Testimonianza della situazione del canile sotto sequestro di Castelvolturno

12.12.2008

Sono stata stamattina ad accompagnare una amica che ha recuperato un cane da un canile sotto sequestro. Il canile si trova a Castelvolturno. Siamo andate lì con una volontaria della Leda, c’era anche la proprietaria denunciata per maltrattamenti, operatori della Asl di Caserta. Trenta dei circa 80 cani ricoverati lì in condizioni assai precarie sono stati già affidati, ma la situazione è disastrosa. Noi oltre a prelevare il cane abbiamo portato otto sacchi da 30 chili di croccantini, senza trovare peraltro cibo da nessuna parte di questa “struttura”. I cani erano affamatissimi, si sono avventati sul cibo. Non avevano acqua nelle ciotole. In compenso in ogni “box”, per usare un eufemismo, c’era acqua in abbondanza per i nubifragi in corso in Campania, e molti di loro erano sui tetti delle cucce per non affogare. Molti cani hanno malattie dermatologiche, anche gravi, stamattina tre dei più gravi (uno cieco, una anziana e un piccolo nato con la rogna da una madre con rogna – perché va detto che la signora li faceva anche moltiplicare….ora fortunatamente per disposizione del giudice i cani sono stati tutti sterilizzati, del microchip parliamo dopo!) sono andati alla Leda che li ha portati in un altro rifugio. Ma la situazione dei rimanenti dire che è deprimente è poco. Io mi sono offerta di andare in questi giorni a pulire i box, perché il fetore degli escrementi è terribile e la signora titolare denunciata sostiene di non avere la forza di occuparsi dei cani perché soffre di coxoartrosi.
La cosa che tengo a dire, è che LA SORTE DEI CANI non interessa a nessuno. Qui abbiamo Asl, animalisti, Comune e ciò malgrado il groviglio istituzionale farà morire di fame i cani di questo altro lager. Che è sì sotto sequestro, ma il modo in cui sono tenuti i cani prova che a oggi il problema resta. Quindi, occhio: sì ai sequestri, sì alla legge che regoli finalmente questa terra ben descritta nel libro di Saviano che ha fatto il giro del mondo, MA qualcuno pensi a questi che sono ESSERI VIVENTI, devono mangiare, bere, essere puliti. Mi sono chiesta per tutta la mattina per quale motivo i cani non venivano lasciati liberi, almeno non sarebbero annegati in quella sottospecie di luridi box!
Quando ho cercato di capire i motivi di tutto ciò con gli operatori della  Asl, mi hanno detto che loro non possono far altro che compilare carte e documenti. Per la verità però prima di andar via  hanno duramente strigliato la signora denunciata, che, va detto, è al suo TERZO SEQUESTRO. Intanto però la mia amica si è addentrata nei viali di questo indicibile posto e ha visto dei CUCCIOLI!!!! Il che significa che i cani continuano a moltiplicarsi.
la Asl si è fatta mandare i cani per microchipparli, fargli analisi e sterilizzarli. MA LO STESSO OPERATORE HA CONTESTATO ALLA SIGNORA  DI AVERGLI MANDATO TRE VOLTE LO STESSO CANE E DI NON AVERGLIENE MANDATI ALMENO 5!!!!!
E’ chiaro che questa donna – repellente di per sè, quanto di più remoto possa esserci dalla bellezza di chi ama gli animali – in parte sarà anche in buona fede, ma di sicuro ci gioca, ed è anche di questo che il veterinario la accusa. Ma la stessa Asl, forse per il numero e l’entità dei problemi sul territorio, mostra una certa superficialità: il cane che abbiamo “riscattato” – ma vi assicuro che ce ne sono di bellissimi e il fatto che li attenda una triste fine mi fa montare una straordinaria rabbia! -  è femmina, invece nelle carte sanitarie risultava MASCHIO. Come facciamo ora a fidarci delle analisi che hanno effettuato e che escludono (caso raro per questi cani di Castelvolturno) la leishmaniosi e l’herlikia? Tra l’altro delle analisi se ne è trovata solo una, PER L’ALTRA <BISOGNA VEDERE IN ASL>… MA QUESTE POVERE BESTIE HANNO AVUTO PRELIEVI E INTERVENTI, E TUTTO QUESTO DOVRà PUR ESSERE REGISTRATO CON UN PO’ DI PRECISIONE, O NO?????
INFINE
Cara Rosanna, amici di Chiliamalisegua (ai quali spero questa mail venga diffusa in toto) e tutti noi “Cani Sciolti”,
anche a Castelvolturno c’è una chiamata di correo di un sindaco, il quale, sollecitato dalla Asl, non ha fatto NIENTE, per alleviare le sofferenze di questi poveri cani. Tanto per cronaca, QUELLO CHE ABBIAMO RISCATTATO – del quale andrebbe raccontata la storia per intero…. – che era bellissimo, a pelo lungo bianco e antracite, ora è MARRONE, ha un fetore indescrivibile e il pelo tutto spezzato, e speriamo che tutto si limiti solo a questo!!!!!
Ma io vi dico di più:
ECCO CHE COSA ACCADE QUANDO VIENE SEQUESTRATO UN CANILE ILLEGALE. Chi si tira indietro da una parte, chi fa lo stretto indispensabile dall’altra, chi non può ancora dall’altra, soldi non ce ne sono, e CHI PAGA SONO I CANI.
E la storia non è finita, perché, come in un film di fantascienza, la megera di Castelvolturno ha già in serbo nuovi cagnolini serbati clandestinamente da crescere e sfruttare, da far ammalare e, se gli va bene, TIRARE LE CUOIA.

