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Se cominci ad accarezzare un cane, avrai trovato un'occupazione per la vita
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Archive for the ‘Giornali e riviste’

FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE PER FERMARE QUESTA ATROCITA’!

agosto 30, 2010 By: Rosanna Marani Category: Campagna, Denuncia, Divulgazione, Giornali e riviste, Orrore, Petizioni, Sostegno, VIVISEZIONE, vergogna

FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE PER FERMARE QUESTA ATROCITA’!

http://www.leal.it/campagna-bruxelles/petizione-online/

PER SAPERNE DI PIU’

http://www.chiliamacisegua.org/2010/08/03/la-direttiva-sulla-vivisezione-una-vergogna-europea/

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http://www.ilfattoquotidiano.it/

Ambiente & Veleni

30 Agosto 2010

C’è qualcosa che non quadra tra lo sviluppo tecnologico e la “voglia di animali” che esprimono i protagonisti della ricerca farmaceutica. In nessun altro settore scientifico i protocolli sono ancora gli stessi di mezzo secolo fa. Ora, dopo anni di discussioni, la nuova direttiva europea sulla vivisezione è pronta al varo. Eppure a guardarla bene ci sono punti che mettono i brividi. Il testo prevede esperimenti su animali randagi e domestici. E se l’intensità è “moderata”, l’accanimento sulla stessa bestiola si può ripetere anche una, due, tre volte. Un bell’escamotage per sostenere, come scrive la Ue, che d’ora in poi la vivisezione coinvolgerà meno animali. La vicenda ha suscitato grande sdegno. Tanto che la Leal, lega antivivisezione ha già raccolto 60mila firme per una petizione online di Vanna Brocca e David Perluigi

Commenti (44)

Vivisezione, l’inganno dell’Unione europea: prendi un animale e lo torturi tre volte
La nuova direttiva Ue deve essere approvata entro l’8 settembre. Ma già infuriano le polemiche degli animalisti su una deriva ancora più violenta. Ogni anno vengono utilizzati 12 milioni di animali per esperimenti scientifici
Esperimenti su animali randagi e domestici. In poche parole cani e gatti. Utilizzando metodi da tortura come l’isolamento forzato, il nuoto forzato o altri esercizi che portano inevitabilmente all’esaurimento (morte) degli animali. E non è finita, perché se l’intensità è “moderata”, l’esperimento sulla stessa bestiola si può ripetere anche una, due, tre volte. Un bell’escamotage per sostenere, come sostiene la nuova direttiva europea sulla vivisezione, che d’ora in poi gli esperimenti coinvolgeranno meno animali. Il tutto gravato da un singolare paradosso: in Italia la legge sulle vivisezione è più rigida, ma ora le nuove regole dell’Unione non saranno più derogabili dai singoli paesi con buona pace delle multinazionali del farmaco. Certo l’Italia potrebbe chiedere di mantenere le sue regole, ma la domanda è: lo farà?

Intanto, dopo anni di discussioni e rimaneggiamenti, la nuova direttiva europea sulla vivisezione è pronta al varo. Ma nessuno, o quasi, degli europarlamentari italiani eletti nel 2009 è ancora andato a leggersi il testo. Peccato, perché a guardarlo bene ci sono punti che farebbero accapponare la pelle anche al più convinto sostenitore della sperimentazione scientifica con gli animali. Il testo prevede, ad esempio, all’articolo 16: “La possibilità di riutilizzare animali già sottoposti a esperimenti di intensità ‘moderata’”. Un paradosso, si diceva. “In questi ultimi mesi quasi tutti gli articoli chiave sono cambiati in peggio rispetto alla prima stesura del 2008 – dichiara scandalizzata Vanna Brocca della Leal, la Lega antivivisezione – ad esempio la frase la possibilità di riutilizzare animali già sottoposti a esperimenti di intensità moderata è significativamente diversa rispetto alla prima stesura ipotizzata dalla Commissione, dove si parlava invece di esperimenti di intensità lieve“.

