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Se cominci ad accarezzare un cane, avrai trovato un'occupazione per la vita
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Radio 24: La mamma del cretino è sempre incinta Risposta Radio24

febbraio 16, 2010 Da: Rosanna Marani Categoria: Aggiornamento, Battaglie email, Denuncia, Divulgazione, Lettera Non ci sono Commenti →

Aggiornamento

Ringraziamo per la risposta  Radio24

Suggeriamo maggiore conoscenza delle Leggi tutela benessere animale e Maltrattamento animale, maggiore attenzione alle tematiche animaliste e maggiore rispetto per la vita di ogni essere senziente, nonché la preghiera di dedicare spazio alla informazione sul marcio, collusioni, omissioni, inadempienze che regnano sovrane sulla vita e sulla morte di qualsiasi animale, reso schiavo dall’uomo. Senza alcun rispetto per la vita.

Chiliamacisegua

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Comunicato

Riceviamo, sottoscriviamo,  supportiamo, diffondiamo, divulghiamo questa segnalazione.

E’ gravissimo che un conduttore, esattamente come per il caso di Beppe Bigazzi, offra un esempio diseducativo e fuorviante.

Assolutamente inaccettabile in una società che deve tendere all’evoluzione e non al contrario.

Chiediamo la sospensione del conduttore, sanzione necessaria, chiediamo la stigmatizzazione e il cambio di rotta alla direzione di Radio24, che continuando in questo modo, affossa tutti gli sforzi di noi Associazioni, di noi volontari, di quei pochi giornalisti come Stefania Piazzo, che coraggiosamente vanno controcorrente nel pubblicare  le violenze, le collusioni e il marciume perpetrati nel mondo animale.

E dell’on Francesca Martini che si prende carico e impegno di far rispettare Misericordia e Legge.

La mamma del cretino è sempre incinta: l’aborto terapeutico è necessario, perché i cretini si estinguano!

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Da Collettivo Animalista

collettivoanimalista@hotmail.com;

Cari amici,
sappiamo ormai tutto della sospensione del “giornalista gastronomo” della Rai Bigazzi, che in diretta ha spiegato come cucinare i gatti, magnificando le proprieta’ delle loro carni, e raccontando di come tenerli per tre giorni in un torrente per renderli piu’ buoni.
Questa sera, (lunedi 15 Febbraio), sono state dette cose scandalose su Radio 24, nella trasmissione “La zanzara”.
Si tratta di un talk show radiofonico molto seguito, che parla di temi d’attualita’ e di politica, condotto da Giuseppe Cruciani, un giornalista che gioca a fare il “bel tenebroso” e fa’ del cinismo la sua cifra stilistica e la sua ragione di essere.
Cruciani ha presentato come fatto del giorno la sospensione di Bigazzi, dichiarandosi fermamente contrario alla decisione della Rai, e difendendolo a spada tratta.  E’ stato in questo aiutato dalle mail di alcuni ascoltatori, che d’accordo con lui, spiegavano dove e come si mangiano i gatti in Italia.
Lui stesso poi ha raccontato di aver mangiato carne di cane (Complimenti Cruciani!), sottintendendo che non c’e’ in cio’ nulla di sbagliato.
Ha poi risposto alla telefonata di un’ascoltatrice animalista e vegetariana, dicendo che non gli risultava che mangiare gatti sia un reato.
Questa e’ una cosa gravissima per chi come lui e’ un ascoltatissimo giornalista, e dovrebbe perlomeno informarsi riguardo ai fatti di cui parla in trasmissione, denotando una censurabile superficialita’.
Il Cruciani ha utilizzato come sottofondo della trasmissione la canzone “44 Gatti” a mo’ di scherno nei confronti di coloro che si erano offesi, e ha mandato in onda l’audio di un film di Lino Banfi in cui, appunto, si mangiano i gatti.
Con un tono sarcastico e divertito, ha difeso Bigazzi e sfottuto coloro che si sono indignati per la sua sospensione da parte della Rai.
Non e’ la prima volta che Cruciani parla cosi degli animali . Tempo fa aveva massacrato Michela Brambilla, rea di avere difeso in un talk show televisivo i cani randagi della Sardegna.
Anche Radio 24 e’ recidiva. Non piu’ di venti giorni fa in un’altra trasmissione chiamata “Melog”, il conduttore Gianluca Nicoletti aveva invitato a sparare ai cinghiali perche’ con le loro zanne (sigh), gli “facevano paura”.
Personalmente riteniamo che nessun animale andrebbe mangiato, ma almeno per quelli difesi dalla Legge ci dovrebbe essere piu’ attenzione.
Siamo purtroppo certi che persone come Bigazzi e Cruciani contribuiranno soprattutto in alcune zone d’Italia, a una mattanza di gatti da parte di chi li mangia abitualmente e si sentira’ legittimato a farlo, e da parte di menti deboli e prive di etica, che vorranno vedere come si fa.
Vi chiediamo di scrivere agli indirizzi:

gcruciani@radio24.it;

segreteria@radio24.it;

info@radio24.it;

gianfranco.fabi@radio24.it;

centralino@radio24.it;

melog@radio24.it;

ascaglioni@radio24.it;

sbarisoni@radio24.it;

dbiacchessi@radio24.it;

pceci@radio24.it;

marketing@radio24.it;

amilan@radio24.it;

redazioneprogrammi@radio24.it;
per spiegare a questo Solone che c’e’ una legge dello stato che protegge i gatti, e che il loro maltrattamento e la loro uccisione e’ un REATO PENALE, e che i gatti (come peraltro gli altri animali) sono esseri senzienti e intelligenti, capaci di provare emozioni e dolore, ALMENO quanto lui.
E spieghiamo a Radio 24 che sarebbe gradito un atteggiamento piu’ rispettoso della dignita’ e dei diritti degli animali non umani, soprattutto dei pochi che sono protetti dalle leggi dello stato.
C’e’ tra di noi chi passa la vita impegnando tutti le energie, i soldi e il tempo disponibili per proteggere altri essere viventi, e il loro atteggiamento indegno e superficiale distrugge in pochi secondi il lavoro di anni.
Grazie a tutti,
Collettivo Animalista
www.collettivoanimalista.org

Monte di Procida: Vietato dar da mangiare agli animali!

febbraio 10, 2010 Da: Rosanna Marani Categoria: Denuncia Non ci sono Commenti →

Altro Sindaco bizzarro, altro Sindaco Affamarandagi ! Commenti? Nessuno. Ci penserà il Tar a  cancellare l’Ordinanza.  Neppure i precedenti illustri, sbugiardati dal Tar, insegnano qualcosa a tale categoria di Sindaci!

Chiliamacisegua

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Aggiornamento 11 febbraio

http://www.newnotizie.it/2010/02/10/monte-di-procida-la-tristezza-di-una-non-cultura-600-euro-di-multa-a-chi-sfama-i-randagi/

Monte di Procida: la tristezza di una non cultura, 600 euro di multa a chi sfama i randagi

Evidentemente a volte la legge non esiste: Sembra non sia bastata l’esperienza fatta e poi subìta dal Sindaco di Brindisi Domenico Mennitti a Giugno 2009, quando, il suddetto ordinò il divieto assoluto di sfamare gli animali randagi, ordinanza poi sospesa dal tar della Puglia, su denuncia di Lav, Lac e e Lega Protezione Animali, con le seguenti motivazioni :   “ la mancanza di cibo può comportare un peggioramento delle condizioni degli animali, tale da determinare una perdita dell’abitudine del contatto con le persone ed una contestuale, specie con riferimento ai cani randagi, predisposizione ad aggregarsi in branco creando così un reale pericolo per la cittadinanza”

Nell’emettere la sua ordinanza da 600 euro a cranio, che chissà come mai, va a gravare  sul portafoglio delle persone più di buon cuore,è bene, On.Francesco Paolo Iannuzzi, Primo Cittadino di Monte di Pger”, S’intende invece trasferire gli animali vaganti (esseri “dotati” di una vita, sempre secondo la legge, oltre che secondo il buon senso) in strutture apposite, dove devono essere sfamati e curati, come ”l’essere” umani comanderebbe.

Anche non esistendo queste strutture, il Comune è comunque tenuto a provvedere al mantenimento degli animali sul territorio, inoltre il non dare da mangiare è visto come un maltrattamento anche secondo la legge(189/05) che , per chi non lo sapesse, punisce con sanzioni penali e pecuniarie chi la viola.

In sostanza, le ordinanze affama randagi sembrano il più delle volte fregarsene della legge, di più leggi , sia quella sul maltrattamento e conseguentemente l’uccisione, per fame, di animali, sia quella che riguarda gli obblighi di un Comune in materia di salute pubblica.

