AL TWIGA BEACH CLUB PESCI IN BROCCHETTA
13 agosto 2011 -
AL TWIGA BEACH CLUB PESCI IN BROCCHETTA
A Marina di Pietrasanta, il 29 luglio scorso, si è tenuta una serata in gran spolvero.
Al Twiga Beach premiata ditta Briatore&Santanchè, acquario di varia mondanità, molto in voga in Toscana.
Molta vipperia ad agitarsi e a fare ciao con la manina alle telecamere di PlanetTv. E molti pesciolini rossi, troppi, a boccheggiare in brocchette sparse sui tavoli come deliziosi, originali bouquet.
Peccato che se per i fiori arriva ….l’appassimento, per i pesci costretti innaturalmente in spazi risicati ed innaffiati, si dice, dal vino che gli ospiti zuzzurelloni e in vena di divertimento, hanno provveduto a versare nel loro ristrettissimo habitat, è arrivata…. l’ubriacatura.
Poveri pesciolini rossi non espressamente invitati ma forzatamente ospiti di balzane idee di arredamento del locale.
Chiliamacisegua invita gli organizzatori di eventi estivi a giocare con fanti e a lasciare stare i ..santi. Ovvero a lasciare stare la vita, a lasciarla libera di vivere nel suo ambiente. Libera dall’esibizione, libera dall’utilizzo come fiore all’occhiello.
No, i pesci alla ..brocchetta, non vanno bene come soprammobili nelle serate danzanti modaiole!
Che per questi poveri pesci rossi, Chiliamacisegua scommette, è stata l’ultima serata…danzante della loro breve vita.
Chiliamacisegua
Video
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=nZ6nhPqSwHI#at=881

I minuti nei quali si vedono i pesci rossi nelle brocchette, sono ai minuti 1.35 e 3.08.
A
sindaco@comune.pietrasanta.lu.it;
info@lacoscienzadeglianimali.it;
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Incendio Statte (TA): 15 cani carbonizzati ma si teme un bilancio più alto
12 agosto 2011 -
Tanto, come nella tragedia di Rizziconi, una ecatombe di animali morti annegati, sono solo cani, no?
Chiliamacisegua chiede che giustizia sia fatta, assieme ai volontari che si stanno prodigando, per queste povere creature ignorate da vive e da morte e domanda alle persone di buona volontà di aiutare i sopravvissuti.
Grazie.
Chiliamacisegua
Incendio Statte (TA): 15 cani carbonizzati ma si teme un bilancio più alto (foto – ATTENZIONE IMMAGINI FORTI)
di redazione | 12 agosto 2011
GEAPRESS – Soli e abbandonati dalle istituzioni. Questo lo sconforto dei volontari di Statte (TA) dopo il disastroso incendio che due notti addietro ha coinvolto la pineta, nella Gravina di Leucaspide. Fiamme alte che si sono propagate velocemente in tutto il comprensorio. Ben 100 ettari di terreno, ivi compreso quello ove vivevano una ottantina di cani.
Gli animali erano accuditi dai volontari coordinati da una socia dell’ENPA. In buone parte erano liberi, ma la velocità dell’incendio ha precluso le vie di fuga. Una quindicina sono stati trovati carbonizzati. Dei sopravvissuti, cinque hanno ustioni di diversa gravità e sono attualmente ricoverati in diversi ambulatori veterinari. Della rimanente parte, ancora nessuna notizia.
“La speranza è che si siano allontanati ma l’incendio – dice a GeaPress Andrea Lato, volontario della Protezione Civile – ha coinvolto l’intero comprensorio. E’ stata una cosa devastante – aggiunge Lato – ed il timore è che se ne possono trovare altri morti“.
Praticamente nullo l’interessamento delle istituzioni. A Statte i corpi carbonizzati dei cani, stanno decomponendosi al sole e nessuno li ha ancora spostati.
Un’opera meritoria, quella dei volontari, che accudivano i randagi abbandonati. Tutto in fumo, nonostante l’ingente schieramento di forze che ha dovuto fronteggiare il muro di fiamme. Ore di lavoro di Vigili del Fuoco, Corpo Forestale dello Stato, Carabinieri, Volontari di Protezione Civile, Polizia municipale. Per prevenire ulteriori danni sono stati disattivati pure i cavi dell’alta tensione dell’Ilva di Taranto, ma dei cani, volontari a parte, poche o nulle altre novità.
© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati
VEDI FOTO – ATTENZIONE IMMAGINI FORTI:
Per attivarsi gruppo Fb Randagi di Statte
STATTE (Ta) – DECINA DI CANI E CUCCIOLI MORTI, BRUCIATI VIVI DA UN INCENDIO CHE HA DEVASTATO L’INTERO TERRITORIO.
Sono scioccato dallo scenario che mi si è presentato quest’oggi dopo essere stato allertato via Facebook da una animalista del mio paese. Prima come cittadino,animalista e volontario della Protezione Civile mi sono precipitato per vedere di cosa si trattasse e i miei occhi insieme a quelli di tutti i cittadini stattesi hanno visto quello che nessuno si sarebbe mai sognato di vedere: un incendio spaventoso che ha colpito diverse zone del territorio stattese, e che ha messo fine non solo a migliaia di ettari di ulivi secolari,pinete, proprietà e l’economia del territorio, ma soprattutto la decimazione di decine di vite di cani e cuccioli che sostavano in un rifugio presente nella Pineta di Statte a cui si deve chiedere a gran voce GIUSTIZIA! Una giustizia che non debba essere SOLO DI PAROLE MA DI FATTI CONCRETI ! Si devono trovare i colpevoli o il colpevole che ha distrutto la vita di tutti questi poveri cani e di coloro che ad oggi si sono impegnati quotidianamente per la tutela e la cura di queste povere creature DIMENTICATE DALLE ISTITUZIONI. Se esistono delle responsabilità desidero insieme a tutti i cittadini di Statte che la magistratura faccia subito chiarezza su questa tragedia che ha colpito ancora una volta chi non ha voce e i più deboli, e credo, che il Procuratore della Repubblica di Taranto Dott. F. Sebastio abbia tutto l’interesse per dar un pò di quella giustizia a questi angeli scesi per confortare l’umanità dai suoi orrori. Un appello di solidarietà lo rivolgo anche all’intera cittadinanza stattese e agli italiani: ridateci la forza di dare un futuro ai cani di Statte sopravvissuti a questa sciagura che non hanno più un riparo di fortuna nè una ciotola per mangiare e l’unica fortuna che hanno è quella di essere vivi. Per info contattatemi tramite Facebook digitando RANDAGI STATTE. Posso ringraziare già da adesso tutti coloro che si presenteranno sul posto per donare anche 1 ora del loro tempo per questi angeli che aspettano solo di dimenticare questa tragedia apocalittica.
Andrea Lato
NOTA BENE: SERVONO VOLONTARI E RIPARI DI FORTUNA PER I CANI SOPRAVVISSUTI, NON HANNO PIU’ NULLA.

Statte (TA) 10 AGOSTO 2011 – UNA DATA CHE NON DIMENTICHEREMO
NOTA
Statte (TA) – PER POTER SPEDIRE LE DONAZIONI PER I CANI SOPRAVVISSUTI ALL’INCENDIO ECCO QUI LE ISTRUZIONI.
PER LA SPEDIZIONE DI MEDICINALI O MANGIMI O CUCCIE PER CANI POTETE INVIARLI AL SEGUENTE INDIRIZZO:
Sig.ra Amalia Giannattasio Via Strauss n° 5, 74010 – Statte (TA) cell. 338-3494588.
Grazie a voi tutti per il contributo.
Andrea Lato

Alcuni dei pochi cani sopravvissuti. Erano circa 80 cani, oggi meno di una ventina.
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LA PADANIA 31 LUGLIO MODICAMENTE APERTO
30 luglio 2011 -
LA PADANIA 31 LUGLIO MODICAMENTE APERTO
Tutto e’ a….. modica velocità in questo paese.
Modica la politica, cauta su tutto per i suoi equilibri.
Modica la tenacia, modica l’affermazione del coraggio.
