Salviamo la mucca Teresa AGGIORNAMENTO
10 giugno 2011 -
http://www.geapress.org/animali-in-emergenza/mucca-teresa-potrebbe-salvarsi-subito/16527
Mucca Teresa: potrebbe salvarsi subito
di redazione | 15 giugno 2011

GEAPRESS – La mucca Teresa potrebbe essere salva, e subito. Secondo quanto riportato in un articolo a firma di Giuseppe Pistone pubblicato dal settimanale Centonove, in edicola, l’allevamento della mucca che ha cercato di passare a nuoto lo Stretto di Messina non è affetto dalla brucellosi ovvero la pericolosa zoonosi che contagia animali ed uomo e che viene combattuta, dalle leggi dell’uomo, abbattendo gli animali infetti e vietando di spostare quelli sani se in allevamenti già compromessi. L’allevamento di Teresa è costituto dai bovini di più proprietari, trattandosi di una cooperativa. Il gruppo della mucca che a nuoto voleva passare lo Stretto, non è contagiato ed è separato dagli altri. Tecnicamente, pertanto, il trasporto sarebbe possibile, fatto questo che ha riacceso le speranza di chi ha ritenuto giusto renderle la libertà tentata.
“Sono molto felice” ha dichiarato a GeaPress, Mariella Casablanca la ragazza che ha assistito al recupero di Teresa e che da quel giorno è diventata vegetariana (vedi articolo GeaPress) “Quando ho saputo che il gruppo di mucche dove si trova Teresa non era tra quelli colpiti dalla malattia, ho ripreso a sperare. Sono già in contatto con la fattoria didattica di Villa San Giovanni che, a questo punto, senza problemi di brucellosi, potrebbe avere cura di Teresa“.
L’unico problema è che l’allevatore avrebbe chiesto un prezzo un pò troppo esoso.
Agli appelli per il salvataggio di Teresa aveva risposto anche Carla Rocchi, Presidente Nazionale di ENPA, che proprio ieri, nel corso della conferenza stampa tenuta dal Sottosegretario Francesca Martini sulla task force ministeriale, aveva avuto modo di parlarne. Sembra che dopo la mobilitazione dei giorni scorsi i Servizi Veterinari della Provincia di Catania, dove ha sede l’allevamento graziato dalla brucellosi, siano già stati contattati. Sempre che l’allevatore voglia. Teresa, per le leggi dell’uomo, è una sua proprietà.
E’ giusto acquistare un animale? In linea di principio, no. Cani e gatti, o i nuovi affetti da commerciante, come furetti e criceti, vanno accolti se abbandonati. Sarebbe bello salvare tutti gli animali allevati ad iniziare dalla povera pecora, immigrata clandestina, che in queste ore sta per essere abbattuta a Lampedusa (vedi articolo GeaPress). Per salvarli basterebbe non mangiarli e dal quel giorno Teresa c’è riuscita con la nostra lettrice. Un pizzico di considerazione in più lo merita e non ci va di ricordare che ci sono le altre mucche, perchè siamo sicuri che questo, con il suo sguardo, Teresa l’ha già detto a molti.
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Nasce su Facebook il gruppo
“Salviamo la coraggiosa mucca Teresa”
La mucca bianca di razza romagnola era fuggita da una mandria di Castiglione di Sicilia, sulle pendici dell’Etna, e una volta raggiunto il comune di Santa Teresa Riva si era tuffata nelle acque dello Stretto.
La sua storia ha fatto il giro d’Italia e sabato sera è nato su Facebook il gruppo “Salviamo la coraggiosa mucca Teresa”, nella cui pagina è stato pubblicato un esplicito invito, che così recita:
« Chiediamo che la diano in adozione…tanto chi la adotterà non la mangerà e potrà curarla con tanto amore e molte volte l’amore è la medicina più efficace che c’è…».
L’appello ha alcuni destinatari ben precisi , che sono: il sindaco di santa Teresa di Riva, Alberto Morabito; il presidente della Provincia, Nanni Ricevuto; il governatore siciliano Raffaele Lombardo: e l’azienda sanitaria provinciale.
Nella nota pubblicata sull’homepage , i creatori del gruppo invitano coloro i quali si sono “appassionati” alla storia di questa mucca fuggita alla ricerca della libertà a scrivere una mail “pro- Teresa”.
Tantissime le adesioni sul social network e decine le e-mail girate anche alle redazioni dei giornali.
Per tutta la giornata di ieri, la nostra posta elettronica info@tempostretto.it è stata letteralmente inondata di messaggi, provenienti da ogni parte d’Italia e in qualche caso anche dall’estero, in difesa di Teresa.
In basso vi proponiamo il testo delle e-mail più significative.
Buon giorno
in merito alla commovente storia di Teresa, la mucca salvata mentre attraversava a nuoto lo stretto di Messina, chiediamo venga data in adozione, sappiamo bene che è malata ma le persone che la adotteranno non la trasformeranno certo in cibo ma la cureranno amorevolmente dandole una vita di semi libertà e quindi la sua malattia è per questo motivo irrilevante.
grazie per l’attenzione
Ivana Ravanelli
Dino Ruatti
Miriam Ravanelli
Fernanda Caveduri
Erminio Senoner
Cles (TN)
Salve,
vi scrivo a sostegno della forte azione che sta manifestandosi in tutta la rete internet per chiedere con voce unisone di liberare la mucca Teresa gettatasi in mare lo scorso 29 maggio.
E’ insostenibile vivere in un mondo in cui la crudeltá e l’egoismo dell’essere umano sono complici di crudeltà di questo tipo. CHIEDO PERTANTO CHE IL DESIDERIO DI LIBERTA’ DI QUESTO
ESSERE INNOCENTE VENGA APPAGATO E CHE LEI POSSA ESSERE DATA IN ADOZIONE AL PIU’ PRESTO, VIVENDO COSì UNA VITA DEGNA DI ESSERE CHIAMATA TALE.
Con i più cordiali saluti, spero che la mia voce venga ascoltata insieme a quella di molti altri cittadini italiani.
LUIU RONCHI SABRINA
REGGIO EMILIA
Vi scrivo per unirmi alla richiesta di permettere l’adozione della mucca che il giorno 18-05-2011 ha cercato di salvarsi dagli orrori che l’essere umano commette sulla terra, tuffandosi nello acque di Santa Teresa di Riva dello Stretto di Messina ma che ora si ritrova nell’allevamento destinata a diventare un pezzo di carne ….
VI PREGO DIAMOLA IN ADOZIONE, LEI VUOLE VIVERE !! MERITA DI VIVERE !!!
VI SUPPLICO RENDETE POSIBILE IL SOGNO DI TANTE PERSONE COME ME CHE SPERANO E PREGANO PER TERESA !
Distinti saluti
GABRIELLA SERAFINO
CHIEDIAMO CHE LA MUCCA TERESA VENGA DATA IN ADOZIONE: CHI LA ADOTTERA’ NON LA MANGERA’ DI CERTO, MA LA AMERA’ PER TUTTA LA SUA VITA. L’AMORE E’ UNA POTENTISSIMA MEDICINA!♥♥♥ LUNGA VITA A TUTTI GLI (ALTRI) ANIMALI!GRAZIE DI CUORE,MARIA FRONZA, SILVANO BARBETTI, ANITA FRONZA, MAURIZIO FRONZA E CARLO FRONZA
Resto in attesa di una notizia positiva riguardo alla possibilità di adozione o pensionamento di questa mucca dal momento che c’è la possibilità di farlo, non destinandola al macello. Basta solo una vostra decisione in occasione di un evento che fa così tanto riflettere sulla sensibilità di animali che merce non sono. Che almeno una volta, il sogno di libertà si avveri.
Distinti saluti Deborah Carelli, Battisti Roberta Firenze
Vi preghiamo di fare un piccolo sforzo per la coraggiosa mucca Teresa, di cui conoscete la storia. Siete uomini, non robot, con un cuore e una coscienza.
Chi la adotterà non ha intenzione di mangiarla, e permetterà i controlli sanitari.
Vi chiediamo un gesto di umanità che andrà anche a vostro vantaggio, in molti sensi.
Grazie
Maria Antonietta Pirrigheddu
Tempio Pausania (SS)
Salve,
vi scrivo a sostegno della forte azione che sta manifestandosi in tutta la rete internet per chiedere con voce unisone di liberare la mucca Teresa
E’ insostenibile vivere in un mondo in cui la crudeltá e l’egoismo dell’essere umano sono complici di crudeltà di questo tipo. CHIEDO PERTANTO CHE IL DESIDERIO DI LIBERTA’ DI QUESTO
ESSERE INNOCENTE VENGA APPAGATO E CHE LEI POSSA ESSERE DATA IN ADOZIONE AL PIU’ PRESTO, VIVENDO COSì UNA VITA DEGNA DI ESSERE CHIAMATA TALE. Gabriella Capone (Napoli)
MI UNISCO ALLA PROTESTA PER SALVARE LA MUCCA TERESA SCAPPATA DAL SUO ALLEVATORE…..
Chiediamo che la diano in adozione…tanto chi la adotterà non la mangerà e
potrà curarla con tanto amore e molte volte l’amore è la medicina più efficace che c’è…
NON PERMETTIAMO CHE UNA CREATURA COSI DOCILE VADA A MORTE…E QUESTO EPISODIO E’ MOLTO SIGNIFICATIVO ED EMBLEMATICO DI COME GLI ANIMALI SI VOGLIONO RIBELLARE AL MACELLO CHE E’ UNA TORTURA PER ANIMALI COSI DOCILI E TRANQUILLICOME POSSONO ESSERE LE MUCCHE I MAIALI PECORE CAVALLI ECC
MARIANNA PICCOLELLA CASANDRINO NAPOLI 80025
Salve.
La mia email ha il complicato scopo di salvare la povera mucca Teresa, tuffatasi nelle acque della Calabria alla ricerca della libertà. Da qui, volevo invitarvi a riflettere sul coraggio che ha avuto questo animale, pur di assaporare quella libertà che gli è stata negata sin dalla nascita; inoltre, ha rischiato la morte e ciò ci dimostra quando è importante per lei lo scopo di provare, anche solo per un attimo, a vivere come meglio crede. Con la speranza che possiate aiutare questo povero animale,
porgo distinti saluti.
Ilenia Natale.
Salve,
mi unisco a molte persone per chiedere che la mucca Teresa di cui siete a conoscenza per la sua fuga in mare sia data in adozione a qualche brava persona e che non sia riportata nell’allevamento da dove è fuggita.
Infatti chi la adotterà non la mangerà e potrà curarla con tanto amore e passione facendole fare una vita che si merita.
Cordiali Saluti,
Manuel Zanella
Salve,
Teresa merita di conquistare la libertà per la quale ha sfidato le correnti dello stretto di Messina…Teresa con questo gesto ha già deciso di volere essere libera e noi abbiano il dovere di aiutarla a realizzare questo suo sogno!
Con i più cordiali saluti, spero che la mia voce venga ascoltata insieme a quella di molti altri cittadini italiani.
Fabrizio Fiale
00036
Palestrina (RM)
Teresa merita di conquistare la libertà per la quale ha sfidato le correnti dello stretto di Messina…Teresa con questo gesto ha già deciso di volere essere libera e noi abbiano il dovere di aiutarla a realizzare questo suo sogno…..chiedo gentilmente un aiuto da parte vostra,grazie per l’attenzione.
Luisa Lana
Verbania
Teresa è una mucca che ci ha fatto sognare. Non può più far parte di un allevamento, non può essere uccisa, perchè è entrata dentro i nostri sogni. E quello che entra dentro i nostri sogni, entra dentro le nostre vite, le nostre speranze.Insomma Teresa, la mucca che ha sfidato le acque dello stretto di Messina per cercare la libertà deve vivere!E l’impegno per la sua vita io lo chiedo a Lei..Teresa non è più una mucca, Teresa è un simbolo. Uccidere un simbolo è uccidere un’idea. E muore sempre insieme a quell’idea chi la uccide.Salvi Teresa! Aiuti a salvare Teresa!! Dimostri la sua umanità e il suo coraggio verso una mucca… dimostrerà umanità e coraggio verso tutti gli uomini che la stanno a guardare. E sarà ricordato questo semplice gesto, più di un milione di altri che Lei potesse fare. Sarà ricordato come un gesto di umanità che aprirà il cuore e la mente di molti verso il suo nome e verso la tutela di chi pur essendo senza mezzi non si arrende al proprio destino.Grazie.
Salvate la mucca teresa da una fine ingiuriosa…
stava cercando di scappare, era terrorizzata, lasciatele la libertà.
Francesca Mininni
Milano
Gent.li Sigg.ri,
ritengo che il caso della mucca “Teresa” ponga alcuni spunti di riflessione e di azione decisa a salvaguardia del benessere e della vita di questo animale che ha tentato – in tutti i modi – di salvare la propria vita. Come uomo e come animale senziente e dotato di sentimenti e di ragionamento – proprio come Voi – mi auguro che anche Voi, che leggete questa breve nota, siate in grado di meditare sul destino rudele e assurdo di altri animali senzienti, destinati – vergognosamente – ad un destino crudele di carne e vestiario per altri animali, come l’uomo.E’ ora di cessare questa catena perversa, una decisione che spetta solo a noi.Vi ringrazio per la Vs azione a salvaguardia di questa mucca dallo spirito libero.
Distintamente
Antonio Daniele Lucca
Il giorno 18-05-2011 a Santa Teresa di Riva una mucca coraggiosa ha deciso di provare la libertà ed è fuggita dal suo allevatore ma la sua libertà è durata poco,ed ora si trova nuovamente nell’allevamento…in molti vogliono adottarla e salvarle la vita, non vogliono che diventi una bistecca ma è malata e per questo non si può.O forse si?!
Vi prego esaudite la richiesta di chi li vuole adottare,chi la adotterà non la mangerà e potrà curarla .Non permettiamo che questa giovane mucca coraggiosa finisca i suoi giorni in un mattatoio….
Lasciate vivere in pace la mucca Teresa! Non siete capaci di un minimo di compassione? Non avete pietà?Una vacca, animale da terra, preferisce richiare di perdere la vita in mare piuttosto che continuare ad essere trattata come un oggetto in un allevamento, ciò non vi fa pensare?
Lasciatela stare, permettetele di essere adottata da qualcuno che la tratterà con umanità!
Annalisa Nava
Desio (Monza e Brianza)
Gentili signori,vi chiedo cortesemente di darla in adozione,e non di condannarla a morte certa solo perchè è considerata un’animale da consumo alimentare..Le mucche come tutti gli altri animali destinati al macello, han cuore ed anima e non dovrebbero essere appena nati essere gia’spacciati ,ma bensì essere rispettati e soprattutto date anche a loro gli stessi diritti che hanno gli umani,in fondo non siamo anche noi discendenti dagli animali??
Sono sicura che se voi aderireste a questa richiesta da parte di molti cittadini ,sarete stimati ed amati di piu’..in caso contrario deludereste molte persone comprese me..
saluti da un’amante degli animali
Katia da Genova.
Salvate la mucca Teresa,
ha dimostrato troppo coraggio e voglia di vivere non può finire come bistecca nel piatto, per un cavillo burocratico.
Farei un viaggio in Sicilia, solo per vederla libera e salva. Emilia Venturi
Viareggio LU
Spett.le Sindaco, assessori, presidenti, Asl e altre autorità,
vi scrivo per chiedervi, anzi, per implorarvi di fare un piccolo sforzo per una volta.
Ho seguito la vicenda della mucca Teresa salvata dalla guardia costiera il 18-05-2011 a Santa Teresa di Riva…La sua unica colpa è di aver voluto provare la libertà, anche lei è un essere senziente, capace di provare sentimenti, sofferenza, dolore, amore, proprio come noi e come noi ama la vita e la libertà.
Teresa ha dimostrato di essere forte e combattiva, ha rischiato la vita per la libertà ma ci pensate?Quale gesto migliore di questo è da premiare?
Sono qui a supplicarvi di intervenire al più presto, di cercare di farla lasciare libera, anche venduta se l’allevatore vuole i soldi ma lasciatela adottare, vi prego, ve lo chiedo col cuore in mano…
Certa di un vostro buon cuore, resto in attesa di un vostro riscontro e colgo l’occasione per porgervi distinti saluti
De Andreis Roberta
17025 Loano
Vi prego, date in adozione la mucca Teresa. Tanto chi la adotterà non la mangerà e potrà curarla, molte volte un bel gesto è la medicina più efficace che c’è.
Fosse per me salverei tutte le mucche del mondo, ma vi chiedo di salvare almeno Teresa.
La sua storia ha fatto il giro del web e tante persone si stanno mobilitando, chi scrivendo per chiedervi di acconsentire a farla portare via dall’allevamento, e chi invece si è già reso disponibile ad adottarla.
Per favore, salvate Teresa!
