INDIGNATAMENTE

Chiliamacisegua riceve questa accorata segnalazione e supporta la pressante richiesta di intervento. Mentre si domanda, basita, se le Istituzioni hanno finito di festeggiare il Santo Natale,

oppure se la prendono comoda, come sempre e stanno pensando già ai divertimenti del Carnevale!

Noi cittadini pretendiamo risposte, non indifferenza.

Due anni fa Chiliamacisegua è intervenuta per una situazione analoga e si è fatta carico della cura della maggior parte dei cuccioli di Sessa, che fortunatamente ora, sono stati

felicemente adottati, manlevando l’ Amministrazione dal suo precipuo compito.

http://www.chiliamacisegua.org/2010/01/25/chiliamalicura-cani-di-sessa-aurunca/

Chiliamalicura: cani di Sessa Aurunca

Chiliamacisegua non dimentica che molti dei cuccioli sono stati salvati per… un pelo: 116 cani tra cuccioli e adulti vivevano ai limiti della sopravvivenza, in box fatiscenti.

La relazione del veterinario di fiducia di Chiliamacisegua, descriveva parassiti di ogni genere: Ascaridi, Tegna, Trituris Vulpis e Coccidi.

Alcuni cani presentavano una vistosa dermatite forforosa in estensione riferibile a rogna demodettica.

E tutto questo, tra la generale abulia e ignavia di ogni uomo degno di considerarsi tale.

Era il 16 gennaio del 2009 quando la Asl, finalmente, intervenne per portare in salvo quelle creature.

Nel 2009 Chiliamacisegua chiese alle autorità competenti di tenere sotto controllo l’operato della Sig.ra L.C.,per impedirle di raccattare cani come roba, come cose, ma nulla è stato

fatto per proibire il sequel dell’orrore, se il 21 dicembre 2011 si è ripetuta la stessa orrida scena, lo stesso orribile copione.

Forse che Lorsignori aspettano nuove vittime per sgravarsi l’animo?

Chiliamacisegua che si fa portavoce dei cittadini e dei volontari che si sgolano per chiedere l’applicazione delle Leggi a tutela animali, non smetterà mai di richiamare al senso del rispetto

per la vita chi è deputato a farlo!

E al senso del dovere!

Indignatamente!

Chiliamacisegua

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MAIL RICEVUTA

Alla cortese attenzione del presidente di Chiliamacisegua Signora Corinna Andreatta

Oggetto: CANILE ABUSIVO DI SESSA AURUNCA

Gentile Presidente,

La informo che, fino ad oggi non si è fatto nulla per il canile abusivo della Sig.ra L.C. e, i cani rimangono nello schifo più assoluto ed i cuccioli continuano a morire.

Come mai il Comune di Sessa Aurunca non interviene?

Perchè è così lunga la procedura di sequestro?

Si potrebbe intanto, sotto la Sua direzione, organizzare con i volontari un aiuto per sfamare i cani?

La prego di intervenire al più presto.

Saluti

Davide

Video Striscia la Notizia

ANIMALI SOFFERENTI LASCIATI LANGUIRE UNA VERGOGNA INTOLLERABILE

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?14207

Nota Sottoscrivete la battaglia email di Chiliamacisegua, per fare diventare la protesta un coro di indignazione, inviando alla mailing riportata nel testo la vostra voce. Grazie

ALLA CORTESE ATTENZIONE DI

Dott. LUIGI TOMMASINO

Sindaco di Sessa Aurunca

sindaco@comune.sessaaurunca.ce.it;

tribunale.santamariacapuavetere@giustizia.it;

presidente.caldoro@regione.campania.it;

seg.presidente@regione.campania.it;

p.sarnelli@regione.campania.it;

urp.prefce@pec.interno.it;

gab.quest.ce@pecps.poliziadistato.it;

seg.presidente@regione.campania.it;

segretariogenerale@provincia.caserta.it;

veterinaricaserta@libero.it;

direzionegenerale@pec.aslcaserta.it;

zinzi.domenico@pec.terradilavorocst.it;

direttoregenerale@provincia.caserta.it;

segreteriagenerale@provincia.caserta.it;

aniellodesarno@provincia.caserta.it;

emiliatarantino@provincia.caserta.it;

paolomadonna@provincia.caserta.it;

angela.buonpane@provincia.caserta.it;

paolodefelice@provincia.caserta.it;

paolodefelice@provincia.caserta.it;

aslcaserta1@pec.it;

dip.prevenzione@aslcaserta2.it;

segreteria@veterinari.vda.it;

sivelp@sivelp.it;

info@fnovi.it;

presidenza@fnovi.it;

relazioni.esterne@fnovi.it;

ufficiostampa@fnovi.it;

enpav@enpav.it;

info@scivac.it;

segrenaz@sivemp.it;

info@anmvi.it;

anmvioggi@anmvi.it;

nirda@corpoforestale.it;

tutela.animale@sanita.it;

info@lacoscienzadeglianimali.it;

r.marabelli@sanita.it;

g.ferri@sanita.it;

segreteria_napoli@repubblica.it;

ladenuncia@ilmattino.it;


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LA PADANIA 29 NOVEMBRE LA BONIFICA ETICA DEL MASSACRO ROMENO

Continua il viaggio bestiale di Stefania Piazzo su La Padania. Oggi racconta la meravigliosa avventura di Sara Turretta e i cani e bambini della Romania.

Abbiamo il dovere di sostenere questa avventura, dovere morale di tutelare tutte le creature vessate, uccise e maltrattate.

Dovere di lottare per loro, pena l’inciviltà perpetua.

Buona lettura e buona indignazione!

Chiliamacisegua

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LA PADANIA 29 NOVEMBRE

CENTOTREDICESIMA PUNTATA

VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE A CURA DI STEFANIA PIAZZO

LA BONIFICA ETICA DEL MASSACRO ROMENO

L’AVVENTURA DI SAVE THE DOGS, SARA TURETTA RACCONTA

ANTEPRIMA

“Esiste una povertà più povera e una ricchezza più ricca. Esiste la Romania. Così, quando il trasferire valori diventa il tuo lavoro, la tua scelta etica e necessità, capisci che camminare sui cadaveri, quelli degli animali, sia il fine corsa di una civiltà. D’altra parte oltre la morte, cosa c’è?.

Milano è una città strana, nasconde segreti e tesori. Dove tutto scorre c’è anche il cuore di qualcosa che fa la differenza.

È la città profetica nel cambiamento che rompe tabù e costruisce ponti. Se dovessimo costruirne uno e dargli un nome lo dovremmo chiamare Save the dogs. Il ponte tra l’associazione, Milano, e la Romania. L’intuizione di Sara Turetta arriva nel 2001. Sara è abituata a viaggiare, conosce i Paesi dell’Est, vive con la famiglia per anni

all’estero in Europa. La visione “globale” dei problemi non le manca. Ma l’inciampo nella verità che le cambia la vita, e che la cambierà grazie a lei a migliaia di animali e di cittadini romeni, arriva dopo le denunce magari scomposte dei volontari italiani che parlano delle atrocità sugli animali in Romania, su un randagismo che è sterminio, torture, cannibalismo del rispetto.

«In un Paese randagismo e relazione con gli animali sono il prodotto del comportamento umano – ci spiega -, frutto dell’evoluzione di un Paese. E in Romania l’indurimento di un popolo, di una classe politica, ha dato questi frutti».

L’immagine degli animali lasciati agonizzare per le strade, o sommariamente decimati a migliaia trattenuti dalle tenaglie e sfracellati contro i muri da macellai dei“canili” e finiti con un’iniezione nel cuore, dicono che la Romania è ancora in guerra con se stessa. Dentro questa guerra, dal 2001 ad oggi Sara e il suo gruppo hanno iniziato a strutturare una risposta di civiltà e benessere nella politica della cipolla.

……………………

Quando si legge il nome dell’associazione non deve sfuggire quell’

and other animals… E altri animali. «Grazie a Franco Aloisio di Para da entriamo nel gruppo ong denominato Ciao, di cui fa parte la Fondazione Don Orione – spiega Sara -. Nasce il progetto It’s donkey tim e, programma di onoterapia con quattro asinelli strappati alla morte (scelti tra i 58 ospitati nel rifugio di Cernavoda), impiegati ora nella pet con venti bambini orfani portatori di gravi handicap, provenienti sia dal centro gestito dalla Don Orione che da altri orfanatrofi pubblici. In Romania i bambini ancora “istituzionalizzati” dentro gli ex orfanatrofi sono 150mila. Il nostro progetto ha una valenza puramente simbolica ma apre una breccia».

………………………

Sul sito www.savethedogs.eu c’è tutto e di più. Ma non potevamo uscire dal 36 di via Vilfredo Pareto senza citare il sociologo dell’economia: «La scienza economica non considera la proprietà come un dogma, non ne nega i difetti, la riconosce variabile nel tempo e

nello spazio; ma seguendo il metodo sperimentale crede che la sua disparizione farebbe oggi più danni che vantaggi».

