Chiliamacisegua dalla parte della civiltà

A costoro

MILANO: EBREI E MUSULMANI CONTRO MOZIONE LEGA NORD SU MACELLAZIONE RITUALE

La comunita’ ebraica e quella musulmana di Milano si stanno mobilitando per protestare contro la mozione che la Lega Nord intende presentare oggi nel Consiglio regionale della Lombardia per chiedere di “vietare le macellazioni rituali non accompagnate da preventivo stordimento degli animali”, con particolare riferimento alla tradizione islamica.

“Sono venuto a conoscenza di questa mozione grazie a un’agenzia stampa – ha affermato in una nota Daniele Nahum, vice presidente della Comunita’ ebraica di Milano – Mi sono messo in contatto con il capogruppo della Lega Nord, Stefano Galli, per fargli presente che stavano presentando una mozione intollerante e discriminatoria, dunque mi sono permesso di consigliare a Galli di ritirarla. Purtroppo non ha voluto sentire ragione.

Voglio fare presente a tutti i consiglieri regionali della Lombardia, in particolare a tutti i capigruppo, che stanno per votare una mozione che ha l’intento di discriminare i cittadini di fede musulmana ed ebraica”.

Della stessa opinione e’ Davide Piccardo, esponente del Coordinamento delle moschee di Milano (Caim), il quale ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL ha spiegato che “si tratta di una misura discriminatoria nei confronti dei cittadini musulmani e va a colpire anche la comunita’ ebraica. Siamo solidali con loro per questo attacco ai loro diritti e ai nostri. Riteniamo che si tratti di una mossa totalmente strumentale, che non ha altro obiettivo se non quello di discriminare i cittadini musulmani ed ebrei che vivono in Lombardia”.

Così Chiliamacisegua, che sostiene la proposta di Stefano Galli, Vice Presidente della Commissione III Sanità, capogruppo della Lega Nord in Regione Lombardia,replica

Sollecitiamo la calendarizzazione e l’approvazione della Proposta di Legge n.1458

Sollecitiamo la calendarizzazione e l’approvazione della Proposta di Legge n.1458

Non c’è religione che voglia la sofferenza di qualsiasi essere senziente.

Chi si appella alla tradizione è soltanto un barbaro che va rieducato alla civiltà.

Chiliamacisegua chiede che Legge italiana sia vangelo per chi decide di vivere in Italia.

Senza compromessi, ne sconti morali, etici o di accomodamenti rabberciati per un travisato significato di integrazione.

Il progresso esige un salto in avanti, non un ritorno al medioevo.

Grazie

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

SCRIVERE A
alessandri_a@camera.it;russo_p@camera.it; martini_f@camera.it;

frattini_f@camera.it; cdr@esteri.it; urpminsalute@sanita.it; brambilla_m@camera.it;tutela.animale@sanita.it; info@lacoscienzadeglianimali.it; stampaweb@lastampa.it;

Promotori della Proposta di Legge n.1458 per rendere obbligatorio lo stordimento per ogni tipo di macellazione anche rituale,

  • On. Angelo Alessandri – Presidente Commissione Ambiente Camera, primo firmatario Proposta di Legge n.1458 per rendere obbligatorio lo stordimento per ogni tipo di macellazione anche rituale – alessandri_a@camera.it
  • On.Paolo Russo – Presidente Commissione Agricoltura Camera – Commissione dove è stata assegnata la Proposta di Legge n.1458 russo_p@camera.it
  • On.Francesca Martini – Sottosegretario alla Salute – martini_f@camera.it;

http://www.lav.it/index.php?id=406

Senza stordimento

La macellazione senza stordimento è permessa per legge nel nostro Paese:

      • per motivi rituali (Islam ed ebraismo)
      • per consumo familiare (volatili e conigli) di volatili, conigli, suini, ovini e caprini in impianti in deroga a capacità limitata.

In termini quantitativi – di animali utilizzati e quindi di sofferenza – i casi di macellazione senza stordimento effettuati nel settore “familiare” e di impianti in deroga sono più numerosi rispetto alla motivazione “religiosa” che però, per l’aumento della comunità islamica in Italia, è in grande sviluppo.

La macellazione rituale
La legge islamica prescrive una serie di regole da seguire per rendere la carne commestibile agli adepti di quella religione. Le caratteristiche del procedimento di uccisione dell’animale sono riassunte nel termine Halal (lecito). Anche i precetti ebraici per ottenere della carne Kosher non accettano lo stordimento preventivo. Il procedimento è di fatto identico.

I punti più importanti e scandalosi in termini di benessere degli animali sono i seguenti:

    • gli animali devono essere coscienti al momento dell’uccisione
    • l’uccisione deve avvenire tramite recisione di trachea ed esofago e la colonna vertebrale non deve essere spezzata perché durante questo procedimento la testa dell’animale non si deve staccare.

Solo se effettuata in macelli autorizzati, sono circa un centinaio in Italia, la macellazione senza stordimento, con metodo rituale, è consentita. Ed è sempre di fatto stata consentita nel nostro Paese.

Se invece non avviene in un macello autorizzato, è perseguibile sia in base alla legge in vigore sulle modalità di soppressione degli animali destinati alla macellazione (Decreto Legislativo 333 del 1998), sia alla legge sulle carni (Decreto Legislativo 18 aprile 1994, n.286 Attuazione delle direttive 91/497/CEE e 91/498/CEE concernenti problemi sanitari in materia di produzione ed immissione sul mercato di carni fresche), sia in base all’articolo 544 bis del Codice penale (uccisione di animali).

La macellazione senza stordimento preventivo è più dolorosa della macellazione con stordimento, anche per la dura manipolazione improvvisa che l’animale subisce prima della giugulazione (recisione dei grandi vasi sanguigni del collo).

Fonti scientifiche indipendenti confermano la sofferenza, tra esse gli autorevoli documenti del “Farm Animal Welfare Council“, organo consultivo del Governo inglese, della Federazione dei Veterinari Europei e dell’Associazione svizzera dei veterinari. Si tratta di documenti avvalorati da metodi di rilevazione della sofferenza degli animali.

I fatti

http://www.linkiesta.it/la-lega-nord-contro-la-macellazione-halal-e-kosher

News

La Lega Nord contro la macellazione Halal e Kosher

Michele Sasso

Oggi il Consiglio regionale lombardo è chiamato al voto su una mozione che vuole imporre delle limitazioni incompatibili con le regole delle macellazioni rituali ebraica e musulmana, Kosher e Halal. Un iniziativa della Lega Nord che prevede uno «stop» per qualsiasi tipo di macellazione rituale in cui gli animali non vengono prima storditi. Per la comunità ebraica di Milano è «un brutto segnale di intolleranza e discriminazione».

Che c’entrano i rituali di macellazione islamica ed ebraica con una decisione della Regione della Lombardia? Apparentemente nulla ma oggi il Consiglio regionale lombardo è chiamato al voto su una mozione che vuole imporre delle limitazioni incompatibili con le regole delle macellazioni rituali ebraica e musulmana, Kosher e Halal. La mozione è stata presentata dal gruppo della Lega Nord e prevede uno «stop» per qualsiasi tipo di macellazione rituale in cui gli animali non vengono prima storditi. La Lega ce l’ha con la macellazione rituale islamica, più volte citata nel testo. Ma le modalità di macellazione contestate riguardano anche la macellazione Kosher.

Il Carroccio chiederà un impegno per “vietare le macellazioni rituali non accompagnate da preventivo stordimento degli animali», si legge nel testo della mozione con particolare riferimento alla tradizione islamica. Un iniziativa politica più di facciata che di sostanza per impegnare il Consiglio “nell’ambito delle proprie competenze ad assumere ogni utile iniziativa tendente a vietare le macellazioni rituali non accompagnate da preventivo stordimento degli animali; a fronteggiare con ogni utile mezzo il fenomeno delle macellazioni rituali svolte al di fuori dei centri autorizzati e in violazione della normativa sul benessere animale, che rappresentano un grave fattore di rischio per la salute umana e per la diffusione di malattia, a sensibilizzare i servizi veterinari delle Asl affinchè implementino la vigilanza nei luoghi deputati alla macellazione islamica, al fine di sincerarsi del puntuale rispetto della normativa vigente».

Allarmata la comunità ebraica che ha cercato la mediazione politica attraverso Daniele Nahum, vice presidente della comunità di Milano: «Mi sono messo in contatto con il capogruppo della Lega Nord, Stefano Galli per fargli presente che stavano presentando una mozione intollerante e discriminatoria, dunque mi sono permesso di consigliare a Galli di ritirarla. Purtroppo Galli non ha voluto sentire ragione. Mi appello al buon senso dei nostri rappresentanti in Regione perché un voto a favore di questa mozione sarebbe un brutto segnale di intolleranza e discriminazione nei confronti dei cittadini di fede ebraica e musulmana». Ma aldilà della discriminazione rimane un «animalismo» padano a due velocità: contrario alla macellazione Halal e Kosher ma favorevole alla caccia in deroga.

michele.sasso@linkiesta.it


LEGGI TUTTO... C’è un commento: leggi...

A quando l’approvazione della Proposta di Legge n.1458?

Chiliamacisegua condivide la richiesta della Lav:” A quando l’approvazione della Proposta di Legge n.1458?”

”L’Olanda ha confermato il principio tecnico-scientifico secondo cui la macellazione senza stordimento e’ piu’ dolorosa e che il credo religioso non puo’ sopravanzare le norme di tutela degli animali – ha detto Gianluca Felicetti, presidente della Lav – aldila’ degli auspicati cambiamenti alimentari verso la scelta vegetariana, da tre anni giace in un cassetto della Commissione Agricoltura della nostra Camera dei Deputati una proposta di legge firmata da deputati di entrambi gli schieramenti, a prima firma Alessandri (Lega Nord), che fa suo il principio olandese senza impedire la presenza nei 206 mattatoi autorizzati dalle Asl del delegato religioso. A quando la sua approvazione?”.

30-06-11 ANIMALI: OLANDA METTE A BANDO MACELLAZIONE RITUALE. LAV SOLLECITA ITALIA

(ASCA) – Roma, 30 giu – Con 116 voti a favore su 150, il Parlamento olandese ha approvato la legge che obblighera’ ad eseguire lo stordimento degli animali prima delle macellazioni, a differenza di quanto avviene con le tecniche ‘halal’ e ‘kosher’, praticate rispettivamente da musulmani ed ebrei, che prevedono che l’animale sia perfettamente cosciente al momento dello sgozzamento. La Lav, Lega Antivivisezione Onlus, sollecita il parlamento italiano a fare lo stesso.

La legge olandese gia’ prevedeva lo stordimento degli animali, ma concedeva un’eccezione proprio per le tecniche halal e kosher. Il provvedimento, presentato dal Partito per i diritti degli animali, che ha due seggi sui 150 del parlamento, e’ stato approvato dalla Camera bassa e, prima di diventare legge, dovra’ essere approvato anche dall’altro ramo del Parlamento.

