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Se cominci ad accarezzare un cane, avrai trovato un'occupazione per la vita
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Archivio del ‘Orrore’

LA PADANIA 20 DICEMBRE MOLISE: CHI FA PULIZIA DI QUESTA VERGOGNA?

dicembre 19, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Aggiornamento, Barbarie, Canili lager, Divulgazione, Giornali e riviste, Orrore 1 Commento →

AGGIORNAMENTO DA RAPID DOGS RESCUE
Videodenuncia
parte prima
parte seconda

COMUNICATO

Non è Natale per tutti

Non è Natale per i volontari e le Associazioni molisane che chiedono Misericordia e Legge per i cani del territorio.

Non è Natale per loro, i cani del Molise, i cani dimenticati da chi ha il dovere di provvedere al loro benessere.

Che hanno invece,  come guardiano Belzebù.

Dopo la povera vittima questa, la cui morte deve trovare pace, se ne oggi, aggiunge un’altra con le stesse modalità.

Un corpo straziato dalle grate arrugginite, senza volto, senza storia, se non quella scandita dal  tempo infinito che ritma l’abbandono in cui vengono lasciati gli ospiti del canile meno 5 stelle.

Senza foto come per il suo sventurato compagno, a fissare l’ennesimo orrore che non scuote ne animo, ne coscienza, da queste parti, ma che muove il popolo del web alla rabbia e alla ribellione.

Che c’è e che si trasformerà in fatti concreti, una denuncia pronta a schioccare come una frusta, sul lassismo delle Istituzioni.

La storia della prima vittima qui:

http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/30/molise-morte-annunciata-al-santo-stefano/

La Padania 20 dicembre

Santo Stefano, l’orrore che ti penetra dentro come un forcone.
Un incubo che la giornalista Stefania Piazzo racconta per noi, per chi non può vedere.

E che nemmeno l’immaginazione più sadica può arrivare a concepire in tutto il suo osceno, reale quotidiano.

Un’immersione choc, un viaggio per cuori coraggiosi nei cunicoli della morte, un’inchiesta che si fa carico di raccontare il luogo dei lamenti, dei silenzi, in un’inimmaginabile sofferenza calpestata.

Un tormento che chiede giustizia.

Tutti tacciono. Tutti voltano la testa dall’altra parte.

Allora grazie, ancora una volta, Padania, grazie  per non aver paura di scrivere, indagare, rischiare.

Questo articolo al servizio della verità finalmente svelata, alla vergogna finalmente chiamata con il suo nome e cognome, enti inadempienti, sciupio di denaro pubblico, omissioni di atti di ufficio,  è la pietra d’angolo per la petizione che Chiliamacisegua e tutte le persone libere presenteranno all’Europa.

Perché la giustizia è in fuga dall’Italia.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

DALLA PARTE DEGLI ANIMALI

Decima puntata

Viaggio nell’Italia bestiale

E RAPID DOGS RESCUE PORTA CIBO, MEDICINE E METTE IN SALVO 18 CANI

LA PIETÀ E LA CIVILTÀ CLANDESTINE A CAMPOBASSO

MOLISE: CHI FA PULIZIA DI QUESTA VERGOGNA?

NOSTRO INVIATO

STEFANIA PIAZZO

CAMPOBASSO – I cani di Santo Stefano abitano in un letto di guano e urina. Non abbaiano. Gemono.

Non hanno occhi ma oblò neri che spurgano orrore. Defecano sangue, mentre mangiano nella morbida purea acida apparecchiata per servire il ciclo schizofrenico del cibo che esce ed entra nella stessa prigione.

Non è un canile. È un depuratore di randagi, produttore di ossessione. È un manicomio per cani-pendolo, dentro  e fuori dai cubi bagnati dei loro ripari, dove la geometria degli ingressi è modificata dal morso della fame, dall’inedia, dal non trovare una risposta alla disperazione invisibile.

Quando tocchi i cani di Santo Stefano dalla loro gola esce un lamento umano, un doloroso pianto acuto, ripetitivo e monodico, che non fermi neanche con le carezze.

Perché i cani impazziti che alla tua vista, dalla paura si rintanano come iene nel caverna del cubo, hanno un mantello multiuso: un pelo da elettrochoc, gonfio e deforme, grappoli con una lunga storia, palle di lana

senza regola, una spugna che spazza il guano e che si fa commiserevole coperta penetrabile per l’acqua che ristagna, che marcisce i bancali ritagliati a giacigli. Il mantello è un lievito di prigionia.

