Chiliamacisegua

Se cominci ad accarezzare un cane, avrai trovato un'occupazione per la vita
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Archivio del ‘Randagismo’

La Puglia è capace di sussultare?

novembre 26, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Aggiornamento, Barbarie, Battaglie email, Denuncia, Divulgazione, Documentazione, Randagismo 2 Comments →

Aggiornamento 19 dicembre

Riceviamo da Roberto Covelli

http://www.facebook.com/search/?q=roberto+covelli&init=quick#/note.php?note_id=221818472960&id=1198425088&ref=mf

Ieri pomeriggio è stata quasi conclusa la cattura dei cani malati da parte dei volontari della Lega. Purtroppo dei tre cuccioli uno era morto da poche ore (il corpicino era ancora caldo) mentre gli altri due, la mamma ed un altro cane sono stati tolti dalla strada. Adesso manca all’appello il solito cane nero ma si auspica che a breve anche lui si ricongiunga con gli amici malati. Chiedo solo a voi tutti di mandare un piccolo contributo o farmaci specifici in fondo anche solo pochi Euro sono una sciocchezza per tutti noi ma una fortuna per i piccoli consentendo l’acquisto di farmaci utili ma costosi per curarli. NON ABBANDONIAMOLI. Mi sono state richieste delle schede corredate di foto e notizie per ogni singolo cane ma come si può pretendere di farle a cani ridotti in quelle condizioni? Bisognerà aspettare che le cure sortiscano il loro effetto e che i piccoli tornino ad avere una parvenza di cani quasi normali. Poi potranno essere pubblicate. Adesso torno a ripetere il mio appello NON ABBANDONIAMOLI. Chiedo a voi tutti di vedere le foto dei sette cuccioli che non posso fotografare singolarmente i quali se non acceleriamo i tempi per toglierli da quella cuccia improvvisata e fetida potranno lasciarci per sempre a causa del freddo intenso e della presenza di una strada a pochi metri da loro. Solo chi conosce la realtà del Sud può comprendere come nella nostra terra, dove migliaia di randagi girano nelle città e nelle zone rurali, sia difficile portarli in canili superaffollati. Continuate con i volontari di Molfetta a condividere questa triste esperienza e soprattutto a far sentire la vostra importante presenza. I piccoli amici a cui l’indifferenza, l’incapacità, la mancanza di volontà degli organi preposti amministrativi e sanitari ha tolto loro la dignità ed il diritto alla vita VE NE SARANNO ETERNAMENTE RICONOSCENTI. Ripropongo alcune foto che mi auguro riescano a scardinare i cuori aridi di amministratori latitanti e senza scrupoli per invitarli a riflettere e soprattutto a pensare come anche per questi esseri meravigliosi esista il sacrosanto DIRITTO ALLA VITA.

QUESTO CUCCIOLO E’ VOLATO SUL PONTE.
QUESTI PICCOLI HANNO BISOGNO DI NOI.

Aggiornamento 14 dicembre

I cani dell’Ipercoop

Cari amici,

volevo informarvi sulla situazione “cani Ipercoop”, innanzitutto mi preme ringraziare tutti coloro che hanno contribuito con le loro offerte, al momento abbiamo ricevuto 250 euro.

I cani sono in parte ricoverati presso il canile sanitario di Molfetta, per la precisione 12, non vi è attualmente più posto presso questa struttura, e questo sta comportando non pochi problemi poiché i veterinari hanno sospeso le sterilizzazioni, per mancanza di posti, e quindi tutto il lavoro fatto in questi anni rischia di essere vanificato per l’arrivo di nuove cucciolate. Avevamo offerto, come sapete, la nostra disponibilità in accordo con l’Amministrazione Comunale,a prenderci cura noi di tutti i cani Ipercoop, proprio per evitare questo blocco a tempo indeterminato del canile sanitario, ma i sig. veterinari hanno preferito così, inutile fare commenti poiché è la storia di sempre. I restanti cani li abbiamo noi in custodia ricoverati presso Cliniche Veterinarie private, molti di loro stanno già meglio, hanno effettuato tutti gli esami ematochimici ed ovviamente cominciato le cure, sul territorio praticamente fatta eccezione per una mamma con 3 cuccioli di qualche mese ed il famoso cane nero di cui tutti parlano, non ve ne sono altri, abbiamo provato più volte a prenderli, ma sono molto molto diffidenti e veloci, peraltro qui da noi piove sempre e tutto è più difficile, ma li prendiamo state sicuri.

In merito alla cucciolata in foto, non sono ammalati ma sicuramente necessitano di aiuto, stiamo cercando uno stallo o una adozione, perché come vi ho già detto nel canile comunale non è possibile più nessun ingresso e noi per liberare il sanitario ci siamo fatti carico di 15 cuccioli e 6 cani adulti e credeteci non sappiamo proprio più come fare, abbiamo cani ovunque da parenti e amici, nella nostra sede in città, insomma ovunque, siamo veramente al collasso.

Comunque ce la faremo come sempre, abbiamo organizzato una cena di Beneficenza per raccogliere fondi, i ricoveri e le cure sono molto costose, i nostri regali di Natale questo anno più che mai saranno solo per loro.

Vi terremo aggiornati, ma per favore non LI DIMENTICATE hanno ora più che mai bisogno di tutti, siamo comunque molto felici perché questa vicenda sta per concludersi al meglio ma una volta guariti………che ne sarà di loro ???

Ancora grazie ed un saluto affettuoso a tutti

Molfetta 14.12.2009

Buon  Natale

I volontari e Mariangela La Volpe, il Presidente della Lega Nazionale per la difesa del Cane

mariangelalavolpe@libero.it

Aggiornamento

http://www.facebook.com/inbox/readmessage.php?t=190904577412#/note.php?note_id=198811197960&id=1198425088&ref=share