Tralasciando poi tutto il discorso chiamato comunemente “animalista“, ma che in realtà potrebbe essere definito anche “cristiano” piuttosto che visto come un insegnamento di Ghandi, o , molto più semplicemente  un aiutare chi è in difficoltà; sfamare un cane di Monte di Procida,come principio non è diverso da sfamare un bambino di Haiti, o un immigrato, o un senzatetto. Senza fare paragoni tra umani e animali, quelli citati sono tutti casi di esseri viventi bisognosi,niente di più, niente di meno.

A.S.

Repubblica Napoli

Dai cento ai seicento euro di multa a chi dà da mangiare ai randagi, cani o gatti che siano, e forse anche piccioni e passerotti. È la trovata del sindaco di Monte di Procida che vuole così “tutelare i pubblici spazi dal punto di vista igienico e sanitario da chi lascia cibo nelle strade”. Lo stesso provvedimento nei mesi scorsi è valso, oltre alla “gogna mediatica” a numerosi colleghi di Francesco Paolo Iannuzzi, parecchi annullamenti e pronunce contrarie da parte del Consiglio di Stato (per Galliate in provincia di Novara), del Tar della Puglia e del Tribunale di Siracusa. La Lega Antivivisezione definisce l’ordinanza illegittima — la legge regionale 16/2001 assegna proprio i randagi “al primo cittadino” che è responsabile della loro salute e ne è proprietario, quindi la contraddizione è palese. Dei randagi flegrei invece si occupa l’associazione Fido e dintorni, volontari che sopperiscono alle mancanze delle istituzioni: un caso molto comune in Italia. “Il sindaco piuttosto — dice in una nota Walter Caporale degli Animalisti Italiani onlus — individui dei luoghi dove somministrare il cibo”.

(s.cer.)

http://freebacoli.blogspot.com/2010/02/monte-di-procida-vietato-dar-da.html

martedì 9 febbraio 2010

Monte di Procida: Vietato dar da mangiare agli animali!

Con un’ordinanza sindacale, a Monte di Procida, si fa divieto alla cittadinanza di somministrare cibo a cani e gatti randagi del paese onde essere puniti con una sanzione pecuniaria dai 100 ai 600 euro, al fine di risolvere problematiche di carattere igienico-sanitario nelle pubbliche vie, piazze e spazi di verde attrezzato, causati da residui di cibo somministrati da privati cittadini.
Posto che i cani e i gatti randagi sono per legge di proprietà del Comune di appartenenza e che il Sindaco ha il dovere di prendersene cura, e posto che la somministrazione di alimenti agli animali possa essere svolta anche nel rispetto delle norme igieniche e secondo i principi di civile convivenza, lascia basiti come non si pensi a individuare e sanzionare con appositi provvedimenti comportamenti scorretti di alcuni cittadini e si pensi invece di emanare un’ordinanza volta al peggioramento delle condizioni degli stessi.
Ma veniamo alle regolamentazioni:
La legge Regionale 24 novembre 2001, n. 16 sulla “Tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo”, articolo 3, comma 4, così recita “Sono considerati maltrattamenti la violenza di ogni tipo, occasionale o abitudinaria, fame, sete“.

La Legge n.189/2004 , introducendo nel codice penale il Titolo IX bis ” Dei Delitti contro il sentimento per gli animali” detta una nuova disciplina diretta a garantire anche agli animali una tutela giuridica in quanto esseri viventi e come tali portatori di diritti individuali.
Posto poi che a Monte di Procida è prevista, secondo l’articolo 10 della Legge Regionale sui cani di quartiere, la reimmissione sul territorio dopo sterilizzazione, permettendo un risparmio alle casse comunali dei soldi di un rifugio, in che modo si pensa al sostentamento degli stessi, dal momento in cui viene loro privato l’aiuto spontaneo e gratuito di semplici cittadini?
Ma se da una parte c’è chi prende decisioni superficialmente, non curandosi di guardare al di là del proprio naso, dall’altra c’è chi da anni si batte con costanza e intelligenza per la salvaguardia e la tutela degli animali.
L’associazione “Fido e Dintorni”, presente sul territorio da più di cinque anni, si preoccupa tra le innumerevoli attività, di combattere il randagismo anche con campagne di sterilizzazione di cani e gatti, al momento effettuabili gratuitamente (per info contattare sig. Annamaria Savino: 081-8683409 o sig. Tina Elia: 081-8045443 ).
C’è chi si preoccupa quindi di salvaguardarne la salute (la sterilizzazione, sopratutto se eseguita prima del primo calore riduce quasi a zero il rischio che le femmine in età adulta sviluppino tumori mammari, annulla la possibilità di insorgenza di neoplasie ovariche e uterine e di piometre), di garantirne una migliore qualità della vita e di dare una chance agli ospiti dei rifugi di trovare una famiglia, c’è chi invece in barba al buonsenso, calpestando i diritti di chi non ha voce, decide di affamarli.

Alessandra Sagliocchi
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2010/10-febbraio-2010/sfami-randagi-seicento-euro-multa-1602438530467.shtml

Vale per cani, gatti e i colombi

Sfami i randagi? Seicento euro di multa

Monte di Procida, ordinanza del sindaco «per fronteggiare problemi di carattere igienico»

NAPOLI – Vietato rifocillare i randagi. Chi sgarra paga multe salatissime: da 100 a 600 euro. L’ordinanza del sindaco di Monte di Procida (Napoli) parla chiaro. La scure delle sanzioni amministrative si abbatterà su «chi dà da mangiare in strada, o nei parchi, a cani e gatti randagi e ai colombi».

NELLE PIAZZE E NEI PARCHI - «Il ricorso al provvedimento – si legge nell’ordinanza – è spiegato con la necessità di fronteggiare problemi di carattere igienico sanitario in alcune pubbliche vie, piazze e spazi di verde attrezzato, causati da residui di cibo che vengono somministrati a cani e gatti randagi e ai colombi da privati cittadini». Fantasticando, si potrebbe immaginare a questo punto la replica del sindacato dei cagnolini che, in un duro comunicato, va giù sarcastico: «Sindaco, adesso verremo a mangiare a casa sua?».

Redazione online
10 febbraio 2010


SINDACO COMUNE DI MONTE PROCIDA NAPOLI

Franco Iannuzzi PDL
segretario@comune.montediprocida.na.it;

Ho appena scoperto che il sindaco di Monte di Procida, Franco Iannuzzi è entrato nel Club dei Sindaci Affamarandagi d’Italia, emanando un’ordinanza già sperimentata da altri Sindaci, che l’hanno dovuta ritirare immediatamente!

L’Ordinanza( http://88.59.107.69/monteprocida/index.php?option=com_docman&Itemid=361)
prevede una MULTA per chi dà da mangiare ai cani e gatti randagi del paese.

Questa ordinanza è ILLEGALE

LA LEGGE REGIONALE CAMPANA 16/01 Art. 3 comma 4 RECITA:

4. Sono considerati maltrattamenti la violenza di ogni tipo, occasionale o abitudinaria, fame, sete.

Peraltro è doppiamente coglione in quanto a Monte di Procida è prevista la reimmissione sul territorio: cioè i cani vengono presi, sterilizzati e rimessi dove stavano.

In questo modo il Comune RISPARMIA i soldi del canile (100 euro al mese per ogni cane) e affida alle volontarie il sostentamento dei cani stessi.

Questa procedura è prevista dalla Legge Regionale Art. 10 sui cani di quartiere: che fa? prima fa rimettere i cani sul territorio e poi li fa morire per fame?

Se volete il testo della denuncia, ve lo scrivo io.

Tenetemi aggiornata per posta o per tel: 329 29 77 084

Marianna Guaccio

mariannaguaccio@fastwebnet.it

LETTERA DI MARIANNA GUACCIO

Al Sindaco di Monte di Procida Francesco Paolo Iannuzzi

Con la presente la informo che, avendo preso contatti con avvocati del settore della tutela del benessere animali, sto per procedere ad un ricorso al Tar avverso l’ordinanza che impedisce di sfamare cani e gatti randagi sul territorio di Monte di Procida.

Trovo estremamente grave da parte di un sindaco l’ignoranza della Legge.

La Legge regionale Campana 16/01 recita infatti:

Art. 3

Misure di protezione

4. Sono considerati maltrattamenti la violenza di ogni tipo, occasionale o abitudinaria, fame, sete,

incrudelimenti con fruste, pesi e finimenti, eccessi di fatica, lavoro non adeguato all’età e allo stato di

salute, le condizioni di vita che ne impediscono la deambulazione e lo sviluppo delle ordinarie attività

fisiche, la somministrazione di droghe e/o di farmaci senza controllo veterinario, qualsiasi pratica clinica

o chirurgica esercitata da persone non abilitate all’esercizio della professione medico-veterinaria.