Il marrone, il nero, il ghiaccio, sono i colori che infestano l’aria, dove l’odore ha un colore ,  quello di morte che non arriva mai, che si fa desiderare come l’amante che brama l’abbraccio.

Mentre tu percorri i vicoli delle celle, entri vivo, esci morto, l’energia ti abbandona, assorbita dal degrado, dalla dolosa malafede umana, dall’impietosa indifferenza che consente a 750 vite di soffrire sul cucuzzolo di una montagna per far guadagnare chi gestisce  l’immonda situazione, dove la veterinaria pubblica dovrebbe scomparire dalla vergogna. Dove i sindaci, gli assessori, i delegati al benessere, dovrebbero spiegare se esistono parametri al benessere, all’igiene. Parametri di vita. E spiegare perché le deiezioni dell’ex mattatoio venivano smaltite nei cassonetti della città. Perché quelle di Santo Stefano finivano nelle fogne della borgata.

Tanto che un giorno scoppiarono i tombini, pieni di liquame di cane. Il sopralluogo e il verbale dei carabinieri dei Noe finì nel nulla.

A Santo Stefano non è stato fatto un cazzo. Nonostante i tavoli del sottosegretario Francesca Martini e i sequestri dissequestrati perché il giudice per disperazione ha visto che tanto lì dentro merda era e merda restava, il canile. Dall’aprile scorso “si danno da fare” perché il canile abbia due veterinari, in una sorta di baratto tra Comune e Azienda sanitaria. Io ti dò gli ambulatori per sterilizzare, tu mi dai i medici. Bene, finalmente due veterinari dello Stato per denunciare quelle fogne sotterranee della città, i tombini che rigurgitano ogni malessere.

E a chi? Al tesoriere dell’Ordine nazionale dei veterinari, che magari vigila anche sul canile? All’Asrem? Al Comune?

Con che forza professionale si sottoscrive che lì abita il benessere? Non lo sai, ma la capisci eccome tanta ostinazione nel firmare le carte che assolvono l’uomo. I cani mangiano, gli uomini pure. Tutti lavorano, tutti devono mangiare. I cani un po’ meno. Un altro cane sabato è rimasto vittima dei compagni, incastrato nelle reti da cantiere, cibo per quelli che hanno fame perché i sacchi calano di continuo. Era già successo.

L’appalto è da 250mila euro l’anno, ma ventimila sono già spesi per pagare il delegato del Comune che vigila sulle associazioni che curano i cani di Santo Stefano. 20 mila euro di cibo in meno, per pagare il delegato che guarda e che fa parte di un’Associazione cinofila locale.

E nella cooperativa di quattro operai (quando uno di loro è di riposo nessuno pulisce l’area di pertinenza) che gestisce i latrati spenti chi c’è? La ragnatela delle parentele che s’appiccica a chi in Comune si occupa di benessere. Manco per sogno di quello dei cani.

E che ne parliamo del benessere se il delegato del sindaco si autofirma nella legalità formale l’aumento di stipendio? Come lo dici ai rantoli indifesi, ai sudari? Non glielo dici.

L’assessore regionale alla Sanità, prima che la sanità venisse commissariata per bella gestione, aveva deliberato 135mila euro di spesa per metterci una pezza. 35mila dovevano andare all’anagrafe canina.

Dovevano. Altri 70mila sono stati spesi per fare volantini, sull’anagrafe canina. I volantini però per l’impervio Molise non tutti li hanno visti, dovevano essere distribuiti.

Dovevano. Altri 30mila euro dovevano andare per le sterilizzazioni. Dovevano.

Si sa invece che le razioni del rancio ottimo e abbondante non dovevano ma devono autoridursi del 10%, per prevista moria dei cani e sterilizzazioni. Mentre di randagi ne continuano a entrare.

E le sterilizzazioni sul territorio fanno ridere. Il morbo infuria, il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca.

Dopo sfinenti vertici e convocazioni dei vertici al ministero, il Molise era ancora lì che se la raccontava, con un altro vertice tra Comune e associazioni, il 7 ottobre scorso. Per «discutere la bozza di accordo», dopo più di un anno dalla prima visita a Santo Stefano del sottosegretario. Le calende molisane discutevano delle tre aperture pomeridiane della struttura al posto di una. Che due… bozze, il Molise.

Che ha persino fatto finta di non leggere le indicazioni del ministero della Salute che autorizzavano la sterilizzazione con reimmissione su strada. Non capivano, avevano detto, cosa ci fosse scritto, sull’Abc del benessere animale.

