Chiliamacisegua

Se cominci ad accarezzare un cane, avrai trovato un'occupazione per la vita
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Archivio del ‘Maltrattamento cani’

Serbia – Si parte…

febbraio 18, 2010 Da: Rosanna Marani Categoria: Aggiornamento, Documentazione, Servizi, varie ed eventuali Non ci sono Commenti →

14.02.2010 ore 20:30 le ragazze Serbe arrivano a Malpensa. Laura e Daniel le vanno a prendere e le portano a cena e quindi dormire all’Hotel La Palma a Bissone direttamente sul lago di Lugano.

15.02.2010 ore 08:30 da sinistra Elena Magdalena Lenard, Ana Pavlovic negli uffici della Motorizzazione Civile a Bellinzona, dopo la consegna di targhe, carta verde, libretto etc

15.02.2010 ore 08:30 da sinistra Elena Magdalena Lenard, Ana Pavlovic negli uffici della Motorizzazione Civile a Bellinzona, dopo la consegna di targhe, carta verde piazzale del magazzino Freccia 45 dopo aver caricato l’auto con circa 250 kg di materiale: cibo per cani coperte brandine per cani (oltre alle 4 ruote estive già a bordo!)

Rosanna Marani con Elena Lenard al ristorante 15.02.2010 ore 14:00

15.02.2010 ore 15:15 vengono applicati sui vetri dell’auto gli adesivi con il logo di RESPECTA

ore 16:00-16:20 Laura Elena e Ana vanno da Corinna (presidente CLACS) a prendere gli adesivi (non ho fatto le foto, scusate!)

15.02.2010 ore 17:00 le ragazze Serbe sull’auto in un autogrill a Brugherio (Milano – Agrate direzione Venezia). Arriveranno a Trieste alle ore 21:00 circa. Il mattino seguente ore 10:30 Luisa le porta al confine sloveno, presente la Televisione Locale, l’assessore ufficio zoofilo etc. Le fotografie le ha – forse – Luisa.

Si ringraziano tutti i sostenitori di questo progetto rilasciando i dati aggiornati:
- Donazioni: 4377 €
- Versamenti già fatti in conto progetto: 3800 €
- Spese di gestione: 47.65 €
- Restano in totale in conto progetto: 529.35 €
(saldo aggiornato al giorno precedente al 17/02/2010)

Il progetto rimarrà ancora aperto in quanto le emergenze potrebbero essere ancora dietro l`angolo, nonostante l`immenso aiuto dato finora.

I fatti qui

L’umanoide di San Cassiano:King cerca casa non canile!

febbraio 11, 2010 Da: Rosanna Marani Categoria: Aggiornamento, Barbarie, Battaglie email, Divulgazione, Maltrattamento cani Non ci sono Commenti →

Aggiornamenti 12 febbraio
Una sola considerazione

IL Sindaco li legge i giornali? Ha visto il servizio di Edoardo Stoppa per Striscia la notizia sul canile di Tricase?

http://www.youtube.com/watch?v=0htj6xDFmmo

I fatti qui

http://www.chiliamacisegua.org/2010/01/15/

King cerca casa non canile!

KING dal rifugio ENPA di OTRANTO non sarà spostato se non per un’ottima  adozione, se vuole, il Sindaco,  paghi per il ricovero nell’attuale rifugio , tutto a  stabulazione libera e dove il veterinario va tutti i giorni.
CERCHIAMO PER LUI UN’ADOZIONE:
ASSOCIAZIONE RANDAGIO AMICO: CELL. 320/6365215
EMAIL:
jamaibi@libero.it
GIAMAICA BIASCO

http://lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=309600&IDCategoria=1

Nel Leccese, bipedi “bastardi”: cane legato all’auto e trascinato

SAN CASSIANO – Legato ad una corda e trascinato con l’auto, fino a tramortirlo. “King”, un randagio maremmano che gironzolava nella zona pip del paese, è stato vittima di ben due aggressioni, l’ultima delle quali gli è quasi costata la vita. A raccontare la sua storia, l’associazione “Randagio Amico” di Botrugno, onlus che collabora con il Comune di Botrugno.

«Nei giorni scorsi – racconta la presidente Rita Ferrara – abbiamo trovato il maremmano legato a un palo e abbandonato nei pressi della zona Pip di San Cassiano». Il cane, liberato e rifocillato, aveva ripreso il suo girovagare, fino a quando, martedì mattina qualcuno, forse gli stessi barbari della volta precedente, non lo ha legato e trascinato con la macchina verso le campagne di Botrugno. Con conseguenze devastanti. King è stato ritrovato con numerose ferite alle zampe; i polpastrelli letteralmente dilaniati. Ma ancora vivo.

«Purtroppo non abbiamo ancora elementi per una denuncia – dicono dall’associazione – ma siamo di fronte ad atti barbarici». La storia di King ha già fatto il giro del web. Ora è in cura presso l’Enpa che sta cercando di trovargli una casa. Il sindaco di San Cassiano, Gabriele Petracca parla di «un brutto gesto, che fa indignare. Un atto da condannare insieme a chi li abbandona. Da sindaco del comune in cui è stato abbandonato il cane, sono disposto ad accollarmi le spese e poi portarlo nel canile di Tricase, dove abbiamo già due cani a nostre spese ».

http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=18766

ANCORA SHOCK PER IL CANE MALTRATTATO A SAN CASSIANO

Dall’Enpa di Otranto arrivano notizie sul miglioramento delle condizioni di salute dell’animale, vittima di maltrattamenti, ma resta alto lo shock: appello a superare l’indignazione, con l’adozione

SAN CASSIANO – Hanno toccato la sensibilità di molti le immagini pubblicate ieri dell’esemplare di maremmano, che, in questi giorni, ha patito a San Cassiano i violenti e reiterati maltrattamenti di alcuni ignoti, che lo hanno legato e trascinato con l’auto nelle campagne della vicina Botrugno.

Un episodio sconcertante, che, per un attimo ha riportato alla mente una tragica similitudine con un altro cane, che qualche mese fa era stato scaraventato giù dalla scogliera di Otranto.

Storie di inciviltà e di ormai ordinaria follia, che vedono purtroppo protagonisti e vittime inconsapevoli dei poveri animali, fatti oggetto delle cattive intenzioni di presunti umani. E che, con grande senso di responsabilità, con unanimità ed umanità, molti lettori hanno fermamente condannato, manifestando tutta la propria indignazione, anche attraverso i propri commenti.

Per fortuna, le condizioni dell’animale in cura presso l’ambulatorio veterinario dell’Enpa di Otranto sembrano gradualmente migliorare, anche se ovviamente restano i segni su tutti gli arti delle violenze patite nel trasporto forzato e nel trascinamento con l’autovettura; e ciò che soprattutto sembra più difficile da cancellare è il trauma che il cane si porta dietro. E di fatti, impaurito e dolorante, non si lascia certo avvicinare con estrema facilità.

Anche il sindaco di San Cassiano, Gabriele Petracca, raggiunto telefonicamente e venuto a conoscenza dell’accaduto, ha prontamente stigmatizzato l’episodio, condannando il gesto ed assicurando la piena intenzione a fare tutte le verifiche necessarie per risalire ai responsabili di questo “vile atto”.

Dall’Enpa, intanto, si rinnova l’invito a chiunque ne avesse voglia di farsi avanti per prendersi cura del cane ed adottarlo, in maniera che gli sia assicurato un futuro certamente diverso rispetto a quanto di inatteso e terribile ha vissuto nelle ultime ore.

Comunicato

L’umanoide di San Cassiano

Chiliamacisegua si augura che il Sindaco di San Cassiano, Gabriele Petracca, voglia andare a fondo della faccenda. Non deve essere confortante sapere che nel suo territorio, gira indisturbato un concittadino di tale fatta,  un (come chiamarlo?),  pericoloso umanoide che gira a piede libero.
Chiliamacisegua
Sindaco di San Cassiano Lecce
Gabriele Petracca
[11/02/2010]
LEGANO IL CANE ALL’AUTO E LO TRASCINANO NELLE CAMPAGNE
San Cassiano: un cane è stato legato ad un auto, trascinato nelle campagne della vicina Botrugno e lì abbandonato da ignoti. L’animale, in gravi condizioni, è nell’ambulatorio veterinario dell’Enpa
Il povero animale in cura dai veterinari dell’Enpa
SAN CASSIANO – Quale sia il confine che separi una bestia o un animale da un uomo dovrebbe essere un punto facilmente deducibile. Eppure i fatti spesso finiscono per avvicinare quelle che dovrebbero essere le logiche distanze o addirittura per sovvertire i ruoli tra chi dovrebbe comportarsi razionalmente e chi, appunto, da animale.