“Tra le procedure codificate poi – continua la Brocca – c’è l’isolamento forzato di cani e scimmie o il nuoto forzato o altri esercizi fino all’esaurimento dell’animale”. Un risultato ben diverso, insomma, da quello che si aspettavano le principali associazioni animaliste che auspicavano il  graduale superamento della sperimentazione con gli animali grazie all’utilizzo di metodi alternativi, in provetta o tramite modelli computerizzati e, nello stesso tempo, la riduzione degli esperimenti più dolorosi. Ma non è l’unico scivolone del testo. Sempre nella prima stesura del 2008 non vi era di certo: “La possibilità di chiedere delle deroghe a sperimentare su animali randagi delle specie domestiche – aggiunge la Brocca – l’ articolo 11 del testo (compresi cani e gatti ndr), qualora sia impossibile raggiungere lo scopo della procedura” altrimenti e quando sia ritenuto “essenziale” per tutelare l’ambiente o la “salute umana o animale”.

Eppure, la relatrice della normativa, l’eurodeputata Elisabeth Jeggle del Partito popolare europeo, aveva dichiarato alle agenzie di stampa: “Le nuove norme realizzano un compromesso tra i diritti degli animali e le esigenze della ricerca”. Ma il risultato finale non pende certo a favore degli animali. E così, mentre i nostri eurodeputati sonnecchiano, il tam tam di protesta degli animalisti è già partito. La Leal, lega antivivisezionista, sta raccogliendo le firme per una petizione online da portare al Parlamento europeo entro l’8 settembre, giorno della votazione del testo. Sono già oltre le 60mila. Tra questi hanno firmato: l’astrofisica Margherita Hack, l’attrice Lea Massari, la scrittrice Sveva Casati Modignani, il fotografo Gabriele Basilico. In gioco, stando ai dati forniti dall’Ue nel 2005 (gli ultimi disponibili), ci sono i 12 milioni di animali che vengono usati ogni anno in Europa per finalità di ricerca. Una statistica dalla quale vengono generalmente escluse le specie invertebrate e gli animali uccisi per utilizzare tessuti e organi. Ed ecco che cosa si sono inventati a Bruxelles come “compromesso”, per usare le parole della Jeggle.

Il professor Agostino Macrì è stato per anni uno dei massimi ricercatori all’Istituto Superiore di Sanità, oggi scrive per alcune riviste scientifiche: “Io ho fatto quasi sempre sperimentazione sui ratti, non sono contrario alla sperimentazione scientifica con test sugli animali. Ci sono farmaci che possono essere testati sull’uomo se non dopo una prima fase di test fatta sugli animali. Certo, però, se dovesse passare il principio generale a livello europeo che si possono riutilizzare per più esperimenti gli stessi animali, sarei contrario. Mi sembra una inutile tortura. Come sono contrarissimo a usare animali cosiddetti randagi, portatori di per se di altre malattie. Oggi comunque in Italia – continua Macrì – per la sperimentazione su cani e gatti o su altre specie al di fuori dei ratti, bisogna chiedere una deroga, una autorizzazione al ministero della Salute che la sottopone poi al vaglio di una commissione in seno all’I.S.S”. E già la normativa italiana, la n.116/92, è parecchio restrittiva sulla sperimentazione su quasi tutte le specie animali.

“In realtà- dice Brocca – domani potrebbe diventare tutto più difficile o più semplice a guardarlo dalla parte dei vivisettori e dei grandi gruppi che dalla vivisezione traggono profitto. Infatti l’articolo 2 della nuova Direttiva esclude che si possano apportare migliorie alla Direttiva nella fase di recepimento. Tutt’al più l’Italia potrà chiedere di mantenere delle misure più restrittive, se già le possiede. Ma avrà voglia di farlo?”. Il timore è che per competere con gli altri 26 Paesi dell’Unione, il nostro governo non si batta abbastanza e decida di adeguarsi integralmente a questa Direttiva tutta giocata al ribasso.

