Chiliamacisegua

Se cominci ad accarezzare un cane, avrai trovato un'occupazione per la vita
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Archivio del ‘Documentazione’

Serbia – Si parte…

febbraio 18, 2010 Da: Rosanna Marani Categoria: Aggiornamento, Documentazione, Servizi, varie ed eventuali Non ci sono Commenti →

14.02.2010 ore 20:30 le ragazze Serbe arrivano a Malpensa. Laura e Daniel le vanno a prendere e le portano a cena e quindi dormire all’Hotel La Palma a Bissone direttamente sul lago di Lugano.

15.02.2010 ore 08:30 da sinistra Elena Magdalena Lenard, Ana Pavlovic negli uffici della Motorizzazione Civile a Bellinzona, dopo la consegna di targhe, carta verde, libretto etc

15.02.2010 ore 08:30 da sinistra Elena Magdalena Lenard, Ana Pavlovic negli uffici della Motorizzazione Civile a Bellinzona, dopo la consegna di targhe, carta verde piazzale del magazzino Freccia 45 dopo aver caricato l’auto con circa 250 kg di materiale: cibo per cani coperte brandine per cani (oltre alle 4 ruote estive già a bordo!)

Rosanna Marani con Elena Lenard al ristorante 15.02.2010 ore 14:00

15.02.2010 ore 15:15 vengono applicati sui vetri dell’auto gli adesivi con il logo di RESPECTA

ore 16:00-16:20 Laura Elena e Ana vanno da Corinna (presidente CLACS) a prendere gli adesivi (non ho fatto le foto, scusate!)

15.02.2010 ore 17:00 le ragazze Serbe sull’auto in un autogrill a Brugherio (Milano – Agrate direzione Venezia). Arriveranno a Trieste alle ore 21:00 circa. Il mattino seguente ore 10:30 Luisa le porta al confine sloveno, presente la Televisione Locale, l’assessore ufficio zoofilo etc. Le fotografie le ha – forse – Luisa.

Si ringraziano tutti i sostenitori di questo progetto rilasciando i dati aggiornati:
- Donazioni: 4377 €
- Versamenti già fatti in conto progetto: 3800 €
- Spese di gestione: 47.65 €
- Restano in totale in conto progetto: 529.35 €
(saldo aggiornato al giorno precedente al 17/02/2010)

Il progetto rimarrà ancora aperto in quanto le emergenze potrebbero essere ancora dietro l`angolo, nonostante l`immenso aiuto dato finora.

I fatti qui

La Puglia è capace di sussultare?

novembre 26, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Aggiornamento, Barbarie, Battaglie email, Denuncia, Divulgazione, Documentazione, Randagismo 2 Comments →

Aggiornamento 19 dicembre

Riceviamo da Roberto Covelli

http://www.facebook.com/search/?q=roberto+covelli&init=quick#/note.php?note_id=221818472960&id=1198425088&ref=mf

Ieri pomeriggio è stata quasi conclusa la cattura dei cani malati da parte dei volontari della Lega. Purtroppo dei tre cuccioli uno era morto da poche ore (il corpicino era ancora caldo) mentre gli altri due, la mamma ed un altro cane sono stati tolti dalla strada. Adesso manca all’appello il solito cane nero ma si auspica che a breve anche lui si ricongiunga con gli amici malati. Chiedo solo a voi tutti di mandare un piccolo contributo o farmaci specifici in fondo anche solo pochi Euro sono una sciocchezza per tutti noi ma una fortuna per i piccoli consentendo l’acquisto di farmaci utili ma costosi per curarli. NON ABBANDONIAMOLI. Mi sono state richieste delle schede corredate di foto e notizie per ogni singolo cane ma come si può pretendere di farle a cani ridotti in quelle condizioni? Bisognerà aspettare che le cure sortiscano il loro effetto e che i piccoli tornino ad avere una parvenza di cani quasi normali. Poi potranno essere pubblicate. Adesso torno a ripetere il mio appello NON ABBANDONIAMOLI. Chiedo a voi tutti di vedere le foto dei sette cuccioli che non posso fotografare singolarmente i quali se non acceleriamo i tempi per toglierli da quella cuccia improvvisata e fetida potranno lasciarci per sempre a causa del freddo intenso e della presenza di una strada a pochi metri da loro. Solo chi conosce la realtà del Sud può comprendere come nella nostra terra, dove migliaia di randagi girano nelle città e nelle zone rurali, sia difficile portarli in canili superaffollati. Continuate con i volontari di Molfetta a condividere questa triste esperienza e soprattutto a far sentire la vostra importante presenza. I piccoli amici a cui l’indifferenza, l’incapacità, la mancanza di volontà degli organi preposti amministrativi e sanitari ha tolto loro la dignità ed il diritto alla vita VE NE SARANNO ETERNAMENTE RICONOSCENTI. Ripropongo alcune foto che mi auguro riescano a scardinare i cuori aridi di amministratori latitanti e senza scrupoli per invitarli a riflettere e soprattutto a pensare come anche per questi esseri meravigliosi esista il sacrosanto DIRITTO ALLA VITA.

QUESTO CUCCIOLO E’ VOLATO SUL PONTE.
QUESTI PICCOLI HANNO BISOGNO DI NOI.

Aggiornamento 14 dicembre

I cani dell’Ipercoop

Cari amici,

volevo informarvi sulla situazione “cani Ipercoop”, innanzitutto mi preme ringraziare tutti coloro che hanno contribuito con le loro offerte, al momento abbiamo ricevuto 250 euro.

I cani sono in parte ricoverati presso il canile sanitario di Molfetta, per la precisione 12, non vi è attualmente più posto presso questa struttura, e questo sta comportando non pochi problemi poiché i veterinari hanno sospeso le sterilizzazioni, per mancanza di posti, e quindi tutto il lavoro fatto in questi anni rischia di essere vanificato per l’arrivo di nuove cucciolate. Avevamo offerto, come sapete, la nostra disponibilità in accordo con l’Amministrazione Comunale,a prenderci cura noi di tutti i cani Ipercoop, proprio per evitare questo blocco a tempo indeterminato del canile sanitario, ma i sig. veterinari hanno preferito così, inutile fare commenti poiché è la storia di sempre. I restanti cani li abbiamo noi in custodia ricoverati presso Cliniche Veterinarie private, molti di loro stanno già meglio, hanno effettuato tutti gli esami ematochimici ed ovviamente cominciato le cure, sul territorio praticamente fatta eccezione per una mamma con 3 cuccioli di qualche mese ed il famoso cane nero di cui tutti parlano, non ve ne sono altri, abbiamo provato più volte a prenderli, ma sono molto molto diffidenti e veloci, peraltro qui da noi piove sempre e tutto è più difficile, ma li prendiamo state sicuri.

In merito alla cucciolata in foto, non sono ammalati ma sicuramente necessitano di aiuto, stiamo cercando uno stallo o una adozione, perché come vi ho già detto nel canile comunale non è possibile più nessun ingresso e noi per liberare il sanitario ci siamo fatti carico di 15 cuccioli e 6 cani adulti e credeteci non sappiamo proprio più come fare, abbiamo cani ovunque da parenti e amici, nella nostra sede in città, insomma ovunque, siamo veramente al collasso.

Comunque ce la faremo come sempre, abbiamo organizzato una cena di Beneficenza per raccogliere fondi, i ricoveri e le cure sono molto costose, i nostri regali di Natale questo anno più che mai saranno solo per loro.

Vi terremo aggiornati, ma per favore non LI DIMENTICATE hanno ora più che mai bisogno di tutti, siamo comunque molto felici perché questa vicenda sta per concludersi al meglio ma una volta guariti………che ne sarà di loro ???

Ancora grazie ed un saluto affettuoso a tutti

Molfetta 14.12.2009

Buon  Natale

I volontari e Mariangela La Volpe, il Presidente della Lega Nazionale per la difesa del Cane

mariangelalavolpe@libero.it

Aggiornamento

http://www.facebook.com/inbox/readmessage.php?t=190904577412#/note.php?note_id=198811197960&id=1198425088&ref=share

Molfetta 26.11 e 28.11.2009. Tutto come prima.
Rivolgo questa mia ulteriore nota agli scettici che non hanno ancora voluto firmare la mail di protesta affinchè si rendano conto della necessità di firmare poichè se Cristo si è fermato ad Eboli, la situazione dei cani del Centro Commerciale si è fermata alla notte dei tempi tranne per tre piccoli prelevati.
Resto sconcertato quando a seguito di una segnalazione relativa allo stato di salute di cani abbandonati al loro destino, peraltro oggetto di svariate segnalazioni e non ultima il ricorso a Striscia la Notizia, si ravvisi da parte di qualche individuo, a cui questa storia sembra essere andata di traverso, la volontà di affermare, anzi, di sostenere che le foto ed i filmati fossero di repertorio.
Sono costernato quando leggo su un sito che ….”la vicenda era nota a tutti ma che tutti non se ne erano preoccupati e che tiravano dritto ogni volta che passavano davanti a quei fantasmi”….. a cui la nostra vergognosa indifferenza li aveva relegati e giù critiche rivolte alla mia nota, all’aver voluto scardinare quell’omertoso e clientelare silenzio nel quale siamo abituati a vivere da sempre.
A frasi sdolcinate ed inutili, ad atteggiamenti degni della scuola di Meroliana memoria che tanto lustro ha dato al teatro partenopeo.
Perchè qui al sud chi fa qualcosa non la deve fare.
Perchè qui al sud si ha sempre bisogno.
Perchè qui al sud c’è gente che si appecorona di fronte ad uno “che conta” perchè …. non si sa mai potremmo sempre avere bisogno.
Perchè qui al sud si vota non per la capacità di colui che ti deve amministrare ma perchè amico degli amici e ….potrebbe darci una mano.
Poi ogni tanto si sveglia qualcuno che cerca di voltare pagina per scuotere animi e coscienze e le critiche non si fanno attendere perchè non hai fatto altro che dire ciò che tutti sapevano ma che al tutti sapevano tutti facevano finta di non sapere.
Allora appare evidente che per amare un’animale, per essere la sua voce, per sostituirti ad esso per denunciare i soprusi, i disagi, l’assoluta assenza di coloro che dovrebbero averne cura, diventa un fatto non di coscienza o d’amore ma pubblicitario.
Avevo visto lontano quando in tempi non sospetti, con molta umiltà mi dedicavo e mi dedico come tantissime altre persone a sfamare cani abbandonati al loro destino nelle zone rurali non molto distanti dalla città; quando rifuggivo dalla volontà di protestare per far riconoscere i loro diritti poichè conscio che non mi avrebbero ascoltato; quando ho ritenuto giusto di entrare a far parte di una Associazione benchè spesso le lotte interiori o i conflitti d’interesse cozzavano con la volontà di assumere comportamenti diversi all’interno delle stesse. Questi comportamenti vergognosi di talune persone che non denotano amore per gli animali ma solo ipocrisia.
Perchè le critiche provengono proprio da parte di coloro che si manifestano animalisti.
Tanto poi se fai solo aria fritta chi se ne frega, l’importante è che si senta un leggero odore di frittura.
Allora dico a queste persone grette ed inette teniamocelo stretto questo sud retrogrado ed omertoso oltre che clientelare ma cerchiamo anche di dirlo o farlo comprendere, ovviamente guardandoli negli occhi, a coloro che non facendo parte di questa cosiddetta razza umana aspettano con tanto amore il nostro aiuto e sostegno.
Sono veramente sconcertato dopo ciò che ho sentito ed ho letto poichè questo mi fa veramente riflettere sul perchè la nostra esistenza spesso sia inutile e improduttiva oltre che impostata a interessi del tutto personali.
Ecco perchè sono convinto che di fronte alla grandezza di un animale dobbiamo solo riflettere e farci perdonare il male fatto con la nostra cattiveria ed egoismo.
Ringrazio di cuore le Dottoresse Marani ed Andreatta di Chiliamacisegua per avermi supportato in questa battaglia così come ringrazio centinaia di persone che hanno manifestato la loro solidarietà ed il loro amore per questi piccoli.
Ho letto con molta attenzione le argomentazioni di Raffaela Vergine e Rosa Camerino che condivido pienamente perchè mettono in luce l’assoluta incapacità degli appartenenti alle Associazioni meridionali di essere coesi ed univoci.
Motivo per il quale usciremo sempre sconfitti dalle nostre battaglie, perchè quando le fai devi prima renderti conto che non ci sia qualcuno che sostiene di vivere le tue stesse passioni ma che poi al momento opportuno ti deride e ti rema contro.
Che tristezza!
E loro sono sempre lì, oggi anche nel fango perchè ha piovuto, ma sempre lì.
Forse la prossima settimana verrano a prelevare i resti dei tre cani morti, speriamo almeno facciano quello.
I buoni di cuore cercano di curarli con Ivomec ed antibiotici sperando almeno di riuscire ad alleviare le loro sofferenze.
Che vergogna!
Lui è sempre lì. Guardate le foto della nota precedente.
Roberto Covelli