Ed ancora:

Art. 10

Cani di quartiere.

3. I cani di quartiere devono essere vaccinati e sterilizzati dal servizio veterinario dell’A.S.L. competente

per territorio o da medici veterinari convenzionati.

4. I cani di quartiere devono essere iscritti all’Anagrafe canina, tatuati o riconosciuti a nome del Comune

di appartenenza e portate un segno di riconoscimento ben visibile.

Nel Comune di Monte di Procida è tuttora prevista la reimmissione sul territorio per i cani sterilizzati.

Art. 11

Protezione dei gatti in libertà.

1. I gatti che vivono in libertà sono tutelati dalle Istituzioni.

2. È vietato a chiunque maltrattare o spostare dal loro territorio singoli gatti o colonie feline che vivono in

libertà.

Le invio, inoltre, come testimonianza di ordinanze identiche già sospese, la seguente rassegna stampa:

http://www.diariodelweb.it/Articolo/Animalia/?d=20090327&id=77033

http://www.chiliamacisegua.org/2009/01/28/sospesa-lordinanza-affamarandagi/

Saluti

Marianna Guaccio

Diritto di dare cibo ai gatti randagi

Milano (17 NOVEMBRE 2009)

Il primo round davanti al tribunale civile di Milano lo hanno vinto i gatti per KO tecnico. Il processo davanti alla XIII sezione civile del tribunale di Milano vedeva loro malgrado i gatti della colonia felina del super condominio di Via Mar Nero imputati in quanto accusati da una coppia di condomini di cacciare abusivamente i topi  nelle cantine del palazzo, ma cosa ancor più grave i gatti erano accusati di aver sistemato le loro cucce confortevoli nelle quali passare le stagioni fredde nello spazio condominiale comune, cosa questa che proprio non è andata giù alla coppia di condomini che non potendo portare direttamente i gatti in tribunale, ha visto bene di portare i gattari che storicamente si occupano di questa piccolissima colonia e per buon conto di chiedere oltre alla rimozione delle casette e l’allontanamento dei mici anche un risarcimento morale agli altri 500 condomini del supercondominio di via Mar Nero e via Nikolajewka.

Dopo tre anni di discussione è arrivata la sentenza di primo grado emessa dalla dottoressa Sabrina Bocconcello della XIII sezione civile del tribunale di Milano con la quale i gatti hanno vinto alla grande il primo round. Nelle undici pagine della sentenza numero 12370/09 si riconosce ai gatti il diritto di vivere nel palazzo (e quindi la caccia ai topi in cantina non è atto abusivo), ma la sentenza con un passaggio storico riconosce anche il diritto della famiglia di gattari a lasciare le casette al loro posto dove i gatti potranno continuare a vivere comodamente.

11 pagine di sentenza senza precedenti quella del tribunale di Milano che richiama per la prima volta le normative della legge 281 riconoscendo che i gatti sono animali sociali che si muovono liberamente su un determinato territorio radunandosi in gruppi  denominati colonie feline, pur vivendo in libertà sono stanziali e frequentano abitualmente lo stesso luogo pubblico o privato, creandosi cosi un loro habitat ovvero quel territorio, o porzione di esso, pubblico o privato, urbano e no, edificato e non, nel quale vivono stabilmente. Nessuna norma di legge né nazionale né regionale proibisce di alimentare gatti randagi nel loro habitat. Secondo detta normativa i gatti che stazionano e/o vengono alimentati nelle zone condominiali non possono essere allontanati o catturati per nessun motivo.

ORDINANZA IN PDF DA SCARICARE

LA PADANIA 7 FEBBRAIO 2010 Cosa è successo davvero dentro Cicerale?

febbraio 06, 2010 Da: Rosanna Marani Categoria: Canili lager, Denuncia, Divulgazione, Giornali e riviste Non ci sono Commenti →

LA PADANIA 7 FEBBRAIO 2010

Cosa è successo davvero dentro Cicerale?  Nei processi dei reati prescritti, delle truffe tentate?

E dentro l’inceneritore? Cosa entrava, quanto bruciava, quanti cani sono passati per il camino?

Quanta moneta sporca ha fruttato ad un privato, l’ignoranza, l’amicizia dello Stato tra Asl pasticcione, la coincidenza delle parentele, i Sindaci indifferenti  e gli appalti vinti senza requisiti?

Questa, che Chiliamacisegua divulga, è la prima inchiesta giornalistica minuziosa e documentata che prende in mano sul serio le carte di Cicerale, le mette insieme una dopo l’altra,  che interroga

il Viminale e il Ministero della Salute sui 15 anni del canile più discusso d’Italia.

Questa è la vera storia dell’orrore di Cicerale.

Sotto gli occhi di tutti coloro che vorranno e sapranno leggere. E farne l’uso che si deve.

E questo che leggete su la Padania dell’7 febbraio 2010, a firma di Stefania Piazzo, non e’ un articolo:

E’ UNA BOMBA!
Il coraggio di Stefania ha acceso la miccia.
Ad orologeria, a tempo.
Siamo qui a volerci godere lo spettacolo. Delle risposte e dei provvedimenti.
Beh è arrivata finalmente quell’ora:

Stato fai lo Stato, salva la giustizia che da queste parte è ancora costretta a battere i marciapiedi!
Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

FEBBRAIO

07 febbraio

*VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE SEDICESIMA PUNTATA

*STORIA INEDITA DI UN SISTEMA 1


Indicazione per Cicerale

07 febbraio

*I CANI NON TORNANO MUORI CHE TI PASSA

*STORIA INEDITA DI UN SISTEMA 2


La ciminiera di Cicerale

PDF1 PDF2

NOTA
CHILIAMACISEGUA VI SEGNALA  I LINK DEGLI ARCHIVI DE LA PADANIA 2008 2009 2010  CHE COMPRENDONO TUTTI GLI ARTICOLI DENUNCIA DI STEFANIA PIAZZO.

CHILIAMACISEGUA

www.chiliamacisegua.info

CHI DESIDERA RICEVERE GLI INDICI IN WORD O IN PDF E’ PREGATO RICHIEDERLI A info@chiliamacisegua.org

http://www.chiliamacisegua.info/la_padania_2008.html

http://www.chiliamacisegua.info/la_padania_2009.html

http://www.chiliamacisegua.info/la_padania_2010.html

PER UNA LETTURA COMODA

CICERALE STORIA INEDITA DI UN SISTEMA

Un inceneritore nel Comune in cui bruciare, eventualmente, la droga sequestrata. Un canile con e senza autorizzazioni. Fatture di accalappiamenti tutte da verificare. Un processo per reati tributari verso i comuni convenzionati, reati finiti in prescrizione (correvano gli anni 1994 e 1995 e si parlava di fatture emesse per operazioni in parte o in tutto inesistenti o con importi superiori…).

E, ancora, altri pagamenti incassati  a fronte di nessun sindaco che andò a sbirciare quanto cani erano stati catturati nei furgoncini.

Nessuna ulteriore verifica tributaria.

Perché? Tanti processi per maltrattamento.

Perché? Appalti vinti senza requisiti.

Perché?

E poi? Varie ed eventuali.
Si può scrivere? Bisogna scrivere.

La storia di Cicerale è scolastica, didattica, perché insegna come funziona in Italia il sistema canili, il meccanismo delle convenzioni, delle autorizzazioni. Quando ci sono. Dei cani accalappiati in abbondanza, magari sempre quelli, pagati sull’unghia dai comuni, che non controllavano se quanto pagavano corrispondeva alla pesca miracolosa del furgoncino.

Ed è un sistema sublime da scoprire visto che la premiata ditta Cicerale si aggiudicava gli appalti, al ribasso anche del 54%, senza presentare tutte le carte ma solo quelle per “allevamento e addestramento cani” intestata al padre e non al figlio titolare.

Cosa ben diversa dal fare canile. Come dire: faccio l’esame da ragioniere e mi danno la laurea.

Nel Cilento fa lo stesso. A tutti andava bene così. Nessuno faceva una visura camerale. Così, fino al 2004, si accalappiava.

Zitti e ciccia. Bastava la medaglia alla memoria per avere un tempo allevato cani.

Il curriculum del padre per promuovere il figlio.
Cicerale è anche un sistema affascinante da indagare per tutte quante le realtà e le coincidenze collaterali che ruotano attorno a questo mondo nascosto non a caso su una montagna.
L’INCENERITORE
Partiamo dalle ceneri della fenice.
Di Cicerale era il pusher, Gianguerino Cafasso, omonimo dei gestori Cafasso del canile, assassinato l’estate scorsa, che riforniva di droga gli ambienti della Roma politica di Marrazzo.
A Cicerale-Cicerazzo c’era e c’è un inceneritore, autorizzato (ma anche no), dentro il canile, che le forze dell’ordine guardavano con interesse per  le partite di droga sequestrate da incenerire.

