Chiliamacisegua

Se cominci ad accarezzare un cane, avrai trovato un'occupazione per la vita
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Archive for the ‘Servizi’

Assicurazione auto con tessera Chiliamacisegua

agosto 15, 2010 By: Rosanna Marani Category: Comunicati, Diario, Divulgazione, Servizi, Sostegno, Tesseramento

Un’idea per aiutare gli animali risparmiando contemporaneamente

Il nostro Marco Fornari ne ha pensata un’altra delle sue.

Ecco come spiega la sua idea:

“Parliamo di assicurazioni, in particolare quella RCA.

Assicurazione.it è un comparatore di tariffe RCA, con cui collaboro per motivi professionali; funziona benissimo, e trova il miglior prezzo per ogni “profilo” di assicurato tra le principali compagnie telefoniche e web.

E nel 90% dei casi è più basso di quello che normalmente si paga presso gli assicuratori tradizionali (come me…), con risparmi anche considerevoli.

Nei paesi assicurativamente più evoluti, oltre l’80% dell’assicurazione auto transita tramite compagnie telefoniche e dirette e di questi contratti la stragrande maggioranza  viene intercettata tramite i comparatori.

Per conto di Chiliamacisegua ho pensato di stipulare un accordo con Assicurazione.it, che per ogni contratto RCA transitato tramite il portale , regalerà al contraente un anno di tesseramento a CLACS (che ovviamente usa il denaro dei tesseramenti per interventi a difesa degli animali).

In pratica l’idea è di risparmiare sull’assicurazione RCA, e contemporaneamente fare beneficenza agli animali in modo gratuito.

E’ semplice : accedete al tariffatore secondo questo link:

http://subagenti.assicurazione.it/subagenti_login.php

e accedete all’area dedicata tramite

Login : CLACS Password : BBMMRCA (tutto maiuscolo!)

A questo punto fate il preventivo e, se vi conviene, potete stipulare direttamente il contratto.

Assicurazione.it ogni mese manderà il riepilogo dei contratti attivai tramite il sito, e CLACS invierà le tessere ai nuovi iscritti.

Il resoconto di come vengono utilizzati i fondi è visibile sul sito di Chiliamacisegua o a richiesta per eventuali delucidazioni.

Importante : la tariffa che vi verrà proposta è la medesima che si ottiene effettuando l’accesso al comparatore per via ordinaria; infatti il tesseramento CLACS non è un costo in più, ma un ulteriore benefit.

A questo punto, visto che il costo è lo stesso, tanto vale fare del bene ai pelosi, no?”

Come non essere d’accordo con Marco Fornari, al quale Clacs dice grazie?

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

Serbia – Si parte…

febbraio 18, 2010 By: Rosanna Marani Category: Aggiornamento, Documentazione, Servizi, varie ed eventuali

14.02.2010 ore 20:30 le ragazze Serbe arrivano a Malpensa. Laura e Daniel le vanno a prendere e le portano a cena e quindi dormire all’Hotel La Palma a Bissone direttamente sul lago di Lugano.

15.02.2010 ore 08:30 da sinistra Elena Magdalena Lenard, Ana Pavlovic negli uffici della Motorizzazione Civile a Bellinzona, dopo la consegna di targhe, carta verde, libretto etc

15.02.2010 ore 08:30 da sinistra Elena Magdalena Lenard, Ana Pavlovic negli uffici della Motorizzazione Civile a Bellinzona, dopo la consegna di targhe, carta verde piazzale del magazzino Freccia 45 dopo aver caricato l’auto con circa 250 kg di materiale: cibo per cani coperte brandine per cani (oltre alle 4 ruote estive già a bordo!)

Rosanna Marani con Elena Lenard al ristorante 15.02.2010 ore 14:00

15.02.2010 ore 15:15 vengono applicati sui vetri dell’auto gli adesivi con il logo di RESPECTA

ore 16:00-16:20 Laura Elena e Ana vanno da Corinna (presidente CLACS) a prendere gli adesivi (non ho fatto le foto, scusate!)

15.02.2010 ore 17:00 le ragazze Serbe sull’auto in un autogrill a Brugherio (Milano – Agrate direzione Venezia). Arriveranno a Trieste alle ore 21:00 circa. Il mattino seguente ore 10:30 Luisa le porta al confine sloveno, presente la Televisione Locale, l’assessore ufficio zoofilo etc. Le fotografie le ha – forse – Luisa.

Si ringraziano tutti i sostenitori di questo progetto rilasciando i dati aggiornati:
- Donazioni: 4377 €
- Versamenti già fatti in conto progetto: 3800 €
- Spese di gestione: 47.65 €
- Restano in totale in conto progetto: 529.35 €
(saldo aggiornato al giorno precedente al 17/02/2010)

Il progetto rimarrà ancora aperto in quanto le emergenze potrebbero essere ancora dietro l`angolo, nonostante l`immenso aiuto dato finora.

