Affidare la pecora al lupo

Affidare la pecora al lupo

Zitti zitti, tomi toni, ignoti e sconosciuti mattacchioni della Provincia di Milano, ne stanno combinando una davvero grossa, lavorando sottotraccia.

La notizia corre di bocca in bocca, lasciando tali bocche spalancate:

Achille Abbiati gestore del canile Dogmar in quel di San Genesio Uniti, provincia di Pavia, è candidato, incredibili dictu,  ( e speriamo factu!), con ottime chances alla poltrona di responsabile dell’Ufficio Diritti degli Animali della Provincia di Milano

Governatore della Provincia di Milano Guido Podestà, ma che siete tutti matti?

Che lo si sappia in giro!

Chiliamacisegua provvede alla bisogna, toglie il velo di silenzio e domanda lumi agli Enti preposti, alle gole profonde informate di tutto: “ tale notizia corrisponde al vero? “

E in caso affermativo, Chiliamacisegua domanda anche: “che titoli ha il signor Abbiati Achille oltre ad essere segretario regionale della Dc per ricoprire tale ruolo, essendo un imprenditore privato, un signore che su gli animali ha basato la sua sopravvivenza economica? “

Chiliamacisegua nota non solo incongruenze macroscopiche, ma un conflitto di interesse abnorme, una collisione tra il principio che sostiene chi la vita la rispetta e l’interesse che invece motiva chi la vita la compera.

E tralascia di parlare di come i cani abbiano vissuto dentro al canile Dogmar, canile convenzionato con alcuni comuni pavesi , rammentando le denunce catalogate  nel suo archivio

E a disposizione.

http://www.chiliamacisegua.org/2009/04/18/per-non-dimenticare-paviamalessere-animale-2/

Viola, una ospite del canile Dogmar

Chiliamacisegua chiede una smentita ufficiale da parte del Governatore della Provincia di Milano, Guido Podestà,  preso da un soprassalto di pudore e magari di vergogna, per tranquillizzare sia gli animali, sia chi si batte per loro.

In altro modo sarebbe come affidare la pecora al lupo.

Bell’affare!

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

http://www.democraziacristiana.org/portal/alias__Nebula/lang__it-IT/tabID__67/DesktopDefault.aspx

Segretario Regionale:  Achille Abbiati

http://www.democraziacristianalombardia.org/index.php/stampa/comunicati-stampa/167-achille-abbiati-responsabile-riorganizzazione-partito-italia-nord.html

Achille Abbiati

http://www.dogmar.it/

La PENSIONE per cani e gatti

DOGMAR snc di Abbiati & C.
Strada per Mirabello, 6
27010 San Genesio Ed Uniti – PV
Ecco svelato l’arcano: tu fai un favore a me, io faccio un favore a te

http://www3.varesenews.it/elezioni2010/lombardia/pagine.php?id=25

In una nota della Democrazia Cristiana della Lombardia viene specificato l’apparentamento con la corsa di Roberto Formigoni alla guida della Regione………….

“Nella nostra regione – dice la nota – , inoltre, grazie alla vittoria alle ultime consultazioni provinciali in cui la Democrazia Cristiana ha contributo a portare Guido Podestà a Palazzo Isimbardi,

…………………..Lombardia, grazie al delicato lavoro del segretario politico Achille Abbiati. …………………..

LA PADANIA 7 FEBBRAIO 2010 Cosa è successo davvero dentro Cicerale?

LA PADANIA 7 FEBBRAIO 2010

Cosa è successo davvero dentro Cicerale?  Nei processi dei reati prescritti, delle truffe tentate?

E dentro l’inceneritore? Cosa entrava, quanto bruciava, quanti cani sono passati per il camino?

Quanta moneta sporca ha fruttato ad un privato, l’ignoranza, l’amicizia dello Stato tra Asl pasticcione, la coincidenza delle parentele, i Sindaci indifferenti  e gli appalti vinti senza requisiti?

Questa, che Chiliamacisegua divulga, è la prima inchiesta giornalistica minuziosa e documentata che prende in mano sul serio le carte di Cicerale, le mette insieme una dopo l’altra,  che interroga

il Viminale e il Ministero della Salute sui 15 anni del canile più discusso d’Italia.

Questa è la vera storia dell’orrore di Cicerale.

Sotto gli occhi di tutti coloro che vorranno e sapranno leggere. E farne l’uso che si deve.

E questo che leggete su la Padania dell’7 febbraio 2010, a firma di Stefania Piazzo, non e’ un articolo:

E’ UNA BOMBA!
Il coraggio di Stefania ha acceso la miccia.
Ad orologeria, a tempo.
Siamo qui a volerci godere lo spettacolo. Delle risposte e dei provvedimenti.
Beh è arrivata finalmente quell’ora:

Stato fai lo Stato, salva la giustizia che da queste parte è ancora costretta a battere i marciapiedi!
Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

FEBBRAIO

07 febbraio

*VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE SEDICESIMA PUNTATA

*STORIA INEDITA DI UN SISTEMA 1


Indicazione per Cicerale

07 febbraio

*I CANI NON TORNANO MUORI CHE TI PASSA

*STORIA INEDITA DI UN SISTEMA 2


La ciminiera di Cicerale

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NOTA
CHILIAMACISEGUA VI SEGNALA  I LINK DEGLI ARCHIVI DE LA PADANIA 2008 2009 2010  CHE COMPRENDONO TUTTI GLI ARTICOLI DENUNCIA DI STEFANIA PIAZZO.

CHILIAMACISEGUA

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CHI DESIDERA RICEVERE GLI INDICI IN WORD O IN PDF E’ PREGATO RICHIEDERLI A info@chiliamacisegua.org

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PER UNA LETTURA COMODA

CICERALE STORIA INEDITA DI UN SISTEMA

Un inceneritore nel Comune in cui bruciare, eventualmente, la droga sequestrata. Un canile con e senza autorizzazioni. Fatture di accalappiamenti tutte da verificare. Un processo per reati tributari verso i comuni convenzionati, reati finiti in prescrizione (correvano gli anni 1994 e 1995 e si parlava di fatture emesse per operazioni in parte o in tutto inesistenti o con importi superiori…).

E, ancora, altri pagamenti incassati  a fronte di nessun sindaco che andò a sbirciare quanto cani erano stati catturati nei furgoncini.

Nessuna ulteriore verifica tributaria.

Perché? Tanti processi per maltrattamento.

Perché? Appalti vinti senza requisiti.

Perché?

E poi? Varie ed eventuali.
Si può scrivere? Bisogna scrivere.

La storia di Cicerale è scolastica, didattica, perché insegna come funziona in Italia il sistema canili, il meccanismo delle convenzioni, delle autorizzazioni. Quando ci sono. Dei cani accalappiati in abbondanza, magari sempre quelli, pagati sull’unghia dai comuni, che non controllavano se quanto pagavano corrispondeva alla pesca miracolosa del furgoncino.

Ed è un sistema sublime da scoprire visto che la premiata ditta Cicerale si aggiudicava gli appalti, al ribasso anche del 54%, senza presentare tutte le carte ma solo quelle per “allevamento e addestramento cani” intestata al padre e non al figlio titolare.

Cosa ben diversa dal fare canile. Come dire: faccio l’esame da ragioniere e mi danno la laurea.

Nel Cilento fa lo stesso. A tutti andava bene così. Nessuno faceva una visura camerale. Così, fino al 2004, si accalappiava.

Zitti e ciccia. Bastava la medaglia alla memoria per avere un tempo allevato cani.

Il curriculum del padre per promuovere il figlio.
Cicerale è anche un sistema affascinante da indagare per tutte quante le realtà e le coincidenze collaterali che ruotano attorno a questo mondo nascosto non a caso su una montagna.
L’INCENERITORE
Partiamo dalle ceneri della fenice.
Di Cicerale era il pusher, Gianguerino Cafasso, omonimo dei gestori Cafasso del canile, assassinato l’estate scorsa, che riforniva di droga gli ambienti della Roma politica di Marrazzo.
A Cicerale-Cicerazzo c’era e c’è un inceneritore, autorizzato (ma anche no), dentro il canile, che le forze dell’ordine guardavano con interesse per  le partite di droga sequestrate da incenerire.

Si capisce, è prassi. Ma fin lassù non era scomodo? Forse no.