Che disastro nazionale.

Dopo l’ultima chiamata del ministero, nei giorni scorsi, per imporre legalità, in attesa che il guano si trasformi in fogna di ghiaccio, cosa inventeranno ancora le istituzioni del Molise per sopravvivere a se stesse, colossale monumento alle deiezioni?

s.piazzo@lapadania.net

(10 – continua)

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ORRORE AL PALIO DI CALASCIBETTA (ENNA)

settembre 08, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Aggiornamento, Barbarie, Orrore Non ci sono Commenti →

PUBBLICHIAMO VOLENTIERI UN COMMENTO AD UNA MAIL DI UN LETTORE  DI LIBERO CHE NON PENSA,  DI UN GIORNALISTA CHE PENSA INERENTE A PALII E ALTRE SIMILI FESTICCIOLE PAESANE CONTRABBANDATE PER TRADIZIONI

Pubblicato il giorno: 09/09/09

Alessandro Medario ha scritto:

Mail: A causa degli animalisti nel palio di Asti non sarà più possibile usare il frustino per far correre i cavalli. Non si picchiano gli animali. Se ci fossero stati gli animalisti agli albori della civiltà nessun animale sarebbe stato addomesticato. Per anni le scuole nelle quali si insegnava anche la disciplina prevedevano le punizioni corporali. Se si aboliscono i metodi coercitivi nei confronti degli animali la dominazione dell’uomo sulle altre specie viene messa in seria discussione.

Risposta: Metodi coercitivi? Dominazione dell’uomo? Egregio Medario, ha presente? Anno 2009. L’uomo è già andato sulla Luna e studia di andare su Marte.Abbiamo esplorato l’infinitamente grande e stiamo esplorando l’infinitamente piccolo. Siamo stati persino capaci di costruire bombe atomiche per minacciare la nostra stessa esistenza.Medario, il Medio Evo è roba passata. E lei vuole riproporlo? Lei sente, nonostante la Luna e Marte e le ricerche sul genoma, la necessità di affermare la supremazia dell’uomo sulle altre specie? Lasci stare. E stia a sentire.Nel nostro Paese, secondo la Federazione italiana giochi storici, sono un’ottantina le gare ippiche che rievocano episodi storici legati alla vita di una città o di una regione. C’è il palio di Siena. E poi numerosi pali minori, quelli di Calascibetta, Modica, Avola, Buti, Monteroni, Loreto. Non so dirle di Asti, forse lì sono tutti amanti degli animali.

So, però, che la Lega Antivivisezione ha diffuso alcuni dati: dal 1970 al 2006 ci sono stati incidenti di tutti i tipi, e non poche morti. Risultato: in media, 1,3 cavalli soppressi a manifestazione. Sempre secondo la Lav, dal 1970 al 2007, il Palio di Siena è costato la vita a 48 cavalli. Credo che l’uomo sia riuscito a dimostrare abbondantemente la propria superiorità rispetto agli animali, se per superiorità si intendono azzoppamenti, ferite varie e morti violente e premature.

E credo anche che un uomo fatto così sia un uomo che dovrebbe preoccuparsi, più che della sua eventuale potenza, della sua accertata impotenza. Un uomo piccolo piccolo e anche pauroso, timoroso di perdere il primato.

Non so chi ha detto che la differenza fra l’uomo e l’animale è la capacità di sorridere, che presuppone un cervello e la comprensione di ciò che ci circonda. Io ho visto sorridere molti animali. E sul volto del suo uomo vedo solo un ghigno. Di terrore, prima ancora che di cattiveria. Un uomo che non mi piacerebbe incontrare

NON SOLO ORRORE MA BARBARIE

BASTA PALII, BASTA TRADIZIONI DEL MEDIOEVO CHE PREVEDONO L’USO E l’ABUSO DI ANIMALI. BASTA FESTE PATRONALI!

BASTA AI PARROCI AVVINAZZATI CHE NELLA FESTA PARROCCHIALE TROVANO GIUSTO SGOZZARE OCHE O CONIGLI DA CUCINARE E DA DIGERIRE INSIEME AI PAESANI, CON UN FIASCO DI VINO BEVUTO A GARGAROZZO, IN MALSANA ALLEGRIA CONVIVIALE.

LA CRONACA E’ PIENA DI SANTE ROSALIA IN ATTESA SPASMODICA DELLA CAZZATA TRADIZIONALE COME LA FESTA DELLA PIGNATTA CON IN PALIO CHI RIESCI AD AMMAZZARE A BASTONATE.

