Il Sindaco di Bresso Fortunato Zinno si è impegnato a provvedere ai gatti come ha dichiarato nella intervista riportata da Libero
Rassegna Stampa



Dal sito del Comune di Bresso 22 aprile
http://www.bresso.net/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/792
COLONIA GATTI SELVATICI
E’ in via di risoluzione la vicenda che vede protagonista una “gattara” di Bresso, che recentemente ha trovato chiuso il cancello della scuola elementare dove era solita portare il cibo ad una colonia di gatti selvatici.
La chiusura era stata decisa dalla Direzione Didattica per motivi di igiene e sicurezza, ma aveva così causato il disagio della signora che nutre i gatti, la quale aveva perfino temuto che in tal modo se ne provocasse la morte.
In realtà già da tempo il Sindaco di Bresso stava cercando una soluzione alternativa per la sistemazione di quella colonia, raccogliendo così le sollecitazioni della Scuola, di molti cittadini e dell’ASL stessa, che segnalavano la difficile convivenza tra la colonia e l’attività scolastica. La decisione della Direzione di chiudere il cancello ha un po’ anticipato il reperimento della soluzione, pertanto ci siamo fatti carico di sistemare la colonia provvisoriamente presso un sito di proprietà comunale non lontano dalla scuola attrezzandolo con casette per i gatti, e posticipandone l’utilizzo per il quale era destinato.
A breve pertanto la colonia verrà trasferita, e la direzione didattica si è impegnata a consentire a un addetto comunale l’entrata per nutrire i gatti della colonia fino al momento del trasferimento.
Cogliamo l’occasione per informare tutti coloro che si sono interessati della questione testimoniando in tal modo il loro amore verso gli animali, che non è mai stata adottata nessuna ordinanza per chiudere il cancello in questione, né tantomeno per affamare i gatti, e che il Comune di Bresso è sempre stato attivo nella tutela delle colonie feline, sponsorizzando anni fa la realizzazione di un gattile e pianificandone un altro, che è tuttora in fase di definizione.
Aggiornamento 20 aprile
Chiliamacisegua ringrazia il Sindaco di Bresso Fortunato Zinni, per la cortese risposta e per il suo dichiarato impegno a risolvere la questione positivamente.
Chiliamacisegua
Riceviamo e divulghiamo
I gatti di Bresso hanno fame
I fatti
Con la presente riassumo quanto sta accadendo ad una colonia felina di Bresso.
Da più di 5 anni una volontaria di Bresso (signora Rossi) a spese sue, si occupa e sfama una colonia di 12 gatti che vive all’interno della scuola elementare di Via Bologna 34/38 a Bresso.
Ci tengo a precisare che i gatti, grazie alla collaborazione con il veterinario dottor Biffi della asl 3 di Sesto San Giovanni, sono tutti sani, sterilizzati, vivono in un ambiente pulito (verificato dalla asl) e la colonia è stata registrata.
Dopo un paio di telefonate del Sindaco di Bresso nei confronti della signora Rossi, telefonate in cui l’aveva più volte invitata a non recarsi piu’ a sfamare la colonia perchè, essendo una proprietà privata rischiava una denuncia penale, stasera, la signora Rossi (recatasi come sempre a sfamare i piccoli) si è trovata i cancelli chiusi e con catena…
Trovandosi nell’impossibilità di poter lasciare la pappa ai gatti all’interno del cancello, ha chiesto consiglio al veterinario sopracitato il quale gli ha detto di lasciare davanti al cancello le ciotole con il cibo perchè i gatti dovevano comunque mangiare.
La signora Rossi peraltro aveva già denunciato proprio poco prima di Natale, la sparizione di un tot di gatti della stessa colonia…gatti che poi ha scoperto essere stati avvelenati.
Grazie per quello che potrete fare.
Roberta Braghi
A
Sindaco di Bresso

Fortunato Zinni
sindaco@bresso.net;
Gentile Sindaco
La preghiamo di porre fine a questa incresciosa situazione che mette in pericolo la vita di poveri gatti , animali di cui Lei stesso è responsabile, secondo la Legge 2818/1991 a tutela del benessere animale.
Chiliamacisegua vorrebbe evitare di fare la voce grossa, per cui cerca di comporre la questione in via amichevole.
I gatti non possono essere lasciati morire di fame.
Credo che Lei stesso ne converrà.
Dunque Chiliamacisegua, la signora Rossi, la signora Braghi, gli amanti degli animali e coloro che pretendono che venga applicata la legge, aspettano un Suo segnale forte e deciso.
