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ESCHE AVVELENATE: PUBBLICATA IN G.U. L’ORDINANZA DEL SOTTOSEGRETARIO MARTINI

febbraio 15, 2010 Da: Rosanna Marani Categoria: Comunicati, Leggi e proposte Non ci sono Commenti →

Comunicato n. 44 11 febbraio 2010

Ministero della Salute

UFFICIO STAMPA

ESCHE AVVELENATE: PUBBLICATA IN G.U. L’ORDINANZA DEL SOTTOSEGRETARIO MARTINI

E’ stata pubblicata ieri in  Gazzetta Ufficiale l’Ordinanza sul divieto di utilizzo o di detenzione di esche o di bocconi avvelenati che proroga ed integra  quella precedentemente emanata il 18 dicembre 2008, aumentandone l’efficacia.

L’uso di esche avvelenate o contenenti vetri, metalli o altri materiali pericolosi colpisce infatti indiscriminatamente la fauna domestica e selvatica e può costituire un grave pericolo anche per le persone, in particolare per i bambini, e per l’ambiente.

In merito il Sottosegretario alla Salute On.le Francesca Martini ha dichiarato:

“Il deplorevole fenomeno dello spargimento sul territorio di esche avvelenate rappresenta un reato ed un problema drammatico di enorme pericolosità non solo per gli animali da compagnia e selvatici, ma anche per le persone. Si tratta di una pratica illegale frutto di barbarie e inciviltà. Per questo dobbiamo mantenere alta l’attenzione e l’Ordinanza che ho ulteriormente integrato va in questa direzione. Ricordo infatti come questa preveda, in caso di reperimento di esche o bocconi avvelenati, l’obbligo di denuncia all’autorità  giudiziaria da parte di proprietari e veterinari, nonché della segnalazione al Sindaco che dovrà provvedere a bonificare le zone infette, allo scopo di prevenire i rischi diretti per la salute dell’uomo e degli animali nonché quelli derivanti dalla contaminazione ambientale. Ricordo che ho messo a disposizione della popolazione e delle amministrazioni locali gli Istituti Zooprofilattici al fine della esecuzione di analisi ed accertamenti di spoglie animali e resti per venire incontro a situazioni che, oltre a comportare trauma e dolore indicibile per i proprietari di animali, fino ad ora precludevano anche spese economiche per coloro che decidevano di approfondire la questione.”

Sostegno per istituzione commissione di inchiesta parlamentare MANNUCCI/CECCACCI

gennaio 17, 2010 Da: Rosanna Marani Categoria: Aggiornamento, Azioni, Leggi e proposte, Sostegno Non ci sono Commenti →

Aggiornamento

http://www.ilgiornale.it/interni/in_arrivo_onorevoli_detective_difendere_randagi_boss/19-01-2010/articolo-id=414801-page=0-comments=1

In arrivo gli onorevoli detective per difendere i randagi dai boss

di Redazione

di Oscar Grazioli

È la prima volta nella storia della Repubblica che si richiede un’inchiesta parlamentare su un argomento che riguarda i cani, o meglio i canili. D’altronde, è arrivato il momento di sfruttare anche questo strumento, visto che ogni sera ormai la meritevole «Striscia» ci porta nelle case, all’ora di cena, immagini drammatiche di canili lager, spesso gestiti da veri e propri criminali ben noti alle forze dell’ordine. Il business dei canili è per buona parte ormai in mano alla mafia e alla delinquenza organizzata e le cifre che ruotano attorno a questo affare, sono di tutto rispetto.

Mafia e ’ndrangheta non si muovono per due lecca lecca.

Le normative attuali e le sanzioni che ne conseguono evidentemente sono dei colabrodi, incapaci di fermare alla fonte il fenomeno del randagismo e, alla foce, il drammatico e lubrico interesse che le organizzazioni criminali dimostrano nei confronti di questi soldi (pubblici), relativamente facili da ottenere.
In attesa di sapere se andrà in porto il progetto dell’onorevole Santanchè, guardato con molto interesse dall’Associazione dei veterinari titolari di struttura (Assovet) circa l’istituzione del Garante del benessere animale, la deputata Pdl Barbara Mannucci, appoggiata dalla collega Fiorella Ceccacci Rubino, ha proposto l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno del randagismo nonché sulla gestione dei canili e dei servizi veterinari. «Onorevoli colleghi – inizia la perorazione della Mannucci – la necessità di istituire una Commissione parlamentare d’inchiesta nasce dall’esigenza di acquisire tutti gli elementi conoscitivi sullo stato di emergenza relativa al fenomeno del randagismo che il nostro Paese si trova a dover affrontare, oltre a quella di redigere una mappatura dei canili modello e dei canili cosiddetti lager presenti sul territorio nazionale e di accertare l’adeguato svolgimento delle loro mansioni da parte dei servizi veterinari delle Aziende sanitarie locali».

D’altronde il Parlamento è tenuto a un’attività di controllo che nasce dall’esigenza di monitorare continuamente la corretta applicazione delle leggi in materia e il loro aggiornamento.

La Commissione, se tutto andrà in porto, sarà composta da venti deputati nominati dal presidente della Camera.

La mappatura dei canili, la verifica dell’integrità dei gestori sul piano della fedina penale, l’individuazione delle aree a maggiore diffusione del randagismo, l’indagine su amministrazioni e servizi veterinari in ordine a eventuali responsabilità nella malagestione dei canili, questi sono i principali interrogativi cui la Commissione dovrà rispondere e rendere atto al Parlamento, suggerendo peraltro soluzioni concrete, in grado di allontanare queste piaghe sociali per cui l’Italia è tristemente famosa.

COMUNICATO

In allegato il testo della proposta di inchiesta parlamentare sui canili lager e asl veterinarie presentata alla Camera dei Deputati a firma on Mannucci/ on Ceccacci .

Chiliamacisegua chiede supporto per sensibilizzare il Presidente della Camera, i Vicepresidenti e i Membri della Commissione Affari Sociali, I COMPONENTI COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI, I COMPONENTI COMMISSIONE BILANCIO, affinchè venga presa in considerazione e non venga archiviata nel dimenticatoio delle:” macisonoaltrepriorità!”

Due righe sono sufficienti per richiedere da cittadino, civile e rispettoso delle leggi,   che la questione animali maltrattati, Asl inadempienti e Sindaci pure, sciupio di denaro pubblico, barbarie e inciviltà dei canili lager, venga affrontata e non ipocritamente sottaciuta, una volta per tutte e che finalmente si arrivi a perseguire gli aguzzini, i ladri, gli sfruttatori ovunque si annidino.

Per ottenere una pena esemplare. E giustizia per le migliaia di povere creature sacrificate dalla indifferenza, dalla disumanità della Legge calpestata e disattesa.

