INDIGNATAMENTE
4 gennaio 2012 -
Chiliamacisegua riceve questa accorata segnalazione e supporta la pressante richiesta di intervento. Mentre si domanda, basita, se le Istituzioni hanno finito di festeggiare il Santo Natale,
oppure se la prendono comoda, come sempre e stanno pensando già ai divertimenti del Carnevale!
Noi cittadini pretendiamo risposte, non indifferenza.
Due anni fa Chiliamacisegua è intervenuta per una situazione analoga e si è fatta carico della cura della maggior parte dei cuccioli di Sessa, che fortunatamente ora, sono stati
felicemente adottati, manlevando l’ Amministrazione dal suo precipuo compito.
http://www.chiliamacisegua.org/2010/01/25/chiliamalicura-cani-di-sessa-aurunca/
Chiliamalicura: cani di Sessa Aurunca
Chiliamacisegua non dimentica che molti dei cuccioli sono stati salvati per… un pelo: 116 cani tra cuccioli e adulti vivevano ai limiti della sopravvivenza, in box fatiscenti.
La relazione del veterinario di fiducia di Chiliamacisegua, descriveva parassiti di ogni genere: Ascaridi, Tegna, Trituris Vulpis e Coccidi.
Alcuni cani presentavano una vistosa dermatite forforosa in estensione riferibile a rogna demodettica.
E tutto questo, tra la generale abulia e ignavia di ogni uomo degno di considerarsi tale.
Era il 16 gennaio del 2009 quando la Asl, finalmente, intervenne per portare in salvo quelle creature.
Nel 2009 Chiliamacisegua chiese alle autorità competenti di tenere sotto controllo l’operato della Sig.ra L.C.,per impedirle di raccattare cani come roba, come cose, ma nulla è stato
fatto per proibire il sequel dell’orrore, se il 21 dicembre 2011 si è ripetuta la stessa orrida scena, lo stesso orribile copione.
Forse che Lorsignori aspettano nuove vittime per sgravarsi l’animo?
Chiliamacisegua che si fa portavoce dei cittadini e dei volontari che si sgolano per chiedere l’applicazione delle Leggi a tutela animali, non smetterà mai di richiamare al senso del rispetto
per la vita chi è deputato a farlo!
E al senso del dovere!
Indignatamente!
Chiliamacisegua
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MAIL RICEVUTA
Alla cortese attenzione del presidente di Chiliamacisegua Signora Corinna Andreatta
Oggetto: CANILE ABUSIVO DI SESSA AURUNCA
Gentile Presidente,
La informo che, fino ad oggi non si è fatto nulla per il canile abusivo della Sig.ra L.C. e, i cani rimangono nello schifo più assoluto ed i cuccioli continuano a morire.
Come mai il Comune di Sessa Aurunca non interviene?
Perchè è così lunga la procedura di sequestro?
Si potrebbe intanto, sotto la Sua direzione, organizzare con i volontari un aiuto per sfamare i cani?
La prego di intervenire al più presto.
Saluti
Davide
Video Striscia la Notizia
ANIMALI SOFFERENTI LASCIATI LANGUIRE UNA VERGOGNA INTOLLERABILE
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?14207
Nota Sottoscrivete la battaglia email di Chiliamacisegua, per fare diventare la protesta un coro di indignazione, inviando alla mailing riportata nel testo la vostra voce. Grazie
ALLA CORTESE ATTENZIONE DI
Dott. LUIGI TOMMASINO
Sindaco di Sessa Aurunca
sindaco@comune.sessaaurunca.ce.it;
tribunale.santamariacapuavetere@giustizia.it;
presidente.caldoro@regione.campania.it;
seg.presidente@regione.campania.it;
p.sarnelli@regione.campania.it;
gab.quest.ce@pecps.poliziadistato.it;
seg.presidente@regione.campania.it;
segretariogenerale@provincia.caserta.it;
direzionegenerale@pec.aslcaserta.it;
zinzi.domenico@pec.terradilavorocst.it;
direttoregenerale@provincia.caserta.it;
segreteriagenerale@provincia.caserta.it;
aniellodesarno@provincia.caserta.it;
emiliatarantino@provincia.caserta.it;
paolomadonna@provincia.caserta.it;
angela.buonpane@provincia.caserta.it;
paolodefelice@provincia.caserta.it;
paolodefelice@provincia.caserta.it;
dip.prevenzione@aslcaserta2.it;
info@lacoscienzadeglianimali.it;
segreteria_napoli@repubblica.it;
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Pellestrina,sconcertante, palese inciviltà!
29 dicembre 2011 -
Chiliamacisegua riceve questa segnalazione e rimarca la sconcertante, palese inciviltà, dimostrata dalle istituzioni locali nei confronti di povere creature lasciate a morire tra l’indifferenza generale di chi invece avrebbe il dovere civico se non umano, che la pietà pare oggi sia morta e sepolta, di provvedere alla loro tutela.Chiliamacisegua supporta con veemenza la richiesta di provvedimenti urgenti, immediati a difesa dei cani congelati, bagnati, maltrattati persino dal buonsenso e chiede l’immediata applicazione della Legge 20 luglio 2004, n.189 ,http://www.camera.it/parlam/leggi/04189l.htm, ricordando:
Art. 544-bis. – (Uccisione di animali). – Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi.
Art. 544-ter. – (Maltrattamento di animali). – Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro.
La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi.
La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale.
Chiliamacisegua confida nel senso di ravvedimento, altresì si riserva qualsiasi azione utile alla tutela degli animali, abbandonati persino dal buonsenso.
Chiliamacisegua
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Tesseramento e donazioni
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MAIL RICEVUTA
Al Presidente di Chiliamacisegua, Signora Corinna Andreatta
Buongiorno,
volevo chiedere il vostro aiuto per il caso di Pellestrina di cui avete già ricevuto la documentazione per contestare la decisione delle USL Veterinarie di Venezia e Chioggia, in quanto dal sopralluogo effettuato dai veterinari è risultato che è tutto a posto e che i cani stanno bene così.
Ora la normativa nazionale, regionale e comunale vieta la detenzione dei cani per più di un certo numero di ore al giorno in strutture piccole, nel senso per esempio che un cane non può stare in un box tutto il giorno, ma deve essere liberato dopo 8 ore per consentirgli adeguata possibilità di esercizio psico-fisico e l’espletamento dei bisogni fisiologici. Questo a Chioggia-Pellestrina non avviene mai.
Inoltre c’è un box di lamiera chiuso dove ci sono perennemente due cani in mezzo agli escrementi, oltre agli altri 7 cani sulle palafitte.
Queste situazioni io le ho viste e testimoniato due volte davanti ai vigili: oltre a me, hanno testimoniato almeno altre 4 persone.
Non vogliono capire che questa situazione è palesemente contro la legge e nonostante i miei quattordici esposti e la diffusione su stampa e tv, Comune, Provincia, Usl e Carabinieri non fanno niente.
Purtroppo i Vigili hanno inviato alla Procura della Repubblica la richiesta di archiviazione del caso, per cui, finchè non verrà adottata una ordinanza contro la guardiania degli animali sulle palafitte, i cani non potranno essere sequestrati.
Quindi se c’è la volontà si adotta l’ordinanza subito (visto che sono anni che perdura questa barbara usanza e come si è visto sono più che sufficienti dei lucchetti per impedire i furti delle reti da pesca) ed inoltre si può concedere intanto l’affidamento in via amichevole per l’adozione ai volontari nostri simpatizzanti che si sono offerti (compreso il cane che è stato portato a San Giuliano per accertamenti perché era più denutrito e malconcio degli altri).
L’assessore di Venezia e la Presidente della Provincia non vogliono concedermi nemmeno un appuntamento telefonico.
Attendo cortese riscontro e ringrazio per la disponibilità.
Padova, 29.12.2011
Partecipate alla Battaglia Email per i poveri cani di Pellestrina, sottoscrivete, inviate la vostra protesta alla mailing di seguito, divulgate, fate crescere la marea dell’indignazione. Grazie
Chiliamacisegua
ALLA CORTESE ATTENZIONE di
assessore.bettin@comune.venezia.it;
gianfranco.bettin@comune.venezia.it;
dario.gallotti@comune.venezia.it;
andrea.costantini@comune.venezia.it;
autoritaportuale.venezia@legalmail.it;
ccpdnascdo@carabinieri.it;
sicurezza.polizialocale@regione.veneto.it;
giorgio.vigo@regione.veneto.it;
urp@provincia.venezia.it;
protocollo@provincia.venezia.it;
silvia.vianello@chioggia.org;
sindaco@chioggia.org;
vigili.urbani@chioggia.org;
urp@minambiente.it;
stve546430@carabinieri.it;
procura.venezia@giustizia.it;
presidente.lidopellestrina@comune.venezia.it;
sindaco@comune.venezia.it;
gab.quest.ve@pecps.poliziadistato.it;
protocollo.ulss12@pecveneto.it;
presidenza@fnovi.it ;
relazioni.esterne@fnovi.it ;
ufficiostampa@fnovi.it;
enpav@enpav.it;
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LA PADANIA 20 DICEMBRE LA FENICE LAVORA GRATIS. DE MAGISTRIS FARÀ PAGARE L’AFFITTO?