brad962@hotmail.it

Lui è sempre lì. Guardate le foto della nota precedente.
Oggi 28 novembre la pioggia ha formato anche il fango ma forse avrà dato un pò di refrigerio, almeno lo spero, a questi sofferenti.
Guardate le condizioni in cui è ridotto.
La paura li attanaglia oltre alla sofferenza.
Non ha la forza neanche di uscire per mangiare.
Si nasconde per paura e forse per vergogna. Lui ha dignità, noi no!

Comunicato

Ci perviene questa ennesima disperata segnalazione.

E frulla in testa una serie di domande che rivolgiamo a Lorsignori

La Puglia è capace di sussultare?

Magari per orgoglio?

Magari per empatia?

Magari per pietà?

Magari solo per applicare la Legge 281/1991?

Magari per dare seguito alle Ordinanze emesse dal Sottosegretario al Welfare on Francesca Martini?

Magari per rientrare a pieno diritto nel consesso dei promotori di civiltà che altrove viene praticata nei confronti degli indifesi?

Magari per salvaguardare la sua immagine?

Magari per essere iscritta nella lista delle Regioni da segnalare come mete  ricche di panorami meravigliosi e abitata da gente ospitale e portatrice sana dei diritti pretesi dalla vita?

Che si rispetta.

Sotto qualsiasi forma si appalesi.

Per la rassegna stampa sulla situazione randagismo, avvelenamenti, orrori come cani e cuccioli bruciati vivi e canili lager in Puglia, Chiliamacisegua rimanda ad una ricerca google o alle pagine del suo sito.

www.chiliamacisegua.org

Chiliamacisegua

Molfetta 25.11.2009

La vergogna continua e chi paga ,sono sempre le anime innocenti.

Oggi sono tornato dove alcuni giorni fa Fabio e Mingo di Striscia avevano fatto un servizio sulla situazione igienico-sanitaria nella quale sono costretti a vivere tanti cani infelici.

Appare evidente sia dalle foto sia dai filmati che ben poco si è fatto per non dire quasi nulla. Ovviamente adesso si scatenerà la rabbia di qualcuno che verrà a dire che non è vero,  perchè in Italia accanto  alla vergogna c’è anche la menzogna.

Sono un volontario, pesce piccolo in un’oceano di squali, ma mi ribello all’indifferenza e chiedo che si divulghi questa vicenda e si prendano i dovuti provvedimenti anche ravvisando laddove ci fosse dolo, gli estremi per una denuncia al Sindaco per omissioni di atti di ufficio.

La presidente della sezione di Molfetta della Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha voluto scrivere a Striscia una lettera dove rappresenta le difficoltà riscontrate nei rapporti con l’amministrazione comunale.

Vorrei rispondere alla presidente che non c’è nessuno che non ne abbia incontrate.

Sarà difficile, ma mi auguro non impossibile tentare insieme di sanare questa incresciosa e deplorevole vicenda che dovrebbe anche interessare gli ambientalisti, per il degrado indescrivibile che vede interessata tutta l’area adiacente ad un enorme centro commerciale e nella quale, purtroppo, vivono queste povere anime del Paradiso.

Si perchè se non si prende una decisione immediata questi piccoli a breve diventeranno anime del Paradiso. Ne ho fotografato uno appena morto in una casetta fatiscente e ce ne sono altri morti a cadenza ormai da calendario fissato dal fato.

Chi ha cura di questi cani? Per quale motivo ci sono tanti cani morti ed esiste tanto degrado?

Ha ragione Bartolo, una persona di buon cuore che tutti i giorni porta cibo caldo a questi piccoli, sostituendosi alla Amministrazione Comunale,  quando sostiene che il Comune probabilmente si augura che muoiano tutti e presto per poter dire di avere risolto il problema.

A breve giungerà l’inverno e queste piccole anime, alcune delle quali (vi invito a vedere le foto) sono irriconoscibili e di cane non hanno più nulla, sono destinate a lasciarci per sempre.

Tremano come foglie, sono pieni di rogna, non hanno più pelo, la pelle arrossata e piena di piaghe, avranno sicuramente la febbre alta: insomma non fanno tenerezza ma tanta profonda tristezza.

E pena. A chi dentro di sé il cuore ce l’ha.

Allora mi rivolgo alle Dottoresse Marani e Andreatta di Chiliamacisegua, ai volontari della Puglia (una regione ormai alla deriva più totale ed assoluta), agli amici di FB: facciamo qualcosa di concreto e di serio se veramente amiamo questi esseri meravigliosi. Non posso accettare che si possa restare inermi e indifferenti di fronte ad un disagio così assurdo e indescrivibile, che si possa restare inermi di fronte alla sofferenza alla quale stiamo lasciando questi piccoli.

Se veramente li amiamo allora chiedo a Voi, fate e facciamo qualcosa per questi nostri amici.

Non abbandoniamoli, perchè loro in questo momento hanno un solo ed unico destino, per molti ormai prossimo, la morte.

Mentre scrivo ho le lacrime agli occhi perchè risento i pianti di Laura, la Signora che ha denunciato la vicenda a Striscia, quando ha visto il corpo senza vita del cane che cercava da tre giorni.

Ha voluto morire in maniera discreta, dietro un pneumatico in una casa fatiscente perchè ha ritenuto giusto non dare enfasi alla sua morte, conscio che a nessuno sarebbe importato gran che e che la sua vita breve o lunga che sia durata, è stata un fastidio per tanta gente ed un dolore per pochi.

Ho tolto il disturbo si sarà detto il nostro piccolo amico, così avranno “un problema di meno”.

Roberto Covelli

Ditemi se questo è un cane.

Il corpo del cane morto fotografato giorni fa ed ancora lì.

Il corpo del cane morto da poco.

Ciò che resta del corpo di un cane.

Un rifugio di emergenza per un’altro fantasma.

Video cani Molfetta

http://www.facebook.com//video/video.php?comments=&v=1186513021830

Striscia si è occupata di cani randagi maltrattati

Nella puntata di giovedì 19 novembre, gli inviati pugliesi Fabio e Mingo ci hanno parlato delle pessime condizioni in cui versa un branco di cani randagi.

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2009_11_fami19.flv

http://www.molfettalive.it/news/news.aspx?idnews=10526

10 novembre 2009

Emergenza cani randagi, a Molfetta tornano le telecamere di “Striscia la notizia”

Sabato scorso sono stati alcuni cittadini a chiedere l’intervento di Striscia, perché si trovi una soluzione per i tanti cani che affollano la zona industriale

di Rosanna Buzzerio

Molfetta torna sotto i riflettori del Tg satirico di Antonio Ricci, “Striscia la notizia”.

Questa volta i due inviati pugliesi Fabio e Mingo  sono arrivati in città non per scoprire truffe o magie, ma per un problema sociale molto sentito in città e che la nostra redazione aveva già raccontato in tempi non sospetti: il randagismo.

Sabato scorso sono stati alcuni cittadini a chiedere l’intervento di Striscia, perché si trovi una soluzione per i tanti cani che affollano la zona industriale, i parcheggi e le aree verdi antistanti i centri commerciali.

A rispondere alle domande di Fabio e Mingo sarebbero stati il Comune, per voce del dirigente al servizi territorio, Altomare, ed il responsabile del servizio veterinario dell’Asl Bari, Coppola.

Coinvolti dagli inviati anche il nucleo ambientale della Polizia Municipale, che però – come da art. 2 del regolamento del Comune sul randagismo - ha solo il compito di segnalare la presenza di cani randagi al servizio veterinario dell’Asl, che poi attiva le procedure del caso.

Non interpellata, a quanto pare, la Lega per la difesa del cane.

Sarà interessante, a questo punto, vedere nei prossimi giorni le soluzioni proposte per questi animali, in molti casi affetti da leishmaniosi, ehrlichiosi e rogna.

L’arrivo di Striscia in città giunge in contemporeanea con una sollecitazione raccolta ieri dalla nostra redazione. Una nostra lettrice in poche righe ed in un paio di foto - quelle pubblicate in questo articolo – esprime tutto il senso del problema: «non so se ci sono parole per descrivere l’abbandono e la sofferenza di questi cani. Impegniamoci per fare qualcosa».

Ci auguriamo che Fabio e Mingo riescano dove altri non sono riusciti, e che non sia il solito “cane che si morde la coda”.

http://www.comune.molfetta.ba.it/

MOLFETTA. Randagismo: il comune fa chiarezza

Scritto da Ufficio Stampa Comune di Molfetta

Giovedì 12 Novembre 2009 13:12

Molfetta- “Non serve il clamore suscitato dalle televisioni per scoprire il fenomeno del randagismo: conosciamo molto bene il problema e ci stiamo lavorando già da molto tempo con significativi successi e nonostante le tante difficoltà e resistenze”. L’assessore Giacomo Spadavecchia fa chiarezza attorno al fenomeno dei cani randagi presenti nella zona industriale e in alcune zone del centro.

“Il Comune di Molfetta – spiega l’assessore – investe ogni anno 300 mila euro per mantenere efficiente un sistema composto da diversi canili. Interveniamo, inoltre, con azioni di prevenzione effettuate sul campo (prima fra tutte, la sterilizzazione) e puntiamo a soluzione capaci di contemperare la tutela della salute di questi animali con la sicurezza dei cittadini e con il decoro ambientale. Talvolta, però, il nostro lavoro deve tener conto anche delle diverse istanze che emergono durante i tavoli di concertazione cui partecipano altri soggetti interessati al problema”.