Intanto, i rappresentanti ebrei e musulmani insistono sul fatto che la macellazione rituale rispetta il benessere degli animali evidenziando che vengono usati dei metodi per limitare la loro sofferenza e sostenendo che i macellai ricevono una formazione particolare. Da qui la richiesta al governo olandese di non cambiare la legge per evitare impatti sulla loro liberta’ di religione. Appello caduto nel vuoto.

Sono oltre due milioni gli animali, soprattutto pecore e polli, che vengono ”ritualmente macellati” nei Paesi Bassi ogni anno. Cifra diffusa dal Partito per i diritti degli animali e contestata da Abdelfattah-Ali Salah, direttore dell’organizzazione che emette certificati halal nel paese, che ha parlato di 250.000.

”L’Olanda ha confermato il principio tecnico-scientifico secondo cui la macellazione senza stordimento e’ piu’ dolorosa e che il credo religioso non puo’ sopravanzare le norme di tutela degli animali – ha detto Gianluca Felicetti, presidente della Lav – aldila’ degli auspicati cambiamenti alimentari verso la scelta vegetariana, da tre anni giace in un cassetto della Commissione Agricoltura della nostra Camera dei Deputati una proposta di legge firmata da deputati di entrambi gli schieramenti, a prima firma Alessandri (Lega Nord), che fa suo il principio olandese senza impedire la presenza nei 206 mattatoi autorizzati dalle Asl del delegato religioso. A quando la sua approvazione?”.

Battaglia email di Chiliamacisegua per chi volesse sottoscriverla:

Sollecitiamo la calendarizzazione e l’approvazione della Proposta di Legge n.1458

Non c’è religione che voglia la sofferenza di qualsiasi essere senziente.

Chi si appella alla tradizione è soltanto un barbaro che va rieducato alla civiltà.

Chiliamacisegua chiede che Legge italiana sia vangelo per chi decide di vivere in Italia.

Senza compromessi, ne sconti morali, etici o di accomodamenti rabberciati per un travisato significato di integrazione.

Il progresso esige un salto in avanti, non un ritorno al medioevo.

Grazie

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

SCRIVERE A
alessandri_a@camera.it;

russo_p@camera.it;

martini_f@camera.it;

presidenza@regione.veneto.it,

frattini_f@camera.it;

cdr@esteri.it;

urpminsalute@sanita.it;

brambilla_m@camera.it;

tutela.animale@sanita.it;

info@lacoscienzadeglianimali.it;

stampaweb@lastampa.it;

repubblicawww@repubblica.it;

g.felicetti@animalieanimali.it;

Promotori della Proposta di Legge n.1458 per rendere obbligatorio lo stordimento per ogni tipo di macellazione anche rituale,

  • On. Angelo Alessandri – Presidente Commissione Ambiente Camera, primo firmatario Proposta di Legge n.1458 per rendere obbligatorio lo stordimento per ogni tipo di macellazione anche rituale –
  • On.Paolo Russo – Presidente Commissione Agricoltura Camera – Commissione dove è stata assegnata la Proposta di Legge n.1458
  • On.Francesca Martini – Sottosegretario alla Salute –

DA SAPERE

http://www.chiliamacisegua.org/2010/07/01/made-in-italy/

MADE IN ITALY
Al via il marchio “Halal Italia”
Prodotti italiani “fedeli” all’Islam
Presentato alla Farnesina il progetto di un marchio a garanzia di prodotti italiani realizzati in conformità coi dettami del Corano nei settori alimentare, cosmetico e farmaceutico.
Galan: “I paesi musulmani saranno felici dei nostri tortelloni”.
Solo in Italia, un business da 5 miliardi. “Destinato a crescere” guardando all’export

COSI CHILIAMACISEGUA REPLICA

http://www.chiliamacisegua.org/2010/02/23/sollecitiamo-la-calendarizzazione-e-lapprovazione-della-proposta-di-legge-n-1458/

PER SAPERNE DI PIU’


LEGGI TUTTO... C’è un commento: leggi...

NO ENCI NO COLLARE ELETTRICO NO STRUMENTO DI TORTURA

Chiliamacisegua legge orripilata, posta sull’avviso da una mail pervenutale, quanto l’Enci propone nel corso della sua audizione in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati; “Quanto alla possibilità di usare il collare elettrico, l’ENCI ha richiesto l’istituzione di un tavolo tecnico di confronto, al fine di consentire l’assunzione di decisioni che poggino su reali dati scientifici e ha lanciato l’idea di effettuare appositi corsi per il giusto utilizzo dello strumento.”

Chiliamacisegua propone invece al mondo del volontariato e delle Associazioni il bando dell’Enci fintanto che manifesta il desiderio di utilizzare strumenti di tortura medioevali e lo propone addirittura, contrabbandandolo come strumento di educazione.

NON ESISTE UN GIUSTO UTILIZZO DI UNO STRUMENTO DI VIOLENZA.

Per tale ragione, il Ministero dovrebbe vietarne sia la produzione su territorio italiano e ovviamente la sua commercializzazione, per tutelare il legittimo diritto alla vita senza tortura ne mutilazione degli animali, i cani in questo caso.

Supportate questa battaglia di civiltà, scrivendo alla mailing sotto indicata il vostro NO.

Grazie.

Chiliamacisegua

http://www.chiliamacisegua.org/

Mail pervenuta

Buongiorno a tutti,

la news riportata sotto è stata pubblicata sul sito dell’ENCI. Vi prego di leggere con attenzione la parte che ho evidenziato che riguarda la proposta di costituzione di un tavolo tecnico ministeriale per l’utilizzo del collare elettrico.

Sono abbastanza “spaventata” dei temi discussi in Commissione che preludono una regressione rispetto al benessere animale.

Chiedo il Vs. appoggio per effettuare un eventuale raccolta di firme da far pervenire alla Camera del Deputati contro eventuali provvedimenti e/o approvazioni in merito al collare elettrico, anzi a dire il vero dovrebbero anche vietarne la produzione e la commercializzazione.

Potete scrivere per raccogliere le vostre istanze a posta@csen-cinofilia.it

Grazie a tutti e buon lavoro

Cordiali Saluti

Luisella Vitali

I FATTI

http://www.enci.it/news/news.php?id=930

Audizione ENCI in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati

Data di pubblicazione: 06 aprile 2011

Riscontrata la bozza di testo unificato recante nuove norme in materia di animali di affezione e di prevenzione al randagismo, l’ENCI, rappresentato dal Presidente Francesco Balducci e dal Vice Presidente Dino Muto, ha espresso le proprie osservazioni durante l’Audizione del 5 aprile 2011 presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.

In materia di “attività economiche con animali d’affezione”, l’ENCI ha proposto che l’allevamento e la cessione a titolo oneroso “anche di un solo animale di affezione” non debba rientrare in tale tipo di attività, con le relative conseguenze regolamentari. Ha proposto, invece, che l’attività di allevamento sia ricondotta alla legge 349/1993, che definisce nel merito l’attività cinotecnica, e ai conseguenti decreti attuativi. Ha richiesto altresì di poter organizzare corsi di formazione propedeutici per l’attività di allevamento previsti dalla bozza di legge in discussione.

Con riferimento all’anagrafe canina e alla istituenda banca dati nazionale, l’ENCI ha sottolineato che oggi garantisce l’allineamento del Libro genelogico alle anagrafi regionali attraverso l’invio trimestrale dei propri dati, proponendo che l’Ente possa implementare e alimentare, tramite le proprie sedi periferiche, la banca dati dell’anagrafe canina al momento dell’iscrizione dei cani nei registri genealogici, evitando così l’eccessiva burocratizzazione a cui è attualmente sottoposto l’allevatore cinofilo.

In merito alle questioni relative al benessere animale, l’ENCI ha rimandato ogni considerazione sulle mutilazioni alle disposizioni tecniche emanate dal Ministro della Salute il 16.3.11 rivolte alla legge di ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia.

Tali disposizioni forniscono chiare indicazioni, nell’interesse dei cani, dell’allevamento cinofilo e nel rispetto del benessere animale.

Quanto alla possibilità di usare il collare elettrico, l’ENCI ha richiesto l’istituzione di un tavolo tecnico di confronto, al fine di consentire l’assunzione di decisioni che poggino su reali dati scientifici e ha lanciato l’idea di effettuare appositi corsi per il giusto utilizzo dello strumento.

Quanto all’uso dei trasportini, l’ENCI ha proposto di aggiungere anche il periodo connesso alla verifica zootecnica, oltre a quelli già previsti dalla bozza in discussione relativi al trasporto e alla degenza.
La Commissione ha apprezzato le proposte dell’ENCI, tese in gran parte ad accordare la bozza in discussione con la normativa già in essere e a tutelare la cultura cinofila in Italia e i legittimi interessi degli allevatori.

GLI STUDI

http://www.canepastoretedesco.info/collare_elettrico_tra_maltrattamento_e_ignoranza.html

Collare elettrico, tra maltrattamento e ignoranza

Uno studio abbastanza recente, condotto dall’Università di Sassari, ha fornito diverse basi scientifiche a dimostrazione della pericolosità di tale strumento. Gli autori sono Raffaella Cocco e Stefano Visco, docenti e ricercatori della facoltà di medicina veterinaria di Sassari .

Vi invitiamo a leggere lo studio che potrete acquistare a questo indirizzo internet. Vi proponiamo qui un piccolo riassunto dell’opera.

Un piccolo riassunto

L’idea di lavorare a questo progetto nasce dopo il ricorso accolto dal TAR del Lazio che annullava l’Ordinanza del 5 Luglio 2005 con la quale il Ministro della Salute disponeva il divieto all’uso del collare elettrico sui cani. Tale ricorso, presentato da alcune ditte produttrici di collari elettrici, annullava l’ordinanza dichiarando la stessa ”adottata senza alcuna istruttoria precisa e senza l’indicazione delle ragioni di necessità ed urgenza che sole giustificano il ricorso al potere esercitato […] risulta in commercio da anni […] non può ritenersi tale (riferito alla pericolosità) la prevedibile reazione alla scossa elettrica da parte dell’animale, atteso che si tratti di reazione sempre presente in una pratica non nuova, anzi seguita da anni” .
Per paradosso però, insieme a tale annullamento, ci sono state le sentenze di Forlì (procura della Repubblica) e Vicenza (Corte di Cassazione) che hanno condannato per maltrattamenti chi utilizzava il collare elettrico.

L’obiettivo di questo lavoro è quello di mettere in evidenza sia la pericolosità di questo strumento sia il fatto che non possa esistere un suo uso proprio.

Per fare ciò vengono analizzati e spiegati nel dettaglio la fisiopatologia della corrente elettrica e i suoi effetti sul corpo, con particolare attenzione alla regione (quella del collo) interessata dall’utilizzo del collare.
Pur non possedendo moltissimo materiale specifico su cui lavorare, le analisi e le conclusioni scientifiche sono basate su nozioni mediche e biologiche già conosciute e descritte in numerosi testi (compresa buona parte della lettertura riferita all’uso della corrente elettrica sugli esseri umani).
Si analizzano i vari tipi di collare elettrico disponibili in commercio, che possono fornire al cane una corrente elettrica continua o alternata con intensità che variano a seconda del livello prescelto.
I collari elettrici messi in commercio si distinguono per il tipo di corrente utilizzata mentre, per quanto riguarda l’intensità, questa può essere modificata a discrezione dell’addestratore così come il voltaggio
che varia tra i 500 volts e i 4820 volts. Per quanto concerne l’intensità, le case produttrici non forniscono dati a riguardo.
Da notare come, al di là dei termini scientifici che possono risultare un tantino ostici o rendere la lettura “pesante” , siano analizzate in modo molto preciso le modalità di trasmissione della corrente e gli effetti sull’organismo.