Che c’entra questo con gli animali e gli uomini, con gli asini e gli orfani? Applichiamo una proprietà transitiva. La proprietà di un animale non è dogmatica, il farla sparire, azzerando

ciò che è la responsabilità di custodire, rispettare e proteggere un essere senziente, è di fatto più dannoso, «più danni che vantaggi», scriveva Pareto. Esiste infatti, in nome di ciò che si demonizza, una povertà più povera e una ricchezza più ricca. Esiste una Romania che vive nel passato e una speranza presente umanizzata dagli animali”

Stefania Piazzo

s.piazzo@lapadania.net;

(113-continua)

PDF

NOTA

Per saperne di più sul massacro dei cani in Romania

http://all-4animals.com/2011/11/26/massacro-randagi-in-romania-cosa-fare-adesso/

Massacro randagi in Romania: cosa fare adesso?

Pubblicato da All4Animals

Noi non ci arrendiamo.

In barba al governo Basescu, alle concussioni, alle collusioni, al giro di denaro sulla pelle dei cani, al lavaggio del cervello collettivo, allo sgambetto continuo alle più basilari norme di benessere animale, al non rispetto delle regole che un paese europeo dovrebbe rispettare, noi non ci arrendiamo.

Il colpo è stato duro da incassare: la legiferazione del governo rumeno in merito allo sterminio indiscriminato dei 2 milioni di randagi che abitano il Paese – randagi figli dell’ignoranza, dell’arretratezza, delle mancate sterilizzazioni e degli abbandoni – era attesa e temuta ma è comunque arrivata come un fulmine a ciel sereno, lasciando sgomenta la comunità animalista internazionale che ha fatto il possibile per battersi contro lo scempio rumeno.

Dalle associazioni salvifiche come Save The Dogs di Sara Turetta fino alle documentazioni fotografiche di chi è andato sul posto a verificare la situazione, dal tam tam di internet fino allacondivisione della petizione per fermare il massacro, ci si augura che ogni singolo animalista abbia fatto qualcosa per i randagi rumeni.

Non è stato abbastanza: loro continuano a morire, noi continuiamo a sentirci impotenti.

Impotenti contro un governo che tiene il passo del gambero e va indietro anziché avanti, e impotenti davanti alla realizzazione di non poter, in alcun modo, salvare tutte le innocenti vittime dello sterminio.

Vittime come quelle nelle foto che mostriamo: tre uomini armati di bastoni e tenaglie contro una povera bestiola indifesa, un cane disperato e scioccato sollevato per la coda e la pelle della schiena, un altro ucciso e abbandonato. Cosa c’è di umano in questo? Cosa c’è di etico, compassionevole, giusto in questo? Quale che sia il problema, la soluzione non è quella che vediamo in rete nelle documentazioni fotografiche che arrivano ogni giorno dalla Romania.

L’approvazione della legge dello sterminio ci ha piegati.

Piegati. Ma non spezzati.

Se il governo Basescu pensa che sia finita qui, e che staremo zitti e buoni davanti a quanto sta accadendo, si sbaglia.

Finché potremo continueremo a combattere, a lottare perché per questi animali la vita sia migliore di così. Migliore di come viene mostrata in quella fotografia maledetta, istantanea precisa di ciò che avviene nel Regno di Basescu ogni singolo giorno.

Cosa possiamo fare?

Cosa dobbiamo fare?

Possiamo innanzitutto sostenere le associazioni che si battono da tempo sul territorio rumeno perché le cose cambino e migliorino: una tra tutte è Save The Dogs.

Inoltre, possiamo (e dobbiamo) firmare la petizione che mira a raccogliere un milione di firme: la trovate qui.

In terzo luogo, dobbiamo mantenerci sempre informati su quanto avviene in Romania: e questo è il posto ideale. A questo link, inoltre, trovate un altro gruppo sempre molto aggiornato sul problema randagi nel Paese.

Sappiamo che assistere ad un disastro del genere fa male, ma voltare la testa dall’altra parte e chiudere gli occhi è un insulto nei confronti di queste vittime mute e innocenti della follia e dell’avidità dell’uomo. Dobbiamo, per questo, avere la forza di guardare, ascoltare, leggere e capire. Sempre.

Dobbiamo trovare la volontà di andare avanti che a questi animali viene sistematicamente negata – e dobbiamo farlo non solo per loro, ma anche per noi stessi. Perché un futuro diverso da questo sia possibile.

Fare pressione. Questo è possibile fare e questo sarà fatto. Un pressing costante, sistematico nei confronti degli organi di informazione, del pubblico, della politica: non si potrà ignorare per sempre quello che accade in Romania.

Fare pressing significa conoscere e far conoscere. Significa, per l’appunto, non voltare la testa per non vedere.

Significa firmare la petizione e condividerla sui social network, sulle bacheche, nei forum, via email a tutti i nostri contatti. Significa tenere nota degli aggiornamenti che arrivano dal Paese e diffonderli a quante più persone possibile. Significa informare la stampa, la televisione di cosa sta accadendo.

Ieri sera, ad esempio, all’edizione delle 20 del TG5 si è parlato della Romania. Il video è qui:

http://www.video.mediaset.it/video/tg5/full/263789/edizione-ore-2000-del-25-novembre.html (dal minuto 24).

Se tutti sapranno, se tutti si indigneranno, se tutti alzeranno la voce e diranno NO, e diranno BASTA, forse qualcosa potrà cambiare.

Siamo piegati. Non spezzati.

Le vittime animali della Romania, noi, non le dimentichiamo.


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Video de inaudida cruelidad y violencia cumplido sobre seres debiles: richiedesi attivazione

Chiedo partecipazione a questa battaglia di civiltà, per identificare e assicurare alla giustizia, gli autori messicani di una orribile nefandezza:
basta copiare firmare ed inviare la lettera a
Grazie
Rosanna Marani
Chiliamacisegua
From: Rosanna
Sent: Monday, October 31, 2011 8:13 PM
Subject: Video de inaudida cruelidad y violencia cumplido sobre seres debiles
Milano 31 ottobre 2011
A los representantes del gobierno de Mexico
Les ponemos a vuestra atencion un video de inaudida cruelidad y violencia cumplido sobre seres debiles, que por cierto no le da nobleza a vuestra nacion. Pedimos con fuerza y determinacion, que se hagan las investigaciones necesarias para descubrir los autores materiales de estas disumanas imagenes, y que puedan tener una punicion lo mas posible ejemplar. Una sociedad que se considera civil, no puede permitir en su ambiente simil criminales viles y desumanos.
Les agradezco por la atencion y la gusticia que podran ofrecer a esas pobres victimas.

Rosanna Marani

Chiliamacisegua
Video
We need your help to find these kittens killers, they might live in Guadalajara Mexico.
This video contains STRONG IMAGES, PLEASE DO NOT WATCH IT IF YOU ARE TOO SENSIBLE. (ndr Il video contiene immagini raccapriccianti, PER FAVORE NON GUARDARE IL FILMATO SE SEI TROPPO EMOTIVO)
Our FB page is
Questi due assassini hanno mutilato e decapitato il gattino che si vede nelle due foto e hanno pubblicato il video su youtube.

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Chiliamacisegua dalla parte della civiltà

A costoro

MILANO: EBREI E MUSULMANI CONTRO MOZIONE LEGA NORD SU MACELLAZIONE RITUALE

La comunita’ ebraica e quella musulmana di Milano si stanno mobilitando per protestare contro la mozione che la Lega Nord intende presentare oggi nel Consiglio regionale della Lombardia per chiedere di “vietare le macellazioni rituali non accompagnate da preventivo stordimento degli animali”, con particolare riferimento alla tradizione islamica.

“Sono venuto a conoscenza di questa mozione grazie a un’agenzia stampa – ha affermato in una nota Daniele Nahum, vice presidente della Comunita’ ebraica di Milano – Mi sono messo in contatto con il capogruppo della Lega Nord, Stefano Galli, per fargli presente che stavano presentando una mozione intollerante e discriminatoria, dunque mi sono permesso di consigliare a Galli di ritirarla. Purtroppo non ha voluto sentire ragione.

Voglio fare presente a tutti i consiglieri regionali della Lombardia, in particolare a tutti i capigruppo, che stanno per votare una mozione che ha l’intento di discriminare i cittadini di fede musulmana ed ebraica”.

Della stessa opinione e’ Davide Piccardo, esponente del Coordinamento delle moschee di Milano (Caim), il quale ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL ha spiegato che “si tratta di una misura discriminatoria nei confronti dei cittadini musulmani e va a colpire anche la comunita’ ebraica. Siamo solidali con loro per questo attacco ai loro diritti e ai nostri. Riteniamo che si tratti di una mossa totalmente strumentale, che non ha altro obiettivo se non quello di discriminare i cittadini musulmani ed ebrei che vivono in Lombardia”.

Così Chiliamacisegua, che sostiene la proposta di Stefano Galli, Vice Presidente della Commissione III Sanità, capogruppo della Lega Nord in Regione Lombardia,replica

Sollecitiamo la calendarizzazione e l’approvazione della Proposta di Legge n.1458

Sollecitiamo la calendarizzazione e l’approvazione della Proposta di Legge n.1458

Non c’è religione che voglia la sofferenza di qualsiasi essere senziente.