Ossequi
Chiliamacisegua
www.chiliamacisegua.org
Inviare a
sindaco@bresso.net;
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repubblicawww@repubblica.it;
job@newnotizie.it;
cronaca@irispress.it;
IMPORTANTE DA SAPERE
Questa sentenza del massimo organo della giustizia amministrativa, per l’importanza che riveste nella microconflittualità con gli enti locali, deve essere collocata in una pagina permanente [....] Invito, quindi, chi ha formalmente contestato al sindaco l’ordinanza, a ripresentare opposizione riportando i passaggi evidenziati, dopodiché, qualora i sindaco omettesse di ritirare l’ordinanza, di chiedere in ragione di tale sentenza, l’intervento gerarchico al Prefetto.Occorre tener conto che il sindaco, in materia sanitaria, è Ufficiale del Governo, (quindi non sindaco), pertanto risponde direttamente al Prefetto, il quale, a sua volta, rappresenta il Governo in ambito provinciale ed è tenuto a provvedervi in via sostitutiva.
Mauro Bottigelli
Sentenza: Annullamento ordinanza sindaco di Galliate “divieto alimentazione animali randagi”.
( Consiglio di Stato – Sez. III – Adunanza del 16.9.1997 – Sentenza 883 )
Oggetto:
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto dalla Sig.ra Roberta Corradi per l’annullamento dell’ordinanza del Sindaco del comune di Galliate del 29.8.95, n. 87 e la dichiarazione di inefficacia della sanzione amministrativa comminatale.
Visto:
- la relazione trasmessa con nota del 14.5.97 e pervenuta il 2.6.97, con la quale il Ministero della Sanità, Dipartimento alimenti, nutrizione e sanità pubblica veterinaria, ha richiesto il parere del Consiglio di Stato
sul ricorso straordinario in oggetto;
- esaminati gli atti ed udito il relatore;
Considerato:
- che l’articolo 12, comma 2, della legge della regione Piemonte 26 aprile 1993, n. 34, dispone che “qualora si renda necessario, il comune, con il servizio veterinario della ASL, organizza interventi di controllo della popolazione felina che possono comprendere, secondo la natura e la gravità dei casi segnalati, in armonia con indicazioni contenute nel regolamento d’attuazione: a) l’affidamento della colonia ad una associazione per la protezione degli animali; b) il controllo delle nascite; c) la cattura e la collocazíone degli animali in affidamento od altra sede più idonea”;
- che il sindaco di Galliate, con l’ordinanza qui impugnata, non ha disposto alcuno degli interventi sopra menzionati (nonostante che l’associazione protezione animali – Amici dei Gatti gli avesse, formalmente proposto la costruzione di un gattile), ma ha vietato di deporre alimenti di qualunque genere per la nutrizione dei gatti randagi o che, comunque, vivano in libertà in determinate zone del territorio comunale, disponendo sanzioni amministrative per i contravventori;
- che nessuna norma di legge, né statale né regionale, fa divieto di alimentare gatti randagi nel loro “habitat”, cioè nei luoghi pubblici o privati in cui trovano rifugio;
- che l’ordinanza impugnata viola anche l’art. 2 della legge 14.8.1981, n. 281 (legge-quadro in materia di animali di affezione e prevenzione dei randagismo), secondo cui “i gatti che vivono in libertà sono sterilizzati dall’autorità sanitaria competente per territorio e riammessi nel loro gruppo… Gli enti e le associazioni protezionistiche possono, d’intesa con le UU.SS.LL., avere in gestione le colonie di gatti che vivono in libertà, assicurandone la cura e la salute e le condizioni di sopravvivenza”;
- che l’affermazione contenuta nella motivazione dell’ordinanza impugnata, relativa ai “possibili rischi per la salute umana a causa di malattie zootecniche”, determinati dalla presenza delle colonie feline, è smentita dalla relazione allegata in atti, redatta dal responsabile del servizio veterinario della U.S.S.L. competente, a seguito di sopralluoghi effettuati su richiesta dei sindaco stesso, da cui risulta che i sopralluoghi, finalizzati ad evidenziare, attraverso l’osservazione macroscopica degli animati, sintomatologie evidenti riferite a malattie contagiose in atto, hanno avuto esito negativo;
- che l’ordinanza impugnata, per i motivi sopra esposti, deve ritenersi illegittima;
- che altrettanto va detto – conseguentemente – per la sanzione amministrativa inflitta al ricorrente con verbale n. 463 – del 7 giugno 1996, per violazione della medesima ordinanza;
P.Q.M.
esprime il parere che il ricorso straordinario in oggetto debba essere accolto.