19 dicembre 2011 -
A Napoli chi contrasta a proprie spese il randagismo deve pagare due volte. la Padania racconta in esclusiva l’ultima avventura del rifugio la Fenice che si vedrà presto costretto a pagare l’affitto di un terreno in comodato d’uso.
A fare da esattore per il Comune e a determinare, decidere l’importo sarà una potenza immobiliare, la Romeo Gestioni spa, come ha stabilito a fine mandato una delibera dell’ex sindaco Iervolino.
Quanto? Il 10% del valore dell’area e già si parla del 50%…
La storia del rifugio la Fenice a Ponticelli è l’emblema di una battaglia che rinasce a colpi di disinteresse pubblico.
Nel 2001 il primo comodato gratuito del terreno, dove l’associazione Adla opera a proprie spese, ricorda Stefania Piazzo, con sterilizzazioni, cure veterinarie, mantenimento dei 150/170 cani ospitati.
Sostituendosi al sindaco e all’Asl.
Poi il piano regolatore nel 2004 cambia la destinazione d’uso dell’area e la Fenice si trova pirandellianamente “fuorilegge”.
Da allora è una proroga continua sino, si sperava finalmente, all’individuazione di un nuovo terreno.
La delibera fissa l’area, riconosce alla Fenice di Melina Vitale di fare tutto da sola, di fare quello che gli altri non fanno.
Gratis. Ma poi la pugnala alle spalle: deve pagare quello che un’immobiliare a cui il Comune ha appaltato la gestione di tutto il demanio e le proprietà, la Romeo Gestioni spa, stabilirà. In base alla propria sensibilità.
E il terreno? Ogni sei anni si ridiscute il tutto. Come dire, peggio che essere di nuovo provvisori.
Se poi il pizzo della camorra non era riuscito a spaventare ancora la Fenice, ci pensa la legge del Comune di Napoli a riscuotere il prezzo da pagare per il diritto di svolgere un’attività socialmente rilevante senza gravare sulla comunità?
Il Ministero della Salute si era fatto interlocutore per aprire un tavolo con l’amministrazione.
Ma pare che anche quelli di Luigi De Magistris siano sordi. Bravi….
Infine, su la Padania, una firma nuova, Lepre Marzolina, che si interroga su che cosa combinino i consigli direttivi degli Ordini veterinari quando devono prendere provvedimenti disciplinari.
Tutto fermo, a quanto pare. La domanda la giriamo alla Fnovi.
A che punto sono i solerti Ordini nel sanzionare, punire e se è il caso espellere chi si è macchiato di gravi reati?
La Padania continuerà a interpellare Fnovi e gli Ordini su questi interrogativi.
Sarà come un gatto attaccato agli attributi (…maroni!).
Puniti o impuniti i veterinari non degni, processati e condannati?
Ci risulta impuniti.
Viva l’Ordine in…dis…Ordine!
Buona lettura e buona indignazione!
Chiliamacisegua
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Gli auguri di Chiliamacisegua
http://www.chiliamacisegua.org/2011/12/16/gli-auguri-di-chiliamacisegua/
LA PADANIA 20 DICEMBRE
VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE A CURA DI STEFANIA PIAZZO
CENTOSEDICESIMA PUNTATA
LA FENICE LAVORA GRATIS. DE MAGISTRIS FARÀ PAGARE L’AFFITTO?
Il Comune delibera che l’immobiliare Romeo Spa stabilirà quanto far sborsare ai volontari
*I CON(S)IGLI DIRETTIVI PUNISCONO I VETERINARI?
ANTEPRIMA
La Fenice lavora gratis. De Magistris farà pagare l’affitto?
Il Comune delibera che l’immobiliare Romeo Spa stabilirà quanto far sborsare ai volontari
Caro sindaco Luigi De Magistris, Lei la conoscete la storia del rifugio la Fenice a Ponticelli? Prima il Comune nel 2001 concede il comodato d’uso gratuito del terreno dove opera, mentre l’associazione Adla, che già da anni si fa carico del problema irrisolto dai sindaci predecessori, pensa a tutto il resto a proprie spese: sterilizzazione, cure, mantenimento dei cani e della struttura.
Poi nel 2004 il Comune fa cambiare la destinazione d’uso nel Piano regolatore tanto che l’asl, pur essendo tutto a norma, non può rilasciare l’autorizzazione sanitaria. Infine, a colpi di proroghe, mentre l’associazione prosegue nella sua attività di legalità sul territorio a dir poco controcorrente, visto il contesto territoriale border line in cui opera, il Comune individua un’altra area.
A farsi portavoce delle istanze dell’associazione Adla è persino il ministero della Salute, che ribadisce, grazie all’intervento della dr. Rosalba Matassa, coordinatrice della task force contro il randagismo, il ruolo sociale cardine del rifugio nella prevenzione al fenomeno del randagismo a Napoli.
E viene chiesto un incontro con la nuova giunta. Ad oggi senza alcun riscontro. Il ministero che si era fatto garante di questo incontro aspetta ancora che la giunta degni di ascolto gli interlocutori.
Caro sindaco, che accade infatti nel frattempo, dopo 15 anni di sfratti, traslochi, aree comunali concesse e poi rinnegate da strani blitz sul piano regolatore a questo rifugio gioiello che sopravvive nel degrado sociale di Ponticelli?
Dopo gli insuccessi della giunta Bassolino, la giunta Iervolino a fine mandato nel maggio scorso pennella una delibera da manuale.
Ecco, cara Fenice, il sindaco Rosetta delibera di concedere un nuovo terreno dove l’associazione Adla possa continuare a svolgere gratuitamente il servizio che il Comune non svolge, ma pagando per l’affitto.
Come? Glielo ricordiamo sindaco De Magistris.
«In locazione per la durata di anni 6 prorogabile per pari durata, a fronte del corrispettivo determinato nella misura minima prevista al sensi del dpr 296/2005 vale a dire del 10% del canone di mercato che sarà successivamente determinato dalla Romeo Gestioni spa».
Capito? Capito bene?
Intanto per 6 anni. Mica gratis, no no, pagando ad una immobiliare privata alla quale il Comune ha messo in mano tutto il proprio patrimonio immobiliare, la determinazione del prezzo. Si parte dal 10 per cento e informalmente, ci raccontano già spaventati e ancora increduli i volontari di Melina Vitale, l’eroina di Ponticelli, presidente dell’Associazione difesa e libertà animali, si parla già del 50 per cento del valore dell’area rideterminato dalla Romeo Spa gestioni immobiliari.
Se prima la camorra era riuscita a premere con atti di intimidazione per togliersi dai piedi in una precedente area il rifugio e se di recente il pulmino dell’associazione, che di pizzo non ne vuol sentire parlare, si è vista bruciare l’unico mezzo di proprietà, perché a Ponticelli la Fenice è un’isola di fastidiosa legalità, insomma, ci mancava la “cresta” fatta dal Comune in delibera per far pagare – a chi svolge un servizio di fatto gratuito sostituendosi ai doveri del sindaco – persino un canone.
Ma come, signor De Magistris, è persino il suo predecessore a far scrivere in delibera che l’Adla svolge «un’attività di controllo del randagismo sul territorio».
Le facciamo pure pagare il servizio due volte?
A destare poi non poca sorpresa è che a fare da esattore e a decidere il prezzo del valore sociale dell’attività di prevenzione del randagismo, che vorremmo ricordarle, ha pesanti ricadute sul benessere non solo animale ma umano, sia per il controllo delle zoonosi che per l’incolumità pubblica, il Comune di Napoli mette una immobiliare Spa, una vera potenza come la Romeo Gestioni.
Come nuovo rinascimento napoletano, caro sindaco, non c’è che dire. La Romeo fa bene il proprio mestiere, ma il Comune nel riconoscere il valore sociale ed economico dell’attività del rifugio la Fenice fa altrettanto?
L’ha ordinato al Comune la Romeo Spa di far pagare l’affitto dell’ex comodato? Non crediamo. Tanto è potente e articolata la Romeo sul territorio da non farci pensare che si occupi anche di soppesare politicamente l’indirizzo del Comune nei rapporti col volontariato che controlla il randagismo.
E allora, caro De Magistris, non è forse il caso innanzitutto di degnare di ascolto, tramite i suoi assessori competenti, l’associazione e la task force del ministero che si è fatta più volte interprete attraverso più canali, di un incontro risolutivo?
Questi poveretti della Fenice, e lo ricorda pure la stele di Rosetta, nella delibera che le abbiamo citato, lavorano gratis per lei. «Tale rifugio per cani – leggiamo nel documento – è stato realizzato dall’associazione a proprie cure e spese, senza ricevere contributi pubblici e in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente, svolgendo un’attività di controllo del randagismo sul territorio».
Ultima cosa, sindaco.
E lo diciamo per conoscenza anche alla task force ministeriale: nei giorni scorsi l’Adla ha inoltrato all’asl Napoli 1 e all’assessorato all’Ambiente l’intervento di personale specializzato per la cattura di cani vaganti con l’impiego di fucile con anestetico. Si tratta di soggetti maschi e di femmine incinta.