Molfetta 26.11 e 28.11.2009. Tutto come prima.
Rivolgo questa mia ulteriore nota agli scettici che non hanno ancora voluto firmare la mail di protesta affinchè si rendano conto della necessità di firmare poichè se Cristo si è fermato ad Eboli, la situazione dei cani del Centro Commerciale si è fermata alla notte dei tempi tranne per tre piccoli prelevati.
Resto sconcertato quando a seguito di una segnalazione relativa allo stato di salute di cani abbandonati al loro destino, peraltro oggetto di svariate segnalazioni e non ultima il ricorso a Striscia la Notizia, si ravvisi da parte di qualche individuo, a cui questa storia sembra essere andata di traverso, la volontà di affermare, anzi, di sostenere che le foto ed i filmati fossero di repertorio.
Sono costernato quando leggo su un sito che ….”la vicenda era nota a tutti ma che tutti non se ne erano preoccupati e che tiravano dritto ogni volta che passavano davanti a quei fantasmi”….. a cui la nostra vergognosa indifferenza li aveva relegati e giù critiche rivolte alla mia nota, all’aver voluto scardinare quell’omertoso e clientelare silenzio nel quale siamo abituati a vivere da sempre.
A frasi sdolcinate ed inutili, ad atteggiamenti degni della scuola di Meroliana memoria che tanto lustro ha dato al teatro partenopeo.
Perchè qui al sud chi fa qualcosa non la deve fare.
Perchè qui al sud si ha sempre bisogno.
Perchè qui al sud c’è gente che si appecorona di fronte ad uno “che conta” perchè …. non si sa mai potremmo sempre avere bisogno.
Perchè qui al sud si vota non per la capacità di colui che ti deve amministrare ma perchè amico degli amici e ….potrebbe darci una mano.
Poi ogni tanto si sveglia qualcuno che cerca di voltare pagina per scuotere animi e coscienze e le critiche non si fanno attendere perchè non hai fatto altro che dire ciò che tutti sapevano ma che al tutti sapevano tutti facevano finta di non sapere.
Allora appare evidente che per amare un’animale, per essere la sua voce, per sostituirti ad esso per denunciare i soprusi, i disagi, l’assoluta assenza di coloro che dovrebbero averne cura, diventa un fatto non di coscienza o d’amore ma pubblicitario.
Avevo visto lontano quando in tempi non sospetti, con molta umiltà mi dedicavo e mi dedico come tantissime altre persone a sfamare cani abbandonati al loro destino nelle zone rurali non molto distanti dalla città; quando rifuggivo dalla volontà di protestare per far riconoscere i loro diritti poichè conscio che non mi avrebbero ascoltato; quando ho ritenuto giusto di entrare a far parte di una Associazione benchè spesso le lotte interiori o i conflitti d’interesse cozzavano con la volontà di assumere comportamenti diversi all’interno delle stesse. Questi comportamenti vergognosi di talune persone che non denotano amore per gli animali ma solo ipocrisia.
Perchè le critiche provengono proprio da parte di coloro che si manifestano animalisti.
Tanto poi se fai solo aria fritta chi se ne frega, l’importante è che si senta un leggero odore di frittura.
Allora dico a queste persone grette ed inette teniamocelo stretto questo sud retrogrado ed omertoso oltre che clientelare ma cerchiamo anche di dirlo o farlo comprendere, ovviamente guardandoli negli occhi, a coloro che non facendo parte di questa cosiddetta razza umana aspettano con tanto amore il nostro aiuto e sostegno.
Sono veramente sconcertato dopo ciò che ho sentito ed ho letto poichè questo mi fa veramente riflettere sul perchè la nostra esistenza spesso sia inutile e improduttiva oltre che impostata a interessi del tutto personali.
Ecco perchè sono convinto che di fronte alla grandezza di un animale dobbiamo solo riflettere e farci perdonare il male fatto con la nostra cattiveria ed egoismo.
Ringrazio di cuore le Dottoresse Marani ed Andreatta di Chiliamacisegua per avermi supportato in questa battaglia così come ringrazio centinaia di persone che hanno manifestato la loro solidarietà ed il loro amore per questi piccoli.
Ho letto con molta attenzione le argomentazioni di Raffaela Vergine e Rosa Camerino che condivido pienamente perchè mettono in luce l’assoluta incapacità degli appartenenti alle Associazioni meridionali di essere coesi ed univoci.
Motivo per il quale usciremo sempre sconfitti dalle nostre battaglie, perchè quando le fai devi prima renderti conto che non ci sia qualcuno che sostiene di vivere le tue stesse passioni ma che poi al momento opportuno ti deride e ti rema contro.
Che tristezza!
E loro sono sempre lì, oggi anche nel fango perchè ha piovuto, ma sempre lì.
Forse la prossima settimana verrano a prelevare i resti dei tre cani morti, speriamo almeno facciano quello.
I buoni di cuore cercano di curarli con Ivomec ed antibiotici sperando almeno di riuscire ad alleviare le loro sofferenze.
Che vergogna!
Lui è sempre lì. Guardate le foto della nota precedente.
Roberto Covelli

brad962@hotmail.it

Lui è sempre lì. Guardate le foto della nota precedente.
Oggi 28 novembre la pioggia ha formato anche il fango ma forse avrà dato un pò di refrigerio, almeno lo spero, a questi sofferenti.
Guardate le condizioni in cui è ridotto.
La paura li attanaglia oltre alla sofferenza.
Non ha la forza neanche di uscire per mangiare.
Si nasconde per paura e forse per vergogna. Lui ha dignità, noi no!

Comunicato

Ci perviene questa ennesima disperata segnalazione.

E frulla in testa una serie di domande che rivolgiamo a Lorsignori

La Puglia è capace di sussultare?

Magari per orgoglio?

Magari per empatia?

Magari per pietà?

Magari solo per applicare la Legge 281/1991?

Magari per dare seguito alle Ordinanze emesse dal Sottosegretario al Welfare on Francesca Martini?

Magari per rientrare a pieno diritto nel consesso dei promotori di civiltà che altrove viene praticata nei confronti degli indifesi?

Magari per salvaguardare la sua immagine?

Magari per essere iscritta nella lista delle Regioni da segnalare come mete  ricche di panorami meravigliosi e abitata da gente ospitale e portatrice sana dei diritti pretesi dalla vita?

Che si rispetta.

Sotto qualsiasi forma si appalesi.

Per la rassegna stampa sulla situazione randagismo, avvelenamenti, orrori come cani e cuccioli bruciati vivi e canili lager in Puglia, Chiliamacisegua rimanda ad una ricerca google o alle pagine del suo sito.

www.chiliamacisegua.org

Chiliamacisegua

Molfetta 25.11.2009

La vergogna continua e chi paga ,sono sempre le anime innocenti.

Oggi sono tornato dove alcuni giorni fa Fabio e Mingo di Striscia avevano fatto un servizio sulla situazione igienico-sanitaria nella quale sono costretti a vivere tanti cani infelici.

Appare evidente sia dalle foto sia dai filmati che ben poco si è fatto per non dire quasi nulla. Ovviamente adesso si scatenerà la rabbia di qualcuno che verrà a dire che non è vero,  perchè in Italia accanto  alla vergogna c’è anche la menzogna.

Sono un volontario, pesce piccolo in un’oceano di squali, ma mi ribello all’indifferenza e chiedo che si divulghi questa vicenda e si prendano i dovuti provvedimenti anche ravvisando laddove ci fosse dolo, gli estremi per una denuncia al Sindaco per omissioni di atti di ufficio.

La presidente della sezione di Molfetta della Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha voluto scrivere a Striscia una lettera dove rappresenta le difficoltà riscontrate nei rapporti con l’amministrazione comunale.

Vorrei rispondere alla presidente che non c’è nessuno che non ne abbia incontrate.

Sarà difficile, ma mi auguro non impossibile tentare insieme di sanare questa incresciosa e deplorevole vicenda che dovrebbe anche interessare gli ambientalisti, per il degrado indescrivibile che vede interessata tutta l’area adiacente ad un enorme centro commerciale e nella quale, purtroppo, vivono queste povere anime del Paradiso.

Si perchè se non si prende una decisione immediata questi piccoli a breve diventeranno anime del Paradiso. Ne ho fotografato uno appena morto in una casetta fatiscente e ce ne sono altri morti a cadenza ormai da calendario fissato dal fato.

Chi ha cura di questi cani? Per quale motivo ci sono tanti cani morti ed esiste tanto degrado?

Ha ragione Bartolo, una persona di buon cuore che tutti i giorni porta cibo caldo a questi piccoli, sostituendosi alla Amministrazione Comunale,  quando sostiene che il Comune probabilmente si augura che muoiano tutti e presto per poter dire di avere risolto il problema.

A breve giungerà l’inverno e queste piccole anime, alcune delle quali (vi invito a vedere le foto) sono irriconoscibili e di cane non hanno più nulla, sono destinate a lasciarci per sempre.

Tremano come foglie, sono pieni di rogna, non hanno più pelo, la pelle arrossata e piena di piaghe, avranno sicuramente la febbre alta: insomma non fanno tenerezza ma tanta profonda tristezza.

E pena. A chi dentro di sé il cuore ce l’ha.

Allora mi rivolgo alle Dottoresse Marani e Andreatta di Chiliamacisegua, ai volontari della Puglia (una regione ormai alla deriva più totale ed assoluta), agli amici di FB: facciamo qualcosa di concreto e di serio se veramente amiamo questi esseri meravigliosi. Non posso accettare che si possa restare inermi e indifferenti di fronte ad un disagio così assurdo e indescrivibile, che si possa restare inermi di fronte alla sofferenza alla quale stiamo lasciando questi piccoli.

