INDIGNATAMENTE
4 gennaio 2012 -
Chiliamacisegua riceve questa accorata segnalazione e supporta la pressante richiesta di intervento. Mentre si domanda, basita, se le Istituzioni hanno finito di festeggiare il Santo Natale,
oppure se la prendono comoda, come sempre e stanno pensando già ai divertimenti del Carnevale!
Noi cittadini pretendiamo risposte, non indifferenza.
Due anni fa Chiliamacisegua è intervenuta per una situazione analoga e si è fatta carico della cura della maggior parte dei cuccioli di Sessa, che fortunatamente ora, sono stati
felicemente adottati, manlevando l’ Amministrazione dal suo precipuo compito.
http://www.chiliamacisegua.org/2010/01/25/chiliamalicura-cani-di-sessa-aurunca/
Chiliamalicura: cani di Sessa Aurunca
Chiliamacisegua non dimentica che molti dei cuccioli sono stati salvati per… un pelo: 116 cani tra cuccioli e adulti vivevano ai limiti della sopravvivenza, in box fatiscenti.
La relazione del veterinario di fiducia di Chiliamacisegua, descriveva parassiti di ogni genere: Ascaridi, Tegna, Trituris Vulpis e Coccidi.
Alcuni cani presentavano una vistosa dermatite forforosa in estensione riferibile a rogna demodettica.
E tutto questo, tra la generale abulia e ignavia di ogni uomo degno di considerarsi tale.
Era il 16 gennaio del 2009 quando la Asl, finalmente, intervenne per portare in salvo quelle creature.
Nel 2009 Chiliamacisegua chiese alle autorità competenti di tenere sotto controllo l’operato della Sig.ra L.C.,per impedirle di raccattare cani come roba, come cose, ma nulla è stato
fatto per proibire il sequel dell’orrore, se il 21 dicembre 2011 si è ripetuta la stessa orrida scena, lo stesso orribile copione.
Forse che Lorsignori aspettano nuove vittime per sgravarsi l’animo?
Chiliamacisegua che si fa portavoce dei cittadini e dei volontari che si sgolano per chiedere l’applicazione delle Leggi a tutela animali, non smetterà mai di richiamare al senso del rispetto
per la vita chi è deputato a farlo!
E al senso del dovere!
Indignatamente!
Chiliamacisegua
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MAIL RICEVUTA
Alla cortese attenzione del presidente di Chiliamacisegua Signora Corinna Andreatta
Oggetto: CANILE ABUSIVO DI SESSA AURUNCA
Gentile Presidente,
La informo che, fino ad oggi non si è fatto nulla per il canile abusivo della Sig.ra L.C. e, i cani rimangono nello schifo più assoluto ed i cuccioli continuano a morire.
Come mai il Comune di Sessa Aurunca non interviene?
Perchè è così lunga la procedura di sequestro?
Si potrebbe intanto, sotto la Sua direzione, organizzare con i volontari un aiuto per sfamare i cani?
La prego di intervenire al più presto.
Saluti
Davide
Video Striscia la Notizia
ANIMALI SOFFERENTI LASCIATI LANGUIRE UNA VERGOGNA INTOLLERABILE
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?14207
Nota Sottoscrivete la battaglia email di Chiliamacisegua, per fare diventare la protesta un coro di indignazione, inviando alla mailing riportata nel testo la vostra voce. Grazie
ALLA CORTESE ATTENZIONE DI
Dott. LUIGI TOMMASINO
Sindaco di Sessa Aurunca
sindaco@comune.sessaaurunca.ce.it;
tribunale.santamariacapuavetere@giustizia.it;
presidente.caldoro@regione.campania.it;
seg.presidente@regione.campania.it;
p.sarnelli@regione.campania.it;
gab.quest.ce@pecps.poliziadistato.it;
seg.presidente@regione.campania.it;
segretariogenerale@provincia.caserta.it;
direzionegenerale@pec.aslcaserta.it;
zinzi.domenico@pec.terradilavorocst.it;
direttoregenerale@provincia.caserta.it;
segreteriagenerale@provincia.caserta.it;
aniellodesarno@provincia.caserta.it;
emiliatarantino@provincia.caserta.it;
paolomadonna@provincia.caserta.it;
angela.buonpane@provincia.caserta.it;
paolodefelice@provincia.caserta.it;
paolodefelice@provincia.caserta.it;
dip.prevenzione@aslcaserta2.it;
info@lacoscienzadeglianimali.it;
segreteria_napoli@repubblica.it;
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Pellestrina,sconcertante, palese inciviltà!
29 dicembre 2011 -
Chiliamacisegua riceve questa segnalazione e rimarca la sconcertante, palese inciviltà, dimostrata dalle istituzioni locali nei confronti di povere creature lasciate a morire tra l’indifferenza generale di chi invece avrebbe il dovere civico se non umano, che la pietà pare oggi sia morta e sepolta, di provvedere alla loro tutela.Chiliamacisegua supporta con veemenza la richiesta di provvedimenti urgenti, immediati a difesa dei cani congelati, bagnati, maltrattati persino dal buonsenso e chiede l’immediata applicazione della Legge 20 luglio 2004, n.189 ,http://www.camera.it/parlam/leggi/04189l.htm, ricordando:
Art. 544-bis. – (Uccisione di animali). – Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi.
Art. 544-ter. – (Maltrattamento di animali). – Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro.
La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi.
La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale.
Chiliamacisegua confida nel senso di ravvedimento, altresì si riserva qualsiasi azione utile alla tutela degli animali, abbandonati persino dal buonsenso.
Chiliamacisegua
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Tesseramento e donazioni
http://www.chiliamacisegua.org/chisiamo/tesseramento-e-donazioni/
MAIL RICEVUTA
Al Presidente di Chiliamacisegua, Signora Corinna Andreatta
Buongiorno,
volevo chiedere il vostro aiuto per il caso di Pellestrina di cui avete già ricevuto la documentazione per contestare la decisione delle USL Veterinarie di Venezia e Chioggia, in quanto dal sopralluogo effettuato dai veterinari è risultato che è tutto a posto e che i cani stanno bene così.
Ora la normativa nazionale, regionale e comunale vieta la detenzione dei cani per più di un certo numero di ore al giorno in strutture piccole, nel senso per esempio che un cane non può stare in un box tutto il giorno, ma deve essere liberato dopo 8 ore per consentirgli adeguata possibilità di esercizio psico-fisico e l’espletamento dei bisogni fisiologici. Questo a Chioggia-Pellestrina non avviene mai.
Inoltre c’è un box di lamiera chiuso dove ci sono perennemente due cani in mezzo agli escrementi, oltre agli altri 7 cani sulle palafitte.
Queste situazioni io le ho viste e testimoniato due volte davanti ai vigili: oltre a me, hanno testimoniato almeno altre 4 persone.
Non vogliono capire che questa situazione è palesemente contro la legge e nonostante i miei quattordici esposti e la diffusione su stampa e tv, Comune, Provincia, Usl e Carabinieri non fanno niente.
Purtroppo i Vigili hanno inviato alla Procura della Repubblica la richiesta di archiviazione del caso, per cui, finchè non verrà adottata una ordinanza contro la guardiania degli animali sulle palafitte, i cani non potranno essere sequestrati.
Quindi se c’è la volontà si adotta l’ordinanza subito (visto che sono anni che perdura questa barbara usanza e come si è visto sono più che sufficienti dei lucchetti per impedire i furti delle reti da pesca) ed inoltre si può concedere intanto l’affidamento in via amichevole per l’adozione ai volontari nostri simpatizzanti che si sono offerti (compreso il cane che è stato portato a San Giuliano per accertamenti perché era più denutrito e malconcio degli altri).
L’assessore di Venezia e la Presidente della Provincia non vogliono concedermi nemmeno un appuntamento telefonico.
Attendo cortese riscontro e ringrazio per la disponibilità.
Padova, 29.12.2011
Partecipate alla Battaglia Email per i poveri cani di Pellestrina, sottoscrivete, inviate la vostra protesta alla mailing di seguito, divulgate, fate crescere la marea dell’indignazione. Grazie
Chiliamacisegua
ALLA CORTESE ATTENZIONE di
assessore.bettin@comune.venezia.it;
gianfranco.bettin@comune.venezia.it;
dario.gallotti@comune.venezia.it;
andrea.costantini@comune.venezia.it;
autoritaportuale.venezia@legalmail.it;
ccpdnascdo@carabinieri.it;
sicurezza.polizialocale@regione.veneto.it;
giorgio.vigo@regione.veneto.it;
urp@provincia.venezia.it;
protocollo@provincia.venezia.it;
silvia.vianello@chioggia.org;
sindaco@chioggia.org;
vigili.urbani@chioggia.org;
urp@minambiente.it;
stve546430@carabinieri.it;
procura.venezia@giustizia.it;
presidente.lidopellestrina@comune.venezia.it;
sindaco@comune.venezia.it;
gab.quest.ve@pecps.poliziadistato.it;
protocollo.ulss12@pecveneto.it;
presidenza@fnovi.it ;
relazioni.esterne@fnovi.it ;
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enpav@enpav.it;
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QUINTANA – LETTERA APERTA ALLA PROVINCIA DI PERUGIA
22 settembre 2011 -
Chiliamacisegua aveva richiesto una partecipazione urgente alla protesta per quanto accaduto al Palio della Quintana.
Chiliamacisegua chiede supporto per battaglia email urgente
La sottoscrizione alla protesta è stata numerosa. Segno che teste capaci di indignarsi, ce ne sono. Per fortuna!
Grazie dunque a tutti coloro che battagliano per cambiare ‘sto mondo che non rispetta la vita. E che partecipano alla rivoluzione in atto, che il progresso per la civiltà non l’arresta nessuno! Neppure i quintanesi i paliisti, sagristi, alberi della cuccagnisti, i tradizionalisti et similia, che confondono il significato di tradizione, un valore, con la perpetrazione della barbarie, una ignominia.
Ecco un regalo: in anteprima la Lettera Aperta che Stefania Piazzo scrive a LORSIGNORI umbri. E che sarà pubblicata domenica prossima su La Padania. Nulla da aggiungere, nulla da eccepire.
Una sublime rasoiata, una provocazione culturale in grande stile che rimette in gioco chi non teme il confronto e la dialettica.
Chiliamacisegua
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Anteprima
QUINTANA – LETTERA APERTA ALLA PROVINCIA DI PERUGIA
di Stefania Piazzo
Si pensava che passato il cadavere – del cavallo – fosse finita lì. Invece no, bisogna aver pazienza perché il fiume scarica sempre qualcosa a valle. E allora se ti siedi, dopo l’equide infilzato al primo giro di giostra, ecco che al secondo giro la giustizia ti infilza pure il fantino. All’indomani della gara che incorona un cavaliere vincitore, cade la vocale e la giustizia terrena “incorna” lo stesso trionfatore con una condanna, lui più altri addetti, tra veterinari e personale delle scuderie, per doping per una Quintana di pochi anni fa. Che singolar doppia tenzone.
Che doppia sfiga. Povera Quintana, Foligno non ha pace. Ma, soprattutto, Perugia ora tace. Eppure appena il 2 agosto scorso l’assessore provinciale alla Cultura di Perugia, dopo l’esclusione di Foligno dai comuni Patrimonio d’Italia, indossava la toga difensiva affermando che «i contradaioli e i quintanari assicurano un benessere di altissimo livello agli animali impegnati nelle corse: vietando e vigilando sul doping prima, durante o dopo le corse».
Premonizione? Allora, il cavallo infilzato è stato un incidente. Il doping, un altro incidente, I suppose… Ma la cultura è altro, per fortuna.
Lo spiegava proprio bene l’assessore alla Cultura che la Quintana così come gli «eventi culturali e le rievocazioni storiche… rappresentano le radici e una fonte di ricchezza del popolo umbro». Certo cara Provincia, ma non si comprende l’ordine dei fattori.
È la cultura che esprime la Quintana o è la Quintana che esprime la cultura della relazione uomo-animale in Umbria?
Ci permettiamo di chiedere: la sorgente dell’educazione al rispetto del benessere animale ha come base scientifica le radici, la fissità delle tradizione di un popolo, prende forma dal rievocare la storia? E’ insomma una gemmazione spontanea che si trasmette di generazione in generazione al momento del parto, o il popolo umbro la può apprendere magari in un processo educativo che parte dalle scuole, con l’approccio graduale all’etologia, in un patto di reciproca conoscenza con gli adeguati educatori opportunamente formati? Insomma, sui banchi o in tribuna, in un progetto educativo in cui le famiglie pagano il biglietto o partecipano alla pedagogia di una crescita? Altrimenti alla stessa stregua si può andare al Circo o alle giostre per “imparare” e apprendere.
La Quintana è insomma un momento pedagogico bastante a se stesso e sufficiente a diffondere e spiegare la cultura del benessere animale, un esempio che diventa verità? La recente campagna via web che sta mobilitando in queste ore flotte di cittadini da tutta Italia, veicolata da una potente bocca di fuoco come Chiliamacisegua, interrogandosi sulla Quintana e ciò che trasmette, interpella la Provincia, più che sui singoli episodi, sul senso di un cammino, sull’orizzonte culturale che difende e di cui si fa bandiera.
La Provincia di Perugia ha avuto in questi anni il merito e il primato di essere stata la sola, in Italia, ad entrare nelle scuole, a seminare la cultura della prima socializzazione col mondo animale.
Una “contaminazione” familiare che ha insegnato, educato come non sia la prossimità con l’animale a creare la “vicinanza” e il rispetto né l’equilibrio di una relazione. È l’educazione che fa da tramite mitocondriale e riaccende i legami di un trascorso antico più dei costumi della Quintana e che con parole semplici inculca la sana lotta tra il bene e il male, tra il rispetto e il maltrattamento.
E la gioia, soprattutto, non del flusso turistico ma di uno scambio di conoscenze ed esperienze cognitive, non di un baratto né di una scommessa. Tanto più vale per un animale maestoso, indipendente e gregario con un mondo sensoriale strepitoso che ha siglato con l’uomo un’alleanza millenaria, che ha avvicinato e cambiato il mondo più di facebook.
Al punto da aiutarlo, l’uomo, in una relazione che cura. Una relazione non col doppio fondo di un’attività commerciale. Peccato insomma la Provincia abbia abdicato da tempo a quell’impegno certo non obbligatorio ma geniale, (ma non sia mai che ci ripensi), pur proseguendo su altre virtuose iniziative in campo animale (quelle patrocinate dal ministero della Salute), dando sostegno a trasmissioni tv che a piccole benefiche dosi mostrano il volto migliore di un rapporto e nel quotidiano servizio dello Sportello 4 Zampe.
