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Se cominci ad accarezzare un cane, avrai trovato un'occupazione per la vita
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Archive for the ‘Leggi e proposte’

QUESTO BEL TOMO, DISONORA LA POLITICA E LA SPECIE UMANA: SI DIMETTA!

agosto 27, 2010 By: Rosanna Marani Category: Barbarie, Battaglie email, Comunicati, Denuncia, Divulgazione, Leggi e proposte, Orrore, Randagismo, vergogna

QUESTO BEL TOMO, DISONORA LA POLITICA E LA SPECIE UMANA: SI DIMETTA!

Da dove spunta questo politicante (politico è una parola grossa, coniugata per questo elemento umano!), oscuro come oscura è la sua mente che accende i fari su di sé  per brillare quei 5 minutiti di celebrità concessi a tutti, come diceva Warhol?

Forse dall’antro della pochezza mentale.

Nessuna discriminazione per carità, ma certi mestieri richiedono saggezza, onestà intellettuale, probità.

Come non si può affidare la propria vita ad un chirurgo che si ubriaca, tantomeno si può permettere l’uso della parola a chi, da confuso e afflitto da insensatezza evidente, dovrebbe dare l’esempio civico agli altri.

La società può lasciare impunito un politico che istiga a delinquere?

No.

Le dimissioni, se il senso della vergogna ancora esiste, se il senso del ridicolo ancora esiste,  esiste da parte di questo signore, due braccia rubate alla agricoltura, sono urgenti e necessarie anche per tutelare i compagni di partito.

Perchè dimmi con chi vai e ti dirò chi sei……

Chiliamacisegua

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ONOREVOLE GIANFRANCO BALDANZELLU CACCIATORE DI AN


I FATTI

http://www.geapress.org/randagismo/alte-temperatura-in-sardegna-ma-per-i-cani-da-bruciare-secondo-per-il-consigliere-cacciatore-bardanzellu/4243

Alte temperatura in Sardegna ma per i cani da bruciare secondo per il consigliere cacciatore Bardanzellu

di redazione | 27 agosto 2010

GEAPRESS – Forse neanche lui ci crede, ma nel caso se anche con questa precisazione confermasse quanto a lui addebitato dall’Unione Sarda di oggi, difficilmente ci sarebbero scusanti.

Per il Consigliere (cacciatore) della Regione Sardegna Gianfranco Bardanzellu infatti “ davanti a un’emergenza bisogna avere il coraggio di misure forti. E anche impopolari. Per fronteggiare il randagismo, in attesa di migliorare le strutture di accoglienza, educare alla sterilizzazione e punire chi abbandona gli animali, sarebbe opportuno incenerire i cani abbandonati”.

Sembra un’ infelice provocazione ma poi il Consigliere cacciatore e pure animalista insiste “ Non ho mai pensato che incenerire i randagi debba essere la costante, tantomeno un’abitudine. Piuttosto è una misura eccezionale, perché l’emergenza è eccezionale. Io, nel breve periodo, non vedo altre soluzioni”.

In effetti l’attività del Consigliere Regionale, oltre ad aver riguardato una mozione per aprire nel mese di febbraio la caccia in deroga ed un’altra sul “cosiddetto” Parco Nazionale del Gennargentu (ovviamente contro), è un pò infuocata, nel senso che non utilizza mezzi termini.

Ovviamente GeaPress è a disposizione del Consigliere Bardanzellu per ogni replica ritenuta necessaria, ivi compresa una gradita smentita, ma se le sue idee così come sono dovessero passare, ci sarebbe da … scappare. E pensare che poche ore addietro tante persone si sono prodigate per evitare che i cani rinchiusi nel canile comunale di Teramo trovassero la morte nell’ incendio che ha devastato i luoghi. (vedi articolo GeaPress).(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

SU FB IL SU GRUPPO DI SOSTEGNO

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LA SUA PAGINA SU FB

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LO SPOT

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L’ATTIVITA’

http://consiglio.regione.sardegna.it/XIVLegislatura/Consiglieri/Bardanzellu_Gian_Franco.asp

LA MAIL

bardanzellu_g@camera.it;

GRUPPO FB CHE CHIEDE LE DIMISSIONI

http://www.facebook.com/?ref=logo#!/note.php?note_id=142345315802444&id=118635091520926

«Incenerire i cani randagi» La proposta di Gianfranco Bardanzellu (consigliere regionale, 10.000 euro al mese)

pubblicata da Cose che nessuno ti dirà il giorno venerdì 27 agosto 2010 alle ore 21.13

OLBIA. Ci voleva il consigliere regionale Gianfranco Bardanzellu [PDL] per risolvere il problema dei troppi cani randagi in Sardegna: «Inceneriamoli». E per giustificare la sua proposta choc, spiega che «davanti a un’emergenza bisogna avere il coraggio di misure forti. E anche impopolari. Per fronteggiare il randagismo, in attesa di migliorare le strutture di accoglienza, educare alla sterilizzazione e punire chi abbandona gli animali, sarebbe opportuno incenerire i cani abbandonati».

Il canile di Colcò a Olbia. La notizia è riportata dal quotidiano L’Unione Sarda in cronaca di Olbia, poiché Bardanzellu, oltre ad essere consigliere regionale Pdl, siede anche nel consiglio comunale della città gallurese. Avrebbe partorito quest’idea proprio osservando il canile di Colcò, gestito dalla Lida, che sopita 700 cani (solo 104 sono stati abbandonati e portati lì negli ultimi 40 giorni). Ma incenerire i cani non dovrebbe essere una costante né un’abitudine, ma «una misura eccezionale, perché l’emergenza è eccezionale. Io, nel breve periodo, non vedo altre soluzioni».

Il commento del Gruppo d’intervento giuridico. Che sia una provocazione, o che sia una convinzione sincera dell’onorevole, la proposta ovviamente sorprende e scandalizza.

Il Gruppo intervento giuridico, la Lega per l’abolizione della caccia e gli Amici della terra commentano così la notizia: «Il consigliere regionale Gianfranco Bardanzellu (Pdl), olbiese, cacciatore, anche consigliere comunale, giunge a immeritata notorietà con la sua ricetta per contrastare il randagismo: incenerirli….Che cosa si può dire davanti a una proposta di mettere in pratica una soluzione contro la legge oltre che contro il minimo buon senso proveniente da un rappresentante delle Istituzioni? Perché non ammette che buona parte dei cani randagi sono abbandonati proprio dai suoi colleghi cacciatori quando non li ritengono adatti alla caccia? La legge n. 281/1991 e la legge regionale n. 21/1994 assegnano ai Comuni le competenze in materia di randagismo e le soluzioni alle relative problematiche sono nella realizzazione di canili consortili, nelle politiche di sensibilizzazione, nell’incentivazione delle adozioni, nella sterilizzazione, nella profilassi non certo in metodologie dall’odore vagamente nazistoide».

ESTRATTO DA: http://www.sassarinotizie.com/articolo-1625-incenerire_i_cani_randagi_la_proposta_di_gianfranco_bardanzellu.aspx

A

bardanzellu_g@camera.it;

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COMUNICATO STAMPA: SOTTOSEGRETARIO MARTINI INTERVIENE SU PROPOSTA ILLEGALE CONSIGLIERE SARDO BARDANZELLU

Comunicato n. 303 28 agosto 2010

Ministero della Salute

UFFICIO STAMPA

Il Sottosegretario di Stato con delega alla medicina veterinaria

On. Francesca Martini interviene sulla proposta illegale

del Consigliere Regionale sardo Bardanzellu.

In merito alla notizia apparsa sul quotidiano l’Unione Sarda del 27 agosto c.a. relativa alla proposta del Consigliere Regionale Gianfranco Bardanzellu “di incenerire i cani per risolvere l’emergenza randagismo nel Comune di Olbia e nell’intero territorio della Regione Sardegna”, il Sottosegretario di Stato On. Francesca Martini ha dichiarato:

Sono profondamente indignata per una proposta così incivile e ricordo al Consigliere Bardanzellu che nel nostro Paese l’uccisione degli animali d’affezione è un reato sanzionato penalmente.

Le leggi dello Stato di tutela dei cani puniscono  chi li abbandona, maltratta e uccide. Ritengo indispensabile ribadire che il dovere dei rappresentanti delle Istituzioni, come dello stesso Consigliere Bardanzellu, è quello di far rispettare le norme vigenti e non  istigare a commettere  reati, dimostrando una totale ignoranza delle leggi di cui dovrebbe essere garante.

Il grave problema del randagismo non si può risolvere attraverso incivili mattanze di cani.

Il randagismo è invece frutto delle inadempienze, della mancanza di controlli, dell’assenza di un’anagrafe canina efficiente e di seri interventi di sterilizzazioni.

Invito il Consigliere Bardanzellu a farsi invece promotore in Sardegna, in collaborazione con l’Assessorato Regionale alla Salute, di un concreto programma. Tutti coloro che hanno a cuore gli animali, e in Sardegna sono moltissimi,  contino  sul mio personale impegno contro proposte di legge che possono solo far sprofondare il nostro Paese nel terzo mondo”.


http://www.facebook.com/note.php?note_id=424356614562&id=1501620764&ref=mf

L’ UNIONE SARDA del 28 Agosto : FACEBOOK BOCCIA LA PROPOSTA. INCENERIRE I RANDAGI ? è SCONTRO.

pubblicata da Olbia Amici Degli Animali il giorno sabato 28 agosto 2010 alle ore 12.53

Facebook boccia la proposta. Con Bardanzellu si schiera il consigliere comunale Marco Buioni Incenerire i randagi? È scontro ,La Regione: «Manderemo gli ispettori a Colcò» Sabato 28 agosto 2010

Intanto Andrea Sarria, presidente dell’Ordine medici veterinari, dice: «Il randagismo è un problema politico».

Vedi le altre foto I l popolo di Facebook non gliel’ha perdonata. Di incenerire i cani randagi, nemmeno a parlarne. Proposta rispedita al mittente, tra bordate e veleni. Ovvero a Gianfranco Bardanzellu, il consigliere regionale Pdl che ha lanciato la bomba, sapendo di aprire un caso. Perché a Cagliari, nel palazzo della giunta Cappellacci, hanno tirato fuori una carta, proprio di agosto. È la relazione del Comune sul rifugio di Colcò, «in perenne sovraffollamento».

Non solo. «Le strutture che accolgono gli animali sono fatiscenti e non proporzionate al numero di cani presenti. Tale situazione crea tutta una serie di inconvenienti igienici». Tanto che l’assessore alla Sanità, Antonello Liori, ha deciso di vederci chiaro. A Olbia manderà gli ispettori, come chiesto da Bardanzellu che, ieri, ha passato la giornata al telefono. «A Colcò – dice – esiste un’emergenza e dobbiamo risolverla».

Ma «non con metodi da lager nazista», si ripete sulla rete. Tuttavia, Marco Buioni, consigliere comunale Pdl, è d’accordo: «Come misura straordinaria io la sostengo».

I MESSAGGI SU FB Si mobilitano presto su Facebook .