I fatti qui

Lieta novella

gennaio 02, 2010 By: Rosanna Marani Category: Divulgazione, Novità, Servizi

Lieta novella
Ed ecco, in caso di necessità tutte le…puntate de La Padania, Dalla parte degli animali a cura di Stefania Piazzo digitalizzate dalla nostra Barbara Piccinnu, on line, su uno dei siti di Chiliamacisegua
Perchè non si disperda il preziosismo lavoro della giornalista, perchè si possano scaricare i dossier, perchè si possa con prove alla mano, tacciare di codardia e vigliaccheria e inadempienza quei Lorsignori che saranno obbligati prima o poi, a fare i conti con Misericordia e Legge.
Archivo 2008 pronto qui
In lavorazione Archivio 2009 mentre per Archivio 2010, l’inserimento avverrà in tempo reale
Buona lettura.
Chiliamacisegua

Il Calendario di Chiliamacisegua in edicola a Milano e a Torino

novembre 26, 2009 By: Rosanna Marani Category: Servizi

Grazie a tutti coloro che si sono offerti di vendere il Calendario di Chiliamacisegua

Per ordinarlo scrivere a corinna@chiliamacisegua.org

Tutto sul Calendario di Chiliamacisegua qui

http://www.chiliamacisegua.org/2009/10/15/il-canendario-clacs-fa-furore/

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Un nostro iscritto, Andrea,  ci ha fatto una gradita sorpresa. Ha richiesto copie del Calendario da vendere nella sua edicola. E ci ha regalato  questa galleria di immagini con protagonista il nostro Calendario che piace persino al suo splendido cagnone.
Infatti ne ha richiesto una copia personale da tenere nella sua cuccia.
Grazie
Chiliamacisegua
Questi i riferimenti di Andrea
Edicola in Fiera viale Cassiodoro 4, Milano
tel e fax 024812906

PROVINCIA MILANO

Centro Edicola snc di Conte e Pomari

P.zza  A.Moro  Carugate (Milano)

Tel 02 92220021

llconte76@gmail.com

JUST NAILS

Via Roma, 54 20040 Cavenago Brianza (Milano)

tel 0295335468

MILANO CITTA’

Negozio di Abbigliamento donna

Paola Porri

Via Sebastiano del Piombo, 23

(Cortile interno) – zona Fiera

tele 02 48018175

Negozio di Abbigliamento donna

Marti & Co

Via Caretto angolo Via Fabio Filzi 10

Zona Stazione Centrale

tel 0245486519

EDICOLE A TORINO

Edicola Serafini Doriana

C. so Corsica 16/A 10134 Torino

tel 0113190609

Bar Olympic c. Giambone 12 di Rendinella Torino

cell 3334877746

Edicola Melis Nicola e Salvatore C.so Traiano 61/A

cell 3496057456- 3490633061

Edicola Furnò C. so Traiano 106/B  Torino

tel. 011611588  cell 3477189705

Edicola Santoro Patrizia  C. so Traiano 180/B 10127 Torino

cell 3921643581

Stazione Erg Mp Energy Pancrazio Gravilli

Via Pio 131/A 1207 Torino

Tel-Fax 0116191612- mail : mpenergy@tiscali.it

Paolo Barbon

paolo@chiliamacisegua.org

cell 347/8594552

La Padania del 21/12/2008

dicembre 21, 2008 By: Rosanna Marani Category: Canili lager, Maltrattamento cani, Servizi

Buona lettura de La Padania, oggi in edicola!

Et voile, Calabria, Molise e Sardegna.

La firma è di Stefania Piazzo.

Una penna d’oro che ahimè, suo malgrado, è costretta dagli accadimenti non propriamente onorevoli che narrano una altra Italia,  (dell’Italia “brava gente” se ne sono perse le tracce), a diventare penna al vetriolo.

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Aggiornamento Dolly Dog Rizziconi (RC)

dicembre 19, 2008 By: Rosanna Marani Category: Richieste, Servizi

Il giorno 18 dicembre 2009 una volontaria, Federica, si è recata nuovamente al canile Dolly Dog a Rizziconi.
Gli unici presenti erano gli inservienti del canile che stavano provvedendo a rifocillare i pochi cani rimasti nella struttura.
Le hanno detto che l’unico intervento effettuato dalla Protezione Civile è stato quello di andar chiedere loro l’aggiornamento dei morti e dei trasferiti….e basta!

La volontaria tiene a specificare e a far presente che a Roma sono intervenuti tempestivamente, mentre a Rizziconi dove sono morti 450 cani, si è fatto ben poco, quasi nulla.

I bollettini sono comunque impressionanti dopo l’esondazione del fiume:
- 450 salme di cani estratte dal fango e trovate a anche a molta distanza dalla struttura;
- 317 i cani trasferiti in altre strutture idonee;
- 60/70 cani sono ancora dentro al canile Dolly Dog di cui 25 circa molossoidi che nessuno vuole perchè ritenuti pericolosi…molti ex combattenti!

La volontaria, che teniamo a precisare che si è occupata fin dall’inizio di dare ausilio alla struttura, ha portato un pò di scatolette e del riso soffiato e l’appetito dei cani presenti era davvero enorme… afferma che non creda che gradiscano quel tipo di crocchette.
Sono quasi tutti malati ed hanno bisogno di cure.
Inoltre ovunque ci sono topi morti all’interno dei recinti e questo fà pensare che li abbiano uccisi i cani per sfamarsi!!
Addirittura in un recinto mancava il suolo all’entrata e per portare da mangiare a un cane si è dovuta calare e risalire all’interno del recinto.