Sicuramente un registro di carico e scarico di queste cose esisterà, semmai si volesse capire quanto è entrato e uscito. Eventualmente forse.
Un momento di silenzio anche per i poveri cani. Pace all’anima loro e alle loro pance aperte e chiuse.

Polvere siamo e polvere ritorniamo, nulla si crea, nulla si distrugge, a Cicerazzo.
L’inceneritore, il suo ruolo, il suo uso, il mistero di come per 15 anni il sistema Cicerale sia sopravvissuto nonostante tutti i temporali…

La chiave di lettura sta tutta qui? Di sicuro nessuno rompeva le scatole a Cafasso, di certo nessuno dei 97 comuni convenzionati discutevano le sue condizioni.

E di certo la giustizia non infieriva. I cani riempivano il canile, i cani passavano per il camino, i cani stavano tutti bene.

Un controllo ambientale di polizia all’interno della struttura dell’inceneritore? Macchè. E anche se l’allora procuratore capo di Vallo della Lucania (che si favoleggia pure parente di un’ex custode giudiziale della struttura, ndr) era stato interpellato, che bisogno c’era di andare proprio a verificare? Solo “sentito dire”.
Intanto la camorra ogni tanto faceva sparire qualcuno, roba da Chi l’ha visto. Dalle parti anche di Cicerale.

Quante ne avrà sentite raccontare anche l’inceneritore di storie portate dal vento.
SENZA AUTORIZZAZIONE
Un giorno qualcuno s’incazza. È il titolare della ditta Iguazu srl. Partecipa all’appalto per la “Convenzione per la custodia e mantenimento invita dei cani randagi” del Comune di Battipaglia.  Cafasso vince, ma l’altro concorrente ricorre al Tar. E che porta in Tribunale per sconfiggere il sistema-Cicerale?

Una cosa tanto banale quanto normale da verificare anche per il Comune: i requisiti. Nel luglio 2003 parte la corsa all’appalto. A novembre il Comune stringe la mano al vincitore Cafasso. Ma le carte non tornano. L’Iguazu si appella al Tar.

Che c’entrano gli attestati di servizi svolti per alcuni enti e l’attesto Enci del padre con il servizio richiesto da Battipaglia? Proprio niente. Proprio niente.

Eppure la commissione di gara confermava di nuovo, nonostante il primo ricorso, la ditta Cafasso. Ma allora il Comune di Battipaglia se la stava proprio cercando?

Per forza! Perché il certificato rilasciato dalla Camera di commercio il 3 novembre 2003 scriveva che la ditta Cafasso risultava sì iscritta ma solo per “allevamento e addestramento cani”.

E non per il servizio di ricovero e custodia come chiesto dal bando di gara. Di più, un anno dopo la vincita, Cafasso manco per sogno aveva ancora prodotto la certificazione  contributiva all’Inps.

Ma Battipaglia ci riprovava e chiedeva alla Camera di Commercio se essendo iscritto come “piccolo imprenditore”, Cafasso non potesse proprio tenersi quell’appalto. Duri, a Battipaglia!
E la Camera di Commercio, bocca della verità, spiegava ai tardoni del Comune che i requisiti per il ricovero e la custodia e il sostentamento dei cani sono soggetti al rilascio di un’autorizzazione sanitaria fornita dall’Asl.
Intanto, grazie alla grana di Battipaglia e dopo che il Tar boccia Cafasso, si scopre che la ditta ha iniziato l’attività il 19 luglio 1989! Oggetto:  allevamento e addestramento cani.

(Un’ altra chicca però ci sta: con dichiarazione sostitutiva Mauro Cafasso dichiarava di aver svolto servizio di allevamento cani dal 1975 al 1989 con riconoscimento di affisso Enci. Ovvero, dall’età di 10 anni, visto che Mauro nasce il 24 febbraio 1965, ndr).
Dall’11 marzo 1995 la ditta fa custodia dei cani randagi; dal 17 giugno 1998 fa incenerimento delle carcasse; dal 1° marzo 2004 svolge accalappiamento dei randagi e dal 24 febbraio 2005 incenerisce anche animali di media e grande taglia. Mammiferi.
ACCALAPPIO L’APPALTO
Agli atti l’attività procede con iscrizioni a singhiozzo. Eppure il canile ha svolto attività di mantenimento, custodia, cura e accalappiamento anche negli anni precedenti.

Per chi e quando? Usl 60 di Agropoli, anni dall’89 al ’94. Usl 56 di Oliveto Citra, anni dal ’92 al ’94. Asl Sa/2, anni dal ’95 al 2003. Asl AV/1 di Ariano Irpino maggio 2002-2003; Comune di Napoli anni 2001-2002 e Procura di Napoli anni 2002-2003. Pure l’accalappiamento, che non era registrato alla Camera di Commercio, per conto della Procura!!

Grandissimo Cafasso.
Tiriamo le somme: per oltre 16 anni dal 19 luglio 1989, inizio dell’attività dell’impresa al 9 dicembre 2005, giorno in cui Cafasso viene autorizzato almeno per l’accalappiamento dei randagi, Mauro Cafasso non risultava iscritto alla Camera di Commercio di Salerno né per l’accalappiamento né per la custodia.
Se l’autorizzazione sanitaria dell’Asl (quella che esibisce Cicerale è la n. 3659 del 1° marzo 1995 per la sola custodia dei cani, in barba alla nuova legge regionale 16/2001, art. 7 e 8 per i nuovi requisiti dei rifugi) è strettamente legata al tipo di iscrizione alla Camera di Commercio, in tutto questo lungo arco di tempo Cicerale si è aggiudicato  appalti in un centinaio di comuni del salernitano e oltre, pur non essendo in possesso dell’iscrizione camerale?

Comuni interessati, Asl e chissachì non hanno mai sollevato mai obiezioni in merito.

Che ne pensa il ministro dell’Interno, Roberto Maroni?
FATTURE A PROCESSO
Reati prescritti, reati depenalizzati. Truffa non andata a segno perché le false fatture tornarono impagate dai Comuni che dovevano sborsare i soldi. Dunque truffa non andata a buon fine e non punibile. Morale: assolti per non aver commesso il fatto (tentato).

Corre l’anno 2004 e il tribunale di Vallo della Lucania chiude un capitolo processuale contro Mauro e Giovanni Cafasso. Le accuse: «evadere le imposte sui redditi (..)» con «fatture per operazioni in parte o in tutto inesistenti o recanti l’indicazione dei corrispettivi o dell’Iva in misura superiore a quella reale o utilizzando lo stesso documento fiscale per diverse operazioni». O «per prestazioni non chieste dall’ente», si legge nell’imputazione.

Ma… le fatture non andarono a buon fine. E quel che «era penalmente rilevante non ha più tale rilevanza alla luce del d.lgs 74/2000».

E il fatto, quindi, non costituisce reato. Quanto la tentata truffa «il reato si è estinto per  intervenuta prescrizione alla data del 2/4/2003».
COINCIDENZE
Almeno fino al 2006 Mauro Cafasso risultava consigliere comunale a Cicerale, Comune dove sorge il canile e per il quale vince a ripetizione l’appalto per l’accalappiamento e il mantenimento dei cani.

Coincidenza..
È anche consigliere della Comunità Montana di Alento-Montestella, con comuni convenzionati per il canile.

Coincidenza.
Il responsabile del dipartimento di veterinaria e direttore del servizio di sanità animale Asl Salerno 3 è il dr. Domenico Nese. Il fratello, dr. Aureliano Nese, è stato direttore sanitario del canile di Cicerale.

Coincidenza.
Il dr. Alfonso Nigro, in merito alla capacità ricettiva del canile (documento del 6 marzo ’06, in risposta ai Nas che chiedono quanti cani possa contenere Cicerale, e al quale risponde gli attuali «2.250 (…)», anche se «lo spazio a disposizione poteva consentire il ricovero di un numero maggiore ma questo comporterebbe maggiori problemi di gestione», ndr), si presenta come medico veterinario dirigente del distretto 108 di Agropoli, responsabile Asl Sa3 per la vigilanza permanente presso la struttura in oggetto specificata e si firma “veterinario responsabile del canile”.

Nigro, durante il periodo di sequestro del canile, risulta essere stato nominato Ctu dal Tribunale di Vallo della Lucania: suo compito era la verifica del rispetto del benessere animale all’interno del canile.

Coincidenza.
Si favoleggia che la moglie del veterinario sia figlia di un noto giudice della Corte di Cassazione. Anche fosse, non è  reato essere parenti.

