Libro Rosso: Charlie

Libro Rosso: Charlie

Tredicesima puntata

Asl Centro

Charlie

Charlie, 3 anni circa, è uno dei pochi cani usciti dal canile di Cicerale, quasi non immaginava che esistesse una strada per uscire, che esistessero persone disposte a dargli una carezza e a guardarlo negli occhi con dolcezza e amore!

Eppure riesce ancora a crederci, riesce a fidarsi, a scodinzolare a tutti, a gioire di una corsa nel prato, a credere nell’amicizia di una nuova famiglia.

Ha aspettato con ansia e curiosità l’evolversi del suo destino.

E li dono speciale che gli ha portato: una adozione per la vita!

Ha dimenticato l’orrore del suo passato, l’amore si sa, fa miracoli

Questo cagnetto salvato da un destino non propriamente fortunato,  ha trovato, al nord, finalmente la sua casa, con vista…..felicità!

Buona vita Charlie!

Charlie in canile

Charlie in salvo

La struttura e i compagni di Charlie malati ,reclusi, morti


Video Striscia la Notizia

http://www.youtube.com/watch?v=0gHQI1jS8gY

http://www.youtube.com/watch?v=dzGTfx0zuBA

Video

http://www.youtube.com/watch?v=C-rSEaHmwto&feature=related

Video

http://www.youtube.com/watch?v=ily3Iv5qvyE&feature=player_embedded

Furgone usato da Cafasso per accalappiare i cani, non a norma, senza areazione

Video metodo Cafasso accalappiamento cani

http://www.youtube.com/watch?v=5gU7nmdZ5ls&feature=player_embedded

Cane accalappiato, salvato e curato dai cittadini presenti  che hanno impedito la deportazione del cane catturato nel canile lager di Cicerale

Nota di Chiliamacisegua

Al canile di Cicerale, cani non ne possono più entrare in quanto sono state revocate le licenze sanitarie, ma sono ancora reclusi in quell’inferno, circa 80 cani.

Queste associazioni si sono prese carico di svuotarlo

Lega Nazionale per Difesa del Cane, Lav, Associazione Canili Lazio, Animals Asia Foundation, Oipa ed Enpa

http://www.chiliamacisegua.org/tag/cicerale-queste-le-associazioni-che-si-sono-impegnate-a-svuotare-il-canile/

La situazione attuale

http://www.chiliamacisegua.org/2010/03/29/cicerale-cafasso-rinviato-a-giudizio/

Cafasso rinviato a giudizio per maltrattamento

L’udienza è stata rimandata, per un vizio procedurale, al 25 ottobre prossimo.

Canile di Cicerale (Salerno), titolare rinviato a giudizio per maltrattamento di animali e irregolarita’ nello smaltimento dei reflui e delle carcasse: udienza il 29 marzo

Questa mattina si è svolta la prima udienza, presso il Tribunale di Vallo della Lucania (Salerno), per il processo che vede imputato il titolare del canile “Oasi San Leo” di Cicerale (Salerno), posto sotto sequestro da parte dei NAS dei Carabinieri nel dicembre 2008, dopo anni di segnalazioni, denunce e numerose interrogazioni parlamentari. Andate e a vuoto. Sospese nel limbo.

Il rinvio a giudizio, è stato deciso dal Pubblico Ministero Renato Martuscelli con imputazione di reati di maltrattamento di animali, detenzione in condizioni incompatibili, irregolarità nello smaltimento dei reflui e delle carcasse.

http://chiliamacisegua.wordpress.com/2010/02/06/la-padania-8-febbraio-2010-cosa-e-successo-davvero-dentro-cicerale/

LA PADANIA 7 FEBBRAIO 2010

Cosa è successo davvero dentro Cicerale di Stefania Piazzo

Cosa è successo davvero dentro Cicerale?  Nei processi dei reati prescritti, delle truffe tentate?

E dentro l’inceneritore? Cosa entrava, quanto bruciava, quanti cani sono passati per il camino?

Quanta moneta sporca ha fruttato ad un privato, l’ignoranza, l’amicizia dello Stato tra Asl pasticcione, la coincidenza delle parentele, i Sindaci indifferenti  e gli appalti vinti senza requisiti?

Questa, che Chiliamacisegua divulga, è la prima inchiesta giornalistica minuziosa e documentata che prende in mano sul serio le carte di Cicerale, le mette insieme una dopo l’altra,  che interroga il Viminale e il Ministero della Salute sui 15 anni del canile più discusso d’Italia.

Questa è la vera storia dell’orrore di Cicerale.

Sotto gli occhi di tutti coloro che vorranno e sapranno leggere. E farne l’uso che si deve.

E questo che leggete su la Padania dell’7 febbraio 2010, a firma di Stefania Piazzo, non e’ un articolo:

E’ UNA BOMBA!
Il coraggio di Stefania ha acceso la miccia.
Ad orologeria, a tempo.
Siamo qui a volerci godere lo spettacolo. Delle risposte e dei provvedimenti.
Beh è arrivata finalmente quell’ora:

Stato fai lo Stato, salva la giustizia che da queste parte è ancora costretta a battere i marciapiedi!

https://chiliamacisegua.wordpress.com/2010/04/03/la-padania-per-la-prima-volta-nella-storia-il-ministero-parte-civile-contro-cicerale/

Per la prima volta nella storia, lo Stato fa causa a chi si macchia di malasanità in una struttura pagata con i soldi del cittadino

http://www.chiliamacisegua.org/2010/04/03/ed-ora-per-lorsignori-del-clan-degli-inadempienti-e-affiliati-e-affini-e-compagnucci-di-picnic-sono-cavoli/

Ed ora per lorsignori del clan degli inadempienti e affiliati e affini e compagnucci di picnic, sono… cavoli!

http://www.comune.cicerale.sa.it/guest/index.asp

Il canile Oasi San leo

Nella home  del Comune di Cicerale, si sprecano i pensierini.

Il  Comune è universalmente riconosciuto non per i suoi ceci, ma per le morti di poveri animali, protrattesi per un ventennio.

Una fama di cui che le persone perbene farebbero volentieri a meno.

Non i Sindaci, quasi tutti, che sono stati convenzionati, non la Asl 3,  e il suo direttore Domenico Nese che ha riammesso la ditta di Cafasso per il servizio di accalappiamento dei randagi del territorio.

http://www.facebook.com/note.php?note_id=409280066421&id=415488457432&ref=mf

La ASL ha inserito DI NUOVO CAFASSO CICERALE (SA)…tra le DITTE per l’accalappiamento

pubblicata da OIPA Italia sezione SALERNO marzo 2010

Commenti

*Oasi di San Leo : VERGOGNA ! Voi per primi e tutti i Comuni convenzionati col canile, vergognatevi !

Anni di omertà, connivenza, amicizie compiacenti, denaro pubblico elargito senza controllo nè beneficio alcuno. VERGOGNA !

Anni di povere creature uccise senza un vostro solo interessamento. VERGOGNA !

