Relazione di Stefania Piazzo sul randagismo business italiano
8 dicembre 2010 -
Chiliamacisegua pubblica e divulga la relazione di Stefania Piazzo dell’11 ottobre scorso, che segna la linea della demarcazione tra l’indagare, conoscere, svelare e fare.
Questa relazione è’ il punto e a capo.
A prescindere…..
Perché solo oggi?
Perché oggi, 8 dicembre 2010, a cavallo del 2011, dopo che dal 2008 si è tolto il coperchio alla teca dell’orrore, la geografia dello scempio, del lucro, del malaffare, della collusione, della indifferenza, della omissione di atti di ufficio, della illegalità, dei comodacci propri, è chiara.
Con in evidenza, nomi e cognomi che attendono solo di essere giudicati e condannati. E reati di essere puniti.
Chiliamacisegua
Perugia, 11 ottobre
La tutela giuridica degli animali d’affezione
e la legge 20 luglio 2004, n.189
Convegno Ministero della Salute e Magistratura
Relazione
dr.Stefania Piazzo
giornalista
caporedattore centrale
quotidiano la Padania
CHE DIRE
“Ma cosa vado a dire”, mi sono chiesta?
Cosa posso aggiungere più di quanto già non scriva nelle inchieste sulla malasanità veterinaria, sull’indifferenza e l’ignavia dei sindaci, su quelle asl inattaccabili, impunibili, intoccabili, protette, che non vedono mai niente, sugli appalti che nessuno studia perché tanto i canili sono un affare residuale, affidato a imprese di pulizie che vincono i bandi di gara, sulle regioni silenziose, come la Campania oggi, ad esempio, grande assente, che ha ritenuto non necessario inviare qui il proprio responsabile sul benessere animale perché la Campania non ha nulla da imparare, semmai da insegnare, evidentemente, sul mestiere!?
CHI FA COSA
E allora mi sono posta una domanda.
Chi fa cosa? A chi spetta?
A chi tocca essere onesto ed esigere l’onestà? Il rispetto degli esseri senzienti? Il rispetto della legge? A chi spetta non archiviare tutte le denunce in procura? A chi spetta dar seguito alle ispezioni del ministero e dei carabinieri dei Nas?
A chi tocca?
Il sottosegretario Francesca Martini ha voluto organizzare un convegno come questo per dire semplicemente una cosa, alla magistratura così come a tutta la filiera della legalità: ciascuno faccia il proprio dovere.
Il cuore del problema è questo: fare il proprio dovere. Una banalità che mette in ginocchio un Paese e che lo rende ancora oggi in molte regioni, incivile, barbaro, assassino, complice.
STAMPA POTERE SOSTITUTIVO
Sono reduce da un evento come il Vivipet, una importante manifestazione che ha ricevuto il patrocinio del Comune e della Provincia di Milano, del ministero della Salute, del ministero del Turismo, dedicata al benessere animale e a metodi scientifici alternativi alla vivisezione. Nel corso dell’evento sia io che il collega Edoardo Stoppa che il sottosegretario Martini siamo stati premiati con una targa per le nostre battaglie.
Ebbene, sarà un’eresia ciò che dico ma trovo sia inaudito ricevere un premio per essere dei normali.
Il paradosso è che in questo Paese si viene premiati, come nel mio caso, per aver “onorato la professione, per la lotta alla corruzione attraverso la stampa”.
Ma la stampa, lo dico ai carabinieri e ai politici presenti in questa magnifica sala, non ha come missione scovare, combattere i delinquenti. La lotta al crimine non spetta a noi. Eppure, la stampa sta svolgendo un potere sostitutivo, intervenire su ciò che altri della categoria “giustizia” o della categoria “pubblica amministrazione” vedono ma non dicono.
Certo, abbiamo smosso le acque dopo decenni di indifferenza delle istituzioni ma è scandaloso, io dico persino immorale, essere costretti a premiare l’ordinario, è innaturale che la normalità sia una rarità.
E’ ANTROPOLOGICO
Stamane l’amica Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, mentre mi interrogavo con Lei su questi temi, mi diceva saggiamente: “Ma vedi, cara, l’essere umano è nato per farsi i fatti suoi, è antropologico. La percezione del diverso consente la percezione del proprio simile. Quindi… per dialogare occorre capire a quale categoria culturale apparteniamo. Una volta definita l’appartenenza, dialoghiamo”. Ed effettivamente, Perugia è stata scelta per questo: dialoghiamo, aboliamo le barriere e regolamentiamo le relazioni.
I DEFICIT
Che vuole questa stampa? Raccontare ciò che vede. Io mi accontento di questo, anche se più proseguo il lavoro di indagine, più mi rendo conto che il potere sostitutivo che “occupiamo” va a “occupare” il vuoto dello Stato, la mollezza degli uffici, la burocrazia della materia grigia.
Tre secondo me sono i deficit che la stampa vede bene e per i quali siamo ancora deficienti.
Deficit di democrazia, deficit di legalità, deficit di coraggio.
Il deficit di democrazia riassume, nell’apoteosi dell’ingiustizia e dell’impiegatizia visione del proprio dovere, rispettivamente, diritti negati, sentenze negate, soluzioni negate. Vita negata. L’occultamento della ragione e della vita.
GLI ESEMPI – CAMPANIA
Esempi di deficit?
Quello campano, su tutti. Per la grande assenza ingiustificata che troneggia dentro il Palazzo dei Priori.
Dice tutto. Esemplifica e disarma.
Deficit è premiare chi fa più di due sterilizzazioni a settimana e prevedere un piano straordinario nella Regione dei veterinari elettricisti che sterilizzano le femmine chiudendo in modo inconcludente le tube con le fascette elettriche di plastica.
Deficit è usare l’inceneritore del canile in cima alla montagna per portarci da Napoli la droga dei pusher.
Deficit è avere a Ponticelli, dal 1996, un rifugio come la Fenice che non trova un’area per mantenere i cani, del sindaco, con promesse e rimaneggiamenti incredibili di parole e piani regolatori in una zona ad alta tensione sociale e criminale, dove evidentemente il buon esempio va sacrificato per altri interessi. Il rinascimento campano.
Deficit è bloccare come ad Aversa le sterilizzazioni, e democrazia è vederle riattivare ma solo dopo l’intervento del ministero.
Deficit è sotterrare i cani avvelenati come a Campolattaro, e fregarsene dell’ordinanza contro i bocconi avvelenati.
Deficit è non costituirsi parte civile contro il canile dei canili lager, Cicerale, dopo che le istituzioni locali, tutte le associazioni nazionali, il ministero, si sono costituiti parte civile poiché l’Avvocatura di Stato ha riconosciuto nel maltrattamento e in quegli appalti immeritati un danno allo Stato. Ma non per la Regione che sta dietro il cespuglio.
Ma vogliamo poi parlarne di altre dependance del deficit? Vogliamo ricordare le sette sterilizzazioni in un anno a Modica, e il suo Consiglio comunale che insorge con un documento contro la sottoscritta perché osa denunciare con il diritto di opinione una mozione che riabilita l’ordinanza della mattanza dei cani? O l’asl di Scicli e dintorni che sospende le sterilizzazioni? Deficit di democrazia o cos’altro?
ALINA DI RIETI
Lo vedete quel cane proiettato ovunque nella sala dei Priori e che sta sulle vostre gambe, sulla cartella dei documenti che vi hanno consegnato oggi?
Lei è Alina ed è l’immagine scelta dal ministero per rappresentare in questo convegno con la magistratura sui manifesti, sugli inviti, nelle locandine, nelle slide, il simbolo del maltrattamento, del malessere, esattamente ciò che non deve essere un cane prigioniero di un canile.
Esattamente ciò che non deve essere un canile.
Siamo a Rieti. E la vedete l’immagine a fianco di Alina nel box, pubblicata dal mio giornale nell’ultima mia inchiesta? E’ sempre lei, Alina. Ma è un altro cane, dopo appena quattro giorni che è uscita per l’adozione, grazie ai volontari. S’intende.
Questa immagine, di appena una settimana fa, è il segno, il confine indelebile del bene e del male, ma anche dell’impunibilità, della renitenza alla legalità, del lavoro nero e delle irregolarità riscontrate anche dall’Inps dentro quel canile.
Perché Rieti non è un canile. Rieti è una delle tante holding che costellano il Paese, in cui una società vince appalti ovunque, arriva allo scadere degli appalti nelle regioni confinanti e addirittura si allarga al Nord, passando per il Molise, altra eccellenza vergognosa in cui i commissari e i subcommissari in cappottino bianco di cachemire non sporcano i tacchi per prendere visione del mare di feci e sorci che abitano la struttura.
Alina, Rieti e il Molise, un triangolo perfetto dunque. Vediamolo.
GLI ESEMPI – IL MOLISE
Il deficit che concentra tutto sta in un appalto che dura fino al 2022 per il mantenimento di 300 cani del canile di S. Stefano che però nel frattempo moriranno, dato che già sono anziani. Eppure, il proprietario del canile di Alina di Rieti si è aggiudicato l’iperbole contrattuale da 1,2 milioni di euro per trasferire i 300 deportati molisani in una struttura a S. Giuliano Milanese divisa in due reparti: nel primo c’è il rifugio dei cani cuccioli che arrivano anche illegalmente dall’est, più volte sequestrati dai Nas, nell’altro reparto ci sono i cani che il padrone di Rieti, in veste di intermediario, ha trasferito da Campobasso al Nord. Ma il Comune di Campobasso ha ritenuto quell’offerta unica e irripetibile tanto che l’ha persino scritto nella determina.
Per fortuna che passava di lì il padrone di Alina di Rieti, scrive.
E Campobasso è il canile in cui persino il magistrato procede al suo dissequestro perché “tanto non cambia niente”, il canile in cui una ditta, la Generservice, pagata per quattro operai, non li fa mai lavorare tutti insieme. Lavorano in due, forse tre, porti a casa l’appalto per quattro. Campobasso è il canile il cui fornitore di mangime è il proprietario del lager di Ripalimosani.
Il Molise è la sanità veterinaria, e non solo, dei colletti bianchi, che nemmeno si presentano quando arriva l’ispezione del ministero e bussa alla porta dell’assessore provvisorio alla sanità, commissariata.