Se veramente li amiamo allora chiedo a Voi, fate e facciamo qualcosa per questi nostri amici.

Non abbandoniamoli, perchè loro in questo momento hanno un solo ed unico destino, per molti ormai prossimo, la morte.

Mentre scrivo ho le lacrime agli occhi perchè risento i pianti di Laura, la Signora che ha denunciato la vicenda a Striscia, quando ha visto il corpo senza vita del cane che cercava da tre giorni.

Ha voluto morire in maniera discreta, dietro un pneumatico in una casa fatiscente perchè ha ritenuto giusto non dare enfasi alla sua morte, conscio che a nessuno sarebbe importato gran che e che la sua vita breve o lunga che sia durata, è stata un fastidio per tanta gente ed un dolore per pochi.

Ho tolto il disturbo si sarà detto il nostro piccolo amico, così avranno “un problema di meno”.

Roberto Covelli

Ditemi se questo è un cane.

Il corpo del cane morto fotografato giorni fa ed ancora lì.

Il corpo del cane morto da poco.

Ciò che resta del corpo di un cane.

Un rifugio di emergenza per un’altro fantasma.

Video cani Molfetta

http://www.facebook.com//video/video.php?comments=&v=1186513021830

Striscia si è occupata di cani randagi maltrattati

Nella puntata di giovedì 19 novembre, gli inviati pugliesi Fabio e Mingo ci hanno parlato delle pessime condizioni in cui versa un branco di cani randagi.

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2009_11_fami19.flv

http://www.molfettalive.it/news/news.aspx?idnews=10526

10 novembre 2009

Emergenza cani randagi, a Molfetta tornano le telecamere di “Striscia la notizia”

Sabato scorso sono stati alcuni cittadini a chiedere l’intervento di Striscia, perché si trovi una soluzione per i tanti cani che affollano la zona industriale

di Rosanna Buzzerio

Molfetta torna sotto i riflettori del Tg satirico di Antonio Ricci, “Striscia la notizia”.

Questa volta i due inviati pugliesi Fabio e Mingo  sono arrivati in città non per scoprire truffe o magie, ma per un problema sociale molto sentito in città e che la nostra redazione aveva già raccontato in tempi non sospetti: il randagismo.

Sabato scorso sono stati alcuni cittadini a chiedere l’intervento di Striscia, perché si trovi una soluzione per i tanti cani che affollano la zona industriale, i parcheggi e le aree verdi antistanti i centri commerciali.

A rispondere alle domande di Fabio e Mingo sarebbero stati il Comune, per voce del dirigente al servizi territorio, Altomare, ed il responsabile del servizio veterinario dell’Asl Bari, Coppola.

Coinvolti dagli inviati anche il nucleo ambientale della Polizia Municipale, che però – come da art. 2 del regolamento del Comune sul randagismo - ha solo il compito di segnalare la presenza di cani randagi al servizio veterinario dell’Asl, che poi attiva le procedure del caso.

Non interpellata, a quanto pare, la Lega per la difesa del cane.

Sarà interessante, a questo punto, vedere nei prossimi giorni le soluzioni proposte per questi animali, in molti casi affetti da leishmaniosi, ehrlichiosi e rogna.

L’arrivo di Striscia in città giunge in contemporeanea con una sollecitazione raccolta ieri dalla nostra redazione. Una nostra lettrice in poche righe ed in un paio di foto - quelle pubblicate in questo articolo – esprime tutto il senso del problema: «non so se ci sono parole per descrivere l’abbandono e la sofferenza di questi cani. Impegniamoci per fare qualcosa».

Ci auguriamo che Fabio e Mingo riescano dove altri non sono riusciti, e che non sia il solito “cane che si morde la coda”.

http://www.comune.molfetta.ba.it/

MOLFETTA. Randagismo: il comune fa chiarezza

Scritto da Ufficio Stampa Comune di Molfetta

Giovedì 12 Novembre 2009 13:12

Molfetta- “Non serve il clamore suscitato dalle televisioni per scoprire il fenomeno del randagismo: conosciamo molto bene il problema e ci stiamo lavorando già da molto tempo con significativi successi e nonostante le tante difficoltà e resistenze”. L’assessore Giacomo Spadavecchia fa chiarezza attorno al fenomeno dei cani randagi presenti nella zona industriale e in alcune zone del centro.

“Il Comune di Molfetta – spiega l’assessore – investe ogni anno 300 mila euro per mantenere efficiente un sistema composto da diversi canili. Interveniamo, inoltre, con azioni di prevenzione effettuate sul campo (prima fra tutte, la sterilizzazione) e puntiamo a soluzione capaci di contemperare la tutela della salute di questi animali con la sicurezza dei cittadini e con il decoro ambientale. Talvolta, però, il nostro lavoro deve tener conto anche delle diverse istanze che emergono durante i tavoli di concertazione cui partecipano altri soggetti interessati al problema”.

I dati reali dicono che il Comune possiede un canile sanitario dove settimanalmente vengono effettuate microchippature e sterilizzazioni da parte della ASL di tutti i cani accalappiati; un rifugio che ospita ad oggi 180 cani; una zona a stabulazione libera che ospita 110 cani; un canile in affidamento all’associazione “Progetto Vita” che ospita 130 cani.

Le spese annue sostenute solo per il mantenimento di questi animali ammonta a  300.000 euro. Tutte le strutture comunali sono al momento sature e non permettono il ricovero di ulteriori animali. Del resto, i cani randagi attualmente presenti nella zona artigianale, nella zona ASI e in alcuni quartieri della città, sono animali che vengono reimmessi sul territorio (in base a quanto previsto dalla legge regionale n. 26/2006) con autorizzazione del sindaco e previo nulla osta sanitario della ASL che ha il compito di certificare l’avvenuta sterilizzazione e microchippatura di ogni singolo animale, nonché il buono stato di salute e la mancanza di aggressività.

Secondo gli esperti del settore, infatti, la reimmissione in libertà dei cani randagi sterili è una forma di “lotta biologica” al randagismo, nella misura in cui disincentiva nel medio termine la presenza sul territorio di nuovi cani fertili e ne impedisce la loro riproduzione.

“Il vero problema legato al randagismo è l’abbandono dei cani da parte dei privati” aggiunge l’assessore Spadavecchia. “Fino a quando continueranno questi gesti di inciviltà, il problema non potrà essere risolto del tutto”. Anche a Molfetta si stima che siano ancora tanti coloro che, in possesso di un cane, non provvedono alla obbligatoria iscrizione all’anagrafe canina. Che il fenomeno dell’abbandono sia rilevante (favorito forse anche dall’estensione della zona Asi) è testimoniato anche dal fatto che spesso vengono ritrovati in strada cani adulti non microchippati, nonché cucciolate intere abbandonate nei parcheggi dei centri commerciali o, nel peggiore dei casi, nei cassonetti.

L’abbandono di un animale è un reato perseguibile penalmente e l’amministrazione comunale sta approntando una campagna di sensibilizzazione tesa a favorire la microchippatura gratuita dei cani di proprietà non ancora in regola con l’iscrizione all’anagrafe canina. L’intervento precederà una serrata azione di controllo e denuncia di coloro che non abbiano ancora registrato i propri animali.