Grazie

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

Lettera tipo da inviare al Presidente e separatamente ai Vicepresidenti della Camera, ai Membri della Commissione Affari Sociali, AI COMPONENTI COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI, AI COMPONENTI COMMISSIONE BILANCIO

Gentile ……………

Io sottoscritto….nome e cognome,

residente a………………….., in qualità di cittadino italiano, stanco degli scempi perpetrati nei canili lager di tutta Italia, scempi pagati con i soldi dei contribuenti italiani,

chiedo con forza che sia accolta la proposta presentata dalle on Mannucci / on Ceccacci  al fine di istituire una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno del randagismo nonché sulla gestione dei canili e dei servizi veterinari delle aziende sanitarie locali, per fare luce sulle omissioni, inadempienze e gli arricchimenti indebiti sulla pelle dei poveri animali senza colpa e senza voce.

Per stanare l’illegalità diffusa e sconfiggere la zoo mafia, il cui introito stimato in tre miliardi di euro, nasconde tra le piaghe del malaffare, anche la gestione dei canili lager.

http://www.unimondo.org/Notizie/Lav-Zoomafia-giro-d-affari-per-3-miliardi-di-euro

…..Cresce il traffico di cani importati dai Paesi dell’Est: circa 500 mila cuccioli importati illegalmente ogni anno in Italia. Stabile ma sempre allarmante il business legato alla gestione di canili “lager” (strutture spesso sovraffollate e inadeguate sotto l’aspetto igienico sanitario e strutturale) e il business sui randagi che garantisce agli sfruttatori di questi animali introiti stimati intorno ai 500 milioni di euro l’anno, grazie a convenzioni con le amministrazioni locali per la gestione dei canili……..

GLI ANIMALI NON HANNO VOCE, MUOIONO IN SILENZIO NEI CANILI LAGER, MALTRATTATI FINO ALL’ULTIMO ISTANTE DELLA LORO VITA.

UNO STATO CIVILE NON PUO’ PERMETTERE CHE TUTTO CIO’ ACCADA.

UNO STATO  CIVILE  HA IL DOVERE MORALE DI TUTELARE  ANCHE DI CHI NON HA DIRITTO DI VOTO E CHE NON PUO’ DIFENDERSI DA TORTURE INIMMAGINABILI E INACCETTABILI, SOVVENZIONATE CON I SOLDI DEI CITTADINI ONESTI CHE PAGANO LE TASSE.

UNO STATO CIVILE NON PUO’ PERMETTERE CHE LA VITA DI UN ESSERE SENZIENTE SIA CALPESTATA E  SERVA SOLO A FAR ARRICCHIRE PERSONAGGI INDEGNI DI STARE NEL CONSESSO UMANO:

“Il progresso morale e la grandezza di una nazione dovrebbero essere giudicati da come vi vengono trattati gli animali.” GANDHI

ACCOGLIETE LA PROPOSTA DI INCHIESTA MANNUCCI/CECCACCI


Grazie

Firma

Per il Presidente on Fini cliccare ed inserire il testo della mail

Presidente Camera dei Deputati

on Gianfranco Fini

http://presidente16.camera.it/servizio/30/mail.asp

Blocco email
Vicepresidenti

leone_a@camera.it;lupi_m@camera.itbindi_r@camera.it;buttiglione_r@camera.it;

Membri della Commissione Affari Sociali :

palumbo_g@camera.it; ciccioli_c@camera.it ; grassi_g@camera.it; mancuso_g@camera.it; abelli_g@camera.it; argentin_i@camera.it ; baccini_m@camera.it; barani_l@camera.it ; binetti_p@camera.it; bocciardo_m@camera.it; bossa_l@camera.it; bucchino_g@camera.it ; castellani_c@camera.it ; deluca_f@camera.it ; denichilorizzoli_m@camera.it; depoli_a@camera.it; divirgilio_d@camera.it; drago_g@camera.it ; farinacoscioni_m@camera.it ; fucci_b@camera.it ; garofalo_v@camera.it; girlanda_r@camera.it ; lenzi_d@camera.it; lussana_c@camera.it; munerato_m@camera.it ; pedoto_l@camera.it; saltamartini_b@camera.it; sarubbi_a@camera.it;

COMPONENTI COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI:
PRESIDENTE DONATO BRUNO:

COMPONENTI COMMISSIONE BILANCIO:
PRESIDENTE GIORGETTI GIANCARLO

PROPOSTA

Aragoste e astici maltrattati, blitz della Lav

dicembre 21, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Leggi e proposte Non ci sono Commenti →

Aragoste e astici maltrattati, blitz della Lav

Quaranta denunce contro supermercati e negozi che li esponevano vivi sul ghiaccio e con le chele legate

MILANO – Quaranta controlli e quaranta denunce per maltrattamento nei confronti di animali destinati alla vendita. La Lega antivivisezione (Lav) ha inviato i propri attivisti in supermercati e punti vendita di decine di città italiane per verificare in quali condizioni vengano esposti al pubblico aragoste, astici e altri crostacei che, secondo molti, devono essere cucinati ancora vivi affinché vivi affinché sia garantita la massima freschezza delle pietanze. Ma la loro presentazione nei banchi delle pescherie sul ghiaccio o con le chele legate va contro le indicazioni ministeriali di evitare inutili sofferenze agli animali destinati alla macellazione e al consumo alimentare.

CARCERE E MULTE SALATE – La Lav ricorda che il ministero della Salute, attraverso il proprio Centro di referenza nazionale per il benessere degli animali, ha pubblicato un documento intitolato «Sofferenza di aragoste e astici vivi con chele legate e su letto di ghiaccio durante la fase di commercializzazione», nel quale si sottolinea proprio come la consuetudine di offrire al pubblico crostacei ancora vivi (o semivivi) sia in realtà una pratica alquanto crudele. E proprio per contrastarla è stato deciso il blitz, da cui sono scaturite le denunce per violazione dell’articolo 544 ter del codice penale, quello appunto che punisce il maltrattamento di animali e che prevede sanzioni fino ad un anno di reclusione o fino a 15mila euro.

IL DOCUMENTO DEL MINISTERO – Il documento tecnico-scientifco del Ministero della Salute afferma infatti che «il posizionamento degli animali sul ghiaccio, anche se avvolti in sacchetti a tenuta, è assolutamente inappropriato sia come metodo anestetico che come metodi di stoccaggio, in quanto il contatto diretto con il ghiaccio determina asimmetria della perfrigerazione, sbalzo improvviso di temperatura, shock ipoosmotico da acqua di scioglimento o da condensa, ipossia e stress anaerobico». A proposito di esposizione alla luce diretta e intensa, come spesso succede, il parere medico scientifico parla di «condizione generatrice di stress che riduce inoltre i tassi di sopravvivenza». Per ciò che riguarda la legatura prolungata delle chele afferma che «determina atrofia muscolare e inibizione dell’alimentazione se naturale e causa la ben più importante interferenza con i comportamenti di minaccia/difesa, l’applicazione della banda in animali freschi di muta può distorcere e indebolire le chele». Problemi sempre sottovalutati nella convinzione che tanto questi animali sono comunque destinati a morire. Ma proprio per questo, visto che il loro destino è segnato, tanto vale che il passaggio dalla vita alla morte avvenga nel modo più indolore e rapido possibile. La Lav sul proprio sito Internet propone in ogni caso un menù natalizio completamente vegetariano finalizzato proprio ad evitare sacrifici di animali.