La pagina de L’Unione Sarda , con la proposta di Bardanzellu, va on-line che è prima mattina. La pubblicano da Olbia gli amici degli animali , quelli che ruotano intorno al canile di Colcò. Settecento bestioline strette strette, e 104 sono arrivate tra il primo luglio e il 10 agosto. Poi anche i telefoni del giornale cominciano a squillare. Da tutta l’Isola. Pure Cosetta Prontu , presidente della Lida (lega difesa animali) che gestisce il rifugio, s’infiamma. «Sappia una cosa l’onorevole: le emergenze si creano quando c’è una latitanza. In questo caso delle istituzioni. Dalla Regione non sappiamo nulla sulle risorse per le sterilizzazioni.

Visto che il consigliere fa parte della massima assemblea sarda, si metta in moto, anziché pensare di incenerire i randagi». Annalisa Zirattu , scrive alle 19,41: «Le coscienze di noi volontari che facciamo di tutto per salvare i cani abbandonati, sono rimaste sconvolte dalle affermazioni di Bardanzellu. L’inceneritore lo lasciamo ai nazisti, noi continuiamo ad essere animalisti».

LA POLITICA Dalle assisi municipali, è silenzio. Su Colcò si scomodano solo in due.

Uno è Andrea Viola (Pd), un posto in Provincia tra i banchi della minoranza. «Mi stupisco e sono incredulo. La lotta contro il randagismo non può ridursi a una proposta provocatoria. Per la vita bisogna avere rispetto».

Il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli (Pdl), affida alla rete il suo commento: «L’amministrazione comunale non condivide affatto quanto affermato dall’onorevole Bardanzellu. Non vanno eccitati squilibrati propositi di violenza nei confronti degli incolpevoli animali, da parte di persone incivili che meriterebbero punizioni esemplari». Quelle stesse che Marco Buioni darebbe «ai padroni dei cani portati in strada senza guinzaglio e museruola, ma l’emergenza del randagismo va affrontata, anche con misure eccezionali. I settecento randagi di Colcò sono destinati a morire dietro quel recinto».

IL PRESIDENTE A metà sera, Andrea Sarria, presidente dell’Ordine medici veterinari (e componente della Federazione nazionale – Fnovi), spiazza tutti. «Io – chiarisce – non entro in polemica col consigliere regionale. Anzi: dico che è stato bravo. Con una provocazione, ho sollevato il coperchio su un problema di cui tanto si chiacchiera, ma che mai viene affrontato. Il randagismo è una questione politica. Ovvero: servono programmazione e risorse per contrastate l’abbandono degli animali. Noi siamo pronti a collaborare». L’ONOREVOLE Intanto Bardanzellu ha incassato la sua prima vittoria.

A Olbia, nel canile della Lida, arriveranno presto gli ispettori dell’assessorato alla Sanità. «Davanti a un’emergenza non si può tacere. Adesso bisogna essere propositivi». Il consigliere regionale porta un po’ di numeri: «Il rifugio di Colcò si mantiene ogni anno con 200mila euro: 170mila sono risorse comunali, 31mila vengono dirottate da Cagliari. Con settecento randagi, considerando che ci vogliono due euro ad animale per mantenerli ogni giorno, in un anno servono 504mila euro.

Soldi che a Colcò non ci sono. Vuol dire che quella struttura così com’è non può funzionare». ALESSANDRA CARTA

LINK DI FIRMIAMO.IT IN CUI E’ PRESENTE LA PETIZIONE PER RICHIEDERE LE DIMISSIONI DI GIANFRANCO BARDANZELLU

http://www.firmiamo.it/dimissioni-immediate-ass-gianfranco-bardanzellu

Fede e malafede..rfauna

agosto 04, 2010 By: Rosanna Marani Category: Divulgazione, Eventi, Leggi e proposte

“Gli animali non esistono in funzione dell’Uomo.

Essi hanno un’esistenza ed un valore propri.

Una morale che non incorpori questa verità è vuota.

Un sistema giuridico che lo escluda è cieco”  (Tom Regan)*

*http://it.wikipedia.org/wiki/Tom_Regan

Fede e malafede..rfauna

Per alcuni è un evento storico, l’uscita dall’oscurantismo, dalla barbarie. L’affermazione della civiltà e del rispetto verso esseri senzienti, ovvero della vita.

Per altri, è la perdita dei diritti dell’Uomo (scritto in maiuscolo, giacchè l’Uomo in questo caso, è solo emanazione di arroganza), alla supremazia della razza umana, quella che si reputa depositaria del pollice verso, della morte di creature terrene.

E per un filosofo, ( quanta filosofia sprecata!), è addirittura la perdita di cultura e  della tradizione! Poichè l’etica, per tale mente, è a fisarmonica, per gli uomini  è necessaria, per gli animali, no. E non è neppure un optional!

Diamine, gli animali, sono i nostri schiavi, nati per essere uccisi, sottomessi, usati, abusati, venduti, moltiplicati. Per trarne profitto, per arricchirsi in modo facilefacile.

Si, gli animali per alcuni, sono come gli schiavi di antica memoria e lo ribadiamo ancora, schiavi, vittima di padroni, che commerciano vite e piangono posti di lavoro che si perdono, quando chi si batte per la convivenza uomo animale, fa qualche passo avanti!

In atto c’è la rivoluzione morale: che piaccia o no, c’è e nessuno, ne federazioni in malafede, ne filosofi impropri, la potranno fermare.

Anzi proprio loro, i sopravvissuti alla stagnante cultura rurale, alla cultura dei giochi al Colosseo, perpetratasi ai giorni nostri in esibizioni diseguali in tristissimi circhi, in anacronistici palii, in ridicole corse di asini, in stupide gite in botticelle, in mafiose gare dei calessi, in oscena caccia, in diseducative gare di pesca, che si vogliono far passare per divertimento, sport e tornei da coppa, proprio loro, questi esemplari del Superio Uomo, sono da difendere.

Per indicare a tutti come l’uomo non deve essere. Mai più!

Chiliamacisegua

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http://www.blitzquotidiano.it/politica-europea/catalogna-corrida-abolita-spagna-487946/

LA NOTIZIA

Politica Europa

Catalogna, corrida abolita. E’ la prima regione della Spagna peninsulare

Il parlamento catalano ha approvato questa mattina l’abolizione della corrida nella regione con 68 voti a favore, 55 contrari e 9 astensioni.

Lo scorso 18 dicembre la camera decise (con 67 voti contro 59) di discutere l’iniziativa legislativa popolare (Ilp) presentata dalla piattaforma animalista Prou (Basta) e appoggiata da 180 mila firme, che chiedeva l’abolizione dello spettacolo tradizionale.

Contro l’abolizione si sono schierati i socialisti (Psc), i popolari (Pp) e Ciutadans, ma l’ago della bilancia è passato poi in mano ai catalanisti di CiU, le cui correnti interne di favorevoli e contrari hanno deciso che la Catalogna sarà la prima regione della Spagna peninsulare a proibire la Corrida (le Canarie lo hanno già fatto).

http://www.newnotizie.it/2010/07/29/stop-alla-corrida-in-catalogna-ma-per-il-filosofo-savater-e-meglio-di-una-partita-di-calcio/

29/07/2010 – 00:03

Stop alla corrida in Catalogna, ma per il filosofo Savater è meglio di una partita di calcio

A volte le belle notizie arrivano contestualmente a quelle brutte, o perlomeno a dichiarazioni che fanno riflettere sulla reale sensibilità dell’essere umano.

Il parlamento catalano, oggi 28 Luglio, con 68 voti a favore 55 contrari e 9 astensioni, ha votato a favore dell’abolizione della corrida.

A partire dal 2012 quindi, il tradizionale quanto cruento e crudele spettacolo non potrà più avere luogo sul territorio della Catalogna. E’ la seconda regione spagnola ad aver preso una decisione di questo tipo; la prima era stata quella che fa riferimento alle Isole Canarie, ma la Catalogna è la prima regione peninsulare, nel cuore della Spagna quindi ad aver bandito la corrida dalle sue terre. Sicuramente una grande vittoria degli animalisti.

La lotta è stata lunga, e il percorso da fare per vietare completamente la corrida dalla Spagna, obiettivo delle associazioni animaliste internazionali, lo sarà almeno altrettanto. Ma per quale motivo le battaglie per garantire almeno i diritti minimi agli animali sono così difficili?

Tralasciando gli enormi interessi economici che  sovente calpestano tali diritti,  nelle parole del filosofo Fernando Savater, intellettuale estremamente popolare in Spagna, è forse possibile ritrovare un’altra motivazione, più sottile, meno esplicita, ma non per questo meno potente, anzi: la mentalità.

Sulle pagine del Corriere dello stesso giorno in cui la Catalogna prende una decisione dai piùaccolta come una vittoria della civiltà, è possibile leggere un’intervista doppia, da una parte chi è contro, dall’altra chi invece parteggia per il mantenimento della corrida.

Quest’ultimo è appunto il filosofo Savater, che per difendere la sua posizione, cita , come molti altri, l’arte e la cultura che la storica manifestazione spagnola rappresenterebbe.

Posizioni queste, che chi scrive, come tanti,  non potrebbe mai condividere, ma posizioni che rappresentano comunque una fetta di popolazione non trascurabile, e che nel dialogo vanno necessariamente tenute presenti.

Il punto non è però questo. Nell’intervista al filosofo, è possibile leggere alcune frasi che lascerebbero molte persone a dir poco scandalizzate, la prima: “abbiamo diritti etici solo verso gli uomini, altrimenti non potremmo mangiare animali” .

Egregio filosofo ha mai sentito parlare dei vegetariani e dei vegani?

Pensa forse che il loro sia solo un hobby? Non le interessa l’argomento? Già e come potrebbe… In ogni caso, un dovere etico non è anche la tutela e la difesa dei più deboli?

Perchè solo gli uomini? Pensa forse che gli animali siano oggetti? Ciò che, a prescindere da tutto il resto, si può desumere dalle risposte fornite al giornalista del Corriere è  che Fernando Savater ha un concetto degli animali alquanto particolare, e lo è talmente tanto, particolare, che arriva addirittura a sfidare ciò che la scienza definisce con il termine “animale”.

Quando l’intervistatore gli fa notare che la “violenza come spettacolo è diversa dalla violenza finalizzata alla sopravvivenza”, il filosofo risponde (anche) che ”nell’arena va in scena la sfida tra la vita e la morte. L’uomo conosce la morte, l’animale no“.

L’animale no, parole e concetti faticosi da trascrivere. La scienza definisce l’animale come dotato di vita, la morte è la fine della vita, come farebbe un essere vivente a non conoscere la morte? Lei che è filosofo, ha mai pensato che  il mondo animale non è totalmente interpretabile, e tantomeno comprensibile, utilizzando solamente parametri umani?

Perchè molti animali selvatici, ma anche domestici, si isolano quando arriva il loro momento?

E’ sempre stato un caso da milioni di anni a questa parte, signor Savater? O per caso, è lei che si sbaglia e queste creature così poco acculturate, la morte la conoscono forse anche meglio di noi umani?