Che fine faranno quelle creature?
C’è grande e urgente bisogno di trovare un’adozione o uno stallo temporaneo. Non possono rimanere lì in quelle condizioni.

La foto allegata è di di un PitBull malato a cui la volontaria ha dato un cuscinetto… il cane se l’è preso e lo ha portato nel suo igloo come se fosse il più grande dei tesori…

Chiunque voglia mandare aiuti come scatolette, coperte, medicine o altro, può contattare direttamente Federica al numero telefonico 3405700704

Allevamento a Ravenna – tragica situazione per 150 pointer di un allevatore Enci

dicembre 19, 2008 By: Rosanna Marani Category: Maltrattamento cani, Novità, Servizi

Nell’Emilia Romagna rossa una situazione che supera i confini della realtà.
Un volontario lancia pane secco oltre la recinzione ai cani mentre gli altri ululano di fame rinchiusi nei box. L’allevamento, con affisso Enci, nell’occhio del ciclone. Interrogazione della Lega ed esposto in Procura.

Canili lager nel mirino. Proprio mentre oggi il sottosegretario Francesca Martini fa visita personalmente in Molise per sciogliere lo scandaloso nodo dei maltrattamenti nelle strutture pubbliche, tra lo sperpero di denaro dei cittadini e la deriva di certi sindaci indifferenti alla morte e alle crudeltà sui cani, l’attenzione dei media si sposta anche al Nord per un allevamento, niente meno che con affisso Enci, Del vento, in provincia di Ravenna. Un allevatore è nella bufera, Giorgio Guberti. Sulla scena grottesca compare anche un sindaco, che ci butta dentro un occhio e decide che la cosa migliore da farsi per i cani che stanno morendo di stenti sia fare un’ordinanza per dare sei mesi di tempo al l’allevatore per mettere a norma la struttura.
Sei mesi, perché al Comune costerebbe troppo occuparsi dei cani da subito. Fatto, quest’ultimo , che poco interessa ai pelleossa dentro il recinto della fame e della melma, e che non interessa nemmeno alla legge per la quale è il sindaco il responsabile dei benessere animale sul territorio. Subito, non tra sei mesi. Che la gestione per un eventuale doposequestro sia gravosa per le casse comunali lo avrebbe confermato anche l’assessore Ilario Farabegoli di Rifondazione comunista, con delega ai diritti degli animali. Diritti fra sei mesi o domani non si sa. Le immagini intanto dei cani che devono aspettare sei mesi hanno girato il mondo. Ma per il sindaco le indicazioni sono chiare: l’allevamento degno di avere un affisso Enci si metta a norma, poi se ne riparlerà.

Mauro Manfredini, consigliere regionale del Carroccio, non perde tempo con un’interrogazione immediata e una segnalazione alla procura. D’altra parte le fotografie documentano un campo di concentramento per cani. Nessuno aveva visto prima quell’allevamento privato che si trova dopo la frazione di Osteria (RA), fra le strade Dismano e la E45, dove, interroga Manfredini, «gli animali sono costretti a vivere in pessime condizioni»? L’immagine del denutrimento, delle zampe immerse nella sabbia mobile del fango dicono tutto il resto. «A causa della deliberata negligenza del proprietario dell’allevamento, gli oltre 150 cani ospitati nella struttura manifesterebbero anche seri problemi di denutrizione ».
Bisogna agire.

Per il sindaco è sufficiente intimare al proprietario di fare pulizia. E’ l’Italia dei sindaci che mettono le mani avanti spiegando, come accaduto su La Voce di Romagna, che «gestire i cani di Guberti verrebbe a costare mezzo milione di euro». Quindi si prende tempo, mentre nulla si fa nell’immediato per togliere i cani dall’anticamera della fossa. Eppure l’evidenza del maltrattamento animale è palese: meno palese è che fino ad oggi le autorità siano sorvolate su un reato punito dall ’art. 544-ter. L’obbligo d’intervento tempestivo è un atto dovuto anche perché il reato non venga portato a conseguenze ulteriori (come recita l’art. 55 del Codice di procedura Penale). Solo nell’aprile scorso, dell’allevatore si leggeva sulla rivista dell’Enci in merito ad un raduno: «C’era tra la folla il grande Giorgio Guberti. Nessuno come lui incarna oggi nella cinofilia, quant’ebbe a scrivere A.S.: “è forse meno difficile essere un genio che trovare chi sia capace di accorgersene”. Perché, di quello che vuoi, ma Guberti, ancora più vicino agli ottanta che ai novanta, è rimasto tra i pochi che sanno strologare il futuro. E con loro tanti altri appassionati giunti da ogni parte d’Italia a dimostrare che la cinofilia continua a vivere un suo momento magico». Forse anche per l’Enci è giunto il momento di aprire gli occhi sugli allevamenti. Per il momento, ai cani dentro il recinto un volontario getta 50 chili di pane secco dalla strada. Gli altri, chiusi nei box, soffrono passivi quel momento magico di cinofilia.