Nel 2006 sono entrati piu’ di 2700 cani e ne sono MORTI piu’ di 2600!!! VERGOGNA!

Vergogna per tutti, di ogni schieramento e colore politico, vergogna senza fine, i vostri nomi diventeranno il simbolo dell’indifferenza e della cattiveria umana.

Vacanze qui ? NO, GRAZIE !

*Manifesto il mio sdegno di cittadino italiano e di meridionale per lo stato in cui si è tenuto fino ad oggi il canile di Cicerale. Vergogna e mille volte vergogna per chi poteva far cessare questo scempio, e non ha fatto nulla, nonostante le leggi impongano alle amministrazioni la vigilanza del territorio per la tutela degli animali. Avete dato del nostro Sud l’immagine peggiore. Ora che i mass media se ne occuperanno, si ricomincerà a pensare ai meridionali come esseri incivili, ed il mancato turismo nella vostra zona metterà in ginocchio l’economia locale.

*Vergognatevi. dovreste far qualcosa di concreto per quelle povere bestie invece di intascare soldi a spese dei cittadini. una coscienza ce l’ avete? ovviamente no. Per fortuna c’è ancora gente in grado di fermare i ladri delle amministrazioni pubbliche e le notizie vanno veloci.

Spero che il vostro turismo vada in pezzi. Ve lo meritate.

*Sig Sindaco

Cicerale vergogna per l’Italia si ricordi che la civilta’ di un popolo sai misura dal rispetto che ha verso gli animali e verso l’ambiente

Quindi si deduce dal vostro canile che siete solo dei POVERI INCIVILI.

*E’ risaputo da tempo della vergogna del canile di Cicerale. Purtroppo ci sentiamo complici di questa barbarie in quanto questo canile è finanziato con soldi pubblici che noi cittadini paghiamo. A questo servono? A mandare queste povere bestie a morire a Cicerale?

Come mai non si è mosso ancora niente e questo lager continua ad esistere?

Purtroppo oggi, a livello nazionale, il vostro paese, che dovrebbe essere menzionato per motivi paesaggistici e storici, è associato ESCLUSIVAMENTE al canile-lager.

Assolutamente mi ripugna che nel 2008 in Italia gli animali siano condannati ad una fine così crudele.

Auguro a coloro che maltrattano gli animali di subire la stessa sorte.

VERGOGNA!!!!!!! FATE QUALCOSA!!!!!! CHIUDETE SUBITO IL CANILE!!!!!!

*Spett.le Amministrazione e Cittadini di Cicerale, dopo il servizio di Striscia sono tanto allibito quanto furioso:è mai possibile che nel 2008 esistano ancora posti così, e peggio dei vigliacchi che si saranno aggiudicati pure delle sovvenzioni provenienti dalle imposte che noi paghiamo? Ma è credibile che nessuno di Voi in grado di porre fine a questa barbarie fosse al corrente? O sono “amici” sui quali si può chiudere un occhio? Che vergogna, seguirò questa vicenda con passione facendo tutto quanto mi è possibile pur essendo un normale cittadino. Fate cessare tutto questo per favore. Cordiali saluti

*Gentili funzionari del Comune Settore Igiene, dopo quello che ho sentito sul canile di cicerale (vero lager per le povere bestioline che ci vivono o ci muoiono) e dopo quello che ho visto a striscia la notizia, rivolgo un appello alla vostra bontà umana peri prendere presto provvedimenti nei confronti dei cani rinchiusi nel canile. Ovvio che sapete che ci sono delle normative ben precise che regolamenta questo settore.

Nel frattempo con alcuni volontari in tutta italia ci stiamo adoperando per una denuncia nei confronti del canile.

*Mi auguro che le immagini di Striscia inducano a porre rimedio al più presto ad una situazione così penosa del canile.

Il rispetto della legge vigente è d’obbligo.

Grazie.  Aspettiamo fiduciosi cambiamenti sostanziali

*Non è dovere del Sindaco controllare ciò che avviene sul territorio comunale?

Ciò che accade nel VOSTRO canile, che INCASSA dalla comunità fior di soldi, è un’autentica VERGOGNA, che non dovrebbe farvi dormine la notte.

Si adoperi come è suo dovere per far cessare ciò che ha fatto vergognare l’Italia intera.

In qualità di PRIMO CITTADINO si dia una mossa.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

Continua………..

A

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Nota

Libro Rosso

Denunciate, inviate le vostre storie per scrivere insieme il Libro Rosso, a Chiliamacisegua

Mail: info@chiliamacisegua.org

Qui la prima puntata: Bottone

http://www.chiliamacisegua.org/2010/04/21/libro-rosso/

Qui la seconda puntata: Randagio

http://www.chiliamacisegua.org/2010/04/22/libro-rossorandagio/

Qui la terza puntata: Vite rubate

http://www.chiliamacisegua.org/2010/04/28/libro-rosso-vite-rubate/

Qui la quarta puntata:Artax

http://www.chiliamacisegua.org/2010/05/11/libro-rosso-artax/

Qui la quinta puntata: Beate

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Qui la sesta puntata: Birillo

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Qui la settima puntata: Don Matteo

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Qui l’ottava puntata: Angelica

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Qui la nona puntata: Sky

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Qui la decima puntata: Lazzaro

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Qui la undicesima puntata: Arturo

http://www.chiliamacisegua.org/2010/07/21/libro-rosso-arturo/

Qui la dodicesima puntata: Pastore e Fiorello

http://www.chiliamacisegua.org/2010/08/09/libro-rosso-pastore-e-fiorello/


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Libro Rosso: Pastore e Fiorello

Libro Rosso: Pastore e Fiorello

Dodicesima puntata

Asl Centro

Il canile Oasi San leo

Questa è una storia, che è più di una storia.

E’ un appello, perché i protagonisti cercano ancora un lieto fine.

Ma è molto, molto di più. E’ un simbolo, una denuncia, un grido di rabbia, un emblema. Sì, un emblema. Di quanto succede ancora nella nostra bella Italia e che migliaia di segnalazioni indignate sono riuscite finora solo a scalfire in superficie.

I protagonisti: Pastore e Fiorello. Due disgraziati fra i disgraziati, anonime presenze nell’inferno del canile lager di Cicerale.

Nel box da cui non uscivano mai, ignari dei fili d’erba e del mondo, Pastore e Fiorello avevano solo l’uno per l’altro.

Inseparabili. Pastore, malfermo sulle zampe, si era assunto il ruolo di cane guida per il compagno Fiorello, completamente cieco secondo quanto dichiarato dal gestore e dalla Asl.

Questi, disperato, sbatteva la testa contro le sbarre e abbaiava a perdifiato per attirare l’attenzione: così è stato trovato da alcuni volontari entrati nel canile lager dopo infinite peripezie e rinvii di cui si deve ringraziare l’ufficio Asl competente.

Insieme, ancora una volta, Pastore e Fiorello sono stati portati fuori.

Nella sua vecchiaia Pastore era stato pure definito un cane aggressivo, perché si sa, i gestori di molti canili le tentano tutte pur di non dare i cani in adozione.