A

Sindaco di Molfetta(Ba)

Avv. Antonio Azzollini

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Lei non sa chi sono io: sì, il mostro di Cicerale!

dicembre 11, 2008 Da: Rosanna Marani Categoria: Randagismo, Richieste, Volontariato Non ci sono Commenti →

Chiliamacisegua ringrazia Striscia la Notizia ed Edoardo Stoppa, autore del servizio andato in onda il 10 Dicembre 08.
Il giornalista, che nonostante la protervia degli aguzzini del mega canile, è riuscito, armato di coraggio, infischiandosene altamente delle loro minacce e del “Leinonsachisonoio “, a togliere il velo che mascherava il marciume annidato da secoli a Cicerale.
Denominato “il Rifugio l’oasi di San Leo”. Una galera, un inferno che di Santo non ha proprio nulla.
I 97 sindaci convenzionati con il lager del Cilento sono complici del gestore.
Hanno disatteso crudelmente quanto prescritto dalle leggi nazionali e regionali.
Chiliamacisegua affianca il sottosegretario al Welfare On F. Martini nel perseguire ad ogni costo tutti i sindaci fuori legge.

Costa Smeralda, come morire da cani sotto il sole dei Vip

dicembre 07, 2008 Da: Rosanna Marani Categoria: Maltrattamento cani, Randagismo Non ci sono Commenti →

Mettete da parte la Sardegna che conoscete. Aprite gli occhi su quella che nessuno vi racconta. L’altro volto è struggente, raccapricciante, straziante, mortificante. E accanto a questo c’è la solita storia dei sindaci ai quali nulla interessa dei cani. C’è lo spaccato dell’ignoranza che abita le strade, le vie, n el l ’indifferenza più cinica e perversa. C’è Olbia, porta d’accesso alla costa dei vip, delle vacanze caraibiche in casa nostra. Sotto lo zerbino della Costa Smeralda c’è tutto quello che la coscienza ripugna. C’è chi ama, c’è chi odia.
C’è un canile municipale, quello dei Fratelli Minori, affidato alla Lida, ai suoi volontarieroi, soli come sempre a far fronte alle emergenze: dei maltrattamenti, degli avvelenamenti, del cibo che scarseggia, del randagismo che Comune e Asl non contrastano.

Ci sono storie che Cosetta Prontu, anima ribelle, presidente della Lida di Olbia, vede passare sotto i suoi occhi: il peggio del delirio della cattiveria umana. Aveva scritto al dimissionario presidente Soru, Cosetta, pregandolo in ginocchio di sterilizzare a tappeto gli animali, come chiede la legge, anziché vederli morire per barbarie. Lo ha pregato di microcippare i cani, come chiede l’ordinanza Martini. Gli ha ricordato che i comuni devono provvedere ai piani di controllo. Nessuna risposta. Tanto si vota. E Soru se ne va. «Nessuno ci aiuta. Arriverà il G8 alla Maddalena e ci demoliranno il rifugio – ci racconta – Dal sindaco solo la promessa verbale di costruirne un altro. Intanto l’Asl ci nega qualsiasi intervento che le compete, nega l’evidenza dell’obbligo di una convenzione, dato che non c’è un canile sanitario. Qualsiasi intervento, cura, soccorso, è fatto di tasca nostra ».

E continua: «Siamo in una zona paludosa, tutto il rifugio è immerso nell’acqua, le cucce non sono sufficienti, i cani si rannicchiano come le pecore. Ma i nostri cani hanno tutti la coda diritta, perché sono amati. I loro occhi ci danno la forza di andare avanti». E di forza ce ne vuole tanta. La civiltà dalla Sardegna se n’è andata da un bel pezzo quando si apre la cronaca marziana dei maltrattamenti.

Due luglio 2008, un pomeriggio infernale, più degli altri. Testimoniano i volontari iniziando così il loro racconto: «Sentivamo le urla strazianti di questa creatura sotto il sole e l’indifferenza della gente di Monti.
Ore 13,30: riceviamo la chiamata dalla polizia di Olbia, hanno preso una telefonata da un cittadino di Monti. In una curva c’è un cane investito da un camion che si sta lamentando. “Ho avvertito tutti da stamane, ma nessuno interviene”, riferisce una signora leggermente arrabbiata al piantone di tur no”. Ci attiviamo immediatamente e Laura e Barbara partono da Olbia per soccorrere questa creatura. Trascorrono minuti ed ore preziose, tutto sotto il sole, un caldo terribile, nessuno sa dare indicazioni giuste, si susseguono telefonate sino allo sfinimento e rabbia. Laura e Barbara ad un certo punto vedono due signore (sono le ore 15,00 ) sedute su un muretto, stanno fumando, chiedono loro se sono in grado di darle informazioni sul cane investito, ma mentre parlano sentono urla strazianti provenire poco lontano da lì. E chiedono alle due donne indifferenti: “Ma non sentite?”. Così le donne rispondono: “Noi siamo due giorni che per colpa di questo cane di…. non riusciamo a riposare”». Intanto la creatura, ribattezzata dai volontari Santa, sta agonizzando, la lingua penzoloni, gli occhi ormai semichiusi. Le due donne spengono la cicca della sigaretta e festeggiano lo spostamento del cane del disturbo. Parte la corsa ormai disperata verso Olbia, in clinica. Santa è fratturata alle gambe posteriori, ha una gravissima rogna demodetica, è completamente disidratata. Le speranze sono poche, c’è più spazio per il dolore segnato dall’indifferenza, la razza umana è superiore. Eppure, a Monti, su quella strada, c’è un famoso sanutario. Nessuno, tra i pellegrini con il cuore in mano, in cammino perché devoti a San Paolo l’eremita hanno pensato di fermarsi e soccorrere una creatura di Dio? Si correva per la benedizione, infliggendo una maledizione.

s.piazzo@lapadania.net

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Terra! – Randagismo in Puglia

novembre 28, 2008 Da: Rosanna Marani Categoria: Randagismo, Servizi Non ci sono Commenti →

Il randagismo in Puglia da anni è elevatissimo.
Raffaella Vergine, dell`associazione Zampa Libera di Lecce dice che è da anni che sta portando avanti una lotta per le sterilizzazioni, ma i sindaci sono sordi. Che strano…è una frase che ultimamente di sente dire tantissimo in giro!

Secondo i dati del Ministero della Salute, i cani randagi ancora allo stato brado sono 442.000 concentrati soprattutto nelle cinque regioni del sud.
In Pugli i randagi sono più di 70.000!!!

La battaglia di Raffaella e di altri volontari per la difesa dei cani è piena di ostacoli.

Con un parto di 10 cuccioli, il 50% sono tutte femmine, fra 6 mesi una mamma fa altri cagnolini e il lavoro di mesi e anni delle volontarie viene vanificato.
Da una cagna, dopo due anni, si arriva a 2.380 cani!

Il direttore del servizio veterinario ASL di Lecce nord dice che ci vorrebbe un potenziamento soprattutto da parte dei Comuni in quanto sono assenti di canili sanitari. Un cane non si può sterilizzarlo e lasciarlo per strada. Per sterilizzare un cane bisogna portarlo in una struttura sanitaria.
Senza canili sanitari non si va da nessuna parte!

In Italia servono almeno 1.500 nuovi canili e di questi almeno 500 canili sanitari.
Sono 1.600 i comuni italiani che non sono dotati di servizi di raccolta dei cani randagi, ne hanno rifugi per i cani o convenzioni con i canili.

Ecco il serivizio di Terra! con testimonianza di Raffaella Vergine, dell`associazione Zampa Libera di Lecce.