Stefania Piazzo

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Rizziconi:scatta la solidarieta’

dicembre 19, 2008 By: Rosanna Marani Category: Novità, Servizi

Aggiornamento
Date: 2009/1/6
Donazioni Rizziconi: Anche un piccolo contributo può bastare!
Ringrazio davvero con il cuore in mano tutte quelle anime pure che hanno risposto all’annuncio mio disperato per i sopravvissuti di Rizziconi…
inizieremo al più presto (se ce lo consentono) di effettuare i trasferimenti verso i posti che hanno dato la loro disponibilità…
Ringrazio anticipatamente:
- ORNELLA P.A.L. Legnano
- MARIALAURA e ALESSIA dI PARMA
- RUNA Rescue Alani
- FABIANA amicidimela.it
- ANIMALI CERCO CASA
- SARA MANTOVANI
- DEBORA BRIVIO
- LAURA DE BENEDETTI
- TUTTI QUELLI CHE MI STANNO SOSTENENDO MORALMENTE! e perdonatemi se non Vi cito tutti!
 Abbiamo deciso con Federica di trasferire immediatamente i cani da lì…Gli inservienti stanno smantellando la struttura…e hanno quasi finito….cosa ne sarà dei cani allora? dei molossoidi chiusi nei recinti e di tutti quelli (30/40 circa) che vagano liberi all’interno della struttura?
Il tempo stringe….
 Vi aggiornerò tutti….siamo sole io e Federica…ma almeno abbiamo il Vostro supporto…l’aiuto di persone che non hanno dimenticato che alla fine dello stivale Italiano c’è una Regione chiamata Calabria….
Grazie a tutti!
Per le Donazioni:
tramite postepay: FEDERICA CARRATELLI carta n°.:  4023 6004 5119 6051
 tramite Bonifico: FRANCESCA CONSOLE iban: IT38 V076 0101 6000 0006 0316 296
                                               Poste Italiane
                                               Causale: Rizziconi
 
Avvertite sempre me o Federica delle Donazioni fatte…
I soldi verrano utilizzati da noi per:
- comprare cibo
- spese veterinarie
- mantenimento provvisorio in pensioni
Grazie ancora a tutti!
Francesca 329-4092406 darsha@tin.it
Federica 340-5700704  federicac.77f@libero.it
Video Tragedia Rizziconi

In merito alla tragedia avvenuta in provincia di Reggio Calabria, essendo appunto di Reggio Calabria, mi sento di fare una piccola precisazione.
Prima di tutto su Federica Carratelli, unica e sola volontaria ad essersi scomodata per prestare aiuto e verificare una situazione di cui noi che viviamo qui abbiamo appreso tramite il passaparola di altri volontari di fuori dato che le nostre reti locali sono più interessate alla salvezza della Reggina che a informarci su quanto avviene a due passi dalle nostre case. Premetto che Federica non è di qui, è abituata a un’altra realtà in cui non si trova a dover affrontare sempre tutto e tutti sola con le sue uniche risorse (fisiche ed economiche), eppure non si tira MAI indietro neanche quando si tratta di recarsi in posti che nessuno sognerebbe neanche nei suoi peggiori incubi.
Al di là della sua assoluta e certa buonafede, ha avuto l’impressione che ha avuto di quel che è rimasto Dolly Dog, di quello che lei (la sola che si sia scomodata) ha potuto constatare in quel momento.. nello stato d’animo di chi vede i suoi figli dilaniati in modo atroce, perchè TUTTI gli animali (senza distinzione di sorta) sono fratelli e figli suoi.
Mi rivolgo a tutti quei volontari che sono stati pronti a puntare il dito e precisare immediatamente la situazione del Dolly Dog (pubblicamente e in veste privata) DOPO il commento di Federica: ma dove siete stati fino ad ora e quando lei stava in mezzo al fango???
Io mi sono sentita più piccola di una formica quando ho saputo di questa esecuzione.. e ancor di più perchè non c’ero.. non ero qui quando è successo e non ero lì con Federica che ha e avrà sempre tutto il mio appoggio e la mia stima.
Come pretendiamo che le cose cambino in Calabria quando siamo noi stessi calabresi a non alzare un dito per renderle migliori?
Perchè devono sempre intervenire da fuori???
Possibile che i volontari in Calabria ci siano solo per far partire appelli o fare precisazioni\smentite?

Vorrei inoltre far notare che i cani superstiti saranno trasferiti nelle strutture limitrofe (tra cui il nostro rifugio privato di Campo Calabro) nonostante sia stato inaugurato da tempo un canile comunale a Mortara di Pellaro che non solo non è stato dato in gestione a NESSUNO, ma rimane chiuso e inutilizzato dal giorno dell’inaugurazione.