Ma coincidenza.
Due dei tre dipendenti del canile (tre per quando ce n’erano 1676), ovvero Bruno Cantarella e Mario Luca Cantarella, sono imparentati con un omonimo ex pm a Vallo della Lucania, ora in forza a Salerno. Anche questo non è reato.

Coincidenza.
I CANI NON TORNANO
Verbale dei Nas del 23 febbraio 2006: presenti 1.676 cani. Venti giorni prima i  Nas ne documentano 1700, 1350 adulti e 350 cuccioli. In una lettera a Repubblica il 22 giugno 2006 Cafasso parla di 1.000 cani.

Il dr. Nigro, in una comunicazione del 6 marzo parla di «2250 cani». Secondo i Nas la superficie di Cicerale è di 22.400 mq. Cafasso, in una lettera del 24 novembre 1995 al quotidiano “Cronache del Mezzogiorno”, parla di «circa 36mila mq con 200 cani come verificato dai Nas di Salerno qualche mese addietro». In pratica i cani in dieci anni sono passati da 200 a 2000, in controtendenza rispetto ai rifugi che offrono maggiore spazio per ciascun animale ospitato.

A Cicerale gli animali crescono del 1.000 per cento.
I CONTI, CHE BARBA
Mortalità a Cicerale fa rima con incongruenze. Vai tu a capire perché.

Quanti cani entrano, quanti ne vengono accalappiati e per il cui servizio i Comuni pagano la ditta Cafasso?

Dati non recenti ma illuminanti, per capire come al solito il funzionamento del sistema-Cicerale. L’Asl Sa2 distretto di Eboli certifica al 14/5/05, che «i cani accalappiati dal 1/1/01 al 12/12/03 sono 590».  poi, «dall’1/1/04 al 15/03/05 sono stati 322». In comunicazione  della Polizia municipale di Eboli invece al «31/8/05 ne risultano 291».

Sommando i 590 cani accalappiati a Eboli dal 1° gennaio ’01 al dicembre ’03, i circa 93 nel 2004 e i 217 nel 2005, i cani di Eboli risultano un terzo di quanti dovrebbero essere: 291 anziché 900.

Eboli ha pagato cani fantasma mai accalappiati? Ha mai verificato il Comune?
Dove stava la “gabola”?

Nel pagamento forfettario. Appalti un tot per cane e un tot per il mantenimento.

Chi aveva cura quindi di contare cosa entrava?

La convenzione firmata a Eboli, come quella del Comune di Buonabitacolo fissava all’art.5 che «il costo della custodia è pari a euro 1549,37 e quello della rimozione e distruzione delle carogne nella misura forfettaria in euro 200,63, per complessivi euro 1.750 al mese».

A tutto ci pensava Cafasso.

I numeri degli accalappiamenti però sono impressionanti: a Giffoni Valle Piana 90 randagi nel 2003; dal 3/01/05 al 29/12/05 tra Campagna, Eboli, Serre, Altavilla Salentina e Sicignano ne vengono presi 405; altri 92 nel medesimo periodo solo a S. Cipriano Picentino, altri 67 a Montecorvino Pugliano e 111 a Montecorvino Rovella.

Solo in questo Comune, record dei record, in un solo giorno ne risultano accalappiati il 23 maggio ’05 ben 30. Tutti in due furgoncini. Un bottino!
Ebbene, con i dati, incompleti, di questi cinque comuni  e il distretto di Eboli, rispetto ai cento comuni circa convenzionati, dal 1 gennaio ’01 al 29 dicembre ’05 la presenza dei cani dovrebbe superare le 1.400 unità, cifra in contrasto con i dati dei Nas del 23 febbraio ’06 (1676 cani presenti).
Di più. Nella fattura che Cafasso si accinge a presentare a Eboli per la tranche novembre 2004-gennaio 2005, risultano in vita 199 cani dei 912 portati in canile a partire dall’1/1/01.

E gli altri?
MUORI CHE TI PASSA
Schede di rilevamento dell’Asl Sa3, anno 2006. Esemplificativo.

E occhio alla mortalità!
A gennaio 2006, 1.746 cani, 213 accalappiati, 310 morti.

Febbraio: 1.672 presenti, 255 morti.

Marzo: 1.786 cani, 208 morti.

Aprile: 1.745, 237 morti.

Maggio: 1.763, 402 morti.

Giugno: 1.682 cani, 350 morti.

Luglio: 1709 cani, 299 morti.

Agosto: 1.691 cani, 325 morti.

Settembre: 1.691 cani, 325 morti.
Dall’analisi comparata dei dati del registro di carico e scarico  ecco le  cifre:  cani sani entrati 863; cani malati entrati 810, totale 1.673.

Cani sani usciti: 200; cani malati usciti 616, cani soppressi 60, totale 876.

Restano vivi in canile i 797 cani entrati più quelli in essere al 31 dicembre ’05, 1.763.

Ma al 3 ottobre 2006 nel canile dai registri telematici risultano presenti 2.560 cani.

Chi pagava? C’è discordanza numerica tra le entrate mensili dei registri e il resoconto del dr. Nigro: 1.481 contro 2.756.

Secondo Nigro i cani morti e inceneriti sono stati nel 2006 2.711, quelli affidati 124.
Secondo il registro telematico al 3/10/06: 1.673 entrati, 876 usciti, 797 in vita, affidati 124.

Totale 2.436 cani presenti.
Secondo Nigro, riepilogo: entrati 2.756, usciti 2.711, in vita 45. In esistenza 1.763, affidati 124.

Totale cani presenti 1.683.
Una tombola.

A nessuno è venuto in mente di percorrere la strada dei controlli tributari, fiscali, delle corrispondenze tra cani pagati, cani accalappiati e fatture emesse?
La struttura di Cicerale è agli sgoccioli, oggi.

Ma Cafasso o chi per esso continua ad accalappiare e a destinare i randagi in altre strutture.

Sue o di persone fidate poco conta.

È semplicemente il sistema che si riproduce.

Più che i Nas, serve la Guardia di Finanza dentro i canili.

Una nuova alleanza col ministero della Salute è la via da percorrere.

Lo chiamano “Il Paradiso dei Cani”, l’Hotel Dog’s di Correzzola (Padova)

Aggiornamento 7 Febbraio

MATTINO DI PADOVA 06/02/2010
MATTINO DI PADOVA 07/02/2010

Fatti precedenti

Articolo e foto nel Gazzettino di 27 ottobre 2009, pagina 20..
Martedì 27 Ottobre 2009,
Titolo: CANILE LAGER A SANT’ANNA…
«Chioggia ha davvero bisogno che venga ultimato al più presto il canile di Sant’Anna». Lo sostiene il consigliere del Pd Giuseppe Penzo che chiede con un’interpellanza rivolta all’Amministrazione comunale di spiegare i motivi del grave ritardo dei lavori.
«È già passato un anno – spiega Penzo – da quando avevo chiesto la data del completamento dei lavori del nuovo canile comunale. Allora avevo ottenuto dagli amministratori una risposta rassicurante, però a distanza di un anno sono costretto a tornare sulla questione perché non ci sono stati sviluppi».
Nell’interrogazione rivolta a sindaco e Giunta il consigliere del Pd si rivolge direttamente al sindaco Romano Tiozzo. «Vorrei conoscere le motivazioni dei gravi ritardi – spiega Penzo – nella progettazione del secondo stralcio dell’intervento per la realizzazione del nuovo canile. È indifferibile e urgente concludere l’iter procedurale per l’assegnazione dei lavori, perché non si capiscono le ragioni che fino ad oggi non hanno permesso di rendere funzionante questa importante struttura».
Nell’elencare i lavori che ancora mancano per aprire la struttura Penzo ricorda il mancato completamento dei recinti di custodia per i cani e la nuova area per ospitare i gatti abbandonati, attrezzata con casette in legno e zona servizi. Le preoccupazioni sono però anche altre: finora i cani sono stati custoditi nella struttura di Correzzola a cui l’Amministrazione comunale paga una cifra considerevole per la custodia.
«Purtroppo – spiega il consigliere Penzo – siamo venuti a conoscenza di situazioni poco dignitose per i 35 cani che sono custoditi lì. Pare che gli animali siano in uno stato praticamente di abbandono. Sarebbe davvero molto grave verificare che i cani sono denutriti per mancanza di cibo adeguato o perché affetti da parassiti intestinali o magari perché non sono stati vaccinati a tempo debito».

