Chiliamacisegua

Se cominci ad accarezzare un cane, avrai trovato un'occupazione per la vita
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Archivio del ‘Giornali e riviste’

LA PADANIA 07 MARZO SOLIDALI, IL PAESE DEVE CAMBIARE

marzo 07, 2010 Da: Rosanna Marani Categoria: Divulgazione, Giornali e riviste 2 Comments →

LA PADANIA 07 MARZO

DALLA PARTE DEGLI ANIMALI A CURA DI STEFANIA PIAZZO

PAG 22

VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE VENTESIMA PUNTATA

SOLIDALI, IL PAESE DEVE CAMBIARE

LE LETTERE DOPO GLI ATTACCHI DEL CONSIGLIO COMUNALE E DEL PD DI MODICA

PAG 23

PET THERAPY, L’ALTRA FRONTIERA DI CIVILTÀ

A Montecchio il primo convegno

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LA PADANIA 28 FEBBRAIO NON CI TERREMO MAI A MODICA… DISTANZA

febbraio 28, 2010 Da: Rosanna Marani Categoria: Divulgazione, Giornali e riviste 3 Comments →

Chiliamacisegua divulga al mondo civile la querelle innescata dalla inciviltà che tenta di risplendere tra il bagliore d’acciaio della lupara e il richiamo al rispetto delle leggi di uno Stato che evidentemente è fuori dai confini della Sicilia, che non appartiene ai siciliani onesti ma che è vittima di politicanti che non sono al servizio del cittadino ma solo delle proprie idee.

Poche antiche obsolete e confuse.

Chiliamacisegua dichiara orgogliosamente :” di essere pezzente” ,” di essere ignorante”, ”di avere un cervello padano,” “ di essere pelosa informatrice ,”” di grufolare “ come Stefania Piazzo e l’On Francesca Martini

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

Buona lettura

LA PADANIA 28 FEBBRAIO A CURA DI STEFANIA PIAZZO

s.piazzo@lapadania.net:

*VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE DICIANNOVESIMA PUNTATA

*IL CONSIGLIO COMUNALE SPARA ANCORA A ZERO

*MODICA, IL PRESIDENTE CONTRO LA PADANIA CHE CONTESTA L’ABBATTIMENTO DEI CANI, VIETATO PER LEGGE: «UNA TALE STEFANIA PIAZZO, CHE DEDUCO ESSERE UNA GIORNALISTA…»

DI PAOLO GAROFALO

Ultima riga, si legge: «di applicare l’ordinanza del sindaco (abbattimento dei cani aggressivi)».Dal sito www.giovannimigliore.it

*PERLE DI MAGNA GRECIA ED ESEMPIO DI CIVILTÀ

IL COMUNE: «ELLA UTILIZZA UNA TESTATA GIORNALISTICAMENTE LONTANA OLTRE CHE GEOGRAFICAMENTE ANCHE DALLA REALTÀ DEI FATTI…»

*IL PD: GIORNALE PICCOLO E LIMITATO

*«DIFENDONO LE BESTIE FEROCI, CONDANNANO A MORTE GLI IMMIGRATI»

28 febbraio

*L’INFORMAZIONE DEVE SOGGIACERE ALLE “REGOLE” DI UNA CITTÀ?

*NON CI TERREMO MAI A MODICA… DISTANZA

Dal forum di Radiortm

Mail: www.radiortm.it/contatti/

Dal forum di Giovanni Migliore

Mail :dottgiovannimigliore@tiscali.it;

Lei è ignorante, studi Euripide

Lei è una pezzente

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LA PADANIA 21 FEBBRAIO NAPOLI, L’ODISSEA DEL RIFUGIO PER CANI

febbraio 22, 2010 Da: Rosanna Marani Categoria: Divulgazione, Giornali e riviste Non ci sono Commenti →

LA PADANIA 21 FEBBRAIO

DALLA PARTE DEGLI ANIMALI A CURA DI STEFANIA PIAZZO

VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE DICIOTTESIMA PUNTATA

NAPOLI, L’ODISSEA DEL RIFUGIO PER CANI

La Fenice degli sfratti

Sembra che gestire gratis un rifugio a Ponticelli sia un reato. Un dispetto, un’eresia contro l’andazzo. E sembra che ai signori sindaci, Bassolino prima e Jervolino poi, avere sul territorio un canile a costo zero, che risolve a costo

sotto zero il randagismo, le sterilizzazioni, bonificando pure le aree destinate dove insediare un rifugio, procuri un’orticaria insopportabile.

Da grattar via. Quindi, che si fa? Si gratti via anche il canile, si dia sfratto immediato a quei poveri cristi, si dia una lezione che valga damonito a chi vuole sostituirsi ai doveri dell’asl, del Comune, della civiltà.

La storia della Fenice è araba, italiana, napoletana.

Ed è una storia che si può sintetizzare così: come al solito dei cani al sindaco non gliene frega niente. Alla burocrazia figurarsene. Si fa prima a caricare i cani sul Vesuvio e incenerirli. Tanto, che esistano o non

esistano che differenza fa……………………………..

