea è di risparmiare sull’assicurazione RCA, e contemporaneamente fare beneficenza agli animali in modo gratuito.

E’ semplice : accedete al tariffatore secondo questo link:

http://subagenti.assicurazione.it/subagenti_login.php

e accedete all’area dedicata tramite

Login : CLACS Password : BBMMRCA (tutto maiuscolo!)

A questo punto fate il preventivo e, se vi conviene, potete stipulare direttamente il contratto.

Assicurazione.it ogni mese manderà il riepilogo dei contratti attivai tramite il sito, e CLACS invierà le tessere ai nuovi iscritti.

Il resoconto di come vengono utilizzati i fondi è visibile sul sito di Chiliamacisegua o a richiesta per eventuali delucidazioni.

Importante : la tariffa che vi verrà proposta è la medesima che si ottiene effettuando l’accesso al comparatore per via ordinaria; infatti il tesseramento CLACS non è un costo in più, ma un ulteriore benefit.

A questo punto, visto che il costo è lo stesso, tanto vale fare del bene ai pelosi, no?”

Come non essere d’accordo con Marco Fornari, al quale Clacs dice grazie?

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

PUGLIA ANIMAL FRIENDLY: AVVELENAMENTI E MALTRATTAMENTI ANIMALI NUOVI EPISODI

agosto 13, 2010 By: Rosanna Marani Category: ASL, Barbarie, Battaglie email, Comunicati, Denuncia, Divulgazione, INDIFFERENZA, Maltrattamento cani, Orrore, Randagismo, Sostegno, vergogna

PUGLIA ANIMAL FRIENDLY: AVVELENAMENTI E MALTRATTAMENTI ANIMALI NUOVI EPISODI

Poteva mancare la Puglia nella classifica quotidiana dell’orrore? Ma certo che no!

Ecco le sue  vigliacche  “opere”, compiute in dispregio di qualsiasi barlume di civiltà!

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www.chiliamacisegua.org

http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=22178

[11/08/2010]

AVVELENAMENTI E MALTRATTAMENTI ANIMALI: NUOVI EPISODI

Raccapriccianti episodi nella città dei Martiri con l’avvelenamento di cani di proprietà e di quartiere, gatti, volpi e lepri. Insorge l’Enpa, pronta a costituirsi parte civile contro i responsabili

 

OTRANTO - Nuovi avvelenamenti di animali sul territorio di Otranto: negli ultimi giorni, sono stati intossicati 12 cani di proprietà e di quartiere, 10 gatti, lepri e volpi. Molti di questi animali sono morti tra lo strazio dei proprietari e dei volontari accorsi in loro soccorso. Una signora sarebbe stata denunciata perché colta sul fatto mentre depositava in terra una ciotola con dei bocconi impregnati di veleno e l’Enpa di Otranto ha annunciato di costituirsi parte civile nel processo per maltrattamento e uccisione.

Un altro episodio raccapricciante si sarebbe verificato ieri mattina: un dirigente del servizio veterinario, infatti, ed un suo collaboratore inseguivano e sparavano con la cerbottana varie dosi di sonnifero su di un cane di quartiere, nonostante le informazioni e gli inviti delle persone presenti sul luogo, la totale assenza di documentazione (denunce, relazione del vigile intervenuto, ordinanza sindacale etc) e il suggerimento dello stesso vigile urbano intervenuto che aveva più volte sconsigliato questa pratica così cattiva e senza motivo nei confronti dell’animale.

Come se non bastasse, il cane sotto choc e in condizioni fisiche precarie è stato trasportato in un canile privato non convenzionato con il comune di Otranto. Dall’Enpa fanno sapere che i responsabili, eccezion fatta per il vigile, sono stati denunciati, con la raccolta di firme da parte di un gruppo di persone presenti, da inviare ai massimi dirigenti Asl, al sindaco di Otranto e agli organi di stampa per testimoniare lo sdegno di cittadini e turisti, disgustati da quanto accaduto.

“Riguardo al primo episodio – spiega Umberto Lanzilotto, responsabile Enpa Otranto – siamo dispiaciuti per quanto successo. Siamo vicini ai proprietari e, come già annunciato, siamo pronti a costituirci parte civile. Dispiace ancora di più per i cani di quartiere coinvolti, mentre per quel che concerne il secondo episodio, stiamo acquisendo la documentazione, seppur con difficoltà, e testimonianze per venire a capo di quanto accaduto e prendere i dovuti provvedimenti”.

Sindaco di Otranto

Luciano Cariddi

A

sindaco@comune.otranto.le.it;

segreteria.presidente@regione.puglia.it;

assessore.turismo@regione.puglia.it;

t.fiore@regione.puglia.it ;

brambilla_m@camera.it;

martini_f@camera.it;

g.ferri@sanita.it;

r.marabelli@sanita.it;

tutela.animale@sanita.it;

info@lacoscienzadeglianimali.it;

stampaweb@lastampa.it;

redazione@tarantosera.com,

redazione@lecceprima.it;

redazione.lecce@gazzettamezzogiorno.it;

redazione@ilcorriere.it;

redazione@senzacolonne.it;

clara.quarta@clio.it;

tg3puglia@rai.it;

ilcorrieredelsud@gmail.com;

Le altre puntate di Animal Friendly raccontate da Chiliamacisegua

http://www.chiliamacisegua.org/2010/08/10/puglia-animal-friendly-%E2%80%9Ctaglia%E2%80%9D-di-mille-euro-sul-killer-dei-randagi/

NOTA
NIENTE FIDO IN VACANZA IN PUGLIA
Secondo una ordinanza regionale della Puglia del 2009 è assolutamente vietato portare qualsiasi tipo di animale nelle spiagge libere, fatto salvo per i cani da salvataggio e per non vedenti, a meno che non si…ano appositamente attrezzate.

Per quanto riguarda, poi, gli stabilimenti balneari secondo Turista4zampe, il sito del Ministero del Turismo, in Puglia ce ne sarebbero zero, contro i 10 delle più virtuosa Emilia Romagna.

Più in generale solo il 15% degli esercizi turistici in Italia accetta la presenza di cani. 260 in Puglia, di nessuno a Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto ma 100 a Lecce. Lagriturismo è lesercizio più evoluto della specie.

Il 28% è pet-friendly Sui 19 pugliesi segnalati ufficialmente 4 sono brindisini. Quattro sono i villaggi turistici che permettono il soggiorno con cani sui 60 nella intera regione, 10 gli alberghi su 70, solo 2 i B&B.

 

Palermo TOCCA IL FONDO

agosto 04, 2010 By: Rosanna Marani Category: Barbarie, Battaglie email, Denuncia, Divulgazione, Sostegno

Chiliamacisegua riceve, divulga e sottoscrive in toto il comunicato, sottolineando come, ancora una volta la Sicilia degli animali, sia protagonista di mortale indifferenza nei confronti della vita che le viene affidata.Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

26 luglio 2010

Comunicato stampa

Cane abbandonato legato ad un palo, lasciato a morire per omissione di soccorso del Canile Municipale di Palermo.

