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Archive for the ‘Diario’

Assicurazione auto con tessera Chiliamacisegua

agosto 15, 2010 By: Rosanna Marani Category: Comunicati, Diario, Divulgazione, Servizi, Sostegno, Tesseramento

Un’idea per aiutare gli animali risparmiando contemporaneamente

Il nostro Marco Fornari ne ha pensata un’altra delle sue.

Ecco come spiega la sua idea:

“Parliamo di assicurazioni, in particolare quella RCA.

Assicurazione.it è un comparatore di tariffe RCA, con cui collaboro per motivi professionali; funziona benissimo, e trova il miglior prezzo per ogni “profilo” di assicurato tra le principali compagnie telefoniche e web.

E nel 90% dei casi è più basso di quello che normalmente si paga presso gli assicuratori tradizionali (come me…), con risparmi anche considerevoli.

Nei paesi assicurativamente più evoluti, oltre l’80% dell’assicurazione auto transita tramite compagnie telefoniche e dirette e di questi contratti la stragrande maggioranza  viene intercettata tramite i comparatori.

Per conto di Chiliamacisegua ho pensato di stipulare un accordo con Assicurazione.it, che per ogni contratto RCA transitato tramite il portale , regalerà al contraente un anno di tesseramento a CLACS (che ovviamente usa il denaro dei tesseramenti per interventi a difesa degli animali).

In pratica l’idea è di risparmiare sull’assicurazione RCA, e contemporaneamente fare beneficenza agli animali in modo gratuito.

E’ semplice : accedete al tariffatore secondo questo link:

http://subagenti.assicurazione.it/subagenti_login.php

e accedete all’area dedicata tramite

Login : CLACS Password : BBMMRCA (tutto maiuscolo!)

A questo punto fate il preventivo e, se vi conviene, potete stipulare direttamente il contratto.

Assicurazione.it ogni mese manderà il riepilogo dei contratti attivai tramite il sito, e CLACS invierà le tessere ai nuovi iscritti.

Il resoconto di come vengono utilizzati i fondi è visibile sul sito di Chiliamacisegua o a richiesta per eventuali delucidazioni.

Importante : la tariffa che vi verrà proposta è la medesima che si ottiene effettuando l’accesso al comparatore per via ordinaria; infatti il tesseramento CLACS non è un costo in più, ma un ulteriore benefit.

A questo punto, visto che il costo è lo stesso, tanto vale fare del bene ai pelosi, no?”

Come non essere d’accordo con Marco Fornari, al quale Clacs dice grazie?

Chiliamacisegua

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La crudeltà sugli animali conduce alla crudeltà verso gli umani

luglio 18, 2010 By: Rosanna Marani Category: Diario, Divulgazione, Libri, varie ed eventuali

Come non essere concordi?

Chiliamacisegua
Riflessione di Donatella Spina
La crudeltà sugli animali conduce alla crudeltà verso gli umani
Porto Empedocle, cane seviziato e sepolto vivo (8 Agosto 2008)Un cane randagio è stato catturato da alcuni giovani, è stato legato, seviziato, sodomizzato, gli sono state infilate le ossa nel petto fino a lesionare gli organi interni e dopo è stato sotterrato vivo. Tutto questo è avvenuto davanti ad alcune persone che non hanno mosso un dito per impedire questo incredibile scempio”. Lo scrive in un comunicato la Lega italiana per i diritti dell’animale (Lida) secondo cui l’episodio è avvenuto a Porto Empedocle. Qualcuno che ha assistito alla macabra scena ha telefonato alla signora “Assunta Dani Rametta”, nota per il suo amore per gli animali, che ha soccorso il cane ancora in vita. “La Lida ha presentato denuncia alla Procura della Repubblica”, dice Annalisa De Luca Cardillo, responsabile regionale dell’associazione.Ci chiediamo: dopo DUE anni, che fine ha fatto la denuncia e/o le denunce? Sono state svolte le dovute indagini per individuare i “MOSTRI” ? Sarà fatta giustizia a nome di questo tenero esserino e di tutti gli altri poveri animali seviziati che lo hanno preceduto?

Ma, intanto, i “MOSTRI” continueranno a torturare indisturbati….

Il concetto di violenza è strettamente legato al concetto di sofferenza ma, a differenza degli altri esseri viventi, gli umani possono decidere in piena consapevolezza se causare sofferenza o no.
Un cavallo in un macello, un gatto sottoposto a esperimenti scientifici, un cane torturato da un adolescente violento, uno scimpanzé sottoposto a stress fisico e psicologico per divertire la gente in un circo o in un film non sono diversi dalle vittime civili di una guerra etnica, dai bambini sfruttati dal lavoro o dal mercato del sesso e da un semplice cittadino che si sente imprigionato in un sistema di relazioni sociali basato principalmente sulla competitività e sull’ingiustizia.
Il concetto di violenza è ovviamente correlato al suo opposto, cioè il concetto di rispetto. Il rispetto -sia per le persone sia per gli animali- si può ottenere solo tramite un processo di identificazione e di empatia e con la consapevolezza del destino comune che animali umani e non-umani condividono, oggi più che mai, in un pianeta a costante rischio di catastrofi nucleari o ecologiche. La violenza, nella maggior parte dei casi, è la conseguenza di un atteggiamento culturale generale e, in un modo o nell’altro, investe l’intera sfera affettiva e cognitiva degli esseri umani, anche se qualche volta sembra indirizzarsi esclusivamente verso ambienti specifici o specifici individui.
Un maggior rispetto nei confronti degli animali, da parte di bambini, adolescenti e adulti, può essere raggiunto solo con lo sviluppo di sentimenti d’identificazione e di empatia

La crudeltà sugli animali conduce alla crudeltà sulle persone?

Le ricerche confermano la forte correlazione esistente tra al violenza contro gli animali e la violenza contro gli umani. Se l’importanza degli episodi di violenza sugli animali come indicatori di relazioni familiari disturbate e campanello d’allarme per futuri comportamenti aggressivi nei confronti di umani è ormai assodata, non possiamo neanche ignorare come la violenza verso gli animali scaturisca dalle medesime cause della violenza verso gli umani e perciò l’abuso di animali nell’infanzia non debba più essere considerato come una fase di passaggio.

Uno studio condotto dalla Northeastern University e dalla Massachussets Society for the Prevention of Cruelty to Animals ha rilevato che in un lasso di tempo di 20 anni, un gruppo di153 persone violente con gli animali erano 5 volte più tendenti a commettere crimini violenti, 4 volte più tendenti a commettere reati contro la proprietà, e 3 volte più tendenti a commettere reati connessi con l’uso di stupefacenti di un gruppo di confronto composto da 153 persone non-violente con gli animali.

In uno studio condotto su detenuti per crimini violenti e su un gruppo di individui non-detenuti, non-violenti, il 25% dei detenuti ha riferito di aver inflitto nell’infanzia “crudeltà sostanziali” ad animali, mentre nessuno dei non-detenuti ha riferito storie di violenza sugli animali.

In uno studio svolto su 53 famiglie in terapia psicologica per episodi di abuso di minori, il 60% aveva abusato anche di animali e nei due terzi dei casi, il genitore che abusava aveva anche ucciso o ferito gli animali domestici per ottenere il controllo totale sul bambino. In un terzo dei casi, i bambini avevano abusato degli animali, usandoli come “capri espiatori” per la propria ira.

In uno studio su 28 detenuti per omicidi a sfondo sessuale (tutti maschi) i ricercatori hanno constatato che il 36% aveva abusato di animali durante l’infanzia e il 46% nel corso dell’adolescenza.

In uno studio che utilizzava un campione di 64 uomini, il 48% dei rei di violenza carnale e il 30% dei rei di molestie a minori hanno riferito di aver commesso crudeltà su animali nel corso dell’infanzia o dell’adolescenza.