MESSAGGIO DELL’AMICA “CANE SCIOLTO” CHE HA CONDIVISO CON ME LA TRISTE AVVENTURA DI OGGI. MARISA

Cara stella mi hai battuto sul tempo. avevo intenzione di mandarti oggi stesso una cronaca di questa giornata ‘indimenticabile’. Una giornata che non posso e non voglio dimenticare sia perchè ha chiuso in parte positivamente l’ angosciante interrogativo di questi ultimi mesi su che fine avesse fatto la povera sheridan sia perchè ha definitivamente cancellato la mia fiducia nella ‘umanità’ della legge. Come può l’istituzione relegare a mera burocrazia una questione nata per risolvere la drammatica situazione di 100 cani e ignorare che queste creature continuino a vivere (?) nella fame, nella sete e nel lerciume?L’evidente corto circuito nasce dal fatto che di fronte al dramma chi vede, denuncia e soffre deve rivolgersi solo a sè stesso. Aprire un fascicolo è tutto quello che si riesce a ottenere. Sarà vero che è sopratutto una questione di miseria se il Comune di competenza non può accogliere in una struttura migliore i cani sequestrati e garantirgli il minimo? secondo me è questione sopratutto di sprechi di pubblico danaro, di priorità discutibili nella spesa pubblica, di scarsa o nulla osservanza delle normative in materia di prevenzione del randagismo (per citare solo alcune delle complesse cause a monte e a valle) ma è sopratutto mancanza di cultura e di civiltà nei cittadini e negli amministratori, che d’altra parte li rappresentano degnamente e non si capisce perchè dovrebbero essere diversi. Mi chiedo, se non ci fossero volontari e associazioni, con tutti i loro limiti,  le strade della campania sarebbero un unico terribile canile? marisa
Mia cara amica di sofferenza non faccio che pensare alle ciotole prive di acqua (che non costa molto!) e alla dispensa priva di cibo.

Gornate Olona (VA) – blitz nel canile lager

I carabinieri: “Adesso vanno adottati”.
Importavano in maniera illegale cani dall`Est Europa, Ungheria e Slovenia in particolare, per poi rivenderli in Italia dopo averne contraffatto i microchip. Per questo due coniugi, titolari di un allevamento a Gornate Olona, in provincia di Varese, sono stati denunciati in concorso con due medici veterinari liberi professionisti
Sono 144 i cani di razza, tra cui molti cuccioli, sequestrati dal Nucleo antisofisticazioni e sanità dei carabinieri in un allevamento a Gornate Olona, in provincia di Varese, privo delle necessarie autorizzazioni. Ora cercano una nuova casa e il capitano Paolo Belgi, comandante dei Nas di Milano, lancia un appello: chi vuole prenderne può rivolgersi alla sede lombarda dell`Enpa, a cui saranno affidati temporaneamente.
L`indagine, scattata a luglio, ha portato alla denuncia di quattro persone per maltrattamento di animali, esercizio abusivo della professione di medico veterinario, truffa e frode in commercio, falsità in certificati sanitari e di iscrizione all`anagrafe canina. Si tratta dei due proprietari dell`allevamento, marito e moglie, recidivo lui, ungherese lei, che importavano illegalmente gli animali dalla Slovenia e dall`Ungheria; e di due veterinari, uno dei quali neolaureato, che in presenza di un microchip straniero di identificazione nel cane, lo operavano chirurgicamente per sostituirlo con uno contraffatto, che lo spacciasse come nato in Italia.

Il tribunale di Varese ha deciso che 107 dei 144 cani sequestrati dai NAS dovranno essere messi all’asta nella giornata di Sabato 20 Dicembre presso il canile di Gornate Olona (ancora oggi posto sotto sequestro).

Ciononostante vi chiedo cortesemente di fare il passaparola e di informare quante più persone potete … poiché non dobbiamo permettere che la burocrazia condanni a malasorte questi poveri animali, già per altro vittime di abusi e maltrattamenti.
Mi spiego meglio … le spese di mantenimento dei cani sequestrati dai NAS sono a carico del tribunale (in quanto corpo del reato) … perciò mediante tale asta il Tribunale tenterà di recuperare quanto speso in questi giorni e, stando alle indiscrezioni, la base d’asta dovrebbe essere di 100 €/cad. E poiché il tribunale non è una associazione, al di là del pagamento, i compratori non dovranno fornire nessuna garanzia.
Il che è davvero preoccupante perché i cani in questione provengono da allevamenti dell’Est Europa e sono stati vittime di maltrattamenti, perciò il loro effettivo stato di salute e il loro comportamento è quanto mai incerto.
Quindi, come sempre avviene con i cani provenienti da Romania, Ungheria, Bulgaria etc, il rischio che molte persone acquistino un cane malato o aggressivo non è affatto remoto. E noi tutti sappiamo bene qual’é la triste sorte che molti proprietari riservano al proprio animale quando le spese veterinarie divengono insostenibili o quando l’aggressività diviene incontrollabile: l’abbandono! (nel migliore dei casi) e l’esperienza insegna che il microchip non è certo un buon deterrente.
Per non parlare poi di tutti quei commercianti pronti a speculare sulla possibilità di acquistare a prezzi ridicoli cuccioli di razza da rivendere poi a ben altre cifre.
E a latere di tutto questo, rimane un problema non meno importante …. e cioè …. che fine faranno i cani rimasti invenduti o non messi all’asta? Per legge rimarranno a carico del Tribunale sino a quando Questo non provvederà ad affidarli. Ma essendo il loro mantenimento un costo non indifferente, il Tribunale cercherà di affidarli quanto prima ….… ma si sa … la burocrazia è senza cuore … e la fretta è cattiva consigliera …
Pertanto chiedo a voi tutti di fare il passaparola e di avvisare quante più persone potete facendo ad esse presente la situazione senza omettere i possibili problemi che questi animali potrebbero manifestare in futuro.
L’unica cosa che possiamo fare è infatti sensibilizzare amici e conoscenti sperando così in un’asta tra persone virtuose e coscienziose. E anche se tutto questo è probabilmente pura utopia, noi abbiamo comunque il dovere di crederci e di agire conseguentemente. Il che è poi il motivo per cui vi scrivo!
Quanto alle associazioni, sarebbe bene organizzare una delegazione che possa essere presente all’asta e cercare di ottenere, in modo lecito ovviamente, quante più informazioni possibili sugli acquirenti. Anche perché sappiamo bene che i laboratori svizzeri e tedeschi pagano lautamente chi consegna loro animali da sottoporre alla vivisezione, tant’è che di questa barbarie se ne parlò anche con il viceministro della Sanità, On. Francesca Martini, durante l’incontro del 17 Novembre scorso. Del resto comprare a 100 per rivendere a 400 o 500 agli epigoni del Dott. Mengele non è male …
Le ultime indiscrezioni affermano però che l’asta potrebbe tenersi Martedì 23 Dicembre … e comunque non oltre Natale.
Per concludere … spero sia chiaro a tutti che questo natale potremmo ricevere in dono la più grande fesseria del nuovo millennio.