COMUNICATO STAMPA DELLA LNDC sezione di Reggio Calabria 17/12/08
Come abbiamo appreso pochi giorni fa, la notte del 12 dicembre, il canile rifugio conosciuto con il nome “Dolly Dog”, viene distrutto in poche ore a causa dell’improvviso ma non improbabile straripamento del fiume Petrace nella provincia di Reggio C. a pochi chilometri da Palmi. Nel “disastro naturale” muoiono annegati e inghiottiti dalla fanghiglia circa  800 cani ospiti “forzati” (diciamo noi), della suddetta struttura. I particolari sulla vicenda ormai li conosciamo un po’ tutti, chiunque si è recato al rifugio si è trovato di fronte a scene apocalittiche, che richiamano alla memoria il celebre passo biblico dell’“Arca di Noè” ma con un risvolto diverso , perché a salvare quelle  vite stavolta non c’era proprio nessuno. A farne le spese ancora una volta, sono i nostri piccoli amici a quattro zampe  che, indifesi e imprigionati nelle loro celle, non hanno avuto  la possibilità di trovare scampo, di lasciarsi guidare dal proprio istinto di sopravvivenza per trovare la salvezza.  L’esondazione è stata più impetuosa del previsto. Sappiamo infatti che non era la prima volta che il livello del fiume si alzasse fino ad arrivare al canile, già 3 anni fa lo stesso fiume aveva portato via molti cani e causato danni alla struttura. I pochi superstiti ad oggi (circa 200 anime su 1070), sono ancora in cerca di un’idonea sistemazione. Sulla presenza di strutture private e pubbliche insistenti nel territorio calabrese si potrebbe discorrere ampiamente, specie se  a gestire il tutto non sono nella maggior parte dei casi Associazioni riconosciute e senza scopo di lucro, ma società o cooperative private che si mettono insieme con il solo intento di guadagnare sulla pelle dei nostri amici animali. In molti sapranno che le convenzioni con i Comuni stipulate con le suddette strutture, arrivano a pagare fino a 3,00€ a cane al giorno (soldi che paghiamo anche con le nostre tasse). Il numero dei cani all’interno dei rifugi cresce in maniera esponenziale, ma le misure per la prevenzione al Randagismo e la riduzione del numero di cani “senza tetto”non sono state mai attuate nella nostra Provincia. La sterilizzazione , nonché il controllo sulle nascite sia per i cani di strada che per gli ospiti dei canili, non sono pratiche conosciute ed accettate dalla maggior parte dei Comuni calabresi. Inutile parlare poi della promozione  di adozioni presso i canili, perché anche in questo caso andremmo ad imbatterci in una pratica che non è contemplata dalla gran parte della gente che preferisce invece  rivolgersi ai negozianti di animali alla ricerca del cane più alla moda. Sembra quasi inutile parlare adesso di possibili soluzioni e ingenti cambiamenti, episodi come quello del canile Dolly Dog restano e resteranno come l’ennesima riprova di una cultura animalista ancora da “svezzare” e da portare agli occhi di chi ha la possibilità di migliorare le cose. Al di là di ogni stigmatizzazione il  precipuo dato oggettivo della vicenda, sta nell’ingiusta  morte di 800 cani  e della solita tendenza a scaricare responsabilità da una parte all’altra. La strage poteva semplicemente essere evitata  e anche stavolta purtroppo non ci sarà giustizia per quelle vite senza voci, che sono state portate via nell’indifferenza e nella  solitudine.   E’ onesto chiedersi come mai in questi anni visto il precedente, nessuno ha pensato e spinto per la costruzione di bande di contenimento o altre misure fattive che avrebbero di certo evitato una simile strage? O meglio, perché costruire un canile a pochi passi da un fiume tutt’altro che dormiente? Come mai quando si tratta di animali gli aiuti delle istituzioni arrivano sempre in ritardo o non arrivano affatto? Come è possibile che esistano ancora strutture con oltre mille animali?Le risposte a queste domande , come molte altre purtroppo, non trovano collocazione in un paese ma soprattutto in una regione che non ha MAI dimostrato interesse per creature con pelo e coda, salvo alcune eccezioni del caso, dove si è riusciti a ricavarne sordidi interessi politici ed elettorali .La Calabria lo ricordiamo è la prima regione d’Italia con il più alto numero di abbandoni , la regione dove l’anagrafe canina non ha un sistema informatizzato ed aggiornato, la regione nella quale si commettono i più numerosi reati contro gli animali, la regione dove l’ecomafia ha trovato i suoi maggiori “acquirenti”. Insomma una regione che per troppi decenni è rimasta sorda e cieca di fronte all’inciviltà e il malaffare perpetrato  anche nei confronti di poveri esseri viventi che  ambiscono al semplice gesto d’amore, a quella carezza che non scorderanno mai  e che sarà per loro il suggello dell’eterna riconoscenza e fedeltà nei confronti dell’uomo.