Si capisce, è prassi. Ma fin lassù non era scomodo? Forse no.

Sicuramente un registro di carico e scarico di queste cose esisterà, semmai si volesse capire quanto è entrato e uscito. Eventualmente forse.
Un momento di silenzio anche per i poveri cani. Pace all’anima loro e alle loro pance aperte e chiuse.

Polvere siamo e polvere ritorniamo, nulla si crea, nulla si distrugge, a Cicerazzo.
L’inceneritore, il suo ruolo, il suo uso, il mistero di come per 15 anni il sistema Cicerale sia sopravvissuto nonostante tutti i temporali…

La chiave di lettura sta tutta qui? Di sicuro nessuno rompeva le scatole a Cafasso, di certo nessuno dei 97 comuni convenzionati discutevano le sue condizioni.

E di certo la giustizia non infieriva. I cani riempivano il canile, i cani passavano per il camino, i cani stavano tutti bene.

Un controllo ambientale di polizia all’interno della struttura dell’inceneritore? Macchè. E anche se l’allora procuratore capo di Vallo della Lucania (che si favoleggia pure parente di un’ex custode giudiziale della struttura, ndr) era stato interpellato, che bisogno c’era di andare proprio a verificare? Solo “sentito dire”.
Intanto la camorra ogni tanto faceva sparire qualcuno, roba da Chi l’ha visto. Dalle parti anche di Cicerale.

Quante ne avrà sentite raccontare anche l’inceneritore di storie portate dal vento.
SENZA AUTORIZZAZIONE
Un giorno qualcuno s’incazza. È il titolare della ditta Iguazu srl. Partecipa all’appalto per la “Convenzione per la custodia e mantenimento invita dei cani randagi” del Comune di Battipaglia.  Cafasso vince, ma l’altro concorrente ricorre al Tar. E che porta in Tribunale per sconfiggere il sistema-Cicerale?

Una cosa tanto banale quanto normale da verificare anche per il Comune: i requisiti. Nel luglio 2003 parte la corsa all’appalto. A novembre il Comune stringe la mano al vincitore Cafasso. Ma le carte non tornano. L’Iguazu si appella al Tar.

Che c’entrano gli attestati di servizi svolti per alcuni enti e l’attesto Enci del padre con il servizio richiesto da Battipaglia? Proprio niente. Proprio niente.

Eppure la commissione di gara confermava di nuovo, nonostante il primo ricorso, la ditta Cafasso. Ma allora il Comune di Battipaglia se la stava proprio cercando?

Per forza! Perché il certificato rilasciato dalla Camera di commercio il 3 novembre 2003 scriveva che la ditta Cafasso risultava sì iscritta ma solo per “allevamento e addestramento cani”.

E non per il servizio di ricovero e custodia come chiesto dal bando di gara. Di più, un anno dopo la vincita, Cafasso manco per sogno aveva ancora prodotto la certificazione  contributiva all’Inps.

Ma Battipaglia ci riprovava e chiedeva alla Camera di Commercio se essendo iscritto come “piccolo imprenditore”, Cafasso non potesse proprio tenersi quell’appalto. Duri, a Battipaglia!
E la Camera di Commercio, bocca della verità, spiegava ai tardoni del Comune che i requisiti per il ricovero e la custodia e il sostentamento dei cani sono soggetti al rilascio di un’autorizzazione sanitaria fornita dall’Asl.
Intanto, grazie alla grana di Battipaglia e dopo che il Tar boccia Cafasso, si scopre che la ditta ha iniziato l’attività il 19 luglio 1989! Oggetto:  allevamento e addestramento cani.

(Un’ altra chicca però ci sta: con dichiarazione sostitutiva Mauro Cafasso dichiarava di aver svolto servizio di allevamento cani dal 1975 al 1989 con riconoscimento di affisso Enci. Ovvero, dall’età di 10 anni, visto che Mauro nasce il 24 febbraio 1965, ndr).
Dall’11 marzo 1995 la ditta fa custodia dei cani randagi; dal 17 giugno 1998 fa incenerimento delle carcasse; dal 1° marzo 2004 svolge accalappiamento dei randagi e dal 24 febbraio 2005 incenerisce anche animali di media e grande taglia. Mammiferi.
ACCALAPPIO L’APPALTO
Agli atti l’attività procede con iscrizioni a singhiozzo. Eppure il canile ha svolto attività di mantenimento, custodia, cura e accalappiamento anche negli anni precedenti.

Per chi e quando? Usl 60 di Agropoli, anni dall’89 al ’94. Usl 56 di Oliveto Citra, anni dal ’92 al ’94. Asl Sa/2, anni dal ’95 al 2003. Asl AV/1 di Ariano Irpino maggio 2002-2003; Comune di Napoli anni 2001-2002 e Procura di Napoli anni 2002-2003. Pure l’accalappiamento, che non era registrato alla Camera di Commercio, per conto della Procura!!

Grandissimo Cafasso.
Tiriamo le somme: per oltre 16 anni dal 19 luglio 1989, inizio dell’attività dell’impresa al 9 dicembre 2005, giorno in cui Cafasso viene autorizzato almeno per l’accalappiamento dei randagi, Mauro Cafasso non risultava iscritto alla Camera di Commercio di Salerno né per l’accalappiamento né per la custodia.
Se l’autorizzazione sanitaria dell’Asl (quella che esibisce Cicerale è la n. 3659 del 1° marzo 1995 per la sola custodia dei cani, in barba alla nuova legge regionale 16/2001, art. 7 e 8 per i nuovi requisiti dei rifugi) è strettamente legata al tipo di iscrizione alla Camera di Commercio, in tutto questo lungo arco di tempo Cicerale si è aggiudicato  appalti in un centinaio di comuni del salernitano e oltre, pur non essendo in possesso dell’iscrizione camerale?

Comuni interessati, Asl e chissachì non hanno mai sollevato mai obiezioni in merito.

Che ne pensa il ministro dell’Interno, Roberto Maroni?
FATTURE A PROCESSO
Reati prescritti, reati depenalizzati. Truffa non andata a segno perché le false fatture tornarono impagate dai Comuni che dovevano sborsare i soldi. Dunque truffa non andata a buon fine e non punibile. Morale: assolti per non aver commesso il fatto (tentato).

Corre l’anno 2004 e il tribunale di Vallo della Lucania chiude un capitolo processuale contro Mauro e Giovanni Cafasso. Le accuse: «evadere le imposte sui redditi (..)» con «fatture per operazioni in parte o in tutto inesistenti o recanti l’indicazione dei corrispettivi o dell’Iva in misura superiore a quella reale o utilizzando lo stesso documento fiscale per diverse operazioni». O «per prestazioni non chieste dall’ente», si legge nell’imputazione.

Ma… le fatture non andarono a buon fine. E quel che «era penalmente rilevante non ha più tale rilevanza alla luce del d.lgs 74/2000».

E il fatto, quindi, non costituisce reato. Quanto la tentata truffa «il reato si è estinto per  intervenuta prescrizione alla data del 2/4/2003».
COINCIDENZE
Almeno fino al 2006 Mauro Cafasso risultava consigliere comunale a Cicerale, Comune dove sorge il canile e per il quale vince a ripetizione l’appalto per l’accalappiamento e il mantenimento dei cani.

Coincidenza..
È anche consigliere della Comunità Montana di Alento-Montestella, con comuni convenzionati per il canile.

Coincidenza.
Il responsabile del dipartimento di veterinaria e direttore del servizio di sanità animale Asl Salerno 3 è il dr. Domenico Nese. Il fratello, dr. Aureliano Nese, è stato direttore sanitario del canile di Cicerale.

Coincidenza.
Il dr. Alfonso Nigro, in merito alla capacità ricettiva del canile (documento del 6 marzo ’06, in risposta ai Nas che chiedono quanti cani possa contenere Cicerale, e al quale risponde gli attuali «2.250 (…)», anche se «lo spazio a disposizione poteva consentire il ricovero di un numero maggiore ma questo comporterebbe maggiori problemi di gestione», ndr), si presenta come medico veterinario dirigente del distretto 108 di Agropoli, responsabile Asl Sa3 per la vigilanza permanente presso la struttura in oggetto specificata e si firma “veterinario responsabile del canile”.

Nigro, durante il periodo di sequestro del canile, risulta essere stato nominato Ctu dal Tribunale di Vallo della Lucania: suo compito era la verifica del rispetto del benessere animale all’interno del canile.

Coincidenza.
Si favoleggia che la moglie del veterinario sia figlia di un noto giudice della Corte di Cassazione. Anche fosse, non è  reato essere parenti.