L’ultimo caso di cronaca sul mondo animale, segnalato alla redazione, ha qualcosa di veramente agghiacciante: a San Cassiano, qualcuno, evidentemente disturbato dalla presenza di un cane, una sorta di maremmano che girava nei pressi di una pasticceria locale, ha deciso, nel fine settimana scorso, di legarlo con un filo di ferro ad un palo. L’animale, dopo una segnalazione pervenuta all’Enpa di Otranto, era stato slegato ed accudito da alcuni volontari del posto, che lo avevano rifocillato e rimesso in libertà.

Ma presumibilmente gli stessi individui, che lo avevano legato, evidentemente non paghi di quanto già commesso, hanno deciso, nella mattinata di ieri, di prendere di forza il cane, legarlo con una corda ad un auto e trascinarlo nelle campagne di Botrugno, per poi abbandonarlo lì. Ancora una volta, alcuni volontari locali, dopo aver rintracciato il cane, hanno allertato l’Enpa, che, a sua volta, ha provveduto a recuperare l’animale, conducendolo nel proprio ambulatorio veterinario per le cure del caso.

Il cane versa in condizioni molto gravi, con i polpastrelli praticamente dilaniati, i cuscinetti delle zampe consumati e numerosi danni agli arti, oltre naturalmente ad un forte trauma per il terribile maltrattamento. Per lui, l’Enpa si starebbe già adoperando per trovare una famiglia pronta ad accudirlo, non appena sarà definitivamente curato.

A

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La Puglia è capace di sussultare?

novembre 26, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Aggiornamento, Barbarie, Battaglie email, Denuncia, Divulgazione, Documentazione, Randagismo 2 Comments →

Aggiornamento 19 dicembre

Riceviamo da Roberto Covelli

http://www.facebook.com/search/?q=roberto+covelli&init=quick#/note.php?note_id=221818472960&id=1198425088&ref=mf

Ieri pomeriggio è stata quasi conclusa la cattura dei cani malati da parte dei volontari della Lega. Purtroppo dei tre cuccioli uno era morto da poche ore (il corpicino era ancora caldo) mentre gli altri due, la mamma ed un altro cane sono stati tolti dalla strada. Adesso manca all’appello il solito cane nero ma si auspica che a breve anche lui si ricongiunga con gli amici malati. Chiedo solo a voi tutti di mandare un piccolo contributo o farmaci specifici in fondo anche solo pochi Euro sono una sciocchezza per tutti noi ma una fortuna per i piccoli consentendo l’acquisto di farmaci utili ma costosi per curarli. NON ABBANDONIAMOLI. Mi sono state richieste delle schede corredate di foto e notizie per ogni singolo cane ma come si può pretendere di farle a cani ridotti in quelle condizioni? Bisognerà aspettare che le cure sortiscano il loro effetto e che i piccoli tornino ad avere una parvenza di cani quasi normali. Poi potranno essere pubblicate. Adesso torno a ripetere il mio appello NON ABBANDONIAMOLI. Chiedo a voi tutti di vedere le foto dei sette cuccioli che non posso fotografare singolarmente i quali se non acceleriamo i tempi per toglierli da quella cuccia improvvisata e fetida potranno lasciarci per sempre a causa del freddo intenso e della presenza di una strada a pochi metri da loro. Solo chi conosce la realtà del Sud può comprendere come nella nostra terra, dove migliaia di randagi girano nelle città e nelle zone rurali, sia difficile portarli in canili superaffollati. Continuate con i volontari di Molfetta a condividere questa triste esperienza e soprattutto a far sentire la vostra importante presenza. I piccoli amici a cui l’indifferenza, l’incapacità, la mancanza di volontà degli organi preposti amministrativi e sanitari ha tolto loro la dignità ed il diritto alla vita VE NE SARANNO ETERNAMENTE RICONOSCENTI. Ripropongo alcune foto che mi auguro riescano a scardinare i cuori aridi di amministratori latitanti e senza scrupoli per invitarli a riflettere e soprattutto a pensare come anche per questi esseri meravigliosi esista il sacrosanto DIRITTO ALLA VITA.

QUESTO CUCCIOLO E’ VOLATO SUL PONTE.
QUESTI PICCOLI HANNO BISOGNO DI NOI.

Aggiornamento 14 dicembre

I cani dell’Ipercoop

Cari amici,

volevo informarvi sulla situazione “cani Ipercoop”, innanzitutto mi preme ringraziare tutti coloro che hanno contribuito con le loro offerte, al momento abbiamo ricevuto 250 euro.

I cani sono in parte ricoverati presso il canile sanitario di Molfetta, per la precisione 12, non vi è attualmente più posto presso questa struttura, e questo sta comportando non pochi problemi poiché i veterinari hanno sospeso le sterilizzazioni, per mancanza di posti, e quindi tutto il lavoro fatto in questi anni rischia di essere vanificato per l’arrivo di nuove cucciolate. Avevamo offerto, come sapete, la nostra disponibilità in accordo con l’Amministrazione Comunale,a prenderci cura noi di tutti i cani Ipercoop, proprio per evitare questo blocco a tempo indeterminato del canile sanitario, ma i sig. veterinari hanno preferito così, inutile fare commenti poiché è la storia di sempre. I restanti cani li abbiamo noi in custodia ricoverati presso Cliniche Veterinarie private, molti di loro stanno già meglio, hanno effettuato tutti gli esami ematochimici ed ovviamente cominciato le cure, sul territorio praticamente fatta eccezione per una mamma con 3 cuccioli di qualche mese ed il famoso cane nero di cui tutti parlano, non ve ne sono altri, abbiamo provato più volte a prenderli, ma sono molto molto diffidenti e veloci, peraltro qui da noi piove sempre e tutto è più difficile, ma li prendiamo state sicuri.

In merito alla cucciolata in foto, non sono ammalati ma sicuramente necessitano di aiuto, stiamo cercando uno stallo o una adozione, perché come vi ho già detto nel canile comunale non è possibile più nessun ingresso e noi per liberare il sanitario ci siamo fatti carico di 15 cuccioli e 6 cani adulti e credeteci non sappiamo proprio più come fare, abbiamo cani ovunque da parenti e amici, nella nostra sede in città, insomma ovunque, siamo veramente al collasso.

Comunque ce la faremo come sempre, abbiamo organizzato una cena di Beneficenza per raccogliere fondi, i ricoveri e le cure sono molto costose, i nostri regali di Natale questo anno più che mai saranno solo per loro.

Vi terremo aggiornati, ma per favore non LI DIMENTICATE hanno ora più che mai bisogno di tutti, siamo comunque molto felici perché questa vicenda sta per concludersi al meglio ma una volta guariti………che ne sarà di loro ???

Ancora grazie ed un saluto affettuoso a tutti

Molfetta 14.12.2009

Buon  Natale

I volontari e Mariangela La Volpe, il Presidente della Lega Nazionale per la difesa del Cane

mariangelalavolpe@libero.it

Aggiornamento

http://www.facebook.com/inbox/readmessage.php?t=190904577412#/note.php?note_id=198811197960&id=1198425088&ref=share