La ricerca inoltre indica che:

I ragazzi crudeli con gli animali possono diventare aggressivi nei confronti degli umani.
I bambini cresciuti in un clima di intensa coercizione possono imitare lo stesso comportamento con animali e persone.
I bambini imparano i comportamenti crudeli dagli adulti e possono riprodurli sugli animali.
I bambini abusano degli animali per scaricare l’aggressività che provano verso gli adulti che abusano di loro, anche in seguito a traumi psicologici.

Che cosa possiamo fare tutti?

Riferire gli episodi di violenza.

Incoraggiare i legislatori, i magistrati, i veterinari e le guardie zoofile, i medici, gli assistenti sociali, gli educatori e i religiosi ad approfondire la conoscenza della connessione esistente tra crudeltà verso gli animali e violenza familiare.

Esercitare il ruolo di genitori in modo positivo, senza affidarsi alle punizioni corporali.

Discutere e contrastare l’esaltazione della violenza negli sport, nei media e nei divertimenti.

fonte:Tesine

Cane Seviziato, Sodomizzato, Sotterrato vivo, tutto questo a Porto Empedocle (AG).

Una riflessione sulla violenza tra psicologia e animalismo
Annamaria Manzoni
Il comportarsi in modo fisicamente crudele con gli animali è considerato nel DSM IV, manuale diagnostico dei disturbi mentali in uso nel mondo occidentale, uno dei criteri che permettono di diagnosticare la presenza di un Disturbo della Condotta in età infantile o adolescenziale; l’avere usato crudeltà fisica agli animali, ancora nel DSM-IV, è considerato un antecedente diffuso nel Disturbo Antisociale di Personalità. Di fatto è già da alcuni decenni che gli studi psicologici hanno fatto emergere significative connessioni tra la violenza contro gli animali, agita dai bambini, e lo sviluppo contestuale o futuro di disturbi di personalità.

Ciò corrisponde per altro ad un sentire abbastanza diffuso grazie al quale molti adulti sinceramente inorridiscono davanti alle crudeltà dei bambini sugli animali, soprattutto quando queste raggiungono espressioni particolarmente sadiche ed inusuali, che travalicano atteggiamenti di violenza meno esplosiva, etichettate come “normali”.

Quindi: il sentire comune e la pratica clinica convergono nel ritenere riprovevole e indicatore di patologia il praticare crudeltà fisiche sugli animali. Ineccepibile.

Ma l’esistenza di una inconciliabile marcata contraddizione non può non emergere se si mettono a confronto queste convinzioni con la diffusa brutalità quotidianamente espressa nei confronti degli animali da quello stesso mondo adulto che contestualmente la stigmatizza con tanta decisione. Non è necessario pensare ai maltrattamenti ai limiti o fuori dalla legalità, passibili di denuncia, come i combattimenti tra cani o le corse di cavalli in situazioni estreme, e nemmeno alla caccia, che pur nella sua legittimità conserva una discutibilità fuori discussione: basta riferirsi alla nostra cultura che ammette e in tanti modi incentiva il consumo di carne e di pesce, con ciò che questo comporta: dagli allevamenti intensivi che sono veri e propri lager, alle mutilazioni inflitte ai piccoli di alcune specie, alle sofferenze collegate ai trasporti per viaggi interminabili di animali vivi, al rituale macabro delle macellazioni a catena di montaggio. Non fosse altro che per le recenti epidemie di “mucca pazza” è stato impossibile per chiunque sottrarsi allo spettacolo quotidianamente somministrato dai media di grossi animali appesi ai chiodi, tagliati, squartati, affettati; spettacolo inframezzato da immagini ante mortem dei suddetti animali, i cui faccioni miti contrastavano con la catena al collo e il cartellino di riconoscimento pinzato nelle orecchie; e poi ancora spezzoni di filmati di mucche tremebonde, incapaci di stare ritte sulle zampe per via del morbo, e poi inceneritori infiniti; a completamento di informazione, immagini di allucinanti allevamenti intensivi e di “rottamazione” di tanti animali ancora vivi, ma inservibili.

La descrizione del trattamento a cui gli animali da macello sono sottoposti sarebbe infinitamente lunga: risulta comunque egregiamente fotografata nelle parole di alcuni personaggi illustri:

Gli alimenti di origine animale costano vere e proprie ecatombe. Non penso che una persona sensibile ai problemi della sofferenza negli animali di laboratorio possa rimanere insensibile al trattamento crudele cui sono sottoposti gli animali di allevamento. Anche la pratica della macellazione risveglia un senso di ripugnanza. (Umberto Veronesi).

La vera prova morale dell’umanità è rappresentata dall’atteggiamento verso chi è sottoposto al suo dominio: gli animali. E sul rispetto nei confronti degli animali, l’umanità ha combinato una catastrofe, un disastro così grave che tutti gli altri ne scaturiscono. (Milan Kundera).

Scopo di questo articolo non è andare a elicitare una sterile indignazione, ma cercare di comprendere e interpretare una realtà apparentemente schizofrenica, la realtà di tanti milioni di persone assolutamente per bene che convivono con tranquillità con questa dolentissima sofferenza, e coniugano il biasimo per i comportamenti giudicati crudeli dei bambini con l’indifferenza verso crudeltà analoghe erette a sistema.

Una chiave per la decodificazione di questo fenomeno, tanto grande quanto mi sembra poco esplorato, può essere offerta dagli studi di A. Bandura e poi di G.V. Caprara sulle molte facce dell’aggressività, da questi autori vista nel suo aspetto intraspecifico, vale a dire all’interno della specie umana: molte delle loro osservazioni sono a mio avviso esportabili all’interpretazione di quella forma di aggressività interspecifica, che caratterizza grandissima parte del rapporto dell’uomo con gli animali.

Il concetto cardine è quello del disimpegno morale : la violenza non è solo quella che proviene dall’azione di impulsi sfuggiti al controllo della coscienza, ma è molto spesso frutto del pensiero, dell’interpretazione che si dà dei fatti; nello specifico uccidere, vivisezionare, macellare gli animali sono azioni che avvengono nell’ambito di una totale legittimazione sociale e quindi all’interno della conservazione di un positivo rapporto con la realtà circostante, rapporto che anzi maggiormente migliora nella misura in cui la propria identità viene sancita e riconosciuta. Così, per esempio, lo studente come il ricercatore che taglia, ustiona, acceca un gatto ridotto all’impotenza non vede sé stesso come un sadico nell’esercizio delle sue più esecrabili performance, ma secondo l’immagine che vede riflessa nello sguardo e nel pensiero della gente, vale a dire attraverso il suo ruolo pubblico, quello di una persona che agisce nel pieno rispetto di regole sociali e nell’interesse di tutti: pertanto, grazie ad un meccanismo di “disattivazione selettiva della coscienza”, è legittimato a non provare senso di colpa alcuno, nessuna vergogna, addirittura nessuna pena per l’animale: di lui percepisce solo l’aspetto di cavia, mentre tutte le caratteristiche di essere vivente, senziente e sofferente vengono relegate nell’area di non percezione, chiusa alla coscienza.

Sempre in riferimento agli studi sopra citati, fondamentale risulta il concetto di giustificazione morale: il male inflitto ha scopi meritevoli: quindi si viviseziona al fine di incrementare il progresso scientifico, si macella per fornire alla gente i necessari alimenti proteici, persino si tormenta fino all’indicibile il toro per mantenere viva attraverso la corrida l’irrinunciabile tradizione macha della popolazione. E via uccidendo.