IL PARERE DEL VETERINARIO – Dello stesso tenore il parere espresso dal dott. Enrico Moriconi, medico veterinario di sanità pubblica e presidente dell’Associazione Veterinaria per i Diritti degli Animali, secondo il quale «si può affermare senza tema di smentite che le aragoste mantenute sul ghiaccio sono in uno stato malessere e stress e pertanto chi li sottopone a tali condizioni causa loro una sofferenza punibile ai sensi della legge 189\04 (…). Se si analizza con lo stesso metro di giudizio il sistema di uccisione per immersione in acqua bollente, è ugualmente chiaro che il metodo è sicuramente doloroso perché la coagulazione delle proteine non avviene immediatamente a tutti i livelli e il danno provocato dal calore, cioè dall’acqua bollente, induce un dolore molto intenso (…) si deve affermare che si tratta di maltrattamento sia il mantenimento sul ghiaccio delle aragoste sia la loro soppressione tramite immersione in acqua bollente».

I PRECEDENTI – La recente giurisprudenza di merito ha già confermato tale assunto con diverse pronunce, tra cui il Tribunale di Vicenza (24 aprile 2006) che ha emanato un decreto penale di condanna ad un ristoratore reo di aver maltratto gli astici, o la stessa Procura di Milano (6 novembre 2006) che ha emanato un decreto penale di condanna contro un ristoratore milanese. E alcuni Comuni, per esempio Roma, hanno espressamente vietato questa pratica nei propri Regolamenti per la tutela degli animali.

Mozione Molise per nomina garante animali

dicembre 15, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Aggiornamento, Azioni, Leggi e proposte, Lettera Non ci sono Commenti →

FOTO
RICEVIAMO E DIVULGHIAMO
UN GRAZIE A RAPID DOGS RESCUE E A MICHELE DURANTE, POLITICO DI PAROLA…MANTENUTA
AVEVA PROMESSO IL SUO IMPEGNO E ONORA IL SUO RUOLO
CHILIAMACISEGUA
www.chiliamacisegua.org

Da Rapid Dogs Rescue

info@rapiddogsrescue.com

Cari amici, in attesa del video e delle foto che sono in fase di montaggio, alleghiamo un articolo del giornale locale ” Nuovo Molise ” , relativo alla drammatica situazione del canile di Santo Stefano in cui siamo stati il giorno 13 e 14 di questo mese per portare aiuti per oltre 21 quintali, medicine, e le 2.036 firme con la lettera indirizzata al Sindaco.

L’articolo, ad un giorno dalla nostra visita, informa che è stata approvata una mozione per la nomina di un garante per gli animali del canile e che impegna il Sindaco e la Giunta a migliorare le condizioni di salute degli animali.

La mozione è stata presentata dal Consigliere Michele Durante del Partito ” Costruire Democrazia ” .

Alleghiamo l’articolo, e ringraziamo ancora tutti coloro che ci hanno sostenuti, e i nostri amici sul posto.  Vi aggiorneremo costantemente sulla situazione .

Associazione Rapid Dogs Rescue

Per essere aggiornato in tempo reale sui nostri interventi :
http://spreadsheets.google.com/viewform?hl=it&formkey=dDJsb2I4c0NDcUJsOEpDSElDYmtQX0E6MA


15/12/2009 10:15

La mozione sul canile passa a pieni voti

La soddisfazione di Michele Durante

durante.michele@gmail.com;

UNANIME consenso in Consiglio comunale anche rispetto alla mozione presentata dal consigliere di «Costruire Democrazia», Michele Durante e da altri esponenti di minoranza sul canile di Santo Stefano. Con l’approvazione della mozione, in particolare, il Consiglio ha impegnato il sindaco e la Giunta a porre in essere ogni iniziativa atta a migliorare le condizioni di benessere degli animali ricoverati in canile in merito all’alimentazione e al rispetto delle norme igienico sanitarie. Inoltre il Consiglio comunale ha avallato l’attuazione del regolamento comunale per la detenzione degli animali domestici e, infine, l’istituzione e la regolamentazione della figura del garante per la tutela della salute degli animali.
«Mi auguro che al voto è stato il commento di Durante seguano immediatamente le azioni indicate dal Consiglio perchè la nostra città non debba più essere citata quale cattivo esempio nel rapporto che ha con il mondo animale, e perchè la gestione del canile comunale sia per la collettività non un peso inutile, ma uno spazio di civiltà ed un servizio alla città realmente funzionante».
Nel corso del suo intervento in Consiglio comunale, Michele Durante ha posto l’attenzione non soltanto sulle condizioni del canile, ma anche sul fenomeno dell’abbandono degli animali, con i gravi casi di avvelenamento verificatisi nei mesi scorsi a Campobasso e rispetto ai quali non sono state ancora identificate precise responsabilità.
«Finora ha denunciato il consigliere sono stati spesi 380mila euro l’anno per un servizio che di fatto non funziona. E’ il momento ha concluso Durante che l’amministrazione si impegni per un attento controllo e monitoraggio del cani».

fonte :  http://www.nuovomolise.net/e_view.asp?S=1&C=2&G=5&M=3&E=12415

Carcere per chi maltratta gli animali Sì della Camera, la legge passa al Senato – Corriere della Sera

novembre 25, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Leggi e proposte Non ci sono Commenti →

Approvata la ratifica della convenzione europea. Pesanti sanzioni anche per il traffico illegale di cuccioli

Le nuove norme prevedono anche il divieto di tagliare coda e orecchie ai cani

Carcere per chi maltratta gli animali Sì della Camera, la legge passa al Senato

Approvata la ratifica della convenzione europea. Pesanti sanzioni anche per il traffico illegale di cuccioli

Con le nuove norme sarà proibito tagliare orecchie e code ai cani (Reuters)
Con le nuove norme sarà proibito tagliare orecchie e code ai cani (Reuters)

ROMA – L’Aula della Camera ha approvato quasi all’unanimità la ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, che introduce il divieto di mutilazioni per cani e gatti. Il testo, approvato con 466 sì, un no e sei astenuti, ora passa al Senato. L’argomento era stato affrontato già a Montecitorio nelle settimane scorse ma una serie di interventi da parte di alcuni parlamentari ne avevano causato l’aggiornamento. Proprio l’impasse a cui si era arrivati in quell’occasione era stata lo spunto per la puntata di Porta a Porta dedicata agli animali da compagnia dove tra l’altro era emersa la trasversalità delle posizioni animaliste alla Camera. Bruno Vespa ebbe a commentare, nel corso di una fase concitata della trasmissione, che i politici «sono molto più gestibili quando si parla di Giustizia». Ora invece sembra che i deputati siano riusciti a trovare un’intesa e a votare in modo pressoché unanime.

«PERCORSO DI CIVILTA’» – Grande soddisfazione è stata espressa dal sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, che parla di «percorso di civiltà» e che ora auspica «un passaggio velocissimo per l’approvazione del provvedimento al Senato dopo il lavoro di integrazione e di valutazione di tutte le posizioni effettuato alla Camera». La Martini sottolinea anche la necessità di «procedere con un cambiamento culturale e un percorso di civiltà che vede la relazione uomo-animale nel nostro Paese quale relazione di rispetto e di applicazione delle migliori prassi in Europa». «Sottolineo, inoltre – ha aggiunto -, che la stessa Convenzione è stata integrata con norme specifiche contro il traffico di cuccioli, tema di particolare rilevanza anche alla luce degli accadimenti dei mesi scorsi».