Molfetta 26.11 e 28.11.2009. Tutto come prima.
Rivolgo questa mia ulteriore nota agli scettici che non hanno ancora voluto firmare la mail di protesta affinchè si rendano conto della necessità di firmare poichè se Cristo si è fermato ad Eboli, la situazione dei cani del Centro Commerciale si è fermata alla notte dei tempi tranne per tre piccoli prelevati.
Resto sconcertato quando a seguito di una segnalazione relativa allo stato di salute di cani abbandonati al loro destino, peraltro oggetto di svariate segnalazioni e non ultima il ricorso a Striscia la Notizia, si ravvisi da parte di qualche individuo, a cui questa storia sembra essere andata di traverso, la volontà di affermare, anzi, di sostenere che le foto ed i filmati fossero di repertorio.
Sono costernato quando leggo su un sito che ….”la vicenda era nota a tutti ma che tutti non se ne erano preoccupati e che tiravano dritto ogni volta che passavano davanti a quei fantasmi”….. a cui la nostra vergognosa indifferenza li aveva relegati e giù critiche rivolte alla mia nota, all’aver voluto scardinare quell’omertoso e clientelare silenzio nel quale siamo abituati a vivere da sempre.
A frasi sdolcinate ed inutili, ad atteggiamenti degni della scuola di Meroliana memoria che tanto lustro ha dato al teatro partenopeo.
Perchè qui al sud chi fa qualcosa non la deve fare.
Perchè qui al sud si ha sempre bisogno.
Perchè qui al sud c’è gente che si appecorona di fronte ad uno “che conta” perchè …. non si sa mai potremmo sempre avere bisogno.
Perchè qui al sud si vota non per la capacità di colui che ti deve amministrare ma perchè amico degli amici e ….potrebbe darci una mano.
Poi ogni tanto si sveglia qualcuno che cerca di voltare pagina per scuotere animi e coscienze e le critiche non si fanno attendere perchè non hai fatto altro che dire ciò che tutti sapevano ma che al tutti sapevano tutti facevano finta di non sapere.
Allora appare evidente che per amare un’animale, per essere la sua voce, per sostituirti ad esso per denunciare i soprusi, i disagi, l’assoluta assenza di coloro che dovrebbero averne cura, diventa un fatto non di coscienza o d’amore ma pubblicitario.
Avevo visto lontano quando in tempi non sospetti, con molta umiltà mi dedicavo e mi dedico come tantissime altre persone a sfamare cani abbandonati al loro destino nelle zone rurali non molto distanti dalla città; quando rifuggivo dalla volontà di protestare per far riconoscere i loro diritti poichè conscio che non mi avrebbero ascoltato; quando ho ritenuto giusto di entrare a far parte di una Associazione benchè spesso le lotte interiori o i conflitti d’interesse cozzavano con la volontà di assumere comportamenti diversi all’interno delle stesse. Questi comportamenti vergognosi di talune persone che non denotano amore per gli animali ma solo ipocrisia.
Perchè le critiche provengono proprio da parte di coloro che si manifestano animalisti.
Tanto poi se fai solo aria fritta chi se ne frega, l’importante è che si senta un leggero odore di frittura.
Allora dico a queste persone grette ed inette teniamocelo stretto questo sud retrogrado ed omertoso oltre che clientelare ma cerchiamo anche di dirlo o farlo comprendere, ovviamente guardandoli negli occhi, a coloro che non facendo parte di questa cosiddetta razza umana aspettano con tanto amore il nostro aiuto e sostegno.
Sono veramente sconcertato dopo ciò che ho sentito ed ho letto poichè questo mi fa veramente riflettere sul perchè la nostra esistenza spesso sia inutile e improduttiva oltre che impostata a interessi del tutto personali.
Ecco perchè sono convinto che di fronte alla grandezza di un animale dobbiamo solo riflettere e farci perdonare il male fatto con la nostra cattiveria ed egoismo.
Ringrazio di cuore le Dottoresse Marani ed Andreatta di Chiliamacisegua per avermi supportato in questa battaglia così come ringrazio centinaia di persone che hanno manifestato la loro solidarietà ed il loro amore per questi piccoli.
Ho letto con molta attenzione le argomentazioni di Raffaela Vergine e Rosa Camerino che condivido pienamente perchè mettono in luce l’assoluta incapacità degli appartenenti alle Associazioni meridionali di essere coesi ed univoci.
Motivo per il quale usciremo sempre sconfitti dalle nostre battaglie, perchè quando le fai devi prima renderti conto che non ci sia qualcuno che sostiene di vivere le tue stesse passioni ma che poi al momento opportuno ti deride e ti rema contro.
Che tristezza!
E loro sono sempre lì, oggi anche nel fango perchè ha piovuto, ma sempre lì.
Forse la prossima settimana verrano a prelevare i resti dei tre cani morti, speriamo almeno facciano quello.
I buoni di cuore cercano di curarli con Ivomec ed antibiotici sperando almeno di riuscire ad alleviare le loro sofferenze.
Che vergogna!
Lui è sempre lì. Guardate le foto della nota precedente.
Roberto Covelli

brad962@hotmail.it

Lui è sempre lì. Guardate le foto della nota precedente.
Oggi 28 novembre la pioggia ha formato anche il fango ma forse avrà dato un pò di refrigerio, almeno lo spero, a questi sofferenti.
Guardate le condizioni in cui è ridotto.
La paura li attanaglia oltre alla sofferenza.
Non ha la forza neanche di uscire per mangiare.
Si nasconde per paura e forse per vergogna. Lui ha dignità, noi no!

Comunicato

Ci perviene questa ennesima disperata segnalazione.

E frulla in testa una serie di domande che rivolgiamo a Lorsignori

La Puglia è capace di sussultare?

Magari per orgoglio?

Magari per empatia?

Magari per pietà?

Magari solo per applicare la Legge 281/1991?

Magari per dare seguito alle Ordinanze emesse dal Sottosegretario al Welfare on Francesca Martini?

Magari per rientrare a pieno diritto nel consesso dei promotori di civiltà che altrove viene praticata nei confronti degli indifesi?

Magari per salvaguardare la sua immagine?

Magari per essere iscritta nella lista delle Regioni da segnalare come mete  ricche di panorami meravigliosi e abitata da gente ospitale e portatrice sana dei diritti pretesi dalla vita?

Che si rispetta.

Sotto qualsiasi forma si appalesi.

Per la rassegna stampa sulla situazione randagismo, avvelenamenti, orrori come cani e cuccioli bruciati vivi e canili lager in Puglia, Chiliamacisegua rimanda ad una ricerca google o alle pagine del suo sito.

www.chiliamacisegua.org

Chiliamacisegua

Molfetta 25.11.2009

La vergogna continua e chi paga ,sono sempre le anime innocenti.

Oggi sono tornato dove alcuni giorni fa Fabio e Mingo di Striscia avevano fatto un servizio sulla situazione igienico-sanitaria nella quale sono costretti a vivere tanti cani infelici.

Appare evidente sia dalle foto sia dai filmati che ben poco si è fatto per non dire quasi nulla. Ovviamente adesso si scatenerà la rabbia di qualcuno che verrà a dire che non è vero,  perchè in Italia accanto  alla vergogna c’è anche la menzogna.

Sono un volontario, pesce piccolo in un’oceano di squali, ma mi ribello all’indifferenza e chiedo che si divulghi questa vicenda e si prendano i dovuti provvedimenti anche ravvisando laddove ci fosse dolo, gli estremi per una denuncia al Sindaco per omissioni di atti di ufficio.

La presidente della sezione di Molfetta della Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha voluto scrivere a Striscia una lettera dove rappresenta le difficoltà riscontrate nei rapporti con l’amministrazione comunale.

Vorrei rispondere alla presidente che non c’è nessuno che non ne abbia incontrate.

Sarà difficile, ma mi auguro non impossibile tentare insieme di sanare questa incresciosa e deplorevole vicenda che dovrebbe anche interessare gli ambientalisti, per il degrado indescrivibile che vede interessata tutta l’area adiacente ad un enorme centro commerciale e nella quale, purtroppo, vivono queste povere anime del Paradiso.

Si perchè se non si prende una decisione immediata questi piccoli a breve diventeranno anime del Paradiso. Ne ho fotografato uno appena morto in una casetta fatiscente e ce ne sono altri morti a cadenza ormai da calendario fissato dal fato.

Chi ha cura di questi cani? Per quale motivo ci sono tanti cani morti ed esiste tanto degrado?

Ha ragione Bartolo, una persona di buon cuore che tutti i giorni porta cibo caldo a questi piccoli, sostituendosi alla Amministrazione Comunale,  quando sostiene che il Comune probabilmente si augura che muoiano tutti e presto per poter dire di avere risolto il problema.

A breve giungerà l’inverno e queste piccole anime, alcune delle quali (vi invito a vedere le foto) sono irriconoscibili e di cane non hanno più nulla, sono destinate a lasciarci per sempre.

Tremano come foglie, sono pieni di rogna, non hanno più pelo, la pelle arrossata e piena di piaghe, avranno sicuramente la febbre alta: insomma non fanno tenerezza ma tanta profonda tristezza.

E pena. A chi dentro di sé il cuore ce l’ha.

Allora mi rivolgo alle Dottoresse Marani e Andreatta di Chiliamacisegua, ai volontari della Puglia (una regione ormai alla deriva più totale ed assoluta), agli amici di FB: facciamo qualcosa di concreto e di serio se veramente amiamo questi esseri meravigliosi. Non posso accettare che si possa restare inermi e indifferenti di fronte ad un disagio così assurdo e indescrivibile, che si possa restare inermi di fronte alla sofferenza alla quale stiamo lasciando questi piccoli.

Se veramente li amiamo allora chiedo a Voi, fate e facciamo qualcosa per questi nostri amici.

Non abbandoniamoli, perchè loro in questo momento hanno un solo ed unico destino, per molti ormai prossimo, la morte.

Mentre scrivo ho le lacrime agli occhi perchè risento i pianti di Laura, la Signora che ha denunciato la vicenda a Striscia, quando ha visto il corpo senza vita del cane che cercava da tre giorni.

Ha voluto morire in maniera discreta, dietro un pneumatico in una casa fatiscente perchè ha ritenuto giusto non dare enfasi alla sua morte, conscio che a nessuno sarebbe importato gran che e che la sua vita breve o lunga che sia durata, è stata un fastidio per tanta gente ed un dolore per pochi.