Roberta
Milano
Salve,
ho seguito la storia di quella povera mucca Teresa, fuggita dal suo allevatore ha voluto provare la lliberta’ gettandosi nel mare,purtroppo la sua liberta’ dura poco, nonostante abbia lottato con tutte le sue forze, e’ stata catturata in modo molto crudele,e adesso si trova di nuovo nell’allevamento.
Chiedo e lo spero tanto che Teresa non venga macellata, ma data in adozione a persone che amano gli animali, affinche’ possa vivere libera per i prati.
Giusi Ferro – Mazara del Vallo
La mucca Teresa merita la libertà, l’ha cercata con tutta la sua volontà ma l’uomo continua ad impedirglielo, merita di poter vivere la sua vita, tutti i non umani (gli animali) lo meritano, hanno il diritto di morire di vecchiaia come qualsiasi altro essere vivente.
Basta guardarla negli occhi per capire quanta voglia di vivere e quanta libertà desidera. Grazie
Gentile signore,
Vi chiamo di Francia : Salvate la coraggiosa mucca Teresa !
Per favore…
Grazie a Loro.
Stéphanie Laurent.
Sono una cittadina italiana e chiedo che la mucca Teresa che è scappata verso la liberta’ nello stretto di messina e poi con la forza riportata nell’allevamento venga data in adozione e che sia finalmente tranquilla e felice,è uno schifo ed una barbarie che sia successa una cosa del genere inoltre vorrei sapere come fare per sapere se l’allevatore vuole cederla.
Grazie letizia balsamo
Chiedo che sia
data in adozione…tanto chi la adotterà non la mangerà e potrà curarla
con tanto amore e molte volte l’amore è la medicina più efficace che c’è
dr Lelio Gallo – Catanzaro
Mi unisco alle tante email già arrivate con la precisa intenzione di sostenere un appello che possa salvare la vita alla mucca Teresa e possibilmente, anche le mucche che fanno parte del suo stesso pascolo, tutte coloro che sono risultate sane ai differenti esami.
Trovare chi la possa adottare, vista anche la voglia di vivere dell’animale, può essere possibile.
Grazie e distinti saluti.
Molti di voi avranno seguito la storia della mucca Teresa… Chiedo che la diano in adozione…tanto chi la adotterà non la mangerà e potrà
curarla con tanto amore!
Grazie
Chiara Ferrarini (Modena)
Stiamo seguendo con apprensione la vicenda della mucca scappata dall’allevamento. Desideriamo che possa essere adottata e salvata dall’allevamento. Siamo convinti che meriti di vivere serena e senza paura. Lo chiedono i suoi occhi e lo chiede la nostra umanità
Grazie
Morabito Claudia Annamaria
Reggio Calabria
Mi rivolgo a voi, non da vegetariana, animalista attivista, vi scrivo da essere umano quale sono. Vi scrivo perchè ho seguito la storia di un essere vivente, che con coraggio si è opposto alla violenza della vita, alla quale è
destinata per scelta di altri. Teresa, di una vita dignitosa.
Teresa rappresenta quello che noi, cerchiamo di far capire, da anni all’ uomo: gli animali sono anima, sono sentimenti e non carne da mangiare. Lei ne è la prova, è la prova della voglia di vivere che ha spinto un animale a fuggire da un destino ignobile e crudele che lo rende un numero e un piatto da servire in svariati modi.Noi non possiamo salvare tutti gli animali, che voi usate per cibarvi, ma possiamo salvare l’ icona di una volontà che si oppone ad una natura innaturale!Aiutateci in questo scopo. Aiutateci a dare, alla nostra causa e ai nostri amici animali, una speranza.Spero in qualche modo, con queste poche parole, che non riassumono neppure permetà il mio pensiero a riguardo, di aver scaturino qualche emozione.
Grazie Leandra Palazzo
Vi invio un accorato appello per chiedere con tutte le mie forze che la mucca Teresa,che è scappata da un allevamento e ha nuotato per 3 ore per salvarsi da un destino crudele,venga adottata e le si risparmi la vita.Prego che qualcuno si mobiliti e compia finalmente un gesto di compassione e di civiltà verso un essere senziente che sta lottando per vivere.
Grazie per l’attenzione e cordiali saluti.
Linda Guerra (vegana)
Nonantola (Modena)
A G G I O R N A M E N T O 06/06/2011 ore 20,30
- MUCCA TERESA: Il Comune di FIUMEDINISI (Messina) avanza richiesta di adozione / Per la mucca Teresa, che tentò di attraversare a nuoto lo Stretto di Messina, sono seguite petizioni, appelli per ridarle la libertà. Per salvare Teresa servono uomini liberi e forti ! E’ notizia di queste ore l’avanzata richiesta da parte del Sindaco di FIUMEDINISI (Messina) on. CATENO DE LUCA per l’adozione dell’animale.
- Già Martedì 7 Giugno saranno avviati i contatti con il Sottosegretario alla Salute con delega alla sanità pubblica veterinaria, degli alimenti e della nutrizione, On.le Francesca Martini, il Ministro del Turismo Michela Brambilla ed i competenti Assessorati della Regione Siciliana per le opportune valutazioni di fattibilità.
A G G I O R N A M E N T O 07/06/2011
- Servizio sul TG3 regionale – dopo i titoli andate al minuto 16:27!
- IL TESTO DELLE EMAIL UFFICIALI INVIATE AI MINISTRI DAL SINDACO DI FIUMEDINISI (ME)
Ministro del Turismo On.le Michela Brambilla
La vacca bianca, di razza romagnola, era fuggita da qualche giorno da una mandria-allevamento di CASTIGLIONE DI SICILIA sulle pendici dell’Etna.
L’animale ha lasciato i familiari pascoli del vulcano attraverso sentieri non battuti.
Ha percorso il letto disseccato del fiume Agrò, ha fatto tappa a Santa Teresa di Riva e si è tuffata nelle acque dello Stretto, incurante delle onde, decisa ad andare avanti ad ogni costo verso la libertà per fuggire dalla sicura macellazione. Mucca pazza ?! No, semplicemente disperata…
E’ stata salvata in mare ad un miglio dalle coste siciliane mentre nuotava verso la libertà.
L’operazione è stata compiuta dalla Guardia Costiera e dai Vigili del Fuoco di Letojanni lo scorso 18 maggio 2011 ed ha avuto notevole risalto sulla stampa nazionale ed estera.
La sua storia ha fatto il giro d’Italia ed è nato sulla Rete – Facebook il gruppo “Salviamo la coraggiosa mucca Teresa”, che annovera già centinaia di iscritti e sostenitori e nella cui pagina è stato pubblicato un esplicito invito, che così recita: « Chiediamo che la diano in adozione…tanto chi la adotterà non la mangerà e potrà curarla con tanto amore e molte volte l’amore è la medicina più efficace che c’è…».
Questo è un appello per salvare Teresa (è stata chiamata così la mucca bianca a caccia della libertà), sia dal contagio che dalla futura macellazione.
Infatti sappiamo che nell’allevamento in cui è stata ricondotta Teresa c’è la brucellosi, ma da accertamenti sanitari Teresa risulta sana.
Si chiede un autorevole intervento dei Signori Ministri preposti affinchè, in osservanza delle precauzioni sanitarie del caso, si provveda a salvare la vita alla Mucca Teresa, disponendone il trasloco in luogo separato da altri animali contagiati ed in ogni caso vigilato per monitorarne le sue condizioni in prosieguo, ed assicurandone la NON macellazione per il resto della sua vita.
A tale scopo il Sindaco del Comune di Fiumedinisi (prov. di Messina), on.le Cateno De Luca avanza “proposta di adozione” con affido a personale competente e sistemazione in adatto sito a cura del Comune stesso.
Si richiede pertanto alle LL. OO. SS. di voler di concerto approntare gli opportuni provvedimenti di competenza dei propri Uffici Ministeriali, per permettere il concreto trasferimento dell’animale presso la destinazione su riportata, potendo così dar corso anche ad una valorizzazione e riscoperta del territorio (nell’ottica di una lega delle risorse delle municipalità) in cui l’animale sarebbe accudito e permettere un notevole flusso turistico-naturalistico per poter ammirare il “capo”, soprattutto da parte dei bambini, visto il notevole positivo clamore che quanto accaduto ha suscitato e continua a suscitare sia nell’opinione pubblica italiana che estera.
Ciò a dimostrazione che nella Società Civile c’è ancora chi riesce a commuoversi nell’assistere ad un tramonto, al sorriso di un bimbo, ai sorprendenti comportamenti di un essere, piccolo o grande che sia.
In attesa di gradito riscontro , si porgono deferenti ossequi.
Contatti di riferimento:
dr.ssa Serena Repici – Delegata per l’iniziativa dal Sindaco di Fiumedinisi on.le Cateno De Luca
Tel.°°°°°°°°°°° Fax°°°°°°°°°°°°° Email°°°°°°°°°°°
Mucca Teresa: come e chi potrebbe salvarla
di redazione | 06 giugno 2011
GEAPRESS – Alla notizia, diffusa da GeaPress, che la mucca Teresa, quella che tentò di attraversare a nuoto lo Stretto di Messina, è bloccata nel suo allevamento per via della brucellosi, sono seguite petizioni, appelli e quant’altro ritenuto utile per ridarle la libertà.
E’ giusto che sia così? Teresa è solo uno dei tanti bovini che subiscono le leggi dell’uomo. Lei, in fin dei conti, è stata “solo” fotografata in mare e poi, ripresa a terra, mentre cercava di incornare il suo allevatore. Senza quegli occhi e senza il fotografo, Teresa sarebbe rimasta solo nei racconti dei pastori. Uno dei tanti episodi di vacche, pecore, capre, persi nei pascoli e magari poi riconsegnati. A sentire i racconti locali Teresa non è, tra l’altro, l’unico animale che ha tentato di attraversare lo Stretto di Messina, in alcuni punti largo ancor meno di un grande fiume.
Ma quegli occhi hanno smosso tanti animi. Potrebbe sembrare una provocazione, ma non vuole esserlo. Molte cose, nella storia, sono cambiate per un gesto divenuto poi simbolico. Dubitiamo che questa sarà la svolta del rapporto dell’uomo con gli animali, ma perche non crederci?
Di sicuro, per la salvezza di Teresa, il problema primario non è l’allevatore; potrebbe diventarlo ma solo dopo che si sono superate le alture, quasi del tutto impraticabili, che potrebbero condurla in nuovi pascoli.
Teresa, però, è prigioniera della brucellosi, anche se risulta sana (vedi articolo GeaPress). Le leggi sanitarie sono molto rigide e dietro ad esse vi è la logica della salvaguardia dell’investimento umano sull’uso degli animali. Possiamo incaponirci, scandalizzarci ed indignarci ma senza tenere conto di questo aspetto, il problema è sicuramente senza soluzione.
La brucellosi è presente un po’ ovunque, ma è particolarmente diffusa in Sicilia dove ogni anno un numero considerevole di bovini, ma anche ovini e caprini, vengono abbattuti perché risultati positivi alla brucella, il batterio che (tanto per complicare ancora di più le cose) è veicolabile all’uomo. Senza il rimborso agli allevatori per gli animali uccisi, probabilmente sarebbe già da tempo finito l’allevamento. Anzi, sicuramente sarebbe finito quello allo stato brado, dal momento in cui gli animali, per ridurre al minimo le possibilità di contagio, dovrebbero essere tenuti isolati come in una campana di vetro, cosa, tutto sommato, più probabile se al chiuso di una stalla tecnologica. Attenzione a giudicare frettolosamente i regolamenti veterinari. Se è vero che essi sono fatti per tutelare le attività dell’uomo, è altrettanto vero che sono stati scritti sulla base di rilevanze sanitarie.
Per capirne di più abbiamo chiesto un parere al dott. Paolo Giambruno, Direttore del Dipartimento di Prevenzione Veterinaria dell’AUSL 6 di Palermo. La cosa più incredibile che ne abbiamo dedotto è che se la mucca Teresa avesse completato l’attraversamento dello Stretto, e fosse finita nell’area di un altro allevamento, non si sarebbe potuta più muovere dal nuovo pascolo. Questo perché una mucca, anche se sana,ma proveniente da un allevamento infetto, è sottoposta alla rigida imposizione del divieto di movimentazione. Il fatto che all’ultimo esame clinico non si sia rilevato il batterio, non è cioè una garanzia. Teresa è anagrafata ed è, pertanto, impossibile ogni movimentazione clandestina. Dal suo allevamento dovrà uscire, pertanto, solo se macellata.
Vi sono però deboli possibilità di salvezza. I Servizi Veterinari, quelli di origine e quelli della destinazione finale, secondo il dott. Giambruno, potrebbero esaminare dei criteri di movimentazione che però, non posso eludere l’obbligo dell’isolamento. Teresa, pertanto, potrebbe vivere se da sola, senza bovini né altri animali. Sfuma pertanto ogni ipotesi di poterla trasferire nella fattoria didattica così come nella proposta avanzata dal Comune di Villa San Giovanni. Aggiungiamo noi che difficilmente una Autorità sanitaria (ivi compreso il Sindaco di un ipotetico centro di destinazione) accetterà un animale proveniente da un allevamento infetto. Come minimo avrebbe di sopra gli occhi dei suoi allevatori.
“Ho saputo della mucca – ha dichiarato a GeaPress il dott. Giambruno – ho letto la storia, ma non è possibile eludere gli obblighi sulla prevenzione della brucellosi. Si rischia di peggiorare le cose“.
Teresa, già molto prima di sentire cosa ne pensa il suo allevatore, è bloccata da una rigida gabbia di disposizioni che le impediranno di potersi muovere da dove ora è costretta. Tutto, ad ogni modo, è possibile. In casi eccezionali un provvidenziale intervento della Sanità Veterinaria, accertate la praticabilità del trasferimento (ivi compresi i pareri locali), del Ministero della Salute, potrebbe portare via la povera Teresa, che rimarrebbe, però isolata. Assieme alle sue compagne di pascolo, e di macello, oppure da sola in un pascolo pur lussureggiante?
In ultimo, viene poi il parere dell’allevatore, il quale difficilmente accetterà di perdere in maniera … indolore, un animale sicuro da poter vendere al macello. Forse solo l’intervento del Sottosegretario alla Salute con delega alla sanità pubblica veterinaria, degli alimenti e della nutrizione, On.le Francesca Martini, potrebbe salvare Teresa, fermo restando le imprescindibili condizioni di profilassi. Potrebbe essere anche una sfida per il Ministro del Turismo Michela Brambilla, trovare cioè un paesino che con Teresa ne ricavi un giusto ritorno di immagine.
Ci crediamo perché salvare Teresa, darebbe vigore alla speranza per i tanti animali costruiti dall’uomo, siano essi da caccia, pets, da allevamento, da vivisezione, da circo, da pelliccia, da pesca, o di quant’altro utile a saziarci. Teresa è uno di questi animali rimasti bloccati dalle regole umane, e solo una piccola considerazione dall’alto potrebbe salvarla, in un allevamento da sola (però) dal momento in cui, su questo, crediamo ci sia poco da fare. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).
Adozione mucca Teresa. Ad avanzare la proposta il sindaco di Fiumedinisi Cateno De Luca
Attraverso il sito Sicilia Vera Bitz l’amministrazione comunale informa di aver avviato tutti i contatti per attivare le procedure di adozione, dal ministero del turismo a quello della Salute, passando per i competenti assessorati siciliani. E’ diventata la mucca più famosa d’Italia, la sua fuga nelle acque dello Stretto è ormai diventata celebre, facendo in pochi giorni il giro del web e del mondo. Proprio ieri pubblicavamo la notizia della nascita su Facebook (vedi correlato) di un gruppo intitolato “Salviamo La Mucca Teresa” . Centinaia di messaggi, accorati appelli, sono giunti anche all’indirizzo della nostra redazione e molti altri sono quelli che continuano a scriverci e contattarci. Tra le tante mail arrivate, spicca però quella inoltrata dal “Sito Supporters Non Ufficiale Sicilia Vera Bitz”: sul portale, infatti, si dà notizia che il Comune di Fiumedinisi, nella persona del sindaco Cateno De Luca, ha avanzato la richiesta di adozione dell’animale. Sempre secondo quanto riportato dal sito, già oggi saranno avviati i contatti con il Sottosegretario alla Salute con delega alla sanità pubblica veterinaria, degli alimenti e della nutrizione, On.le Francesca Martini, il Ministro del Turismo Michela Brambilla ed i competenti Assessorati della Regione Siciliana per le opportune valutazioni di fattibilità. Per il mansueto animale che con la sua insolita nuotato ha deciso di giocarsi il tutto per tutto, sembra esserci uno spiraglio di luce. Mucca pazza? No, semplicemente disperata.