GLI ESEMPI – LA GARA DELLA COMUNITA’ MONTANA SU RIETI
Il deficit di legalità è l’esempio della Comunità montana dell’Alto Reatino alla quale il padrone di Alina di Rieti stava per vendere il proprio canile, quello della locandina. E la V Comunità montana Montepiano Reatino, quella che è appena finita nell’inchiesta dei carabinieri per truffa e peculato, perché 26 dipendenti su 32 risultavano assenteisti, stava aggiudicando un bene, il canile di Alina, di cui però non era ancora diventata proprietaria. Un caso unico e raro dei bandi e delle gare che, dopo numerose circostanziate denunce del mio quotidiano (“mica” avevano previsto il durc, la prova della regolarità contabile contributiva né fidejussioni adeguate per i danni o per l’evasione contributiva né altre frivolezze legali…) e una ispezione della task force ministeriale, veniva ritirato e cancellato dalla faccia della terra. Però, ci avevano provato.
Ci avevano provato a mettere in affitto un bene che coabita peraltro ancora con un deposito di amianto, un bene ancora di qualcun altro, che però dettava condizioni per la gestione decennale dentro la struttura… Nessuno dentro l’asl e gli uffici tecnici dell’indagata Comunità Montana, tranne le inchieste di una giornalista, ci avevano visto dentro qualcosa di strano.
Ma è possibile?
LA HOLDING
Dobbiamo essere franchi. I canili non sono canili. Sono holding. Sono società commerciali, supermercati, mattatoi, inceneritori, termodistruttori di cani.
I reati che si consumano non sono solo quelli di maltrattamento. Per i quali, peraltro, la magistratura impiega dieci anni a prendere una posizione. Al massimo archivia. Poi vedremo il caso dello zoo san Raffaele a Milano.
Siamo qui a dire proprio questo, no? A chiedere alla giustizia di fare la giustizia, il suo dovere, quello di cui sopra.
Altri sono i reati che si consumano. Reati per i quali la task force pensata dal sottosegretario Martini ha bisogno di interagire con altri corpi dello Stato. Accanto ai preziosi Nas, nei canili deve entrare la Guardia di Finanza, gli ispettori dell’Inps e se serve dell’Inail. I conti correnti dei padroni dei canili sono i cassetti da aprire, le verifiche fiscali, gli intrecci azionari delle loro holding che si diramano in tutta Italia, appalto su appalto.
Il maltrattamento è una viola mammola, qui da combattere c’è la camorra dei canili, la mafia, la ‘ndrangheta, tutte le declinazioni territoriali degli affari criminali che transitano dentro la veterinaria pubblica e la tumorificano nell’apparato pubblico che diventa un pezzo di antistato.
Oggi, il volontariato, la stampa, ha davanti a sè il mostro dell’antistato dentro le istituzioni.
Volete vedere di che cosa stiamo parlando? Di una società, ad esempio quella di Alina, nella cui ragione sociale c’è l’enciclopedia Treccani del benessere del titolare e dei suoi soci.
Perché il canile può anche… fare altro: “Produzione e commercializzazione di detergenti professionali; produzione e commercializzazione di insetticidi, larvicidi, topicidi…; la gestione di canili sia pubblici che privati; studio e sviluppo, produzione e commercializzazione di tecnologie per la chirurgia e la medicina ad uso veterinario; la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande; la gestione di sale da gioco, locali di intrattenimento e stabilimenti balneari; la gestione di bar, tavole calde, punti di ristoro, alberghi, ristoranti, pizzerie; la gestione di stands in occasione di fiere; approntamento a domicilio di banchetti e buffet fornendo tavoli, la cristalleria, la posateria e quant’altro necessario; gestione di agriturismi… la società potrà compiere qualsiasi operazione industriale, commerciale, finanziaria, mobiliare e immobiliare… potrà prestare avalli, fidejussioni e garanzie reali e anche per debiti assunti da terzi”.
Ma la notizia straordinaria deve ancora arrivare. E l’ho scoperta tra l’altro questa mattina mentre rileggevo con attenzione la Camerale di Alina. “La società può emettere titoli di debito al portatore o nominativi”. Insomma, sta scritto nella visura della Camera di Commercio, la ragione sociale consente ad Alina di emettere titoli di debito.
Sì, i buoni ordinari del canile!
E come li chiamiamo se non holding, paravento con cani!
Qui non ci sono obblighi e requisiti per il rispetto del benessere, per considerare i canili luoghi di transito. O meglio, di transito non solo dei cani.
QUINDI?
Chiudo con un’altra domanda. La prima era…. che vado a dire.
La seconda è come va a finire. E cioè un grande “QUINDI” col suo bel punto interrogativo.
Quindi?
Come li saniamo questi deficit? Noi della stampa ce la mettiamo tutta. Non ci facciamo intimidire.
Quindi?
Quando una sentenza esemplare, una che fosse una?
QUINDI… ECCO L’OASI SAN RAFFAELE
Forse non tutti voi sapete che a Milano c’è uno zoo, l’oasi del San Raffaele, accanto ad una rinomata clinica. C’è un cartello che lo annuncia sul quale sta scritto questo: “Questo non è uno zoo privato. E’ un’oasi di pace dove la presenza degli animali contribuisce alla guarigione degli ammalati. Infatti recenti studi dimostrano che i convalescenti guariscono prima e meglio se godono della compagnia degli animali. Pappagalli, caprette, agnelli, dromedario, scimmie, lama, pellicani, cigni, gru, andine, canguri, storioni, ecc.. sono qui una compagnia per l’uomo che soffre. e’ dovere di tutti rispettare la loro natura e la loro dignità”.
Allora, per intenderci, l’ispezione della Forestale riscontra molteplici casi di maltrattamento. Ipotesi di reato suffragata dal fatto che una visione pionieristica della pet therapy porta a ritenere legittimo potare le ali e i becchi agli uccelli, esotici e non esotici, presenti, per evitare la loro fuga. Con un bel grande tronchesone. Che vuoi che sia…
Ma anche se arriva la Forestale, vede e sequestra, l’asl regionale lombarda dice che no, che non c’è stato maltrattamento nelle gratuite e dolorose amputazioni. Fatte da veterinari? Mica tanto… Ma va bene lo stesso.
Il ragionamento è questo: gli animali sono vivi. Quindi, se vivono, stanno benone. Vivi uguale sani. Questo pensa l’asl.
Il pm profondo conoscitore dell’etologia animale condivide e dice: si archivi.
Il gip ha un rigurgito di giustizia etologica e non chiude l’inchiesta, anzi, vuole un supplemento.
Allora ecco che il pm si rivolge agli stessi veterinari asl, gli stessi periti. Massì, gli stessi. E cosa potevano dire? Rinnegare se stessi? No, rinnegare il benessere e il rispetto degli animali, rinnegando la propria deontologia veterinaria, venendo meno a quel patto “di cui sopra”, fare il proprio dovere.
QUINDI?
I deficit restano. Di democrazia, di legalità, di coraggio. Ancora troppo pochi i sussulti dalla veterinaria pubblica, deboli e fioche risposte isolate di eroi, uomini normali isolati.
Noi stiamo con Alina. Con le asl, poche, oneste, coraggiose, come quella di Isernia, ad esempio, che fa spernacchiata il proprio dovere. Stiamo con la task force, seppur osteggiata da imboscate e agguati di chi non vuol cambiare da dentro il sistema. Penso agli Izs che hanno uomini del calibro del dr. Rosario Fico, il miglior veterinario forense che abbiamo sulla piazza.
QUINDI?
Noi stiamo con il sottosegretario Martini, adesso e anche dopo, perché i governi passano ma le persone restano, stiamo con chi ha rotto il silenzio e gli argini, stiamo con la dr. Rosalba Matassa, coordinatrice della task force finché la lasceranno lavorare e stiamo con le associazioni che condividono questa battaglia civile che dentro le istituzioni, a volte, è una guerra civile tra chi difende il regime e chi lo vuole rivoltare come un calzino.
Questione di visione di deficit. Chi di affari, chi di potere e chi, invece, di democrazia e di assoluto senso dello Stato.
Grazie Francesca, grazie Rosalba.
Un grazie personale agli amici del gruppo dell’Fbfaif. Quando iniziano, le rivoluzioni si fanno anche pensandole in pochi. Pochi e temuti.
Grazie.
Mail ricevuta
Da leggere d’un fiato, come sempre, pur con l’amaro in bocca,
Prima e dopo aver assistito al convegno di Perugia…
Per sempre dalla parte di Alina,
Un pezzo del nostro cuore che per quasi sei anni
Abbiamo dovuto vedere incantonata e terrorizzata in quell’angolo,
Prima della sua inaspettata occasione di libertà
E prima di scoprire che era ancora capace di sorridere.
Chiunque e ovunque abbia visto tante,
Troppe Aline incantonate in tanti angoli,
Non può che unirsi alla voce di Stefania
Che dovrà prima o poi sfondare tutti questi muri di gomma,
Gridando a squarciagola:
E quindi???
Grazie Stefania.
I volontari del canile di Rieti.
LEGGI TUTTO... Ci sono 3 commenti: leggi...
La Padania 5 dicembre 2010 “La Gomorra campana contro il “pericoloso” asse del Nord”
4 dicembre 2010 -
La Padania 5 dicembre 2010
“La Gomorra campana contro il “pericoloso” asse del Nord“
Per chi suona la Campan(i)a?
Ne la Padania del 25 novembre, Stefania Piazzo lanciava un appello:
…………APPELLO AGLI ONESTI
Se questo non è il momento perché la veterinaria pubblica onesta alzi la testa e gridi il proprio disagio, quale momento occorre attendere? Se non è questo il momento per trovare alleati nella legalità, in questa fase di accelerazione ispettiva che trova piena legittimazione nelle indicazioni del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, che oltre ad avere le deleghe sulla medicina veterinaria e l’alimentazione, ha aperto il nuovo corso di una battaglia di trasparenza e collaborazione con la categoria, facendone un punto imprescindibile per una vera e propria battaglia di civiltà e legalità con i Nas, quale può essere il treno che passa ancora? È vero, molti attendono e sperano nel Palazzo che la marziana bionda se ne vada presto e tutto torni come prima, per riorganizzarsi come prima, ma ormai un varco si è aperto e l’opinione pubblica non fa marcia indietro. Si è aperta un’altra pagina di storia. Indietro non si torna.