BASTONIAMO LO SCEMPIO DEI COGLIONAZZI E DI CHI VA LORO DIETRO.

ALTRIMENTI, DAI, TORNIAMO AI SACRIFICI DELLE VERGINI, ALL’UCCISIONE DI BAMBINI PER INGRAZIARSI IL DIONONSOCHI. C’E’ DIFFERENZA ? NO L’OSCURANTISMO SPAPPOLA IL PENSIERO,TIENE LEGATO AL PALO DELL’IGNORANZA PIU’ CIECA, IL RISPETTO CHE SI DEVE AVERE PER LA VITA.

QUANDO SI CAPIRA’ CHE LA VITA E’ VITA IN QUALSIASI FORMA E CHE l’UOMO NON HA NESSUN DIRITTO SU DI ESSA?

CHE SCHIFO LA CHIESA! CHE NAUSEA LA SOCIETA’ CHE PERMETTE TALE SCEMPIO E CHE NON EDUCA E NON INTERVIENE METTENDO AL BANDO E DURAMENTE, GLI OBBROBRI CHE SI CONSUMANO OGNI GIORNO, DAGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI ALL’INDUSTRIA DELLA PELLICCIA, DAI CANILI LAGER, AI CANIFICI, MONUMENTI ALLO SFREGIO, ALLO SPERPERO, ALLA CRUDELTA’, TRALASCIANDO DI PARLARE DELLA VIVISEZIONE CHE INGRASSA SOLO I PROFITTI DELLE CASE FARMACEUTICHE E DEI VIVISETTORI E CHE GRIDA VENDETTA.

ECCO, LA VENDETTA E’ IL MIGLIOR PERDONO E ASPETTO CON ANSIA LA RIBELLIONE DELLA NATURA.

CHE PRENDA PER LE PALLE L’UOMO, MALEDETTO UOMO E LO FACCIA URLARE DAL DOLORE, LO STESSO DOLORE CHE INFLIGGE ALLE SUE VITTIME.
PERCHE’ LA PIETA’ E’ MORTA E RIMANE SOLO LA RABBIA.

I FATTI

ORRORE AL PALIO DI CALASCIBETTA (ENNA)

UN CAVALLO CORRE ALL’IMPAZZATA, SFONDA IL TRAGUARDO, INVESTE UNA STACCIONATA E SI SQUARCIA IL TORACE. TRASCINATO FINO A UN CAMION, IN UN LAGO DI SANGUE, VIENE PORTATO VIA…AD UN ALTRO CAVALLO GRAVEMENTE FERITO ALLA ZAMPA ANTERIORE, L’EMORRAGIA DI SANGUE VIENE TAMPONATA FASCIANDOLO CON LA T-SHIRT DEL FANTINO!LAV: L’ENNESIMA STRAGE ANNUNCIATA, DAL 2005 CHIEDIAMO DI VIETARE QUEL PALIO CHE ELUDE ANCHE I MINIMI PARAMETRI DI SICUREZZA PUBBLICA E DI BENESSERE PER GLI ANIMALI. DENUNCEREMO GLI ORGANIZZATORI E CHIEDEREMO ALLA MAGISTRATURA DI VALUTARE EVENTUALI RESPONSABILITA’ DI SINDACO E VETERINARI CHE HANNO AUTORIZZATO LA FOLLE CORSA. APPELLO AL PREFETTO DI ENNA PER ORDINARE IL DIVIETO DI CORSE DI CAVALLI IN TUTTA LA PROVINCIA

Anche il “Palio dei Berberi” di Calascibetta (Enna) si tinge di sangue: ieri sera due finalisti degli oltre 20 cavalli in gara corrono all’impazzata, sfondano il traguardo e investono in pieno una rudimentale quanto pericolosa staccionata di pali di legno e nastri di plastica, disarcionano i fantini e proseguono la corsa in una strada tra le auto parcheggiate. L’impatto è devastante: una cavalla, sventrata forse da uno dei paletti, si squarcia il torace con una ferita estesa da cui si versa una vera e propria cascata di sangue! Il secondo cavallo si ferisce gravemente alla zampa anteriore e l’emorragia di sangue viene tamponata fasciandola con la t-shirt del fantino!

