A Capodanno, spegniamo i botti e accendiamo il cervello
28 dicembre 2011 -
La campagna dello scorso anno A Capodanno, spegniamo i botti e accendiamo il cervello, è ahimè ancora valida.
Evidentemente ci sono più botti che…cervelli in circolazione…..
Ma la breccia verso il salto alla civiltà, è aperta.
Due Sindaci, due Primi Cittadini fanno da faro per tutti coloro che vorranno essere descritti con le maiuscole…….
A Torino il Sindaco Piero Fassino e la Giunta, in primis l’Assessore dell’Ambiente, hanno vietato qualsiasi esplosione per tutelare gli animali oltre che le persone. “Tra i cani e gatti, tra l’altro, c’è chi muore di crepacuore o per fuggire, chi perde l’orientamento o chi morde.”
A Berceto il Sindaco Luigi Lucchi lancia un appello accorato, che non si può che condividere: “Chi non ama le bestie non ama neppure i cristiani. Sarebbe un segno di civilta’, in questi giorni e nella notte di capodanno, non sentire neppure un botto. Un modo per iniziare il nuovo anno con un gesto di rispetto per i viventi più indifesi: gli animali, i cani, e quindi un vero augurio di un anno sereno e denso di buone cose.”
Plauso, menzione, ringraziamenti, sono dovuti a questa loro sensibilità umana prima che civica.
E’ l’empatia e il rispetto per la vita che fanno più rumore del…botto!
Buon anno, colmo di umanità per essere degni di essere uomini!
Chiliamacisegua
Sostieni Chiliamacisegua a continuare le sue battaglie di civiltà. Offri il tuo contributo, qualsiasi esso sia. Grazie.
Tesseramento e donazioni
http://www.chiliamacisegua.org/chisiamo/tesseramento-e-donazioni/
http://www.chiliamacisegua.org/2010/12/26/a-capodanno-spegniamo-i-botti-e-accendiamo-il-cervello/
A Capodanno, spegniamo i botti e accendiamo il cervello
A Capodanno, spegniamo i botti e accendiamo il cervello
Animalisti Italiani, Chiliamacisegua e Lega Nazionale per la Difesa del Cane lanciano un appello per un Capodanno responsabile.
GEAPRESS – Ogni anno a Capodanno, e più in generale durante le festività natalizie, assistiamo ad un vero e proprio bollettino di guerra: durante la notte di San Silvestro, nelle ore immediatamente prima e in quelle successive, vengono esplosi numerosi botti, fuochi artificiali che hanno delle conseguenze a volte devastanti sia per chi li maneggia sia per chi, ignaro ed incolpevole, li subisce. In taluni casi, vengono esplosi anche veri e propri colpi di pistola o di fucile (sic).
I cosiddetti botti di Capodanno mietono vittime non solo tra gli uomini ma arrecano enormi danni anche agli animali, tutti. E a proposito di botti e animali, come non ripensare all’incredibile storia del pacifico ed amato Pastore tedesco di Sannicandro (BA) morto per l’esplosione di un petardo in bocca (vedi articolo GeaPress).
Cani, gatti, piccoli animali da compagnia, uccelli: tutti gli animali sono estremamente sensibili ai forti rumori provocati dai botti di fine anno e a questi reagiscono con comportamenti imprevedibili e pericolosi per la loro stessa incolumità e per quella altrui. Gli stati d’animo possono andare dal semplice disorientamento, alla paura, al terrore, all’ angoscia fino ai casi più gravi di disperazione.
Negli uccelli un botto causa uno spavento tale che li induce a fuggire dai dormitori, volando al buio anche per chilometri, andando a morire sfracellati addosso a qualche muro, vetrata, albero o cavi elettrici; quelli che riescono ad atterrare o a posarsi incolumi spesso muoiono assiderati a causa delle rigide temperature invernali ed alla mancanza di un riparo.
Negli animali degli allevamenti come mucche, cavalli e conigli, le conseguenze delle esplosioni possono provocare nelle femmine gravide addirittura l’aborto da spavento.
Nei gatti, e soprattutto nei cani, un botto crea forte stress e spavento tali da indurli a fuggire dalle proprie cucce, recinti, giardini, case, finendo spesso vittime del traffico o di ostacoli non visibili al buio.
Tali reazioni istintive ed incontrollate sono dovute, in particolare, alla loro soglia uditiva infinitamente più sviluppata e sensibile di quella umana. L’uomo ha un udito con una percezione compresa tra le frequenze denominate infrasuoni, intorno ai 15 hertz, e quelle denominate ultrasuoni, sopra i 15.000 hertz. Cani e gatti, invece, dimostrano facoltà uditive di gran lunga superiori: il cane fino a circa 60.000 hertz mentre il gatto fino a 70.000 hertz.
Per scongiurare l’ennesimo capodanno disastroso per gli animali, le associazioni Animalisti Italiani, Chiliamacisegua e Lega Nazionale per la Difesa del Cane hanno promosso la campagna di sensibilizzazione “Capodanno: spegni i botti, accendi il cervello”. Un invito al buon senso e alla responsabilità nei confronti di tutti gli esseri viventi.
“Abolire i botti di Capodanno è un grande segno di civiltà” dicono le tre associazioni “Invitiamo tutti i cittadini che amano la vita e rispettano la vita altrui a non acquistare i botti di capodanno per festeggiare l’arrivo del nuovo anno che sono causa di morte, ferimenti e traumi per cani, gatti, animali domestici e uccelli. Chi ama la vita, la natura e gli animali preferisce il tradizionale, gioioso e alla moda, botto dello spumante“.
Le tre associazioni animaliste, inoltre, invitano tutti coloro che vivono insieme ad un animale ad assumere alcuni semplici comportamenti responsabili (vedi sotto) che possano far trascorrere con maggiore serenità le, a volte, tremende ore a cavallo tra l’anno vecchio e quello nuovo. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).
Di seguito riportiamo i consigli di Animalisti Italiani, Chiliamacisegua e Lega Nazionale per la difesa del cane, per chi possiede un cane.
Cosa fare con un cane che sta all’aperto:
sistemalo in un locale chiuso, conosciuto e sicuro mettendogli a disposizione il suo giaciglio e alcuni oggetti a lui familiari, ad esempio i suoi giochi preferiti, le ciotole e qualcosa da rosicchiare. Attento ad eliminare tutto ciò che potrebbe ferirlo nel caso tentasse comunque una fuga;
se il cane è legato, slegalo e sistemalo come nel caso precedente; ricordati che un cane legato, se terrorizzato, potrebbe ferirsi gravemente;
se vive in un box esterno, verifica che sia sufficientemente sicuro e che gli fornisca la giusta protezione, altrimenti sistemalo come nei casi precedenti;
se non puoi sistemarlo al chiuso, verifica l’integrità della recinzione e fai molta attenzione: se riuscisse ad uscire, potresti perderlo per sempre e non sarebbe un fatto così strano;
durante i botti, se ti è possibile, vai da lui e cerca di sdrammatizzare la situazione, eventualmente facendolo giocare; non devi proteggerlo o confortarlo e soprattutto non devi dar peso alle sue ansie. In questi casi è molto più efficace una vera e propria “pratica dell’allegria” e ricordati di lasciare qualche boccone appetibile quando devi allontanarti;
un cane spaventato non mangerebbe mai ma, la presenza del cibo potrebbe rendere più familiare l’ambiente facendolo sentire, se mai fosse possibile, meno isolato.