L’animale prova dolore lo sa? La morte, implica dolore, lo sa? Come sarebbe possibile quindi il fatto che conosca il dolore e non la morte? La morte è il dolore estremo, quello peggiore, quello che separa una parte dal tutto(ciò che conosciamo). E’ solo perchè il toro non parla che lei la pensa così?

Solamente perchè la sofferenza non viene esplicitata in lingua umana?

Qui non può essere una questione di cultura, non può, anche perche lei, essendo filosofo, non può certo mancare sotto questo aspetto, qui, è una questione di mentalità, quella che pare veda  e voglia vedere  l’umano superiore a qualsiasi altro esseree quindi dotato del diritto di decidere della vita e della morte dei più deboli, o no?

Ci sarebbe altro nell’intervista da analizzare, nell’intervista pubblicata oggi  dal Corriere , ma non è questa la sede per fare un trattato di animalismo, o di civiltà.

Ci si limita però a riportare l’ultima frase, “(la corrida) E’ una festa piena di simboli e d’arte, per me è molto meglio di una partita di calcio”.

Già, per il popolare filosofo spagnolo, entrambe le manifestazioni sono un gioco, da una parte si cerca di fare goal e magari alzare una coppa, dall’altra si ammazza, spesso dissanguandolo e dopo diverse ore di agonia, un essere vivente, non c’è che dire, le analogie tra le due “tradizioni” sono davvero molte, e addirittura lei, signor Savater, preferisce la seconda, bene, allora si guardi la foto, e si diverta, se ci riesce.

A.S.

http://www.federfauna.org/News/news.php?id=3704

Corrida in Catalogna. Perdono uomini e animali. Gli uni la liberta’, gli altri la vita

28-07-2010
Con 68 voti a favore, 55 contrari e 9 astensioni, il Parlamento catalano ha approvato in mattinata l’abolizione della corrida nella Regione dall’anno 2012. Sembra che in realta’ in Catalogna la corrida gia’ da tempo non riscuotesse piu’ il successo che tuttora riscuote in altre Regioni e che comunque la scelta di porre fine alla tradizione spagnola per eccellenza sia significato soprattutto un ulteriore elemento di autonomia economica e culturale della Regione nei confronti del governo di Madrid.

Cio’ sarebbe ulteriormente testimoniato dal fatto che contro l’abolizione si sarebbero schierati i socialisti (Psc), i popolari (Pp) e Ciutadans, ma che l’ago della bilancia sia passato poi in mano proprio ai catalanisti di CiU.

In ogni caso dal 2012 uno spettacolo di antica tradizione popolare, apprezzata gia’ dagli antichi Greci, Etruschi e Romani e diffusa poi nei Paesi di cultura ispanica e in alcune zone della Francia, una festa nazionale della Spagna, ma anche parte del patrimonio culturale dell’Europa meridionale e di quello mondiale, in Catalogna non ci sara’ piu’.

Non ci saranno piu’ un buon numero di posti di lavoro, un Catalano che vorra’ esercitare la sua liberta’ di assistere a una corrida dovra’ andare fuori Regione e nemmeno i tori di razza pregiata, allevati con tutte le attenzioni in grandi fattorie appositamente per questa tradizione, in Catalogna non interesseranno piu’ a nessuno e saranno destinati ad estinguersi.

Certo, per gli animalisti la corrida rappresenta soltanto un evento barbaro e sanguinario, ma come in altre occasioni, la loro attenzione per il singolo animale andra’ inesorabilmente a discapito della specie.

Per quanto riguarda gli uomini invece, sarebbe bene ricordare che l’articolo 13 del Trattato di Lisbona dice si, che l’Unione e gli Stati membri devono tenere conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti, ma “rispettando nel contempo le disposizioni legislative o amministrative e le consuetudini degli Stati membri per quanto riguarda, in particolare, i riti religiosi, le tradizioni culturali e il patrimonio regionale”.

Questa seconda parte dell’articolo e’ troppo spesso dimenticata anche in Italia: una dimenticanza da nulla, se non fosse che mina in modo grave la liberta’ e i diritti dell’Uomo!

Chi e’ Fernando Savater

http://villatelesio.wordpress.com/2010/05/17/intervista-a-fernando-savater/

Intervista a Fernando Savater

17 maggio 2010

Fernando Savater, nato a San Sebastián il 21 giugno 1947

Fernando Savater è una delle voci più autorevoli della cultura europea. Scrittore e filosofo spagnolo, nato a Madrid nel 1947, è autore, tra gli altri, di Etica per un figlio (1991) ePolitica per un figlio (1992): il suo ultimo volume è La confraternita della buona sorte(2009).

L’intervista di Valerio Pierantozzi.

Professor SAVATER, la modernità e le tecnologie come e-book e Ipad cambieranno l’approccio delle nuove generazioni al libro e alla lettura?

“Il libro in realtà è un’invenzione relativamente recente, di 500 anni fa. Fra qualche anno magari non ci sarà più il libro come supporto fisico ma l’importante è che continui la letteratura. Addirittura può accadere che con le nuove tecnologie i ragazzi, tramite i blog o le chat, si appassionino di più alla lettura e alla scrittura”.

Il diffondersi di internet ha creato un nuovo linguaggio che ha cambiato radicalmente anche il modo di comunicare. Questo influisce nella scrittura di un libro?

“Certo. Anche il giornalismo o la televisione hanno influito nella letteratura. Nei classici ci sono lunghe pagine descrittive che ora non servono più, proprio perché tutti sappiamo già come è fatto un certo luogo grazie alle immagini. Allo stesso modo le nuove tecnologie cambieranno il linguaggio portando qualcosa di nuovo e cancellando qualcosa di vecchio”.

Lei è uno studioso di etica. C’è ancora posto per la filosofia in un mondo iper-tecnologico come il nostro?

“Noi pensiamo che il nostro mondo sia tecnologico, e lo è. Ma tutti i mondi sono stati tecnologici a loro modo. La filosofia non ha bisogno di un mondo specifico per avere spazio, si adatta alla realtà che trova”.

Lei ha scritto Etica per un figlio e Politica per un figlio. In che modo si può avvicinare un adolescente odierno a temi come questi?

“Sono stato professore di filosofia per 39 anni e non ho mai incontrato adolescenti che non siano stati interessati a questi argomenti. Solo magari non sanno che si tratta di filosofia. Tutti gli adolescenti, con un linguaggio o con un altro, parlano di temi quali l’amore, la vita, la morte, la libertà o il passare del tempo. Credo che sia molto più facile in realtà far interessare un giovane alla filosofia che non un adulto”.

È possibile vivere la politica in modo etico, o tutti i politici che lo affermano dicono in realtà una grande ipocrisia?

“L’etica ha dei valori, la politica ne ha altri. Ci sono politici buoni e altri meno buoni. Se un politico buono è anche una persona onesta e moralmente retta, tanto meglio per lui. Ma da un politico ci si aspetta che sappia fare bene il proprio lavoro. Il dittatore portoghese Salazar, per esempio, era una persona irreprensibile sotto il profilo morale, ma poi attuava una politica spietata e crudele. Penso che giudicare un politico per quello che fa nel suo privato non sia nemmeno tanto giusto: se uno è un buon politico non conta se ha un comportamento etico. Certo, è comunque più facile che una persona onesta nel privato sia onesta anche nel suo lavoro politico”.

(Fonte: Salone del Libro di Torino)

Chi e’ Federfauna

http://www.federfauna.org/#

FederFauna
Confederazione  Europea  delle  Associazioni  di  Allevatori, Commercianti e Detentori  di  Animali
European Confederation of Associations of Animals Farmers, Traders and Holders

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Per la tutela dei Diritti e per una reciproca migliore Convivenza

LA DIRETTIVA SULLA VIVISEZIONE: UNA VERGOGNA EUROPEA

agosto 03, 2010 By: Rosanna Marani Category: Azioni, Barbarie, Battaglie email, Campagna, Comunicati, Divulgazione, Leggi e proposte, Petizioni, Sostegno, VIVISEZIONE, vergogna


LA DIRETTIVA SULLA VIVISEZIONE: UNA VERGOGNA EUROPEA

RICHIEDESI MASSICCIA ADESIONE BATTAGLIA EMAIL

Chiliamacisegua, supporta, divulga, pubblica, condivide la campagna di Leal:

LA DIRETTIVA SULLA VIVISEZIONE: UNA VERGOGNA EUROPEA

e trova scandaloso il voltafaccia e le scuse dei parlamentari europei che si apprestano a votare la legge.

Chiliamacisegua invita tutti coloro che condividono le sue battaglie di civiltà a firmare ed inoltrare la lettera di protesta della Leal.

Ad attivarsi in ogni modo possibile per svergognare questo orrore, diffonderlo, sottolinearlo, rendendo noti i nomi di coloro che si apprestano a firmare la condanna alla sofferenza, gratuita, di povere vittime sacrificate , inutilmente, all’arroganza dell’uomo.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

LA DIRETTIVA SULLA VIVISEZIONE: UNA VERGOGNA EUROPEA

Ai primi di settembre, il Parlamento Europeo voterà la nuova

Direttiva sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici.

È una legge a misura di vivisettore, che NON OBBLIGA a utilizzare i metodi sostitutivi ai test con gli animali neppure laddove esistono.

In compenso essa conferma o concede parecchie libertà. Per esempio sarà permesso:

- riutilizzare più volte lo stesso animale anche in procedure che gli causano intenso dolore, sofferenza e angoscia

- sperimentare anche su cani e gatti randagi

- eseguire toracotomie e cioè l’apertura del torace, senza anestesia né analgesici

- costringere un animale a nuotare fino al totale esaurimento…

Per saperne di più www.leal.itfirma la protesta online http://www.leal.it/campagna-bruxelles/petizione-online/

http://www.leal.it/campagna-bruxelles/

IL BLOG DI BEPPE GRILLO

http://www.beppegrillo.it/2006/01/la_vivisezione/index.html

La vivisezione è inutile

Ammetto che quando penso alla vivisezione animale mi vergogno della specie umana e mi sento solidale con l’agente Smith di Matrix quando dice che gli uomini non sono mammiferi, ma virus.

Io vorrei abolire la vivisezione animale per legge.

continua…….

Precisazione della Leal sulle domande che riguardano la Direttiva europea sulla vivisezione.

La bozza di revisione della Direttiva 86/609/CEE verrà votata in settembre dal Parlamento Europeo, dopodiché ognuno dei 27 Stati dell’Unione Europea dovrà obbligatoriamente recepire la legge e attuarla sul proprio territorio. Qualcuno, se lo vorrà, potrà mantenere delle disposizioni più restrittive di quelle contenute nella Direttiva ma non potrà elaborarne di nuove.

Tutte le proposizioni che si trovano sul “volantino” sono  comprovabili. Chi va sul nostro sito www.leal.it, alla pagina “per saperne di più” trova diversi documenti:

1. il link alla Direttiva (in italiano e in inglese),

2. una tavola riassuntiva dell’iter seguito dalla legge (la Direttiva dalla A alla Z),

3. un articolo della ex parlamentare Mojca Murko che racconta alcuni retroscena della legge e le pressioni subite da parte dei grandi gruppi economici, sotto il titolo AMICI DELLA SCIENZA O NEMICI DELLA VITA?