Ad oggi nessuna risposta. La richiesta sta protocollata, signor sindaco. Le facciamo fare la muffa?
Ci appelliamo a questo punto anche noi.
Alle madri della 281, Carla Rocchi ma soprattutto ad Anna Maria Procacci, sua conterranea. De Magistris, se la fili almeno lei la Fenice.
Intanto il rifugio festeggerà il Natale.
E lo farà in una struttura particolare, dal fortissimo valore simbolico: VILLA AMMATURO fa parte di un complesso immobiliare confiscato alla camorra, abbandonato in rovina e che, grazie alla testardaggine e alla lungimiranza del dott. Del Rio e di sua moglie, sta divenendo uno dei migliori esempi di riutilizzo sociale.
«Ogni giorno qui vengono ospitati venti ragazzi diversamente abili, si organizzano corsi ed iniziative collettive sia a carattere formativo che per il tempo libero – ci scrive l’associazione -, si sta strutturando un centro polisportivo….tutto fatto al fine di riconsegnare un bene pubblico alla collettività sottraendolo al degrado morale e strutturale. La villa è intitolata ad Antonio Ammaturo, il capo della Mobile di Napoli ucciso con l’agente Pasquale Paola dalle Brigate Rosse nell’82».
Questo è quanto.
De Magistris, tasserà la Fenice anticamorra col 10-50% di affitto?
Complimenti.
s.piazzo@lapadania.net
(116-continua)
Lettera a Babbo Natale. Cosa risulta alla Fnovi?
I Con(s)igli direttivi puniscono i veterinari? di Lepre Marzolina
Caro Babbo Natale,
quest’anno non ti chiedo un regalo per me ma per tutti gli animali che conosco o dei quali ho solo letto e non sono mai storie allegre.
Come saprai i medici veterinari italiani hanno un bellissimo codice deontologico, leggi l’articolo 5 – Responsabilità disciplinare – La responsabilità disciplinare deriva dall’inosservanza o dall’ignoranza dei precetti e dalla volontarietà della condotta, anche se omissiva. Oggetto di specifica valutazione è il comportamento complessivo.
Bello, vero?
Le renne non hanno capito? Colpa dell’entusiasmo che stanno dimostrando gli Elfi.
Mi spiego: se i medici veterinari non osservano il Codice deontologico, il Consiglio direttivo inizia un procedimento disciplinare e al medico veterinario nei casi più gravi viene impedito di lavorare ancora e fare altri danni agli animali.
Quindi, anche se so che sei molto impegnato so anche che troverai modo per recapitare le lettere.
Allora ecco qui i destinatari, sono i Conigli direttivi… Cosa vuol dire che non conosci Conigli se non quelli di Pasqua?
Oops, manca una S: volevo scrivere CONSIGLI, quelli degli Ordini dei veterinari.
Non so che sentiero stellato scegli, quindi li elenco senza un ordine particolare… uffa, non intendevo l’Ordine dei veterinari!
Insomma, un attimo di serietà: qui non stiamo mica a smacchiare leopardi, non abbiamo più tempo da perdere.
Iniziamo dalle isole, quelle che ci sono, purtroppo.
Sardegna, Oristano: cosa è successo al veterinario proprietario di una cagnolina trovata a vagare denutrita e ammalata senza che ne fosse stata denunciato lo smarrimento?
Il consiglio ha convocato il dottore contestando il comportamento poco rispettoso anche dei colleghi che avevano ricoverato e curato la poveretta?
E in Sicilia? Avranno certo iniziato il procedimento per l’iscritto imputato per “commercializzazione di “sostanze nocive” (carni bovine, ovine e suine in “avanzato stato di putrefazione”), all’abuso d’ufficio ed omissione di atti di ufficio, fino alla interruzione di pubblico servizio ed omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale”
Oppure per quell’altro che della fauna selvatica si sente il padrone, immune da norme di legge.
Con un volo veloce arrivi in Puglia e poi in Umbria, dove sono iscritti i veterinari che usavano non solo insultare i loro colleghi ma anche farmaci su quei poveretti di cavalli costretti a correre ai palii.
Quello che si dicono nelle telefonate fa rabbrividire, nessuno può pensare di proteggerli… veramente qualcuno c’è stato, ma forse era ancora sotto l’effetto delle bollicine per la vittoria del palio, non sono certo affermazioni che si farebbero da sobri.
Vabbè non divaghiamo, che la lista è lunga.
Dove siano arrivati? In Toscana. Chissà che lavoro farà adesso la coppia felice, marito e moglie, tanto uniti da condividere un’unica laurea in medicina veterinaria come se fosse di entrambi e sufficiente a lavorare nello stesso ambulatorio come tutta Italia vide alla televisione a ora di cena.
E vogliamo anche sapere di altri medici veterinari, ad esempio quelli condannati per i certificati falsi sui cuccioli importati illegalmente, ti ricordi?
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LA PADANIA 16 OTTOBRE QUINTANA AL PEPE QUESTO S’ATTACCA ALLA BOLLA D’ARIA
16 ottobre 2011 -
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LA PADANIA 5 OTTOBRE “BOMBARDALA A MORTE DAMME RETTA…”
3 ottobre 2011 -
Come si è arrivati alla sentenza di condanna per doping per veterinari, fantini e addetti di scuderia di cinque rioni su dieci Rioni per la Quintana di Foligno? Nessuno ne parla. Silenzio di piombo.
Ma cos’é? E’ un dogma? E’ il quarto segreto di Fatima o si può saperne di più sugli atti che hanno motivato la decisione della Procura di Perugia?
Tralasciando commenti, giudizi e pregiudizi, qualcuno finalmente ha il coraggio di leggere e soprattutto pubblicare ciò che sembra essere il segreto della Cia a Foligno!
Se non c’è nulla di male e sono tutti innocenti e bravi ragazzi, come sostiene facendo quadrato, il Presidente dell’Ente Quintana, che c’è da nascondere? Nulla.
Anzi, dalle intercettazioni telefoniche uscirà un quadro di totale e cristallina innocenza. Non c’è dubbio.
Nel dettaglio, rione per rione, quali sono i farmaci vietati e dopanti sequestrati ai veterinari e agli altri condannati in primo grado? Che si raccontavano e suggerivano di così importante al telefono, secondo la Procura, veterinari, fantini e scudieri?
Ora lo potremo finalmente leggere, ci potremo riflettere per capire quali alte vette abbia raggiunto un certo sistema che ha particolarmente a cuore i cavalli dentro l’organizzazione della Quintana che, fino ad oggi, tutte le Istituzioni locali, Comune, Provincia, Regione e, ci mancherebbe pure, la stessa organizzazione della Giostra, hanno sostenuto, difeso dall’oltraggio della censura pubblica, ministeriale e giornalistica.
Di certo una cosa: Foligno, l’Umbria, le persone che amano la civiltà e la verità, possono solo che essere grate al….. fegato della giornalista Stefania Piazzo che accende per tutti – e per la prima volta in modo così dirompente – un faro da stadio, in questo tunnel.
Con questa prima puntata, in uscita mercoledì prossimo, che Chiliamacisegua anticipa in anteprima.
Buona lettura e come al solito buona indignazione!
Chiliamacisegua
Nota
Sostieni Chiliamacisegua a continuare le sue battaglie di civiltà. Offri il tuo contributo, qualsiasi esso sia. Grazie.Tesseramento e donazioni
http://www.chiliamacisegua.org/chisiamo/tesseramento-e-donazioni/
LA PADANIA 5 OTTOBRE
Viaggio nell’Italia bestiale a cura di Stefania Piazzo
CENTOCINQUESIMA PUNTATA
“BOMBARDALA A MORTE DAMME RETTA…”
ESCLUSIVO/ LE INTERCETTAZIONI NEL PROCESSO SULLA QUINTANA DI FOLIGNO
«Il popolo della Quintana vicino alle persone coinvolte nel caso doping». Telefonate e farmaci
Il testo dell’articolo
“Le istituzioni locali sono sparite. Resta la voce solitaria del presidente della Quintana di Foligno, Domenico Metelli che, dopo la sentenza di primo grado che ha condannato per doping veterinari, responsabili di scuderia e fantini, dichiara che «Tutto il Popolo della Quintana si stringe intorno a questi ragazzi perché il doping è distante anni luce dalla Quintana».
Ma come dimenticare le parole dell’assessore provinciale alla cultura, Donatella Porzi? «Il pregiudizio di qualsiasi natura esso sia non deve mai influire sulla valutazione di eventi culturali e rievocazioni storiche che rappresentano le radici e una fonte di ricchezza del popolo umbro».
Di che si nutrivano allora senza pregiudizio alcuni cavalli per la Quintana? In attesa del deposito delle motivazioni della sentenza, cosa contesta l’impianto accusatorio del pm Sergio Sottani che, per ora, ha prevalso nel pesante pronunciamento del giudice Alessandra Grimaccia della Procura di Perugia?
Che dicono le 676 pagine di intercettazioni telefoniche preziose per la sentenza? la Padania ne pubblicherà alcuni passaggi.