Lei non sa chi sono io: sì, il mostro di Cicerale!

Chiliamacisegua ringrazia Striscia la Notizia ed Edoardo Stoppa, autore del servizio andato in onda il 10 Dicembre 08.
Il giornalista, che nonostante la protervia degli aguzzini del mega canile, è riuscito, armato di coraggio, infischiandosene altamente delle loro minacce e del “Leinonsachisonoio “, a togliere il velo che mascherava il marciume annidato da secoli a Cicerale.
Denominato “il Rifugio l’oasi di San Leo”. Una galera, un inferno che di Santo non ha proprio nulla.
I 97 sindaci convenzionati con il lager del Cilento sono complici del gestore.
Hanno disatteso crudelmente quanto prescritto dalle leggi nazionali e regionali.
Chiliamacisegua affianca il sottosegretario al Welfare On F. Martini nel perseguire ad ogni costo tutti i sindaci fuori legge.

Scalda il mio Natale con una cuccia

Regala un riparo ai 500 cani di Mirabello Sannitico.
È una iniziativa di Chiliamacisegua, Mi fido di te e Dogwelcome per i cani di Mirabello Sannitico
in Molise dove 500 cani accucciati a terra  passano le notti e i giorni senza nessun riparo
«a volte, la mattina -racconta un volontario – dobbiamo staccare con delicatezza le zampe incollate al gelo del pavimento».
Il termometro del loro inverno scende fino a meno dieci. Puoi scegliere se regalare una cuccia media ad euro 85 o
una cuccia grande ad euro 105 oppure versare anche solo un piccolo contributo libero per aiutarci ad acquistarle.
Servono con urgenza 250 cucce.
Coordinate per il versamento:

codice IBAN: IT26B0542852490000000093235 BANCA POP DI BERGAMO.
Gruppo BPU filiale di ALMÉ
CC 93235 ABI 5428 CAB 52490 CIN B – MI FIDO DI TE ONLUS  – www.mifidodite.org
Indicare in causale: cucce per il Molise.

Info: Annalaura 3391344014 info@dogwelcome.org www.dogwelcom.it
Monica 3388548461 info@chiliamacisegua.org www.chiliamacisegua.org

link del video di Terra
YouTube – Terra! 27/11/2008 – Canili del Molise

Grazie per quello che farete

La vita non ha burocrazia

Chiliamacisegua chiede cortesemente al Governatore del Molise, Michele Iorio se la sua compassionevole e illuminata decisione, comunicata a mezzo stampa, dalle parole è passata ai fatti.

La burocrazia ha i suoi tempi, lo sappiamo, ma sappiamo anche che la vita non ha burocrazia.

O si vive o si muore

Come i cani che si stanno spegnendo giorno dopo giorno, di fame e di freddo, raccontati questa sera da Anna Migotto a Terra, curata da Toni capuozzo, in onda su Canale5 alle ore 23,30

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

2008-11-19 17:36

RANDAGISMO: PIANO REGIONE MOLISE PER AFFRONTARE EMERGENZA

(ANSA) – CAMPOBASSO, 19 NOV – Un Piano straordinario che governi quella che ormai puo’ dirsi una vera e propria ”emergenza cani”. E’ quello predisposto dall’assessore Sandro Arco su specifico incarico del presidente della Regione Molise, Michele Iorio. ”Il Molise – ha detto Iorio incontrando, presso la Giunta Regionale insieme all’Assessore Arco, i responsabili del servizio veterinario dei distretti sanitari per discutere del problema dei canili – vanta una consolidata tradizione di tolleranza e attenzione per il mondo animale, e particolarmente per quello dei cani. Ultimamente questa immagine e’ stata duramente danneggiata da alcune inchieste giornalistiche che si sono occupate delle pessime condizioni igienico-sanitarie, oltre che strutturali, dei canili privati e pubblici di Campobasso di Mirabello Sannitico”. ”E’ dunque necessario – ha aggiunto – sia per il rispetto che si deve a questi animali, sia per onorare la tradizione animalista e la buona immagine del Molise, provvedere in tempi brevissimi a dare risposte ad una situazione ormai non piu’ sostenibile”. Secondo Iorio ”il Piano predisposto prevede piu’ versanti di interventi”. ”Si va, infatti – ha spiegato – da una pressante campagna di comunicazione sociale tra la gente sull’abbandono degli animali da affezione, per passare ad un’attenta e precisa gestione sanitaria dei canili e delle strutture di profilassi veterinaria, per arrivare, infine, ad ammodernare e riqualificare gli impianti di Campobasso e di Mirabello. Non manca poi un programma di sterilizzazione dei randagi. Questo prendendo esempi da realta’ molto virtuose gia’ presenti, e pienamente operanti, in regione come quella di Isernia. Il tutto, ovviamente, coinvolgendo i Comuni e tutte le autorita’ competenti in un programma di civilta’ animalista e di sicurezza per i cittadini”. Prossimamente sono previsti altri incontri con le istituzioni competenti per mettere a punto una rete istituzionale che intervenga con incisivita’, tempestivita’ e appropriatezza. Il piano verra’ discusso nei prossimi giorni insieme ai sindaci di Campobasso, Mirabello Sannitico e Ferrazzano, e alle varie associazioni animaliste presenti sul territorio. (ANSA).