La Padania – Tragedia di Rizziconi Calabria, San Marco in Lamis Puglia, Galeata Emilia Romagna

dicembre 14, 2008 By: Rosanna Marani Category: Canili lager, Maltrattamento cani, Novità, Servizi


«Dal ministero indagine su 800 cani morti nel fango»
Prima cosa: «Chiedo subito un piano di revisione per la sicurezza dei canili, una mappatura delle strutture per porre rimedio laddove sono state costruite in riva ai fiumi e d evitare che altre possano sorgere lungo i corsi d’acqua». Seconda: «Ringrazio Guido Bertolaso e i veterinari della Protezione Civile con i quali abbiamo seguito gli interventi per evitare il peggio nei canili romani in questi giorni di piena. Ma resta il fatto che il grave episodio in provincia di Reggio Calabria, con il decesso per annegamento di una miriade di piccoli indifesi, ci impone di intervenire per il futuro, anzi, già ora per il presente, con un’indagine del ministero e dei Nas». Il sottosegretario Francesca Martini interviene a caldo mentre la pioggia ha mietuto vittime anche nei canili. Il fatto di cronaca più eclatante è purtroppo quello che si è registrato al canile di Rizziconi. Ecco le parole con le quali la volontaria Federica Carratelli, amica de la Padania, ci ha inviato appena è stato possibile entrare nella struttura: «Mi sono recata al canile Dolly Dog..la scena che si è presentata ai miei occhi era orribile! Sul posto vi erano alcuni veterinari dell’ASL di zona tra cui il dottor Marra e il dottor Monea, il signor Fava gestore del canile rifugio Happy Dog, l’amministratore del canile “Dolly dog” signor Pentimalli Carmine e l’in – gegnere che gestisce il canile. Tutti erano lì per dare un aiuto a quei poveri sventurati… o ai pochi sopravvissuti. Il fango e l’acqua hanno spazzato via il canile. Il fango era ovunque e dalle foto si può capire l’orrore vissuto da quei poveri cani! Le morti erano ingenti… cani seppelliti dal fango… alcuni rimasti attaccati alle reti e lì morti soffocati mentre l’acqua e la melma li opprimevano! Alcuni addirittura sugli alberi di arance, alberi che avevano lo scopo di dare ombra e refrigerio durante l’estate! Non posso dimenticare un cane, zoppo, che miracolosamente si è salvato così come si è salvato Totò (così l’ha chiamato il gestore del canile) cane tripode… ma tanti altri no… tanti altri sono morti o scappati, per un totale di 800! Perché una tragedia del genere in un questo posto? I cani sopravvissuti al momento vengono trasferiti nei canili vicini, ma da quando è successa la tragedia a questa mattina alle 11 nessuno della protezione civile locale o altri sono intervenuti! Hanno mandato fax a chiunque… prefetto… regione… ma hanno bisogno della protezione civile perché sono in stato di emergenza!». Ora dal ministero un’indagine per capire le ragioni di questo dramma.