Invece lui, che per anni ha aiutato il suo amico cieco Fiorello, è un cane dolcissimo, che lecca la faccia a chiunque gli si avvicini e che, nonostante le violenze subite in quell’inferno, non ha perso la fiducia negli uomini.

Perché gli animali insegnano sempre, anche in questa storia.

Oggi hanno trovato rifugio in una pensione dove sono stati finalmente curati; avevano i valori della leishmania a livelli altissimi, ma ora con le medicine appropriate questa patologia è sotto controllo, mentre Fiorello grazie ad un’operazione agli occhi che nella sua vita precedente non era mai stata neppure presa in considerazione, ha riacquistato la vista.

Avete letto bene: il cane che era stato dichiarato cieco, ora ci vede completamente, da entrambi gli occhi!

Non potete immaginare cosa sia stato guardare Fiorello aprire gli occhi, assistere al suo stupore mentre vedeva per la prima volta l’erba e tutto quello che si era perso fino ad ora.  Fiorello non era cieco come l’avevano definito l’Asl Sa 3 e Cafasso stesso, Fiorello aveva un’infezione agli occhi che ne ha causato la cecità perché DENTRO AL CANILE DI CICERALE NON ERA MAI STATO VISITATO, TANTOMENO CURATO DALL’ASL.

Che sia chiaro a tutti, se i gestori di molti canili persistono in comportamenti ignobili nonostante segnalazioni e denunce, se gli animali non vengono curati e sono lasciati agonizzanti nei box, ciò è possibile solo grazie alla complicità o, non meno grave, all’incompetenza o inettitudine delle Asl competenti.

Che importa chi morirà? Che importa se i cani sbattono angosciati la testa contro le sbarre?

Ma il racconto non finisce qui.

Mentre prima era Pastore che aiutava il compagno a mangiare e che gli faceva da cane guida, oggi Fiorello che è molto giovane aspetta il suo amico Pastore, ed è lui che gli corre incontro e gli fa da guida.

Giocano insieme nella pensione e camminano insieme aspettandosi.

Neppure nelle più sdolcinate favole di waldysneiana ispirazione potremmo sperare in tanta ricchezza di elementi commoventi.

Senza dimenticare che l’orrore del luogo cui l’ingordigia e l’indifferenza umana li avevano destinati continua ad essere una realtà per migliaia di altre vittime.

Ecco, questa è la storia. Che chiamarla storia rimane sempre troppo poco. Perché scrivendola, l’intento immediato è quello di trovare loro casa insieme (eh sì, un lieto fine degno di tale nome prevede l’incondizionata adozione di entrambi. Una vera-adozione-del-cuore).

Ma noi sogniamo in grande: che l’appello per trovare una famiglia a Fiorello e Pastore serva a scuotere finalmente le coscienze, sia da monito per le autorità, per i cittadini tutti, per chi poteva e nulla ha fatto.

E soprattutto il recupero della vista da parte di Fiorello sia una metafora per una nuova consapevolezza, l’accettazione dell’idea che è necessario unirsi tutti in un grande progetto comune, lasciando da parte interessi personali e differenti visioni del mondo.

Solo uniti potremo davvero creare le condizioni per porre fine ad una situazione di cui Cicerale è solo il simbolo più evidente.

Una piccola nota, ma molto importante. Se ci avete letto fin qui, fate ancora un piccolo sforzo.

Nelle favole moderne, i cani non vengono salvati da un colpo di bacchetta magica: le operazioni, l’alloggio in pensione in attesa di una famiglia, i controlli e le cure, sono possibili solo grazie a generosi contributi.

Associazioni e volontari che si accollano il peso di quanto dovrebbe essere sostenuto dallo Stato e dalle amministrazioni locali.

Questa volta il ringraziamento va a Laura Pontini di Lamento Rumeno, che ha sostenuto i costi dell’operazione di Fiorello.

E nel ringraziare lei e tutti gli anonimi volontari che ogni giorno tentano di rimediare all’orrore, pazzi d’angoscia, noi ci auguriamo lo stesso che Gino Strada si augura per Emergency: che in un futuro prossimo non ci sia più bisogno di loro.

Tutela degli animali, gestione del randagismo, applicazione delle sanzioni e controlli severi sono compiti irrinunciabili dello Stato.

Non spetta ai singoli indebitarsi e vivere una non vita nel tentativo di rimediare allo sfacelo.

Siamo convinti che da qualche parte ci sarà qualcuno disposto ad adottare insieme questi due cani che hanno dimostrato di avere un’anima, ben più degli uomini che ogni giorno si vantano di averla.

Lamento Rumeno si impegna a sostenere i costi medici e veterinari a vita fornendo a chi li adotterà le medicine per la leishmania.

Per loro non ha mai chiamato nessuno e pensare che sono davvero bellissimi. Fiorello da quando ha ritrovato la vista è l’allegria in persona, è festoso, gioca con Pastore che dal canto suo è dolcissimo.

Sono due cani splendidi. Magari arrivasse l’adozione in coppia.

Per adottare Pastore e Fiorello contattate Sabina Guidotti

sabinaguidotti@libero.it

tel 338 6079999

Pur consci che non dovrebbe essere compito dei volontari mantenere e curare i cani liberati dai canili lager, in attesa che le Istituzioni e quanti preposti al controllo ed all’applicazione della legge intervengano, questo rimane l’unico modo per salvarne una piccolissima parte.

FOTO DI PASTORE E FIORELLO I CANI SIMBOLO DELLA LOTTA CONTRO IL CANILE LAGER DI CICERALE

IN GABBIA, CON LE UNGHIE LUNGHISSIME E CON LA SOLA COMPAGNIA DI TOPI.

E APPENA SALVATI, AMMUTOLITI, SPORCHI, MALATI.

FIORELLO E PASTORE ORA

PER NON DIMENTICARE

LA PADANIA 7 FEBBRAIO 2010

Cosa è successo davvero dentro Cicerale  di Stefania Piazzo

Cosa è successo davvero dentro Cicerale?  Nei processi dei reati prescritti, delle truffe tentate?

E dentro l’inceneritore? Cosa entrava, quanto bruciava, quanti cani sono passati per il camino?

Quanta moneta sporca ha fruttato ad un privato, l’ignoranza, l’amicizia dello Stato tra Asl pasticcione, la coincidenza delle parentele, i Sindaci indifferenti  e gli appalti vinti senza requisiti?

Questa, che Chiliamacisegua divulga, è la prima inchiesta giornalistica minuziosa e documentata che prende in mano sul serio le carte di Cicerale, le mette insieme una dopo l’altra,  che interroga il Viminale e il Ministero della Salute sui 15 anni del canile più discusso d’Italia.

Questa è la vera storia dell’orrore di Cicerale.

Sotto gli occhi di tutti coloro che vorranno e sapranno leggere. E farne l’uso che si deve.