Cosa fare con un cane che resta a casa da solo:
lascia le luci accese;
lascia le porte aperte;
lascia almeno due stanze a disposizione;
il suo giaciglio deve essere ben raggiungibile;
non lasciare oggetti che lo possano ferire;
inibisci i nascondigli troppo angusti, per evitare che si ferisca per entrarci;
lascia liberi i soliti nascondigli;
lascia a disposizione i suoi giochi e qualcosa da rosicchiare;
lascia la ciotola dell’acqua ( anche se, quando un cane è spaventato, non mangia e non beve );
a mezzanotte fai squillare il telefono, potrebbe distrarlo ed eventualmente calmarlo udendo un suono conosciuto e rassicurante.
Cosa fare quando il cane è a casa con te:
informa gli ospiti sugli atteggiamenti da tenere facendo presente che è molto meglio se rimangono assolutamente passivi lasciando a te il controllo della situazione;
se ci sono bambini, istruiscili opportunamente: non devono correre o eccitarlo inutilmente, meglio se lo ignorano;
lascia le porte aperte;
il suo giaciglio deve essere sempre ben raggiungibile;
inibisci i nascondigli troppo angusti, per evitare che si ferisca per entrarci;
lascia liberi i suoi soliti nascondigli;
se si nasconde, non cercare di tirarlo fuori con la forza: deve farlo di sua iniziativa. Al massimo raggiungilo e cerca di mantenere un comportamento che sia il più possibile rilassato e tranquillo;
se vuoi farlo uscire, chiamalo come fai di solito: se non ubbidisce, significa che si sente più al sicuro dov’è, anche se lontano da te. In questo caso non insistere: uscirà di sua spontanea volontà quando non sarà più spaventato;
non controllarlo: non deve pensare di essere al centro dell’attenzione e non deve credere che ciò che sta accadendo sia rivolto solo a lui;
ad ogni botto, tieni un atteggiamento allegro rendendo piacevole il contesto
se dovesse urinare o defecare, non dare peso e pulisci: non devi in nessun modo farlo sentire in colpa;
non costringerlo a stare accanto a te e lascialo spaziare: deve riuscire a crearsi una situazione rassicurante;
se cerca il contatto, accettalo ma non favorirlo;
non toccarlo all’improvviso, in particolare da dietro e, se proprio devi farlo, accertati che ti veda e che capisca le tue intenzioni;
se abbaia, ulula o guaisce, distrailo;
se tenta di mordere o di distruggere oggetti, distrailo;
fai attenzione ai toni voce e non tenere radio o televisione con volume molto alto;
fai molta attenzione nel momento in cui si stappano le bottiglie;
attento ai balconi aperti: possono essere visti come disperate vie di fuga;
cerca di sdrammatizzare la situazione, eventualmente facendolo giocare; non devi proteggerlo o confortarlo e soprattutto non devi dar peso alle sue ansie. In questi casi è molto più efficace una vera e propria “pratica dell’allegria”.
I FATTI
A Torino il Comune vieta i giochi d’artificio “Botti di Capodanno spaventano cani e gatti”
I trasgressori rischiano una multa fino a 500 euro e una denuncia per maltrattamento degli animali
foto Ap/Lapresse
Capodanno 2012 senza botti quello della città di Torino. La Giunta ha infatti esteso all’intero suolo comunale “il regolamento per la tutela e il benessere degli animali”, entrato in vigore il 14 marzo, secondo cui i giochi d’artificio spaventano cani e gatti. La polizia urbana si prepara quindi a fare multe che vanno dai 25 euro fino a 500, in base alle conseguenze che lo scoppio può causare, i trasgressori rischiano anche una denuncia.
Vietati anche i canonici giochi d’artificio in piazza: meglio dare spazio al concerto di Renzo Arbore. “Nel corso degli anni – ha spiegato l’Assessore dell’Ambiente a “La Repubblica” – ci sono arrivate tantissime segnalazioni di atti di goliardia nei confronti degli animali”.
Tra i cani e gatti, tra l’altro, c’è chi muore di crepacuore o per fuggire, chi perde l’orientamento o chi morde.
Per questo motivo l’amministrazione sabauda ha deciso di “lavorare molto sulla prevenzione sequestrando botti e petardi”.
Ma sono in pochi quelli venuti a conoscenza del nuovo provvedimento.
Chissà allora quale sarà la reazione di chi si era già preparato a festeggiare il nuovo anno in maniera esplosiva…
http://parma.repubblica.it/cronaca/2011/12/26/news/cittadini_vi_prego_niente_botti_fatelo_per_i_nostri_animali-27229554/
L’APPELLO DEL SINDACO DI BERCETO
“Cittadini, vi prego niente botti Fatelo per i nostri animali”
Il primo cittadino del paese di montagna, non nuovo a iniziative curiose, lancia un intelligente appello ai residenti: “Aiutiamo i cani e gli animali a non soffrire, evitiamo i fuochi d’artificio e petardi”
Non è nuovo a iniziative curiose, mediatiche o perlomeno “chiacchierate”, ma il sindaco di Berceto Luigi Lucchi questa volta lancia un messaggio difficile da non condividere. Tutto a favore degli animali, un po’ meno per gli amanti dei botti di fine anno. Per il Capodanno infatti il primo cittadino chiede ai suoi residenti di rinunciare a petardi e fuochi per non spaventare animali e bestiame. Ecco uno stralcio della sua lettera.
“Chiediamo di non fare i botti. Non sono un’usanza tradizionale della montagna parmense e di Berceto e anche se ha preso campo, negli ultimi decenni, rappresenta un pericolo per le persone ma anche una sevizia per gli animali, soprattutto i cani, che vengono terrorizzati da questi assordanti rumori che non intendono certo come momento di festa.
Un proverbio di Berceto recita: chi non ama le bestie non ama neppure i cristiani.
Sarebbe un segno di civilta’, in questi giorni, e nella notte di capodanno, non sentire neppure un botto.
Un modo per iniziare il nuovo anno con un gesto di rispetto per i viventi più indifesi: gli animali, i cani, e quindi un vero augurio di un anno sereno e denso di buone cose.
Grazie a quanti comprendono e mettono in atto queste buone intenzioni che aiutano a rendere Berceto un comune sempre più rispettoso e civile”.
Nella sua lunga lettera il sindaco ha poi invitato i cittadini a passare le feste in casa e i giovani mettersi alla guida dopo aver bevuto.
LEGGI TUTTO... Ci sono 6 commenti: leggi...
Compleanno di Chiliamacisegua
27 dicembre 2011 -
LEGGI TUTTO...
LA PADANIA 14 AGOSTO PREMIO ALLA FEDELTÀ DEGLI ANIMALI E A CHI LI DIFENDE CON ALTRETTANTA FEDELTÀ
14 agosto 2011 -
LA PADANIA 14 AGOSTO PREMIO ALLA FEDELTÀ DEGLI ANIMALI E A CHI LI DIFENDE CON ALTRETTANTA FEDELTÀ
Coraggio. Generosità. San Rocco di Camogli col suo Premio internazionale alla fedeltà del cane e agli atti di bontà umana che ricambiano il debito universale, quest’anno compie 50 anni.