Due i filoni d’inchiesta che si intrecciano sul doping tra Perugia e Foligno: una gara di endurance 2005, competizioni Unire ma il piatto più ricco è il coinvolgimento di cinque rioni su dieci nel processo per doping sulle due edizioni della Giostra di Foligno 2006.
Ripassiamo nomi, condanne e pene (sospese): Umberto Ricci veterinario (contestazioni per competizioni Unire e per scuderie rioni Cassero, Contrastanga e Badia), un anno e tre mesi e 300 euro di multa. Ugo Carrozzo, veterinario (rioni La Mora e Morlupo): un anno e tre mesi e 300 euro di multa. Luca Innocenzi, fantino (già rione Cassero), 6 mesi e 400 euro di multa. Addetti di scuderia: Maurizio Conti (rione Contrastanga, vittorioso nel 2006, ndr), Alessandro Metelli (Badia) e Massimo Ballanti (La Mora): 6 mesi e 400 euro di multa. Il fantino del Morlupo, Willer Giacomoni, ha patteggiato.
Approfondiamo da subito la vicenda folignate.
Rione Cassero
Sotto processo (per atti fraudolenti sul cavallo Naval War del rione Cassero), il veterinario Umberto Ricci e il fantino Luca Innocenzi, vincitore nel settembre 2011. Vengono sequestrati i farmaci in loro possesso e contestata la mancanza di annotazione delle prescrizioni veterinarie in relazione ai conseguenti trattamenti terapeutici. Si contestano infiltrazione e somministrazione di farmaci vietati (Fenilbutazone e Dexadreson).
Tra i farmaci vietati trovati il Bute gel e il Deltacortene. In particolare a Ricci sequestrano i farmaci dopanti e vietati Bentelan, Depo Medrol, Dexadreson, Dimetilsofossido (Dmso), Domosedan, Lidocaina, Prequillan.
(1 – continua)
s.piazzo@lapadania.net
LE INTERCETTAZIONI
2 MAGGIO 2006
Luca: Ciao Umbè. Umberto: Oh! Luca: Ascolta un po’, eh… i cavalli che tocca incomincia’ a faglie, qualcosa? A ‘sti cavalli… a Mirage, Naval (sic), ‘sti cavalli che tocca porta’ alle visite. Umberto: eh. Luca: gli incominciamo a fa’ qualcosa?… Umberto: sì, dopo tanto io passo giovedì mattina e gli damo una flexata, vedemo un attimo. Luca: sì, ma io incomincio, con che…
Umberto: sì sì, incomincia, faglie.. Che c’hai tu, Lu’? Luca: e non lo so, credo che devo anda’ a compra tutto, Umbe’, ho finito quasi tutto. Umberto: prendi il Flunifen, Lu’. Luca: il Flunifen, ah, beh, il Finadine? Umberto: sì, che te costa anche meno. Luca: va beh, è meglio quello del Fenilbutazone? Umberto: se può fa’ anche il Fenilbutazone… Luca: e che ne so, io a Mirage, beh, gli farei il fenilbutazone. Umberto: facciamo il fenilbutazone, beh, è uguale. Luca: allora ascolta, a Devil e Naval gli facemo il Flunifen, tanto li compro tutti e due e a Mirage facemoglie il Fenilbutazone, Umbe’. Umberto: no, se pigli il Fenilbutazone, piglia il Fenilbutazone, no?
Luca: che, Umbe’, non voglio rischia’ con Mirage, te dico la verità, la voglio porta’ proprio che non rischiamo niente, capito? perché l’anno scorso Renato ce l’ha portata e gliel’hanno data rivedibile, capito, perché era un po’ cip e ciop. Umberto: allora tu gli fai dieci di Fenilbutazone e cinque de Dextrateson… però non li tene.. non li tene’ tanto.. tielli un po’ carichi, capito? Movili solo con la bicicletta un pochino.
Luca: sì sì, io infatti cinque giri al giorno de bicicletta ho fatto. Umberto: eh, gli dai un pelino meno da mangia’ per via dei muscoli che li lavori meno, capito? Gli fai da’ un po’ meno da mangia’, a posto, dopo… tanto non perde niente a tre giorni, eh… Giovedì mattina passo e cosamo.
9 MAGGIO 2006
Umberto: che t’ha detto de Naval, perché l’hanno fatta rivedibile? Luca: non c’è un perché, Umbe’. Umberto: stai a senti’, se tante volte…, ma tu te sei informato, gliel’hai chiesto? Luca: sì, ci ha pensato papà, ha chiamato a tutti e gli ha detto: non so…, diciamo non ce devono.. non te devo da’ nessuna cosa, nessuna spiegazione. Umberto: perché dice: dalla lastra s’è vista come una bolla, come se il cavallo è stato infiltrato, no? quella è una supposizione sua, se tante volte scappasse che te dice così: ma era infiltrato? No, no, io ai cavalli non gli ho fatto mai niente.
Luca: no, no, vai tranquillo, vai tranquillo. Umberto: Capito? Non fa come qualcuno che gli ha detto: sì, lo semo infiltrato. Luca: ma che, sei matto? Umberto: sempre negare con ‘sti idioti qui.
Luca: sì, ho capito, ma ti possono… però con la lastra invece? Umberto: Sempre fa la parte da tonti e nega’, hai capito?
14 MAGGIO 2006
Umberto: tocca tenella fresca (cavalla Naval, ndr) Luca: lo sai invece che ho pensato? Può darsi che sto a di’ una cazzata, però secondo me è la cosa più intelligente, va beh, a parte infiltrata prima della gara che è importante.
Umberto: quella bombardarla alla morte, damme retta. Luca: sì sì, bombardarla proprio, a non… portarla senza mezzo dolore che la cavalla soffre dentro. Umberto: e lo so.
26 MAGGIO 2006
Luca: Umbe’, quante ore prima gli devo fa il Lasix? Umberto: un’oretta prima, un’oretta e mezza prima. Luca: quante fiale gliene devo fa’, Umbe’?
Umberto: gliene fai… fagliene due fiale. Luca: due fiale? Umberto: sì, dopo quando riviene gli fai cinque o sei litri de Ringer, eh.
10 GIUGNO 2006
Luca: ascolta un po’ una cosa, per i muscoli, Umbe’, io c’ho il Neutrodex, glielo volemo da’? Umberto: va benissimo, nel mangiare… Luca: glielo comincio a da’ da domani? Umberto: sì sì e poi rimedia un paio de flaconi de Malox.
Luca: ascolta un’altra cosa, eh…, io c’ho anche i cosi, non so se serve più oramai daglieli, c’ho pensato adesso. Umberto: gli aminoacidi? Luca: c’ho i… gli aminoacidi della Scandinavia.
15 GIUGNO 2006
Umberto: Luca, una cosa mi sono dimenticato di dirti per la cavalla. Il Matrix prendigli.
Luca: il Matrix, Umbe’, ce n’ho 7-8 scatole in scuderia. Umberto: eh, da fargli in vena. Luca: ah, beh, lo facemo, dai… quante ne fo, fino alla Quintana?
Umberto: eh, sì, sì, fino alla Quintana.
19 GIUGNO 2006
Umberto: il registro come ce l’hai tu? Luca: eh, infatti, il registro come ce l’ho, Umbe’, ce l’ho a posto per quelle cose che emo fatto, ce l’ho a posto. Umberto: e va beh, tu basta quelle… a questi gli dici le cose che semo fatto. Luca: a mo’ prendo… l’armadietto, Umbe’, lo tiro via, lo porto via, se me vengono a fa’ un controllo. Umberto: tu lì tira via tutto, tu non tenere niente lì, capito?
Luca: infatti porto via tutto quanto. Umberto: perché tu non c’hai il registro di scarico e di carico. Luca: come no? Io quale c’ho? Il registro terapeutico io c’ho e basta. Umberto: eh, tu de quello che io te prescrivo lo somministri. Luca: bravo. Umberto: e non fai residuo, capito? Tu gli porti su quello con le ricette gialle. Luca: ah, co… ah beh, sì, con le ricette quelle lì gialle.
Umberto: eh, guarda dentro che sia tutto riportato bene però. Luca: sì. Umberto: quello scritto sulla ricetta e lì. Luca: sì, ma tanto le ricette che m’hai fatto ce l’ho tutte quante, dai. Umberto: eh, però controlla che siano riportati i medicinali. Luca: ma tocca andacce per forza, Umbe’, su a Perugia? Umberto: ieri a voi che v’ha detto? Luca: sì, me l’hanno dato il foglietto però insomma per lui non è un invito, no? Umberto: oh, Luca, non lo so, tu basta che lì c’hai tutto quanto regolare, eh. Luca: io adesso prendo i fogli gialli e li metto dentro il registro terapeutico, poi se verranno a fa’ un controllo delle medicine glielo faccio vede’.
Umberto: eh? Luca: allora io adesso prendo i fogli gialli e li metto in ordine, no? Umberto: eh. Luca: poi se verranno a fa’ un controllo glielo faccio vedere, levo i medicinali, che cazzo me ne frega a me, Umbe’? Umberto: mhm. Luca: no? Umberto: va beh. Luca: cioè se devo anda’ su me mandano un invito scritto, no? Che me danno un foglietto con scritto, ma che siete stupidi! No. Vengono giù loro semmai che me ne importa? Quando ho levato le medicine tanto che me fanno, Umbe’? Umberto: no, l’importante è che sulle ricette sia riportato sul registro, capito?