S. Marco Lamis – Fame e struscio di Don Matteo
Don Matteo è lì da due anni. Con due zampe davanti che per la legge della fisica lo proiettano come due leve sul cammino. E con due zampe dietro, che per la legge di chi lo ha investito e mai soccorso si proiettano sotto il corpo, orpelli utili per un degno baricentro da randagio. Don Matteo è vivo per miracolo, miracolato dalle mani che lo avevano persino spinto, in quelle condizioni, dentro un canale in secca. Avrebbe fatto la fine del topo nel pozzo. Per misericordia chi l’ha salvato gli ha dato il nome del santo al quale è dedicato il Santuario cappuccino. Siamo a due passi da S. Giovanni Rotondo, eppure da queste parti lo spirito francescano aleggia con fatica, alcune anime sono di piombo. Volano molto basse. E i cani non li accarezzano, spesso li bastonano, anche sulla pubblica piazza. Don Matteo è la cartolina di San Marco in Lamis, un comune d el l’entroterra garganico. Il suo sindaco, l’av – vocato Michelangelo Lombardi, per risolvere il problema del randagismo, «e delle aggressioni alle persone», come si giustifica a viva voce, ha vietato la somministrazione di cibo ai cani vaganti. Anche a Don Matteo. Così, in più, non intralciano la strada, magari non ostacolano i pellegrini, e non sudiciano la strada con gli avanzi. Un’ordinanza sullo stile di quella del suo collega Di Fabio, a Campobasso, sospesa dal Tar. Un’altra eccezione alla legge 281 del ’91 per la quale il sindaco è il responsabile del destino, della cura, del benessere degli animali. «Ma anche della sicurezza dei cittadini», ribatte il sindaco. Lei difende l’o rdinanza, nonostante tutto? I cani vanno catturati, non affamati. «Infatti non abbiamo multato nessuno -ribatte -. L’ordinanza era necessaria perché i cani stazionando nello stesso luogo dove vengono cibati, diventano territoriali e aggressivi con gli estranei». Perché allora non li catturate e portate in canile? «I canili in zona non hanno disponibilità. Speriamo nell’ap ertura di quello di S. Giovani Rotondo». Mi parli del piano sulle sterilizzazioni. Le fate? «Le realizziamo nell’uf – ficio ecologia». Microchip ai cani? «Pur e». Sta di fatto che S. Marco è un pezzo di quella Puglia sotto la lente d’in – grandimento per l’inca – pacità di controllare e annullare il fenomeno del randagismo. La pensa così Antonietta Torelli, una volontaria che del braccio di ferro col Comune ne ha fatto una missione. Denuncia di essere stata estromessa dal rapporto di collaborazione con l’Asl. Denuncia l’inesistenza di un vero piano di sterilizzazioni. Denuncia che i volontari continuano a far tutto. L’Asl sta a guardare. Don Matteo, il bipede, è l’emblema del fallimento. Antonietta Torelli lo accudisce assieme ad altri branchi dimenticati dal mondo civile. Ma quel maremmano è accudito con pietà anche cristiana da un coraggioso cappuccino, padre Francesco. Racconta con timore e rispetto gerarchico verso le sue autorità, il suo “peccato” francescano: dà cibo ai derelitti che anche Francesco il santo accudiva. D’altra parte, se un santo avvicinava i lupi, potrebbe un cappuccino temere dei randagi affamati più che la reazione degli uomini? Il mite e molto sensibile francescano invita al rispetto di tutte le creature, e nel silenzio del cuore giudica assurde le leggi umane che negano i diritti degli animali. «Troppi cattivi esempi», si limita a commentare il frate buono. Che invita a soluzioni di «conforto». Che prega anche affinché il sindaco si prenda a cuore la situazione. Padre, le stiamo facendo fare uno strappo alla regola? «Posso solo invitare proprio i cristiani, i religiosi, tutti, a dare il buon esempio. È un invito a riscoprire la bellezza dello spirito francescano ». Inattaccabile. Un invito ad amare e a dare voce ai senza voce non può essere motivo di richiamo. «Lei, sa, fa una bella cosa a scrivere di queste cose. Ci vuole più umanità verso gli ultimi. L’ha visto il filmato di quel cane, in Cile, che cerca di portare in salvo il suo compagno investito? Come si fa a rimanere insensibili quando si vede un cane che trascina un altro cane per tutte e tre le corsie dell’auto – strada incurante del rischio? Lui si è fermato per dare soccorso, mentre gli esseri cosiddetti ragionevoli, raziocinanti, perché non sono “be – stie”, non si sono fermati ». Padre Francesco è una voce che rompe l’in – differenza delle soluzioni spicce. Sulla stampa locale suoi sono gli scritti sulla rivista locale Spe – rone Nuovo a commento di poesie dedicate agli animali. «È un elogio alle anime francescane che si prendono cura degli animali abbandonati», spiega. Un ulteriore suo intervento uscirà sul giornale dei frati minori di S. Michele Arcangelo, Azio – ne francescana. S. Marco in Lamis, è lo specchio di un disastro: in Puglia ci sono 120 canili con una media di 330 cani a testa. I cani randagi sono più 70mila, che prolificano decine di migliaia di cuccioli l’an – no. In Puglia, ogni anno, vengono spesi 50 milioni per mantenere l’incapa – cità dei sindaci di combattere l’abbandono. Di recente il Cicto, il comitato internazionale svizzero contro il fenomeno dei maltrattamenti, ha effettuato il suo tour in Puglia, in cerca di adozioni, mentre parallelamente l’org anizzazione dei veterinari in azione provvede a sopperire alle inadempienze delle sterilizzazioni da parte delle Asl. Secondo Raffaela Vergine, dell’associazio – ne Zampa libera, di Lecce, in un parto di 10 cuccioli, il 50% sono femmine. Dopo sei mesi, da una sola femmina, nel giro di due anni, si arriva a 2.380 cani. Il fenomeno non si stronca con le ordinanze, con i canili lager convenzionati, ma con misericordia e legge. Né con le minacce giunte dopo le ultime denunce di stampa e tv ai volontari. «Mi piacciono tutti gli animali tranne quelli che strisciano a terra», conclude frate Francesco. «Così come gli uomini che strisciano», precisa. Una benedizione non guasta.