Chi si appella alla tradizione è soltanto un barbaro che va rieducato alla civiltà.

Chiliamacisegua chiede che Legge italiana sia vangelo per chi decide di vivere in Italia.

Senza compromessi, ne sconti morali, etici o di accomodamenti rabberciati per un travisato significato di integrazione.

Il progresso esige un salto in avanti, non un ritorno al medioevo.

Grazie

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

SCRIVERE A
alessandri_a@camera.it;russo_p@camera.it; martini_f@camera.it;

frattini_f@camera.it; cdr@esteri.it; urpminsalute@sanita.it; brambilla_m@camera.it;tutela.animale@sanita.it; info@lacoscienzadeglianimali.it; stampaweb@lastampa.it;

Promotori della Proposta di Legge n.1458 per rendere obbligatorio lo stordimento per ogni tipo di macellazione anche rituale,

  • On. Angelo Alessandri – Presidente Commissione Ambiente Camera, primo firmatario Proposta di Legge n.1458 per rendere obbligatorio lo stordimento per ogni tipo di macellazione anche rituale – alessandri_a@camera.it
  • On.Paolo Russo – Presidente Commissione Agricoltura Camera – Commissione dove è stata assegnata la Proposta di Legge n.1458 russo_p@camera.it
  • On.Francesca Martini – Sottosegretario alla Salute – martini_f@camera.it;

http://www.lav.it/index.php?id=406

Senza stordimento

La macellazione senza stordimento è permessa per legge nel nostro Paese:

      • per motivi rituali (Islam ed ebraismo)
      • per consumo familiare (volatili e conigli) di volatili, conigli, suini, ovini e caprini in impianti in deroga a capacità limitata.

In termini quantitativi – di animali utilizzati e quindi di sofferenza – i casi di macellazione senza stordimento effettuati nel settore “familiare” e di impianti in deroga sono più numerosi rispetto alla motivazione “religiosa” che però, per l’aumento della comunità islamica in Italia, è in grande sviluppo.

La macellazione rituale
La legge islamica prescrive una serie di regole da seguire per rendere la carne commestibile agli adepti di quella religione. Le caratteristiche del procedimento di uccisione dell’animale sono riassunte nel termine Halal (lecito). Anche i precetti ebraici per ottenere della carne Kosher non accettano lo stordimento preventivo. Il procedimento è di fatto identico.

I punti più importanti e scandalosi in termini di benessere degli animali sono i seguenti:

    • gli animali devono essere coscienti al momento dell’uccisione
    • l’uccisione deve avvenire tramite recisione di trachea ed esofago e la colonna vertebrale non deve essere spezzata perché durante questo procedimento la testa dell’animale non si deve staccare.

Solo se effettuata in macelli autorizzati, sono circa un centinaio in Italia, la macellazione senza stordimento, con metodo rituale, è consentita. Ed è sempre di fatto stata consentita nel nostro Paese.

Se invece non avviene in un macello autorizzato, è perseguibile sia in base alla legge in vigore sulle modalità di soppressione degli animali destinati alla macellazione (Decreto Legislativo 333 del 1998), sia alla legge sulle carni (Decreto Legislativo 18 aprile 1994, n.286 Attuazione delle direttive 91/497/CEE e 91/498/CEE concernenti problemi sanitari in materia di produzione ed immissione sul mercato di carni fresche), sia in base all’articolo 544 bis del Codice penale (uccisione di animali).

La macellazione senza stordimento preventivo è più dolorosa della macellazione con stordimento, anche per la dura manipolazione improvvisa che l’animale subisce prima della giugulazione (recisione dei grandi vasi sanguigni del collo).

Fonti scientifiche indipendenti confermano la sofferenza, tra esse gli autorevoli documenti del “Farm Animal Welfare Council“, organo consultivo del Governo inglese, della Federazione dei Veterinari Europei e dell’Associazione svizzera dei veterinari. Si tratta di documenti avvalorati da metodi di rilevazione della sofferenza degli animali.

I fatti

http://www.linkiesta.it/la-lega-nord-contro-la-macellazione-halal-e-kosher

News

La Lega Nord contro la macellazione Halal e Kosher

Michele Sasso

Oggi il Consiglio regionale lombardo è chiamato al voto su una mozione che vuole imporre delle limitazioni incompatibili con le regole delle macellazioni rituali ebraica e musulmana, Kosher e Halal. Un iniziativa della Lega Nord che prevede uno «stop» per qualsiasi tipo di macellazione rituale in cui gli animali non vengono prima storditi. Per la comunità ebraica di Milano è «un brutto segnale di intolleranza e discriminazione».

Che c’entrano i rituali di macellazione islamica ed ebraica con una decisione della Regione della Lombardia? Apparentemente nulla ma oggi il Consiglio regionale lombardo è chiamato al voto su una mozione che vuole imporre delle limitazioni incompatibili con le regole delle macellazioni rituali ebraica e musulmana, Kosher e Halal. La mozione è stata presentata dal gruppo della Lega Nord e prevede uno «stop» per qualsiasi tipo di macellazione rituale in cui gli animali non vengono prima storditi. La Lega ce l’ha con la macellazione rituale islamica, più volte citata nel testo. Ma le modalità di macellazione contestate riguardano anche la macellazione Kosher.

Il Carroccio chiederà un impegno per “vietare le macellazioni rituali non accompagnate da preventivo stordimento degli animali», si legge nel testo della mozione con particolare riferimento alla tradizione islamica. Un iniziativa politica più di facciata che di sostanza per impegnare il Consiglio “nell’ambito delle proprie competenze ad assumere ogni utile iniziativa tendente a vietare le macellazioni rituali non accompagnate da preventivo stordimento degli animali; a fronteggiare con ogni utile mezzo il fenomeno delle macellazioni rituali svolte al di fuori dei centri autorizzati e in violazione della normativa sul benessere animale, che rappresentano un grave fattore di rischio per la salute umana e per la diffusione di malattia, a sensibilizzare i servizi veterinari delle Asl affinchè implementino la vigilanza nei luoghi deputati alla macellazione islamica, al fine di sincerarsi del puntuale rispetto della normativa vigente».

Allarmata la comunità ebraica che ha cercato la mediazione politica attraverso Daniele Nahum, vice presidente della comunità di Milano: «Mi sono messo in contatto con il capogruppo della Lega Nord, Stefano Galli per fargli presente che stavano presentando una mozione intollerante e discriminatoria, dunque mi sono permesso di consigliare a Galli di ritirarla. Purtroppo Galli non ha voluto sentire ragione. Mi appello al buon senso dei nostri rappresentanti in Regione perché un voto a favore di questa mozione sarebbe un brutto segnale di intolleranza e discriminazione nei confronti dei cittadini di fede ebraica e musulmana». Ma aldilà della discriminazione rimane un «animalismo» padano a due velocità: contrario alla macellazione Halal e Kosher ma favorevole alla caccia in deroga.

michele.sasso@linkiesta.it


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LA PADANIA 18 SETTEMBRE CERVINARA E PARONA

Prima il sindaco di un paese annuncia che vuole svuotare il canile e rimettere i cani in strada…. poi ci ripensa e paga chi li adotta. E allora accade, come racconta schede di adozione alla mano Stefania Piazzo, che a Cervinara City, dalle parti di Avellino, si compia pure il miracolo…

240 euro l’anno per ogni cane adottato. Una cifra simbolica, ma pur sempre una cifra di questi tempi. Escono la bellezza di 101 cani… Almeno.
“Chi ne prende uno, e va beh… chi ne prende due… e va beh, è benemerito… Chi ne prende tre, e va beh, è proprio un santo… Chi ne prende cinque… ed è Madre Teresa di Calcutta… e chi ne prende…. in famiglia, tre il papi e tre il figlio, che fanno sei in casa… Dei santi senza passare per il santo uffizio. Idem per moglie e marito, due a testa, e fanno quattro in una botta sola. Che fame di cani!”.
Insomma, scrive la giornalista, “case piene di cani adottati. Naturalmente tutti stanno bene e stanno al loro posto”.

Vero? Stefania però ci invita ad attivare il Google Map della memoria storica: accadono infatti strani miracoli nella terra dell’Asl che sterilizzava con le fascette elettriche. In cui hanno interrotto la cattura dei randagi, perché troppo onerosa e gli addetti si mettono in malattia. La memoria di Google Map, scrive la giornalista, ci rammenta che questi sono i cani del canile di Altavilla, per i quali il Sindaco di Cervinara voleva appunto destinare il ritorno al randagismo, costandogli troppo la retta.

Insomma, anche se la manovra abroga le feste con i Santi, a Cervinara i miracoli si ripetono… 101 volte almeno.

Poi, La Padania, come sempre fuori dal coro, ci regala …….una camera con vista sul canile di Parona, in provincia di Pavia, balzato alla ribalta in questi giorni: arriva, da Maria Giovanna Pezzullo Morelli, la segnalazione a Chiliamacisegua, che invia immediatamente alla Task Force e all’Anpana, il dossier, il cui Avvocato,  Maria Morena Suaria, senza ma e senza beh, provvede all’esposto formale in procura.