Luca: certo, Umbe’, va tranquillo, le ricette quelle che m’hai fatto l’abbiamo scritte, non te ricordi hai scritto e risistemato tutto? Umberto: va beh. Luca: va tranquillo, Umbe’, va tranquillo. Umberto: no, perché ci stanno le multe, eh.
Luca: va tranquillo, Umbe’, daglie, avemo sistemato tutto. Umberto: va boh, ciao. Luca: ciao, Umbe’.”
(segue)
Il Palio della Giostra della Quintana anche qui:
LA PADANIA 27 SETTEMBRE ETOLOGIA “RIPETENTE” IN QUINTANA CLASSE?
http://www.chiliamacisegua.org/2011/09/22/quintana-lettera-aperta-alla-provincia-di-perugia/
QUINTANA – LETTERA APERTA ALLA PROVINCIA DI PERUGIA
Chiliamacisegua chiede supporto per battaglia email urgente
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Chiliamacisegua chiede supporto per battaglia email urgente
21 settembre 2011 -
Se qualcuno si aspettava l’assoluzione è arrivata la brutta sorpresa, perché il giudice Alessandra Grimaccia, dopo qualche ora di camera di consiglio ha emesso condanne che vanno dai sei mesi a un anno e tre mesi per l’indagine chiamata Zodiaco che nel 2006 scoprì, l’allora presunto, oggi provato dalla decisione di un giudice, giro di sostanze dopanti impiegate con alcuni cavalli della Giostra della Quintana di Foligno.
Le condanne La pena più alta è toccata al veterinario Umberto Ricci, un anno e tre mesi, pena sospesa, a seguire, Ugo Carozzo, un anno di reclusione, per entrambi pena sospesa. Nove mesi per Marco Cuglini, sei mesi di reclusione è invece la condanna per Luca Innocenzi, il cavaliere del rione Cassero che solo domenica ha vinto la giostra della rivincita. Per la ricostruzione accusatoria, Innocenti, era colpevole in concorso con il veterinario di aver dopato il cavallo Naval War per vincere la competizione. Anche per tre addetti della stessa scuderia, Maurizio Conti, gestore della scuderia del rione Contrastanga, Alessandro Metelli, gestore della scuderia del rione Badia e Massimo Ballanti, gestore della scuderia del rione La Mora la pena è stata di sei mesi. A Loris Venturi il giudice ha invece comminato quattro mila euro di multa. Gli imputati sono anche stati condannati al pagamento di quattro mila euro di spese ciascuno per le costituzioni delle due parti civili, e un risarcimento di 10mila euro ciascuno alle parti civili Unilav e Lega cavallo.
L’indagine L’indagine era partita nel 2005 su scala nazionale per approdare nel 2006 all’uso dei farmaci dopanti nella Giostra della Quintana di Foligno grazie ad un veterinario che operava anche in una scuderia perugina che prendeva parte a gare di Endurance. A portarla avanti erano stati i carabinieri del Nas, coordinati dal pubblico ministero Sergio Sottani. A Foligno c’erano state una raffica di perquisizioni che avevano creato non poco scalpore. Il processo era iniziato nel febbraio 2009. Gli imputati, difesi tra gli altri dagli avvocati Guido Bacino, Giovanni Picuti e Claudio Caparvi, si sono sempre detti innocenti.
http://www.anmvioggi.it/13073/21-09-11/doping-alla-quintana-veterinari-condannati
DOPING ALLA QUINTANA, VETERINARI CONDANNATI
Un anno e tre mesi di carcere ai veterinari. E 300 euro di multa. Questa la condanna emessa nei confronti di due veterinari dal Tribunale di Perugia nell’ambito dell’inchiesta “Zodiaco”, condotta dai Nas di Perugia coordinati dal pm.
Le accuse sono aver compiuto “atti fraudolenti sui cavalli per raggiungere risultato diversi da quelli conseguenti al corretto e leale svolgimento della competizione” somministrando agli animali “sostanze vietate”. I fatti riguardano la Giostra della Quintana, l’evento più importante di Foligno e fra i principali dell’Umbria.
Le condanne più pesanti hanno riguardato i due veterinari ai quali il giudice ha inflitto la pena di 1 anno e 3 mesi ciascuno e una multa di 300 euro. Tutti gli altri, ad eccezione di un gestore di scuderia che aveva patteggiato, hanno riportato pene fra i 6 e i 9 mesi e relative multe da 400 a 600 euro. Gli avvocati dei condannati hanno comunque già preannunciato ricorso in appello.
L’Ente Giostra e i vertici dei Rioni sono risultati tutti estranei alla vicenda. Il presidente della Giostra Domenico Metelli si è dichiarato “solidale con le persone coinvolte”, a nome di tutta la Quintana.
Nelle carte dell’inchiesta, un veterinario è indicato come “il professionista” al quale si affidavano alcune scuderie per dopare gli animali alla Quintana, fra cui una risultata vincitrice nel 2006; l’altro avrebbe dispensato consigli fraudolenti oltre a somministrare medicinali vietati. infiltrazioni e somministrazioni ai cavalli di farmaci ritenuti dagli inquirenti “vietati”: Si parla di Lasix, Flebocortid, che “può causare l’alterazione della funzione epatica, pancreatite, ulcere gastro-intestinali, debolezza e laminite (con possibile distacco della 3a falange dello zoccolo)” ed altre sostanze che i carabinieri hanno accertato somministrate, in assenza di patologie. Le difese intanto si preparano al ricorso in Appello sicure di riuscire a “demolire il teorema accusatorio”.
L’inchiesta è iniziata nel 2006 ed è legata alle due Giostre di quell’anno, stando alla sentenza, è stata falsata dal doping e che ha comportato maltrattamenti agli animali. A novembre del 2008 il rinvio a giudizio di tre veterinari, fantini e gestori di scuderia. L’operazione Zodiaco prende il nome da uno dei cavalli, un campione di Endurance, uno fra quelli sottoposti a somministrazioni vietate e ben noti anche nelle competizioni ippiche nazionali.
UNA si era costituite parte civile chiedendo circa 50mila euro di danni insieme alla LAV che ora ha chiesto la sospensione cautelare dall’Ordine per i veterinari, fino al giudizio definitivo. UNA fa sapere che chiederà a breve, insieme alla Lav, un incontro al presidente dell’Ente Giostra e al Sindaco di Foligno, per definire un protocollo più efficace per evitare l’eventuale reiterarsi di atti fraudolenti. (fonte: tuttooggi.info)
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LA PADANIA 18 SETTEMBRE CERVINARA E PARONA
17 settembre 2011 -
Prima il sindaco di un paese annuncia che vuole svuotare il canile e rimettere i cani in strada…. poi ci ripensa e paga chi li adotta. E allora accade, come racconta schede di adozione alla mano Stefania Piazzo, che a Cervinara City, dalle parti di Avellino, si compia pure il miracolo…
240 euro l’anno per ogni cane adottato. Una cifra simbolica, ma pur sempre una cifra di questi tempi. Escono la bellezza di 101 cani… Almeno.
“Chi ne prende uno, e va beh… chi ne prende due… e va beh, è benemerito… Chi ne prende tre, e va beh, è proprio un santo… Chi ne prende cinque… ed è Madre Teresa di Calcutta… e chi ne prende…. in famiglia, tre il papi e tre il figlio, che fanno sei in casa… Dei santi senza passare per il santo uffizio. Idem per moglie e marito, due a testa, e fanno quattro in una botta sola. Che fame di cani!”.
Insomma, scrive la giornalista, “case piene di cani adottati. Naturalmente tutti stanno bene e stanno al loro posto”.
Vero? Stefania però ci invita ad attivare il Google Map della memoria storica: accadono infatti strani miracoli nella terra dell’Asl che sterilizzava con le fascette elettriche. In cui hanno interrotto la cattura dei randagi, perché troppo onerosa e gli addetti si mettono in malattia. La memoria di Google Map, scrive la giornalista, ci rammenta che questi sono i cani del canile di Altavilla, per i quali il Sindaco di Cervinara voleva appunto destinare il ritorno al randagismo, costandogli troppo la retta.
Insomma, anche se la manovra abroga le feste con i Santi, a Cervinara i miracoli si ripetono… 101 volte almeno.
Poi, La Padania, come sempre fuori dal coro, ci regala …….una camera con vista sul canile di Parona, in provincia di Pavia, balzato alla ribalta in questi giorni: arriva, da Maria Giovanna Pezzullo Morelli, la segnalazione a Chiliamacisegua, che invia immediatamente alla Task Force e all’Anpana, il dossier, il cui Avvocato, Maria Morena Suaria, senza ma e senza beh, provvede all’esposto formale in procura.