E da 50 anni certifica per cani e uomini cosa sia quell’attimo che fa la differenza, il salto nel buio senza farsi domande.
La differenza. Questa differenza che ti cambia la vita, che te la salva, che ti fa prendere consapevolezza per sempre di una riconoscenza che diventa onore e impegno per sempre, un vincolo profondo che si attacca all’anima di una relazione e la trasforma anche in impegno sociale, politico, professionale.
Martedì prossimo sul palco alle spalle della magnifica baia di Portofino, a ridosso della piccola piazza e della chiesa del santo nutrito solo dal coraggio di un cane, perché appestato, saliranno e saranno premiati i cani protagonisti della generosità incondizionata e gli uomini e le donne che, per loro, sentono di dover spontaneamente redistribuire, come possono, atti di giustizia, di devoto professionismo, di conquista di una civiltà del bene che questo Premio rappresenta da mezzo secolo.
E noi, con san Rocco e tutti i santi che, per quanto Santa Madre Chiesa dimentichi con tanti parroci distratti, tranne a Camogli, hanno vissuto e rappresentato il rispetto verso gli animali, festeggiamo i santi veri e gli esempi terreni da imitare.
Chiliamacisegua si complimenta per le…menzionate al merito professionale, ovvero, l’ Asl 4 di Chiavari, il ministro Michela Brambilla, il sottosegretario Francesca Martini, la dirigente del ministero della Salute Rosalba Matassa, la giornalista Stefania Piazzo, la compagnia di navigazione Messina e alla Scuola italiana cani salvataggio.
Buona lettura e stavolta nessuna indignazione, ma solo…ammirazione!
Chiliamacisegua
Viaggio nell’Italia bestiale a cura di Stefania Piazzo
(98 – continua)
LA PADANIA 14 AGOSTO
NOVANTOTTESIMA PUNTATA
PREMIO ALLA FEDELTÀ DEGLI ANIMALI E A CHI LI DIFENDE CON ALTRETTANTA FEDELTÀ
di Giuseppe Reguzzoni
A San Rocco di Camogli il 16 agosto l’atteso e prestigioso Premio internazionale
Chiliamacisegua sul caso bizzarro
Pesci rossi… “al bicchiere”?
NOTA Sostieni Chiliamacisegua a continuare le sue battaglie di civiltà. Offri il tuo contributo, qualsiasi esso sia. Grazie.
Tesseramento e donazioni http://www.chiliamacisegua.org/chisiamo/tesseramento-e-donazioni/
LEGGI TUTTO... Ci sono 4 commenti: leggi...
PREMIO INTERNAZIONALE FEDELTÀ DEL CANE
11 agosto 2011 -
PREMIO INTERNAZIONALE FEDELTÀ DEL CANE
ENTE PROMOTORE REGIONE LIGURIA
ASSESSORATO ALLO SPORT E TEMPO LIBERO
PATROCINATO DA: PROVINCIA DI GENOVA, COMUNE DI CAMOGLI, 16 AGOSTO
PARCO DI PORTOFINO
Ideato da don Giacobbe e Giacinto Crescini nel 1962
50ª EDIZIONE , ANNO 2011
Descrizione degli episodi di fedeltà e bontà premiati nel corso della manifestazione, e presentazione dei vincitori del concorso per le scuole “Un cane per amico”
PREMI FEDELTÀ ITALIANI
A) ARES, dobermann di tre anni, ha salvato il suo padrone, schiacciato a terra dal peso di un cancello di ferro, attirando l’attenzione dei soccorritori.Sanremo
Per sfatare la brutta reputazione che hanno i dobermann, basta questo episodio, accaduto all’inizio di quest’anno, a un carabiniere di 26 anni, Ghery Garritano, in servizio alla Compagnia Carabinieri di Sanremo.
Mentre stava giocando con il suo cane in un campo sulla collina di Sanremo, correndo ha urtato un cancello vecchio ed arrugginito, pesante oltre 200 chilogrammi, che era appena appoggiato ad un muro. Il cancello si è staccato di colpo e gli è precipitato addosso. Ghery Garritano è rimasto incastrato sotto quel peso a faccia in giù, ferito e semincosciente, senza possibilità di muoversi, con lancinanti dolori alla schiena e alla testa. Fosse stato meno robusto, l’incidente poteva trasformarsi in tragedia.
In quel posto isolato nessuno lo avrebbe soccorso, ma è stato il suo coraggioso e intelligente cane Ares, un dobermann di 3 anni, a salvargli la vita. All’inizio Ares gli leccava il volto per svegliarlo. Poi quando sentì da lontano che in una strada vicina passava un’automobile, corse a perdifiato per fermarla. Era molto agitato e gli occupanti dell’auto esitavano ad uscire dall’abitacolo per paura di essere azzannati. Saltellando e scodinzolando in modo da far capire che non aveva cattive intenzioni, Ares convinse la coppia, che era sull’auto, a seguirlo fino al punto dove giaceva il suo padrone. I due con fatica riuscirono a sollevare appena il cancello, abbastanza per far scivolare fuori il malcapitato carabiniere, chiedendo nel frattempo l’intervento dei mezzi di soccorso in modo che potesse essere curato per le gravi ferite riportate.
Sig. Ghery Garritano Sanremo
B) CUCCIOLO, cane fantasia di 6 anni che accompagna il padrone in ospedale, per alcuni cicli di terapie, e lo attende per ore, da solo , aspettandone il ritorno.Asti
I frequentatori dell’ospedale Massaja di Asti, ormai lo conoscono bene. Quando il suo padrone, il sig. Emanuele Smorta, un dipendente pubblico in pre-pensionamento, deve effettuare un ciclo di cure in ospedale, Cucciolo lo accompagna fino all’ingresso. Una volta che il sig. Emanuele è entrato, Cucciolo si trova un posticino appartato nei pressi dell’ingresso e si accuccia in attesa. Non c’è bisogno di guinzaglio. I dipendenti dell’ospedale ed i pazienti ormai lo conoscono e talvolta lo accarezzano o gli offrono qualche biscotto. Ormai è diventato la loro mascotte. Quando finalmente il sig. Emanuele esce dall’ospedale gli salta addosso per manifestare tutta la sua gioia. Il legame fra cane e padrone è davvero grande. Quando, qualche anno fa, Cucciolo inghiottì un boccone avvelenato , il sig. Emanuele fece l’impossibile per curarlo senza mai lasciarlo solo. Forse Cucciolo ricorda il comportamento del suo padrone e lo ricambia come può.