Bruno Fedi, già docente universitario in medicina a Roma e poi a Terni, è un luminare del cancro dell’urotelio. Fedi è un “pentito” della sperimentazione scientifica sugli animali: “Dopo 15 anni di sperimentazione all’università su cavie, topi, criceti, cani e gatti, un bel giorno mi sono reso conto che i risultati erano o inutili o dannosi e ho deciso così di liberare tutti gli animali del laboratorio. Torturare e uccidere animali, per sperimentare cosmetici, farmaci o altro, è una ingiustificabile crudeltà, a meno che non vi sia una reale utilità per l’uomo. Faccio notare – continua Fedi – che i risultati degli esperimenti su animali, possono essere, sull’uomo, uguali, diversi, o addirittura opposti e per verificarlo bisogna ripetere gli esperimenti sull’uomo. Questo fatto è ormai riconosciuto da prestigiose riviste e organizzazioni di controllo o di ricerca internazionali. Le grandi industrie si ostinano a praticare esperimenti su animali solo perché così facendo “l’iter” di molecole farmacologiche nuove, prima della immissione sul mercato, diventa più complesso e costoso, escludendo le piccole industrie e i paesi poveri dal progresso scientifico. Vogliamo metterci in testa che la struttura genetica di un animale è diversa da quella di un uomo! Non siamo, come ha scritto un mio illustre collega su Nature (si tratta dell’autorevole scienziato Thomas Hartung ndr), topi che pesano 70 kilogrammi. Gli uomini assorbono le sostanze in modo diverso, le metabolizzano in modo diverso. Vi sono metodi alternativi alla sperimentazione sugli animali, come quelli sulle cellule coltivate o quelli sui tessuti umani che si possono prelevare dagli arti amputati, che danno risultati di gran lunga migliori”.

Secondo la Leal, anche in materia di metodi alternativi alla sperimentazione animale il testo che sarà votato a Strasburgo segna un pericoloso passo indietro rispetto a quello di due anni fa: “Infatti vengono resi obbligatori soltanto i metodi alternativi recepiti dalla normativa comunitaria, che al momento sono pochi. Il primo testo proposto della Commissione, invece, era molto più avanzato, includendo tutti i metodi sostitutivi disponibili e scientificamente soddisfacenti”.

LA PADANIA 29 AGOSTO 2010 SANTO STEFANO, COMPLICI DENTRO IL MINISTERO

agosto 26, 2010 By: Rosanna Marani Category: ASL, Canili lager, Comunicati, Divulgazione, Giornali e riviste, INDIFFERENZA, Maltrattamento cani, Orrore, Randagismo, Task Force, Volontariato, vergogna

La Padania, articolo di Stefania Piazzo, in anteprima.

Mentre l’estate sta tirando le cuoia (come i nostri animali, in Italia fanno ogni giorno, avvelenati, impiccati legati ai pali, bruciati, agonizzanti nei canili lager, i cui gestori, nome e cognome scritti in nero su carta bianca, smascherati inutilmente, giocano a tresette con le denunce e riempiono l’album panini, celo non celo questa querela, e si preparano al campionato della crudeltà 20101 2011, ingaggiando nuovi accalappiatori o riciclando quelli conosciuti come Cafasso, indagato anzi imputato, ma libero di lavorare per le Asl di Salerno, nella indifferenza generale del potere. Dell’azione. Della determinazione a svoltare.

Quello della stanza dei bottoni, che i volontari ahimè, si dannano, ma abitando la stanza delle..asole, si svenano e rabbiosamente si disperano.

Eccola la pagina di Stefania Piazzo che incresperà qualche animo, domenica prossima. Ma nulla più.

Due anni di lotta assieme, Clacs e Piazzo, due anni di dossier raccolti, due anni di orrori. Di truffe, di inadempienze, di omissioni di atti di ufficio, di sciupio di denaro pubblico. Svelati, diffusi, pubblicati, divulgati.