Tempostretto.it
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Chiliamacisegua » Blog Archive » News 8 giugno said: [...] la libertà…♥♥♥ Di:♥ Marcia su Roma in difesa dei diritti degli animali ♥ MessinaSud.com » Blog Archive » Adozione mucca Teresa. Ad avanzare la proposta il sindaco di Fium La mucca che nuotava nello stretto di Messina cerca casa Salviamo la coraggiosa [...]# 8 giugno 2011 at 15:55
Salviamo la coraggiosa mucca Teresa…Inviamo mail x chiederne la libertà…♥♥♥

Molti di voi avranno seguito la storia della mucca Teresa…il giorno 18-05-2011 a Santa Teresa di Riva ha deciso di provare la libertà ed è fuggita dal suo allevatore ma la ua libertà è durata poco,ed ora si trova nuovamente nell’allevamento…in molti vogliono adottarla e salvarle la vita, non vogliono che diventi una bistecca ma è malata e x questo non si può…Piccolo stralcio dell’ultimo articolo uscito su Geapress:
“Nessuno la potrà adottare, almeno secondo i protocolli sanitari, ed ecco il perchè:
Teresa è viva e sana, ma nel suo allevamento vi è la brucellosi. Questo impedirà, ammesso che l’allevatore ne avesse avuto l’intenzione, ogni trasferimento. Verrà periodicamente sottoposta ad esami ematici, dal momento in cui la malattia presenta lunghi periodi di incubazione. Le sue “colleghe” malate verranno, invece, tutte abbattute, e l’allevatore verrà risarcito.
La legge dei consumi umani, pertanto, farà il suo corso e Teresa finirà, prima o poi, macellata. Fine di una giovane mucca che voleva guadagnarsi la libertà, sfidando (egregiamente) le fredde e pericolose acque dello Stresso di Messina.”
VI CHIEDO: VOGLIAMO PROVARE A SALVARLA? COME DICO SEMPRE L’UNIONE FA LA FORZA…DAI, FATE UNO SFORZO E INVIATE MAIL…Chiediamo che la diano in adozione…tanto chi la adotterà non la mangerà e potrà curarla con tanto amore e molte volte l’amore è la medicina più efficace che c’è…♥♥♥
Se qualcuno vuole scrivere una mail tipo da mettere all’interno della nota,è ben accetta…nei commenti diverse persone hanno copiato il testo che hanno inviato, x cui, chi vuole, può copiarlo ma meglio se è personalizzato visto che ci sono i media di mezzo, grazie di cuore a tutti x la partecipazione…
http://www.comune.santateresadiriva.me.it/
Sindaco, Alberto Morabito
mail: sindaco@comune.santateresadiriva.me.it
Asl: http://www.asp.messina.it/
Provincia: http://www.provincia.messina.it/
Presidente: Giovanni Ricevuto
Regione: http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE
Presidente: Raffaele Lombardo
Inviamo mail a:
paolarifatto@comune.santateresadiriva.me.it, natalerigano@comune.santateresadiriva.me.it, presidentedelconsiglio@comune.santateresadiriva.me.it, info@comune.santateresadiriva.me.it, veterinario.dipartimento@asp.messina.it, protocollogenerale@pec.ausl5.messina.it, g.ricevuto@provincia.messina.it, s.schembri@provincia.messina.it, mr.cusumano@provincia.messina.it, regione.sicilia@certmail.regione.sicilia.it, assessore.sanita@regione.sicilia.it, urp.sanita@regione.sicilia.it, coordinamentogenerale.foreste@regione.sicilia.it,veterinario.menord@asp.messina.it
E x conoscenza,Cc:
ufficiostampa@regione.sicilia.it, redazione@gattoegatti.com, enpa@enpa.it, segreteriadiredazione@gazzettadelsud.it, info@tempostretto.it, info@ilcittadinodimessina.it, info@messinaweb.tv, iniziative@rai.it, ufficiostampa@rai.it, mediaset@mediaset.it, ufficiostampa@mediaset.it, info@animalieanimali.it, scriviaritaforum@mediaset.it, contatti@affaritaliani.it, segreteria@lasicilia.it, segr.ufficiostampa@minambiente.it, tutela.animale@sanita.it, info@lacoscienzadeglianimali.it, stampaweb@lastampa.it, brambilla_m@camera.it, martini_f@camera.it, info@michelavittoriabrambilla.it, contenuti@comune.villasangiovanni.rc.it
Indirizzi con separatore “;”:
paolarifatto@comune.santateresadiriva.me.it; natalerigano@comune.santateresadiriva.me.it; presidentedelconsiglio@comune.santateresadiriva.me.it; info@comune.santateresadiriva.me.it; veterinario.dipartimento@asp.messina.it; protocollogenerale@pec.ausl5.messina.it; g.ricevuto@provincia.messina.it; s.schembri@provincia.messina.it; mr.cusumano@provincia.messina.it; regione.sicilia@certmail.regione.sicilia.it; assessore.sanita@regione.sicilia.it; urp.sanita@regione.sicilia.it; coordinamentogenerale.foreste@regione.sicilia.it;veterinario.menord@asp.messina.it
E x conoscenza;Cc:
ufficiostampa@regione.sicilia.it; redazione@gattoegatti.com; enpa@enpa.it; segreteriadiredazione@gazzettadelsud.it; info@tempostretto.it; info@ilcittadinodimessina.it; info@messinaweb.tv; iniziative@rai.it; ufficiostampa@rai.it; mediaset@mediaset.it; ufficiostampa@mediaset.it; info@animalieanimali.it; scriviaritaforum@mediaset.it; contatti@affaritaliani.it; segreteria@lasicilia.it; segr.ufficiostampa@minambiente.it; tutela.animale@sanita.it; info@lacoscienzadeglianimali.it; stampaweb@lastampa.it; brambilla_m@camera.it; martini_f@camera.it; info@michelavittoriabrambilla.it; contenuti@comune.villasangiovanni.rc.it
Questo indirizzo: urp.sanita@regione.sicilia.it non è andato x posta piena,glielo inoltrerò lunedì, fate anche voi così, grazie
E direttamente sul sito, col copia e incolla la stessa mail: http://www.anpanasicilia.it/contact.php
Di seguito la storia di Teresa:
Santa Teresa di Riva (ME): le foto della mucca in mare
Liberata, servirà a produrre vitelli da macello.
di Leda Giordano | 19 maggio 2011
Uno stralcio del 1 articolo uscito:
GEAPRESS – E’ stata salvata la giovane mucca che ieri si è tuffata nel mare cristallino di Santa Teresa di Riva (ME) puntando dritto verso la Calabria. Era di proprietà di un allevatore di Castiglione di Sicilia, alle pendici del versante nord dell’Etna. Da alcuni giorni si stavano trasferendo gli animali in pascoli più ricchi ma lei, la mucca biricchina, si era persa. Era ricomparsa ieri nel torrente Agrò ed attraversata Santa Riva con qualche problemino in corso, si era gettata in mare raggiungendo la ragguardevole distanza di circa un miglio dalla costa. Su di lei si è scatenata una vera e propria gara di solidarietà, sicuramente anche per motivi molto poco animalisti, considerato che è un animale da reddito e l’allevatore, appena saputo, si è precipitato.
Ma in fin dei conti la mucca non è un pets. L’animale che ieri ha impietosito in molti servirà a produrre vitelli da macello. Contraddizione dell’animo umano. Forse è di razza romagnola, sicuramente lo è da carne.
Qui il seguito:http://www.geapress.org/animali-in-emergenza/santa-teresa-di-riva-me-le-foto-della-mucca-in-mare-fotogallery/15478
Mucca in mare: il Comune di Villa San Giovanni (RC) la vuole adottare
Intervento del Sindaco e della Commissione Pari Opportunità.
di redazione | 23 maggio 2011
La mucca a nuoto nello Stretto di Messina (foto della cattura in spiaggia)
La storia di Mariella, da quel giorno diventata vegetariana.
di redazione | 31 maggio 2011
VIDEO: Mucca in mare – Messina
http://www.youtube.com/watch?v=gMZfp272tbg&feature=player_embedded
FOTO: PESCA AL VITELLO 18/05/2011
http://www.facebook.com/media/set/?set=a.2034599712940.2124979.1482617123
21/05/2011 01:12
La mucca che a nuoto voleva attraversare lo Stretto di Messina, senza ponte
22/5 Mucca in fuga da Messina in mare per raggiungere la Calabria video
http://www.vip.it/mucca-in-fuga-da-messina-in-mare-per-raggiungere-la-calabria-video/
Servizio di Mediaset: http://www.video.mediaset.it/video/studioaperto/edizione_servizio/227101/portato-in-salvo-vitello-che-nuotava-in-mezzo-al-mare.html
Mariella e la mucca sullo Stretto
Scritto da: Macri Puricelli alle 06:43 del 01/06/2011
http://zoelagatta.corrieredelveneto.corriere.it/articoli/2011/06/mariella_e_la_mucca_sullo_stre.html
AGGIIRNAMENTO 6 GIUGNO, FORSE QUALCOSA SI STA MUOVENDO,NON MOLLIAMO E FACCIAMO INVIARE MAIL A PIù GENTE POSSIBILE:
Mucca Teresa: come e chi potrebbe salvarla
di redazione | 06 giugno 2011
http://www.geapress.org/animali-in-emergenza/mucca-teresa-come-e-chi-potrebbe-salvarla/16155
MUCCA RITROVATA IN MARE
Nasce su Facebook il gruppo “Salviamo la coraggiosa mucca Teresa”
Obiettivo: farla adottare ed evitare la macellazione. Decine le e-mail
http://www.tempostretto.it/news/mucca-ritrovata-mare-nasce-facebook-gruppo-salviamo-coraggiosa-mucca-teresa.html (in questo articolo ci sono le nostre mail,mia compresa,danno i meriti,pensando che da li è partita la protesta, alla pagina dedicata a Teresa e pensare che ieri ha tolto perfino la mia nota di protesta sulla pagina e quando l’ho creata e gliel’ ho comunicato non voleva…ora,forse xchè ha visto che funziona, finalmente si è decisa ha crearne una lei ma solo con 2 mail ma a noi non importa…l’importante è salvare Teresa ♥♥♥ vogliamo teresa libera
)))
MUCCA RITROVATA IN MARE
Nasce su Facebook il gruppo
“Salviamo la coraggiosa mucca Teresa”
A G G I O R N A M E N T O 06/06/2011 ore 20,30
- MUCCA TERESA: Il Comune di FIUMEDINISI (Messina) avanza richiesta di adozione / Per la mucca Teresa, che tentò di attraversare a nuoto lo Stretto di Messina, sono seguite petizioni, appelli per ridarle la libertà. Per salvare Teresa servono uomini liberi e forti ! E’ notizia di queste ore l’avanzata richiesta da parte del Sindaco di FIUMEDINISI (Messina) on. CATENO DE LUCA per l’adozione dell’animale.
- Già Martedì 7 Giugno saranno avviati i contatti con il Sottosegretario alla Salute con delega alla sanità pubblica veterinaria, degli alimenti e della nutrizione, On.le Francesca Martini, il Ministro del Turismo Michela Brambilla ed i competentiAssessorati della Regione Siciliana per le opportune valutazioni di fattibilità.
Agenzia animalista si mobilita per salvare Teresa, la mucca ripescata nello Stretto. Appello al ministro Brambilla
6 giugno 2011
6/6
«Save Teresa»: la mucca che tentò la fuga in mare rischia la brucellosi
L’animale settimane fa aveva cercato a nuoto la libertà: fu ritrovata ad un miglio dalle coste siciliane e ripescata nello Stretto di Messina dalla capitaneria
06/06/2011 -
Appello per la mucca Teresa, tentò la fuga a nuoto
http://www3.lastampa.it/lazampa/articolo/lstp/405841/
Sicilia
Percorso:ANSA.it > Regioni > Sicilia > News
Animali: appello per Teresa,la mucca che tento’ fuga a nuoto
Nel suo allevamento c’e’ la brucellosi, evitare il contagio
06 giugno, 18:18
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sicilia/2011/06/06/visualizza_new.html_840469059.html
7 giugno TG Sicilia ore 14…m. 16,27:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-844212dc-7b68-4023-8cae-f81142b8b82d.html#p=0
07/06/2011
Onorevole Martini, salvi lei la mucca Teresa
http://zoelagatta.corrieredelveneto.corriere.it/articoli/2011/06/onorevole_martini_salvi_lei_la.html
ADOZIONE MUCCA TERESA
Ad avanzare la proposta il sindaco di Fiumedinisi Cateno De Luca
Salviamo la mucca Teresa!!, Radio Doc
http://www.radiodoc.it/?p=3785
Adozione mucca Teresa. Ad avanzare la proposta il sindaco di Fiumedinisi Cateno De Luca
7 GIUGNO 2011
http://www.messinasud.com/?p=5222
AGGIORNAMENTO DA UGDA 10 GIUGNO 2011:
LA MUCCA TERESA !
http://www.facebook.com/notes/comitato-ugda/la-mucca-teresa-/220033808021365?notif_t=note_tag
SALVIAMO LA MUCCA CHE SCELSE LA LIBERTA’
In questi giorni sul web che un rullare di tamburi, tutti cercano di attivarsi per salvare la mucca Teresa, che rappresenta il simbolo della vita che non si arrende innanzi alle terribili difficoltà. Pubblico qui una delle centinaia di appelli ricevuti. Attiviamoci tutti, non solo per la mucca Teresa ma anche per quelle migliaia di esseri costretti a vivere legati, in spazi terribili solo perchè la produzione lo richiede.
Vi scrivo per unirmi alla richiesta di permettere l’adozione della mucca che il giorno 18-05-2011 ha cercato di salvarsi dagli orrori che l’essere umano commette sulla terra, tuffandosi nello acque di Sant…a Teresa di Riva dello Stretto di Messina ma che ora si ritrova nell’allevamento destinata a diventare un pezzo di carne ….
Valeria Bellantoni, Vice Presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Villa San Giovanni, dichiara: – Abbiamo avuto la disponibilità della fattoria didattica Amata Sole Luna di Catona, vicino Reggio Calabria. Verrebbe curata dal dottore Nino Santisi e dalla moglie che già si prodigano per altri animali. E poi ci saremo noi, ci siamo tutti affezionati a lei“. (http://www.geapress.org/animali-in-emergenza/mucca-in-mare-il-comune-di-villa-san-giovanni-rc-la-vuole-adottare/15654)
Ormai moltissime persone hanno capito che il consumo di carne, come viene fatto “normalmente” in questa società, è assolutamente abominevole dal punto di vista etico e dannoso anche rispetto la nostra salute e la preservazione dell’ecosistema mondiale. I costi di produzione della carne e le coltivazioni come l’acqua destinati a questo mercato, potrebbero contribuire ad eliminare la fame nel mondo, eliminare l’enorme sofferenza degli animali sfruttati per la alimentazione industriale, e ridurre anche l’effetto serra.
Dobbiamo cambiare assolutamente rotta guardandoci dentro e fuori, ed onestamente rendersi conto che la società umana si è involuta nei confronti del rispetto della vita tutta, a partire da quella degli esseri più indifesi.
Quindi mi auguro che unendo le forze e la buona volontà di chi desidera una società migliore, si possa riuscire a realizzare “un sogno alla volta” ed in questo caso si potrebbero addirittura realizzare il “sogno di tantissimi esseri senzienti” e cioè il sogno della povera mucca in oggetto ed il sogno degli esseri umani che hanno raggiunto la consapevolezza degli orrori che si nascondono dietro all’industria alimentare.
(La disperazione della mucca che nuota verso il largo ne è la prova eclatante se qualcuno avesse ancora dubbi sulla sensibilità e consapevolezza di questi disgraziati animali che sono stati “scelti” per realizzare una ennesima vergogna della nostra “comodità” a danno di milioni di vittime animali ed umane).
La Natura ci presenterà un conto altamente salato se non raggiungiamo la consapevolezza che la vita deve essere rispettata e che non possiamo andare avanti così.
Resto in attesa di una notizia positiva riguardo alla possibilità di adozione di questa mucca dal momento che c’è la possibilità di farlo.
Distinti saluti
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LA PADANIA 5 GIUGNO LA GIURISPRUDENZA NON LASCIA LA VETERINARIA IN MUTANDE
4 giugno 2011 -
LA PADANIA 5 GIUGNO LA GIURISPRUDENZA NON LASCIA LA VETERINARIA IN MUTANDE
Un cane vale una mutanda? Mah…
Vediamo la questione che ci pone questa settimana con ironica e dissacrante verita’ la Padania.
Domanda: ma se si sequestrano due paia di mutande rubate al supermercato perche’ prova del reato in flagranza, com’e’ che troppo spesso e volentieri la polizia giudiziaria in divisa e quella non in divisa come i veterinari pubblici non sequestrano gli animali o i canili vittime di maltrattamento?
Eppure, come ci spiega e argomenta in questo preziosissimo ‘bigino’ di incontestabile giurisprudenza, Stefania Piazzo, che fa giusta sintesi delle sentenze della Cassazione che la Lav propone come strumento di lotta al crimine, veterinari pubblici e pg possono e devono procedere al sequestro anche senza bussare al magistrato.
Ci spiace, non hanno alibi.