Link di riferimento
VETERINARIA CAMPANA……SERVONO I CASCHI BLU
Quadro surreale nel Rapporto del ministero della Salute: «Le attività in ambito di sanità veterinaria e sicurezza alimentare non sono assicurate con evidenti rischi per la salute pubblica»
….Dio che disastro…..
Qualcuno ha sentito un onesto alzare la voce e rispondere?
Dire:” Presente!, “Si. È arrivato il momento, è’ ora di divellere le ragnatele dell’impudicizia e della inefficienza?”,” Io ci sono, quando cominciamo?”
O siamo sordi oppure la palese evidente malasanità campana è una coperta di ferro, una coltre che non si sfilaccia, ma che riscalda facce di bronzo inossidabili.
Un manipolo di arroganti figure istituzionali tiene in scacco la Giustizia e la Legge, con la connivenza di chi ha, al posto delle natiche, lo stampo del cadreghino.
E invece del senso del dovere si bea del senso del potere.
Che una giornalista, Stefania Piazzo, abbia aperto un vaso di Pandora che lascia fluttuare un olezzo insopportabile e che sia lasciata sola con la sua penna a sbrindellare una vergogna incistata da anni di tolleranza, beh, è quantomeno significativo che questa Italia, questa Campania di cambiare non ne ha nessuna voglia.
Noi di Chiliamacisegua, invece si. Ne abbiamo di voglia. Eccome. E anche di rabbia!
Tutti con Stefania Piazzo.
Giù le mani da Stefania.
……………Le inchieste de la Padania e l’attività del sottosegretario Francesca Martini contro la malasanità in Campania disturbano alcuni vertici del sistema: «Vanno fermate». L’ordine arriva da un tavolo “segreto” dei colletti bianchi per smontare il cosiddetto asse del Nord che mette il naso negli affari della Regione più disastrata, dai rifiuti all’insicurezza alimentare, al territorio non indenne da tbc alla gestione da malaffare del randagismo………
Tutti con l’on Francesca Martini.
Giù le mani da Francesca.
Ed ora tuffatevi, con la maschera da sub per evitare l’asfissia da indignazione, nei liquami della (mala) sanità campana.
Per chi suona la Campan(i)a?
Per i cittadini e per gli animali suona a morto. Per i malfattori continua a suonare… a vivo!
VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA
Chiliamacisegua
La Padania 5 dicembre 2010
Viaggio nell’Italia bestiale Sessantaduesima puntata
di Stefania Piazzo
“La Gomorra campana contro il “pericoloso” asse del Nord”
Le inchieste de la Padania e l’attività del sottosegretario Francesca Martini contro la malasanità in Campania disturbano alcuni vertici del sistema: «Vanno fermate». L’ordine arriva da un tavolo “segreto” dei colletti bianchi per smontare il cosiddetto asse del Nord che mette il naso negli affari della Regione più disastrata, dai rifiuti all’insicurezza alimentare, al territorio non indenne da tbc alla gestione da malaffare del randagismo
Che succede in Campania? Niente. La terra dell’impunibilità veterinaria detta legge. Non garantisce un territorio indenne da tbc e brucellosi, ma fa niente.
Non garantisce la tutela della sicurezza alimentare e della salute pubblica. Ma fa niente. È la patria del randagismo. E dei canili holding sotto eterna inchiesta. Ma fa niente.
FRONTE SILENTE
In compenso, dopo la pubblicazione del rapporto del ministero della Salute (la Padania del 25 novembre 2010) su questa sconcertante realtà, è calato un
silenzio di piombo, nonostante l’appello agli onesti di alzare la voce.
Ha taciuto chi rappresenta e si fa garante della deontologia, dei diritti sindacali e professionali dei veterinari pubblici e di libera professione.
Non una flebile reazione ufficiale. Facciamo passare la buriana.
AMNVI A SAVIANO
Solo Amnvi, l’Associazione medici veterinari, ha lanciato l’appello con l’on. Mancuso (al quale, senza successo, avevamo inviato l’inchiesta pubblicata dal
nostro quotidiano), appello spedito al programma di Fazio e Saviano, in cui si fornisce l’elenco dei casi di minaccia e intimidazione verso i veterinari.
Insomma, ecco la Gomorra veterinaria: si sostanzia nelle minacce ai giusti. E il resto? Zitti.
IDEM FNOVI
Silenzio su quelli che non fanno e compromettono l’immagine della professione e gran denuncia per quelli che, poveretti loro, sono sotto scacco sul territorio e
ai quali va tutta la nostra solidarietà. Due pesi, due misure. Imbarazzante metro. Lo stesso appello per sostenere la veterinaria attaccata dalla criminalità è stato ripreso dal sito della Fnovi, la Federazione dell’Ordine dei veterinari. Bene, sacrosanto. Ma anche in questo caso, silenzio sulla veterinaria pubblica catastroficamente catalogata nel rapporto di via Ribotta. Che stranezza. Pubblica acclamazione degli eroi. Pubblico oblio delle mele marce.
VERTICE SEGRETO
E così, anziché fare il punto contro la deriva della legalità, ci tocca registrare invece, da meri cronisti, la notizia di un vertice ufficioso, “segreto” tra uomini delle istituzioni, pezzi di Stato, contro un presunto asse del Nord, che infastidisce lo status quo dei colletti bianchi dentro il sistema veterinario.
Ma come… Anziché denunciare, ci si coalizza contro chi denuncia? Che brutta storia.
E quale sarebbe l’asse del Nord che infastidisce la Gomorra campana? La buttiamo lì o si può indovinare?
Questa è stata la sola risposta ufficiosa di vertici ufficiali di pezzi di Stato, alterati dalle impertinenti inchieste del nostro quotidiano che, piaccia o non piaccia, sta svelando i meccanismi di un apparato inefficiente, inadeguato per mille ragioni (non siamo magistrati, registriamo i fatti), che si sono messi a tavolino per smontare, con i loro potenti mezzi, chi pubblica rapporti e chi, dentro al ministero, come il sottosegretario Francesca Martini, e alcuni suoi stretti collaboratori, lavora per dare trasparenza e la dovuta dignità al sistema veterinario, che è il cuore della medicina e della sicurezza sanitaria per tutti i cittadini.
OBIETTIVOINSABBIARE
Il nostro appello per trovare alleati si è trasformato in piano per fermare e insabbiare. L’attacco alla Gomorra parte dal Nord? È vero, ma dietro c’è il Paese sano. Che cerca sponde nella sanità sana, da Nord a Sud. Un’altra occasione persa, che non fa certo onore all’immagine di una categoria che, sul territorio, nelle aree a rischio, ha sì capitani coraggiosi, ma altrettanti capitanfindus, capibastoncino, di un sistema che si chiama malasanità. On. Mancuso, onorevoli dottori delle categorie suindicate, perché qualcuno ne renda conto con i propri iscritti, interrogandosi una volta di meno di cunicoltura e una volta di più di malaffare sul territorio, del deprecabile stato di deficit di legalità ed efficienza che attanaglia il Sud del Paese, perché non inviate a Saviano e Fazio anche quanto è stato scritto e fotografato nel rapporto di via Ribotta sulla salute pubblica non garantita, e magari su Cicerale, sulle eccellenze delle solite asl?
L’ASL SALERNO 3
La più grande Asl d’Italia ha preso la parola nel corso dello stupefacente recente convegno sul randagismo a Salerno. E che è andato a dire il massimo
dirigente dell’Asl più grande d’Italia, che è anche quella che sterilizza meno cani in Italia, la disciolta Asl Salerno 3, l’Asl di Cicerale?
Il 27 novembre scorso, e la cronaca è stata abbondantemente riportata sui network, si è svolto a Salerno un convegno per discutere, attenti bene, “Il fenomeno del randagismo in provincia di Salerno”. Un fenomeno, appunto. Ovvio che la più attesa relazione era quella dell’“ammiraglio”, dal titolo encomiabile: “L’anagrafe canina e gli interventi di sterilizzazione nell’Asl di Salerno: esperienze a confronto”.
A confronto con chi? Sentiamo il fine e sottile intervento dell’”ammiraglio” della corazzata. Poi, per chiudere, prenderemo in esame la parte del rapporto
del ministero inviato al commissario della Regione Campania, Stefano Caldoro, in cui questa Asl è al centro di una attenta catastrofica disamina, né più né meno
come il fronte della veterinaria campana: sta scritto sul rapporto che «le attività in ambito di sanità veterinaria e sicurezza alimentare, non sono
assicurate, con evidenti rischi per la salute pubblica». Anche questo, magari, da inviare a Fazio e Saviano. Le associazioni veterinarie non si disturbino,
provvediamo noi a questo.
RISORGE L’ETICA
Dice l’ammiraglio: «In questa giornata sicuramente è stato affermato che il fenomeno del randagismo è un problema etico, un problema igienico-sanitario, di sicurezza ed economico. Allora, se tutto questo è un problema, come tutti i problemi ha una soluzione e per risolvere questo problema, i principali artefici, consentitemi, siamo noi veterinari.
RICCA OPPORTUNITÀ
Noi veterinari che il randagismo, in questo momento attuale, secondo me, è un’opportunità: non dobbiamo farcela sfuggire, perché attraverso il nostro
impegno e combattendo e riducendo il randagismo, sicuramente avremo pure il risparmio di risorse finanziarie, risorse finanziarie che noi possiamo benissimo utilizzare per scopi molto più utili, molto più etici (…). Nell’ambito dunque della SA3, il randagismo è un problema. È un problema soprattutto perché, a differenza… innanzitutto il randagismo, io ritengo che è diverso da zona a zona, da città a città, da territorio a territorio. Certamente il randagismo che abbiamo alla SA3 non è il randagismo che ha la città di Napoli.