Il consigliere del Pd invita inoltre il presidente della commissione consiliare competente a organizzare quanto prima un sopralluogo sia nel canile di Correzzola sia nel cantiere di quello di Sant’Anna per verificare come stanno davvero le cose.

Comunicato

Un altro orrore svelato nella civile  (ma per favore!!!!) Italia del 2010, grazie agli attivisti di Centopercentoanimalisti.

Questa volta e’ il nord che nascondeva scempi. E questo sta a dimostrare che lo schifo non ha ne latitudine ne longitudine, ma solo coordinate di marciume.

Quello che danna l’uomo per l’eternita’.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

Comunicato n. 36 5   febbraio 2010

Ministero  della Salute

UFFICIO STAMPA

SOTTOSEGRETARIO ALLA SALUTE FRANCESCA MARTINI DISPONE ISPEZIONE AL CANILE DI CORREZZOLA

In merito a notizie diffuse oggi da organi di informazione circa la denuncia dell’Associazione 100% Animalisti sulle carenze del canile di Correzzola nel padovano, il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha immediatamente disposto un’ispezione attraverso i Carabinieri dei Nas.

http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2010/02_febbraio/05/animali_100percentoanimalisti_denuncia_canile_lager_nel_padovano,22845746.html

Animali/ 100%animalisti denuncia canile lager nel padovano

Associazione: animali morti o malati ma struttura resta attiva

postato 21 ore fa da APCOM

L’associazione 100% animalisti denuncia un canile lager a Correzzola nel padovano, animali morti, malati e affamati, ma nonostante questo la struttura continua a restare attiva e – riferisce l’associazione – il comune di Cavarzese ha affidato alle stesse ‘mani’ i cani abbandonati. Qualche settimana fa, raccontano i volontari, alcuni attivisti si sono infiltrati all’interno della struttura ‘hotel dog’s’ ed hanno documentato con alcune foto lo stato dei cani randagi reclusi nella pensione di Correzzola, Padova. Lo chiamano ‘Il Paradiso dei Cani’, l’Hotel Dog’s di Correzzola un allevamento di Riesenschnautzer Neri, con annessa pensione, toelettatura, addestramento per cani “nobili” – raccontano gli animalisti – ma per i cani abbandonati che erano stati affidati (a pagamento) dal Comune di Correzzola, era solo un “lager dove 30 poveri animali erano tenuti in condizioni miserevoli, come testimoniano le foto che li ritraggono scheletrici, sporchi, terrorizzati, pieni di parassiti, malati e non curati”. Alcuni sono morti, altri sono stati trasferiti nel canile di Chioggia, dove li stanno curando con amore le volontarie locali. Nonostante questo, denuncia 100% animalisti, “il comune di Cavarzere, Venezia, ha affidato agli stessi soggetti la gestione dei cani abbandonati di tutto il territorio”. “Un affare lucrativo per i gestori, che intascano i contributi del Comune e dedicano ai cani cure e spese prossime allo zero”, sottolinea l’associazione, che la scorsa notte ha affisso con il nastro adesivo sulla palizzata del cantiere del municipio di Cavarzere in ristrutturazione, uno striscione diretto alla giunta comunale affinché tolga subito i cani randagi dalla pensione “hotel dog’s”. E il comunicato-denuncia – avvertono i volontari – è stato comunicato, oltre ai media, è stato spedito al comune di Corezzola e all’usl veterinario locale, “sperando in un prossimo celere intervento”. L’associazione, a testimonianza, pubblica sul sito www.centopercentoanimalisti.com, non solo le foto del blitz notturno nel cantiere del comune di Cavarzese, ma anche le foto scattate tempo addietro dello stato degli animali tenuti nel canile Hotel dog’s di Corezzola.

http://www.centopercentoanimalisti.com/phpBB2/correzzola-pd-gli-orrori-del-canile-lager–vt39247.html?highlight=canile+++correzzola

Nelle settimane precedenti, alcuni nostri simpatizzanti si sono infiltrati all’interno della struttura “hotel dog’s” ed hanno documentato con delle foto, lo stato agghiacciante dei cani randagi reclusi presso la pensione di Correzzola….

Lo chiamano “Il Paradiso dei Cani”, l’Hotel Dog’s di Correzzola (Padova): un allevamento di Riesenschnautzer Neri, con annessa pensione, toelettatura, addestramento etc. per cani “nobili”.

Ma per i cani abbandonati che erano stati affidati (a pagamento) dal Comune di Correzzola, era solo un lager dove 30 poveri animali erano tenuti in condizioni miserevoli, come testimoniano le foto che li ritraggono scheletrici, sporchi, terrorizzati, pieni di parassiti, malati e non curati….

Alcuni sono morti, altri sono stati finalmente trasferiti presso il canile di Chioggia, dove li stanno curando con amore le volontarie locali.

Ora il Comune di Cavarzere (Venezia) ha affidato agli stessi soggetti la gestione dei cani abbandonati di tutto il territorio.

Un affare lucrativo per i gestori, che intascano i contributi del Comune e dedicano ai cani cure e spese prossime allo ZERO.

L’ennesima speculazione sulla pelle degli animali!

CENTOPERCENTOANIMALISTI, come ha denunciato la vergogna del Canile della Muratella di Roma, ora sotto inchiesta della Magistratura romana, così non permetterà che si consumi un’altra infamia ai danni dei fratelli animali più sfortunati.

La scorsa notte, alcuni attivisti di 100%animalisti, hanno affisso con il nastro adesivo sulla palizzata del cantiere del municipio di Cavarzere in ristrutturazione, uno striscione diretto alla giunta comunale affinché tolga subito i cani randagi dalla pensione “hotel dog’s”….

Le foto che seguono sono atroci, documentano lo stato allucinante di alcuni dei poveri cani, quindi non continuate a visionare i prossimi topic se siete particolarmente sensibili.

Questi cani per fortuna, ora sono salvi in buone mani, sono stati trasferiti al canile di Chioggia (Venezia).

Una sequenza di foto, ritraggono un pelosone che purtroppo, non ce l’ha fatta.

A proposito del sopralluogo da parte del Ministero all’interno del canile di Santo Stefano…

RICEVIAMO E DIVULGHIAMO L’ENNESIMA BAGATELLA MOLISANA

Chiliamacisegua

COMUNICATO STAMPA

Le Associazioni Animaliste di Cb smentiscono quanto è apparso sui quotidiani a proposito del sopralluogo a sorpresa di ieri da parte del Ministero all’interno del canile di Santo Stefano.Inoltre smentiscono tutto quanto asserito dal Delegato De Marco e dal Consigliere Pascale ai giornali che in quel canile tutto è in regola.

Precisiamo:

  1. La visita del Ministero, era stata già annunciata nell’incontro tenutosi a Roma il 12/Gennaio 2010 dove Comune, Asrem si recano periodicamente proprio per le problematiche legate al canile.Da ciò si deduce che, se si è mosso il Ministero la condizione Strutturale , Igienica, e Gestionale del Canile era ed è uno scempio che solo gente stolta e buggiarda vuole continuare a nascondere affermando il contrario.
  2. Prima di lanciarsi in inutili euforismi le persone sagge ed oneste, aspettano il risultato della relazione del sopralluogo.
  3. E’ inammissibile e inconcepibile, poi, che il consigliere Pascale senza essere entrato negli stalli dove i cani consumano la loro grama vita in box bui e bagnati e senza vederne la loro vera realtà ,neghi sfacciatamente, uno scempio così disumano e ampiamente riportato su Tv , Stampe Nazionali,  Youtube e Internet. Dal momento che non si è voluto sporcare il vestitino entrando nei box,si documentasse almeno leggendo le relazioni ,che politici della sua stessa corrente, hanno stilato,dopo aver visitato l’interno dei box,  sulle vere condizioni dei cani.
  4. A riguardo del delegato ai canili Dr De Marco le associazioni Animaliste ricordano che sono trascorsi ormai 5 anni da quando è delegato al problema Randagismo e che a tutt’oggi, nulla ha fatto per i cani reclusi a Santo Stefano, eccetto quello di mantenerli in uno stato di stand-by di maltrattamento.
  5. Essere tacciati come esagitati e allarmisti, per aver portato fuori Regione la realtà di come alcuni politici e Dirigenti Molisani considerano gli animali di affezione, rispecchia una realtà che non può e non potrà essere mai smentita se si continua a negare l’evidenza dei fatti e a parlare con troppa leggerezza.

