Libro Rosso: Birillo
23 aprile 2010 -
Libro Rosso: Birillo
Sesta puntata
Sud
Birillo è orrore di un privato che lo ha mollato in un canile convenzionato per l’accalappiamento con diversi comuni, dove è praticamente assente l’assistenza veterinaria perchè le Asl sono latitanti
Non so nemmeno che dire di Birillo… sono giorni che racconto, che tento di spiegare come è stato il nostro primo vero incontro, ma mi rendo conto che per quanto faccia, per quanto dica, mi mancano gli aggettivi adeguati per descrivere quello che ho visto sabato…
Birillo è stato scaricato così in un canile non si sa da chi, con il pelo così attorcigliato da non riuscire più a vedere, a sentire… a camminare…
Così sporco e denutrito da pensare che non ci fosse più niente da fare… Ed è da questo che con un colpo di mano lo abbiamo salvato, da una rapida soluzione che non parlava assolutamente di chanches… bensì di soppressione.
Birillo non camminava, non si alimentava… Birillo restava lì a vegetare nel suo stato di degrado e abbandono senza precedenti… Io non ho mai visto niente del genere, almeno non con i miei occhi…
Birillo che è un cane giovane, di piccola taglia, che sicuramente dietro a quello che si vede ad occhio nudo, nasconde la dignità di uno splendido cane… Quello che speriamo torni ad essere, quello che forse gli è sempre stato negato di essere…Birillo è arrivato come potete vedere nelle prime foto, che però non rendono neanche lontanamente ciò che veramente era il suo stato. Il pelo in tosatura (che lo faceva apparire il doppio di quello che è veramente), si è staccato tutto compatto, portando via la pelle nei punti in cui il sudiciume aveva fatto miglior opera di corrosione… Sulle orecchie, sul musetto, sulle zampine…
Quindi sotto un manto fatto di peli morti, sporco vecchio di secoli e colonie intere di pulci pidocchi e zecche, abbiamo riscoperto un minuscolo esserino che riusciva a camminare, ma che non lo faceva da così tanto tempo da avere unghie ricurve all’insù lunghe quanto un nostro dito… Una creaturina ridotta all’osso, con gli occhi pieni di pus, con i gomiti, la coda, le zampe piagate dalla troppa immobilità…Una creaturina così disidratata da avere le labbra ritirate in un sorriso triste e la pelle ridotta ad una velina
Un dolore ed uno sdegno insopportabile…
Birillo ha la leishmania è vero, gli occhi che vanno curati, le piaghe che devono richiudersi ed il pelo che deve ricrescere… ma le analisi nell’insieme starebbero bene, se non fosse per un’anemia così marcata da sbiancare tutte le mucose… Credetmi, bianco latte… io così non le ho mai viste..
Birillo è stato letteralmente divorato dai parassiti che lo infestavano chissà da quanto… non ha più sangue nelle vene, nonostante grazie alle mille attenzioni di Maria, fino ad oggi si sia alimentato a dovere… Ha fatto impacchi agli occhi, fluidi, vitamine, antibiotici, ma nonostante tutto, oggi è dovuto andare incontro ad una trasfusione… Respirava male e barcollava in modo davvero preoccupante.
In clinica sono state ripetute le analisi, e nonostante si alimenti, beva e faccia il possibile per reagire, sono peggiorate.. Oggi Birillo ha i globuli rossi a 1.6… il sangue non coagula… è praticamente acqua…
I medici ancora si chiedono come possa essere vivo, come in ambulatorio abbia trovato la forza di alzarsi e trotterellare in giro per non fare pipì nel trasportino dove ha deciso di abitare da quando è arrivato da Maria… cosa che fa si che io non riesca proprio a togliermi dalla testa che quello scricciolo in un trasportino ci ha sempre vissuto…Metto la sua storia perchè adesso è ricoverato e sta facendo la trasfusione che speriamo possa aiutarlo a stare meglio, e l’ansia c’è comunque e si sente… Fino ad ora la voglia di vivere ce l’ha dimostrata, quindi sta a noi fare in modo che la medicina gli dia quella spinta in più che gli manca…
Metto la sua storia perchè voglio che si sappia che il nano puzzolente ce la sta mettendo davvero tutta, e presto vorrà trovarsi una famiglia degna di questo nome. E noi faremo in modo che questo avvenga, anche cominciando preventivamente a farvi capire quanto vale questo mostricino.
Metto la sua storia perchè la sua battaglia per la vita va avanti chissà da quanto tempo ed è giusto che si sappia…Al salvataggio di Birillo hanno preso parte persone speciali, che devo menzionare per forza. Io scrivo in prima persona perchè mi è più facile, ma loro ci sono state, ci sono e ci saranno…
Ornella che è sempre la prima a correre ovunque, senza delegare o girarsi per non vedere, perchè è troppo o perchè fa male…
Pasquale e Marianna, che mettendo tutto al secondo posto sono venuti a tosare Birillo, per permettergli di ricominciare a credere in una vita migliore, grazie ragazzi…
Fulvio che è stato il primo a prestargli soccorso, senza chiedere nulla in cambio…
Ed in ultimo, la mia meravigliosa Maria, che fidandosi solo delle mie parole, ha aperto le porte della sua casa senza esitazione… E diciamola tutta, che ci sta mettendo così tanto il cuore, da avermi surclassata nel ruolo di mamma, per relegarmi al comunque onorevole ruolo di zia.Dai Birillaccio a zia tua Sheila!!!! Metticela tutta!!!!