Etichettamento eufemistico : basta usare le parole o le immagini adeguate e la realtà con i suoi orrori si allontana. Si parla di “consumo di carne”, di “proteine di origine animale”, di Simmenthalmentebuona, di Tonnocosìtenero: e l’animale e la sua sofferenze scompaiono dietro tali espressioni neutre o simpatiche. Le tecniche pubblicitarie in particolare la fanno da padrone nel trasformare la realtà: il prosciutto si perde sullo sfondo di balletti eccitati, il tonno scompare in una calda relazione nonni-nipoti, le carni inscatolate vengono nobilitate dal gusto e dalla fretta di tanti yuppies: la seduttività delle situazioni, il divertimento, la ripetitività degli slogans cancellano il sangue di mattatoi e tonnare. E ancora, a buon completamento, ecco altre immagini di mucche felici oppure di porcellini sorridenti, trasformazione della realtà ad uso e consumo dei più piccoli, rispetto ai quali il mondo adulto appare davvero dissociato: circonda il mondo dell’infanzia della presenza di animaletti di peluche, li umanizza nelle favole, solletica l’espressione dell’affetto infantile verso le bestie, e alimenta il desiderio di una tenerezza destinata a diventare rimpianto inconscio senza mai essere divenuta realtà.

Confronto vantaggioso: con tutto quello che succede nel mondo, le guerre, i bambini che muoiono di fame, i terremoti, le inondazioni, come è futile preoccuparsi di animali! Anzi no: è quasi indecente Al di là del fatto che alla luce di questa teoria nessuna causa varrà mai la pena di essere difesa, perché comunque ce ne sarà sempre un’altra più nobile, questo atteggiamento appare piuttosto la razionalizzazione di un disinteresse personale, che trova più vantaggioso esprimersi attraverso il pathos di una giustificazione umanitaria che la dichiarazione di uno sterile disimpegno.

Dislocamento delle responsabilità: ognuno è solo esecutore, esecutore senza colpa di decisioni prese da qualcun altro, che sta più in alto. Ma non è questo l’atteggiamento che rende ogni giorno possibili guerre, stragi e violenze gratuite di ogni tipo? L’identificazione con il diligente dipendente porta a lavorare bene, perseguendo l’obiettivo, che è il guadagno: se ciò si scolla da un proprio codice morale personale, il bene, cioè il guadagno, sarà perseguito con tanta più efficacia quanto maggiore sarà lo sfruttamento attuato sugli animali. Gli echi delle parole di tanti ottimi esecutori degli ordini del Fuhrer molto spiegano di questo meccanismo.
Diffusione delle responsabilità: tutti fanno così, è normale, che cosa c’é di strano? La famiglia, il gruppo di appartenenza, la società, lo stato, il mondo…Probabilmente questo è uno dei meccanismi di maggiore valenza: come si può anche solo pensare di mettere in discussione una realtà universale, che è sempre esistita, che esiste e, in questo modo, sempre esisterà? Solo un pazzo o un eroe potrebbero farlo: la capacità di accorgersi che il re è nudo pare svanire con l’infanzia e per recuperarla bisogna fare ricorso all’esatto opposto della naturalezza e spontaneità infantile: bisogna fare appello alla elaborata speculazione intellettuale che in modo complicato va a ricostruire ciò che è naturale.

Distorsione delle conseguenze: il campionario è infinito: basta ricordare la convinzione che “tanto gli animali non soffrono” (chi non ha un’anima notoriamente non lo fa….), che permette che al ristorante si scelga di persona l’aragosta da far bollire viva in cucina mentre, nell’attesa, si sorseggia l’aperitivo; oppure il “ma sono allevati apposta” in cui il reale rapporto di circolarità che unisce le due affermazioni (li allevano perché li mangiamo perché li allevano perché li mangiamo) viene negato per essere sostituito da quello più rassicurante e autoassolvente di causa-effetto.

Demonizzazione della vittima: è un animale, non è un uomo, è quindi diverso: ciò che non è come noi non ha uguale diritto di cittadinanza; e se non è come noi o è pericoloso o è inferiore e come tale va trattato: notoriamente “il nemico ha la coda”. Ed ecco quindi la legittimazione della caccia, eretta a rango di sport, dove anche piccoli e indifesi volatili diventano prede da conquistare, magari con fucili caricati a pallettoni destinati a disintegrarli; se poi la caccia è al cinghiale, alla tigre, al rinoceronte, allora la bardatura è quella del guerriero: si va contro un nemico pericoloso: bisogna essere bene armati, decisi, feroci, come il compito richiede. E dopo l’uccisione l’animale, colpevole di avere disperatamente cercato di fuggire, alla propria morte e all’insensatezza altrui, diventa il trofeo di un coraggio presunto, reale icona di una violenza gratuita.

Attribuzione di colpa alla vittima : si ribalta la responsabilità. E allora ecco i maltrattamenti ai danni degli animali domestici, perché non ubbidiscono, perché non capiscono, perchè non si comportano come vorrebbe il padrone; ecco ulteriori violenze gratuite agli animali al mattatoio perché esprimono un’ultima terrorizzata ribellione alla propria morte, intralciando il lavoro dei loro uccisori.

A tutti questi meccanismi ne vanno aggiunti almeno altri due, a cui attingiamo a piene mani nella vita quotidiana: la rimozione, per cui “Certo, se ci si pensa…, ma è meglio non farlo, perché tanto non serve a niente”: il meccanismo sembra funzionare egregiamente; e la negazione: “Non esiste alcun problema” quasi che il salame e il prosciutto acquistati al supermercato avessero perso qualsiasi connessione con il maiale da cui provengono: si sono materializzati lì, sui banconi.

Tutti i meccanismi descritti, nella loro complessa articolazione e nel loro interagire, mi sembrano poter aprire la strada all’approfondimento di una realtà davvero composita e poco o nulla esplorata, che, nella sua essenza ultima, è riconducibile e riducibile alla diffusa attitudine di molte persone a chiudere gli occhi ed ogni altro canale percettivo alla sofferenza altrui.

Volutamente non ho preso in considerazione gli infiniti episodi di crudeltà fine a sé stessa quotidianamente perpetrati ai danni degli animali: per questi sono altre le categorie di riferimento che vanno dalla presenza di tratti sadici nella personalità allo spostamento di un’aggressività che trova facile preda nel più debole. Per certi versi più pericolosa in quanto disconosciuta e quindi meno facilmente osteggiabile è l’indifferenza delle brave persone: “Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste” diceva Martin Luther King. Prima di pensare a come affrontare ed estirpare il male e la violenza, che da sempre convivono e minano le basi del vivere sociale, è necessario che la società guardi sé stessa, riconosca non al di fuori di sé o ai suoi margini, ma anche nelle sue parti migliori e pure, la presenza dell’Ombra, di una parte oscura e primitiva.

Solo attraverso la consapevolezza l’uomo potrà forse migliorarsi: il non voler sapere è sempre una colpa perché la mancanza di consapevolezza permette all’orrore di perpetuarsi.

Ai confini tra animalismo e psicologia vale la pena concludere con le parole di Isaac Bashevis Singer, premio Nobel per la letteratura: “Ogni volta che Herman assisteva alla macellazione di animali o alla pesca, compiva sempre la stessa riflessione: nel loro comportamento verso queste creature, tutti gli uomini erano dei nazisti. L’indifferenza con la quale facevano ciò che volevano di tutte le altre specie esemplificava la più razzista delle teorie: il diritto del più forte ”.