IL CRATERE DELL’ASL

IL GIALLO DEI…TERREMOGATTI DELL’AQUILA

Non chiamiamola guerra tra gattari. Le cose non stanno così. Sembra una storia da niente, quella della zona rossa dell’Aquila. Eppure nemmeno i gatti sono rimasti indenni dagli effetti delle macerie e dalle polemiche, che sono le pietre che resistono a qualsiasi fenomeno e lapidano le coscienze.

Andando al sodo la questione è semplice: da una parte c’è un’associazione, la Ran onlus, operativa dal 10 aprile 2009 nella città. Dall’altra una realtà che ne avrebbe “occupato” ruolo e missione.

Un po’ di domande sul tavolo già ci sono, escludendo in primis quella più sciocca: «Ma con tutti i problemi che ci sono nel post-terremoto, mancavano anche i gatti?»………..

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La Padania 14 Febbraio: NASCONO GLI OSPEDALI PER ANIMALI E SICILIA PRIMITIVA E PISTOLERA

febbraio 13, 2010 Da: Rosanna Marani Categoria: Barbarie, Divulgazione, Giornali e riviste 1 Commento →

LA PADANIA 14 FEBBRAIO
DALLA PARTE DEGL ANIMALI A CURA DI STEFANIA PIAZZO

VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE DICIASSETTESIMA PUNTATA

DOTTORI E QUATTROZAMPE IN CORSIA

NASCONO GLI OSPEDALI PER ANIMALI

Dice Francesca Martini, al termine della visita al polo universitario veterinario di Lodi, nuova sede della storica università di Milano: «Beh, sediamoci,mica staremo in piedi a spizzicare le tartine». Guarda che a volte le cose nascono così. Non le aspetti ma poi arrivano, perché fondamentalmente le hai già dentro nel cuore. Alla testa mancava solo l’occasione giusta. Nel destino doveva succedere a Lodi. Il sogno di realizzare la rete nazionale degli ospedali veterinari, universitari per inciso, collegati al Sistema sanitario nazionale, e sta qui l’eccezionalità della giornata…………………………………………………………..

………………………………………………………………………………………………………………..

Incapaci di capire e governare

Sicilia primitiva e pistolera

Modica approva: sparare sui randagi è lecito

Il Consiglio comunale di Modica approva: abbattimento dei cani randagi pericolosi.

Cara Sicilia, posso dirti una cosa? Sparati tu un po’ di civiltà nel cervello da quanto sei ignorante. Davvero, Sicilietta, non ce la puoi fare. Spari. Minacci. Maltratti. Davvero i sindaci e le tue asl siciliane sono incapaci di costruire un canile, di avere veterinari con la voglia di sterilizzare. E amministratori educati a governare. La civiltà del rispetto degli animali non ti entra in testa. Sicilia, chiediamo noi l’abbattimento immediato, tramite rimozione forzata, dei tuoi sindaci e dei tuoi amministratori grandemente, gravemente ignoranti. Ti autoassolvi dall’omesso controllo veterinario e di salute pubblica del territorio, dal rischio di omicidio colposo ordinando una strage. Non è reato l’animalicidio? Articolo 544 bis del codice penale. D’altra parte, con mezza isola commissariata per incapacità di chiudere e presentare un bilancio, si può pretendere che tu sappia trattare un cane come essere meritevole di rispetto e dotato di diritti? Macché, si fa prima a sparargli. Ma sparati tu Modica l’educazione in testa. Senza dirti che fine deve fare l’emendamento. Dopo il dramma dello scorso anno, con un bambino morto nelle stesse terre perché vittima di un attacco di un cane randagio, dopo che un prefetto particolarmente illuminato aveva concesso un piano sommario di abbattimento di tutti i cani in circolazione, dopo che il ministro Maroni erano intervenuto, su diretta chiamata del sottosegretario Martini, a fermare l’illegale far west (e a spostare, qualche mese dopo, sua evoluta eccellenza), sembrava che qualcosa si muovesse, dalle parti di Modica e Scicli. Arrivarono anche prefetto e sindaco di Ragusa dal sottosegretario a dire: «Non occuparti della nostra sanità, tu non sai chi siamo noi». Un avvertimento. E adesso sparate, puntate bene. Prima dovete far fuori noi, poi i cani.

Stefania Piazzo

s.piazzo@lapadania.net;

MODICA E DINTORNI OGGI:

http://www.radiortm.it/2010/02/12/contrada-quartarella-serrauccelli-modica-allarme-randagi-paura-tra-i-residenti/

Contrada Quartarella-Serrauccelli. Modica, allarme randagi. Paura tra i residenti

scritto il 12 feb 2010 nella categoria: Cronaca

Pubblicata alle ore 20:09:40 – Fonte: redazione – 80 letture – 2 commenti.