Palermo TOCCA IL FONDO

In merito al gravissimo episodio avvenuto a Palermo sabato, 17 luglio – dove un cane di razza rottweiler è morto di caldo e di stenti, dopo che il suo padrone lo ha abbandonato legandolo con un guinzaglio corto ad un palo alle 13 del mattino, senza cibo né acqua, sotto il sole più caldo di questa estate palermitana – le associazioni in indirizzo annunciano è in itinere una querela agli organismi comunali al fine di individuare le responsabilità per il mancato soccorso del cane ed il conseguente decesso.

E ricordano che è al Comune che la Legge ha affidato i compiti sulla gestione del randagismo, e a Palermo, tra l’altro, il servizio di accalappiamento e soccorso è gestito dal’Ente stesso, ed il Sindaco è autorità sanitaria.

I FATTI

Alle ore 15 dello scorso sabato, un’animalista palermitana viene avvertita e si reca sul posto. Il cane è tramortito e cerca di morderla ed allora che fare?

La cosa più normale, così come la legge impone è contattare il Canile Municipale di Palermo per il soccorso del cane.

All’animalista viene detto, dal dipendente comunale di turno, al numero di cellulare di reperibilità, che il cane non può essere soccorso perché il Canile Municipale è in quarantena.

In realtà, solo una parte del Canile Municipale di Palermo è in quarantena ed il servizio veterinario ASP ha dichiarato di avere messo a disposizione dei box per le emergenze.

Allora l’animalista chiama i Carabinieri, la Polizia di Stato e tutti a dire non è “nostra competenza”.

La Polizia Municipale ha invece risposto che avrebbero mandato un fax al canile municipale per farsi che qualcuno intervenga. Intanto al cane si riesce a dare dell’acqua ma passano le ore tra continue telefonate di supplica di intervento e, nell’attesa che nessuno si presenti, il cane stramazza al suolo e muore.

Dopo tre ore dalla morte, tanto era alta la sua temperatura, il cane era ancora bollente. Allora l’animalista palermitana chiama il dipendente comunale del Canile Municipale per comunicare, con rabbia, che il cane è morto e le viene risposto di chiamare l’Amia per il ritiro della carcassa.

Solo alle 21, la Polizia di Stato, alla notizia che il cane era ormai deceduto, si è recata sul posto dove ha verbalizzato le dichiarazioni dell’animalista ed il corpo del cane è in attesa dell’autopsia presso l’Istituto Zooprofilattico di Palermo.

Non sembra vero che ancora oggi possano compiersi gesti di inaudita crudeltà.

A fronte di tanti cittadini sensibili e volontari delle associazioni animaliste quotidianamente impegnati nella cura e nella salvaguardia degli animali abbandonati, purtroppo dobbiamo riscontrare che, esistono ancora tanti individui senza scrupoli e senza etica, la cui grettezza e inciviltà ci sconvolge e ci preoccupa. Mentre ogni giorno siamo impegnati a compiere tanti, importanti, passi in avanti verso una maggiore tutela degli animali sul nostro territorio, c’è ancora molta strada da fare perché nella nostra città si possano affermare con pienezza i diritti degli animali.

Un ente preposto Dovrebbe operare alla promozione del rispetto degli animali e del loro benessere in quanto esseri senzienti, principio base che in questo caso non hanno solo ignorato ma calpestato.

Questo, non può essere l’ennesima caso destinato a passare sotto silenzio.

Auspichiamo che simili inciviltà possano terminare e che i responsabili siano non solo puniti, ma anche educati al rispetto di tutte le forme di vita.

Lega Nazionale per la Difesa del Cane

Oipa Palermo e Provincia

Lida Palermo e Sicilia

Ufficio Garante degli Animali

Lo Scodinzolo

Eureka

Amici degli Animali

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LETTERA DI PROTESTA DA INVIARE

Cari Animalisti di tutta Italia,

il 17 luglio è un giorno che gli animalisti palermitani non scorderanno molto facilmente.

Per manifestare il vostro sdegno scrivete al Sindaco di Palermo e alle autorità competenti affinché simili VERGOGNE non ricapitino mai più.

Grazie

Lega Nazionale per la Difesa del Cane

Lettera tipo da inviare a:

sindaco@comune.palermo.it,

info@diegocammarata.it,

a.tamajo@comune.palermo.it,

segreteria.igiene.sanita@comune.palermo.it;

vetcanile@ausl6palermo.org;

assessore.sanita@regione.sicilia.it;

palermo@repubblica.it;

redazione@siciliatoday.net;

brambilla_m@camera.it;

martini_f@camera.it;

g.ferri@sanita.it;

r.marabelli@sanita.it;

tutela.animale@sanita.it;

info@lacoscienzadeglianimali.it;

stampaweb@lastampa.it;

Apprendiamo che in data 17 luglio 2010 un cane, abbandonato dal suo padrone è stato lasciato a morire perché il Canile Municipale di Palermo non l’ha soccorso.

Sei lunghe ore di agonia sotto il sole cocente di quest’estate palermitana.

Ci sembra incredibile che ancora oggi, in una città come Palermo, le Istituzioni preposte al benessere animale alla loro salvaguardia ed al loro soccorso, siano sorde e mute alle richieste di aiuto. Auspichiamo che simili inciviltà possano terminare e che i responsabili siano non solo puniti, ma anche educati al rispetto di tutte le forme di vita.

E richiamiamo tutte le Autorità e le Istituzioni competenti in materia di soccorso e  Salvaguardia a fare il loro dovere.

Nome: _______

Cognome:__________

Città:____________

Agenzia di Stampa

http://www.geapress.org/randagismo/segnalato-dai-lettori-cane-abbandonato-muore-legato-sotto-il-sole/2446

Segnalato dai lettori: cane abbandonato muore legato sotto il sole.

di redazione | 18 luglio 2010

GEAPRESS – Dei cani, molte volte si parla per la loro presunta pericolosità. Sembra quasi che nascano geneticamente predisposti ad uccidere, sbranare, dilaniare. Eppure al di là delle varie terorie, i cani rimangono invenzioni dell’uomo fino a raffigurarne nel bene o nel male lo stesso pensiero. Anche la segnalazione che vi proponiamo ne è un chiaro, drammatico, esempio.

Cara GeaPress, spero che almeno tu mi possa ascoltare. Da anni gestisco, insieme ad acuni volontari, un rifugio di cani abbandonati a Palermo. A loro ho deciso di dedicare tutta la mia vita, gli impegni della mia vita e dei miei familiari. Ma quello che è successo ieri mi ha fatto precipitare il mondo addosso. Mi rende consapevole che i nostri sforzi possono essere inutili se ancor oggi viviamo in una società che tollera un cane abbandonato, senza ne cibo ne acqua, sotto il sole di luglio fino alla morte.