Randagi: Di Fabio fuori legge

novembre 24, 2008 Da: Rosanna Marani Categoria: Maltrattamento cani, Randagismo 1 Commento →

In esclusiva a Nuovo Molise il sottosegretario al welfare, Francesca Martini.
Disposta in Molise una ispezione dei Nas.
Sottosegretario Martini, è noto il suo impegno nella lotta al randagismo. In tutto questo Lei si è occupata più volte del Molise, intervenendo anche sul presidente della regione Iorio. Partiamo da qui: che risposte ha avuto dal governatore del Molise? Ho contattato direttamente il Presidente Iorio per sollecitarlo ad una presa d’atto rispetto alla grave situazione del Molise in materia di gestione dei canili sanitari ed ho trovato sensibilità specifica. Mi ha garantito il suo impegno e mi aspetto che mantenga fede a questo. So che ha fatto visita ad alcune strutture e intendo mantenere con lui un dialogo aperto perché abbiamo bisogno di un vero cambiamento attraverso la sua gestione politica e di avanzamento culturale riguardo la coscienza civica del popolo molisano. Con una ordinanza dello scorso 28 ottobre il sindaco di Campobasso, Giuseppe Di Fabio, ha praticamente imposto l’adozione dei randagi a tutti coloro che intendono sfamare gli animali senza padrone. Come commenta questa presa di posizione? L’ordinanza del Sindaco di Campobasso è in evidente contrasto con il quadro normativo: colui che riveste il ruolo di Autorità Sanitaria, e che quindi dovrebbe mettere in atto quanto prescritto dalle leggi in materia di tutela del benessere degli animali e lotta al randagismo, deferisce paradossalmente le proprie responsabilità ai cittadini! Si sottende una ottusa ignoranza che peraltro ha scatenato un vero e proprio caso nazionale. A tal proposito già in data 6 novembre, appena appresa la notizia dell’emanazione dell’ordinanza, ho inviato una lettera al Sindaco di Campobasso per richiamarlo ai propri doveri istituzionali e per esprimere la mia preoccupazione. Di Fabio sostiene che alla base del suo provvedimento vi sia il pericolo di aggressioni ai cittadini da parte dei randagi attirati dal cibo che viene loro offerto. E’ una motivazione plausibile a suo dire? Al contrario, scientificamente rispetto alla codificazione del comportamento animale, proprio il divieto di somministrare cibo più facilmente determina un aumento del rischio di aggressione da parte di cani affamati e maltrattati che possono anche riunirsi in branchi proprio per cercare il cibo e dare luogo a comportamenti aggressivi dettati dalle privazioni e dalla mancanza del normale rapporto con la specie umana. La situazione dei canili molisani Lei la conosce. In alcuni casi il termine lager è un eufemismo. Santo Stefano e Ripalimosani sono due pessimi esempi che si sono già segnalati alle cronache nazionali. Concretamente, come se ne viene fuori? Quali i ruoli precisi di Regione, Asl e Comuni? Purtroppo la situazione insita in molti canili della regione Molise, ma anche in altre zone, in particolare del centro sud d’Italia, mi è tristemente nota e desidero fortemente aiutare e sostenere queste realtà. E’ indubbio che esistono grandi responsabilità, sia attuali, che pregresse, da parte delle Amministrazioni locali; le leggi nazionali e regionali spesso sono completamente disattese o male applicate e non hanno portato a quell’obiettivo di riduzione del randagismo e di corretta gestione del benessere animale sul territorio. Eppure i soldi per la gestione dei servizi competenti sono stati spesi, al nord come al sud. I canili sono molto spesso al limite del collasso e, ad oggi, non è ancora stata implementata una seria politica promozionale volta alle adozioni dei cani. Ribadisco i canili sono fatti anche e soprattutto perché i cani possano entrare nelle famiglie. Non dimentichiamo però che chi adotta o possiede un animale da compagnia deve essere supportato da una adeguata informazione e fare una vera e propria assunzione di responsabilità. Purtroppo assistiamo anche all’indecente fenomeno degli abbandoni di animali, che ricordo: è un reato. Come Sottosegretario alla Salute del Governo nazionale, che tipo di impegni si sente di prendere? Il mio impegno in questo ambito è molto forte e, non a caso, ho costituito un tavolo di lavoro permanente per gli animali d’affezione, dove esperti della Veterinaria pubblica e privata, del Ministero, delle Regioni e dell’Università, dei Comuni e delle Associazioni protezionistiche si confrontano e cercano di trovare soluzioni per risolvere, tra gli altri, l’annoso problema del randagismo canino. Ci riuniamo ogni settimana, oltre ad avere gruppi di lavoro specifici con le organizzazioni di rappresentanza dei veterinari ed i parlamentari che si impegnano direttamente su questi temi. In tempi brevissimi emanato l’Ordinanza del 6 agosto 2008 relativa alle misure per l’identificazione e la registrazione della popolazione canina che introduce l’obbligo del microchip e ribadisce le responsabilità dei sindaci in materia di contrasto al randagismo. Tengo a precisare, inoltre, che nella scorsa estate ho promosso la prima campagna della storia del nostro Paese mai istituita direttamente dal Ministero contro l’abbandono estivo dei cani. A tal proposito sottolineo la necessità di favorire e migliorare la convivenza uomo – animale da compagnia mediante la “conoscenza”, questo obiettivo può essere raggiunto attraverso iniziative legislative, ma anche attraverso campagne di informazione rivolte ai cittadini, nonché adeguati programmi didattici nelle scuole. Con i programmi d’informazione ed educazione dei cittadini e dei proprietari di cani e gatti, si può favorire la diffusione del rispetto degli animali, ma anche contenere il fenomeno del randagismo attraverso la promozione di campagne di sterilizzazione. Vorrei anche aggiungere che al fine del controllo della popolazione canina appare quanto mai necessario che l’Anagrafe canina nazionale sia completata e resa efficiente e fruibile; soltanto attraverso la creazione di un sistema nazionale possono essere garantiti il rintraccio degli animali smarriti, il monitoraggio della popolazione canina ed il monitoraggio degli episodi di aggressione da parte dei cani. Con i carabinieri dei Nas ho inoltre iniziato un controllo a tappeto di tutti i canili sanitari, canili rifugio, allevamenti, studi veterinari, centri di addestramento, toelettature. Abbiamo verificato le condizioni igenico-sanitarie e di tutela degli animali di 743 strutture. In un terzo abbiamo registrato irregolarità comminando sanzioni di tipo amministrativo o penale; i risultati ed alcuni filmati raccapriccianti girati direttamente dai carabinieri sono stati presentati da me in una conferenza stampa. Inutile sottolineare che dobbiamo lavorare ancora molto. Attualmente sto per emanare altre due ordinanze: una contro il gravissimo fenomeno dei bocconi killer utilizzati per uccidere cani ma che determinano anche grave avvelenamento ambientale e rischio per la salute pubblica, l’altra per la prevenzione di aggressioni a cittadini o altri animali da parte di cani potenzialmente reattivi in presenza di proprietari irresponsabili. Inoltre mi sto impegnando in una mappatura di tutti i canili italiani a cui lavoro con la direzione del Ministero preposta, vogliamo stanare i canili lager e denunciare i responsabili. Sottolineo che lo spirito è comunque di grande collaborazione, le amministrazioni locali hanno anche bisogno di un aiuto e soprattutto di essere supportate e stimolate a lavorare bene in questo campo troppe volte dimenticato. Sottosegretario, al nostro giornale giungono molte segnalazioni di lettori indignati per lo stato di degrado dei canili molisani e per i maltrattamenti agli ospiti che vi sono ricoverati. C’è da un lato una crescente sensibilità sul tema ma, parallelamente, anche una montante sfiducia verso le istituzioni. Moti ci chiedono un suo intervento diretto, una sua vistita in regione. Che risposta possiamo dare? E’ possibile un suo personale sopralluogo? Sono consapevole del fatto che i cittadini contano molto sul mio lavoro, ricevo centinaia di mail ogni giorno di sostegno da tutta Italia, questo mi gratifica e mi dà forza. In molte aree del Paese emerge un sentimento di sfiducia verso le proprie Istituzioni. A questi cittadini dico sempre: cambiate! Ÿ nella cabina elettorale che potete esercitare il vostro dissenso. Inoltre ritengo molto importante l’apporto delle associazioni e dei gruppi di persone per sollecitare direttamente le amministrazioni. Vi anticipo inoltre che ho disposto da parte dalla Direzione Generale della sanità animale e del farmaco veterinario una ispezione nella regione Molise assieme ai Carabinieri del NAS che si svolgerà in tempi brevi.