E questo è il risultato: sulla carta siamo diventati civili cittadini che possono avvalersi di ordinanze e di leggi all’avanguardia, siamo animal friendly, abbiamo una task force, all’italiana quattro gatti a piedi e le pistole caricate a salve, si, scacciacani ma non delinquenti, abbiamo la coscienza degli animali.

Ciumbia!

Ma anche l’incoscienza di chi ha il dovere di fare e si gira i pollici!

Già, sul territorio non è cambiato nulla per gli animali.

Sono cambiati i volontari che di questo Stato non sanno che farsene ne sanno chi votare, giacchè possono votare e votarsi solo ai Santi.

Se non volgono, anche loro, lo sguardo altrove!

Buona lettura.

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LA PADANIA 29 AGOSTO 2010

VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE QUARANTASETTESIMA PUNTATA

SANTO STEFANO, COMPLICI DENTRO IL MINISTERO

di Stefania Piazzo
Gira in rete su internet questo annuncio:

«FATE GIRARE PER FAVORE. Sta per  finire l’estate… e il canile di S. Stefano (Campobasso) non è affatto pronto  ad affrontare l’inverno… sappiamo che la nostra cittadina è molto fredda… e  la stragrande maggioranza di cani è sprovvista di cucce (se cucce si possono  chiamare quelle che ci sono!) Se hai la possibilità e vuoi regalare un po’ di  calore a questi nostri poveri amici contatta enpa@campobasso.org oppure  Giancarlo 3294148871. GRAZIE DI CUORE».
Fine dell’annuncio. Sul canile di S. Stefano abbiamo  documentato lo scempio, la mancanza del rispetto delle regole, il Ministero della Salute ha più volte  ispezionato la struttura dove i cani si sbranano, e muoiono dilaniati tra  consimili o feriti tra le sbarre.

Il canile, dentro, è un covo di merda, piscio e topi.
I contratti e gli appalti sono un insulto all’intelligenza, all’economia. Gli  spostamenti di cani a prezzi esorbitanti da Campobasso a Milano, per animali  pagati e mantenuti anche a morte avvenuta, sono il segno di un tarlo che con  altri tarli dentro l’amministrazione comunale operano secondo regole che  sfuggono ai mortali.

Mentre i carabinieri dei Nas locali chiedono di relazionare. E nessuno al Ministero li ha chiamati.

Ma perché l’Antonio Di Pietro di Mani pulite, che è pure molisano,  non mette le mani sugli stessi  appalti  acquisiti dal Ministero e  usati  come fermaporte?

La gestione  subcommissariale non ha cambiato nulla, e per   chiedere al Ministero delle  Finanze la sua rimozione,   per mutare il destino degli appalti e   di 700 cani  disgraziati, non sono state scritte due righe. Ha vinto De Marco, il delegato a  vita dei sindaci, ha vinto la Tecnovett di Rieti che si aggiudica appalti  ovunque, indisturbata, ha vinto chi finge di non aver capito l’importanza dei  controlli Inps dentro i canili, hanno vinto le anime nere  complici dello  sfascio, che non hanno mosso il culo per cambiare le cose, perché cane non  mangia cane e le Asl non si possono in fin dei conti toccare più di tanto.

E poi “tocca alla Regione fare”. Alla task force non sono stati dati poteri  sostitutivi. Non può incidere e rimuovere il marcio.

L’hanno davvero studiata bene.

Cari miss e mister “Popopo” del ministero della Salute, che avete fatto   dopo le ispezioni  a S. Stefano, oltre che  mobbizzare i funzionari attivi?

Il Ministero, nonostante l’azione di un Sottosegretario controcorrente, è tornato  nemico, simbolo di morte e non di vita, di ottusità e non di pulizia.

Un antistato che nidifica dentro gli uffici.