Ho tolto il disturbo si sarà detto il nostro piccolo amico, così avranno “un problema di meno”.

Roberto Covelli

Ditemi se questo è un cane.

Il corpo del cane morto fotografato giorni fa ed ancora lì.

Il corpo del cane morto da poco.

Ciò che resta del corpo di un cane.

Un rifugio di emergenza per un’altro fantasma.

Video cani Molfetta

http://www.facebook.com//video/video.php?comments=&v=1186513021830

Striscia si è occupata di cani randagi maltrattati

Nella puntata di giovedì 19 novembre, gli inviati pugliesi Fabio e Mingo ci hanno parlato delle pessime condizioni in cui versa un branco di cani randagi.

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2009_11_fami19.flv

http://www.molfettalive.it/news/news.aspx?idnews=10526

10 novembre 2009

Emergenza cani randagi, a Molfetta tornano le telecamere di “Striscia la notizia”

Sabato scorso sono stati alcuni cittadini a chiedere l’intervento di Striscia, perché si trovi una soluzione per i tanti cani che affollano la zona industriale

di Rosanna Buzzerio

Molfetta torna sotto i riflettori del Tg satirico di Antonio Ricci, “Striscia la notizia”.

Questa volta i due inviati pugliesi Fabio e Mingo  sono arrivati in città non per scoprire truffe o magie, ma per un problema sociale molto sentito in città e che la nostra redazione aveva già raccontato in tempi non sospetti: il randagismo.

Sabato scorso sono stati alcuni cittadini a chiedere l’intervento di Striscia, perché si trovi una soluzione per i tanti cani che affollano la zona industriale, i parcheggi e le aree verdi antistanti i centri commerciali.

A rispondere alle domande di Fabio e Mingo sarebbero stati il Comune, per voce del dirigente al servizi territorio, Altomare, ed il responsabile del servizio veterinario dell’Asl Bari, Coppola.

Coinvolti dagli inviati anche il nucleo ambientale della Polizia Municipale, che però – come da art. 2 del regolamento del Comune sul randagismo - ha solo il compito di segnalare la presenza di cani randagi al servizio veterinario dell’Asl, che poi attiva le procedure del caso.

Non interpellata, a quanto pare, la Lega per la difesa del cane.

Sarà interessante, a questo punto, vedere nei prossimi giorni le soluzioni proposte per questi animali, in molti casi affetti da leishmaniosi, ehrlichiosi e rogna.

L’arrivo di Striscia in città giunge in contemporeanea con una sollecitazione raccolta ieri dalla nostra redazione. Una nostra lettrice in poche righe ed in un paio di foto - quelle pubblicate in questo articolo – esprime tutto il senso del problema: «non so se ci sono parole per descrivere l’abbandono e la sofferenza di questi cani. Impegniamoci per fare qualcosa».

Ci auguriamo che Fabio e Mingo riescano dove altri non sono riusciti, e che non sia il solito “cane che si morde la coda”.

http://www.comune.molfetta.ba.it/

MOLFETTA. Randagismo: il comune fa chiarezza

Scritto da Ufficio Stampa Comune di Molfetta

Giovedì 12 Novembre 2009 13:12

Molfetta- “Non serve il clamore suscitato dalle televisioni per scoprire il fenomeno del randagismo: conosciamo molto bene il problema e ci stiamo lavorando già da molto tempo con significativi successi e nonostante le tante difficoltà e resistenze”. L’assessore Giacomo Spadavecchia fa chiarezza attorno al fenomeno dei cani randagi presenti nella zona industriale e in alcune zone del centro.

“Il Comune di Molfetta – spiega l’assessore – investe ogni anno 300 mila euro per mantenere efficiente un sistema composto da diversi canili. Interveniamo, inoltre, con azioni di prevenzione effettuate sul campo (prima fra tutte, la sterilizzazione) e puntiamo a soluzione capaci di contemperare la tutela della salute di questi animali con la sicurezza dei cittadini e con il decoro ambientale. Talvolta, però, il nostro lavoro deve tener conto anche delle diverse istanze che emergono durante i tavoli di concertazione cui partecipano altri soggetti interessati al problema”.

I dati reali dicono che il Comune possiede un canile sanitario dove settimanalmente vengono effettuate microchippature e sterilizzazioni da parte della ASL di tutti i cani accalappiati; un rifugio che ospita ad oggi 180 cani; una zona a stabulazione libera che ospita 110 cani; un canile in affidamento all’associazione “Progetto Vita” che ospita 130 cani.

Le spese annue sostenute solo per il mantenimento di questi animali ammonta a  300.000 euro. Tutte le strutture comunali sono al momento sature e non permettono il ricovero di ulteriori animali. Del resto, i cani randagi attualmente presenti nella zona artigianale, nella zona ASI e in alcuni quartieri della città, sono animali che vengono reimmessi sul territorio (in base a quanto previsto dalla legge regionale n. 26/2006) con autorizzazione del sindaco e previo nulla osta sanitario della ASL che ha il compito di certificare l’avvenuta sterilizzazione e microchippatura di ogni singolo animale, nonché il buono stato di salute e la mancanza di aggressività.

Secondo gli esperti del settore, infatti, la reimmissione in libertà dei cani randagi sterili è una forma di “lotta biologica” al randagismo, nella misura in cui disincentiva nel medio termine la presenza sul territorio di nuovi cani fertili e ne impedisce la loro riproduzione.

“Il vero problema legato al randagismo è l’abbandono dei cani da parte dei privati” aggiunge l’assessore Spadavecchia. “Fino a quando continueranno questi gesti di inciviltà, il problema non potrà essere risolto del tutto”. Anche a Molfetta si stima che siano ancora tanti coloro che, in possesso di un cane, non provvedono alla obbligatoria iscrizione all’anagrafe canina. Che il fenomeno dell’abbandono sia rilevante (favorito forse anche dall’estensione della zona Asi) è testimoniato anche dal fatto che spesso vengono ritrovati in strada cani adulti non microchippati, nonché cucciolate intere abbandonate nei parcheggi dei centri commerciali o, nel peggiore dei casi, nei cassonetti.

L’abbandono di un animale è un reato perseguibile penalmente e l’amministrazione comunale sta approntando una campagna di sensibilizzazione tesa a favorire la microchippatura gratuita dei cani di proprietà non ancora in regola con l’iscrizione all’anagrafe canina. L’intervento precederà una serrata azione di controllo e denuncia di coloro che non abbiano ancora registrato i propri animali.

A

Sindaco di Molfetta(Ba)

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Papillon

ottobre 24, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Barbarie, Battaglie email, Canili lager, Lettera, Maltrattamento cani Non ci sono Commenti →

A CHI SI DEVE IMPUTARE LA MORTE DI UN ALTRA VITTIMA DEL SISTEMA CANILI LAGER TANTO  FREGA QUALCOSA DI UN CANE E DEI SOLDI  DEI CONTRIBUENTI CHE SI INTASCANO I MALAFFARISTI, A QUALCUNO?

A QUALE SINDACO DOBBIAMO RECAPITARE LE NOSTRE SENTITE CONDOGLIANZE?

A QUALE PROCURA DOVREMMO RECARCI PER  PRESENTARE UNA DENUNCIA CHE ABBIA UNA QUALCHE PROBABILITA’ DI AVERE UN SEGUITO?

FORSE NEL RUANDA, MAGARI PIU’ CIVILIZZATO DI NOI?

PERCHE IN ITALIA,  A QUANTO PARE CON LE ESPERIENZE  PATITE E SUBITE NEI TRIBUNALI DEL CIRCONDARIO DI RIETI E DI CICERALE, COSI’  A CAPOCCHIA DI SPILLO, C’ E’ POCO DA STARE ALLEGRI.

CI TERREMMO PARTICOLARMENTE CONOSCERE GLI ENTI ISTITUZIONALI,  LE ASL, I POLITICI LOCALI. PERSONALMENTE, PER GUARDARLI FISSO, AD UNO AD UNO, NEGLI OCCHI E INVITARLI TUTTI IN PIAZZA, AD UNA VEGLIA  FUNEBRE:

PER LA LEGGE CHE E’ MORTA, PER LA PIETA’ CHE SI E’ FATTA MARMO , PER L’UMANITA’ CHE SI E’ PERSA.

IN TUTTA ITALIA

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO CON DISGUSTO


n159160341050_260

Aggiornamento triste  23 ottobre 2009

Papillon non c è più ………………il tuo debole cuore ha smesso di battere .

Noi volontari abbiamo sperato con tutta la nostra forza di riuscire a salvarti,ma non ci siamo riusciti …………..