Pasquale Di Bello

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Campobasso – Regione vara piano per canili

novembre 20, 2008 Da: Rosanna Marani Categoria: Canili lager, Maltrattamento cani, Novità, Randagismo Non ci sono Commenti →

La regione Molise prepara un piano straordinario per i canili. “Il Molise – ha detto il Presidente, Michele Iorio incontrando in mattinata i responsabili del servizio veterinario dei distretti sanitari – vanta una consolidata tradizione di tolleranza e attenzione per il mondo animale, e particolarmente per quello dei cani.
Ultimamente questa immagine e` stata duramente danneggiata da alcune inchieste giornalistiche che si sono occupate delle pessime condizioni igienico-sanitarie, oltre che strutturali, dei canili privati e pubblici di Campobasso di Mirabello Sannitico. E` dunque necessario, sia per il rispetto che si deve a questi animali, sia per onorare la tradizione animalista e la buona immagine del Molise, provvedere in tempi brevissimi a dare risposte ad una situazione ormai non piu` sostenibile”.
Il Piano prevede piu` versanti di interventi: dalla campagna di comunicazione sociale sull`abbandono degli animali da affezione, per passare ad un`attenta e precisa gestione sanitaria dei canili e delle strutture di profilassi veterinaria, per arrivare, infine, all`ammodernamento e la riqualificare degli impianti di Campobasso e di Mirabello”. A questo sara` affiancato anche un programma di sterilizzazione dei randagi.

Aragona, toccata e fuga nella Sicilia delle barbarie

novembre 16, 2008 Da: Rosanna Marani Categoria: Canili lager, Maltrattamento cani, Randagismo Non ci sono Commenti →

Aragona è in provincia di Agrigento. Il suo nome è suggestivo, ma la realtà evoca dolore e orrore nella peggior Sicilia che i siciliani onesti non meritano. Aragona è la storia di Ninfa Gueli, un’anziana anima indigente, semianalfabeta, malata di tumore. Ha avuto solo la disgrazia di nascere lì, e di sobbarcarsi, tra il riso, lo scherno e la beffa delle sanzioni, da più di 10 anni, il mantenimento e le cure di quasi un centinaio di cani aragonesi randagi, che sono i cani del sindaco. Gli animali glieli buttano dentro i cassonetti, li abbandonano nei suoi terreni. E lei, li raccoglie tutti, uno ad uno, con amore disprezzato e punito. Ad Aragona la civiltà non ha ancora cittadinanza. Ad Aragona la legge non esiste. Le norme sul randagismo non esistono. C’è un altro tribunale, per giudicare i vivi: farli morire di dolore e di fatiche.
Quando Ninfa bussa alla porta del sindaco, la risposta è che non ci sono soldi. Intanto i cani vengono ignorati, uccisi, seviziati, abbandonati, investiti, avvelenati. Orpelli inutili e di disturbo, inanimate presenze da eliminare. Dalla disperazione lei ha cercato di darsi fuoco, ma neanche l’estremo gesto ha smosso le coscienze.
Alla fine Ninfa è passata per pazza ma non per il fuoco: per aver detto mille volte no a chi le suggeriva di risolvere il problema, con il veleno. Laggiù si fa così. Metodo rapido e veloce. Istituzionale.
Racconta Ninfa agli amici stretti che alla domanda al sindaco: “Che ne facciamo dei cani?”, la risposta è stata: “Quali cani?”. Appunto: quale Ninfa? Ninfa non esiste.
Non che del canile qualcuno non abbia provato in passato ad occuparsi. Associazioni anche estere hanno tentato di sfilare dall’inedia comunale il destino dei cani. Ma l’unica cosa che è stato capace di fare il Comune, oltre all’aver fornito misere e rare quantità di cibo, è stato l’aver inviato in canile (che è sul terreno di proprietà di Ninfa), Polizia e Asl e metterle sotto sequestro i cani. Che fatica, fare i verbali.
Così, Ninfa ha imparato la lezione, ha imparato a lamentarsi, a occuparsi dei randagi al posto del sindaco che non se ne occupa, ha imparato a vedersi bloccate tutte le adozioni. Brutta vecchia pazza di una Ninfa, ma dove vivi?
Però… le hanno lasciato la custodia giudiziaria, eppure hanno verbalizzato la sua condizione di impossibilità fisica ed economica a proseguire. Tanto Ninfa sa poco leggere e poco scrivere, che importa se non sa che ha diritto all’assistenza legale?
Ninfa così, nella sua disperata corsa per la sopravvivenza dei cani, senza un aiuto pubblico, si è vista denunciata per maltrattamento (e per il maltrattamento a lei, chi denunceranno mai!?), e non contenti le hanno comminato dall’Asl una multa di quasi 15 mila euro per mancata iscrizione all’anagrafe canina comunale dei cani.
Per legge spetta al Comune, al sindaco. Per l’Asl tocca ad una ultrasessantacinquenne con pensione sociale.
Qualche veterinario ha fatto qualche microcippatura, ma di sterilizzazioni, neanche l’ombra.
«Alcuni cani hanno smesso per sempre di soffrire e sono stati lasciati nel terreno a marcire, tanto che la poverina, per non farli sbranare dagli altri cani e dai topi, non avendo neanche una automobile per spostare le carcasse, è stata costretta momentaneamente a seppellirli, attendendo la rimozione (mai avvenuta) delle carcasse da parte di chi di dovere«, ci racconta un amico, mentre si parla di fantomatici spostamenti in altri canili. Quali? Quando?
In una rete di passaparola tra Associazioni animaliste, era stato fatto anche il miracolo: una pensione milanese, ad un costo irrisorio, avrebbe accolto i cani di Ninfa. Il Comune si sarebbe tolto un pensiero per due lire, ma fu difficile capire cosa ne pensasse il sindaco, schiacciato dai pesanti impegni istituzionali, sempre riunito o appena uscito dalla porta.
Alla Lida di Caltanissetta, che lo aveva interpellato, nessuna replica. Ad Aragona d’altra parte i cani evaporano con l’acido nei pensieri di molti, nell’immaginario collettivo ai cani di Ninfa ci pensano «le tasche di animalisti nordici… scemi». Ed è un autorevole pensiero.
I cani intanto restano lì, nella povertà generosa di Ninfa, già adottati sono condannati a restare a marcire ad Aragona. La giustizia rende giustizia solo con la morte, ad Aragona. Nessuno ha voglia di traslare la custodia giudiziaria degli adottati da Ninfa ai nuovi padroni. E per ogni futura adozione a venire, bisognerà attendere gli esami veterinari. Possono uscire solo i sani (quelli che riescono a sopravvivere non si sa come), mentre i malati non hanno diritto ad essere adottati e curati. Morire, devono.
Oppure ci deve pensare la vecchia Ninfa. Lontano dagli occhi dell’Asl, del sindaco e dei siciliani. Ma non è neanche la legge della giungla, lì vince il più forte. Ad Aragona solo il più prepotente.
s.piazzo@lapadania.net

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Esche avvelenate. Stanare i killer. Attentato ad animali e salute pubblica

novembre 11, 2008 Da: Rosanna Marani Categoria: Maltrattamento cani, Randagismo Non ci sono Commenti →

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E ora tocca ai bocconi killer. La marcia del sottosegretario Martini schiaccia non solo i sassi della politica indifferente al grido degli invisibili ma va ora a colpire anche la delittuosa pratica delle “polpette” avvelenate. Anche per loro, oltre ai canili lager, ai sindaci inadempienti che affamano i cani, è già stata dichiarata guerra.