LA LAV: ORA FARE IN FRETTA – La Lav, che si era fatta promotrice di più di una iniziativa di sensibilizzazione per arrivare a questa ratifica, attesa da vent’anni, chiede ora che il Senato approvi velocemente il testo, trasformandolo così in legge a tutti gli effetti. E questo per «fornire quanto prima a forze di Polizia e servizi veterinari gli strumenti per poter contrastare efficacemente i trafficanti di vite animali, particolarmente all’opera in prossimità delle feste natalizie, tradizionale periodo di aumento di vendite di cuccioli». Quello della tratta di animali dall’Est è infatti un fenomeno di vaste proporzioni. «Questa pratica – fa notare l’associazione animalista – coinvolge ogni anno migliaia di cani e gatti, provenienti dai Paesi dell’Est, in particolare da Ungheria, Slovacchia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, importati in modo truffaldino falsificando i documenti, senza il regolare microchip, precocemente strappati alle cure delle loro madri costrette a continue gravidanze, sottoposti a infernali viaggi e imbottiti di farmaci per farli sembrare sani all’acquirente. La mortalità dei cuccioli nella fase che va dal trasporto ai primi mesi dopo l’arrivo in Italia raggiunge il 50%. Il valore di mercato di un cucciolo importato dall’Est e spacciato per italiano falsificando i documenti può aumentare fino a 20 volte, con un giro d’affari annuo stimato in 300 milioni di euro».

NIENTE MUTILAZIONI – In base alle nuove regole sarà tassativamente vietato mutilare gli animali tagliando loro la coda o le orecchie, salvo in alcuni limitati casi che saranno individuati da un regolamento del ministero della Salute (la lobby delle doppiette si è già mobilitata per consentire il taglio della coda di alcuni cani da caccia). In ogni caso, gli interventi dovranno essere finalizzati al benessere dell’animale; e il regolamento dovrà essere redatto sentendo i veterinari.

C’E’ ANCHE IL CARCERE – Non sarà più necessario il requisito della crudeltà per punire con la reclusione da 3 a 18 mesi chi uccide un animale da compagnia. Con le nuove regole, potrà essere condannato chiunque cagiona, senza necessità, la morte di un animale. Chi maltratta un animale da compagnia potrà essere recluso da 3 a 15 mesi e condannato ad una multa da 3.000 a 18.000 euro. La stessa pena si applica anche quando l’animale è sottoposto al taglio o all’amputazione della coda o delle orecchie, alla recisione delle corde vocali, all’asportazione delle unghie o dei denti o ad altri interventi chirurgici comunque destinati a modificarne l’aspetto o finalizzati a scopi non terapeutici non previsti dal regolamento ministeriale. Gli interventi non terapeutici potranno esser eseguiti da un veterinario e solo per impedire la riproduzione dell’animale, per ragione di medicina veterinaria o comunque nell’interesse della bestia.

STOP AL TRAFFICO ILLECITO – Viene introdotta la fattispecie di traffico illecito di animali da compagnia: sarà recluso da 3 mesi a un anno e condannato ad una multa da 3.000 a 15.000 euro chiunque, al fine di procurare a sè o ad altri un profitto, reiteratamente o tramite attività organizzate, introduce in Italia animali da compagnia privi di certificazioni sanitarie e di sistemi di identificazione individuale (passaporto individuale, ove richiesto) o, una volta introdotti nel territorio nazionale, li trasporta, cede o riceve. La pena è aumentata se gli animali hanno un’età inferiore a 12 settimane o provengono da zone sottoposte a misure restrittive di polizia veterinaria. Sanzioni sono previste anche per i trasportatori degli animali.


25 novembre 2009

PADANIA 15 NOVEMBRE MILANO LA PET THERAPY CHE SEGA LE ALI

novembre 16, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Barbarie, Divulgazione, Leggi e proposte Non ci sono Commenti →

PADANIA 15 NOVEMBRE  MILANO LA PET THERAPY CHE SEGA LE ALI

A MILANO LO SCANDALO DELLO ZOO DEL SAN RAFFAELE E’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI.

DI CHI VOLESSE VEDERE S’INTENDE. E NON DI CHI, GLI OCCHI POCO CARITATEVOLMENTE, LI CHIUDE

MENTRE GLI ANIMALI CONTINUANO A SOFFRIRE, A MORIRE E LE DENUNCE SI TUTANKAMONIZZANO IN ATTESA DELLA “SANTA,  (BENEDETTA DAL CIELO E DAGLI UOMINI DI NESSUNA BUONA VOLONTA’) PRESCRIZIONE”.

POCO SACRA E MOLTO PROFANA.

BUONA LETTURA

CHILIAMACISEGUA

www.chiliamacisegua.org

LA PADANIA 15 NOVEMBRE 2009

DALLA PARTE DEGLI ANIMALI A CURA DI STEFANIA PIAZZO

s.piazzo@lapadania.net;
QUARTA PUNTATA

VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE

IL RISCHIO DELLE INDAGINI IMBALSAMATE

Il caso Oasi San Raffaele. Il pm in Procura a Milano chiede l’archiviazione. Per la Regione è tutto ok. Non per il gip

LA PET THERAPY CHE SEGA LE ALI

Due notizie al prezzo di una. E tante domande. Allora, menomare gli animali fa bene all’uomo? Il rischio di prescrizione della denuncia fa bene altrettanto? Da una parte c’è l’Oasi San Raffaele, a Milano, che ritiene utile tagliare le ali agli uccelli (anche quelli protetti, anestesia optional),ritenendo che la loro presenza sia terapeutica alla vista dei pazienti. Se razzolano e non volano non scappano. È la nuova frontiera della pet therapy: da questa preventiva mutilazione, il paziente ne trae beneficio. It’s beautiful. Gli animali sono lì, a disposizione. Menomati. Alla faccia dei protocolli del ministero, delle terapie assistite con gli animali, lasciati invece alla mercè degli sguardi dei malati. Utile, etico? E quanto la loro immagine può alleviare le sofferenze psichico-spirituali dei pazienti? La pet è usare e tagliare dove serve per compiacere? Mica male.

…………………………………………………

TUTTO È CONCESSO. GLI ANIMALI DEVONO SOLO COMPIACERE

GLI ISPETTORI DELLA FORESTALE NEL PARADISO TERRESTRE. AMPUTAZIONI PER EVITARE LA FUGA

«Un’oasi di pace, ove la presenza degli animali contribuisce alla guarigione degli ammalati…». Annuncia così con un grande cartello “L’oasi del San Raffaele”. Segue la lunga carrellata delle presenze su quest’arca dell’alleanza e il giusto monito: «È dovere di tutti rispettare la loro natura e la loro dignità». E allora qui inizia il Purgatorio. Il Corpo forestale dello Stato entra nel Paradiso di via Olgettina. Apriti cielo, e tuona. Il Nucleo investigativo si guarda attorno, fotografa,accerta e sicuro di sè dà comunicazione di reato all’autorità giudiziaria: per maltrattamento, per possesso non autorizzato di alcune specie protette. Seguono tre verbali di sequestro della nutrita pattuglia degli “animali medicinali”, diversi dei quali mutilati, più il sequestro della macchinetta taglia becchi e taglia ali elettrica per amputare loro le parti utili alla fuga da quel paradiso terrestre.