Ieri mi trovavo, come ogni giorno, al Rifugio “Lo Scodinzolo”. Mi avvisano che dalle 12.00 un cane è stato abbandonato legandolo alle cancellata vicino Ponte Corleone, sul fiume Oreto, dove decine di migliaia di macchine transitano ogni giorno, forse troppo impegnate per correre al mare. Mi precipito sul posto. Un rottweiler è lì, in terra. L’animale è caldissimo; certo dopo ore sotto il sole sfido chiunque a non cuocere. Ho una bottiglia d’acqua, dispongo di rimediare uno spazio al rifugio, nonostante, causa gli abbandoni, non è ora certo il periodo più facile per accoglieri nuovi abbandoni. Inizio a chiamare il canile municipale. Il loro servizio prevede la reperibilità. Niente da fare. Chiamo il 113 ma mi dirottano alla Polizia Municipale, la quale mi rimanda al canile municipale. Ho notato quasi un fastidio di routine. Li lascio perdere ma un’amica continua ad insistere. Bagno la testa del cane, cerchiamo di fargli colare dell’acqua in bocca, perde i sensi, lo sento andar via. Stende le zampe, allunga il collo e muore tra le mie braccia. Piangiamo a dirotto, nell’indifferenza più totale il cane è morto dopo sei ore di sole cocente, o almeno da quando mi è stato detto che era stato abbandonato. Un’amica del Rifugio della Lega Nazionale Difesa del Cane, mi dice che poco prima qualcuno aveva tentato di abbandonare un rottweiler e che forse c’è qualche speranza di poter raccogliere qualche informazione in più. Spero lo prendano e che lo puniscano con la galera. Mi chiedo però chi è da punire per l’agonia che ha dovuto patire il cane? Mi hanno lasciato perdere, hanno lasciato morire un cane disgraziato sia nella scelta del padrone che della città dove è nato. Liliana Ragonese, Palermo.

GeaPress ricorda che è il Comune al quale la Legge ha affidato i compiti sulla gestione del randagismo. A Palermo, poi, il servizio di accalappiamento e soccorso è gestito dal Comune. Inoltre il Sindaco è autorità sanitaria. Per chi volesse questa è la mail:sindaco@comune.palermo.it

Vi ricordiamo che alla mail di una grande città affluiscono migliaia di messaggi al giorno. Esprimete il vostro pensiero in forma sintetica,  richiamando il link della notizia per completezza di informazioni all’Ente.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

Sindaco di Palermo

Diego Cammarata

LA DIRETTIVA SULLA VIVISEZIONE: UNA VERGOGNA EUROPEA

agosto 03, 2010 By: Rosanna Marani Category: Azioni, Barbarie, Battaglie email, Campagna, Comunicati, Divulgazione, Leggi e proposte, Petizioni, Sostegno, VIVISEZIONE, vergogna


LA DIRETTIVA SULLA VIVISEZIONE: UNA VERGOGNA EUROPEA

RICHIEDESI MASSICCIA ADESIONE BATTAGLIA EMAIL

Chiliamacisegua, supporta, divulga, pubblica, condivide la campagna di Leal:

LA DIRETTIVA SULLA VIVISEZIONE: UNA VERGOGNA EUROPEA

e trova scandaloso il voltafaccia e le scuse dei parlamentari europei che si apprestano a votare la legge.

Chiliamacisegua invita tutti coloro che condividono le sue battaglie di civiltà a firmare ed inoltrare la lettera di protesta della Leal.

Ad attivarsi in ogni modo possibile per svergognare questo orrore, diffonderlo, sottolinearlo, rendendo noti i nomi di coloro che si apprestano a firmare la condanna alla sofferenza, gratuita, di povere vittime sacrificate , inutilmente, all’arroganza dell’uomo.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

LA DIRETTIVA SULLA VIVISEZIONE: UNA VERGOGNA EUROPEA

Ai primi di settembre, il Parlamento Europeo voterà la nuova

Direttiva sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici.

È una legge a misura di vivisettore, che NON OBBLIGA a utilizzare i metodi sostitutivi ai test con gli animali neppure laddove esistono.

In compenso essa conferma o concede parecchie libertà. Per esempio sarà permesso:

- riutilizzare più volte lo stesso animale anche in procedure che gli causano intenso dolore, sofferenza e angoscia

- sperimentare anche su cani e gatti randagi

- eseguire toracotomie e cioè l’apertura del torace, senza anestesia né analgesici

- costringere un animale a nuotare fino al totale esaurimento…

Per saperne di più www.leal.itfirma la protesta online http://www.leal.it/campagna-bruxelles/petizione-online/

http://www.leal.it/campagna-bruxelles/

IL BLOG DI BEPPE GRILLO

http://www.beppegrillo.it/2006/01/la_vivisezione/index.html

La vivisezione è inutile

Ammetto che quando penso alla vivisezione animale mi vergogno della specie umana e mi sento solidale con l’agente Smith di Matrix quando dice che gli uomini non sono mammiferi, ma virus.

Io vorrei abolire la vivisezione animale per legge.

continua…….

Precisazione della Leal sulle domande che riguardano la Direttiva europea sulla vivisezione.

La bozza di revisione della Direttiva 86/609/CEE verrà votata in settembre dal Parlamento Europeo, dopodiché ognuno dei 27 Stati dell’Unione Europea dovrà obbligatoriamente recepire la legge e attuarla sul proprio territorio. Qualcuno, se lo vorrà, potrà mantenere delle disposizioni più restrittive di quelle contenute nella Direttiva ma non potrà elaborarne di nuove.

Tutte le proposizioni che si trovano sul “volantino” sono  comprovabili. Chi va sul nostro sito www.leal.it, alla pagina “per saperne di più” trova diversi documenti:

1. il link alla Direttiva (in italiano e in inglese),

2. una tavola riassuntiva dell’iter seguito dalla legge (la Direttiva dalla A alla Z),

3. un articolo della ex parlamentare Mojca Murko che racconta alcuni retroscena della legge e le pressioni subite da parte dei grandi gruppi economici, sotto il titolo AMICI DELLA SCIENZA O NEMICI DELLA VITA?

4. i commenti di alcuni giornali inglesi sui punti più importanti contenuti nella legge, sotto il titolo RITORNO AL MEDIO EVO

5. la Comunicazione della Commissione parlamentare al Parlamento europeo datata 15 giugno 2010 riassunta in un articolo intitolato SALVIAMOLI NOI.

Quest’ultimo articolo, SALVIAMOLI NOI, è particolarmente importante perché fa il punto sui capisaldi della legge e dice come essa sia stata stravolta a partire dal testo iniziale del 2008. Consigliamo a tutti di leggerlo.

Due anni fa c’era ancora la speranza che la revisione della Direttiva 86/609/CEE ponesse le basi per un graduale superamento dei test con gli animali. Allora c’erano “picchetti” interessanti: si prevedevano controlli stretti, la necessità di chiedere autorizzazioni per procedere alla maggior parte dei test, obbligatorietà di usare i metodi sostitutivi dovunque esistessero, eliminazione graduale dei test con i primati…

Ora non è più così. Nel preambolo della legge, per cercare di salvare la faccia, hanno conservato tutta una serie di belle proposizioni su come ci si dovrebbe comportare con gli animali. Non bisogna lasciarsi confondere: è il testo della legge con tutti i suoi articoli che fa fede.

Tra i preamboli che non contano più niente c’è a maggior ragione anche quello datato 5/11/2008, che ha ingenerato confusione in chi non sta attento alle date, nel quale si legge che “la proposta introduce una serie di misure per promuovere metodi alternativi, compresi il loro sviluppo, convalida, accettazione e applicazione…” Niente da fare, purtroppo. Anche quella è roba passata e dimenticata.