Sottosegretario, un altro tassello di civiltà?
«Dobbiamo contrastare questa barbarie in modo fermo, deciso, rapido soprattutto. A giorni il ministero emetterà un’ordinanza per colpire questo delitto. E i sindaci avranno il loro ruolo centrale di responsabilità. Da questo principio di legge io non mi schiodo, in barba a quei sindaci che fuggono dalle loro responsabilità».

Ci può anticipare l’ordinanza?
«Bisogna smettere di sottovalutare i bocconi, le esche avvelenate gettate criminalmente nei giardini, nei terreni, nelle campagne per allontanare gli animali e i loro proprietari, uccidendo creature innocenti dopo atroci sofferenze. Basta! L’ordinanza va a colpire un duplice reato: una pratica barbara, delittuosa, che mette a rischio la salute pubblica esponendo ad avvelenamento anche i bambini, l’ambiente, la falda, il patrimonio faunistico, esponendo a morte certa anche gli animali selvatici, magari protetti. Un disastro a catena in ambito urbano ed extraurbano».

Entrando nei dettagli?

«Le misure che stiamo definendo hanno dei punti fermi: è previsto l’obbligo del proprietario e del responsabile di fare denuncia, e per responsabile intendo il sindaco, che è il padrone degli animali vaganti sul territorio; altro cardine è la veterinaria pubblica: anche lei avrà l’obbligo di denunciare il danno subito dal patrimonio faunistico; il medico veterinario dovrà dare immediata comunicazione all’Asl e al sindaco».

Insomma è un decalogo per ricostruire il luogo del delitto e il suo killer?
«Precisamente, perché si prevede anche l’invio all’istituto zooprofilattico dei campioni della sostanza che ha provocato la morte dell’anima – le con tanto di referto ed esiti entro un mese».

Sottosegretario, lei chiama ancora una volta in causa il sindaco.
«Difatti ha l’obbligo di dar corso alle indagini. Verrà istituito anche un numero verde, che sarà fondamentale per i cittadini e le istituzioni».

Lei attacca i bocconi perché sono anche nemici dell’ambiente. Con quali effetti?
«Di grave inquinamento. Ma la novità credo che farà anche desistere dal gettare bocconi nei terreni prevede un passaggio obbligato, rivoluzionario – esclama con soddisfazione Martini – Il sindaco entro 48 ore dall’accertamento è tenuto a bonificare l’area». Il passaggio chiave è che il contesto ambientale dovrà essere risanato e non si esclude una sua delimitazione persino con una cartellonistica che evidenzi in quella proprietà il reato consumato. Insomma, la bozza d’ordinanza allo studio mette in forse, senza adeguata bonifica, l’impossibilità di proseguire nelle attività agricole o silvo-pastorali. D’altra parte, un’area inquinata, è pericolosa per la salute pubblica e animale. «Prevediamo la piena collaborazione degli organi competenti, dalla polizia locale alle guardie zoofile alla forestale. Sarà quindi un tema che concerterò col ministero dell’Agricoltura».

E che dire dei veleni impiegati?
«Ci sarà un allegato all’ordinanza, per restringere l’uso delle sostanze velenose e, come accade negli altri Paesi, inserire in questi prodotti anche sostanze amaricanti, per rendere immediatamente repellenti per odore e sapore i bocconi».

Stefania Piazzo

Le opere di Misericordia

novembre 09, 2008 Da: Rosanna Marani Categoria: Canili lager, Maltrattamento cani, Novità, Randagismo Non ci sono Commenti →

Misericordia e Legge, è stato l’imperativo categorico, pronunciato dal Sottosegretario On Francesca Martini, all’indomani del suo insediamento al Ministero del Welfare.
Disatteso dalla maggioranza dei suoi uditori: quei Sindaci che proprio la Legge 281 del 1991 per la tutela e il benessere animale, ha precisato essere il proprietario del cane randagio  sul suo territorio, tenuto a garantirne il benessere anche qualora, accalappiato, lo affidi ad un canile convenzionato, pena, in caso contrario, la possibilità di ravvisare il reato di omissione di atti d’ufficio e l’imputabilità penale. Il Sindaco, si ammonisce, è altresì responsabile delle misure prese o disattese per combattere il fenomeno randagismo nel suo Comune, nonche’ dell’impiego dei fondi erogati dallo Stato per porvi rimedio.
I Sindaci, invece di rispondere al richiamo, legale e se vogliamo anche di un certo spessore morale, hanno lanciato una moda scellerata: affamare i randagi, così da eliminare all’origine, per selezione naturale, il problema.
E se non sono i Sindaci, sono i cittadini zelanti che promuovono petizioni crudeli, tese a loro dire, a salvaguardare il proprio quartiere dalla presenza di povere creature indesiderate e vilipese. Fanno sconcio, fanno disordine, fanno sporcizia!
In questo caso il Sindaco lascia fare: “tanto sono solo cani”.
No. No. No.
Fino a perdere la voce, Chiliamacisegua si sgola:no!
Il rispetto che si deve ad ogni vita, urla di indignazione per essere calpestato tanto inumanamente e quotidianamente in barba alla Legge.
Ricordiamo allora le opere di Misericordia, spirituali e corporali, tutte praticabili, una conseguenza dell’altra, agli illustrissimi Sindaci, di Campobasso, Giuseppe di Fabio (che reputiamo in fase di ruminazione della sua Ordinanza Civica, emanata il 28 ottobre scorso, già impugnata dalla Lega Molisana per la difesa del cane e che ha scatenato, per fortuna, un putiferio nazionale) e  di San Marco in Lamis, Michelangelo Lombardi , che si accoda nella corsa del “ci sono anch’io”, per posizionarsi ai primi posti della classifica degli alfieri di ”cose dell’altro mondo, quello incivile”, per porsi sotto i riflettori della ribalta nazionale ( non tema, sarà accontentato di sicuro) e ai cittadini benpensanti  di Augusta, apripista di questa sciagurata alzata di ingegno.

Le opere di Misericordia
LE OPERE SPIRITUALI
Consigliare i dubbiosi
Insegnare agli ignoranti
Ammonire i peccatori
Consolare gli afflitti
Perdonare le offese
Perdonare pazientemente le persone moleste
Pregare Dio per i vivi e per i morti

LE OPERE CORPORALI
Dar da mangiare agli affamati
Dar da bere agli assetati
Vestire gli ignudi
Ospitare i pellegrini
Curare gli infermi
Visitare i carcerati
Seppellire i morti

Insegnamenti caritatevoli, etici ma anche ammonitori che fanno la differenza tra uomini e QUARAQQUAQUA’, da mandare a memoria e soprattutto da praticare.
Per la Misericordia Chiliamacisegua si affida alla carità cristiana ma per l’applicazione della Legge, Chiliamacisegua confida nell’on Francesca Martini

I fatti:

ANIMALI: PETIZIONE ON LINE PER CONTESTARE SINDACO CAMPOBASSO
(V. ‘ANIMALI: ANNUNCIATA PROTESTA CONTRO…’ DELLE 11:43) (ANSA) – CAMPOBASSO, 7 NOV – Da Trieste a Sassari, dal Piemonte alla Sicilia. L’onda lunga della protesta degli animalisti contro l’ordinanza del sindaco di Campobasso, Giuseppe Di Fabio (Pd), che vieta di somministrare cibo ai cani randagi, non trova confini.
Nelle ultime ore e’ partita su internet www.firmiamo.it/vietatoessererandagiacampobasso
una petizione (Vietato essere randagi a Campobasso), promossa da Corinna Andreatta dell’associazione ‘Chiliamacisegua’, attraverso la quale viene criticato il comportamento del primo cittadino di Campobasso. L’iniziativa ha riscosso un immediato successo. Al momento sono 1.768 le firme raccolte, ma il ‘contatore’ continua a far segnare nuove adesioni.
‘Mentre il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini – si legge in apertura del documento – chiede l’applicazione della legge 281 del 1991 per la tutela i il benessere animale, c’e’ chi sceglie una strada opposta alla legge civile e morale’. La ‘battaglia’ degli animalisti, contro l’ordinanza del sindaco di Campobasso e’ solo all’inizio. (ANSA).