Ma, a differenza di quanto sta impazzando sul web, con immagini forti, la Padania in esclusiva, tra esposti in procura e polemiche, ci spiega che …. Parona, sono in realtà due canili in uno…

Due diverse gestioni, con cani in convenzione da una parte e con altri in affido, dopo sequestro giudiziale dall’altra, con un’altra Associazione in ballo. E, tra quei cani, pure quelli che arrivano dall’ex Nuovo Rifugio Emma. (Sequestrato a novembre 2010 http://www3.corpoforestale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2810

CIRCA 100 CANI MA ANCHE UNA DECINA DI CAVALLI ERANO TENUTI IN CONDIZIONI INCOMPATIBILI CON LA LORO NATURA, IN TOTALE SPORCIZIA E PRIVI DI RIPARO. DENUNCIATA PER MALTRATTAMENTO LA TITOLARE DELL’ASSOCIAZIONE CHE GESTIVA LA STRUTTURA)

Dossier che la Padania ha correttamente inoltrato al Ministero e non a facebook.

Di chi sono, insomma, le foto che circolano in rete e, soprattutto, cosa contiene l’inedito in possesso de La Padania?

Stefania ci offre “l’antipasto”, il resto nei prossimi giorni.

Chiliamacisegua e La Padania invitano ora chi di dovere, a controllare de visu,  come stanno tutti bene gli ospiti della struttura.

In salute, cucciolate comprese. Cani che riposano in un sonno profondo e…definitivo, compresi.

Buona lettura e buona…indignazione!

Chiliamacisegua

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La Padania 18 settembre Centotreeseima puntata

Viaggio nell’Italia Bestiale a cura di Stefania Piazzo

PDF


DALLA CARICA DEI 101 DI CERVINARA…

Chi l’avrebbe mai detto… Cervinara, strepitoso modello italico di solidarietà e adozioni di cani. In un piccolo comune dell’avellinese si è verificato il miracolo, quello della carica dei 101, un “film” mai visto prima sulla bontà e sulla generosità dei cittadini che hanno risposto con tempestiva attenzione all’iniziativa che lo scorso anno lanciò il sindaco: se adotti un cane dalla struttura di Altavilla Irpina, ti passiamo noi per tre anni, e se serve anche più, la retta mensile, posticipata.

Basta che il veterinario dica che i cani stanno bene. Tutto ok, allora. Morale: 20 euro al mese, che fanno 240 euro l’anno. Una cifra simbolica, ma pur sempre una cifra di questi tempi. Escono la bellezza di 101 cani… Almeno.
Chi ne prende uno, e va beh… chi ne prende due… e va beh, è benemerito… Chi ne prende tre, e va beh, è proprio un santo… Chi ne prende cinque… ed è Madre Teresa di Calcutta… e chi ne prende…. in famiglia, tre il papi e tre il figlio, che fanno sei in casa…

Dei santi senza passare per il santo uffizio. Idem con patate per moglie e marito, due a testa, e fanno quattro in una botta sola. Che fame di cani!
Insomma, nel circondario tra Cervinara e San Martino Valle Caudina e comuni limitrofi, dove i cani vivono spesso alla catena o nelle botti blu di plastica rovesciate a mo’ di cuccia a temperatura sempre ambiente, accade il miracolo della carica dei 101 della bontà.


Un miracolo davvero per una terra martoriata, ma che diciamo, stramartoriata dal randagismo, dai cani vaganti che se ti fermi e apri la portiera della macchina la riempi senza dover passare dal canile, se proprio proprio vuoi svuotare un po’ le campagne da questa piaga.
Insomma, ma guarda come la carica dei 101 porti finalmente gioia e freschezza e trasparenza nel panorama grigio della Campania alle prese con sterilizzazioni difficili, canili sempre pieni, abbandoni importanti. 70mila randagi sul territorio: una città.
Ma il segnale miracoloso della moltiplicazione dei pani e delle adozioni di Cervinara fa parlare oltre i suoi confini.
D’altra parte sino a ieri il territorio avellinese era balzato ai disonori della cronaca per altre notizie.

Come le mancate catture dei randagi, che sono state per un certo periodo persino sospese per la malattia di tre addetti (su tre?) all’accalappiamento. «Data l’indisponibilità per salute cagionevole certificata dei tre agenti tecnici dipendenti… con mansioni di cattura randagi», come si legge in un rapporto Asl.

Hai capito che storia? Mesi e mesi così senza considerare che il servizio era in convenzione purtroppo onerosa solo per le urgenze, cioè cani mordaci o incidentati.
Ma più precisamente… «abbiamo ricevuto numerose e pressanti richieste di cattura da parte di organi istituzionali e associazioni protezionistiche cui non possiamo dar seguito di competenza per cattura, se non per le femmine da sterilizzare o per randagi feriti o da curare; i ricoveri ordinari sono sospesi – si legge! – per il sovraffollamento dei canili rifugi autorizzati».

Eh beh, mica male.
Ci pensano allora quelli di Cervinara e dintorni a svuotare i canili, dando prova di encomiabile affetto per i randagi dietro le sbarre. Case piene di cani adottati, un bell’esempio che non è sfuggito a diversi osservatori attenti all’evidenza della massiccia corsa all’adozione con premio finale. Naturalmente tutti i cani stanno bene e stanno al loro posto.

E ci mancherebbe pure…
Ma la memoria storica, la storia, insomma, non vanno mai sottovalutate. Disegnano la mappa della notizia come solo Google map fa dall’alto. Guarda qua: ma non era il primo cittadino di Cervinara anche quello che aveva fatto notizia nel settembre scorso per aver manifestato la volontà di liberare i cani ospitati proprio nel canile di Altavilla perché l’ospitalità non era un lusso che le casse del Comune potessero ancora sostenere a lungo?
E non fu l’intervento immediato della task force del ministero della Salute, dice la storia, a bloccare qualsiasi “liberazione” fuorilegge dei cani custodi? E, anfora la storia, non era stata posta così sotto sequestro amministrativo il 28 settembre dai nas quella stessa struttura (che aveva peraltro dato in subappalto ad Afragola una parte di cani), bloccando sul nascere qualsiasi possibile uscita contra legem dei cani sul territorio?

Ah già… Era proprio ancora Cervinara, dice Google map, il Comune che però ora fa i miracoli delle adozioni che vanno via come il pane. Come cambia il corso della storia, però.
E non era quello di Altavilla, rammenta sempre la buona memoria storica, anche il canile nelle competenze dell’asl che autorizza le sterilizzazioni con le fascette di plastica…? Mica male adottare un po’ di memoria. Beh beh non esageriamo. A proposito, ora i cani ad Altavilla sono 53, prima erano 160 circa.
E tutti quelli che sono ancora randagi, il Comune come e da chi li fa accalappiare? O il randagismo è finito in archivio? Magari.

…A PARONA: TASK FORCE, VAI A VEDERE COME STANNO TUTTI BENE

Stanno tutti bene. Altrimenti perché tutto questo silenzio e nessuna premura per far qualcosa? Oppure, più semplicemente, di cani messi male a Parona non ne esistono e il problema è solo un fantasma.

Parona sembra il nome di un lago lombardo. O forse di una varietà di riso amaro. In provincia di Pavia, zona Albonese, sembra esistere una struttura privata convenzionata sulla quale pioverebbero critiche, strali. E fotografie di un dramma.

Vere? False? Fotografie, già, ma di quali cani? Perché la questione, al di là dei reclami negli anni alle asl locali, a quanto pare archiviati, perché i cani…. stanno tutti bene, ciò che sta facendo impazzire il web sono le immagini di una situazione più complessa di quanto probabilmente appaia.

E allora, iniziamo col dire che Parona sono “due canili in uno”. Diciamo che, da una parte, c’è la struttura convenzionata, criticata da associazioni e animalisti e, dall’altra, attigua e con affitto pagato, pare 1.800 euro al mese, ci sarebbe un’altra associazione. Dicono si tratti del “Sogno di Ermanno e Luna”. E dicono, i bene informati, che in quella struttura ci sarebbero anche i cani provenienti dal sequestro giudiziale (e relativi affidi) dei cani dell’ex Nuovo rifugio Emma di Pogliano Milanese. Con i cani, per la cronaca, che erano stati sotto la gestione di Sonia Auci. In parte, sembrerebbe, in affido giudiziale a terzi e altri ancora in affido alla signora. Fin qui, la cronaca.

Da una parte, quindi, gli animali in gestione all’attività che fa capo al signor Girardi, dall’altra quelli del “Sogno”, variamente articolati.

Le immagini che circolano si sprecano. Già, ma a quali cani fanno riferimento? In ogni caso stanno tutti bene, perché se fino ad oggi asl e sindaci e carabinieri e procure hanno lasciato perdere, vuol dire che le foto o sono una farsa o sono illusione ottica. E il silenzio, è quello del benessere.

Quindi, archivio, cestino. Il canile, anzi, i due canili, vanno avanti per la loro strada. Il primo facendo servizio di trasporto, custodia e mantenimento dei randagi catturati sul territorio. Il secondo sostituendosi alla Provvidenza quando non c’è.