Comprendiamo che l’articolo 11, quello sulla sperimentazione con cani e gatti randagi, possa ingenerare in chi non è pratico qualche perplessità. Esso comincia infatti dicendo che “gli animali randagi e selvatici delle specie domestiche non sono utilizzati nelle procedure”.  Subito dopo, però, ecco elencati tutti i casi in cui si potrà sperimentare con i randagi: a) quando sarà essenziale disporre di dati riguardanti la salute e il benessere di tali animali; b) in presenza di gravi minacce per l’ambiente, per la salute umana o per la salute animale; c) infine quando sarà scientificamente provato che è impossibile raggiungere lo scopo della procedura se non utilizzando un animale selvatico o randagio…

Rifletteteci bene: che cosa significano tutte quelle deroghe? in particolare, che cosa significa l’ultima proposizione? Non vorrà forse dire che lo possono fare ogni volta che un ricercatore lo ritiene necessario per raggiungere il fine che si propone? Seconda riflessione: questa legge è stata dibattuta e sofferta virgola per virgola: se ci mettono un articolo interamente dedicato alla sperimentazione sui randagi, sarà perché a qualcuno interessa molto farla oppure no? E dunque…

Noi siamo felici che la nostra iniziativa sollevi dubbi e voglia di sapere: più si parla, più si va a fondo della questione, meglio è. Nessuno fino a quindici giorni fa sapeva dell’esistenza di questa legge. Ora se ne parla (anche se talvolta a sproposito) e si cominciano a capire come vanno le cose.

La Leal ha voluto, nei limiti delle sue possibilità, fare informazione, esprimere la sua preoccupazione e il suo dolore per questa grande occasione mancata. L’Europa poteva infatti porsi all’avanguardia nel modo di rapportarsi agli animali, nostri compagni di avventura su questa terra. Ma con questa legge, invece, si torna indietro.

I PRIMI ANTIVIVISEZIONISTI
Vivisezione. I primi antivivizionisti

Già nella seconda metà del 1800 era sorta un’associazione antivivizionista.

Credevo che l’antivivisezionismo avesse origini piuttosto recenti, fino a quando ho trovato questo documento in un libro scritto nel 1888, La Nuova Medicina Naturale di Friedrich Eduard Bilz, prima traduzione italiana, edito dallo stesso F.E.Bilz, proprietario del sanatorio Bilz in Radebeul, presso Dresda. L’opera è costituita da due volumi di 1338 pagine in totale.

Friedrich Eduard Bilz (12 giugno 1842 – 30 gennaio 1922) è stato un naturopata tedesco nato ad Arnsdorf. Come mercante, proprietario di un Kolonialwarenladen (negozio che offriva prodotti extra-europei, una volta chiamati “Coloniali”) in Meerane, Bilz si interessò alla medicina naturopatica. Nel 1888 pubblicò Das Neue Naturheilverfahren (La Nuova Medicina Naturale), che divenne molto popolare ed è stato tradotto in dodici lingue fra cui l’italiano.

Nel 1895 fondò il Centro per la Salute Bilz a Radebeul, che in breve tempo diventò una grande casa di cura. Nei primi anni del 20° secolo costruì un Licht Luft-Bad (una grande piscina all’aperto) nel sanatorio che divenne noto come “Bilzbad”.

Il testo pubblicato è la definizione di vivisezione secondo il Dr Bilz:

Vivi-sezione (tortura scientifica degli animali).

A questo riguardo il professore Dott. Paul Foerster di Berlino si esprime come segue: “Che cos’è la vivisezione? Domanderà ogniuno ignaro ancora dell’affare. Ciò che rende il compito tanto difficile a noi avversari della tortura degli animali, è che le cose di cui noi parliamo e discutiamo vengono trattate lontano dall’ambito, dietro le mura degli anfiteatri e dei laboratori scientifici: siccome non v’è testimonio oculare che si sia scandalizzato, non si può considerar la cosa dal punto di vista del codice penale.

Il popolo non s’accorge di nulla e gli sforzi che noi facciamo per aprirli gli occhi vengono trattati dai vivi-settori e dai loro avvocati, in numerosi giornali come pure in piccole – società per la protezione degli animali – quali menzogne, esagerazioni e inimicizia contro la scienza, mentre noi invece non ne combattiamo che l’abuso e difendiamo i cattivi trattamenti dello spirito e della scienza per il bene dell’umanità. Disgraziatamente non si può dire che si tratta d’esagerazione; chè tutti le nostre prove e indicazioni noi le prendiamo dagli scritti e dalle testimonianze dei vivi-settori stessi non aggiungendo, al fatto, che il nostro giudizio.

Quando i partigiani della vivi-sezione pretendono che gli animali non soffrano tanto che noi crediamo, che l’istupidiscono abbastanza per renderli insensibili al dolore e che li uccidono immediatamente dopo l’esperienza sono tutte bugie pietose che hanno per iscopo di prevenire in modo semplicissimo l’assalto minacciante dalla parte del popolo ancor sana a. cui vengono aperti gli occhi su questo riguardo. Queste sono affermazioni che gettano una luce ben incerta sull’onorabilità dei partigiani della vivi-sezione.

Il genere di ricerche dei vivi-settori non è altro che un abuso enorme e un errore. Si parla di professori istruiti, umani, nei quali non si potrebbe supporre tale crudeltà. Un’ altro errore! Possono essere istruiti e «umani» per tutto il resto, ma sotto questo rapporto sono uomini dall’intelligenza storpia e dal cuor insensibile, come dice il conte Zedwitz.

Negli scritti speciali di vivi settori, noi troviamo numerosi rapporti su torture veramente orribili! Perforare la testa di animali sensibilissimi, dei cani, per esempio, e cauterizzare o levar loro delle parti di cervello mediante un ferro rovente o getti d’acqua bollente; gettare in fiume dei cani col cervello trapassato per studiare la loro facoltà natatoria in questo stato; pungere, mediante ferri roventi, degli animali colle cervella, mutilate affine di esaminare il loro grado di sensibilità; far soffocare lentamente (dei cani e dei piccoli animali mediate metodi differenti ed estremamente artistici; anaffiare cani con olio di trementina, dar loro fuoco, e poi lasciarli vivere ancora per alcuni giorni; far morire a lenta cottura dei cani e dei conigli nelle così dette stufe di Claudio Bernard; bruciarli con acqua bollente, segar loro le ossa, ancor vivi; tagliare la spina dorsale; levare gli occhi; ecc., e farli vivere ancora per dei mesi in questo stato spaventevole; far morire lentamente le povere bestie di fame, o di freddo in tinozze di ghiaccio: buttare ai cani affamati delle miscele fredde per farli gelare internamente; levar loro degli organi interni, come stomaco, parti di fegato, di reni, di cervello e continuare ancora le esperienze per dei mesi dopo questa mutilazione; comunicare a cani sani delle malattie terribili che li fanno morire lentamente con inoculazione di pus icoroso e d’ogni sorta possibile di veleno morboso; dar loro dei vomitori serrando poi il collo affinché il vomito non abbia luogo; far loro entrare nello stomaco e nelle vene ogni sorta di acido e di veleno distruttore; produrre una terribile infiammazione della midolla spinale attraversandola con un filo; far passare delle scariche elettriche attraverso il cervello messo a nudo e attraverso gli occhi; legare gli intestini, il retto, la vescica e certe arterie, per raccogliere osservazioni sulle conseguenze risultanti da queste operazioni spaventevoli; irritare mediante cantaridi delle ferite interne prodotte artificialmente: versare nello stomaco dell’acido solforico o dell’ acqua; far entrar sangue nelle vene; scortirare, in parte, animali vivi; tagliare loro le corde vocali per impedire di svegliar l’attenzione del vicinato colle loro grida terribili; farli morire inverniciandoli dopo averli tosati; far passar un filo attraverso la cornea dell’occhio; legar loro diverse vene e vasi sanguigni, il canale biliare, ecc.; infilzare, con dei chiodi a punta, il corpo intero di conigli, di maiali d’India e di colombi; attaccare dei cani su una tavola girante (che fa. Da 2 a 300 giri al minuto) per istupidirli artificialmente; cucire insieme due teneri animali ad una posizione adatta della loro pelle, produrre così una specie di «fratelli siamesi» e osservare la forza vitale del – doppio essere – creato; levare i piccoli ad una cagna. gravida e mostrarglieli per veder l’effetto di questa «prova scientifica» sulla vita dell’anima dell’animale; levare le mammelle a degli animali femmina; conservare per mesi gli animali mutilati nelle maniere più atroci, o passarli poi agli allievi per nuove esperienze, ecc., ecc.