4. i commenti di alcuni giornali inglesi sui punti più importanti contenuti nella legge, sotto il titolo RITORNO AL MEDIO EVO

5. la Comunicazione della Commissione parlamentare al Parlamento europeo datata 15 giugno 2010 riassunta in un articolo intitolato SALVIAMOLI NOI.

Quest’ultimo articolo, SALVIAMOLI NOI, è particolarmente importante perché fa il punto sui capisaldi della legge e dice come essa sia stata stravolta a partire dal testo iniziale del 2008. Consigliamo a tutti di leggerlo.

Due anni fa c’era ancora la speranza che la revisione della Direttiva 86/609/CEE ponesse le basi per un graduale superamento dei test con gli animali. Allora c’erano “picchetti” interessanti: si prevedevano controlli stretti, la necessità di chiedere autorizzazioni per procedere alla maggior parte dei test, obbligatorietà di usare i metodi sostitutivi dovunque esistessero, eliminazione graduale dei test con i primati…

Ora non è più così. Nel preambolo della legge, per cercare di salvare la faccia, hanno conservato tutta una serie di belle proposizioni su come ci si dovrebbe comportare con gli animali. Non bisogna lasciarsi confondere: è il testo della legge con tutti i suoi articoli che fa fede.

Tra i preamboli che non contano più niente c’è a maggior ragione anche quello datato 5/11/2008, che ha ingenerato confusione in chi non sta attento alle date, nel quale si legge che “la proposta introduce una serie di misure per promuovere metodi alternativi, compresi il loro sviluppo, convalida, accettazione e applicazione…” Niente da fare, purtroppo. Anche quella è roba passata e dimenticata.

Comprendiamo che l’articolo 11, quello sulla sperimentazione con cani e gatti randagi, possa ingenerare in chi non è pratico qualche perplessità. Esso comincia infatti dicendo che “gli animali randagi e selvatici delle specie domestiche non sono utilizzati nelle procedure”.  Subito dopo, però, ecco elencati tutti i casi in cui si potrà sperimentare con i randagi: a) quando sarà essenziale disporre di dati riguardanti la salute e il benessere di tali animali; b) in presenza di gravi minacce per l’ambiente, per la salute umana o per la salute animale; c) infine quando sarà scientificamente provato che è impossibile raggiungere lo scopo della procedura se non utilizzando un animale selvatico o randagio…

Rifletteteci bene: che cosa significano tutte quelle deroghe? in particolare, che cosa significa l’ultima proposizione? Non vorrà forse dire che lo possono fare ogni volta che un ricercatore lo ritiene necessario per raggiungere il fine che si propone? Seconda riflessione: questa legge è stata dibattuta e sofferta virgola per virgola: se ci mettono un articolo interamente dedicato alla sperimentazione sui randagi, sarà perché a qualcuno interessa molto farla oppure no? E dunque…

Noi siamo felici che la nostra iniziativa sollevi dubbi e voglia di sapere: più si parla, più si va a fondo della questione, meglio è. Nessuno fino a quindici giorni fa sapeva dell’esistenza di questa legge. Ora se ne parla (anche se talvolta a sproposito) e si cominciano a capire come vanno le cose.

La Leal ha voluto, nei limiti delle sue possibilità, fare informazione, esprimere la sua preoccupazione e il suo dolore per questa grande occasione mancata. L’Europa poteva infatti porsi all’avanguardia nel modo di rapportarsi agli animali, nostri compagni di avventura su questa terra. Ma con questa legge, invece, si torna indietro.

I PRIMI ANTIVIVISEZIONISTI
Vivisezione. I primi antivivizionisti

Già nella seconda metà del 1800 era sorta un’associazione antivivizionista.

Credevo che l’antivivisezionismo avesse origini piuttosto recenti, fino a quando ho trovato questo documento in un libro scritto nel 1888, La Nuova Medicina Naturale di Friedrich Eduard Bilz, prima traduzione italiana, edito dallo stesso F.E.Bilz, proprietario del sanatorio Bilz in Radebeul, presso Dresda. L’opera è costituita da due volumi di 1338 pagine in totale.

Friedrich Eduard Bilz (12 giugno 1842 – 30 gennaio 1922) è stato un naturopata tedesco nato ad Arnsdorf. Come mercante, proprietario di un Kolonialwarenladen (negozio che offriva prodotti extra-europei, una volta chiamati “Coloniali”) in Meerane, Bilz si interessò alla medicina naturopatica. Nel 1888 pubblicò Das Neue Naturheilverfahren (La Nuova Medicina Naturale), che divenne molto popolare ed è stato tradotto in dodici lingue fra cui l’italiano.

Nel 1895 fondò il Centro per la Salute Bilz a Radebeul, che in breve tempo diventò una grande casa di cura. Nei primi anni del 20° secolo costruì un Licht Luft-Bad (una grande piscina all’aperto) nel sanatorio che divenne noto come “Bilzbad”.

Il testo pubblicato è la definizione di vivisezione secondo il Dr Bilz:

Vivi-sezione (tortura scientifica degli animali).

A questo riguardo il professore Dott. Paul Foerster di Berlino si esprime come segue: “Che cos’è la vivisezione? Domanderà ogniuno ignaro ancora dell’affare. Ciò che rende il compito tanto difficile a noi avversari della tortura degli animali, è che le cose di cui noi parliamo e discutiamo vengono trattate lontano dall’ambito, dietro le mura degli anfiteatri e dei laboratori scientifici: siccome non v’è testimonio oculare che si sia scandalizzato, non si può considerar la cosa dal punto di vista del codice penale.

Il popolo non s’accorge di nulla e gli sforzi che noi facciamo per aprirli gli occhi vengono trattati dai vivi-settori e dai loro avvocati, in numerosi giornali come pure in piccole – società per la protezione degli animali – quali menzogne, esagerazioni e inimicizia contro la scienza, mentre noi invece non ne combattiamo che l’abuso e difendiamo i cattivi trattamenti dello spirito e della scienza per il bene dell’umanità. Disgraziatamente non si può dire che si tratta d’esagerazione; chè tutti le nostre prove e indicazioni noi le prendiamo dagli scritti e dalle testimonianze dei vivi-settori stessi non aggiungendo, al fatto, che il nostro giudizio.

Quando i partigiani della vivi-sezione pretendono che gli animali non soffrano tanto che noi crediamo, che l’istupidiscono abbastanza per renderli insensibili al dolore e che li uccidono immediatamente dopo l’esperienza sono tutte bugie pietose che hanno per iscopo di prevenire in modo semplicissimo l’assalto minacciante dalla parte del popolo ancor sana a. cui vengono aperti gli occhi su questo riguardo. Queste sono affermazioni che gettano una luce ben incerta sull’onorabilità dei partigiani della vivi-sezione.

Il genere di ricerche dei vivi-settori non è altro che un abuso enorme e un errore. Si parla di professori istruiti, umani, nei quali non si potrebbe supporre tale crudeltà. Un’ altro errore! Possono essere istruiti e «umani» per tutto il resto, ma sotto questo rapporto sono uomini dall’intelligenza storpia e dal cuor insensibile, come dice il conte Zedwitz.

Negli scritti speciali di vivi settori, noi troviamo numerosi rapporti su torture veramente orribili! Perforare la testa di animali sensibilissimi, dei cani, per esempio, e cauterizzare o levar loro delle parti di cervello mediante un ferro rovente o getti d’acqua bollente; gettare in fiume dei cani col cervello trapassato per studiare la loro facoltà natatoria in questo stato; pungere, mediante ferri roventi, degli animali colle cervella, mutilate affine di esaminare il loro grado di sensibilità; far soffocare lentamente (dei cani e dei piccoli animali mediate metodi differenti ed estremamente artistici; anaffiare cani con olio di trementina, dar loro fuoco, e poi lasciarli vivere ancora per alcuni giorni; far morire a lenta cottura dei cani e dei conigli nelle così dette stufe di Claudio Bernard; bruciarli con acqua bollente, segar loro le ossa, ancor vivi; tagliare la spina dorsale; levare gli occhi; ecc., e farli vivere ancora per dei mesi in questo stato spaventevole; far morire lentamente le povere bestie di fame, o di freddo in tinozze di ghiaccio: buttare ai cani affamati delle miscele fredde per farli gelare internamente; levar loro degli organi interni, come stomaco, parti di fegato, di reni, di cervello e continuare ancora le esperienze per dei mesi dopo questa mutilazione; comunicare a cani sani delle malattie terribili che li fanno morire lentamente con inoculazione di pus icoroso e d’ogni sorta possibile di veleno morboso; dar loro dei vomitori serrando poi il collo affinché il vomito non abbia luogo; far loro entrare nello stomaco e nelle vene ogni sorta di acido e di veleno distruttore; produrre una terribile infiammazione della midolla spinale attraversandola con un filo; far passare delle scariche elettriche attraverso il cervello messo a nudo e attraverso gli occhi; legare gli intestini, il retto, la vescica e certe arterie, per raccogliere osservazioni sulle conseguenze risultanti da queste operazioni spaventevoli; irritare mediante cantaridi delle ferite interne prodotte artificialmente: versare nello stomaco dell’acido solforico o dell’ acqua; far entrar sangue nelle vene; scortirare, in parte, animali vivi; tagliare loro le corde vocali per impedire di svegliar l’attenzione del vicinato colle loro grida terribili; farli morire inverniciandoli dopo averli tosati; far passar un filo attraverso la cornea dell’occhio; legar loro diverse vene e vasi sanguigni, il canale biliare, ecc.; infilzare, con dei chiodi a punta, il corpo intero di conigli, di maiali d’India e di colombi; attaccare dei cani su una tavola girante (che fa. Da 2 a 300 giri al minuto) per istupidirli artificialmente; cucire insieme due teneri animali ad una posizione adatta della loro pelle, produrre così una specie di «fratelli siamesi» e osservare la forza vitale del – doppio essere – creato; levare i piccoli ad una cagna. gravida e mostrarglieli per veder l’effetto di questa «prova scientifica» sulla vita dell’anima dell’animale; levare le mammelle a degli animali femmina; conservare per mesi gli animali mutilati nelle maniere più atroci, o passarli poi agli allievi per nuove esperienze, ecc., ecc.

Questo è un breve riassunto e molto generale delle maniere più ordinarie della tortura scientifica degli animali, l’equivalente più proprio della parola «vivi-sezione» che significa «tagliuzzare un animale vivo». Ora una larga parte è concessa alle esperienze sui nervi, senza dubbio le più penose di tutte, e alle prove di vaccinazione con ogni sorta di sostanza morbosa (virus) in parte per studiare la malattia, in parte per scoprire in qualche serum prezioso un preteso preventivo o un rimedio.

Forse è bene, d’aggiungere alle indicazioni generali qualche caso di vivi-sezione fatto a sangue freddo affinché il lettore possa farsi un’ idea del tutto e si trovi quasi forzato ad occuparsi della cosa un po’ più da vicino. (Cf. Stenz, Atrocità celate. Fatti e ragioni contro, la vivi-sezione, Dresda, società internazionale, Cranachstr. L8.)