I dati reali dicono che il Comune possiede un canile sanitario dove settimanalmente vengono effettuate microchippature e sterilizzazioni da parte della ASL di tutti i cani accalappiati; un rifugio che ospita ad oggi 180 cani; una zona a stabulazione libera che ospita 110 cani; un canile in affidamento all’associazione “Progetto Vita” che ospita 130 cani.

Le spese annue sostenute solo per il mantenimento di questi animali ammonta a  300.000 euro. Tutte le strutture comunali sono al momento sature e non permettono il ricovero di ulteriori animali. Del resto, i cani randagi attualmente presenti nella zona artigianale, nella zona ASI e in alcuni quartieri della città, sono animali che vengono reimmessi sul territorio (in base a quanto previsto dalla legge regionale n. 26/2006) con autorizzazione del sindaco e previo nulla osta sanitario della ASL che ha il compito di certificare l’avvenuta sterilizzazione e microchippatura di ogni singolo animale, nonché il buono stato di salute e la mancanza di aggressività.

Secondo gli esperti del settore, infatti, la reimmissione in libertà dei cani randagi sterili è una forma di “lotta biologica” al randagismo, nella misura in cui disincentiva nel medio termine la presenza sul territorio di nuovi cani fertili e ne impedisce la loro riproduzione.

“Il vero problema legato al randagismo è l’abbandono dei cani da parte dei privati” aggiunge l’assessore Spadavecchia. “Fino a quando continueranno questi gesti di inciviltà, il problema non potrà essere risolto del tutto”. Anche a Molfetta si stima che siano ancora tanti coloro che, in possesso di un cane, non provvedono alla obbligatoria iscrizione all’anagrafe canina. Che il fenomeno dell’abbandono sia rilevante (favorito forse anche dall’estensione della zona Asi) è testimoniato anche dal fatto che spesso vengono ritrovati in strada cani adulti non microchippati, nonché cucciolate intere abbandonate nei parcheggi dei centri commerciali o, nel peggiore dei casi, nei cassonetti.

L’abbandono di un animale è un reato perseguibile penalmente e l’amministrazione comunale sta approntando una campagna di sensibilizzazione tesa a favorire la microchippatura gratuita dei cani di proprietà non ancora in regola con l’iscrizione all’anagrafe canina. L’intervento precederà una serrata azione di controllo e denuncia di coloro che non abbiano ancora registrato i propri animali.

A

Sindaco di Molfetta(Ba)

Avv. Antonio Azzollini

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RESOCONTO DEL CONVEGNO INTERNAZIONALE SULLA STERILIZZAZIONE

settembre 14, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Convegni, Documentazione, Sterilizzazione Non ci sono Commenti →

Riceviamo e ringraziamo Marianna Guaccio

Cari tutti
è l’una e mezza di notte e sto lavorando da diverse ore per darvi un resoconto quanto più possibile chiaro e utile del Convegno sulla Sterilizzazione, organizzato dalla Dott.ssa Dorothea Friz, che si è tenuto ieri a Castelvolturno.
Moltissimi di voi mi avevano segnalato, nei giorni scorsi, le asl veterinarie che non lavorano per le sterilizzazioni.
Ne ho fatto un prospetto sintetico che invierò a breve alla Dott.ssa Rosalba Matassa, veterinaria presso il Ministero del lavoro, salute e politiche sociali, che ha sostituito la Martini durante questo Convegno.
Le ho potuto appena accennare alla situazione di disagio che molti di voi vivono: gli interventi erano serrati e il tempo poco.
Il resoconto è di 6 pagine, divise in paragrafi: vi suggerisco di conservarlo, perchè ho cercato di racchiudervi tutte le informazioni raccolte al Convegno e che possono tornare utili anche in futuro a ciascuno di noi.
Ringrazio tutti per la collaborazione e vado finalmente a nanna :-)

RESOCONTO DEL CONVEGNO INTERNAZIONALE SULLA STERILIZZAZIONE

12 settembre ’09, CASTELVOLTURNO

Tenutosi grazie a Dorothea Friz

http://web.tiscalinet.it/legaproanimale

Essendo lungo, complesso e noioso da leggere un riassunto di tutti gli interventi fatti in quasi 10 ore di convegno, ho ritenuto opportuno riportarvi gli elementi più importanti e da cui potete tutti trarre vantaggi e giovamento.

Ho diviso tutto in paragrafi:

1)    Le leggi vigenti…………………………………………………………………………………. pag.1

2)   Le soluzioni al randagismo ………………………………………………………………pag.2

3)   Cosa ci guadagna lo Stato se finanzia la sterilizzazione……………pag.4

4)   Che tipo di sterilizzazione?……………………………………………………….pag.5

5)   Le asl veterinarie hanno il compito di sterilizzare…………………….pag.5

6)   Asl Na1: un modello da esportare…………………………………………………..pag.6

LE LEGGI VIGENTI:

è importante che noi volontari sappiamo quali sono i diritti e i doveri che ci spettano per la tutela del benessere dei nostri animali.

La legge vigente è la 281/91.

Questa ci garantisce che:

-      il maltrattamento è un reato penale

-      l’abbandono è un reato penale

-      la soppressione – salvo per gravissimi motivi di salute – è illegale

Ma questa legge non fa abbastanza per impedire il randagismo.

Un’Ordinanza del 2008 aggiunge alcuni elementi:

-      per i cani: obbligo di microchip e registrazione in anagrafe entro 60 giorni di vita

-      solo il veterinario può installare il microchip

-      sono vietati la vendita, l’affido o qualsiasi spostamento del cucciolo dalla madre prima dei 2 mesi di vita

-      sono vietati la vendita, l’affido o qualsiasi spostamento di un cane non identificato da microchip e registrazione in anagrafe

-      il sindaco è responsabile dell’anagrafe e deve dotare la polizia di lettori di microchip

-      i microchip devono essere rintracciabili per tutto il loro percorso, dalla vendita al destinatario.

(N.B. prima il microchip poteva essere comprato dovunque e messo da chiunque ma non costituiva una garanzia: molti allevatori mettevano il microchip e non iscrivevano il cane all’anagrafe, quindi, se il cane veniva abbandonato, il n°di microchip non permetteva di risalire al proprietario).

-      il proprietario è sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione del cane. (quindi se il cane è aggressivo è colpa del padrone: questo è importante!!!)

Un’Ordinanza del 2009 aggiunge che:

-      i cani preferibilmente non devono essere deportati dal canile di una regione al canile di un’altra regione

-      se questo avviene, il nuovo canile non deve avere requisiti inferiori a quello di provenienza

-      prima che i cani vengano trasferiti da un canile all’altro, devono essere microchippati e sterilizzati

-      il canile può ospitare un massimo di 200 cani

-      il canile deve favorire le adozioni, restando aperto almeno 3 volte a settimana, di cui una in un giorno festivo

-      tutti i cani detenuti in canili che ad oggi non sono stati ancora sterilizzati, devono essere sterilizzati entro 90 giorni

LE SOLUZIONI AL RANDAGISMO

La Dott.ssa Friz lavora da 20 anni in una realtà come quella del sud Italia in cui il randagismo è un problema enorme. L’unica soluzione, secondo lei, è la STERILIZZAZIONE!

C’è stata al Convegno una realtrice, Joy Lee, di un’ associazione per la tutela degli che opera a livello mondiale, la WSPA. Questa ragazza sosteneva che la sterilizzazione è il futuro,ma il presente deve essere la soppressione.

Lei sostiene che esiste attualmente una percentuale di randagi troppo alta rispetto al numero di persone che potrebbe adottarli.

Questa follia della soppressione è stata praticata in Italia fino al ’91 ma non ha mai portato a nessun risultato.

Questo, secondo la Friz dipende da un fatto che chiama

HOLDING CAPACITY

In un certo luogo, se è disponibile una quantità fissa di cibo e acqua, se c’è un rifugio che protegge gli animali da condizioni climatiche avverse, ci sarà sempre un numero fisso di animali che vi abita.

Questo significa che anche se noi togliamo via un certo numero di cani/gatti e li sopprimiamo, quelli restanti tenderanno a riprodursi e nuovi cuccioli occuperanno i posti lasciati vuoti: la popolazione canina/felina tende sempre a raggiungere la holding capacity, cioè il numero massimo che può stare in quel luogo a quelle condizioni.

Qualche esempio:

-      Fino al 1997 a San Paolo, Brasile, venivano uccisi ogni giorno 300 cani. Nonostante questo i sobborghi sono ancora pieni di cani randagi.

-      Fino al 1991 a Napoli, Italia, venivano uccisi 5.000 cani all’anno e il problema del randagismo non si è mai risolto.

La Friz sostiene che non sterilizzare è come avere un rubinetto perennemente aperto che allaga il pavimento e, invece di chiudere il rubinetto, noi asciughiamo a terra. Risultato: sarà sempre bagnato.

Una valida dimostrazione di quanto lei dice è l’esperienza fatta a Marano, vicino Napoli.

Nel ’97 furono censiti su questo territorio 1094 cani.

Furono sterilizzati e di questi 774, quelli più mansueti, furono reimmessi sul territorio.

Un nuovo censimento nel 2002 ha fatto riscontrare 48 cani.

La popolazione era significativamente diminuita.

Per avere risultati significativi bisogna sterilizzare almeno il 70% della popolazione canina/felina.

Ma perché i cani/gatti non possono riprodursi e vivere “secondo natura”?

Molta gente ci fa questa domanda.

Io rispondo che noi in duemila anni ci siamo evoluti, abbiamo trasformato il mondo, abbiamo modificato l’ambiente, distrutto la maggior parte delle aree verdi e degli habitat naturali.

Noi non viviamo nelle capanne, se ci ammaliamo ci curiamo. Non andiamo a caccia di bufali con le frecce ma andiamo al supermercato a fare la spesa.

Però pretendiamo che gli animali vivano per strada “secondo natura”.

Vediamo quanti sono questi animali. Facciamo un semplice conto.

CANE- CAPACITA’ DI RIPRODUZIONE

Una coppia di cani può avere due cucciolate all’anno.

Più sono di taglia grande più il numero dei cuccioli sarà elevato, fino a 17 per gravidanza.

Ma diciamo che i cuccioli nati siano soltanto 5 per volta. Due volte all’anno fanno 10 cuccioli.

Quindi una sola coppia di cani, in un anno, genera 10 cuccioli.

Di questi le femmine dopo 6 mesi possono già avere gravidanze, due all’anno.

Moltiplicando il numero di nuovi nati per le gravidanze possibili, in 10 anni si arriva a 10 milioni di cani. Da una sola coppia di cani!

GATTO – CAPACITA’ DI RIPRODUZIONE

Una gatta va in calore 4 volte in un anno. Ogni volta fa nascere una media di 4 cuccioli.

Quindi in un anno, per una sola gatta, abbiamo già 16 nuovi gatti.

Ma una gatta a 6 mesi va già in calore e quindi tutte le femmine nuove nate genereranno, a loro volta 16 cuccioli ciascuna in un anno. In un solo anno sono già 256 nuovi gatti.

E così via. Arriviamo, anche per i gatti, agli stessi numeri: da una sola coppia, in 10 anni, abbiamo 10 milioni di nuovi soggetti.

E’ impossibile trovare un numero di persone pari al numero di animali da adottare.

E dobbiamo smettere di pensare al randagio come un naturale oggetto del corredo urbano.

UN CANE/GATTO HA BISOGNO DI UN PADRONE, NON DELLA STRADA.