Modica l’espressione del linguaggio, sai mai che sbilanciarsi comprometta. Modica la voglia di rischiare, più che ….modica la spinta a cambiare.
Modica la capacita’ di esporsi. Di cert’uni, di cert’altri, ma per fortuna non di tutti!
La Sicilia e’ maestra di vita, da nord a sud e’ metafora di ignavia e gattopardesca fuga dalla realtà.
Dai ministeri ai politici, agli amministratori, all’umana varietà delle associazioni delle bufale, Modica e’ lo specchio di ciò che non dobbiamo essere.
E per non smentirsi, …modica la presa di posizione istituzionale per difendere chi in Sicilia va e rischia per imporre le regole.
Chi si espone fa la fine dei fanti italiani sul fronte di guerra. Identico silenzio.
Abbandonato all’indifferenza prudente della politica e alla burocrazia del palazzo che tumula e fa marcire ogni iniziativa.
Quel che tocca lo mummifica. Tutti se ne stanno accorgendo.
Che figura barbina!
Così che i cittadini hanno ragione di dire che i ministeri sono inutili e nulla cambiano se tutto resta in mano a chi ..modicamente si gratta.
Tutto torna come prima. Ma non per la penna di Stefania. Ma non per i volontari. Ma non per gli uomini di buona volontà che non si arrendono, a qualsiasi latitudine, a qualsiasi longitudine..
A tanto siamo arrivati oggi, a sperare solo nel giornalismo e nella rete che divulga la stessa speranza del cambiamento,
E che Dio, ce lo conservi in salute tale giornalismo d’inchiesta e anche in tutta la sua lucida rabbia!
Almeno questo!
Buona lettura e come sempre buona indignazione.
Chiliamacisegua
LA PADANIA 31 LUGLIO
NOVANTASETTESIMA PUNTATA
MODICAMENTE APERTO
Un canile ha i suoi tempi in Sicilia. Polemiche per i ritardi di apertura della struttura di Modica. Esatto: Modica. L’accoglienza per chi va a vigilare sul tavolo per il randagismo: un caffè in anticamera.
Viaggio nell’Italia bestiale a cura di Stefania Piazzo
Articolo
“Anche il canile è di Modica apertura?
Dopo la straziante vicenda della morte di Giuseppe Brafa, a Scicli, in contrada Pisciotto, episodio che, ricordiamo, vede rinviati a giudizio il sindaco, il comandante dei vigili urbani (poi deceduto ma per il quale il giudice non ha comunque concesso “alla memoria” il non luogo a procedere), i tre veterinari asl che avevano dato parere favorevole tre giorni prima del dramma (era l’11 marzo 2009) alla (“improbabile”) custodia giudiziale dei cani affidati dalla procura all’indigente Vittorio Giglio, anch’egli a processo, la vicenda randagismo sembra ancora non trovare pace.
«Non ci date i soldi, non abbiamo fondi», reclamava il sindaco di Modica al ministero della Salute. Niente fondi, niente canile. Venne subito istituito un coordinamento e un piano per l’emergenza con il ministero e l’assessorato regionale, con tanto di 5 milioni di euro di stanziamento per tutta l’emergenza isolana.
E dopo inenarrabili complessità siciliane, qualcosa iniziò a dare i suoi frutti.
E il canile a Modica? Costruito. Finalmente. Aperto? Modicamente, a quanto sembrerebbe. Inghippi? Sembrerebbe. Piccole cose? Cosette. Solo questione di tempo. O di schermaglie politiche con un sindacato alla ricerca magari di visibilità che se la prende con una buona amministrazione… Vai a sapere.
La questione, rilanciata dalla radio locale RTM di Modica è a dir poco sconsolante, se trovasse conferma. Mentre l’8 luglio scorso si è tenuta l’ultima udienza del processo contro gli amministratori e i veterinari, con prossima arringa il 23 settembre, a Modica c’è chi scalpita denunciando, come sta facendo l’Isa (sigla che sta per Intesa sindacato autonomo) per voce del suo rappresentante, Giorgio Iabichella, che la struttura per accogliere i randagi sia ancora chiusa nonostante i lavori siano stati completati, secondo il sindacato. Impossibile! Si sbaglia il sindacato!
Importo del canile per coprire le esigenze di Modica, Scicli e Pozzallo? Circa 300mila euro, pare. Finito, a quanto sembra, a gennaio 2011, con taglio del nastro entro primavera. Ma, convinto di andare fino in fondo, l’esponente sindacale dichiara alla stampa: «Seriamente preoccupato per la situazione incredibile e inaccettabile, e auspicando che non accadano fatti gravi come quelli del 2009, ho chiesto l’intervento celere del ministero della Salute, scrivendo al sottosegretario di Stato on. Francesca Martini. Non vedendo altre strade, di fronte ad un’evidente incapacità di amministrare la cosa pubblica, soprattutto quando in gioco c’è la salute e l’incolumità dei cittadini, analogamente alla salvaguardia degli animali stessi, ho deciso di chiedere aiuto al ministero».
In bocca al lupo. Quale, non si sa.
Chi si occupa della Sicilia? E questa è una bella lotta. In ordine: potrebbe essere la task force del ministero, condizionalmente d’obbligo.
Perché volere spesso non è potere e perché la forte spinta autonomista isolana sembra voler centrifugare fuori dalla propria orbita chi ha voce in capitolo nel vigilare istituzionalmente il coordinamento di quel già citato progetto pilota. Laddove, come dalle parti di Modica e più su sino a Ragusa, capoluogo e sede di prefettura, qualcuno coordina lo stesso progetto nel tenere monitorati tempi, opere realizzate, tempistiche… Anzi… anzi…vuoi proprio vedere che dalle latitudini dei cantieri infiniti, qualcuno se l’è pure presa mentre si faceva il punto sui coordinamenti, e proprio per come a suo tempo il ministero aveva preso posizione fermando le mattanze e l’ordine di sparare a vista?
E poi vieni a sapere che la task force è allergica ancora a qualcuno quando si sposta a Ragusa e poi ti tocca leggere sulla stampa locale simili forzature sul canile che non sarebbe ancora stato aperto.
Ma no, è una burla di un piccolo sindacato che alza la voce per screditare una così efficace amministrazione.
E poi, a Ragusa e Modica tutte le porte sono aperte a chi ha dato pacchetto chiavi in mano quasi tre anni fa oramai un progetto pilota per eradicare il randagismo.
Lo sanno tutti, lo sanno i sindaci, lo sanno in prefettura.
Dove monitorizzano tutto, mica serve che al tavolo si scomodino a venire quelli di Roma.
Attendano un attimo fuori. Desiderano, intanto che noi finiamo con i signori sindaci, un caffè?”
s.piazzo@lapadania.net
(97 – continua)
Dire no non è impossibile.
NOTA
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CRUDELTA’ INAUDITA
15 luglio 2011 -
Scritto da La Redazione Giovedì 14 Luglio 2011 13:15


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Santo Stefano, il canile … shocka l’ente protezione animali
14 luglio 2011 -
CAMPOBASSO - «Non è la prima volta che scendiamo a Campobasso per dare una mano sia al canile di Santo Stefano sia a quello di Mirabello Sannitico, ma questa volta abbiamo trovato davanti ai nostri occhi una situazione davvero allarmante!».
E’ questo il duro commento rilasciato da Giuliana Costa una dei rappresentanti dell’EIPA, Ente Italiano Protezione Animali, che nei giorni scorsi ha visitato la struttura comunale di contrada Santo Stefano. «Come si fa a rimanere inermi davanti ad una simile barbarie?
Come si fa a rimanere indifferenti non facendo assolutamente nulla davanti al fatto compiuto che i cani continuano a morire o a versare in condizioni di salute assolutamente precarie all’interno dei box?
Durante la nostra visita abbiamo trovato un cane che si era ferito ad una zampa a causa delle reti presenti tra i box. La zampa era completamente ricoperta dal sangue che fuoriusciva da un buco. L’episodio non è certo accaduto la mattina della nostra visita, ma sicuramente qualche giorno prima, allora mi domando – ha rimarcato la Costa – chi gestisce il canile e quotidianamente si reca nella struttura per dar da mangiare agli animali e per pulire le gabbie ha fatto finta di nulla o cosa?