Bibliografia
Caprara G.V. (a cura di , 1997) Bandura , Milano Angeli.
Caprara G.V., Malagoli Togliatti M (a cura di ,1996) Il disimpegno morale in Rassegna di Psicologia , vol. XIII.
Caprara G.V. Storie di ordinaria depravazione, in Psicologia Contemporanea 1998 n. 145.
Attili G, Farabollini F., Messeri P. Il nemico ha la coda , Giunti 1996

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PER NON DIMENTICARE OSCAR E PORTO EMPEDOCLE

Prima Cena di Beneficenza Di ChiLiAmaCiSegua Roma

giugno 22, 2010 By: Rosanna Marani Category: Diario, Divulgazione, Feste ed eventi

Cari amici vicini e lontani, siete tutti invitati il 5 luglio (lunedì) alla Prima Cena di Beneficenza Di ChiLiAmaCiSegua Roma!!!!!!
Si terra’ in un bellissimo agriturismo a Morlupo, zona Roma nord, e sara’ animata da un asta di beneficenza tenuta dal conduttore Fabrizio Gatta, presentatore di Unomattina week end.

Spero interverrete numerosi, prima di tutto per il piacere di stare insieme e poi per raccogliere fondi per i nostri amici pelosi!!!!!

Tutte le info nella locandina allegata che vi prego di far girare il piu’ possibile!!!
Per adesioni chiamare o mandare un sms al 3293067881!!!!!
Portate mariti, amici e parenti!!!!!
Raffaella Palladio

Caro Babbo Natale

giugno 16, 2010 By: Rosanna Marani Category: Diario, Lettera, varie ed eventuali

Caro Babbo Natale, ti scrivo in anticipo, così ti lascio tempo di verificare e di provvedere.

Vorrei un sito come si deve,  da ..adulti!

Bello, facile, leggibile, interattivo, multimediale!

Quella tipa che lo aggiorna, beh, è una imparaticcia, che pur con tutta la buona volontà che ci mette, non è all’altezza.

Fa quel che può, ovvero quello che saprebbe fare anche un bambino di scuola elementare.

Serve un professionista, un vero mago del web che sappia creare siti splendidi come quelli che vedo in rete, che ogni volta che li apro, mi cala la bavetta dell’invidia!

Pensi di trovare  tra i tuoi contatti un volontario con questi requisiti che mi accontenti?

Se si fammi sapere.

Grazie in anticipo.

Chiliamacisegua

info@chiliamacisegua.org

I diari di Michelle Rokke

giugno 12, 2010 By: Rosanna Marani Category: Barbarie, Diario, Divulgazione, Documentazione, Libri, VIVISEZIONE

Chiliamacisegua segnala una lettura per il fine settimana: I diari di Michelle Rokke

Chiliamacisegua

Dal sito Fotografando la vita

http://fotografandolavitablog.blogspot.com/2008/07/i-diari-di-michelle-rokke-huntingdon.html

I Diari di Michelle Rokke – Huntingdon Life Sciences

Nel 1996 Michelle Rokke trascorre alcune settimane come infiltrata nel laboratorio di vivisezione di HLS (vedi il post HLS – Huntingdon Life Sciences) del New Jersey (USA) e tiene dei diari in cui registra quello che ogni giorno vede: la sofferenza degli animali, l’incuria dei tecnici e dei medici, l’incompetenza e la cattiva fede, il menefreghismo e la mancanza della seppur minima sensibilità e rispetto verso gli animali utilizzati.
I Diari dimostrano, con i fatti più che con mille teorie, quanto inutile sia la sperimentazione su animali da un punto di vista scientifico, e come, anche se potesse essere utile in teoria, non lo è comunque nella pratica per come gli esperimenti vengono eseguiti. Dimostrano non tanto la crudeltà di pochi, ma l’incuria e il disprezzo con cui gli animali sono normalmente, da tutti, trattati, e la loro infinita sofferenza. Da leggere, per sapere cosa accade veramente in tutti i laboratori di vivisezione del mondo.

Dimostrano che questa pratica, che la si chiami “sperimentazione animale” o che la si chiami “vivisezione” non può essere tollerata.

PDF DA SCARICARE


I Diari di Michelle Rokke
Stampatelo, leggetelo e divulgatelo liberamente al fine di informare piu’ persone possibili sui dettagli, le dimensioni e tutto cio’ di commerciale che sta dietro a questa criminale pratica disumana.
Huntingdon Life Sciences (HLS) è uno dei più grandi laboratori di vivisezione per conto terzi che esista in Europa. Vale a dire, un posto a cui le aziende chimico-farmaceutiche, quelle che producono cosmetici, detersivi o ogni altro prodotto di largo consumo che contiene sostanze chimiche, si rivolgono per effettuare i cosidetti “test di tossicita’”, test che vengono svolti avvelenando in vari modi centinaia di animali con le sostanze chimiche da provare.

In HLS vengono uccisi a questo scopo 500 animali al giorno, per i test di sostanze come erbicidi, additivi alimentari, farmaci, e ogni altro prodotto chimico.

HLS è stato denunciato almeno 5 volte nel corso degli ultimi 15 anni, per crudeltà verso gli animali e per mancato rispetto delle leggi. Le denunce sono state effettuate grazie a investigazioni segrete portate avanti da infliltrati che si sono fatti assumere come dipendenti di HLS. La terza di queste investigazioni è stata compiuta nel 1996 nello stabilimento di HLS del New Jersey (USA), da Michelle Rokke, la quale ha tenuto per tutte le settimane di permanenza in HLS dei diari quotidiani, diventati in seguito noti semplicemente come “I Diari di Michelle Rokke”, in cui registrava quello che ogni giorno vedeva: la sofferenza degli animali, l’incuria dei tecnici e dei medici, l’incompetenza e la cattiva fede, il menefreghismo e la mancanza della seppur minima sensibilità e rispetto verso gli animali utilizzati.

Questi Diari parlano da soli, non c’è bisogno di commento.
Ma un’importante riflessione va fatta: non è solo in HLS che succedono queste cose, perché i laboratori di vivisezione, in ogni parte del mondo, sono gli stessi. Si fanno gli stessi test, ci sono lo stesso tipo di persone che ci lavorano. Non è verosimile che solo in HLS accada questo mentre in tutti gli altri laboratori del mondo, Italia compresa, i vivisettori siano persone ammodo che mai farebbero del male a un animale e che “ospitano” nelle condizioni più confortevoli animali di ogni specie, come loro vorrebbero farci credere. Non sta in piedi, non è possibile. Gli esperimenti che si fanno sono gli stessi dappertutto, e le regole, la prassi, il tipo di gabbie, sono sempre uguali, in ogni posto del mondo.

Tenetelo a mente

Nella versione originale del manoscritto sono citati i nomi di notissime multinazionali che producono farmaci e svariati prodotti di largo consumo che si trovano in tutti i supermercati (detersivi, prodotti per l’igiene personale, cibi per animali, prodotti alimentari per il consumo umano) che sono stati (e/o lo sono ancora) clienti di HLS. Per motivi legali non è stato possibile riprodurre questi nomi, ma solo la loro iniziale. è però possibile sapere di chi si tratta in un modo molto semplice, basta cercare sul web con un qualsiasi motore di ricerca, le parole: “michelle rokke” diary – Si risalirà così alla versione in inglese completa dei nomi di queste notissime marche.

Qui per un consumo consapevole e cruelty free
Perché Consumo Consapevole
Premessa
Le nostre abitudini di vita e le nostre scelte alimentari hanno grande influenza e producono gravi ripercussioni sull’ambiente, sulle persone che vivono al di sotto del livello minimo di sussistenza, sugli animali. Rappresentano infatti la causa preponderante dei danni all’ecosistema e della fame nel mondo, contruibuiscono al massacro di oltre 48.000.000.000 (quarantotto miliardi!) di animali ogni anno, pesci esclusi, ai fini della sola alimentazione umana.
Il problema della sperequazione alimentare (ogni giorno muoiono per fame 24.000 persone circa) e degli squilibri ambientali non è però dovuto ad un’insufficiente produzione di cibo, quanto all’iniqua distribuzione e allo spreco delle risorse alimentari disponibili, legata in modo diretto ai modelli alimentari e di produzione propri dei Paesi ricchi, dove il consumo di prodotti di origine animale è a dir poco smodato.