Sig. Emanuele Smorta Asti
C) GIAVA, golden retriver di 6 anni, salva da annegamento un turista torinese . Albissola (Savona)
Giava stava facendo un’esercitazione nel mare di Albissola, con la sua padrona, la sig.a Giulia Riccardino, una biologa di Macherio (Mi ) , quando si sono sentite le urla di un uomo in difficoltà. Si trattava di un signore di Torino, di 52 anni, che era stato colto da crampi al collo e ad un braccio, e si sentiva annegare. La sig.a Giulia e Giava , hanno raggiunto rapidamente l’uomo che chiedeva soccorso . La vicinanza dei soccorritori ha subito incoraggiato l’uomo che stava per perdere le forze, rendendolo più calmo. La sig.a Giulia ha trattenuto saldamente l’uomo a galla, e Giava, con la potenza dei suoi muscoli , ha trascinato entrambi verso la spiaggia. A terra, l’uomo è stato soccorso dai bagnini e da un medico che si trovava nelle vicinanze. L’esercitazione alla quale partecipava Giava, era organizzata dalla SICS (Scuola Italiana Cani Salvataggio ) che ha sedi in tutta Italia, ed anche all’estero. Quella di Albissola è coordinata dal sig. Simone Galbiati, presidente della SICS Liguria. La scuola opera da più di vent’anni, e si dedica in particolare ai salvataggi in acqua. In Italia sono iscritti alla SICS circa 300 conduttori e 350 cani. Il fondatore e presidente è il sig. Ferruccio Pilenga di Seriate ( Bg ). E’ da mettere in evidenza il fatto che , quando è necessario accedere a zone particolarmente difficili da raggiungere, i volontari della SICS riescono ad utilizzare l’elicottero ed a calare la coppia cane-conduttore.
Sig.a Giulia Riccardino Macherio ( Milano )
C1) PETER PAN, border collie blue merle, di dieci anni, della Polizia di Stato.
E’ stato il primo cane della Polizia ad essere “arruolato”, dieci anni fa , nel nuovo settore “ Ricerca e Soccorso”. Ha partecipato a numerosi ed importanti interventi in Italia ed all’estero contribuendo al ritrovamento ed al salvataggio di scomparsi e dispersi. Cane estremamente generoso ha messo al servizio della comunità umana le proprie capacità senza null’altro pretendere che cibo, acqua, affetto incondizionato, ….ed una pallina. Il premio “Fedeltà” a Peter Pan è dato non solo a lui, ma anche agli altri cani della “Squadra Cinofili” della Polizia di Stato che lui rappresenta. Peter Pan è accompagnato dal suo conduttore, la Sovraintendente della Polizia di Stato Laura Bisio e dal comandante della Squadra Cinofili, Ispettore Capo Simona Sugo
Polizia di Stato. Squadra Cinofili. Ispettore capo Simona Sugo Genova
D) SAC, labrador di 5 anni della Guardia di Finanza di Genova. Ha segnalato con successo la presenza di sostanze stupefacenti, facendo arrestare i trafficanti.Genova
Sac si è distinto fin dai primi mesi di addestramento per la capacità di interagire con le azioni di ricerca del suo conduttore . E’ stato determinante in molte attività di ispezione. Nell’ultimo anno ha rinvenuto 5 Kg di hashish nel porto di Genova facendo arrestare il responsabile del traffico illecito. In un’altra operazione, che ha avuto luogo nel porto di Savona, ha scoperto 39 Kg di cocaina occultata all’interno di un container. Sale sul palco con l’istruttore cinofilo, Maresciallo Capo Corrado Di Pietro, e con il suo conduttore , il Brigadiere Scalas.
Guardia di Finanza. Squadra cinofili. Maresciallo Capo Corrado Di Pietro Genova
E) SAR, pastore belga Groenendaeldi 10 anni, del Soccorso Alpino di Rapallo, ha salvato la vita di persone disperse, ritrovandole in zone isolate ed impervie.Rapallo (Genova)
Sar è diventato un po’ vecchio ma è ancora molto utile al Soccorso Alpino di Rapallo. Il suo padrone, che ne è anche il conduttore , il sig. Claudio Tassara, nell’anno 2001, quando Sar aveva circa un anno, lo aveva portato al campo di addestramento di Bardonecchia, dove i cani ed i loro conduttori imparano la tecnica del ritrovamento delle persone disperse. Nel corso della sua vita , ha ritrovato nove persone, sei delle quali ancora in vita. Due anni fa Sar riuscì a rintracciare una persona di Savona che, pensando di avere una malattia inguaribile, si inoltrò in un bosco con l’intenzione di farla finita. Il salvataggio più recente ha avuto luogo in Val Graveglia dove ha trovato un quarantenne disperso da due giorni.
Sig. Claudio Tassara Rapallo (Genova)
F) SLESC, yorkshire di tre anni salva la sua famiglia da un incendio sviluppatosi nottetempo.Castelnuovo Bozzente (Como)
Un incendio partito forse dal camino del soggiorno, nella notte, quando tutti dormivano, ha scatenato un inferno di fuoco che in breve tempo ha danneggiato gravemente una casa, a Castelnuovo Bozzente in provincia di Como. Per fortuna tutti si sono salvati. Nella casa, oltre a Gianfranco Cattaneo che abitava al pianterreno, occupavano l’appartamento al piano superiore sua figlia con il marito Roberto Turco e il figlioletto, insieme al loro cane Slesc, uno yorkshire di tre anni. L’epilogo dell’incendio avrebbe potuto essere ben più grave se Slesc, annusando il fumo, non avesse intuito il pericolo e non avesse abbaiato a lungo, insistentemente, per svegliare i suoi padroni. In un primo tempo, il Sig. Turco, svegliandosi di soprassalto e sentendo dei colpi sordi causati da pezzi del soffitto che crollavano, pensò ci fossero in casa dei ladri. Dopo aver mandato per sicurezza moglie e figlio in una cameretta adiacente, chiamò telefonicamente suo suocero perché facesse baccano per mettere in fuga i malviventi. Il suocero decise di suonare il clacson dell’auto parcheggiata all’esterno, e solo allora si accorse che il tetto era in fiamme. Appena allertati, i vigili del fuoco intervennero rapidamente da Como e da Appiano con ben 5 mezzi per spegnere l’incendio. Solo grazie all’allarme dato da Slesc, i suoi padroni si sono salvati, mentre la parte superiore della casa è stata devastata dalle fiamme e – ormai inagibile – è stata evacuata.
Sig. Roberto Turco Castelnuovo Bozzente (Como)
G) TAM, pastore tedesco di 9 anni, fa fallire una rapina all’ufficio postale. Sangiano (Va).