La realtà è che non un canile lager è  stato sgominato (e Cicerale? e Rieti?…), non una lezione esemplare. Non  un’azione ispettiva è stata risolutiva.

Alla durezza di un mandato politico è  corrisposta la molliccità dell’apparato e la voluta pochezza di uomini in  prestito messi a disposizione.

Stipendio, potere, appalti, soldi e cani morti.
Se in due anni sono stati catturati 27 su 30 latitanti camorristi, ce lo  spiegate come non siete riusciti a chiudere uno straccio di un canile lager?

Il territorio non sta più da tempo col Ministero. Ne rispondano i dirigenti,  una  volta. Lavorano per lo Stato, pagati dal popolo. Inchiappettato per bene.

s.piazzo@lapadania.net
(47 – continua)

L’ultimo orrore di Santo Stefano su Chiliamacisegua

http://www.chiliamacisegua.org/2009/11/30/molise-morte-annunciata-al-santo-stefano/

La Padania 15 agosto Due cani si lanciano dal balcone

agosto 19, 2010 By: Rosanna Marani Category: Divulgazione, Giornali e riviste

LA PADANIA 15 agosto

DALLA PARTE DEGLI ANIMALI A CURA DI STEFANIA PIAZZO

*VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE QUARANTACINQUESIMA PUNTATA

*QUEI SALTI NEL VUOTO

Due cani si lanciano dal balcone

*CONSIGLI AI COMUNI

*ENPA SUI PICCIONI IN CITTÀ

*INTERROGATIVI DELLA LEGA DEL CANE SU STERILIZZAZIONI E GESTIONE

*LIONI, ACCESSO VIETATO AI VOLONTARI?

Di Geltrude Fucci

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La Padania 8 agosto CRISTO SI È FERMATO A SEDILIS

agosto 10, 2010 By: Rosanna Marani Category: ASL, Divulgazione, Giornali e riviste

La Padania 8 agosto

VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE QUARANTAQUATTRESIMA PUNTATA

CRISTO SI È FERMATO A SEDILIS

di Stefania Piazzo

Nel corso di una vertenza civile, non ancora conclusa, vengono sfrattati gli animali con la loro padrona, di 76 anni. Ma la soluzione offerta non tiene conto di…

La task force del ministero della Salute evidenzia anomalie nell’operazione, a partire dal disconoscimento del ruolo sociale degli animali di affezione.

La questione si potrebbe liquidare anche così. In una vicenda giudiziaria non ci mettiamo il becco. Anzi, non entriamo nel merito di una controversia familiare e una casa contesa. Con tanto, tuttavia, di una sentenza non definitiva e quindi non esecutiva. In cui, a complicare tutta la storia, si inserisce una piccola struttura accogliente e a norma per animali. Cani e gatti, s’intende. E il loro destino. Ovvero, dovrebbero sloggiare pure loro, con la comproprietaria della casa contesa. Sicchè l’asl, solerte, solertissima, più solerte dei giudici e della sentenza non definitiva, che fa? Sfratta tutti. Con un dettaglio: alla padrona, 76 anni, Luciana Ferrari, presidente dell’associazione “Il Cuore”, viene uno di quei coccoloni da ricovero al pronto soccorso per choc. Dei suoi animali, cinque cani e trenta gatti, presi e portati di peso altrove, non ha più il conforto. E dove li portano? Provvisoriamente, anziani e già provati, in un canile sanitario. Doppiamente in prestito. E i gatti? Provvisoriamente anche quelli in una struttura gattile. Più che provvisoria. Con autorizzazione sanitaria che è tutta in fase di accertamento. Complimenti all’asl. Che non trova miglior soluzione nel pensare di collocarli poi in una colonia felina.

continua…………………………………………………………………………………….