COLPA DEI MASSARI
Questo territorio, ed è un territorio prevalentemente di tipo rurale, quindi di conseguenza con una disseminazione di masserie, di aziende coloniche su tutto il territorio, e quindi abbiamo dei cani, soprattutto dei cani da lavoro, e quindi questi cani soprattutto alla guardia del gregge, alla guardia delle mandrie, alla guardia dell’azienda stessa, oppure sono cani da caccia, e quindi sono dei cani robusti, grandi, sicuramente molto più resistenti di un cane da compagnia ma oltre a questo, questi cani disseminati nelle masserie, vi assicuro che ce ne sono tantissimi, però sono dei cani di proprietà, hanno un proprietario, e comunque bene o male gli danno da mangiare, però vivono in libertà o in regime di semi-libertà, quindi sono liberi di allontanarsi, sono liberi di accoppiarsi e quindi di conseguenza… immaginate che una cagna può tranquillamente
partorire due volte all’anno ed abbiamo una decina, quindici cuccioli disseminati sul territorio, e che succede?
LA CAGNA S’ACCOTA
Succede che quando (…) quando questi cani si allontanano o per mancanza di cibo o per seguire il proprio istinto sessuale, allora possono aggredire pollai,
vitelli, agnelli, capretti, e allora i massari chiamano, chiamano il comando dei Vigili Urbani e dicono «sentite, una cagna si è “accota” nella mia masseria,
ha partorito, venitevi a piglia’ i cani». (…) Secondo dato: noi della SA3 avevamo un canile che è andato alle cronache mondiali, che tutti conoscete,
fortunatamente siamo riusciti a chiuderlo, ma questo perché le autorità, i Sindaci, l’altro punto dolente, nonostante il nostro continuo ogni giorno sollecitare, hanno fatto orecchie da mercanti (…) i Sindaci… scelgono la linea molto molto più semplice, cioè consumare i soldi nostri, arricchire le
tasche di quei pochi avveduti privati che costruiscono i canili (…). Ed io sono perfettamente in disaccordo con la realizzazione di canili indiscriminati (..). io credo che ne basta uno, è più che sufficiente (…).
SEGUIRE VIRTUTE
E a qualche collega che ancora recalcitra sull’argomento, io dico a questi colleghi “abbassiamoci, siate piuttosto umili ed accettate chi ne sa più di voi
e ci porta la conoscenza”, infatti da qualche parte si diceva “nati non foste a vivere come bruti, ma per seguire virtute e conoscenze”. (…) Abbiamo stabilito
chi in un modo, chi in un altro, di realizzare un canile sanitario ad Albanella. (…) Noi miriamo all’eccellenza, perché mediocrità ce ne sono tante, l’eccellenza ne sono poche, e quindi noi vogliamo le eccellenze, e quindi andremo là, e quindi secondo punto del progetto: la sterilizzazione. La sterilizzazione che faremo momentaneamente in questi centri, ricovereremo il tempo necessario i cani per guarirli e poi successivamente li riportiamo sul territorio (…). Quindi faremo la gioia dei cani, perché anch’io ho un cane a casa che dorme affianco al lettino di mio figlio, e lo vedo contento (…).
100 STERILIZZATI
Ho in mente di attivare sicuramente, i controlli, dobbiamo attivare tutti i controlli, informare, educare ed agire (…). Quest’anno pur senza mezzi, pur senza strutture, pur senza sostentamento, soltanto con la loro buona volontà, siamo riusciti a microchippare più di mille cani, siamo riusciti a sterilizzare cento cani…(…)
VIVA TORRE ORSAIA
In modo particolare si è appoggiato, quindi vi parlavo di buona volontà, presso il canile Oasi Felix, abbiamo un ambulatorio privato che pure si è prestato, e pure presso il canile della comunità montana di Torre Orsaia dove c’è canile ed ambulatorio. (…).
TUTTI COL CRIUV
Ho proposto, credo che ci riuscirò perché poi sono determinato quando decido di farlo, di avere uno o due ambulatori o camper mobili dove ci recheremo noi dal proprietario a fare dunque la sterilizzazione. (…) un’altra cosa interessante ed eccellente, è quello che fa il CRIUV, perché il CRIUV mi serve, perché io veterinario voglio che sia un’eccellenza nel campo medico.
TESTA TRAPIANTATA
Perché ripeto, le mediocrità ce ne so’ tante, io voglio dire che a quel cane ho sostituito la testa, e che i veterinari sanno sostituire e trapiantare la testa a quel cane, quindi ben venga… E nella gara di accalappiamento metteremo che il recupero delle carcasse, anziché andare direttamente all’inceneritore, passa prima per il CRIUV e poi va all’inceneritore, perché ci dobbiamo dare quel ruolo di cui oggi si dice. Quindi il randagismo, io ritengo, per concludere, è una grande opportunità,
un’opportunità per noi veterinari, è un’opportunità anche per degli sfortunati, utilizzando e sfruttandolo come fonte anche per la pet therapy». Stupefacente,
vero? È il direttore dell’asl veterinaria. Un intervento di alto profilo.
MINISTERO SU AS3
Vediamo allora il rapporto del ministero sulla veterinaria campana. Vi si legge di «inadempienze riguardanti sia deficit strutturali che cattive condizioni di
mantenimento degli animali», con denuncia all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di maltrattamento e uccisione di animali. Sotto sequestro sono finite Cicerale, Marigliano, Vitulano, Luogosano e Altavilla. Veniamo a Cicerale, sotto la vigilanza dell’Asl Sa3 senza dimenticare che il direttore sanitario della struttura “ mondiale” era il fratello del direttore della stessa asl.
SENZA AUTORIZZAZIONI
«Le gravisime carenze e la situazione di maltrattamento hanno riportato alla richiesta di svuotamento del canile e di revoca dell’autorizzazione sanitaria».
Che, va detto, è stata più volte chiesta di essere però riattivata dalla stessa asl. Altro che canile chiuso. «Nonché ha spinto il ministero a costituirsi parte civile nel processo nei confronti del titolare del canile», che è lo stesso che gestisce oggi Torre Orsaia, benevolmente citata dal direttore della Sa3 al convegno.
Allora, vediamo che grande opportunità rappresenta oggi il randagismo per l’Asl Sa3. Lo diciamo a Saviano e Fazio, Amnvi, Mancuso e Fnovi? Massì.
VIGILANZA DISATTESA
«Malgrado la revoca dell’autorizzazione sanitaria e il procedimento in corso, l’Asl Sa3, che ha disatteso il suo compito di vigilanza sul canile di Cicerale,
ha ad oggi ancora in essere una convenzione col suddetto titolare per il servizio di cattura dei cani vaganti sul territorio.
MEZZI FUORILEGGE
Tale servizio, come documentato in maniera chiara e inconfutabile, viene effettuato con modalità e mezzi non idonei non per il trasporto di animali vivi
ma per lo smaltimento dei sottoprodotti di origine animale». La legge dice che cade l’appalto. Che fa, ammiraglio, revoca?
«Inoltre, nonostante lo svuotamento imposto, diversi comuni non hanno ancora provveduto. Si sottolinea che lo stesso titolare di Cicerale ha ottenuto, sempre
dall’Asl Sa3, l’autorizzazione definitiva all’utilizzo di un impianto di incenerimento per lo smaltimento delle carcasse animali, aggiungendo un
ulteriore inquietante elemento a questa già complicata situazione».
ANAGRAFE BASTARDA
Anagrafe canina… Non parliamo di cani delle masserie ma di animali sotto il controllo dell’Asl: «Per Cicerale, il mancato allineamento della banca dati,
oltre a comportare la presenza di cani di cui non si conosce la provenienza, ha portato all’impossibilità di rintracciare più di 1.700 cani, tutt’ora registrati
in anagrafe come soggetti ospitati, dei quali tuttavia non si conosce il destino».
LE FASCETTE AV1
Sterilizzazione. Oltre alle 100 sbandierate sterilizzazioni (ma anche meno, volendo), «i servizi veterinari delle asl risultano spesso inadeguati. Molte
segnalazioni suffragate a volte da dichiarazioni delle asl stesse, riferiscono di scarsa attività nonostante la finanziaria del 2007 preveda che il 60% dei
fondi siano destinati al controllo delle nascite». Il servizio? Scarso e inadeguato: «Sono giunte segnalazioni corredate da foto che denunciano
l’esecuzione di interventi di sterilizzazione di cani in un ambulatorio pubblico di competenza dell’Asl Av1 effettuati con tecniche chirurgiche discutibili sia
sul piano etico che dal punto di vista prettamente medico-veterinario. La stessa Asl Av1, alla quale è stata chiesta una relazione in merito (dopo inchiesta de
la Padania del 5 settembre 2010, ndr), ha addirittura confermato l’impiego di fascette di nylon per le sterilizzazioni delle cagne. Tale tecnica, oltre a non essere risolutiva, mette a repentaglio la salute degli animali. In merito sono attualmente in corso indagini».
MA QUALE PREMIO!
E allora? Se l’ordinario fa pena, si premi lo straordinario: «È oggetto di attenzione il piano straordinario di sterilizzazione, volto ad aumentare il
numero degli interventi previo incentivo, per aumentare l’attività dei veterinari ufficiali. Si ritiene tuttavia che i livelli di attività ordinaria non siano adeguati e che quindi non debbano essere promossi ulteriori incentivi se non viene raggiunto un livello base accettabile». Insomma, è tutto vero. Il randagismo è una grande opportunità per i veterinari. Ha ragione l’ammiraglio.
E gli altri? Tutti zitti ancora?
Troppo banale un commiato con “chi tace acconsente”. Chi tace forse ha solo paura di esporsi. L’asse del Nord allora ha un messaggio da inviare a tutti,
nell’idioma che il tavolo antinord di cui sopra può comprendere: «Dicette ‘o pappice ‘nfaccia a noce: damme ‘o tiempo ca te spertoso».
s.piazzo@lapadania.net
(62-continua)
PDF PDF
LEGGI TUTTO... C’è un commento: leggi...
LA GRANDE BEFFA DEL MOLISE
6 ottobre 2010 -
Riceviamo e divulghiamo
Chiliamacisegua
Da: animalistiverona@gmail.com
Emanuela Giarraputo
LA GRANDE BEFFA DEL MOLISE
Ci avevamo creduto, per una volta avevamo creduto alle tante promesse fatte sui canili del Molise, avevamo creduto ai titoloni sui giornali, alle riunioni per ipotetici parchi canili, e invece i cani del Molise continuano ad agonizzare nella melma dei luridi box dove sono stipati a centinaia.