Allarme dei residenti di Contrada Quartarella Serrauccelli dove da circa una settimana stazionano nella zona circa otto cani randagi che non ne vogliono sapere di allontanarsi. La gente è preoccupata poiché in talune circostanze gli animali diventano aggressivi. “Abbiamo segnalato al Comune il problema – spiega un residente – ma nulla è stato fatto fino ad oggi. Spesso siamo preoccupati poiché i cani, in branco, corrono dietro i nostri figli e perché qualche volta ci hanno anche minacciato. Chiediamo alle istituzioni di intervenire con i mezzi a disposizione in modo da ridarci la serenità che da oltre una settimana non abbiamo più”. Torna, dunque, l’allarme randagi, un fenomeno del quale giovedì sera si è occupato anche il consiglio comunale attraverso una mozione presentata dal consigliere comunale del MpA, Diego Mandolfo.

Notizie correlate:

  1. ALLARME CANI RANDAGI. MODICA, STAVOLTA ARRIVA DA CONTRADA TRECASUCCE
  2. MODICA. NUOVO ALLARME CANI RANDAGI. BRANCO SEGNALATO A TREPPIEDI SUD
  3. MODICA: BRANCO DI CANI RANDAGI IN CONTRADA LICCIO
  4. ALLARME RANDAGI. ANCORA UNA VOLTA BRANCO DI SEI CANI MINACCIA UNA DONNA IN VIA LORETO A MODICA ALTA
  5. ANCORA ALLARME RANDAGI A MARINA DI MODICA. NEL POMERIGGIO UN’ANZIANA E’ STATA ASSALITA. DILANIATA UNA BAMBOLA

http://www.ilgiornalediragusa.it/politica/14623–consiglio-comunale-di-modica-solo-interpellanze-mozioni-e-interrogazioni.html

Votata a maggioranza la mozione su palazzo degli Studi

Consiglio comunale di Modica: solo interpellanze e mozioni

di Leuccio Emmolo
Venerdì 12 Febbraio 2010 – 15:21

Modica – Il Consiglio comunale ha lavorato ieri sera per quattro ore e mezzo, dopo avere aperto la seduta con la question-time. Un’ora di interpellanze ed interrogazione prima di un lungo dibattito su due mozioni.

Votata a maggioranza quella relativa al riavvio del percorso per l’acquisizione del Palazzo degli Studi da parte della provincia Regionale di Ragusa, relatori i consiglieri Diego Mandolfo dell’MpA e Nino Cerruto di Una Nuova Prospettiva.

Votata all’unanimità, invece, quella relativa sull’attestazione di cane randagio ed al funzionamento dell’ambulatorio veterinario comunale, relatori i consiglieri Mandolfo e Gianni Occhipinti, entrambi dell’MpA.

Questa mozione è stata integrata con un emendamento votato all’unanimità, di Giovanni Migliore di Idea di Centro, destinato a far discutere. Nell’emendamento, infatti si chiede l’abbattimento immediato dei cani randagi pericolosi per l’incolumità dell’uomo.

http://www.giovannimigliore.it/forum.asp?ForumID=1

Giovanni Migliore – Consigliere Comunale a MODICA

Mail: dottgiovannimigliore@tiscali.it;

PDF DA SCARICARE

LA PADANIA 7 FEBBRAIO 2010 Cosa è successo davvero dentro Cicerale?

febbraio 06, 2010 Da: Rosanna Marani Categoria: Canili lager, Denuncia, Divulgazione, Giornali e riviste Non ci sono Commenti →

LA PADANIA 7 FEBBRAIO 2010

Cosa è successo davvero dentro Cicerale?  Nei processi dei reati prescritti, delle truffe tentate?

E dentro l’inceneritore? Cosa entrava, quanto bruciava, quanti cani sono passati per il camino?

Quanta moneta sporca ha fruttato ad un privato, l’ignoranza, l’amicizia dello Stato tra Asl pasticcione, la coincidenza delle parentele, i Sindaci indifferenti  e gli appalti vinti senza requisiti?

Questa, che Chiliamacisegua divulga, è la prima inchiesta giornalistica minuziosa e documentata che prende in mano sul serio le carte di Cicerale, le mette insieme una dopo l’altra,  che interroga

il Viminale e il Ministero della Salute sui 15 anni del canile più discusso d’Italia.

Questa è la vera storia dell’orrore di Cicerale.

Sotto gli occhi di tutti coloro che vorranno e sapranno leggere. E farne l’uso che si deve.

E questo che leggete su la Padania dell’7 febbraio 2010, a firma di Stefania Piazzo, non e’ un articolo:

E’ UNA BOMBA!
Il coraggio di Stefania ha acceso la miccia.
Ad orologeria, a tempo.
Siamo qui a volerci godere lo spettacolo. Delle risposte e dei provvedimenti.
Beh è arrivata finalmente quell’ora:

Stato fai lo Stato, salva la giustizia che da queste parte è ancora costretta a battere i marciapiedi!
Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

FEBBRAIO

07 febbraio

*VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE SEDICESIMA PUNTATA

*STORIA INEDITA DI UN SISTEMA 1


Indicazione per Cicerale

07 febbraio

*I CANI NON TORNANO MUORI CHE TI PASSA

*STORIA INEDITA DI UN SISTEMA 2


La ciminiera di Cicerale

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NOTA
CHILIAMACISEGUA VI SEGNALA  I LINK DEGLI ARCHIVI DE LA PADANIA 2008 2009 2010  CHE COMPRENDONO TUTTI GLI ARTICOLI DENUNCIA DI STEFANIA PIAZZO.