Questo è un breve riassunto e molto generale delle maniere più ordinarie della tortura scientifica degli animali, l’equivalente più proprio della parola «vivi-sezione» che significa «tagliuzzare un animale vivo». Ora una larga parte è concessa alle esperienze sui nervi, senza dubbio le più penose di tutte, e alle prove di vaccinazione con ogni sorta di sostanza morbosa (virus) in parte per studiare la malattia, in parte per scoprire in qualche serum prezioso un preteso preventivo o un rimedio.

Forse è bene, d’aggiungere alle indicazioni generali qualche caso di vivi-sezione fatto a sangue freddo affinché il lettore possa farsi un’ idea del tutto e si trovi quasi forzato ad occuparsi della cosa un po’ più da vicino. (Cf. Stenz, Atrocità celate. Fatti e ragioni contro, la vivi-sezione, Dresda, società internazionale, Cranachstr. L8.)

Il professore Brachet, a Parigi, strappa i piccoli ad una cagna legata e glieli mostra uno dopo l’altro: essa li lecca gemendo e morde per collera, un pezzo di legno. Il grande medico Hyrtl aggiunge: « Chi può restar tranquillo davanti a tali quadri deve far il macellaio, non il medico ».

Lo stesso Brachet fece la seguente «esperienza morale»: inspirai ad un cane la più grande avversione verso me medesimo ferendolo e facendogli ogni sorta di dispetti ogni volta che lo vedevo.Quando il suo sentimento giunse al sommo, in modo che andava in furore solo vedendomi o aspettandomi, gli strappai gli occhi. Allora mi fu possibile avvicinarlo senza che manifestasse la minima antipatia, però montava sulle furie appena riconosceva la mia voce. Pensai allora di distruggere il suo udito e quando l’infiammazione fu. passata turai le sue orecchie con la cera. Dopo questo rimase sempre tranquillo, e si mostrava perfino riconoscente quando io gli passavo una mano addosso.

Brachet ripetè questa prova ottenendone lo stesso risultato! E Brachet è un’ uomo onorabile! Tutti quelli del suo stampo sono onorabili!

Ancora un terzo ed ultimo esempio: non m’ importa nulla, queste cose devono giungere a cognizione di tutti. Il Dott. Shavo, in Irlanda, si guadagna l’amore e la confidenza d’un cane che tratta bene. Passando da una mutilazione ad un’ altra il povero animale finisce per trovarsi privo persino delle orecchie e delle zampe. Per qualche tempo ancora guarda attonito il suo padrone, gli lecca le mani, ma poi dall’ eccesso del dolore il suo amore si cambia in odio.

Un giorno mentre Magendie faceva la vivi-sezione ad un cane, vide il povero animale tutto sanguinolento fuggire per ben due volte al coltello e correre da M., appoggiargli le zampe sulle spalle e leccarlo, come volesse muovere il suo cuore a pietà: – il cane ancora ci credeva.

Coloro che desiderano altri chiarimenti in proposito si rivolgano alla Società Internazionale Contro la Tortura Scientifica degli animali, Dresda, Cranachstr. 18, che li spedisce volentieri e a titolo gratuito.

Ognuno deve ritener come proprio dovere far parte di detta società.

di Luciano Gianazza

www.medicinenon.it

Eliminare la sofferenza senza sofferenza
A ottobre Corsico ospiterà un evento no-profit a favore della ricerca scientifica senza l’utilizzo degli animali

È possibile trovare alternative alla sperimentazione animale?
Certamente sì. Per fare il punto sullo stato dell’arte – rispetto alle nuove tecnologie che consentono di sostituire il modello animale con altri modelli di simulazione nella ricerca scientifica – l’appuntamento è a Corsico sabato 9 e domenica 10 ottobre 2010 in occasione della prima edizione di Vivipet.

Due giornate ricche di eventi, spettacoli e seminari di approfondimento che hanno lo scopo di sensibilizzare e informare sui metodi di ricerca alternativi alla sperimentazione animale.
A fianco dei numerosi workshop e seminari scientifici che si terranno nel teatro di via Verdi a Corsico si svolgeranno anche dei laboratori di conoscenza realizzati per i più piccoli con musica, giochi e filmati. Sabato e domenica dalle 10,00 alle 20,00 via Verdi ospiterà anche una mostra mercato in cui saranno presenti esclusivamente prodotti alimentari e non, realizzati nel pieno rispetto degli animali.
La serata di sabato terminerà con uno spettacolo di musica e cabaret, condotto da Paola Maugeri, giornalista e conduttrice televisiva, che vedrà la partecipazione di numerosi artisti e personaggi dello spettacolo e della televisione.

Vivipet, oltre a informare si pone l’obiettivo di raccogliere fondi per favorire la ricerca scientifica per evitare la sperimentazione sugli animali.
Il 90% degli utili ricavati dalla manifestazione saranno utilizzati per avviare dei progetti indicati da I-Care.
Il restante 10%, degli utili ricavati, sarà devoluto all’Associazione Tom & Jerry per la realizzazione del Parco-Canile sul territorio di Buccinasco, nel cui interno è previsto uno spazio per il recupero di animali ritirati dai laboratori.

In particolare I-Care si pone l’obiettivo di completare lo sviluppo di un particolare software, il cosiddetto “simulatore metabolico”, in grado di raccogliere dati, immagazzinarli, elaborarli, interpretarli e, a partire da informazioni conosciute, effettuare previsioni sugli effetti tossici o terapeutici dei nuovi farmaci.

Una volta completato lo sviluppo del “simulatore metabolico”, l’obiettivo successivo sarà quello di mettere il software gratuitamente a disposizione di qualsiasi ricercatore interessato. Una bella sfida dunque che si propone di garantire la libera circolazione di strumenti utili alla ricerca scientifica e al tempo stesso di evitare l’uso degli animali nelle sperimentazioni che – occorre sottolinearlo – non sono poi così attendibili come si potrebbe pensare. Infatti, alcuni scienziati, fra cui lo stesso professor Veronesi si sono espressi in favore di un’alternativa al modello animale che non dà le garanzie sufficienti per la salvaguardia della salute umana.