Interessante (se si può usare il termine) verificare che, in caso di corrente alternata le basse frequenze, a parità di tensione ed intensità, sono molto più pericolose rispetto a quelle molto elevate, che correnti con un basso voltaggio e con una debole intensità sono capaci di stimolare i muscoli ed i nervi, che la corrente quando incontra una bassa resistenza tende a farsi strada attraverso la superficie cutanea senza coinvolgere gli organi interni, mentre quando le resistenze sono alte essa attraversa la pelle e si fa strada attraverso i liquidi organici, che sono buoni conduttori e se durante il suo percorso incontra organi vitali, come il cuore, questo può giungere alla fibrillazione sino all’arresto cardiaco.
Inoltre dai vari studi si evince come il fatto che l’organismo venga ripetutamente sottoposto a scariche elettriche comporti un continuo peggioramento nella capacità dell’organismo stesso di sopportare e, di conseguenza, aumentino le possibilità di effetti patogeni.
Particolarmente importante è tutta la parte in cui si analizza la regione anatomica del collo e i muscoli e nervi coinvolti. Del resto, mi pare di ricordare che alcuni teorici dell’addestramento tradizionale mostrono proprio le stesse relazioni per spiegare l’efficacia di alcuni strumenti correttivi come anche il collare a punte, sottolineandone l’azione su importanti centri nervosi
I muscoli del collo rivestono l’esofago, la trachea, le ghiandole salivari. Intervengono non solo per i movimenti di quella regione, ma fungono da bilanciere cefalico, regolano la deglutizione, i movimenti inspiratori, la dilatazione del torace. I vasi sanguinei e i nervi nella regione del collo, soprattutto i nervi, possono inoltrare l’impulso elettrico ad altri organi o tessuti; senza tediarvi troppo con tutta l’esposizione scientifica, solo alcuni cenni riguardanti i nervi della regione del collo:
Un deficit del nervo facciale può predisporre il cane a patologie quali congiuntiviti, lesioni corneali ma anche cheratocongiuntiviti secche, inoltre, innervando anche le ghiandole salivari questo nervo è responsabile delle sensazioni gustative della lingua.
Il Nervo vago ha fibre che convogliano tre tipi di sensibilità: gustativa, generale (della laringe, faringe e dai visceri innervati da questo nervo) ed esterocettiva (proveniente dalla cute dell’orecchio esterno).
Data l’ampia distribuzione di questo nervo, appare ovvio come una sua disfunzione possa avere varie ripercussioni che coinvolgono diversi organi ed apparati. Sono molti i riflessi viscerali controllati da questo
nervo tra i quali, la deglutizione, la tosse, lo starnuto, il vomito; a queste bisogna aggiungere le importanti azioni che esso svolge sull’attività cardiaca, in modo diretto, e su quella respiratoria, in modo indiretto
regolando la fisiologia della laringe.

La corrente elettrica, anche se dotata di elevata intensità e tensione, scaricandosi nel corpo del cane non sempre provoca lesioni obbiettivamente rilevabili.Possono esserci, ad esempio, lesioni cutanee, emoraggie della cute o delle mucose, angiospasmi e molto frequentemente edemi localizzati, ma anche contrazioni dei muscoli innervati dai nervi interessati dalla stimolazione elettrica.
Se l’ impulso ha un’intensità elevata e/o perdura per un tempo relativamente lungo (8 secondi per quasi tutti i collari elettrici in commercio) questo può determinare l’attivazione di nervi posti in profondità del collo, quali ad esempi il nervo frenico, il laringeo, il vagosimpatico oltre ai vari nervi motori.

In questo caso le conseguenze sono ben più gravi: contrazioni tetaniche del diaframma, spasmi laringei; arresto della respirazione per tanto tempo quanto persiste lo stimolo.
Tutto questo si ripercuote quindi anche a livello dell’apparato respiratorio ove si potrebbe osservare edema acuto del polmone, sfiancamento degli alveoli polmonari con lacerazioni e piccole emorragie nel tessuto interalveolare. Appare un quadro di enfisema acuto traumatico dovuto prima di tutto alle contrazioni dei muscoli respiratori della gabbia toracica, della laringe e del diaframma, che perdurano tanto quanto il passaggio della corrente, e poi ai bruschi, frequenti, disordinati e profondi atti respiratori che il cane compie appena cessa l’azione della corrente.

Inoltre a carico delle pleure si potrebbero osservare piccole emorragie, così come in molti altri organi, zone di enfisema sottopleurico.Ci può essere presenza di emorragie puntiformi diffuse nel midollo, nell’encefalo e nelle relative meningi.Per non parlare dell’influenza sull’attività cardiaca, l’ azione della corrente elettrica sul cuore si esplica mediante i centri motori ed attraverso spasmi delle coronarie; generalmente si ha aumento della frequenza delle contrazioni con notevole diminuzione dell’energia cardiaca e della pressione sanguigna; altre lesioni che possono essere conseguenza del passaggio della corrente elettrica, riguardano il sistema circolatorio periferico e l’apparato muscolare scheletrico.

Emorragie possono apparire anche in altri organi e tessuti a livello esofageo,sottofaringeo, a livello di cardias, pilorico, delle vie biliari e di tratti più o meno lunghi di intestino. che possono causare turbe più o meno gravi alla normale funzione dell’apparato digerente.

Insomma, lo stimolo dolorifico o quantomeno fastidioso, che il collare elettrico procura al cane ha sul suo fisico effetti che possono essere, specie con utilizzo prolungato, devastanti, oltre ad avere un’azione devastante a livello psichico, dovuta proprio all’effetto fisico provocato dall’attraversamento della corrente elettrica.

Gli autoti citano uno studio di Schilder e van der Borg sui cani che hanno subito lo shock elettrico del collare, citando gli atteggiamenti posturali che denotano stress rilevati in prevalenza:
Posizione Bassa delle orecchie*
Coda Fra le Gambe*
Vocalizzazioni di diversa intensità
e timbro*
Camminare in circolo
Veloci movimenti della lingua*
Movimenti veloci della testa*
Evitare/sfuggire*
Accucciarsi*
sottolineando come lo stress perduri per molto tempo anche dopo l’utilizzo del collare elettrico.

Ovviamente lo studio termina anche con la considerazione che, oltre al fatto che sia scientificamente provato che addestrare un cane con il collare elettrico sia un vero e proprio maltrattamento, di non poca rilevanza è il fatto che non sempre l’impiego del collare elettrico risolve i problemi per i quali viene utilizzato, ma frequentemente ne determina altri, che vanno dall’aggressività ad associazioni diverse da quelle desiderate dall’addestratore. Concludono gli autori: chi si sente minacciato pensa a proteggersi, non ad imparare.

Resta però, al di là dell’efficacia o meno dello strumento (efficacia sulla quale, con certe modalità di utilizzo, l’UD sostiene di aver dato ampia dimostrazione -leggi: risultati ottenuti in gara) la terrificante descrizione degli effetti della corrente elettrica …leggendo mi veniva da pensare all’età media dei cani da lavoro e alle cause di decesso. Sarebbe interessante uno studio in proposito…

A CHI SCRIVERE

segreteria@enci.it;

brambilla_m@camera.it;

martini_f@camera.it;

tutela.animale@sanita.it;

info@lacoscienzadeglianimali.it;

presidenza@fnovi.it;

posta@csen-cinofilia.it;

PDF

STRISCIA LA NOTIZIA

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/news/2007/10/08/news_2466.shtml

Ultime notizie

Collari elettrici

E’ stato condannato dal giudice di Bologna, Liviana Gobbi, l’addestratore di cani di Zola Predosa, comune della cintura bolognese, ritratto un paio di anni fa in  un servizio di ‘Striscia la notizia’ mentre utilizzava un collare elettrico su una cane a scopo dimostrativo e di addestramento. Lo ha reso noto la Lav (Lega anti vivisezione), che aveva presentato una denuncia sul caso. Oggi E. M., originario di Bari ma residente a Bologna, è  stato condannato a 4000 euro di multa, al pagamento delle spese legali e di una provvisionale di 1000 euro da versare alla Lav come parte civile, per maltrattamento di animali. L’articolo del codice penale violato è il 544 ter che recita: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno e con la multa da 3.000 euro a 15.000 euro”. La vicenda ha avuto origine da alcune immagini realizzate con telecamera nascosta e trasmesse l’11 aprile 2005 da ‘Striscia’, che mostravano l’addestramento di cani con collari elettrici e la sofferenza degli animali ad ogni scossa ricevuta. La citazione a giudizio dell’addestratore era stata formulata dal Procuratore aggiunto Luigi Persico che nel corso dell’inchiesta aveva fatto fare una consulenza al preside di veterinaria di Bologna Stefano Cinotti. Il lavoro del consulente aveva documentato gli effetti nocivi e dolorosi sugli animali prodotti dai collari per scopi addestrativi che, secondo la consulenza, possono essere raggiunti anche con altre pratiche. “Da quel filmato è quindi scaturita la denuncia della Lav, presentata presso la Procura della Repubblica di Bologna – commenta Ciro Troiano, responsabile nazionale Lav e firmatario della denuncia – la Lav ringrazia l’avvocato Luca Ferrini di Cesena per l’assistenza fornita, e si augura che questa condanna di E. M. apra la strada ad una più ampia riflessione mirata a individuare nell’uso di strumenti coercitivi quali collari elettrici o similari, bastoni con punte elettriche e altri congegni atti a procurare scosse elettriche ai cani”. (Ansa, 8 ottobre 2007)

Guarda primo e secondo filmato

AGGIORNAMENTO RISPOSTA ENCI

http://www.enci.it/news/news.php?id=934

Precisazioni ENCI in merito al collare elettrico

Data di pubblicazione: 18 aprile 2011

Con riferimento al comunicato ENCI del 6.4.2011, riguardante l’audizione del 05.04.2011 in Commissione Affari Sociali, in merito alla richiesta di un confronto concernente i collari elettrici, si precisa che la richiesta scaturisce dalla assoluta necessità di tutelare il cane nell’ambito di una sempre più ampia e profonda attenzione al benessere animale.

La constatazione che attualmente non esistono norme che vietano efficacemente e neppure regolamentano l’utilizzo di collari elettrici, lasciando dunque aperta la possibilità che possano di fatto essere utilizzati in modo incivile e dannoso, richiede che sulla questione venga posta urgentemente la massima attenzione del legislatore.

La richiesta dell’ENCI è stata fatta, esclusivamente, per porre fine a possibili usi barbari di siffatti strumenti e non presuppone alcuna sollecitazione a favore di un utilizzo di strumenti coercitivi sugli animali e in particolare sul cane, come maldestramente interpretato da alcuni.