In una notte dello scorso mese di ottobre, il Signor Formenti, proprietario di Tam, un energico pastore tedesco di 9 anni, si è allarmato a causa dell’inusuale insistente abbaiare del suo cane. Come ha raccontato ai Carabinieri, insospettitosi, è uscito dalla sua abitazione per sincerarsi che non ci fossero malintenzionati nel giardino o nei dintorni. Non notando nulla di anomalo, rassicurato, ha spento tutte le luci ed è tornato a dormire. La mattina seguente, però, aggirandosi per la sua proprietà, ammassato contro il muro che la separa dall’ufficio postale, il Signor Formenti ha trovato un autentico armamentario da scasso: piedi di porco, pesanti mazze di metallo, mole circolari, cacciaviti, tronchesini e ben altro ancora, insomma tutto il necessario per sfondare muri, forzare serrature e tagliare sbarre. E’ evidente che qualche ladro avevano pianificato di svaligiare l’ufficio postale, ma la “banda del buco” non aveva messo in conto di incontrare Tam, un cane tanto cocciuto e coraggioso che con il suo forsennato abbaiare l’ ha messa in fuga
Sig. Natale Formenti Sangiano (Varese)
PREMI BONTA’ ITALIANI
A) Sig. PIETRO DE MARCO, marinaio della nave Jolly Amaranto, della linea Messina, si è tuffato nel mare agitato per salvare Athos, il cane mascotte della nave. Alessandria d’Egitto
Un Sabato del mese di Dicembre, la nave Jolly Amaranto, una containers della linea di navigazione Messina, in rotta per Alessandria d’Egitto, ha incontrato un terribile fortunale. Purtroppo, a circa 50 miglia dal porto di arrivo, ha subito un’avaria ai motori, ed a quel punto è cominciata l’avventura. Vi erano onde alte 13 metri e, dalla sala macchine arrivavano notizie sempre peggiori. Il Lunedì successivo la nave viene agganciata dal rimorchiatore olandese“Simoon” per portarla a destinazione. Tuttavia, sempre a causa delle condizioni del mare, le Autorità avevano chiuso l’ingresso del Porto. Nella notte tra Lunedì e Martedì la nave, in situazione di emergenza, viene accompagnata verso una banchina da quattro rimorchiatori egiziani. Nel percorso verso terra, probabilmente a causa dell’avaria di un rimorchiatore, la nave si è incagliata ed ha iniziato ad imbarcare acqua. Per sicurezza, l’equipaggio viene trasferito su uno dei rimorchiatori. Con loro vi è Athos, un cane fantasia corso, di grandi dimensioni. Era stato preso da un canile ancora cucciolo, e per sette anni la Jolly Amaranto è stata la sua casa. Quando, dal rimorchiatore, la vede allontanarsi, non resiste alla disperazione, e si butta in acqua per raggiungerla. Ma Athos non regge ai marosi ed al vortice creato dall’elica. Il marinaio Pietro De Marco, grande amico di Athos, ha cercato di soccorrerlo buttandosi in mare, ma non ce l’ha fatta, e, a sua volta, è stato aiutato, con difficoltà , a risalire a bordo. Consegnamo il premio “ Bontà “ al marinaio Pietro che ha rischiato la vita per salvare un suo grande amico. Ritira il premio il comandante della nave, Federico Gatto, poiché il sig. Pietro, essendo in questo periodo imbarcato, non può essere presente. Cogliamo l’occasione per complimentarci con il comandante che, in una situazione di grave pericolo, è riuscito a salvare la nave e l’equipaggio. E crediamo anche giusto onorare la memoria di Athos che, forse, ha voluto raggiungere la Jolly Amaranto, credendo che, a bordo, fosse ancora rimasto qualcuno dei suoi amici
Sig. Pietro De Marco Licata (Agrigento )
B) Sig MICHELE GRECHI, si è tuffato in mare, rischiando la vita, per salvare il suo cucciolo Bolt di razza bolognese. Jesi (An )
L’avventura ha avuto luogo una domenica mattina, di febbraio, quando il sig. Grechi, un odontoiatra di Jesi ( Ancona ), aveva deciso di fare una passeggiata nel porto-canale di Senigallia, assieme al suo cucciolo Bolt di dieci mesi. Bolt si divertiva moltissimo a correre e saltare. Ad un certo punto ha cambiato gioco, e si è messo ad inseguire un gabbiano. Guardando in alto non si è accorto che stava superando il bordo del canale. Purtroppo l’acqua, nel mese di febbraio è freddissima e, in quel punto, con una forte corrente. Il cane non riusciva a dirigersi verso il bordo dove lo aspettava il padrone e, inoltre, stava perdendo le forze a causa del freddo. Il sig. Grechi chiamò il 113 (polizia ) ed il 115 ( i vigili del fuoco ) , ma si rendeva conto che, prima dell’arrivo dei soccorsi, Bolt sarebbe stato portato via dalla corrente. Lo sguardo del suo piccolo cane che chiedeva aiuto, lo ha colpito a tal punto da indurlo a spogliarsi subito ed a buttarsi. L’acqua era gelida e la corrente davvero forte. Riuscì a raggiungere il cane ed a farlo aggrappare alla sua spalla, ma non riusciva a risalire la corrente per raggiungere il bordo del canale. Sentiva le sirene dei soccorsi che stavano arrivando, ma non aveva la forza di resistere oltre. E’ stato provvidenziale l’intervento di un ragazzo che ha avuto la prontezza di spirito di lanciare un tubo di gomma legato ad una corda. Afferrato il tubo, ha finalmente guadagnato la riva, dove è stato soccorso dai militi del pronto intervento medico che lo hanno portato in ospedale in stato di grave ipotermia. Bolt invece, grazie al suo coraggioso padrone, dopo pochi minuti, saltellava felice per lo scampato pericolo.
Sig. Michele Grechi Jesi (Ancona )
MENZIONI DI MERITO
ad Associazioni, Società o singole persone,
per comportamenti meritori non legati a singoli episodi,
premiati con un attestato scritto su ceramica, eseguito dalla ceramista Camogliese Patrizia Peragallo …..
.ASL 4 Chiavarese
. Michela Vittoria BRAMBILLA, ministro del Turismo, Roma
. Francesca MARTINI, sottosegretario al Ministero della Salute, Roma
. Rosalba MATASSA, direz. generale sanità e farmaco veterin., Ministero della Salute, Roma
. Compagnia di navigazione IGNAZIO MESSINA, Genova
. Stefania PIAZZO, giornalista, Veniano (Como )
. SICS ( Scuola Italiana Cani Salvataggio )
EPISODI DI FEDELTA’ ESTERI
MILLIE, King Charles Spaniel di quattro anni, ha salvato la vita di un bambino che stava per soffocare Gran Bretagna
Mentre la signora Beverly Forrester stava cucinando, sentì abbaiare nella stanza accanto Millie, un King Charles Spaniel femmina di quattro anni. Andò nella stanza da dove provenivano i latrati e si accorse che Millie era accanto alla culla di suo figlio James di 18 mesi, e stava cercando di segnalarle qualcosa. Immediatamente si rese conto che il bimbo, che stava dormendo, non respirava più. Iniziò subito a massaggiargli la pancia ed il torace ed il bimbo riprese finalmente a respirare. Se Millie non l’avesse avvisata, James sarebbe stato uno dei numerosi bambini deceduti a causa della sindrome da apnea notturna. Il King Charles Spaniel assomiglia un po’ al cocker, ma ha il muso più appiattito. E’ molto diffuso in Gran Bretagna, ma non nel nostro paese, ed è considerato un animale molto tranquillo ed intelligentissimo.
Miss Beverly Forrester Waterby, Yorkshire ( Gran Bretagna )
PREMIO “UN CANE PER AMICO” RISERVATO AGLI ALUNNI DELLE SCUOLE PRIMARIE E MEDIE INFERIORI DELLA PROVINCIA DI GENOVA
Per il quinto anno, grazie alla collaborazione del Comune di Camogli, è stato bandito il Concorso “Un Cane Per Amico“, riservato agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado della provincia di Genova.