Aggiornamento 3 maggio
Birillo sta benino, l’anemia è rientrata completamente, le piastrine si sono alzate e sta rigenerando da solo… non sempre ciò che è brutto da vedere, è necessariamente un caso a rischio di morte imminente.
Ha la Leishmania a livelli piuttosto elevati: a parte la pelle in quello stato ha di tanto in tanto dei picchi di febbre alta e dei problemi di debolezza al treno posteriore (la prima volta che è successo siamo corsi in clinica ed ha fatto 2 giorni di fluidoterapia), ma da qualche giorno ha iniziato la cura con il glucantime (stiamo aspettando la risposta del titolo) e pare ci siano i primi veri risultati.
Mangia e la febbre non si è più presentata. Sta migliorando,e non e’ in pericolo di vita.
Apprezzo chi vuole darci una mano, ma sottolineo che non ce n’è bisogno, perchè sfatando questo terribile incubo che è la leishmania, faccio presente, che un pacco di glucantime (con cui lui fa praticamente 20 giorni di cura) costa sui 12 euro e qualcosa.
Birillo è anche un cane di tg. molto piccola (5 kg e mezzo c.a.) quindi le cure costano anche in virtù della sua taglia.
Non vi offenderete quindi se spero bene di non aver mai bisogno di nienteSi sta riprendendo a vista d’occhio lui e dolcissimo è ubbidiente, va d’accordo con i mie cani e oggi mi ha fatto tante leccatine ……….lo sto un po viziando lo so specialmente nei pranzetti…………..ma lui lo merita………sta scoprendo pian piano la gioia di essere un cane………….
Aggiornamento 26 aprile
Video
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Come era
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Libro Rosso
Denunciate, inviate le vostre storie per scrivere insieme il Libro Rosso, a Chiliamacisegua
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Qui la prima puntata: Bottone
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Libro Rosso:Randagio
22 aprile 2010 -
Libro Rosso
Seconda puntata
Randagio
Asl Sud
Accalappiato in marzo, in pessime condizioni dopo giorni che anime pie lo segnalavano alla Asl del territorio, l’accalappiacani lo ha preso e sbattuto in un canile dismesso, in cui funzionano solo 12 box per la sterilizzazione, ora addirittura sospesa per esaurimento dei fondi stanziati!
In quel canile non c’è assistenza sanitaria, i veterinari si fanno vedere una volta la settimana, ma solo per sterilizzare.
Prestare cure ai cani malati, è un optional che rientra nelle competenze di coscienza individuale. Quando la coscienza c’è.
Mica un obbligo etico, suvvia!
Il canile sanitario ufficiale era in quarantena per casi di cimurro scoppiati a Natale, virus portato da cuccioli provenienti dall’est, anche loro povere vittime senza colpa alcuna e questo ha fatto deflagrare l’epidemia .
Quindi in pratica, lo hanno preso e portato nel canile sanitario nelle condizioni in cui è fotografato e lasciato solo, abbandonato a se stesso, per una settimana intera.
Randagio era diventato invisibile.
Io l’ho visto una domenica,mi è entrato nel cuore subito, ma non me lo hanno fatto prendere, neppure per farlo curare dal mio veterinario privato, a mie spese.
Nel frattempo mi sono adoperata per salvarlo, facendo i salti mortali per accorciare i tempi della burocrazia e quando me lo hanno, finalmente consegnato, mentre lo stavo conducendo dal mio veterinario, Randagio è spirato.
Solo una carezza, ho potuto fargli.
Solo il conforto di non farlo morire solo e disperato, ho potuto offrirgli.
La Asl non mi ha concesso invece, di dare una speranza di vita a Randagio.
E così il dolore si è trasformato in rabbia.
Che pretende giustizia.
Randagio
Chiliamacisegua
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Libro Rosso
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Libro Rosso:Bottone
21 aprile 2010 -
Chiliamacisegua si chiede chi ha ucciso la pietà mentre cerca un segno di speranza per continuare a credere che la vita sia una cosa meravigliosa.
Perchè in questi occhi raccontati nel Libro Rosso, incontra solo la fine della umanità.
Chiliamacisegua sta raccogliendo storie che denunciano l’indifferenza al dovere, alla pietà, all’empatia, alla compassione, al rispetto per la vita in ogni sua forma come questa di Bottone, per condurre insieme a coloro che lo vorranno, una massiccia campagna mediatica affinchè l’Ordine Nazionale dei Veterinari , faccia una cernita tra i suoi iscritti e separi gli inefficienti, gli indolenti, gli inaffidabili, da quelli operosi, coscienziosi e onoranti la Legge. E la Misericordia.