CHILIAMACISEGUA

www.chiliamacisegua.info

CHI DESIDERA RICEVERE GLI INDICI IN WORD O IN PDF E’ PREGATO RICHIEDERLI A info@chiliamacisegua.org

http://www.chiliamacisegua.info/la_padania_2008.html

http://www.chiliamacisegua.info/la_padania_2009.html

http://www.chiliamacisegua.info/la_padania_2010.html

PER UNA LETTURA COMODA

CICERALE STORIA INEDITA DI UN SISTEMA

Un inceneritore nel Comune in cui bruciare, eventualmente, la droga sequestrata. Un canile con e senza autorizzazioni. Fatture di accalappiamenti tutte da verificare. Un processo per reati tributari verso i comuni convenzionati, reati finiti in prescrizione (correvano gli anni 1994 e 1995 e si parlava di fatture emesse per operazioni in parte o in tutto inesistenti o con importi superiori…).

E, ancora, altri pagamenti incassati  a fronte di nessun sindaco che andò a sbirciare quanto cani erano stati catturati nei furgoncini.

Nessuna ulteriore verifica tributaria.

Perché? Tanti processi per maltrattamento.

Perché? Appalti vinti senza requisiti.

Perché?

E poi? Varie ed eventuali.
Si può scrivere? Bisogna scrivere.

La storia di Cicerale è scolastica, didattica, perché insegna come funziona in Italia il sistema canili, il meccanismo delle convenzioni, delle autorizzazioni. Quando ci sono. Dei cani accalappiati in abbondanza, magari sempre quelli, pagati sull’unghia dai comuni, che non controllavano se quanto pagavano corrispondeva alla pesca miracolosa del furgoncino.

Ed è un sistema sublime da scoprire visto che la premiata ditta Cicerale si aggiudicava gli appalti, al ribasso anche del 54%, senza presentare tutte le carte ma solo quelle per “allevamento e addestramento cani” intestata al padre e non al figlio titolare.

Cosa ben diversa dal fare canile. Come dire: faccio l’esame da ragioniere e mi danno la laurea.

Nel Cilento fa lo stesso. A tutti andava bene così. Nessuno faceva una visura camerale. Così, fino al 2004, si accalappiava.

Zitti e ciccia. Bastava la medaglia alla memoria per avere un tempo allevato cani.

Il curriculum del padre per promuovere il figlio.
Cicerale è anche un sistema affascinante da indagare per tutte quante le realtà e le coincidenze collaterali che ruotano attorno a questo mondo nascosto non a caso su una montagna.
L’INCENERITORE
Partiamo dalle ceneri della fenice.
Di Cicerale era il pusher, Gianguerino Cafasso, omonimo dei gestori Cafasso del canile, assassinato l’estate scorsa, che riforniva di droga gli ambienti della Roma politica di Marrazzo.
A Cicerale-Cicerazzo c’era e c’è un inceneritore, autorizzato (ma anche no), dentro il canile, che le forze dell’ordine guardavano con interesse per  le partite di droga sequestrate da incenerire.

Si capisce, è prassi. Ma fin lassù non era scomodo? Forse no.

Sicuramente un registro di carico e scarico di queste cose esisterà, semmai si volesse capire quanto è entrato e uscito. Eventualmente forse.
Un momento di silenzio anche per i poveri cani. Pace all’anima loro e alle loro pance aperte e chiuse.

Polvere siamo e polvere ritorniamo, nulla si crea, nulla si distrugge, a Cicerazzo.
L’inceneritore, il suo ruolo, il suo uso, il mistero di come per 15 anni il sistema Cicerale sia sopravvissuto nonostante tutti i temporali…

La chiave di lettura sta tutta qui? Di sicuro nessuno rompeva le scatole a Cafasso, di certo nessuno dei 97 comuni convenzionati discutevano le sue condizioni.

E di certo la giustizia non infieriva. I cani riempivano il canile, i cani passavano per il camino, i cani stavano tutti bene.

Un controllo ambientale di polizia all’interno della struttura dell’inceneritore? Macchè. E anche se l’allora procuratore capo di Vallo della Lucania (che si favoleggia pure parente di un’ex custode giudiziale della struttura, ndr) era stato interpellato, che bisogno c’era di andare proprio a verificare? Solo “sentito dire”.
Intanto la camorra ogni tanto faceva sparire qualcuno, roba da Chi l’ha visto. Dalle parti anche di Cicerale.

Quante ne avrà sentite raccontare anche l’inceneritore di storie portate dal vento.
SENZA AUTORIZZAZIONE
Un giorno qualcuno s’incazza. È il titolare della ditta Iguazu srl. Partecipa all’appalto per la “Convenzione per la custodia e mantenimento invita dei cani randagi” del Comune di Battipaglia.  Cafasso vince, ma l’altro concorrente ricorre al Tar. E che porta in Tribunale per sconfiggere il sistema-Cicerale?