Ma è la semina costante e coerente della partnership con gli animali l’evento culturale che va diffuso, più delle giostre che portano turismo. Quando eravamo piccoli ci portavano al museo di scienze naturali pensando di farci imparare come sono fatti gli animali, e quindi a capire il loro mistero da vicino, apprezzandoli impagliati. Ma una relazione non è imbalsamazione, non è tassidermia – arte antica come la buona sartoria degli abiti nelle sfilate del corteo – né mistero.
La verità non è fissità. Ci rifiutiamo di pensare e non può che essere così, vero? che la Provincia voglia impagliare plasticamente la vita e questa alleanza, creando organi educativi supplenti nelle giostre e nei pali o in altro.
Chi lo fa mortifica ma quale turismo, ma quali radici, ma quali tradizioni: ammazza il patrimonio evolutivo non del popolo umbro o del ministro Brambilla o dell’assessore Porzi o del presidente Guasticchi o del suo vice Rossi o della contrada folignate.
Stronca la sofisticata tecnologia di cervelli che hanno ibridato le rispettive risorse sociali per diventare, appunto, una risorsa, un’opportunità per la vita; un predicato animale che ha forgiato anche il predicato umano.
Meglio di sicuro dei predicozzi tra pro e contro. I cittadini, cara Provincia, hanno sinapsi che crescono e che dopo decenni di sonno si sono risvegliate grazie ad un cambiamento culturale che travolge i dogmi delle tradizioni e rimette in discussione l’arroganza di un uomo che vuole essere al centro di tutto, dominus e non partner evolutivo.
L’antropocentrismo, sociale, politico, istituzionale, religioso, culturale, che si pone nella posizione di chi addomestica e non di chi condivide, è un fatto che la storia prima o poi travolgerà e condannerà ai riti e ai miti del passato da non rievocare.
La sostanza di educare, che è etica della bellezza e degli equilibri, potenza “estetica” del sapere, è altra cosa.
Mai troppo tardi? Nello spirito di una costruttiva dialettica, con la stima di sempre.
Stefania Piazzo
A
brambilla_m@camera.it; martini_f@camera.it; tutela.animale@sanita.it; info@lacoscienzadeglianimali.it; r.marabelli@sanita.it;g.ferri@sanita.it;presidente@provincia.perugia.it;4zampe@provincia.perugia.it; redazione@umbria24.it;
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Un No da ringraziare La risposta del Sindaco
3 settembre 2011 -
Pubblichiamo molto volentieri la risposta del signor Michele de Lucia, Sindaco di Positano
Carissimi amici,
ho letto tutte le vostre lettere, ma purtroppo sono impossibilitato a scrivere singolarmente ad ognuno di voi perché siete davvero in tantissimi, voglio comunque rispondere in maniera corale a tutti voi che mi avete ringraziato per il gesto, per me dovuto e spontaneo, di rifiutare una sfilata di pellicce che il Comune in cui ho la fortuna di essere Sindaco, avrebbe dovuto ospitare il prossimo 23 settembre.
Sono consapevole di quanto il nome e l’immagine di Positano siano indissolubilmente legati alla moda, ma non per questo posso dimenticare, sia come Sindaco ma soprattutto come Uomo, le atrocità che tantissimi animali indifesi subiscono ogni giorno in nome di una “moda” che non ci rappresenta, non ci appartiene e a cui vogliamo gridare un forte NO!
Non ho certo la presunzione di voler essere un modello, ma spero davvero che questo gesto possa essere d’esempio per evitare barbarie ad animali la cui unica colpa è di essere stati dotati dalla natura di un manto stupendo e credo che noi tutti abbiamo il dovere di tutelarli.
Concludo ringraziando ancora tutti per avermi sostenuto e vi saluto calorosamente.
Michele De Lucia
Sindaco di Positano
Un No da ringraziare
Chiliamacisegua sente il dovere di ringraziare il signor Michele de Lucia, il Sindaco di Positano, che è andato controcorrente, dicendo un No esemplare, la cui eco è rimbombata fragorosamente nel web.
La nostra società scalcagnata, ha bisogno di persone come lui che antepongono la compassione alla…tradizione, la riflessione al…. tanto non cambia niente, la tutela degli indifesi alla …fashion vanità.
No No No: ecco se ognuno di noi esercitasse come il signor Michele de Lucia, il diritto al diniego, messo di fronte alla scelta tra il costo e il valore di ogni azione, forse questo mondo, potrebbe essere più salubre.
Grazie Sindaco!
Chiliamacisegua
Nota
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I Fatti
Net1news
http://www.net1news.org/no-del-sindaco-di-positano-alle-sfilate-di-pellicce.html
No del sindaco di Positano alle sfilate di pellicce
POSITANO – Ci sono azioni che sconvolgono, in un momento in cui il profitto, il riscontro economico, l’immagine hanno un valore altissimo, un sindaco che vieta una sfilata di pellicce in un luogo altamente turistico è una rarità. Il sindaco di Positano Michele de Lucia, ha infatti vietato una sfilata di pellicce che si doveva tenere a Positano il prossimo 23 settembre.
Inizia a sorgere finalmente una cultura contro la crudeltà ed i maltrattamenti agli animali; il sindaco in questione si è apertamente dichiarato contro i maltrattamenti. Ogni anno il business della moda e delle pellicce uccide 15 milioni di animali, un’industria tra le più cruente e crudeli.
Bello pensare che un sindaco noncurante dei guadagni che la manifestazione potesse portare alle casse comunali, abbia avuto il coraggio e la forza di dire no.
Ora più che mai è necessario e doveroso dire basta alle pellicce ed alle crudeltà inutili che vengono perpetrate ai miliardi di creature innocenti, che non hanno scelta né voce. Il mondo della moda da sempre è una fabbrica infinita di abusi, verso animali umani e non, sarebbe ora di prendere seriamente posizioni a riguardo, rifiutando un sistema che produce null’altro che sofferenza.
Petslifetv
http://petslife.tv/blog/news/il-sindaco-di-positano-dice-no-alle-pellicce-sospesa-sfilata/
Il sindaco di Positano dice no alle pellicce: sospesa sfilata
Un applauso al sindaco di Positano, Michele de Lucia, che ha espressamente vietato una sfilata di pellicce, dichiarandosi contrario ai maltrattamenti di animali.
by redazionepets |
Un sindaco che ci piace, oggi, è quello di Positano, Michele de Lucia. Dopo aver tanto discusso delle prese di posizione alquanto criticabili del primo cittadino di Varazze, infatti, è un vero piacere levarsi il cappello di fronte all’atto di civiltà di de Lucia, che ha espressamente vietato una sfilata di pellicce nella città che amministra.
Il sindaco di Positano ha motivato la sua decisione di abolire la sfilata inizialmente prevista per il prossimo 23 settembre dichiarandosi apertamente contrario ai maltrattamenti di animali.
Ricordiamo che ogni anno il solo business della moda, e in particolare delle pelli di animali, uccide quindici milioni di creature non-umane. Marchi prestigiosi come Donna Karan (ma, purtroppo, anche moltissimi altri) nascondono, sotto la superficie patinata delle loro collezioni, una violenza e una crudeltà inimmaginabili.
Il sindaco de Lucia ci piace perché, tra la sua etica e i soldi che avrebbe ricavato dalla manifestazione, ha scelto la prima. Dicendo no, con voce chiara e forte, a un mercato basato sulla sofferenza e sulla morte.
È ora di cambiare.
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Marine di Salve:ennesimo esempio di indifferenza pugliese verso i suoi randagi. Aggiornamento
15 giugno 2011 -
Chiliamacisegua occupatasi decine di volte della Puglia indifferente nei confronti degli animali, inoltra questa mail pervenuta che ancora oggi 15 giugno 2011, sottolinea quanto questo territorio volti la faccia dall’altra parte pur di non affrontare il fenomeno randagismo, in spregio alle legge 281/1991 e al rispetto che si deve alla vita.
Quando la Puglia si deciderà ad applicarla questa legge che tutela i randagi, quando si risveglierà dal torpore e dalla inciviltà, avrà lasciato sul campo centinaia di vittime innocenti morte a causa proprio della indifferenza mostrata senza vergognarsi nemmeno un pò.
Chiliamacisegua
Nota
Qualche link di riferimento Puglia e Chiliamacisegua in allegato
MAIL RICEVUTA ED INOLTRATA
A
info@lacoscienzadeglianimali.it;
assessore.romano@comune.salve.le.it ;
assessore.carrozzo@comune.salve.le.it ;
poliziamunicipale@comune.salve.le.it ;
aptlecce@viaggiareinpuglia.it ;
segreteria.presidente@regione.puglia.it ;
quiregione@regione.puglia.it ;
segreteria.martini@sanita.it ;
ladenuncia@quotidianodipuglia.it;
redazione@iltaccoditalia.info;
redazione@giornaledipuglia.com;
From:L G
Sent: Wednesday, June 15,2011
Subject: marine di Salve – situazione cani
Di ritorno da un soggiorno di una settimana a Marina di Pescoluse, Comune di Salve (Lecce), scrivo per manifestare tutta la mia indignazione.
“Degrado” è il termine che meglio descrive la situazione che vi ho trovato. Sporcizia, rifiuti, materassi e copertoni sparsi nei rari quadrati di verde rimasti tra le case più o meno costruite.
E, soprattutto, un numero inaccettabile di cani randagi per la strada. Veri e propri branchi, completamente abbandonati a sé stessi e al buon cuore di chi decide di portare loro un po’ d’acqua e di cibo.
Una situazione insopportabile sia per chi, come me, i cani li ama molto, sia per chi non li ama affatto o ne ha addirittura paura.
Una situazione a mio parere molto pericolosa, prima di tutto per la circolazione stradale, e poi perché, pur essendo fortunatamente tutti animali non aggressivi, potrebbe comunque verificarsi un incidente, magari a qualche persona non abituata a interagire correttamente con i cani o a qualche persona che tenti di portare a spasso il suo, di cane. Non ho potuto fare a meno di prendere a cuore la situazione di una cagnolina, particolarmente sofferente. La ho portata da un veterinario, che mi ha indirizzato ad una volontaria della zona.
Questa signora in meno di 12 ore ha preso la cagnetta e la ha portata all’ASL, dove è stata sterilizzata. E si è impegnata per fare altrettanto con le altre femmine del branco, molto probabilmente gravide.
Mi chiedo perché tale interessamento non sia venuto da qualcuno del posto. Forse credono che le prossime cucciolate di randagi potranno meglio attrarre i turisti nelle stagioni a venire?
Oppure non sono sufficientemente informati sul fatto che la sterilizzazione è l’unico modo efficace per risolvere il problema e che per fortuna esistono persone preparate e disponibilissime ad aiutare in questo senso?
Oltre a tutto ciò faccio presente che io e la mia famiglia, che abbiamo portato in vacanza con noi le nostre due cagnoline, non abbiamo trovato nemmeno una spiaggia dove fossero ammesse, nemmeno al guinzaglio.
Quindi per assurdo noi avremmo rischiato una bella multa portandoci al mare le nostre cagnoline, legate, vaccinate, microchippate e sterilizzate, mentre sulla stessa spiaggia si vedevano circolare i cani che l’amministrazione locale non sa o non vuole gestire. Proprio i Comuni che vivono così pesantemente il problema del randagismo non dovrebbero per primi promuovere iniziative volte a disincentivare gli abbandoni e ad educare la popolazione? Per esempio riservando un tratto di spiaggia anche a chi il cane sceglie di portarselo in vacanza?
Ovviamente noi non torneremo a vedere il vostro bel mare e lo sconsiglieremo decisamente a chiunque ci chiederà un’opinione.
*L G (Bergamo)
*LETTERA FIRMATA
LA RISPOSTA DI RAFFAELA VERGINE COMPRESA NEI DESTINATARI
Sono una cittadina Salvese nonché presidente dell’ass ZampaLibera ass. del territorio e iscritta all’ass. Chiliamacisegua.
Ho avuto il piacere di conoscere Laura, perché come è di consuetudine, d’innanzi allo sconcerto , le perone vengono indirizzate alla sottoscritta. Mi sono mortificata e vergognata per quello che anche quest’anno offriremo del Salento. Sì perchè questa è l’altra faccia del Salento, quella che per quasi 20 anni ha disinteressato totalmente istituzioni, uomini politici, uomini di cultura.
Al mio sindaco voglio solo dire che non deve dispiacersi per queste considerazioni, commenti dei turisti perché non sono né le prime , né saranno le ultime. Questa fotografia scattata ,della marina di Salve sicuramente non piace ma è una foto, che ha impressionato la cruda realtà.
L’associazione ha tamponato negli anni per non arrivare al disastro o alla tragedia , ma non deve sostituirsi alle competenti istituzioni.
Per informazione rendo noto che Salve facente parte dell’Unione dei Comuni “Terra di Leuca” ha per statuto anche il compito di gestire e risolvere il fenomeno randagismo come quello dell spazzatura credo dal 2003 o prima
In quell’anno la giunta ha approvato un Regolamento per la tutela degli animali, che nessuno dei 7 sindaci conosce e che rimane lettera morta.
Regolamento comunale equivale a legge da rispettare?
Nel 2006 L’unione Dei Comuni ha ricevuto un Finanziamento da parte del Min. della Salute per il Progetto ARGO-RETE, da me stessa elaborato, fissando chiari e precisi obiettivi a breve , medio e lungo termine con indicazioni, in calce per la costruzione di un centro servizio cinofilo.
Dic 2009 la Regione Puglia cofinanzia il progetto.
A tutt’oggi ancora non siamo arrivati ad una delibera definitiva.
Il segretario e il sindaco di Salve hanno affermato, nell’ultimo incontro, di appena 3 gg fa, che si impegneranno seguire la procedura per la realizzazione del progetto.
Ma non è tanto la struttura mancante che causa il persistere e l’aggravarsi del problema del randagismo, quanto una serie di inadempienze e di iniziative di prevenzione , di attuazione e rispetto delle norme.
L’anagrafe canina non viene pubblicizzata né attuata come prevede la legge.
Non ci si interessa né se i cani sono microchippati, né se sono iscritti all’anagrafe.
Questo ovviamente favorisce e consente gli abbandoni o la chiusura nel canile prigione convenzionato, anche di cani di proprietà, caricandone la spesa sulla comunità.
Questo rende possibile la detenzione di cani in condizioni aborrevoli
Questo impedisce la presa di coscienza e l’assunzione di responsabilità di chi si prende un cane in casa.
Il Piano di sterilizzazione fortemente voluto e progettato dalla sottoscritta ,il progetto SMAC , quale sottoprogetto di ARGO-RETE, è stato dopo forte insistenza attuato ma poi non più sostenuto.