Il desiderio , al di là della denuncia che ne seguirà e la consegna dei documenti, al Sottosegretario on. Francesca Martini, è che le Asl, in un soprassalto di dignità, ritrovino il senso del pudore, della vergogna, indispensabili fertilizzanti dei valori che contano, identici nei secoli.
Chiliamacisegua pubblicherà le storie degli animali, vittime della malasanità, in forma anonima, conservando nel suo archivio, a disposizione degli organi competenti, la testimonianza firmata dei volontari.
Bottone è la prima puntata del Libro Rosso, che offre alle coscienze umane, laddove pulsano, la vera immagine di una Italia che ancora oggi, nel 2010, in tema Tutela del Benessere Animale, è paragonabile al quarto mondo.
E che qualcuno si indigni, per le storie, per le foto. Per le vite ammazzate.
Non per le testimonianze!
Chiliamacisegua
Prima puntata
Bottone
Asl Centro Sud
“Abitava” nel canile sanitario di un Asl del centro-sud. I cui vertici stanno comodamente seduti sulle loro poltrone. Né mai nessuno li smuoverà. Quindi restino pure comodi dove stanno.
Il cane di cui parliamo è stato investito. Gli sono passati sopra due volte con l’auto, così risulta dalla doppia risonanza magnetica fatta in clinica. Il quadro visivo di una risonanza non bastava per immortalare lo scempio sul suo corpo. Forse è stato investito dallo stesso mezzo, forse da due consecutivamente. Prima lo hanno paralizzato nelle ultime vertebre lombari, poi sulle vertebre toraciche.
Un dolore allucinante… Uno choc. Ancora oggi Bottone non emette suoni.
Una doppia frattura vertebrale difficile da riscontrare in altri traumi da investimento. Un inferno, ha confessato il neurologo.
Ma per lui, una volta accalappiato, l’asl gli ha riservato un posto d’onore speciale: un box aperto, nell’ala sanitaria di un canile gestito da privati che si occupano di raccolta differenziata di residui vegetali.
Perché è così che si appaltano i canili, in Italia. Al ribasso. Al primo che passa e che conta.
Tanto, restino pure comodi dove stanno. Nessuno mai li smuoverà.
Bottone, così lo abbiamo ribattezzato, è stato visto nel corso di un sopralluogo ispettivo. E chi vestiva quei panni si è sentito in coscienza di toglierlo da quel letto di feci e piscio in cui vegetava gemendo e tremando dagli spasmi di dolore, piagato, ulcerato dal decubito forzato e dall’assenza di igiene, nel canile sanitario dell’Asl. Che nessuno mai smuoverà. Quindi restino pure comodi dove stanno. Loro e la ditta ecologica che lo gestisce.
C’è voluto un intervento dall’alto, per fare uscire il cane. L’Asl era ripetutamente renitente alla leva. Impunemente irrintracciabile,invidiabilmente indifferente e sprezzante del richiamo dall’alto. Una deontologia che rende anche noi incontinenti, come Bottone.
Uscito denutrito, disidratato, piagato, pieno di dermatiti infettive contratte nel restare asfaltato dagli escrementi ovunque in quel bijoux di canile sanitario, Bottone (che abbiamo scoperto essere pure microchippato ma tanto l’anagrafe canina non la fanno funzionare così da non dare troppo disturbo al proprietario che così si toglie l’impiccio di che farne di un cane paralizzato da accudire e pulire), ora è in una famiglia civile.
Che lo ama. Che lo cura con un piccolo apparecchio laser che gli ha chiuso buona parte delle piaghe e che sempre lo aiuterà nel prevenire quelle da decubito nella sua vita.
Una famiglia che lo ha messo nelle mani di veterinari veri. Allibiti nel vedere quanto non avevano ancora visto nella loro professione.
Mentre quelli che si macchiano del reato di maltrattamento e omissione di cure restano liberi, in circolazione, impuniti e arroganti come sempre.
Chi li tocca? A chi tocca toccarli?
Nota
Forza Bottone
Per Bottone è stata indetta una gara di solidarietà.
Per dirgli “Dai, Bottone, abbaia!”.
Perché possa di nuovo correre, con un carrellino, perché i “patelotti” che indossa durante il giorno portino orgogliosamente il nome di tanti di noi.
Per ripagarlo dalle emme… umane che lo hanno ridotto in fin di vita e che senza l’intervento della provvidenza, gli avrebbero garantito per infezione o setticemia una morte atroce e
lenta.
Forza, Bottone!!!
Bottone oggi
Le condizioni in cui si trovava Bottone, quando è stato prelevato, nel canile sanitario, dove l’Asl invece di adempiere alla sua funzione, gioca a carte, a domino, a moscacieca, più cieca che mosca, con la Legge 281/1991
Continua……..
Nota
Libro Rosso
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