Lettera a Brunetta

Chiliamacisegua aveva inoltrato qualche tempo fa, la seguente lettera al ministro on renato brunetta rimasta senza rispostaevidentemente i “fannulloni” sindaci non hanno diritto al tornello e al biasimo popolare,

Chiliamacisegua aveva inoltrato questa stessa lettera alle istituzioni locali regionali provinciali nessun verbo di replica neppure da questa spondachiliamacisegua consapevole dei mille impegni che occupano ministri, sindaci, prefetti, presidenti di provincia, di regione, di comunità montane (alte e basse), ASL, assessori, persone elette dal popolo (a volte bue), ci riprova, sottolineando se ancora ce ne fosse bisogno, che il solo politico degno di questo nome (politica uguale servizio al cittadino) che ha conosciuto è il sottosegretario on Francesca Martini.

Chiliamacisegua portavoce del popolo ( a volte bue) del web richiede come sono spesi, allocati, investiti i quattrini dei contribuenti se i risultati sono questi:
oggi 25 novembre succede in molise che la fogna centrale del canile di santo stefano ha straboccato, causa  le piogge copiose delle ultime ore, invasando i nuovi box nella  zona in via di ampliamento per fortuna che i cani dall’ex mattatoio ancora non sono stati trasferiti, perchè sarebbero morti probabilmente annegati.
Telemolise ha girato un servizio che andrà in onda questa sera nel corso del TG.
Chiliamacisegua rifacendo i conti con il pallottoliere, replica al sindaco giuseppe di fabio che ieri si è premurato di dichiarare in un comunicato stampa, tuttobenemadamalamarchese,cani in ottima salute, e che è stato sbugiardato dalle foto che mostrano lo stato  reale di salute dei suoi cani allegate al nostro controcomunicato , che per 50 cani ricoverati a ripalimosani  il comune di campobasso ha  pagato 25.920 euro e che per 580 cani ricoverati a mirabello il comune di Campobasso ha pagato 50.000 euro.
Dividiamo la somma cadacane e troviamo la ragione per la quale a Mirabello i cani muoiono di fame.

Certo è davvero una situazione, come dire, da liquame fino al collo!

Questa la lettera inviata a suo tempo all’on renato brunetta e alle istituzioni molisane, lettera aperta al ministro on Renato Brunetta.

Chiliamacisegua desidera rendere noto il seguente antefatto.

Nel 2003 il comune di Campobasso ha costruito, su una area utilizzata fino ad allora come discarica, un lager a 5 stelle, il canile di Santo Stefano.

Il costo a carico di Pantalone, il solito contribuente cretino che non ha voce in capitolo: altrimenti avrebbe suggerito a cotanta, ingegnosa amministrazione che forse, non sarebbe stato il caso di poggiare le fondamenta di un canile su un terreno argilloso!

In occasione di pioggia, l’argilla, hanno dimostrato gli studiosi geologi con ponderose pubblicazioni, è destinata inconfutabilmente, a trasformarsi in limo. In aggiunta l’argilla ha il maledetto vizio di essere a pericolo frana, come hanno potuto constatare i soccorritori quando, il canile è smottato rovinosamente appena inaugurato. Chissà poi, se il giorno del taglio del nastro inaugurale, quando il politico, l’assessore o il sindaco pronuncia il bel discorsetto che viene applaudito dagli astanti, l’amministrazione si è preoccupata di ancorarsi al suolo!

Già, può capitare di  essere spazzati via dai venti che soffiano in questa area,da ogni latitudine e longitudine. La prova? Spesso, ahimè, tetti dei box vengono scoperchiati dalla violenza di eolo. Qualche anima pia provvederà, in quel turbinio, a zavorrare i cagnetti di taglia più piccola?

Se si sfoglia l’album delle foto ricordo degli ospiti reclusi, (dovrebbero indossare un paio di stivali di gomma per evitare la incessante fanghiglia che proviene dalle pozzanghere!) si possono ammirare i cani in pose, come dire? Sportive, per sfuggire all’impasto di melma e magma fognario degli scarichi, le povere bestie, sono costrette a fare free climbing sulle proprie fradice cucce! Le foto li mostrano aggrappati ai cucuzzoli dei loro box, dove si arrampicano per sfuggire all’acqua e al fango!

Beh,complimenti al genio che l’ha progettato e complimenti all’amministrazione che lo ha realizzato! I costi? Il tutto, chiavi in mano, per la modica cifra di 850 mila euro.
Un affarone! Si presuppone che tale amministrazione abbia ottenuto un notevole sconto sul prezzo pattuito per accontentarsi di un impianto che, invece di far defluire a valle i liquami, li inoltra a monte!