Peggio, commettono omissione e concorrono al reato che non denunciano. Sorte che e’ capitata, cita la Piazzo, soffermandosi sulla testimonianza di un magistrato di Cassazione, a due tecnici ambientali in Friuli che addirittura erano solo dei pubblici ufficiali.
Sono stati interdetti dai pubblici uffici.
Forza, allora, teniamoci cara questa nuova puntata sull’Italia bestiale che va a stanare l’inerzia delle asl e di certe forze di polizia, una paginetta ad uso e consumo dei volontari, delle associazioni, degli Sportelli a 4 zampe d’Italia.
E chi dice che non e’ compito suo sappia che la Cassazione si e’ gia’ espressa.
La veterinaria vuol restare in mutande?
Buona lettura
Chiliamacisegua
Convegno Lav a Milano con la Task force, ritardi e vuoti culturali nella difesa di chi deve tutelare il benessere animale
OTTANTANOVESIMA PUNTATA
LA GIURISPRUDENZA NON LASCIA LA VETERINARIA IN MUTANDE
Viaggio nell’Italia Bestiale
“E’ inutile che ci diciamo che ci vogliamo bene e che siamo bravi. Se siamo amici pietosi non curiamo l’amico che sbaglia”. Francamente quando un magistrato di Cassazione che fa giurisprudenza in materia ambientale e in diritti degli animali come Maurizio Santoloci parla ad una platea scelta di tecnici, di ufficiali di polizia giudiziaria, di veterinari pubblici ufficiali anche nella veste di ufficiali di pg, come ha fatto l’altro giorno allo strepitoso convegno che la Lav di Gianluca Felicetti ha organizzato a Milano, ospite dell’auditorium della Provincia e del suo Garante per gli animali, allora c’è non solo da
riflettere.
C’è da rivoltarsi come un calzino. Senza fare musi. Perché è un monito, un elegante invito a curarsi prima di “curare”, ovvero di spogliarsi della propria immunità istituzionale o professionale e corporativa e chiedersi perché ci sono situazioni in cui il dolore e il maltrattamento animale sono reato e vanno a processo contro altre situazioni che reato non lo diventano mai, e che processi non ne vedono mai. Nonostante il reato. Le forze dell’ordine e i veterinari cosa vedono?
Il tema è di quelli da 90, con la partecipazione del ministero della Salute, nella veste dell’Unità operativa, la Task Force per il benessere animale e contro i canili lager, coordinata dalla dr. Rosalba Matassa che di relazioni “va tutto bene” delle asl e delle forze dell’ordine deputate a rilevare i reati ne ha ormai pieni i cassetti, accanto ai cassetti in cui il ministero certifica che invece “molto va male”.
Il problema, in parte, è di assenza di cultura. Deficere è la parola tormentone.
Che fa il paio con quel colpevole “non facere” più volte rimarcato dall’inappuntabile procuratore capo presso la Procura della Repubblica di Bolzano, Guido Rispoli. Fuori dai denti, c’è chi non fa una beata… speranza…
Insomma, al convegno”La sofferenza animale tra aspetti etologici, veterinari e di diritto” ha centrato il segno: c’è chi fa e chi non fa. Si può tacere? Manco per sogno. A Santoloci, peraltro direttore dell’ufficio legale Lav va, accanto alla collega avvocato dell’associazione, Carla Campanaro, tutto il plauso per aver segnato la riga del confronto. Eccolo. Tutte le legislazioni in fatto di sofferenza, maltrattamento, sevizia, angoscia, paura, lesione, danno alla salute, sono avanti, da quella europea a quella dei trattati internazionali, alla giurisprudenza, alla Cassazione e sino alle leggi nazionali alle quali, ordinanze del sottosegretario Francesca Martini comprese, non manca nulla.
Quella che manca è una risposta a due episodi facili facili, tanto per fare un esempio come ha fatto didatticamente per il primo caso l’avv. Campanaro. Ironia della sorte, oggetto del contendere è un asino. Non gli danno da mangiare da dieci giorni, è denutrito. Ma per il veterinario dell’asl non c’è maltrattamento. Non ci sono leggi nazionali né giurisprudenza che tengano per l’infallibile pubblico ufficiale. Quando poi miracolosamente si è arrivati al sequestro della bestiola, l’asino non c’è più. Scomparso col maltrattamento fantasma. Due fantasmi. Certo, è un caso, ma è un caso sui tanti che evidenziano uno stato di malessere formativo. Di vuoto culturale, di inadeguatezza. Vogliamo parlare dei dieci anni di benessere certificato nel lager indiscusso di Poggio Sannita, di recente smantellato dalla Task Force che ha fortunatamente posto la parola fine ai nullaosta pubblici della beauty farm? Il maltrattamento per chi doveva intervenire era altro. Bastonate? Chissà. Se poi l’animale torna a mangiare, questo basta, non conta neppure il contesto etologico, l’ambito di relazione, il benessere. L’aspetto merceologico, economico, di res e non di essere senziente, è prevalente. La zootecnia contro il nuovo e consolidato approccio che ha il resto del mondo, che è arrivato prima di molte asl e forze di polizia a capire di che si parla.
D’altra parte se lo Stato ha ritenuto necessario l’istituzione di una Task Force per contrastare i canili lager la cui vigilanza sanitaria ricade sulla sanità veterinaria pubblica e sulla polizia in senso ampio del termine, significa che, ammessa la buona fede e l’ignoranza, il concetto di sofferenza animale non è chiaro a tutte le categorie che gli animali li devono difendere dagli aguzzini.
Gli onesti e coraggiosi veterinari di frontiera minacciati dalle mafie sul territorio od operativi con mezzi di fortuna, soli contro tutti, sono un dato di fatto, come tuttavia lo è l’inerzia di certi ambiti nel denunciare con coraggio l’inerzia del resto della categoria in un grido di riscatto dal “non facere” che diventa omissione . Parola di magistrato di Cassazione. Santoloci, che è anche gip a Terni, non fa sconti e si rivolge ai veterinari e agli organi di polizia, la polizia giudiziaria in divisa, gli “amici” di cui sopra ai quali voler bene curando il male.
Prende come esempio la confisca, un gigante che lui definisce sotto il profilo pratico un gigante dai piedi d’argilla. Serve il sequestro. Ma non sequestrano.
Perché? “Manca un approccio culturale corretto da parte delle Forze di polizia e della veterinaria pubblica quando riveste anche il ruolo di polizia giudiziaria”. Vuoto formativo, vuoto professionale.
Cita casi di sequestro in flagranza di reato, per evitare la reiterazione del reato. E’ il momento in cui la pg ha “superpoteri”, più della magistratura che deve mettere d’accordo due magistrati per il via libera ad un sequestro. E’ infatti in quel preciso istante, sul luogo del maltrattamento o del reato che si consuma a danno di animali, che la pg come forza di frontiera, prima ancora della magistratura, ha il potere e, soprattutto, il dovere di agire. Pena l’omissione, il non facere. Eppure che accade?
“La pg si limita a dare comunicazione del reato, e basta!!! Fa il verbale di annotazione oppure si mette a discutere sul “a chi tocca operare il sequestro”.
Allora, dopo l’asino denutrito, ecco la mutanda da supermercato. “Ho giudicato di recente un caso in tribunale in cui oggetto del reato erano due slip rubati al supermercato. C’era la flagranza, si è provveduto all’arresto e al sequestro.
E allora mi chiedo – affonda il lucido direttore dell’ufficio legale Lav – se la polizia giudiziaria sequestra due mutande fabbricate pure in Cina, valore commerciale pari a due lire, perché non pone sotto sequestro l’animale o il canile vittime di un reato?”. Ritorna l’incubo: il vuoto di formazione, il vuoto culturale.
E poi, ammesso si arrivi al dunque, che sequestro? Probatorio o preventivo?
Il sequestro probatorio, con l’elenco della spesa delle prove, fa tuttavia scattare a breve il dissequestro. L’imputato ammette, dice che “sì, è vero, il reato c’è”. E il magistrato che fa? Dissequestra il bene sequestrato, visto che è stata ammesso il delitto. Allora, forse forse val la pena insegnare alla polizia giudiziaria la via sicura del sequestro preventivo che “non è solo di competenza del pubblico ministero, anzi!! Gli effetti che ha sono sani: evita il reiterarsi del reato, regge al riesame e alla pletora di avvocati della difesa, porta subito in giudizio”.
Il sequestro preventivo è cardine sicuro del successo. La polizia giudiziaria (l’ufficiale di pg) può procedere (articolo 321, comma 3 bis codice procedura penale) di iniziativa al sequestro preventivo (ad esempio l’animale in stato di sofferenza) quando non è possibile per motivi d’urgenza attendere il provvedimento del magistrato.
Quante volte sentiamo dire dai veterinari asl o dalla polizia: “Non lo posso fare, non spetta a me”. Non è così. Devono.
Ciò che conta è spiegare, inculcare, che il sequestro è possibile anche quando
l’illecito è cessato (Cassazione, sentenza n. 3145 del 18/12/2000) , che il sequestro è un atto dovuto (Cassazione, sentenza n. 5021 del 16/5/1996). Quanto all’esigenza cautelare del sequestro anche dopo che si è consumato il reato, c’è pure la sentenza n. 29480 del 2007: “…anche dopo la consumazione del reato”.
Ribadito e strascritto (così come la condotta omissiva, frutto del responsabile del “non facere” è punita e ben descritta ancora dalla Cassazione, sentenza n. 24743 del 26 marzo 2010).
Tradotto, che vuol dire questo stare a guardare e non denunciare? La Lav rimanda ad un articolo del codice penale, il 40, 2° comma. Non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo. “Amici miei, vale per la polizia giudiziaria in divisa così come per la veterinaria nelle vesti di pg che vedendo un reato con l’obbligo giuridico di denunciarlo, non denunciano nulla!”. Vuoto formativo, vuoto professionale. Ma anche reato penale. E’
omissione, si concorre al reato. L’obbligo di denuncia, sia chiaro, vale anche per i veterinari privati, che esercitano un servizio di pubblica necessità (art. 359, comma 1, codice penale).
Accademica e perfetta, che fa al caso nostro, è la recentissima sentenza della Cassazione, la 3634 di quest’anno e che ha come oggetto l’interdizione dai pubblici uffici di due tecnici dell’Arpa in Friuli Venezia Giulia che avevano omesso di denunciare una discarica abusiva. “Erano soltanto due pubblici ufficiali”. Né più né meno come tanti veterinari pubblici.
I due tecnici sono stati estromessi dai pubblici uffici. Avevano anche loro l’obbligo giuridico di impedire l’illecito e non lo hanno impedito e ne risponderanno in concorso.
Eppure la giurisprudenza, che non abbandona neppure gli asini, non li avrebbe lasciati in mutande.
Incrociamo in sala lo sguardo e il commento di Gianluca Scagliotti, legale della Lega nazionale per la difesa del cane: “Oh, Ste, quanti pubblici uffici e ambulatori veterinari si svuoterebbero?”.
s.piazzo@lapadania.net
(89-continua)
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M.A.V. MOVIMENTO ALTRE VOCI
18 maggio 2011 -
M.A.V. MOVIMENTO ALTRE VOCI
E’ tempo di unire le forze per la grande contesa che stiamo affrontando.
Quello che vi chiediamo non è di iscrivervi subito a questo movimento nascente ma di informarci se avete interesse in quello che stiamo proponendo.
Nessuno chiede iscrizioni immediate o quote di iscrizione.
Dalle risposte che riceveremo capiremo se un’ impresa del genere è fattibile o è qualcosa, in questo momento storico, impossibile.
Questo manifesto deriva dalla volontà di creare qualcosa di nuovo che unifichi coloro che hanno a cuore la sofferenza del non umano.
Il testo del manifesto è frutto di una complessa elaborazione ma resta inteso che un movimento come questo che si va strutturando è qualcosa che evolve, e nuovi ingressi e nuove idee porteranno cambiamenti e miglioramenti.
Il movimento ha come scopo essenziale la difesa della Terra e degli esseri senzienti che la abitano e intende essere un movimento democratico, aperto, snello che guarda verso il mondo e si batte per far capire che i tempi sono maturi per cambiare radicalmente la visione dominante.
Vi preghiamo di leggere con attenzione il manifesto e, se lo condividete, di scrivere a:
Ripetiamo: un vostro interesse è determinante.
LINK: http://www.lasaggezzadichirone.org/site/wpcontent/uploads/2011/05/MANIFESTO-movimento-MAV.pdf
LINK: http://bailador.org/blog/wp-content/uploads/2011/05/MANIFESTO-movimento-MAV.pdf
M.A.V.
MOVIMENTO ALTRE VOCI
MANIFESTO
Venerdì 14 Marzo 2011 La Repubblica ha pubblicato un articolo di Marina Cavalleri dove si affermava che i vegetariani, in Italia, avevano raggiunto il livello di sette milioni.
Forse é un’esagerazione, ma resta il fatto che la crescita del vegetarianesimo e del veganismo è esponenziale e incontenibile. Chi ci ha informato di questo non è stata La Gazzetta Vegetariana ma un quotidiano che ha una tiratura di oltre seicentomila copie ed è, da qualche settimana, il giornale più venduto in Italia.
Ma quello che colpiva, leggendo l’articolo, era la scoperta di una forza immensa che, però, conta pochissimo nella vita del Paese. Quello che colpiva era il fatto che il mondo politico prendesse più a cuore le sorti dei cacciatori il cui numero, negli ultimi dieci anni, va declinando in maniera paurosa – di questa massa di persone che hanno a cuore la sofferenza del non umano. Colpiva il fatto che una tal forza fosse cosi ignobilmente ignorata.
La manifestazione della perfidia politica verso il non umano e chi lo difende si era manifestata in occasione del tentativo grottesco dell’imposizione con il voto, nel Parlamento e nel Senato italiani, della “caccia no limits” e con il voto, nel Parlamento Europeo , riguardante la direttiva europea sulla sperimentazione animale. Un affronto. Anzi continui affronti.
Come dire: siete tanti ma non contate nulla. Siete milioni ma siete insignificanti. Per noi contano più 765.000 cacciatori che milioni di voi. Questo era il messaggio trasmesso con chiarezza e fermezza.
Colpiva la spudoratezza, la sicurezza che gli animalisti non avrebbero reagito. La consapevolezza che il mondo animalista avrebbe mormorato qualcosa e poi avrebbe, supinamente, accettato la sopraffazione, come in passato aveva sempre fatto. Una buriana nella rete e poi il silenzio.
Immerso nel suo orrore quotidiano il mondo che ha cuore la sofferenza del non umano ha reagito; ma sarebbe necessaria una sollevazione. Sarebbe necessario far capire al mondo politico che esistiamo. Ma occorre farlo in maniera risoluta e ferma.
- Come si è potuto accettare fino ad oggi – dato il nostro numero incredibilmente crescente (ascendente) – di essere umiliati, ignorati, non considerati?
- Perché siamo rimasti passivi, inerti davanti a chi ci umilia e preferisce seguire lobby violente e senza scrupoli?
- Perché siamo restati chiusi nei mille ghetti e non abbiamo tentato di contrastare – facendo massa – il potere di chi osa introdurre leggi oscene per infierire verso esseri viventi non umani?
- Come è possibile che non ci sia stato un momento di aggregazione?
- Perché tutti tentativi di unirci e fare massa sono stati bloccati?
E’ venuto il momento aprire una nuova via. Occorre un cambiamento radicale che vada oltre il vecchio animalismo succube e sottomesso.
La violenza verso gli animali ha raggiunto livelli insostenibili e non può essere più affrontata con le dichiarazioni sdegnate, le raccolte di firme, le conferenze, l’infinito chiacchiericcio, le opere caritatevoli individuali, i grandi lamenti e lo stridore di denti. Occorre ben altro.
A che serve dire che l’Italia ha la legislazione più progredita del mondo in materia di animali se poi veniamo investiti quotidianamente da un diluvio di messaggi che indicano che nel nostro Paese avvengono cose innominabili, di inaudita violenza verso il non umano.
A che servono le leggi se non vengono applicate?
Gli animali hanno contro una classe politica totalmente chiusa verso la loro sofferenza, i media assolutamente indifferenti al problema, la Chiesa schierata contro e un popolo educato all’indifferenza verso il non umano.
Malgrado tutto questo e’ un popolo che sta cambiando. E sta cambiando anche il mondo.
Ma su un punto occorre chiarezza: il principale nemico del non umano è la frammentazione, l’atomizzazione tribale dei movimenti animalisti che funzionano come monadi chiuse in continuo contrasto tra di loro. Scopo primario degli animalisti ( degli antispecisti, dei biocentristi) in questo momento storico, è fare massa e contare. Senza riuscire a fare massa e a contare gli animalisti non esistono. Subiscono, come è costantemente avvenuto, sconfitta dopo sconfitta.
Ora è giunto il momento di cambiare; di creare un movimento profondamente ambientalista, animalista, antispecista, europeista, aperto verso la società civile, di cultura laica riformista che scelga una posizione equidistante dagli schieramenti attuali secondo le necessità politiche del momento e le valutazioni strategiche del suo gruppo dirigente e dell’assemblea dei suoi iscritti.