Vale la pena ricordare che ogni qualvolta l’ENCI è venuto a conoscenza di comportamenti di propri associati riferiti a maltrattamenti di animali, anche attraverso l’uso del collare elettrico, è intervenuto attivando gli organi preposti ai controlli, l’Autorità giudiziaria e gli organi disciplinari previsti dallo Statuto. Il benessere del cane è infatti la condizione che sta alla base di ogni attività legata alle verifiche zootecniche autorizzate dall’ENCI.

I regolamenti nazionali dell’ENCI, nel rispetto delle leggi vigenti, sottolineano l’assoluto divieto di utilizzare strumenti coercitivi sui cani in rispetto anche ai principi emanati della Federazione Cinologica Internazionale.

L’ENCI respinge con fermezza ogni tentativo di strumentalizzazione e interpretazione faziosa della propria posizione nei confronti del collare elettrico.

Darà mandato ai propri legali di tutelare l’immagine dell’Ente in ogni sede.

Il Presidente

Francesco Balducci



LEGGI TUTTO... Ci sono 2 commenti: leggi...

LA PADANIA 10 APRILE VIETATI IN LOMBARDIA GLI ALLEVAMENTI PER I LABORATORI

Tutta da leggere La Padania del 10 aprile.

Che data storica!

Stefania Piazzo è ambasciatrice di notizia fenomenale.

Si, stavolta si può accettare di parlare di vittoria!

Della vita sulla morte!

Dell’amore sulla indifferenza!

Della dignità sulla nessuna identità dell’animale!

EUREKA!

Il lavoro di equipe, capitanato dal sottosegretario On Francesca Martini,(chapeau), sostenuto dalle volontarie e dalle Associazioni che si battono da secoli per sconfiggere il medioevo e le sue barbare torture, dalla stampa, poca, anzi per dirla tutta , dalla sola La Padania che ha stanato chi dormiva, dando fiato all’orrore della vivisezione, si merita, questa volta,una corona d’alloro in testa!

Ed ora la strada maestra aperta dalla regione Lombardia è tracciata!

Servono le mollichine di Pollicino alle altre Regioni per trovare il capo e non la coda di questa strada?

Chilliamacisegua

www.chiliamacisegua.org


La Padania 10 aprile

Viaggio nell’Italia bestiale a cura di Stefania Piazzo

s.piazzo@lapadania.net

(80 – continua)

OTTANTESIMA PUNTATA

VIETATI GLI ALLEVAMENTI PER I LABORATORI

La Regione Lombardia apre la strada al cambiamento, frutto di un lavoro di squadra sul territorio e con la stampa

Il coraggioso progetto di legge lombardo

ARTICOLO 1

(Finalità)

1) La Regione Lombardia promuove la tutela degli animali, sostiene la riduzione del loro utilizzo a fini sperimentali e ad altri fini didattici e scientifici, mediante la diffusione di metodologie sperimentali moderne ed innovative che non facciano ricorso all’uso di animali.

2) Per l’attuazione di quanto disposto dal comma

1) la Regione Lombardia promuove e realizza appositi accordi con le Università, gli Istituti scientifici e di ricerca e con il Centro di Referenza Nazionale per il Benessere animale e di Centro di Referenza Nazionale per i substrati cellulari.

ARTICOLO 2

(Divieti)

1) Nel territorio della Regione Lombardia sono vietati l’allevamento e la detenzione a qualsiasi titolo di animali a fini di sperimentazione, ed è altresì vietato il loro utilizzo a scopo didattico su tutti gli animali, salvo i casi autorizzati dalla Regione nell’ambito di accordi di cui all’Art 1, comma 2).

Seguono l’articoli 3 (sanzioni), l’articolo 4 (norme di vigilanza), l’articolo 5 (norma finanziaria), l’articolo

6 (entrata in vigore).

La Regione apre la strada al cambiamento, frutto di un lavoro di squadra sul territorio e con la stampa

Quali altri enti in Italia vogliono raccogliere la stessa sfida e costruire una cordata per la civiltà?

PDF



LEGGI TUTTO...

LA PADANIA MAI PIÙ GREENHILL L’ALTERNATIVA C’È

LA PADANIA 24 MARZO 2011

MARTINI: È CIVILTÀ. PINI: EMENDAMENTO A LEGGE COMUNITARIA

MAI PIÙ GREENHILL L’ALTERNATIVA C’È

DI STEFANIA PIAZZO

Sperimentazione sempre più vincolata ai metodi alternativi, come già accade al pionieristico Centro di referenza nazionale per i substrati cellulari dell’Istituto zooprofilattico di Lombardia ed Emilia Romagna, a Brescia. Vincoli stretti per chi alleva animali da destinarsi alla sperimentazione sino alla moratoria per dire basta sul suolo regionale alla presenza di strutture che allevano e commerciano sugli esseri senzienti destinati ai laboratori……………..

RENZO BOSSI – LA MOZIONE

Lombardia apripista della battaglia

La società civile ha ormai preso atto dell’assoluta importanza della vita e del benessere degli animali, in particolare per i soggetti utilizzati a fini sperimentali; vi è obbligo di attuazione in ambito nazionale e, successivamente, regionale della Direttiva 2010/63 CE, che riafferma il principio che il benessere e la vita degli animali è un valore sancito dall’art. 13 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che riconosce agli animali la natura di esseri senzienti; (…);………………

PDF DA SCARICARE


LEGGI TUTTO... Ci sono 2 commenti: leggi...

La Padania 20 febbraio Sperimentazione Animale Metodi Alternativi

Sperimentazione animale, i metodi alternativi esistono e funzionano. La Padania  in esclusiva,  fa un viaggio nei laboratori dell’Istituto zooprofilattico di Lombardia ed Emilia Romagna a Brescia, punto di riferimento per tutta Italia, dove tutto ciò è già miracolosamente realtà. Una scelta etica e  scientifica possibile!
Ma c’è di più.
La giornalista Stefania Piazzo in un corsivo ripercorre le sollecitazioni del  sottosegretario Martini alla Regione Lombardia per severi controlli  vincolanti negli allevamenti di animali destinati alla sperimentazione, sollecitazioni riprese dal quotidiano di recente, e che pare, abbiamo dato  risultati insperati.
Ci sta forse dicendo che potremmo essere alla vigilia di un evento legislativo di portata storica?
“I tempi sono maturi per una legge regionale”, titola il pezzo.
Quale sia lo scopriremo, anticipa l’articolo, a  breve.
Grazie Martini! Grazie Padania!
Chiliamacisegua

PDF


LEGGI TUTTO... Ci sono 2 commenti: leggi...

Randagismo, Angiola Tremonti ad Affari: “Mai detto di uccidere i cani”

Randagismo, Angiola Tremonti ad Affari: “Mai detto di uccidere i cani”
Mai detto, mai pensato, mai scritto!
Così è se vi..appare.
Forse la Signora Angiola Tremonti, farebbe bene a potenziare la sua memoria che dimostra qua e là, sprazzi di amnesia.
Chiliamacisegua si permette di aiutarla a ricordare, allegando una sua riflessione, pubblicata sul suo blog, prefazione alle sue dichiarazioni ufficiali, che hanno scatenato il putiferio.
E segnala , altresì, la precisazione del direttore de La Provincia di Como, Giorgio Gandola, che ribadisce l’autenticità delle dichiarazioni del consigliere di Cantù, rilasciate al suo giornale.
Chiliamacisegua
Cronologia
Quotidiano locale conferma dichiarazioni sorella Tremonti su uccisione cani
Il direttore del quotidiano La Provincia di Como, Giorgio Gandola, ribadisce la posizione del suo giornale in relazione ad Angiola Tremonti, sorella del ministro del Tesoro, al centro di un caso per la sua presunta richiesta al Comune di Cantù, di cui è consigliere, di abbattere i cani randagi se non vengono adottati entro un certo limite di tempo. Ipotesi da lei negata.
“In merito alla polemica sulla soppressione dei cani non adottati nei canili e alla posizione della signora Angiola Tremonti, che accusa il quotidiano da me diretto di avere scritto il falso, intendo ribadire – scrive in una nota Gandola – l’autenticità delle dichiarazioni pubblicate da La Provincia di Como. Frasi che la signora Tremonti ha detto a tre nostri cronisti, ha ripetuto a giornalisti di numerose testate nazionali e a politici locali che le hanno confermate. Comprendiamo l’imbarazzo per gli effetti mediatici e d’immagine che una presa di posizione così estrema ha suscitato, ma – conclude il direttore – non per questo possiamo passare sotto silenzio la verità dei fatti, in difesa della credibilità del nostro giornale”.(ANSA)