Il Consumo Consapevole
Per Consumo Consapevole si intende quindi il prendere coscienza della necessità di acquistare prodotti che riducano al minimo le cause della sottoalimentazione e i danni inferti all’ambiente, valutando nel contempo la sofferenza che talune scelte e abitudini infliggono agli altri animali.

VIDEO
LA PAPPA PURTROPPO E’ PRONTA [HQ]

Questo è quanto è stato ripreso nei laboratori IAMS EUKANUBA. Ai cani è stato eliminato un rene e danneggiato l’altro. In seguito alimentati co mangime per cani con problemi renali. A fine test i cani furono riaperti per controllare il risultato. Poi… sono passati per il camino!
Questo è successo e succede per tutte le “Grandi” marche, quando ho montato il video ho preferito mettere una colonna sonora a tema, per non sentire il vero audio… che viene dall’inferno!

VIDEO
Britches, scimmia salvata dalla vivisezione
Questa è la storia di Britches, un cucciolo di macaco che dei vivisettori avevano destinato ad un esperimento crudele quanto inutile cucendole gli occhi per chiuderli.
Per fortuna un gruppo del fronte di liberazione animale – animal liberation front – fece irruzione nel laboratorio traendola in salvo e addirittura trovandole una madre adottiva.
Il video risale al 1985 ed è prodotto dalla PETA TV. Anche se alcuni volontari della PETA sono stati scoperti ad uccidere animali, questo video merita di essere visto (inoltre è girato in epoche non sospette).

Finchè ogni gabbia non sarà vuota.

NON ESISTONO “ANIMALI D’AFFEZIONE” E ALTRI “DA MACELLO

giugno 09, 2010 By: Rosanna Marani Category: Diario, Divulgazione

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http://www.facebook.com/rosanna.marani?v=wall#!/album.php?aid=2012182&id=1352862592&ref=mf

Torna alle foto di Wendy Wegan Worrance

ALL Animals are pets to LOVE and NOT to eat.. They can Love better then “humans”, and suffer, too.
NON ESISTONO “ANIMALI D’AFFEZIONE” E ALTRI “DA MACELLO”, SONO ASSURDE DISTINZIONI a MERO INTERESSE ECONOMICO E DI GOLA.
Go Vegan!

Dare a Cesare quel che è di Cesare, a Clacs quello che è di Clacs

maggio 24, 2010 By: Rosanna Marani Category: Diario, Divulgazione

Dare a Cesare quel che è di Cesare, a Clacs quello che è di Clacs

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La Storia dei cuccioli di  Sessa Aurunca

In data 16 Gennaio 2010  io sottoscritta Corinna Andreatta, in qualità di Presidente dell’Associazione Chiliamacisegua, feci istanza di adozione indirizzata al Comune di Sessa Aurunca, per una serie di cuccioli provenienti dal sequestro preventivo del canile abusivo di Sessa Aurunca (Ce).

In un primo tempo i cani che chiesi in adozione vennero ospitati, per scelta delle volontarie (io avevo chiesto stalli presso cliniche veterinarie),   in un canile di prima accoglienza, sito in Marcianise (Na). Nominai come  direttore sanitario, il dr. F.A. di Napoli, il quale aveva messo a disposizione, a titolo gratuito,  la sua professione per curare e vaccinare tutti i cani presenti in suddetta struttura. Sin dal primo momento lui stesso mi informò che quel luogo era inadatto ad ospitare dei cuccioli in quanto privo di adeguati ripari ma comunque  sconsigliava  di trasferirli nell’immediato in quanto i fattori stressogeni (lungo viaggio, qualsiasi cambiamento di ambiente, cambio di alimentazione, esposizioni ed escursioni termiche) avrebbero potuto aggravare le loro condizioni. A tutti i cani vennero immediatamente prestate le prime cure e di volta in volta le volontarie avrebbero dovuto recarsi presso la struttura di Marcianise  per controllare lo stato fisico dei cani, fornire cibo per cuccioli e coperte di pile adatte a riscaldare quelle creature che stavano sopportando basse temperature di un gelido inverno. Chiesi alle volontarie del casertano di recuperare cucce usate……..ma nulla!

La scelta della nomina del dr. F.A. fu subito contestata da più volontarie. Una di loro, la signora R.L ,  mi informò subito che il dr.  F.A le aveva consigliato di sopprimere tutti i cuccioli, affermazione smentita e sottoscritta immediatamente dallo stesso dottore.

In data  21 gennaio il dr. F.A.,  prelevò 10 campioni di feci per sottoporli ad esame coprologico che evidenziò in quasi tutti, presenza di ascaridi, tenia, trituris vulpis e coccidi. Mi allegò alla relazione una serie di farmaci e antiparassitari da somministrare nell’immediato. Provvedeva inoltre a trasferire al rifugio L.F. di Ponticelli, una piccola segugia, con 4 cuccioli neonati,  che presentava segni dermatologici riferibili a rogna;

Il dr. F. A. voleva farsi carico anche dei 3 cuccioli di alano, ma le volontarie del casertano si opposero…..

In data 24 gennaio il dr. F.A.  somministrò a tutti i pazienti Drontal Plus cpr, il trattamento andava ripetuto ogni 3 giorni, data la positività di alcuni soggetti al trituris vulpis;

Per divergenze con le volontarie locali, in data 28 gennaio il dr. F.A. si dimise dall’incarico;

In data 29 gennaio 2010 sollecitata dalla sottoscritta,  la signora M.d.A., volontaria del napoletano, insieme alla signora D. C.L. , si recavano a Marcianise per fornire finalmente crocchette per “puppies” e antiparassitari. Il giorno stesso vennero vaccinati tutti i cani, ad eccezione di 6 cuccioli di taglia piccola che apparivano magri e debilitati.

La volontaria napoletana, M.d.A. decise di prelevarli e ricoverarli immediatamente  presso un ambulatorio veterinario, individuato dalla sig.ra D.C.L. , gestito dalla dr.ssa B di Torre Annunziata;

Annoto che la dott.ssa B.  sin da subito, e senza capacitarmene, si mostrò ostile nei miei confronti,nonostante le avessi garantito io stessa, i pagamenti per le terapie e le degenze dei cuccioli ricoverati presso la sua struttura.

Faticava  a rispondermi al  telefono e quando la chiamavo, mi liquidava sempre con la classica frase : “ora non ho tempo” .

Non conoscevo le effettive condizioni di salute dei cuccioli, nessuno si premuniva di ragguagliarmi al riguardo, pur essendomi, io come presidente di Chiliamacisegua, attivata per il  sequestro dell’allevamento lager, in cui erano tenuti in condizioni igieniche, assai precarie gli stessi cuccioli.

Il giorno 1° febbraio alle ore 8 del mattino mi chiamava il gestore del canile per informarmi che i cuccioli di alano stavano male. Iniziai a telefonare a gran parte delle volontarie del casertano ma nessuna mi diede la disponibilità per portare gli alani in clinica a Napoli.

Solo alle ore 15 trovai libera M.d.A,  ricoverò  a Pozzuoli (Napoli) i cuccioli di alano, facenti parte dello stesso sequestro. Che di li a poco, decedettero per sospetto cimurro.

Il 3 febbraio 2010 allarmata, delegai il dr. D. D. della Clinica Veterinaria di Mondragone (Ce) a prendere informazioni per conto mio, presso i veterinari dove erano stati ricoverati nel frattempo altri cuccioli.