………………………………………………………….

ALL’UFFICIO STAMPA DELLA FONDAZIONE SAN RAFFAELE

direzione.comunicazione@hsr.it

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PDF DA SCARICARE

Ordinanza contingibile

novembre 10, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Leggi e proposte Non ci sono Commenti →

Ordinanza contingibile ed urgente recante misure per garantire

la tutela e il benessere degli animali di affezione

anche in applicazione degli articoli 55 e 56 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.  Ordinanza del 16 luglio 2009 (GU n. 207 del 7-9-2009)

IL MINISTRO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI

Visto  il  regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320;

Visto l’art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;

Visto l’art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;

Vista la legge 14 agosto 1991, n. 281, concernente «Legge quadro in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo»;

Visto  il  decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio  2003, concernente «Recepimento dell’accordo tra il Ministro della  salute,  le  regioni  e  le  province  autonome di Trento e di Bolzano  del  6  febbraio  2003,  recante  disposizioni in materia di benessere degli animali da compagnia e pet-therapy», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 4 marzo 2003;

Visto l’art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1979;

Vista la legge 20 luglio 2004, n. 189;

Vista  la  Convenzione  europea  per la protezione degli animali da compagnia,  approvata a Strasburgo il 13 novembre 1987, firmata anche dall’Italia;

Visto  il  Trattato  di  Lisbona ratificato ed eseguito con legge 2 agosto  2008,  n.  130,  il quale sancisce che l’Unione europea e gli Stati  membri  tengono  conto  delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti;

Ritenuta la necessità e l’urgenza, in attesa di intervenire in via legislativa,   di   individuare   specifiche  ed  appropriate  misure sanitarie a garanzia della salute, della tutela e del benessere degli animali  nel  caso  in  cui  gli  stessi  siano  affidati  secondo le procedure di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;

Ravvisata,  altresì,  la  necessità  e  l’urgenza  di evitare che animali  di affezione possano essere trasferiti, in alcuni casi anche per  lunghe  distanze,  in assenza di misure e prescrizioni sanitarie idonee a garantirne la tutela e il benessere ed evitarne lo stress;

Visto l’art. 650 del codice penale;

Visto  il decreto ministeriale 23 maggio 2008 recante «Delega delle attribuzioni  del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali,  per  taluni  atti  di  competenza  dell’Amministrazione  al

Sottosegretario  di  Stato  on.le Francesca Martini», registrato alla Corte dei conti il 10 giugno 2008, registro n. 4, foglio n. 27;

Ordina:

Art. 1.

1.  L’affidamento del servizio di mantenimento e gestione, da parte dei  Comuni,  dei  cani  randagi  posti sotto la loro responsabilità secondo  le  norme  vigenti,  deve tener conto della natura di esseri senzienti  degli  animali,  applicando  i requisiti di cui al comma 2 anche  alle  procedure  di  cui  agli  articoli  55  e 56 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.

2.  I  Comuni,  ai  fini dell’attuazione del comma 1, quali livelli essenziali  di  tutela  e  benessere  degli  animali  sono  tenuti ad assicurare:

a)  la  microchippatura  dei  cani  e  la  contestuale  iscrizione nell’anagrafe   canina  a  nome  del  Comune  di  ritrovamento  e  la sterilizzazione  entro  il  termine  di  sessanta giorni e, comunque, sempre prima dell’eventuale trasferimento in altro Comune avvalendosi del servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale competente per territorio    o    di   medici   veterinari   liberi   professionisti convenzionati;

b) evitare lo stress degli animali di affezione dovuto a trasporti su  lunga distanza che comunque devono essere effettuati nel rispetto del regolamento (CE) 1/2005 e del decreto legislativo 25 luglio 2007, n. 151;

c)  il  possesso da parte della struttura individuata di requisiti strutturali  e  condizioni  di  mantenimento  almeno  non inferiori a quelli previsti dalle leggi regionali e dei regolamenti attuativi del territorio di provenienza dei cani;

d)    il   possesso   da   parte   della   struttura   individuata dell’autorizzazione  sanitaria e la presenza di un medico veterinario libero professionista come responsabile sanitario;

e)  la struttura individuata per il mantenimento dei cani, inclusi eventuali   moduli  contigui  alla  struttura,  non  deve  avere  una capacità superiore o superare le duecento unità di animali;

f)  la  capacità di restituzione dell’animale al proprietario che ne   faccia   richiesta,  prevedendo  la  precisa  indicazione  delle procedure e delle modalità per assicurare tale restituzione;

g)  la  struttura  individuata  per il mantenimento dei cani, deve prevedere  l’accesso  alla struttura e la presenza delle associazioni riconosciute in conformità alla vigente normativa regionale, onlus o

enti  morali  aventi  come  finalità la protezione degli animali, al fine di favorire l’adozione dei cani;

h)  garantire  attività  che aumentino l’adottabilità dei cani e l’apertura al pubblico della struttura almeno tre giorni a settimana, di  cui  uno  festivo o prefestivo, per almeno quattro ore al giorno. L’orario  di  apertura al pubblico deve essere comunicato all’azienda sanitaria  locale  competente  per il territorio di ritrovamento e di arrivo  degli  animali  e  deve  essere  esposto in modo ben visibile tramite apposita cartellonistica all’ingresso della struttura;

i)  implementazione  di  ulteriori  iniziative utili a incentivare l’adozione  dei  cani  anche  attraverso  l’affissione  presso l’albo pretorio  e  altri  spazi pubblici o apposite pagine sul proprio sito internet.

3.  I  Comuni  in  sede  di  bando  di  gara  o di convenzione e di valutazione  delle  offerte  economiche  devono prevedere principi di prelazione a favore delle strutture che:

a)  comportino  minimi  spostamenti  degli  animali preferendo ove possibile strutture sul proprio territorio provinciale o regionale;

b)  si  avvalgono di servizi prestati da associazioni riconosciute in  conformità alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali aventi come finalità la protezione degli animali;

c)  siano gestite da associazioni riconosciute in conformità alla vigente   normativa  regionale,  onlus  o  enti  morali  aventi  come finalità la protezione degli animali.

4. Il Sindaco del Comune rimane responsabile dei cani prelevati sul proprio  territorio  e collocati in strutture site in altri Comuni ed in altre regioni di provenienza e deve:

a)  informare  del  trasferimento dei cani il servizio veterinario

dell’azienda   sanitaria   locale  competente  per  territorio  della struttura individuata;

b)  effettuare  verifiche  periodiche  sullo  stato  di  salute  e benessere dei propri animali non meno di una volta l’anno;

c)  dare  comunicazione  dei  risultati  ottenuti e dello stato di salute  e  benessere  degli  animali  al Consiglio comunale anche nel Rendiconto della gestione.