Anna Mazziotti e Gli Animalisti di Cb

anna.mazziotti@tin.it

Campobasso 22/1/2010

Manduria, parte il processo per i maltrattamenti agli animali

http://www.lavocedimanduria.it/archives/3988
LA VOCE DI MANDURIA

Processo per maltrattamento di animali – Negata costituzione parte civile alle associazioni

PostDateIcon gennaio 22nd, 2010, 08:04 (10 ore fa) 100 Views

L’udienza di ieri contro il gestore del canile di Manduria, Claudio Carrozzo, gestore del canile sanitario di Manduria e in quella veste imputato del reato di maltrattamento di animali, si è conclusa con una prima sconfitta per gli ambientalisti che si sono visti respingere la richiesta di parte civile e l’eventuale risarcimento dei danni dall’imputato. L’istanza era stata presentata dall’associazione animalista «Gaia» di Manduria e da un altro soggetto privato. La loro richiesta, a dire dell’avvocatessa Giusy Distratis, difensore della presidente di Gaia, Luigia Parco, era motivata dal fatto che ogni associazione di difesa degli animali sarebbe per definizione persona offesa dal reato, per cui anche Gaia avrebbe titolo alla costituzione di parte civile. L’avvocato Luigi Stano, a sua volta difensore della signora Anna Dimilito, pretendeva la richiesta di risarcimento dei danni in quanto avrebbe adottato un cane ricoverato presso il canile comunale.

La difesa dell’imputato, invece, si è opposta all’ammissione delle parti civili in quanto, ha sostenuto l’avvocato Giovanni Luigi De Donno che difende l’imputato, «sia l’associazione Gaia, sia la Dimilito, non rivestono la qualità di persone offese del reato, tanto che non erano state neppure citate come tali dalla Procura di Taranto. Inoltre – ha fatto notare il legale di Carrozzo – la richiesta di ammissione era stata formulata tardivamente in quanto si era già celebrata la prima udienza dibattimentale perchè quella ieri era già dedicata allo svolgimento dell’istruttoria». Dopo una lunga camera di consiglio, il giudice, Mazzuti, ha accolto le eccezioni della difesa in ordine alla tardività della richiesta di ammissione delle parti civili ed ha rinviato il processo perché i testi d’accusa erano assenti, differendo l’udienza al 15 aprile prossimo.

http://www.lavocedimanduria.it/archives/3959

Manduria, parte il processo per i maltrattamenti agli animali

Si aprirà questa mattina, nel tribunale di Manduria, la parte dibattimentale del procedimento penale contro il presidente dell’associazione «Euro 2000», Claudio Carrozzo, gestore del canile comunale manduriano. Carrozzo che è difeso dall’avvocato Giovanni Luigi De Donno, deve rispondere di maltrattamento sugli animali «che deteneva – si legge nel dispositivo delle imputazioni – in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze; ciò per l’eccessivo sovraffollamento della struttura».

La vicenda balzò agli onori della cronaca ad ottobre del 2008 quando, a seguito di una richiesta di una serie di associazioni animaliste che si erano rivolte al Comune per accedere alla struttura, vi fu un blitz di una troupe del TG2 e di altre testate televisive che ripresero l’interno della struttura e documentarono lo stato di fatiscenza e di abbandono degli ambienti e di alcuni cani. Queste fecero meritare al ricovero messapico l’appellativo di «canile lager». Le immagini girarono in tutte le redazioni d’Italia e non sfuggirono alle associazioni animaliste nazionali che produssero un esposto alla Regione Puglia. La Procura allora mise tutto sotto sequestro affidando il sito allo stesso presidente Carrozzo che si meriterà poi l’imputazione per la quale viene ora processato.

«Le telecamere – dichiara oggi l’avvocato difensore De Donno -, non hanno ripreso nulla che non fosse già a conoscenza dell’amministrazione comunale e dei Servizi veterinari della Asl, ossia una struttura che non viene adeguata da anni dall’Ente proprietario che anzi, nella convenzione, ha fatto divieto al gestore di apportare innovazioni non autorizzate al canile. Se a questo si aggiunge il fatto che l’associazione “Euro 2000” deve occuparsi, per contratto, solo della cura dei cani – prosegue il legale – e non del miglioramento strutturale del canile e che i cani ricoverati, come certificato dalla Asl, sono in buone condizioni e non vi sono episodi di maltrattamento, il processo a carico di Carrozzo appare davvero discutibile».

Non la pensa così il vecchio gestore del canile, il manduriano Walter Tarantino che lancia accuse contro l’attuale gestore indagato. «Euro 2000 – dice – continua ad incassare soldi sulla pelle di chi non ha voce, facendosi forte degli appoggi politici di cui gode». Affrontando la questione del processo, l’animalista Tarantino giudica contraddittoria la costituzione di parte civile del Comune di Manduria. «Non sarebbe stato più giusto – afferma – estromettere la società e fermare la mattanza?».

L’ex gestore è convinto assieme ad altri leader di associazioni nazionali che si battono per la difesa degli animali, che l’indice elevato di mortalità dei cani ricoverati a Manduria sia la conseguenza di «maltrattamenti e sfruttamento sugli animali ricoverati». Tarantino si sente poi solo, a livello locale, in questa sua battaglia. «Mi chiedo dove sono gli animalisti di Manduria? Sono anche loro al servizio del potere – accusa – altrimenti farebbero sentire la loro voce come ho sempre fatto e faccio io».  Nell’udienza di oggi è prevista la deposizione come teste dell’ex presidente di Gaia, Luigia Parco e il dirigente del commissariato di polizia.

Nazareno Dinoi


I FATTI QUI

http://www.chiliamacisegua.org/2009/06/05/manduriasindaco-senza-pudore/


Un vero inferno…..ecco il volto di un canile del Salento Servizio di Striscia la Notizia 25 gennaio

AGGIORNAMENTO 26 GENNAIO

http://www.chiliamacisegua.org/2010/01/26/interrogazione-a-risposta-scritta-on-barbara-mannucci-per-tricase/

AGGIORNAMENTO 25 GENNAIO

STRISCIA LA NOTIZIA

Una questione di cani

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2010_01_stop25.flv

Edoardo Stoppa si è occupato di come vivono in un canile gli amici a quattro zampe

I FATTI

AGGIORNAMENTO 22 GENNAIO

RICEVIAMO E DIVULGHIAMO

La nostra Associazione Freccia 45 ha proceduto legalmente contro il gestore del Canile di Trecase per i reati di cui all’art art. 544-ter Codice Penale, MALTRATTAMENTO ANIMALI.

Cordiali saluti,

Susanna Chiesa

Presidente FRECCIA 45

E.mail: susannachiesa@libero.it

www.freccia45.org

COSI’ NE PARLANO

http://chiliamacisegua.wordpress.com/2010/01/25/la-padania-24-gennaio-tricase-tre-inferni/

LA PADANIA 24 gennaio

VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE QUATTORDICESIMA PUNTATA

TRICASE, TRE INFERNI

Nel canile del Salento tutti stanno bene, come al solito

http://www.belpaeseweb.it/default.asp


Se questo è un cane
[22/01/2010] In copertina
Il blitz di Striscia la Notizia nel canile di Tricase lunedì scorso ha reso evidente una realtà drammatica e purtroppo diffusa, fatta di maltrattamenti, strutture inadeguate, pessime condizioni igieniche. Il tutto spesso “coperto” da una rete di omertà e indifferenza. Le associazioni animaliste, oltre a richiedere il rispetto delle leggi vigenti, sottolineano l’importanza di una visione più moderna del concett…


http://www.ecoblog.it/post/9667/canile-lager-del-salento-al-comune-di-tricase-e-tutto-regolare

Canile Lager del Salento, al Comune di Tricase è tutto regolare

da Marina

Dopo aver pubblicato il post sulle presunte condizioni del canile lager di Tricase in provincia di Lecce, ho telefonato in Comune per chiedere maggiori informazioni sulla situazione. Non sono riuscita a rintracciare il sindaco ma Concetto Scuderi funzionario dell’Ufficio Ambiente che mi ha dato le risposte che vi riporto.