Eppure vederci chiaro è lecito. In fin dei conti da una parte ci sono sempre soldi pubblici e chiederne conto non è reato. L’ufficio legale delle guardie zoofile dell’Anpana ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Pavia per soddisfare il prurito della curiosità tanto da scrivere che «è pervenuta la segnalazione allegata alla presente (sufficientemente dettagliata grazie alla presenza di foto e la descrizione di circostanze spazio-temporali)».

La richiesta chiede, per voce dell’avvocato Maria Suarìa, «un intervento della Procura al fine di appurare la veridicità della segnalazione ed eventualmente individuare il responsabile dell’illecito segnalato».

Poi segue un allegato fotografico, degno di singolare attenzione. Cucciolate, sguardi da collinetta felice, mantello in ordine, un corpo tutto da vedere nel cuore di un box. Sono immagini che non chiedono meditazione ma verifica sacrosanta.

Il dossier, anzi i dossier, perché oltre a quello che circola sul web ce n’è un altro ancora inedito in possesso a la Padania, sono stati inoltrati per competenza alla task force del ministero della Salute, che ha disposto una verifica.

Se si attendono i tempi delle Procure si può star certi che, qualunque sia la natura delle foto, non si arriverà per tempo sulla notizia. Tanto che l’abitudine di pubblicare su facebook qualsiasi cosa ha solo un effetto: distruggere o la faccia o le prove.

s.piazzo@lapadania.net
(103 – continua)


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Calcio al sangue

Calcio al sangue

E dire che una volta bastava il sale grosso da buttare, di notte, nel rettangolo della porta avversaria per ingraziarsi gli …dei, alla vigilia della partita di pallone.

Riti scaramantici incruenti, seppur costosissimi, che appagavano presidenti di squadre di football, intrisi di superstizione e facili prede di improvvisati maghi della domenica.

Ora il sale grosso no, non basta, si passa al sacrificio tribale!

Chiliamacisegua apprende dai giornali, sconcertata che le regole sportive sono state modificate, probabilmente all’insaputa dei calciatori, degli allenatori, degli spettatori.

Chiliamacisegua chiede all’esimio presidente della Fifa, Signor Joseph Blatter di spiegare come sia potuto accadere l’episodio narrato dal Corriere della Sera, al quale nessuno si è opposto.

Chiliamacisegua si domanda se il mondo civile , se il mondo sportivo, si sono bevuti il cervello e incredula e basita pretende una presa di posizione di chi è deputato a fare, tesa a stigmatizzare questa blasfema messa in scena su un campo di calcio.

Chiliamacisegua sente l’obbligo di divulgare una liturgia da stregoni medioevali, evocata da tali oscuri uomini, pronti a sgozzare una pecora e a cospargersi di sangue, per catturare la benedizione del dio che governa il macrocosmo del pallone.

Questi primitivi soggetti che è azzardato definire persone, vanno fermati prima che il delirio della… tradizione dell’uso e costume di popoli ancorati all’età paleolitica, sparga il suo scempio e pretenda, prima dell’inizio di un gara, perchè no, se questo sgozzamento è stato lecito?, il martirio di vergini o di primogeniti maschi…….

Con una preghiera e un segno della croce, per santificare la loro immolazione!

Che sulla croce sempre e solo,oggi, vengono crocefissi innocenti animali.

Grazie per l’attenzione.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

I fatti

http://www.corriere.it/cronache/11_agosto_12/burchia-pecora-sgozzata-in-campo_fe4225f0-c4d9-11e0-a78d-d70af0455edb.shtml

STAGIONE CALCISTICA A BELGRADO

Calcio d’inizio nel sangue

«Un rituale dell’Anatolia»

I calciatori macellano una pecora in campo. E la Sivasspor vince la partita per 4-1

MILANO – Nel calcio internazionale siamo abituati ad assistere a scene decisamente particolari. Non solo reti strepitose, dribbling incredibili e falli violenti. La sequenza più bizzarra arriva stavolta dai campi della Turchia: lo scorso fine settimana, prima del fischio d’inizio dell’amichevole tra l’FK Rad di Belgrado e i turchi dello Sivasspor, la squadra ospite ha dato vita ad un rituale religioso, ai nostri occhi, a dir poco insolito. Invece di scambiarsi i gagliardetti i giocatori turchi si sono radunati ai lati del campo per macellare una pecora.

PREGHIERA – Come si vede dal video pubblicato su internet i calciatori del team turco recitano una preghiera prima di sgozzare con un coltello l’animale, posano poi orgogliosi davanti alla vittima sacrificale e infine si piegano e, uno ad uno, si spalmano addosso il sangue.

Ben inteso, non sempre prima di una partita di una squadra turca viene uccisa una pecora; l’episodio non ha nemmeno nulla a che fare con le regole islamiche del mese di Ramadan, iniziato più di una settimana fa.

Si tratta invece di una tradizione tipica dell’Anatolia centrale.

Il rito porterebbe fortuna, spiega il giornale Hürriyet, e l’evento è stato organizzato in occasione dell’avvio della stagione calcistica. Per la cronaca: stavolta la sorte è stata benevola: Sivasspor ha vinto la partita per 4-1.

Elmar Burchia


Joseph Blatter presidente della Fifa

Per far sentire la propria protesta scrivere a

enquiries@2010fwctc.com;

segrepres@lega-calcio.it;

stampa@lega-calcio.it;

cdr@esteri.it;

frattini_f@camera.it;

brambilla_m@camera.it;

martini_f@camera.it;

tutela.animale@sanita.it;

info@lacoscienzadeglianimali.it;

andrea.monti@gazzetta.it;

corriere.it@rcsdigital.it;

E la storia si ripete…

http://newsanimaliste.myblog.it/archive/2011/09/08/tifosi-turchi-uccidono-cammello-per-portare-fortuna-alla-squ.html

08/09/2011

Tifosi turchi uccidono cammello per portare fortuna alla squadra

I tifosi della squadra di calcio turca Karsiyaka, hanno ucciso un povero cammello, semplicemente per portare fortuna prima della partita.

Circa 800 sostenitori hanno partecipato e assistito al rituale sanguinario, in cui anche alcuni dei giocatori sono stati imbrattati di sangue sulla fronte. Pensano che sia un modo particolare per creare un’atmosfera nella squadra, per partire con entusiasmo la stagione.

Questo “rituale” va ad aggiungersi ad un altro caso simile svoltosi non meno di un mese fa a Belgrado, dove prima del fischio d’inizio dell’amichevole tra l’FK Rad di Belgrado e i turchi dello Sivasspor, la squadra ospite ha dato vita ad un rituale religioso insolito,con i giocatori turchi che si sono radunati ai lati del campo per macellare una pecora. I calciatori del team turco recitano una preghiera prima di sgozzare con un coltello l’animale, posano poi orgogliosi davanti alla vittima sacrificale e infine si piegano e, uno ad uno, si spalmano addosso il sangue.

Religione, costumi, tradizione … sono infiniti tentativi per giustificare lo sfruttamento degli animali. Le vittime di queste usanze sono sempre e solo gli animali che vengono macellati.

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VIDEO

http://www.youtube.com/watch?v=eFwS0YWRsHU&feature=player_embedded


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Incendio Statte (TA): 15 cani carbonizzati ma si teme un bilancio più alto

Tanto, come nella tragedia di Rizziconi, una ecatombe di animali morti annegati, sono solo cani, no?

Chiliamacisegua chiede che giustizia sia fatta, assieme ai volontari che si stanno prodigando, per queste povere creature ignorate da vive e da morte e domanda alle persone di buona volontà di aiutare i sopravvissuti.

Grazie.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

http://www.geapress.org/animali-in-emergenza/incendio-statte-ta-15-cani-carbonizzati-ma-si-teme-un-bilancio-piu-alto-foto-attenzione-immagini-forti/18225

Incendio Statte (TA): 15 cani carbonizzati ma si teme un bilancio più alto (foto – ATTENZIONE IMMAGINI FORTI)

di redazione | 12 agosto 2011

GEAPRESS – Soli e abbandonati dalle istituzioni. Questo lo sconforto dei volontari di Statte (TA) dopo il disastroso incendio che due notti addietro ha coinvolto la pineta, nella Gravina di Leucaspide. Fiamme alte che si sono propagate velocemente in tutto il comprensorio. Ben 100 ettari di terreno, ivi compreso quello ove vivevano una ottantina di cani.

Gli animali erano accuditi dai volontari coordinati da una socia dell’ENPA. In buone parte erano liberi, ma la velocità dell’incendio ha precluso le vie di fuga. Una quindicina sono stati trovati carbonizzati. Dei sopravvissuti, cinque hanno ustioni di diversa gravità e sono attualmente ricoverati in diversi ambulatori veterinari. Della rimanente parte, ancora nessuna notizia.

La speranza è che si siano allontanati ma l’incendio – dice a GeaPress Andrea Lato, volontario della Protezione Civile – ha coinvolto l’intero comprensorio. E’ stata una cosa devastante – aggiunge Lato – ed il timore è che se ne possono trovare altri morti“.

Praticamente nullo l’interessamento delle istituzioni. A Statte i corpi carbonizzati dei cani, stanno decomponendosi al sole e nessuno li ha ancora spostati.