Ma coincidenza.
Due dei tre dipendenti del canile (tre per quando ce n’erano 1676), ovvero Bruno Cantarella e Mario Luca Cantarella, sono imparentati con un omonimo ex pm a Vallo della Lucania, ora in forza a Salerno. Anche questo non è reato.

Coincidenza.
I CANI NON TORNANO
Verbale dei Nas del 23 febbraio 2006: presenti 1.676 cani. Venti giorni prima i  Nas ne documentano 1700, 1350 adulti e 350 cuccioli. In una lettera a Repubblica il 22 giugno 2006 Cafasso parla di 1.000 cani.

Il dr. Nigro, in una comunicazione del 6 marzo parla di «2250 cani». Secondo i Nas la superficie di Cicerale è di 22.400 mq. Cafasso, in una lettera del 24 novembre 1995 al quotidiano “Cronache del Mezzogiorno”, parla di «circa 36mila mq con 200 cani come verificato dai Nas di Salerno qualche mese addietro». In pratica i cani in dieci anni sono passati da 200 a 2000, in controtendenza rispetto ai rifugi che offrono maggiore spazio per ciascun animale ospitato.

A Cicerale gli animali crescono del 1.000 per cento.
I CONTI, CHE BARBA
Mortalità a Cicerale fa rima con incongruenze. Vai tu a capire perché.

Quanti cani entrano, quanti ne vengono accalappiati e per il cui servizio i Comuni pagano la ditta Cafasso?

Dati non recenti ma illuminanti, per capire come al solito il funzionamento del sistema-Cicerale. L’Asl Sa2 distretto di Eboli certifica al 14/5/05, che «i cani accalappiati dal 1/1/01 al 12/12/03 sono 590».  poi, «dall’1/1/04 al 15/03/05 sono stati 322». In comunicazione  della Polizia municipale di Eboli invece al «31/8/05 ne risultano 291».

Sommando i 590 cani accalappiati a Eboli dal 1° gennaio ’01 al dicembre ’03, i circa 93 nel 2004 e i 217 nel 2005, i cani di Eboli risultano un terzo di quanti dovrebbero essere: 291 anziché 900.

Eboli ha pagato cani fantasma mai accalappiati? Ha mai verificato il Comune?
Dove stava la “gabola”?

Nel pagamento forfettario. Appalti un tot per cane e un tot per il mantenimento.

Chi aveva cura quindi di contare cosa entrava?

La convenzione firmata a Eboli, come quella del Comune di Buonabitacolo fissava all’art.5 che «il costo della custodia è pari a euro 1549,37 e quello della rimozione e distruzione delle carogne nella misura forfettaria in euro 200,63, per complessivi euro 1.750 al mese».

A tutto ci pensava Cafasso.

I numeri degli accalappiamenti però sono impressionanti: a Giffoni Valle Piana 90 randagi nel 2003; dal 3/01/05 al 29/12/05 tra Campagna, Eboli, Serre, Altavilla Salentina e Sicignano ne vengono presi 405; altri 92 nel medesimo periodo solo a S. Cipriano Picentino, altri 67 a Montecorvino Pugliano e 111 a Montecorvino Rovella.

Solo in questo Comune, record dei record, in un solo giorno ne risultano accalappiati il 23 maggio ’05 ben 30. Tutti in due furgoncini. Un bottino!
Ebbene, con i dati, incompleti, di questi cinque comuni  e il distretto di Eboli, rispetto ai cento comuni circa convenzionati, dal 1 gennaio ’01 al 29 dicembre ’05 la presenza dei cani dovrebbe superare le 1.400 unità, cifra in contrasto con i dati dei Nas del 23 febbraio ’06 (1676 cani presenti).
Di più. Nella fattura che Cafasso si accinge a presentare a Eboli per la tranche novembre 2004-gennaio 2005, risultano in vita 199 cani dei 912 portati in canile a partire dall’1/1/01.

E gli altri?
MUORI CHE TI PASSA
Schede di rilevamento dell’Asl Sa3, anno 2006. Esemplificativo.

E occhio alla mortalità!
A gennaio 2006, 1.746 cani, 213 accalappiati, 310 morti.

Febbraio: 1.672 presenti, 255 morti.

Marzo: 1.786 cani, 208 morti.

Aprile: 1.745, 237 morti.

Maggio: 1.763, 402 morti.

Giugno: 1.682 cani, 350 morti.

Luglio: 1709 cani, 299 morti.

Agosto: 1.691 cani, 325 morti.

Settembre: 1.691 cani, 325 morti.
Dall’analisi comparata dei dati del registro di carico e scarico  ecco le  cifre:  cani sani entrati 863; cani malati entrati 810, totale 1.673.

Cani sani usciti: 200; cani malati usciti 616, cani soppressi 60, totale 876.

Restano vivi in canile i 797 cani entrati più quelli in essere al 31 dicembre ’05, 1.763.

Ma al 3 ottobre 2006 nel canile dai registri telematici risultano presenti 2.560 cani.

Chi pagava? C’è discordanza numerica tra le entrate mensili dei registri e il resoconto del dr. Nigro: 1.481 contro 2.756.

Secondo Nigro i cani morti e inceneriti sono stati nel 2006 2.711, quelli affidati 124.
Secondo il registro telematico al 3/10/06: 1.673 entrati, 876 usciti, 797 in vita, affidati 124.

Totale 2.436 cani presenti.
Secondo Nigro, riepilogo: entrati 2.756, usciti 2.711, in vita 45. In esistenza 1.763, affidati 124.

Totale cani presenti 1.683.
Una tombola.

A nessuno è venuto in mente di percorrere la strada dei controlli tributari, fiscali, delle corrispondenze tra cani pagati, cani accalappiati e fatture emesse?
La struttura di Cicerale è agli sgoccioli, oggi.

Ma Cafasso o chi per esso continua ad accalappiare e a destinare i randagi in altre strutture.

Sue o di persone fidate poco conta.

È semplicemente il sistema che si riproduce.

Più che i Nas, serve la Guardia di Finanza dentro i canili.

Una nuova alleanza col ministero della Salute è la via da percorrere.

Un vero inferno…..ecco il volto di un canile del Salento Servizio di Striscia la Notizia 25 gennaio

gennaio 15, 2010 Da: Rosanna Marani Categoria: Aggiornamento, Barbarie, Battaglie email, Canili lager, Denuncia, Divulgazione Non ci sono Commenti →

AGGIORNAMENTO 26 GENNAIO

http://www.chiliamacisegua.org/2010/01/26/interrogazione-a-risposta-scritta-on-barbara-mannucci-per-tricase/

AGGIORNAMENTO 25 GENNAIO

STRISCIA LA NOTIZIA

Una questione di cani

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2010_01_stop25.flv

Edoardo Stoppa si è occupato di come vivono in un canile gli amici a quattro zampe

I FATTI

AGGIORNAMENTO 22 GENNAIO

RICEVIAMO E DIVULGHIAMO

La nostra Associazione Freccia 45 ha proceduto legalmente contro il gestore del Canile di Trecase per i reati di cui all’art art. 544-ter Codice Penale, MALTRATTAMENTO ANIMALI.

Cordiali saluti,

Susanna Chiesa

Presidente FRECCIA 45

E.mail: susannachiesa@libero.it

www.freccia45.org

COSI’ NE PARLANO

http://chiliamacisegua.wordpress.com/2010/01/25/la-padania-24-gennaio-tricase-tre-inferni/

LA PADANIA 24 gennaio

VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE QUATTORDICESIMA PUNTATA

TRICASE, TRE INFERNI

Nel canile del Salento tutti stanno bene, come al solito

http://www.belpaeseweb.it/default.asp


Se questo è un cane
[22/01/2010] In copertina
Il blitz di Striscia la Notizia nel canile di Tricase lunedì scorso ha reso evidente una realtà drammatica e purtroppo diffusa, fatta di maltrattamenti, strutture inadeguate, pessime condizioni igieniche. Il tutto spesso “coperto” da una rete di omertà e indifferenza. Le associazioni animaliste, oltre a richiedere il rispetto delle leggi vigenti, sottolineano l’importanza di una visione più moderna del concett…


http://www.ecoblog.it/post/9667/canile-lager-del-salento-al-comune-di-tricase-e-tutto-regolare

Canile Lager del Salento, al Comune di Tricase è tutto regolare

da Marina

Dopo aver pubblicato il post sulle presunte condizioni del canile lager di Tricase in provincia di Lecce, ho telefonato in Comune per chiedere maggiori informazioni sulla situazione. Non sono riuscita a rintracciare il sindaco ma Concetto Scuderi funzionario dell’Ufficio Ambiente che mi ha dato le risposte che vi riporto.