Eppure la somma rispetto a quello che si spende per il canile è stata veramente irrisoria: € 7500 per circa 120 cani sterilizzati.
Quanto ha risparmiato ogni comune dell’unione, per cani randagi o vaganti non scaricati nel canile che a volte la gente, ed è anche comprensibile, non tollera, perché non nati ? (Una cagna ogni 6 mesi partorisce in media 8 cani, in 2 anni la discendenza della 1° cagna conterà 1247 cani)
Ma nessuno sindaco dell’Unione ha mai richiesto di conoscere i risultati ottenuti e valutare la convenienza o meno del progetto.
Nessuno dei sindaci si chiede quanti cani suoi sono rinchiusi in canile, quanti cani le associazioni sono riuscite a liberare dalla prigionia e a dare in adozione.
Nessuno dei sindaci ,nonostante relazioni presentate e numeri forniti si sono presi il fastidio di pensare alla sterilizzazione come unico mezzo per “eradicare il randagismo”.
A tutt’oggi ancora la questione cani e animali in generale, è una questione che deve essere messa ai margini di ogni dibattito politico, anzi meglio ignorata.
Quale ne sia il motivo va ricercato in una cultura umanista affermatasi che non riesce a volgere lo sguardo oltre e non si rende conto che ormai siamo in un’era post-umanista . Ma questo è un altro capitolo.
Non più tardi dell’altra sera durante un corso di informazione per associazioni, presso il CSVS di Lecce, un volontario di una associazione avente come target gli esseri umani , riteneva le associazioni animaliste non aventi finalità sociali e per tale motivo non possono essere incluse nell’albo regionale delle associazioni……….
Personalmente votata al cambiamento, un auspicio ….che il cambiamento inglobi sempre più persone e a più livelli.
Raffaela Vergine
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LA PADANIA 24 APRILE GRAVINA AGNELLO PASQUALE E I “PRES-UNTORI” DI SASSARI E DEL WEB
23 aprile 2011 -
Una Pasqua molto profana e poco cristiana per gli animali, ancora una volta ostaggio di istituzioni arroganti o omissionarie, insomma di pres-unti rappresentanti del popolo ligi al dovere e di, ma non è una new entry, di pres-unti volontari, di pres-unte associazioni, di pres-unti paladini di pres-unte verità da esibire per guadagnare pres-unte identità.
D’altronde l’etimo, è uguale: chi pres-ume lo fa spesso con pres- upponenza o con pres-unzione.
Si. Estrema, pres-unzione!
Buona lettura e Buona Pasqua anche se per l’empatia con gli animali, il buono, è ancora un giudizio lontano dall’essere meritato.
Che qui, siamo ancora lontani, dal misero sufficiente.
Chiliamacisegua
La Padania 24 aprile
VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE OTTANTATREESIMA PUNTATA
A CURA DI STEFANIA PIAZZO
GRAVINA, AGNELLO PASQUALE
Neanche Riina è finito in galera così in fretta
I “PRES-UNTORI” DI SASSARI E DEL WEB
CHI DEPORTA LA VERITÀ? IL CASO DELL’INTERVENTO DELLA TASK FORCE SUI 230 ANIMALI DI “LI GADDUFFI”
(83 – continua)
GRAVINA, AGNELLO PASQUALE
NEANCHE RIINA È FINITO IN GALERA COSÌ IN FRETTA
…..”A dirla tutta, neanche Totò Riina è finito in galera così velocemente. Liborio Di Battista di Gravina di Puglia lo ha battuto.
Incensurato e pacifico cardiopatico presidente della locale sezione della Lega del cane, ha passato due giorni in galera a Bari, a 70 anni, per essere intervenuto con colpevole sollecitudine per dirimere lunedì scorso una controversia sulla strada tra alcune volontarie della sua associazione e due accalappiacani del Comune.
Una scena surreale. Finita in lite e trauma cranico al pronto soccorso per le due giovani volontarie.
Una macchina fotografica, di Liborio, sequestrata prima che potesse documentare i fatti.
Complimenti. Esercizio di libera democrazia.
Caro sindaco, non eravamo testimoni e non processiamo senza prove. Ma non abbiamo visto ancora un gestore di canile lager finire in galera in Italia. Né mai siamo certi ci finirà. Non abbiamo mai visto sindaci inadempienti o asl pagare per il loro reato ed essere trascinati in galera dai carabinieri per omissione d’atti d’ufficio o falso ideologico.
Non abbiamo mai visto con così tanta sollecitudine militaresca tradurre in galera il membro di un’associazione che previene il randagismo sul suo territorio, che si sostituisce cioè ai doveri del sindaco. Alla cura dei cani del sindaco. E delle asl.
Quanti cani sono sterilizzati e da chi sul territorio? Quanti i randagi stimati? Quante le verifiche sulla microchippatura?
Chi applica le norme contro il randagismo? Fino in fondo, s’intende? Quanti patentini ha dispensato il suo Comune?
Tutti santi e perfettini, a Gravina di Puglia. Come mai, come recita la sua ordinanza di accalappiamento, nel suo Comune, ci sono “quindici randagi aggressivi”, che circolano indisturbati “nel centro urbano”?
Randagismo sotto controllo. Pare evidente. Sempre che la valutazione dell’aggressività sia stata refertata dall’asl. E che il personale che ha accalappiato sia competente, e che i mezzi siano adeguati. Non c’è dubbio che è tutto secondo le regole, Gravina è un modello per l’Italia.
Ma chi alza la voce, ci si chiede, va in galera filato? Una discussione è degenerata in lite. I cani, sia chiaro, secondo l’associazione, sarebbero stati trattenuti con una catena al collo, sarebbero stati catturati con bocconi di carne e, nel trascinamento, qualcuno si sarebbe pure lacerato.
Immagini di sangue persistente permangono ancora sul marciapiede dove si sarebbe consumato il fatto.
È pomodoro?
Liborio il “paciere” in galera nel carcere di Bari, è stato poi rilasciato il giorno dopo. Evidentemente non c’era pericolo di fuga del che reiterasse il reato.
Il Comune, intanto, avrebbe sospeso gli accalappiamenti.
«Peccato – commenta Laura Rossi, presidente nazionale della Lega del cane, non sia stato permesso ai cittadini di scattare alcuna foto. Ci chiediamo “Perché mai?” Considerando che il dott. Divella con orgoglio e chiarezza avrebbe potuto illustrare tutte le fasi dell’accaduto, in cui tecnici specializzati hanno con professionalità accalappiato cani feroci e mordaci….. come Spino, a cui è stato reciso il tendine di Achille da un filo di ferro conficcato e attorcigliato di proposito da qualche folle. Curato a spese dei volontari. La zampa è irrecuperabile. Celestina e suo figlio Nero i beniamini del quartiere. Jambo anziano e malato… Io sto con i miei volontari e con il signor Di Battista portato in galera come un delinquente, solo per aver difeso dei poveri animali sanguinanti e volontarie disperate. Vergogna».
Ma la legge è la legge e il sindaco sta con la legge. Quella che fa rispettare tutti i giorni, amando, rispettando e accudendo i suoi randagi.
La Puglia d’altra parte è in questo ai primi posti in Italia come modello di lotta al randagismo.
E il canile di Altamura, dove il sindaco di Gravina conferisce i suoi randagi, è modello di avanzato benessere, dove le adozioni e non il commercio sono la chiave del successo pugliese.
Quanti cani fa Altamura?
Dicono mille.”
Chi deporta la verità? Il caso dell’intervento della Task Force sui 230 animali di “Li Gadduffi”
I “pres-untori” di Sassari e del web
La vicenda dei 230 cani di Sassari ha un nome: i “pres-untori”.
Antonio Gramsci, innamorato degli umili, non si offenderà se nel camminare tra la sua Sardegna e dentro alcuni Palazzi condividiamo con lui che «L’indifferenza è il peso morto della storia».
E i “pres-untori” ci hanno dato, dentro e fuori dalle istituzioni, dalla più grande alla più piccola, nel raccontare la loro versione dei fatti.
E qui, di indifferenza gramsciana, se ne è consumata una valanga. E di pesi morti da rimuovere, per amor di verità, ce ne sono.
Sulla storia dei cani sardi spostati a Sassari da una struttura fatiscente a nuovi spazi con il supporto della Task Force del ministero della Salute c’è stato troppo silenzio e troppo baccano.
Indifferenza rispetto alla verità da ricostruire, indifferenza rispetto al lavoro che si è demolito. Le parole, che le pronunci un sindaco o che siano diffuse come verità biblica apocalittica sul web, sono lo strumento di persuasione che genera lo sconcerto del vero o l’inganno del verosimile.
Con la differenza che si passa dai fatti al depistaggio. E, nel peggiore dei casi, c’è il silenzio di Gramsci che genera l’isolamento, la negazione che qualcuno che lavora con senso dello Stato sia mai esistito.
E “depistaggio” sgretolatore, a Sassari, c’è stato.
Sull’intervento della Task Force che ha positivamente risolto una vicenda che si trascinava da anni si è letto di tutto.
Si va dall’intervento giudicato dal sindaco come “presunto” da parte del ministero sino alla “deportazione” degli animali spacciata dal web, passando per il mettere in discussione la veridicità dei contenuti del comunicato stampa del ministero della Salute che annunciava il buon fine dello spostamento dei 230 cani della struttura “Li Gadduffi” in altre realtà tranne che al canile “Europa” di Olbia.
Mai così tanto odioso livore si era registrato per un’operazione di veterinaria pubblica arrivata da fuori.
La Padania prova a raccontare i fatti di questa discussa trafila sarda. Per niente presunta.
A noi non risulta fatto presunto che la Task Force fosse a conoscenza della situazione per i ripetuti scambi di informazioni con il Presidente del Comitato Sardegna Animali e con la rappresentante legale dell’Associazione Amico cane ONLUS.
Ci risulta non fossero presunti i contatti con il Servizio Veterinario della Regione e con il responsabile del Servizio Prevenzione dell’assessorato regionale dell’Igiene e sanità e dell’assistenza sociale per arrivare ad una soluzione condivisa. Parlano i tabulati telefonici.
I “pres-untori” lo sanno.
La sera di venerdì 15 aprile i volontari allertavano sia la Padania, che aveva seguito da tempo dietro le quinte, perchè interpellata dai volontari, la vicenda di “Li Gadduffi”, sia la Task Force: la situazione era precipitata dopo una lettera inviata al Comune di Sassari da parte del Servizio Prevenzione dell’assessorato.
Il sindaco, dopo nota della Regione, aveva emesso l’ordinanza n. 42 del 15 aprile 2011 di sgombero immediato della struttura abusiva in località Li Gadduffi (SS).
Non era contemplata la possibilità di un trasferimento graduale gestito in collaborazione con l’Associazione Amico cane che da anni si occupava degli animali, conoscendone carattere, grado di socializzazione, gruppi già formati.
Ma più di tutti, non era stata accolta la loro richiesta di non trasferire in altre zone della Sardegna circa 130 cani che a breve avrebbero potuto essere collocati in una struttura privata sita in località Campanedda, in corso di autorizzazione nel comune di Sassari.
Bisognava mediare.
A la Padania risulta che sin dalla mattina del sabato successivo la Task Force fosse in contatto telefonico con l’Amministrazione comunale (assessore Monica Spanedda Monica) e con il Servizio Veterinario Ufficiale (dr. Antonio Fadda), oltre che con i Volontari del canile, svolgendo un decisivo ruolo di sensibilizzazione per scongiurare la deportazione in massa e per spostare i cani nel pieno rispetto delle loro esigenze etologiche e del loro benessere.
I “pres-untori” possono visionare il traffico telefonico.
Di certo il servizio veterinario avrebbe dovuto anche giustificare il trasferimento con mezzi idonei sì ma per ovini. È vero che la Sardegna ne è ricca, ma i cani chiedono altre condizioni di trasporto, oltre che, magari, l’opportunità di verificare, cane per cane in uscita, la microchippatura.
Sarebbe stato impossibile.
Infine, a la Padania risulta non sia presunta la nota inviata ufficialmente lunedì 18 aprile alle autorità territorialmente competenti perché rivedessero la loro posizione di sgombero immediato di tutti i cani, peraltro quasi tutti di età avanzata.
Sul territorio del Comune di Sassari la struttura privata in località Campanedda era ultimata e disponibile ad accogliere i cani non appena concluso l’iter autorizzativo: mancava la firma sull’impianto già terminato e in regola sullo smaltimento dei reflui. In sostanza, un atto formale.
Lo spostamento provvisorio dei cani in altri canili della regione, in previsione di un successivo rientro a breve nel territorio comunale, non sarebbe stato inopportuno e per di più oneroso per il Comune? Che senso “presunto” avrebbe avuto? Inopportuno per il benessere degli animali sottoposti al trasporto e inutile per lo spreco di denaro pubblico.
Per nulla presunto era anche l’indicazione, come risulta a la Padania, impartita ai carabinieri del NAS di Sassari, incaricati dal Comando centrale, per vigilare in loco sulle operazioni di trasferimento dei cani. Sono presunti anche i carabinieri?
Eppure le notizie sulla stampa e sul web smontavano i fatti fino al lancio di ingiurie, illazioni e accuse degne di una diffida legale. Una demolizione livorosa che sconcerta anche gli osservatori più esterni. Per alcuni casi estremi, presunti patologici.”
PDF DA SCARICARE
Chiliamacisegua sostiene la protesta della Lega Nazionale per la difesa del cane
E divulga il comunicato ricevuto che spiega nei dettagli l’incredibile, increscioso, vergognoso accadimento in quel di Gravina, Puglia, terra ancora non toccata dallo standard di legalità e di civiltà che la Legge 281/1991 prevede per la tutela e benessere animale.
La Puglia tutta, evidentemente, per gli animali ha le orecchie a… svendola.
GRAVINA COMUNICATO LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE
A seguito dei drammatici fatti accaduti a poveri cani e ai nostri volontari della sezione di Gravina, chiediamo ci aiutiate a diramare ad amici, parenti e tutti coloro che pensiate possano contribuire ad una forte protesta.
Grazie
Laura Rossi
Presidente Lega Nazionale per la difesa del cane
COMPLIMENTI SINDACO!
Il Sindaco di Gravina in Puglia Giovanni Divella quale massima autorità sanitaria della sua città, crede fermamente di aver organizzato un brillante intervento a tutela del suo territorio.
Di seguito il Sig. Sindaco potrà meglio leggere ciò che è avvenuto realmente. I fatti. Peccato non sia stato permesso ai cittadini di scattare alcuna foto. Ci chiediamo “Perchè mai?” Considerando che il dott. Divella con orgoglio e chiarezza avrebbe potuto illustrare tutte le fasi dell’accaduto, in cui tecnici specializzati hanno con professionalità accalappiato cani feroci e mordaci….. come ad es. Spino, a cui è stato reciso il tendine di Achille da un filo di ferro conficcato e attorcigliato di proposito da qualche folle. Curato a spese dei volontari LNDC. La zampa è irrecuperabile. Celestina e suo figlio Nero, i beniamini del quartiere. Jambo anziano e malato.