Il professore Brachet, a Parigi, strappa i piccoli ad una cagna legata e glieli mostra uno dopo l’altro: essa li lecca gemendo e morde per collera, un pezzo di legno. Il grande medico Hyrtl aggiunge: « Chi può restar tranquillo davanti a tali quadri deve far il macellaio, non il medico ».

Lo stesso Brachet fece la seguente «esperienza morale»: inspirai ad un cane la più grande avversione verso me medesimo ferendolo e facendogli ogni sorta di dispetti ogni volta che lo vedevo.Quando il suo sentimento giunse al sommo, in modo che andava in furore solo vedendomi o aspettandomi, gli strappai gli occhi. Allora mi fu possibile avvicinarlo senza che manifestasse la minima antipatia, però montava sulle furie appena riconosceva la mia voce. Pensai allora di distruggere il suo udito e quando l’infiammazione fu. passata turai le sue orecchie con la cera. Dopo questo rimase sempre tranquillo, e si mostrava perfino riconoscente quando io gli passavo una mano addosso.

Brachet ripetè questa prova ottenendone lo stesso risultato! E Brachet è un’ uomo onorabile! Tutti quelli del suo stampo sono onorabili!

Ancora un terzo ed ultimo esempio: non m’ importa nulla, queste cose devono giungere a cognizione di tutti. Il Dott. Shavo, in Irlanda, si guadagna l’amore e la confidenza d’un cane che tratta bene. Passando da una mutilazione ad un’ altra il povero animale finisce per trovarsi privo persino delle orecchie e delle zampe. Per qualche tempo ancora guarda attonito il suo padrone, gli lecca le mani, ma poi dall’ eccesso del dolore il suo amore si cambia in odio.

Un giorno mentre Magendie faceva la vivi-sezione ad un cane, vide il povero animale tutto sanguinolento fuggire per ben due volte al coltello e correre da M., appoggiargli le zampe sulle spalle e leccarlo, come volesse muovere il suo cuore a pietà: – il cane ancora ci credeva.

Coloro che desiderano altri chiarimenti in proposito si rivolgano alla Società Internazionale Contro la Tortura Scientifica degli animali, Dresda, Cranachstr. 18, che li spedisce volentieri e a titolo gratuito.

Ognuno deve ritener come proprio dovere far parte di detta società.

di Luciano Gianazza

www.medicinenon.it

Eliminare la sofferenza senza sofferenza
A ottobre Corsico ospiterà un evento no-profit a favore della ricerca scientifica senza l’utilizzo degli animali

È possibile trovare alternative alla sperimentazione animale?
Certamente sì. Per fare il punto sullo stato dell’arte – rispetto alle nuove tecnologie che consentono di sostituire il modello animale con altri modelli di simulazione nella ricerca scientifica – l’appuntamento è a Corsico sabato 9 e domenica 10 ottobre 2010 in occasione della prima edizione di Vivipet.

Due giornate ricche di eventi, spettacoli e seminari di approfondimento che hanno lo scopo di sensibilizzare e informare sui metodi di ricerca alternativi alla sperimentazione animale.
A fianco dei numerosi workshop e seminari scientifici che si terranno nel teatro di via Verdi a Corsico si svolgeranno anche dei laboratori di conoscenza realizzati per i più piccoli con musica, giochi e filmati. Sabato e domenica dalle 10,00 alle 20,00 via Verdi ospiterà anche una mostra mercato in cui saranno presenti esclusivamente prodotti alimentari e non, realizzati nel pieno rispetto degli animali.
La serata di sabato terminerà con uno spettacolo di musica e cabaret, condotto da Paola Maugeri, giornalista e conduttrice televisiva, che vedrà la partecipazione di numerosi artisti e personaggi dello spettacolo e della televisione.

Vivipet, oltre a informare si pone l’obiettivo di raccogliere fondi per favorire la ricerca scientifica per evitare la sperimentazione sugli animali.
Il 90% degli utili ricavati dalla manifestazione saranno utilizzati per avviare dei progetti indicati da I-Care.
Il restante 10%, degli utili ricavati, sarà devoluto all’Associazione Tom & Jerry per la realizzazione del Parco-Canile sul territorio di Buccinasco, nel cui interno è previsto uno spazio per il recupero di animali ritirati dai laboratori.

In particolare I-Care si pone l’obiettivo di completare lo sviluppo di un particolare software, il cosiddetto “simulatore metabolico”, in grado di raccogliere dati, immagazzinarli, elaborarli, interpretarli e, a partire da informazioni conosciute, effettuare previsioni sugli effetti tossici o terapeutici dei nuovi farmaci.

Una volta completato lo sviluppo del “simulatore metabolico”, l’obiettivo successivo sarà quello di mettere il software gratuitamente a disposizione di qualsiasi ricercatore interessato. Una bella sfida dunque che si propone di garantire la libera circolazione di strumenti utili alla ricerca scientifica e al tempo stesso di evitare l’uso degli animali nelle sperimentazioni che – occorre sottolinearlo – non sono poi così attendibili come si potrebbe pensare. Infatti, alcuni scienziati, fra cui lo stesso professor Veronesi si sono espressi in favore di un’alternativa al modello animale che non dà le garanzie sufficienti per la salvaguardia della salute umana.

Note
Vivipet è on-line, con informazioni e immagini, al sito www.vivipet.com
per informazioni generali +39 331 – 96.35.12

Vivipet è anche su facebook!

Vivipet – programma provvisorio

Fonte: Vegzine.it


G. B. Show

Le atrocità non sono meno atrocità quando avvengono nei laboratori e sono chiamate ricerca medica.

Albert Einstein

Vivisezione. Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni.

Albert Schweitzer

Coloro che sperimentano sugli animali non dovrebbero mai acquietare la loro coscienza dicendo a se stessi che queste crudeltà avrebbero uno scopo lodevole.

ECCOLA LA VIVISEZIONE

http://laverabestia.org/play.php?vid=2092

Video piuttosto crudo in cui vengono spiegati uno per uno tutti i maggiori esperimenti messi in atto dalla vivisezione.

VALLE D’AOSTA: L’ITALIA CHE PRETENDIAMO È QUESTA!

luglio 09, 2010 By: Rosanna Marani Category: Comunicati, Divulgazione, Leggi e proposte

VALLE D’AOSTA: L’ITALIA CHE PRETENDIAMO È QUESTA!

Ne vogliamo parlare?

Della Valle D’Aosta e dello schiaffo in faccia che il suo Consiglio Regionale  da’ con tutta la mano, alle Regioni, ai Governatoretti, (un nome a caso, Giuseppe Scopelliti-Calabria) ai Comuni, ai Sindachetti  ( un nome a caso, Luigi Bobbio-Castellamare di Stabia) della nostra penisola che, indifferenti alla immagine da peracottari che offrono di se’ e del territorio che governano ( un eufemismo, governare in politica è altra roba), sono più occupati di mantenere attaccata la sedia sotto al loro boffice  che preoccupati di operare per lo sviluppo della civiltà e del progresso ?

E’ la Valle D’Aosta parte dell’Italia attuale o anticipo dell’Italia del futuro?

Avvertite i tipini fini della Calabria, della Campania, della Basilicata, della Sicilia, del Lazio, della Puglia, della Sardegna, della Lombardia, della Liguria, della Toscana, della Marche, dell’Abruzzo e Molise, dell’ Emilia e Romagna, del Veneto, del Piemonte, del Friuli Venezia Giulia, del Trentino: CHE L’ITALIA CHE PRETENDIAMO, E’ QUESTA!

Una ola per la Valle D’Aosta!

Ah, già, è una Regione Autonoma!

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

http://www.regione.vda.it/default_i.asp

Valle D’Aosta

La Giunta Regionale

I componenti della Giunta

Presidente:

AUGUSTO ROLLANDIN

(Union Valdôtaine)

Assessori:

GIUSEPPE ISABELLON - Agricoltura e risorse naturali

(Union Valdôtaine)

PASTORET ENNIO - Attività produttive

(Union Valdôtaine)

LAVOYER CLAUDIO - Bilancio, finanze e patrimonio

(Fédération Autonomiste)

VIÉRIN LAURENT - Istruzione e cultura

(Union Valdôtaine)

VIÉRIN MARCO - Opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica

(Stella Alpina)

LANIÈCE ALBERT - Sanità, salute e politiche sociali

(Union Valdôtaine)

ZUBLENA MANUELA - Territorio e ambiente

(Union Valdôtaine)

MARGUERETTAZ AURELIO - Turismo, sport, commercio e trasporti

(Union Valdôtaine)

I FATTI

http://www.geapress.org/randagismo/valle-daosta-nuova-normativa-per-i-randagi-e-divieto-assoluto-di-compiere-esperimenti-su-animali/1905

Valle D’Aosta: nuova normativa per i randagi e divieto assoluto di compiere esperimenti su animali.

di redazione | 06 luglio 2010



GEAPRESS – La Valle D’Aosta è pronta per dar vita ad una nuova normativa regionale a tutela degli animali di affezione.

La PdL che andrà a modificare la Legge regionale 14/’94 è stata approvata dalla Giunta ed ora è al vaglio del Consiglio regionale.

Nella PdL, che ha come obiettivo, in assonanza con  la LQ 281/’91 il rispetto degli animali di affezione e la prevenzione del randagismo, sono contemplati numerosi obblighi  per i Comuni.

I Comuni dovranno dotarsi di aree verdi attrezzate per i cani, dovranno garantire la sterilizzazione dei gatti liberi, dovranno vietare l’accattonaggio con cuccioli che hanno meno di 4 mesi di età e l’ utilizzo come premi o vincite di giochi; dovranno vietare, inoltre, l’ amputazione di code ed orecchie. Infine sarà rigorosamente vietato trasportare cani e gatti all’ interno di portabagagli.

Ma soprattutto la Regione varerà il divieto assoluto di compiere esperimenti sugli animali vivi.

Sul benessere degli animali vigilerà un’ apposita Commissione Regionale.

La predisposizione del testo della PdL è frutto della concertazione durata da gennaio a maggio 2010 tra Assessorato Regionale alla Sanità, la ASL e le associazioni animaliste presenti nel territorio.

Certamente si tratta di una PdL avanzata nei contenuti e rispettosa dei diritti degli animali.

La Valle D’Aosta, inoltre, secondo dati diffusi dall’ ANSA ha meno di 150 randagi, solo 180 cani nei canili pubblici e circa 25mila cani iscritti all’ anagrafe canina: un bell’ esempio per le altre Regioni! (GEAPRESS).