Ammette- Scuderi che il canile è sovraffollato, ma che comunque non vi sono né problemi di cibo né di pulizia. Spiega che serve più comuni e non solo quello di Tricase. Delle condizioni dei cani specifica, che quelli fotografati non appartengono a Tricase e che sono cani malati perché già portati al canile in quello stato.

Mi dice Scuderi:

Il cane che vedete nella foto con la zampa gonfia soffre di una neoplasia, mentre il cane con gli occhi ridotti in quel modo ha la leshmaniosi. Il cane glabro soffre di alopecia. La Asl deve ricoverare in canile tutti quei cani malati, incidentati o pericolosi. Dunque in canile si troveranno sempre cani con problemi di qualche tipo. Purtroppo sebbene i veterinari poi, per la maggior parte dei casi li guariscano sono costretti a rimanere in canile perché per legge poi non li possiamo più liberare finché non sopraggiunge un adozione. Al canile c’è un cane dolcissimo ospite in gabbia da 8 anni. Ecco, forse questo è il vero scandalo: una legge che ci costringe a tenere detenuti cani sani e tranquilli.

Tra l’altro mi spiega che le foto pubblicate sono state ottenute con un escamotage e non da volontari che lo frequentano. Infatti, al canile si sono presentate due persone che hanno dichiarato di aver perso un cane e hanno chiesto di poterlo cercare. Nessuno ha mosso obiezione e dunque sono stati lasciati liberi di girare tra le gabbie. Invece, a proposito della visita di Edoardo Stoppa di Striscia la notizia, il cui servizio sebbene girato il 14 gennaio non è andato ancora in onda, spiega Scuderi che a loro è stata rivolta solo una domanda: se fossero in regola con i pagamenti delle rette di mantenimento per i cani. Mi ha detto Scuderi:

Il Sindaco, anche senza richiesta formale, ha mostrato i documenti che attestano la regolarità dei nostri pagamenti. Comunque, tengo a chiarire che il proprietario del canile, anche se da altri comuni non sta ricevendo le quote certamente non lascia morire di fame i cani. Inoltre la Asl è continuamente presente così come il nostro comune impegnato a visionare che ai cani non sia fatto mancare nulla.

Aggiunge Scuderi che il loro sogno sarebbe un canile a stabulazione libera. Per ora, però il progetto resta un sogno perché intanto la retta mensile per ospitare i cani di Tricase è piuttosto elevata e inoltre puntano a fare prevenzione sul territorio. La richiesta è quella di un gruppo di agenti per la polizia ambientale poiché i pochi vigili urbani non riescono a stare dietro alle continue infrazioni.

Mi spiega Scuderi:

I reati che vorremmo colpire sono tanti: dalle deiezioni dei cani per strada, cani, si badi, non randagi ma al guinzaglio con accompagnatori che si disinteressano poi di raccogliere gli escrementi allo sversamento illegale di rifiuti in zone che abbiamo appena terminato di bonificare.

Ma per fare ciò ci vogliono sia soldi sia la collaborazione dei cittadini e per ora a Tricase fanno un passo alla volta e inizieranno nei prossimi mesi a divulgare tra i concittadini la cultura del rispetto degli animali per evitare aumenti la popolazione dei cani randagi a causa degli abbandoni estivi. Intanto sul sito del Comune di Tricase è stato lanciato già lo scorso novembre (dunque in tempi non sospetti) l’appello per adottare uno dei tanti cani di quello che sarebbe un canile lager (in alto la foto dei cani adottabili).

Aggiornamento 20 gennaio

UN VERO INFERNO…..ECCO IL VOLTO DI UN CANILE DEL SALENTO: TRICASE (LECCE)
IERI MATTINA LE TELECAMERE DI STRISCIA LA NOTIZIA CON EDOARDO STOPPA SONO ENTRATE IN QUESTO CANILE E HANNO RIPRESO TUTTO QUELLO STRAZIO.DEI CANI CHE AVEVO FOTOGRAFATO NE MANCAVANO ALCUNI E I CUCCIOLI APPENA NATI CHE DORMIVANO TREMANTI SUL CEMENTO E NELL’ACQUA ERANO SPARITI.
ORA NON POSSIAMO FERMARCI, DOBBIAMO ANDARE AVANTI PERCHE’ I RESPONSABILI PAGHINO. DEVONO RISPONDERE TUTTI COLORO CHE HANNO PERMESSO CIO’, ALTRIMENTI SARA’ TUTTO INVANO. DOBBIAMO FARE PRESTO O ANCHE GLI ALTRI SPARIRANNO E AI CONTROLLI CHE CI SARANNO TUTTO SARA’ IN ORDINE, TUTTO IN REGOLA, TUTTO SENZA MACCHIA.
CHIEDIAMO L’AIUTO DI TUTTI I VOLONTARI PUGLIESI E NON, CHE POSSANO RECARSI AL PIU’ PRESTO NEL CANILE DI TRICASE (LECCE) E CHIEDERE DI POTER FAR USCIRE E CURARE QUEI CANI.
NOI NON POSSIAMO PIU’ FARLO….SIAMO PERSONE SCOMODE E PER NOI IL PORTONE DI QUEL CANILE NON SI APRIRA’ PIU’.

OGNI GIORNO, MENTRE NOI FACCIAMO LA NS. VITA, MENTRE VIVIAMO, LAVORIAMO, MANGIAMO…..QUESTI CANI (E SONO SOLTANTO I CANI DI UN CANILE LAGER
DEI TANTI DISSEMINATI NELLA NS. MERAVIGLIOSA ITALIA) AGONIZZANO, MUOIONO…SI AMMALANO E SOFFRONO LE PENE DELL’INFERNO PRIMA DI ARRIVARE ALLA MORTE….

NON SO COSA POSSIAMO FARE, O MEGLIO, LO SO….GIRARE E GIRARE ALL’INFINITO QUESTA E-MAIL…AFFINCHE’ CHI NON CONOSCE VEDA…E SCRIVERE
ALLA VOLONTARIA DELL’APPELLO SE è POSSIBILE SALVARNE QUALCUNO…….SE QUALCHE PERSONA CHE LEGGE, VUOL SALVARNE ANCHE SOLO UNO DA QUEST’ORRENDA
VITA IN CUI STANNO “SOPRAVVIVENDO”….
L.C.

Comunicato

La scala della discesa verso il limite dell’abiezione umana, non ha più pioli.

Ora, solo un precipizio per buttarsi all’inferno, dove Chiliamacisegua, aspetta di vedere sfracellata l’anima di colui che si crede uomo e che invece è un mostro, indegno di appartenere al consesso civile.

Chi crea questa realtà e chi la permette, è dannato.

Chiliamacisegua

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Un vero inferno…..ecco il volto di un canile del Salento

Non ho parole….solo tante e tante lacrime di fronte a simili immagini.

Non riesco a dire quello che ho provato dentro di me mentre ero la’…

Il volto dell’inferno e’ in quelle gabbie….gelide, umide, buie e strette.

Anche loro hanno diritto a vivere bene e ad essere curati…perche’ tutto questo?

Che diritto abbiamo noi, esseri immondi di privarli di qualsiasi dignita’, di tenerli in prigione a vita, di non curare le loro sofferenze fisiche, di togliere loro la liberta’, di trattarli come oggetti…senza un cuore, senza un’anima, senza sentimenti….ce l’hanno per la miseria e probabilmente piu’ di noi esseri umani schifosi!

Dobbiamo vergognarci tutti e spero tanto che un giorno coloro che permettono tutto cio’ possano trovare la giusta ricompensa che si meritano.

Se non ci pensa l’uomo, che provveda Dio.

Dobbiamo aiutare quelle creature invisibili, dobbiamo ascoltare i loro pianti, le loro urla ….

E’ ora di dire basta a tutta questa sofferenza.

Voglio gabbie vuote!

Perdonate il mio sfogo

C.L.

B.E.

A

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ANNY HA URGENTE BISOGNO D’AIUTO

gennaio 13, 2010 Da: Rosanna Marani Categoria: Barbarie, Denuncia Non ci sono Commenti →

Chiliamacisegua aggiunge un altra segnalazione di menti illuminate che si divertono con con poco, uno spray, per riempire il nulla che hanno nel cuore e nella mente.

Ma consiglia una parola a questi ragazzuoli, da sprayzzare sulla loro fronte: siamo merdacce

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

http://www.stregagatta.it/Adozioni/Dettaglio.aspx?id=6153

NOTTE DI SAN SILVESTRO: ecco come alcuni pezzi di idioti

hanno festeggiato l’arrivo del nuovo anno

DIPINTA CON UNO SPRAY INDELEBILE

Anny taglia piccola (circa 6 kg), di appena 2 anni, raccolta terrorizzata

e tremante per la cattiveria subìta

VILI…..ANNY HA URGENTE BISOGNO D’AIUTO

NOTTE DI SAN SILVESTRO…ecco come alcuni pezzi di idioti….., VIGLIACCHI, hanno festeggiato l’arrivo del nuovo anno!!!!