A distanza di un anno non solo le promesse non sono state rispettate, ma la situazione è addirittura peggiorata.
Una volta individuati i canili lager occorre prendere provvedimenti, multare i gestori, salvare i cani e non permettere che all’orrore si sommi altro orrore. Perché questo non è stato fatto?
E dall’orrore occorre rialzarsi, non è accettabile perpetuare e mantenere una situazione di orrore. Le proteste sono state fatte, le manifestazioni pure e quindi nessuno può dire che l’inquietante situazione del Molise non sia conosciuta a livello NAZIONALE.
I CANI A CAMPOBASSO STANNO MORENDO, MOLTI AGONIZZANO COPERTI DI ESCREMENTI, AGGREDITI DA QUALUNQUE PARASSITA E MALATTIA.
SONO STIPATI IN VERI E PROPRI LOCULI, DOVE RISTAGNA L’ACQUA, PRIVATI DELLA LUCE. ALCUNI HANNO LE ZAMPE PIEGATE PERCHE’ DA ANNI NON POSSONO USCIRE DA QUEI LOCULI, ALTRI SONO COPERTI DI ESCREMENTI.
NEL MOLISE NON CI SONO CANILI, MA VERE E PROPRIE PRIGIONI PER ANIMALI.
IL POPOLO ANIMALISTA ORA DICE BASTA! NON C’E’ PIU’ TEMPO PER LE PROMESSE, VOGLIAMO DEI FATTI, VOGLIAMO LA PUNIZIONE DEI RESPONSABILI DI TANTO SCEMPIO E VOGLIAMO CHE PER QUESTI CANI CI SIANO CURE, CIBO, CAMPAGNE DI ADOZIONE.
IL MOLISE FA PARTE DELL’ITALIA. CHIUNQUE SOTTOSCRIVA UNA CONVENZIONE CON I COMUNI PER L’APERTURA DI UN CANILE DEVE RISPETTARE LE NORME NAZIONALI PER IL BENESSERE DEGLI ANIMALI.
NEI CANILI DEL MOLISE INVECE I CANI SUBISCONO MALTRATTAMENTI QUOTIDIANI, ED E’ ASSURDO CHE UN CANILE, CHE DOVREBBE ESSERE UN LUOGO DI TRANSITO, IN ATTESA DI TROVARE L’ADOZIONE PER L’ANIMALE, SIA INVECE UNA PRIGIONE, UN LAGER, UN LUOGO DI SOFFERENZA INFINITA. LA LEGGE NON DICE QUESTO, LA LEGGE DICE CHE NEI CANILI DEVONO ESSERE RISPETTATE LE NORME DI BENESSERE E TUTELA DELLA SALUTE DEGLI ANIMALI.
Chiediamo che la legge contro il maltrattamento degli animali venga applicata dentro ai canili e che siano puniti i responsabili, in primis il Sindaco e le Asl competenti.
Vogliamo che vengano effettuati seri controlli e che una volta appurata la reale situazione si passi ai provvedimenti.
I CANILI DEL MOLISE SONO LA VERGOGNA DELL’ITALIA E NON COMPRENDIAMO COME MAI, SE ABITIAMO TUTTI NELLA STESSA NAZIONE E DOBBIAMO RISPONDERE TUTTI ALLA STESSA COSTITUZIONE E ALLA STESSA LEGGE, I RESPONSABILI NON VENGANO PERSEGUITI PER MALTRAMMENTO DEGLI ANIMALI.
Emanuela Giarraputo
Ass. Animalisti Italiani Onlus Sez Verona
C.F. 93142760235
Via Stanga 6 37122 Verona
Questi sono i cani del Molise
LEGGI TUTTO... Ci sono 2 commenti: leggi...
LA PADANIA 3 OTTOBRE: DI TUTTO DI PIÙ
3 ottobre 2010 -
LA PADANIA 3 OTTOBRE: DI TUTTO DI PIÙ
Stralci degli articoli di Stefania Piazzo, pubblicati su la Padania ( in allegato) del 3 ottobre 2010
Due pagine da leggere con molta attenzione
Chiliamacisegua
Dalla parte degli animali a cura di Stefania Piazzo
Pagina 23
Viaggio nell’Italia Bestiale, cinquantaduesima puntata
VIVISEZIONE, PATENTINO, LOTTA AI LAGER AL TAVOLO DE LA PADANIA CON MARTINI E ASSOCIAZIONI
PARADISO OPPEANO MODELLO DEI SINDACI CHE EDUCANO
Squilla il telefono, domenica mattina, a ora di pranzo. «Ho visto il Paradiso». Francesca Martini racconta quello che ha visto. Oppeano ha meno di 15mila abitanti. Ma Milano al confronto è più piccola. Il record di sfornare un primato di civiltà e attenzione nel rispetto della relazione uomo-animale spetta a questo comune del Nord Est. Hanno consegnato quasi 300 patentini ad altrettanti proprietari di cani. Forse un miracolo, forse una promessa, forse un pilastro. Resta il fatto che è bastata solo un po’ di buona volontà e la fortuna di combinare insieme le persone giuste: il sottosegretario Martini, che sollecita sempre l’attuazione della sua ordinanza che istituisce il patentino per una relazione consapevole e responsabile col proprio compagno a quattro zampe, poi un sindaco rispettoso e attento alle leggi, come l’on. Alessandro Montagnoli, vicepresidente dell’Anci……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..
Ribadisce l’orrore per la vivisezione in Europa e non la manda a dire su chi alleva per procacciare carne fresca in Europa senza rispettare nemmeno le regole del benessere animale. «Bisogna provvedere. Matassa, scriviamo alla Regione Lombardia, per cominciare, perché faccia rispettare i parametri di chi “alleva”. Domani la lettera». 2.500 beagle, ad esempio, nel bresciano, aspettano quella lettera. Increduli, i volontari plaudono. Francesca Martini è in assetto da guerra, al suo fianco porta a Milano davanti all’arena delle associazioni la dr. Rosalba Matassa, dirigente del ministero del dipartimento Benessere animale e coordinatrice della task force contro i canili lager
……………………………………………….. le associazioni denunciano l’ignoranza dei sindaci come prima diretta conseguenza della loro inadempienza nell’applicazione dell’ordinanza che regola i pali o delle sagre, parrocchiali e non, in cui ancora oggi si pone in premio l’animale sacrificale. «Scrivere all’Anci – dice rivolgendosi al generale Matassa -. Si impegnino a dare diffusione». D’altra parte, «anche noi come ministero non possiamo più operare come prima. Sono state necessarie delle “forzature” rispetto allo status quo e ad una visione statica del ministero produttore di carte, di lettere formali per ricordare obblighi e nulla più».
Sindaci, e Asl: «La veterinaria pubblica rispetto al cambio di passo? Tiepida ». Poi, ricorda a tutti una verifica su una struttura. «Tutto ok, mi dicono da una Asl in Veneto. Ma come?! Ci va la dr. Matassa un’ora dopo e invece si scopre esattamente il contrario: maltrattamento, condizione di deprivazione dei poveri animali…! Ma cosa avevano visto quei veterinari?! Se le cose stanno così…. Per questo vi chiedo – invoca le associazioni – di perseguire continuamente un’azione di censura e di pressione sociale. Manifestate, contestate in tutta Italia i reati di omissione d’atti d’ufficio. Non dobbiamo fare altre leggi ma denunciare le inadempienze degli ignoranti».
………………………………………………………………………………………………………………….
Sta per arrivare in Consiglio dei ministri il ddl di riforma. E l’11 ottobre, a Perugia, il faccia a faccia con la magistratura…………………………………………………….
……………………………………………………………………………..
GALERADAY IL 4 OTTOBRE
Il giorno di S. Francesco, domani, lunedì 4 ottobre, Chiliamacisegua lancia l’iniziativa del GaleraDay: appendiamo fuori dai balconi o dalle finestre di casa un lenzuolo simbolicamente macchiato di rosso, per indicare il sacrificio di migliaia di animali sacrificati sull’altare degli affari e del maltrattamento.
Vivipet
Informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sui metodi scientifici innovativi senza l’utilizzo degli animali
Pagina 24
Viaggio nell’Italia Bestiale, cinquantaduesima puntata
ADESSO TOCCA AI MAGISTRATI DIRE CON CHI STANNO
Il Ministero della Salute apre il dialogo con l’anello mancante: la magistratura. La lotta alla zoomafia cerca alleati
Sequestri che finiscono in nulla, con i cani ancora in mano ai carnefici. Archiviazioni e armadi delle archiviazioni nelle procure. Si lascia andare in prescrizione. Una sensibilità verso i reati a danno degli animali che fa a volte rabbrividire. Percezione dei tempi che cambiano a ridosso dello zero. Ma, soprattutto, determinazione nel perseguire i crimini che desta sconcerto. Se in questo Paese i canili lager, la malagestione della sanità veterinaria sono all’ordine del giorno, per una noncuranza di sindaci, regioni e asl non sempre all’altezza del ruolo, e se tutti gli appalti e il denaro pubblico speso senza offrire degno servizio non indignano a sufficienza chi tutela la legge, bisogna aprire un dialogo. Parlarsi e trovare un punto comune d’incontro nell’agire. Perché senza certezza del diritto, non ci sarà mai giustizia per gli animali vittime non solo di maltrattamento, ma oggetto, carne viva di una speculazione economica che è truffa, evasione fiscale, evasione contributiva, furto, omissioni d’atti d’ufficio. Mafia.
Che si fa? Dopo le battaglie e le denunce del volontariato, che è la prima e vera sentinella sul territorio, nonostante altri, retribuiti, non sentinellino alcunché fino in fondo (poco personale, pochi soldi, pochi mezzi, i soliti alibi che si sentono da sempre…), dopo la perseverante azione di rinnovo legislativo attraverso ordinanze, un ddl in arrivo e le prese di posizione del sottosegretario Francesca Martini, dopo che la stampa, in primis la Padania con Striscia la notizia, hanno metodicamente e organicamente sbattuto in prima pagina questa lotta del bene contro il male, smuovendo le sensibilità e scorticando l’irritabilità di un sistema che mai aveva pubblicamente fatto ammenda del disastro tollerato e taciuto, con un magna magna pari a un pezzo nascosto di Pil sommerso, il sottosegretario con delega alla medica veterinaria vuole dare un nuovo segnale e chiedere che nel nuovo che avanza il partner indispensabile, al fianco del ministero e dei Nas, sia la Magistratura.