Medici veterinari intervenuti al Convegno, che lavorano da 20 anni sul territorio, hanno garantito, per esperienza, che la fonte principale del randagismo deriva dagli animali padronali non sterilizzati.

Esempio: New Hampshire, Stati Uniti

Prima venivano abbattuti in media 9 animali ogni mille abitanti all’anno.

A partire dal ’94 è stata offerta la sterilizzazione ai proprietari per un costo di 10 dollari.

I veterinari sono stati rimborsati dallo Stato per l’80% del loro onorario.

La media delle uccisioni si è ridotta fino a 2,4% ogni mille abitanti all’anno.

Un’ampia fetta di popolazione, in Italia, non può permettersi i costi elevatissimi della sterilizzazione (da 100 a 250 euro) e preferisce far partorire cucciolate, che poi abbandona per strada o davanti ai canili.

COSA CI GUADAGNA LO STATO, SE FINANZIA LA STERILIZZAZIONE?

Vediamo prima quanto paga se non la finanzia.

-      100 euro al mese per ogni cane detenuto in canile. Ci sono canili che hanno anche 1200 cani…fate voi il conto!

-      Se i cani/gatti sono liberi per strada e non sterilizzati, nei periodi del calore diventano aggressivi, danno vita a lotte per il possesso della femmina, possono creare danni all’uomo (morsicature) o causare o essere vittime di incidenti: il pronto soccorso è sempre a spese dello Stato

-      La presenza troppo elevata di animali in un posto può dar vita a malattie, specie se questi animali si nutrono scavando nella spazzatura

-      La scarsità di cibo può favorire l’aggressività

Tutto questo ha dei costi immediati e altri sul lungo termine.

La sterilizzazione, invece, costa allo Stato in media 100 euro per animale: una sola volta e basta.

Man mano che si riduce il numero degli animali sul territorio, la spesa diminuisce sensibilmente.

CHE TIPO DI STERILIZZAZIONE?

Molte persone credono che sia meglio:

-      lasciare il proprio cane/gatto in calore chiuso in casa per non farlo accoppiare

-      non sterilizzarlo completamente, ma fargli avere la possibilità del calore e dell’accoppiamento.

Nel primo caso, sarà come avere una figlia perdutamente innamorata e impedirle di uscire di casa: sarà presa dalla disperazione e farà di tutto per scappare.

Lo stesso farà il cane/gatto

Nel secondo caso, causeremo gravi problemi comportamentali e di salute sia ai maschi sia alle femmine: tumori degli organi sessuali, gravidanze isteriche, infezioni uterine, ipertrofia prostatica e aggressività.

I cani/gatti non soffrono per l’intervento che toglie del tutto l’istinto del sesso e della procreazione: semplicemente non lo avvertono più.

E’ possibile e doveroso sterilizzare anche le cagne/gatte incinte: dopo l’operazione, non cercheranno i cuccioli perduti. Soltanto all’atto dell’espulsione del cucciolo durante il parto vengono secreti degli ormoni (endorfine) responsabili dell’istinto materno.

LE ASL VETERINARIE HANNO IL COMPITO DI STERILIZZARE

Il 60% dei fondi che la Regione dà ai Comuni per le Asl deve essere destinato alla sterilizzazione  (per Legge).

Perché non tutte le asl sterilizzano?

-      perché intascano i fondi senza che nessuno ne sappia nulla, tanto non c’è un reale controllo

-      perché la priorità è per i controlli sugli animali da reddito (quelli che producono latte e carne), sennò si innescano dei problemi che portano al commissariamento dell’asl.

-      Il governo ha tagliato i fondi destinati alle asl: un esempio è l’asl Na4, dove, per intenderci, dovrebbe sterilizzare la famosa Rossella del Rifugio di Pomigliano d’Arco.

A dicembre la sua asl chiude!!! E già sono stati attualmente licenziati 6 veterinari!

Cosa fare se la vostra Asl non sterilizza?

-      Denunciarla alla Regione

-      Denunciarla al Ministero della Sanità

-      Contemporaneamente si può dare risonanza alla denuncia attraverso mail che vengono mandate da tutti i volontari: internet è uno strumento prezioso! Se tutto è nascosto e c’è un solo volontario che protesta, allora non può fare nulla. Se siamo tutti noi a protestare, le cose possono cambiare.

ASL NA1: UN MODELLO DA ESPORTARE

Al Convegno, la Dott. Pompameo, dirigente della Na1, ha esposto tutte le attività che l’aslNa1 è riuscita a portare avanti in un anno e mezzo: 2008/2009, da quando è diventata Ospedale Veterinario.

L’Ospedale si occupa di:

-      anagrafe canina: questa permette di ritrovare i cani smarriti ma anche di allertare controlli in casi sospetti (esempio: una persona che smarrisce molti cani o una persona che ha intestati molti cani)

-      Tutti gli animali catturati vengono sterilizzati e reimmessi sul territorio

-      Progetto Fiocco Azzurro: un progetto che porta a migliorare il rapporto tra i bambini e gli animali, anche con visite al canile dell’Ospedale.

-      Progetti di ricerca in collaborazione con l’università per verificare l’insorgenza e la diffusione di malattie di cani/gatti/uccelli

-      Favorisce le adozioni: in un anno e mezzo sono stati adottati 357 cani e 70 gatti.

Importante inoltre sapere che la Normativa Campana stabilisce due cose fondamentali:

-      anche i veterinari privati hanno accesso alla Banca Dati On line: quindi un cane può essere microchippato e registrato all’anagrafe anche da un veterinario privato

-      i commercianti hanno l’obbligo di far microchippare i cani e di intestarseli, altrimenti vengono sanzionati.

Importante anche sapere che a Napoli è partito un progetto che permette ai veterinari privati di sterilizzare A COSTO CONTENUTO gli animali padronali.

Il Comune mette a disposizione circa 57 euro per ogni animale padronale da sterilizzare e il veterinario può aggiungere, a questo badget, un massimo di ulteriori 100 euro.

Ordinanza contingibile per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione

settembre 14, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Documentazione 1 Commento →

Ordinanza contingibile ed urgente recante misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI
ORDINANZA 16 luglio 2009
Ordinanza contingibile ed urgente recante misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione anche in applicazione degli articoli 55 e 56 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. (09A10570) (GU n. 207 del 7-9-2009 )

IL MINISTRO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI

Visto il regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320;
Visto l’art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
Visto l’art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Vista la legge 14 agosto 1991, n. 281, concernente «Legge quadro in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo»;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2003, concernente «Recepimento dell’accordo tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 6 febbraio 2003, recante disposizioni in materia di benessere degli animali da compagnia e pet-therapy», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 4 marzo 2003;
Visto l’art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1979;
Vista la legge 20 luglio 2004, n. 189;
Vista la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, approvata a Strasburgo il 13 novembre 1987, firmata anche dall’Italia;
Visto il Trattato di Lisbona ratificato ed eseguito con legge 2 agosto 2008, n. 130, il quale sancisce che l’Unione europea e gli Stati membri tengono conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti;
Ritenuta la necessità e l’urgenza, in attesa di intervenire in via legislativa, di individuare specifiche ed appropriate misure sanitarie a garanzia della salute, della tutela e del benessere degli animali nel caso in cui gli stessi siano affidati secondo le procedure di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
Ravvisata, altresì, la necessità e l’urgenza di evitare che animali di affezione possano essere trasferiti, in alcuni casi anche per lunghe distanze, in assenza di misure e prescrizioni sanitarie idonee a garantirne la tutela e il benessere ed evitarne lo stress;
Visto l’art. 650 del codice penale;
Visto il decreto ministeriale 23 maggio 2008 recante «Delega delle attribuzioni del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, per taluni atti di competenza dell’Amministrazione al
Sottosegretario di Stato on.le Francesca Martini», registrato alla Corte dei conti il 10 giugno 2008, registro n. 4, foglio n. 27;

Ordina:

Art. 1.

1. L’affidamento del servizio di mantenimento e gestione, da parte dei Comuni, dei cani randagi posti sotto la loro responsabilità secondo le norme vigenti, deve tener conto della natura di esseri senzienti degli animali, applicando i requisiti di cui al comma 2 anche alle procedure di cui agli articoli 55 e 56 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
2. I Comuni, ai fini dell’attuazione del comma 1, quali livelli essenziali di tutela e benessere degli animali sono tenuti ad assicurare:
a) la microchippatura dei cani e la contestuale iscrizione nell’anagrafe canina a nome del Comune di ritrovamento e la sterilizzazione entro il termine di sessanta giorni e, comunque, sempre prima dell’eventuale trasferimento in altro Comune avvalendosi del servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale competente per territorio o di medici veterinari liberi professionisti convenzionati;
b) evitare lo stress degli animali di affezione dovuto a trasporti su lunga distanza che comunque devono essere effettuati nel rispetto del regolamento (CE) 1/2005 e del decreto legislativo 25 luglio 2007, n. 151;
c) il possesso da parte della struttura individuata di requisiti strutturali e condizioni di mantenimento almeno non inferiori a quelli previsti dalle leggi regionali e dei regolamenti attuativi del territorio di provenienza dei cani;
d) il possesso da parte della struttura individuata dell’autorizzazione sanitaria e la presenza di un medico veterinario libero professionista come responsabile sanitario;
e) la struttura individuata per il mantenimento dei cani, inclusi eventuali moduli contigui alla struttura, non deve avere una capacità superiore o superare le duecento unità di animali;
f) la capacità di restituzione dell’animale al proprietario che ne faccia richiesta, prevedendo la precisa indicazione delle procedure e delle modalità per assicurare tale restituzione;
g) la struttura individuata per il mantenimento dei cani, deve prevedere l’accesso alla struttura e la presenza delle associazioni riconosciute in conformità alla vigente normativa regionale, onlus o
enti morali aventi come finalità la protezione degli animali, al fine di favorire l’adozione dei cani;
h) garantire attività che aumentino l’adottabilità dei cani e l’apertura al pubblico della struttura almeno tre giorni a settimana, di cui uno festivo o prefestivo, per almeno quattro ore al giorno. L’orario di apertura al pubblico deve essere comunicato all’azienda sanitaria locale competente per il territorio di ritrovamento e di arrivo degli animali e deve essere esposto in modo ben visibile tramite apposita cartellonistica all’ingresso della struttura;
i) implementazione di ulteriori iniziative utili a incentivare l’adozione dei cani anche attraverso l’affissione presso l’albo pretorio e altri spazi pubblici o apposite pagine sul proprio sito internet.
3. I Comuni in sede di bando di gara o di convenzione e di valutazione delle offerte economiche devono prevedere principi di prelazione a favore delle strutture che:
a) comportino minimi spostamenti degli animali preferendo ove possibile strutture sul proprio territorio provinciale o regionale;
b) si avvalgono di servizi prestati da associazioni riconosciute in conformità alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali aventi come finalità la protezione degli animali;
c) siano gestite da associazioni riconosciute in conformità alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali aventi come finalità la protezione degli animali.
4. Il Sindaco del Comune rimane responsabile dei cani prelevati sul proprio territorio e collocati in strutture site in altri Comuni ed in altre regioni di provenienza e deve:
a) informare del trasferimento dei cani il servizio veterinario
dell’azienda sanitaria locale competente per territorio della struttura individuata;
b) effettuare verifiche periodiche sullo stato di salute e benessere dei propri animali non meno di una volta l’anno;
c) dare comunicazione dei risultati ottenuti e dello stato di salute e benessere degli animali al Consiglio comunale anche nel Rendiconto della gestione.
5. Il servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale competente per territorio sulla struttura individuata resta comunque responsabile della vigilanza sulla struttura stessa, sulle condizioni igienico sanitarie e di benessere degli animali e sulle azioni di prevenzione e di profilassi effettuate.