Ringraziamo il Sindaco di Gravina in Puglia anche per la sensibilità dimostrata verso i nostri volontari, suoi cittadini. E’ proprio vero se lo meritano. Da anni i volontari della Lega Nazionale per la Difesa del Cane si sostituiscono alle istituzioni latitanti.
“Ma Lei, caro Sindaco, sa quanti branchi di cani avrebbe dovuto accalappiare, e quanto denaro pubblico avrebbe dovuto spendere se queste persone meritevoli non avessero per anni sterilizzato, curato e accudito centinaia di animali, tolto dalle strade centinaia di cuccioli e cagne gravide, e indotto – con la loro opera di sensibilizzazione e informazione – proprietari di cani a non abbandonare i propri animali? Accollandosi oneri e responsabilità, spendendo migliaia di euro ogni mese, per anni, sacrificando la propria esistenza.
Abbassiamo pure i toni, noi siamo persone miti, i nostri volontari sono studenti, persone anziane, insegnanti, liberi professionisti, ma soprattutto cittadini onesti e generosi. Però ora chiarezza la si deve fare, la esigiamo tutti, desideriamo siano individuate le responsabilità per tanti atti crudeli, violenti, incivili e davvero inutili.
Lei Sig. Sindaco dia pure ragione a chi crede, noi andremo avanti, e mi creda, siamo davvero molti. Ed io Laura Rossi Presidente Nazionale Della Lega Nazionale per la Difesa del Cane sto con i miei volontari e con il signor Di Battista, un inerme signore di settant’anni, cardiopatico, portato in galera come un delinquente, solo per aver difeso dei poveri animali sanguinanti e volontarie disperate. Vergogna!!
Laura Rossi
Presidente Nazionale
Lega Nazionale per la Difesa del Cane
I FATTI
On. Giovanni Divella – sindaco di Gravina in Puglia
1) Lunedi 18 aprile c.a. alle ore 10,30 circa, in Gravina (BA), le sigg.re Rosa Vacca e Nicoletta Meliddo, socie della Lega Nazionale per la Difesa del Cane – sez. di Gravina in Puglia, si recavano presso la scuola “Padre Pio” per svolgere attività di formazione e informazione sanitaria relativa al problema del randagismo.
Lungo il tragitto, mentre percorrevano la via T. Albinoni, avvistavano un furgoncino bianco recante del “Servizio Veterinario ASL BARI”, targato CP405KM, un automezzo blu dei Vigili Urbani di Gravina ed un’altra auto. Scorgevano fuori dal veicolo alcune persone che stavano procedendo alla cattura di cani randagi. Le ragazze notavano due cani legati, con catene di ferro attorno al collo e all’apparenza storditi (seppure uno di loro cercasse di dimenarsi per liberarsi dalle catene), al palo della segnaletica stradale e ad un palo di legno. A quella scena, la sig.ra Vacca parcheggiava la propria auto tra quei veicoli e si recava subito verso i cani per accertarsi del loro stato di salute.
2) Le due ragazze Vacca e Meliddo si qualificavano come volontarie della Lega del Cane sezione di Gravina e chiedevano ai due presunti accalappiacani di identificarsi, poiché erano sprovvisti dei cartellini identificativi e di uniforme. Non avendo avuto risposta, le due ragazze, pacatamente, riferivano che i cani coinvolti erano accuditi a titolo di volontariato dalla Lega del Cane, che si era anche fatta carico delle cure sanitarie degli stessi cani e chiedevano, quindi che gli animali fossero affidati, così come era sempre stato, alla loro responsabilità. Avuta risposta negativa, le due ragazze si rivolgevano la stessa richiesta alla veterinaria, presente sul posto, alla quale facevano notare che i cani mostravano ferite evidenti e abbondante fuoriuscita di sangue dalla bocca e dalle zampe. La sig.ra Vacca accarezzava il muso, il collo e la pancia di uno dei due cani legati alla catena (il pastore tedesco di grossa taglia) e mostrava le mani sporche del sangue del cane alla dott.ssa che, alla vista del liquido, urlava le seguenti parole: “toglietemi quelle mani piene di sangue davanti agli occhi!!” e si allontanava.
Una delle due ragazze telefonava alla Presidente della sezione gravinese della Lega informandola che i cani erano in pericolo di vita, feriti e sanguinanti oltre che palesemente scioccati.
3) I presunti accalappiacani trascinavano di forza con la catena e il corpo supino sull’asfalto il cane che sanguinava vistosamente, gettandolo riverso nel furgoncino (non munito di alcuna gabbia ma solo di catene). Nel furgoncino le ragazze scorgevano altri cani, per cui chiedevano alla dott.ssa di poter verificare che all’interno dello stesso non vi fossero cani innocui e accuditi dall’associazione, ma ricevevano l’ennesimo rifiuto con parole irriferibili.
Una delle due ragazze, alle ore 10.38, chiamava con il proprio cellulare il sig. Dibattista Liborio, socio della LNDC mettendolo al corrente dell’accaduto e richiamavano la Presidente.
4) Nel frattempo le ragazze si avvicinavano ai cani e li abbracciavano per tranquillizzarli, al ché uno dei due operatori, l’uomo più alto, tirava il cane con la catena, procurandogli ulteriore sofferenza e, infatti, il cane guaiva debolmente e si dimenava.
In quel frangente, arrivava sul posto il sig. Dibattista Liborio, il quale munito di fotocamera, si portava presso le ragazze. Il sig. Liborio notava che l’operatore strattonava il cane con la catena al collo, provocando il soffocamento del cane stesso, per cui, proprio allo scopo di salvare la vita all’animale, metteva le mani tra collo e catena nel tentativo di allargarla e, contestualmente, chiedeva all’operatore di evitare ulteriore sofferenza all’animale. L’accalappiacani, a quel punto, reagiva stringendo con maggiore forza il cappio con la catena, mentre il cane continuava a dimenarsi e guaire.
Alla vista di ciò, le sigg.re Vacca e Meliddo, scioccate per tale comportamento, imploravano il Vigile urbano presente di liberare l’animale dalle catene, chiedendone l’affido. In quel frangente, il sig. Dibattista veniva scaraventato per terra dall’operatore più alto, che, poi si girava verso le ragazze, le afferrava per un braccio e proferendo le seguenti parole “ora mi avete rotto i coglioni”, le scaraventava a terra, procurando loro lesioni per le quali le stesse sono state costrette a far ricorso alle cure del locale nosocomio. Dopo aver aggredito le ragazze, lo stesso operatore immobilizzava con una catena al collo il sig. Dibattista, il quale era già sofferente a causa della caduta, e proferiva la seguente frase: “Se non te ne vai, farai la stessa fine dei cani”. La sig.ra Vacca, alla vista di simile violenza, alle ore 10.42 telefonava al 112, richiedendo l’intervento dei Carabinieri.
Dopo pochi minuti, giungevano sul posto due auto dei Carabinieri i quali portandosi verso gli uomini, senza chiedere alcun chiarimento ai presenti, semplicemente strappavano dalle mani del sig. Dibattista la fotocamera, lo spingevano verso l’auto lì presente, intimandogli di salire in auto perché lo avrebbero condotto in caserma.
Il sig. Dibattista si limitava a chiedere la restituzione della macchinetta fotografica di sua proprietà, che però veniva restituita allo stesso, solo 5 ore più tardi in caserma e con la memoria scarica. Le ragazze, mentre i carabinieri trattenevano il sig. Dibattista, riferivano di aver allertato loro le forze dell’ordine e che l’aggressione era stata fatta dall’operatore, non dal sig. Dibattista, ma non venivano ascoltate.
5) Nel frattempo giungevano sul posto anche la sig.ra Lucia Pallucca e il sig. Vacca Donato, le ragazze venivano identificate dai Carabinieri i quali ordinavano a tutti i presenti di seguirli in caserma. Solo il sig. Dibattista veniva trasportato con la pattuglia di servizio. In realtà, gli accalappiacani non si recavano in caserma ma in zona Castello per prelevare altri cani, tra cui un rottweiler nero.
In caserma, il sig. Dibattista veniva portato in una stanza isolata, sanguinante e lasciato lì per circa 3 ore, contestualmente giungevano nella sala d’attesa della caserma anche le ragazze, accompagnate dalla Presidente sig.ra Pallucca.
Pochi istanti dopo, giungeva anche la socia Creanza che, preso atto dell’evidente stato d’agitazione delle ragazze, le quali accusavano forti dolori in varie parti del corpo, ne richiedeva l’accompagnamento al pronto soccorso. Dal locale pronto soccorso, le ragazze venivano dimesse con diagnosi di “trauma cranico minore” con riscontro delle ferite al capo per la sig.ra Meliddo ed al capo e al dito della mano destra per la sig.ra Vacca.
Le stesse tornavano in caserma e attendevano circa un’ora e mezza, prima di ricevere notifica dei reati di cui ai agli artt. 110, 340, 336, 337, 612, 594, 582 c.p., senza essere mai state ascoltate sui fatti da alcun pubblico ufficiale. La sig.ra Vacca richiedeva di poter rendere spontanee dichiarazioni ma le veniva risposto che avrebbe soltanto sporgere querela, a mezzo di un legale di fiducia.
6) Alle ore 11.30 circa, la sig.ra Creanza, allertata dalla Presidente della sezione di Gravina, insieme all’Avv. Francesco Marino, recatisi sui luoghi ove si erano svolti i fatti, notavano, in via L. Longo, il furgone della Asl e la pattuglia della Polizia Municipale.
Fermata l’auto a pochi metri, l’Avv. Marino e la sig.ra Creanza scorgevano un operatore che trascinava sull’asfalto e poi issava di forza sul furgoncino, non munito di alcuna gabbia regolamentare, un cane di taglia medio – grande, di colore chiaro, mentre altri cani erano già “stivati” all’interno del furgoncino stesso, legati dal collo con catene e poco a poca distanza l’uno dall’altro. I due scorgevano nel furgoncino, anche un cane tipo pastore tedesco di grossa taglia e un cane nero. Alla vista della sig.ra Creanza, munita di macchina fotografica, l’operatore chiudeva di fretta il furgoncino ed entrava nel veicolo per proseguire la marcia, ma la Creanza scattava foto della targa e dei luoghi.
Nel frattempo, sul posto si era formato un capannello di persone che confermavano al Vigile Urbano che i cani prelevati erano mansueti e considerati cani di quartiere. La sig.ra Creanza si rivolgeva al Vigile e ai due operatori, chiedendo loro la cortesia di recarsi in caserma per la ricostruzione dei fatti.
Alle ore 12,00 circa, L’Avv. Marino e la sig.ra Creanza, unitamente alla pattuglia della Polizia Municipale e al furgoncino della ASL, si recavano in caserma. Entrati nella sala d’attesa, la sig.ra Creanza chiedeva ad un carabiniere che si procedesse ad ispezionare il furgoncino parcheggiato fuori dalla caserma, in cui erano ancora chiusi i cani legati.
All’incirca dopo 15 minuti alcuni cittadini, tra cui i sigg.ri Ciaccia Antonio e Ceci Nicola si recavano presso la locale caserma dei carabinieri per denunciare l’accaduto e, in particolare, modalità di cattura crudeli, nonché l’uso di carne cruda con sostanze nocive.
Uno degli operatori presenti ammetteva l’uso della carne cruda ma negava la presenza di altre sostanze dannose.
Nel primo pomeriggio, il sig. Dibattista veniva tradotto al carcere di Bari. Soltanto il giorno successivo (il 19.04.11) il sig. Dibattista veniva rilasciato, in quanto il fermo non veniva convalidato.
Si riferisce, infine, che a pochi metri dal luogo dei fatti, veniva rinvenuto un cane addormentato e collassato. Testimoni riferivano di averlo visto cadere in terra e dimenarsi. Il cane in questione è stato soccorso dai volontari della locale sezione della LNDC.
Avv. Cosimo Martino
Lega Nazionale per la Difesa del Cane-Puglia
Chiliamacisegua per amore di verità, diffonde i comunicati ricevuti dal Comitato Sardegna Animali Onlus
LI GADDUFFI: COMUNICATI DEL COMITATO SARDEGNA ANIMALI ONLUS
Dopo giorni di duro confronto tra il Comune di Sassari, rappresentato dal Sindaco G. Ganau, l’Assore Ambiente Dott.ssa M. Spanedda, la Dirigente Dott.ssa M. Cannas, i volontari del rifugio “Li Gadduffi”, la Task Force del Ministero della Sanità nella persona della Dott.ssa Matassa, il Comitato Sardegna Animali nella persona del suo Presidente V. Lubrano, si è svolto ieri a Sassari nel Palazzo Ducale l’incontro tra l’assessore all’Ambiente del Comune la dott.ssa M. Spanedda, il Dirigente M. Cannas, i rappresentanti della Nuova Agricultura di Montevarchi, società agricola che ha realizzato il primo lotto del canile di Campanedda pronto ad accogliere i cani provenienti da Li Gadduffi.
Ha partecipato anche Vincenzo Lubrano con l’incarico di presidente del Comitato Sardegna Animali Onlus che ha seguito tutta la vicenda in stretto contatto con la Task Force del Ministero della Salute.
Sono state così chiarite le motivazioni (sollecito da parte della Regione di una veloce soluzione) che hanno spinto l’Amministrazione all’accelerazione delle pratiche del trasferimento dei cani in altre strutture autorizzate. Di converso il rappresentante del Comitato Sardegna Animali ha recepito il gravoso impegno economico assunto dal Comune di Sassari nel farsi carico dei 250 animali, palesando la propria disponibilità alla collaborazione nella lotta al randagismo e alla tutela del benessere degli animali.
L’Assessore Spanedda a conclusione della riunione ha confermato che:
I 130 cani rimasti a Li Gadduffi potranno trovare casa entro i primi giorni di maggio nella struttura creata per loro dagli imprenditori toscani che s’impegnano peraltro a terminare il secondo lotto entro sessanta giorni e ad accogliere tutti gli altri cani che per ora sono stati trasferiti in altre strutture autorizzate.