Guardate con i vostri occhi in che condizioni è stata salvata la piccola Anny,

una dolce e affettuosa cagnolina di taglia piccola (circa 6 kg), di appena 2 anni, terrorizzata e tremante per la cattiveria subìta.

E’ stata deliberatamente imbrattata come un graffito con uno spray indelebile e tossico.

Non è stato facile recuperarla perchè molto spaventata e diffidente

verso la nostra razza spesso stupida e malvagia con le creature indifese.

Ora è ricoverata in clinica dove le sono state prontamente date tutte le cure di cui aveva bisogno.

Anny sta bene, è sana, un pò denutrita.Quanto alla tinta del mantello, parte del colore è stato rimosso, specie dalla cute,

bisognerà attendere però un clima favorevole affinchè possa essere tosata.

Sta seguendo una terapia antibiotica per evitare intossicazione a causa di quello spray.

Purtroppo non posso farla rimanere in clinica ancora per molto perchè le spese sono elevate.

Aiutatemi a trovare al più presto un’adozione o anche uno stallo, poichè non vorrei mai

che la piccola tornasse sulla strada alla mercè dei suoi aguzzini.

Per l’adozione si richiede firma del modulo e controlli pre e post affido.

Per info:

Lucia Cavallo

338/8831011

Lucia Cavallo

cavlucy@libero.it



ASL

gennaio 06, 2010 Da: Rosanna Marani Categoria: Denuncia 1 Commento →

ASL

Ottimo lavoro di Marianna Guaccio supportato da Chiliamacisegua

Segnalate, denunciate a Marianna.

E’ arrivato al pettine il nodo Asl.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

Marianna scrive:

Ciao a tutti come sapete, nelle scorse settimane ho raccolto molti dati sulle asl che non sterilizzano per poterli sottoporre all’attenzione dell’onorevole Martini.

Dal Convegno sulla sterilizzazione emerse che un modo per farsi sentire è segnalare l’asl inadempiente alla Regione e, per conoscenza, al Ministero della Salute e, se vogliamo, anche ai giornali.

In allegato trovate un modello di segnalazione che ha scritto per noi Stefania Pierleoni.

Vi suggerisco di rendervi referenti per l’asl che state segnalando, in modo che non sia una protesta a vuoto, ma che si possa fare informazione e procedere a reali cambiamenti.

Non fate segnalazioni “per sentito dire”: scrivete solo quello che vivete in prima persona come volontari. Potreste mandarmi in ccn una copia della segnalazione, così man mano le archivio. Non mi mandate segnalazioni che non abbiate già inviato voi stessi: ribadisco: la segnalazione deve essere nominale, per avere una reale efficacia.

Vi consiglio, prima di scrivere, di andare a controllare cosa prevede la Legge Regionale della vostra Regione in materia di randagismo e sterilizzazioni, che trovate sull’homepage dell’Oipa, a destra, cliccate su “leggi” e poi su “leggi regionali”.

Grazie a tutti

Marianna Guaccio

mariannaguaccio@fastwebnet.it

FACSIMILE

Alla cortese attenzione del Presidente della Regione……… del Ministro della Salute Maurizio Sacconi e dell’Onorevole Francesca Martini Prevenzione del randagismo Scrivo fiduciosa/indignata per denunciare alla Sua attenzione quanto da me visto in——————- ————————————————————————————————————————

La Sua sensibilità di uomo politico coglie certamente l’importanza che un rapporto sano e civile con gli animali liberi sul territorio riveste per l’ambiente, per l’immagine della Sua Regione, per l’apprezzamento turistico dei luoghi, che sempre più è valutato anche in relazione all’accoglienza nei confronti degli animali, non solo appartenenti a privati ma anche di quelli randagi.

La legge Regionale——————————— e le recenti disposizioni innovative ed unificanti del Sottosegretario alla Salute On.le Francesca Martini impongono di procedere alla sterilizzazione dei randagi, cani e gatti liberi sul territorio, ad opera delle ASL, gratuitamente, d’intesa con le Associazioni Animaliste presenti ed attive anche in Sicilia.

La prego quindi, insieme a tanti altri cittadini che ogni giorno operano per migliorare il nostro Paese di intervenire per il rispetto delle norme da parte del Comune di———–con azioni ed uso di fondi destinati a prevenire e contenere il randagismo.

Rimango in attesa di conoscere quali decisioni avrà ritenuto di adottare nelle Sue competenze

Grazie

Cordiali saluti

NOME COGNOME CITTA’

LA PADANIA 29 DICEMBRE 2009 ALLA FINE S. STEFANO È FRANATO

dicembre 29, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Battaglie email, Canili lager, Denuncia, Divulgazione, Giornali e riviste Non ci sono Commenti →

Molise Governo da denunciare

Chiliamacisegua invita alla lettura e alla successiva protesta, civile, contro questo Molise, incivile.

Di un Governo da additare, da segnalare. Da denunciare ovunque. Da richiamare al rispetto della vita e della legge. E al suo preciso dovere imposto dalla carica istituzionale, concessa dai cittadini, che i suoi componenti hanno la presunzione di occupare.

E che dimostrano di non meritare.

Chiliamacisegua

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LA PADANIA 29 DICEMBRE 2009

Tutti sapevano che l’area nuova del canile stava cedendo. Il vuoto delle istituzioni inghiottisce tutto

ALLA FINE S. STEFANO È FRANATO

Allucinante: a Campobasso gli animali nonostante la faglia che s’allarga non vengono liberati

DI STEFANIA PIAZZO

Il vuoto del fare è stato riempito dal vuoto della terra che si è aperta. E che ha inghiottito un pezzo di canile lasciando i suoi cani a mezzo metro in bilico, nella voragine del niente. È così che l’ala nuova del canile di santo Stefano è franata. Il canile ha ceduto. Più che l’acqua e il gelo l’ha spinto, spaccato, divaricato il niente di fatto delle istituzioni. La burocrazia molesta e diabolica ha aperto le sue fauci e dentro c’è caduto tutto.

………….

http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/12/19/la-padania-20-dicembre-molise-chi-fa-pulizia-di-questa-vergogna/

LA PADANIA 20 DICEMBRE MOLISE: CHI FA PULIZIA DI QUESTA VERGOGNA?

Videodenuncia Di Rapid Dogs Rescue 14 dicembre 2009

parte prima

http://www.youtube.com/watch?v=4a4Fv2VkV1k

parte seconda

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LA DENUNCIA – Quei cani hanno fame, si sbranano tra di loro

dicembre 25, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Barbarie, Canili lager, Denuncia, Divulgazione Non ci sono Commenti →

LA DENUNCIA – Quei cani hanno fame, si sbranano tra di loro

Post n°1040 pubblicato il 03 Dicembre 2009 da confettino2

di ANNA MAZZIOTTI – I cani chiusi nel canile di S.Stefano hanno fame

Le foto che vedete riguardano l’ennesimo sbranamento verificatosi domenica mattina in quel canile maledetto dove tutti si arrogano il diritto di partecipare con progetti e proggettini ma nessuno poi fa il proprio dovere; non solo, la cosa più grave che si chiama vergogna è il totale disinteresse di chi ha messo quella ditta di Avellino a gestire senza mai verificarne l’operato.

I cani hanno fame, sono magri, denutriti ed affamati.

I cani hanno fame e freddo non hanno una pedana dove appoggiare le zampe rosse ,gonfie e crepate, I cani hanno fame, freddo e sono ammalati perchè nessuno li cura e quel protocollo tra veterinari e comune è solo un bleff per mettersi a posto con le carte.

I cani hanno fame, freddo e sono tutti fradici perchè quotidianamente vengono bagnati con getti di acqua forte e gelida .

I cani chiusi nel canile municipale di Santo Stefano che hanno fame , freddo e sono ammalati e fradici, sono solo cani che arricchiscono l’umano. Disgraziatamente e maledettamente quel canile è terra di nessuno dove non ci sono controlli e nessuno entra nei box perchè fediti e nauseanti. E’ un giro di bisiness che dobbiamo spezzare.Una domanda viene spontanea ;

Il dr De Marco delegato del Sindaco, bravo a scrivere determine, gare di appalto e protocolli d’intesa ,come mai non vigila? Sono 5 anni che ha la delega ai canili e non ha migliorato di un minimo la condizione di quei cani, ma solo quella degli umani.Dove sta? Si è mai letto le relazioni che il suo stesso delegato gli fa ogni giorno? Se è si !?perchè non interviene?