Sei stato il primo incolpevole ergastolano che abbiamo tirato fuori da quel posto innominabile e dopo di te altri ,ma tu non sei riuscito a reagire e noi non siamo riusciti a curarti .

I medici dicono che eri troppo debole troppi organi compromessi troppo tutto .

La tua morte non sarà stata inutile………e chi e colpevole ne subirà tutte le conseguenze .

Te lo promettiamo

Anche se per troppo poco tempo, ti abbiamo voluto bene.

Perdonaci se non ti abbiamo salvato prima .

Ora sei libero, potrai correre nei verdi prati e scaldarti con i raggi del sole.

Addio piccolo Papillon

Aiutatemi a girare l aggiornamento in modo che arrivi a tutti i contatti .

Ringrazio coloro che si erano offerti di aiutarci

E tutte le persone che moralmente mi sono state vicine

Vi prego di non dimenticarvi che ci sono altre 30 anime da tirare fuori per non fare  a loro  la stessa fine.

Con il cuore a pezzi e senza più lacrime vi ringrazio

Loretta

CIMG0351 CIMG0352



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Studentessa di Veterinaria finge di curarli ma li riduce in fin di vita

settembre 17, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Aggiornamento, Maltrattamento cani Non ci sono Commenti →

AGGIORNAMENTO

OGGETTO: GACI – GREYHOUND ADOPT CENTER ITALY/DELLA FAZIA ALDA

COMUNICATO UFFICIALE del Legale del GACI riguardo Maltrattamento dei Levrieri LISA e ZUCCHERO da parte della Sig.ra Alda Della Fazia

qui c’è la storia

http://www.adozionilevrieri.it/spiegazione_maltrattamento.html

e qui su facebook il gruppo creato per prenedere provvedimenti
quelli che vorrebbero contraccambiare ALDA DELLA FAZIA

http://www.facebook.com/group.php?gid=154267770638&ref=mf

Studentessa di Veterinaria finge di curarli ma li riduce in fin di vita

Questo fatto gravissimo accaduto nel lontano 2006  ha avuto il suo epilogo a marzo di quest’anno con il patteggiamento della riconosciuta maltrattatrice ALDA  DELLA FAZIA.
E’ stata condannata al pagamento di euro 4000 e a tre o quattro mesi di reclusione che naturalmente non ha scontato.

Anonimo

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ARTICOLO PDF DA SCARICARE

MAMBO: PRIMA SENTENZA ESEMPLARE A PERPIGNAN. PER LUI MOBILITATI ANCHE ZIDAN, DELON

settembre 16, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Maltrattamento cani 2 Comments →

VIDEO

http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChannel=Dal%20Mondo&vxClipId=2524_943869ea-a2e3-11de-a7b6-00144f02aabc&vxBitrate=300

http://www.corriere.it/animali/09_settembre_16/mambo_cane_bruciato_vivo_abd48bb2-a2b9-11de-a7b6-00144f02aabc.shtml

PRIMA SENTENZA ESEMPLARE A PERPIGNAN. PER LUI MOBILITATI ANCHE ZIDAN, DELON E BARDOT

La doppia vittoria di Mambo,il trovatello che ha commosso la Francia

Sopravvive dopo essere stato dato alle fiamme e ora assiste in Aula alla condanna dei suoi baby-aguzzini


MILANO – Avrebbe potuto fare una brutta fine, la peggiore immaginabile: morire arso vivo dalle fiamme in una strada di periferia, davanti agli sguardi divertiti dei due giovani che dopo averlo cosparso di benzina gli hanno dato fuoco. E che lo hanno fatto solo perché non sapevano come altrimenti passare il loro tempo. Invece Mambo ce l’ha fatta: non solo è sopravvissuto, ma è anche diventato, lui povero cane trovatello, un simbolo della lotta alle crudeltà gratuite nei confronti degli animali. E in quanto vittima ha preso parte martedì al primo dei processi contro i suoi due baby aguzzini, che poi tanto baby non lo sono più visto che si tratta di una ragazza di 22 anni e di un suo amico di 17. Lei è già stata giudicata e condannata a sei mesi con la condizionale con l’accusa di aver commesso il reato atti di crudeltà e di barbarie nei confronti degli animali e dovrà versare anche una multa di 6 mila euro. Il suo compare, non ancora maggiorenne, sarà invece giudicato il prossimo 17 dicembre dal tribunale dei minori.
1
Mambo ancora dolorante e ricoperto di ustioni dopo essere stato arso vivo da due giovani

2
Un’altra immagine di Mambo ferito e dolorante (Emmevi)

LA PRIMA CONDANNA
- La vicenda ha come teatro Espira-de-l’Agly, una piccola cittadina dei Pirenei Orientali non lontano da Perpignan. E proprio a Perpignan si è svolta l’udienza che ha portato alla condanna dell’imputata. Lui, Mambo, era presente in aula, regolarmente accomodato tra i banchi. Come ha spiegato il procuratore, non si trovava in tribunale «per suscitare emozione» bensì perché «quello era il suo posto in quanto vittima». E’ forse la prima volta che un cane viene equiparato di fatto ad una persona ad un processo, con tanto di libero accesso all’aula in cui si svolge il dibattimento, anche se per la legislazione francese gli animali sono ancora considerati dei “beni mobili”. In ogni caso, una vittoria per i gruppi animalisti francesi e per i tanti cittadini che si erano battuti per sostenere la sua causa.

3
Mambo raggiunge il tribunale in braccio alla nuova padrona (Emmevi)

SOSTENITORI ECCELLENTI
– Mambo, del resto, può vantare anche dei fan eccellenti, che in alcuni casi hanno anche messo mano al portafogli per aiutare la sua nuova famiglia a sostenere le ingenti spese necessarie per le cure. Tra i tanti, il campione della nazionale di calcio, Zinedine Zidane, e il giornalista televisivo Michel Drucker, molto conosciuto Oltralpe. Non solo: Alain Delon, secondo quanto riferisce Le Figaro, avrebbe inviato il suo veterinario di fiducia ad assistere il cane. E Brigitte Bardot, da sempre impegnata nelle cause animaliste, ha messo in campo la sua associazione per seguire da vicino la vicenda. Il tutto, senza contare i contributi arrivati da sottoscrittori anonimi: complessivamente sono stati raccolti più di 10 mila euro per assicurare una vita dignitosa al quattrozampe. E proprio dalla gente comune sono arrivati i maggiori attestati di solidarietà: una petizione online inviata al presidente del tribunale di Perpignan per chiedere che il grave atto non restasse impunito è stata sottoscritta da oltre 11 mila persone. E a Mambo e alla sua triste storia sono stati dedicati diversi gruppi in Facebook.

«PER DIVERTIMENTO» – La vicenda risale allo scorso agosto, alla notte tra il 10 e l’11, quando i due ragazzi si sono imbattuti casualmente nell’animale, che da trovatello qual’era vagabondava per le strade. Forse lo avevano già notato in precedenza, forse l’idea è venuta loro sul momento. Fatto sta che i due decidono, «per divertimento» come poi hanno essi stessi ammesso, di metterlo al rogo. Stando alla ricostruzione effettuata dall’accusa, la ragazza si sarebbe occupata di tenere fermo il cane mentre il suo complice lo innaffiava di benzina per poi dargli fuoco. Le fiamme non lo hanno arso vivo solo per miracolo. L’animale, dimenandosi e strusciandosi sul terreno, è riuscito a salvarsi e a fuggire lontano, ma ha riportato ustioni di terzo grado su metà del corpo. Ferite di cui ancora oggi porta le conseguenze e avverte il forte dolore fisico.

«MAI PIU’ FATTI DEL GENERE» - A prendersi cura di lui è ancora Dany Goizé, un’attivista della sezione di Perpignan della Spa, la società francese per la protezione animali, che per prima aveva preso in custodia il cane, e a dargli il nome. Per il gruppo si tratta di un grande successo, soprattutto per la risonanza mediatica che ha avuto l’accaduto: «Mambo è stato vittima due volte, dell’abbandono e della barbarie – ha sottolineato Virginie Pocq Saint-Jean -. C’è da augurarsi che certi atti non si ripetano anche per questo dobbiamo ringraziare il tribunale». E forse un po’ anche lo stesso Mambo, che con la sua voglia di vivere e di dire no all’ignobile morte che altri avevano deciso per lui ha finito col diventare la nuova bandiera per la difesa dei diritti animali.

Alessandro Sala

MALTRATTAMENTO A DORMELLETTO

settembre 15, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Maltrattamento cani Non ci sono Commenti →

MALTRATTAMENTO A DORMELLETTO

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Dal quotidiano “la Stampa”  8 settembre 2009

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I FATTI
Il padrone l’aveva portato in clinica dicendo che aveva un tumore e che doveva essere soppresso.