Vincenzo Lubrano Presidente Comitato Sardegna Animali
Comunicato Comitato Sardegna Animali Onlus
Con l’incarico di presidente del Comitato Sardegna Animali, e in nome delle quattordici associazioni e dei volontari a esso aderenti, rivolgo un caloroso ringraziamento Alla Task Force per la tutela degli animali d’affezione del Sottosegretario di Stato On.le Francesca Martini ed in particolare alla Dott.ssa Matassa per l’impegno profuso, alla ricerca di una soluzione atta ad evitare la programmata deportazione, in vari canili della Sardegna, dei 230 cani da anni accuditi da volontari animalisti in una struttura non autorizzata in un terreno nel Comune di Sassari. Impegno profuso per quasi tutto il mese di aprile, anche con frequenti contatti telefonici con lo scrivente, culminato nella mattinata del giorno 17 aprile c.a., col favorire il prevalere del buon senso grazie al quale è stata raggiunta l’intesa fra gli animalisti e gli organi preposti per competenza territoriale e Il Comune di Sassari.
Confidando in un vostro continuo monitoraggio sul rispetto dell’intesa raggiunta cordialmente
Vincenzo Lubrano Presidente comitato Sardegna Animali
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NO ENCI NO COLLARE ELETTRICO NO STRUMENTO DI TORTURA
15 aprile 2011 -
Chiliamacisegua legge orripilata, posta sull’avviso da una mail pervenutale, quanto l’Enci propone nel corso della sua audizione in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati; “Quanto alla possibilità di usare il collare elettrico, l’ENCI ha richiesto l’istituzione di un tavolo tecnico di confronto, al fine di consentire l’assunzione di decisioni che poggino su reali dati scientifici e ha lanciato l’idea di effettuare appositi corsi per il giusto utilizzo dello strumento.”
Chiliamacisegua propone invece al mondo del volontariato e delle Associazioni il bando dell’Enci fintanto che manifesta il desiderio di utilizzare strumenti di tortura medioevali e lo propone addirittura, contrabbandandolo come strumento di educazione.
NON ESISTE UN GIUSTO UTILIZZO DI UNO STRUMENTO DI VIOLENZA.
Per tale ragione, il Ministero dovrebbe vietarne sia la produzione su territorio italiano e ovviamente la sua commercializzazione, per tutelare il legittimo diritto alla vita senza tortura ne mutilazione degli animali, i cani in questo caso.
Supportate questa battaglia di civiltà, scrivendo alla mailing sotto indicata il vostro NO.
Grazie.
Chiliamacisegua
http://www.chiliamacisegua.org/
Mail pervenuta
Buongiorno a tutti,
la news riportata sotto è stata pubblicata sul sito dell’ENCI. Vi prego di leggere con attenzione la parte che ho evidenziato che riguarda la proposta di costituzione di un tavolo tecnico ministeriale per l’utilizzo del collare elettrico.
Sono abbastanza “spaventata” dei temi discussi in Commissione che preludono una regressione rispetto al benessere animale.
Chiedo il Vs. appoggio per effettuare un eventuale raccolta di firme da far pervenire alla Camera del Deputati contro eventuali provvedimenti e/o approvazioni in merito al collare elettrico, anzi a dire il vero dovrebbero anche vietarne la produzione e la commercializzazione.
Potete scrivere per raccogliere le vostre istanze a posta@csen-cinofilia.it
Grazie a tutti e buon lavoro
Cordiali Saluti
Luisella Vitali
I FATTI
http://www.enci.it/news/news.php?id=930
Audizione ENCI in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati
Data di pubblicazione: 06 aprile 2011
Riscontrata la bozza di testo unificato recante nuove norme in materia di animali di affezione e di prevenzione al randagismo, l’ENCI, rappresentato dal Presidente Francesco Balducci e dal Vice Presidente Dino Muto, ha espresso le proprie osservazioni durante l’Audizione del 5 aprile 2011 presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.
In materia di “attività economiche con animali d’affezione”, l’ENCI ha proposto che l’allevamento e la cessione a titolo oneroso “anche di un solo animale di affezione” non debba rientrare in tale tipo di attività, con le relative conseguenze regolamentari. Ha proposto, invece, che l’attività di allevamento sia ricondotta alla legge 349/1993, che definisce nel merito l’attività cinotecnica, e ai conseguenti decreti attuativi. Ha richiesto altresì di poter organizzare corsi di formazione propedeutici per l’attività di allevamento previsti dalla bozza di legge in discussione.
Con riferimento all’anagrafe canina e alla istituenda banca dati nazionale, l’ENCI ha sottolineato che oggi garantisce l’allineamento del Libro genelogico alle anagrafi regionali attraverso l’invio trimestrale dei propri dati, proponendo che l’Ente possa implementare e alimentare, tramite le proprie sedi periferiche, la banca dati dell’anagrafe canina al momento dell’iscrizione dei cani nei registri genealogici, evitando così l’eccessiva burocratizzazione a cui è attualmente sottoposto l’allevatore cinofilo.
In merito alle questioni relative al benessere animale, l’ENCI ha rimandato ogni considerazione sulle mutilazioni alle disposizioni tecniche emanate dal Ministro della Salute il 16.3.11 rivolte alla legge di ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia.
Tali disposizioni forniscono chiare indicazioni, nell’interesse dei cani, dell’allevamento cinofilo e nel rispetto del benessere animale.
Quanto alla possibilità di usare il collare elettrico, l’ENCI ha richiesto l’istituzione di un tavolo tecnico di confronto, al fine di consentire l’assunzione di decisioni che poggino su reali dati scientifici e ha lanciato l’idea di effettuare appositi corsi per il giusto utilizzo dello strumento.
Quanto all’uso dei trasportini, l’ENCI ha proposto di aggiungere anche il periodo connesso alla verifica zootecnica, oltre a quelli già previsti dalla bozza in discussione relativi al trasporto e alla degenza.
La Commissione ha apprezzato le proposte dell’ENCI, tese in gran parte ad accordare la bozza in discussione con la normativa già in essere e a tutelare la cultura cinofila in Italia e i legittimi interessi degli allevatori.
GLI STUDI
http://www.canepastoretedesco.info/collare_elettrico_tra_maltrattamento_e_ignoranza.html
Collare elettrico, tra maltrattamento e ignoranza
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Uno studio abbastanza recente, condotto dall’Università di Sassari, ha fornito diverse basi scientifiche a dimostrazione della pericolosità di tale strumento. Gli autori sono Raffaella Cocco e Stefano Visco, docenti e ricercatori della facoltà di medicina veterinaria di Sassari .
Vi invitiamo a leggere lo studio che potrete acquistare a questo indirizzo internet. Vi proponiamo qui un piccolo riassunto dell’opera. |
Un piccolo riassunto
L’idea di lavorare a questo progetto nasce dopo il ricorso accolto dal TAR del Lazio che annullava l’Ordinanza del 5 Luglio 2005 con la quale il Ministro della Salute disponeva il divieto all’uso del collare elettrico sui cani. Tale ricorso, presentato da alcune ditte produttrici di collari elettrici, annullava l’ordinanza dichiarando la stessa ”adottata senza alcuna istruttoria precisa e senza l’indicazione delle ragioni di necessità ed urgenza che sole giustificano il ricorso al potere esercitato […] risulta in commercio da anni […] non può ritenersi tale (riferito alla pericolosità) la prevedibile reazione alla scossa elettrica da parte dell’animale, atteso che si tratti di reazione sempre presente in una pratica non nuova, anzi seguita da anni” .
Per paradosso però, insieme a tale annullamento, ci sono state le sentenze di Forlì (procura della Repubblica) e Vicenza (Corte di Cassazione) che hanno condannato per maltrattamenti chi utilizzava il collare elettrico.
L’obiettivo di questo lavoro è quello di mettere in evidenza sia la pericolosità di questo strumento sia il fatto che non possa esistere un suo uso proprio.
Per fare ciò vengono analizzati e spiegati nel dettaglio la fisiopatologia della corrente elettrica e i suoi effetti sul corpo, con particolare attenzione alla regione (quella del collo) interessata dall’utilizzo del collare.
Pur non possedendo moltissimo materiale specifico su cui lavorare, le analisi e le conclusioni scientifiche sono basate su nozioni mediche e biologiche già conosciute e descritte in numerosi testi (compresa buona parte della lettertura riferita all’uso della corrente elettrica sugli esseri umani).
Si analizzano i vari tipi di collare elettrico disponibili in commercio, che possono fornire al cane una corrente elettrica continua o alternata con intensità che variano a seconda del livello prescelto.
I collari elettrici messi in commercio si distinguono per il tipo di corrente utilizzata mentre, per quanto riguarda l’intensità, questa può essere modificata a discrezione dell’addestratore così come il voltaggio
che varia tra i 500 volts e i 4820 volts. Per quanto concerne l’intensità, le case produttrici non forniscono dati a riguardo.
Da notare come, al di là dei termini scientifici che possono risultare un tantino ostici o rendere la lettura “pesante” , siano analizzate in modo molto preciso le modalità di trasmissione della corrente e gli effetti sull’organismo.
Interessante (se si può usare il termine) verificare che, in caso di corrente alternata le basse frequenze, a parità di tensione ed intensità, sono molto più pericolose rispetto a quelle molto elevate, che correnti con un basso voltaggio e con una debole intensità sono capaci di stimolare i muscoli ed i nervi, che la corrente quando incontra una bassa resistenza tende a farsi strada attraverso la superficie cutanea senza coinvolgere gli organi interni, mentre quando le resistenze sono alte essa attraversa la pelle e si fa strada attraverso i liquidi organici, che sono buoni conduttori e se durante il suo percorso incontra organi vitali, come il cuore, questo può giungere alla fibrillazione sino all’arresto cardiaco.
Inoltre dai vari studi si evince come il fatto che l’organismo venga ripetutamente sottoposto a scariche elettriche comporti un continuo peggioramento nella capacità dell’organismo stesso di sopportare e, di conseguenza, aumentino le possibilità di effetti patogeni.
Particolarmente importante è tutta la parte in cui si analizza la regione anatomica del collo e i muscoli e nervi coinvolti. Del resto, mi pare di ricordare che alcuni teorici dell’addestramento tradizionale mostrono proprio le stesse relazioni per spiegare l’efficacia di alcuni strumenti correttivi come anche il collare a punte, sottolineandone l’azione su importanti centri nervosi
I muscoli del collo rivestono l’esofago, la trachea, le ghiandole salivari. Intervengono non solo per i movimenti di quella regione, ma fungono da bilanciere cefalico, regolano la deglutizione, i movimenti inspiratori, la dilatazione del torace. I vasi sanguinei e i nervi nella regione del collo, soprattutto i nervi, possono inoltrare l’impulso elettrico ad altri organi o tessuti; senza tediarvi troppo con tutta l’esposizione scientifica, solo alcuni cenni riguardanti i nervi della regione del collo:
Un deficit del nervo facciale può predisporre il cane a patologie quali congiuntiviti, lesioni corneali ma anche cheratocongiuntiviti secche, inoltre, innervando anche le ghiandole salivari questo nervo è responsabile delle sensazioni gustative della lingua.
Il Nervo vago ha fibre che convogliano tre tipi di sensibilità: gustativa, generale (della laringe, faringe e dai visceri innervati da questo nervo) ed esterocettiva (proveniente dalla cute dell’orecchio esterno).
Data l’ampia distribuzione di questo nervo, appare ovvio come una sua disfunzione possa avere varie ripercussioni che coinvolgono diversi organi ed apparati. Sono molti i riflessi viscerali controllati da questo
nervo tra i quali, la deglutizione, la tosse, lo starnuto, il vomito; a queste bisogna aggiungere le importanti azioni che esso svolge sull’attività cardiaca, in modo diretto, e su quella respiratoria, in modo indiretto
regolando la fisiologia della laringe.
La corrente elettrica, anche se dotata di elevata intensità e tensione, scaricandosi nel corpo del cane non sempre provoca lesioni obbiettivamente rilevabili.Possono esserci, ad esempio, lesioni cutanee, emoraggie della cute o delle mucose, angiospasmi e molto frequentemente edemi localizzati, ma anche contrazioni dei muscoli innervati dai nervi interessati dalla stimolazione elettrica.
Se l’ impulso ha un’intensità elevata e/o perdura per un tempo relativamente lungo (8 secondi per quasi tutti i collari elettrici in commercio) questo può determinare l’attivazione di nervi posti in profondità del collo, quali ad esempi il nervo frenico, il laringeo, il vagosimpatico oltre ai vari nervi motori.
In questo caso le conseguenze sono ben più gravi: contrazioni tetaniche del diaframma, spasmi laringei; arresto della respirazione per tanto tempo quanto persiste lo stimolo.
Tutto questo si ripercuote quindi anche a livello dell’apparato respiratorio ove si potrebbe osservare edema acuto del polmone, sfiancamento degli alveoli polmonari con lacerazioni e piccole emorragie nel tessuto interalveolare. Appare un quadro di enfisema acuto traumatico dovuto prima di tutto alle contrazioni dei muscoli respiratori della gabbia toracica, della laringe e del diaframma, che perdurano tanto quanto il passaggio della corrente, e poi ai bruschi, frequenti, disordinati e profondi atti respiratori che il cane compie appena cessa l’azione della corrente.
Inoltre a carico delle pleure si potrebbero osservare piccole emorragie, così come in molti altri organi, zone di enfisema sottopleurico.Ci può essere presenza di emorragie puntiformi diffuse nel midollo, nell’encefalo e nelle relative meningi.Per non parlare dell’influenza sull’attività cardiaca, l’ azione della corrente elettrica sul cuore si esplica mediante i centri motori ed attraverso spasmi delle coronarie; generalmente si ha aumento della frequenza delle contrazioni con notevole diminuzione dell’energia cardiaca e della pressione sanguigna; altre lesioni che possono essere conseguenza del passaggio della corrente elettrica, riguardano il sistema circolatorio periferico e l’apparato muscolare scheletrico.
Emorragie possono apparire anche in altri organi e tessuti a livello esofageo,sottofaringeo, a livello di cardias, pilorico, delle vie biliari e di tratti più o meno lunghi di intestino. che possono causare turbe più o meno gravi alla normale funzione dell’apparato digerente.
Insomma, lo stimolo dolorifico o quantomeno fastidioso, che il collare elettrico procura al cane ha sul suo fisico effetti che possono essere, specie con utilizzo prolungato, devastanti, oltre ad avere un’azione devastante a livello psichico, dovuta proprio all’effetto fisico provocato dall’attraversamento della corrente elettrica.
Gli autoti citano uno studio di Schilder e van der Borg sui cani che hanno subito lo shock elettrico del collare, citando gli atteggiamenti posturali che denotano stress rilevati in prevalenza:
Posizione Bassa delle orecchie*
Coda Fra le Gambe*
Vocalizzazioni di diversa intensità
e timbro*
Camminare in circolo
Veloci movimenti della lingua*
Movimenti veloci della testa*
Evitare/sfuggire*
Accucciarsi*
sottolineando come lo stress perduri per molto tempo anche dopo l’utilizzo del collare elettrico.