Occorre creare:
un movimento democratico, aperto, snello, non inceppato dalla solita burocrazia, che si evolve attraverso le scelte della sua base, senza capi carismatici, guru o profeti, che non si ghettizza in una visione ristretta ed elitaria, ma che guarda anche verso il mondo che non ha ancora fatto la scelta vegetariana. Senza preclusioni di sorta. Un movimento che coniuga l’antispecismo e la “neo ecologia.”
Un movimento che accomuna persone di diversi orientamenti politici e stati sociali, unite dalla consapevolezza del proprio diritto di vivere in un contesto civile, che sia espressione dell’umano e non del “subumano” i cui atteggiamenti barbarici, atti crudeli, abusi, sono retaggi di altri contesti storici e culturali che vanno risolutamente abbandonati.
Un movimento che nasca da un atto di coscienza, e si batta affinché il “subumano” smetta di seminare sofferenza e di abusare delle risorse naturali e si orienti verso la piena espressione dell’umanità della nostra specie, lontano dalla barbarie e dall’ignoranza.
Un movimento che si batta per far capire che i tempi sono maturi per smettere di devastare il pianeta e massacrare gli esseri viventi, umani e non umani, e che evidenzi che la crudeltà reiterata verso milioni di esseri è in realtà ancora oggi possibile solo perché le immagini e le urla di dolore, di terrore degli umani feriti, affamati, torturati e degli animali vivisezionati, imprigionati, feriti, uccisi non arrivano agli occhi e alle orecchie delle persone dato che i media evitano accuratamente di trasmettere le immagini veritiere delle guerre, dei luoghi di tortura, dei macelli, degli stabulari di vivisezione, degli allevamenti di animali da reddito. L’umanità non tollera emotivamente la crudeltà, ma l’ottusità e l’ignavia ancora prevalgono e quello che non colpisce direttamente i sensi non produce una reazione incisiva. Il numero di animali sacrificati in Occidente è oggi spaventoso, il comportamento nei loro confronti è disumano; la classe politica appare del tutto indifferente. E questo deve assolutamente finire.
Un movimento nazionale, non provinciale, non limitato, non chiuso, ma che guardi verso il mondo e abbia come scopi primari:
1) La difesa del pianeta e dei suoi abitanti umani e non umani. La difesa delle specie, delle acque, delle grandi foreste e la conseguente risoluta determinazione a combattere coloro che avvelenano la terra e stanno “de facto” distruggendo il pianeta.
2) Una ferma posizione riguardo l’abolizione della caccia, l’abolizione della sperimentazione sugli animali e l’eliminazione progressiva di qualsiasi forma di violenza verso tutti gli esseri viventi.
La lotta in difesa degli esseri senzienti e l’inasprimento delle pene verso la zoomafia e l’ecomafia e qualsiasi altra forma di violenza perpetrata verso esseri inermi e indifesi, incluso l’uso di animali per il circo, per le fiere, per l’industria delle pellicce, ecc…
3) L’appoggio alle grandi campagne internazionali, in difesa degli esseri viventi. Il sostegno alle grandi lotte – con ogni forma di resistenza – in difesa delle balene, dei cetacei, delle foche, contro il bracconaggio internazionale, contro la corrida, la caccia alla volpe, ecc..
4) L’inasprimento delle pene riguardo gli incendi dolosi, le frodi in materia ambientale, il commercio di sostanze che avvelenano terre , acque e aria, e il trasporto illegale di rifiuti e simili attività.
5) La promozione dell’idea che la crescita demografica deve svilupparsi in armonia con le risorse naturali disponibili e che l’incremento sproporzionato delle nascite sta pesando sulla Terra in maniera letale.
6) Una ferma posizione contro la fame nel mondo, la povertà, la schiavitù, la pena di morte, lo sfruttamento minorile, la prostituzione forzata, la violazione dei diritti umani e qualsiasi forma di violenza.
7) La promozione di stili di vita alternativi ed ecocompatibili come la raccolta differenziata, la produzione di imballaggi biodegradabili, il riciclo e tutte le tecnologie che facilitano il cambio verso uno stile di vita rivolto alla produzione di energia pulita. L’incentivazione all’uso di forme energetiche alternative e non inquinanti.
La scelta di una posizione laica che senza diventare anticlericale sostenga la battaglia per il riconoscimento dei diritti delle convivenze di fatto e le altre battaglie che il mondo laico sta portando avanti a livello nazionale e internazionale.
9) La scelta di campagne culturali su più fronti, volte all’educazione, alla sensibilizzazione, al rispetto e alla conoscenza. Campagne culturali con l’obiettivo di effettuare corsi nella scuole primarie e secondarie, e di promuovere materie come la conoscenza dell’etica interspecifica.
10) La scelta di avvallare i partiti che aiuteranno le cause del movimento e di contrastare quelli che le ostacoleranno. Una scelta indipendente, non legata a un partito specifico ma dettata solo dal comportamento dei partiti. I voti dovranno andare solo a chi farà progredire le cause sostenute dal movimento.
Occorre creare un movimento nazionale
- che sia capace di indirizzare i voti o negarli o astenersi secondo le posizioni dei partiti riguardo il non umano.
- che punisca con campagne mirate i partiti che ci ignorano, ci offendono e ci umiliano con i loro voti nel Parlamento e nel Senato. Che vada oltre le liste dei deputati e dei senatori buoni e cattivi che non hanno portato a nulla perché i politici interessati al problema della sofferenza del non umano sono una frazione infinitesimale e insignificante.
- che suggerisca e promuova interventi legislativi, interrogazioni, interpellanze, disegni di legge, decreti legge e decreti legislativi
- che sia in grado di essere presente ai tavoli di trattative per i diritti degli animali, e di ottenere pesanti sanzioni nei confronti delle autorità preposte all’applicazione delle leggi a tutela degli animali.
- che si assicuri che le leggi a tutela dei diritti degli animali in Italia non vengano considerate leggi di serie B, da disattendere e non applicare con la massima indifferenza ed impunità; che gli orrori, nei confronti degli animali non vengano considerati reati insignificanti; e che, in caso di violazione, le autorità preposte svolgano indagini serie e che i colpevoli paghino con il massimo delle pene previste.
- che assicuri l’impegno su vari livelli per l’ottenimento dell’applicazione delle leggi in difesa degli animali da compagnia sul suolo italiano (sterilizzazione, maltrattamento, canili lager).
- che sia in grado di tutelare i propri aderenti e li difenda durante l’espletamento della loro attività a favore dei diritti degli animali.
- che si batta per fermare il randagismo, svuotare i canili trasformandoli in parchi canili, per la diffusione di notizie sulla sofferenza degli animali da rendita, impegnandosi al contempo per divulgare i benefici e il valore etico dell’alimentazione e dello stile di vita vegetariana e vegana, che lotti per ostacolare qualsiasi forma di macellazione.
- che sia, finanziariamente autosufficiente. Che non chieda nulla.
Occorre un movimento – ombrello che dia copertura alle mille anime dell’animalismo e dell’antispecismo. Senza assorbirle o annullarle. E questo va tentato con o senza le associazioni.
Il tempo dell’inane chiacchiericcio è finito: o strutturiamo una forza autentica o si continuerà a sguazzare nella palude delle piccole cose, validissime per il salvataggio di uno sparuto numero di esseri viventi, ma fallimentare come strategia globale perché incapace di attivare una vera svolta epocale.
Una nuova coscienza sta sorgendo. E questa coscienza avanza inesorabilmente. Avanza un nuovo sentire che si confronta con il male del mondo senza alcuna titubanza; una nuova coscienza laica che anela al bene contro tutto ciò che lo ostacola.
Bisogna aprirsi al mondo con un programma che attacchi il ventre molle della violenza verso gli esseri viventi e che dia battaglia dove sia possibile farlo.
Da questo movimento – se nascerà – qualcosa di notevole può germogliare.
FIRMATARI
Massimo Terrile
Stella Cervasio
Milena Giordani
Paola Bozzi
Giulia Grazi
Valeria Turchi
Rosanna Marani
Raffaela Vergine
M. A. Pagano
Matilde Ferrario
Anna Musco
Marilena Calcagno
Sabina Guidotti
Mirka Ragazzini
Paolo Ricci
Cristiana Funari
Paolo Barbon
Daniela Tinti
Tiziana Bordini
Emmanuela Giarraputo
Rossana Bruno
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NO ENCI NO COLLARE ELETTRICO NO STRUMENTO DI TORTURA
15 aprile 2011 -
Chiliamacisegua legge orripilata, posta sull’avviso da una mail pervenutale, quanto l’Enci propone nel corso della sua audizione in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati; “Quanto alla possibilità di usare il collare elettrico, l’ENCI ha richiesto l’istituzione di un tavolo tecnico di confronto, al fine di consentire l’assunzione di decisioni che poggino su reali dati scientifici e ha lanciato l’idea di effettuare appositi corsi per il giusto utilizzo dello strumento.”
Chiliamacisegua propone invece al mondo del volontariato e delle Associazioni il bando dell’Enci fintanto che manifesta il desiderio di utilizzare strumenti di tortura medioevali e lo propone addirittura, contrabbandandolo come strumento di educazione.
NON ESISTE UN GIUSTO UTILIZZO DI UNO STRUMENTO DI VIOLENZA.
Per tale ragione, il Ministero dovrebbe vietarne sia la produzione su territorio italiano e ovviamente la sua commercializzazione, per tutelare il legittimo diritto alla vita senza tortura ne mutilazione degli animali, i cani in questo caso.
Supportate questa battaglia di civiltà, scrivendo alla mailing sotto indicata il vostro NO.
Grazie.
Chiliamacisegua
http://www.chiliamacisegua.org/
Mail pervenuta
Buongiorno a tutti,
la news riportata sotto è stata pubblicata sul sito dell’ENCI. Vi prego di leggere con attenzione la parte che ho evidenziato che riguarda la proposta di costituzione di un tavolo tecnico ministeriale per l’utilizzo del collare elettrico.
Sono abbastanza “spaventata” dei temi discussi in Commissione che preludono una regressione rispetto al benessere animale.
Chiedo il Vs. appoggio per effettuare un eventuale raccolta di firme da far pervenire alla Camera del Deputati contro eventuali provvedimenti e/o approvazioni in merito al collare elettrico, anzi a dire il vero dovrebbero anche vietarne la produzione e la commercializzazione.
Potete scrivere per raccogliere le vostre istanze a posta@csen-cinofilia.it
Grazie a tutti e buon lavoro
Cordiali Saluti
Luisella Vitali
I FATTI
http://www.enci.it/news/news.php?id=930
Audizione ENCI in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati
Data di pubblicazione: 06 aprile 2011
Riscontrata la bozza di testo unificato recante nuove norme in materia di animali di affezione e di prevenzione al randagismo, l’ENCI, rappresentato dal Presidente Francesco Balducci e dal Vice Presidente Dino Muto, ha espresso le proprie osservazioni durante l’Audizione del 5 aprile 2011 presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.
In materia di “attività economiche con animali d’affezione”, l’ENCI ha proposto che l’allevamento e la cessione a titolo oneroso “anche di un solo animale di affezione” non debba rientrare in tale tipo di attività, con le relative conseguenze regolamentari. Ha proposto, invece, che l’attività di allevamento sia ricondotta alla legge 349/1993, che definisce nel merito l’attività cinotecnica, e ai conseguenti decreti attuativi. Ha richiesto altresì di poter organizzare corsi di formazione propedeutici per l’attività di allevamento previsti dalla bozza di legge in discussione.
Con riferimento all’anagrafe canina e alla istituenda banca dati nazionale, l’ENCI ha sottolineato che oggi garantisce l’allineamento del Libro genelogico alle anagrafi regionali attraverso l’invio trimestrale dei propri dati, proponendo che l’Ente possa implementare e alimentare, tramite le proprie sedi periferiche, la banca dati dell’anagrafe canina al momento dell’iscrizione dei cani nei registri genealogici, evitando così l’eccessiva burocratizzazione a cui è attualmente sottoposto l’allevatore cinofilo.
In merito alle questioni relative al benessere animale, l’ENCI ha rimandato ogni considerazione sulle mutilazioni alle disposizioni tecniche emanate dal Ministro della Salute il 16.3.11 rivolte alla legge di ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia.
Tali disposizioni forniscono chiare indicazioni, nell’interesse dei cani, dell’allevamento cinofilo e nel rispetto del benessere animale.
Quanto alla possibilità di usare il collare elettrico, l’ENCI ha richiesto l’istituzione di un tavolo tecnico di confronto, al fine di consentire l’assunzione di decisioni che poggino su reali dati scientifici e ha lanciato l’idea di effettuare appositi corsi per il giusto utilizzo dello strumento.
Quanto all’uso dei trasportini, l’ENCI ha proposto di aggiungere anche il periodo connesso alla verifica zootecnica, oltre a quelli già previsti dalla bozza in discussione relativi al trasporto e alla degenza.
La Commissione ha apprezzato le proposte dell’ENCI, tese in gran parte ad accordare la bozza in discussione con la normativa già in essere e a tutelare la cultura cinofila in Italia e i legittimi interessi degli allevatori.
GLI STUDI
http://www.canepastoretedesco.info/collare_elettrico_tra_maltrattamento_e_ignoranza.html
Collare elettrico, tra maltrattamento e ignoranza
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Uno studio abbastanza recente, condotto dall’Università di Sassari, ha fornito diverse basi scientifiche a dimostrazione della pericolosità di tale strumento. Gli autori sono Raffaella Cocco e Stefano Visco, docenti e ricercatori della facoltà di medicina veterinaria di Sassari .
Vi invitiamo a leggere lo studio che potrete acquistare a questo indirizzo internet. Vi proponiamo qui un piccolo riassunto dell’opera. |
Un piccolo riassunto
L’idea di lavorare a questo progetto nasce dopo il ricorso accolto dal TAR del Lazio che annullava l’Ordinanza del 5 Luglio 2005 con la quale il Ministro della Salute disponeva il divieto all’uso del collare elettrico sui cani. Tale ricorso, presentato da alcune ditte produttrici di collari elettrici, annullava l’ordinanza dichiarando la stessa ”adottata senza alcuna istruttoria precisa e senza l’indicazione delle ragioni di necessità ed urgenza che sole giustificano il ricorso al potere esercitato […] risulta in commercio da anni […] non può ritenersi tale (riferito alla pericolosità) la prevedibile reazione alla scossa elettrica da parte dell’animale, atteso che si tratti di reazione sempre presente in una pratica non nuova, anzi seguita da anni” .
Per paradosso però, insieme a tale annullamento, ci sono state le sentenze di Forlì (procura della Repubblica) e Vicenza (Corte di Cassazione) che hanno condannato per maltrattamenti chi utilizzava il collare elettrico.
L’obiettivo di questo lavoro è quello di mettere in evidenza sia la pericolosità di questo strumento sia il fatto che non possa esistere un suo uso proprio.
Per fare ciò vengono analizzati e spiegati nel dettaglio la fisiopatologia della corrente elettrica e i suoi effetti sul corpo, con particolare attenzione alla regione (quella del collo) interessata dall’utilizzo del collare.
Pur non possedendo moltissimo materiale specifico su cui lavorare, le analisi e le conclusioni scientifiche sono basate su nozioni mediche e biologiche già conosciute e descritte in numerosi testi (compresa buona parte della lettertura riferita all’uso della corrente elettrica sugli esseri umani).
Si analizzano i vari tipi di collare elettrico disponibili in commercio, che possono fornire al cane una corrente elettrica continua o alternata con intensità che variano a seconda del livello prescelto.
I collari elettrici messi in commercio si distinguono per il tipo di corrente utilizzata mentre, per quanto riguarda l’intensità, questa può essere modificata a discrezione dell’addestratore così come il voltaggio
che varia tra i 500 volts e i 4820 volts. Per quanto concerne l’intensità, le case produttrici non forniscono dati a riguardo.
Da notare come, al di là dei termini scientifici che possono risultare un tantino ostici o rendere la lettura “pesante” , siano analizzate in modo molto preciso le modalità di trasmissione della corrente e gli effetti sull’organismo.
Interessante (se si può usare il termine) verificare che, in caso di corrente alternata le basse frequenze, a parità di tensione ed intensità, sono molto più pericolose rispetto a quelle molto elevate, che correnti con un basso voltaggio e con una debole intensità sono capaci di stimolare i muscoli ed i nervi, che la corrente quando incontra una bassa resistenza tende a farsi strada attraverso la superficie cutanea senza coinvolgere gli organi interni, mentre quando le resistenze sono alte essa attraversa la pelle e si fa strada attraverso i liquidi organici, che sono buoni conduttori e se durante il suo percorso incontra organi vitali, come il cuore, questo può giungere alla fibrillazione sino all’arresto cardiaco.