Altro episodio che fa comprendere bene come i cani siano completamente abbandonati a se stessi. Abbiamo trovato un secondo cane che era letteralmente invaso dalle larve.
Dato che eravamo li ci siamo dati da fare per dare una speranza di vita all’amico a quattro zampe. Lo abbiamo tosato e affidato alle cure di un volontario. Se non c’eravamo noi che siamo giunti da Torino quel cane sarebbe morto? E’ questa la domanda che rigiro a chi di dovere. Invito il sindaco di Campobasso a effettuare un giro per il canile per rendersi conto di cosa sto parlando. Lo invito a guardare negli occhi di quei poveri cani che ti chiedono quasi di essere uccisi per non vivere più una simile atrocità sulla propria pelle.
Se è questa l’intenzione è meglio che si proceda ad una eutanasia di massa dei cani, piuttosto che mantenere una struttura che non ha nulla di un canile sanitario, ma è più paragonabile ad un lager. E’ dal 2009 che veniamo a Campobasso ed ogni volta che scendiamo cerchiamo di portar via il maggior numero possibile di cani per l’adozione visto che la nostra associazione riceve diverse richieste di adozione anche di cani malati. Noi volontari ci impegniamo al massimo delle nostre possibilità per dare una mano ai canili, ma gli stessi canili non possono solo appoggiarsi al mondo del volontariato.
Ci sono delle leggi da rispettare, credo che anche la Regione Molise ne abbia qualcuna in merito – ha sottolineato la Costa – quindi non vedo perché tali leggi non debbano essere rispettate.
Un preciso resoconto, anche e soprattutto fotografico, della nostra visita a Santo Stefano è stato già redatto e a breve sarà consegnato anche al sindaco di Campobasso Gino Di Bartolomeo. In contemporanea il documento sarà inviato anche a Eduardo Stoppa di Striscia la Notizia con il quale l’Eipa ha uno stretto legame di collaborazione.
Come Eipa siamo disponibili, anche insieme ad altre associazioni, a supportare l’Enpa Campobasso qualora si decida di adire le vie legali e denunciare alla Procura della Repubblica l’assurda vicenda del canile comunale. Qualcuno doveva essere a conoscenza delle vicissitudini vissute dai cani in questione, però ha preferito tacere e far finta di nulla.
Debbo riconoscere che i volontari di Campobasso hanno un gran de coraggio a impegnarsi in prima persona in una struttura simile, io non so se riuscirei ad andare avanti in queste condizioni e cosa ancor peggiore nella totale indifferenza dell’amministrazione comunale e dei gestori della struttura. Ho visto che erano in atto degli interventi di abbellimento di fioriere, ma credo che sia più necessario attuare altre tipologie di lavori per salvaguardare meglio la salute dei cani ospitati.
C’è una parte del canile che sta crollando su se stessa a causa di una frana atavica. Cosa si sta facendo in merito?
E’ necessario che la situazione peggiori ulteriormente prima che qualcuno capisca che c’è l’urgenza di approntare lavori di riqualificazione totale delle strutture? E’ pur vero che la capienza è al limite se non addirittura oltre, ma bisogna assolutamente trovare una soluzione il prima possibile. Altra cosa da sottolineare è la mancanza di un veterinario. E’ mai possibile che noi dell’Eipa abbiamo dovuto sollecitare l’intervento di un sanitario con la minaccia di denunciare il tutto ai Carabinieri per porre quantomeno un rimedio parziale a qualche situazione più grave?
Ogni volta che possiamo cerchiamo di portar via il maggior numero possibile di cani da Santo Stefano proprio per dargli una nuova e concreta possibilità di vivere in una famiglia che si prenderà cura di loro e non lasciarli da soli e abbandonati ad un triste destino. Questa, però, non è l’unica soluzione del problema. Bisogna che chi di dovere sul territorio comunale e regionale faccia il proprio dovere sia esso amministratore, volontario o semplice gestore della struttura. Solo così si potrà dare dignità ai cani e decoro alla struttura – ha concluso Giuliana Costa -».
Molto probabilmente la questione canile di Santo Stefano tornerà agli “onori” della cronaca nazionale e senza dubbio si attiveranno tutta una serie di polemiche e riflessioni che sono già state elaborate negli anni passati, ma che a tutt’oggi non hanno portato a nessun tipo di risoluzione definitiva.
Stefano Venditti
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Villacidro: Angelo massacrato dai bambini incitati dagli adulti
4 luglio 2011 -
AGGIORNAMENTO
Le associazioni FRECCIA 45, unitamente a OMBRE a 4 ZAMPE ed al COMITATO SARDEGNA ANIMALI, depositeranno in data odierna esposto presso la Procura della Repubblica, Tribunale di Cagliari.
QUANTO ORRORE ANCORA DOVREMO SOPPORTARE?
Chiliamacisegua chiede conto al Sindaco di Villacidro, Signora Teresa Maria Pani, di questo ennesimo orrore, accaduto nel suo territorio, che non può e non deve restare impunito.
Che individui i colpevoli di tale violenza inaudita e li isoli dalla comunità, denunciandoli alle autorità competenti: che le mele marce devono essere buttate nel posto a loro congegnale: il bidone dell’immondizia.
Chiliamacisegua
I FATTI
http://www.stregagatta.it/Adozioni/Dettaglio.aspx?id=16377
Ha bisogno di te!
ANGELO, massacrato dai bambini incitati dagli adulti
| ANGELO è un cucciolo di circa 4 mesi, finito mercoledì 28 giugno in clinica e operato urgentemente. La sua vita è appesa ad un filo. Durante l’intervento gli è stata ricucita l’uretra perineale, lacerata dai colpi ricevuti. E’ accaduto a Villacidro, l’ennesimo episodio di violenza sui cani vaganti.
Ciò che inquieta maggiormente è che a compiere la vile azione pare siano stati dei bambini con dei bastoni, incitati alla violenza nei confronti del cucciolo, da alcuni adulti alle finestre delle abitazioni. Tutto questo è accaduto in una via centrale del paese. Chi ha salvato Angelo l’ha da prima portato a casa, ripulito e rifocillato, anche se era talmente spaventato che non ha voluto saperne di mangiare. Dopo qualche minuto però il cucciolo ha avuto dei malori, vomiti e perdite di sangue. Quindi la signora è corsa in clinica veterinaria, ma da subito i medici hanno capito la gravità del caso. Dalle lastre è risultata una grave emorragia interna, causata da qualche colpo ricevuto. L’intervento è durato circa due ore, ma ancora non si sa se Angelo sopravvivrà. La stessa persona sempre a Villacidro, ha salvato qualche mese fa 4 cuccioli che erano stati sepolti vivi nella vicina pineta appena sopra il paese. Li ha tirati su sino a svezzarli e grazie all’intervento dell’associazione “Ombre a 4 zampe” i 4 cuccioli hanno trovato una famiglia in nord Italia ed ora stanno benissimo. A Villacidro la popolazione sembra intollerante nei confronti dei quattro zampe. Questi sono solo alcuni degli episodi di maltrattamento nel centro del Medio Campidano, mentre la popolazione canina sembra non abbia fine. Colpa delle cattive abitudini degli abitanti che, sapendo di non correre alcun rischio, non essendoci alcun controllo da parte degli organi preposti, permettono ai loro cani di uscire liberamente dalle abitazioni, in giro per le vie, da soli, con tutti i rischi che questo comporta. Le sterilizzazioni sono poi un miraggio, e dunque le conseguenze non possono essere che l’aumento del randagismo, mentre il Comune paga fior di quattrini per mantenere i cani accalappiati che vengono portati in un canile di Olbia, in attesa che venga ultimato ed entri in funzione il canile comunale in costruzione da circa dieci anni. Ora c’è da sperare che Angelo, se riuscirà a salvarsi, possa trovare, come i quattro cucciolini sepolti vivi, una famiglia che lo ami davvero come merita.
|
Sindaco di Villacidro
Teresa Maria Pani
SCRIVERE A
sindaco@comune.villacidro.ca.it;
sindaco@pec.comune.villacidro.vs.it;
teresamaria.pani@comune.villacidro.vs.it;
adriano.muscas@comune.villacidro.vs.it;
polizialocale@comune.villacidro.vs.it;
poliziamunicipale@comune.villacidro.ca.it;
campestri@comune.villacidro.vs.it;
turismo@comune.villacidro.ca.it;
servizisociali@comune.villacidro.ca.it;
info@lacoscienzadeglianimali.it;
redazione@antenna1sardegna.tv;
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Chiliamacisegua è un SIGNOR ROSSI
3 luglio 2011 -
Chiliamacisegua è un SIGNOR ROSSI
Denunciamo la malasanità, denunciamo i soprusi e le corruzioni di cui siamo testimoni.