E questo che leggete su la Padania dell’7 febbraio 2010, a firma di Stefania Piazzo, non e’ un articolo:

E’ UNA BOMBA!
Il coraggio di Stefania ha acceso la miccia.
Ad orologeria, a tempo.
Siamo qui a volerci godere lo spettacolo. Delle risposte e dei provvedimenti.
Beh è arrivata finalmente quell’ora:

Stato fai lo Stato, salva la giustizia che da queste parte è ancora costretta a battere i marciapiedi!

https://chiliamacisegua.wordpress.com/2010/04/03/la-padania-per-la-prima-volta-nella-storia-il-ministero-parte-civile-contro-cicerale/

Per la prima volta nella storia, lo Stato fa causa a chi si macchia di malasanità in una struttura pagata con i soldi del cittadino

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Ed ora per lorsignori del clan degli inadempienti e affiliati e affini e compagnucci di picnic, sono… cavoli!

Nota

Libro Rosso

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Qui la sesta puntata: Birillo

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Qui la decima puntata: Lazzaro

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Libro Rosso: Arturo

Libro Rosso: Arturo

Undicesima  puntata

Asl Centro

Arturo proviene dalla stessa “oasi di benessere” convenzionata e pagata con i soldi dei contribuenti, da cui è stato salvato Sky.

Canile sequestrato, in cui il titolare  G. M. ha fatto uno stage e che ha aperto in seguito, viva la faccia,  un salone di bellezza per animali.

Perché lui si che se ne intende di bellezza benessere cura amore verso i cani!

Non sono d’accordo i volontari che hanno salvato tra gli altri, Arturo.

Testimonianza

Lo scenario presentatosi ai nostri occhi è stato apocalittico.

I box presentano dimensioni inadeguate rispetto al numero di cani in ciascuno ospitati. In box della dimensione massima di 3 metri per 3 sono contenuti finanche 7 cani di taglia media e grande.

Molti box hanno una dimensione di 1 metro per 2 e contengono finanche 3 cani. Nessun box presenta una distinzione tra zona coperta e scoperta.

Alcuni box sono interamente esposti al sole e alle intemperie, altri, interni, totalmente coperti. Molte tettoie sono in eternit e pile di eternit sono state trovate accatastate a stretto contatto con i  cani.

Manca uno spazio, anche minimo, per lo sgambettamento.

All’interno dei box mancano cucce e l’acqua, una per box, trovata sporca e melmosa, era posizionata a circa 10-15 centimetri dal pavimento.

Ciò implica la difficoltà per i cani piccoli di potersi abbeverare.

All’atto della nostra visita non abbiamo trovato cibo nelle ciotole, anche queste una per box. Le reti dei box hanno una dimensione di circa 10 cm per 10, che consente ai cani di entrare in contatto

tra di loro, aggredendosi e spesso dilaniandosi.

Le reti sono arrugginite e presentano in molte parti spuntoni affilati.

Mancano fognature e pozzetti per lo scolo delle acque.

I box vengono puliti con getti d’acqua eiettati dall’esterno con una pompa, senza aver precedentemente fatto uscire i cani che pertanto si inzuppano d’acqua, urina e feci.

Le deiezioni dei cani restano così nel box e vengono semplicemente diluite.

I cani non escono mai dai box perché la struttura non lo permette.

Le file di box sono infatti divise da corridoi di massimo un metro.

Manca un deposito per il cibo, manca un’infermeria e una zona d’isolamento, manca un armadietto dei farmaci per il primo soccorso, manca un registro delle entrate e delle uscite con identificazione per microchip e fotografia dei cani presenti.

Il canile è infestato di zecche e pulci.

Noi stessi ce le siamo trovate sui piedi al rientro dalle nostre visite…..

Per descrivere le condizioni in cui è stato trovato Arturo, ci affidiamo a La Padania che a cura di Stefania Piazzo pubblica il 26 ottobre 2008

GLI SCHELETRI DI RIPALIMOSANI

Il Molise tocca il fondo

La relazione del veterinario: «Episodi di crudeltà»

«Crudeltà». Sta scritto nella relazione preliminare che il medico veterinario

Alessandra Scorza di Alessandria ha redatto sullo stato di salute di alcuni cani arrivati per mano misericordiosa dal lager di Ripalimosani, portati fuori nei giorni scorsi nonostante le resistenze del gestore ad un decreto del pubblico ministero che autorizzava le adozioni. Paradossale e infernale perché quel viaggio veniva persino interrotto con un interrogatorio degli adottanti dai carabinieri. In Molise, la legge ha perso identità e dignità. Per lungo tempo- si legge nella relazione del veterinario – non c’è stata «una regolare e sufficiente alimentazione giornaliera con conseguente riduzione e poi scomparsa di tutte le riserve energetiche dell ’organismo». E aggiunge: «Considero gravissimo che animali custoditi in una struttura convenzionata e autorizzata da organi competenti possano arrivare a presentare una tale condizione fisica che dimostra senza dubbio una crudeltà, una trascuratezza e una negligenza estreme».

E ora, dal canile sequestrato non si salverà più nulla: la leptospirosi regna sovrana. Non esce più un cane. Per i derelitti rimasti, figurarsi ora chi vigilerà. L’Asl che ha vigilato prima, senza dubbio. Con i Sindaci. Siamo a posto…( continua)…

Questo è Arturo terrorizzato dall’uomo, come i suoi compagni di sventura. Scheletrico, chocchato, unghie lunghe, apatico e astenico.

Arturo è considerato cachettico

Come scrive La Padania: Arturo è uno dei cani fortunati riuscito a sfuggire da morte certa grazie all’adozione dei volontari. L’uscita di diversi soggetti è stata rallentata da alcune autorità di vigilanza che temporeggiavano oltre che dallo stesso gestore.

Panoramica dell’”oasi di benessere”

Arturo muove i primi passi da cane libero e sopravvissuto

Arturo socializza con Luke, altro sopravvissuto

Arturo adottato e felice

NOTA DI CHILIAMACISEGUA

http://www.beautydog.it/

Questo sito, presto, sarà pronto ad accogliervi.

Vieni a trovarci nella nuova sede.

Vuoi aiutare un cane? Dai un’occhiata al nostro canile e adottalo!

Video

http://www.youreporter.it/video_Molise_al_di_la_dell_indifferenza_1

La Padania 26 ottobre 2008

Chiliamacisegua

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Continua………..

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Libro Rosso: Lazzaro, la colpa di essere cane

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Decima puntata

Sud

Camminava con la testa bassa su una statale, con i camion che sfrecciavano a pochi centimetri, neanche metri da lui, assetato, affamato, pieno di zecche, ma quel che è peggio magrissimo e con evidenti piaghe dalle quali usciva sangue.

Camminava a fatica, stremato…

Doveva essere un barboncino o qualcosa del genere quando era un cane e non uno scheletro pieno di croste e zecche.

Sarebbe stato un’altra carcassa sull’asfalto e forse solo così avrebbe smesso di soffrire, è quello che ho pensato quando l’ho visto da lontano, ho inchiodato l’auto e sono scesa.