Note
Vivipet è on-line, con informazioni e immagini, al sito www.vivipet.com
per informazioni generali +39 331 – 96.35.12

Vivipet è anche su facebook!

Vivipet – programma provvisorio

Fonte: Vegzine.it


G. B. Show

Le atrocità non sono meno atrocità quando avvengono nei laboratori e sono chiamate ricerca medica.

Albert Einstein

Vivisezione. Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni.

Albert Schweitzer

Coloro che sperimentano sugli animali non dovrebbero mai acquietare la loro coscienza dicendo a se stessi che queste crudeltà avrebbero uno scopo lodevole.

ECCOLA LA VIVISEZIONE

http://laverabestia.org/play.php?vid=2092

Video piuttosto crudo in cui vengono spiegati uno per uno tutti i maggiori esperimenti messi in atto dalla vivisezione.

AGGIORNAMENTO USSITA: IL SINDACO FINALMENTE PROCEDERA’ AL SEQUESTRO!! CI SERVE AIUTO!

luglio 22, 2010 By: Rosanna Marani Category: Aggiornamento, Allevamenti, Barbarie, Comunicati, Divulgazione, Sostegno, vergogna

“TANTE BELLE PAROLE. A QUANDO I FATTI?”
Chiliamacisegua
AGGIORNAMENTO USSITA: IL SINDACO FINALMENTE PROCEDERA’ AL SEQUESTRO!! CI SERVE AIUTO!
La situazione dei cani e delle pecore di Ussita di cui avete visto il servizio su Striscia lo scorso marzo é migliorata appena per i cani, nel senso che essendo estate non stanno più a catena, ma non hanno comunque cibo sufficiente, né cure mediche… inoltre una volta che arriverà ottobre, e quindi la neve, i cani  staranno come prima. C’è una femmina in evidente stato di gravidanza, altri cani molto magri, pieni di parassiti, sporchi e con il pelo indecente. Per le pecore, specie gli agnelli, invece la situazione é peggiorata, perché quelli che vedete nelle foto hanno bisogno delle madri invece sono lì senza cibo nè acqua (da notare nelle foto i secchi bene in vista ovviamente vuoti appesi sugli stipiti delle staccionate).
Temiamo per la vita di tutti quegli agnelli perché le madri non si sa se, né quando torneranno a valle e loro non hanno niente da mangiare né da bere. Il cibo che vedete nelle foto lo abbiamo portato e dato noi perché lì gli  animali non avevano nulla. I cani avevano dell’acqua ma le pecore no. Il terreno è pieno di escrementi e di avanzi di ossa in putrefazione, quindi vi lasciamo immaginare la puzza e lo stato in cui questi animali sono costretti a vivere.
Detto questo, siamo finalmente riusciti a convincere il sindaco di Ussita a procedere con il sequestro di tutti gli animali, ma lui ci ha detto sin da ora che non vuole provvedere al mantenimento dei cani quando saranno portati nei canili, o per lo meno contribuirà in piccolissima parte.

Ecco perchè oggi chiediamo il vostro aiuto! Abbiamo bisogno che qualche canile o rifugio ci offra la sua disponibilità ad ospitare qualche cane. I cani in tutto sono una trentina. Il canile di Camerino ha già dato la disponibilità ad ospitare alcuni di loro, ma non ha posto per tutti! Poi magari organizzeremo una raccolta fondi per aiutare a mantenere questi animali in attesa di una loro adozione. Anche le pecore hanno bisogno di una sistemazione, per cui cerchiamo un posto idoneo anche per loro.
Ringraziamo in anticipo tutte le associazioni che ci contatteranno!

Per tutte le informazioni contattare Margherita della lega per la difesa del cane – sezione di Camerino – al n. 348/3244878
email: rita.madonna@alice.it;

RICHIEDESI PARTECIPAZIONE A BATTAGLIA MAIL PER PALMI

luglio 20, 2010 By: Rosanna Marani Category: Battaglie email, Sostegno

RICHIEDESI PARTECIPAZIONE A BATTAGLIA MAIL

Il testo da inviare sara’ composto dal copia e incolla del comunicato e testimonianza sopra riportati, per intero, con la seguente formula di presentazione:

Spettabili Onorevoli,Istituzioni,Uffici e Redazioni,

chiedo assistenza per il signor Antonino Zimbaro trattato in maniera non consona al suo stato di salute e mi associo alla richiesta dell’Associazione Chiliamacisegua di tutela per gli uomini e per gli animali.

Firma e citta’

A

brambilla_m@camera.it;

martini_f@camera.it;
g.ferri@sanita.it;

r.marabelli@sanita.it;

tutela.animale@sanita.it;

info@lacoscienzadeglianimali.it;

stampaweb@lastampa.it;

sindaco@comunedipalmi.it;

Comunicato da copiare e incollare a questo link

http://www.chiliamacisegua.org/2010/07/19/sequestro-palmi-nota-di-chiliamacisegua/

SELVINO:I SELVINESI RISPONDONO AL LORO SINDACO

giugno 29, 2010 By: Rosanna Marani Category: Aggiornamento, Comunicati, Divulgazione, Sostegno

Chiliamacisegua riceve e divulga.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

Comunicato Enpa Bergamo

SELVINO:I SELVINESI RISPONDONO AL LORO SINDACO

Eh no, i Selvinesi non ci stanno!!!

Di fronte al proclama del loro Sindaco, volto più a tutelare il posto turistico che non a farsi carico di perseguire, insieme a noi , il colpevole di aver lasciato morire il proprio cane divorato dai vermi, i Selvinesi  rispondono al loro Sindaco:

“Al contrario di quanto asserito dall’amministrazione pubblica, a Selvino gli amici cani “non sono certo nè benvenuti nè ben tollerati”

Selvino possiede 3 parchi pubblici: in nessuno di questi parchi è consentito l’ingresso ai cani e in tutto il paese non esiste una sola area a loro dedicata ….portando a passeggio i propri animali ci si accorge benissimo delle “occhiate” ben poco benevole che vengono indirizzate agli stessi.

Un buon numero di cani a Selvino vive da randagio….ovvero possiede un padrone e una casa, a volte viene sfamato a volte si arrangia,  ma per il resto il cane è libero di vagabondare per il paese, a nessuno importa se finirà o meno sotto una macchina…

Selvino è un paese che vive 2 mesi all’anno come località di villeggiatura….si sa in luglio e agosto arrivano tanti Milanesi e tanti hanno il cane e allora ci si fa belli per puri scopi commerciali…

Non trovate quanto meno poco coerente che in un paese dove non vi sono aree attrezzate per i cani e i parchi sono loro proibiti, poi si organizzi La Mini Marcia ,invitando tutti a portare il cane in quegli stessi parchi dove al di fuori del 13 agosto (data della MiniMarcia) non possono mettere zampa??

O che si organizzi una passeggiata coi lupi proprio nel mese di agosto? e gli altri 9 mesi ……………neppure un aiuola per loro…

E le due manifestazioni sono a pagamento, non si può rischiare di perdere iscritti perchè hanno un cane!!