LA SMENTITA  DELLA SIGNORA TREMONTI UNA VALE PER TUTTE LE TESTATE CHE l’HANNO RIPORTATA, SONO DELLO STESSO TONO
Randagismo, Angiola Tremonti ad Affari: “Mai detto di uccidere i cani”
Continua il dibattito sul business dei cani randagi. A scrivere ad Affaritaliani.it, è Angiola Tremonti, consigliere comunale di Cantù (Como) e sorella del ministro, accusata di aver dichiarato di voler sopprimere i cani randagi auspicando ad una “soluzione canadese” per gestire il fenomeno.
Alle accuse il consigliere Angiola Tremonti replica: “Troppo comodo mettere in bocca alle persone il falso”.
Cari amici credo veramente che mi darete una mano ad uscire da questa bufera denigratoria messa in atto da una giornalista di provincia. Nome? Sono indulgente, farò querela. Tanto si è scritto e in tanti hanno parlato in questi giorni. Chiedo solo, come ultima cosa, che sia letta e divulgata questo mio comunicato. Tema il randagismo.
Intendo ribadire che non risulta da nessun verbale  scritto o registrato che dalla mia bocca siano uscite le parole ammazzare, uccidere e sopprimere i cani randagi per proporre politiche contro il randagismo e contro i cani stessi.
Il mio pensiero è stato frainteso fin dall’inizio: amo gli animali e voglio il meglio per loro. Tutti voi mi conoscete per questo”.
Come ripeto da giorni, in qualità di presidente della Commissione Bilancio, ho solamente richiesto delle informazioni in merito alla gestione economica del Canile di Mariano comense dato che contribuisce anche il comune di Cantù. Mai sono entrata nel merito dell’operato dei volontari hanno tutto il mio rispetto.
Cari italiani non è questo ciò che vi spettate dagli amministratori che eleggete? Non è questo ciò che si esige da un’amministrazione comunale? Non sarà forse che questi documenti non ci sono?
La dice lunga anche il fatto che Il Dottor Folloni, presidente del canile di Mariano ha preferito proferire coi giornalisti e fomentare la rivolta. Mai ha pensato di confrontarsi telefonicamente, men che meno di attivarsi nel fornire i DOCUMENTI.
Non serve che nel prossimo Consiglio Comunale di Cantù “Gli Amici del Randagismo” mi restituiscano il mio contributo come cittadina,  il Dottor Folloni deve solo presentare le documentazioni,  prima del Prossimo Consiglio.
Penso, visto che in questi giorni mi sono anche maggiormente documentata nel merito dei canili , che mi si debba consegnare, anche le seguenti documentazioni : quanti cani sono stati restituiti perchè identificati ( e con quale costo e/o sanzione per chi li aveva “persi”), quanti sono rimasti in canile, quindi identificati e comunicati all’Azienda sanitaria, quanti sono stati adottati sul totale dei cani presenti, quanti sono deceduti e dove e come sono stati   eventualmente smaltiti, il dettaglio della voce “spesa di gestione” e come sono stati destinati i 60.000 euro (rimborsi spese, cibo, spese veterinarie, pulizia….). Richiesta che rendo qui ufficiale che andrò ad integrare.
Così fosse andrò a donare il mio gettone di presenza come Consigliere, purtroppo solo  pochi € a seduta, fino alla fine del mio mandato. Inviterei anche Bizzozzero a fare altrettanto.
Forse così capirete che io gli animali li amo davvero e stimo chi dedica loro il proprio tempo come volontario.
Non è  voler risparmiare, ma un senso civico e dovere etico nei confronti dei cani e della spesa pubblica e sul fatto che, se tutti i  consiglieri comunali valutassero i bilanci con un minimo di diligenza, probabilmente i canili degli orrori o i canili della mafia, non esisterebbero neppure!!!
Per caso il Sindaco di Cantù Tiziana Sala è al corrente di quanto accade, non dovrebbe tutelare l’incolumità dei cani e dei cittadini??????????
Il suo silenzio spaventa ancora di più…..
Il Signor Claudio Bizzozzero, capogruppo della lista Lavori in Corso, che non era nemmeno presente alla Conferenza Capigruppo della sera del 24 gennaio, dovrebbe esser più presente, fare l’amministratore e non il politico.Quanto costano le mense scolastiche? Come mai le Associazioni sportive si sono viste sparire i contributi da parte del comune????
Controllare e Consigliere è il nostro compito.
Forse è confuso e troppo impegnato nelle sue prossime candidature. Invece di perdere tempo in inutili mozioni di sfiducia, nell’invio di e.mail dal contenuto discutibile faccia il suo dovere. Forse questo è il motivo per cui le sue candidature non l’hanno mai portato lontano.  Il vostro CAPO ha portato voi di Lavori in Corso a mettere in pericolo la mia vita e quella della mia famiglia..
Avete esagerato. Adesso basta.
Così io continuerò a lottare per il benessere e la tutela degli animali e degli uomini
.
Qualche link
Angiola Tremonti, comunicato ufficiale sulla vicenda cani: “Mi sono state messe in bocca parole mai dette”
Abbattimento dei randagi, Angiola Tremonti smentisce le sue dichiarazioni
Randagismo, Angiola Tremonti: “Mai detto di sopprimere i cani”
Canile e proteste: adesso Angiola Tremonti scrive una lettera

Nota di Chiliamacisegua
E di questo che dice la Signora Angiola Tremonti? Delle sue riflessioni , pubblicate sul suo blog, riprese con fervore, dal mondo degli allevatori,cacciatori e da chi condivide la stessa etica nei confronti della vita?
Forse l’ha rimosso, dalla mente e dal suo blog?
Nessun problema, eccolo salvato esattamente come pubblicato, compreso gli errori di battitura.

\\ Home Page : Articolo
Calendario per Sara e cosa ci sta sotto??? 55 milioni di EURO!
Di Angiola (del 05/01/2011 @ 11:45:40, in Varie, linkato 180 volte)
Un calendario per Sara?
La mia riflessione è legata al rispetto della morte ed anche della vita.
Un calendario con animali abbandonati !!!!!!
Assurdo il tutto ed in particolare il fatto che nessuno osa raccontacela giusta.
Il fratello di Sara intende mettersi su una “fabbrichetta ONLUS che rende e non poco.
Anche i personaggi famosi si lasciano abbindolare da questi sentimentalismi falsi pur di apparire.
Garantisco che la foto di Marina Ripa è stata USATA senza autorizzazione.
Nulla da dire forse ma lo scandalo dei canili deve emergere.
Vi pare giusto che lo stato debba spendere in contributi e SOLO PER IL MANTENIMENTO, a queste fantomatiche associazioni oltre 55.000.000 (cinquantacinque milioni ) di Euro????
All’incirca dai 6 agli 8 € al giorno. INAUDITO!!!!!!!!
Nessuno ne controlla l’effettiva presenza e così si danno i numeri.
Il randagismo deve essere combattuto anche in Italia così come negli altri paesi civili, i canili dovrebbero essere il luogo in cui i nostri animali vengano accolti per poi essere ritrovati dai loro padroni.
Si devono fissare dei limiti di tempo nel rispetto dell’animale anche per fare in modo che i cani possano essere accolti, curati e poi offerti a coloro i quali vogliono un animale da portarsi a casa.
Tristemente si deve giungere all’eutanasia, come in tutti i paesi civili.
I cani randagi sono frutto dell’abitudine di certuni a lasciare i propri animali liberi per strada,in paesi e città.
La stessa cosa per i gatti, tutti animali non sterilizzati che invadono creando enormi problemi.
Non dimentichiamo che il randagismo porta anche altri gravi problemi, in montagna i cani randagi affamati attaccano le greggi, facilmente sono portatori di malattie, una ad esempio, la rabbia, mortale per l’uomo.
Amare gli animali non è certo mettere loro il cappottino o farli mangiare a tavola con noi, amare gli animali è razionalità.
Concludo ponendovi una domanda.
Soprattutto in questo periodo di crisi 55 milioni di Euro, solo per il mantenimento dei cani randagi, che lo stato spende, non potrebbero essere utilizzati per la ricerca, per sovvenzionare le mense dei barboni, per abbassare le tariffe delle mense scolastiche…………..ecc?????
Non dimentichiamo che anche in Italia e non solo in Africa, si muore di fame. Rispetto per l’animale ma l’uomo???
Probabilmente faccio un po’ di confusione nell’esprimere così di getto ciò che profondamente sento.
E anche qui la politica ci marcia.
Lo dobbiamo chiedere alla Signora Francesca Martini, Sottosegretario alla Salute, quella forse anche dei vaccini dello scorso anno!!!!!!!!!!!!!!! Di quei caccini buttati via,iIl giro non cambia.
Per fortuna che cani e gatti non vanno a votare.
Articolo   Storico  Stampa
Commenti
# 1
mi complimento per la ciarezza dell’ intervento che punta il dito contro una subcultura antiumana e antisociale, secondo cui un topo o un essere umano sono eticamente equivalenti, senza sapere che l’ etica e il diritto sono strumenti creati dall’ uomo per regolare i rapporti fra esseri umani. Ma perche’ suo fratello non ha imposto una bella sfoltita delle ONLUS? qual’ e’ l’ utilita’ sociale di gruppuscoli che si occupano di sterilizzare i gatti??
Di  Anonimo  (inviato il 05/01/2011 @ 15:36:18)
# 2
Ho letto con attenzione e condivido appieno il suo “grido” contro questa società e questo Stato di ladri e ipocriti.Cosa si deve fare in proposito? Ci vuole una giustizia e una legge che non permetta più nessun tipo di fondazione o associazione che abbia lo scopo di rubare soldi per Domus propria..
Bisognerebbe andare in televisione e svuotare i sacchi……magari dalla Durso.
Di  Simona  (inviato il 05/01/2011 @ 16:34:10)
# 3
Condivido il tutto!!!
Di  hg  (inviato il 05/01/2011 @ 17:12:23)
# 4
Sono pienamente daccordo in tutto e per tutto con Lei, speriamo che questo finto buonismo non disineressato sia sradicato e che venga scoperto anche il pentolone ambientalista e scommetto che molte sarebbero le sorprese. (allegre gestioni dei parchi, soldi per indagini sull’impatto del grana padano sugli uccelli, gestione canili ecc.ecc) Con Stima RUGGERO.
Di  roger  (inviato il 05/01/2011 @ 21:00:51)
# 5
Pienamente d’accordo con lei… ma purtroppo il conteggio da fare è ben diverso, lei cita solo i contributi statali. Queste fantomatiche ONLUS animal ambientaliste attingono anche degli Enti locali, dalle adozioni a distanza e dai continui pianistei che fanno sui loro blog. Ed importano pure i cani randagi di altri paesi per mantenerli nelle proprie strutture a spese dei cittadini italiani. Il rispetto per gli animali può anche essere capito, però è ora di finirla con i falsi moralismi… pensi a quel professore che ha perso il posto di lavoro solo perchè secondo la LAV si sarebbe permesso di uccidere due conigli per una lezione di biologia… qui si sta toccando il fondo!!
Di  Albo  (inviato il 05/01/2011 @ 21:03:05)
# 6
Parole sante!!!
Di  giacomo  (inviato il 05/01/2011 @ 21:04:26)
# 7
Ma ho letto che la suina sta ripartendo allora i vaccini dove li troviamo?????
Hai ragione, amamo tutti i nostri animali, anche i pesci rossi anche le formiche ma non è giusto che il randagismo vada a cambiare gli equilibri naturai. Il mio vicino ha un gatto che mi piscia dappertutto e a Natale se ne è andato lsciandolo fuori casa. Questo è rispetto per gli animali?
Dove vado in vacanza una vecchia alimentava 35 gatti, tentava anche di curarli ma come si fa con questa pletora di animali???? Sterilizzarli, poverini, perchè? Ora è morta ed è una tragedia.
Di  Alessandro P.  (inviato il 05/01/2011 @ 22:43:08)
# 8
la faccenda è che qualcuno ha perso il lume della ragione. La Martini è donna abile, i Martini aperitivo si bevono, la Martini non si beve, si presta.
Di  Anonimo  (inviato il 06/01/2011 @ 14:11:42)
# 9
Credo sia un segnale importante, purtroppo devo dire per esperienza di 20 anni di professione, che chi manifesta atteggiamenti esasperati verso gli animali ha due motivazioni: gravi problemi psicologici/affettivi (spesso esaurimenti), o bieco calcolo. Per questo è più facile trovare chi vota in base ad un certo programma tra chi “vive” di animali, come gli agricoltori, i negozianti ecc… rispetto a chi da un sostegno ad un associazione per buon cuore.
Pensaci, come hai scritto tu nell’articolo abbiamo gente che muore di fame, ma quanti cittadini votano una certa parte politica perchè appoggia gli aiuti ai bambini dell’Africa? Non ne conosco, in più l’animalismo è molto diffuso tra gli adolescenti, che spesso leggono e scrivono più facilmente su Internet, ma non votano e non condizionano il voto. Questo crea un’immagine distorta, con poche centinaia di persone che plasmano un “politically correct” in qualche modo fasullo.
A Cantù come siamo messi, dai interessati un po’?
Di  Franca Salvo  (inviato il 06/01/2011 @ 14:25:01)
# 10
L’imbecillità di quel segnale da quale comune arriva??? Spero non Cantù. Veramente dall’eccesso di umanità animale al Cesso di un Sindaco assurdo. Devi dire dove è questo cartello.
Di  Anonimo  (inviato il 06/01/2011 @ 19:48:36)
# 11
I miei più vivi complimenti ad Angiola Tremonti che ritengo abbia veramente centrato l’obbiettivo, così come Franca Salvo del resto. Mi spiace di non conoscere personalmente nessuna delle due e spero in futuro di averne l’occasione.
Di  Massimiliano Filippi  (inviato il 06/01/2011 @ 21:53:31)
# 12
buongiorno rileggo attentamente il suo grido contro queste ignominie, e mi riporta la memoria a rileggere il canto ventiseiesimo dell’inferno di Dante dove lo stato in primis ORDITORE DI FRODE con condottieri e politici usano l’acutezza spregiudicata dell’ingegno. L’ingegno descritto da Dante è un dono di Dio così il suo utilizzo e tutti questi signori dediti all’imbroglio anche sugli animali dovrebbero essere guidati da virtù cristiana e meditare……
Di  Chiara  (inviato il 07/01/2011 @ 11:56:22)
# 13
trovo che l’eutanasia per i randagi non sia affatto una pratica da “paese civile”, ma solo un facile modo di non voler trovare una vera soluzione, eccetto ovviamente per casi di malattia grave e incurabile. Addire però a chi muore di fame è un modo altrettanto facile di spostare un problema. se i randagi non fossero aiutati, risolverebbe forse la fame nel mondo o in italia? mettere davanti qualcosa di peggio è un buon modo per non fare niente per nessuno, tanto ci sarà sempre qualcosa di peggio che bisognerebbe risolvere. il randagismo è anche un problema politico che forse non si ha troppo voglia di affrontare perchè c’è in atto una gestione illegale che parte proprio dalla cima, da chi dovrebbe far rispettare le leggi, ma soprattutto pratico che evidentemente è DISATTESO. dove sono le campagne di sterilizzazione? perchè s’incentiva la deportazione illegale verso nord dei randagi senza nemmeno far rispettare le leggi vigenti in loco? Ed è assolutamente vero che le onlus spa del randagismo stanno MANGIANDO letteralmente sulla pelle dei randagi e sui contribuenti. ma sapete quanti randagi si potrebbero sterilizzare con metà 55’000’000 all’anno? in pochi anni di una serie campagna di sterilizzazione molti problemi si risolverebbero. ci sono canili (anche sanitari) che fanno nascere a ripetizione cucciolate, è VERGOGNOSO! per non parlare dei canili lager degni del terzo mondo. insiste a chiamare questa una società civile? Quindi gli aiuti ai randagi ci vogliono, in fondo sono tali per colpa dell’essere umano, ma anche maggiore rigore, il controllo e il rispetto delle leggi che eviterebbe agli “animalari” di fregarsi i soldi. c’è tanta di quella gente che fà il “volontario per mestiere” ovviamente stipendiato e non si sà che cosa fanno con gli animali che hanno in mano. Mi auguro che voglia mettere il suo impegno non solo in una facile critica che ha comunque un fondo di verità, ma si voglia fare anche qualcosa di concreto, innanzi tutto fare in modo che si rispetta la legge sul randagismo in vigore quasi da 20 anni in italia e sempre disattesa.
Di  LauraB  (inviato il 08/01/2011 @ 12:18:50)