Una cosa tanto banale quanto normale da verificare anche per il Comune: i requisiti. Nel luglio 2003 parte la corsa all’appalto. A novembre il Comune stringe la mano al vincitore Cafasso. Ma le carte non tornano. L’Iguazu si appella al Tar.

Che c’entrano gli attestati di servizi svolti per alcuni enti e l’attesto Enci del padre con il servizio richiesto da Battipaglia? Proprio niente. Proprio niente.

Eppure la commissione di gara confermava di nuovo, nonostante il primo ricorso, la ditta Cafasso. Ma allora il Comune di Battipaglia se la stava proprio cercando?

Per forza! Perché il certificato rilasciato dalla Camera di commercio il 3 novembre 2003 scriveva che la ditta Cafasso risultava sì iscritta ma solo per “allevamento e addestramento cani”.

E non per il servizio di ricovero e custodia come chiesto dal bando di gara. Di più, un anno dopo la vincita, Cafasso manco per sogno aveva ancora prodotto la certificazione  contributiva all’Inps.

Ma Battipaglia ci riprovava e chiedeva alla Camera di Commercio se essendo iscritto come “piccolo imprenditore”, Cafasso non potesse proprio tenersi quell’appalto. Duri, a Battipaglia!
E la Camera di Commercio, bocca della verità, spiegava ai tardoni del Comune che i requisiti per il ricovero e la custodia e il sostentamento dei cani sono soggetti al rilascio di un’autorizzazione sanitaria fornita dall’Asl.
Intanto, grazie alla grana di Battipaglia e dopo che il Tar boccia Cafasso, si scopre che la ditta ha iniziato l’attività il 19 luglio 1989! Oggetto:  allevamento e addestramento cani.

(Un’ altra chicca però ci sta: con dichiarazione sostitutiva Mauro Cafasso dichiarava di aver svolto servizio di allevamento cani dal 1975 al 1989 con riconoscimento di affisso Enci. Ovvero, dall’età di 10 anni, visto che Mauro nasce il 24 febbraio 1965, ndr).
Dall’11 marzo 1995 la ditta fa custodia dei cani randagi; dal 17 giugno 1998 fa incenerimento delle carcasse; dal 1° marzo 2004 svolge accalappiamento dei randagi e dal 24 febbraio 2005 incenerisce anche animali di media e grande taglia. Mammiferi.
ACCALAPPIO L’APPALTO
Agli atti l’attività procede con iscrizioni a singhiozzo. Eppure il canile ha svolto attività di mantenimento, custodia, cura e accalappiamento anche negli anni precedenti.

Per chi e quando? Usl 60 di Agropoli, anni dall’89 al ’94. Usl 56 di Oliveto Citra, anni dal ’92 al ’94. Asl Sa/2, anni dal ’95 al 2003. Asl AV/1 di Ariano Irpino maggio 2002-2003; Comune di Napoli anni 2001-2002 e Procura di Napoli anni 2002-2003. Pure l’accalappiamento, che non era registrato alla Camera di Commercio, per conto della Procura!!

Grandissimo Cafasso.
Tiriamo le somme: per oltre 16 anni dal 19 luglio 1989, inizio dell’attività dell’impresa al 9 dicembre 2005, giorno in cui Cafasso viene autorizzato almeno per l’accalappiamento dei randagi, Mauro Cafasso non risultava iscritto alla Camera di Commercio di Salerno né per l’accalappiamento né per la custodia.
Se l’autorizzazione sanitaria dell’Asl (quella che esibisce Cicerale è la n. 3659 del 1° marzo 1995 per la sola custodia dei cani, in barba alla nuova legge regionale 16/2001, art. 7 e 8 per i nuovi requisiti dei rifugi) è strettamente legata al tipo di iscrizione alla Camera di Commercio, in tutto questo lungo arco di tempo Cicerale si è aggiudicato  appalti in un centinaio di comuni del salernitano e oltre, pur non essendo in possesso dell’iscrizione camerale?

Comuni interessati, Asl e chissachì non hanno mai sollevato mai obiezioni in merito.

Che ne pensa il ministro dell’Interno, Roberto Maroni?
FATTURE A PROCESSO
Reati prescritti, reati depenalizzati. Truffa non andata a segno perché le false fatture tornarono impagate dai Comuni che dovevano sborsare i soldi. Dunque truffa non andata a buon fine e non punibile. Morale: assolti per non aver commesso il fatto (tentato).

Corre l’anno 2004 e il tribunale di Vallo della Lucania chiude un capitolo processuale contro Mauro e Giovanni Cafasso. Le accuse: «evadere le imposte sui redditi (..)» con «fatture per operazioni in parte o in tutto inesistenti o recanti l’indicazione dei corrispettivi o dell’Iva in misura superiore a quella reale o utilizzando lo stesso documento fiscale per diverse operazioni». O «per prestazioni non chieste dall’ente», si legge nell’imputazione.

Ma… le fatture non andarono a buon fine. E quel che «era penalmente rilevante non ha più tale rilevanza alla luce del d.lgs 74/2000».