Ma, a differenza di quanto sta impazzando sul web, con immagini forti, la Padania in esclusiva, tra esposti in procura e polemiche, ci spiega che …. Parona, sono in realtà due canili in uno…
Due diverse gestioni, con cani in convenzione da una parte e con altri in affido, dopo sequestro giudiziale dall’altra, con un’altra Associazione in ballo. E, tra quei cani, pure quelli che arrivano dall’ex Nuovo Rifugio Emma. (Sequestrato a novembre 2010 http://www3.corpoforestale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2810
CIRCA 100 CANI MA ANCHE UNA DECINA DI CAVALLI ERANO TENUTI IN CONDIZIONI INCOMPATIBILI CON LA LORO NATURA, IN TOTALE SPORCIZIA E PRIVI DI RIPARO. DENUNCIATA PER MALTRATTAMENTO LA TITOLARE DELL’ASSOCIAZIONE CHE GESTIVA LA STRUTTURA)
Dossier che la Padania ha correttamente inoltrato al Ministero e non a facebook.
Di chi sono, insomma, le foto che circolano in rete e, soprattutto, cosa contiene l’inedito in possesso de La Padania?
Stefania ci offre “l’antipasto”, il resto nei prossimi giorni.
Chiliamacisegua e La Padania invitano ora chi di dovere, a controllare de visu, come stanno tutti bene gli ospiti della struttura.
In salute, cucciolate comprese. Cani che riposano in un sonno profondo e…definitivo, compresi.
Buona lettura e buona…indignazione!
Chiliamacisegua
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La Padania 18 settembre Centotreeseima puntata
Viaggio nell’Italia Bestiale a cura di Stefania Piazzo
DALLA CARICA DEI 101 DI CERVINARA…
Chi l’avrebbe mai detto… Cervinara, strepitoso modello italico di solidarietà e adozioni di cani. In un piccolo comune dell’avellinese si è verificato il miracolo, quello della carica dei 101, un “film” mai visto prima sulla bontà e sulla generosità dei cittadini che hanno risposto con tempestiva attenzione all’iniziativa che lo scorso anno lanciò il sindaco: se adotti un cane dalla struttura di Altavilla Irpina, ti passiamo noi per tre anni, e se serve anche più, la retta mensile, posticipata.
Basta che il veterinario dica che i cani stanno bene. Tutto ok, allora. Morale: 20 euro al mese, che fanno 240 euro l’anno. Una cifra simbolica, ma pur sempre una cifra di questi tempi. Escono la bellezza di 101 cani… Almeno.
Chi ne prende uno, e va beh… chi ne prende due… e va beh, è benemerito… Chi ne prende tre, e va beh, è proprio un santo… Chi ne prende cinque… ed è Madre Teresa di Calcutta… e chi ne prende…. in famiglia, tre il papi e tre il figlio, che fanno sei in casa…
Dei santi senza passare per il santo uffizio. Idem con patate per moglie e marito, due a testa, e fanno quattro in una botta sola. Che fame di cani!
Insomma, nel circondario tra Cervinara e San Martino Valle Caudina e comuni limitrofi, dove i cani vivono spesso alla catena o nelle botti blu di plastica rovesciate a mo’ di cuccia a temperatura sempre ambiente, accade il miracolo della carica dei 101 della bontà.
Un miracolo davvero per una terra martoriata, ma che diciamo, stramartoriata dal randagismo, dai cani vaganti che se ti fermi e apri la portiera della macchina la riempi senza dover passare dal canile, se proprio proprio vuoi svuotare un po’ le campagne da questa piaga.
Insomma, ma guarda come la carica dei 101 porti finalmente gioia e freschezza e trasparenza nel panorama grigio della Campania alle prese con sterilizzazioni difficili, canili sempre pieni, abbandoni importanti. 70mila randagi sul territorio: una città.
Ma il segnale miracoloso della moltiplicazione dei pani e delle adozioni di Cervinara fa parlare oltre i suoi confini.
D’altra parte sino a ieri il territorio avellinese era balzato ai disonori della cronaca per altre notizie.
Come le mancate catture dei randagi, che sono state per un certo periodo persino sospese per la malattia di tre addetti (su tre?) all’accalappiamento. «Data l’indisponibilità per salute cagionevole certificata dei tre agenti tecnici dipendenti… con mansioni di cattura randagi», come si legge in un rapporto Asl.
Hai capito che storia? Mesi e mesi così senza considerare che il servizio era in convenzione purtroppo onerosa solo per le urgenze, cioè cani mordaci o incidentati.
Ma più precisamente… «abbiamo ricevuto numerose e pressanti richieste di cattura da parte di organi istituzionali e associazioni protezionistiche cui non possiamo dar seguito di competenza per cattura, se non per le femmine da sterilizzare o per randagi feriti o da curare; i ricoveri ordinari sono sospesi – si legge! – per il sovraffollamento dei canili rifugi autorizzati».
Eh beh, mica male.
Ci pensano allora quelli di Cervinara e dintorni a svuotare i canili, dando prova di encomiabile affetto per i randagi dietro le sbarre. Case piene di cani adottati, un bell’esempio che non è sfuggito a diversi osservatori attenti all’evidenza della massiccia corsa all’adozione con premio finale. Naturalmente tutti i cani stanno bene e stanno al loro posto.
E ci mancherebbe pure…
Ma la memoria storica, la storia, insomma, non vanno mai sottovalutate. Disegnano la mappa della notizia come solo Google map fa dall’alto. Guarda qua: ma non era il primo cittadino di Cervinara anche quello che aveva fatto notizia nel settembre scorso per aver manifestato la volontà di liberare i cani ospitati proprio nel canile di Altavilla perché l’ospitalità non era un lusso che le casse del Comune potessero ancora sostenere a lungo?
E non fu l’intervento immediato della task force del ministero della Salute, dice la storia, a bloccare qualsiasi “liberazione” fuorilegge dei cani custodi? E, anfora la storia, non era stata posta così sotto sequestro amministrativo il 28 settembre dai nas quella stessa struttura (che aveva peraltro dato in subappalto ad Afragola una parte di cani), bloccando sul nascere qualsiasi possibile uscita contra legem dei cani sul territorio?
Ah già… Era proprio ancora Cervinara, dice Google map, il Comune che però ora fa i miracoli delle adozioni che vanno via come il pane. Come cambia il corso della storia, però.
E non era quello di Altavilla, rammenta sempre la buona memoria storica, anche il canile nelle competenze dell’asl che autorizza le sterilizzazioni con le fascette di plastica…? Mica male adottare un po’ di memoria. Beh beh non esageriamo. A proposito, ora i cani ad Altavilla sono 53, prima erano 160 circa.
E tutti quelli che sono ancora randagi, il Comune come e da chi li fa accalappiare? O il randagismo è finito in archivio? Magari.
…A PARONA: TASK FORCE, VAI A VEDERE COME STANNO TUTTI BENE
Stanno tutti bene. Altrimenti perché tutto questo silenzio e nessuna premura per far qualcosa? Oppure, più semplicemente, di cani messi male a Parona non ne esistono e il problema è solo un fantasma.
Parona sembra il nome di un lago lombardo. O forse di una varietà di riso amaro. In provincia di Pavia, zona Albonese, sembra esistere una struttura privata convenzionata sulla quale pioverebbero critiche, strali. E fotografie di un dramma.
Vere? False? Fotografie, già, ma di quali cani? Perché la questione, al di là dei reclami negli anni alle asl locali, a quanto pare archiviati, perché i cani…. stanno tutti bene, ciò che sta facendo impazzire il web sono le immagini di una situazione più complessa di quanto probabilmente appaia.
E allora, iniziamo col dire che Parona sono “due canili in uno”. Diciamo che, da una parte, c’è la struttura convenzionata, criticata da associazioni e animalisti e, dall’altra, attigua e con affitto pagato, pare 1.800 euro al mese, ci sarebbe un’altra associazione. Dicono si tratti del “Sogno di Ermanno e Luna”. E dicono, i bene informati, che in quella struttura ci sarebbero anche i cani provenienti dal sequestro giudiziale (e relativi affidi) dei cani dell’ex Nuovo rifugio Emma di Pogliano Milanese. Con i cani, per la cronaca, che erano stati sotto la gestione di Sonia Auci. In parte, sembrerebbe, in affido giudiziale a terzi e altri ancora in affido alla signora. Fin qui, la cronaca.
Da una parte, quindi, gli animali in gestione all’attività che fa capo al signor Girardi, dall’altra quelli del “Sogno”, variamente articolati.
Le immagini che circolano si sprecano. Già, ma a quali cani fanno riferimento? In ogni caso stanno tutti bene, perché se fino ad oggi asl e sindaci e carabinieri e procure hanno lasciato perdere, vuol dire che le foto o sono una farsa o sono illusione ottica. E il silenzio, è quello del benessere.
Quindi, archivio, cestino. Il canile, anzi, i due canili, vanno avanti per la loro strada. Il primo facendo servizio di trasporto, custodia e mantenimento dei randagi catturati sul territorio. Il secondo sostituendosi alla Provvidenza quando non c’è.
Eppure vederci chiaro è lecito. In fin dei conti da una parte ci sono sempre soldi pubblici e chiederne conto non è reato. L’ufficio legale delle guardie zoofile dell’Anpana ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Pavia per soddisfare il prurito della curiosità tanto da scrivere che «è pervenuta la segnalazione allegata alla presente (sufficientemente dettagliata grazie alla presenza di foto e la descrizione di circostanze spazio-temporali)».