L’eco sul web, piatto ricco ……mi ci ficco
Tralascia Chiliamacisegua, di linkare i forum, i blog di cacciatori e affini  e  di volontari  e di gruppi o movimenti, che di animalisti hanno solo la faccia..di bronzo. Di coloro, insomma che si sono premurati di divulgare quanto scritto dalla signora Angiola Tremonti e dalla Federazione europea allevatori etc etc, , ovvero dalla organizzazione che tutela quelli che con gli animali, ci campano!

Animalisti e calendari. Tremonti bruci le befane…. 07-01-2011

Ripreso da qualche giornale in vena di scoop
Animalisti, calendario per Sara Scazzi e cosa ci sta sotto: 55 mln. Tremonti bruci le befane

I FATTI RACCONTATI DA CHILIAMACISEGUA
Ignoranti figure barbine: proposta choc contro i randagi di Angiola Tremonti

E DA LA PADANIA A FIRMA STEFANIA PIAZZO
Lettera aperta ad Angiola Tremonti

Brevi
VISITA AL CANILE DEL SOTTOSEGRETARIO MARTINI NEL PAESE DI ANGIOLA TREMONTI
Il Sottosegretario Francesca Martini visiterà il canile di Mariano Comense, frazione che ricade nel  Comune di Cantù, dove Angiola Tremonti è presidente della Commissione Bilancio. La Padania descrive la struttura come “una delle migliori del Nord e del Paese”, “un modello di adozioni”. Il canile sarà visitato lunedì 21 febbraio.

Intanto Angiola Tremonti querela: “Troppo comodo mettere in bocca alle persone il falso” e parla di “bufera denigratoria messa in atto da una giornalista di provincia”.

Angiola Tremonti ribadisce che “non risulta da nessun verbale scritto o registrato che dalla mia bocca siano uscite le parole ammazzare, uccidere e sopprimere i cani randagi per proporre politiche contro il randagismo e contro i cani stessi. Il mio pensiero è stato frainteso fin dall’inizio: amo gli animali e voglio il meglio per loro”.

In qualità di presidente della Commissione Bilancio, Angiola Tremonti ha chiesto informazioni in merito alla gestione economica del Canile di Mariano comense dato che contribuisce anche il comune di Cantù: quanti cani sono stati restituiti perchè identificati ( e con quale costo e/o sanzione per chi li aveva “persi”), quanti sono rimasti in canile, quindi identificati e comunicati all’Azienda sanitaria, quanti sono stati adottati sul totale dei cani presenti, quanti sono deceduti e dove e come sono stati eventualmente smaltiti, il dettaglio della voce “spesa di gestione” e come sono stati destinati i 60.000 euro (rimborsi spese, cibo, spese veterinarie, pulizia….).

“Non è voler risparmiare- spiega-, ma un senso civico e dovere etico nei confronti dei cani e della spesa pubblica e sul fatto che, se tutti i consiglieri comunali valutassero i bilanci con un minimo di diligenza, probabilmente i canili degli orrori o i canili della mafia, non esisterebbero neppure!!!”

L’ENPA: “LA CONSIGLIERA TREMONTI ALZA IL TIRO: DOPO I TROVATELLI, ATTACCA IL SOTTOSEGRETARIO FRANCESCA MARTINI” - -

In merito a quanto dichiarato dalla consigliera comunale di Cantù, Angiola Tremonti, sulla visita del Sottosegretario Francesca Martini al canile di Mariano Comense, il presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, commenta come segue:
«La consigliera Tremonti, inopinatamente venuta alla ribalta per le sue affermazioni in stile Crudelia Demon – poi smentite ma, evidentemente, senza troppa convinzione – ha deciso di alzare il tiro. Adesso il suo obiettivo è il Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, alla quale la consigliera Tremonti ritiene di poter dare bacchettate e lezioni di comportamento. Il Sottosegretario Martini si è guadagnato, sul campo e nel tempo, la competenza sulle tematiche animaliste che le viene unanimemente riconosciuta. Eviti quindi la consigliera Tremonti di dare consigli non richiesti e, soprattutto a sproposito, nell’intento di guadagnare a spese altrui spazio mediatici ai quali evidentemente non è abituata.»

PROPOSTE CHOC CONTRO I RANDAGI.  CARLA ROCCHI (ENPA) A RADIO 24 - – Mercoledì 10 febbraio il presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, interviene a Mattino 24 (radio 24, a partire dalle ore 8.15) di Alessandro Milan per discutere e commentare le ultime uscite del Sindaco di Fossalta di Piave (Venezia), Massimo Sensini, e di Angiola Tremonti (in collegamento), consigliera di Cantù (Varese), che hanno proposto di abbattere i randagi.
Sul sito web di radio 24 è possibile partecipare a un sondaggio promosso dall’emittente radiofonica.
Di seguito la posizione dell’Enpa sulla questione:
“E’ ora di finirla con questa storia dell’abbattimento dei randagi.
Facciamo chiarezza una volta per tutte: la normativa italiana esclude nel modo più assoluto che si possa procedere con l’eutanasia. Chiunque intendesse affrontare il problema con soluzioni illegali sarà chiamato a risponderne all’autorità giudiziaria.
” Sono queste le parole con cui il presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, interviene in merito alle proposte avanzate da Massimo Sensini, sindaco di Fossalta di Piave (Venezia) – aveva già bocciato la proposta delle maestre di un asilo che volevano “autotassarsi” per aiutare una bimba di quattro anni, figlia di immigrati in difficolta – e da Angiola Tremonti, consigliere comunale di Cantù (Como), che auspicano una “soluzione canadese” – peraltro condannata con sdegno dalle stesse autorità di quel Paese – per gestire il fenomeno randagismo. “Questo episodio conferma che proposte insensate, spesso vere e proprie incitazioni a contravvenire alla legge, arrivino in maniera indifferenziata sia dal profondo Sud sia dal profondo Nord, a riprova che almeno in questo avvilente esercizio l’unità d’Italia è un fatto compiuto -aggiunge Rocchi -. E sono ancora più stupita dallo sprezzo con cui alcuni nostri amministratori trattano i temi degli animali.”
Con l’occasione, l’Enpa ricorda che la legge 281 del 1991 – una buona legge che, come confermato dal Ministero della Sanità, ha contribuito a contenere prima e a ridurre poi il numero di trovatelli – stabilisce espressamente il divieto di soppressione per i randagi e prevede che questi possano essere “addormentati” soltanto se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità. Invece di insistere con idee balzane, secondo la Protezione Animali, i latori di suggerimenti tanto “brillanti” dovrebbero rendere conto di come impiegano i fondi pubblici destinati al contrasto del randagismo.
Ma soprattutto dovrebbero spiegare agli italiani – per inciso si ricorda che una famiglia su tre ospita uno o più animali – quali misure e quali controlli pongano in essere sia per evitare gli abbandoni di animali sia per limitare la popolazione di “trovatelli”. Infatti, all’Enpa risulta che, quando si tratta di sterilizzazioni e verifiche sui microchip, le autorità comunali non sempre sono altrettanto solerti.
“La consigliera Angiola Tremonti così come il Sindaco Massimo Sensini – conclude Rocchi – potranno, se credono, avere ogni informazione in merito dal Ministero della Salute dove, ad iniziativa del Sottosegretario Francesca Martini, eletta nella Lega Nord, è stata data alla tutela dei randagi una attenzione che non trova riscontro nei precedenti governi, di qualunque parte politica.”



LEGGI TUTTO... Ci sono 2 commenti: leggi...

PASSA AL SENATO L’EMENDAMENTO PDL CHE PERMETTERÀ L’ATTIVITÀ VENATORIA PER TUTTI I 12 MESI

Chiliamacisegua divulga, perchè,….. se li conosci…li eviti!

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

BAILADOR

http://www.bailador.org/

www.lasaggezzadichirone.org

NUMERO 08 -  09. 02.  2011

ECCO GLI AMICI DEI MASSACRATORI CHE HANNO VOTATO A FAVORE DELLA “CACCIA NO LIMITS”

RICORDATE QUANDO SARA’ IL MOMENTO….