Art. 2.

I cani, non ancora sterilizzati all’entrata in vigore della presente ordinanza, presenti in strutture convenzionate con i Comuni, devono essere sottoposti all’intervento di sterilizzazione entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente ordinanza a cura del servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale territorialmente competente o di medici veterinari liberi professionisti convenzionati, con spese a carico dei Comuni proprietari dei cani.

Art. 3.

1. Il Prefetto esercita potere di vigilanza sull’applicazione della presente ordinanza e ha facoltà di esercitare potere sostitutivo nei confronti dei Comuni inadempienti ai sensi della presente ordinanza.
2. La presente ordinanza ha efficacia per ventiquattro mesi a decorrere dal giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica Italiana.

La presente ordinanza e’ trasmessa alla Corte dei conti per la registrazione.
Roma, 16 luglio 2009

p. Il Ministro
Il Sottosegretario di Stato
Martini

Registrato alla Corte dei conti il 5 agosto 2009
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla persona e dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 289

RACCOLTA FONDI? POST PAY..ecc BEH… INFORMATI PRIMA DI ADERIRE.

settembre 14, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Documentazione Non ci sono Commenti →

Sara ci ammonisce:
RACCOLTA FONDI? POST PAY..ecc BEH… INFORMATI PRIMA DI ADERIRE….

Sapete, pensavo che se un giorno mi svegliassi dicendo…voglio qualche soldo in piu…mettessi una storia tragica ecc. in tanti aderirebbero…come tutti sapete io nn ne faccio per il semplice motivo che nn ho un buon rapporto col denaro altrui.

Detto questo, sono tante le cause che REALMENTE necessitano di denaro. Se volete aderire, CHIEDETE UN CERTIFICATO VETERINARIO in cui viene scritto quanto costano le cure…QUEL CERTIFICATO DEV’ESSERE IL NULLAOSTA PER INIZIARE LA RACCOLTA. Pretendetelo.
Se date soldi ne avete tutti diritto…come pubblicano foto tragiche, pubblicassero il certificato…nessun veterinario direbbe di no! Ma soprattutto la TRASPARENZA è un quid qualificativo in più che garantisce l aiuto REALE, e aumenta le adesioni. Per cui c’è solo da guadagnarci: in sostegno reale, e in aumento a macchia d’olio al sostegno di una causa tragica.

Per cui prima di rimpinguere le tasche di qualche infame sulle spalle di poveri animali…pensateci!

VOGLIO RICORDARE A TUTTI CHE AL DI LA’ DELLA NS BUONAFEDE, c’è da sottolineare L’ILLEGALITA’ di tali raccolte se nn provviste di regolare RICEVUTA FISCALE, tipica delle ONLUS. Per cui tutti i soggetti che fanno RACCOLTE in maniera spasmodica si ricordino che chiunque avesse aderito alle loro raccolte nn documentate e avesse anche un solo dubbio potrà DENUNCIARLI….alla Guardia di Finanza…tanto per cominciare e alla Polizia per truffa.

SICILIA: A CAMPOBELLO SINDACO DENUNCIATO DA ANIMALISTA

agosto 29, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Documentazione Non ci sono Commenti →

CHILIAMACISEGUA PLAUDE L’INIZIATIVA DEL DOTTOR GASPARE LIPARI DELL’ASSOCIAZIONE LAICA DI CATELVETRANO E SI AUGURA CHE IL SUO ESEMPIO SIA RIPRESO OVUNQUE LUNGO LO STIVALE, LADDOVE CI SIANO INADEMPIENZE E OMISSIONI

E’ ORA DI PRETENDERE IL RISPETTO DELLA VITA.

E’ ORA CHE SI APPLICHINO LA LEGGE 281/1991 CHE TUTELA GLI ANIMALI RANDAGI E LA LEGGE 189/2004.

RICORDIAMO AL SINDACO CHE CON LA LEGGE  N.189/2004 , IL LEGISLATORE HA INTRODOTTO NEL CODICE PENALE IL TITOLO IX BIS ” DEI DELITTI CONTRO IL SENTIMENTO PER GLI ANIMALI” CON IL QUALE DETTA UNA NUOVA DISCIPLINA DIRETTA A GARANTIRE ANCHE AGLI ANIMALI UNA TUTELA GIURIDICA IN QUANTO ESSERI VIVENTI E COME TALI PORTATORI DI DIRITTI INDIVIDUALI , E PONE LIMITI AL COMPORTAMENTO TALVOLTA DISUMANO DELL’UOMO.

I CANI RANDAGI SONO PER LEGGE DI PROPRIETÀ DEL COMUNE DI APPARTENENZA, IL SINDACO HA IL DOVERE ISTITUZIONALE DI PRENDERSENE CURA.

CHILIAMACISEGUA

www.chiliamacisegua.org

www.chiliamacisegua.info

http://chiliamacisegua.wordpress.com/

E’ ORA

http://gattopoli.it/news/sicilia-a-campobello-sindaco-denunciato-da-animalista.html

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SICILIA: A CAMPOBELLO SINDACO DENUNCIATO DA ANIMALISTA

29 AGOSTO 09 – Se si crede davvero in qualcosa, non si guarda in faccia nessuno. E il dottor Lipari, noto medico oncologo castelvetranese, da sempre convinto animalista, non ci ha pensato due volte a denunciare il sindaco di Campobello di Mazara come responsabile indiretto per “mancato soccorso di animali in chiaro stato di sofferenza”.

Abbiamo incontrato il dottor Gaspare Lipari che ci ha raccontato come sono andate le cose.

“Il 19 agosto scorso, sul lungomare est di Tre Fontane (frazione di Campobello di Mazara), verso le 9,00 alcuni bagnanti hanno trovato un cane in fin di vita, disidratato e dolorante. Hanno chiamato i responsabili dei servizi comunali di Campobello, ricevendone però soltanto dinieghi e scuse varie per non intervenire. Due ore dopo, l’animale era ancora lì, che respirava a fatica, immobile, anche se qualcuno aveva provveduto a bagnarlo con dell’acqua di mare e a procurargli un pò d’ombra.

Fu allora che un mio conoscente che si trovava sul posto decise di chiamarmi al cellulare, informandomi su ciò che stava accadendo e chiedendomi se qualcuno dell’associazione animalista LAICA della vicina Castelvetrano, di cui faccio parte, avesse potuto fare qualcosa. Io gli chiedo se avessero informato anche i vigili urbani, ma mi viene risposto che sono venuti in due e, dopo aver visto l’animale, si sono allontanati dicendo che la cosa non era di loro competenza.

Mi attacco al cellulare e contatto la signora Liliana Signorello, presidente della LAICA di Castelvetrano che, a sua volta, sollecita l’intervento di alcuni funzionari del comune di Campobello. Le rispondono però che non sarà possibile intervenire prima delle 18,00.

Intanto sono già l’una. L’aria è sempre più rovente e il cane sta ormai per morire, quando la signora Signorello e il marito riescono a recarsi sul posto, caricando sulla loro macchina l’animale che quasi non riesce più ad aprire gli occhi. Se lo portano a casa, gli prestano le prime cure e poi lo trasferiscono all’ambulatorio veterinario del dottor Roma e della dottoressa D’Antoni.”

Il cane si è ripreso?

Per fortuna si. Non grazie alle istituzioni, ma ad un amore per gli animali a prescindere da confini territoriali di competenza.

E poi?

Poi mi sono reso conto dell’assurdità di questa inerzia nel soccorso da parte delle istituzioni e mi sono deciso a sporgere denuncia contro il sindaco perchè, anche se indirettamente, ritengo che sia responsabile di questo mancato soccorso. Non è normale lasciare un cane in quelle condizioni dalle nove del mattino, dicendo che non sarà possibile intervenire prima delle sei del pomeriggio.

Che cosa si aspetta da questa denuncia?

Che ci sia più attenzione e che i servizi possano funzionare meglio, perchè non si tratta solo di soccorrere gli animali in difficoltà e, se i servizi funzionano, i primi a beneficiarne sono proprio gli esseri umani. Oltre alla difesa degli animali, un servizio che funziona contribuisce a garantire la sicurezza dei cittadini e la sanità pubblica. Non sono cose da poco, soprattutto in piena estate e con le spiagge popolate da bagnanti. Se nessuno denuncia, è come se il problema non esiste e se il problema non esiste non c’è motivo di risolverlo. Io spero che questa denuncia, più che un terreno di scontro possa invece rappresentare uno stimolo al miglioramento. Credo che la maturità di una comunità si possa misurare anche da come vengono trattati gli animali.

Ma, senza il pieno appoggio delle istituzioni, le associazioni animaliste possono fare ben poco.

500firme.blogspot.com

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In carcere x aver ucciso un cane, prima volta in Italia

agosto 24, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Documentazione Non ci sono Commenti →

http://www.pugliantagonista.it/granchiorossocaniavvdisc.htm

APRILE 2008

In carcere x aver ucciso un cane, prima volta in Italia

Massacrare un cucciolo di cane davanti a tutti, per poi lasciarlo agonizzante in un cassonetto.

Fino a due anni fa per fatti del genere si rischiava soltanto una multa. Poi nel 2004 è arrivata la legge 189, che innalza le sanzioni pecuniarie e introduce la possibilità di condanna al carcere fino a tre anni per chi maltratta, tortura e uccide gli animali “di affezione”: i cani e i gatti.

Antonino S., quarantenne cagliaritano, docente di ingegneria all’università, forse non si era aggiornato. O forse pensava che la legge sarebbe rimasta lettera morta.

Il 12 ottobre ha deciso di compiere un gesto di vendetta contro Giorgio Giambroni, suo condomino in uno stabile alla periferia di Cagliari.

Un rapporto difficile, quello tra il professore e Giambroni: questioni relative alle spese di condominio, “futili sciocchezze” le definisce ora Giambroni: “Sono più di 350 le denunce che tutti noi condomini abbiamo dovuto sporgere contro S.: io mi opponevo a lui per le decisioni condominiali, e lui si vendicava danneggiando le macchine, il cortile, i campanelli. Non solo i miei: il professore era in contrasto con tutti gli abitanti del condominio”.

Fino a quel giorno la rabbia del professore si era sfogata solamente su oggetti inanimati. Ma dopo l’ennesima visita infruttuosa alla stazione dei carabinieri, da cui cercava sostegno per i suoi contrasti con Giambroni e gli altri condomini, qualcosa scatta nella mente del professore.

Raggiunge con il suo scooter via Su Planu ed entra nella rampa delle scale. E’ l’ora di pranzo. Giambroni tiene in cortile due cani, una vecchia meticcia e la sua cucciola di 10 mesi: quando si allontana per la pausa pranzo alla più giovane mette “una leggera catenella per impedirle di uscire in strada e perdersi, come era già accaduto. Mentre la madre ormai è abituata, non si allontana, e posso lasciarla tranquillamente senza catena” spiega Giambroni.