Facciamo valere i nostri diritti di cittadini indignati.
Chiliamacisegua lo chiede dalla sua nascita, dal 2008.
Ora Chiliamacisegua sostiene e divulga I SIGNORIROSSI, che intende opporsi al sistema.
Chiliamacisegua è un SIGNOR ROSSI.
Diventalo anche tu, per ripulire, se possibile e insieme, questo lercio mondo.
Chiliamacisegua
Aiuta Chiliamacisegua a continuare le sue battaglie di civiltà
Offri il tuo contributo, qualsiasi esso sia.
Grazie
Tesseramento e donazioni
http://www.chiliamacisegua.org/chisiamo/tesseramento-e-donazioni/
I SIGNORI ROSSI
Il sito SIGNORIROSSI.IT vuole sostenere chi denuncia i casi di corruzione e aggregare i cittadini italiani che chiedono la diffusione di una cultura etica nella pubblica amministrazione (e il rispetto delle relative leggi vigenti!).
Grazie al contributo volontario di numerosi sostenitori del progetto,
tra cui avvocati, esperti legali e tecnici amministrativi,
offriamo il servizio
SOS CORRUZIONE
per chi si trova in vicende di corruzione.
NOTA DI CHILIAMACISEGUA: IL SITO E LA MAIL .COM NON ESISTONO PIU’, SOSTITUITI DA.ORG
Questa la lettera inviata ai volontari il 15 luglio 2008
Da: chiliamacisegua [mailto:rosanna@chiliamacisegua.com]
Inviato: martedì 15 luglio 2008 12.53
Oggetto: Lettera ai volontari
Gentili volontari e gentili volontarie, il mio invito è perentorio:
o ci si assume la propria responsabilità civile e si fa quello che si deve fare, obbligati dalla propria coscienza che ha un nome e un cognome, guidati dall’impellente bisogno, dall’urgenza di spezzare l’oscena e indecente catena di appelli che mendicano una adozione, uno stallo, che allertano mirando diritto al cuore cosi che il cervello non pensi, un per favore rischiano un canile lager, è legato alla catena senza acqua e cibo, è rinchiuso in un terrazzo, non esce dal box da 10 anni,dorme per strada,è stato investito e lasciato agonizzante, ha bisogno di un carrellino, ha la rogna e vi risparmio l’elenco completo o per coerenza non ci lamentiamo.
Non vi lamentate.
Leggiamo ogni giorno un copione uguale per uno sguardo diverso:allucinato, piegato dalla paura, dalla fame. Traumatizzato, ve lo dico a chiare lettere, dalla nostra vigliaccheria, dalla nostra codardia.
Invece che raccogliere foto,testimonianze,referti medici, documentazione da allegare anche in forma anonima ad una denuncia alla autorità competente, chiediamo la carità di un euro, dieci euro e che otteniamo? Nulla Nulla Nulla
Se lottassimo per salvare nostro figlio ce ne staremmo buone buone a mettere una toppa, un cerotto per lenire la sua disperazione o grideremmo al mondo la nostra fame di giustizia?
Per ottenere giustizia servono anche le palle, serve la voce, serve la volontà di dire basta.
Chiliamacisegua chiedendosi come mai le grandi associazioni non hanno combinato un beneamato fino ad ora, i canili lager ci sono e proliferano con sommo spregio della legge e la grande associazione declama: firmate la petizione, diciamo basta,ha indicato la strada. Preparare dei dossier da tutta la penisola, fare il lavoro che mille investigatori farebbero in dieci anni, complice la burocrazia e il menefreghismo:tanto è un animale!
Da anni si chiede di supportare la campagna nolager! Da anni i lager si moltiplicano. Ora c’è l’emergenza clone canile di Rieti ad Osimo, una manifestazione pronta per il 19 luglio. Si tratta di scendere in piazza e di fare gruppo. Non ho notato nella fibrillazione del web tanta attenzione alla opposizione del progetto di costruire un canile mostruoso per 800 cani. Eppure il pericolo emana il suo odore in tutta la sua cancrena!
Basta lo diciamo noi.
Chiliamacisegua sta facendo la sua parte.
Volete davvero cambiare il mondo? Cominciate a cambiare la mentalità: zitto che io devo aiutare i cani ad uscire poi denuncerò, poi farò.
Si,continuate a svuotare il mare con un cucchiaio!
E quando arriva una foto anonima invece di interrogarsi:ma, mo, mi, dove si trova questo canile? Forse nel Sud, forse nel Centro, forse nel Nord Italia!
Una foto firmata di questo genere può indirizzare una indagine.
Abbiamo, avete paura? Certo se una sola persona si mette contro il sistema, può andare incontro a guai seri, può essere malmenata, picchiata,emarginata, isolata.
Ma se siamo un esercito che denuncia ogni giorno quello che vede con i proprio occhi,che segnala, che scrive ai politici, che pretende l’applicazione della legge, chi ci ammazza a noi?
A voi la scelta:continuare a proteggere i malfattori o tutelare le vittime di questo assurdo circolo vizioso.
Per quello che mi riguarda, diffonderò appelli di emergenza solo se ben visibile ci sarà in cc la segnalazione agli organi competenti, al sindaco del territorio, alla Asl, a chi insomma si è dimostrato renitente alla applicazione della legge.
Rosanna Marani
Ogni persona ha la possibilità e il dovere di denunciare alle Forze dell’Ordine (Polizia, Carabinieri, ecc) chi abbandona un animale o anche chi più semplicemente non registra il proprio animale all’anagrafe canina. Chi trova un cane segnala la presenza alla Polizia Municipale che provvederà a chiamare il canile convenzionato. Per emergenze e negli orari in cui non sono reperibili i Vigili, s avvisano i Carabinieri. Si Contattano comunque anche le Associazioni locali che sapranno indicarvi i canili e le procedure in atto nella zona del ritrovamento. La nuova legge n°189 del 20 luglio 2004 contiene le disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli animali in combattimenti clandestini o in competizioni non autorizzate.
Chiunque, che sia privato cittadino o un’associazione, può rivolgersi ad un qualsiasi organo di Polizia Giudiziaria (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Vigili Urbani, etc…) segnalando uno dei casi di illeciti previsti dalla nuova legge e richiedendo un intervento per accertare il reato ed impedire che questi venga portato ad ulteriori conseguenze.
Tutte Le informazioni sono tratte da http://www.poliziadistato.it/pds/ps/consigli/animali/maltrattamenti.html
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Marine di Salve:ennesimo esempio di indifferenza pugliese verso i suoi randagi. Aggiornamento
15 giugno 2011 -
Chiliamacisegua occupatasi decine di volte della Puglia indifferente nei confronti degli animali, inoltra questa mail pervenuta che ancora oggi 15 giugno 2011, sottolinea quanto questo territorio volti la faccia dall’altra parte pur di non affrontare il fenomeno randagismo, in spregio alle legge 281/1991 e al rispetto che si deve alla vita.
Quando la Puglia si deciderà ad applicarla questa legge che tutela i randagi, quando si risveglierà dal torpore e dalla inciviltà, avrà lasciato sul campo centinaia di vittime innocenti morte a causa proprio della indifferenza mostrata senza vergognarsi nemmeno un pò.