E il fatto, quindi, non costituisce reato. Quanto la tentata truffa «il reato si è estinto per  intervenuta prescrizione alla data del 2/4/2003».
COINCIDENZE
Almeno fino al 2006 Mauro Cafasso risultava consigliere comunale a Cicerale, Comune dove sorge il canile e per il quale vince a ripetizione l’appalto per l’accalappiamento e il mantenimento dei cani.

Coincidenza..
È anche consigliere della Comunità Montana di Alento-Montestella, con comuni convenzionati per il canile.

Coincidenza.
Il responsabile del dipartimento di veterinaria e direttore del servizio di sanità animale Asl Salerno 3 è il dr. Domenico Nese. Il fratello, dr. Aureliano Nese, è stato direttore sanitario del canile di Cicerale.

Coincidenza.
Il dr. Alfonso Nigro, in merito alla capacità ricettiva del canile (documento del 6 marzo ’06, in risposta ai Nas che chiedono quanti cani possa contenere Cicerale, e al quale risponde gli attuali «2.250 (…)», anche se «lo spazio a disposizione poteva consentire il ricovero di un numero maggiore ma questo comporterebbe maggiori problemi di gestione», ndr), si presenta come medico veterinario dirigente del distretto 108 di Agropoli, responsabile Asl Sa3 per la vigilanza permanente presso la struttura in oggetto specificata e si firma “veterinario responsabile del canile”.

Nigro, durante il periodo di sequestro del canile, risulta essere stato nominato Ctu dal Tribunale di Vallo della Lucania: suo compito era la verifica del rispetto del benessere animale all’interno del canile.

Coincidenza.
Si favoleggia che la moglie del veterinario sia figlia di un noto giudice della Corte di Cassazione. Anche fosse, non è  reato essere parenti.

Ma coincidenza.
Due dei tre dipendenti del canile (tre per quando ce n’erano 1676), ovvero Bruno Cantarella e Mario Luca Cantarella, sono imparentati con un omonimo ex pm a Vallo della Lucania, ora in forza a Salerno. Anche questo non è reato.

Coincidenza.
I CANI NON TORNANO
Verbale dei Nas del 23 febbraio 2006: presenti 1.676 cani. Venti giorni prima i  Nas ne documentano 1700, 1350 adulti e 350 cuccioli. In una lettera a Repubblica il 22 giugno 2006 Cafasso parla di 1.000 cani.

Il dr. Nigro, in una comunicazione del 6 marzo parla di «2250 cani». Secondo i Nas la superficie di Cicerale è di 22.400 mq. Cafasso, in una lettera del 24 novembre 1995 al quotidiano “Cronache del Mezzogiorno”, parla di «circa 36mila mq con 200 cani come verificato dai Nas di Salerno qualche mese addietro». In pratica i cani in dieci anni sono passati da 200 a 2000, in controtendenza rispetto ai rifugi che offrono maggiore spazio per ciascun animale ospitato.

A Cicerale gli animali crescono del 1.000 per cento.
I CONTI, CHE BARBA
Mortalità a Cicerale fa rima con incongruenze. Vai tu a capire perché.

Quanti cani entrano, quanti ne vengono accalappiati e per il cui servizio i Comuni pagano la ditta Cafasso?

Dati non recenti ma illuminanti, per capire come al solito il funzionamento del sistema-Cicerale. L’Asl Sa2 distretto di Eboli certifica al 14/5/05, che «i cani accalappiati dal 1/1/01 al 12/12/03 sono 590».  poi, «dall’1/1/04 al 15/03/05 sono stati 322». In comunicazione  della Polizia municipale di Eboli invece al «31/8/05 ne risultano 291».

Sommando i 590 cani accalappiati a Eboli dal 1° gennaio ’01 al dicembre ’03, i circa 93 nel 2004 e i 217 nel 2005, i cani di Eboli risultano un terzo di quanti dovrebbero essere: 291 anziché 900.

Eboli ha pagato cani fantasma mai accalappiati? Ha mai verificato il Comune?
Dove stava la “gabola”?

Nel pagamento forfettario. Appalti un tot per cane e un tot per il mantenimento.

Chi aveva cura quindi di contare cosa entrava?

La convenzione firmata a Eboli, come quella del Comune di Buonabitacolo fissava all’art.5 che «il costo della custodia è pari a euro 1549,37 e quello della rimozione e distruzione delle carogne nella misura forfettaria in euro 200,63, per complessivi euro 1.750 al mese».

A tutto ci pensava Cafasso.

I numeri degli accalappiamenti però sono impressionanti: a Giffoni Valle Piana 90 randagi nel 2003; dal 3/01/05 al 29/12/05 tra Campagna, Eboli, Serre, Altavilla Salentina e Sicignano ne vengono presi 405; altri 92 nel medesimo periodo solo a S. Cipriano Picentino, altri 67 a Montecorvino Pugliano e 111 a Montecorvino Rovella.