PASSA AL SENATO L’EMENDAMENTO PDL CHE PERMETTERÀ L’ATTIVITÀ VENATORIA PER TUTTI I 12 MESI

Seduta n. 323 del 28 gennaio 2010 – Votazione elettronica n. 4

Oggetto: Articolo 38 nel testo emendato
L’Assemblea del Senato «vota normalmente per alzata di mano». È quanto detta l’articolo 113 (secondo comma) del Regolamento del Senato.
Come specificato nel titolo le votazioni elencate in questa pagina sono quelle avvenute mediante il dispositivo elettronico. Per tutte le informazioni sui sistemi di voto in vigore in Senato vedi gli articoli del Regolamento dal 107 al 120 (Capo XIII)

Presidente: Rosa Angela MAURO
Presenti: 254
In congedo o in missione: 31
Numero legale: 144
Maggioranza: 127
Votanti: 253
Favorevoli: 139
Contrari: 108
Astenuti: 6
Esito: Approvato

HANNO VOTATO A FAVORE DELLA “CACCIA NO LIMITS”:
POPOLO DELLA LIBERTÀ 113

LEGA 18

PARTITO DEMOCRATICO 1

UDC- SVP – AUT 5

GRUPPO MISTO 2

HANNO VOTATO CONTRO:
PARTITO DEMOCRATICO 95

ITALIA DEI VALORI 9
UDC- SVP – AUT 2

GRUPPO MISTO 2

POPOLO DELLA LIBERTÀ  0

LEGA  0

SI SONO ASTENUTI:
POPOLO DELLA LIBERTÀ 2

PARTITO DEMOCRATICO 2

GRUPPO MISTO 2

IN CONGEDO O IN MISSIONE:
POPOLO DELLA LIBERTÀ  22

PARTITO DEMOCRATICO 5

LEGA 2

GRUPPO MISTO 2

HANNO VOTATO A FAVORE DELLA “CACCIA NO LIMITS”:

POPOLO DELLA LIBERTÀ  ( 113 )

ALLEGRINI Laura

AMATO Paolo

AMORUSO Francesco Maria
ASCIUTTI Franco
AUGELLO Andrea
AZZOLLINI Antonio
BALBONI Alberto
BALDASSARRI Mario
BALDINI Massimo
BARELLI Paolo
BATTAGLIA Antonio
BENEDETTI VALENTINI Domenico
BETTAMIO Giampaolo
BEVILACQUA Francesco
BIANCONI Laura
BONFRISCO Anna Cinzia
BOSCETTO Gabriele
BUTTI Alessio
CALABRO’ Raffaele
CALIGIURI Battista
CAMBER Giulio
CARRARA Valerio
CARUSO Antonino
CASOLI Francesco
CASTRO Maurizio
CENTARO Roberto
CIARRAPICO Giuseppe
CICOLANI Angelo Maria
COLLI Ombretta
COMPAGNA Luigi
CONTI Riccardo
CONTINI Barbara
COSTA Rosario Giorgio
CURSI Cesare
CUTRUFO Mauro
D’ALI’ Antonio
D’AMBROSIO LETTIERI Luigi
DE ANGELIS Candido
DE ECCHER Cristano
DE GREGORIO Sergio
DE LILLO Stefano
DELOGU Mariano
DI GIROLAMO Nicola
DI STEFANO Fabrizio
DIGILIO Egidio
DINI Lamberto
ESPOSITO Giuseppe
FASANO Vincenzo
FAZZONE Claudio
FERRARA Mario
FLERES Salvo
FLUTTERO Andrea
GALIOTO Vincenzo
GALLO Cosimo
GALLONE Maria Alessandra
GAMBA Pierfrancesco Emilio Romano
GASPARRI Maurizio
GENTILE Antonio
GERMONTANI Maria Ida
GHIGO Enzo Giorgio
GIORDANO Basilio
GIULIANO Pasquale
GRAMAZIO Domenico
GRILLO Luigi
IZZO Cosimo
LATRONICO Cosimo
LAURO Raffaele
LENNA Vanni
LICASTRO SCARDINO Simonetta
MALAN Lucio
MASSIDDA Piergiorgio
MAZZARACCHIO Salvatore
MENARDI Giuseppe
MESSINA Alfredo
MORRA Carmelo
MUGNAI Franco
MUSSO Enrico
NESPOLI Vincenzo
ORSI Franco
PASTORE Andrea
PICCIONI Lorenzo
PICCONE Filippo
PICHETTO FRATIN Gilberto
PISCITELLI Salvatore
POLI BORTONE Adriana
PONTONE Francesco
POSSA Guido
QUAGLIARIELLO Gaetano
RAMPONI Luigi
RIZZI Fabio
RIZZOTTI Maria
SACCOMANNO Michele
SAIA Maurizio
SALTAMARTINI Filippo
SANCIU Fedele
SANTINI Giacomo
SARRO Carlo
SCARABOSIO Aldo
SCARPA BONAZZA BUORA Paolo
SCIASCIA Salvatore
SERAFINI Giancarlo
SIBILIA Cosimo
SPEZIALI Vincenzo
STANCANELLI Raffaele
TANCREDI Paolo
VALDITARA Giuseppe
VALENTINO Giuseppe
VETRELLA Sergio
VICARI Simona
VICECONTE Guido
VIZZINI Carlo
ZANETTA Valter
ZANOLETTI Tomaso

LEGA (18)

ADERENTI Irene

BODEGA Lorenzo
BOLDI Rossana
CAGNIN Luciano

DIVINA Sergio
FILIPPI Alberto
MARAVENTANO Angela
MAZZATORTA Sandro

MURA Roberto
FRANCO Paolo
LEONI Giuseppe
MONTANI Enrico
MONTI Cesarino
GARAVAGLIA Massimo
STIFFONI Piergiorgio
PITTONI Mario
VALLI Armando
VACCARI Gianvittore

PARTITO DEMOCRATICO (1)

GALPERTI Guido

UDC- SVP – AUT (5)

BIANCHI Dorina

D’ALIA Gianpiero
PINZGER Manfred
FOSSON Antonio
THALER AUSSERHOFER Helga

GRUPPO MISTO (2)

BURGARETTA APARO Sebastiano

OLIVA Vincenzo

HANNO VOTATO CONTRO:

PARTITO DEMOCRATICO (95 )

ADAMO Marilena
AGOSTINI Mauro
AMATI Silvana
ANDRIA Alfonso
ANTEZZA Maria
ARMATO Teresa
BAIO Emanuela
BARBOLINI Giuliano
BASSOLI Fiorenza
BASTICO Mariangela
BERTUZZI Maria Teresa
BIANCO Enzo
BIONDELLI Franca
BLAZINA Tamara
BOSONE Daniele
BUBBICO Filippo
CAROFIGLIO Gianrico
CASSON Felice
CECCANTI Stefano
CERUTI Mauro
CHIAROMONTE Franca
CHIURAZZI Carlo
COSENTINO Lionello
D’AMBROSIO Gerardo
DE LUCA Vincenzo
DE SENA Luigi
DEL VECCHIO Mauro
DELLA MONICA Silvia
DELLA SETA Roberto
DI GIOVAN PAOLO Roberto
DONAGGIO Cecilia
D’UBALDO Lucio Alessio
FERRANTE Francesco
FILIPPI Marco
FINOCCHIARO Anna
FIORONI Anna Rita
FISTAROL Maurizio
FOLLINI Marco
FONTANA Cinzia Maria
FRANCO Vittoria
GARAVAGLIA Mariapia
GARRAFFA Costantino
GASBARRI Mario
GHEDINI Rita
GIARETTA Paolo
GRANAIOLA Manuela
ICHINO Pietro
INCOSTANTE Maria Fortuna
LEGNINI Giovanni
LIVI BACCI Massimo
LUMIA Giuseppe
LUSI Luigi
MAGISTRELLI Marina
MARINARO Francesca Maria
MARINI Franco
MARINO Ignazio
MARINO Mauro Maria
MAZZUCONI Daniela
MERCATALI Vidmer
MICHELONI Claudio
MILANA Riccardo
MOLINARI Claudio
MONGIELLO Colomba
MORANDO Enrico
NEGRI Magda
NEROZZI Paolo
PAPANIA Antonino
PASSONI Achille
PEGORER Carlo
PERTOLDI Flavio
PIGNEDOLI Leana
PINOTTI Roberta
PORETTI Donatella
PROCACCI Giovanni
RANDAZZO Nino
RANUCCI Raffaele
ROILO Giorgio
ROSSI Paolo
RUSCONI Antonio
SANGALLI Gian Carlo
SANNA Francesco
SBARBATI Luciana
SCANU Gian Piero
SERAFINI Anna Maria
SERRA Achille
SIRCANA Silvio Emilio
SOLIANI Albertina
STRADIOTTO Marco
TEDESCO Alberto
TOMASELLI Salvatore
TONINI Giorgio
TREU Tiziano
VIMERCATI Luigi
VITA Vincenzo Maria
VITALI Walter

GRUPPO MISTO (2)

ASTORE Giuseppe

RUTELLI Francesco

ITALIA DEI VALORI (9)

CAFORIO Giuseppe

CARLINO Giuliana
DE TONI Gianpiero
GIAMBRONE Fabio
LANNUTTI Elio
LI GOTTI Luigi

MASCITELLI Alfonso
PARDI Francesco
PEDICA Stefano

UDC- SVP – AUT (2)

GIAI Mirella

PETERLINI Oskar

POPOLO DELLA LIBERTÀ (0)

LEGA  (0)

SI SONO ASTENUTI:

POPOLO DELLA LIBERTÀ (2)

ALICATA Bruno

TOTARO Achille

PARTITO DEMOCRATICO(2)

LEDDI Maria

MARCUCCI Andrea

GRUPPO MISTO (2)

BRUNO Franco

GUSTAVINO Claudio

IN CONGEDO O IN MISSIONE:

POPOLO DELLA LIBERTÀ (22)

ALBERTI CASELLATI Maria Elisabetta

BERSELLI Filippo

BORNACIN Giorgio
CASELLI Esteban Juan
COMINCIOLI Romano
CORONELLA Gennaro
DE FEO Diana
DELL’UTRI Marcello
DI GIACOMO Ulisse
GIOVANARDI Carlo
LONGO Piero
MANTOVANI Mario
NESSA Pasquale
PALMA Nitto Francesco
PARAVIA Antonio
PERA Marcello
PISANU Beppe
SARO Giuseppe
TOFANI Oreste
TORRI Giovanni
VALLARDI Gianpaolo
VIESPOLI Pasquale

PARTITO DEMOCRATICO (5)

CABRAS Antonello

CARLONI Anna Maria
CHITI Vannino
CRISAFULLI Vladimiro
MARCENARO Pietro

LEGA (2)

CASTELLI Roberto

DAVICO Michelino

GRUPPO MISTO (2)

CIAMPI Carlo Azeglio

RUSSO Giacinto

HANNO VOTATO A FAVORE DELLA “CACCIA NO LIMITS”:

POPOLO DELLA LIBERTÀ  113

LEGA 18

PARTITO DEMOCRATICO 1

UDC- SVP – AUT 5

GRUPPO MISTO 2

HANNO VOTATO CONTRO:
PARTITO DEMOCRATICO 95

ITALIA DEI VALORI 9
UDC- SVP – AUT 2

GRUPPO MISTO 2

POPOLO DELLA LIBERTÀ  0

LEGA  0

SI SONO ASTENUTI:
POPOLO DELLA LIBERTÀ 2

PARTITO DEMOCRATICO 2

GRUPPO MISTO 2

IN CONGEDO O IN MISSIONE:
POPOLO DELLA LIBERTÀ  22

PARTITO DEMOCRATICO 5

LEGA 2

GRUPPO MISTO 2

E QUANTO CI COSTANO QUESTI SIGNORI?