Povera creatura, ha fatto pochi passi indietro, cercando di scappare, ne avrà avute di botte da persone ignoranti e stupide che vedendolo in questo stato lo hanno allontanato, invece a un certo punto si è fermato, non so se stremato oppure perché ha capito che potevo essere la sua salvezza.

Si è bloccato in un fossato di fianco alla strada e mi ha accennato una scodinzolata.

Infilato il collare e il guinzaglio si è alzato come rinato, probabilmente si è ricordato di quando viveva in una casa e il suo proprietario gli metteva guinzaglio e collare per scendere a fare la passeggiata, mi ha seguito scodinzolante all’auto, per questo l’ho chiamato Lazzaro.

E’ giovanissimo, gli ho guardato i denti e non ha nemmeno un anno di età, che male ha fatto per essere abbandonato e ignorato per così tanto tempo da ridursi in questo stato?

Di fronte a questi casi mi viene l’angoscia più assoluta, ci vogliono mesi per ridurre un povero cane così, tanti mesi a vagabondare per le strade senza che nessuno abbia mano offerto una ciotola e una mano a questa povera creatura.

Chi lo abbandonato, chi lo ha ignorato, chi lo ha scacciato: sono tutti colpevoli

per questo cane, tutti hanno contribuito a farlo diventare l’ombra che è!

Finora lo abbiamo rifocillato e gli faremo fare tutte le analisi necessarie, ma presumiamo che i costi non siano affatto esigui per rimetterlo in sesto, come se non bastasse ancora non ha una casa. Si trova in un rifugio dove si ci sono volontari che lo seguono, ma dopo tanta pena sarebbe giusto che avesse la possibilità di vivere come si deve e dormire su un comodo divano appena la sua salute sarà soddisfacente.

Associazione Leda

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Per info e adozioni contattare

Francesca Confessore cell 3387033007

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Foto che testimoniano lo stato fisico di Lazzaro

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Libro Rosso: Sky

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Nona puntata

Asl Centro

Sky

Lui e’ Sky, era uno splendido labrador.

Questa povera creatura e’ arrivata oggi presso il nostro rifugio, ci e’ stato affidato dalle autorita’ che lo hanno sequestrato insieme ad altre 120 anime, Era praticamente all’ inferno, un canile lager nella Regione gestito da G. M., fornitore ufficiale per C. con la sua ditta di mangime , che riceveva senza che mai nessuno trovasse da ridire,  contributi e sovvenzioni statali.

Chi ha visto racconta:  “hanno trovato cadaveri di cuccioli ovunque, le femmine praticamente tutte gravide, gabbie improvvisate e sovraffollate, cani ammassati che per una crocchetta si sarebbero sbranati, visto che se dio vuole mangiavano una tantum… “

E lui, in quell’inferno, era stato buttato in angolo con una zampa a pezzi, in pratica era rimasto solo un moncone di zampa con l’ osso scoperto.

E chissa’ da quanti giorni.

La faccia deturpata in cui due occhi vivi imploravano aiuto e protezione.

L’abbiamo  portato subito via e fatto operare d’urgenza.
Ieri 31/07/ 2008 gli hanno amputato la zampa, sul muso invece rimarra’ indelebile, il marchio di una vita di sofferenza e di stenti, di lotta per la sopravivenza .

Cio’ che piu’ male e’ notare la fiducia che queste creature maltrattate mantengono, nonostante tutto.

La dolcezza di Sky fa’ quasi paura e mentre ti vergogni,  ti domandi come sia possibile che dopo tutto quello che ha passato lui ancora ci creda nell’uomo.

Oggi ad un giorno dall’ operazione e’ gia’ in piedi fiero e forte,
Ora e’ tranquillo Sky, e’ protetto, per lui si e’ accesa una nuova luce.

Sky, si trova ora al sicuro, a Napoli, è stato dato in affido ad una volontaria, educatore cinofilo che ha provveduto alla sua riabilitazione caratteriale e ad amarlo.

La nostra preghiera piu’ grande e che un giorno , prestissimo speriamo accada un miracolo, e Sky nonostante il suo handicap ed il muso rovinato, trovi chi lo adotti e gli restituisca tutto cio’ che dei miseri uomini avidi di denaro e senza un briciolo di anima hanno tentato di strappargli! !
Poi bisognera’ pensare anche ai compagni di sventura di Sky, che sono ancora li in quel canile, ma che dovranno prima o poi trovare un’altra sistemazione! !.

E ad ottenere giustizia!

Il piccolo Sky si presentava in queste condizioni

Salvato e curato

Nota

Che si sappiano i nomi dei nominati responsabili. Si, di tale scempio.

Direttore generale della Azienda Sanitaria Regione Molise, Sergio Florio

Responsabile Medicina Veterinaria Regione Molise, Mauro di Muzio

Tra i compagni di Sky anche topi morti, di fame anche loro

I box

La storia del Canile di Ripalimosani

La Procura della Repubblica di Campobasso ha posto sotto sequestro il canile di contrada Santa Lucia a Ripalimosani, il 6 agosto 2008

Nella struttura, gestita da un privato e convenzionata con quattro comuni, secondo la Magistratura mancavano le più elementari norme igienico-sanitarie e i 144 cani ospitati si trovavano in condizioni pietose.

Situazione descritta nell’articolo pubblicato su Nuovo Molise a firma di Pasquale Di Bello

06/08/2008
CANILE SEQUESTRATO, PROSEGUONO I CONTROLLI

Col passare delle ore emergono particolari sempre più raccapriccianti;
si parla, addirittura, di cani sbranatisi tra loro per fame.

Due giorni fa il sequestro della struttura, disposto a seguito delle denunce raccolte e  segnalate all’Avra di Campobasso, Associazione di volontari a tutela
degli animali randagi.

Le poche notizie che trapelano dall’indagine ancora in  corso sembrano individuare gravi responsabilità a carico dei Comuni  interessati e a carico della Asl competente per territorio: quella di Campobasso.

Un canile-lager, con tutti i permessi in regola! E’ questa la sinistra considerazione che viene da fare davanti ad animali lasciati nella più totale incuria.

E’ proprio questo il nodo centrale attorno al quale verosimilmente stanno
lavorando gli inquirenti; un interrogativo al quale sarà difficile
sfuggire e una risposta – quella attesa dalla pubblica opinione – che non potrà
essere elusa.

Chi doveva controllare l’efficienza del canile ed il rispetto della normativa vigente?

E perché  questo – come d’evidenza – non è stato fatto?

Quale il ruolo della Asl di Campobasso?

E quale quello dei comuni interessati i quali – da quanto consta al momento – sembra abbiano sempre pagato per un servizio non reso o, in subordine, reso in una maniera  d’infimo ordine?

A latere del palese maltrattamento agli animali, a questo punto ampiamente documentato anche dalle immagini, è chiaro che si profilano una serie di ipotesi di reato, dal profilo eminentemente omisssivo, e che nelle prossime potrebbero già essere resi noti…………………………

Testimonianza oculare di una volontaria di Napoli che assieme ad un gruppo di soccorso si è recata una volta la settimana presso il canile sequestrato

I cani sono 143: ieri un altro cane è morto sbranato per fame dai suoi compagni.