Antonino S. si avventa sulla piccola Travanera. La cagnetta ha 10 mesi, pesa 3 chili, non può scappare perché è legata: non ha scampo. Il professore la strattona per strapparla alla catena, che cede subito. La signora Gabriella, una vicina, si affaccia alla finestra e urla di lasciare la cagnolina, ma il professore continua imperturbabile. “Mi hanno raccontato che la cagna adulta si gettava tra le gambe di S. per cercare di fermarlo e di salvare la figlia. Ma è di taglia minuscola, non poteva riuscirci. E i condomini urlavano di lasciar stare il cane, ma S. non li ascoltava. Quel giorno – aggiunge – era il compleanno di mio figlio”. Il professore sbatte l’animale sul muro ripetutamente, poi se lo carica sullo scooter e lo getta nel primo cassonetto della spazzatura che incontra.

La signora Gabriella nel frattempo non rimane con le mani in mano: chiama i carabinieri segnalando l’accaduto. Il maresciallo arriva sul posto, trova il professore, gli chiede dov’è il cane. “Mi è caduto dallo scooter”, risponde S., e si dilegua. L’ufficiale sente puzza di bruciato, controlla i cassonetti, trova la cagnetta agonizzante. Inutile la corsa verso il veterinario: “Mi hanno chiamato per dirmi che non potevano far nulla, la spina dorsale era fratturata in più punti. Avevano bisogno dell’assenso del proprietario – si commuove Giambroni – per poterla sopprimere. E così l’ho dato”.

Il professore viene denunciato: è accusato di furto pluriaggravato per aver sottratto il cane al suo padrone e di maltrattamenti per averlo ucciso. Ma ancora “in stato di libertà”.

La signora Gabriella il giorno dopo chiama l’Ente nazionale protezione animali, che si interessa al caso e muove subito lo studio legale Rovelli (che patrocina gratuitamente l’associazione): in caso di processo, l’Enpa si costituirà parte civile.

Le indagini sul professor S. proseguono, e il 24 ottobre il Gip Maria Chiara Manganiello firma un’ordinanza di custodia cautelare in carcere: il professor S. viene ritenuto socialmente pericoloso, e per lui si aprono le porte del Buoncammino, la casa circondariale di Cagliari.

Si tratta della prima persona in Italia arrestata e detenuta in carcere per il reato di maltrattamento su animali: un importante traguardo per tutte le associazioni animaliste che hanno combattuto prima per l’approvazione e poi per l’applicazione della legge 189.

Tratto da Ifgonline.it

I PUNTI PRINCIPALI DELLA NUOVA LEGGE CONTRO I MALTRATTAMENTI DEGLI ANIMALI

MALTRATTAMENTO E DOPING
reclusione da 3 mesi a un anno o multa da 3.000 a 15.000 euro per chi provoca una lesione a un animale, un danno alla sua salute, sevizie, fatiche, lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche. La pena aumenta della metà in caso di morte dell’animale.

ABBANDONO
arresto fino a 1 anno o ammenda da 1.000 a 10.000 euro.

DETENZIONE INCOMPATIBILE CON LA NATURA DEGLI ANIMALI E PRODUTTIVA DI GRAVI SOFFERENZE
arresto fino a 1 anno o ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Le sanzioni si applicano anche ai casi previsti dalle leggi speciali (caccia ecc.).

SPETTACOLI O MANIFESTAZIONI da cui derivano sevizie o strazio per gli animali
reclusione da 4 mesi a 2 anni e multa da 3.000 a 15.000 euro. La pena viene aumentata di un terzo in caso di scommesse o morte dell’animale.

UCCISIONE PER CRUDELTÀ
reclusione da 3 a 18 mesi. Contrariamente a prima, non si fa più distinzione tra uccisione di animale altrui e uccisione di animale proprio senza maltrattamento (ad esempio se l’animale non malato veniva soppresso su richiesta del proprietario da un veterinario) o di animale “di nessuno”. Ora tutti questi casi vengono sanzionati indistintamente.

COMBATTIMENTI TRA ANIMALI e competizioni non autorizzate
reclusione da 1 a 3 anni e multa da 5.000 a 160.000 euro per chi promuove, organizza o dirige il combattimento. La pena aumenta di un terzo se sono presenti minorenni o persone armate.

ALLEVAMENTO, ADDESTRAMENTO, FORNITURA DI ANIMALI PER COMBATTIMENTI
reclusione da 3 mesi a 2 anni e multa da 5.000 a 30.000 euro.

PRODUZIONE, COMMERCIALIZZAZIONE E IMPORTAZIONE DI PELLI DI CANE O GATTO
arresto da 3 mesi a 1 anno o ammenda da 5.000 a 100.000 euro, con confisca e distruzione del materiale.

SPERIMENTAZIONE SENZA ANESTESIA NON AUTORIZZATA
reclusione da 3 mesi a 1 anno o multa da 3.000 a 15.000 euro.

DALLA LIDA LEGGI DA IMPARARE A MEMORIA

agosto 23, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Documentazione Non ci sono Commenti →

http://www.lida.it/index.php?option=com_content&task=view&id=330&Itemid=51

Un saluto a tutti gli animalisti e a tutte le associazioni

che hanno aderito alla manifestazione



ImageSono Giovanni Porta Presidente nazionale della LIDA Associazione che da più di trent’anni lotta per i diritti degli animali e che ha voluto fortemente questa iniziativa per dare un risalto maggiore alle innumerevoli mancanze istituzionali relative alla applicazione delle Leggi a tutela degli animali, dare un risalto ai comportamenti omissivi, e istigatori di violenza nei confronti di poveri animali vittime di abbandoni, uccisi a fuoco lento o lasciati a morire, prolificare, accattonare sul territorio dalla indifferenza istituzionale di chi da anni avrebbe di istituto dovuto occuparsene, scaricando con violenza sui poveri animali uccisi per una colpa non dovuta.

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Tutti abbiamo espresso solidarietà nei confronti di quel povero bimbo morto e della ragazza tedesca, vittime  di un sistema indifferente ai problemi.
Problemi che hanno sviluppato in itere come se non bastasse  più livelli  di maltrattamento nei confronti degli animali.

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La principale causa di tutto, come abbiamo detto, è l’inadempienza e il non rispetto delle Leggi che possono configurare nei confronti di quei comuni, sindaci e Asl che non le applicano una serie di  reati  perseguibili penalmente: vediamoli con attenzione perché vale la pena perdere due minuti  per rendersi conto della gravità di tali comportamenti per altro fin ora tollerati:

-     Art  328 cp relativa alla Omissione di atti d’ufficio
-     Art  331 cp relativo all interruzione di un pubblico servizio e/o di Pubblica necessità
-     Violazione al DPG 320/54  regolamento di polizia veterinaria  in relazione al artt. 84, 85,86,87  88 89 90,91,92 che prevedono dal lontano 1954 che i comuni abbiano singolarmente o consociati un servizio cattura e un canile sanitario e che i Prefetti in caso di inadempienza dei comuni li obblighino d’impero a farli
-     Violazione al DPR 31 MARZO 1979  decreto nel quale lo Stato chiude giudicandoli inutili alcuni enti e ove  viene stabilito chiaramente che dopo la perdita di possesso di ente di diritto pubblico dell’Enpa  trasformato in ente di diritto privato  è il Sindaco  responsabile civilmente e penalmente degli animali randagi che insistono sul territorio e che l’abbandono degli animali è un reato. Quindi  il Comune, rappresentato dal primo Cittadino, è responsabile per i danni cagionati da cani randagi, atteso che proprio ad esso spetta :
- il controllo del fenomeno del randagismo,
- il potere di controllo e di vigilanza sul territorio
- deve provvedere alla cattura,
- al ricovero,
- alla custodia
- al mantenimento dei cani stessi. Esiste giurisprudenza in tal senso vedi sentenza del   Giudice di Pace di Pozzuoli ne del 28 giugno 2004 che si è espresso in tal senso.
- Violazione alla Legge 281 del 91 la quale ribadisce all’art 1 che è lo Stato che tutela gli animali da affezione ed i sindaci non sono esenti da applicare tale normativa,   non solo ma la legge nei Principi generali  dichiara  che:

“1. Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente.”
. 2 – I cani vaganti ritrovati, catturati o comunque ricoverati presso le strutture di cui al comma 1 dell’articolo 4, non possono essere soppressi.”
Art. 4       Competenze dei comuni
“1. I comuni, singoli o associati, e le comunità montane provvedono al risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per i cani nel rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale e avvalendosi dei contributi destinati a tale finalità dalla regione.
2. I servizi comunali e i servizi veterinari delle unita’ sanitarie locali si attengono, nel trattamento degli animali, alle disposizioni di cui all’articolo 2.”
Occorre a questo punto ricordare che la Legge 281 ha stanziato nel corso degli anni cospicui fondi per la sterilizzazione, e la costruzione di canili. Ci chiediamo, vista la situazione, dove essi siano finiti,  chi li ha utilizzati, in che modo…….. Specialmente quei sindaci che non hanno esitato a emettere ordinanze di abbattimento per risolvere un problema (loro)……. di inadempienza in disprezzo peraltro alla sopracitata legge, ed al regolamento di Polizia veterinaria.
I Sindaci protagonisti di queste ordinanze di abbattimento   non hanno messo in essere una struttura ricettiva per i cani vaganti nei loro rispettivi paesi ed inoltre  il Prefetto ed il Sindaco, che hanno ordinato il primo e avendone disposto l’esecuzione il secondo indiscriminato abbattimento, poi eseguito, di cani ritenuti pericolosi (ma da chi?) hanno posto in essere atti idonei a ravvisare il reato di maltrattamento di animali previsto e punito dal codice penale.
Precisamente dagli art 544. bis, ter e dagli artt 727 1° e 2° comma del c.p..
Collegata a questa tematica occorre ribadire chiaro il concetto di responsabilità degli abbandoni da parte di quei cittadini  che continuano a porre in atto comportamenti irresponsabili e che sono sicuramente concause di tragedie nei confronti sia degli umani che degli animali.
Infine, altro punto saliente di questa petizione, i canili lager gestiti da persone senza scrupoli che vedono esclusivamente la parte economica tenendo questi poveri esseri in condizioni pietose, non curandoli, risparmiando su tutto pur di guadagnare  e quando non basta, di  esportarli chissà dove. A volte travestendosi pure da associazioni animaliste dai nomi più accattivanti ponendo in essere vere associazioni che mirano dove possono al monopolio,  aiutati naturalmente dai soliti comportamenti ommissivi quando non veri e propri complici, compagni di sventura per poveri animali stremati.
Occorre combattere le ecomafie  dei canili, e chiedere che avvenga la  restituzione e la confisca da parte dello Stato di quelle  strutture canile gestite dalle ecomafie  con affido delle stesse alle associazioni animaliste riconosciute.

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Limitare il commercio di animali  con Blocco  della vendita degli animali di affezione:  applicando una moratoria negli allevamenti con blocco delle vendite per almeno due anni onde svuotare i canili (in alternativa gli allevatori potrebbero riconvertire le strutture in rifugi convenzionati).