IL PARLAMENTO HA VOTATO ALL’UNANIMITA’ E SENZA ASTENUTI UN AUMENTO DI STIPENDIO PER I PARLAMENTARI PARI A CIRCA ¤ 1.135,00 AL MESE.
INOLTRE LA MOZIONE E STATA CAMUFFATA IN MODO TALE DA NON RISULTARE NEI VERBALI UFFICIALI.
STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE
STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese
PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)
RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese
INDENNITA’ DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)
TUTTI  ESENTASSE
TELEFONO CELLULARE gratis
TESSERA  DEL CINEMA gratis
TESSERA TEATRO gratis
TESSERA  AUTOBUS – METROPOLITANA gratis
FRANCOBOLLI  gratis
VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
PISCINE E PALESTRE gratis
FS gratis
AEREO DI STATO gratis
AMBASCIATE gratis
CLINICHE gratis
ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
ASSICURAZIONE MORTE gratis
AUTO BLU CON AUTISTA gratis

RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi

Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l’auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)

La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.

La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!


ULTIMA CHICCA….

PROPOSTA SHOCK DELLA SORELLA DEL MINISTRO DELLE FINANZE, CONSIGLIERA COMUNALE A CANTÙ

LA TREMONTI: I RANDAGI COSTANO “SOPPRIMERE I NON ADOTTATI”

http://www.laprovinciadicomo.it/stories/cant%C3%B9%20- %20mariano/184383_la_tremonti_i_randagi_costano_sopprimere_i_non_adottati/#commenti

http://www.laprovinciadicomo.it/stories/cantù%20-%20mariano/184383_la_tremonti_i_randagi_costano_sopprimere_i_non_adottati/


LEGGI TUTTO... C’è un commento: leggi...

Ignoranti figure barbine: proposta choc contro i randagi di Angiola Tremonti

Chiliamacisegua sottoscrive  il comunicato dell’Enpa e le parole del presidente Carla Rocchi, augurandosi da parte dei politici di qualsiasi grado, una maggiore conoscenza delle leggi e una maggiore cautela, prima di aprire bocca.

Così, giusto per evitare di fare ignoranti figure barbine e di far sprecare tempo e forze a replicare, a chi si impegna per far rispettare le leggi vigenti.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

Comunicati Stampa

09/02/2011
PROPOSTE CHOC CONTRO I RANDAGI. IL 10 FEBBRAIO CARLA ROCCHI A RADIO 24

Mercoledì 10 febbraio il presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, interviene a Mattino 24 (radio 24, a partire dalle ore 8.15) di Alessandro Milan per discutere e commentare le ultime uscite del Sindaco di Fossalta di Piave (Venezia), Massimo Sensini, e di Angiola Tremonti (in collegamento), consigliera di Cantù (Varese), che hanno proposto di abbattere i randagi. Sul sito web di radio 24 è possibile partecipare a un sondaggio promosso dall’emittente radiofonica.

Clicca qui per partecipare al sondaggio.

Per interventi in diretta: 800 24 00 24 o (soltanto sms): 349 238 6666.

Di seguito la posizione dell’Enpa sulla questione:
“E’ ora di finirla con questa storia dell’abbattimento dei randagi. Facciamo chiarezza una volta per tutte: la normativa italiana esclude nel modo più assoluto che si possa procedere con l’eutanasia. Chiunque intendesse affrontare il problema con soluzioni illegali sarà chiamato a risponderne all’autorità giudiziaria.” Sono queste le parole con cui il presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, interviene in merito alle proposte avanzate da Massimo Sensini, sindaco di Fossalta di Piave (Venezia) – aveva già bocciato la proposta delle maestre di un asilo che volevano “autotassarsi” per aiutare una bimba di quattro anni, figlia di immigrati in difficolta – e da Angiola Tremonti, consigliere comunale di Cantù (Como), che auspicano una “soluzione canadese” – peraltro condannata con sdegno dalle stesse autorità di quel Paese – per gestire il fenomeno randagismo. “Questo episodio conferma che proposte insensate, spesso vere e proprie incitazioni a contravvenire alla legge, arrivino in maniera indifferenziata sia dal profondo Sud sia dal profondo Nord, a riprova che almeno in questo avvilente esercizio l’unità d’Italia è un fatto compiuto –aggiunge Rocchi -. E sono ancora più stupita dallo sprezzo con cui alcuni nostri amministratori trattano i temi degli animali.” Con l’occasione, l’Enpa ricorda che la legge 281 del 1999 – una buona legge che, come confermato dal Ministero della Sanità, ha contribuito a contenere prima e a ridurre poi il numero di trovatelli – stabilisce espressamente il divieto di soppressione per i randagi e prevede che questi possano essere “addormentati” soltanto se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità. Invece di insistere con idee balzane, secondo la Protezione Animali, i latori di suggerimenti tanto “brillanti” dovrebbero rendere conto di come impiegano i fondi pubblici destinati al contrasto del randagismo. Ma soprattutto dovrebbero spiegare agli italiani – per inciso si ricorda che una famiglia su tre ospita uno o più animali – quali misure e quali controlli pongano in essere sia per evitare gli abbandoni di animali sia per limitare la popolazione di “trovatelli”. Infatti, all’Enpa risulta che, quando si tratta di sterilizzazioni e verifiche sui microchip, le autorità comunali non sempre sono altrettanto solerti. “La consigliera Angiola Tremonti così come il Sindaco Massimo Sensini – conclude Rocchi – potranno, se credono, avere ogni informazione in merito dal Ministero della Salute dove, ad iniziativa del Sottosegretario Francesca Martini, eletta nella Lega Nord, è stata data alla tutela dei randagi una attenzione che non trova riscontro nei precedenti governi, di qualunque parte politica.” (9 febbraio)

I fatti

http://www.corriere.it/cronache/11_febbraio_08/sorella-tremonti-cani-randagi_15c5b7da-33c3-11e0-ae6d-00144f486ba6.shtml

animalisti sul piede di guerra. in rete commenti poco lusinghieri

«Sopprimere i cani randagi» Bufera sulla sorella di Tremonti

La proposta al Comune di Cantù, dove Angiola Tremonti, sorella del ministro Giulio, è consigliere di minoranza

Angiola Tremonti

MILANO – Sopprimere i cani randagi non adottati. La proposta, che ha immediatamente suscitato polemiche, è stata avanzata da Angiola Tremonti, sorella del ministro delle Finanze Giulio e consigliere comunale di minoranza a Cantù. In una richiesta di informazioni al Comune in provincia di Como, la Tremonti si è lamentata dei costi sostenuti per la gestione del canile consortile, quello di Mariano Comense, la cui gestione viene finanziata da 14 Comuni della zona, proponendo una soluzione che ha acceso le polemiche: «Si dovrebbe arrivare a prendere la decisione per cui gli animali che non vengono adottati entro un determinato periodo di tempo vadano soppressi, visto che oggi ci troviamo in una situazione in cui ci sono famiglie canturine che non hanno da mangiare».

«IDEA PARANAZISTA» - Nel mirino, la situazione del canile di Mariano Comense, alla cui gestione Cantù contribuisce con 50 centesimi all’anno per residente, pari a 18.000 euro. L’uscita della Tremonti sul quotidiano La Provincia ha subito provocato la reazione dei gestori del canile, che hanno parlato di «idea paranazista». Da qui una serie di prese di posizione di animalisti e associazioni di protezione animali, oltre che un fioccare di commenti poco lusinghieri sui siti internet, mentre al canile di Mariano Comense sulle gabbie dei cani è comparso un cartello «Tremonti: io voglio vivere». La diretta interessata non ha fatto retromarcia, ma ha cercato di ampliare il discorso: «Non possiamo uccidere tranquillamente i polli da mangiare e scandalizzarci per i randagi da sopprimere, che portano malattie». (Fonte Ansa)

08 febbraio 2011(ultima modifica: 09 febbraio 2011)

A

mabilla@angiolatremonti.com;

segreteria@comune.cantu.co.it;
urp@comune.cantu.co.it;

laprovincia@laprovincia.it;

giornale.cantu@giornaledicantu.it;

brambilla_m@camera.it;

martini_f@camera.it;

tutela.animale@sanita.it;

info@lacoscienzadeglianimali.it;


LEGGI TUTTO... Ci sono 2 commenti: leggi...

BAGNOLI IRPINO: VERGOGNA!

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

Mail ricevuta:

Questo è quanto possiamo ammirare quando si arriva nella fantastica località di Laceno frequentata da turisti. Tutto questo si trova nel Comune di Bagnoli Irpino.

CHE BELLA visione. E’ davvero scandaloso, sotto gli occhi di centinaia di turisti al giorno, sotto gli occhi degli albergatori e credo a conoscenza del Sindaco, dover compatire queste povere creature che ogni 6 o 7 mesi si accoppiano generando decine di cuccioli alla volta. Destinati ad essere randagi per tutta la loro vita, fatta di stenti e di pericoli.
Ma possibile che il Comune, e in particolare mi riferisco al sindaco Aniello CHIEFFO e al signor Giuseppe CAPUTO con delega al radagismo, non sappia prendere una decisione e fare una scelta intelligente a beneficio anche della collettività e dei turisti e non solo di queste creature?
Perchè negli anni non si sono sterilizzate questi cani e perchè non si agisce nell’immediato?

RICORDIAMO AL SINDACO CHE è IL PROPRIETARIO DEI CANI RANDAGI.
Sindaco le chiediamo una risposta.

Caterina Manzione
Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Sez. di Salerno

mail: amichebalu@yahoo.it;

cell. 3337401020

Sindaco

Avv Aniello Chieffo

A

sindaco@bagnoli-laceno.it;


politichesociali@bagnoli-laceno.it;


brambilla_m@camera.it;

martini_f@camera.it;

tutela.animale@sanita.it;

info@lacoscienzadeglianimali.it;

r.marabelli@sanita.it;

g.ferri@sanita.it;

redazione.ottopagine@gmail.com;

redazioneinternet@ilmattino.it;
info@irpinia.biz;

redazione@irpinianews.it;

redazione@irpiniaoggi.it;

info@12mesi.it;

info@dentrosalerno.it;


LEGGI TUTTO... Ci sono 4 commenti: leggi...