Inoltre dai vari studi si evince come il fatto che l’organismo venga ripetutamente sottoposto a scariche elettriche comporti un continuo peggioramento nella capacità dell’organismo stesso di sopportare e, di conseguenza, aumentino le possibilità di effetti patogeni.
Particolarmente importante è tutta la parte in cui si analizza la regione anatomica del collo e i muscoli e nervi coinvolti. Del resto, mi pare di ricordare che alcuni teorici dell’addestramento tradizionale mostrono proprio le stesse relazioni per spiegare l’efficacia di alcuni strumenti correttivi come anche il collare a punte, sottolineandone l’azione su importanti centri nervosi
I muscoli del collo rivestono l’esofago, la trachea, le ghiandole salivari. Intervengono non solo per i movimenti di quella regione, ma fungono da bilanciere cefalico, regolano la deglutizione, i movimenti inspiratori, la dilatazione del torace. I vasi sanguinei e i nervi nella regione del collo, soprattutto i nervi, possono inoltrare l’impulso elettrico ad altri organi o tessuti; senza tediarvi troppo con tutta l’esposizione scientifica, solo alcuni cenni riguardanti i nervi della regione del collo:
Un deficit del nervo facciale può predisporre il cane a patologie quali congiuntiviti, lesioni corneali ma anche cheratocongiuntiviti secche, inoltre, innervando anche le ghiandole salivari questo nervo è responsabile delle sensazioni gustative della lingua.
Il Nervo vago ha fibre che convogliano tre tipi di sensibilità: gustativa, generale (della laringe, faringe e dai visceri innervati da questo nervo) ed esterocettiva (proveniente dalla cute dell’orecchio esterno).
Data l’ampia distribuzione di questo nervo, appare ovvio come una sua disfunzione possa avere varie ripercussioni che coinvolgono diversi organi ed apparati. Sono molti i riflessi viscerali controllati da questo
nervo tra i quali, la deglutizione, la tosse, lo starnuto, il vomito; a queste bisogna aggiungere le importanti azioni che esso svolge sull’attività cardiaca, in modo diretto, e su quella respiratoria, in modo indiretto
regolando la fisiologia della laringe.
La corrente elettrica, anche se dotata di elevata intensità e tensione, scaricandosi nel corpo del cane non sempre provoca lesioni obbiettivamente rilevabili.Possono esserci, ad esempio, lesioni cutanee, emoraggie della cute o delle mucose, angiospasmi e molto frequentemente edemi localizzati, ma anche contrazioni dei muscoli innervati dai nervi interessati dalla stimolazione elettrica.
Se l’ impulso ha un’intensità elevata e/o perdura per un tempo relativamente lungo (8 secondi per quasi tutti i collari elettrici in commercio) questo può determinare l’attivazione di nervi posti in profondità del collo, quali ad esempi il nervo frenico, il laringeo, il vagosimpatico oltre ai vari nervi motori.
In questo caso le conseguenze sono ben più gravi: contrazioni tetaniche del diaframma, spasmi laringei; arresto della respirazione per tanto tempo quanto persiste lo stimolo.
Tutto questo si ripercuote quindi anche a livello dell’apparato respiratorio ove si potrebbe osservare edema acuto del polmone, sfiancamento degli alveoli polmonari con lacerazioni e piccole emorragie nel tessuto interalveolare. Appare un quadro di enfisema acuto traumatico dovuto prima di tutto alle contrazioni dei muscoli respiratori della gabbia toracica, della laringe e del diaframma, che perdurano tanto quanto il passaggio della corrente, e poi ai bruschi, frequenti, disordinati e profondi atti respiratori che il cane compie appena cessa l’azione della corrente.
Inoltre a carico delle pleure si potrebbero osservare piccole emorragie, così come in molti altri organi, zone di enfisema sottopleurico.Ci può essere presenza di emorragie puntiformi diffuse nel midollo, nell’encefalo e nelle relative meningi.Per non parlare dell’influenza sull’attività cardiaca, l’ azione della corrente elettrica sul cuore si esplica mediante i centri motori ed attraverso spasmi delle coronarie; generalmente si ha aumento della frequenza delle contrazioni con notevole diminuzione dell’energia cardiaca e della pressione sanguigna; altre lesioni che possono essere conseguenza del passaggio della corrente elettrica, riguardano il sistema circolatorio periferico e l’apparato muscolare scheletrico.
Emorragie possono apparire anche in altri organi e tessuti a livello esofageo,sottofaringeo, a livello di cardias, pilorico, delle vie biliari e di tratti più o meno lunghi di intestino. che possono causare turbe più o meno gravi alla normale funzione dell’apparato digerente.
Insomma, lo stimolo dolorifico o quantomeno fastidioso, che il collare elettrico procura al cane ha sul suo fisico effetti che possono essere, specie con utilizzo prolungato, devastanti, oltre ad avere un’azione devastante a livello psichico, dovuta proprio all’effetto fisico provocato dall’attraversamento della corrente elettrica.
Gli autoti citano uno studio di Schilder e van der Borg sui cani che hanno subito lo shock elettrico del collare, citando gli atteggiamenti posturali che denotano stress rilevati in prevalenza:
Posizione Bassa delle orecchie*
Coda Fra le Gambe*
Vocalizzazioni di diversa intensità
e timbro*
Camminare in circolo
Veloci movimenti della lingua*
Movimenti veloci della testa*
Evitare/sfuggire*
Accucciarsi*
sottolineando come lo stress perduri per molto tempo anche dopo l’utilizzo del collare elettrico.
Ovviamente lo studio termina anche con la considerazione che, oltre al fatto che sia scientificamente provato che addestrare un cane con il collare elettrico sia un vero e proprio maltrattamento, di non poca rilevanza è il fatto che non sempre l’impiego del collare elettrico risolve i problemi per i quali viene utilizzato, ma frequentemente ne determina altri, che vanno dall’aggressività ad associazioni diverse da quelle desiderate dall’addestratore. Concludono gli autori: chi si sente minacciato pensa a proteggersi, non ad imparare.
Resta però, al di là dell’efficacia o meno dello strumento (efficacia sulla quale, con certe modalità di utilizzo, l’UD sostiene di aver dato ampia dimostrazione -leggi: risultati ottenuti in gara) la terrificante descrizione degli effetti della corrente elettrica …leggendo mi veniva da pensare all’età media dei cani da lavoro e alle cause di decesso. Sarebbe interessante uno studio in proposito…
A CHI SCRIVERE
info@lacoscienzadeglianimali.it;
STRISCIA LA NOTIZIA
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/news/2007/10/08/news_2466.shtml
Ultime notizie
Collari elettrici
E’ stato condannato dal giudice di Bologna, Liviana Gobbi, l’addestratore di cani di Zola Predosa, comune della cintura bolognese, ritratto un paio di anni fa in un servizio di ‘Striscia la notizia’ mentre utilizzava un collare elettrico su una cane a scopo dimostrativo e di addestramento. Lo ha reso noto la Lav (Lega anti vivisezione), che aveva presentato una denuncia sul caso. Oggi E. M., originario di Bari ma residente a Bologna, è stato condannato a 4000 euro di multa, al pagamento delle spese legali e di una provvisionale di 1000 euro da versare alla Lav come parte civile, per maltrattamento di animali. L’articolo del codice penale violato è il 544 ter che recita: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno e con la multa da 3.000 euro a 15.000 euro”. La vicenda ha avuto origine da alcune immagini realizzate con telecamera nascosta e trasmesse l’11 aprile 2005 da ‘Striscia’, che mostravano l’addestramento di cani con collari elettrici e la sofferenza degli animali ad ogni scossa ricevuta. La citazione a giudizio dell’addestratore era stata formulata dal Procuratore aggiunto Luigi Persico che nel corso dell’inchiesta aveva fatto fare una consulenza al preside di veterinaria di Bologna Stefano Cinotti. Il lavoro del consulente aveva documentato gli effetti nocivi e dolorosi sugli animali prodotti dai collari per scopi addestrativi che, secondo la consulenza, possono essere raggiunti anche con altre pratiche. “Da quel filmato è quindi scaturita la denuncia della Lav, presentata presso la Procura della Repubblica di Bologna – commenta Ciro Troiano, responsabile nazionale Lav e firmatario della denuncia – la Lav ringrazia l’avvocato Luca Ferrini di Cesena per l’assistenza fornita, e si augura che questa condanna di E. M. apra la strada ad una più ampia riflessione mirata a individuare nell’uso di strumenti coercitivi quali collari elettrici o similari, bastoni con punte elettriche e altri congegni atti a procurare scosse elettriche ai cani”. (Ansa, 8 ottobre 2007)
Guarda primo e secondo filmato
AGGIORNAMENTO RISPOSTA ENCI
http://www.enci.it/news/news.php?id=934
Precisazioni ENCI in merito al collare elettrico
Data di pubblicazione: 18 aprile 2011
Con riferimento al comunicato ENCI del 6.4.2011, riguardante l’audizione del 05.04.2011 in Commissione Affari Sociali, in merito alla richiesta di un confronto concernente i collari elettrici, si precisa che la richiesta scaturisce dalla assoluta necessità di tutelare il cane nell’ambito di una sempre più ampia e profonda attenzione al benessere animale.
La constatazione che attualmente non esistono norme che vietano efficacemente e neppure regolamentano l’utilizzo di collari elettrici, lasciando dunque aperta la possibilità che possano di fatto essere utilizzati in modo incivile e dannoso, richiede che sulla questione venga posta urgentemente la massima attenzione del legislatore.
La richiesta dell’ENCI è stata fatta, esclusivamente, per porre fine a possibili usi barbari di siffatti strumenti e non presuppone alcuna sollecitazione a favore di un utilizzo di strumenti coercitivi sugli animali e in particolare sul cane, come maldestramente interpretato da alcuni.
Vale la pena ricordare che ogni qualvolta l’ENCI è venuto a conoscenza di comportamenti di propri associati riferiti a maltrattamenti di animali, anche attraverso l’uso del collare elettrico, è intervenuto attivando gli organi preposti ai controlli, l’Autorità giudiziaria e gli organi disciplinari previsti dallo Statuto. Il benessere del cane è infatti la condizione che sta alla base di ogni attività legata alle verifiche zootecniche autorizzate dall’ENCI.
I regolamenti nazionali dell’ENCI, nel rispetto delle leggi vigenti, sottolineano l’assoluto divieto di utilizzare strumenti coercitivi sui cani in rispetto anche ai principi emanati della Federazione Cinologica Internazionale.
L’ENCI respinge con fermezza ogni tentativo di strumentalizzazione e interpretazione faziosa della propria posizione nei confronti del collare elettrico.
Darà mandato ai propri legali di tutelare l’immagine dell’Ente in ogni sede.
Il Presidente
Francesco Balducci
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Green Hill: interrogazione con risposta scritta
12 febbraio 2011 -
Quando la politica è trasversale, quando la politica si coalizza per il bene comune, in questo caso a supporto della richiesta del Sottosegretario on Francesca Martini che persegue lo stesso obbiettivo, la chiusura di Green Hill a Montichiari, tristemente noto per ospitare l’allevamento di cani destinati alla vivisezione e ai laboratori, la politica è da apprezzare, la politica è da ringraziare.
Chiliamacisegua divulga l’interrogazione dei Consiglieri Regionali Lombardi che aggiungono valore etico al loro ruolo politico.
Chiliamacisegua
www.chiliamacisegua.org

INTERROGAZIONE con risposta scritta
Al Signor Presidente
del Consiglio Regionale
OGGETTO: Green Hill, allevamento di cani da laboratorio situato a Montichiari (BS).
Applicazione della normativa regionale.
I sottoscritti Consiglieri Regionali
Visto il Decreto Legislativo del 27 gennaio 1992, n. 116 “Attuazione della direttiva n. 86/609/CEE in materia di protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici”, ed in particolare l’art. 17, che dispone che nella programmazione e pianificazione dei piani di ricerca scientifica siano preferiti, ove possibile:
a) quelli che non si avvalgono di sperimentazione animale;
b) quelli che si avvalgono di metodi alternativi;
c) quelli che utilizzano un minor numero di animali e comportino procedimenti meno dolorosi;
d) le ricerche su protocolli per il minore impiego di specie e di numero di animali;
e) le ricerche intese allo studio di metodi alternativi;
Considerato che l’allegato II del suddetto decreto “Linee di indirizzo per la sistemazione e tutela degli animali” non disciplina nel dettaglio i limiti quantitativi massimi consentiti in relazione al ricovero di animali nelle strutture che allevano o ospitano animali da laboratorio;
Rilevato che l’art. 7 del Regolamento Regionale 5 maggio 2008, n. 2 “Regolamento di attuazione della legge regionale n. 16 del 20 luglio 2006 (Lotta al randagismo e tutela degli animali di affezione)”, al comma 2 prevede che le strutture, comprese quelle private a scopo di allevamento, “non possono essere autorizzate al ricovero di più di duecento cani”;
Constatato che tale regolamento risulta a tutt’oggi in vigore, anche a seguito dell’entrata in vigore della L.R. 33/2009, e che l’articolo in esame non risulta in contrasto con gli indirizzi previsti nel decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 116;
Rilevato che nella struttura dell’allevamento di cani Green Hill, sita a Montichiari (BS), sono rinchiusi fino a ca. 2500 cani adulti, oltre alle varie cucciolate, destinati ai laboratori da vivisezione di tutto il mercato europeo;
Considerato che l’allevamento di cani da laboratorio Green Hill, nel rispetto di quanto previsto all’art. 7, comma 5, del Regolamento Regionale n. 2 del 5 maggio 2008, avrebbe già dovuto procedere all’adeguamento ai requisiti ivi previsti entro sei mesi dall’entrata in vigore dello stesso;
Vista la lettera del Ministero della Salute in data 4 Ottobre 2010, nella quale si evidenzia positivamente che la normativa della Regione Lombardia attualmente in vigore prevede requisiti strutturali più dettagliati in materia di allevamento di animali d’affezione e “si ritiene auspicabile e doverosa l’applicazione della legislazione regionale in materia di allevamento di animali d’affezione con carattere d’urgenza all’allevamento Green Hill”;
Ritenuta quindi, a nostro giudizio, superflua l’ulteriore richiesta di chiarimenti di Regione Lombardia al Ministero della Salute in data 04.11.2010;
INTERROGANO
Il Presidente della Giunta della Regione Lombardia Roberto Formigoni, nonché l’Assessore Regionale alla Sanità Luciano Bresciani per sapere:
- quale è attualmente il numero dei cani ricoverati nella struttura Green Hill di Montichiari (BS);
– quali azioni intendano intraprendere affinchè sia applicata, come auspicato anche dal Ministero della Salute, la legislazione regionale in relazione all’allevamento di cani da laboratorio Green Hill.
Milano, 27 gennaio 2011
Girelli Gian Antonio
Ferrari Gianbattista
Valmaggi Sara
Tosi Stefano
Gaffuri Luca
Pizzul Fabio
Mirabelli Franco
Cavicchioli Arianna
Barboni Mario
Martina Maurizio
Borghetti Carlo
Brambilla Enrico
Alfieri Alessandro
Santantonio Fabrizio
Pavesi Giovanni
Costanzo Angelo
Prina Francesco
Villani Giuseppe
Civati Giuseppe
Alloni Agostino
Penati Filippo
Spreafico Carlo
Gianmarco Quadrini
Valerio Bettoni
Enrico Marcora
Per saperne di più
http://amicidichicca.blogspot.com/2011/01/la-padania-16-gennaio-vivisezione.html
GREENHILL, IL RICHIAMO “URGENTE”DEL MINISTERO FA LA MUFFA
Beagle: si amano, non si tagliano a pezzi
http://www.direttanews.it/2010/04/17/green-hill-la-fabbrica-della-vivisezione-a-montichiari/
Green Hill, la fabbrica della vivisezione a Montichiari
http://www.chiliamacisegua.org/2010/10/19/basta-con-la-vivisezione/
BASTA CON LA VIVISEZIONE
https://chiliamacisegua.wordpress.com/2010/04/13/vivisezione-corteo-nazionale-contro-green-hill/
VIVISEZIONE: CORTEO NAZIONALE CONTRO GREEN HILL
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Billy (anni diciotto malato sordo e cieco), Jo (anni quindici malato di lesmania) sfrattati dal cane a 6 zampe
7 febbraio 2011 -
Chiliamacisegua sottoscrive, partecipa e divulga questa protesta in nome della carità, in questa storia sconosciuta.
E pensare che sarebbe bastato un po’ di cuore, ma si sa, il cuore va ad…amore e compassione, non a benzina o gasolio!
Forse sara’ perché questi cani, Billy e Jo, hanno 4 zampe e non sei?