Ho visto una struttura che non avrebbe mai dovuto esistere per quanto fatiscente, inadeguata, sporca e completamente priva di qualsiasi cosa potesse garantire un minimo benessere degli animali in essa detenuti, i box (piccoli) ospitavano tutti troppi cani, maschi e femmine ( molte gravide o con cuccioli neonati).

All’ interno dei box non esisteva neanche un ombra di un giaciglio, solo il ruvido cemento, i cani erano e sono tuttora costretti a  camminare, mangiare e dormire tra le loro deiezioni, alcuni cani presentavano ferite da morsi, come dimostrano le condizioni disperate di Sky, con il muso dilaniato e la zampa in gangrena che il veterinario ha dovuto amputare.

Ad un certo punto della nostra visita abbiamo sentito il pianto di un cucciolo neonato, dopo una ricerca tra i box lo abbiamo trovato, aveva si e no tre giorni e piangeva disperato, divincolandosi sul cemento, non uno straccio per proteggerlo, non un misero giaciglio, abbiamo provveduto noi con una tavola di legno ed una coperta che avevamo con noi a crearne uno di emergenza dove quella creaturina indifesa poteva per lo meno essere più protetto, cani pelle ed ossa, cani ricoperti di parassiti, alcuni box non erano neanche provvisti di copertura per riparare le povere bestiole dal sole cocente o dalla pioggia, ed in quella zona d’ inverno c’è neve e si arriva a meno 4 gradi.

Noi eravamo andati lì per cercare di fare anche qualcosa di più, avevamo portato del cibo (rifiutato) e dei teloni per ricoprire i box a cielo aperto ma il gestore Giovanni Mandato, indagato nonché “custode giudiziario”, non c’è lo ha permesso. Si è sentito offeso ci ha detto. Lui offeso!

Il canile è stato posto sotto sequestro e va bene, ma poi?

Cosa succederà?

La Padania 26 ottobre 2008

http://www.chiliamacisegua.org/2008/10/26/gli-scheletri-di-ripamolisani/

Gli scheletri di Ripalimosani

La Padania 27 Giugno 2010

Cosa è successo fino ad ora? La signora giustizia si è fatta avanti? Qualcuno è stato licenziato? A qualche altro è stata revocata la convenzione? C’è stata un condanna?
Niente di tutto questo.

Però continuano a morire i cani. Di fame, di stenti, di freddo di incuria. Di indifferenza.

A spese del contribuente.

http://www.chiliamacisegua.org/2010/06/26/la-padania-27-giugno-la-rogna-del-molise/

La Rogna del Molise

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Libro Rosso: Angelica

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Ottava puntata

Asl Sud

“Fra preparati” Così mi dice Fede…

Noi non andiamo in vacanza, noi non andiamo in ferie:

Noi andiamo in giro per i canili lager, per cercare di tirar fuori più animali possibili e li troviamo tutti in condizioni pietose.

La scelta è difficilissima. Ne salviamo uno alla volta.

Da sole, perché dalle nostre parti, i cani valgono un cecio secco.

Ci aiuta il web, ci aiutano le volontarie.

E finita una tragedia, con l’happy end di una adozione, ne comincia subito un’altra.

Spesso quando ritorniamo per dare speranza a quello che avevamo messo in conto di salvare, non lo troviamo più.

E’ già morto.

Pfui, scomparso.

Inghiottito dall’indifferenza, la sua vita senza valore ( ma ha fruttato l’introito di un tot per la convezione al gestore del canile) e la sua morte senza conforto.

La dannazione, la rabbia, il senso di colpa, mi mangiano l’anima.

…..Angelica: non ho la forza di descrivere quanto ho visto.

Le foto, vi assicuro che non rendono in misura adeguata lo scempio su quel povero corpicino immobile.

Lei era Angelica, femmina di circa 4/5 anni.

Senza più un filo di grasso o muscolo attaccato al corpo.

….. La porto di corsa dal veterinario. La sua espressione dice tutto: è incredulo!

Le unghie? Non so avete presente le corna di un Ariete?

Ecco la stessa cosa aveva alle zampe la piccola Angelica…tutte e 4 le zampe!

Unghie lunghissime che facevano almeno un giro, se non due in alcuni casi, con la punta conficcata direttamente nei polpastrelli…

Zampe anteriori gonfissime…gomiti gonfissimi…neanche riusciva a reggersi in piedi.

Uno strazio, uno orrore inguardabile, un colpo al cuore pensare alla sua sofferenza tanto prolungata nel tempo, il tempo della crescita di quelle unghie!

Questo lo stato fisico: analisi del sangue disastrose, forte anemia dovuta alla Rickettsiosi. Test Leishmania negativo! Due ernie inguinali. I suoi denti sono ricoperti di tartaro! E’ pelle e ossa!

Eppure Angelica e’ di una dolcezza disarmante!

Forse non le sembra vero essere uscita da quel maledetto posto.

L’ho portata  presso una pensione nella mia città …la seguirò costantemente…ha mangiato con tutta quella foga che solo chi non si nutre da tempo esprime…

Ora è in terapia…

Le ho promesso che la faro’ tornare la stella di un tempo.

Non ho altro da aggiungere.

Per lei “pretendiamo” un’adozione del cuore…qualcuno che dia la possibilità a questi angeli caduti in volo di potersi finalmente rialzare.

La fine della storia, anzi l’inizio di una nuova vita

Angelica è stata Adottata il 12 settembre 2009 in prov.di Pistoia.
E’una meraviglia!

Ovviamente è stata sterilizzata dalla coppia che l’ha adottata, che la ama alla follia…

Angelica aveva le zampe ridotte in quel modo a causa di infezioni come Erlichia e Ricktettsiosi mai curate!!

Oltre che due ernie inguinali da fare paura!!

Ora sta bene…via le ernie e ok sterilizzazione

Come strascico del passato, ogni tanto ha bisogno di ingoiare  qualche anti dolorifico…

Ma vive finalmente una vita da..cane

Angelica appena salvata dal canile (canile?)

Le unghie tagliate

I polpastrelli

Angelica oggi

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Libro Rosso: Don Matteo

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Settima puntata

Asl Sud

Arriva in rete, come un pugno nello stomaco, l’accorato appello per un cane che ha le zampe deformate, dopo avere subito una paralisi da infezione che ha colpito i centri nervosi.

E’ al Sud che viene catturato, sterilizzato e reimmesso, in quelle condizioni, dall’Asl e dal Comune, sul territorio, dove per sovrannumero di indecenza, in quel tempo, vigeva l’Ordinanza che vietava di sfamare i randagi.

Don Matteo è lasciato dunque, alla sola provvidenza della natura che ha fatto il suo corso, senza poter offrire ne medicine, ne interventi e cure, ma solo l’orribile atrofizzazione del posteriore.  Due bastoni rigidi che lo condannano alla postura strascicata, passano sotto al petto, mentre lui cammina solo con le due zampe anteriori.