A

urp@regione.vda.it;

u-stampa@regione.vda.it;

s.bovo@regione.vda.it;

brambilla_m@camera.it;

martini_f@camera.it;

g.ferri@sanita.it;

r.marabelli@sanita.it;

tutela.animale@sanita.it;

info@lacoscienzadeglianimali.it;

stampaweb@lastampa.it;

MADE IN ITALY

luglio 01, 2010 By: Rosanna Marani Category: Barbarie, Battaglie email, Comunicati, Divulgazione, Leggi e proposte, Orrore, Richieste, vergogna

MADE IN ITALY


Al via il marchio “Halal Italia”
Prodotti italiani “fedeli” all’Islam
Presentato alla Farnesina il progetto di un marchio a garanzia di prodotti italiani realizzati in conformità coi dettami del Corano nei settori alimentare, cosmetico e farmaceutico.
Galan: “I paesi musulmani saranno felici dei nostri tortelloni”. Solo in Italia, un business da 5 miliardi. “Destinato a crescere” guardando all’export

Al via il marchio "Halal Italia" Prodotti italiani   "fedeli" all'Islam

COSI CHILIAMACISEGUA REPLICA

http://www.chiliamacisegua.org/2010/02/23/sollecitiamo-la-calendarizzazione-e-lapprovazione-della-proposta-di-legge-n-1458/
Sollecitiamo la calendarizzazione e l’approvazione della Proposta di Legge  n.1458Non c’è religione che voglia la sofferenza di qualsiasi essere senziente.

Chi si appella alla tradizione è soltanto un barbaro che va rieducato alla civiltà.

Chiliamacisegua chiede che  Legge italiana sia vangelo per chi decide di vivere in Italia.

Senza compromessi, ne sconti morali, etici o di accomodamenti rabberciati per un travisato significato di integrazione.

Il progresso esige un salto in avanti, non un ritorno al medioevo.

Grazie

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

SCRIVERE A
alessandri_a@camera.it;russo_p@camera.it; martini_f@camera.it; presidenza@regione.veneto.it,

frattini_f@camera.it; cdr@esteri.it; urpminsalute@sanita.it; brambilla_m@camera.it;tutela.animale@sanita.it; info@lacoscienzadeglianimali.it; stampaweb@lastampa.it; repubblicawww@repubblica.it;

Promotori  della Proposta di Legge n.1458 per rendere obbligatorio lo stordimento per ogni tipo di macellazione anche rituale,

  • On. Angelo Alessandri – Presidente Commissione Ambiente Camera, primo firmatario Proposta di Legge n.1458 per rendere obbligatorio lo stordimento per ogni tipo di macellazione anche rituale – alessandri_a@camera.it
  • On.Paolo Russo – Presidente Commissione Agricoltura Camera – Commissione dove è stata assegnata la Proposta di Legge n.1458 russo_p@camera.it
  • On.Francesca Martini – Sottosegretario alla Salute – martini_f@camera.it;

http://www.lav.it/index.php?id=406

Senza stordimento

La macellazione senza stordimento è permessa per legge nel nostro Paese:

      • per motivi rituali (Islam ed ebraismo)
      • per consumo familiare (volatili e conigli) di volatili, conigli, suini, ovini e caprini in impianti in deroga a capacità limitata.

In termini quantitativi – di animali utilizzati e quindi di sofferenza – i casi di macellazione senza stordimento effettuati nel settore “familiare” e di impianti in deroga sono più numerosi rispetto alla motivazione “religiosa” che però, per l’aumento della comunità islamica in Italia, è in grande sviluppo.

La macellazione rituale
La legge islamica prescrive una serie di regole da seguire per rendere la carne commestibile agli adepti di quella religione. Le caratteristiche del procedimento di uccisione dell’animale sono riassunte nel termine Halal (lecito). Anche i precetti ebraici per ottenere della carne Kosher non accettano lo stordimento preventivo. Il procedimento è di fatto identico.

I punti più importanti e scandalosi in termini di benessere degli animali sono i seguenti:

    • gli animali devono essere coscienti al momento dell’uccisione
    • l’uccisione deve avvenire tramite recisione di trachea ed esofago e la colonna vertebrale non deve essere spezzata perché durante questo procedimento la testa dell’animale non si deve staccare.

Solo se effettuata in macelli autorizzati, sono circa un centinaio in Italia, la macellazione senza stordimento, con metodo rituale, è consentita. Ed è sempre di fatto stata consentita nel nostro Paese.

Se invece non avviene in un macello autorizzato, è perseguibile sia in base alla legge in vigore sulle modalità di soppressione degli animali destinati alla macellazione (Decreto Legislativo 333 del 1998), sia alla legge sulle carni (Decreto Legislativo 18 aprile 1994, n.286 Attuazione delle direttive 91/497/CEE e 91/498/CEE concernenti problemi sanitari in materia di produzione ed immissione sul mercato di carni fresche), sia in base all’articolo 544 bis del Codice penale (uccisione di animali).

La macellazione senza stordimento preventivo è più dolorosa della macellazione con stordimento, anche per la dura manipolazione improvvisa che l’animale subisce prima della giugulazione (recisione dei grandi vasi sanguigni del collo).

Fonti scientifiche indipendenti confermano la sofferenza, tra esse gli autorevoli documenti del “Farm Animal Welfare Council“, organo consultivo del Governo inglese, della Federazione dei Veterinari Europei e dell’Associazione svizzera dei veterinari. Si tratta di documenti avvalorati da metodi di rilevazione della sofferenza degli animali.

I gatti di Bresso hanno fame Aggiornamento

aprile 16, 2010 By: Rosanna Marani Category: Aggiornamento, Barbarie, Battaglie email, Leggi e proposte, Lettera, Sentenze

Il Sindaco di Bresso Fortunato Zinno si è impegnato a provvedere ai gatti come ha dichiarato nella intervista riportata da Libero

Rassegna Stampa

Dal sito del Comune di Bresso 22 aprile

http://www.bresso.net/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/792

COLONIA GATTI SELVATICI

E’ in via di risoluzione la vicenda che vede protagonista una “gattara” di Bresso, che recentemente ha trovato chiuso il cancello della scuola elementare dove era solita portare il cibo ad una colonia di gatti selvatici.
La chiusura era stata decisa dalla Direzione Didattica per motivi di igiene e sicurezza, ma aveva così causato il disagio della signora che nutre i gatti, la quale aveva perfino temuto che in tal modo se ne provocasse la morte.

In realtà già da tempo il Sindaco di Bresso stava cercando una soluzione alternativa per la sistemazione di quella colonia, raccogliendo così le sollecitazioni della Scuola, di molti cittadini e dell’ASL stessa, che segnalavano la difficile convivenza tra la colonia e l’attività scolastica. La decisione della Direzione di chiudere il cancello ha un po’ anticipato il reperimento della soluzione, pertanto ci siamo fatti carico di sistemare la colonia provvisoriamente presso un sito di proprietà comunale non lontano dalla scuola attrezzandolo con casette per i gatti, e posticipandone l’utilizzo per il quale era destinato.
A breve pertanto la colonia verrà trasferita, e la direzione didattica si è impegnata a consentire a un addetto comunale l’entrata per nutrire i gatti della colonia fino al momento del trasferimento.
Cogliamo l’occasione per informare tutti coloro che si sono interessati della questione testimoniando in tal modo il loro amore verso gli animali, che non è mai stata adottata nessuna ordinanza per chiudere il cancello in questione, né tantomeno per affamare i gatti, e che il Comune di Bresso è sempre stato attivo nella tutela delle colonie feline, sponsorizzando anni fa la realizzazione di un gattile e pianificandone un altro, che è tuttora in fase di definizione.

Aggiornamento 20 aprile

Chiliamacisegua ringrazia il Sindaco di Bresso Fortunato Zinni, per la cortese risposta e  per il suo dichiarato impegno a risolvere la questione positivamente.

Chiliamacisegua

Riceviamo e divulghiamo

I gatti di Bresso hanno fame

I fatti
Con la presente riassumo quanto sta accadendo ad una colonia felina di Bresso.
Da più di 5 anni una volontaria di Bresso (signora Rossi) a spese sue, si occupa e sfama una colonia di 12 gatti che vive all’interno della scuola elementare di Via Bologna 34/38 a Bresso.
Ci tengo a precisare che i gatti, grazie alla collaborazione con il veterinario dottor Biffi della asl 3 di Sesto San Giovanni, sono tutti sani, sterilizzati, vivono in un ambiente pulito (verificato dalla asl) e la colonia è stata registrata.
Dopo un paio di telefonate del Sindaco di Bresso nei confronti della signora Rossi, telefonate in cui l’aveva più volte invitata a non recarsi piu’ a sfamare la colonia perchè, essendo una proprietà privata rischiava una  denuncia penale, stasera, la signora Rossi (recatasi come sempre a sfamare i piccoli) si è trovata i cancelli chiusi e con catena…
Trovandosi nell’impossibilità di poter lasciare la pappa ai gatti all’interno del cancello, ha chiesto consiglio al veterinario sopracitato il quale gli ha detto di lasciare davanti al cancello le ciotole con il cibo perchè i gatti  dovevano comunque mangiare.
La signora Rossi peraltro aveva già denunciato proprio poco prima di Natale, la sparizione di un tot di gatti della stessa colonia…gatti che poi ha scoperto essere stati avvelenati.
Grazie per quello che potrete fare.
Roberta  Braghi

A
Sindaco di Bresso

Fortunato Zinni
sindaco@bresso.net;

Gentile Sindaco
La preghiamo di porre fine a questa incresciosa situazione che mette in pericolo la vita di poveri gatti , animali di cui Lei stesso è responsabile, secondo la Legge 2818/1991 a tutela del benessere animale.
Chiliamacisegua vorrebbe evitare di fare la voce grossa, per cui cerca di comporre la questione in via amichevole.
I gatti non possono essere lasciati morire di fame.
Credo che Lei stesso ne converrà.
Dunque Chiliamacisegua, la signora Rossi, la signora Braghi, gli amanti degli animali e coloro che pretendono che venga applicata la legge, aspettano un Suo segnale forte e deciso.
Ossequi
Chiliamacisegua
www.chiliamacisegua.org

Inviare a

sindaco@bresso.net;

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direttore@altrenotizie.org;

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lettere@lastampa.it;

sd@repubblica.it;

repubblicawww@repubblica.it;

job@newnotizie.it;

cronaca@irispress.it;

IMPORTANTE DA SAPERE

Questa sentenza del massimo organo della giustizia amministrativa, per l’importanza che riveste nella  microconflittualità con gli enti locali, deve essere collocata in una pagina permanente [....] Invito, quindi, chi ha formalmente contestato al sindaco l’ordinanza, a ripresentare opposizione riportando i passaggi evidenziati, dopodiché, qualora i sindaco omettesse di ritirare l’ordinanza, di chiedere in ragione di tale sentenza, l’intervento gerarchico al Prefetto.Occorre tener conto che il sindaco, in materia sanitaria, è Ufficiale del Governo, (quindi non sindaco), pertanto risponde direttamente al Prefetto, il quale, a sua volta, rappresenta il Governo in ambito provinciale ed è tenuto a provvedervi in via sostitutiva.

Mauro Bottigelli

Sentenza: Annullamento ordinanza sindaco di Galliate “divieto alimentazione animali randagi”.

( Consiglio di Stato – Sez. III – Adunanza del 16.9.1997 – Sentenza 883 )

Oggetto:

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto dalla Sig.ra Roberta Corradi per l’annullamento dell’ordinanza del Sindaco del comune di Galliate del 29.8.95, n. 87 e la dichiarazione di inefficacia della sanzione amministrativa comminatale.