Chiliamacisegua
I FATTI
http://www.geapress.org/il-maltrattamento-e-la-sua-legge/cagliari-due-vecchi-e-malati-cagnetti-leni-vuol-portar-via-di-casa/9553
Cagliari: due vecchi e malati cagnetti l’ENI vuol portar via di casa
di redazione | 13 dicembre 2010
GEAPRESS – Vecchi ed inutili. Mandiamoli via e subito perché forse potrebbero morire e non darla vinta al ricorrente. Al ricorrente? Si un ricorrente d’eccezione che si chiama ENI, l’ex Ente Nazionale Idrocarburi, e del cane che fiamma a sei zampe. Secondo un cartello di ben diciassette Associazioni sarde nel provvedimento d’urgenza del Tribunale di Cagliari che vuole mandare via due vecchi cagnetti sarebbe celata pure la beffa di farlo subito ( i cani sono vecchi…) e soddisfare così il ricorrente.
L’ENI, vuole mandare via dal suo distributore Agip di viale Colombo a Quartu Sant’Elena, i cagnetti che accudisce nel retro del distributore. Disturberebbero il decoro. Il gestore, indubbiamente coraggioso, non ci sta e si oppone anche perché (tanto per aggiungere ancora qualcosa di agghiacciante alla vicenda) i due cagnetti, Billy e Jo, hanno rispettivamente 17 e 15 anni suonati!! Sono stati sempre lì e sempre ben accuditi come dimostra un documento rilasciato dall’ENPA. Billy (nella foto) è ormai da tempo cieco, quasi completamente sordo e gravemente malato. Jo, invece, non se le cava bene perché combatte con una inguaribile malattia che si chiama Leishmaniosi. Niente da fare. La legge che non interviene per i maltrattamenti di animali, in questo caso è severissima. Billy e Jo, vecchi e malati, devono andare via. Sono indecorosi. Il ricorrente, magnanimo…., affronterà però le spese.
Stamani è arrivato l’Ufficiale Giudiziario per provvedere al trasferimento coatto ma un muro di animalisti sbarra la strada al rigore (forse un po’ vigliacchetto) della legge. Niente da fare, dunque. Ma il 29 dicembre ritornerà ed allora c’è da aspettarsi che non guarderà in faccia nessuno.
La vicenda più che lasciare l’amaro in bocca da la sensazione di uno stordimento nauseante. Come è possibile che si arrivi a tanto? La grande ENI che si è appena acquistata le licenze di un mega giacimento di gas in Polonia, che ha ulteriormente aumentato le quote estrattive in Iraq e tanto altro ancora, ha tutto questo tempo da perdere, addirittura con il suo Direttore Generale, per due cani vecchietti di un distributore di Cagliari?
Oggi, non siamo riusciti a metterci in contatto con il Direttore Generale dell’ENI, ovvero con il ricorrente, ma a lui rivolgiamo lo stesso l’appello di desistere da questa azione che, se paragonata all’indecorosità presunta dei cagnetti, forse qualche altra aggettivazione richiederebbe. Noi crediamo che il 29 dicembre Billy e Jo, cani vecchi e malati, ben accuditi e soddisfatti del loro padrone e dei loro vicini (dai balconi delle case sventolavano striscioni in loro appoggio) rimarranno ancora lì non sappiamo ancora per quanto ma non sicuramente per l’incomprensibile atteggiamento dell’ENI. Ovviamente siamo a disposizione per ogni chiarimento ritenuto necessario ma, per favore, lasciamo in pace i cagnetti dell’Agip di Quartu Sant’Elena. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).
A
Tribunale.cagliari@giustizia.it;
segreteriasocietaria.azionisti@eni.com;
info@lacoscienzadeglianimali.it;
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BAGNOLI IRPINO: VERGOGNA!
6 febbraio 2011 -
Chiliamacisegua
Mail ricevuta:
Questo è quanto possiamo ammirare quando si arriva nella fantastica località di Laceno frequentata da turisti. Tutto questo si trova nel Comune di Bagnoli Irpino.
CHE BELLA visione. E’ davvero scandaloso, sotto gli occhi di centinaia di turisti al giorno, sotto gli occhi degli albergatori e credo a conoscenza del Sindaco, dover compatire queste povere creature che ogni 6 o 7 mesi si accoppiano generando decine di cuccioli alla volta. Destinati ad essere randagi per tutta la loro vita, fatta di stenti e di pericoli.
Ma possibile che il Comune, e in particolare mi riferisco al sindaco Aniello CHIEFFO e al signor Giuseppe CAPUTO con delega al radagismo, non sappia prendere una decisione e fare una scelta intelligente a beneficio anche della collettività e dei turisti e non solo di queste creature?
Perchè negli anni non si sono sterilizzate questi cani e perchè non si agisce nell’immediato?
RICORDIAMO AL SINDACO CHE è IL PROPRIETARIO DEI CANI RANDAGI.
Sindaco le chiediamo una risposta.
Caterina Manzione
Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Sez. di Salerno
mail: amichebalu@yahoo.it;
cell. 3337401020
Sindaco
Avv Aniello Chieffo
A
politichesociali@bagnoli-laceno.it;
tutela.animale@sanita.it;
info@lacoscienzadeglianimali.it;
r.marabelli@sanita.it;
g.ferri@sanita.it;
redazione.ottopagine@gmail.com;
redazioneinternet@ilmattino.it;
info@irpinia.biz;
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AIUTATECI A SALVARE GLI ANIMALI MALTRATTATI A CASALI DI USSITA (MC)
30 gennaio 2011 -
Chiliamacisegua
Il primo servizio di Striscia la notizia fu girato in data 10/03/2010 e andò in onda il 18/03/2010 questo il link per chi volesse rivederlo:
http://www.youtube.com/watch?v=e0ag7i1SlWU&feature=channel
Il secondo servizio di Striscia la notizia è stato girato il 18/01/2011 ed è andato in onda il 26/01/2011 e il 27/1/2011 questo il link per chi non l’avessi visto:
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2011_01_stoppa26.flv
Nel frattempo sono morti una quantità indefinita di cuccioli di cane e di pecora, cani ridotti malissimo per via delle malattie, della mancanza di cibo e acqua.
Dai servizi di Striscia appare evidente a tutti che questi animali vengono maltrattati e muoiono come le mosche, a tutti tranne che alle Autorità competenti.
Il Sindaco di Ussita ha emesso non si sa quante ordinanze che non sono mai state fatte rispettare al pastore proprietario.
L’ultimo sopralluogo del 20/1/2011, solo due giorni dopo che Striscia aveva filmato il secondo video andato in onda il 26/1/2011, in cui sono state dispiegate ingenti forze dell’Ordine (Vigili urbani, Carabinieri di Ussita e di Camerino, almeno 4 responsabili veterinari Asur 10 di Camerino), nonostante i cadaveri presenti di ogni tipo di animale nella stalla, non è riuscito allo scopo. Non hanno sequestrato niente. Addirittura il pastore ha scelto lui il numero di cani da far portare via momentaneamente (sappiamo che si sta già muovendo a livello legale per riaverli indietro) con la promessa di non farli sterilizzare perché vuole fargli fare in futuro altre cucciolate. Cucciolate che poi faranno la fine di quelle viste nel servizio di Striscia.
A noi volontari che da oltre un anno ci prodighiamo in tutti i modi per salvarli ci hanno detto che siamo “troppo emotivi”, che per loro non c’è maltrattamento, che il maltrattamento si verifica a loro dire, ignorando del tutto la legge 189 dell’agosto 2004, solo se qualcuno picchia un animale, ma se lo si fa morire di fame, di sete, di malattie, di stenti, questo non è maltrattamento. Che le morti sono naturali, fisiologiche ogni tot numero di animali.
Ci siamo stancati di queste risposte, ci siamo stancati di forze dell’ordine, di responsabili asur che negano l’evidenza più evidente che tutti vedono tranne loro, ci siamo stancati di questo muro di gomma impossibile da oltrepassare.
I nostri legali stanno preparando le denunce per tutti coloro che hanno provocato questo scempio di povere creature innocenti.
Ma abbiamo bisogno di pressare le Istituzioni assenti, cieche e sorde, dateci una mano.
Mandate via questo appello via email, o scrivetene altri a vostra scelta, basta guardare i servizi di striscia per avere una idea di quello che sta succedendo a Casali di Ussita da oltre un anno.
Fate girare ai vostri contatti, sommergiamoli di emails, di proteste, di indignazione.
Inoltre per sabato 12 febbraio, se nel frattempo non accadrà niente di nuovo, si sta organizzando una manifestazione a Casali di Ussita presso il sindaco.
Chiunque di voi, se vuole, può venire a darci una mano. Vi faremo sapere i dettagli più avanti . Unico problema, organizzatevi con auto che siano attrezzate per camminare con la neve, perché potremmo trovarla. Fateci avere le vostre adesioni se intendete venire.
Grazie a nome di tutti quegli animali che ancora aspettano di essere salvati in quella stalla degli orrori, e ovunque in questa nostra Bella Italia !
Ass. Amici animali Onlus
Osimo (An)
www.amicianimali.org
mail di protesta da inviare a
almerino.mezzolani@regione.marche.it;
riccardo.carboni@ussita.sinp.net;
Bernardino.vitali@sanita.marche.it;
sante.petrocchi@sanita.marche.it;
segreteria.sanita@regione.marche.it;
laura.belardinelli@regione.marche.it;
rosetta.fulvi@regione.marche.it;
sanita.marche.itfunzione.veterinaria.alimenti@regione.marche.it;
funzione.veterinaria.alimenti@regione.marche.it;
simona.esposito@provincia.mc.it;
valentina.gregori@provincia.mc.it;
info@lacoscienzadeglianimali.it;
cronaca.macerata@ilcarlino.net;
benedetta.iacomucci@ilcarlino.net;
macerata@corriereadriatico.it;
commerciale@etvmarche.it;
OGGETTO: RICHIEDIAMO IL SEQUESTRO IMMEDIATO DI TUTTI GLI ANIMALI, PECORE E CANI, DEL PASTORE DI CASALI DI USSITA (MC)
A tutti voi,
rappresentanti di pubbliche Istituzioni, che nonostante le segnalazioni arrivate, le proteste di mezza Italia, i servizi di Striscia La Notizia
(link: http://www.youtube.com/watch?v=e0ag7i1SlWU&feature=channel
e
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2011_01_stoppa26.flv)
a distanza di neanche un anno, non avete fatto niente per evitare la grave situazione in cui si trovano gli animali a Casali di Ussita (mc) chiusi in una stalla nella mani del proprietario.
Perché le leggi sugli animali non vengono fatte rispettare?
Perché, nonostante l’evidenza nota a tutti, gli animali sia pecore che cani, non sono già stati sequestrati al pastore che li detiene in quel modo abominevole?
Perché nonostante i cadaveri visti dagli italiani nel servizio di Striscia del 26/1/2011 il pastore ancora è libero di farne quello che vuole?
Perché in Italia per denunciare lo scempio in cui vengono detenuti degli animali, dobbiamo ricorrere a Striscia la Notizia affinché qualcuno faccia il proprio dovere e le leggi vengano fatte rispettare?
Chiediamo con forza il SEQUESTRO IMMEDIATO DI TUTTI GLI ANIMALI DI PROPRIETA’ DEL PASTORE E LA DIFFIDA A PRENDERNE ALTRI PER IL FUTURO, dato che è chiaro che non è in grado di garantire loro il benessere animale previsto dalla legge e dal buon senso.
La nostra protesta continuerà fino a che questo scempio non cesserà, a Casali di Ussita, così come in ogni altra parte d’Italia dove i diritti fondamentali degli animali vengono calpestati, senza che le pubbliche Istituzioni muovano un dito per evitarlo.
Cordiali saluti
FIRMA E CITTA’
I FATTI RACCONTATI DA CHILIAMACISEGUA
http://www.chiliamacisegua.org/2010/03/19/i-cani-e-le-pecore-di-casali-di-ussita/
http://www.chiliamacisegua.org/2011/01/22/ussita-e-la-vergogna-del-canile-lager/
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IL CANILE DI RIETI CHIUDE FRA UN MESE!!! AIUTATECI A SALVARE 150 CANI..
12 gennaio 2011 -
Aggiornamento 25 gennaio
AIUTIAMO QUESTE CREATURE INSIEME CE LA POSSIAMO FARE
Grazie
Chiliamacisegua
AD OGGI RIMANGONO 24 CANI SENZA LA MINIMA SPERANZA DI RISCATTO E ALTRI 19 PER CUI STIAMO DEFINENDO LA POSSIBILITà DI OSPITALITà PER ALCUNI QUASI CERTA, PER ALTRI ANCORA MOLTO IPOTETICA. E POI ALCUNI CANI CHE I COMUNI PROPRIETARI SPOSTERANNO IN BUONE STRUTTURE, QUINDI PER IL MOMENTO AL SICURO.
AGGIORNAMENTO – IL CANILE DI RIETI CHIUDE FRA UN MESE!!! AIUTATECI A SALVARE 150 CANI…
AD OGGI ABBIAMO RICEVUTO CIRCA 60 PROPOSTE DI STALLO E/O ADOZIONE GIà VERIFICATE E SICURE, ALCUNE ALTRE ANCORA DA VERIFICARE O DA CONCORDARE, MA SONO ANCORA TANTI, TROPPI I CANI SENZA UNA SPERANZA DI FUTURO. OVVIAMENTE RIMANGONO I CANI DI TAGLIA PIù GRANDE E QUELLI DAL CARATTERE DIFFICILE, CHE HANNO GIà AVUTO UNA VITA DISGRAZIATA E CHE FORSE NON AVRANNO MAI UNA POSSIBILITà DI RISCATTO… CI SONO PER ESEMPIO TIGRA E REMO, DUE PITBULL, BUONISSIMI CON LE PERSONE E SOPRATTUTTO LUI MOLTO ANZIANO E CON LE ZAMPE PIAGATE DAL FREDDO… DIMAGRISCONO, HANNO FREDDO, E HANNO FAME.
CI SONO CANI COME DADO, BITTER E JUMPINO CHE SONO MERAVIGLIOSI E STANNO DIMAGRENDO A VISTA D’OCCHIO… RIUSCIRANNO A RESISTERE?
E POI CI SONO TUTTI I CASI DIFFICILI: CHI VORRà MAI SALVARE UN CANE SELVATICO, DISSOCIATO O ANCHE UN PO’ MORDACE???
SONO ANCORA TANTISSIMI E HANNO BISOGNO DI AIUTO!!!
POTETE SCEGLIERE CHI SALVARE TRA CHI NON HA ANCORA LA “P” (= PRENOTATO) NEGLI ALBUM AI LINK CHE TROVATE AL FONDO DELLA COLONNA ROSSA DI DESTRA SUL BLOG www.ulminopericanidirieti.splinder.com, SONO AGGIORNATI AD OGGI.
GRAZIE A TUTTI COLORO CHE SI STANNO DANDO DA FARE PER I CANI DI RIETI, PER FAVORE NON SMETTETE… MANCA POCO TEMPO MA CE LA POSSIAMO FARE.
PER ADOZIONI, OFFERTE DI STALLO E STAFFETTE:
BETTY 339-1847914 (dopo le 19) info@ulmino.it
SIMONETTA 333-2229587 (prima delle 13)
IL MOTIVO PRINCIPALE PER CUI IL CANILE CHIUDE è IL SEGUENTE: LA TECNOVETT, ATTRAVERSO IL PROPRIO LEGALE, HA DIFFIDATO I COMUNI A RITIRARE ENTRO 60 GIORNI (SCADENZA FINE GENNAIO) I PROPRI CANI PERCHè IN SOSTANZA CI SONO, UDITE UDITE, TROPPE ADOZIONI E LE RETTE GIORNALIERE SONO TROPPO BASSE… QUESTI I PASSAGGI SALIENTI DELLA NOTA: “LA TECNOVETT SRL SI è ORGANIZZATA A LIVELLO IMPRENDITORIALE E GESTIONALE ED HA GARANTITO PER TUTTI QUESTI SETTE ANNI IL PERFETTO ADEMPIMENTO DELLE OBBLIGAZIONI DEDOTTE IN CONTRATTO. SOLO CHE NEGLI ULTIMI TRE – QUATTRO MESI ALCUNI AVVENIMENTI STRAORDINARI ED IMPREVEDIBILI HANNO VISTO RIDURRE IN MANIERA MOLTO CONSISTENTE IL NUMERO DI ANIMALI RICOVERATI NELLA STRUTTURA, NEL SENSO CHE IL NUMERO DEI CONFERIMENTI DA PARTE DEI COMUNI CONVENZIONATI è TUTTORA INVARIATO, MENTRE è AUMENTATO IN MANIERA REPENTINA ED INGIUSTIFICATA IL NUMERO DEI CANI SOTTRATTI DA TERZI AL CANILE. QUESTA CIRCOSTANZA HA PRODOTTO UNA SITUAZIONE DI SIGNIFICATIVO SQUILIBRIO TRA LE PRESTAZIONI CONTRATTUALI A SVANTAGGIO DELLA TECNOVETT SRL CHE NON PUò PIù GESTIRE IL CANILE AI PREZZI STABILITI IN CONVENZIONE, ESSENDO PIù CHE DIMEZZATO IL NUMERO DELLE QUOTE CORRISPOSTE. [...] DECORSO IL MENZIONATO TERMINE NON SARANNO PIù GARANTITI GLI STANDARD QUALITATIVI DEL CANILE CHE OSPITA O DOVRà OSPITARE I CANI DI VOSTRA PROPRIETà A TUTTO SVANTAGGIO DEL LORO IRRINUNCIABILE BENESSERE, ALL’UOPO SI DECLINA OGNI POSSIBILE RESPONSABILITà LA QUALE ANDRà A RICADERE COMPLETAMENTE ED ESCLUSIVAMENTE SUL SOGGETTO PROPRIETARIO DEI SINGOLI ANIMALI”.