5. Il servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale competente per   territorio   sulla   struttura   individuata   resta   comunque responsabile della vigilanza sulla struttura stessa, sulle condizioni igienico  sanitarie  e  di  benessere degli animali e sulle azioni di prevenzione e di profilassi effettuate.

Art. 2.

I  cani,  non  ancora  sterilizzati  all’entrata  in  vigore  della presente ordinanza, presenti in strutture convenzionate con i Comuni, devono  essere  sottoposti  all’intervento  di  sterilizzazione entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente ordinanza a cura del    servizio    veterinario    dell’azienda    sanitaria    locale territorialmente   competente   o   di   medici   veterinari   liberi professionisti   convenzionati,   con   spese  a  carico  dei  Comuni proprietari dei cani.

Art. 3.

1. Il Prefetto esercita potere di vigilanza sull’applicazione della presente ordinanza e ha facoltà di esercitare potere sostitutivo nei confronti dei Comuni inadempienti ai sensi della presente ordinanza.

2.  La  presente  ordinanza  ha  efficacia  per ventiquattro mesi a decorrere  dal  giorno  della  pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale

della Repubblica Italiana.

La  presente  ordinanza  e’  trasmessa  alla Corte dei conti per la registrazione.

Roma, 16 luglio 2009

p. Il Ministro

Il Sottosegretario di Stato

Martini

Registrato alla Corte dei conti il 5 agosto 2009

Ufficio  di  controllo  preventivo  sui  Ministeri  dei  servizi alla persona e dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 289

Rifugio Enpa di Perugia modello per il Ministero nella riforma della legge quadro

ottobre 22, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Leggi e proposte 1 Commento →

Rifugio Enpa di Perugia modello per il Ministero nella riforma della legge quadro

(UJ.com) PERUGIA – L’Umbria ha tutte le carte in regola per diventare un esempio nazionale in materia di benessere del cane, e più in generale degli animali. Nel percorso di riforma della legge quadro 281/91 (in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo) l’Oasi Parco Enpa del Comune di Perugia è stata considerata un punto di riferimento per il Ministero della Salute per la redazione delle linee guida del futuro panorama normativo di riferimento in corso di aggiornamento. Lo ha sottolineato il Sottosegretario di Stato, l’On. Francesca Martini,  nella sua visita al Rifugio Enpa di venerdi pomeriggio, appuntamento finale del Convegno Nazionale “Il cane, attore sociale” che si è svolto venerdi mattina al “Deco Hotel” di Ponte San Giovanni, organizzato dall’ENCI, Ente Nazionale Cinofilia Italiana in collaborazione con la sezione dell’ENPA, Ente Nazionale Protezione Animali di Perugia, con il Ministero della Salute, e il patrocinio del Comune di Perugia.

Sia il Sottosegretario di Stato Francesca Martini che la Dirigente Generale del Ministero della Salute, la Dott.ssa Gaetana Ferri, durante il sopralluogo hanno espresso la volontà di stilare un protocollo perché le procedure utilizzate – ossia  il documento che precisa condizioni, modalità e responsabilità con cui deve essere eseguita una data attività, sia di tipo tecnico che di tipo gestionale -  nel Rifugio Enpa del Comune di Perugia vengano trasmette al dicastero quale parametri di riferimento per la qualità della gestione, della struttura in funzione del benessere del cane, e per la formazione di coloro che saranno chiamati a gestire un oasi rifugio. Tutti elementi che saranno presi ad esempio per la definizione delle nuove disposizioni contenute nella riforma della legge 281/91. La stessa dirigente del Ministero ha programmato per la prossima settimana un incontro con l’Enpa di Perugia presso la sede del dicastero. Il Sottosegretario Francesca Martini nella sua visita al Rifugio Enpa di Collestrada, ha rinnovato il suo apprezzamento per l’efficienza della struttura funzionale rispetto al benessere degli animali, impegnandosi affinché in futuro il Ministero possa contribuire in qualche modo all’ampliamento di alcune aree del Rifugio.

“L’Umbria – ha dichiarato il Sottosegretario – è una regione piccola e credo che possa fare un ottimo lavoro sul fronte della normativa, soprattutto mi sembra culturalmente portata nella relazione tra uomo e animale, quindi credo che possa diventare un modello per le sue caratteristiche”.

Secondo i dati forniti dalla presidente Paola Matrigali Tintori, sono circa 350 i cani presenti nel rifugio di Collestrada, con una media annua di 200 arrivi e 166 adozioni, mentre i cani che rientrano dopo l’affido sono intorno ai 5 casi l’anno, testimonianza dell’attenzione nella scelta del padrone nelle procedure di affidamento.

Alcuni spunti per la riforma – Una giornata molto partecipata quella organizzata dall’Ente Nazionale Cinofilia Italiana per discutere sul ruolo sociale del cane: in una sala gremita erano presenti molti addetti ai lavori e cinofili ma anche numerosi studenti, insieme a docenti ordinari, della Facoltà di Veterinaria dell’Università degli Studi di Perugia. Ad aprire e chiudere il convegno i sei cani dell’Unità Cinofila della Protezione Civile impegnati nelle operazioni di soccorso in Abruzzo.

Durante il Convegno sono state diverse le tematiche affrontate dai relatori dal calibro nazionale: dalla funzione del cane come coadiutore sociale, al cane guida per non vedenti ma anche problematiche di attualità come il randagismo e il ruolo delle istituzioni locali rispetto ai territori di competenza.

Il Sottosegretario Martini, nel ricordare l’impegno del governo su queste tematiche e le competenze spettanti ai sindaci rispetto a quanto accade nelle aree ricadenti sotto la loro competenza, ha illustrato tutte i provvedimenti presi dal suo insediamento e quelli ancora da raggiungere, che vertono essenzialmente sulla responsabilizzazione dei proprietari di Fido, perché siano “dei buoni padroni ma anche dei proprietari felici”.

“Se c’è un problema – ha annotato nei saluti iniziali l’On. Carla Rocchi, Presidente Nazionale Enpa – è stato in passato, quello di muoversi ‘a strappi’: un soggetto faceva un passo avanti, un altro arretrava”. La giornata di approfondimento a Perugia rappresenta infatti un’esperienza del tutto nuova, che trova a confronto allo stesso tavolo tutti i soggetti che gravitano intorno al ruolo del cane – istituzioni, associazioni di volontariato, associazioni animaliste – sia come attore sociale che come cittadino a quattro zampe.

In apertura del Convegno sono intervenuti anche l’assessore del Comune di Perugia Lorena Pesaresi, per portare i saluti dell’amministrazione.

Nella sezione dedicata ai canili sanitari, il presidente di Ghismo Onlus, nonché direttore sanitario dell’Oasi Parco Enpa di Perugia ha proposto, a titolo personale ,al Ministero anche la redazione di un protocollo che prenda in considerazione programmi di contenimento diversi dagli attuali, che siano meno invasivi dal punto di vista psicologico per il cane randagio catturato in strada.