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Altra tematica che ci sta particolarmente a cuore è quella relativa agli avvelenamenti che sempre più prendono piede specie in periodi pre caccia.
Occorre, a mio parere, chiedere il Blocco della vendita di sostanze tossiche presso farmacie e cooperative agricole, chiedere autocertificazione per chi le acquista, per contrastare gli avvelenamenti, di cani ed animali.

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Infine la vigilanza  che è lasciata alle bizze di ogni  Prefettura e Provincia Italiana ove ognuna decreta all’interno della normativa di riferimento una  miriade di regolamenti con machiavelliche interpretazioni che mettono a dura prova i volontari che null’altro chiedono che di poter operare ma forse è proprio questo il problema che dà fastidio: l’efficienza porta sempre lavoro e si sa come vanno certe cose……… comunque  chiediamo con questa petizione  che le Guardie Zoofile:  abbiano una competenza legata alla presenza territoriale; con decreti di validità su tutto il territorio nazionale per le associazioni riconosciute dal Ministero e lo snellimento di tutte quelle pratiche infinite che chi opera nel settore ben conosce.

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Un caro ringraziamento a tutti i presenti,  a chi ha aderito ed anche un caro.. ringraziamento a chi non lo ha fatto dandoci così il modo di capire finalmente, come se ce ne fosse bisogno, chi sta con gli animali………………….

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Grazie
Giovanni Porta

IL GOVERNO ALL’ATTACCO DEI SINDACI

agosto 22, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Documentazione Non ci sono Commenti →

L’ARTICOLO E’ DATATO, MA LA SITUAZIONE DESCRITTA NO, E’ ATTUALISSIMA
ESISTONO IN ITALIA REGIONI BARBARE INCIVILI INADEMPIENTI DISUMANE
TUTTI SONO CHIAMATI A FARE LA LORO PARTE
TUTTI
E’ ORA DI APPLICARE MISERICORDIA E LEGGE

CHILIAMACISEGUA SEGNALA UN INTERESSANTE VIDEO CON l’AUGURIO CHE POSSA ESSERE L’ ILLUMINAZIONE DI DAMASCO PER GLI AMMINISTRATORI CHE PENSANO CHE PROVVEDERE AGLI ANIMALI, SIA UN ROBA DA ISTERICHE ZITELLE MALNATE E MALVISSUTE, CON LA SPERANZA CHE QUEI  SINDACI CHE NON SANNO INTERPRETARE NE IL RUOLO POLITICO NE IL PENSIERO  INDOTTO DALLA CONOSCENZA, RITROVINO ALMENO LA COSCIENZA CIVICA

I CANI ABBANDONATI

SENSIBILIZZARE L’UOMO CONTRO L’ABBANDONO DISTRUGGERE L’IGNORANZA…
DANILO MAINARDI SPIEGA A GIANNI RIOTTA IN TV7
http://www.youtube.com/watch?v=ACXZQiCB8Zw


CORRIERE DELLA SERA

IL GOVERNO ALL’ATTACCO DEI SINDACI

DOMENICA 22 MARZO 2009

IL FENOMENO

IL SOTTOSEGRETARIO MARTINI: 30 MILIONI MAI USATI

I NUOVI BRANCHI DAGLI ABBANDONI

IL GOVERNO ALL’ATTACCO DEI SINDACI

150 MILA CANI ABBANDONATI VENGONO OSPITATI NEI RIFUGI, MA ALMENO 400 MILA VAGANO PER LE STRADE

ROMA – «COMUNI E REGIONI COLPEVOLI DI NON AVER CONTROLLATO IL FENOMENO».

L’ ACCUSA, SCAGLIATA DAL SOTTOSEGRETARIO AL WELFARE, FRANCESCA MARTINI, È CONDIVISA DA ETOLOGI, ANIMALISTI E DA CHI, POLITICAMENTE, HA POSIZIONI OPPOSTE A QUELLE DEL GOVERNO. «DAL 2001 A OGGI IN BASE ALLA LEGGE PER LA LOTTA AL RANDAGISMO SONO STATI STANZIATI 30 MILIONI DI EURO. LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI NON LI HANNO UTILIZZATI, LE DOMANDE SONO RIMASTE INEVASE NEI NOSTRI UFFICI PERCHÉ PRIVE DI DOCUMENTAZIONE», PUNTA L’ INDICE LA MARTINI, INTERVENUTA IN MODO RIGOROSO ED EFFICACE NELLE POLITICHE PER IL BENESSERE ANIMALE.

SICILIA, PUGLIA, CALABRIA, CAMPANIA, IN PARTE IL MOLISE (CHE SI STA METTENDO IN RIGA), QUESTE LE REGIONI CON LA MAGLIA NERA, DOVE LA PREVENZIONE DEI BRANCHI PER STRADA ANCHE ATTRAVERSO LA STERILIZZAZIONE, DEI MALTRATTAMENTI AI CANI E LE INIZIATIVE PER LA CHIUSURA DEI RIFUGI LAGER SONO LETTERA MORTA. NON È UN CASO CHE GLI EPISODI PIÙ GRAVI SI SIANO VERIFICATI AL CENTRO SUD. E IN SICILIA «ULTIMA NELLA CLASSIFICA DELLA RIPARTIZIONE DEI FONDI».

OGGI SU DISPOSIZIONE DEL WELFARE I NAS SARANNO A RAGUSA PER «ACCERTARE LE RESPONSABILITÀ SUL TERRITORIO».

CON LA COMPLICAZIONE DELLA PRESENZA NEI BRANCHI DI RANDAGI DI SECONDA GENERAZIONE,

NATI DA ANIMALI ABBANDONATI, E QUINDI SENZA TIMORE PER L’ UOMO. È UN PARTITO TRASVERSALE QUELLO CHE ATTRIBUISCE RESPONSABILITÀ AI COMUNI.

TRA LORO C’ È ANCHE ANNAMARIA PROCACCI, EX VERDE, CONSIGLIERE DELL’ ENPA (ENTE PROTEZIONE ANIMALI),

MADRINA DELLE LEGGE DEL ‘ 91 CONTRO IL RANDAGISMO: «UNA LEGGE CON MOLTI NEMICI.

AI SINDACI FA PIÙ COMODO FAR ACCALAPPIARE I CANI E AMMAZZARLI O FARLI RIPRODURRE E POI ABBANDONARLI.

È URGENTE UN PIANO STRAORDINARIO DI STERILIZZAZIONE. E POI STRONCHIAMO UNA VOLTA PER TUTTE IL FENOMENO DEI CANILI LAGER, FONTI DI SPECULAZIONE».

C’ È UN DENOMINATORE UNICO DIETRO GLI EPISODI COME QUELLO AVVENUTO A SCICLI.

I PROTAGONISTI SONO RANDAGI DI SECONDA E TERZA GENERAZIONE. «NON HANNO MAI CONOSCIUTO L’ UOMO, NE HANNO PAURA, SONO IRRITABILI.

NON AGGREDISCONO INTENZIONALMENTE MA SOLO PERCHÉ NON HANNO DIMESTICHEZZA CON L’ ALTRA SPECIE»,

ANALIZZA ENRICO ALLEVA, PRESIDENTE DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI ETOLOGIA. E PARTE DA LONTANO.

QUANDO TUTTI SAPEVANO TRATTARE IL CANE, PERCHÉ ANIMALE DELL’ AIA DEL VILLAGGIO:

«OGGI È UN OGGETTO.LI PRENDIAMO IN CASA PERCHÉ MAGARI LI ABBIAMO VISTI IN BRACCIO A TOTTI O ALLA VELINA DI TURNO E POI LI BUTTIAMO FUORI PERCHÉ NON CI PIACCIONO PIÙ O MAGARI CE LI HANNO REGALATI CONTRO I NOSTRI DESIDERI». «BISOGNA COLPIRE DURAMENTE CHI LI ABBANDONA.

APPLICARE LE PENE PREVISTE DAL CODICE PENALE», INCALZA LA MARTINI, RICORDANDO GLI UNICI, POCHI DATI UFFICIALI.

GLI OSPITI DEI RIFUGI SONO CIRCA 150 MILA, SI STIMA SIANO 400 MILA QUELLI SENZA PADRONE E NEANCHE UN TETTO.

L’ ANCI, ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMUNI ITALIANI, SOTTO ACCUSA, GIOCA A RIMPIATTINO.

LA COMPETENZA, FANNO NOTARE, È DELLE ASL.

MENTRE I COMUNI DEVONO OCCUPARSI IN BASE ALLA LEGGE DEL ‘ 91 DEI CANILI E L’ ACCALAPPIAMENTO, AD ESEMPIO, DOVREBBE ESSERE COMPITO DELLE REGIONI

I NUMERI DEL 2008

6.000.033 – IL NUMERO DI CANI DI PROPRIETÀ CHE VIVONO CON LE FAMIGLIE ITALIANE (FONTE: MINISTERO DELLA SALUTE, DATI NAZIONALI SUL RANDAGISMO)

45.000 – IL NUMERO DI CANI ABBANDONATI OGNI ANNO IN ITALIA (FONTE: LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE – LAV)

149.424 – IL NUMERO DI RANDAGI RECLUSI NEI CANILI IN TUTTA ITALIA (FONTE: MINISTERO DELLA SALUTE)

1.144 – IL NUMERO COMPLESSIVO DI CANILI IN ITALIA (FONTE: MINISTERO DELLA SALUTE)

590.549 – IL NUMERO PRESUNTO DEI CANI RANDAGI IN ITALIA, DI CUI 149.424 NEI CANILI (QUINDI OLTRE UN QUARTO DEL TOTALE) (FONTE: MINISTERO DELLA SALUTE)

1.000.000 È LA VALUTAZIONE PIÙ REALISTICA DEL NUMERO PRESUNTO DEI CANI RANDAGI IN ITALIA, DI CUI 600.000 RICOVERATI PRESSO CANILI (FONTE: LAV)500.000.000 EURO DI INTROITO ANNUALE COMPLESSIVO REALIZZATO DA CHI SFRUTTA IL BUSINESS SUI RANDAGIGRAZIE ALLE CONVENZIONI CON LE AMMINISTRAZIONI LOCALI PER LA GESTIONE DEI CANILI (FONTE: RAPPORTO ZOOMAFIA 2008, OSSERVATORIO ZOOMAFIA DELLA LAV)

DA 30 A 45 EURO È IL COSTO PAGATO DAI COMUNI ITALIANI AI GESTORI DEI CANILI PER L`ACCALAPPIAMENTO DI UN SINGOLO CANE (FONTE: ASSOCIAZIONE CANILI LAZIO ONLUS)

96% IL TASSO DI MORTALITÀ NEL CANILE DI CICERALE, SALERNO (FONTE: STRISCIA LA NOTIZIA, PUNTATA DI MERCOLEDÌ 10 DICEMBRE 2008)

ANCORA NUMERI

IL NUMERO  DEI CANI RANDAGI IN ITALIA SI AGGIRA ATORNO ALLE CI 600 MILA UNITÀ ( DI CUI OLTRE UN QUARTO, 149.424, RINCHIUSI NEI CANILI).

AL PRIMO POSTO PUGLIA, CON 70.671 RANDAGI

AL SECONDO POSTO  SICILIA, CON 70.003 RANDAGI

AL TERZO POSTO SI TROVA LA SICILIA, CON 68.000 RANDAGI

AL QUARTO POSTO CALABRIA, CON 65.000 RANDAGI

IL NUMERO COMPLESSIVO DI CANILI SANITARI E CANILI RIFUGIO È DI 1144 (465 SANITARI, 679 RIFUGIO).