La richiesta chiede, per voce dell’avvocato Maria Suarìa, «un intervento della Procura al fine di appurare la veridicità della segnalazione ed eventualmente individuare il responsabile dell’illecito segnalato».
Poi segue un allegato fotografico, degno di singolare attenzione. Cucciolate, sguardi da collinetta felice, mantello in ordine, un corpo tutto da vedere nel cuore di un box. Sono immagini che non chiedono meditazione ma verifica sacrosanta.
Il dossier, anzi i dossier, perché oltre a quello che circola sul web ce n’è un altro ancora inedito in possesso a la Padania, sono stati inoltrati per competenza alla task force del ministero della Salute, che ha disposto una verifica.
Se si attendono i tempi delle Procure si può star certi che, qualunque sia la natura delle foto, non si arriverà per tempo sulla notizia. Tanto che l’abitudine di pubblicare su facebook qualsiasi cosa ha solo un effetto: distruggere o la faccia o le prove.
s.piazzo@lapadania.net
(103 – continua)
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La vita ha un valore, non un costo al ribasso
12 settembre 2011 -
Chiliamacisegua sostiene, diffonde e divulga richiedendo partecipazione a tutti coloro che hanno a cuore la tutela e il benessere degli animali, la protesta de La Casa di Snoopy per la richiesta di annullamento del Bando di Gara Codice Identificativo Gara (C.I.G.) : 2889483CCA, rivolta al Sindaco di Termoli e agli Enti competenti.
La vita ha un valore, non un costo al ribasso!
Chiliamacisegua
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I Fatti
Dopo S. Stefano e Mirabello, al Molise serve un nuovo lager? Battaglia mail, per favore partecipate!
pubblicata da La Casa Di Snoopy
12 settembre 2011
Ill.mo Sindaco
Comune di Termoli
Via Sannitica 5
86039 Termoli (CB)
Oggetto: richiesta annullamento Bando di Gara Codice Identificativo Gara (C.I.G.): 2889483CCA. Gara aperta per l’appalto del servizio di ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi.
Con la presente aderiamo alla richiesta inoltrata dall’associazione “La Casa di Snoopy” di annullamento del bando di gara aperta per l’appalto del servizio di ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi e/o pericolosi, indetta dall’Ufficio Ambiente del Comune di Termoli, per le seguenti motivazioni:
I) il criterio economico prescelto per il mantenimento e la custodia dei cani è palesemente insufficiente. Nessuna struttura è in grado di garantire il benessere degli animali con somme così irrisorie. Tale principio di economicità favorirebbe esclusivamente il margine di profitto dei gestori a tutto discapito degli animali. Per mantenimento si intende non solo l’alimentazione quotidiana, ma anche le cure mediche e la profilassi degli animali. A tali prezzi, i cani sarebbero sicuramente in condizioni di malessere, diminuirebbero anche le possibilità di affido degli stessi ed inoltre esporrebbero in primis il Sindaco a responsabilità penali nel caso dovessero verificarsi situazioni di maltrattamento. L’importo giornaliero per ogni animale a base d’asta, IVA esclusa, fino a 110 animali € 1,50 (uno/50 euro); oltre 110 animali e fino a 150 animali € 0,825 (zero/825 euro)” è del tutto irrazionale, in quanto non si comprende per quale ragione sia prevista una discriminazione numero per i costi di mantenimento.
Cifre del genere sono in controtendenza con l’attuale sensibilità dell’opinione pubblica, specialmente considerata il vasto eco della tutela degli animali d’affezione e le politiche di lotta al fenomeno del randagismo sviluppate negli ultimi anni dalle amministrazioni comunali italiane.
II) Il bando di gara cita fra i riferimenti legislativi dell’atto amministrativo l’ordinanza del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del 16 luglio 2009, che ha per oggetto la tutela ed il benessere degli animali di affezione, ordinanza che ovviamente a sua volta è riferita alla legislazione vigente in materia e segnatamente alla Legge 14 agosto 1991, n. 281.
Pur condividendo in toto quanto sancito nella summenzionata ordinanza, riteniamo che la Vostra Amministrazione non possa in alcun modo basare un bando di gara richiamando tale atto amministrativo, in quanto non applicabile, essendo stata sospesa dal TAR del Lazio con sentenza del 2-12-2009.
III) In ultima analisi non condividiamo affatto il criterio fissato per le dimensioni dei box. Nell’art.5 lett. i) del bando si afferma che: “i box per i singoli animali dovranno prevedere una zona coperta ed una scoperta con una superficie totale: di 2 mq per cane di piccola taglia, di 3.5 mq per cani di taglia media, di 4.5 mq per cani di taglia grande, di 6.0 mq per cani di taglia gigante”. Il metodo di calcolo prescelto è illegittimo, in quanto prevede spazi inferiori rispetto a quanto fissato dal regolamento regionale n 1/2006.
La previsione in ordine ai suddetti requisiti, essenziali per un servizio di mantenimento e cura degli animali, rende l’oggetto del bando di gara illegittimo.
Per le motivazioni esposte, si richiede
- al Sindaco del Comune di Termoli di sospendere ed annullare d’ufficio, ai sensi e per gli effetti dell’art. 21 nonies, legge 7 agosto 1990 n. 281, le Determinazioni II Settore dell’Ufficio Ambiente del 30/06/2011 n. reg. generale 866 e n. 1123 dell’ 11/08/2011, aventi ad oggetto “Atto di avvio della gara aperta per l’affidamento del servizio di ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi – art. 11 D. lgs. 163/2006”, nonché il Bando di Gara Codice Identificativo Gara (C.I.G.): 2889483CCA. Gara aperta per l’appalto del servizio di ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi e/o pericolosi, diffidandolo dal dare esecuzione ai predetti atti.
Cordiali saluti
Associazione Chiliamacisegua- Milano
Per far sentire la propria civile protesta scrivere a:
Sindaco di Termoli pro tempore dott. Basso Antonio Di Brino
ambiente@comune.termoli.cb.it;
segretario@comune.termoli.cb.it;
segreteriasindaco@comune.termoli.cb.it;
E per conoscenza a :
info@lacoscienzadeglianimali.it;
serv.veterinario@regione.molise.it;
redazionecb@quotidianomolise.it;
settimanaledelmolise@libero.it;
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LA PADANIA 21 AGOSTO DA MODICA A CICERALE, IL COMUNE DESTINO DELL’ABBANDONO ISTITUZIONALE E CHI NON MUORE SI RIVEDE
20 agosto 2011 -
Modica e Cicerale accomunate da un unico destino. Il silenzio istituzionale e la tronfiaggine di chi comanda il vuoto.
Morale: il nulla di fatto.
Il nulla di fatto delle Prefetture, delle Asl, e del Ministero che lavora a corrente alternata, con una Task Force che rema da matti, arenata in un mare di silenzio.
E le Associazioni? Deluse, di nuovo, dopo una fugace illusione che prometteva di rimettere le cose al loro posto e sempre più sole. Con pochi riferimenti, sempre più bastonati e resi impotenti.
Modica e Cicerale esempi eclatanti di latitanza. Non ci sono alibi: facile pensarlo, raccontarselo, altra cosa è avere il coraggio di scriverlo, dare voce quello che ormai è il pensieri di tutti.
La penna sempre più puntuta di Stefania Piazzo, non ci delude nel dare comunicazione di reato nell’ultima sua inchiesta, interrogando chi di dovere sul perché, sapendolo, si gratti ancora la pancia o archivi.
Fa così schifo assicurare la legalità? Uscire allo scoperto? Denunciare i colleghi veterinari? Insistere perchè gli uffici ministeriali diano un inizio e una fine alle ispezioni? O tutto deve restare a metà?
La mancanza di vergogna nel fregarsene, virtù oggi, pare molto richiesta per occupare cariche e potere, noi speriamo ancora non appartenga a chi sovrintende alla tutela degli esseri senzienti.
Altrimenti davvero, l’unica speranza si aggrappa solo a La Padania e a Striscia la Notizia.
Come prima, poiché altrimenti, nessuno pare ancora ascoltare davvero, la sofferenza di chi non parla.
Buona lettura e buona indignazione!
Chiliamacisegua
LA PADANIA 21 AGOSTO
NOVANTANOVESIMA PUNTATA
DA MODICA A CICERALE, IL COMUNE DESTINO DELL’ABBANDONO ISTITUZIONALE E CHI NON MUORE SI RIVEDE
La procura indaga sul canile siciliano ancora chiuso, mentre la task force del ministero della Salute attende da mesi, dopo l’anticamera in prefettura, il verbale del prefetto sul tavolo antirandagismo. E in Campania l’asl nega l’accesso agli atti sui bandi di accalappiamento di una premiata ditta
In cosa si può sperare, dalla Sicilia a Salerno, con un’unità operativa schiacciata dal silenzio e dalla burocrazia interna ed esterna che la sovrasta? Le associazioni ora fan da sè…
Cicerale, un furgone per la raccolta delle carcasse o dei cani vivi?