……………………………………………………………………………………

E nessuno rompa più i coglioni con le ispezioni, i canili lager e i tavoli con le associazioni. Tutto torni al più presto nell’immobilismo ministeriale di prima, nelle gerarchie che hanno come unica ragione d’esser e quella di controllare i sottoposti e salvare se stessi, galleggiando. La storia di Sedilis è quanto mai l’emblema di un cambiamento che lotta dentro le istituzioni per le inerzie dei burocrati, dentro lo stesso ministero,fuori dal ministero. Se non cambia nulla, lo dobbiamo a questi geni del potere malato che non viene dal popolo. E che degli animali non gliene può fregar de meno. S’è visto.

s.piazzo@lapadania.net

Cani, gatti e anziani come pacchi

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La Padania 18 luglio: TUORO, INFERNO DEI CAVALLI BLITZ DI NAS E INFORMAZIONE

luglio 17, 2010 By: Rosanna Marani Category: Allevamento lager, Barbarie, Comunicati, Denuncia, Divulgazione, Giornali e riviste

Buona lettura de La Padania 18 luglio

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La pagina a cura di Stefania Piazzo, pubblica la risposta del Sottosegretario on Francesca Martini, alla Lega difesa del cane:

«Il Ministero sostiene il Parco canile dei Sanniti»

“Gentile Sig.ra Gertrude Fucci, ho letto con grande attenzione la sua lettera e le sue parole mi hanno profondamente colpita perché permeate da profondo amore per i nostri amici a quattro zampe, soprattutto per quelli più sfortunati. Questo sentimento ci accomuna e ci ha spinte a condividere battaglie importanti per l’affermazione dei diritti degli animali.

Tra tutte ne voglio ricordare una soltanto: quella del canile di Cicerale in provincia di Salerno, divenuto il simbolo delle atrocità commesse nei confronti degli animali e dimostrazione tangibile del cammino di civiltà che stiamo percorrendo insieme……… “

Continua…

Prosegue con un orrore cupo, che lascia senza parole

TUORO, INFERNO DEI CAVALLI BLITZ DI NAS E INFORMAZIONE

“ Arriva sulla posta in face book un preallerta. E’ Pianeta Umbria che ci scrive, dopo un veloce tam tam informatico con lo Sportello 4 Zampe della Provincia di Perugia. La filiera funziona. Da lì a poco, due giorni sono bastati, scatta il blitz. E l’esito è inenarrabile. L’inferno è a Tuoro sul Trasimeno. Le denunce prendono sempre più corpo. Macellazione clandestina dei cavalli,fosse improvvisate. Non prima di aver dato la carne degli equidi ai cani, mastini napoletani e sanbernardo. I purosangue non ritenuti adatti al trotto finivano la loro vita con un colpo di pistola. Stessa sorte per gli asini nella tenuta. Chiaro, il condizionale è d’obbligo. Le accuse aprono la coscienza in due. Ma non sottraggono il Sottosegretario Francesca Martini da un immediato commento. «Ritengo allucinante quanto recentemente emerso da indagini congiunte dei Carabinieri dei Nas rispetto ad episodi di macellazione clandestina di cavalli da corsa da film dell’orrore che sarebbero avvenute presso l’allevamento “La dogana” di Tuoro sul Trasimento (PG). Grazie al senso civile di alcuni cittadini si è rotto il muro di silenzio in particolare sulle cruentissime uccisioni di puledri all’interno dell ’allevamento. Le carni erano destinate all’alimentazione di altri animali ma soprattutto, e purtroppo, anche all’alimentazione umana. Il clima di terrore e di omertà veniva mantenuto dai titolari dell’azienda sulla base di continue minacce. Le ispezioni hanno evidenziato lo smaltimento illegale di carcasse di cavalli e di cani, un congelatore contenente carne non identificata ed un cane congelato, nonché numerose irregolarità……..”

Continua……..