Tra i punti salienti della giornata è stata affrontata e approfondita anche l’esperienza in Abruzzo dei conduttori dell’UCIS (Unità Cinofile Italiane da Soccorso), che domenica saranno i protagonisti ddl ring d’onore con i primi sei cani da soccorso (in tutto l’Ucis ha messo a disposizione cinquanta unità) impiegati nelle prime drammatiche ore del terremoto che ha colpito l’Aquila. Il presidente, Bruno Piccinelli, ha evidenziato la necessità che le unità cinofile da soccorso vengano accreditate rispetto ad una massa, purtroppo oggi diffusa, che opera in modo improvvisato con una sorta di ‘autocertificazione’. (Basti pensare che solo il 50% dei cani addestrati dal’Ucis ottiene l’abilitazione al soccorso). Un aspetto questo già accolto dal Ministero della Salute, come ha evidenziato la Dott.ssa Gaetana Ferri Dirigente generale del dicastero, nel suo intervento mirato ad illustrare lo stato e le prospettive della legislazione su salute e benessere del cane. “Dalla giornata di oggi a Perugia – ha dichiarato – abbiamo appreso molti importanti contributi che verranno presi in considerazione dal mio staff per uno studio in collaborazione con Enci ed Enpa”.

I futuri contenuti della normativa.

La riforma della legge 281/91 (Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo) cercherà di chiarire le competenze dei vari soggetti istituzionali e sanitari. Nello specifico a partire dal Ministero del lavoro, salute e politiche sociali, ma anche le competenze delle Regioni, dei Sindaci e dei Comuni, delle Aziende Sanitarie Locali, i doveri e compiti del responsabile di animali d’affezione, nonché la gestione dell’anagrafe regionale degli animali d’affezione, gli obblighi per produttori e distributori di microchip, il soccorso di animali e aspetti inerenti il decesso e l’eutanasia. La riforma si interesserà anche di disciplinare più dettagliatamente la prevenzione  delle morsicature e aggressioni e incolumita’ le strutture di ricovero, le attività con animali d’affezione, e misure generali di tutela, ma anche divieti, misure speciali di tutela per gli avvelenamenti, prestazioni veterinarie e aspetti inerenti gli organi di vigilanza e disposizioni sanzionatorie.

Approvazione del Consiglio dei Ministri del Ddl ratifica della Convenzione Europea

ottobre 13, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Leggi e proposte 3 Comments →

Comunicato n. 429 13 ottobre 2009

Ministero del  Lavoro,  della Salute   e delle Politiche Sociali

UFFICIO STAMPA

Approvazione del Consiglio dei Ministri del Ddl ratifica della Convenzione Europea sulla protezione degli animali da compagnia

Sottosegretario alla Salute Francesca Martini :

“Una grande alleanza con il Ministro Frattini e un forte impegno per porre fine al traffico vergognoso e illegale di cuccioli . Finalmente con l’approvazione del Ddl di ratifica della Convenzione Europea sulla protezione degli animali da compagnia il traffico illecito di cuccioli sara’ reato. ”

Il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini è intervenuta oggi, insieme al Ministro degli Esteri  Franco Frattini , alla Conferenza stampa che si è tenuta presso la Farnesina per presentare il Disegno di Legge di ratifica della Convenzione Europea sulla protezione degli animali da compagnia. Il Sottosegretario Martini ha esprimendo la sua soddisfazione per l’approvazione di questo importante provvedimento  ha sottolineato “Finalmente, grazie ad una straordinaria sinergia di Governo, dopo 21 anni dalla firma della Convenzione Europea è stato approvato in Italia il Disegno di Legge  per la sua ratifica. La compattezza, l’unione di intenti, il patrimonio di valori che contraddistingue questa squadra di Governo ha reso possibile questo importante risultato di civiltà. Grazie alla grande alleanza con il  Ministro Frattini e al forte impegno che abbiamo assunto per porre fine al traffico vergognoso di cuccioli ora con l’approvazione di questo provvedimento il traffico illecito di cuccioli sarà reato. Avevamo fatto una promessa in questo senso diversi mesi fa e sono orgogliosa di poter dire che l’abbiamo mantenuta”.

Di seguito una breve sintesi della documentazione diffusa alla stampa durante la conferenza stampa di oggi.

Il DDL di ratifica della Convenzione Europea sulla protezione degli animali da compagnia: compiuto un ulteriore passo avanti di civiltà.

Il ddl è stato approvato dal Consiglio dei Ministri del 2 ottobre scorso.

La ratifica della Convenzione Europea sulla protezione degli animali da compagnia è frutto dell’intenso lavoro di collaborazione tra il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e il Ministero degli Affari Esteri . Con questo atto normativo, oltre

a ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa di Strasburgo emanata nel lontano 1987, sono state introdotte importanti modifiche al Codice Penale. In particolare il taglio della coda, delle orecchie, e altre mutilazioni non motivate da esigenze terapeutiche, sono diventati reati penali attraverso la modifica dell’art. 544 ter del  Codice Penale. Inoltre è stato introdotto il reato di traffico illecito di cani e gatti con un inasprimento delle pene in caso di cuccioli di età inferiori a otto settimane. Infine sono previste sanzioni anche per chiunque introduce nel territorio nazionale cani e gatti non identificati e sprovvisti di certificazione sanitaria così come previsto dalla normativa vigente.

Il commercio legale di cuccioli

L’Italia introduce legalmente annualmente diverse partite di cuccioli, destinati ai vari negozi di animali per la successiva commercializzazione, da Paesi comunitari quali, ad esempio, Ungheria Slovacchia, Repubblica Ceca e Polonia.

Non vengono invece effettuate importazioni commerciali di cuccioli dai Paesi terzi.

Gli scambi commerciali con i Paesi membri dell’Unione europea sono disciplinati da specifiche norme comunitarie che fissano concrete condizioni e le necessarie garanzie per tutelare  la salute e il benessere degli animali.

Le disposizioni comunitarie sono finalizzate anche a tutelare gli acquirenti degli animali d’affezione consentendo l’acquisto di animali sani.

Si precisa che, nell’ambito dell’applicazione della normativa riferita agli scambi comunitari, gli Stati membri dai quali provengono gli animali sono responsabili dell’attuazione degli interventi finalizzati a garantire i requisiti richiesti dalla normativa europea.

Lo Stato membro destinatario può invece effettuare controlli a destino monitorando e verificando in questo modo il rispetto delle condizioni previste.

In Italia a predisporre tali controlli sono i Servizi Veterinari del Ministero, sia a livello centrale che periferico (in questo caso gli Uffici Veterinari per gli adempimenti comunitari UVAC). Le ditte che vogliono importare i cuccioli devono essere registrate presso  gli Uffici veterinari per gli adempimenti comunitari (Uvac) e notificare preventivamente l’arrivo a destino degli animali alle Autorità sanitarie.

Inoltre, anche lo Stato membro che spedisce gli animali comunica preventivamente alle Autorità dello Stato destinatario, attraverso il sistema informatizzato TRACES, l’avvenuto rilascio della certificazione sanitaria  per lo scambio commerciale: quanto appena delineato permette alle Autorità veterinarie di poter predisporre controlli puntuali e mirati a destino.