Nella serata del 4 settembre presso la clinica vet. Lago Maggiore di Dormelletto, (Novara) veniva recapitato dentro un contenitore che a sua volta era custodito dentro un sacco di plastica, dal proprietario, un cucciolo di cane dall’apparente età di mesi 4.

La richiesta era di sopprimere il cane perchè affetto da tumore al collo.

I medici di turno visitando il cane riscontravano una profonda ferita su tutta la circonferenza del collo dell’animale provocata da una corda legata, forse un mese prima e lasciata in sede sino a provocare una lacerazione profonda.

Dopo innumerevoli domande fatte al proprietario, che continuava a difendere la tesi del tumore i medici, giustamente, si rifiutavano di rendere il cane e allertavano sia i carabinieri che il vet dell’asl di turno.

Veniva stilato un verbale nel quale si diceva “che non si tratta di maltrattamento” e il cane dopo le cure del caso sarebbe stato reso al proprietario, e quindi non vi sarebbe stato il sequestro dell’animale.

Il giorno dopo veniva allertato  il Corpo Forestale dello Stato che verbalizzava il provato maltrattamento con relativo sequestro del cane.

Ora il povero sfortunato resterà presso la clinica qualche giorno e poi verrà trasferito presso il canile sanitario ” 4 zampe nel cuore”  di Rovasenda.

PER AVERE NOTIZIE SULLA SALUTE DEL CANE

NON LASCIAMO CHE CADA NEL DIMENTICATOIO  IL PROPRIETARIO DEVE ESSERE DENUNCIATO E CONDANNATO

GLI AVVOCATI DELL’ASSOCIAZIONE RAPID DOGS RESCUE SI STANNO OCCUPANDO DELLA DENUNCIA PENALE

SUPPORTIAMOLI CON LA BATTAGLIA EMAIL RICHIAMANDO ATTENZIONE NAZIONALE A QUESTO ORRORE

GRAZIE CHILIAMACISEGUA

ALLA ATTENZIONE DI

Sindaco di Dormelletto Lorena Vedovato

Pier Giorgio Derivi Quattrozampenelcuore

La Stampa Redazione

La Prealpina Redazione

A

lorena.vedovato@comune.dormelletto.no.it; quattrozampenelcuore@gmail.com; lettere@lastampa.it;prealpina.vco@prealpina.it;

RESOCONTO DEL CONVEGNO INTERNAZIONALE SULLA STERILIZZAZIONE

settembre 14, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Convegni, Documentazione, Sterilizzazione Non ci sono Commenti →

Riceviamo e ringraziamo Marianna Guaccio

Cari tutti
è l’una e mezza di notte e sto lavorando da diverse ore per darvi un resoconto quanto più possibile chiaro e utile del Convegno sulla Sterilizzazione, organizzato dalla Dott.ssa Dorothea Friz, che si è tenuto ieri a Castelvolturno.
Moltissimi di voi mi avevano segnalato, nei giorni scorsi, le asl veterinarie che non lavorano per le sterilizzazioni.
Ne ho fatto un prospetto sintetico che invierò a breve alla Dott.ssa Rosalba Matassa, veterinaria presso il Ministero del lavoro, salute e politiche sociali, che ha sostituito la Martini durante questo Convegno.
Le ho potuto appena accennare alla situazione di disagio che molti di voi vivono: gli interventi erano serrati e il tempo poco.
Il resoconto è di 6 pagine, divise in paragrafi: vi suggerisco di conservarlo, perchè ho cercato di racchiudervi tutte le informazioni raccolte al Convegno e che possono tornare utili anche in futuro a ciascuno di noi.
Ringrazio tutti per la collaborazione e vado finalmente a nanna :-)

RESOCONTO DEL CONVEGNO INTERNAZIONALE SULLA STERILIZZAZIONE

12 settembre ’09, CASTELVOLTURNO

Tenutosi grazie a Dorothea Friz

http://web.tiscalinet.it/legaproanimale

Essendo lungo, complesso e noioso da leggere un riassunto di tutti gli interventi fatti in quasi 10 ore di convegno, ho ritenuto opportuno riportarvi gli elementi più importanti e da cui potete tutti trarre vantaggi e giovamento.

Ho diviso tutto in paragrafi:

1)    Le leggi vigenti…………………………………………………………………………………. pag.1

2)   Le soluzioni al randagismo ………………………………………………………………pag.2

3)   Cosa ci guadagna lo Stato se finanzia la sterilizzazione……………pag.4

4)   Che tipo di sterilizzazione?……………………………………………………….pag.5

5)   Le asl veterinarie hanno il compito di sterilizzare…………………….pag.5

6)   Asl Na1: un modello da esportare…………………………………………………..pag.6

LE LEGGI VIGENTI:

è importante che noi volontari sappiamo quali sono i diritti e i doveri che ci spettano per la tutela del benessere dei nostri animali.

La legge vigente è la 281/91.

Questa ci garantisce che:

-      il maltrattamento è un reato penale

-      l’abbandono è un reato penale

-      la soppressione – salvo per gravissimi motivi di salute – è illegale

Ma questa legge non fa abbastanza per impedire il randagismo.

Un’Ordinanza del 2008 aggiunge alcuni elementi:

-      per i cani: obbligo di microchip e registrazione in anagrafe entro 60 giorni di vita

-      solo il veterinario può installare il microchip

-      sono vietati la vendita, l’affido o qualsiasi spostamento del cucciolo dalla madre prima dei 2 mesi di vita

-      sono vietati la vendita, l’affido o qualsiasi spostamento di un cane non identificato da microchip e registrazione in anagrafe

-      il sindaco è responsabile dell’anagrafe e deve dotare la polizia di lettori di microchip

-      i microchip devono essere rintracciabili per tutto il loro percorso, dalla vendita al destinatario.

(N.B. prima il microchip poteva essere comprato dovunque e messo da chiunque ma non costituiva una garanzia: molti allevatori mettevano il microchip e non iscrivevano il cane all’anagrafe, quindi, se il cane veniva abbandonato, il n°di microchip non permetteva di risalire al proprietario).

-      il proprietario è sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione del cane. (quindi se il cane è aggressivo è colpa del padrone: questo è importante!!!)

Un’Ordinanza del 2009 aggiunge che:

-      i cani preferibilmente non devono essere deportati dal canile di una regione al canile di un’altra regione

-      se questo avviene, il nuovo canile non deve avere requisiti inferiori a quello di provenienza

-      prima che i cani vengano trasferiti da un canile all’altro, devono essere microchippati e sterilizzati

-      il canile può ospitare un massimo di 200 cani

-      il canile deve favorire le adozioni, restando aperto almeno 3 volte a settimana, di cui una in un giorno festivo

-      tutti i cani detenuti in canili che ad oggi non sono stati ancora sterilizzati, devono essere sterilizzati entro 90 giorni

LE SOLUZIONI AL RANDAGISMO

La Dott.ssa Friz lavora da 20 anni in una realtà come quella del sud Italia in cui il randagismo è un problema enorme. L’unica soluzione, secondo lei, è la STERILIZZAZIONE!

C’è stata al Convegno una realtrice, Joy Lee, di un’ associazione per la tutela degli che opera a livello mondiale, la WSPA. Questa ragazza sosteneva che la sterilizzazione è il futuro,ma il presente deve essere la soppressione.

Lei sostiene che esiste attualmente una percentuale di randagi troppo alta rispetto al numero di persone che potrebbe adottarli.

Questa follia della soppressione è stata praticata in Italia fino al ’91 ma non ha mai portato a nessun risultato.

Questo, secondo la Friz dipende da un fatto che chiama

HOLDING CAPACITY

In un certo luogo, se è disponibile una quantità fissa di cibo e acqua, se c’è un rifugio che protegge gli animali da condizioni climatiche avverse, ci sarà sempre un numero fisso di animali che vi abita.

Questo significa che anche se noi togliamo via un certo numero di cani/gatti e li sopprimiamo, quelli restanti tenderanno a riprodursi e nuovi cuccioli occuperanno i posti lasciati vuoti: la popolazione canina/felina tende sempre a raggiungere la holding capacity, cioè il numero massimo che può stare in quel luogo a quelle condizioni.

Qualche esempio:

-      Fino al 1997 a San Paolo, Brasile, venivano uccisi ogni giorno 300 cani. Nonostante questo i sobborghi sono ancora pieni di cani randagi.

-      Fino al 1991 a Napoli, Italia, venivano uccisi 5.000 cani all’anno e il problema del randagismo non si è mai risolto.

La Friz sostiene che non sterilizzare è come avere un rubinetto perennemente aperto che allaga il pavimento e, invece di chiudere il rubinetto, noi asciughiamo a terra. Risultato: sarà sempre bagnato.