RICAPITOLANDO: LA TECNOVETT NON PUò PIù GARANTIRE GLI STANDARD GESTIONALI DEI PRECEDENTI SETTE ANNI (E MENO MALE, AGGIUNGIAMO NOI, SE LO STANDARD è QUELLO CHE CONOSCETE TUTTI DA SEMPRE, NONOSTANTE QUALCHE MESE FA SEMBRAVA CHE LE COSE STESSERO MIGLIORANDO…) PERCHè NON CI SONO ABBASTANZA NUOVI CANI ACCALAPPIATI, PERCHè SOGGETTI TERZI NON MEGLIO IDENTIFICATI SOTTRAGGONO TROPPI CANI AL CANILE (CIOè I VOLONTARI CHE NON FANNO ALTRO CHE APPLICARE UN DIRITTO SANCITO DALLA LEGGE: QUELLO CHE HA OGNI CANE DI ESSERE ADOTTATO!!!) E PERCHè I COMUNI NON PAGANO ABBASTANZA (POTREBBE ANCHE ESSERE VERO MA I PREZZI STRACCIATI SONO STATI OFFERTI A SUO TEMPO PROPRIO DALLA TECNOVETT, SUPPONIAMO PER AVERE LA CERTEZZA DI GARANTIRSI UN TOT DI CONVENZIONI, E ACCETTATI DAI COMUNI DI BUON GRADO PERCHè PIù BASSI DI COSì ERA IMPOSSIBILE TROVARNE). NON SOLO: OLTRE LA DATA STABILITA NON VERRà PIù GARANTITO IL BENESSERE DEI CANI… CIOè SE NON VENGONO PORTATI VIA VERRANNO APERTE LE GABBIE? O VERRà INTERROTTA LA DISTRIBUZIONE DI CIBO E ACQUA E NON SI FARANNO PIù LE PULIZIE E SARANNO LASCIATI CHIUSI IN GABBIA FINCHè QUALCUNO NON ANDRà A PRENDERLI CADAVERI???
POCHI CANI = MENO SOLDI = ZERO BUSINESS
INTANTO LO STATO DI ABBANDONO, IN LARGO ANTICIPO SUI TEMPI, è GIà ECLATTANTE, PER VARI MOTIVI CHE NON STIAMO AD ELENCARE…
MA QUI LE COLPE NON SONO MAI DI NESSUNO, SE NON DEI CANI. DI QUESTI FASTIDIOSI ESSERI PSEUDO-TUTELATI DA LEGGI E ISTITUZIONI, CHE MANGIANO, CAGANO, SOTTRAGGONO RISORSE ECONOMICHE ALLA COLLETTIVITà E NON FANNO GUADAGNARE GLI IMPRENDITORI!!!
E INTANTO SILENZIOSAMENTE SI CONSUMANO E CHISSà, MAGARI MUOIONO ANCHE… COSì IL RISPARMIO è GARANTITO E NON CI SARà DI NUOVO NESSUN COLPEVOLE. UN ALTRO SUICIDIO DI MASSA SENZA RESPONSABILI Nè RESPONSABILITà DA PARTE DI NESSUNO!!!
CHISSà SE AVREMO MAI IL TEMPO DI DARE UN PO’ DI NUMERI… PER ESEMPIO QUANTE ADOZIONI FATTE IN QUESTI SETTE ANNI, QUANTI SOLDI RISPARMIATI DAI COMUNI RISPETTO AGLI ANNI PRECEDENTI CHE MAGARI POTEVANO ESSERE REINVESTITI IN PROGETTI A LUNGO TERMINE (STERILIZZAZIONI, CANILI SANITARI E CANILI RIFUGIO COMUNALI O INTERCOMUNALI…) QUANTI SOLDI FATTI RISPARMIARE ALLA COLLETTIVITà PERCHè SPESI DAI VOLONTARI DI TASCA PROPRIA O PROVENIENTI DA DONAZIONI PER SALVARE LA VITA A QUESTI ESSERI VIVENTI…
MA PER QUESTO CHI PAGHERà???
CHI DEVE CONTROLLARE E IMPORRE CHE QUESTO NON SUCCEDA???
IL TEMPO SCORRE VELOCE,
MA QUESTI CANI DI TEMPO NON NE HANNO PIù.
E BADATE BENE CHE QUESTA VOLTA NON è TANTO UN PROBLEMA DI CIBO: QUESTO “LAVORO” L’HANNO FATTO IL FREDDO, IL GHIACCIO NEI SECCHI SENZA UNA GOCCIA D’ACQUA NEI GIORNI PASSATI, I RIPARI MAI ADEGUATI, LO STRESS, I PARASSITI, LE MALATTIE E SOPRATTUTTO…
LA NON – COSCIENZA.
I VOLONTARI DEL CANILE DI RIETI
IL CANILE DI RIETI CHIUDE FRA UN MESE!!! AIUTATECI A SALVARE 150 CANI…
CHISSà QUANTI HANNO SOBBALZATO O GRIDATO “URRAH” LEGGENDO IL TITOLO…
GIà… FORSE ANCHE NOI APPENA AVUTA LA NOTIZIA…
MA UN SECONDO DOPO RABBRIVIDISCI E PENSI “E ADESSO???”.
PERCHè IN TUTTA LA PROVINCIA DI RIETI NON ESISTE ALTERNATIVA.
QUESTA è LA PEGGIORE DELLE SCONFITTE.
PER I CANI, CHE TANTO SONO VITTIME SEMPRE.
E PER NOI, CHE PER SETTE LUNGHI ANNI ABBIAMO SPESO LE NOSTRE VITE PER UNA SPERANZA:
QUELLA DI AVERE FINALMENTE UN POSTO CHE FUNZIONASSE IN QUESTA MALEDETTA PROVINCIA.
SE SOLO CI FOSSE STATA UN PO’ DI COSCIENZA IN PASSATO, DA PARTE DI TUTTI,
NON SAREMMO ARRIVATI A QUESTO PUNTO.
LA NON-COSCIENZA DEI COMUNI SOPRA OGNI COSA, CHE MAI HANNO OTTEMPERATO
ALLA LEGGE REGIONALE n°. 34 DEL 1997, CHE IMPONEVA LA COSTRUZIONE DI STRUTTURE PUBBLICHE.
SONO PASSATI TREDICI ANNI PER AVERE… IL NULLA!!!
TANTO ESISTEVA IL BAMBY, E POI LA TECNOVETT…
LA NON-COSCIENZA DEGLI IMPRENDITORI PRIVATI CHE SI SONO SUSSEGUITI
NELLA PROPRIETà E GESTIONE DI QUESTO UNICO POZZO NERO.
NON HANNO MAI VOLUTO CAPIRE CHE UNA BUONA GESTIONE PORTA COMUNQUE SOLDI E MENO ROGNE,
CHE FAR STAR BENE I CANI COSTA MENO CHE FARLI STARE MALE…
LA NON-COSCIENZA DI TUTTE LE ALTRE ISTITUZIONI CHE HANNO SEMPRE VOLUTO
CHIUDERE ENTRAMBI GLI OCCHI AFFERMANDO CHE QUI ERA TUTTO IN REGOLA
O SOTTOVALUTANDO GLI ALLARMI LANCIATI NEL CORSO DEGLI ANNI,
SALVO SVEGLIARSI OGGI PER SCOPRIRE L’ACQUA CALDA…
SE CI FOSSE STATA COSCIENZA
NON SAREMMO ARRIVATI A QUESTO PUNTO,
MA CI SIAMO ARRIVATI.
CI SONO TALMENTE TANTI RISVOLTI E LATI OSCURI,
TUTTO CHE SI ATTORCIGLIA INTORNO A TUTTO, CHE NON NE ESCI…
VORREMMO RACCONTARVI OGNI PARTICOLARE, MA NON SERVIREBBE, NON ADESSO, E NON C’è TEMPO.
ADESSO L’UNICA CERTEZZA è CHE
ABBIAMO UN MESE DI TEMPO,
FORSE MENO,
PER CERCARE DI SALVARE I CANI RINCHIUSI A RIETI
DA UN DESTINO IGNOTO,
DALL’IRRESPONSABILITà DI MOLTI COMUNI CHE INVECE DI PENSARE
A COSTRUIRE UN PROPRIO CANILE PENSERANNO SOLO A DOVE BUTTARE QUESTI CANI,
POSSIBILMENTE A PREZZI STRACCIATISSIMI,
DAI PESCICANI VECCHI E NUOVI, PIù O MENO NOTI, VICINI E LONTANI,
CHE SI FARANNO AVANTI PER ACCAPARRARSELI…
CERCHEREMO DI PENSARE ANCHE AI FUTURI ACCALAPPIATI,
MA L’URGENZA, ORA, è PER CHI è RINCHIUSO QUI
ORMAI ABBANDONATO A Sè STESSO
SENZA PIù NULLA SE NON IL FREDDO CHE DIVORA I CORPI.
SONO STATI FATTI TANTI MIRACOLI, ORA VE NE CHIEDIAMO UNO ENORME, E IN FRETTA:
AIUTATECI A SALVARE
GLI ULTIMI CANI DI RIETI.
SONO TANTI, MOLTI FORSE INADOTTABILI,
MA DOBBIAMO RIUSCIRE A NON LASCIARNE NEANCHE UNO IN MANI PEGGIORI.
è UNO SFORZO IMMANE MA FORSE CE LA SI PUò FARE…
NEI PROSSIMI GIORNI UNA PARTE VERRà TRASFERITA AL DOG’S VILLAGE DI CAPENA (RM)
E PER IL MOMENTO ALMENO LORO SARANNO AL SICURO,
PER ALTRI ABBIAMO GIà TROVATO STALLI,
NE RIMANGONO CIRCA 150 DA SISTEMARE…
POSSIAMO FARCELA TUTTI INSIEME. DOBBIAMO FARCELA.
PERCHè ALMENO TUTTE LE LOTTE DI QUESTI SETTE ANNI,
NOSTRE E VOSTRE NON SIANO STATE VANE.
LI TROVATE TUTTI A QUESTI LINK:
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiURGENTI#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiANZIANI#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiCUCCIOLIMAMMEGIOVANISSIMI#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiTAGLIAPICCOLA#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiTAGLIAMEDIOPICCOLA#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiTAGLIAMEDIA#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiTAGLIAMEDIOGRANDE#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiTAGLIAGRANDE#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiCOPPIEPossibilmenteINSEPARABILI#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiCASIDIFFICILI#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiMOLOSSOIDI#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiCANIDANONCACCIA#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiLUPOIDI#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiMAREMMANOIDI#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiULTIMIARRIVATI#
CONSIDERATE CHE CI STIAMO GIà MUOVENDO,
QUINDI MAGARI NEGLI ALBUM CE NE SONO ANCORA ALCUNI
PER CUI ABBIAMO GIà AVUTO PROMESSE DI STALLO,
MANO A MANO, FINCHè NON SARANNO FUORI,
AGGIUNGEREMO UNA “P” (= PRENOTATO) DAVANTI AL LORO NOME.
ABBIATE PAZIENZA, è UNA COSA PIù GRANDE DI NOI MA FINO IN FONDO, COL VOSTRO AIUTO,
CERCHEREMO DI MANTENERE LA PROMESSA FATTA A OGNUNO DI LORO ORMAI TANTO TEMPO FA.
AL MOMENTO POTETE CONTATTARE BETTY
tel. 339-1847914 (dopo le 19)
IN SEGUITO COMUNICHEREMO ALTRI RECAPITI.
GRAZIE,
I VOLONTARI DEL CANILE DI RIETI.
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Libertà per Fiocco e il suo compagno di cella
13 dicembre 2010 -
Chiediamo un intervento urgente per sanare questa situazione che non onora la civiltà e che non rispetta la vita di creature affidate alla tutela legale e morale dell’uomo.
Chiliamacisegua
Libertà per Fiocco e il suo compagno di cella (foto)
di redazione | 13 dicembre 2010

GEAPRESS – Fiocco vive nella spazzatura, senza acqua e senza cibo, senza riparo, da anni. Da un po’ condivide la reclusione con un altro cane.
Fiocco è relegato in un recinto fatiscente, alla mercé del buon cuore dei vicini di “casa”, che lo fanno mangiare e bere.
Non ha cibo, non ha ciotole, non ha cuccia, ma solo una vecchia casetta di plastica che sarà stata il gioco di un bambino.
Fino a qualche tempo fa era anche legato alla catena, con un lucchetto!
Poi, dopo l’intervento della Forestale, la catena è stata tolta, intanto il recinto, abusivo e costruito su terreno comunale, è serrato con due lucchetti.
Matera, via degli Aragonesi, alle spalle di una serie di case di una cooperativa edilizia, è lì la prigione di Fiocco e del suo sventurato compagno.
I vicini di “casa” le hanno provate tutte, ma Fiocco è ancora lì, anzi ora sono in due a condividere la malasorte.
La new entry , prima, era detenuta sul balcone, stessa tipologia di detenzione, mai una passeggiata, sempre lì, sui propri escrementi.
Le proteste dei condomini sono servite solo a farlo spostare nel recinto, assieme a Fiocco.
Magri, scheletrici sono aggressivi tra loro per un pezzo di pane o per l’acqua calata tra le sbarre. Quando ti allontani, dopo aver fatto loro una carezza o dopo aver allungato un bocconcino ululano.
Quale pena stanno scontando? La sventura di essere capitati in mano ad un aguzzino?
Questi sventurati hanno un proprietario, abita proprio lì.
Vigili, ASL, sanno, conoscono la situazione, ma i sopralluoghi non hanno portato a nessun risultato;
Fiocco ed il suo compagno sono ancora lì.
Dobbiamo aiutarli. Chiediamo alle Autorità competenti un immediato intervento per liberare Fiocco e il suo compagno di cella.
Di seguito gli indirizzi cui rivolgere la vostra richiesta:
Sindaco di Matera, Sen.Salvatore Adduce:
PEC Comune di Matera,
comune.matera@cert.ruparbasilicata.it;
ASL MT
Direttore generale, Dr. Vito Gaudiano.
Servizio veterinario Area C, Responsabile Dr. Berardino Augusto Bonora.
URP – asl4.urp@rete.basilicata.it;
(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).
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Bisognerebbe rammentare a tutti gli interessati che forse l’unico e sicuro sistema per togliere la mucca dalle mani dell’allevatore sia acquistarla. Organizziamo quindi una colletta con l’aiuto di un media e chiediamo l’unico favore più realisticamente ottenibile: acquistarla e donarla a chi, avendo la possibilità, si impegni a mantenerla a nome di tutti.
Sì, Sì, salviamo la mucca
Sì, Sì, salviamo la mucca “marina”..Troppo graziosa
http://www.gazzettajonica.it/news/2011/06/08/la-mucca-che-ha-rischiato-di-annegare-ora-sara-abbattuta-per-la-brucellosi/6264/
La mucca che ha rischiato di annegare, ora sarà abbattuta per la brucellosi
SANTA TERESA DI RIVA – Ricordate la mucca che qualche mese fa si getto nelle acque dello Stretto dalla spiaggia di Santa Teresa di Riva e poi venne salvata ad un miglio dalla costa dall’intervento dei vigili del fuoco e dalla capitaneria? Ebbene, dopo essere stata salvata da sicuro annegamento, ecco che nella sua stalla pare sia scoppiata una epidemia di brucellosi per cui, ironia della sorte, rischia di venire abbattuta ancor prima di diventare una buona bistecca. Non è ancora infetta, per cui potrebbe essere ancora salvata. E per salvarla si mobilitano le associazioni animaliste che hanno chiesto l’adozione dell’animale per inserirlo in una fattoria didattica. L’agenzia Geapress, che si occupa dei temi legati alla difesa degli animali, ha lanciato un appello al sottosegretario alla salute Francesca Martini ed al ministro del turismo Michele Brambilla perché intervengano in aiuto della mucca Teresa. Su facebook è stato costituito un gruppo intitolato “Salviamo la mucca Teresa” e subito sono giunti centinaia di messaggi, accorati appelli, contatti e proposte. Si è fatto avanti anche il comune di Fiumedinisi, che, secondo l’agenzia Geapress, attraverso il “sito supporters non ufficiale sicilia vera bitz”, informa di aver avviato tutti i contatti per attivare le procedure di adozione.