Solo in questo Comune, record dei record, in un solo giorno ne risultano accalappiati il 23 maggio ’05 ben 30. Tutti in due furgoncini. Un bottino!
Ebbene, con i dati, incompleti, di questi cinque comuni  e il distretto di Eboli, rispetto ai cento comuni circa convenzionati, dal 1 gennaio ’01 al 29 dicembre ’05 la presenza dei cani dovrebbe superare le 1.400 unità, cifra in contrasto con i dati dei Nas del 23 febbraio ’06 (1676 cani presenti).
Di più. Nella fattura che Cafasso si accinge a presentare a Eboli per la tranche novembre 2004-gennaio 2005, risultano in vita 199 cani dei 912 portati in canile a partire dall’1/1/01.

E gli altri?
MUORI CHE TI PASSA
Schede di rilevamento dell’Asl Sa3, anno 2006. Esemplificativo.

E occhio alla mortalità!
A gennaio 2006, 1.746 cani, 213 accalappiati, 310 morti.

Febbraio: 1.672 presenti, 255 morti.

Marzo: 1.786 cani, 208 morti.

Aprile: 1.745, 237 morti.

Maggio: 1.763, 402 morti.

Giugno: 1.682 cani, 350 morti.

Luglio: 1709 cani, 299 morti.

Agosto: 1.691 cani, 325 morti.

Settembre: 1.691 cani, 325 morti.
Dall’analisi comparata dei dati del registro di carico e scarico  ecco le  cifre:  cani sani entrati 863; cani malati entrati 810, totale 1.673.

Cani sani usciti: 200; cani malati usciti 616, cani soppressi 60, totale 876.

Restano vivi in canile i 797 cani entrati più quelli in essere al 31 dicembre ’05, 1.763.

Ma al 3 ottobre 2006 nel canile dai registri telematici risultano presenti 2.560 cani.

Chi pagava? C’è discordanza numerica tra le entrate mensili dei registri e il resoconto del dr. Nigro: 1.481 contro 2.756.

Secondo Nigro i cani morti e inceneriti sono stati nel 2006 2.711, quelli affidati 124.
Secondo il registro telematico al 3/10/06: 1.673 entrati, 876 usciti, 797 in vita, affidati 124.

Totale 2.436 cani presenti.
Secondo Nigro, riepilogo: entrati 2.756, usciti 2.711, in vita 45. In esistenza 1.763, affidati 124.

Totale cani presenti 1.683.
Una tombola.

A nessuno è venuto in mente di percorrere la strada dei controlli tributari, fiscali, delle corrispondenze tra cani pagati, cani accalappiati e fatture emesse?
La struttura di Cicerale è agli sgoccioli, oggi.

Ma Cafasso o chi per esso continua ad accalappiare e a destinare i randagi in altre strutture.

Sue o di persone fidate poco conta.

È semplicemente il sistema che si riproduce.

Più che i Nas, serve la Guardia di Finanza dentro i canili.

Una nuova alleanza col ministero della Salute è la via da percorrere.

LA PADANIA 31 GENNAIO LA PATENTE AI PADRONI DEVE DARLA IL SINDACO

gennaio 31, 2010 Da: Rosanna Marani Categoria: Giornali e riviste Non ci sono Commenti →

LA PADANIA

DALLA PARTE DEGLI ANIMALI A CURA DI STEFANIA PIAZZO

31 gennaio

*VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE  QUINDICESIMA PUNTATA

*LA PATENTE AI PADRONI DEVE DARLA IL SINDACO


Martini: «La responsabilità dei proprietari, un pilastro per migliorare la convivenza civile e la conoscenza»

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NOTA
CHILIAMACISEGUA VI SEGNALA  I LINK DEGLI ARCHIVI DE LA PADANIA 2008 2009 2010  CHE COMPRENDONO TUTTI GLI ARTICOLI DENUNCIA DI STEFANIA PIAZZO.

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PADANIA 24 GENNAIO TRICASE, TRE INFERNI

gennaio 25, 2010 Da: Rosanna Marani Categoria: Divulgazione, Giornali e riviste Non ci sono Commenti →

LA PADANIA 24 GENNAIO DALLA PARTE DEGLI ANIMALI A CURA DI STEFANIA PIAZZO

24 gennaio

*VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE QUATTORDICESIMA PUNTATA

*TRICASE, TRE INFERNI

Nel canile del Salento tutti stanno bene, come al solito

*FRANCESCA MARTINI «BASTA CON LE BARBARIE: LEGALITÀ!»

*PROPOSTA DI LEGGE MANNUCCI/ CECCACCI PER UNA COMMISSIONE D’INCHIESTA SUI CANILI LAGER E LE ASL VETERINARIE

CHILIAMACISEGUA RICORDA CHE GLI ARCHIVI  CON TUTTE LE EDIZIONI DE LA PADANIA,  DALLA PARTE DEGLI ANIMALI A CURA DI STEFANIA PIAZZO,  SONO SCARICABILI A QUESTI LINK

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PADANIA 24 GENNAIO

LA STORIA QUI
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ARCHIVI LA PADANIA

gennaio 16, 2010 Da: Rosanna Marani Categoria: Giornali e riviste Non ci sono Commenti →