Il Concorso, che si prefigge di stimolare la creatività dei ragazzi e di incoraggiare il rapporto che lega i giovani ai loro amici a quattro zampe, prevede la presentazione di disegni da parte degli alunni delle scuole primarie e di un componimento o poesia, da parte dei ragazzi delle scuole secondarie di primo grado.
Hanno partecipato tredici classi di cui dieci della scuola primaria e tre della secondaria di primo grado.
La giuria del Concorso, composta da Etta Cascini, Rosangela Crescini (per l’Associazione per la Valorizzazione Turistica di S. Rocco), Maria Luisa Passalacqua e Titti Schellembrid, ha
dichiarato VINCITORI :
A) per la SCUOLA PRIMARIA
2 disegni di gruppo a pari merito, realizzati da quattro alunni della Scuola Primaria di Camogli, classe seconda B :
DE CET ILENIA, nata a Genova il 6.10.2003 e residente in Camogli
CONSIGLIO GIORGIA, nata a Genova il 2.7.2003, e residente in Camogli
FIGARI FAVALE RICCARDO, nato a Genova il 26.11.2003 e residente in Camogli
PAOLUCCI VALENTINA, nata a Genova il 5.2.2003 e residente in Camogli
Con la seguente motivazione:
“ Per l’appropriazione totale dello spazio, la freschezza e l’intensità cromatica e l’aderenza al tema ed allo spirito del premio. “
B) per la SCUOLA SECONDARIA di primo grado:
SCORZA AZZARRA’ CESARE, nato a Genova il 3.4.1998 ed ivi residente
Classe Ia C , scuola secondaria di 1° grado Bertani di Genova, con la seguente motivazione:
“ Il testo ha evidenziato quanto l’amore per un cane possa essere importante per ognuno di noi, per sollevarci da momenti di particolare difficoltà. Quindi è sembrato alla giuria emblematico dello spirito del concorso.”
Sono inoltre stati SEGNALATI i seguenti disegni :
a) il lavoro di VECA PIETRO, nato a Milano il 30.7.2002 e residente in Camogli.
Classe 3ª A, scuola primaria di Camogli, con la seguente motivazione:
“ per l’originalità dell’interpretazione grafica “
b) la CLASSE 3ª A, scuola primaria di Camogli :
“ I cui elaborati sono tutti validi dal punto di vista grafico e dell’espressione cromatica.”
LEGGI TUTTO...
Ci sono 4 commenti: leggi...
Tu li ami? Seguici allora
12 luglio 2011 -
LEGGI TUTTO... Ci sono 4 commenti: leggi...
Chiliamacisegua augura Buona Pasqua
22 aprile 2011 -
Chiliamacisegua augura Buona Pasqua
E che l’amore, il rispetto per la vita, l’empatia e l’indignazione che si fa azione, siano sempre il solo motore del nostro volontariato, la fede degli uomini di buona volontà.
Chiliamacisegua
IL PIANTO DEGLI AGNELLI E IL DOLORE DEL MONDO DI SUSANNA TAMARO
QUELLE MIGLIAIA DI ANIMALI SACRIFICATI PER LA PASQUA, NELLA STAGIONE CHE CELEBRA IL RINNOVO DELLA NATURA
La Pasqua si avvicina. Gli scaffali dei supermercati sono un trionfo di uova di cioccolata di ogni dimensione, di colombe con tutte le possibili varianti — con uvetta, senza uvetta, ricoperte di cioccolata, con lo zabaione — per accontentare i gusti più stravaganti. Da qualche anno poi, alle più tradizionali colombe, si sono affiancati dolci a forma di campane e di agnelli, anche questi in svariate versioni. Per chi vive in campagna, e ha lo sguardo abituato ad osservare ciò che succede nella realtà circostante, la Pasqua è quel momento in cui le gemme sui rami iniziano a ingrossarsi e i peschi e gli albicocchi, spesso temerariamente, schiudono i loro fiori. Le prime lucertole si svegliano e il loro fruscio si sente in prossimità dei muretti mentre le uova dei rospi, avvolte a migliaia da una lunga collana gelatinosa, ondeggiano tra le piante dei laghetti. Nel sottobosco spuntano le primule, le violette, i crochi, le pervinche e il mesto pigolio invernale degli uccelli si trasforma nella grande sinfonia che prelude al corteggiamento.
Il periodo che precede la Pasqua è il periodo in cui la vita si muove nuovamente verso la sua pienezza e, con questa sua forza oggi così poco compresa, spinge anche noi a rinnovarci, ad abbracciare con una nuova visione lo scorrere incerto della vita. Anche molti animali partecipano a questo rinnovamento. La maggior parte dei capretti e degli agnelli nascono con la luna piena di febbraio e, dopo i primi giorni di timidezza trascorsi zampettando dietro l’ombra rassicurante della madre, si lanciano in corse scatenate con i coetanei del gregge. Chi non ha mai visto gli agnellini giocare, non avrà mai un’immagine chiara della gioia che può pervadere la vita. Si inseguono in gruppi, sterzano, cambiano direzione, saltellano sulle zampe anteriori e posteriori, se c’è un punto più alto nel pascolo, una roccia, un tronco abbattuto, un fontanile, fanno a gara a saltarvi sopra e questo per loro è il massimo divertimento, e poi di nuovo riprendono a rincorrersi, ogni tanto si affrontano e si caricano a testate, simulando l’età adulta. Poi le madri li richiamano, e allora è tutto un correre, un raggiungere con misteriosa abilità, tra la folla del gregge, la propria genitrice, uno spingere con testa, un vibrare di codine soddisfatte. Sul pascolo scende allora il tenero silenzio della poppata. Ma poi un giorno, poco prima della Pasqua, mentre gli agnellini pan di spagna sorridono invitanti sui banchi dei supermercati, nelle campagne arrivano i furgoni e caricano i piccoli delle pecore e delle capre. La gioia se ne va dai pascoli e subentrano gli strazianti belati delle madri che per tre giorni corrono incredule da un lato all’altro chiamando a gran voce le loro creature con le mammelle gonfie di latte. Poi, dopo tanta agitazione, sulle campagne scende il silenzio e i pascoli tornano ad essere delle distese brulle in cui i corvi zampettano tra le madri svuotate dal dolore. Intanto gli agnellini, avvolti nel cellophan, sono arrivati nei banconi dei supermercati: interi, a pezzi, o solo la testa, che pare sia una prelibatezza. Non posso non sussultare quando vedo, schiacciati dalla pellicola, quegli occhi opachi e quei dentini che già strappavano la prima erba.