Chiliamacisegua
Nota
Qualche link di riferimento Puglia e Chiliamacisegua in allegato
MAIL RICEVUTA ED INOLTRATA
A
info@lacoscienzadeglianimali.it;
assessore.romano@comune.salve.le.it ;
assessore.carrozzo@comune.salve.le.it ;
poliziamunicipale@comune.salve.le.it ;
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From:L G
Sent: Wednesday, June 15,2011
Subject: marine di Salve – situazione cani
Di ritorno da un soggiorno di una settimana a Marina di Pescoluse, Comune di Salve (Lecce), scrivo per manifestare tutta la mia indignazione.
“Degrado” è il termine che meglio descrive la situazione che vi ho trovato. Sporcizia, rifiuti, materassi e copertoni sparsi nei rari quadrati di verde rimasti tra le case più o meno costruite.
E, soprattutto, un numero inaccettabile di cani randagi per la strada. Veri e propri branchi, completamente abbandonati a sé stessi e al buon cuore di chi decide di portare loro un po’ d’acqua e di cibo.
Una situazione insopportabile sia per chi, come me, i cani li ama molto, sia per chi non li ama affatto o ne ha addirittura paura.
Una situazione a mio parere molto pericolosa, prima di tutto per la circolazione stradale, e poi perché, pur essendo fortunatamente tutti animali non aggressivi, potrebbe comunque verificarsi un incidente, magari a qualche persona non abituata a interagire correttamente con i cani o a qualche persona che tenti di portare a spasso il suo, di cane. Non ho potuto fare a meno di prendere a cuore la situazione di una cagnolina, particolarmente sofferente. La ho portata da un veterinario, che mi ha indirizzato ad una volontaria della zona.
Questa signora in meno di 12 ore ha preso la cagnetta e la ha portata all’ASL, dove è stata sterilizzata. E si è impegnata per fare altrettanto con le altre femmine del branco, molto probabilmente gravide.
Mi chiedo perché tale interessamento non sia venuto da qualcuno del posto. Forse credono che le prossime cucciolate di randagi potranno meglio attrarre i turisti nelle stagioni a venire?
Oppure non sono sufficientemente informati sul fatto che la sterilizzazione è l’unico modo efficace per risolvere il problema e che per fortuna esistono persone preparate e disponibilissime ad aiutare in questo senso?
Oltre a tutto ciò faccio presente che io e la mia famiglia, che abbiamo portato in vacanza con noi le nostre due cagnoline, non abbiamo trovato nemmeno una spiaggia dove fossero ammesse, nemmeno al guinzaglio.
Quindi per assurdo noi avremmo rischiato una bella multa portandoci al mare le nostre cagnoline, legate, vaccinate, microchippate e sterilizzate, mentre sulla stessa spiaggia si vedevano circolare i cani che l’amministrazione locale non sa o non vuole gestire. Proprio i Comuni che vivono così pesantemente il problema del randagismo non dovrebbero per primi promuovere iniziative volte a disincentivare gli abbandoni e ad educare la popolazione? Per esempio riservando un tratto di spiaggia anche a chi il cane sceglie di portarselo in vacanza?
Ovviamente noi non torneremo a vedere il vostro bel mare e lo sconsiglieremo decisamente a chiunque ci chiederà un’opinione.
*L G (Bergamo)
*LETTERA FIRMATA
LA RISPOSTA DI RAFFAELA VERGINE COMPRESA NEI DESTINATARI
Sono una cittadina Salvese nonché presidente dell’ass ZampaLibera ass. del territorio e iscritta all’ass. Chiliamacisegua.
Ho avuto il piacere di conoscere Laura, perché come è di consuetudine, d’innanzi allo sconcerto , le perone vengono indirizzate alla sottoscritta. Mi sono mortificata e vergognata per quello che anche quest’anno offriremo del Salento. Sì perchè questa è l’altra faccia del Salento, quella che per quasi 20 anni ha disinteressato totalmente istituzioni, uomini politici, uomini di cultura.
Al mio sindaco voglio solo dire che non deve dispiacersi per queste considerazioni, commenti dei turisti perché non sono né le prime , né saranno le ultime. Questa fotografia scattata ,della marina di Salve sicuramente non piace ma è una foto, che ha impressionato la cruda realtà.
L’associazione ha tamponato negli anni per non arrivare al disastro o alla tragedia , ma non deve sostituirsi alle competenti istituzioni.
Per informazione rendo noto che Salve facente parte dell’Unione dei Comuni “Terra di Leuca” ha per statuto anche il compito di gestire e risolvere il fenomeno randagismo come quello dell spazzatura credo dal 2003 o prima
In quell’anno la giunta ha approvato un Regolamento per la tutela degli animali, che nessuno dei 7 sindaci conosce e che rimane lettera morta.
Regolamento comunale equivale a legge da rispettare?
Nel 2006 L’unione Dei Comuni ha ricevuto un Finanziamento da parte del Min. della Salute per il Progetto ARGO-RETE, da me stessa elaborato, fissando chiari e precisi obiettivi a breve , medio e lungo termine con indicazioni, in calce per la costruzione di un centro servizio cinofilo.
Dic 2009 la Regione Puglia cofinanzia il progetto.
A tutt’oggi ancora non siamo arrivati ad una delibera definitiva.
Il segretario e il sindaco di Salve hanno affermato, nell’ultimo incontro, di appena 3 gg fa, che si impegneranno seguire la procedura per la realizzazione del progetto.
Ma non è tanto la struttura mancante che causa il persistere e l’aggravarsi del problema del randagismo, quanto una serie di inadempienze e di iniziative di prevenzione , di attuazione e rispetto delle norme.
L’anagrafe canina non viene pubblicizzata né attuata come prevede la legge.
Non ci si interessa né se i cani sono microchippati, né se sono iscritti all’anagrafe.
Questo ovviamente favorisce e consente gli abbandoni o la chiusura nel canile prigione convenzionato, anche di cani di proprietà, caricandone la spesa sulla comunità.
Questo rende possibile la detenzione di cani in condizioni aborrevoli
Questo impedisce la presa di coscienza e l’assunzione di responsabilità di chi si prende un cane in casa.
Il Piano di sterilizzazione fortemente voluto e progettato dalla sottoscritta ,il progetto SMAC , quale sottoprogetto di ARGO-RETE, è stato dopo forte insistenza attuato ma poi non più sostenuto.
Eppure la somma rispetto a quello che si spende per il canile è stata veramente irrisoria: € 7500 per circa 120 cani sterilizzati.
Quanto ha risparmiato ogni comune dell’unione, per cani randagi o vaganti non scaricati nel canile che a volte la gente, ed è anche comprensibile, non tollera, perché non nati ? (Una cagna ogni 6 mesi partorisce in media 8 cani, in 2 anni la discendenza della 1° cagna conterà 1247 cani)
Ma nessuno sindaco dell’Unione ha mai richiesto di conoscere i risultati ottenuti e valutare la convenienza o meno del progetto.
Nessuno dei sindaci si chiede quanti cani suoi sono rinchiusi in canile, quanti cani le associazioni sono riuscite a liberare dalla prigionia e a dare in adozione.
Nessuno dei sindaci ,nonostante relazioni presentate e numeri forniti si sono presi il fastidio di pensare alla sterilizzazione come unico mezzo per “eradicare il randagismo”.
A tutt’oggi ancora la questione cani e animali in generale, è una questione che deve essere messa ai margini di ogni dibattito politico, anzi meglio ignorata.
Quale ne sia il motivo va ricercato in una cultura umanista affermatasi che non riesce a volgere lo sguardo oltre e non si rende conto che ormai siamo in un’era post-umanista . Ma questo è un altro capitolo.
Non più tardi dell’altra sera durante un corso di informazione per associazioni, presso il CSVS di Lecce, un volontario di una associazione avente come target gli esseri umani , riteneva le associazioni animaliste non aventi finalità sociali e per tale motivo non possono essere incluse nell’albo regionale delle associazioni……….
Personalmente votata al cambiamento, un auspicio ….che il cambiamento inglobi sempre più persone e a più livelli.