Ammette- Scuderi che il canile è sovraffollato, ma che comunque non vi sono né problemi di cibo né di pulizia. Spiega che serve più comuni e non solo quello di Tricase. Delle condizioni dei cani specifica, che quelli fotografati non appartengono a Tricase e che sono cani malati perché già portati al canile in quello stato.

Mi dice Scuderi:

Il cane che vedete nella foto con la zampa gonfia soffre di una neoplasia, mentre il cane con gli occhi ridotti in quel modo ha la leshmaniosi. Il cane glabro soffre di alopecia. La Asl deve ricoverare in canile tutti quei cani malati, incidentati o pericolosi. Dunque in canile si troveranno sempre cani con problemi di qualche tipo. Purtroppo sebbene i veterinari poi, per la maggior parte dei casi li guariscano sono costretti a rimanere in canile perché per legge poi non li possiamo più liberare finché non sopraggiunge un adozione. Al canile c’è un cane dolcissimo ospite in gabbia da 8 anni. Ecco, forse questo è il vero scandalo: una legge che ci costringe a tenere detenuti cani sani e tranquilli.

Tra l’altro mi spiega che le foto pubblicate sono state ottenute con un escamotage e non da volontari che lo frequentano. Infatti, al canile si sono presentate due persone che hanno dichiarato di aver perso un cane e hanno chiesto di poterlo cercare. Nessuno ha mosso obiezione e dunque sono stati lasciati liberi di girare tra le gabbie. Invece, a proposito della visita di Edoardo Stoppa di Striscia la notizia, il cui servizio sebbene girato il 14 gennaio non è andato ancora in onda, spiega Scuderi che a loro è stata rivolta solo una domanda: se fossero in regola con i pagamenti delle rette di mantenimento per i cani. Mi ha detto Scuderi:

Il Sindaco, anche senza richiesta formale, ha mostrato i documenti che attestano la regolarità dei nostri pagamenti. Comunque, tengo a chiarire che il proprietario del canile, anche se da altri comuni non sta ricevendo le quote certamente non lascia morire di fame i cani. Inoltre la Asl è continuamente presente così come il nostro comune impegnato a visionare che ai cani non sia fatto mancare nulla.

Aggiunge Scuderi che il loro sogno sarebbe un canile a stabulazione libera. Per ora, però il progetto resta un sogno perché intanto la retta mensile per ospitare i cani di Tricase è piuttosto elevata e inoltre puntano a fare prevenzione sul territorio. La richiesta è quella di un gruppo di agenti per la polizia ambientale poiché i pochi vigili urbani non riescono a stare dietro alle continue infrazioni.

Mi spiega Scuderi:

I reati che vorremmo colpire sono tanti: dalle deiezioni dei cani per strada, cani, si badi, non randagi ma al guinzaglio con accompagnatori che si disinteressano poi di raccogliere gli escrementi allo sversamento illegale di rifiuti in zone che abbiamo appena terminato di bonificare.

Ma per fare ciò ci vogliono sia soldi sia la collaborazione dei cittadini e per ora a Tricase fanno un passo alla volta e inizieranno nei prossimi mesi a divulgare tra i concittadini la cultura del rispetto degli animali per evitare aumenti la popolazione dei cani randagi a causa degli abbandoni estivi. Intanto sul sito del Comune di Tricase è stato lanciato già lo scorso novembre (dunque in tempi non sospetti) l’appello per adottare uno dei tanti cani di quello che sarebbe un canile lager (in alto la foto dei cani adottabili).

Aggiornamento 20 gennaio

UN VERO INFERNO…..ECCO IL VOLTO DI UN CANILE DEL SALENTO: TRICASE (LECCE)
IERI MATTINA LE TELECAMERE DI STRISCIA LA NOTIZIA CON EDOARDO STOPPA SONO ENTRATE IN QUESTO CANILE E HANNO RIPRESO TUTTO QUELLO STRAZIO.DEI CANI CHE AVEVO FOTOGRAFATO NE MANCAVANO ALCUNI E I CUCCIOLI APPENA NATI CHE DORMIVANO TREMANTI SUL CEMENTO E NELL’ACQUA ERANO SPARITI.
ORA NON POSSIAMO FERMARCI, DOBBIAMO ANDARE AVANTI PERCHE’ I RESPONSABILI PAGHINO. DEVONO RISPONDERE TUTTI COLORO CHE HANNO PERMESSO CIO’, ALTRIMENTI SARA’ TUTTO INVANO. DOBBIAMO FARE PRESTO O ANCHE GLI ALTRI SPARIRANNO E AI CONTROLLI CHE CI SARANNO TUTTO SARA’ IN ORDINE, TUTTO IN REGOLA, TUTTO SENZA MACCHIA.
CHIEDIAMO L’AIUTO DI TUTTI I VOLONTARI PUGLIESI E NON, CHE POSSANO RECARSI AL PIU’ PRESTO NEL CANILE DI TRICASE (LECCE) E CHIEDERE DI POTER FAR USCIRE E CURARE QUEI CANI.
NOI NON POSSIAMO PIU’ FARLO….SIAMO PERSONE SCOMODE E PER NOI IL PORTONE DI QUEL CANILE NON SI APRIRA’ PIU’.

OGNI GIORNO, MENTRE NOI FACCIAMO LA NS. VITA, MENTRE VIVIAMO, LAVORIAMO, MANGIAMO…..QUESTI CANI (E SONO SOLTANTO I CANI DI UN CANILE LAGER
DEI TANTI DISSEMINATI NELLA NS. MERAVIGLIOSA ITALIA) AGONIZZANO, MUOIONO…SI AMMALANO E SOFFRONO LE PENE DELL’INFERNO PRIMA DI ARRIVARE ALLA MORTE….

NON SO COSA POSSIAMO FARE, O MEGLIO, LO SO….GIRARE E GIRARE ALL’INFINITO QUESTA E-MAIL…AFFINCHE’ CHI NON CONOSCE VEDA…E SCRIVERE
ALLA VOLONTARIA DELL’APPELLO SE è POSSIBILE SALVARNE QUALCUNO…….SE QUALCHE PERSONA CHE LEGGE, VUOL SALVARNE ANCHE SOLO UNO DA QUEST’ORRENDA
VITA IN CUI STANNO “SOPRAVVIVENDO”….
L.C.

Comunicato

La scala della discesa verso il limite dell’abiezione umana, non ha più pioli.

Ora, solo un precipizio per buttarsi all’inferno, dove Chiliamacisegua, aspetta di vedere sfracellata l’anima di colui che si crede uomo e che invece è un mostro, indegno di appartenere al consesso civile.

Chi crea questa realtà e chi la permette, è dannato.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

Un vero inferno…..ecco il volto di un canile del Salento

Non ho parole….solo tante e tante lacrime di fronte a simili immagini.

Non riesco a dire quello che ho provato dentro di me mentre ero la’…

Il volto dell’inferno e’ in quelle gabbie….gelide, umide, buie e strette.

Anche loro hanno diritto a vivere bene e ad essere curati…perche’ tutto questo?

Che diritto abbiamo noi, esseri immondi di privarli di qualsiasi dignita’, di tenerli in prigione a vita, di non curare le loro sofferenze fisiche, di togliere loro la liberta’, di trattarli come oggetti…senza un cuore, senza un’anima, senza sentimenti….ce l’hanno per la miseria e probabilmente piu’ di noi esseri umani schifosi!

Dobbiamo vergognarci tutti e spero tanto che un giorno coloro che permettono tutto cio’ possano trovare la giusta ricompensa che si meritano.

Se non ci pensa l’uomo, che provveda Dio.

Dobbiamo aiutare quelle creature invisibili, dobbiamo ascoltare i loro pianti, le loro urla ….

E’ ora di dire basta a tutta questa sofferenza.

Voglio gabbie vuote!

Perdonate il mio sfogo

C.L.

B.E.

A

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Cani in pericolo la palla passa al vicesindaco, Giuseppe Cimino

Cani in pericolo

La palla passa al vicesindaco, Giuseppe Cimino.

Farà melina, autogol o gol?

La vita di 28 cani rinchiusi in box già smottati, a rischio ulteriore frana, è nelle sue decisioni.