L’altro giorno mi ha chiamato un’amica che lavora vicino al mattatoio. «Mi sono messa i tappi, ma non serve a niente. Vengono scaricati ogni giorno, a centinaia, e urlano con voci da bambini, disperate, rauche, in preda al terrore, ma, a parte me, nessuno sembra farci caso. In fondo ogni anno è così. È la vita, è la tradizione, è Pasqua e questo è il rumore della Pasqua». Già, perché la Pasqua è soprattutto un pranzo tradizionale, una mangiata di quelle che si fanno di rado, con l’abbacchio trionfante in mezzo alla tavola, un abbacchio ridotto a prelibatezza culinaria, a segno di una cultura gastronomica mai tradita, spogliato da ogni valenza che superi il tratto gastrointestinale. Ma in quei belati, in quelle urla, in quella vita che è pura innocenza, non è forse celata la domanda più profonda sul senso dell’esistere? Perché la morte irrompe e devasta, senza guardare in faccia nessuno. Nella nostra società così asettica e così impregnata di onnipotenza, lo dimentichiamo un po’ troppo spesso, ma dimenticare l’ingombrante presenza della morte vuol dire abdicare, fin da principio, al senso della vita. Quando la morte scende su uno dei miei animali, gli altri fanno dei lunghi giri per non avvicinarsi al corpo, per non guardarlo e, per qualche giorno, il loro comportamento cambia, diventa stranamente assente, come se qualcosa, al loro interno, all’improvviso avesse cominciato a vibrare in modo diverso. La contemplazione della morte non può non provocare un profondo senso di timore, timore per quell’occhio brillante che improvvisamente diventa opaco, per quel vivo tepore che si trasforma in fredda rigidità. È per questa ragione che tutte le culture dell’uomo hanno sviluppato dei rituali di macellazione per rendere questo passaggio meno temibile — temibile per l’animale, ma temibile soprattutto per noi, temibile per la potenza evocativa racchiusa nel sangue che scorre.
Ma in una società come la nostra, totalmente profana, in cui nulla è più sacro e gli unici timori concessi sono legati alla materia, la catena di morte del macello non è che una realtà tra le altre. Le urla degli agnelli sono un rumore di fondo, uno dei mille rumori che frastornano i nostri giorni. E forse non sapere ascoltare questo lamento è il non saper ascoltare tutti i lamenti — i lamenti delle vittime delle guerre, dei malati, dei bambini torturati, uccisi, delle persone seviziate, abbandonate, dei perseguitati, di tutte quelle voci che invano gridano verso il cielo. È anche il non saper ascoltare il nostro lamento, di persone sazie, annoiate, risentite, incapaci di vedere altro orizzonte oltre quello del nostro minuscolo ego, incapaci di interrogarci, di affrontare le grandi domande e di accettare il timore che, da esse, inevitabilmente deriva. Sdraiati sul comodo divano della teodicea, continuiamo a ripetere che Dio non può esistere perché permette il male degli innocenti e questo assunto ci placa, ci quieta, ci mette dalla parte della ragione, proteggendoci dall’insonnia delle notti e dall’angoscia straziante del dolore del mondo. Quanti orrori — e quanti errori — derivano da quest’immagine di Dio onnipotente, da quest’idea di un Dio con la barba, seduto su una nuvola, parente stretto di Zeus, con i fulmini in mano, pronto a scagliarli sugli empi della terra. L’onnipotenza di questa società ipertecnologica, non deriva forse proprio da questo? Dio non è onnipotente, come ci aveva promesso, e dunque diventa nostro compito assumerci l’onnipotenza, raddrizzare le cose storte in cose dritte, creare il paradiso in terra, un paradiso in cui la giustizia finalmente trionfa, grazie alle nostre leggi. Il paradiso in terra però, come già abbondantemente ci hanno mostrato le tragedie del Novecento, ben presto si trasforma nel suo opposto perché, quando l’uomo crede di agire unicamente secondo i principi assoluti della ragione, sta già srotolando un reticolato e prepara potenti luci al neon per illuminare ogni angolo della prigione.
Forse il pianto delle migliaia di agnelli immolati per routine consumistica in questi giorni non è che il pianto di tutti i milioni di vite innocenti che ogni giorno in modi diversi, da che mondo è mondo, vengono stritolate dal male. E quel pianto che si alza verso il cielo senza ottenere risposta, ci suggerisce forse che il passaggio, la vera liberazione — la vera Pasqua — è proprio questa. Sapere che Dio non è onnipotente, ma, come Agnello, condivide la stessa nostra disperata fragilità. E solo su quest’idea — sull’idea che condividiamo la fragilità, che le tue lacrime sono le mie e le Sue sono le nostre — si può immaginare un mondo che non scricchioli più sotto il delirio dell’onnipotenza ma che si incammini nella costruzione di una vera umanità.
28 marzo 2010
LEGGI TUTTO... Ci sono 2 commenti: leggi...
Chiliamacisegua è onorata e lieta di invitarti
19 gennaio 2011 -
Chiliamacisegua è onorata e lieta di invitarti giovedì 26 gennaio a Milano al Lotus, Via Montegrappa 10 ore 22,30
per fare la ..festa alla sua presidente Corinna Andreatta, rimasta miracolosamente in piedi dopo la …..lapidazione per il progetto Calendario 2011 Amarli non passa mai di moda.
Mentre gli avvocati dello studio Martini di Milano stanno lavorando sodo ( ma saranno presenti per tirare il fiato, il lavoro è immane) a sostegno dell’Associazione e delle sue iniziative, Corinna Andreatta, presidente di Clacs, ti offrirà una serata di pace, serenità e amicizia.
Non pensare ai fiori e ai cioccolatini, ma preparati a fare una ….opera di bene.
Basterà acquistare un Calendario ad offerta libera ( non pensarci nemmeno ad offrire un ..euro.., sali, dai, sali un pochino!), per renderla felice.
Il ricavato delle vendite, inutile ricordarlo che lo hanno spiegato, male, in molti, sarà devoluto alla costruzione del Presidio Zooantropologico ad Avetrana.
E’ il Calendario delle polemiche, dei guazzabugli, delle bugie, delle calunnie, del gossip a tutta onda.
Il Calendario dello scandalo!
Destinato ad essere ricordato come il solo Calendario con 11 mesi.
La pagina del mese di ottobre infatti, è strappata, si, strappata da ogni copia.
Il tempo della civiltà e del rispetto verso gli animali, è ahimè, ancora incompleto.
Manca di un mese.
Il mese del lutto per tante miserie e nessuna nobiltà
Ti aspetto.
Chiliamacisegua
Ps porta tanti..imbucati e portoghesi.
Grazie
ps cena buffett offerta alle 22 e taglio della torta a mezzanotte
LEGGI TUTTO... C’è un commento: leggi...
MATERA E IL BUIO DELL’OSCURANTISMO
22 agosto 2010 -
MATERA E IL BUIO DELL’OSCURANTISMO
Chiliamacisegua, stante la reiterazione della TRADIZIONE più barbara praticata in tutta Italia per ingraziarsi santi e fanti, chiede che venga reintegrato anche il sacrificio del primogenito nelle notte di luna piena per assicurare ricchezza al capofamiglia e quello della vergine con i capelli lunghi e biondi, da immolare a a Giunone, per offrire certezza di fecondità alla moglie del suddetto capofamiglia, in date da stabilirsi con i parroci e i sindaci dei più arretrati culturalmente intendendo, comuni italiani.
E se questa è la religione………… meglio essere atei!
Chiliamacisegua
Segnalazione di Gia Zanghi
A MATERA..NON POSSO CREDERE SUCCEDANO ANCORA QUESTE COSE!!!!SIAMO NEL 2010 O NEL MEDIOEVO??