I FATTI DI TUORO RACCONTATI DA CHILIAMACISEGUA QUI

http://www.chiliamacisegua.org/2010/07/15/allevamento-degli-orrori/

ALLEVAMENTO DEGLI ORRORI

Conclude con una notizia che dà sollievo

A VERONA IL PRIMO PRONTO SOCCORSO ANIMALE

“Nasce in provincia di Verona il 1° Pronto Soccorso per animali. Ad annunciarlo è il Sottosegretario alla Salute con delega alla veterinaria, on. Francesca Martini. «Sono orgogliosa – ha detto il Sottosegretario – di poter annunciare che attraverso un progetto congiunto che sto portando avanti con il Comune di Legnago e con la ULSS 21 nascerà grazie ad un mio finanziamento e a risorse del territorio il primo Pronto Soccorso per animali. È un passo in avanti di grande civiltà. Troppo spesso purtroppo ancora oggi gli animali di affezione, ed in particolare i cani, sono al centro di maltrattamenti, sevizie o incidenti stradali che li vedono sovente feriti e senza un punto di riferimento…….!

Continua……

Anteprima

18 luglio

*VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE QUARANTATREESIMA PUNTATA

*MARTINI: «IL MINISTERO SOSTIENE IL PARCO CANILE DEI SANNITI»

*TUORO, INFERNO DEI CAVALLI BLITZ DI NAS E INFORMAZIONE

Filiera civile, media in campo con le istituzioni

*A VERONA IL PRIMO PRONTO SOCCORSO ANIMALE

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ALLEVAMENTO DEGLI ORRORI

luglio 15, 2010 By: Rosanna Marani Category: Allevamenti, Barbarie, Denuncia, Divulgazione, Giornali e riviste, Orrore

Abiezione: uomo, questa è la tua fine.

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ALLEVAMENTO DEGLI ORRORI

http://amici-animali.myblog.it/archive/2010/07/15/allevamento-degli-orrori.html

13 luglio

ALLEVAMENTO DEGLI ORRORI: SARA’ IL TITOLO DELLA PRIMA PAGINA DEL GIORNALE DELL’UMBRIA DI OGGI.

A TUORO SUL TRASIMENO PIANETA UMBRIA NAS DI FIRENZE E CARABINIERI DI SIENA IERI HANNO PORTATO A GALLA UNA VICENDA ALLUCINANTE.

ZONA SANGUINETO, ALLEVAMENTO DI CAVALLI PUROSANGUE, SE IL PULEDRO CHE NASCEVA NON AVEVA LE CARATTERISTICHE DEL CAMPIONE VENIVA FUCILATO FATTO A PEZZI E DATO IN PASTO AI CANI SAN BERNARDO

Il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, annuncia, in un’intervista,che il ministero è pronto ad avviare altri controlli dopo la scoperta di un presunto macello clandestino di cavalli a Tuoro.

VIDEO PIANETA UMBRIA

L’allevamento dell’orrore
Il sottosegretario Martini si è interessato al caso dell’allevamento

Allevamento degli orrori: intervista al servizio veterinario del Trasimeno
Home page

GIORNALE DELL’UMBRIA

http://online.giornaledellumbria.it/portal/

IL PDF

Tuoro- Intervista all’esponente del Governo, Francesca Martini. Ancora indagini sul caso emerso grazie a “Pianeta Umbria” e il nostro giornale

Allevamento degli orrori, il sottosegretario: “Mano dura

Il “battesimo” del cacciatore

luglio 15, 2010 By: Rosanna Marani Category: Barbarie, Caccia no grazie, Comunicati, Divulgazione, Giornali e riviste

Esiste qualcosa di più disgustoso, di più osceno quando si parla di progresso, di evoluzione delle specie umana, di questo rito immortalato su fotografia, a cristallizzare la belluinità  dell’uomo, la cui natura si profila, nel 2010, ancora tribale e oscura ?
Si, la cecità dell’anima che nega il rispetto della vita e privilegia solo l’arroganza della morte, con un battesimo di sangue che lorda e non purifica.
Chiliamacisegua

Segnalato dai lettori: il “battesimo” del cacciatore

di redazione | 15 luglio 2010

Spett.le redazione GeaPress,


la foto che vi allego è apparsa recentemente in un gruppo di facebook al quale sono iscritto. Dalla discussione che ne è nata parrebbe che sia stata scattata in Toscana, ma al di là di dove sia stata fatta, mi colpiscono due aspetti.