Che siano responsabili. E urgenti.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

Molise Canile di Santo stefano

Video Telemolise 29 dicembre 2009

Canile a rischio frana: in pericolo 28 animali nell’indifferenza del Comune

http://www.telemolise.com/view.php?idfilmato=136659738329122009151027&tipo=tg

Petizione

Apprendiamo ancora una volta nonostante le continue promesse pre e post-elettorali del Sindaco Di Bartolomeo, con enorme tristezza dal Comunicato di Anna Mazziotti e di tutti gli animalisti di Campobasso, già ampiamente diffuso dagli amici dell’Associazione Chiliamacisegua, il profondo stato di degrado, al canile di Santo Stefano in Molise dovuto all’abbandono di 750 cani che ad oggi continuano a morire di freddo e di stenti e soprattutto di fame sbranandosi tra loro !
Firmiamo affinchè il Sindaco si prenda le proprie responsabilità. grazie a tutti

http://www.firmiamo.it/caniledisantostefanoinmolise

http://www.ecodelmolise.com/mozione-riferita-alla-gravissima-situazione-del-canile-comunale-civerra-di-santo-stefano.htm

Mozione riferita alla gravissima situazione del canile comunale Civerra di Santo Stefano

Al Presidente del Consiglio Comunale
Avv. Massimo Sabusco

SEDE

Oggetto: Mozione riferita alla gravissima situazione del canile comunale “Civerra” di S. Stefano
Il Consiglio Comunale,

Premesso

che in data 8 settembre 2009 veniva presentata un’interrogazione che si allega in copia, firmata dal consigliere comunale Michele Durante, avente ad oggetto la grave situazione dell’abbandono di animali d’affezione nella Città di Campobasso, i casi di avvelenamento, il canile comunale di S. Stefano;

che alla risposta orale del Sindaco non è seguito alcun atto in merito alla gestione del canile comunale e del servizio appaltato, in quanto al regolare adempimento degli obblighi contrattuali;

che ad oggi la situazione all’interno del canile comunale di S.Stefano è peggiorata notevolmente e culminata con un episodio di sbranamento, intollerabile perchè ampiamente previsto in base alle notizie provenienti dai soggetti coinvolti nella gestione del canile stesso;

Viste

le numerose relazioni inviate dal sig. Roberto Palmieri, responsabile della ACM, associazione indicata dal Comune di Campobasso con mansioni specifiche all’interno del canile, e riguardanti le continue inadempienze in merito alla gestione della società GENER SERVICE: relazioni inviate al Dirigente responsabile dei Servizi Sociali del Comune di Campobasso, al funzionario di settore, all’Assessore competente e, per conoscenza, ad alcuni Consiglieri Comunali;

Rilevata

la relazione dei veterinari di stanza presso il canile comunale dott.ssa Maio e dott. Di Nardo, datata 25 novembre 2009 ed avente ad oggetto “Adeguamento delle quantità di mangime da somministrare ai cani del canile di S. Stefano”, inviata al Dirigente responsabile dei Servizi Sociali del Comune di Campobasso ed al Responsabile dei Servizi Veterinari presso l’ASREM, relazione che recita testualmente: “Lo stato di nutrizione è risultato scadente per molti soggetti visionati e durante lo sgambettamento fuori dai padiglioni si è notata la presenza di coprofagia attuata da diversi cani“.

Considerate

le innumerevoli manifestazioni di protesta da parte di associazioni animaliste, anche internazionali, e di privati cittadini che arrecano grande danno all’immagine della città di Campobasso nella percezione del suo grado di civiltà;
Impegna

il Sindaco e l’esecutivo ad intervenire con immediatezza per la soluzione di tutte le problematiche di propria competenza esistenti all’interno del canile comunale di S. Stefano;

ad appurare se la ditta GENER SERVICE, convenzionata con il Comune di Campobasso per la gestione del canile comunale di S. Stefano, adempie regolarmente agli obblighi contrattuali come da contratto quadriennale (1/1/2009 – 31/12/2012) in merito al capitolato di spesa, agli interventi di manutenzione, alla garanzia della continuità lavorativa;

a porre in essere tutti gli atti amministrativi affinchè la questione del canile possa essere risolta a beneficio dei cani ricoverati, nell’ottica di garantire loro il benessere e la dignità che la legge prevede;

alla deliberazione necessaria per l’entrata in vigore del REGOLAMENTO COMUNALE PER LA TUTELA, DETENZIONE E CIRCOLAZIONE DI ANIMALI del Comune di Campobasso, approvato con delibera di Consiglio Comunale n.33 dell’anno 2001;

ad individuare e regolamentare la figura civica del Garante per la Tutela degli Animali.
I Consiglieri Comunali

Michele Durante

Carmelo Parpiglia

Michele Coralbo

Massimo Romano

Claudia Neri

04 / 12 / 2009

A

urp@comune.campobasso.it;

presidente.consiglio@comune.campobasso.it;

massimo.romano@gmail.com;

sandro.arco@comune.campobasso.it;

durante.michele@gmail.com;

ldininno@gmail.com;

l.dininno@regione.molise.it;

presidente@regione.molise.it;

osservatoriofenomenisociali@regione.molise.it;

presidente@provincia.campobasso.it;

digiacomo_u@posta.senato.it;

serveterinarioaltomolise@tin.it;

info@pianostrategicocampobasso.it;

vincenzo.demarco@comune.campobasso.it;

uffgab.cb@poliziadistato.it;

giuseppe.bucciarelli@regione.abruzzo.it;

michele.desantis@comune.campobasso.it ;

urp@provincia.campobasso.it;

info@comune.mirabellosannitico.cb.it;

presidente.consiglio@regione.molise.it;

segreteria.presidenza.consiglio@regione.molise.it;

segreteriaparticolare@regione.molise.it;

segrpolsvil@regione.molise.it;

assessorecavaliere@giunta.regione.molise.it;

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LA PADANIA 29 DICEMBRE 2009 ALLA FINE S. STEFANO È FRANATO

Molise Governo da denunciare

Chiliamacisegua invita alla lettura e alla successiva protesta, civile, contro questo Molise, incivile.

Di un Governo da additare, da segnalare. Da denunciare ovunque. Da richiamare al rispetto della vita e della legge. E al suo preciso dovere imposto dalla carica istituzionale, concessa dai cittadini, che i suoi componenti hanno la presunzione di occupare.

E che dimostrano di non meritare.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

LA PADANIA 29 DICEMBRE 2009

Tutti sapevano che l’area nuova del canile stava cedendo. Il vuoto delle istituzioni inghiottisce tutto

ALLA FINE S. STEFANO È FRANATO

Allucinante: a Campobasso gli animali nonostante la faglia che s’allarga non vengono liberati

DI STEFANIA PIAZZO

Il vuoto del fare è stato riempito dal vuoto della terra che si è aperta. E che ha inghiottito un pezzo di canile lasciando i suoi cani a mezzo metro in bilico, nella voragine del niente. È così che l’ala nuova del canile di santo Stefano è franata. Il canile ha ceduto. Più che l’acqua e il gelo l’ha spinto, spaccato, divaricato il niente di fatto delle istituzioni. La burocrazia molesta e diabolica ha aperto le sue fauci e dentro c’è caduto tutto.

………….

http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/12/19/la-padania-20-dicembre-molise-chi-fa-pulizia-di-questa-vergogna/

LA PADANIA 20 DICEMBRE MOLISE: CHI FA PULIZIA DI QUESTA VERGOGNA?

Videodenuncia Di Rapid Dogs Rescue 14 dicembre 2009

parte prima

http://www.youtube.com/watch?v=4a4Fv2VkV1k

parte seconda

http://www.youtube.com/watch?v=F3HrtpiAPP4

A

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massimo.romano@gmail.com;

sandro.arco@comune.campobasso.it;

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l.dininno@regione.molise.it;

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michele.desantis@comune.campobasso.it ;

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LA DENUNCIA – Quei cani hanno fame, si sbranano tra di loro

LA DENUNCIA – Quei cani hanno fame, si sbranano tra di loro

Post n°1040 pubblicato il 03 Dicembre 2009 da confettino2

di ANNA MAZZIOTTI – I cani chiusi nel canile di S.Stefano hanno fame

Le foto che vedete riguardano l’ennesimo sbranamento verificatosi domenica mattina in quel canile maledetto dove tutti si arrogano il diritto di partecipare con progetti e proggettini ma nessuno poi fa il proprio dovere; non solo, la cosa più grave che si chiama vergogna è il totale disinteresse di chi ha messo quella ditta di Avellino a gestire senza mai verificarne l’operato.

I cani hanno fame, sono magri, denutriti ed affamati.