Per quanto riguarda gli hotels: il week end con il cane è un’iniziativa del tutto privata….nulla a che vedere con l’amministrazione comunale”.

Allora, per buona pace di tutti (tranne del cane morto al quale penserà la Procura), perché non fare veramente qualcosa per i cittadini e per i cani di Selvino??

Signor Sindaco…i Suoi concittadini ed i villeggianti se lo meritano!!

ENPA BERGAMO

29 GIUGNO 2010

I fatti raccontati da Chiliamacisegua

http://www.chiliamacisegua.org/2010/06/21/le-vergogne-di-selvino/

Le vergogne di Selvino

In allegato il Comunicato stampa emesso dal Comune di Selvino in merito all’atroce morte del cane.

http://www.vaol.it/it/notizie/c2abanche-i-cani-hanno-i-loro-dirittic2bb.html

«Anche i cani hanno i loro diritti»

Nella mail la storia di un povero animale tenuto in catene e morto divorato dalle mosche.

Pubblicato il: 29/06/2010

Le due foto rappresentano lo stesso cane a poche ore di distanza, nella giornata del 21 giugno 2010.



Niente è come sembra… Nella prima assomiglia a un cane qualsiasi, ma non è così.

Nella seconda pare che si sia appisolato, ma non è così.

Si osservino queste foto e contemporaneamente si pensi al termine “diritto”. Grazie a una sempre maggiore sensibilità sociale si è giunti a riconoscere agli animali, un nuovo status giuridico, che li eleva a soggetti di diritto. I diritti ascrivibili agli animali sono essenzialmente legati alla loro personalità; anche loro, come gli uomini, sono portatori d’interessi primari ai quali fare riferimento.

Si parla quindi del diritto a una vita e a una morte dignitosa, del diritto a non soffrire, del diritto ad avere condizioni “compatibili con le proprie esigenze etologiche”. In paesi di tradizione giuridica romano-germanica (Svizzera, Austria, Gran Bretagna, Germania) gli animali sono già contemplati nella Costituzione, sono già riconosciuti come soggetti aventi diritto.

In Paesi come l’India, la Costituzione si rifà al concetto buddista dell’akaruma e cioè del rispetto di tutti gli esseri viventi, umani e non umani, e tra i doveri fondamentali di ciascun cittadino indiano c’è quello di “proteggere e migliorare l’ambiente naturale, e avere compassione per tutte le creature viventi”.

In Italia è tutta un’altra storia.

A testimonianza e a supporto della necessità di una maggiore sensibilità individuale verso i diritti degli animali, peraltro sanciti anche dalla legge (vedi Legge 189 del 2004).

Le foto sono state scattate in una località montana della bergamasca, belle case, bella gente, denaro e divertimento, denaro e riposo, l’apoteosi della felicità umana. L’obiettivo fissa invece l’apoteosi del degrado, le favelas dell’animo e le conseguenze ineluttabili che ne scaturiscono.

La foto che vedete sopra, ci racconta la “normalità” per alcune persone, un “modus operandi”, neanche tanto marginale, di detenere gli animali, nella fattispecie i cani.

Perennemente legati alla catena - Anche per la detenzione alla catena, i sindaci emettono ordinanze che dovrebbero tutelare l’animale, almeno in parte perché la catena è comunque una coercizione. Nella realtà però il “fai da te” prevale, e quindi si lega l’animale con la catena corta, ovviamente sprovvista d’idoneo moschettone che regoli sia il collare (che spesso non c’è) sia l’attacco allo scorrevole (idem), giorno dopo giorno, un susseguirsi interminabile di ore, minuti, e secondi a rigirarsi su se stessi, sempre così, per tutta la durata della propria non-vita.

Relegati lontano, isolati, con cucce anguste, malsane - L’animale d’affezione per eccellenza diviene quindi un oggetto da smistare di fuori, lontano. Uno spazio angusto, una cuccia improvvisata, quattro tavole di legno, nessun rialzo da terra, al freddo o al caldo, sistematicamente senza protezione. Cibo, si vede in foto, di scarto. E’ usanza comune, anche da noi, somministrare croste di formaggio, reticelle di salumi, ossa spolpate e frammentate credendo che sia “cibo di pregio” per il cane. Spesso il cibo finisce direttamente al suolo, senza neanche una ciotola di contenimento. L’acqua, verdastra, maleodorante, dovrebbe dissetare. L’animale d’affezione per eccellenza, un animale sociale, gerarchico, abituato a vivere in branco, seguendo norme che sanciscono la coesione all’interno del gruppo, è umiliato in un’umida prigione, lontano dal suo centro d’interesse, dal suo “capo branco” che è ora il suo proprietario, lasciato in balia della sua solitudine, unica compagnia la catena.

L’articolo 727 c.p. si estende sino a tutelare il sentimento di comune pietà verso gli animali in linea con le pronunce della Cassazione (sentenza del 14 marzo 1990 per cui l’articolo 727 c.p. è norma diretta alla tutela dell’animale perché tale, e cioè come essere vivente). La norma punisce con un’ammenda da 1.000 a 10.000 euro ” chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività” e prosegue affermando “alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”.

Per il povero cane che vedete in foto la detenzione in quelle condizioni, ha prodotto il suo esito: il 21 giugno 2010 è morto.

Quelle piccole forme rotondeggianti e scure che si vedono sul suo corpo non sono inesattezze della filigrana o altro, ma rispondono ai nomi di Sarcophaga, Calliphora e Lucilia.Sono mosche, semplicemente mosche. Probabilmente è stata la mosca sarcophaga a decretare la morte del povero cane. Una mosca che appartiene al genere delle carnarie e che ha trovato nelle ferite, nelle piaghe delle zampe posteriori del cane il suo habitat prediletto, vi ha deposto le uova, sono nate le larve e la carne piagata è divenuta il loro cibo.

Nella realtà delle azioni umane, invece, la storia di questo cane, simile a tante altre, non può e non deve avere nulla di spiegabile, nulla di logico, nulla d’incontrovertibile. Osserviamo queste due foto e avvertiamo come una profonda stonatura parlando di “diritto” al cospetto di quanto rappresentano. Sono stati violati entrambi, quello di vivere e quello di morire dignitosamente. Relegare un cane in uno spazio isolato, umido, in solitudine, legato perennemente alla catena, cibarlo con scarti, privarlo della dignità, procurargli direttamente o indirettamente ferite, non prestargli le dovute cure, lasciarlo agonizzante per giorni, permettere che le mosche carnarie profanino le sue carni facendolo marcire.Ecco quanto è stato fatto e permesso in questa landa felice della nostra Italia.

In questa brutta storia sono state spazzate via le più elementari forme di civiltà, si ravvede solo l’ennesimo atto di pura follia con morto al seguito.

Art. 544 bis c.p. “uccisione di animali” stabilisce che “chiunque, per crudeltà o senza necessità, procura la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi”. L’articolo è stato ribattezzato dalla dottrina più recente con il neologismo di “animalicidio”.

Stefania Sbarra

Questa è una brutta storia

giugno 24, 2010 By: Rosanna Marani Category: Barbarie, Comunicati, Denuncia, Emergenza, INDIFFERENZA, Maltrattamento cani, Sostegno

Chiliamacisegua riceve e divulga.