Un’opera meritoria, quella dei volontari, che accudivano i randagi abbandonati. Tutto in fumo, nonostante l’ingente schieramento di forze che ha dovuto fronteggiare il muro di fiamme. Ore di lavoro di Vigili del Fuoco, Corpo Forestale dello Stato, Carabinieri, Volontari di Protezione Civile, Polizia municipale. Per prevenire ulteriori danni sono stati disattivati pure i cavi dell’alta tensione dell’Ilva di Taranto, ma dei cani, volontari a parte, poche o nulle altre novità.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati

VEDI FOTO – ATTENZIONE IMMAGINI FORTI:

Per attivarsi gruppo Fb Randagi di Statte

STATTE (Ta) – DECINA DI CANI E CUCCIOLI MORTI, BRUCIATI VIVI DA UN INCENDIO CHE HA DEVASTATO L’INTERO TERRITORIO.

pubblicata da Randagi Statte il giorno mercoledì 10 agosto 2011 alle ore 23.50

Sono scioccato dallo scenario che mi si è presentato quest’oggi dopo essere stato allertato via Facebook da una animalista del mio paese. Prima come cittadino,animalista e volontario della Protezione Civile mi sono precipitato per vedere di cosa si trattasse e i miei occhi insieme a quelli di tutti i cittadini stattesi hanno visto quello che nessuno si sarebbe mai sognato di vedere: un incendio spaventoso che ha colpito diverse zone del territorio stattese, e che ha messo fine non solo a migliaia di ettari di ulivi secolari,pinete, proprietà e l’economia del territorio, ma soprattutto la decimazione di decine di vite di cani e cuccioli che sostavano in un rifugio presente nella Pineta di Statte a cui si deve chiedere a gran voce GIUSTIZIA! Una giustizia che non debba essere SOLO DI PAROLE MA DI FATTI CONCRETI ! Si devono trovare i colpevoli o il colpevole che ha distrutto la vita di tutti questi poveri cani e di coloro che ad oggi si sono impegnati quotidianamente per la tutela e la cura di queste povere creature DIMENTICATE DALLE ISTITUZIONI. Se esistono delle responsabilità desidero insieme a tutti i cittadini di Statte che la magistratura faccia subito chiarezza su questa tragedia che ha colpito ancora una volta chi non ha voce e i più deboli, e credo, che il Procuratore della Repubblica di Taranto Dott. F. Sebastio abbia tutto l’interesse per dar un pò di quella giustizia a questi angeli scesi per confortare l’umanità dai suoi orrori. Un appello di solidarietà lo rivolgo anche all’intera cittadinanza stattese e agli italiani: ridateci la forza di dare un futuro ai cani di Statte sopravvissuti a questa sciagura che non hanno più un riparo di fortuna nè una ciotola per mangiare e l’unica fortuna che hanno è quella di essere vivi. Per info contattatemi tramite Facebook digitando RANDAGI STATTE. Posso ringraziare già da adesso tutti coloro che si presenteranno sul posto per donare anche 1 ora del loro tempo per questi angeli che aspettano solo di dimenticare questa tragedia apocalittica.

Andrea Lato

NOTA BENE: SERVONO VOLONTARI E RIPARI DI FORTUNA PER I CANI SOPRAVVISSUTI, NON HANNO PIU’ NULLA.

Statte (TA) 10 AGOSTO 2011 – UNA DATA CHE NON DIMENTICHEREMO

NOTA

Statte (TA) – PER POTER SPEDIRE LE DONAZIONI PER I CANI SOPRAVVISSUTI ALL’INCENDIO ECCO QUI LE ISTRUZIONI.

pubblicata da Randagi Statte

PER LA SPEDIZIONE DI MEDICINALI O MANGIMI O CUCCIE PER CANI POTETE INVIARLI AL SEGUENTE INDIRIZZO:

Sig.ra Amalia Giannattasio Via Strauss n° 5, 74010 – Statte (TA) cell. 338-3494588.

Grazie a voi tutti per il contributo.

Andrea Lato

Alcuni dei pochi cani sopravvissuti. Erano circa 80 cani, oggi meno di una ventina.


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LA PADANIA 7 AGOSTO PALIO DI SIENA MITO METAGIURIDICO

LA PADANIA 7 AGOSTO PALIO DI SIENA MITO METAGIURIDICO

PDF DA SCARICARE QUI

Il Gioco dell’Oca, nuova puntata. Un altro bel colpo giornalistico che mette a nudo un interrogativo inquietante: perché i palii sono zone franche, intoccabili? Persino il Tar si chiama fuori nel prendere posizione rispetto alle decisioni delle Contrade e del Comune di Siena e si giustifica dicendo che …” il Palio è un fatto metagiuridico.”

….. Meta che? …..Meta, sì. Così….. meta che chi fa richiesta di accesso agli atti quando vuol capirne di più, si vede sbarrato l’accesso per intero, dal “Segreto di Stato”.

Capperi e olive! “Segreto di Stato…..”

Persino la Prefettura, davanti alla richiesta di sicurezza della conchiglia che ospita la calca umana stipata per l’occorrenza, fa capire come la sicurezza del Palio sia derogata dalla storicità dell’evento…

Eppure durante il corso degli anni più tardi i vigili del fuoco incalzeranno e chiederanno misure certe, ma rimarranno senza …..certe risposte.

La vita e la morte fanno parte del gioco. Si rischia tutti, è la tradizione, ammetteva con orgoglio nel 2004 persino uno come Ermete Realacci al Corriere della Sera.

Tar, Prefettura, corrispondenze…. perle di giornalismo…. tutto scovato e minuziosamente spiegato da Stefania Piazzo, che pesca in preziose cantine e scatoloni d’archivio ciò che dell’Italia nessuno racconta.

Con una semplicità di scrittura che disarma e appassiona.

E intanto da Foligno c’è chi insorge per l’esclusione della Quintana dal Premio dei Patrimoni d’Italia.

Stessa aria: non si può guardare con pregiudizio la storia.

E allora forza, chi sta con la “storia” e chi con le inchieste di Stefania sul Re, mostrato oscenamente nudo?

Buona lettura e come sempre buona indignazione!

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

LA PADANIA 7 AGOSTO PALIO DI SIENA MITO METAGIURIDICO

VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE A CURA DI STEFANIA PIAZZO

Novantasettesima puntata

MITO METAGIURIDICO

La “Repubblica” del Palio di Siena

E a Foligno questione d’orgoglio e pregiudizio

ARTICOLO

“ I palii in Italia sono un dogma. Ma non se si fruga nei cartoni di un cantina e si ripescano carte che la dicono lunga sulla loro natura di intoccabili, qualcosa a metà strada tra siccome è tradizione e siccome è storia, allora non si mettono in discussione.

La storia è l’elemento giuridico che viene prima di ogni altra argomentazione. La storia consente deroghe. Ma ci sono poi evoluzioni del pensiero che portano il palio ad essere preso in considerazione come un evento metagiuridico.

E così, sveliamo il segreto. Tac, eccola qua, sentenza del Tar Toscana n. 572 del 12 luglio 1989.

Tutto nasce dal dover giudicare la legittimità della delibera comunale di esclusione di una Contrada dalla partecipazione ad una edizione del Palio di Siena. E il Tar, nella motivazione della sentenza, ricorda l’origine storica: «Competizione ludica fra le Contrade secondo modalità rette da ordinamento tipico della comunità senese».

E secondo quell’ordinamento la struttura organizzativa del Palio l’esercizio, da parte del Comune di Siena, di poteri non assegnati dalla legge statale, bensì discendenti dall’esercizio di originarie prerogative delle Contrade e del commune civitatis…» bla bla bla… fa sì che l’evento sia metagiuridico.

Il Tar non ha competenza nella “Repubblica” dei palii.

Un santo, insomma, un fenomeno “parametanormale”, attorno al quale fanno poi scudo tutti coloro che guai a parlare di maltrattamento degli animali. Che tuttavia vi muoiono.

Il palio non è dunque un trattamento di bellezza, né un esercizio retorico per ricordare all’animale che si vive e si muore, passando alla storia, naturalmente. Ma qualcosa per la storia si può e si deve sacrificare.

Il fenomeno metagiuridico è sentito trasversalmente, da destra a sinistra al centro, da Siena a Foligno. Iniziamo ad appendere al muro qualche quadretto da incorniciare, ripescato da quella cantina e dai suoi cartoni abbandonati.

Il primo ad esempio è quanto pubblica il Corriere della Sera del 18 agosto 2004. La discussione è su Siena e sulla morte del cavallo baio Amoroso. «Certo, mi dispiace che quel cavallo sia morto – dichiara al quotidiano Ermete Realacci, deputato eletto nel collegio di Siena e per anni numero uno di Legambiente -.

Ma questo non basta per cancellare una manifestazione come il Palio che fa parte della nostra cultura, della nostra storia».

Quindi, un morto non basta. Prima la storia, poi la vita?

Poi il deputato si vanta di altro, in merito alla promulgazione della legge 189 che prevede il carcere per chi maltratta un animale. «Ho firmato l’emendamento, poi approvato dal Parlamento, che ha salvato il Palio stabilendo un’eccezione per le manifestazioni storiche autorizzate dalle Regioni».