Cani “sepolti vivi” sul colle a Galeata. La Lega insorge
Cani, canili, randagismo E denaro pubblico. Qualcosa non torna a Galeata, in provincia di Forlì. Chiamarlo canile a 4 stelle è dura: ripari contro il freddo? Contro la pioggia? Contro la neve? Macchè. Sono cani. Possono creapare al freddo. In quella collina arroccata sull’ap – pennino pare ci siano solo nove box-cucce. Quaranta cani devono farsele bastare. Così come devono farsi bastare l’ac – qua corrente che non c’è, l’illuminazione poco certa…. Eppure siamo in un canile pubblico, nel territorio di chi si professa animalista, ambientalista. Una situazione che invoca compassione, giustizia, prima che a fine inverno si debba fare la conta dei sopravvissuti, delle fatture delle carcasse spedite all’inceneritore. Ripagate con denaro pubblico. Tanto, sono cani, e per di più lontani dalla civiltà, in un luogo impensabile da raggiungere, antidoto alla propensione all’ado – zione. In questo “af fare” chi vuoi che ci pensi o venga a metterci dentro il naso? Tutto a posto, per i veterinari dell’Ausl locale? Tutto in regola per il sindaco? Tutto in regola per le associazioni di volontariato che gravitano su quel colle o che conoscono i fatti? Un silenzio troppo impenetrabile e colpevole stupisce e ferisce. Fino a ieri. Poi, la segnalazione di un militante leghista della prima ora, Sergio Cavalli, animalista convinto. Oggi, il gran botto in Regione Emilia Romagna. Ci ha pensato il consigliere regionale Mauro Manfredini a rompere l’indifferenza politica interrogando non solo la Regione ma informando la stessa procura di Forlì. «Gli animali sono costretti a vivere in pessime condizioni – denuncia l’esponente della Lega Nord – per di più la dislocazione del canile determina un eccessivo isolamento degli animali, e potrebbe ripercuotersi negativamente sul loro comportamento, rendendoli meno socievoli. Di più: si trova in cima ad una collina, in una zona isolata. Per arrivarci è necessario percorrere una strada particolarmente accidentata, che rende indispensabile l’utilizzo del fuoristrada». Adozioni, quindi, impossibili. Gaelata è una tomba per chi vi entra. «Dal momento che ci troviamo di fronte a un’evidente violazione dei diritti degli animali, fissati dalla Dichiarazione universale sancita nel 1978, ho presentato un’interrogazione alla giunta per sapere per quali motivi questi 40 cani sono stati trasferiti dal canile comprensoriale di Forlì al canile pubblico di Galeata, quanti soldi pubblici sono stati spesi per una struttura nella quale i cani vivono in condizioni estremamente disagevoli». Per quale ragione è stato costruito un “canile” «in questa orribile struttura; per quale motivo con tutto il territorio a disposizione è stato scelto proprio questo terreno fuori da ogni rotta, in cima ad un greppo, dove non può arrivarvi alcuno?». Dal territorio viene lanciato un ulteriore appello a Carabinieri, Guardia di Finanza, Forestale, alle Guardie Zoofile ed Ecologiche affinché si indaghi su Galeata e sui suoi “galeotti”, i 40 cani reclusi in barba alla legge che vieta il maltrattamento. Gli invisibili di Galeata ora non sono più soli, “sepolti” vivi dall’indifferenza.

Stefania Piazzo

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Salerno – Altre notizie su Cicerale con foto e un video di maltrattamento di un randagio

dicembre 10, 2008 By: Rosanna Marani Category: Canili lager, Maltrattamento cani, Servizi

Ho letto il (buon) dossier che avete pubblicato sul canile di Cicerale.

Volevo contribuire con tre foto che ritraggono un cucciolo sbranato in un recinto di molossoidi. Ritengo che tutte e tre le foto (risalgono ad un sopralluogo del 14.05.06) siano da pubblicare: la prima perché identifica chiaramente il cancello del recinto, cosicché Cafasso non possa mai obiettare che non si tratta del suo canile.

La seconda perché mostra più in dettaglio l’inserimento sbagliatissimo e fatale: un cucciolone in un box di cani adulti e giganti… qualsiasi gestore di un canile, con un minimo di esperienza, ma soprattutto coscienza e buonsenso, non lo farebbe mai!

La terza perché, nonostante la crudezza, ci mostra che quel cane è proprio un cucciolone, se mai nella seconda foto ci fossero dei dubbi.

Quanto alle ultime immagine del dossier (i cuccioli nella polvere, con cani adulti ed alcuni anche malati), si tratta di foto scattate il 24.08.04, perciò ben tre anni dopo la Legge Regionale Campania del 24 novembre 2001 n. 16, “Tutela degli animali d`affezione e prevenzione del randagismo”, che all’art. 7 comma 4 lett. b chiede ai gestori dei canili “ulteriori box adeguatamente attrezzati con annesso un locale infermeria per la custodia dei cuccioli e dei cani in degenza per la sterilizzazione” ed alla lett. e che “tutti i locali devono avere pavimenti in materiale impermeabile facilmente lavabili e disinfettabile”.

Le foto ci mostrano cuccioli (di cui uno probabilmente già morto) “sistemati” in un terreno polveroso, dunque non nell’ambiente lavabile e disinfettabile previsto dalla Legge!

Inoltre all’interno del recinto non è presente solo la madre, ma anche un altro cane dal naso visibilmente gocciolante… alla faccia del locale isolato (e, sottolineo, “facilmente lavabile”, in contrapposizione al terreno polveroso come quello del Cafasso!) per i cuccioli e la loro madre.

Ancora: la foto del furgoncino con cui i Cafasso accalappiano… chiaramente privo di adeguata aerazione, nonché di aria condizionata. Considerate che i cani (non quattro o cinque… quasi sempre superano la decina: se il Cafasso esce vuole fare il pieno girando diversi Comuni, e questo significa viaggi lunghi molte ore in cui percorrono centinaia di km) non sono accalappiati tutti nello stesso momento: il primo può essere catturato alle prime ore del mattino e l’ultimo nella tarda mattinata o addirittura nel pomeriggio dello stesso giorno.

Nel video sottostante si vedrà il violento tentativo di accalappiamento del 08.02.08 a Salerno in un servizio di una tv locale in onda su Telecolore, una tv locale di Salerno.

A questo proposito, la ditta Cafasso non viene mai nominata, ma è la loro ad avere l`appalto per l`accalappiamento a Salerno.

Penso sia tutto… grazie per questa visibilità e buon lavoro!


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