Qualcuno si è ricreduto? Qualcuno ha posto rimedio?

La comunità alto molise invece di domandare scusa per l’impiego tanto maldestro del denaro pubblico e di rimettere mano a tale mostruosità, sistemando a norma, il canile di poggio sannita, pare, voci di corridoio, abbia intenzione di buttarsi in una nuova avventura, con la incoscienza degli entusiasti.

Dimenticato il canile monstre, una vera cattedrale nel deserto (magari la comunità, potrebbe inserirla in un tour turistico guidato nel territorio, per insegnare come non si costruisce un canile e dove soprattutto non si costruisce un canile)

Mostra l’intenzione di ricominciare da capo.

Si dice che  voglia riprovarci, ex novo, con un altro canile.
Peccato che il terreno sui cui l’amministrazione avrebbe puntato gli occhi, si trovi a 2000 metri di altezza, in mezzo a pietraie e rovi.
Ah, e anche fuori regione.

Così i cani, oltre agli stivali di gomma (non si sa mai!) dovranno essere dotati di scarpe con ramponi e picozza!

Se tutto ciò corrisponde a verità chiliamacisegua, portavoce delle istanze delle volontarie e dei volontari che stanno dalla parte degli animali e non delle amministrazioni che dimostrano poco raziocinio e degli architetti e ingegneri un pò bizzarri, pronti a dare il loro benestare per opere assurde, domanda: “ma con quali soldi???”

Chiliamacisegua

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Molise: Spettri che camminano

Il Sindaco è il proprietario del cane vagante e ospitato in un canile convenzionato del suo territorio.
Il Sindaco è il responsabile del benessere del suo cane.

Questi sono i cani di:

Giuseppe di Fabio (Campobasso)
segreteria.difabio@comune.campobasso.it;


Michele Cirino (Matrice)

sindaco@comune.matrice.cb.it;

Domenico Boccia (Baranello)
Fax: 0874.460828
urp@provincia.campobasso.it;

Giuseppe Nobile (Ripalimosani)
ripalimosani@inwind.it;

Denutriti, affamati, sbranati, amputati, ammalati, emaciati, traumatizzati, terrorizzati, spettri che camminano privi di massa muscolare, privi di pelo e ricoperti da parassiti, fotografati all’uscita di un inferno che noi sovvenzioniamo e che si chiama MOLISE.

Chiediamo al Prefetto di Campobasso Carmela Pagano di applicare la Legge
prefettura.campobasso@interno.it;

PS: i cani del canile di Ripalimosani hanno continuato a digiunare prima durante e dopo il sequestro del 4 agosto 2008.

Potete scaricare il dossier di al seguente link

Facciamoci gli affarli loro: accesso agli atti!

Cittadine e cittadini, facciamoci gli affari loro !
Cioè gli affari nostri.
Ficchiamo il naso nei bandi, negli appalti, muniamoci di lenti di ingrandimento, di calcolatrici e controlliamo che somme, sottrazioni, moltiplicazioni non pendano a favore dei dividendi. Altrui.
Vogliamo sapere dove finiscono i soldi dei contribuenti (nostri) erogati dai Comuni ai gestori dei canili convenzionati.
Le emergenze deflagrano giorno dopo giorno, il popolo del web paga di tasca sua due volte, cornuto e mazziato: per orrori, crudeltà, omissioni e per salvare la vita violentata di povere creature, massacrate dal profitto.
Facciamo quadrare i conti della legalità e della compassione.
Richiediamo gli accessi agli atti.
E le Amministrazioni Comunali che non sanno far di conto, A CASA!
CHILIAMACISEGUA
www.chiliamacisegua.org