…………………………………………………………………………………………………………………………………….
ALTAVILLA IRPINA, SIAMO A TRE
L’ordinanza per uccidere i cani, poi le fascette elettriche per sterilizzare. Poi l’ordine di rimettere in strada i cani in custodia. Intervengono la Padania e la task force del Ministero. E gli altri?
Altavilla Irpina, Campania felice ed eccellente. Prima l’ordinanza del sindaco del 16 luglio scorso per abbattere i randagi, bloccata da ministero e prefetto a fine agosto. Perché fuorilegge. E perché nessun’altra istituzione ci aveva pensato prima. La denuncia l’avevano fatta le associazioni, non le istituzioni che vigilano.
Poi, è stata la volta delle sterilizzazioni sui randagi con le fascette elettriche che comunque fanno andare in calore le cagne in canile, fatti e documenti al vaglio della task force contro i canili lager del ministero della Salute (vedi anche la denuncia solitaria de la Padania del 5 settembre scorso).
Adesso, la terza pera. Per restare in zona, arriva nel bel mezzo del tavolo promosso da la Padania con il sottosegretario Martini e le associazioni, il 27 settembre scorso, una segnalazione urgente al nostro quotidiano, che viene comunicata in diretta durante i lavori.
Eccola qua: «Il sindaco di Cervinara Avellino non ha i soldi per pagare
163 cani al caniledi Altavilla Irpina (toh,ci risiamo, ndr), ha imposto al gestore di liberarli sul territorio entro domani».
Così com’è, sbotta il sottosegretario, «questa è una comunicazione di reato. Penale».
Campania, l’eccellenza delle criticità.
Scatta dalla task force la segnalazione ai Nas. Nessun altra istituzione aveva al momento mosso un dito.
Ci pensa l’instancabile coordinatrice dell’unità operativa, dr. Rosalba Matassa, mentre partecipava ai lavori del tavolo milanese, a mettere in moto le verifiche e a scongiurare che le intenzioni di un primo cittadino si tramutino in un reato, nel quieto vivere e nel nulla facendo della Campania felix. Dove le cose le vedono solo i giornali, le associazioni e qualcuno, al ministero.
E così è. Il 28 arrivano i Nas.
Causa ed effetto di un sano feedback tra associazioni, ministero e stampa, si entra nel vivo della questione: si pone il canile sotto sequestro amministrativo per omissioni varie: mancanza di abbeveratoi automatici; mangiatoie automatiche; area di sgambamento…………..
…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
(53 – continua)
PDF PDF
LEGGI TUTTO...
LA PADANIA 26 SETTEMBRE REATI TRIBUTARI CONTRO L’OUTLET DEI GESTORI
26 settembre 2010 -
LA PADANIA 26 SETTEMBRE REATI TRIBUTARI CONTRO L’OUTLET DEI GESTORI
Per gli articoli di Stefania Piazzo, su la Padania 26 settembre, per i protagonisti di tale assurda, documentata, conosciuta, svergognata inciviltà, tollerata da troppo tempo anche da chi non capisce che è un sistema questo di disattenzione alla legge, di irresponsabilità gravissime, un sistema esattamente identico a quello che in altri settori si snoda, per truffare il cittadino, lo stato e maltrattare fino ad uccidere innocenti, siano i cittadini, siano anziani, disabili, bambini, donne, anziani, animali, non una parola di più, non una parola di meno di questa: DISGUSTO, non un desiderio più bramato: IN GALERA I CRIMINALI, con una sola speranza: RESET!
Chiliamacisegua
Nota
Chiliamacisegua vi ricorda il Galerady previsto il 4 ottobre Partecipate alla protesta del lenzuolo bianco macchiato di rosso http://www.chiliamacisegua.org/2010/07/10/il-galeraday/
In galera i criminali fuori gli animali
La Padania 26 settembre
VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE CINQUANTUNESIMA PUNTATA a cura di Stefania Piazzo
REATI TRIBUTARI CONTRO L’OUTLET DEI GESTORI
IL MOLISE FRANA ANCORA
Un canile che sembra si ribelli al fatto di essere nato. Anche il canile vuole morire. Si apre per mangiarsi vivo, come i cani che sono stati sbranati dai loro simili lì dentro, imbrigliati dentro le reti.
CAFASSO BECCA ALTRI CANILI
Sul territorio dell ’Asl di Salerno vince sempre il migliore. Cafasso.
(51 – segue)
LEGGI TUTTO...
Urla del silenzio
26 settembre 2010 -
Urla del silenzio
Si puo’ aggiungere qualche commento che non sia di esecrabile espressione?
No!
Allora meglio stare zitti e lasciare la parola, anzi all’urlo di questa testimonianza giunta a Chiliamacisegua, che, come è suo costume, divulga al mondo intero, quello civile perché si indigni, quello incivile perché ponga rimedio alla barbarie, senza ringraziare il sindaco di Galatina, Giancarlo Coluccia, che invece lui si, può ringraziare per la sua elezione, che gli è andata di lusso!
Chiliamacisegua
Urla del silenzio
È proprio il caso di dirlo: a volte ritornano!
Chi ricorda più il canile di Silvio Giorgio Ferramosca in cui, come deterrente per non superare i livelli di inquinamento acustico imposti dal Comune di Galatina, furono tagliate le corde vocali ai cani?
Ora proprio quel canile torna a fare clamore in occasione dell’ordine di trasferimento di 76 cani dal canile sanitario di Galatina a quella struttura, al fine di procedere alla ristrutturazione del primo.
Ma andiamo con ordine.
Era il 21 ottobre 2001, quando il titolare di quella struttura, le cui autorizzazioni sono a nome della moglie baronessa Carmela Galluccio, fu destinatario di decreto penale di condanna per maltrattamento di animali per aver bruciato le corde vocali a decine e decine di cani “ospiti”.
La notizia, denunciata da alcune associazioni di volontariato animaliste e confermata da successivi atti di indagine dei Carabinieri di Gallipoli fece il giro di tutta Italia, suscitando il raccapriccio generale.
Eppure da allora quel canile ha continuato ad esistere, in un’area dove insistono numerose abitazioni, una delle quali addirittura attaccata allo stesso canile.
E oggi torna a fare scandalo, perché lì nonostante un’ordinanza comunale, la n. 16 del 2000, confermata con sentenza del Tar del 2001 tesa a non incrementare i livelli di inquinamento acustico introducendo ulteriori cani e la successiva legge n. 26 del 2006 che impone per tutti i canili una capienza non superiore a 200 cani, ed esclude la presenza di moduli contigui, “i coniugi Ferramosca-Galluccio hanno partorito un’altra delle loro operazioni machiavelliche: come si legge nel ricorso al Tar da parte dei residenti e dell’Associazione Nuova Lara di Lecce per l’annullamento dell’Ordinanza 147/D relativa al trasferimento dei suddetti cani del sanitario, “al fine, difficilmente non percepibile, di aggirare il dettato normativo, i due hanno scaltramente attuato un “improbabile” frazionamento catastale del suolo ove sorge il canile di proprietà della Galluccio e gestito dal Ferramosca, tramite la costituita Società Cinofila, onde creare la parvenza di due unità o impianti distinti, per cui hanno richiesto e ottenuto dal Comune di Galatina due distinte autorizzazioni sanitarie, una per ognuno dei coniugi.
In parole povere, se la Legge detta di non superare il tetto di 200 cani, “ora grazie all’aiuto determinante della Asl e del Comune di Galatina il Ferramosca potrà aumentare tranquillamente il numero di cani contenuti nell’intera struttura”, dice la presidente della Nuova Lara Paola Gorgoni, che si dice “stupefatta” che le associazioni animaliste debbano occuparsi di difendere oltre agli animali anche i cittadini, i cui diritti sono stati sfacciatamente lesi.
E ancora, ribatte l’avv. Floriana Catanzaro, è assurdo che gli stessi cittadini residenti, tra cui bambini appena nati, non siano neppure tutelati dal punto di vista sanitario, visto che per i cani da trasferire non è stata prevista alcuna profilassi contro la rabbia e l’echinococcosi, malattie trasmissibili all’uomo.
La responsabile dell’ENPA di Galatina considera indegna tutta questa manovra che avrebbe potuto essere evitata approntando dei box prefabbricati dove spostare i cani ospiti presso lo stesso canile, molti dei quali malati, senza causare traumi agli stessi e dare al privato la possibilità di procurarsi un vantaggio ingiusto a seguito della nascita di una maxistruttura in piena violazione della legge regionale.
A firma dei residenti
Associazione Nuova Lara Lecce
Associazione ENPA Galatina
Avv. Floriana Catanzaro componente commissione regionale randagismo
Gruppo fb
http://www.facebook.com/group.php?gid=151446394889876
Urla del silenzio
Sindaco Comune di Galatina
Giancarlo Coluccia
Asl di Galatina
Responsabile dr. Cosimo Esposito
RASSEGNA STAMPA
A
segreteria.turismo@governo.it;
info@lacoscienzadeglianimali.it;
sindaco@comune.galatina.le.it;
floriana.catanzaro@banca.mps.it;
redazione.lecce@gazzettamezzogiorno.it;
LEGGI TUTTO...
La Puglia? Presente!
26 settembre 2010 -
| La Cicogna Chiama Striscia la Notizia |
| Scritto da Redazione | |
Per vedere il video clicca qui La Cicogna chiama Striscia la Notizia per il problema del Canile. Ora qualcuno dovrebbe dare delle scuse al nostro amico Patrizio Maggio. |
In aiuto dei cani
Edoardo Stoppa è andato a Cerignola (Fg) per verificare le condizioni di un canile
QUESTO E’ IL VIDEO DEL CANILE DI CERIGNOLA. PEZZI DI QUESTO VIDEO SONO GIA ANDATI IN ONDA SU TGBLU E SU SKYTG24.