Il primo è il rispetto della tradizione. Il secondo è che trattasi di una sorta di battesimo per il primo cinghiale ucciso. Verrebbero facili alcune battute, ovvero come le persone possono vedere nello stesso evento due figure completamente diverse. Battesimo o funerale?

Poi: funerale del cinghiale o delle dignità umana? Non sono un antropologo e non posso dare giudizi di merito, ma penso che, in questa sorta di rito iniziatico, vi sia qualcosa di sconvolgente che deve passare per il sangue. E’ sempre lui il sigillo certificante.

In alcuni paesi del sud Italia, fino a non molto tempo addietro, la prima notte di nozze, così come il primo abbandono di fanciullezza, veniva certificato dallo sventolare dei lenzuoli dal balcone di casa. Se diventi affiliato di una famiglia mafiosa, vieni certificato con il tuo sangue su un santino fatto bruciare.

A me, però, sembra di rivedere la scena del film con Alberto Sordi, “Un borghese piccolo piccolo” dove il neo simil pantofolaro massone passa il rito iniziatico della prova del veleno, subito specificato in non so più quale noto amaretto. Con alcuni amici abbiamo provato a fare una ricerca sul web cercando riti legati alla caccia.

E’ saltato fuori di tutto, pure solenni discorsi di derivazione austroungarica sulla preda da rispettare. Ovviamente prima sparavano alla preda e poi recitavano.

La cosa che però mi ha più colpito, ritornando ai cinghiali, è l’ostentazione della morte. Animali enormi sui cofani delle macchine imbrattate di sangue scivolato dalle bocche tenute spalancate. Altri appesi e sventrati. Altri ancora con scenografie del tutto simili alle orrende ricostruzioni, immortalate dai primi fotografi, dei cadaveri dei briganti uccisi dai gendarmi.

Perchè, poi, se si parla di cadaveri umani si deve provare disgusto e per quelli animali no? Forse perchè viene riconosciuta diversa dignità ed allora è bene che i cacciatori continuino a fare quello che fanno, contro i tempi e contro la natura. Si immergano pure nel sangue, impallinino e mangino, oppure solo impaglino, o chissà cos’altro.

L’importante, per loro, è che così educhino i propri figli ed abbiano cura di inculcare loro la stessa esigenza di educare, o se vogliamo, di rispettare la tradizione, perchè un tempo le ricostruzioni delle catture dei briganti fatte con i loro cadaveri non erano giudicate orrende. Di sicuro la foto di mio nonno che tiene fiero la testa di un brigante ucciso, non la metterei mai tra i ricordi di famiglia. Per mia fortuna, mio nonno, persona adorabile, non aveva di queste esigenze.

Angelo – Caltanissetta

Nota di GeaPress: la foto inviataci dal lettore è stata sottoposta ad una piccola ricerca della Redazione. Questo non per mancanza di fiducia, ma per il tentativo di rintracciare l’autore. Abbiamo trovato conferma dei riferimenti alla Toscana ma anche che il “caso” era stato trattato dalla LAC, la Lega Abolizione Caccia, meritevole di fiducia. Se l’autore della foto volesse rivendicare lo scatto, nonchè anche provarlo, saremo lieti di pubblicare una integrazione. Intanto, per questa segnalazione, non abbiamo ovviamente alcuna mail da segnalare. Il nostro lettore Angelo ci aveva altresì inviato scatti di cinghiali e briganti sparati. Avremmo però dovuto dilungare le ricerche dell’autore. Pensiamo che già la sua segnalazione sia abbastanza esaustiva.

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