Raffaela Vergine
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LA PADANIA 12 GIUGNO TOH, ANCORA L’IRA DI ZEUS SU FOLIGNO
11 giugno 2011 -
LA PADANIA 12 GIUGNO TOH, ANCORA L’IRA DI ZEUS SU FOLIGNO
Quarta puntata di Good morning Umbria. La penna di Stefania Piazzo… infilza con freddezza e tecnica eleganza Foligno e il suo palio, dove la storia si ripete.
Leggiamo: “Giostra della Quintana. Per il secondo anno un cavallo muore sul tracciato. Il fato lo vede infilzarsi su un paletto. Sventrato, cade a terra, trafitto dalla vendetta dell’Olimpo che non tollera la perfezione di Fise, Unire, Comitati e Rioni”.
D’altra parte il titolo non cade negli equivoci: “Toh, ancora l’ira di Zeus su Foligno”.
Poi, l’altra vera notizia: il cavallo “non è morto”.
Dalle comunicazioni datate 9 giugno, un giorno dopo quello che il sito ufficiale bolla come “incidente alle prove ufficiali” – comunicazioni inviate dalle autorità locali alle autorità di
vigilanza – non si parla di decesso ma si informa sull’inciampo dell’equide e sul soccorso. Fantastico. Epico.
Infine…. qualche domanda: si correrà il 18 giugno con gli stessi paletti del fato? E poi, ancora, sempre il cavallo protagonista anche nello Statuto dell’Ente della Giostra della Quintana.
All’articolo 3, Scopi, si legge che… “l’Ente promuove la conoscenza e la diffusione della storia e della cultura della città di Foligno nella sua tradizione di luogo di convergenza, di confronto e di integrazione multietnica e pluriculturale”.
Pensavamo fosse al primo posto per statuto il benessere di cavalieri e cavalli.
Ma la Padania scopre anche altro. Con una precisione che non perdona.
Occhio a non farsi infilzare.
E come sempre, buona lettura e buona indignazione!
Chiliamacisegua
Articolo
“Forse, la vera notizia, è che il cavallo a Foligno, non è morto. E l’altra notizia è una domanda: correranno la Quintana il 18 giugno con le stesse bandierine causa della apparente… (fatale) morte del cavallo del Morlupo? A Fise, Unire, Comitati, Rioni, piacciono da morire quei paletti? Non è forse a rischio l’incolumità di cavalieri e cavalli o serve un’altra fatalità?
Ma tornando ai paradossi e alla prima notizia esclusiva, il cavallo non sarebbe
morto.
Almeno, sembrerebbe… stando alle prime, si fa per dire, comunicazioni o informative ufficiali delle autorità competenti, compresi gli organizzatori.
Informative inviate agli organi di controllo, e qui sta la seconda vera notizia, nella data, il giorno dopo.
E neanche il giorno dopo il cavallo sarebbe risultato morto. Ancora della dipartita equide nulla.
Ma come? Si dà notizia del fatto… ma non una riga sulla fine, atroce. Eppure quella bandierina segnaletica divelta dal terreno e che si è conficcata con violenza nel fianco destro è stata micidiale. Ma della morte, non una parola. E se così, perché?
La femmina del rione Morlupo è stata poi abbattuta o è morta invece nel tragitto da Foligno in ambulanza alla clinica veterinaria di Perugia? Un altro dettaglio non da poco.
Ma si va avanti… con “Spironi e tonducci, nasce la prima guida gastronomica alle taverne della Quintana”. Era l’apertura in questi giorni della pagina web ufficiale della Quintana.
La prima preoccupazione è e resta, per carità, la salute del cavallo, a Foligno.
Anche se non si può mettere in secondo piano la salute alimentare, la festa, la tradizione.
Ma anche questa volta Ade ha convinto Zeus che il sacrificio a volte è ineluttabile, nonostante lo sforzo degli uomini di tutelare il benessere con i paletti sul percorso, approvato e vidimato dai tecnici Fise o Unire previsti dall’ordinanza che regolamenta i pali e le manifestazioni come la Quintana. I tecnici sono i garanti superpartes, garantiscono loro dall’alto della propria comprovata esperienza sul campo. Reduci, si immagina anche, dai corsi di formazione previsti dall’ordinanza.
Che recita, nell’allegato A: Requisiti tecnici e condizioni essenziali per la tutela dell’incolumità pubblica e del benessere degli animali”:
a) Il tracciato su cui si svolge la manifestazione deve garantire la sicurezza e l’incolumità dei fantini, dei cavalieri e degli equidi, nonché delle persone che assistono alla manifestazione;
b) Il fondo delle piste o dei campi su cui si svolge la manifestazione deve essere idoneo ad attutire l’impatto degli zoccoli degli equidi ed evitare scivolamenti;
c) Il percorso deve essere protetto con adeguate paratie tali da attutire eventuali impatti o cadute;
d) Il tecnico di cui all’articolo 1, comma 2 è abilitato attraverso specifico percorso formativo certificato dagli enti tecnico sportivi di riferimento ed inserito in apposito elenco tenuto dagli stessi”.
L’articolo 1 recita, al comma 2 che “Le manifestazioni (…) a tutela delle tradizioni, usi e consuetudini locali, devono essere autorizzate previa presentazione di una relazione tecnica del comitato organizzatore e previo parere favorevole della Commissione Comunale o Provinciale per la vigilanza (…) integrata da un veterinario dell’Azienda Sanitaria Locale territorialmente competente e dal tecnico di cui alla lettera d) dell’allegato alla presente ordinanza”. Che fa la Commissione? “… verifica il rispetto dei requisiti tecnici e delle condizioni essenziali finalizzate alla tutela dell’incolumità pubblica e del benessere degli animali di cui all’allegato alla presente ordinanza”. I paletti dunque rappresentavano (visto che c’erano prima) e rappresentano essendoci anche ora, pur essendo causa fatalistica di morte, un elemento che tutela il benessere degli animali.L’indomani de l’“Incidente alle prove ufficiali” (perché titolano così, sul sito dell’Ente autonomo Giostra della Quintana, la notizia della morte per ferita da paletto conficcato nel fianco così ampia da aver fatto uscire le viscere al cavallo in corsa), si volta pagina. Dopo un titolo da Osservatore romano, si torna alla Quintana con la pasta e la bistecca.
D’altra parte se in due anni una seconda fatalità offusca la festa è solo perché appunto il fato e gli dei se la prendono con Perseo e il suo tentativo di rivendicare l’autonomia e l’ambizione di correre senza l’obolo del sacrificio.
Di sbagliato non c’è niente, solo il destino.
Oh, pensa che di paletti in 65 anni non se ne era mai conficcato uno che fosse uno nel torace di un cavallo al galoppo in curva mentre affrontava l’otto del percorso nelle prove cronometrate.
Non lo puoi prevedere che una bandierina palettata lo trafigga come Cristo in croce. Il tecnico che ha fatto il corso di formazione previsto dall’ordinanza (giusto?), certificato dagli enti, ha fatto il suo dovere, come tutti. Anche il cavallo, anche il paletto.
“Tuttavia – recita il comunicato ufficiale dell’Ente – anche per rispondere obiettivamente a coloro che traggono giudizio negativo sulla manifestazione ed anche per non sottrarci a qualsivoglia responsabilità l’Ente non può che ribadire quanto fatto in questi anni per garantire la crescita della manifestazione ponendo al primo posto la salute del cavallo”.
Salute o sicurezza? Antidoping o ostacoli in sicurezza?
Vige un regolamento che prevede «una Commissione Sanitaria in grado di vigilare sulla idoneità e sanità dei cavalli che sono stati iscritti alla competizione».
Viene giudicata la loro idoneità, vengono sottoposti a visita dell’ippiatra e a controlli antidoping. Al momento del soccorso della cavalla del Morlupo erano quattro i veterinari intervenuti, ma il numero dei veterinari in pista non ha salvato il cavallo dal paletto.
E se il problema, per due anni consecutivi, è il “durante”, quando il cavallo entra in pista, è sul durante che le attenzioni e le ispezioni vanno poste.