LA NOTIZIA E’ STATA RIPRESA GIA DA ALCUNI GIORNALI LOCALI, DA SITI DI INFORMAZIONE LOCALE, MA ANCHE DA UN GIORNALE NAZIONALE.
ALCUNI PERSONAGGI MI HANNO ACCUSATO DI AVER CREATO ALLARMISMI E FINTI SCOOP, GLI RISPONDO CHE GLI SCOOP NON MI INTERESSANO, ALTRI DICONO CHE AVREI DOVUTO GIRARE LE IMMAGINI DA DENTRO IL CANILE MA DENTRO LA SITUAZIONE E’ UN PO’ MIGLIORE DI QUELLACHE SI VEDE NEL VIDEO NEI GIORNI PRECEDENTI ALTRI SONO ENTRATI PER CONTROLLARE,
INFATTI LE MIE FOTO DOVEVANO PROVARE LA SITUAZIONE UN BEL PO’ DEGRADATA DI UN CANILE CHE RICEVE QUASI 13000 EURO AL MESE DAL COMUNE MA MAI AVREI PENSATO DI TROVARE DEI BIDONI CON CARCASSE DI CANI MORTI PER CAUSA CHE NON CONOSCIAMO E GIA PIENI DI VERMI DOVUTI ALLA PUTREFAZIONE.
CHI SI E’ SCAGLIATO CONTRO DI ME CON VEEMENZA E PERCHE’ SICURAMENTE HA UN INTERESSE IN QUEL CANILE, IL QUALE ANDREBBE RISTRUTTURATO E SOPRATTUTTO CONTROLLATO.
CHI PENSA CHE FATTO IL VIDEO POI TUTTO FINISCE SI SBAGLIA, DEVE STARE ATTENTO PERCHE NOI SIAMO SEMPRE LI A CONTROLLARE.
IL VIDEO E LE FOTO LE HO GIRATE TRANQUILLAMENTE AVENDO CHIESTO IL PERMESSO AD UN CONTADINO DI PARCHEGGIARE L’AUTO NEL SUO FONDO E POI DOPO AVER FATTO TUTTO SONO RIMASTO A CHIACCHIERARE UN PO CON LUI CIRCA LA PUZZA CHE INSISTE IN QUEL LUOGO, PUZZA SIA DEI BISOGNINI DEI CANI MA ANCHE PUZZE CHE DERIVAVANO DA QUEI FUSTI.
STA DA DIRE CHE DOPO 2 GIORNI I FUSTI SONO SPARITI MA SOTTO L’ALBERO CI STAVA UNA BUSTA BIANCA CON QUALCOSA DENTRO…..STAVOLTA HO EVITATO DI CONTROLLARE PERCHE’ IL MIO STOMACO E IL MIO CUORE NON AVREBBERO RESISTITO.
LEGGI TUTTO...
EU CHIUSO PER LUTTO
25 settembre 2010 -
EU CHIUSO PER LUTTO
Il popolo (forse perche’ e’ bue) ama gli animali ed e’ incazzato nero.
Politici ed europolitici di sto cippirmerlo, attenti la festa e’ finita.
I cittadini ribelli che ragionano con la loro testa e che vi foraggiano lautamente, non tollerano piu’ caccia, canili lager, allevamenti intensivi, macellazione islamica, inapplicazione delle leggi sui maltrattamenti, vivisezione, in dispregio della civilta’ e in onore del dio quattrino.
Le lobbies di qualsiasi colore, genere, comunita’, razza ,che lucrano su creature senzienti, fora di ball.
E se proprio volete, scannatevi tra di voi.
Amen!
Chiliamacisegua
Thomas Jefferson
![]()
http://www.geapress.org/sperimentazione-animale/roma-manifestazione-contro-la-vivisezione/5996
Roma – Manifestazione contro la vivisezione
Parecchie migliaia di persone sono appena partite
di redazione | 25 settembre 2010
GEAPRESS – Sono almeno diecimila secondo gli organizzatori, poco meno di 5.000 secondo la Questura, comunque più del previsto, i manifestanti che hanno già affollato Piazza della Repubblica a Roma da dove, verso via Barberini, è da poco partito il corteo anti vivisezione. Tutti, come richiesto, senza bandiere di associazioni ma con tanti striscioni di protesta. Molto discreta la presenza delle Forze dell’Ordine.
L’iniziativa, come hanno precisato gli organizzatori in una conferenza stampa da poco conclusa (vedi foto), rientra nella campagna ormai da tempo in atto per la chiusura dell’allevamento Green Hill di Montichiari (BS). Green Hill è l’unico allevamento di cani beagle in Italia, utilizzati per la sperimentazione animale, ed uno dei più grandi d’Europa.
Come riferito dagli organizzatori della manifestazione nel corso della conferenza stampa di stamani, sono tutti Green Hill i cani che ogni anno in Italia, in deroga al divieto vigente, vengono sperimentati nel nostro paese. Rispondendo ad una domanda di Leonora Pigliucci di GeaPress, gli organizzatori hanno voluto sottolineare come il tema della manifestazione di oggi rimane fortemente ancorato proprio alla richiesta di chiusura dell’allevamento della multinazionale americana installato a Montichiari.
E’ scontato, però, che il voto dello scorso otto settembre al Parlamento Europeo, dove è stata approvata l’orrenda direttiva pro-vivisettori, non può che assumere, proprio oggi, un significato particolare. La manifestazione, così come sottolineato dallo stesso Coordinamento “Fermare Green Hill”, è pertanto quella del “corteo nazionale contro la vivisezione”.
Il Coordinamento ovviamente abolizionista, non può a tal proposito che criticare duramente la Direttiva approvata dal Parlamento Europeo.
Una analoga iniziativa è attualmente in corso a Parigi a Place Saint Germain de Prés, ma anche, per l’Italia, a Torino, Milano Catania ed altre città.
In Italia, secondo il Coordinamento “Fermare Green Hill” sono un milione gli animali sperimentati annualmente mentre mille sono i cani di Green Hill destinati al nostro paese.
Secondo lo stesso coordinamento l’allevamento di Montichiari disattenderebbe le norme relative al mantenimento degli animali, previste proprio per gli allevamenti nella norma regionale di recepimento della legge quadro in materia di animali d’affezione.
Lo stesso Coordinamento “Fermare Green Hill” sottolinea inoltre la grave incongruenza di un allevamento installato in un paese dove teoricamente, salvo deroghe, non possono essere utilizzati cani negli stabulari dei vivisettori. Ai manifestanti sono pervenuti i messaggi del Ministro Michela Brambilla, del Sottosegretario Martini e degli Europarlamentari Sonia Alfano e Rita Borsellino.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).
Prima manifestazione nazionale contro la vivisezione – Roma, 25 settembre 2010
……….La chiusura di Green Hill potrebbe essere decretata in un attimo se dal Ministero della Salute avessero la decenza di far applicare a questo allevamento le norme della Regione Lombardia previste per tutti gli altri allevamenti di cani. La stessa Asl regionale e la stessa Regione Lombardia hanno evidenziato una discrepanza nel caso Green Hill………
I FATTI RACCONTATI DA CHILIAMACISEGUA
http://www.chiliamacisegua.org/2010/09/11/vergogna-europea-svergognata/
VERGOGNA EUROPEA SVERGOGNATA
FOTO ROMA MANIFESTAZIONE 25 SETTEMBRE
Di tutti i crimini neri che l’uomo commette contro Dio ed il Creato, la vivisezione è il più nero.
Mahatma Gandhi
LEGGI TUTTO...
Sindaco di Acquaviva, bravo, continui così!
23 settembre 2010 -
Sindaco di Acquaviva, bravo, continui così!
Chiliamacisegua si complimenta con l’ing. Francesco Squicciarini sindaco ( con la esse minuscola) di Acquaviva (Bari) per il comportamento assolutamente ligio al suo ruolo, in tema di tutela benessere animale. Ottimo esecutore del suo mandato, eccellente e premuroso tutore dei cani a lui affidati dalla Legge 281/1991.
Bravo, continui così che sarà il fiore all’occhiello del suo territorio e ricordato nei tempi dei tempi dei tempi che verranno, come fulgido esempio di (in) capacità governativa e di gestione oculatissima dei soldi dei contribuenti da lui assegnati.
Chiliamacisegua
sindaco ( con la esse minuscola) di Acquaviva (Bari)
ing. Francesco Squicciarini
Nato ad Acquaviva delle Fonti il 08/06/1971.
Eletto Sindaco con 6.797 voti e proclamato in data 24/04/2010 .
I FATTI
ACQUAVIVA I CARABINIERI ENTRANO NELLA STRUTTURA MUNICIPALE E INFORMANO
IL PM Il Nas scopre il canile-lager ospita 453 bestie invece che 172
di FRANCO PETRELLI
ACQUAVIVA . Scoppia l’emergenza randagismo in città. Nel canile municipale, i Carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità hanno scoperto 453 cani stipati come polli in batteria, all’interno di una struttura, ubicata in contrada «La Campana». Mentre su un ettaro di terreno, in questo prevista una presenza di cani rifugio, è randagi che non potrebbero superare le 172 unità. In sostanza, durante l’ispezione, i militari del Nas di Bari hanno riscontrato ben 281 cani in esubero.
Secondo gli accertamenti svolti dagli stessi investigatori dell’Arma, il canile viene affidato in gestione, da anni, a imprese esterne. A marzo scorso, nel corso della gestione commissariale del Comune, il servizio di mantenimento e ricovero dei cani randagi è stato concesso a un’impresa di Bari, tramite bando di gara, per un importo annuale di 300mila euro. Ora emergerebbe un quadro a tinte fosche: tanti «amici dell’uomo» assurdamente stipati, che vivono in condizioni drammatiche e che andrebbero messi al sicuro, destinandoli a una più adeguata collocazione.
Agli uomini del Nas non è rimasto altro che segnalare all’amministrazione comunale la grave questione «ai fini dell’adozione dei provvedimenti mirati» ad impedire il perpetrarsi di una situazione «formalmente antigiuridica». Oltre a coinvolgere «il locale e competente servizio veterinario dell’Asl di Bari». Siamo alle solite. Bisognerebbe avere più a cuore la salute di questi poveri animali, stipati in un canile che ne potrebbe contenere in un numero di gran lunga inferiore alla metà. Le condizioni igieniche riscontrate sono difficili: i cani non possono muoversi per intere giornate, paiono ingabbiati e risultano esposti al rischio di epidemie. Un fatto non da poco, che suscita stupore, se non proprio indignazione .