Il 3 febbraio stesso,  il dr. D.D.  chiamò la dr.ssa B. per informarla del sospetto cimurro che aveva contagiato i cuccioli ricoverati presso la clinica  V.F.  e la dr.ssa B.   gli confidava che i cuccioli ricoverati da lei, presentavano una forma gastroenterica e uno di essi versava in condizioni critiche.

Il giorno 8  febbraio chiamai la dr.ssa B.  per chiederle di procedere con il primo vaccino.

La stessa pur comunicandomi  che avevano ancora le feci molli, decise di procedere  senza indugi,  alla somministrazione del vaccino Eurechan CHL  il giorno 11 febbraio, come da libretti sanitari.

Il giorno 13 febbraio, nel pomeriggio, su invito della volontaria  M.d.A.  , il padre della dr.ssa B. consegnava i cuccioli in autostrada ai sigg. G.P. e F.  d. O.

5 cuccioli rimanevano in custodia di  G.P., una  volontaria del  napoletano mentre una cucciola, Polly, avendo già un’adozione a Milano ,  il giorno 14 febbraio, fu  portata direttamente a Milano dalla stessa volontaria  M.d.A.

Alla consegna i cuccioli provenienti dalla dr.ssa B di Torre Annunziata,  presentavano le seguenti patologie: Cuoricino (peso kg 2,100) cucciolo di colore biscotto presentava un occhio blu come se fosse cieco;  Sordina cucciola di colore bianco risultava essere sorda,  mostrava  inappetenza e malessere;

Tutti i 6 cuccioli si presentavano  sotto peso  e scaricavano feci molli, piene di sangue.

M.d.A.  chiese chiarimenti alla dottoressa B. e la stessa rispose che probabilmente avevano vermi o altro. Eseguivamo le analisi di rito. Tutti i 6 cuccioli (appena dimessi dopo 17 giorni di degenza) presentavano ancora ascaridi, coccidi e tenia.

Sia la sottoscritta  che M. d. A.  procedevamo  con regolare sverminazione.

Il giorno 13 febbraio  2010 le condizioni di Sordina peggioravano, venne ricoverata nella clinica veterianaria di V.F.  a Pozzuoli (Napoli), moriva qualche giorno dopo per arresto cardio circolatorio;

Il giorno 5 marzo 2010  peggioravano anche le condizioni fisiche di Macchietta anche lui venne ricoverato immediatamente in clinica V.F.  a Pozzuoli . Qualche giorno dopo  i sanitari procededettero con puntura eutanasica in quanto il cucciolo  risultava affetto da cimurro.

Il giorno 25 febbraio Polly , l’unica dei 6 salita nel frattempo a Milano, presentava  i seguenti sintomi:  epilessia e  ipercheratosi dei cuscinetti plantari. Venne  sottoposta immediatamente a visita veterinaria. Polly risulta affetta da cimurro.

Chiamai immediatamente la dr.ssa B, chiesi chiarimenti, replica che in quel momento non poteva trattenersi al telefono con me, lei promise di richiamarmi.

Non mi richiama, anzi  inizia a mandarmi sms affermando che lei non ha nessuna responsabilità.

Nel frattempo lo stato fisico di Polly peggiora, il giorno 7 marzo viene ricoverata in clinica e sottoposta a tutte le analisi (esame citologico, pcr,  risonanza magnetica e visita neurologica).

Dopo una lunga serie di trattamenti e cure Polly morirà con puntura eutanasica il giorno 28 marzo.

Il giorno 25 marzo viene ricoverato in fin di vita Mascherino, morirà anche lui in clinica a Pozzuoli affetto da cimurro.

I cuccioli Cuoricino e Neretta si salvano e vanno in adozione a Trieste.

La dr.ssa B  ha trattenuto i cuccioli presso il suo ambulatorio veterinario per 17 giorni e non  ha MAI consegnato una relazione medico veterinaria illustranti  tutte le cure /terapie effettuate sui cuccioli che aveva in carico. Ha vaccinato cuccioli in condizioni non idonee.

Conclusioni

Chiliamacisegua ha preso in carico no. 3 cani adulti, 2  dei quali andati recentemente in adozione  e no. 27 cuccioli ,7 dei quali  deceduti dopo ricoveri e numerose cure e 16 andati in adozione dopo un breve periodo di soggiorno presso un rifugio del milanese. Cercano ancora casa, Nerina, Spirit e Terence.

Spese sostenute:

2 febbraio

clinica dr. D.D. Mondragone

euro 100

3 febbraio

clinica dr. A. San Nicola La Strada

euro 150

11 febbraio

ambulatorio dr B. Torre Annunziata

euro 600

14 febbraio

M.d.A. Napoli rimborso spese

euro 200

14 febbraio

canile Marcianise pensioni e trasporti

923,5

14 febbraio

Clinica M. d.N. Dr. P. Frosinone

684

16 febbraio

Clinica V. F.  Napoli

1038 (500 euro ancora da pagare con rate mensili)

16 febbraio

M.d.A Napoli rimborso spese

200

Totale 3895,50

A queste cifre dobbiamo aggiungere ancora la degenza, le terapie  e lo smaltimento dei 3 cuccioli (Mascherino, Sordina e Macchietta)  rimasti a Napoli da M.d.A.,  le pensioni dei 20  cuccioli e dei 3  adulti arrivati a Milano e le spese sostenute dalla sottoscritta per le cure della piccola Polly:

10 Marzo 2010   clinica dr. G. (Lodi)    euro 155

22 Marzo 2010 clinica dr. Z.  (Lodi)      euro 570  esame citologico, visita neurologica,  risonanza magnetica e p.c.r.

29 Marzo 2010   clinica dr.ssa G. (Lodi)   euro 140 virbagen

23 Marzo 2010   acquisto 10 ml  STAGLOBAN 62 euro cad. euro  124

E nonn calcolo nemmeno le spese per tutti gli medicinali acquistati per poterla salvare.

Chiliamacisegua e Corinna Andreatta hanno speso 4884,50 euro

Soldi  incassati dalla raccolta fondi e donatori  che ringrazio profondamente :

26gen       Barbara G            50

27gen       Cinzia G               15

30gen       Mara S                10

02feb        Carlo M               70

02feb        Grazia F               50

11feb        Stefania P            20

17feb        Alessandra B.P.     20

17feb        Gilda M                20

19feb        Fabrizio R             20

20feb        Paola Daniela C.   20

28feb        Cena                 325

03mar       Alissia M            200

02mar       Ezia P.                 20

03mar       Laura M.              40

03mar       Barbara G            50

04mar       Nora K.T.             50

04mag      Maria Grazia R      25

Totale     euro              1005,00

ASSOCIAZIONE CHILIAMACISEGUA

Il Presidente

Corinna Andreatta

QUI I FATTI

http://www.chiliamacisegua.org/2010/01/25/chiliamalicura-cani-di-sessa-aurunca/

La storia di Quasi

maggio 18, 2010 By: Rosanna Marani Category: Diario, Divulgazione

Quasi quasi ritorna la speranza, quasi quasi si comincia bene la giornata.

Chiliamacisegua divulga questa tenerissima storia che parla di crudeltà, di ignoranza, ma anche di coraggio e di amore.