Ai tempi, sindaco a Siena è Maurizio Cenni. «Una modifica proposta da Francesco Vigni – lo incalza il giornalista – un deputato senese». E lui risponde: «Politico in gamba, preparatissimo».

Allora, altra domanda: «E l’altro ieri è morto un altro cavallo. Gli animalisti l’accuseranno di tradimento». Risposta: «Rispetto ad altri loro “colleghi”, i cavalli che partecipano al Palio sono addirittura fortunati».

Non male, per essere una roulette in cui si corre e si muore. «Fortunati?», chiede esterrefatto il giornalista. «Il Palio non ha come obiettivo la violenza – argomenta Realacci -. È una corsa rischiosa in cui ci può anche scappare il morto, non solo tra i cavalli ma anche tra i fantini. Ma non si fonda sulla crudeltà».

Ci può anche scappare il morto, la deroga è la storia.

Ma la solita cantina ci riserva altro di meglio, un quadro da appendere al muro in soggiorno, come la nota della prefettura di Siena sulle “condizioni di sicurezza nella Piazza del Campo in occasione del Palio”. Il problema, va detto, è garantire la sicurezza per la conchiglia. Vie di fuga o d’uscita? Fascia di sicurezza? Prezioso e interessante documento del 19 agosto ’02, un pezzo di storia: dice la prefettura che la problematica della sicurezza «ha condotto ad adottare, pur nell’innegabile peculiarità storica delle modalità di svolgimento della manifestazione, alcuni interventi soprattutto a carattere progettuale e manutentivo, migliorativi delle condizioni di sicurezza. Altri – conclude la prefettura – e per quanto possibile più incisivi (per quanto possibile? ndr), interventi sono allo studio e verranno quanto prima tradotti in ipotesi progettuali per la successiva verifica in ordine alla loro concreta attuabilità».

Dobbiamo farci incantare dalla morbidezza del linguaggio manutentivo e di progetto o pensare che, di fatto, la sicurezza del Palio sia derogata dalla storicità dell’evento? E che considerando la peculiarità storica, si fa quel che si può?

Infine, un terzo quadro, questo: qualcuno tenta di accedere agli atti, in Comune, ma il Comune oppone la segretezza delle carte in nome della natura “metagiuridica” della corsa dei cavalli, in quello stesso agosto della sicurezza in deroga. Vedi Tar.

Poi, arriva anche il terrorismo internazionale a dare una scrollata alla deroga. Due anni dopo, il 13 aprile 2004, i Vigili del Fuoco di Siena mettono le mani avanti. Ricordate gli attentati a Madrid e Londra? «Al fine di consentire le più tempestive ed opportune valutazioni, attesa anche la contingente situazione internazionale che vede direttamente coinvolta l’Italia, si richiede alla S.V. (la prefettura, ndr), di produrre per le esigenze di questo Ufficio, la relazione tecnico-illustrativa, redatta in conformità del d.m. 19/08/1996 e, laddove ritenuto più congruo, del d.m. 18/03/1996 dell’area interessata compresa la “conchiglia” posta al centro della piazza. In tale ambito – rammenta il comando dei vigili – particolare attenzione dovrà essere posta nella gestione dell’emergenza di cui ai citati dispositivi, in ottemperanza agli obiettivi del d.m. 10/03/1998 e agli obblighi della S.V. imposti dal d.lgs. 626/1994 e sue successive modifiche e integrazioni».

Avranno sistemato la questione? Hai voglia… Ma il linguaggio ci spiega come attorno ai palii la storia sia tutto. Di come dirima le controversie, giustifichi i sacrifici dei cavalli, in fin dei conti più fortunati, come magari quello che di recente alle prove della Quintana di Foligno si è visto sventrare per casuale infilzo nel paletto. Storico.

Chiudiamo allora con Foligno, perché di cavalli da quelle parti se ne intendono. Il ministro del Turismo, Michela Brambilla, ha pubblicato l’elenco dei Patrimoni d’Italia escludendo questa città e il suo Palio dall’elenco delle bellezze. Un anno, due cavalli morti secchi.

Se non è questo un Patrimonio alla memoria, di che si parla? È insorto l’assessore regionale umbro Fabrizio Bracco, cui ha replicato il presidente Enpa Carla Rocchi («La Quintana è costata la vita a un cavallo, evento che contrasta drammaticamente con gli intenti del “Patrimonio d’Italia” e che offende le coscienze di quanti hanno a cuore il benessere degli animali»).

È insorta l’assessore provinciale di Perugia alla Cultura, Donatella Porzi. Che dice: «Il pregiudizio di qualsiasi natura esso sia non deve mai influire sulla valutazione di eventi culturali e rievocazioni storiche che rappresentano le radici e una fonte di ricchezza del popolo umbro».

Siamo sulla stessa lunghezza d’onda di Realacci. Mica che la morte, che fa parte del gioco, diventi pregiudizio… E mica si vorrà che la sicurezza, per animali o persone, possa sfuggire dal maglio della storia. Vedi prefettura.

Ma aggiunge l’assessore: «Gli animali delle giostre non sono strumento, ma protagonisti amati, rispettati e invocati».

Chi li invoca? Ma la storia, naturalmente. E semmai si usassero frustini, sono «omologati per le gare internazionali».

Il benessere di una relazione uomo-animale sta nella frusta omologata della storia: una frustata ai pregiudizi. Una deroga metagiuridica della tradizione, toscana, senese, umbra…

Chi se ne discosta è un pregiudizievole soggetto.

s.piazzo@lapadania.net

( 97 – continua)

PUNTATE PRECEDENTI

http://www.chiliamacisegua.org/2011/07/02/la-padania-3-luglio-tamavo-pio-bove-asino-chi-legge/

LA PADANIA 3 LUGLIO T’AMAVO PIO BOVE ASINO CHI LEGGE

http://www.chiliamacisegua.org/2011/07/10/la-padania-10-luglio-e-tira-sto-obelisco/

LA PADANIA 10 LUGLIO: E TIRA STO OBELISCO

http://www.chiliamacisegua.org/2011/07/16/la-padania-17-luglio-ma-porca-l%E2%80%99oca/

LA PADANIA 17 LUGLIO MA PORCA L’OCA…

http://www.chiliamacisegua.org/2011/07/23/la-padania-24-luglio-il-maiale-corre-avvolto-nel-tricolore/

LA PADANIA 24 LUGLIO IL MAIALE CORRE AVVOLTO NEL TRICOLORE

NOTA

Sostieni Chiliamacisegua a continuare le sue battaglie di civiltà. Offri il tuo contributo, qualsiasi esso sia. Grazie.

Tesseramento e donazioni http://www.chiliamacisegua.org/chisiamo/tesseramento-e-donazioni/


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LA PADANIA 24 LUGLIO IL MAIALE CORRE AVVOLTO NEL TRICOLORE

LA PADANIA 24 LUGLIO IL MAIALE CORRE AVVOLTO NEL TRICOLORE

PDF DA SCARICARE QUI

L’inchiesta di Stefania Piazzo nelle inciviltà nostrane rappresentate da sagre, fiere, feste patronali paesane, alberi della cuccagna, giostre, corse e corsette, palii et similia che si snodano nella penisola (con la benedizione della…tradizione e dei ministeri silenti, che spesso gli animali li sfianca se non li uccide, altro che benedizione, una maledizione perpetua….), è arrivata alla quarta puntata.

Godiamocela tutta, nel suo morboso furore.. conservativo di cultura italiana!

Buona lettura e come sempre buona indignazione!

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

LA PADANIA 24 LUGLIO

VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE A CURA DI STEFANIA PIAZZO

NOVANTASEIESIMA PUNTATA

IL MAIALE CORRE AVVOLTO NEL TRICOLORE

DAI SALAMI DELL’UNITA’ D’ITALIA ALLO STRUZZO FRANCESCANO

ARTICOLO

Bassiano, niente più gara dei porci. Ma pur di non rinunciare alla sagra, gli animali corrono in braccio muniti di bandiera

Al vincitore due suini in premio. In Lombardia ed Emilia è vietato usare animali come premio per giochi, feste e sagre, lotterie, sottoscrizioni o altre attività. Genova prende esempio

Né il sindaco né la Proloco, avevano mai pensato fosse necessario chiedere che autorizzazione o parere all’asl. In fin dei conti, sono futuri salami

Mai l’asl era stata in questi anni interpellata. Ma avrà mai saputo, ci chiediamo, che ogni anno a fine luglio ci si divertiva così, in provincia di Latina? Un sospetto? Totale ignoranza del caso?

“Qualcosa, qualcosina ina si muove. Una cosa è certa: i maiali a Bassiano in provincia di Latina non verranno più trascinati per una corda legata al garretto, non saranno più costretti a correre per far divertire in una gara dedicata al prosciutto. Non saranno più usati per un palio che li ha visti addirittura essere presi e rilanciati in volo per non perdere tempo nei confronti degli avversari loro simili, loro malgrado.

Che si possa scrivere che è comunque un successo, un risultato che inverte la tendenza dopo le pagine di denuncia del nostro quotidiano e nello specifico dell’associazione Chiliamacisegua, è vero fino ad un certo punto.