O il prossimo anno, stessa fatalità, stesso palo?
Certo, due anni, due morti. Due incidenti. Tutto bene anche quest’anno? A colpi di fatalità, quale è il prezzo da pagare? Se non si muore per doping, si muore per gli impicci fatali in gara. Che, lecito e legittimo chiedersi, sono proprio così a tutela del benessere, sempre al centro dei primi pensieri?
Zeus è Zeus, ma gli uomini immortali e non infallibili si chiedono perché si muore su un…
dettaglio? I tecnici che hanno vidimato il percorso, forti delle loro decennali esperienze sul campo, cambieranno la natura dell’asta delle bandierine? Saranno le stesse che incontreranno cavalieri e cavalli alla Quintana finale?
Fise e Unire ed Ente Quintana tutti d’accordo?
Non sfugge intanto ai folignati più attenti il recente sforzo per rinnovare il sito internet della Quintana, con una nuova e più accattivante veste grafica: ci si può iscrivere alla newsletter, prenotare i biglietti, visionare i video più suggestivi sul corteo storico, sul palio. In nome del benessere degli equidi, primi e veri protagonisti della Quintana, naturalmente.
È sottinteso.
Allora vediamo lo Statuto dell’Ente (approvato il 14 dicembre 2009). Dall’articolo 3 – Scopi – “…Seguendo un percorso scientifico di ricerca storica ed antropologica per la ricostruzione del contesto socio-culturale, culminante con la celebrazione dell’evento della “Giostra” seicentesca, l’Ente promuove…”
Cosa promuove?
Il benessere del cavallo? Un po’ di pazienza che è sottinteso. Poi ci si arriva.
“L’Ente promuove la formazione e la crescita dei fenomeni di partecipazione alla vita sociale cittadina, nonché allo studio, alla conoscenza e alla diffusione della storia e della cultura della Città di Foligno nella sua tradizione di luogo di convergenza, di confronto e di integrazione multietnica e pluriculturale”.
E’ l’obiettivo principe della Quintana.
Quasi quasi, si può fare a meno del cavallo, visto che non è citato. Ma è sottinteso, le razze equine sono tante. Anche i cavalli sono multietnici.
“Nella rievocazione dell’evento ludico della “Giostra”, inserito nella ricostruzione del suo contesto storico, culturale, artistico e scientifico – si legge ancora – l’Ente promuove la consapevolezza dei cittadini alla concordia e all’amore per la Città aperta”.
Amore anche per il cavallo? È sottinteso.
Tanto che nello statuto c’è sempre spazio anche per lui, protagonista nella vita e nella morte – per fatalità – per garantire la continuazione dell’evento ludico.
Eccolo qua. Articolo 4 – Attività: prima però viene la “promozione di progetti di ricerca scientifica per lo studio del periodo storico”, (col cavallo, sottinteso), poi viene la “promozione di progetti per la tutela e il recupero del patrimonio … architettonico della città”. Mica che cada una tegola sul cavallo in corsa.
È sottinteso.
Poi c’è, sempre all’articolo 4, la “conservazione, la gestione e diffusione dei risultati dei predetti programmi… al fine di far conoscere la Città, le sue tradizioni… oltre all’evento spettacolare della Giostra della Quintana”.
Col cavallo, più che sottinteso.
Eccolo, il cavallo!!! Abbiamo atteso ma non invano.
Il comma d recita che nelle attività c’è la “promozione dello sport equestre mediante l’organizzazione e la gestione, sia in forma diretta che per tramite di convenzioni con istituzioni e associazioni pubbliche e private, di programmi di insegnamento e addestramento giovanile dilettantistico”.
Ah, ecco. Ma non solo:
“Celebrazione, come momento finale, della rievocazione storica della competizione cavalleresca seicentesca”.
Ah, ecco ecco. Sempre la salute del cavallo.
Riepilogando… il cavallo l’8 giugno del rione Morlupo è morto o non è morto?
In ogni caso ne hanno dato – triste e molto sommesso annuncio, dopo aver fatto il proprio dovere statutario scientifico storico e celebrativo, l’Ente della Giostra composta dai rioni; l’asl veterinaria, che ha fatto il suo dovere, comunicando nel rapporto l’immediato soccorso nel rispetto dell’ordinanza.
Ha fatto il suo dovere l’Olimpo che ha vendicato la spavalderia di chi scommette sui cavalli al centro del benessere sottinteso, dimenticando che anche il fato chiede pegno e la sua parte di vincita.
Un vicino di casa, trecento anni prima della Quintana, tal Giovanni da Firenze, in un allegro madrigale scriveva:
Per ridda andando ratto al terzo cerchio
tanto menommi quel zentil pensiero,
che giunto mi trova’ sott’un bel pero.
Su n’avea assai e sotto di cadute:
onde mi fece ricordar sì come
per sé po’ cade ciascun nato pome.
Poscia, più stando, pur immaginai
che chi ben face quel non cade mai.
Intanto spironi e tonducci per tutti, e se si ha nostalgia, una capatina sul web per rivivere le pagine più belle della storia multietnica, multiculturale di Foligno, città aperta all’amore. Quale?
s.piazzo@lapadania.net
(90-continua)
VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE A CURA DI STEFANIA PIAZZO
NOVANTESIMA PUNTATA
TOH, ANCORA L’IRA DI ZEUS SU FOLIGNO
Giostra della Quintana. Per il secondo anno un cavallo muore sul tracciato. Il fato lo vede infilzarsi su un paletto. Sventrato, cade a terra, trafitto dalla vendetta dell’Olimpo che non tollera la perfezione di Fise, Unire, Comitati e Rioni
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LA PADANIA 29 MAGGIO ASSÌ..SÌ!! I CANI DI ISCHIA PELLEGRINI DI S. FRANCESCO
29 maggio 2011 -
LA PADANIA 29 MAGGIO ASSÌ..SÌ!! I CANI DI ISCHIA PELLEGRINI DI S. FRANCESCO
Chiliamacisegua l’ha evidenziato nell’invio de La Padania del 22 maggio
”…..Questa è la prima inchiesta seria, documentata sul traffico dei randagi verso l’inferno. L’ha scritta Stefania Piazzo che ha svolto un minuzioso lavoro di indagine……”
E ora siamo alla successiva, mitica puntata, che lascia sbalorditi per le nuove notizie sulle adozioni di cani in Germania, con un inedito e più documentato asse tra la Campania e l’Umbria, con la stessa Associazione che gestisce le spedizioni.
E l’Umbria che fa?
Stefania Piazzo ci anticipa un imperdibile scoop, dandone per ora solo alcune indiscrezioni, ovvero la notizia di immagini di cani ospiti di un canile di una importante città umbra ritrovate su siti di canili tedeschi in vendita ma, attenti bene, con il placet delle Istituzioni umbre locali.
E’ questa la nuova frontiera etica della battaglia al randagismo?
Infine, altro inedito de la Padania, che non smette di stupirci: la diffida all’Asl Napoli2 di Ischia alla quale un’associazione chiede, denunciando di abusivismo l’attuale canile, la revoca di tutte le autorizzazioni sanitarie. Da quel canile sono partiti i cani oggetto di un processo a Napoli, per i reati di associazione a delinquere e falso ideologico, per le adozioni fittizie e i falsi adottanti tedeschi.
Buona lettura e Good morning Umbria!
Chiliamacisegua
ARTICOLO
Ma allora è vero che i cani da inviare in adozione in Germania, richiesti nella struttura del canile di Panza a Forio d’Ischia, grazie all’interessamento della Pro Animale, “erede ” della Fondazione tedesca Ernst (della quale alcuni collaboratori sono sotto inchiesta per associazione a delinquere legata al traffico illegale di animali, vedi la Padania del 22 maggio scorso) sarebbero stati appoggiati durante il loro percorso anche nel canile “Il Sorriso di S. Francesco”, nei pressi di Assisi, gestito dalla stessa Pro Animale, e che ricade sotto l’eccellente vigilanza dell’Asl2?