Ovviamente lo studio termina anche con la considerazione che, oltre al fatto che sia scientificamente provato che addestrare un cane con il collare elettrico sia un vero e proprio maltrattamento, di non poca rilevanza è il fatto che non sempre l’impiego del collare elettrico risolve i problemi per i quali viene utilizzato, ma frequentemente ne determina altri, che vanno dall’aggressività ad associazioni diverse da quelle desiderate dall’addestratore. Concludono gli autori: chi si sente minacciato pensa a proteggersi, non ad imparare.
Resta però, al di là dell’efficacia o meno dello strumento (efficacia sulla quale, con certe modalità di utilizzo, l’UD sostiene di aver dato ampia dimostrazione -leggi: risultati ottenuti in gara) la terrificante descrizione degli effetti della corrente elettrica …leggendo mi veniva da pensare all’età media dei cani da lavoro e alle cause di decesso. Sarebbe interessante uno studio in proposito…
A CHI SCRIVERE
info@lacoscienzadeglianimali.it;
STRISCIA LA NOTIZIA
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/news/2007/10/08/news_2466.shtml
Ultime notizie
Collari elettrici
E’ stato condannato dal giudice di Bologna, Liviana Gobbi, l’addestratore di cani di Zola Predosa, comune della cintura bolognese, ritratto un paio di anni fa in un servizio di ‘Striscia la notizia’ mentre utilizzava un collare elettrico su una cane a scopo dimostrativo e di addestramento. Lo ha reso noto la Lav (Lega anti vivisezione), che aveva presentato una denuncia sul caso. Oggi E. M., originario di Bari ma residente a Bologna, è stato condannato a 4000 euro di multa, al pagamento delle spese legali e di una provvisionale di 1000 euro da versare alla Lav come parte civile, per maltrattamento di animali. L’articolo del codice penale violato è il 544 ter che recita: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno e con la multa da 3.000 euro a 15.000 euro”. La vicenda ha avuto origine da alcune immagini realizzate con telecamera nascosta e trasmesse l’11 aprile 2005 da ‘Striscia’, che mostravano l’addestramento di cani con collari elettrici e la sofferenza degli animali ad ogni scossa ricevuta. La citazione a giudizio dell’addestratore era stata formulata dal Procuratore aggiunto Luigi Persico che nel corso dell’inchiesta aveva fatto fare una consulenza al preside di veterinaria di Bologna Stefano Cinotti. Il lavoro del consulente aveva documentato gli effetti nocivi e dolorosi sugli animali prodotti dai collari per scopi addestrativi che, secondo la consulenza, possono essere raggiunti anche con altre pratiche. “Da quel filmato è quindi scaturita la denuncia della Lav, presentata presso la Procura della Repubblica di Bologna – commenta Ciro Troiano, responsabile nazionale Lav e firmatario della denuncia – la Lav ringrazia l’avvocato Luca Ferrini di Cesena per l’assistenza fornita, e si augura che questa condanna di E. M. apra la strada ad una più ampia riflessione mirata a individuare nell’uso di strumenti coercitivi quali collari elettrici o similari, bastoni con punte elettriche e altri congegni atti a procurare scosse elettriche ai cani”. (Ansa, 8 ottobre 2007)
Guarda primo e secondo filmato
AGGIORNAMENTO RISPOSTA ENCI
http://www.enci.it/news/news.php?id=934
Precisazioni ENCI in merito al collare elettrico
Data di pubblicazione: 18 aprile 2011
Con riferimento al comunicato ENCI del 6.4.2011, riguardante l’audizione del 05.04.2011 in Commissione Affari Sociali, in merito alla richiesta di un confronto concernente i collari elettrici, si precisa che la richiesta scaturisce dalla assoluta necessità di tutelare il cane nell’ambito di una sempre più ampia e profonda attenzione al benessere animale.
La constatazione che attualmente non esistono norme che vietano efficacemente e neppure regolamentano l’utilizzo di collari elettrici, lasciando dunque aperta la possibilità che possano di fatto essere utilizzati in modo incivile e dannoso, richiede che sulla questione venga posta urgentemente la massima attenzione del legislatore.
La richiesta dell’ENCI è stata fatta, esclusivamente, per porre fine a possibili usi barbari di siffatti strumenti e non presuppone alcuna sollecitazione a favore di un utilizzo di strumenti coercitivi sugli animali e in particolare sul cane, come maldestramente interpretato da alcuni.
Vale la pena ricordare che ogni qualvolta l’ENCI è venuto a conoscenza di comportamenti di propri associati riferiti a maltrattamenti di animali, anche attraverso l’uso del collare elettrico, è intervenuto attivando gli organi preposti ai controlli, l’Autorità giudiziaria e gli organi disciplinari previsti dallo Statuto. Il benessere del cane è infatti la condizione che sta alla base di ogni attività legata alle verifiche zootecniche autorizzate dall’ENCI.
I regolamenti nazionali dell’ENCI, nel rispetto delle leggi vigenti, sottolineano l’assoluto divieto di utilizzare strumenti coercitivi sui cani in rispetto anche ai principi emanati della Federazione Cinologica Internazionale.
L’ENCI respinge con fermezza ogni tentativo di strumentalizzazione e interpretazione faziosa della propria posizione nei confronti del collare elettrico.
Darà mandato ai propri legali di tutelare l’immagine dell’Ente in ogni sede.
Il Presidente
Francesco Balducci
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AIUTATECI A SALVARE GLI ANIMALI MALTRATTATI A CASALI DI USSITA (MC)
30 gennaio 2011 -
Chiliamacisegua
Il primo servizio di Striscia la notizia fu girato in data 10/03/2010 e andò in onda il 18/03/2010 questo il link per chi volesse rivederlo:
http://www.youtube.com/watch?v=e0ag7i1SlWU&feature=channel
Il secondo servizio di Striscia la notizia è stato girato il 18/01/2011 ed è andato in onda il 26/01/2011 e il 27/1/2011 questo il link per chi non l’avessi visto:
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2011_01_stoppa26.flv
Nel frattempo sono morti una quantità indefinita di cuccioli di cane e di pecora, cani ridotti malissimo per via delle malattie, della mancanza di cibo e acqua.
Dai servizi di Striscia appare evidente a tutti che questi animali vengono maltrattati e muoiono come le mosche, a tutti tranne che alle Autorità competenti.
Il Sindaco di Ussita ha emesso non si sa quante ordinanze che non sono mai state fatte rispettare al pastore proprietario.
L’ultimo sopralluogo del 20/1/2011, solo due giorni dopo che Striscia aveva filmato il secondo video andato in onda il 26/1/2011, in cui sono state dispiegate ingenti forze dell’Ordine (Vigili urbani, Carabinieri di Ussita e di Camerino, almeno 4 responsabili veterinari Asur 10 di Camerino), nonostante i cadaveri presenti di ogni tipo di animale nella stalla, non è riuscito allo scopo. Non hanno sequestrato niente. Addirittura il pastore ha scelto lui il numero di cani da far portare via momentaneamente (sappiamo che si sta già muovendo a livello legale per riaverli indietro) con la promessa di non farli sterilizzare perché vuole fargli fare in futuro altre cucciolate. Cucciolate che poi faranno la fine di quelle viste nel servizio di Striscia.
A noi volontari che da oltre un anno ci prodighiamo in tutti i modi per salvarli ci hanno detto che siamo “troppo emotivi”, che per loro non c’è maltrattamento, che il maltrattamento si verifica a loro dire, ignorando del tutto la legge 189 dell’agosto 2004, solo se qualcuno picchia un animale, ma se lo si fa morire di fame, di sete, di malattie, di stenti, questo non è maltrattamento. Che le morti sono naturali, fisiologiche ogni tot numero di animali.
Ci siamo stancati di queste risposte, ci siamo stancati di forze dell’ordine, di responsabili asur che negano l’evidenza più evidente che tutti vedono tranne loro, ci siamo stancati di questo muro di gomma impossibile da oltrepassare.
I nostri legali stanno preparando le denunce per tutti coloro che hanno provocato questo scempio di povere creature innocenti.
Ma abbiamo bisogno di pressare le Istituzioni assenti, cieche e sorde, dateci una mano.
Mandate via questo appello via email, o scrivetene altri a vostra scelta, basta guardare i servizi di striscia per avere una idea di quello che sta succedendo a Casali di Ussita da oltre un anno.
Fate girare ai vostri contatti, sommergiamoli di emails, di proteste, di indignazione.
Inoltre per sabato 12 febbraio, se nel frattempo non accadrà niente di nuovo, si sta organizzando una manifestazione a Casali di Ussita presso il sindaco.
Chiunque di voi, se vuole, può venire a darci una mano. Vi faremo sapere i dettagli più avanti . Unico problema, organizzatevi con auto che siano attrezzate per camminare con la neve, perché potremmo trovarla. Fateci avere le vostre adesioni se intendete venire.
Grazie a nome di tutti quegli animali che ancora aspettano di essere salvati in quella stalla degli orrori, e ovunque in questa nostra Bella Italia !
Ass. Amici animali Onlus
Osimo (An)
www.amicianimali.org
mail di protesta da inviare a
almerino.mezzolani@regione.marche.it;
riccardo.carboni@ussita.sinp.net;
Bernardino.vitali@sanita.marche.it;
sante.petrocchi@sanita.marche.it;
segreteria.sanita@regione.marche.it;
laura.belardinelli@regione.marche.it;
rosetta.fulvi@regione.marche.it;
sanita.marche.itfunzione.veterinaria.alimenti@regione.marche.it;
funzione.veterinaria.alimenti@regione.marche.it;
simona.esposito@provincia.mc.it;
valentina.gregori@provincia.mc.it;
info@lacoscienzadeglianimali.it;
cronaca.macerata@ilcarlino.net;
benedetta.iacomucci@ilcarlino.net;
macerata@corriereadriatico.it;
commerciale@etvmarche.it;
OGGETTO: RICHIEDIAMO IL SEQUESTRO IMMEDIATO DI TUTTI GLI ANIMALI, PECORE E CANI, DEL PASTORE DI CASALI DI USSITA (MC)
A tutti voi,
rappresentanti di pubbliche Istituzioni, che nonostante le segnalazioni arrivate, le proteste di mezza Italia, i servizi di Striscia La Notizia
(link: http://www.youtube.com/watch?v=e0ag7i1SlWU&feature=channel
e
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2011_01_stoppa26.flv)
a distanza di neanche un anno, non avete fatto niente per evitare la grave situazione in cui si trovano gli animali a Casali di Ussita (mc) chiusi in una stalla nella mani del proprietario.
Perché le leggi sugli animali non vengono fatte rispettare?
Perché, nonostante l’evidenza nota a tutti, gli animali sia pecore che cani, non sono già stati sequestrati al pastore che li detiene in quel modo abominevole?
Perché nonostante i cadaveri visti dagli italiani nel servizio di Striscia del 26/1/2011 il pastore ancora è libero di farne quello che vuole?
Perché in Italia per denunciare lo scempio in cui vengono detenuti degli animali, dobbiamo ricorrere a Striscia la Notizia affinché qualcuno faccia il proprio dovere e le leggi vengano fatte rispettare?
Chiediamo con forza il SEQUESTRO IMMEDIATO DI TUTTI GLI ANIMALI DI PROPRIETA’ DEL PASTORE E LA DIFFIDA A PRENDERNE ALTRI PER IL FUTURO, dato che è chiaro che non è in grado di garantire loro il benessere animale previsto dalla legge e dal buon senso.
La nostra protesta continuerà fino a che questo scempio non cesserà, a Casali di Ussita, così come in ogni altra parte d’Italia dove i diritti fondamentali degli animali vengono calpestati, senza che le pubbliche Istituzioni muovano un dito per evitarlo.
Cordiali saluti
FIRMA E CITTA’
I FATTI RACCONTATI DA CHILIAMACISEGUA
http://www.chiliamacisegua.org/2010/03/19/i-cani-e-le-pecore-di-casali-di-ussita/
http://www.chiliamacisegua.org/2011/01/22/ussita-e-la-vergogna-del-canile-lager/
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FACCIAMO CHIAREZZA SU AVETRANA
20 gennaio 2011 -
Olè!
Chiliamacisegua
www.chiliamacisegua.org
BAILADOR
FACCIAMO CHIAREZZA SU AVETRANA
Link:
http://bailador.org/blog/wp-content/uploads/2011/01/Avetrana-19.01.11.pdf
Cara Corinna,
Mi permetto di darvi un consiglio spassionato.
Ricevo parecchie mail che sintetizzo perché alcune sono lunghe e precise.
Lo stragrande numero delle mail è positivo ma si pone delle domande
Le mail dicono:
Avete fatto benissimo a difendere Chiliamacisegua.
E’ stata una campagna diffamatoria di prim’ordine.
Puro sciacallaggio.
Dobbiamo dirti che molta gente ha assistito sconsolata a una guerra che sarà ricordata per molto tempo e sarà manna per Federfauna, i vivisezionatori, i cacciatori e i politici che ci detestano.
Dicono le mail: tu sai cosa pensiamo di chi calunnia e troviamo la campagna denigratoria su facebook un aggressione ingiustificata e controproducente, però a conclusione delle operazioni sarà inevitabile porre alcune domande che coloro che calunniano stanno ponendo con estrema virulenza e con grande insistenza.
Il non aver risposto adeguatamente a queste domande da parte del sindaco e altri ha lasciato spazi che sono stati occupati, in questa assurda guerra, da “animalisti” che fanno il gioco di chi ci detesta
e hanno, incredibilmente, trasformato Chiliamacisegua nel vero nemico. Basta leggere cosa gira in facebook per capire dove si e’ arrivati. Alcuni interventi sono di natura raccapricciante
Nulla di nuovo in questo animalismo atomizzato e lacerato da polemiche e da violenze suicide.
Le mail dicono: siamo sicuri che Chiliamacisegua e il sindaco daranno risposte adeguate.
Perché questo è quello che si chiedono in molti.
Elena dice: “penso, come dici tu , che non abbiamo una memoria storica del bene che la gente fa.
Io ti consiglierei di parlare con Chiliamacisegua e spiegare che - per quello che sento in giro – aiuterebbe molto – al termine delle operazioni – dare delle risposte adeguate ai quesiti che la gente pone… Ti ripeto sono schifata dalla violenza che hanno subito…”
A questo punto è giusto porre delle domande e avere delle risposte per mettere fine a questa baldoria autodistruttiva.
Paolo Ricci
DOMANDE E RISPOSTE DI CORINNA Presidente di Chiliamacisegua
A quanto ammonta il denaro mandato dai donatori in seguito alla campagna televisiva per il canile?