RANDAGISMO:ENPA,ANCHE IN CENTRO GARGANO DIVIETO SFAMARE CANI
(ANSA) – SAN MARCO IN LAMIS (FOGGIA), 7 NOV – Dopo il sindaco di Campobasso, anche il primo cittadino del centro garganico di San Marco in Lamis, Michelangelo Lombardi, vieta la somministrazione di cibo ai cani randagi. Lo denuncia l’Ente nazionale per la protezione degli animali (Enpa) la cui presidente nazionale, Carla Rocchi, ha inviato una lettera al sottosegretario alla Salute Francesca Martini, al prefetto di Foggia, all’assessore regionale alla salute pugliese e allo stesso sindaco di San Marco in Lamis.
Con una ordinanza del 3 novembre scorso, Lombardi – denuncia l’Enpa – vieta ‘ogni tipo di somministrazione e deposito di cibo sul suolo pubblico per il sostentamento dei cani randagi’.
Nel provvedimento definisce ‘cattiva abitudine’ e ‘deprecabile comportamento’ il dar da mangiare ai numerosi randagi del paese. L’Enpa chiede al sindaco di revocare l’ordinanza, al prefetto di richiamare l’amministratore all’applicazione delle norme nazionali e regionali e all’assessore regionale di verificare erogazione – e utilizzazione – di fondi pubblici al Comune di San Marco in Lamis contro il randagismo. (ANSA).

LA SICILIA SIRACUSA
4 OTTOBRE 2008

Avviata una petizione «Niente cibo ai randagi»
di Anna Burzilleri
Siracusa – Non vogliono i randagi davanti casa e soprattutto non desiderano che i vicini mettano le ciotole per dare da mangiare o da bere ai cani. Per questo alcuni residenti del centro storico hanno avviato una petizione.
È questo il quartiere dove si vedono spesso davanti casa o nelle piazzole di sosta delle ciotole con pasta, pane, resti di formaggio o di pesce oltre all’acqua.
I firmatari vogliono combattere il fenomeno del randagismo e del resto lungo la via Xifonia fino a piazza delle Grazie si possono notare branchi composti da numerosi animali. Non da meno la zona di Terravecchia Paradiso dove oltre una ventina di randagi bivaccano nella discesa dei giardini pubblici che costeggia la via Vittorio Veneto. Altri gruppi sono anche nella rotatoria di Corso Sicilia e nelle aiole di piazza Fontana.
Alla petizione rivolta negli anni scorsi all’ufficio Ecologia si aggiunge ora quella in cui si chiede ai vicini di casa di non dare da mangiare o da bere per fare allontanare gli animali.

CHILIAMACISEGUA

www.chiliamacisegua.org

Randagismo, cani affamati dal Molise alla Sicilia. Ma chi si mangia i fondi?

novembre 09, 2008 Da: Rosanna Marani Categoria: Randagismo Non ci sono Commenti →

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Avevamo esordito così, il 28 settembre scorso, inaugurando il nostro viaggio nel mondo animale: «Avremmo preferito….. ». Certo, la Padania avrebbe preferito offrire cartoline di cani sorridenti, come i cuccioli perenni dei calendari, invece ha scelto di partire dall’inferno, anzi, dall’orrore di Campobasso. Siamo stati i primi a pubblicare il dossier del presidente della Lega molisana del cane, Anna Mazziotti : un documento che non ci ha fatto dormire. Ogni immagine è un rimorso di coscienza e di impotenza. Intervenne persino il sottosegretario Francesca Martini per scuotere il presidente della Regione Molise e l’assessore regionale. Ma il sindaco fece orecchie da mercante. Dopo Santo Stefano fu la volta di Ripalimosani, di Mirabello. Sempre nel Molise dei controsensi e delle crudeltà certificate. Poi siamo corsi a Rieti, passando per Peschici, Sant’Ilario in Calabria, annunciando Cicerale… Tragedie, olocausti. Drammi di una civiltà incompiuta e inadempiente, come i sindaci. Quelli delle ordinanze che vietano di sfamare i randagi. Eravamo partiti con Giuseppe Di Fabio, il sindaco di Campobasso, due mesi fa, per denunciare il lager di Santo Stefano dove i cani si mutilano solo per il fatto di esistere dentro il canile. Oggi, lì torniamo, quasi in un preveggente corso e ricorso storico delle brutalità. Nei prossimi giorni, dopo aver aperto la crepa sul muro dell’omertosa indifferenza della stampa, grazie alla collaborazione e al martellamento perseverante dell’associazione Chiliamacisegua di Corinna Andreatta e Rosanna Marani, i media si sono accorti dell’olocausto. L’Ansa l’altro giorno riprendeva la petizione dell’associazione che si può trovare in www.firmiamo.it, dal titolo “Vietare essere randagi”. Intanto Striscia la notizia ha annunciato un servizio dall’inferno di Campobasso, altrettanto la Vita in diretta su Rai Due. Ebbene, i fondi per abbattere il fenomeno del randagismo non sono pochi. Eppure non ci sono soldi per sfamare i cani di strada. Questo Paese vive al contrario. La legge molisana, in particolare, prevede un solo articolo: punire i cani. Non i padroni né i sindaci che non microcippano i cani sul territorio, provvedendo ad un ’anagrafe canina. A Mirabello, dove arrivano i cani dei Comuni di Campobasso, Mirabello Sannitico, Oratino e Ferrazzano, i quattro sindaci pagano a chi gestisce il rifugio, la signora Maria Rosaria Romano, 0,24 centesimi al giorno per sfamare ogni cane. La vita animale in Molise, come in troppe altre regioni del Paese, non ha valore. I cani possono e devono morire di fame, tranne avere spazi riconosciuti dal comune dove volontari autorizzati possono di tasca loro avere due possibilità: intestarseli e portarseli a casa, scaricando il sindaco da qualsiasi responsabilità; dare loro da mangiare a proprie spese. Resta il mistero di come spiegare agli animaliaffamati l’indirizzodei centri di “sfamamento”. Dal 2004 ad oggi, perammissione dello stesso sindaco di Campobasso,il randagismo è cresciutodel 224 per cento. Eallora, mentre non si saquale buon uso sia stato fatto dei fondi stanziati per il fenomeno, la scelta definitiva è quella di punire l’affamato con la pena capitale del digiuno,fino a che morte non sopravvenga per sfinimento o investimento. O per altre malattie contratte nei canili convenzionati sotto sequestro. Un Paese di cui vergognarsi, dal quale però non scappare. Giusto per avere la soddisfazione di vedere i carnefici pagare il loro conto. Spazzati via alle prossime elezioni, davanti ad un giudice per rispondere di maltrattamento e spreco di denaro pubblico. Dio esiste, ci crediamo anche noi.

s.piazzo@lapadania.net


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