Viaggio nell’Italia bestiale
Articolo
“Mentre la notizia della dipartita del signor Giovanni Cafasso, protagonista nelle vicende del canile più noto d’Italia e molto amato dalle istituzioni regionali e locali e dalla veterinaria pubblica campana, fa ancora il giro del web, la cronaca impone con cinismo di scrivere che comunque chi non muore si rivede.
E in questo moto di realismo popolare, Modica e Cicerale per una volta fanno comunella. Nel primo caso la task force, che ha fatto più che altro anticamera quando si è recata in prefettura a Ragusa per capire cosa stesse facendo il territorio per contrastare il randagismo, attende da mesi il verbale dagli eccellenti uffici sul tavolo con asl ed enti locali.
Nel secondo caso, a Cicerale, le associazioni guardano sconcertate un paio di cose: in ordine, il diniego, che è di questi giorni, degli atti sull’accalappiamento da parte dell’asl. Non si ha diritto di scoprire i meriti e i dettagli di chi riceve denaro pubblico dopo aver vinto un bando. E, dall’altro, c’è il silenzio ministeriale sul dopo-riapertura. «Siamo abbandonati», continuano a ripetere volontari e associazioni. La gente non ci crede più. Chiedono se vi sia una strategia ma a distanza di mesi dall’illusoria chiusura, col Tar che aveva ordinato la riapertura una settimana prima del blitz della task e dei Nas, e dopo un vertice che si era tenuto per valutare altre vie legali, la sensazione palpabile è che non vi sia più alcuna strategia. Al vertice tra associazioni convocate e ministero non ha fatto seguito più nulla. Quattro mesi dopo il «Faremo, vedremo» la gente chiede: Cosa? Quando? Passa questo messaggio: che la Regione veterinariamente più disastrata sia intoccabile. Che lo status quo sia inalterabile perché gli equilibri sono equilibri.
Hanno vinto loro, come in Molise, su cui torneremo. Hanno perso le associazioni, di nuovo bastonate e lasciate al loro destino. Il sogno si è infranto col silenzio dello Stato. Di nuovo sole, sul territorio, le associazioni hanno ripreso in mano carta e penna, facendo da sole ricorso al Tar, visto che a Roma tutto dorme. Come e più di prima, con cadute di stima e fiducia sul territorio.
Ma torniamo a Modica perché quanto è accaduto e si è consumato è un segnale. Più che di cambiamento, di ritorno al passato. Sul canile e i suoi ritardi ora indaga la Procura, e questo è l’ultimo anello della catena. Il primo, lo ricordiamo ancora una volta, è il processo in corso per la morte di Giuseppe Brafa, a Scicli. E una marea di rinviati a giudizio. Dai veterinari dell’asl che fecero il sopralluogo, esterno, alla casa di Vittorio Giglio, “detentore” dei cani accusati dello sbranamento, e che gli erano stati affidati dalla Procura, sino al sindaco, al comandante, defunto, dei vigili urbani.
In quest’ultimo mese tuttavia dai fatti di Contrada Pisciotto la questione si sposta su un piano di altra natura, quello politico, istituzionale. Quello che vede, in una mancata risposta della prefettura all’invio di un rapporto, quello dell’ultimo tavolo sul randagismo a Ragusa, aprirsi interrogativi pesanti e dai quali, almeno questa volta, non scappare da parte di nessuna delle controparti.
L’anello di congiunzione tra un fronte e l’altro, in attesa che peraltro il 23 settembre riprenda il dibattimento, era stata sul piano della cronaca la presa di posizione di un sindacato locale (Intesa sindacato autonomista) che aveva chiesto come mai il canile da 300mila euro per Modica, Scicli e Pozzallo, atteso da gennaio, fosse ancora chiuso…
Qual è il punto? Che quel canile è uno dei punti di un piano sul randagismo che vede di fatto centrifugata all’esterno la task force ministeriale per il benessere animale.
Il suo ultimo viaggio in Sicilia, in prefettura a Ragusa, doveva essere il cuore di un sostegno e di una vigilanza nel coordinamento di quel progetto pilota nato grazie al ministero della Salute l’indomani della morte del piccolo Brafa.
Invece… l’accoglienza non pare essere stata delle migliori. Prima una lunga anticamera, con caffè, mentre chi si doveva sentire è in riunione, poi un breve tavolo comune con incredibili attacchi istituzionali per l’azione del ministero che aveva allora fermato la mattanza dei randagi. E con la prefettura silente, anzi. Insomma, prima si nega alla task force di partecipare al vertice ristretto tra asl, assessorato regionale e prefettura. Poi, un attacco da Modica che trova sponsor nel rappresentante di governo…
È andata così? E la task force, chi l’ha poi difesa una volta rientrata nei propri uffici? Qualcuno ha preso la “parola”?
A silenzio si aggiunge silenzio. Alle associazioni non passa inosservato.
Così, a Salerno, hanno voluto far da sè. Se aspettano gli uffici o l’avvocatura dello Stato, ai cani chi ci pensa? E allora ecco qua. “Richiesta di accesso ai documenti amministrativi”, ai sensi dell’art.22 della legge 241/90 e successive eccetera…. modificazioni. Nella sostanza, si chiedeva «l’esame e il rilascio in copia di tutti i documenti concernenti le gare indette dall’asl per gli anni 2008, 2009, 2010 e 2011 per il servizio di accalappiamento dei cani (bandi di gara, offerte presentate, aggiudicazione, contratto stipulato, eventali affidamenti in proroga del servizio».
Con tanto di diritto di poter richiedere gli atti, dato che la richiesta «corrisponde all’interesse diretto, concreto e attuale, giuridicamente rilevante e statutariamente riconosciuto a beneficio della Lega nazionale per la difesa del cane, di verificare che i servizi siano stati espletati nelrispetto delle condizioni di aggiudicazione e delle esigenze di tutela dei cani». Richiesta e ricorso al Tar fanno capo a Manuela Zambrano, consigliere della Lega del Cane e ad Antonella Centanni, l’infaticabile presidente della sezione di Salerno.
Di certo non sfugge ai più attenti una seppur minima rilettura di un rapporto ministeriale ufficiale dell’ottobre scorso sullo stato della veterinaria pubblica campana in cui si legge che «Malgrado la revoca dell’autorizzazione sanitaria (poi riconcessa dal Tar il 19 aprile scorso, ndr) e il procedimento in corso (per il reato di maltrattamento, ndr), l’Asl ex Salerno 3, che ha disatteso il suo compito di vigilanza sul canile di Cicerale, ha ad oggi ancora in essere una convenzione con il suddetto titolare per il servizio di cattura dei cani vaganti sul territorio. Tale servizio – si legge – come documentato in maniera chiara ed inconfutabile da immagini in nostro possesso, viene effettuato con modalità e mezzi non idonei autorizzati non per il trasporto di animali vivi ma per lo smaltimento dei sottoprodotti di origine animale, ai sensi del Regolamento (CE) n. 1774/02».
E allora una, anzi tre domande.
Se è così, si è fatto qualcosa per impugnare bando e aggiudicazione?
No, mai.
Due: se è così, e l’asl ha letto il rapporto della direzione del ministero, la stessa asl ha fatto qualcosa per impugnare bando e aggiudicazione? No, mai.
Tre: se è così, in cosa si può ancora sperare, da Modica a Cicerale, con una task force presa per i fondelli e un silenzio che la circonda che certo non aiuta gli onesti ma, anzi, li isola sempre di più? Quanto dura?
(99 – continua)
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AL TWIGA BEACH CLUB PESCI IN BROCCHETTA
13 agosto 2011 -
AL TWIGA BEACH CLUB PESCI IN BROCCHETTA
A Marina di Pietrasanta, il 29 luglio scorso, si è tenuta una serata in gran spolvero.
Al Twiga Beach premiata ditta Briatore&Santanchè, acquario di varia mondanità, molto in voga in Toscana.
Molta vipperia ad agitarsi e a fare ciao con la manina alle telecamere di PlanetTv. E molti pesciolini rossi, troppi, a boccheggiare in brocchette sparse sui tavoli come deliziosi, originali bouquet.
Peccato che se per i fiori arriva ….l’appassimento, per i pesci costretti innaturalmente in spazi risicati ed innaffiati, si dice, dal vino che gli ospiti zuzzurelloni e in vena di divertimento, hanno provveduto a versare nel loro ristrettissimo habitat, è arrivata…. l’ubriacatura.
Poveri pesciolini rossi non espressamente invitati ma forzatamente ospiti di balzane idee di arredamento del locale.
Chiliamacisegua invita gli organizzatori di eventi estivi a giocare con fanti e a lasciare stare i ..santi. Ovvero a lasciare stare la vita, a lasciarla libera di vivere nel suo ambiente. Libera dall’esibizione, libera dall’utilizzo come fiore all’occhiello.
No, i pesci alla ..brocchetta, non vanno bene come soprammobili nelle serate danzanti modaiole!
Che per questi poveri pesci rossi, Chiliamacisegua scommette, è stata l’ultima serata…danzante della loro breve vita.
Chiliamacisegua
Video
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=nZ6nhPqSwHI#at=881

I minuti nei quali si vedono i pesci rossi nelle brocchette, sono ai minuti 1.35 e 3.08.
A
sindaco@comune.pietrasanta.lu.it;
info@lacoscienzadeglianimali.it;
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