UN MESE FA L’INCHIESTA DI PRIMAPAGINAMOLISE MOLTO ATTUALE
Appalto per i canili di Campobasso: qualche approfondimento
E’ un bando di gara del Comune di Campobasso per 940.800 euro. L’oggetto è il “servizio di gestione dei canili municipali compresa la fornitura di mangime”. Scade l’8 ottobre prossimo alle ore 12, cioè fra meno di un mese.
Leggendo il bando e gli allegati salta subito all’occhio qualche peculiarità, sulle quali pare opportuno svolgere qualche veloce riflessione.
Il primo punto riguarda quale tipo di impresa possa partecipare alla gara. Deve possedere, oltre ai requisiti classici (mancanza di procedure fallimentari, mancanza reati specifici, iscrizioni ai diversi registri pubblici) anche dei requisiti specifici, in particolare i seguenti: “aver effettuato, o avere in corso di esecuzione, almeno un servizio di gestione e/o pulizia e fornitura di mangime presso un canile pubblico con non meno di 200 cani ospitati da dimostrarsi mediante idonea dichiarazione dell’ente committente dalla quale si evinca che il servizio stesso è stato reso, o viene reso, regolarmente senza dare adito a contestazione alcuna; possedere un sistema di gestione della qualità conforme alla serie di norme UNI EN ISO 9001: 2000; avere avuto nell’ultimo triennio (2004-2005-2006) un numero medio annuo di dipendenti con contratto a tempo indeterminato non inferiore a 10 unità”. Non si tratta, come si vede, di requisiti banali. L’impresa deve aver gestito un altro canile municipale con almeno 200 cani (chissà perchè proprio 200), deve avere la certificazione Iso 9001 e 2000 (qualità aziendale, molto costosa da ottenere e non si sa quanto efficace) e deve avere avuto almeno 10 dipendenti nell’ultimo triennio.
E’ chiaro che così facendo il comune di Campobasso, e il dirigente dell’area tre del Comune responsabile dell’intero procedimento, il dottor Vincenzo de Marco (lo stesso che si è occupato anche dell’aggiudicazione del Festival dei misteri, come i nostri lettori sapranno) taglia fuori un gran numero di possibili partecipanti, incluse le nuove iniziative imprenditoriali o quelle che sono più efficienti nell’impiego della forza lavoro. Dieci dipendenti a tempo indeterminato (lo spessore organizzativo che il bando ritiene indispensabile per gestire il servizio, evidentemente) per un appalto biennale di 940.000 euro l’anno Iva inclusa, e compresa la fornitura di merce non sembrano infatti numeri del tutto congrui.
Basta fare due calcoli.
Un dipendente, mediamente, costa dai 30 ai 40.000 euro l’anno. Moltiplicato dieci abbiamo circa 350.000 euro di costi per il solo lavoro dipendente. L’appalto, che prevede anche la fornitura di merce, è in tutto di circa 380.000 euro annui al netto di Iva. E’ difficile, allora, capire la logica econometrica alla base del requisito. Ma anche le modalità di valutazione delle offerte lasciano lo spazio a qualche notazione.
Fatto 100 i punti che in base al bando si potranno assegnare alle offerte, 40 sono di tipo economico (prezzo più conveniente) mentre 60, ossia la maggioranza dei punti viene assegnata in base a “sistema organizzativo di fornitura del servizio fino a 25 punti; metodologie tecnico operative fino a 20 punti; sicurezza e formazione fino a 10 punti; strumenti e prodotti utilizzati fino a 5 punti”. In particolare i primi due criteri, secondo qualsiasi manuale di tecnica industriale o di erogazione di servizi, sono del tutto discrezionali, potendosi valutare in una maniera o in un’altra a seconda dell’osservatore, che, immaginiamo noi, non sarà neanche un tecnico aziendalista o consulente d’impresa.
Ergo la gara ha requisiti eccessivamente severi nell’accesso e troppo discrezionali nella gestione della gara.
La migliori prassi di rendicontabilità e trasparenza della gestione della pubblica amministrazione avrebbe indotto, probabilmente, ad altre scelte. Pesa, infine, anche il tempo ristretto per la presentazione delle offerte, l’otto ottobre come detto.
Peraltro, a quel che ci risulta, sulla questione della fornitura di mangime ai canili comunali si sono registrati in passato già dei problemi e forti polemiche che avrebbero portato anche a strascichi al di fuori di palazzo San Giorgio.
E, notizia dell’ultim’ora, alcuni enti chiamati in causa starebbero valutando attentamente il materiale raccolto in queste precedenti occasioni e approfondendo l’intera materia.

Queste le informazioni sui fondi erogati dallo Stato. Una cifra esorbitante. Ma dove finiscono se ogni giorno in internet parte una colletta compassionevole?

http://www.ministerosalute.it/caniGatti/paginaInternaMenuCani.jsp?id=1068&menu=abbandono

CONTRIBUTI EROGATI
Regioni del Nord euro 3.220.000 35,77 %
Regioni del Centro euro 2.980.000 33,11%
Regioni del Sud e Isole euro 2.800.000 31,11%

http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_newsAree_298_listaFile_itemName_2_file.pdf
Elenco in pdf delle richieste esaudite di contributi esaudite

http://www.ministerosalute.it/caniGatti/paginaInternaMenuCani.jsp?id=1067&menu=abbandono

Fondo per la lotta all’abbandono
Ogni anno, a partire dall’anno finanziario 1991, il Ministero ripartisce il fondo per la tutela del benessere e per la lotta all’abbandono degli animali da compagnia istituito dalla legge 14 agosto 1991, n. 281.
Tale ripartizione è stata effettuata per ogni Regione e Provincia autonoma in base ai criteri stabiliti dal Decreto Ministeriale del 29 dicembre 1992:

il 42% della disponibilità in base al numero dei cani e dei gatti di proprietà;

il 33% della disponibilità in base numero dei cani e dei gatti randagi;

il 25% della disponibilità in base al numero degli abitanti delle regioni e province autonome.

I dati sul randagismo sono forniti annualmente dalle Regioni su richiesta del Ministero. Quelli relativi all’anno 2007, sono pubblicati sul sito alla pagina Dati regionali sul randagismo.

I fondi stanziati dal 2005 al 2007 sono

Anno Fondo

2005 € 4.271.578,00

2006 € 3.998.000,00

2007 € 4.986.000,00

A partire dal 2008 sono stati modificati con Decreto ministeriale del 12 giugno 2008 i criteri di ripartizione del fondo:

il 40% viene ripartito in quote di pari entità tra le Regioni sulla base dell’attivazione della banca dati regionale dell’anagrafe canina in riferimento alla consultabilità per via telematica. Per la Regione Trentino Alto Adige, la ripartizione delle quote spettanti sarà attribuita, per un pari importo, alle province autonome di Trento e Bolzano;

il 30% viene ripartito tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano in base alla consistenza della popolazione dei cani e dei gatti con riferimento al numero di ingressi nei canili sanitari e nei gattili;

il 30% viene ripartito tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano in base alla popolazione umana.

Il Ministero individua le quote di ripartizione. Le Regioni e le Province autonome devono individuare, nell’ambito della programmazione regionale, le priorità di intervento elaborando il piano operativo di prevenzione del randagismo. Nella programmazione devono dare,come previsto dalla legge finanziaria 2007, priorità ai piani di controllo delle nascite destinando una quota non inferiore al 60% delle risorse alle sterilizzazioni, dove necessario, ovvero ad altre iniziative intese a prevenire il fenomeno del randagismo.