Con immenso piacere.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

La storia di Quasi

http://ilmondodimongo.blogspot.com/2010/05/la-storia-di-quasi.html

La piccola Quasi in tutto il suo *ahem* splendore
Cari Amici e affezionati lettori del blog di Mongo,
a grande richiesta ho deciso di pubblicare un articolo su Quasi. So che esula dal nostro argomento “principe” di conversazione che è il piccolo alieno macrocefalo, ma ci è sembrato doveroso presentare a tutti la storia di questa componente della nostra freak family, visto che il ricavato delle spille che tanti di voi stanno acquistando andrà per regalare a Quasi un nuovo ginocchio che le permetterà di camminare leggermente meglio di ora.
Intanto, intendiamoci: Quasi E’ UN CANE. NON è un maiale, NON è un cinghiale, nè una iena, un diavolo della tazmania, un cammello, una cavalletta, un topo o altro. E’ UN CANE. cominciano a darmi sui nervi i commenti “sembra proprio un…”, visto che i bambini piccoli quando la vedono dicono immediatamente “bello cane” (mostrando di saperne molto più della maggior parte degli adulti, a quanto pare). Lo so che magari si cerca di essere simpatici, ma credetemi, appena conoscerete la storia di questa creatura vi renderete conto che queste battute non sono per niente simpatiche.

Quasi è vissuta in una gabbietta per le galline (alta e corta), ed è quindi deforme proprio per questo. Il risultato è che ha una scoliosi gravissima (con DUE gobbe), il bacino storto, le zampe davanti più corte di quelle dietro, e quella posteriore destra più corta della sinistra. Le sue vertebre cervicali non si sono sviluppate, e quindi non può muovere il collo in nessuna direzione.
Le è stata perfino tagliata la coda, tanto perchè il resto non bastava.

E’ stata successivamente abbandonata (e direi MENOMALE) e messa in strada, dove si era insediata in un paesino della campania, e dove qualche volontaria le dava da mangiare (il suo nome era Angelica), nonostante fosse oggetto di ogni tipo di maltrattamenti dalla gente del posto.
Un giorno una grande STRONZA disse che l’aspetto della povera creatura le faceva senso, e urlando “mostro, mostro!” chiamò qualche altro PEZZO DI MERDA che caricò Angelica in macchina e la scaricò lontano da quell’unico posto che conosceva. Il risultato è che le volontarie la cercarono per più di un mese, finchè una signora, vedendo i cartelli in strada, chiamò una di loro dicendo che c’era un cinghiale che piangeva come un cane ed usciva solo di notte e piangeva, piangeva… le volontarie corsero a prendere Angelica, e ritrovarono uno scheletrino in fin di vita: non è di certo un cane in grado di procurarsi il cibo da sola.
La portarono in un rifugio (un posto molto bello) dove una meravigliosa donna, Adele, si è occupata di lei e degli altri 60 cani che vivevano con lei. Mena, un’altra volontaria, si è occupata di pubblicare le sue foto su Facebook, eccola qui come l’abbiamo vista nell’annuncio:

Abbiamo visto questa creatura e ce la siamo andati a prendere, anzi, ce l’hanno portata a metà strada, ecco il momento della “consegna”:


Il nome Angelica non ci piaceva affatto, così l’abbiamo cambiato. Prima di incontrarla, la volevamo chiamare Pisa, pensando che era un pò storta come la torre, e poi perchè è una città che la sua mamma ha tanto amato, ma quando l’abbiamo conosciuta ci siamo detti che non era storta, era solo gobba, così l’abbiamo chiamata Quasi come Quasimodo, il gobbo di Notre Dame.
Come nome le sta anche bene, visti i commenti della gente: sembra QUASI un…

Ora Quasi vive in pensione accanto a casa della mamma (in attesa che sia pronta la casa nuova della mamma e del papà), che la va a prendere due volte al giorno per portarla in giro, esce altre due volte con il personale della clinica, ed ha una stanza intera tutta sua con cuccia, giochini, eccetera. Quasi è nella pensione della clinica dove la mamma porta Mongo e Mela, e dove tutti la adorano e la conoscono. Qualche cliente “abituale” quando sa che deve aspettare, si fa portare Quasi e la porta a fare una passeggiata. Il mercoledì ed il week end ce la portiamo in giro con noi per prati, e lei è felicissima (anche se poi vuole tornare in clinica, perchè al momento la sua casa è quella).

Quasi felice gioca con un bastoncino tra le margherite
Che differenza con l’espressione terrorizzata del primo giorno…
Se vi è venuto da piangere, vi capiamo: quando abbiamo letto la sua storia è quello che abbiamo fatto anche noi. Non la voleva nessuno, così, come è nostro solito, l’abbiamo accolta nella nostra famiglia di “mostriciattoli”, perchè tutti hanno bisogno d’amore e tutti possono dare qualcosa.
La nostra è una famiglia speciale, ma non per la presenza di Mongo e di Quasi (che comunque sicuramente danno al nostro nucleo familiare un tocco di “quel non so che” di assurdo che ci piace), ma perchè noi ci vogliamo tutti bene, così come siamo.
Siamo convinti che Mongo e Quasi siano così belli dentro, che basti conoscerli per accorgersi che sono bellissimi anche fuori.

Quasi è un essere meraviglioso: ha mantenuto un carattere docile e fiducioso nonostante tutto quello che le hanno fatto. va d’accordo con tutti, cani e persone, ma ha paura degli uomini con i capelli bianchi vestiti di beige (non vogliamo immaginarcene il motivo, ma crediamo di saperlo purtroppo), ai quali ringhia.
Va pazza per i lacci delle scarpe, che morde in continuazione mentre camminiamo.

E’ un cane GRATO alla vita, felice per qualsiasi cosa, gioca con un filo d’erba, una foglia, un bastoncino, un pezzo di carta. S
embra incredibile ma fa tutto quello che deve fare, cammina, sale e scende le scale, si china per annusare, corre perfino.
Fa tutto a modo suo, ma lo fa. è un altro piccolo miracolo della natura: proprio come Mongo.
Siamo sicuri che anche voi la amerete, così come noi l’abbiamo amata ancor prima di conoscerla.

BOTTONE RINGRAZIA

maggio 04, 2010 By: Rosanna Marani Category: Diario, Divulgazione, varie ed eventuali

BOTTONE RINGRAZIA

Chiliamacisegua riceve  e divulga

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

Mail

Sono Bottone. Volevo ringraziare chi ha organizzato la pizzata, quanti vi hanno partecipato   così come quelli che hanno contribuito spontaneamente da lontano alle mie cure!

Mi scuso se non ero presente l’altra sera. mi piacerebbe tanto conoscervi a fondo e passare una giornata insieme a voi all’aperto, dove posso correre con e senza patello, libero sul carrellino che sta per arrivare!

Vi farò sapere al più presto dove ci incontreremo per una tranquilla uscita nel verde per una due zampe più rotelle insieme!

Una leccata profonda

Bottone

Bottone nel suo giardino

La Tac

Marco Fornari di Plf, l’organizzatore e Corinna Andreatta presidente di Chiliamacisegua (nella prima foto)

Stefania Piazzo giornalista de La Padania, che ha adottato Bottone,Rosanna Marani di Chiliamacisegua,Marco Fornari e Corinna Andreatta ( nella seconda foto da sinistra)

La tavolata al ristorante Donati di Milano

Marani (con Toi in braccio), Piazzo, Andreatta                      Stefania Piazzo

La mamma di Bottone Stefania Piazzo, giornalista de La Padania, aggiunge:

STORIA VERA DI BOTTONE

Perdonatemi ma devo partire da qui. Sarà per la fatica, il sonno, il lavoro condiviso, un telefono fuso, una vita da “albanese” che ormai mi accomuna con una cerchia di rari e preziosi fratelli, Francesca in testa, poi assolutamente Rosalba, con Gaetana e Sergio a Roma e Rosanna e Corinna a Milano, ma lo voglio gridare con voi questa sera.

Perché ce l’abbiamo fatta! La task force contro i canili lager diventerà  realtà.

Vorrei raccontare a tutti voi con quanto amore, con quanta passione e fermezza questo risultato, assieme ad un nuovo approccio ispettivo con nuove banche dati, sia stato raggiunto dal sottosegretario.