Oggetto: SOS il 23 Agosto un piccolo vitellino da latte sarà sacrificato, come nei peggiori riti satanisti,
URGENTISSIMO!!! animalisti, volontari ed associazioni di zona, ACCORRETE IN ZONA e fermiamo quest’usanza gretta , degna di una sperduta tribù indigena di qualche povero paese del 3° mondo o di qualche folle setta satanica!!!siamo nel 2010 e gente, cattolica, alfabetizzata e credente, che prega e si confessa in una chiesa consacrata e dei sacerdoti consci della loro mandato, ADORNERANNO CON GHIRLANDE E FIORI COME DA TRADIZIONE, UN PICCOLO VITELLINO E LO COSTRINGERANNO AD INGINOCCHIARSI SULL’ALTARE , IN MEMORIA DI S. BERNARDINO DA SIENA.
Il Vitello bardato con fiori di stoffa ed altri ammennicoli,secondo riti pagani di antica memoria, vive con terrore la folla, gli archibugieri, gli sbandieratori, viene dato in pasto alla curiosità della gente, che sorride (tenerezza?) mentre beve il latte dal biberon; prima o poi (un poi molto vicino) sarà macellato e mangiato forse dagli stessi che lo hanno guardato con tenerezza.
I video ufficiali della festa non fanno mai vedere COME il Vitello si inginocchia davanti al Santo, sicuramente con la forza, altrimenti ci sarebbe un miracolo.
qui l’articolo:
http://www.facebook.com/l/1e5d04VGRuB3H2ckya5AsXolxFQ;
http://www.geapress.org/corse-palii-giostre/vitello-fedele/3961
Vitello fedele
Animali e religione: la festa di San Bernardino a Bernalda (MT).
di redazione | 22 agosto 2010
GEAPRESS – Il 23 agosto a Bernalda (MT) durante la festa di San Bernardino da Siena un piccolo Vitello lattante sarà costretto ad inginocchiarsi davanti alla statua del Santo.
Per i bernaldesi è la rievocazione di un fatto realmente accaduto. Che sia vero o no non è importante.
Se il fatto è realmente accaduto, questo riguarda solo il Santo ed il Vitello.
Estremamente grave è il fatto che un piccolo Vitello lattante, offerto (OFFERTO!) da un macellaio della zona, sia obbligato (OBBLIGATO!) ad aspettare sul sagrato della chiesa e che sia costretto (COSTRETTO!) ad inginocchiarsi davanti alla statua del Santo.
E se il malaugurato Vitello, scelto per la festa, è buddista od ateo?
Cosa c’entra un Vitello con una religione, ed i suoi riti, tutta umana?
Il Vitello bardato con fiori di stoffa ed altri ammennicoli, vive con terrore la folla, gli archibugieri, gli sbandieratori, viene dato in pasto alla curiosità della gente, che sorride (tenerezza?) mentre beve il latte dal biberon; prima o poi (un poi molto vicino) sarà macellato e mangiato forse dagli stessi che lo hanno guardato con tenerezza.
I video ufficiali della festa non fanno mai vedere COME il Vitello si inginocchia davanti al Santo, sicuramente con la forza, altrimenti ci sarebbe un miracolo.
Maltrattamento di animale, programmato e consumato, si tratta solo di questo.
Al Sindaco di Bernalda garante, come tutti i Sindaci, del benessere degli animali sul proprio territorio comunale, chiediamo di vietare la tortura e la gogna del Vitello.
Gli organizzatori vanno diffidati da mettere in atto un comportamento lesivo dell’integrità del Vitello.
Al piccolo vanno garantite non solo l’integrità ma anche la dignità.
Ai Cittadini di Bernalda ricordiamo che ” Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali – Gandhi”
.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).
QUI LA LETTERA DI PROTESTA, anche se troppo tardi…:
http://www.facebook.com/note.php?note_id=495707693624&id=327214207538&ref=nf
Animali e religione: la festa di San Bernardino a Bernalda (MT) sacrificano un vitellino…PROTESTIAMO ♥
pubblicata da ♥ Marcia su Roma in difesa dei diritti degli animali ♥ il giorno domenica 22 agosto 2010 alle ore 11.23
Ancora manifestazioni religiose con sacrificio di animali vivi…Meglio essere atei che seguire la chiesa con queste assurde e inutili sofferenze.
Il 23 agosto a Bernalda (MT) durante la festa di San Bernardino da Siena un piccolo Vitello lattante sarà costretto ad inginocchiarsi davanti alla statua del Santo. Per i bernaldesi è la rievocazione di un fatto realmente accaduto. Che sia vero o no non è importante. Se il fatto è realmente accaduto, questo riguarda solo il Santo ed il Vitello.
Maltrattamento di animale, programmato e consumato, si tratta solo di questo.
Al Sindaco di Bernalda garante, come tutti i Sindaci, del benessere degli animali sul proprio territorio comunale, chiediamo di vietare la tortura e la gogna del Vitello.
Gli organizzatori vanno diffidati da mettere in atto un comportamento lesivo dell’integrità del Vitello.
Al piccolo vanno garantite non solo l’integrità ma anche la dignità.
Ai Cittadini di Bernalda ricordiamo che ” Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali – Gandhi”
http://www.eventiesagre.it/Eventi_Feste/779_Festa+di+San+Bernardino.html
http://www.geapress.org/corse-palii-giostre/vitello-fedele/3961
Inviare mail di protesta a:
sindaco@comune.bernalda.matera.it,
turismo@comune.bernalda.matera.it,
E x conoscenza,Cc:
f.menzella@provincia.matera.it,
c.gerardi@provincia.matera.it,
presidente@provincia.matera.it,
g.tristano@provincia.matera.it,
d.porcari@provincia.matera.it,
s.visceglia@provincia.matera.it,
g.lanzillotta@provincia.matera.it,
provincia.matera@cert.ruparbasilicata.it,
prospero.defranchi@regione.basilicata.it;
stampa.consiglio@regione.basilicata.it,
rba-roma@regione.basilicata.it,
arturo.giglio@regione.basilicata.it;
info@lacoscienzadeglianimali.it,
filodiretto@ilquotidianodellacalabria.it;
redazione.potenza@gazzettamezzogiorno.it,
redazione.matera@gazzettamezzogiorno.it;
buongiornoregione.basilicata@rai.it,
LEGGI TUTTO... Ci sono 2 commenti: leggi...
Prima Cena di Beneficenza Di ChiLiAmaCiSegua Roma
22 giugno 2010 -
Spero interverrete numerosi, prima di tutto per il piacere di stare insieme e poi per raccogliere fondi per i nostri amici pelosi!!!!!
LEGGI TUTTO...
Picnic in città con Berto e Bottone
21 giugno 2010 -
ChiLiAmaCiSegua organizza a Milano
Una giornata al parco con
BERTO
BOTTONE
Berto e Bottone
i nostri amici disabili
a 4 zampe
Domenica 27 giugno
Ritrovo ore 11 presso il Campo di bocce
via Adriatico angolo via Rubenzori
Milano Parco Nord
Quota di partecipazione 15 euro e il vostro cestino del picnic , con menù vegetariano, preparato da una agenzia di catering, lo portiamo noi.
In caso di pioggia il picnic è rimandato alla settimana successiva
Per info e prenotazioni ( entro il 24 giugno) : Monica cell 3388548461
mail adozioni@chiliamacisegua.org
LEGGI TUTTO...


