Chi ha il potere decisionale intervenga.

Siamo al limite della fiducia nelle istituzioni, magistratura, veterinari, politici, etcetcetc,  in quella elite eletta da noi, che dovrebbe rinforzare il senso della legalità e accrescere il valore dell’umanità nel cittadino.

Con l’esempio illuminato del proprio comportamento.

Ogni giorno un bollettino di guerra.

Ogni giorno sperperi, maltrattamenti, indifferenza. Crudeltà impunita. Sofferenza.

La vita muore ed è derisa sotto i nostri occhi impotenti.

E al culmine del dileggio, piovono come stelle cadenti, sotto gli occhi dei volontari, i soli che esistono, resistono e persistono come unica speranza per gli animali abusati, torturati e uccisi, i comunicati del potere, in cui ci vogliono fare credere che no, l’Italia …”sarà all’avanguardia nell’ambito della tutela e del benessere animale”, “saremo un faro di civiltà”, “i canili lager sono un ricordo del passato ”, “il fenomeno del randagismo si sta risolvendo”, è “in atto la presa di coscienza dei diritti degli animali”, “pene severe ai maltrattatori”!

Ma per favore, cominciamo a prendere coscienza di essere uomini che parlano, scrivono, comunicano ma che non sono in grado neppure di distinguere tra le parole (tante) e le azioni (poche).

Tra la discesa in campo a salvare le vittime, pretendendo l’applicazione della legge e gli annunci reboanti dati nel corso di una conferenza stampa alla presenza dei media.

Che svaporano in un titolo a nove colonne!

Basta. Basta. Basta.

Basta saperlo, lo spettacolo del teatrino, rimane senza spettatori.

Senza elettori.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

24 giugno 2010

Questa è una brutta storia, di cattiva gestione giudiziaria  dove niente conta, tanto meno la vita di un essere vivente .

Clara Buongiorno

Genova,  22 Giugno  2010

Comunicato stampa

Cane sequestrato per maltrattamento ritorna al proprietario

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Carissimi,

vi racconto la storia di Martino , un doberman   maschio di otto anni circa .

Martino è entrato in canile il 29 agosto del 2009   a seguito di un  sequestro preventivo firmato dalla procura di Genova .

I proprietari tenevano il cane “rinchiuso in una cantina   con poca luce  ,legato  con una cinghia molto corta , circondato da sporcizia, e presentava segni di malnutrizione una dermatite e segni di debolezza alle zampe anteriori” (questi i motivi di cui al decreto di sequestro).

Quando è arrivato  nella  struttura  di Monte Contessa non riusciva ad aprire gli occhi perchè la luce  gli dava fastidio e  non stava assolutamente in piedi.

I primi due giorni li ha passati nella parte interna del recinto  e gli si apriva nel tardo pomeriggio quando la luce era meno intensa . Il corpo  pieno di piaghe ed escrescenze dovuto allo strofinare della pancia sempre  sul pavimento ruvido del loculo in cui era costretto a ‘vivere’.

Intanto il procedimento penale contro i proprietari di Martino va avanti  e nell’ottobre  2009  il P.M. della procura di Genova ci autorizza  ad affidare il cane  in custodia giudiziale .

Era stata trovata per Martino la collocazione ideale: una famiglia davvero amante dei cani pronta ad accogliere anche la bestiola più sfortunata a prescindere dall’età, dalla razza dalla ‘bellezza esteriore’ pronta a dedicarsi anima e corpo al recupero fisico ma soprattutto psichico del povero Martino. Come se non bastasse, l’esperienza la competenza  e la dedizione profuse dalla nuova famiglia di Martino hanno prodotto risultati tangibili ed un brillante successo ossia riuscire a far convivere pacificamente con gli altri cani della famiglia, maschi e femmine! Per Martino inizia  un periodo idilliaco, le sue zampe si rinforzano , tutta la sua muscolatura riprende tono , ed il pelo lucido e forte., le sue piaghe vengono curate ,  i suoi polpastrelli  non sono più feriti …..

Tutto sembrava andare per il meglio quando  verso la fine di aprile veniamo informati dalla procura che il cane doveva essere consegnato al fratello dei due proprietari imputati i quali, ancora in vigenza del sequestro preventivo, avevano stipulato un contratto di cessione di Martino (Un atto di vendita   del cane su carta semplice   – trattato ne più ne meno come una cosa…un motorino …. una sedia …)

Da quel momento  è stato un dramma dopo l’altro, e nonostante il nostro legale abbia fatto e stia facendo di tutto  per evitare la restituzione  , impugnando il decreto di dissequestro, avanzando una nuova richiesta di sequestro preventivo (alla luce delle possibili reazioni violente di Martino conseguenti al suo rientro in un nucleo familiare che lo ha maltrattato e che , nel caso del fratello non imputato, ha ignorato e tollerato il maltrattamento protrattosi per lunghi mesi) suffragandola sul rischio di detenere un cane ‘impegnativo’ a contatto con persone inesperte ed  inadeguate .

Infatti nella sua nuova collocazione (la terza !!!!)  ! che il cane non conosce  e  nessuno dei componenti  di questa famiglia  conosce ora quali siano le reazioni del cane (poi leggiamo sui giornali …non riconosce il padrone  e azzanna  eccc ????!!!)

Abbiamo tentato  di convincere   i nuovi   affidatari  a lasciare il cane dove era, ma senza successo!!!

Noi non vogliamo che Martino  resti recluso in una gabbia  troppo tempo ,a dire il vero non avremmo mai voluto  che ritornasse  in canile .

Noi  eseguiremo quanto verrà ordinato dal P..M.   altrimenti saremmo sicuramente denunciati e perseguiti qualora non lo facessimo , ma mi domando  a cosa serve fare tanto lavoro  per  salvaguardare  il benessere degli animali ,  se arriviamo  a  questi risultati ???

Martino era felice   a giocare con i suoi nuovi amici perchè  finalmente aveva anche imparato  a giocare con altri . Ora i  suoi  amici rimasti nella casa di  Carla piangono e lo cercano  come lui sta aspettando e cercando loro ……!!!!!!

Siamo   tornati indietro di almeno  20 anni , due guardie zoofile ammazzate nel pieno delle loro funzioni  e quasi derise per aver dato la vita per salvaguardare degli animali ,  animali  maltrattati che vengono riconsegnati anche se in via indiretta ai propri carnefici .

Cosa ci riserva il futuro?

Abbiamo sentito l’esigenza di  divulgare  questa ennesima brutta storia che coinvolge la vita di un essere vivente,  ma  caro Martino  noi non ti  lasceremo mai,  anche se sarai in capo al mondo perchè  ci sarà sempre qualcuno che veglierà su di te.

Clara  Bongiorno

canilegeuna@libero.it;

Responsabile Tecnico

Canile Municipale  di Genova

ASS. U.N.A  GENOVA

cell .  338 190 44 28

PS

Al momento dell’  invio  di questo Comunicato  il cane è stato ritirato dai Carabinieri  con il nuovo affidatario  su ordine del P.M.

Il cane non lo ha nemmeno riconosciuto   anche se è il fratello dei due  condannati  !!!!

Non commento oltre  !!!!


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