Uno strazio vederlo avanzare cosi e da ben due anni Don Matteo striscia sull’asfalto, per cercare di sopravvivere alle botte.

Eppure Don Matteo è stato investito nelle vicinanze di un Santuario. Luogo di preghiera, ateneo di carità e pietà cristiana.

Ma non umana.

I pretonzoli non gradiscono che si sfamino gli affamati e si dissetino gli assetati, se i poveri, a trovarsi in ambasce, sono animali.

Datosi che offriva davvero un  brutto spettacolo ai pellegrini che si recavano al

Santuario, bisbigliando ipocrisia mentre si facevano il segno della croce e senza

vergogna, Don Matteo ciclicamente, veniva gettato in fossi e canali secchi,

perché si autoeliminasse senza dar altra pena. E la sola, mossa a compassione era una volontaria che lo accudiva come poteva.

Agghiacciata dalle fotografie capitatele sott’occhi, Stefania Piazzo, la giornalista de La Padania, volle denunciare e divulgare la sua storia in una inchiesta.

E la prese tanto a cuore la sua storia, che ha voluto, poi, con tutte le sue forze adottare lei stessa Don Matteo, ridandogli intatta la fierezza maremmana nello sguardo e la gioia del cane che ha trovato il suo capobranco, nel cuore.

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Fame e struscio di Don Matteo

Don Matteo è lì da due anni. Con due zampe davanti che per la legge della fisica lo proiettano come due leve sul cammino. E con due zampe dietro, che per la legge di chi lo ha investito e mai soccorso si proiettano sotto il corpo, orpelli utili per un degno baricentro da randagio.

Don Matteo è vivo per miracolo, miracolato dalle mani che lo avevano persino spinto, in quelle condizioni, dentro un canale in secca.

Avrebbe fatto la fine del topo nel pozzo. Per misericordia chi l’ha salvato gli ha dato il nome del santo al quale è dedicato il Santuario cappuccino.

Siamo a due passi da S. Giovanni Rotondo, eppure da queste parti lo spirito francescano aleggia con fatica, alcune anime sono di piombo.

Volano molto basse. E i cani non li accarezzano, spesso li bastonano, anche sulla pubblica piazza.

Don Matteo è la cartolina di San Marco in Lamis, un comune dell’entroterra garganico.

Il suo sindaco, l’avvocato Michelangelo Lombardi, per risolvere il problema del randagismo, «e delle aggressioni alle persone», come si giustifica a viva voce, ha vietato la somministrazione di cibo ai cani vaganti.

Anche a Don Matteo.

Così, in più, non intralciano la strada, magari non ostacolano i pellegrini, e non insudiciano la strada con gli avanzi.

………………………………….

Don Matteo, il bipede, è l’emblema del fallimento.

Antonietta Torelli lo accudisce assieme ad altri branchi dimenticati dal mondo civile.

Ma quel maremmano è accudito con pietà anche cristiana da un coraggioso cappuccino, padre Francesco. Racconta con timore e rispetto gerarchico verso le sue autorità, il suo “peccato” francescano: dà cibo ai derelitti che anche Francesco il santo accudiva.

D’altra parte, se un santo avvicinava i lupi, potrebbe un cappuccino temere dei randagi affamati più che la reazione degli uomini?

Il mite e molto sensibile francescano invita al rispetto di tutte le creature, e nel silenzio del cuore giudica assurde le leggi umane che negano i diritti degli animali.

«Troppi cattivi esempi», si limita a commentare il frate buono.

Che invita a soluzioni di «conforto». Che prega anche affinché il sindaco si prenda a cuore la situazione.

Padre, le stiamo facendo fare uno strappo alla regola?

«Posso solo invitare proprio i cristiani, i religiosi, tutti, a dare il buon esempio. È un invito a riscoprire la bellezza dello spirito francescano ».

Inattaccabile.

Un invito ad amare e a dare voce ai senza voce non può essere motivo di richiamo.

………………………………..

«Mi piacciono tutti gli animali tranne quelli che strisciano a terra», conclude frate Francesco. «Così come gli uomini che strisciano», precisa.

Una benedizione non guasta.

La vita ordinaria di Don Matteo ieri

La vita straordinaria di Don Matteo oggi

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Libro Rosso: Beate

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Quinta puntata

Asl Sud

Sono entrata in quel canile, una tomba di dolore, di rassegnazione e di sguardi che chiedono, che ti fissano muti e ti paralizzano il respiro ad ogni passo che fai. Te li porti addosso, appiccicati, madidi di lacrime secche.

Lei, la piccola mi ha guardato a suo modo.

Gli occhi rossi macerati dal pus. Cieca.

Che vita avrebbe trascorso in una stretta gabbia, sentendo solo l’odore dei tanti compagni di avventura, non riuscendo neppure ad arrivare in tempo ad accaparrarsi il cibo per sopravvivere? E come avrebbe potuto difendersi?

Lì dentro, nessuno l’aveva curata, nessuno l’avrebbe sanata. Nessuno l’avrebbe protetta.

Non ho potuto procedere oltre ed è cominciata la nostra storia.

Io l’ho tirata fuori da quel lager. E ne sono fiera.

L’ho chiamata Beate.

Non potete neanche immaginare la dolcezza infinita della piccola Beate.

Sono rimasta fulminata da questo piccolo corpicino  che pur assomigliando ad uno scheletro,riusciva a trasmettere tanto calore e tanto amore

Il suo stato clinico parlava dei  suoi occhi che praticamente si erano disfatti infettandosi, tanto da richiedere  un immediato intervento chirurgico per estrarle i bulbi oculari, visto che non riusciva neanche a chiudere le palpebre.

Era affetta da leshmania con valori abbastanza alti e presentava inoltre una frattura al bacino saldatasi malissimo, che non le permetteva di fare movimenti adeguati. Le cause sono tuttora sconosciute: forse investita da un’auto, forse bastonata, chissà.

Non poteva assolutamente restare tra le sbarre di quella prigione.

Dovevo salvarla con l’aiuto di tanti a cui avrei fatto conoscere  la sua storia.

Beate ha dimostrato un cuore grande con cui vedeva,  con cui seguiva  il suono della mia voce e sapeva dimostrarmi l’affetto che è proprio di tutte quelle creature  che tanto hanno sofferto, patito, sopportato per anni, nel corso della loro esistenza.
Beate mi ha colpita diritto dentro l’anima e me l’ha spezzata. Contemporaneamente mi sono sentita  soffocare da un senso di angoscia, salvavo lei ma avevo la consapevolezza che tanti suoi altri compagni di disavventura, si sarebbero consumati all’interno di quella galera.

L’ho fatta vivere con me nella mia casa, ha dormito 5 mesi nella mia camera con le mie piccoline. E’ stata operata.  Si e’ ripresa, ha superato lo choc e i ricordi del maltrattamento e della incuria subiti.

Piano piano, ha iniziato di nuovo a vivere, a scodinzolare.

Ad essere un cane.

Ce l’aveva fatta a resistere in quell’orrore, ce l’aveva fatta a scrollarselo di dosso e ad avere una seconda possibilità.