IN SICILIA ESISTONO 37 SANITARI E 42 RIFUGIO, IN PIEMONTE , LA REGIONE PIÙ ATTREZZATA,  SI CONTANO 63  SANITARI E  75 RIFUGIO.

I DATI (FONTE MINISTERO DELLA SALUTE), SEGNALATI DALLA LAV, SI RIFERISCONO ALL’ANNO 2006 E SONO STATI TRASMESSI DALLE REGIONI AL MINISTERO DELLA SALUTE NEL DICEMBRE 2007

ULTIMO AGGIORNAMENTO GENNAIO 2008.

DIVERSISSIMA LA DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA: IL NORD MOSTRA UN COMPORTAMENTO VIRTUOSO E IL SUD ANCORA DEVE TROVARE LA RETTA STRADA PER DEBELLARE UN FENOMENO INTOLLERABILE

LA LOMBARDIA, LE PROVINCE DI BOLZANO E TRENTO, IL VENETO, IL FRIULI VENEZIA-GIULIA, LA VALLE D’AOSTA HANNO  ELIMINATO CON SAGGIA PREVENZIONE, IL PROBLEMA, TANTO È VERO  CHE IL NUMERO PRESUNTO DI CANI RANDAGI È ASSAI VICINO ALLO ZERO.

SECONDO LA LAV OGNI, POI, OGNI ANNO VENGONO ABBANDONATI 135.000 ANIMALI, 45 MILA CANI, 90 MILA GATTI.

E LA LEGA ANTIVIVISEZIONE STIMA CHE IL NUMERO DEI RANDAGI SI AVVICINI AL MILIONE.

MAPPA DEI RANDAGI IN ITALIA (DATI UFFICIALI CONOSCIUTI) :

 REGIONE       RANDAGI IN CANILI      NUMERO RANDAGI PRESUNTI
 Piemonte             4.258                    2.935
 Valle d'Aosta          160                      100
 Lombardia            3.896                        0
 Bolzano                150                        0
 Trento                 160                        0
 Veneto               3.163                        0
 Friuli               1.650                        0
 Liguria              3.168                    3.861
 Emilia Romagna       8.804                    8.052
 Toscana              4.870                    2.211
 Umbria               3.049                   23.000
 Marche               5.912                    2.042
 Lazio               13.628                   60.000
 Abruzzo              8.699                   19.300
 Molise               2.458                   14.500
 Campania            32.126                   70.003
 Puglia              22.729                   70.671
 Basilicata           4.140                    9.450
 Calabria            10.377                   65.000
 Sicilia             10.338                   68.000
 Sardegna             5.689                   22.000
 TOT                149.424                  441.125

A Cicerale il Dio del sud è Lucifero

dicembre 02, 2008 Da: Rosanna Marani Categoria: Documentazione, Servizi, Traffici di animali, Volontariato Non ci sono Commenti →

«Per raggiungere il canile ho impiegato due ore di viaggio sulle colline che a strapiombo cadono sulla costa cilentana, un altro mondo, ai confini della realtà, recintata da teloni neri che nascondono l’orrore»

Chi in passato lo ha definito il Dio del Sud ha bestemmiato. Io ieri l’ho incontrato, vecchio, sporco, claudicante, tante goccioline fetide gli colavano dal volto tumefatto dalla cattiveria, odio, avidità, sete di soldi soldi soldi, pietra miliare della sua perfida esistenza. Lucifero, si era proprio lui, trasferitosi sulla terra dagli abissi infuocati dove il magma fonde ogni elemento da cui potrebbe germogliare vita, amore, pace, rispetto, speranza. Padrone assoluto di duemila esseri viventi, da Dio creati a sua immagine e somiglianza come tutto ciò che esiste sul pianeta terra, e dal Cafasso incarcerati, denudati, seviziati, costretti a perdere la propria identità di animali, parti integranti dell’universo, compagni fedeli per l’eternità. Per raggiungere questo girone infernale ho impiegato due ore di viaggio, un tornante dopo l’altro, come sulle montagne russe, mi sono inerpicata sulle colline che a strapiombo cadono sulla costa cilentana, un altro mondo, ai confini della realtà, recintata da teloni neri che nascondono l’orrore, ecco l’oasi di ciotola, il rifugio di Cicerale, chilometri quadrati di bosco trasformati in forni crematori d’estate e pozzanghere argillose d’inverno, anche il prato verde ha smesso di esistere, si è consumato ed estinto a causa dello strofinio con la cute di centinaia-migliaia di cani transitati in quell’incubo, non un abbaio ma un boato di latrati proveniva da tutta la collina, una stradina che scendeva tortuosa mi portava all’ingr esso del gulag. Bello l’ingresso, alberato con viottoli piastrellati in pietra viva, qualche gabbia a cubo chiuso, ancora non arrugginita, corredate da microcuccia e 4 – 5 – 6 cani di piccola taglia che saltellavano come grilli, in verticale perché camminare in orizzontale era impresa impossibile.
Più avanti un numero imprecisato di box in cemento di pochi metri quadri, chiusi da rete anche sulla parte superiore, contenevano i cani della Legge Sirchia, quelli pericolosi, lì inscatolati per espiare le colpe dei balordi umani padroni delle loro vite, decine e decine di Kalashnikov pronti ad uccidere dilaniare, massacrare qualsiasi cosa fosse vicina alle proprie mandibole, l’odor e dell’uomo scatenava in quei molossi una reazione chimica capace di innescare un’atomica tanto era l’odio che nutrivano nei confronti di chi li privava anche dell’aria da respirare. Lo scenario che si allargava nel bosco circostante creava nel mio cuore inaudita sofferenza, per chilometri si estendevano fatiscenti reticolati consumati dalle intemperie e dalle migliaia di denti spezzatisi in quelle maglie di ferro alla ricerca della libertà, si perdevano a vista d’occhio, quadrati irregolari scoscesi in cui uno, due, cinque, dieci, venti, trenta cani, maschi con femmine, alcune gravide, cuccioli con adulti, piccole taglie con cagnoni enormi, scheletrici, sporchi, peli ammassati, sguardi assenti, bava alla bocca, terrore gerarchico negli occhi, abbandonati alla morte in angoli, crepacci o in quel che restava di cucce in cemento affossate nella terra maleodorante, monchi, inebetiti, cani abbandonati dall’uomo ma in questa circostanza anche da Dio. L’area di calpestio dei recinti aveva, nella sua totalità, una pendenza dell’80%, su di essa i cani si arrampicavano, di un colore inesistente nella sfera ottica umana, sul suolo aleggiava uno strato di polline misto a peli ed escrementi liofilizzatisi, ogni zampata sollevava una nube di polvere fetida.

Dalla terra fuoriuscivano pietre appuntite, tronchi spezzati, tante piccole escrescenze simili a mani che dal sottosuolo con movimenti convulsi tentavano di avvinghiare e catturare quei dannati rinchiusi in un luogo per il quale non sono stati creati ed in cui si dibattevano come le anguille catturate per essere vendute.
In questo scenario spettrale un solo operaio originario dei paesi dell’Est, mezzo svestito, si affaccendava senza far nulla di utile, in un baraccone un Veterinario, presumo, alle prese con bisturi operava in dolce compagnia femminile, mentre, una ragazzina in abiti da lavoro trasportava su di una cariola, barella etnica, un cane anestetizzato da rimettere nel branco, un Veterinario dell’ASL competente per territorio giustificava l’alto tasso di mortalità nella struttura dovuto a decessi per arresto cardiocircolatorio.

Dulcis in fundo in quattro gabbioni da trasporto sei nuovi randagi appena arrivati nell’infer no da chissà quale Comune pronto a pagare la retta giornaliera di 1 euro e 49 centesimi per sempre, visto che dopo la microchippatura e lo smistamento nei recinti nessun padrone andrà mai a controllarli come nessun pazzo salirà mai su quella montagna per prendere in affido un cane, è utopia. Lo scopo della mia visita era un controllo (insieme a rappresentanti di una Amministrazione Comunale) per accertare l’esistenza in vita di 92 cani di un paese a 150 chilometri circa di distanza dal campo di sterminio, le ultime fatture ne elencavano una quarantina, la prima verifica sommaria ne dava 24 presenti ma il proprietario della struttura non sapeva dove, in quale recinto della montagna, fra gli oltre 2000 cani si trovassero, «era necessaria una ricerca che richiedeva tre o quattro giorni, fissare un appuntamento», rifare il viaggio e sperare di trovare in loco fisicamente il proprietario, «altrimenti nella galera nessuno vi permetterà di accedere». Dopo solo 15 minuti di visita guidata eravamo già fuori al cancello.
Mi capita ogni qualvolta che oltrepasso i cancelli di un lager di non dormire per notti e notti, mi riprometto ogni volta di smetterla di aiutare gli indifesi, imponendomi di vivere come fanno tutti. Non ci riesco. L’indifferenza assoluta de ll ’opinione pubblica è la pena più dolorosa.

«Lontano dagli occhi lontano dal cuore», è quanto impera incosciamente nel tessuto sociale moderno, questo lo hanno carpito i nuovi imprenditori aguzzini, mentre gli animalisti rincorrono la cagnetta da sterilizzare che gli accalappiacani dell’ASL non riescono a catturare, battibeccano con il cattivo detentore del cane a catena corta, ergono barricate per bloccare furgoni carichi di animali destinati alla vivisezione in Germania, Svizzera ed in chissà quante altre parti del Mondo, si impegolano in questioni di ordinaria quotidianità per strappare all’offesa o alla morte uno, dieci, cento cani o gatti, mentre altri mille, in quello stesso momento esalano l’ultimo respiro dopo giorni, mesi di agonia e stenti in appartati ed isolati lager, regolarmente autorizzati dall’Azienda Sanitaria Locale, mai controllati dagli Organi preposti alla vigilanza ed al rispetto dalla normativa vigente in materia, laddove esiste un Comando o Stazione delle Forze dell’Ordine che alla richiesta d’intervento per un controllo non risponda «tale attività non rientra nelle nostre competenze ».

Sono ogni giorno più convinta che in questi quindici anni dal 1991, anno dell’entrata in vigore della Legge Nazionale sul Randagismo, poco o nulla è stato fatto in termini di concretezza per realmente tutelare gli animali d’affezione e prevenire il fenomeno randagismo in Italia, terra, le cui comunità stentano a recepire sia pubblicamente che privatamente il significato del termine »benessere animale», dove buona parte della popolazione resta poco incline alla solidarietà e sensibilità verso gli animali da compagnia, dimostrando intolleranza nei confronti degli animali abbandonati, operando arbitraria giustizia sugli stessi sterminandoli nei modi più raccapriccianti. I miei occhi sono stati scelti dagli amici animalisti de ll ’UNA di Pontecagnano per visitare con raziocinio, serietà, competenza ed esperienza un rifugio ritenuto ineccepibile da molti Dottori e Sapientoni, fasulli tutori del benessere animale, il mio modo di vedere, sentire, recepire immagini e sensazioni non mi accomuna a coloro che per prestigio e convenienza girano lo sguardo ed incassano la ricompensa. Perciò vi chiedo, in nome e per conto di quelle anime dannate, GIUSTIZIA.

Presidente AIPA,
Guardia Zoofila Regionale


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