Una valida dimostrazione di quanto lei dice è l’esperienza fatta a Marano, vicino Napoli.

Nel ’97 furono censiti su questo territorio 1094 cani.

Furono sterilizzati e di questi 774, quelli più mansueti, furono reimmessi sul territorio.

Un nuovo censimento nel 2002 ha fatto riscontrare 48 cani.

La popolazione era significativamente diminuita.

Per avere risultati significativi bisogna sterilizzare almeno il 70% della popolazione canina/felina.

Ma perché i cani/gatti non possono riprodursi e vivere “secondo natura”?

Molta gente ci fa questa domanda.

Io rispondo che noi in duemila anni ci siamo evoluti, abbiamo trasformato il mondo, abbiamo modificato l’ambiente, distrutto la maggior parte delle aree verdi e degli habitat naturali.

Noi non viviamo nelle capanne, se ci ammaliamo ci curiamo. Non andiamo a caccia di bufali con le frecce ma andiamo al supermercato a fare la spesa.

Però pretendiamo che gli animali vivano per strada “secondo natura”.

Vediamo quanti sono questi animali. Facciamo un semplice conto.

CANE- CAPACITA’ DI RIPRODUZIONE

Una coppia di cani può avere due cucciolate all’anno.

Più sono di taglia grande più il numero dei cuccioli sarà elevato, fino a 17 per gravidanza.

Ma diciamo che i cuccioli nati siano soltanto 5 per volta. Due volte all’anno fanno 10 cuccioli.

Quindi una sola coppia di cani, in un anno, genera 10 cuccioli.

Di questi le femmine dopo 6 mesi possono già avere gravidanze, due all’anno.

Moltiplicando il numero di nuovi nati per le gravidanze possibili, in 10 anni si arriva a 10 milioni di cani. Da una sola coppia di cani!

GATTO – CAPACITA’ DI RIPRODUZIONE

Una gatta va in calore 4 volte in un anno. Ogni volta fa nascere una media di 4 cuccioli.

Quindi in un anno, per una sola gatta, abbiamo già 16 nuovi gatti.

Ma una gatta a 6 mesi va già in calore e quindi tutte le femmine nuove nate genereranno, a loro volta 16 cuccioli ciascuna in un anno. In un solo anno sono già 256 nuovi gatti.

E così via. Arriviamo, anche per i gatti, agli stessi numeri: da una sola coppia, in 10 anni, abbiamo 10 milioni di nuovi soggetti.

E’ impossibile trovare un numero di persone pari al numero di animali da adottare.

E dobbiamo smettere di pensare al randagio come un naturale oggetto del corredo urbano.

UN CANE/GATTO HA BISOGNO DI UN PADRONE, NON DELLA STRADA.

Medici veterinari intervenuti al Convegno, che lavorano da 20 anni sul territorio, hanno garantito, per esperienza, che la fonte principale del randagismo deriva dagli animali padronali non sterilizzati.

Esempio: New Hampshire, Stati Uniti

Prima venivano abbattuti in media 9 animali ogni mille abitanti all’anno.

A partire dal ’94 è stata offerta la sterilizzazione ai proprietari per un costo di 10 dollari.

I veterinari sono stati rimborsati dallo Stato per l’80% del loro onorario.

La media delle uccisioni si è ridotta fino a 2,4% ogni mille abitanti all’anno.

Un’ampia fetta di popolazione, in Italia, non può permettersi i costi elevatissimi della sterilizzazione (da 100 a 250 euro) e preferisce far partorire cucciolate, che poi abbandona per strada o davanti ai canili.

COSA CI GUADAGNA LO STATO, SE FINANZIA LA STERILIZZAZIONE?

Vediamo prima quanto paga se non la finanzia.

-      100 euro al mese per ogni cane detenuto in canile. Ci sono canili che hanno anche 1200 cani…fate voi il conto!

-      Se i cani/gatti sono liberi per strada e non sterilizzati, nei periodi del calore diventano aggressivi, danno vita a lotte per il possesso della femmina, possono creare danni all’uomo (morsicature) o causare o essere vittime di incidenti: il pronto soccorso è sempre a spese dello Stato

-      La presenza troppo elevata di animali in un posto può dar vita a malattie, specie se questi animali si nutrono scavando nella spazzatura

-      La scarsità di cibo può favorire l’aggressività

Tutto questo ha dei costi immediati e altri sul lungo termine.

La sterilizzazione, invece, costa allo Stato in media 100 euro per animale: una sola volta e basta.

Man mano che si riduce il numero degli animali sul territorio, la spesa diminuisce sensibilmente.

CHE TIPO DI STERILIZZAZIONE?

Molte persone credono che sia meglio:

-      lasciare il proprio cane/gatto in calore chiuso in casa per non farlo accoppiare

-      non sterilizzarlo completamente, ma fargli avere la possibilità del calore e dell’accoppiamento.

Nel primo caso, sarà come avere una figlia perdutamente innamorata e impedirle di uscire di casa: sarà presa dalla disperazione e farà di tutto per scappare.

Lo stesso farà il cane/gatto

Nel secondo caso, causeremo gravi problemi comportamentali e di salute sia ai maschi sia alle femmine: tumori degli organi sessuali, gravidanze isteriche, infezioni uterine, ipertrofia prostatica e aggressività.

I cani/gatti non soffrono per l’intervento che toglie del tutto l’istinto del sesso e della procreazione: semplicemente non lo avvertono più.

E’ possibile e doveroso sterilizzare anche le cagne/gatte incinte: dopo l’operazione, non cercheranno i cuccioli perduti. Soltanto all’atto dell’espulsione del cucciolo durante il parto vengono secreti degli ormoni (endorfine) responsabili dell’istinto materno.

LE ASL VETERINARIE HANNO IL COMPITO DI STERILIZZARE

Il 60% dei fondi che la Regione dà ai Comuni per le Asl deve essere destinato alla sterilizzazione  (per Legge).

Perché non tutte le asl sterilizzano?

-      perché intascano i fondi senza che nessuno ne sappia nulla, tanto non c’è un reale controllo

-      perché la priorità è per i controlli sugli animali da reddito (quelli che producono latte e carne), sennò si innescano dei problemi che portano al commissariamento dell’asl.

-      Il governo ha tagliato i fondi destinati alle asl: un esempio è l’asl Na4, dove, per intenderci, dovrebbe sterilizzare la famosa Rossella del Rifugio di Pomigliano d’Arco.

A dicembre la sua asl chiude!!! E già sono stati attualmente licenziati 6 veterinari!

Cosa fare se la vostra Asl non sterilizza?

-      Denunciarla alla Regione

-      Denunciarla al Ministero della Sanità

-      Contemporaneamente si può dare risonanza alla denuncia attraverso mail che vengono mandate da tutti i volontari: internet è uno strumento prezioso! Se tutto è nascosto e c’è un solo volontario che protesta, allora non può fare nulla. Se siamo tutti noi a protestare, le cose possono cambiare.

ASL NA1: UN MODELLO DA ESPORTARE

Al Convegno, la Dott. Pompameo, dirigente della Na1, ha esposto tutte le attività che l’aslNa1 è riuscita a portare avanti in un anno e mezzo: 2008/2009, da quando è diventata Ospedale Veterinario.

L’Ospedale si occupa di:

-      anagrafe canina: questa permette di ritrovare i cani smarriti ma anche di allertare controlli in casi sospetti (esempio: una persona che smarrisce molti cani o una persona che ha intestati molti cani)

-      Tutti gli animali catturati vengono sterilizzati e reimmessi sul territorio

-      Progetto Fiocco Azzurro: un progetto che porta a migliorare il rapporto tra i bambini e gli animali, anche con visite al canile dell’Ospedale.

-      Progetti di ricerca in collaborazione con l’università per verificare l’insorgenza e la diffusione di malattie di cani/gatti/uccelli

-      Favorisce le adozioni: in un anno e mezzo sono stati adottati 357 cani e 70 gatti.

Importante inoltre sapere che la Normativa Campana stabilisce due cose fondamentali:

-      anche i veterinari privati hanno accesso alla Banca Dati On line: quindi un cane può essere microchippato e registrato all’anagrafe anche da un veterinario privato

-      i commercianti hanno l’obbligo di far microchippare i cani e di intestarseli, altrimenti vengono sanzionati.

Importante anche sapere che a Napoli è partito un progetto che permette ai veterinari privati di sterilizzare A COSTO CONTENUTO gli animali padronali.

Il Comune mette a disposizione circa 57 euro per ogni animale padronale da sterilizzare e il veterinario può aggiungere, a questo badget, un massimo di ulteriori 100 euro.