Le importazioni illegali di animali

Sono preoccupanti i riscontri  sul territorio nel corso di attività di controllo che hanno evidenziato  un rilevante fenomeno di importazione illegale di animali a fini commerciali. In particolare sono stati rilevati problemi relativi a:

- assenza di vaccinazioni, certificazioni ed identificazioni;

- presenza non soddisfacente di anticorpi post vaccinali;

- assenza del passaporto europeo e trasformazione illegale dei cuccioli in “italiani” per poterli vendere a prezzi elevati;

- cuccioli strappati alle madri troppo presto con rischi di sviluppo di problemi comportamentali;

- trasporti effettuati illegalmente addirittura in spazi angusti come i bagagliai di automobili.

Il Ministero, attraverso i suoi uffici periferici UVAC (Uffici Veterinari degli Adempimenti Comunitari) , ha potuto constatare infrazioni da parte di taluni Paesi comunitari (in particolare dall’ Ungheria, dalla Slovacchia, dalla Polonia  e dalla Repubblica Ceca) ed ha già ottenuto specifici interventi della Commissione Europea su alcuni di essi quali l’Ungheria.

Oltre a tutti i controlli e alle verifiche nei confronti delle  movimentazioni degli animali effettuate nell’ambito delle possibilità concesse dalle norme di riferimento, vengono continuamente messe in atto, tramite le attività di vigilanza esperite dai Veterinari dei Posti di ispezione frontaliera (Pif), dai Veterinari degli UVAC, dai Servizi Veterinari delle regioni e dai Servizi Veterinari delle ASL ( nell’ambito della vigilanza veterinaria permanente sui trasporti degli animali e sui negozi in cui vengono commercializzati) concrete azioni di contrasto alle importazioni illegali degli animali.

L’attività di controllo dei Carabinieri del Nas

Nel periodo luglio 2008 – settembre 2009, i Nas hanno svolto un servizio di controllo in campo nazionale sul benessere degli animali d’affezione e la lotta al randagismo.

In questo periodo sono state effettuate 1.526 ispezioni dalle quali sono state accertate 972 infrazioni: 255 infrazioni di natura penale (ad es. cani detenuti in condizioni tali da non garantire la loro incolumità e benessere psico-fisico, falsificazione di modelli relativi all’anagrafe canina, attivazione di strutture in carenza dell’autorizzazione allo smaltimento dei rifiuti, medicinali veterinari scaduti di validità, esercizio abusivo della professione sanitaria di medico veterinario, vendita di cani privi della documentazione di identificazione)  e 717 infrazioni di natura amministrativa (ad es. inosservanza delle leggi regionali concernenti i requisiti minimi strutturali e di igiene, le autorizzazioni amministrative e sanitarie, l’iscrizione all’anagrafe canina).

A seguito dell’accertamento di dette infrazioni, 134 persone sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria e 323 persone all’Autorità Amministrativa. Le strutture di ricovero chiuse sono state 97 e i cani sequestrati sono stati 13.157.

COMANDO CARABINIERI PER LA TUTELA DELLA SALUTE

Ufficio Comando -  Sezione Operazioni

SERVIZIO DI CONTROLLO IN CAMPO NAZIONALE

SUL BENESSERE DEGLI ANIMALI D’AFFEZIONE

E LA LOTTA AL RANDAGISMO

Dal mese di giugno 2008 al mese di settembre 2009, sono stati conseguiti i seguenti risultati:

Ispezioni:………………………………………………………………………n.  1.526

Infrazioni accertate:………n.     972  di cui  Penali:………..….. n.     255   e  Amm.ve………..…n.     717

Persone segnalate:………n.       457  di cui  all’ Autorità Amm.va:………..n.    323    e  all’ Autorità Giudiziaria:…….n.     134

Strutture di ricovero chiuse/sequestrate:……………………………………n.            97

Cani sequestrati:……………………………………………………………n.    13.157

presentazione ddl Convenzione Strasburgo rev 2

ANIMALI: MARTINI, PIU’ TUTELE E GARANZIE. IN ARRIVO LEGGE QUADRO

settembre 22, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Leggi e proposte Non ci sono Commenti →

http://www.asca.it/news-ANIMALI__MARTINI__PIU__TUTELE_E_GARANZIE__IN_ARRIVO_LEGGE_QUADRO-860819-ORA-.html

ANIMALI: MARTINI, PIU’ TUTELE E GARANZIE. IN ARRIVO LEGGE QUADRO

22-09-09

(ASCA) – Roma, 22 set – Una legge che riconosce il diritto alla salute di tutti gli animali, siano essi domestici o randagi, dai cani di strada ai cavalli da corsa, prevedendo un livello di qualita’ della vita che deve essere assicurato ad ogni singolo animale che viva sul nostro territorio.

Un vero e proprio codice che riordina, unifica e armonizza l’intera disciplina in materia e le numerose ordinanze emanate nel tempo per far fronte alle situazioni di emergenza. E’ quella voluta – e presentata oggi a Roma – dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini , illustrata in occasione del convegno ”Uomini e animali. Ma siamo poi cosi’ diversi?”, promosso dalle associazioni Donneinrete e FormAzione.

Oggi quasi 45 mln di animali vivono nelle nostre case: circa 7 milioni di cani, 7,5 milioni di gatti, 12 milioni di uccelli, 15 milioni di pesci, 500 mila roditori e 1 milione e mezzo di altre specie. Amati e ben curati, tanto che si stima in 2 milioni di euro l’anno la spesa media degli italiani per i loro amici, che da qualche tempo godono anche delle vacanze. Sono sempre piu’ numerose, infatti, le strutture turistiche che accolgono gli animali domestici, facilitando anche la vita delle persone che non vogliono rinunciare alle vacanze ma neanche alla compagnia del loro amico animale. Una fotografia da favola disneyana. Ma il vecchio detto ”vita da cani” ha ancora ragione di esistere.

Sono oltre 500 mila i cani randagi e oltre 1,3 milioni i gatti. Nel solo anno 2005 ci sono stati in Italia 150 mila abbandoni e 73 mila maltrattamenti nel 2004, che nel 48% dei casi hanno portato alla morte dell’animale.

I 72.812 casi di maltrattamento accertati nel 2004, peraltro, non sono che la punta dell’iceberg, cioe’ quei casi effettivamente verificati e denunciati. Ma quante migliaia saranno i maltrattamenti sommersi?. La legge e’ costruita attorno ad alcuni pilastri. Obbligo del microchip sui cani e di anagrafi canine per garantirne la rintracciabilita’ dell’animale.

I randagi vanno raccolti, curati, ricoverati in strutture realizzate secondo standard di qualita’ e registrati sotto responsabilita’ dei sindaci e con servizi appaltati in base ai requisiti di legge e sistemi di trasparenza, ma anche continui monitoraggi per verificare le condizioni delle strutture e di assistenza. I ricoveri per gli ”orfani”, infatti, dovranno rispondere a requisiti minimi di qualita’, per evitare il ripetersi di episodi in cui i canili somigliavano piu’ a dei lager che non a dei rifugi, con gabbie talmente piccole o piene di ospiti da impedire agli animali di muoversi, poi tozzi di pane secco se non addirittura cibo avariato. Orrori a cui le associazioni di cittadini e la politica italiana vogliono dire basta.

res-mpd/sam/alf


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