Visto:

- la relazione trasmessa con nota del 14.5.97 e pervenuta il 2.6.97, con la quale il Ministero della Sanità, Dipartimento alimenti, nutrizione e sanità pubblica veterinaria, ha richiesto il parere del Consiglio di Stato

sul ricorso straordinario in oggetto;

- esaminati gli atti ed udito il relatore;

Considerato:

- che l’articolo 12, comma 2, della legge della regione Piemonte 26 aprile 1993, n. 34, dispone che “qualora si renda necessario, il comune, con il servizio veterinario della ASL, organizza interventi di controllo della popolazione felina che possono comprendere, secondo la natura e la gravità dei casi segnalati, in armonia con indicazioni contenute nel regolamento d’attuazione: a) l’affidamento della colonia ad una associazione per la protezione degli animali; b) il controllo delle nascite; c) la cattura e la collocazíone degli animali in affidamento od altra sede più idonea”;

- che il sindaco di Galliate, con l’ordinanza qui impugnata, non ha disposto alcuno degli interventi sopra menzionati (nonostante che l’associazione protezione animali – Amici dei Gatti gli avesse, formalmente proposto la costruzione di un gattile), ma ha vietato di deporre alimenti di qualunque genere per la nutrizione dei gatti randagi o che, comunque, vivano in libertà in determinate zone del territorio comunale, disponendo sanzioni amministrative per i contravventori;

- che nessuna norma di legge, né statale né regionale, fa divieto di alimentare gatti randagi nel loro “habitat”, cioè nei luoghi pubblici o privati in cui trovano rifugio;

- che l’ordinanza impugnata viola anche l’art. 2 della legge 14.8.1981, n. 281 (legge-quadro in materia di animali di affezione e prevenzione dei randagismo), secondo cui “i gatti che vivono in libertà sono sterilizzati dall’autorità sanitaria competente per territorio e riammessi nel loro gruppo… Gli enti e le associazioni protezionistiche possono, d’intesa con le UU.SS.LL., avere in gestione le colonie di gatti che vivono in libertà, assicurandone la cura e la salute e le condizioni di sopravvivenza”;

- che l’affermazione contenuta nella motivazione dell’ordinanza impugnata, relativa ai “possibili rischi per la salute umana a causa di malattie zootecniche”, determinati dalla presenza delle colonie feline, è smentita dalla relazione allegata in atti, redatta dal responsabile del servizio veterinario della U.S.S.L. competente, a seguito di sopralluoghi effettuati su richiesta dei sindaco stesso, da cui risulta che i sopralluoghi, finalizzati ad evidenziare, attraverso l’osservazione macroscopica degli animati, sintomatologie evidenti riferite a malattie contagiose in atto, hanno avuto esito negativo;

- che l’ordinanza impugnata, per i motivi sopra esposti, deve ritenersi illegittima;

- che altrettanto va detto – conseguentemente – per la sanzione amministrativa inflitta al ricorrente con verbale n. 463 – del 7 giugno 1996, per violazione della medesima ordinanza;

P.Q.M.

esprime il parere che il ricorso straordinario in oggetto debba essere accolto.

ESCHE AVVELENATE: PUBBLICATA IN G.U. L’ORDINANZA DEL SOTTOSEGRETARIO MARTINI

febbraio 15, 2010 By: Rosanna Marani Category: Comunicati, Leggi e proposte

Comunicato n. 44 11 febbraio 2010

Ministero della Salute

UFFICIO STAMPA

ESCHE AVVELENATE: PUBBLICATA IN G.U. L’ORDINANZA DEL SOTTOSEGRETARIO MARTINI

E’ stata pubblicata ieri in  Gazzetta Ufficiale l’Ordinanza sul divieto di utilizzo o di detenzione di esche o di bocconi avvelenati che proroga ed integra  quella precedentemente emanata il 18 dicembre 2008, aumentandone l’efficacia.

L’uso di esche avvelenate o contenenti vetri, metalli o altri materiali pericolosi colpisce infatti indiscriminatamente la fauna domestica e selvatica e può costituire un grave pericolo anche per le persone, in particolare per i bambini, e per l’ambiente.

In merito il Sottosegretario alla Salute On.le Francesca Martini ha dichiarato:

“Il deplorevole fenomeno dello spargimento sul territorio di esche avvelenate rappresenta un reato ed un problema drammatico di enorme pericolosità non solo per gli animali da compagnia e selvatici, ma anche per le persone. Si tratta di una pratica illegale frutto di barbarie e inciviltà. Per questo dobbiamo mantenere alta l’attenzione e l’Ordinanza che ho ulteriormente integrato va in questa direzione. Ricordo infatti come questa preveda, in caso di reperimento di esche o bocconi avvelenati, l’obbligo di denuncia all’autorità  giudiziaria da parte di proprietari e veterinari, nonché della segnalazione al Sindaco che dovrà provvedere a bonificare le zone infette, allo scopo di prevenire i rischi diretti per la salute dell’uomo e degli animali nonché quelli derivanti dalla contaminazione ambientale. Ricordo che ho messo a disposizione della popolazione e delle amministrazioni locali gli Istituti Zooprofilattici al fine della esecuzione di analisi ed accertamenti di spoglie animali e resti per venire incontro a situazioni che, oltre a comportare trauma e dolore indicibile per i proprietari di animali, fino ad ora precludevano anche spese economiche per coloro che decidevano di approfondire la questione.”

Sostegno per istituzione commissione di inchiesta parlamentare MANNUCCI/CECCACCI

gennaio 17, 2010 By: Rosanna Marani Category: Aggiornamento, Azioni, Leggi e proposte, Sostegno

Aggiornamento

http://www.ilgiornale.it/interni/in_arrivo_onorevoli_detective_difendere_randagi_boss/19-01-2010/articolo-id=414801-page=0-comments=1

In arrivo gli onorevoli detective per difendere i randagi dai boss

di Redazione

di Oscar Grazioli

È la prima volta nella storia della Repubblica che si richiede un’inchiesta parlamentare su un argomento che riguarda i cani, o meglio i canili. D’altronde, è arrivato il momento di sfruttare anche questo strumento, visto che ogni sera ormai la meritevole «Striscia» ci porta nelle case, all’ora di cena, immagini drammatiche di canili lager, spesso gestiti da veri e propri criminali ben noti alle forze dell’ordine. Il business dei canili è per buona parte ormai in mano alla mafia e alla delinquenza organizzata e le cifre che ruotano attorno a questo affare, sono di tutto rispetto.

Mafia e ’ndrangheta non si muovono per due lecca lecca.

Le normative attuali e le sanzioni che ne conseguono evidentemente sono dei colabrodi, incapaci di fermare alla fonte il fenomeno del randagismo e, alla foce, il drammatico e lubrico interesse che le organizzazioni criminali dimostrano nei confronti di questi soldi (pubblici), relativamente facili da ottenere.
In attesa di sapere se andrà in porto il progetto dell’onorevole Santanchè, guardato con molto interesse dall’Associazione dei veterinari titolari di struttura (Assovet) circa l’istituzione del Garante del benessere animale, la deputata Pdl Barbara Mannucci, appoggiata dalla collega Fiorella Ceccacci Rubino, ha proposto l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno del randagismo nonché sulla gestione dei canili e dei servizi veterinari. «Onorevoli colleghi – inizia la perorazione della Mannucci – la necessità di istituire una Commissione parlamentare d’inchiesta nasce dall’esigenza di acquisire tutti gli elementi conoscitivi sullo stato di emergenza relativa al fenomeno del randagismo che il nostro Paese si trova a dover affrontare, oltre a quella di redigere una mappatura dei canili modello e dei canili cosiddetti lager presenti sul territorio nazionale e di accertare l’adeguato svolgimento delle loro mansioni da parte dei servizi veterinari delle Aziende sanitarie locali».

D’altronde il Parlamento è tenuto a un’attività di controllo che nasce dall’esigenza di monitorare continuamente la corretta applicazione delle leggi in materia e il loro aggiornamento.

La Commissione, se tutto andrà in porto, sarà composta da venti deputati nominati dal presidente della Camera.

La mappatura dei canili, la verifica dell’integrità dei gestori sul piano della fedina penale, l’individuazione delle aree a maggiore diffusione del randagismo, l’indagine su amministrazioni e servizi veterinari in ordine a eventuali responsabilità nella malagestione dei canili, questi sono i principali interrogativi cui la Commissione dovrà rispondere e rendere atto al Parlamento, suggerendo peraltro soluzioni concrete, in grado di allontanare queste piaghe sociali per cui l’Italia è tristemente famosa.

COMUNICATO

In allegato il testo della proposta di inchiesta parlamentare sui canili lager e asl veterinarie presentata alla Camera dei Deputati a firma on Mannucci/ on Ceccacci .

Chiliamacisegua chiede supporto per sensibilizzare il Presidente della Camera, i Vicepresidenti e i Membri della Commissione Affari Sociali, I COMPONENTI COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI, I COMPONENTI COMMISSIONE BILANCIO, affinchè venga presa in considerazione e non venga archiviata nel dimenticatoio delle:” macisonoaltrepriorità!”

Due righe sono sufficienti per richiedere da cittadino, civile e rispettoso delle leggi,   che la questione animali maltrattati, Asl inadempienti e Sindaci pure, sciupio di denaro pubblico, barbarie e inciviltà dei canili lager, venga affrontata e non ipocritamente sottaciuta, una volta per tutte e che finalmente si arrivi a perseguire gli aguzzini, i ladri, gli sfruttatori ovunque si annidino.

Per ottenere una pena esemplare. E giustizia per le migliaia di povere creature sacrificate dalla indifferenza, dalla disumanità della Legge calpestata e disattesa.

Grazie

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

Lettera tipo da inviare al Presidente e separatamente ai Vicepresidenti della Camera, ai Membri della Commissione Affari Sociali, AI COMPONENTI COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI, AI COMPONENTI COMMISSIONE BILANCIO

Gentile ……………

Io sottoscritto….nome e cognome,

residente a………………….., in qualità di cittadino italiano, stanco degli scempi perpetrati nei canili lager di tutta Italia, scempi pagati con i soldi dei contribuenti italiani,

chiedo con forza che sia accolta la proposta presentata dalle on Mannucci / on Ceccacci  al fine di istituire una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno del randagismo nonché sulla gestione dei canili e dei servizi veterinari delle aziende sanitarie locali, per fare luce sulle omissioni, inadempienze e gli arricchimenti indebiti sulla pelle dei poveri animali senza colpa e senza voce.

Per stanare l’illegalità diffusa e sconfiggere la zoo mafia, il cui introito stimato in tre miliardi di euro, nasconde tra le piaghe del malaffare, anche la gestione dei canili lager.

http://www.unimondo.org/Notizie/Lav-Zoomafia-giro-d-affari-per-3-miliardi-di-euro

…..Cresce il traffico di cani importati dai Paesi dell’Est: circa 500 mila cuccioli importati illegalmente ogni anno in Italia. Stabile ma sempre allarmante il business legato alla gestione di canili “lager” (strutture spesso sovraffollate e inadeguate sotto l’aspetto igienico sanitario e strutturale) e il business sui randagi che garantisce agli sfruttatori di questi animali introiti stimati intorno ai 500 milioni di euro l’anno, grazie a convenzioni con le amministrazioni locali per la gestione dei canili……..