Ordinanza contingibile per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione

settembre 14, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Documentazione 1 Commento →

Ordinanza contingibile ed urgente recante misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI
ORDINANZA 16 luglio 2009
Ordinanza contingibile ed urgente recante misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione anche in applicazione degli articoli 55 e 56 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. (09A10570) (GU n. 207 del 7-9-2009 )

IL MINISTRO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI

Visto il regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320;
Visto l’art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
Visto l’art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Vista la legge 14 agosto 1991, n. 281, concernente «Legge quadro in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo»;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2003, concernente «Recepimento dell’accordo tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 6 febbraio 2003, recante disposizioni in materia di benessere degli animali da compagnia e pet-therapy», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 4 marzo 2003;
Visto l’art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1979;
Vista la legge 20 luglio 2004, n. 189;
Vista la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, approvata a Strasburgo il 13 novembre 1987, firmata anche dall’Italia;
Visto il Trattato di Lisbona ratificato ed eseguito con legge 2 agosto 2008, n. 130, il quale sancisce che l’Unione europea e gli Stati membri tengono conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti;
Ritenuta la necessità e l’urgenza, in attesa di intervenire in via legislativa, di individuare specifiche ed appropriate misure sanitarie a garanzia della salute, della tutela e del benessere degli animali nel caso in cui gli stessi siano affidati secondo le procedure di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
Ravvisata, altresì, la necessità e l’urgenza di evitare che animali di affezione possano essere trasferiti, in alcuni casi anche per lunghe distanze, in assenza di misure e prescrizioni sanitarie idonee a garantirne la tutela e il benessere ed evitarne lo stress;
Visto l’art. 650 del codice penale;
Visto il decreto ministeriale 23 maggio 2008 recante «Delega delle attribuzioni del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, per taluni atti di competenza dell’Amministrazione al
Sottosegretario di Stato on.le Francesca Martini», registrato alla Corte dei conti il 10 giugno 2008, registro n. 4, foglio n. 27;

Ordina:

Art. 1.

1. L’affidamento del servizio di mantenimento e gestione, da parte dei Comuni, dei cani randagi posti sotto la loro responsabilità secondo le norme vigenti, deve tener conto della natura di esseri senzienti degli animali, applicando i requisiti di cui al comma 2 anche alle procedure di cui agli articoli 55 e 56 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
2. I Comuni, ai fini dell’attuazione del comma 1, quali livelli essenziali di tutela e benessere degli animali sono tenuti ad assicurare:
a) la microchippatura dei cani e la contestuale iscrizione nell’anagrafe canina a nome del Comune di ritrovamento e la sterilizzazione entro il termine di sessanta giorni e, comunque, sempre prima dell’eventuale trasferimento in altro Comune avvalendosi del servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale competente per territorio o di medici veterinari liberi professionisti convenzionati;
b) evitare lo stress degli animali di affezione dovuto a trasporti su lunga distanza che comunque devono essere effettuati nel rispetto del regolamento (CE) 1/2005 e del decreto legislativo 25 luglio 2007, n. 151;
c) il possesso da parte della struttura individuata di requisiti strutturali e condizioni di mantenimento almeno non inferiori a quelli previsti dalle leggi regionali e dei regolamenti attuativi del territorio di provenienza dei cani;
d) il possesso da parte della struttura individuata dell’autorizzazione sanitaria e la presenza di un medico veterinario libero professionista come responsabile sanitario;
e) la struttura individuata per il mantenimento dei cani, inclusi eventuali moduli contigui alla struttura, non deve avere una capacità superiore o superare le duecento unità di animali;
f) la capacità di restituzione dell’animale al proprietario che ne faccia richiesta, prevedendo la precisa indicazione delle procedure e delle modalità per assicurare tale restituzione;
g) la struttura individuata per il mantenimento dei cani, deve prevedere l’accesso alla struttura e la presenza delle associazioni riconosciute in conformità alla vigente normativa regionale, onlus o
enti morali aventi come finalità la protezione degli animali, al fine di favorire l’adozione dei cani;
h) garantire attività che aumentino l’adottabilità dei cani e l’apertura al pubblico della struttura almeno tre giorni a settimana, di cui uno festivo o prefestivo, per almeno quattro ore al giorno. L’orario di apertura al pubblico deve essere comunicato all’azienda sanitaria locale competente per il territorio di ritrovamento e di arrivo degli animali e deve essere esposto in modo ben visibile tramite apposita cartellonistica all’ingresso della struttura;
i) implementazione di ulteriori iniziative utili a incentivare l’adozione dei cani anche attraverso l’affissione presso l’albo pretorio e altri spazi pubblici o apposite pagine sul proprio sito internet.
3. I Comuni in sede di bando di gara o di convenzione e di valutazione delle offerte economiche devono prevedere principi di prelazione a favore delle strutture che:
a) comportino minimi spostamenti degli animali preferendo ove possibile strutture sul proprio territorio provinciale o regionale;
b) si avvalgono di servizi prestati da associazioni riconosciute in conformità alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali aventi come finalità la protezione degli animali;
c) siano gestite da associazioni riconosciute in conformità alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali aventi come finalità la protezione degli animali.
4. Il Sindaco del Comune rimane responsabile dei cani prelevati sul proprio territorio e collocati in strutture site in altri Comuni ed in altre regioni di provenienza e deve:
a) informare del trasferimento dei cani il servizio veterinario
dell’azienda sanitaria locale competente per territorio della struttura individuata;
b) effettuare verifiche periodiche sullo stato di salute e benessere dei propri animali non meno di una volta l’anno;
c) dare comunicazione dei risultati ottenuti e dello stato di salute e benessere degli animali al Consiglio comunale anche nel Rendiconto della gestione.
5. Il servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale competente per territorio sulla struttura individuata resta comunque responsabile della vigilanza sulla struttura stessa, sulle condizioni igienico sanitarie e di benessere degli animali e sulle azioni di prevenzione e di profilassi effettuate.

Art. 2.

I cani, non ancora sterilizzati all’entrata in vigore della presente ordinanza, presenti in strutture convenzionate con i Comuni, devono essere sottoposti all’intervento di sterilizzazione entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente ordinanza a cura del servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale territorialmente competente o di medici veterinari liberi professionisti convenzionati, con spese a carico dei Comuni proprietari dei cani.

Art. 3.

1. Il Prefetto esercita potere di vigilanza sull’applicazione della presente ordinanza e ha facoltà di esercitare potere sostitutivo nei confronti dei Comuni inadempienti ai sensi della presente ordinanza.
2. La presente ordinanza ha efficacia per ventiquattro mesi a decorrere dal giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica Italiana.

La presente ordinanza e’ trasmessa alla Corte dei conti per la registrazione.
Roma, 16 luglio 2009

p. Il Ministro
Il Sottosegretario di Stato
Martini

Registrato alla Corte dei conti il 5 agosto 2009
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla persona e dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 289

RACCOLTA FONDI? POST PAY..ecc BEH… INFORMATI PRIMA DI ADERIRE.

settembre 14, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Documentazione Non ci sono Commenti →

Sara ci ammonisce:
RACCOLTA FONDI? POST PAY..ecc BEH… INFORMATI PRIMA DI ADERIRE….

Sapete, pensavo che se un giorno mi svegliassi dicendo…voglio qualche soldo in piu…mettessi una storia tragica ecc. in tanti aderirebbero…come tutti sapete io nn ne faccio per il semplice motivo che nn ho un buon rapporto col denaro altrui.

Detto questo, sono tante le cause che REALMENTE necessitano di denaro. Se volete aderire, CHIEDETE UN CERTIFICATO VETERINARIO in cui viene scritto quanto costano le cure…QUEL CERTIFICATO DEV’ESSERE IL NULLAOSTA PER INIZIARE LA RACCOLTA. Pretendetelo.
Se date soldi ne avete tutti diritto…come pubblicano foto tragiche, pubblicassero il certificato…nessun veterinario direbbe di no! Ma soprattutto la TRASPARENZA è un quid qualificativo in più che garantisce l aiuto REALE, e aumenta le adesioni. Per cui c’è solo da guadagnarci: in sostegno reale, e in aumento a macchia d’olio al sostegno di una causa tragica.

Per cui prima di rimpinguere le tasche di qualche infame sulle spalle di poveri animali…pensateci!

VOGLIO RICORDARE A TUTTI CHE AL DI LA’ DELLA NS BUONAFEDE, c’è da sottolineare L’ILLEGALITA’ di tali raccolte se nn provviste di regolare RICEVUTA FISCALE, tipica delle ONLUS. Per cui tutti i soggetti che fanno RACCOLTE in maniera spasmodica si ricordino che chiunque avesse aderito alle loro raccolte nn documentate e avesse anche un solo dubbio potrà DENUNCIARLI….alla Guardia di Finanza…tanto per cominciare e alla Polizia per truffa.


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