Ma non è meglio abbatterli tutti quei cani piuttosto che vederli in quello stato?A chi giova vederli in quella condizione di crudelta’e sofferenza? Possibile mai che nessuno si rende conto che si è creato solo un giro vizioso ed oneroso a danno dei cani.?

Quello che succede in quel canile è solo un coprire misfatti su misfatte.

Da qualche tempo i volontari notano molta irrequietezza nei cani con un comportamento tale da arrivare alla coprofagia (ossia mangiare le feci per fame).

Incominciano a chiedere agli operai il perché di queste anomalie,di queste aggressioni e perchè ancora una volta si è ridotto il mangime, perchè i cani sono di nuovo magri etc.etc.

Vuoi, per non essere incolpati dalle associazioni, vuoi, che ogni tanto anche nei più menefreghisti si risveglia un pò di coscienza, il fatto è che veniamo a conoscenza di un ammanco di 40 sacchi di mangime, che secondo la ditta dovrebbero essere risarciti dagli operai stessi ( in quanto solo loro detengono le chiavi del magazzino) o in caso contrario, gli operai possono,sempre su suggerimento della ditta stessa, ridurre ulteriormente la razione giornaliera fino a compensare l’ammanco dei sacchi mancanti.

E tutto da dire,!Una ditta seria ed onesta avrebbe gia licenziati gli operai, se ne avesse avute le prove e viceversa ,chi senza peccato, sarebbe gia corso in procura a denunciare i ricatti e i sorprusi ricevuti.

Ma cosa fanno gli operai? riduco il quantitativo giornaliero di croccantini… tanto nessuno se ne accorgera’ eppoi c’è l’ha suggerito il datore di lavoro.

Viva l’Italia, la Nostra bella Italia. ! W il Sud dove il sole è sempre in alto e la mano nera fa la sua ombra.

E’ cosi che funzionano le cose: Morte Tua Vita Mea.

Bhe! Noi animalisti non ci stiamo più, siamo stanchi ,esasperati, l’unica cosa che ci resta è quella di mandare questa notizia sui mass mediam locali e Nazionali, affinchè qualcuno ci dica se lo Stolking vale anche per i cani .Qualcuno dovrà pur pagare le torture e la crudelta a cui li sottopongono gratuitamente e giornalmente da anni.

Non è piacevole trovarsi di fronte a cani morti per emorragie perché impigliati con le zampe nei pannelli dissaldati(,che la stessa ditta non ha mai provveduto a riparare,) non è un bello spettacolo trovarsi di fronte a crani divorati o corpi pieni di buchi, no! Non è affatto gustoso sentire l’odore di sangue grumito che entra nelle narici e per mesi te l’ho senti su tutto il corpo.Eppure queste scene si ripetono frequentemente in quel canile.La mortalità è molto alta e non c’ e nessun veterinario che si chiede perchè e ne cerchi la causa..

Chi è l’iniquo personaggio che vuole continuare ad avere i cani in quelle condizioni mentre riempie la pancia agli umani?e a cosa gli giova avere quel canile lager?

Di questo non ne possiamo più! Ci rivolgiamo al Sindaco Di Bartolomeo chiedendogli: di fare pulizia di tutti i soggetti che ruotano e lucrano sulla pelle dei cani, dei suoi cani. Di mettere finalmente in atto il suo programma che gli ha portato la nostra fiducia e i nostri voti. Porre fine allo sciacallaggio pulendo il marciume che si respira in quel canile e d’ incominciare a dare un minimo di dignità a quelle creature che vi abitano.

Una raccomandazione poi! di stare molto accorto, perchè tolto il mangiare, tolto il tepore e il riparo tolto anche il sacrosanto diritto allo sgambettamento, ai cani resta solo il proprio pelo. Vigili Sindaco affinchè nessuno si azzardi a rubaglierlo per fare le pelicce che vanno tanto di moda.

Oltre a lei facciamo appello alla magistratura affinchè si possa fare chiarezza, dopo tutte le denunce e manifestazioni fatte ci si renda effettivamente conto che il denaro pubblico reca solo danni la dove non c’è sorveglianza e controllo, mentre il maltrattamento dilaga e si spreca.

Anna Mazziotti e tutti gli Animalisti di Cb

fonte: altromolise

info e petizione su: chiliamacisegua

INCIVILTA’ MOLISANA

dicembre 13, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Barbarie, Battaglie email, Canili lager, Denuncia, Divulgazione 2 Comments →

Riceviamo e divulghiamo assaliti da una nausea inarrestabile e da desideri inconfessabili.

Che sbollita la nausea e passata la furia irrazionale e cieca, lasciano il posto ad una determinazione coriacea nella ribellione allo status quo e alla lotta  per imporre, costi quello che costi, Misericordia e Legge.

Il diktat lecito e impellente  richiesto alle Regioni per poter entrare nel consesso dell’umanità, ora calpestata, preteso dal sottosegretario on Francesca Martini.

E condiviso da volontari volontarie, giornalisti, scrittori, associazioni, persone di animo, che non si fermeranno di fronte a nessun muro.

Per favore fatelo sapere, che si sappia in giro.

Noi non molliamo.

Banzai!

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

INCIVILTA’ MOLISANA, ORRORE, SCEMPIO, BARBARIE, SCIUPIO DI DENARO PUBBLICO, LATITANZA ISTITUZIONI, INDIFFERENZA, BANZAI

http://www.youtube.com/watch?v=c3yX0fGnxu0

da La casa di Snoopy

Battaglia in atto

http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/12/05/lettera-aperta-al-sindaco-di-bartolomeo/

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RIETI, IL REATO È ARRIVATO DOPO IN GAZZETTA UFFICIALE

dicembre 12, 2009 Da: Rosanna Marani Categoria: Barbarie, Denuncia, Divulgazione, Giornali e riviste Non ci sono Commenti →

Una pagina orribile per la giustizia italiana, (ahimè non rara avis) che fredda, cruda, robotica, non lascia aperto nessuno spiraglio al senso di pietas e al senso del buonsenso: laddove non arriva la legge deficitaria, arrivi  la deduzione logica indotta dalle prove.

Ma no! Suvvia!

Il reato non esiste se non è iscritto nell’elenco del delinquere.

La coscienza non necessità di parole codificate, ma di palpiti.

Di sobbalzi, magari, perchè c’è o non c’è.

A Rieti? E’stata sfrattata da mò, per morosità!

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

Battaglie di Chiliamacisegua, tanto per farsene una idea.

Dello scempio operato nei confronti del rispetto della vita.

http://www.chiliamacisegua.org/category/sostegno/

Rieti vergognati! Questa e’ la giustizia italiana

http://www.chiliamacisegua.org/2009/05/15/i-cani-di-rieti-vogliono-giustizia/

I cani di Rieti vogliono giustizia

BUONA LETTURA

LA PADANIA
DALLA PARTE DEGLI ANIMALI

Viaggio nell’Italia bestiale Nona puntata (9 – continua)

A CURA DI STEFANIA PIAZZO

s.piazzo@lapadania.net;

LA SENTENZA DEL TRIBUNALE ASSOLVE TUTTI

RIETI, IL REATO È ARRIVATO DOPO IN GAZZETTA UFFICIALE

Questione di tempismo. Siccome il delitto di uccisione di animali non era ancora legge, e i cani ritrovati nella fossa comune erano morti da più di un anno, prima che uscisse la Gazzetta Ufficiale il 31 luglio 2004, il reato non esiste. Il fatto non sussiste. Ecco qua. La Gazza assolve tutti. Eppoi, la causa della morte non è stata accertata. I cani entravano già malaticci. Morire non era la sorte inflitta ma il loro dovere. Così dice la sentenza che assolve tutti. Nei canili si va per morire, non per fare altro. Come i vecchi negli ospizi. Rieti è uno scherzo, Rieti non è mai esistita. Colle Arpea, dove sorge il canile, è in un altro mondo. Al processo però c’erano tre imputati veri, il gestore e il direttore sanitario del canile. L’accusa: «Per crudeltà e senza necessità cagionavano la morte di circa 140 cani ricoverati sotterrandone le carcasse e in zona limitrofa per crudeltà e senza necessità maltrattavano i cani cagionando loro lesioni, sottoponendoli a sevizie, tenendoli rinchiusi in gabbie sovraffollate, soggetti alle intemperie…». Basta così. Morale, ecco il pubblico ministero: «Assoluzione perché il fatto non sussiste». Libero come l’aria Leonardo Bordi, della Tecnovet srl, proprietario e gestore, liberi l’altro cogestore e il veterinario della struttura.

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In questi immagini il cimitero dei cani, finito sotto processo e assolto

dal Tribunale di Rieti

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Sotto, un cane in precarie condizioni all’interno della struttura

che ha superato però il vaglio attento della magistratura italiana

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