Le Regioni inviano successivamente al Ministero una relazione sull’attività svolta.

FACSIMILE
Città, ………..

Spett.le……..

Anticipata mediante fax al n. ……………..

Accesso agli atti relativi agli importi percepiti od erogati dall’Ente in indirizzo per la lotta al randagismo

L’Associazione…………, ente attivo nella protezione e nella tutela degli animali d’affezione, sorto per …………., in persona del proprio Presidente, …………., richiede, ai sensi degli artt. 22 e segg. della L. 8/8/1990 n. 241, l’estrazione e il rilascio di copie di tutti gli atti relativi agli importi percepiti od erogati dall’Ente in indirizzo per la lotta al randagismo negli anni……….. dal ……….al………….
Si chiede, altresì, che venga fornito un dettagliato resoconto della destinazione dei fondi che l’assessorato regionale alla Sanità della Regione………… ha stanziato ad altri enti pubblici od a privati per la prevenzione del randagismo e per la tutela degli animali in ottemperanza a quanto prescritto dalla Legge 281 del 14 Agosto 1991 “Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo”.
Si precisa, in merito, che la sottoposizione consapevole, da parte di un soggetto ad una comparazione con altri concorrenti nell’ambito di una procedura di erogazione di un finanziamento pubblico esclude la sussistenza di un interesse tutelato alla riservatezza a fronte di una richiesta di accesso agli atti, pertanto non si ritiene possano sussistere ostacoli di sorta all’ottenimento della documentazione sopra menzionata.
Per il ritiro si prega di contattare (nome e cognome) al n. 02/……
(oppure)
La documentazione potrà essere inviata al seguente indirizzo:
…………………..
Associazione …………….
Il Presidente

Tu che ami i cani…ascolta questa storia: Mirabello!

E’ la storia di una donna lasciata sola per troppo tempo..nella sua coraggiosa e lunga battaglia per salvare dei cani che nessuno vuole…che nessuno ama..che nessuno rispetta!

Erano pochi all’inizio…lei ha costruito il suo piccolo canile da sola…con l’aiuto di sua figlia…poche le persone disposte ad aiutarla…pochi i sostegni economici…solo il disinteresse totale delle istituzioni che invece dovevano provvedere a quelle povere creature…e via..via ..i cani aumentavano…li trovava anche legati fuori dal suo canile…li accoglieva…li curava…li amava… ma le sue risorse economiche sono finite…e anche la sua forza fisica se ne sta andando…resta solo l’amore …ma i cani ora sono 750…Ma i cani ora muoiono di fame…ma i cani ora muoiono di malattia…ha fatto l’ultima cosa che poteva…ipotecare la sua casa…altro non ha !

Adesso…tu che ami i cani…guarda il tuo cane….Magari dorme felice sulla poltrona al tuo fianco…e’ sano…curato…amato da te che sei il suo grande amico e l’hai salvato da una vita di solitudine e tristezza..accogliendolo nella tua casa e condividendo la tua vita con lui…

Anche maria rosaria romano voleva questo…sognava la felicita’ di tutti i cani che ha salvato…invece quello che le resta e’ il dolore di vederli morire di fame…il suo canile di mirabello sannita sta andando a pezzi…insieme a lei…noi forse non possiamo salvarla…non possiamo adottare tutti i suoi cani…non possiamo salvare tutti i cani del mondo…ma guarda queste foto …!!!!

Noi siamo in tanti…se ognuno di noi dona qualcosa possiamo aiutare maria rosaria a salvarsi insieme a tutte quelle povere creature che ha accolto!

Forse e’ poco…ma per maria rosaria e sua figlia e’ tantissimo!

Per versamenti:
banca popolare di lodi
It26a0516403801000000390065
Intestato a e.M.P.A. (Ente molisano protezione animali)

Martini: Stanare l’illegalità, creare cultura

Il treno ad alta velocità Martini corre sul doppio binario.
Su quello dell’emergenza e su quello di un progetto ampio,generale, un mosaico di ordinanze e prossimi interventi di legge per sostenere il cambiamento culturale del Paese in fatto di rispetto e benessere animale.
Il volontariato è a bordo. Un miracolo politico, sociale, unfenomeno che si spiega, un po’ alla volta…
«Quando ho avuto la piena delega alla veterinaria mi sono detta: bene, Francesca,questa è l’occasione per fare quello che non si è mai fatto prima». L’applauso è lungo,rompe il silenzio di tanti decenni di desolato e reticente abbandono umano. Occhi increduli si ritrovano nel primo tavolo del Nord accolti dal nostro quotidiano a Milano in via Bellerio, dove c’è l’ultimo tepore autunnale, un calore che avvolge il sogno mite e determinato delle associazioni di volontariato animalista che hanno risposto senza batter ciglio, da tutto il Paese, alla chiamata alle armi.
Armi della cultura,della politica del fare, dell’educazione alla legalità.

Francesca Martini lo dice consapevole che la data del 20 ottobre segna un principio storico. Ecco il programma.

REGALO ALLA SOCIETÀ
«Sono estremamente orgogliosa del fatto di avervi qui. Ciò che facciamo non è solo per le creature maltrattate,calpestate, ma è qualcosa che regaliamo a tutta la società. Sarà duro ma, ve lo assicuro, il nostro lavoro lascerà un segno».
Come le prime ordinanze del sottosegretario, la sinfonia del nuovo mondo: il raccordo tra il volontariato e la politica, il fare filiera nella società, che «deve fare il grande sforzo di aprirsi ai valori e ai principi alla base del nostro lavoro, abbassandogli steccati».