Quando l’ho abbracciata e salutata tutta la gioia che provavo si è trasformata in un pianto liberatorio.

Una creatura di una dignità e di una bontà sconcertanti

E solo quando io e la mia amica siamo arrivate, all’autostrada, all’uscita Torino, ho provato una gioia immensa al pensiero che la piccola avrebbe cominciato ad essere un cane.

La sua mamma glielo avrebbe insegnato da capo.

L’incontro con Beate

Beate fuori dal canile

Beate al controllo in clinica, dopo l’intervento subito per la rimozione dei bulbi oculari e la sterilizzazione

Beate oggi

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Libro Rosso: Artax

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Quarta puntata

Asl Sud

Il 18 settembre 2009 arriva al Nord, presso la Pensione con cui siamo convenzionati, un dobermann maschio di età non meglio identificata, liberato da un canile convenzionato, controllato dalla Asl, a modo suo, evidentemente lager.

Ricordo ancora la prima volta che la volontaria mi aveva scritto: “Ho trovato in canile,  un dobermann in fin di vita, buttato per terra come uno straccio sporco. Potete aiutarlo?”

Abbiamo risposto: “Assolutamente si, immediatamente si.”, viste le foto del dobermann che mostravano una condizione di estrema sofferenza.

Bisognava fare presto , la sua vita era attaccata ad un soffio. Con urgenza!

Già, l’urgenza il cui significato evidentemente è double face, una faccia per l’umanità e l’altra per l’indifferenza, si è dipanata in due settimane. Due settimane per riuscire a portare via Artax, necessarie alla volontaria per convincere quel “gentiluomo” che lo teneva in canile, a farlo uscire da quel postaccio immondo.

Le condizioni in cui è arrivato Artax erano agghiaccianti e il referto della prima visita parla chiaro:

AGGIORNAMENTO ARTAX 19 SETTEMBRE 2009

Oggi, 19 settembre 2009, ho visitato il cane maschio adulto dobermann di nome Artax, il quale si presenta in pessimo stato di nutrizione con ipotrofia muscolare e debolezza grave.

Presenta inoltre lesioni cutanee, quali eritemi, piodermiti secondarie e alopecia, compatibili con dermatite causata da fluidi corporei, e, in corrispondenza delle prominenze ossee, presenta ipercheratosi ulcerate da irritazione per attrito della cute con superfici dure.

L’esame obiettivo particolare degli apparati cardiovascolare e respiratorio erano nella norma, linfonodi nella norma, mucose pallide, ipertermia, TRC nella norma.

Ho rilevato otoacariasi, congiuntivite mucopurulenta e gonfiore alle articolazioni degli arti,soprattutto l’articolazioni tibiotarsale destra.

In attesa dei risultati dell’IF per sospetto di leishmania, elettroforesi proteine e VES.

Si consiglia ricovero in terapia intensiva.

Nonostante un sensorio nella norma si consiglia visita neurologica specialistica e accurata valutazione comportamentale, il cane infatti è affetto da anteropulsione e movimenti di maneggio continui.

RISULTATO ESAMI DI LABORATORIO

Leishmania (Immunofluorescenza)

1:640 (Positivo ++++)

Quale mostro perché uomo non è, può permettere che un cane si riduca così? Quale mostro, perchè uomo non è, ha occhi talmente trasparenti e freddi, da vedere questa sofferenza e passare oltre?

Perchè in Italia è permesso torturare queste creature?

La Asl colpevole di tutta la sofferenza che ha passato Artax, deve essere punita.

Ad oggi non sappiamo se sia stata la voglia di vivere o un miracolo che lo ha fatto rinascere: Artax è un cane rinato.

Anche se a volte, forse, ricorda ancora  tutto quello che ha patito, subito, sopportato. Noi vogliamo che sia fatta giustizia per Artax e per tutti i cani che sono ancora tenuti in ostaggio in quel canile lager, dalla indifferenza, dalla inefficienza e dalle omissioni di atti di ufficio di chi è pagato coi soldi dei cittadini.

Foto

Artax quando era affidato alla Asl del Sud

Artax in cura

Artax, ora è un cane

Video Artax

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Libro Rosso: Vite Rubate

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Terza puntata

Asl Sud

Un epitaffio che dura il tempo di un attimo per guardare fino dentro l’anima gli occhi di queste vite rubate. Che non hanno storia ma solo cronaca di morte.

Un ricordo per questi cani che hanno vegetato ammalati, in assoluta solitudine e agonia, nell’attesa di una vita che a loro è stata rubata.

Dalla indifferenza dell’uomo.

Dalla malvagità dell’uomo.

Vita Rubata 1

Queste povere ossa ricoperte da ferite, forse piaghe da malattia, si sono consumate a poco a poco senza alcun conforto. Prima di diventare carogna.

Vita Rubata 2

Costole di paura, fame e stenti. Se ne è andato in fretta. Per fortuna.

Vita Rubata 3

Sa già che la fine è vicina e sopporta con rassegnazione il suo essere una cosa, non un cane con dignità di cane.

Vita Rubata 4

Era arrivata la salvezza per mano di una persona, quella si persona, che al cospetto di tanto orrore e  tanta trascuratezza,aveva deciso di salvarlo. Completamente mangiato dai bigattini , ammalato di tumore all’interno dell’orecchio,anziano, stanco di aspettare, lasciato nel suo pus nei suoi escrementi a marcire. Forse per essere usato come fertilizzante. Trasportato al Nord, una eutanasia pietosa l’ha messo a dormire

Vita Rubata 5

Un tumore che ha avuto tutto il tempo di divorargli ogni speranza, se lo è portato via. Per farlo morire più in fretta, beh nessuna cura, o intervento o pomata è stata prescritta. Così si risparmia, no?

Vita Rubata 6

Povera creatura a cui chiedere perdono a cui dire, non tutti gli uomini sono come li hai conosciuti nella tua vita così breve.

Solo frammenti di storia per questo cane:Era un sabato quando ho stata scattata quella foto Pioveva e lui era buttato per terra nel suo box.

Ho chiamato l’inserviente e gli ho detto di toglierlo dal box perchè stava morendo.

Purtroppo ho trovato solo quella plastica gialla per coprirlo.

Ho aspettato per portarlo via. Ho aspettato il gestore per chiedergli il permesso di prenderlo con me, ma non è mai arrivato ed io mi sono dovuta arrendere ed andarmene!

Sono tornata il lunedì per prenderlo ma mi è stato detto che era, nel frattempo

Deceduto. Di domenica quando per tutti è festa.

Vita Quasi Rubata 7

Vita Quasi Rubata 8

Vita Quasi Rubata 9

Queste vite quasi rubate, ferite, sanguinati, malate, respirano ancora flebilmente.

Ora, in questo momento.

Chiliamacisegua non garantisce per la durata della loro esistenza, mentre state leggendo.

Fino a quando potranno resistere senza cure, senza attenzioni, senza provvedimenti e responsabilità che la Legge 281/1991 prevede?

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