RISPOSTA : La cifra comunicata dal sindaco De Marco davanti ai telespettatori de “la vita in diretta” è di 9 mila euro. Cifra raccolta esclusivamente dall’associazione “Sarah per sempre” con l’aiuto di Quarto Grado e Pomeriggio 5. Con questa raccolta i calendari non c’entrano nulla.
Quanti calendari sono stati distribuiti?
RISPOSTA: I 16.500 ( dico SEDICIMILA E CINQUECENTO) calendari sono stati distribuiti dal distributore nazionale il giorno 15 dicembre, a sua volta li ha distribuiti ai distributori locali i quali, a loro volta ancora, li hanno distribuiti agli edicolanti. Posso mandare tutti i costi non ho nessun problema, è un conteggio un po’ articolato ma considerando che chi ci diffama sono anche esperte economiste non avranno problemi a fare moltiplicazioni e percentuali!
E’ prematuro chiedere quanto ha reso la vendita fino ad oggi?
RISPOSTA : Conoscere le proiezioni di vendita è impossibile. Il distributore nazionale dovrebbe chiamare i distributore locali i quali, a loro volta, per avere una stima dovrebbero contattare tutte le edicole (circa 4000 (dico quattromila). Chi ci diffama sa quante edicole ci sono in Italia? E per fare sapere a loro quanti calendari sono stati venduti fino ad oggi i distributori locali dovrebbero contattare una ad una tutte le 4 mila edicole? Ma la smettano….te lo dico proprio dal profondo del cuore…
A chi saranno consegnati i proventi delle vendite?
RISPOSTA : I proventi dei calendari, escluse le spese di stampa e di distribuzione, dovevano andare direttamente all’associazione Sarahpersempre di cui, per vigilare, sono socia onoraria.
In accordo con l’associazione Sarahpersempre ci siamo riservati 1000 calendari per le nostre emergenze. In una lettera inviataci dal loro presidente, loro erano disposti a lasciarci la metà dei proventi. Il comune ha acquistato direttamente dal nostro fornitore le copie dei calendari al prezzo di stampa. I proventi dei calendari venduti ad offerta libera dal comune andranno direttamente all’associazione Sarahpersempre.
Se il canile non si farà più come saranno impiegati i soldi?
RISPOSTA : Se la raccolta fondi del calendario non dovesse raggiungere una cifra tale da poter essere utilizzata per la costruzione di un rifugio, nel nostro progetto avevamo inserito l’alternativa e cioè sterilizzazione peraltro annunciata anche dalla signora Concetta Scazzi. In ogni caso si possono organizzare eventi, partite del cuore ecc… ecc… Ho saputo che l’amministrazione di Avetrana ha già contattato un’azienda per chiedere un preventivo. Quando mesi fa parlai con il sindaco mi disse che l’amministrazione avrebbe dato in comodato gratuito il terreno e comunque, alle spalle c’era sempre il Comune.
Sono stati pagati i Vip?
RISPOSTA : Tutti i personaggi dello spettacolo hanno prestato il loro volto a titolo gratuito, Carmen Russo e Enzo Paolo Turchi sono venuti a Milano a spese loro; il fotografo e l’assistente sono andati a Roma a fotografare la Ripa di Meana, Giada e Patrizia De Blanck e Maurizio Mattioli a spese loro
Giovanni Conversano non ha preso un centesimo per la sua presenza ad Avetrana.
Quando avremo i primi risultati?
RISPOSTA : Grazie alla loro fretta, grazie alle loro cattiverie, grazie alle loro ingiurie, grazie alle loro offese i risultati li sapremo presto, molto presto perché i calendari sono stati richiamati dalla commercializzazione. Comunque i risultati delle vendite non arriveranno prima di fine gennaio.
Chi ci calunnia sarà contento dunque, farà la ola come allo stadio! Beate e beati costoro che la coscienza non l’hanno! Si vive meglio, non credi Paolo?
Paolo mi sta montando una rabbia pazzesca perché coloro che hanno aperto la bocca di fogna, hanno calpestato, sputato, disprezzato la professionalità di gente che vive nel mondo del lavoro e dell’editoria da tempo.
Non era un gioco e ora chi ha sbagliato pagherà, non è uno scherzo Paolo! Chi ci calunnia ha iniziato a mandare in giro falsità per fare del male a noi! A Chiliamacisegua, che non è un avversario, quello a cui dare rispetto e quello con cui confrontarsi, ma un nemico da abbattere. Da eliminare dalla scena! Ma quanto fastidio diamo? Forse eliminando noi si può sperare di tornare nel torpore di due anni e mezzo fa, quando siamo nate e abbiamo dato la sveglia? A tutti?
Io stessa spiegai a chi ci calunniava che se il sindaco un tempo odiava i randagi perché non provare a sensibilizzare la gente del posto , amministrazione compresa, con una bella iniziativa a favore dei randagi? Il nord non ce la fa più a supportare il sud; al nord abbiamo i cani del sud, i cani della Spagna, della Grecia, della Croazia. Perché non tendere la mano al sud (da qui il patrocinio dell’Ufficio Tutela e Diritti degli Animali del Comune di Milano) e creare un presidio moderno dove si possa fare anche cultura cinofila? Un’alternativa al canile-discarica, un luogo che possa fornire ai giovani un posto di lavoro. No, invece no! Loro quelle pie donne come le chiami tu, distruggono. Due mesi fa misero in giro la voce che la famiglia Scazzi aveva già intascato 800 mila euro per il canile, cifra smentita in diretta tv dall’avvocato dell’associazione. Non solo il calendario era in edicola a 30 euro. E hanno minacciato una indagine della guardia di finanza. Come se avessimo la tremarella! Invochiamo da una vita l’intervento di magistrati ispettori inps, guardia di finanza!
E queste calunniatrici pretendono ancora risposte? Paolo non chiamarci per favore animaliste! Con certa gente, anzi gentaglia non vogliamo avere nulla a che fare. Chiamaci cittadine rìbelli che pretendono legalità e giustizia.
Avete ritirato i calendari a causa di Ripa di Meana che ha minacciato di far sospendere le vendite? O per cosa?
RISPOSTA : abbiamo sospeso la commercializzazione perché l’iniziativa è stata ridicolizzata. E quando un edicolante vede la malparata decide in proprio di ritirarli dal commercio.
Chi controllerà come saranno impiegati i soldi raccolti?
RISPOSTA : Sto avendo dei contatti e alcune cose potrebbero cambiare. Ma non posso spiegare di più in questo momento. Incontrerò dei soci fondatori dell’associazione Sarahpersempre. Prima di iniziare questa avventura e prima di accettare mi sono consultata con molte persone. Ho chiesto consiglio anche a chi poteva darmi delle garanzie serie. Sapevo che qualcuno avrebbe polemizzato su questo progetto ma mai e poi mai avrei immaginato che si arrivasse a tanto
L’associazione Sarapersempre ha creato un sito web dove si può consultare in tempo reale l’andamento delle operazioni e i ricavati ?
RISPOSTA : posso dirti che il webmaster del sito di Sarahpersempre si è offerto di curarlo a titolo gratuito ma come sempre accade, quando non paghi un servizio non puoi pretendere che le pagine vengano aggiornate o costruite in tempo reale.
Qual è il ruolo preciso del Sindaco nell’associazione ?
RISPOSTA : come ti ho già detto in precedenza questa risposta te la può fornire il direttivo di Sarahpersempre.
Ho sentito che Chiliamacisegua chiuderà? E’ vero?
RISPOSTA: No, Chiliamacisegua non chiuderà, continueremo a dare fastidio a molta gente per molto tempo ancora.
Altra precisazione per chi ci calunnia:
Quest’anno Chiliamacisegua per il proprio calendario aveva deciso di ritrarre volti famosi in coppia con i nostri amati beniamini a quattro zampe. Il 21 settembre iniziammo a convocare, uno ad uno i personaggi dello spettacolo, della musica, dello sport, della televisione e della nobiltà. Tutte persone accomunate da un unico passione, l’amore per gli animali ed in particolare per i cani.
Il 10 ottobre, dopo il ritrovamento del corpo della paiccola Sarah e venuti a conoscenza del suo desiderio in vita di aprire un rifugio per animali in Avetrana iniziammo a ricevere, via email, e in copia conoscenza con Tele Norba di Taranto, le istanze indirizzate al sindaco di Avetrana con le quali, numerosi volontari, chiedevano all’amministrazione stessa di aprire e dedicare un rifugio per cani abbandonati a Sarah. Visti gli ottimi risultati di una nostra precedente campagna, decidemmo di farci promotori di questo progetto utilizzando i fondi del calendario Amarli non passa mai di moda. Ne parlammo subito con i vari protagonisti e loro accettarono con lo stesso entusiasmo con la quale si erano offerti di posare in precedenza.
Molte persone che ora ci contestano e continuano a calunniarci sono le stesse che ci hanno indirizzato le mail al sindaco di Avetrana.
Sono stati fotografati alcuni cani di razza di proprietà delle signore De Blanck e Ripa di Meana solo ed esclusivamente perché il fotografo non poteva recarsi a Roma con cani prelevati dal canile e l’educatore cinofilo, sempre presente sul set, in quei giorni non aveva la possibilità di raggiungere la capitale.
Il 16 dicembre alle ore 19 presentammo il calendario in un bar alla moda di milano. Erano presenti i personaggi che hanno posato e altri vip. In quell’occasione c’è stata la conferenza stampa e in quell’occasione Giovanni Conversano ha avuto modo di conoscere il vice sindaco di Avetrana che ha avrà più o meno la sua età, 30 anni. Giovanni, quella sera, si propose di organizzare una partita del cuore in memoria di Sarah e raccogliere fondi per il rifugio a lei dedicato. Secondo te, il vice sindaco, chi avrebbe dovuto chiamare per presentare il calendario ad Avetrana? La Ripa di Meana? No, il vice sindaco, Alessandro Scarciglia che aveva il numero di Giovanni chiamò solo lui, senza interpellare altri protagonisti. Inoltre Giovanni abita nel salento e quella notte alloggiò a casa sua. Ad Avetrana la presentazione era stata organizzata in oratorio e senza festeggiamenti. Nessun atro vip è stato chiamato per partecipare. Poi il presidente della Pro Loco ha creato il caso, la stampa ha creato il mostro, ha creato lo scandalo, ha creato addirittura la truffa. Il 4 gennaio, giorno della presentazione, ad Avetrana mancava la CNN, la BBC e ALJATZEERA e poi c’erano tutti.
Da qui la scelta del Sindaco di organizzare la conferenza stampa per rispondere alle ingiurie dei giornalisti. Si diceva che Giovanni aveva posato nudo per la causa, che il calendario riportava foto di Sarah….. e non è vero che Don Dario non aveva dato l’autorizzazione per la presentazione in oratorio
Il 3 gennaio mi contattarono tutte le redazioni, compresa “Chi l’ha visto?” e la nostra Monica ne è testimone. I giornalisti erano come impazziti, si stupivano della mia assenza in paese e dovetti mandare in conferenza stampa una nostra referente che aveva seguito tutto sin dall’inizio a rispondere delle accuse mosse nei nostri confronti.
Bugie, bugie, bugie, calunnie, ingiurie, offese, dileggi. La macchina della diffamazione è partita mesi fa proprio dal mondo degli animalisti e in seguito i pennivendoli ci hanno banchettato. Siamo stati usati dai media per fare share, infatti, non appena in Tv in questi giorni si parlava del calendario e di Avetrana, l’audience saliva vertiginosamente (mi hanno comunicato tutte le cifre degli ascolti durante le trasmissioni)….. alcuni giornalisti si sono indignati non per il calendario in sé ma per i destinatari della raccolta fondi ovvero i cani. Sai che ti dico Paolo?? Sono felice di essere stata al di là della barricata, felicissima fiera e orgogliosa di essere stata, come sempre, dalla parte dei tanto vituperati e denigrati cani.
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IL CANILE DI RIETI CHIUDE FRA UN MESE!!! AIUTATECI A SALVARE 150 CANI..
12 gennaio 2011 -
Aggiornamento 25 gennaio
AIUTIAMO QUESTE CREATURE INSIEME CE LA POSSIAMO FARE
Grazie
Chiliamacisegua
AD OGGI RIMANGONO 24 CANI SENZA LA MINIMA SPERANZA DI RISCATTO E ALTRI 19 PER CUI STIAMO DEFINENDO LA POSSIBILITà DI OSPITALITà PER ALCUNI QUASI CERTA, PER ALTRI ANCORA MOLTO IPOTETICA. E POI ALCUNI CANI CHE I COMUNI PROPRIETARI SPOSTERANNO IN BUONE STRUTTURE, QUINDI PER IL MOMENTO AL SICURO.
AGGIORNAMENTO – IL CANILE DI RIETI CHIUDE FRA UN MESE!!! AIUTATECI A SALVARE 150 CANI…
AD OGGI ABBIAMO RICEVUTO CIRCA 60 PROPOSTE DI STALLO E/O ADOZIONE GIà VERIFICATE E SICURE, ALCUNE ALTRE ANCORA DA VERIFICARE O DA CONCORDARE, MA SONO ANCORA TANTI, TROPPI I CANI SENZA UNA SPERANZA DI FUTURO. OVVIAMENTE RIMANGONO I CANI DI TAGLIA PIù GRANDE E QUELLI DAL CARATTERE DIFFICILE, CHE HANNO GIà AVUTO UNA VITA DISGRAZIATA E CHE FORSE NON AVRANNO MAI UNA POSSIBILITà DI RISCATTO… CI SONO PER ESEMPIO TIGRA E REMO, DUE PITBULL, BUONISSIMI CON LE PERSONE E SOPRATTUTTO LUI MOLTO ANZIANO E CON LE ZAMPE PIAGATE DAL FREDDO… DIMAGRISCONO, HANNO FREDDO, E HANNO FAME.
CI SONO CANI COME DADO, BITTER E JUMPINO CHE SONO MERAVIGLIOSI E STANNO DIMAGRENDO A VISTA D’OCCHIO… RIUSCIRANNO A RESISTERE?
E POI CI SONO TUTTI I CASI DIFFICILI: CHI VORRà MAI SALVARE UN CANE SELVATICO, DISSOCIATO O ANCHE UN PO’ MORDACE???
SONO ANCORA TANTISSIMI E HANNO BISOGNO DI AIUTO!!!
POTETE SCEGLIERE CHI SALVARE TRA CHI NON HA ANCORA LA “P” (= PRENOTATO) NEGLI ALBUM AI LINK CHE TROVATE AL FONDO DELLA COLONNA ROSSA DI DESTRA SUL BLOG www.ulminopericanidirieti.splinder.com, SONO AGGIORNATI AD OGGI.