Francesca Martini ha perseguito l’obiettivo con una determinazione assoluta, rompendo una stagnazione decennale, forte di un team che a diversi livelli, dal territorio sino dentro al Palazzo, l’ha sempre sostenuta, lavorando per difendere i valori violentati dall’ignoranza e dal crimine.

Il successo, il riscontro sui temi del benessere animale hanno creato le condizioni perché il ministero tornasse a voler essere il guardiano delle leggi. Il ministero non è un orpello inutile, riflettente, ma sta diventando, grazie a tutti voi, un momento di sintesi e di raccordo col territorio.

Le “lettere” tra uffici per fingere di rispondere ai problemi non servono. Comprovano un’assenza, certificano il fallimento di un’istituzione. La task force è invece il seme di una nuova risposta. Fisica, dentro le situazioni. Ci vorrà tempo, la magistratura poi inizia ora, solo con qualche sentenza della Cassazione, a riconoscere alcuni principi.

E’ superata e perdente la visione del rapporto tra l’uomo e gli animali. L’uomo al centro del mondo e il resto debitore strisciante di una concezione superstiziosa della natura.

Ma come tutte le battaglie culturali, servono tante generazioni perché questo lavoro diventi condiviso e patrimonio comune. Il bello, quindi, inizia solo adesso. Noi abbiamo solo aperto una strada.

Il riscontro di questo lavoro ha intanto “costretto” il Palazzo, a rivedere l’assetto organizzativo e ad adeguarsi ai ritmi un po’ asburgici (.) di chi vi collabora, stringendo alleanze con le tante energie sane che sono al suo interno.

Sono arrivate le prime inchieste sui canili lager, che ora sono quasi 150, tante da non crederci… Nessuna querela. Qualcuno sente, dalla parte delle asl, di sentirsi colpito nella propria onorabilità. Onore ai caduti, invece, mai! La verità è che non sono più i “signori” indisturbati del territorio.

Poi c’è l’altra sfida, che deve superare il volontariato. Studiare. Avere un metodo nel raccogliere i dati, nel denunciare. Vi prego, applicatevi. Dobbiamo essere come cecchini, con un solo colpo in canna.

Ma questa sera siamo qui per Bottone. Allora vi confesso che la sera prima che lo incontrassi ero a Campobasso, al lavoro per la nostra Francesca, in “missione” con una rara persona fidata con cui spartisco l’onore di una battaglia campale.

A volte si pensa che sia l’intuito a farti capire le connessioni del malaffare nei canili, perché è di questo che stiamo parlando ed è di questo che mi occupo. Non solo di maltrattamenti, che sono una “piccola” parte del problema.

Ma l’intuito non vive da solo, in me ha un suo socio occulto in affari che fa da suggeritore. Ve lo dico subito, perché non pensiate a chissà chi. Il mio socio è il dolore. Il dolore, io credo, accende la luce.

Quella notte a Campobasso avevo in testa un grumo di nomi di canili e gestori,  appalti,  determine e  regioni dove si allargavano. Non mi tornava niente. Poi, improvvisamente, come Belushi, “ho visto la banda”.

Avevo sugli appunti due nomi capofila, il Molise e l’Umbria, due pietre tombali, due ciclici calvari, un dolore canino e umano che si incrociava e sovrapponeva ancora, e che pietrifica; poi nomi di società e persone improvvisamente mi chiudevano il cerchio di un sistema perfetto, clonabile, ramificato, di spartizione dei canili nel Paese. Più che la banda, obiettivamente, grazie ai suggerimenti del socio in affari di cui sopra, mi si era trasfigurata nella notte di Campobasso il sistema di una mappa. E la mattina dopo, a colazione, avevo gli appunti aperti come un breviario fatto da un quadrilatero di collegamenti da leggere al mio capo spedizione. Impresari e custodi giudiziali in intima amicizia.

Bisognava allora inventarsi un nuovo sistema per aprire altri cassetti, provare nuove sinergie di banche dati, di enti di controllo. Bisognava  organizzare il fare, le procedure per chiedere, autorizzare.

E’ così che abbiamo pensato ad un team di banche dati e di teste che devono diventare sistema d’informazioni in rete. E questo è il segno che vorrei lasciare nei luoghi che percorro per voi, il “metodo fafi”, assieme ad un team professionalmente e umanamente speciale di  persone con cui lavoro, per i Bottone, i Matteo, i Vasco che attraversano le nostre vite.

Questa è la verità. Non basta  il senso di giustizia per spingerti nel violare una frontiera e buttar giù un muro. Il confine lo varchi quando osi e puoi osare solo quando, messo da parte l’istinto di sopravvivenza,  non hai proprio più niente da perdere. Non è una battaglia per disperati. E’ una battaglia per coraggiosi conviventi sopportatori di dolore, la carne viva esposta che espande l’intuito. E’ lui, il mio principale socio, la dolorosa resistenza. Dove c’è dolore c’è un vuoto d’amore. C’è una lama tagliente che sciabola via tutto quello che di incoerente trova sul cammino.

E Bottone? Dentro questa logica lui doveva arrivare. La prima volta che l’ho visto  viveva nel pieno del confort in un canile sanitario, privato di terapie indispensabili per la sua sopravvivenza, grazie alla macerazione lenta che il Molise di Ripabottoni riserva agli ospiti speciali come lui. Questo è il Molise in cui la veterinaria pubblica non ha bisogno di nascondersi. Semplicemente continua a sentirsi impunita. E i fatti fino ad ora le danno ragione.

La fortuna di Bottone è stata quella di essere intercettato nel corso di un’ispezione.

E’ stato liberato dopo la troppa, eccessiva fatica per riuscire a strapparlo dal bilancio della Siac che gestisce la splendida struttura e dall’Asl di Larino, che vigila e autorizza la beauty farm.

D’imperio, nonostante le resistenze della veterinaria pubblica locale, è stato fatto aprire il box e affidato d’urgenza.  Per quanto bisogna implorare pietà all’Asl per far uscire un cane in fin di vita?

E’ così che Bottone è entrato senza saperlo nella storia. Perché il suo dolore è entrato nel disegno di legge sul randagismo, il suo socio occulto è diventato un articolo di legge, perché davanti a cani come lui, la porta del canile si apra subito. Per legge. La legge Martini. L’articolo Bottone.

Bottone inconsapevolmente cambierà il corso di tante evitabili tragedie, perché conta di più la dignità del dolore che 1,50 euro/cane al giorno al ribasso.

Questo è il regalo che fa a tutti Bottone e che mi fa pensare a quante illuminazioni possa ancora regalare il dolore che disabilita la vita di un cane e di un essere umano.

Benvenuto Bottone nel team della dolorosa vittoria!

Stefy

La storia di Bottone qui

http://www.chiliamacisegua.org/2010/04/21/libro-rosso/

Tesseramento o rinnovo Tessera ChiLiAmaCiSegua 2010

aprile 28, 2010 By: Rosanna Marani Category: Diario, Tesseramento, varie ed eventuali

Chi già lo ha fatto, ignori questa mail e ci perdoni per il disturbo, chi ha avuto da fare e se lo è dimenticato, faccia un nodo al fazzoletto per ricordarsene.
Ah, i figli! Li salvi dalla strada, li ripulisci , li imbocchi, li fai…studiare, li metti in pensione, li vesti, li curi e poi  ti dai da fare per il loro futuro.
Ma quanto costano!
Le quote in questo momento ci sono davvero di grande soccorso e utilità per il nostro gran da fare con gli animali che abbiamo sottratto alle cattive compagnie
Chiliamacisegua ti chiede una mano sul cuore e una…sul portafoglio
Grazie
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