Due animalisti della LAV Sicilia che da anni seguono e indagano le corse di cavalli nell’Isola, Carlo Aprile ed Ennio Bonfanti, riescono a documentare tutto con un video ed alcune immagini pubblicate sul sito www.lavsicilia.it. La cavalla sventrata viene trascinata, in fretta e furia, su un veicolo furgonato che si dilegua velocemente, tra urla e risse di fantini e allevatori, verso destinazione ignota, senza che né un veterinario intervenga per cercare di salvarla dalla emorragia né le Forze dell’Ordine accertino prima tutti i fatti e le prove del reato di maltrattamento e sevizie di animali. I due animalisti vengono minacciati più volte e strattonati per sottrargli le videocamere. Della cavalla sventrata non si hanno notizie: molto probabilmente sarà morta per via della forte emorragia.

“Quello del Palio dei Berberi si è rivelato, quindi, uno spettacolo vergognoso e sanguinario, un’altra tragedia annunciata: sin dal 2005, infatti, la LAV aveva denunciato che il palio di Calascibetta era pericolosissimo e si sarebbe trasformato in una mattanza per gli animali” dichiara Carlo Aprile, responsabile regionale LAV del settore “palii e feste sadiche”. “La LAV aveva anche chiesto al Prefetto di Enna di vietarlo, appello che adesso gli animalisti ripropongono al nuovo Prefetto visto che gli organi deputati localmente alla sicurezza pubblica ed al benessere degli animali – Comune e Servizi Veterinari – hanno tranquillamente autorizzato la corsa. E’ inconcepibile – prosegue Aprile – che Sindaco, Commissione di Vigilanza sui Pubblici Spettacoli, ASL e Forze dell’Ordine abbiano potuto autorizzare e far svolgere una corsa di cavalli che elude anche i minimi parametri di sicurezza pubblica e di benessere per gli animali: non vi era un’ambulanza veterinaria per equini; il tracciato della gara era grossolanamente delimitato solo dai paletti di legno e dai nastri bicolore di plastica, assolutamente non in grado di garantire la sicurezza e l’incolumità dei fantini, dei cavalieri e degli equidi, nonché delle persone che assistevano alla manifestazione (infatti durante la corsa di ieri sera stesso, in un paio di casi, i cavalli hanno travolto uno spettatore e fatto cadere dei fantini); non erano state poste nemmeno una delle necessarie paratie per attutire eventuali impatti o cadute, ecc”.

“In Sicilia le corse di cavalli ed i palii paesani sono una vera emergenza, sia sotto l’aspetto della legalità sia sotto l’aspetto della tutela degli animali – ha dichiarato Marcella Porpora, Coordinatrice Regionale LAV Sicilia – In questi anni a Palermo, Trapani, Caltanissetta, Catania e Siracusa i Prefetti hanno emesso provvedimenti di bando delle corse di cavalli in occasione di feste paesane proprio per ragioni di pubblica sicurezza ed infiltrazioni mafiose e per contrastare il maltrattamento degli animali sfruttati in tali competizioni che, per loro stessa natura, sono inconciliabili con il benessere fisco ed etologico degli animali, come dimostrato da quanto successo a Calascibetta. L’appello che rivolgiamo al Prefetto di Enna è quello vietare finalmente, in tutta la provincia, i palii con cavalli nelle feste paesane.”Disponibili foto (© Carlo Aprile e Ennio Bonfanti):

La LAV si riserva di mettere in atto le opportune azioni legali al fine di individuare i responsabili di queste torture. Chiederemo pertanto alla Magistratura di avviare un’indagine penale per accertare gli estremi di reato di cui agli articoli 544-bis, 544-ter, 544-quater, 544-quinquies e 727 del Codice penale (maltrattamento o uccisione di animali, spettacoli o manifestazioni vietati, competizioni non autorizzate e scommesse clandestine).

Già durante le prime corse del palio dei Berberi di ieri pomeriggio si erano verificati altri episodi che confermavano l’assoluta pericolosità della corsa ed i maltrattamenti subiti dagli animali: cavalli, imbizzarriti per lo stress e le condizioni di trattamento, hanno disarcionato i fantini facendoli sobbalzare dalla sella; uso smodato di frustini o percosse con le mani per incitare al galoppo, tafferugli tra fantini e scuderie, ecc.

07.09.2009 – www.lavsicilia.it

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Disponibile video (© Carlo Aprile e Ennio Bonfanti):
www.mediapictures.it/Palio_di_Calascibetta_ENNA.rar (93 Mb)

http://www.comune.calascibetta.en.it/

Benvenuti a Calascibetta

Un’isola di pace e di cultura

Sindaco: Avv. Piero Capizzi

info@comune.calascibetta.en.it;


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