Certo, se non avessimo alzato la voce presso la Task Force del Ministero e qualcuno dall’altra parte del telefono non si fosse subito attaccato al proprio telefono interpellando asl, Regione Lazio e autorità locali, ebbene, i maialini avrebbero continuato a subire la corsa tra scherno, risa e totale disinteresse dell’asl.

Perché… vieni poi a sapere che mai l’asl era stata in questi anni interpellata. Ma avrà mai saputo, ci chiediamo, che ogni anno a fine luglio ci si divertiva così, in provincia di Latina? Un sospetto? Totale ignoranza del caso? In ogni caso nessuno, né il sindaco né la Proloco, avevano mai pensato che fosse necessario chiedere che cosa ne avesse mai pensato un servizio veterinario. In fin dei conti, sono salami. Non i veterinari, s’intende, né il sindaco, s’intende. Un successo, si diceva, anche se è una conquista a metà. Perché i maialini correranno… in braccio. Piuttosto che niente, ci devono essere. Avvolti nel tricolore, perché questo è il 150° della nascita dell’Italia. E anche i maiali devono fare la loro parte, salami tricolore. Il 31 luglio, ha fatto sapere così l’illuminata Proloco, due maiali verranno collocati presso il “mandriglio”, la casa del maiale, con mangiatoia e abbeveratoio, in pieno centro, in piazza Matteotti, per l’esposizione ai turisti.

Attrazione popolare. In modo che tutti possano vedere ciò che è in palio. Esatto. Perché il primo conduttore o affidatario del maialino avvolto nel tricolore che giungerà al traguardo si prenderà come premio i due maiali.

E i maialini come correranno? I quattro predestinati, provvisorio involtino nella bandiera d’Italia, saranno presi in braccio da quattro uomini e inizieranno la corsa partendo da piazza 25 luglio, percorreranno via Aldo Manunzio per arrivare a Piazza

Matteotti. Insomma, a Bassiano voglio far intendere di aver messo giudizio, visto che gli animali saranno presi in braccio dai loro provvisori custodi, per essere infine portati, a gara ultimata, nelle loro dimore con codice di stalla asl. Quindi, si corre. E si vince il maiale. Come in altre regioni d’Italia dove gli animali sono lotterie e vincite. Tranne che in Lombardia, dove la legge regionale ha messo al bando da anni questa “usanza” popolare. Ma non tutte le regioni ci provano a cambiare le regole. E così, è tutto un susseguirsi di pasquette e sagre e befane animali.

Come per la Proloco di Tezze sul Brenta, con porcellino vivo in palio. Come a Legnaro, in provincia di Padova con addirittura un cavallo primo premio alla Festa, niente meno che… del cavallo.

Proprio nel Comune che è anche sede dell’Istituto zooprofolitattico delle Tre Venezie e che ha, tra i Centri di referenza nazionale, anche quello per la pet therapy, che ha il cavallo protagonista alla grande. E’ il caso di dire… ma proprio lì, di fronte all’Izs, dovevano decidere di “andare a cavallo?”. Maiali di diversi pesi e misure anche a Saletto, in provincia di Padova. Per la sagra di Sant’Anna a fine luglio i maiali sono tre: primo premio maiale da 120 chili, secondo premio maiale da 90 chili, terzo premio maiale da 60 chili.

Nuovo entrato è lo struzzo col “saio” in padella. A Cava dei Tirreni, in provincia di Salerno, nella festa organizzata dal padre francescano del locale convento. Ma si sa, tra il dire e il fare, tra la professione di amore e rispetto per gli animali e la vita di tutti i giorni c’è la via di mezzo terrena. Bisogna mangiare. E allora, struzzo francescano per tutti. Tanto, san Francesco neanche sapeva che esistesse lo struzzo.

Animale non contemplato fa più felice il palato. Ma, a quanto pare, la licenza terrena non è piaciuta ad un gruppo di animalisti, tanto che le contestazioni sarebbero finite quasi in rissa con il padre della pace francescana intento a far brandelli dei manifesti di protesta. E il “Mattino” di Salerno avrebbe riportato questa diplomatica dichiarazione: «Verbalmente si può aggredire in ogni modo. I termini usati sono di uso comune e d’altra parte una ragazza che si mette in mostra in questo modo non può che essere una poco di buono», con tanto di richiesta di risarcimento danni per “lucro cessante”, per il mancato introito alla sagra derivante dalla vendita delle bistecche di struzzo per la pubblicità negativa dei contestatori.

Ma per tornare alle lotterie, c’è chi può e chi non può. Non si può già da tempo in Lombardia ed Emilia Romagna. In Lombardia la pratica è espressamente vietata dal comma 4 dell’art. 3 della legge regionale N° 16 del 20 luglio 2006 che recita: «È vietato usare animali come premio per giochi, feste e sagre, lotterie, sottoscrizioni o altre attività». In Emilia, legge 5 del 17/2/2005, art. 7 comma 2: «Gli animali, sia cuccioli che adulti, non possono essere offerti in premio o vincita di giochi, oppure in omaggio a qualsiasi titolo nell’ambito di attività commerciali, di giochi e di spettacoli».

Punto, e fine della festa. Di recente c’ha provato anche Genova con l’arrivo del nuovo garante per gli animali, Edgar Meyer, che ha prontamente suggerito al primo cittadino un nuovo “regolamento comunale sui rapporti tra cittadini e animali”. Sanzioni da 50 ai 500 euro per colpire comportamenti che non rispettano “il diritto di ogni animale ad una esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche”. Maltrattamento e non solo. In più una piccola task force dentro la polizia locale per indagini e sanzioni. Non solo ci sarà confisca in caso di maltrattamento, ma anche, e questo fa al caso nostro, il divieto di offrire animali in premio a lotterie e manifestazioni.

Ci vuole poco, insomma. Basta la volontà e il coraggio. Lombardia e Genova fanno da apripista. Non è questione di leggi ma di civiltà, quella che di solito anticipa sempre la politica.”

s.piazzo@lapadania.net

( 96 – continua)

Florilegio

*L’etimologia in disaccordo con la logica. Chiamiamo animali gli esseri viventi ai quali neghiamo la proprietà di un’anima. Francesco Burdin

*Due cose mi sorprendono: l’intelligenza delle bestie e la bestialità degli uomini. Tristan Bernard

*Dicono di avere abolito i sacrifici animali! Soltanto il rito hanno abolito: li sterminano ininterrottamente, illimitatamente, senza bisogno: il sacerdote si è fatto industria. Guido Ceronetti

*L’empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo può ricevere in dono. Charles Darwin

*Il nostro prossimo è tutto ciò che vive. Mohandas Gandhi

*Non già pietà, ma giustizia si deve all’animale e nel maggior numero dei casi, se ne resta debitori. Arthur Schopenhauer

*Ci sarebbero meno bambini martiri se ci fossero meno animali torturati, meno vagoni piombati che trasportano alla morte le vittime di qualsiasi dittatura, se non avessimo fatto l’abitudine ai furgoni dove le bestie agonizzano senza cibo e senz’acqua dirette al macello. Marguerite Yourcenar

*Il maiale è un animale di Dio come tutti gli altri, a cui si fa l’atroce torto di paragonarlo a certi uomini. Anonimo

*C’è qualcosa nell’esteriorità di un cavallo che si attaglia all’interiorità di un uomo. Sir W.Churchill

PUNTATE PRECEDENTI

http://www.chiliamacisegua.org/2011/07/02/la-padania-3-luglio-tamavo-pio-bove-asino-chi-legge/

LA PADANIA 3 LUGLIO T’AMAVO PIO BOVE ASINO CHI LEGGE

http://www.chiliamacisegua.org/2011/07/10/la-padania-10-luglio-e-tira-sto-obelisco/

LA PADANIA 10 LUGLIO: E TIRA STO OBELISCO

http://www.chiliamacisegua.org/2011/07/16/la-padania-17-luglio-ma-porca-l%E2%80%99oca/

LA PADANIA 17 LUGLIO MA PORCA L’OCA…

NOTA

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CRUDELTA’ INAUDITA

Chiliamacisegua divulga questo orrore, dimostrazione di una assoluta barbarie, intollerabile in una società che si considera civile e chiede che sia fatta giustizia, unendosi al coro di indignazione della redazione di SanteramoWeb.
Chiliamacisegua

I FATTI

Scritto da La Redazione Giovedì 14 Luglio 2011 13:15

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Su segnalazione di un cittadino, il Servizio Veterinario della ASL ha rinvenuto questa mattina, in contrada Galietti in Santeramo in Colle, la carcassa di un cane che era stato impiccato ad un albero di ulivo da scellerati senza scrupoli.La scena che si è presentata è, a dir poco, raccapricciante: la povera bestia di colore nero focato priva di microchip, sicuramente un randagio adulto di taglia grande, in avanzato stato di decomposizione, era appesa all’albero con una corda intorno al collo. La morte è stata fatta risalire a circa una settimana fa.
Esistono termini per qualificare un tale atto di inaudita crudeltà?
Ed esistono appellativi adeguati per gli autori di una simile violenza?
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