TAVOLO DEL BENESSERE
Punto primo: «Per incidere bisogna lavorare insieme.
Ecco perché a latere del mio lavoro ho attivato un tavolo per il benessere animale con le associazioni, i rappresentanti delle Regioni. Sono importanti i Nas, i dirigenti del ministero ma senza il volontariato che fa rete e fa filiera con noi non si riesce ad arrivare a tutte le situazioni di bisogno del Paese».

COMBATTIVI
Il metodo di lavoro è chiaro.
«Non ci può essere un’attività a spot su questo tema,bisogna aggiornarsi costantemente,tenere fissata l’attenzione non solo sull’emergenza (come quando mi sono attivata per il canile di Campobasso,per l’ordine di servizio di Trenitalia) ma anche sul progetto generale, un mosaico che, tassello dopo tassello, realizzeremo con atti di legge importanti per la civiltà, incidendo come Governo sui processi culturali.
Chi è culturalmente e umanamente meno elevato deve fare un percorso di rieducazione!».

STANARE I SINDACI
Le Regioni fanno fatica a muoversi, i sindaci spesso mettono questo tema all’ultimo punto dei loro doveri istituzionali. La “regola Martini” allora è questa: «La persona che ha responsabilità politica e istituzionale c’è e bisogna stanarla. Ci sono fondi ad hoc, ci sono dei doveri e siamo un momento storico assolutamente favorevole. Staniamoli. Con la prima campagna diretta del ministero sul randagismo ho lanciato il messaggio: esiste una competenza e una responsabilità, io sono la prima ad assumerle ma dobbiamo anche spingere gli altri a capire qual è il loro ruolo».

VETERINARI ALLEATI
«I veterinari sono i custodi dei valori di cui noi siamo portatori. Sono fattore strategico, scientifico culturale di civiltà. Ecco perché la veterinaria pubblica e privata deve entrare in rete con noi. Rafforzare i veterinari vuol dire rafforzare i principi della salute pubblica».

TUTTI A SCUOLA
Al tavolo del benessere animale partecipa anche il veterinario comportamentalista. «Col ministro Gelmini ho preso contatto per un piano di azione educativo nelle scuole, per educare i bambini al rispetto, all’amore, alla cura degli animali. Sul fronte cinofilo, voglio invece introdurre il principio della responsabilità del proprietario, responsabilità che vuol dire educazione, capacità di gestione. Le aggressioni avvengno in situazioni di sottocultura, di privazione generale o di sottovalutazione: randagismo, non controllo da parte del padrone, non valutazione di situazioni di rischio».

ORDINANZA TURCO
Martini ricorda: «L’ordinanza Turco non ha dato risultati. Ci sono proprietari che non hanno consapevolezza delle situazioni di rischio, che non conoscono le dinamiche di reazione dei loro cani.

IL PATENTINO
Un elenco di razze cosiddette pericolose quindi non serve, va superata. «Oltre che prevedere l’obbligo del guinzaglio, bisogna fissare il principio che i cani impegnativi devono avere alle spalle un percorso di formazione, di educazione del proprietario». Ed entrano in gioco le associazioni che «devono trasferire la cultura della responsabilità, del rispetto, dell’igiene, dell’attenzione al comportamento. Perché sulla sicurezza va trovato un patto per la civile convivenza».

ALLEATI DEI NAS
«Ho stretto un’alleanza molto forte con i Nas. In pochi mesi su 750 controlli ben due terzi hanno rilevato irregolarità in canili sanitari, allevamenti, negozi, dogsitter, ambulatori, pensioni. Ma va combattuto ciò che stiamo importando con l’immigrazione, che il rispetto per gli animali non sa neanche cosa sia.

BASTA MACELLAZIONE ISLAMICA
Sulla macellazione islamica dovremo fare un grosso movimento d’opinione. Questa non è libertà religiosa. È infrangere le leggi della civile convivenza. Più un popolo è retrivo, ignorante, incivile, più maltratta bambini e animali. Chi è più fragile viene calpestato, nascondendosi dietro riti, usi e costumi, religioni ».

IL MICROCHIP
«In alcune parti d’Italia il microchip è ancora un’opinione! La chippatura è invece fondamentale strumento di lotta al randagismo. Con l’anagrafe nazionale le Regioni saranno obbligate a mettersi in ordine». Nell’ordinanza c’è anche il principio scientifico ed etologico: il cane non deve essere ceduto nei primi due mesi di vita. Deve ricevere l’imprinting della madre».

SVUOTARE I CANILI
«È fondamentale: i canili non sono fatti per tenere a vita i cani ma per darli in adozione. Da assessore della Regione Veneto ho fatto la prima delibera in Italia che fissa questo principio: i canili sono fatti per le adozioni, diamo agli aspiranti adottanti un pacchetto di cure sanitarie graduate nel tempo. In più abbiamo inserito la presenza del veterinario comportamentalista per aiutare l’animale ad essere reintegrato. Il cane che esce dal canile deve essere sicuro, educato, sano, pronto ad entrare in una famiglia».

MENO TASSE
Favorire le adozioni, sostenere le famiglie e le persone anziane. «Devo aprire un dibattito con Tremonti – anticipa Martini -: l’obiettivo è far e sì che le cure veterinarie siano totalmente detraibili. Serve neutralità fiscale e ridurre l’Iva al 4-5%, abbattendola dal 20, soglia dei beni di lusso». Poi, per le spese veterinarie: «Il decreto Bersani ha portato scompiglio. La via maestra è dar vita a convenzioni tra Regioni e veterinari per cifre calmierate e pacchetti a prezzi certi».

di Stefania Piazzo – La Padania

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