CHILIAMACISEGUA E’ LIETA DEI SEGNALARVI I LINK DEGLI ARCHIVI DE LA PADANIA 2008 2009 2010  CHE COMPRENDONO TUTTI GLI ARTICOLI DENUNCIA DI STEFANIA PIAZZO. POTRETE UTILIZZARE LE INCHIESTE COME PUNGOLI PER I SINDACI, ASL, MAGISTRATI CHE NON CI SENTONO E NON CI VEDONO. IL LAVORO DI STEFANIA  SARA’ CARICATO SUL SITO IN TEMPO REALE DALLA NOSTRA BARBARA BUONA LETTURA
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PS ALL’ARCHIVIO 2009 MANCANO ANCORA DUE MESI, NOVEMBRE E DICEMBRE MA QUESTIONE DI POCO E SARA’ COMPLETATO

CHI DESIDERA RICEVERE GLI INDICI IN WORD O IN PDF E’ PREGATO RICHIEDERLO A info@chiliamacisegua.org

IL PESO E’

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LA PADANIA 31 DICEMBRE S. ZENONE, QUEL COMUNE SENSO DEL BENESSERE

dicembre 31, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Giornali e riviste Non ci sono Commenti →

Nel segnalarvi la Padania di oggi 31 dicembre, Chiliamacisegua vuole comunicarvi che a questo link potrete trovare tutti i reportages di Stefania Piazzo dall’inizio.

http://www.chiliamacisegua.info/home.html

http://www.chiliamacisegua.info/la_padania_2008.html

Certa che il lavoro della nostra Barbara Piccinnu di estrema utilità, dossier per rinfrescare la memoria per esempio, a qualche Sindaco, a qualche dirigente dell’Asl che magari si è perso una puntata, Chiliamacisegua vi chiede pazienza, poiché il lavoro di digitalizzazione è appena iniziato.

Per ora è  scaricabile tutto il 2008.

E giorno dopo giorno, A POCO A POCO, Barbara caricherà tutto il 2009, mentre procederà di pari passo alle uscite, l’inserimento de La Padania per l’anno 2010

Buona lettura

Chiliamacisegua

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LA PADANIA 31 DICEMBRE
DALLA PARTE DEGLI ANIMALI

A CURA DI STEFANIA PIAZZO s.piazzo@lapadania.net;

Dodicesima puntata

Viaggio nell’Italia bestiale

Un’amministrazione virtuosa nel Milanese

S. ZENONE, QUEL COMUNE SENSO DEL BENESSERE

Arriva in posta un saluto. E una notizia. Mentre si continua a dover fare i conti con la spregiudicatezza dell’indifferenza, virtù dei “forti” che governano buona parte dei comuni italiani, una lettera da un piccolo municipio riapre i giochi e dà almeno un po’ fiato alla speranza………………………………………..

CAMPOBASSO, MARTINI: VERTICE SULLA FRANA

IL SORRISO DI MERCATO S. SEVERINO

Riceviamo e pubblichiamo dal presidente dell’associazione “Il Sorriso”, avv. Carmelo Cotini, questa comunicazione:…………………………………………..

LA LETTERA

A Qualiano (Na) un animale evirato resta per giorni senza soccorso

Il cane muore, l’Asl è in pausa pranzo

PDF DA SCARICARE

LA PADANIA 29 DICEMBRE 2009 ALLA FINE S. STEFANO È FRANATO

dicembre 29, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Battaglie email, Canili lager, Denuncia, Divulgazione, Giornali e riviste Non ci sono Commenti →

Molise Governo da denunciare

Chiliamacisegua invita alla lettura e alla successiva protesta, civile, contro questo Molise, incivile.

Di un Governo da additare, da segnalare. Da denunciare ovunque. Da richiamare al rispetto della vita e della legge. E al suo preciso dovere imposto dalla carica istituzionale, concessa dai cittadini, che i suoi componenti hanno la presunzione di occupare.

E che dimostrano di non meritare.

Chiliamacisegua

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LA PADANIA 29 DICEMBRE 2009

Tutti sapevano che l’area nuova del canile stava cedendo. Il vuoto delle istituzioni inghiottisce tutto

ALLA FINE S. STEFANO È FRANATO

Allucinante: a Campobasso gli animali nonostante la faglia che s’allarga non vengono liberati

DI STEFANIA PIAZZO

Il vuoto del fare è stato riempito dal vuoto della terra che si è aperta. E che ha inghiottito un pezzo di canile lasciando i suoi cani a mezzo metro in bilico, nella voragine del niente. È così che l’ala nuova del canile di santo Stefano è franata. Il canile ha ceduto. Più che l’acqua e il gelo l’ha spinto, spaccato, divaricato il niente di fatto delle istituzioni. La burocrazia molesta e diabolica ha aperto le sue fauci e dentro c’è caduto tutto.

………….

http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/12/19/la-padania-20-dicembre-molise-chi-fa-pulizia-di-questa-vergogna/

LA PADANIA 20 DICEMBRE MOLISE: CHI FA PULIZIA DI QUESTA VERGOGNA?

Videodenuncia Di Rapid Dogs Rescue 14 dicembre 2009

parte prima

http://www.youtube.com/watch?v=4a4Fv2VkV1k

parte seconda

http://www.youtube.com/watch?v=F3HrtpiAPP4

A

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