GRAZIE A TUTTI COLORO CHE SI STANNO DANDO DA FARE PER I CANI DI RIETI, PER FAVORE NON SMETTETE… MANCA POCO TEMPO MA CE LA POSSIAMO FARE.
PER ADOZIONI, OFFERTE DI STALLO E STAFFETTE:
BETTY 339-1847914 (dopo le 19) info@ulmino.it
SIMONETTA 333-2229587 (prima delle 13)
IL MOTIVO PRINCIPALE PER CUI IL CANILE CHIUDE è IL SEGUENTE: LA TECNOVETT, ATTRAVERSO IL PROPRIO LEGALE, HA DIFFIDATO I COMUNI A RITIRARE ENTRO 60 GIORNI (SCADENZA FINE GENNAIO) I PROPRI CANI PERCHè IN SOSTANZA CI SONO, UDITE UDITE, TROPPE ADOZIONI E LE RETTE GIORNALIERE SONO TROPPO BASSE… QUESTI I PASSAGGI SALIENTI DELLA NOTA: “LA TECNOVETT SRL SI è ORGANIZZATA A LIVELLO IMPRENDITORIALE E GESTIONALE ED HA GARANTITO PER TUTTI QUESTI SETTE ANNI IL PERFETTO ADEMPIMENTO DELLE OBBLIGAZIONI DEDOTTE IN CONTRATTO. SOLO CHE NEGLI ULTIMI TRE – QUATTRO MESI ALCUNI AVVENIMENTI STRAORDINARI ED IMPREVEDIBILI HANNO VISTO RIDURRE IN MANIERA MOLTO CONSISTENTE IL NUMERO DI ANIMALI RICOVERATI NELLA STRUTTURA, NEL SENSO CHE IL NUMERO DEI CONFERIMENTI DA PARTE DEI COMUNI CONVENZIONATI è TUTTORA INVARIATO, MENTRE è AUMENTATO IN MANIERA REPENTINA ED INGIUSTIFICATA IL NUMERO DEI CANI SOTTRATTI DA TERZI AL CANILE. QUESTA CIRCOSTANZA HA PRODOTTO UNA SITUAZIONE DI SIGNIFICATIVO SQUILIBRIO TRA LE PRESTAZIONI CONTRATTUALI A SVANTAGGIO DELLA TECNOVETT SRL CHE NON PUò PIù GESTIRE IL CANILE AI PREZZI STABILITI IN CONVENZIONE, ESSENDO PIù CHE DIMEZZATO IL NUMERO DELLE QUOTE CORRISPOSTE. [...] DECORSO IL MENZIONATO TERMINE NON SARANNO PIù GARANTITI GLI STANDARD QUALITATIVI DEL CANILE CHE OSPITA O DOVRà OSPITARE I CANI DI VOSTRA PROPRIETà A TUTTO SVANTAGGIO DEL LORO IRRINUNCIABILE BENESSERE, ALL’UOPO SI DECLINA OGNI POSSIBILE RESPONSABILITà LA QUALE ANDRà A RICADERE COMPLETAMENTE ED ESCLUSIVAMENTE SUL SOGGETTO PROPRIETARIO DEI SINGOLI ANIMALI”.
RICAPITOLANDO: LA TECNOVETT NON PUò PIù GARANTIRE GLI STANDARD GESTIONALI DEI PRECEDENTI SETTE ANNI (E MENO MALE, AGGIUNGIAMO NOI, SE LO STANDARD è QUELLO CHE CONOSCETE TUTTI DA SEMPRE, NONOSTANTE QUALCHE MESE FA SEMBRAVA CHE LE COSE STESSERO MIGLIORANDO…) PERCHè NON CI SONO ABBASTANZA NUOVI CANI ACCALAPPIATI, PERCHè SOGGETTI TERZI NON MEGLIO IDENTIFICATI SOTTRAGGONO TROPPI CANI AL CANILE (CIOè I VOLONTARI CHE NON FANNO ALTRO CHE APPLICARE UN DIRITTO SANCITO DALLA LEGGE: QUELLO CHE HA OGNI CANE DI ESSERE ADOTTATO!!!) E PERCHè I COMUNI NON PAGANO ABBASTANZA (POTREBBE ANCHE ESSERE VERO MA I PREZZI STRACCIATI SONO STATI OFFERTI A SUO TEMPO PROPRIO DALLA TECNOVETT, SUPPONIAMO PER AVERE LA CERTEZZA DI GARANTIRSI UN TOT DI CONVENZIONI, E ACCETTATI DAI COMUNI DI BUON GRADO PERCHè PIù BASSI DI COSì ERA IMPOSSIBILE TROVARNE). NON SOLO: OLTRE LA DATA STABILITA NON VERRà PIù GARANTITO IL BENESSERE DEI CANI… CIOè SE NON VENGONO PORTATI VIA VERRANNO APERTE LE GABBIE? O VERRà INTERROTTA LA DISTRIBUZIONE DI CIBO E ACQUA E NON SI FARANNO PIù LE PULIZIE E SARANNO LASCIATI CHIUSI IN GABBIA FINCHè QUALCUNO NON ANDRà A PRENDERLI CADAVERI???
POCHI CANI = MENO SOLDI = ZERO BUSINESS
INTANTO LO STATO DI ABBANDONO, IN LARGO ANTICIPO SUI TEMPI, è GIà ECLATTANTE, PER VARI MOTIVI CHE NON STIAMO AD ELENCARE…
MA QUI LE COLPE NON SONO MAI DI NESSUNO, SE NON DEI CANI. DI QUESTI FASTIDIOSI ESSERI PSEUDO-TUTELATI DA LEGGI E ISTITUZIONI, CHE MANGIANO, CAGANO, SOTTRAGGONO RISORSE ECONOMICHE ALLA COLLETTIVITà E NON FANNO GUADAGNARE GLI IMPRENDITORI!!!
E INTANTO SILENZIOSAMENTE SI CONSUMANO E CHISSà, MAGARI MUOIONO ANCHE… COSì IL RISPARMIO è GARANTITO E NON CI SARà DI NUOVO NESSUN COLPEVOLE. UN ALTRO SUICIDIO DI MASSA SENZA RESPONSABILI Nè RESPONSABILITà DA PARTE DI NESSUNO!!!
CHISSà SE AVREMO MAI IL TEMPO DI DARE UN PO’ DI NUMERI… PER ESEMPIO QUANTE ADOZIONI FATTE IN QUESTI SETTE ANNI, QUANTI SOLDI RISPARMIATI DAI COMUNI RISPETTO AGLI ANNI PRECEDENTI CHE MAGARI POTEVANO ESSERE REINVESTITI IN PROGETTI A LUNGO TERMINE (STERILIZZAZIONI, CANILI SANITARI E CANILI RIFUGIO COMUNALI O INTERCOMUNALI…) QUANTI SOLDI FATTI RISPARMIARE ALLA COLLETTIVITà PERCHè SPESI DAI VOLONTARI DI TASCA PROPRIA O PROVENIENTI DA DONAZIONI PER SALVARE LA VITA A QUESTI ESSERI VIVENTI…
MA PER QUESTO CHI PAGHERà???
CHI DEVE CONTROLLARE E IMPORRE CHE QUESTO NON SUCCEDA???
IL TEMPO SCORRE VELOCE,
MA QUESTI CANI DI TEMPO NON NE HANNO PIù.
E BADATE BENE CHE QUESTA VOLTA NON è TANTO UN PROBLEMA DI CIBO: QUESTO “LAVORO” L’HANNO FATTO IL FREDDO, IL GHIACCIO NEI SECCHI SENZA UNA GOCCIA D’ACQUA NEI GIORNI PASSATI, I RIPARI MAI ADEGUATI, LO STRESS, I PARASSITI, LE MALATTIE E SOPRATTUTTO…
LA NON – COSCIENZA.
I VOLONTARI DEL CANILE DI RIETI
IL CANILE DI RIETI CHIUDE FRA UN MESE!!! AIUTATECI A SALVARE 150 CANI…
CHISSà QUANTI HANNO SOBBALZATO O GRIDATO “URRAH” LEGGENDO IL TITOLO…
GIà… FORSE ANCHE NOI APPENA AVUTA LA NOTIZIA…
MA UN SECONDO DOPO RABBRIVIDISCI E PENSI “E ADESSO???”.
PERCHè IN TUTTA LA PROVINCIA DI RIETI NON ESISTE ALTERNATIVA.
QUESTA è LA PEGGIORE DELLE SCONFITTE.
PER I CANI, CHE TANTO SONO VITTIME SEMPRE.
E PER NOI, CHE PER SETTE LUNGHI ANNI ABBIAMO SPESO LE NOSTRE VITE PER UNA SPERANZA:
QUELLA DI AVERE FINALMENTE UN POSTO CHE FUNZIONASSE IN QUESTA MALEDETTA PROVINCIA.
SE SOLO CI FOSSE STATA UN PO’ DI COSCIENZA IN PASSATO, DA PARTE DI TUTTI,
NON SAREMMO ARRIVATI A QUESTO PUNTO.
LA NON-COSCIENZA DEI COMUNI SOPRA OGNI COSA, CHE MAI HANNO OTTEMPERATO
ALLA LEGGE REGIONALE n°. 34 DEL 1997, CHE IMPONEVA LA COSTRUZIONE DI STRUTTURE PUBBLICHE.
SONO PASSATI TREDICI ANNI PER AVERE… IL NULLA!!!
TANTO ESISTEVA IL BAMBY, E POI LA TECNOVETT…
LA NON-COSCIENZA DEGLI IMPRENDITORI PRIVATI CHE SI SONO SUSSEGUITI
NELLA PROPRIETà E GESTIONE DI QUESTO UNICO POZZO NERO.
NON HANNO MAI VOLUTO CAPIRE CHE UNA BUONA GESTIONE PORTA COMUNQUE SOLDI E MENO ROGNE,
CHE FAR STAR BENE I CANI COSTA MENO CHE FARLI STARE MALE…
LA NON-COSCIENZA DI TUTTE LE ALTRE ISTITUZIONI CHE HANNO SEMPRE VOLUTO
CHIUDERE ENTRAMBI GLI OCCHI AFFERMANDO CHE QUI ERA TUTTO IN REGOLA
O SOTTOVALUTANDO GLI ALLARMI LANCIATI NEL CORSO DEGLI ANNI,
SALVO SVEGLIARSI OGGI PER SCOPRIRE L’ACQUA CALDA…
SE CI FOSSE STATA COSCIENZA
NON SAREMMO ARRIVATI A QUESTO PUNTO,
MA CI SIAMO ARRIVATI.
CI SONO TALMENTE TANTI RISVOLTI E LATI OSCURI,
TUTTO CHE SI ATTORCIGLIA INTORNO A TUTTO, CHE NON NE ESCI…
VORREMMO RACCONTARVI OGNI PARTICOLARE, MA NON SERVIREBBE, NON ADESSO, E NON C’è TEMPO.
ADESSO L’UNICA CERTEZZA è CHE
ABBIAMO UN MESE DI TEMPO,
FORSE MENO,
PER CERCARE DI SALVARE I CANI RINCHIUSI A RIETI
DA UN DESTINO IGNOTO,
DALL’IRRESPONSABILITà DI MOLTI COMUNI CHE INVECE DI PENSARE
A COSTRUIRE UN PROPRIO CANILE PENSERANNO SOLO A DOVE BUTTARE QUESTI CANI,
POSSIBILMENTE A PREZZI STRACCIATISSIMI,
DAI PESCICANI VECCHI E NUOVI, PIù O MENO NOTI, VICINI E LONTANI,
CHE SI FARANNO AVANTI PER ACCAPARRARSELI…
CERCHEREMO DI PENSARE ANCHE AI FUTURI ACCALAPPIATI,
MA L’URGENZA, ORA, è PER CHI è RINCHIUSO QUI
ORMAI ABBANDONATO A Sè STESSO
SENZA PIù NULLA SE NON IL FREDDO CHE DIVORA I CORPI.
SONO STATI FATTI TANTI MIRACOLI, ORA VE NE CHIEDIAMO UNO ENORME, E IN FRETTA:
AIUTATECI A SALVARE
GLI ULTIMI CANI DI RIETI.
SONO TANTI, MOLTI FORSE INADOTTABILI,
MA DOBBIAMO RIUSCIRE A NON LASCIARNE NEANCHE UNO IN MANI PEGGIORI.
è UNO SFORZO IMMANE MA FORSE CE LA SI PUò FARE…
NEI PROSSIMI GIORNI UNA PARTE VERRà TRASFERITA AL DOG’S VILLAGE DI CAPENA (RM)
E PER IL MOMENTO ALMENO LORO SARANNO AL SICURO,
PER ALTRI ABBIAMO GIà TROVATO STALLI,
NE RIMANGONO CIRCA 150 DA SISTEMARE…
POSSIAMO FARCELA TUTTI INSIEME. DOBBIAMO FARCELA.
PERCHè ALMENO TUTTE LE LOTTE DI QUESTI SETTE ANNI,
NOSTRE E VOSTRE NON SIANO STATE VANE.
LI TROVATE TUTTI A QUESTI LINK:
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiURGENTI#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiANZIANI#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiCUCCIOLIMAMMEGIOVANISSIMI#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiTAGLIAPICCOLA#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiTAGLIAMEDIOPICCOLA#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiTAGLIAMEDIA#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiTAGLIAMEDIOGRANDE#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiTAGLIAGRANDE#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiCOPPIEPossibilmenteINSEPARABILI#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiCASIDIFFICILI#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiMOLOSSOIDI#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiCANIDANONCACCIA#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiLUPOIDI#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiMAREMMANOIDI#
http://picasaweb.google.com/baumiao/CanileRietiULTIMIARRIVATI#
CONSIDERATE CHE CI STIAMO GIà MUOVENDO,
QUINDI MAGARI NEGLI ALBUM CE NE SONO ANCORA ALCUNI
PER CUI ABBIAMO GIà AVUTO PROMESSE DI STALLO,
MANO A MANO, FINCHè NON SARANNO FUORI,
AGGIUNGEREMO UNA “P” (= PRENOTATO) DAVANTI AL LORO NOME.
ABBIATE PAZIENZA, è UNA COSA PIù GRANDE DI NOI MA FINO IN FONDO, COL VOSTRO AIUTO,
CERCHEREMO DI MANTENERE LA PROMESSA FATTA A OGNUNO DI LORO ORMAI TANTO TEMPO FA.
AL MOMENTO POTETE CONTATTARE BETTY
tel. 339-1847914 (dopo le 19)
IN SEGUITO COMUNICHEREMO ALTRI RECAPITI.
GRAZIE,
I VOLONTARI DEL CANILE DI RIETI.
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