La notizia riportata settimana scorsa dal nostro quotidiano non ha avuto smentita. Che l’Umbria sia il crocevia compiaciuto di adozioni verso la Germania è un fatto. Così come è un fatto che anche istituzioni pubbliche, come sta emergendo dalle ricerche del nostro quotidiano- e delle quali a breve si darà più ampio e interessante dettaglio – abbiano approvato e sostengano le adozioni berlinesi.
Tutto ufficiale. Tutto legale. Anche i cani in vendita. Ma questo sarà oggetto di un prossimo approfondimento di Good morning Umbria.
Resta però subito da porsi una domanda: se è vero che un’amministrazione comunale e un’asl non hanno strumenti normativi per negare un ’ adozione all’estero, e se è vero che in Germania è “prassi” chiedere quale pegno e prova di serietà un pagamento per il ritiro di un cane italiano che, mentre staziona in un canile umbro convenzionato con canile sanitario, finisce nella vetrina in vendita di un canile tedesco…, c’è da chiedersi appunto se questa sia la via migliore per affrontare in Umbria il problema del randagismo.
E non sia, invece, una strada breve per “sbolognare via” i cani. È questa la filiera etica che propone la veterinaria pubblica in Umbria a sostegno delle pubbliche amministrazioni che non hanno idee migliori?
Sarebbe utile poter capire come e con quali intenzioni i 273mila euro di “tesoretto” della veterinaria pubblica in Regione si intendano investire nel contrasto al randagismo. Anche questo è un tema che Good morning Umbria affronterà a stretto giro di posta. Mentre resta come tarletto e come giallo, come filo rosso una vicenda che riguarda un piccolo cane che, tatuato e di proprietà di una struttura convenzionata in una città umbra, era “scomparso” per essere poi ritrovato più di due anni dopo nella felice oasi “Il Sorriso di San Francesco”, pure sterilizzato.
Una telefonata dell’Asl2 al legittimo proprietario riconduce il cane che si era un’altra volta “smarrito”. E così,il proprietario strada facendo si interroga sui legami tra la Pro Animale (che oggi come già scritto prosegue con l’Asl di Ischia le adozioni) di Assisi e il canile della stessa santa città, ma viene confortato dall’Asl2 che la Pro Animale lavora benone e che qualsiasi tipo di collaborazione possa esistere col Comune e il canile è ok.
E il tatuaggio del cane? «Non se ne erano accorti», spiega a la Padania ancora stupefatto il legittimo proprietario. Che, racconta ancora, viene interpellato per una richiesta di adozione. «Mi chiamano e dicono che una signora tedesca in questi anni si era affezionata a lui e piange.”
La risposta è secca secca: «E non vi siete chiesti in questi anni se piangeva l’italiano che lo cercava?». Semi-fine della storiella. Non se ne erano accorti. D’altra parte, seguire con attenzione e precisione le adozioni richiede tempo e massima dedizione. Può succedere, con tutti i microchip da passare a quegli adottanti…. uno magari scappa.
Intanto, “accontentiamoci” di tornare sui nostri vecchi passi, quelli che settimana scorsa hanno dato notizia del procedimento giudiziario in corso presso la Procura di Napoli su una serie di reati che vanno dall’associazione a delinquere al reato continuato al falso materiale e ideologico (per il reato di falso risultano indagati due veterinari dell’Asl Napoli 2 che operano a Ischia).
Ci sono novità? Ci sono novità. Ed è l’atto di diffida verso l’Asl Napoli 2 sul canile contestato a Panza, al centro della bufera giudiziaria, diffida avanzata in questi giorni dall’associazione Uomo natura animali di Ischia, già protagonista di numerose battaglie contro le spedizioni di animali da Panza verso la Germania, con la Fondazione Ernst prima e con la Pro Animale oggi.
La diffida, che era stata già inoltrata al sindaco, e ha come oggetto una questione della quale la Padania aveva già trattato, denuncia una presunta struttura abusiva entro la quale si sarebbe sviluppata l’attività del canile.
Cosa che appare difficile e incomprensibile da capire e che si spera sia frutto di errori di interpretazione da parte dell’associazione, visto che il Comune di Forio, e non solo quello, ha negli anni mantenuta viva una convenzione per la custodia degli animali, e visto che la stessa asl ha rilasciato regolari autorizzazioni sanitarie.
Vediamo alcuni passaggi della diffida che il nostro quotidiano è in grado di anticipare in esclusiva, certi che la Fondazione Ernst ieri e la Pro Animale campano-umbra oggi siano in regola.
Scriviamo campano-umbra visto che dal 2009 l’Associazione è anche iscritta al registro delle Associazioni riconosciute dalla Regione Umbria. L’iscrizione avvenne, ma ovviamente è una pura coincidenza, subito dopo una diffida inviata ai sindaci dei comuni del territorio di Assisi per invitarli a bloccare il trasferimento di 40 cani del canile di Ponte Rosso in adozione in Germania, mentre si ventilava che alcuni Comuni fossero interessati alla brava Pro Animale come potenziale gestore di strutture sul territorio.
Si legge intanto sulla diffida che «La struttura è nata inizialmente con un fabbricato composto da cantina al piano seminterrato e da abitazione al piano superiore costituita da camera da letto, soggiorno, wc e ripostigli (…). Tale fabbricato fu realizzato in ragione della concessione edilizia n. 91 del 29/11783 e in difformità della stessa, per cui in data 28/2/95 prot. 5373 è stata presentata al Comune di Forio domanda in sanatoria per gli abusi commessi, senza definizione alcuna.
Successivamente – si legge nella nota che porta come intestazione quella del legale dell’associazione, l’avv. Andrea Calandra del foro di Napoli – all’atto di due distinti sopralluoghi effettuati dall’asl veterinaria Na2, in seguito ai quali è stato rilasciato parere favorevole per il rilascio delle autorizzazioni sanitarie (il primo del 4/12/02 con nota n. 571 e il secondo del 18/8/03 con nota prot. n. 350), si evidenziava che la struttura era stata ampliata e comunque modificata nella sua interezza, senza alcun tipo di autorizzazione edilizia».
Perbacco, impossibile! Il Comune non può aver sbagliato. Ma la diffida non è dello stesso nostro avviso. E aggiunge: «In data 23/905 agenti del Corpo Forestale dello Stato sottoponevano a sequestro opere edili in corso di realizzazione all’interno della detta struttura».
Insomma, come stanno le cose? «Visto quanto comunicatoci dal responsabile della Polizia municipale ten. col. Giuseppe Russo, prot. 2184/R (atto del 4 maggio scorso e di cui la Padania è in possesso, ndr) “per le opere realizzate abusivamente sono state emesse regolari ordinanze di demolizione… attualmente la struttura sta aperta in forza delle due autorizzazioni rilasciate dal Comune di Forio”, le pregresse
autorizzazioni, rilasciate dall’Asl Na2, allo stato, sono da ritenersi illegittime e comunque prive di fondamento non essendoci mai stati i presupposti – secondo il legale dell’associazione – a fondamento delle stesse.
Di conseguenza – e chiude – anche quanto certificato dall’Asl Na2 Nord dipartimento di prevenzione Ischia è da ritenersi illegittimo».
E quindi? Quindi è stato chiesto di revocare le autorizzazioni sanitarie e di chiudere la struttura.
Più a Nord non c’è, nel caso la sfortuna si abbatta sulla generosa Pro Animale, la verde e accogliente Umbria e la galleria fotografica per la vendita dei “modelli”?
(88 – continua)
Viaggio nell’Italia bestiale a cura di Stefania Piazzo
OTTANTOTTESIMA PUNTATA
ASSÌ..SÌ!! I CANI DI ISCHIA PELLEGRINI DI S. FRANCESCO
CAMPANIA, UMBRIA, GERMANIA. ADOZIONI, FOTO, STRUTTURE DIFFIDATE
Le foto dei cani di un canile umbro in “vendita” nei siti tedeschi, con il placet delle istituzioni locali. Una nuova strada etica per sbolognare via il problema del randagismo
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LA PADANIA 22 MAGGIO PADRINI DI VOLO CANI DA ISCHIA ALLA GERMANIA E NESSUNO FERMA IL CHECK-IN
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