Al momento le indagini delle forze dell’ordine non appaiono concluse. I militari hanno già inviato una dettagliata relazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari. Spetta al pm verificare la sussistenza di eventuali reati.
IL PREGRESSO DA CONOSCERE
http://www.acquavivalive.it/news/news.aspx?idnews=2277 11 febbraio 2010
Ricovero cani randagi e gestione canile: appalto aggiudicato
Correva da sola e “ha vinto” la ditta “M.A.P.I.A. S.r.l.” di Bari
di La Redazione
E’ stato aggiudicato il 9 febbraio l’appalto (con un importo a base d’asta di € 710.000,00 oltre IVA) per il triennio 2010/2012, per il servizio di ricovero e mantenimento dei cani randagi, nonche’ di gestione del canile sanitario comunale sito in contrada “La Campana”.
Ad accaparrarsi l’incarico – secondo il criterio del prezzo più basso, inferiore a quello posto a base di gara – la ditta “M.A.P.I.A. S.r.l.” di Bari (unica a rispondere al bando), “al costo unitario pro-cane e pro-die - cita l’avviso di aggiudicazione - di € 1,13 oltre IVA, al netto del ribasso offerto del 18,00% e quindi per un importo complessivo di € 597.200,00 oltre IVA comprensivo dell’importo di € 15.000,00 oltre IVA, quali oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso d’asta.”
8 commenti per questo articolo
postato da LOVEDOG
04 marzo 2010 @ 20.03 e volevo anche rispondere a laverita50…sull’affermazione: non ci sono molte ditte specializzate a gestire i canili. beh la ditta che ha vinto l’appalto non è specializzata assolutissimamente nella gestione del nostro canile…
8 postato da LOVEDOG
04 marzo 2010 @ 19.03 salve ragazzi volevo solo dirvi che la ditta di acquaviva che fa servizio nel nostro canile da dieci anni non è stata invitata a partecipare…e gia da questo si potrebbe dedurre che c’è qualcosa sotto…e comunque bisognerebbe pensare anche a quei poveri cani che se fino a pochi giorni fa si trovavano in un hotel a 5 stelle ora sfortunatamente si trovano in una pensione se non qualcosa di piu sgradevole…
7 postato da giusy_007
14 febbraio 2010 @ 14.02 Anche Fico1967 ha un po’ le idee confuse. Il perchè la ditta di Acquaviva non ha partecipato o gli e’ stato impedito di partecipare, lo dirà eventualmente il tribunale. Io in questa vicenda non ho nessun amico ne di destra ne di sinistra. Resta il fatto che una gara con un solo concorrente non è una gara, punto. Inoltre qui ad Acquaviva dal 2001 le gare con 1, 2 o al massimo 3 concorrenti sono state diverse e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Buona notte !!!!!!
GESTIONE CANILE COMUNALE: PERCHE’ TANTA FRETTA?
Scritto da Vito Delmonte Venerdì 15 Gennaio 2010 11:42
Intendo sollevare la questione della Gestione Canile-Rifugio comunale. Pare che nel giro di pochi giorni è stata bandita, dopo anni di stasi e proroghe, una gara per la gestione del canile in contrada “La Campana”. Pare che ha visto l’ aggiudicazione della gestione ad una associazione della città di Bari.
E’ evidente qualora questo avvenisse, che altre 10 famiglie acquavivesi perderebbero il loro posto di lavoro con ovvie conseguenze.
Rivolgo a questo punto a me stesso delle questioni:
Perchè tutto ciò è avvenuto nel giro di ore?
Perchè non si è tenuto conto degli atti delle precedenti amministrazioni ( ricerca di mercato)?
………….
MEDITIAMO GENTE!!!!!!!!!!!
A
info@lacoscienzadeglianimali.it;
LEGGI TUTTO... Ci sono 3 commenti: leggi...
LA PADANIA 29 AGOSTO 2010 SANTO STEFANO, COMPLICI DENTRO IL MINISTERO
26 agosto 2010 -
La Padania, articolo di Stefania Piazzo, in anteprima.
Mentre l’estate sta tirando le cuoia (come i nostri animali, in Italia fanno ogni giorno, avvelenati, impiccati legati ai pali, bruciati, agonizzanti nei canili lager, i cui gestori, nome e cognome scritti in nero su carta bianca, smascherati inutilmente, giocano a tresette con le denunce e riempiono l’album panini, celo non celo questa querela, e si preparano al campionato della crudeltà 20101 2011, ingaggiando nuovi accalappiatori o riciclando quelli conosciuti come Cafasso, indagato anzi imputato, ma libero di lavorare per le Asl di Salerno, nella indifferenza generale del potere. Dell’azione. Della determinazione a svoltare.
Quello della stanza dei bottoni, che i volontari ahimè, si dannano, ma abitando la stanza delle..asole, si svenano e rabbiosamente si disperano.
Eccola la pagina di Stefania Piazzo che incresperà qualche animo, domenica prossima. Ma nulla più.
Due anni di lotta assieme, Clacs e Piazzo, due anni di dossier raccolti, due anni di orrori. Di truffe, di inadempienze, di omissioni di atti di ufficio, di sciupio di denaro pubblico. Svelati, diffusi, pubblicati, divulgati.
E questo è il risultato: sulla carta siamo diventati civili cittadini che possono avvalersi di ordinanze e di leggi all’avanguardia, siamo animal friendly, abbiamo una task force, all’italiana quattro gatti a piedi e le pistole caricate a salve, si, scacciacani ma non delinquenti, abbiamo la coscienza degli animali.
Ciumbia!
Ma anche l’incoscienza di chi ha il dovere di fare e si gira i pollici!
Già, sul territorio non è cambiato nulla per gli animali.
Sono cambiati i volontari che di questo Stato non sanno che farsene ne sanno chi votare, giacchè possono votare e votarsi solo ai Santi.
Se non volgono, anche loro, lo sguardo altrove!
Buona lettura.
Chiliamacisegua
LA PADANIA 29 AGOSTO 2010
VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE QUARANTASETTESIMA PUNTATA
SANTO STEFANO, COMPLICI DENTRO IL MINISTERO
di Stefania Piazzo
Gira in rete su internet questo annuncio:
«FATE GIRARE PER FAVORE. Sta per finire l’estate… e il canile di S. Stefano (Campobasso) non è affatto pronto ad affrontare l’inverno… sappiamo che la nostra cittadina è molto fredda… e la stragrande maggioranza di cani è sprovvista di cucce (se cucce si possono chiamare quelle che ci sono!) Se hai la possibilità e vuoi regalare un po’ di calore a questi nostri poveri amici contatta enpa@campobasso.org oppure Giancarlo 3294148871. GRAZIE DI CUORE».
Fine dell’annuncio. Sul canile di S. Stefano abbiamo documentato lo scempio, la mancanza del rispetto delle regole, il Ministero della Salute ha più volte ispezionato la struttura dove i cani si sbranano, e muoiono dilaniati tra consimili o feriti tra le sbarre.
Il canile, dentro, è un covo di merda, piscio e topi.
I contratti e gli appalti sono un insulto all’intelligenza, all’economia. Gli spostamenti di cani a prezzi esorbitanti da Campobasso a Milano, per animali pagati e mantenuti anche a morte avvenuta, sono il segno di un tarlo che con altri tarli dentro l’amministrazione comunale operano secondo regole che sfuggono ai mortali.
Mentre i carabinieri dei Nas locali chiedono di relazionare. E nessuno al Ministero li ha chiamati.
Ma perché l’Antonio Di Pietro di Mani pulite, che è pure molisano, non mette le mani sugli stessi appalti acquisiti dal Ministero e usati come fermaporte?
La gestione subcommissariale non ha cambiato nulla, e per chiedere al Ministero delle Finanze la sua rimozione, per mutare il destino degli appalti e di 700 cani disgraziati, non sono state scritte due righe. Ha vinto De Marco, il delegato a vita dei sindaci, ha vinto la Tecnovett di Rieti che si aggiudica appalti ovunque, indisturbata, ha vinto chi finge di non aver capito l’importanza dei controlli Inps dentro i canili, hanno vinto le anime nere complici dello sfascio, che non hanno mosso il culo per cambiare le cose, perché cane non mangia cane e le Asl non si possono in fin dei conti toccare più di tanto.
E poi “tocca alla Regione fare”. Alla task force non sono stati dati poteri sostitutivi. Non può incidere e rimuovere il marcio.
L’hanno davvero studiata bene.
Cari miss e mister “Popopo” del ministero della Salute, che avete fatto dopo le ispezioni a S. Stefano, oltre che mobbizzare i funzionari attivi?
Il Ministero, nonostante l’azione di un Sottosegretario controcorrente, è tornato nemico, simbolo di morte e non di vita, di ottusità e non di pulizia.
Un antistato che nidifica dentro gli uffici.
La realtà è che non un canile lager è stato sgominato (e Cicerale? e Rieti?…), non una lezione esemplare. Non un’azione ispettiva è stata risolutiva.
Alla durezza di un mandato politico è corrisposta la molliccità dell’apparato e la voluta pochezza di uomini in prestito messi a disposizione.
Stipendio, potere, appalti, soldi e cani morti.
Se in due anni sono stati catturati 27 su 30 latitanti camorristi, ce lo spiegate come non siete riusciti a chiudere uno straccio di un canile lager?
Il territorio non sta più da tempo col Ministero. Ne rispondano i dirigenti, una volta. Lavorano per lo Stato, pagati dal popolo. Inchiappettato per bene.
s.piazzo@lapadania.net
(47 – continua)
L’ultimo orrore di Santo Stefano su Chiliamacisegua
http://www.chiliamacisegua.org/2009/11/30/molise-morte-annunciata-al-santo-stefano/
LEGGI TUTTO... Ci sono 2 commenti: leggi...





