GLI ANIMALI NON HANNO VOCE, MUOIONO IN SILENZIO NEI CANILI LAGER, MALTRATTATI FINO ALL’ULTIMO ISTANTE DELLA LORO VITA.

UNO STATO CIVILE NON PUO’ PERMETTERE CHE TUTTO CIO’ ACCADA.

UNO STATO  CIVILE  HA IL DOVERE MORALE DI TUTELARE  ANCHE DI CHI NON HA DIRITTO DI VOTO E CHE NON PUO’ DIFENDERSI DA TORTURE INIMMAGINABILI E INACCETTABILI, SOVVENZIONATE CON I SOLDI DEI CITTADINI ONESTI CHE PAGANO LE TASSE.

UNO STATO CIVILE NON PUO’ PERMETTERE CHE LA VITA DI UN ESSERE SENZIENTE SIA CALPESTATA E  SERVA SOLO A FAR ARRICCHIRE PERSONAGGI INDEGNI DI STARE NEL CONSESSO UMANO:

“Il progresso morale e la grandezza di una nazione dovrebbero essere giudicati da come vi vengono trattati gli animali.” GANDHI

ACCOGLIETE LA PROPOSTA DI INCHIESTA MANNUCCI/CECCACCI


Grazie

Firma

Per il Presidente on Fini cliccare ed inserire il testo della mail

Presidente Camera dei Deputati

on Gianfranco Fini

http://presidente16.camera.it/servizio/30/mail.asp

Blocco email
Vicepresidenti

leone_a@camera.it;lupi_m@camera.itbindi_r@camera.it;buttiglione_r@camera.it;

Membri della Commissione Affari Sociali :

palumbo_g@camera.it; ciccioli_c@camera.it ; grassi_g@camera.it; mancuso_g@camera.it; abelli_g@camera.it; argentin_i@camera.it ; baccini_m@camera.it; barani_l@camera.it ; binetti_p@camera.it; bocciardo_m@camera.it; bossa_l@camera.it; bucchino_g@camera.it ; castellani_c@camera.it ; deluca_f@camera.it ; denichilorizzoli_m@camera.it; depoli_a@camera.it; divirgilio_d@camera.it; drago_g@camera.it ; farinacoscioni_m@camera.it ; fucci_b@camera.it ; garofalo_v@camera.it; girlanda_r@camera.it ; lenzi_d@camera.it; lussana_c@camera.it; munerato_m@camera.it ; pedoto_l@camera.it; saltamartini_b@camera.it; sarubbi_a@camera.it;

COMPONENTI COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI:
PRESIDENTE DONATO BRUNO:

COMPONENTI COMMISSIONE BILANCIO:
PRESIDENTE GIORGETTI GIANCARLO

PROPOSTA

Aragoste e astici maltrattati, blitz della Lav

dicembre 21, 2009 By: Rosanna Marani Category: Leggi e proposte

Aragoste e astici maltrattati, blitz della Lav

Quaranta denunce contro supermercati e negozi che li esponevano vivi sul ghiaccio e con le chele legate

MILANO – Quaranta controlli e quaranta denunce per maltrattamento nei confronti di animali destinati alla vendita. La Lega antivivisezione (Lav) ha inviato i propri attivisti in supermercati e punti vendita di decine di città italiane per verificare in quali condizioni vengano esposti al pubblico aragoste, astici e altri crostacei che, secondo molti, devono essere cucinati ancora vivi affinché vivi affinché sia garantita la massima freschezza delle pietanze. Ma la loro presentazione nei banchi delle pescherie sul ghiaccio o con le chele legate va contro le indicazioni ministeriali di evitare inutili sofferenze agli animali destinati alla macellazione e al consumo alimentare.

CARCERE E MULTE SALATE – La Lav ricorda che il ministero della Salute, attraverso il proprio Centro di referenza nazionale per il benessere degli animali, ha pubblicato un documento intitolato «Sofferenza di aragoste e astici vivi con chele legate e su letto di ghiaccio durante la fase di commercializzazione», nel quale si sottolinea proprio come la consuetudine di offrire al pubblico crostacei ancora vivi (o semivivi) sia in realtà una pratica alquanto crudele. E proprio per contrastarla è stato deciso il blitz, da cui sono scaturite le denunce per violazione dell’articolo 544 ter del codice penale, quello appunto che punisce il maltrattamento di animali e che prevede sanzioni fino ad un anno di reclusione o fino a 15mila euro.

IL DOCUMENTO DEL MINISTERO – Il documento tecnico-scientifco del Ministero della Salute afferma infatti che «il posizionamento degli animali sul ghiaccio, anche se avvolti in sacchetti a tenuta, è assolutamente inappropriato sia come metodo anestetico che come metodi di stoccaggio, in quanto il contatto diretto con il ghiaccio determina asimmetria della perfrigerazione, sbalzo improvviso di temperatura, shock ipoosmotico da acqua di scioglimento o da condensa, ipossia e stress anaerobico». A proposito di esposizione alla luce diretta e intensa, come spesso succede, il parere medico scientifico parla di «condizione generatrice di stress che riduce inoltre i tassi di sopravvivenza». Per ciò che riguarda la legatura prolungata delle chele afferma che «determina atrofia muscolare e inibizione dell’alimentazione se naturale e causa la ben più importante interferenza con i comportamenti di minaccia/difesa, l’applicazione della banda in animali freschi di muta può distorcere e indebolire le chele». Problemi sempre sottovalutati nella convinzione che tanto questi animali sono comunque destinati a morire. Ma proprio per questo, visto che il loro destino è segnato, tanto vale che il passaggio dalla vita alla morte avvenga nel modo più indolore e rapido possibile. La Lav sul proprio sito Internet propone in ogni caso un menù natalizio completamente vegetariano finalizzato proprio ad evitare sacrifici di animali.

IL PARERE DEL VETERINARIO – Dello stesso tenore il parere espresso dal dott. Enrico Moriconi, medico veterinario di sanità pubblica e presidente dell’Associazione Veterinaria per i Diritti degli Animali, secondo il quale «si può affermare senza tema di smentite che le aragoste mantenute sul ghiaccio sono in uno stato malessere e stress e pertanto chi li sottopone a tali condizioni causa loro una sofferenza punibile ai sensi della legge 189\04 (…). Se si analizza con lo stesso metro di giudizio il sistema di uccisione per immersione in acqua bollente, è ugualmente chiaro che il metodo è sicuramente doloroso perché la coagulazione delle proteine non avviene immediatamente a tutti i livelli e il danno provocato dal calore, cioè dall’acqua bollente, induce un dolore molto intenso (…) si deve affermare che si tratta di maltrattamento sia il mantenimento sul ghiaccio delle aragoste sia la loro soppressione tramite immersione in acqua bollente».

I PRECEDENTI – La recente giurisprudenza di merito ha già confermato tale assunto con diverse pronunce, tra cui il Tribunale di Vicenza (24 aprile 2006) che ha emanato un decreto penale di condanna ad un ristoratore reo di aver maltratto gli astici, o la stessa Procura di Milano (6 novembre 2006) che ha emanato un decreto penale di condanna contro un ristoratore milanese. E alcuni Comuni, per esempio Roma, hanno espressamente vietato questa pratica nei propri Regolamenti per la tutela degli animali.

Mozione Molise per nomina garante animali

dicembre 15, 2009 By: Rosanna Marani Category: Aggiornamento, Azioni, Leggi e proposte, Lettera

FOTO
RICEVIAMO E DIVULGHIAMO
UN GRAZIE A RAPID DOGS RESCUE E A MICHELE DURANTE, POLITICO DI PAROLA…MANTENUTA
AVEVA PROMESSO IL SUO IMPEGNO E ONORA IL SUO RUOLO
CHILIAMACISEGUA
www.chiliamacisegua.org

Da Rapid Dogs Rescue

info@rapiddogsrescue.com

Cari amici, in attesa del video e delle foto che sono in fase di montaggio, alleghiamo un articolo del giornale locale ” Nuovo Molise ” , relativo alla drammatica situazione del canile di Santo Stefano in cui siamo stati il giorno 13 e 14 di questo mese per portare aiuti per oltre 21 quintali, medicine, e le 2.036 firme con la lettera indirizzata al Sindaco.

L’articolo, ad un giorno dalla nostra visita, informa che è stata approvata una mozione per la nomina di un garante per gli animali del canile e che impegna il Sindaco e la Giunta a migliorare le condizioni di salute degli animali.

La mozione è stata presentata dal Consigliere Michele Durante del Partito ” Costruire Democrazia ” .

Alleghiamo l’articolo, e ringraziamo ancora tutti coloro che ci hanno sostenuti, e i nostri amici sul posto.  Vi aggiorneremo costantemente sulla situazione .

Associazione Rapid Dogs Rescue

Per essere aggiornato in tempo reale sui nostri interventi :
http://spreadsheets.google.com/viewform?hl=it&formkey=dDJsb2I4c0NDcUJsOEpDSElDYmtQX0E6MA


15/12/2009 10:15

La mozione sul canile passa a pieni voti

La soddisfazione di Michele Durante

durante.michele@gmail.com;

UNANIME consenso in Consiglio comunale anche rispetto alla mozione presentata dal consigliere di «Costruire Democrazia», Michele Durante e da altri esponenti di minoranza sul canile di Santo Stefano. Con l’approvazione della mozione, in particolare, il Consiglio ha impegnato il sindaco e la Giunta a porre in essere ogni iniziativa atta a migliorare le condizioni di benessere degli animali ricoverati in canile in merito all’alimentazione e al rispetto delle norme igienico sanitarie. Inoltre il Consiglio comunale ha avallato l’attuazione del regolamento comunale per la detenzione degli animali domestici e, infine, l’istituzione e la regolamentazione della figura del garante per la tutela della salute degli animali.
«Mi auguro che al voto è stato il commento di Durante seguano immediatamente le azioni indicate dal Consiglio perchè la nostra città non debba più essere citata quale cattivo esempio nel rapporto che ha con il mondo animale, e perchè la gestione del canile comunale sia per la collettività non un peso inutile, ma uno spazio di civiltà ed un servizio alla città realmente funzionante».
Nel corso del suo intervento in Consiglio comunale, Michele Durante ha posto l’attenzione non soltanto sulle condizioni del canile, ma anche sul fenomeno dell’abbandono degli animali, con i gravi casi di avvelenamento verificatisi nei mesi scorsi a Campobasso e rispetto ai quali non sono state ancora identificate precise responsabilità.
«Finora ha denunciato il consigliere sono stati spesi 380mila euro l’anno per un servizio che di fatto non funziona. E’ il momento ha concluso Durante che l’amministrazione si impegni per un attento controllo e monitoraggio del cani».

fonte :  http://www.nuovomolise.net/e_view.asp?S=1&C=2&G=5&M=3&E=12415


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