I cani hanno fame e freddo non hanno una pedana dove appoggiare le zampe rosse ,gonfie e crepate, I cani hanno fame, freddo e sono ammalati perchè nessuno li cura e quel protocollo tra veterinari e comune è solo un bleff per mettersi a posto con le carte.

I cani hanno fame, freddo e sono tutti fradici perchè quotidianamente vengono bagnati con getti di acqua forte e gelida .

I cani chiusi nel canile municipale di Santo Stefano che hanno fame , freddo e sono ammalati e fradici, sono solo cani che arricchiscono l’umano. Disgraziatamente e maledettamente quel canile è terra di nessuno dove non ci sono controlli e nessuno entra nei box perchè fediti e nauseanti. E’ un giro di bisiness che dobbiamo spezzare.Una domanda viene spontanea ;

Il dr De Marco delegato del Sindaco, bravo a scrivere determine, gare di appalto e protocolli d’intesa ,come mai non vigila? Sono 5 anni che ha la delega ai canili e non ha migliorato di un minimo la condizione di quei cani, ma solo quella degli umani.Dove sta? Si è mai letto le relazioni che il suo stesso delegato gli fa ogni giorno? Se è si !?perchè non interviene?

Ma non è meglio abbatterli tutti quei cani piuttosto che vederli in quello stato?A chi giova vederli in quella condizione di crudelta’e sofferenza? Possibile mai che nessuno si rende conto che si è creato solo un giro vizioso ed oneroso a danno dei cani.?

Quello che succede in quel canile è solo un coprire misfatti su misfatte.

Da qualche tempo i volontari notano molta irrequietezza nei cani con un comportamento tale da arrivare alla coprofagia (ossia mangiare le feci per fame).

Incominciano a chiedere agli operai il perché di queste anomalie,di queste aggressioni e perchè ancora una volta si è ridotto il mangime, perchè i cani sono di nuovo magri etc.etc.

Vuoi, per non essere incolpati dalle associazioni, vuoi, che ogni tanto anche nei più menefreghisti si risveglia un pò di coscienza, il fatto è che veniamo a conoscenza di un ammanco di 40 sacchi di mangime, che secondo la ditta dovrebbero essere risarciti dagli operai stessi ( in quanto solo loro detengono le chiavi del magazzino) o in caso contrario, gli operai possono,sempre su suggerimento della ditta stessa, ridurre ulteriormente la razione giornaliera fino a compensare l’ammanco dei sacchi mancanti.

E tutto da dire,!Una ditta seria ed onesta avrebbe gia licenziati gli operai, se ne avesse avute le prove e viceversa ,chi senza peccato, sarebbe gia corso in procura a denunciare i ricatti e i sorprusi ricevuti.

Ma cosa fanno gli operai? riduco il quantitativo giornaliero di croccantini… tanto nessuno se ne accorgera’ eppoi c’è l’ha suggerito il datore di lavoro.

Viva l’Italia, la Nostra bella Italia. ! W il Sud dove il sole è sempre in alto e la mano nera fa la sua ombra.

E’ cosi che funzionano le cose: Morte Tua Vita Mea.

Bhe! Noi animalisti non ci stiamo più, siamo stanchi ,esasperati, l’unica cosa che ci resta è quella di mandare questa notizia sui mass mediam locali e Nazionali, affinchè qualcuno ci dica se lo Stolking vale anche per i cani .Qualcuno dovrà pur pagare le torture e la crudelta a cui li sottopongono gratuitamente e giornalmente da anni.

Non è piacevole trovarsi di fronte a cani morti per emorragie perché impigliati con le zampe nei pannelli dissaldati(,che la stessa ditta non ha mai provveduto a riparare,) non è un bello spettacolo trovarsi di fronte a crani divorati o corpi pieni di buchi, no! Non è affatto gustoso sentire l’odore di sangue grumito che entra nelle narici e per mesi te l’ho senti su tutto il corpo.Eppure queste scene si ripetono frequentemente in quel canile.La mortalità è molto alta e non c’ e nessun veterinario che si chiede perchè e ne cerchi la causa..

Chi è l’iniquo personaggio che vuole continuare ad avere i cani in quelle condizioni mentre riempie la pancia agli umani?e a cosa gli giova avere quel canile lager?

Di questo non ne possiamo più! Ci rivolgiamo al Sindaco Di Bartolomeo chiedendogli: di fare pulizia di tutti i soggetti che ruotano e lucrano sulla pelle dei cani, dei suoi cani. Di mettere finalmente in atto il suo programma che gli ha portato la nostra fiducia e i nostri voti. Porre fine allo sciacallaggio pulendo il marciume che si respira in quel canile e d’ incominciare a dare un minimo di dignità a quelle creature che vi abitano.

Una raccomandazione poi! di stare molto accorto, perchè tolto il mangiare, tolto il tepore e il riparo tolto anche il sacrosanto diritto allo sgambettamento, ai cani resta solo il proprio pelo. Vigili Sindaco affinchè nessuno si azzardi a rubaglierlo per fare le pelicce che vanno tanto di moda.

Oltre a lei facciamo appello alla magistratura affinchè si possa fare chiarezza, dopo tutte le denunce e manifestazioni fatte ci si renda effettivamente conto che il denaro pubblico reca solo danni la dove non c’è sorveglianza e controllo, mentre il maltrattamento dilaga e si spreca.

Anna Mazziotti e tutti gli Animalisti di Cb

fonte: altromolise

info e petizione su: chiliamacisegua

LA PADANIA 20 DICEMBRE MOLISE: CHI FA PULIZIA DI QUESTA VERGOGNA?

AGGIORNAMENTO DA RAPID DOGS RESCUE
Videodenuncia
parte prima
parte seconda

COMUNICATO

Non è Natale per tutti

Non è Natale per i volontari e le Associazioni molisane che chiedono Misericordia e Legge per i cani del territorio.

Non è Natale per loro, i cani del Molise, i cani dimenticati da chi ha il dovere di provvedere al loro benessere.

Che hanno invece,  come guardiano Belzebù.

Dopo la povera vittima questa, la cui morte deve trovare pace, se ne oggi, aggiunge un’altra con le stesse modalità.

Un corpo straziato dalle grate arrugginite, senza volto, senza storia, se non quella scandita dal  tempo infinito che ritma l’abbandono in cui vengono lasciati gli ospiti del canile meno 5 stelle.

Senza foto come per il suo sventurato compagno, a fissare l’ennesimo orrore che non scuote ne animo, ne coscienza, da queste parti, ma che muove il popolo del web alla rabbia e alla ribellione.

Che c’è e che si trasformerà in fatti concreti, una denuncia pronta a schioccare come una frusta, sul lassismo delle Istituzioni.

La storia della prima vittima qui:

http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/30/molise-morte-annunciata-al-santo-stefano/

La Padania 20 dicembre

Santo Stefano, l’orrore che ti penetra dentro come un forcone.
Un incubo che la giornalista Stefania Piazzo racconta per noi, per chi non può vedere.

E che nemmeno l’immaginazione più sadica può arrivare a concepire in tutto il suo osceno, reale quotidiano.

Un’immersione choc, un viaggio per cuori coraggiosi nei cunicoli della morte, un’inchiesta che si fa carico di raccontare il luogo dei lamenti, dei silenzi, in un’inimmaginabile sofferenza calpestata.

Un tormento che chiede giustizia.

Tutti tacciono. Tutti voltano la testa dall’altra parte.

Allora grazie, ancora una volta, Padania, grazie  per non aver paura di scrivere, indagare, rischiare.

Questo articolo al servizio della verità finalmente svelata, alla vergogna finalmente chiamata con il suo nome e cognome, enti inadempienti, sciupio di denaro pubblico, omissioni di atti di ufficio,  è la pietra d’angolo per la petizione che Chiliamacisegua e tutte le persone libere presenteranno all’Europa.

Perché la giustizia è in fuga dall’Italia.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

DALLA PARTE DEGLI ANIMALI

Decima puntata

Viaggio nell’Italia bestiale

E RAPID DOGS RESCUE PORTA CIBO, MEDICINE E METTE IN SALVO 18 CANI

LA PIETÀ E LA CIVILTÀ CLANDESTINE A CAMPOBASSO

MOLISE: CHI FA PULIZIA DI QUESTA VERGOGNA?

NOSTRO INVIATO

STEFANIA PIAZZO

CAMPOBASSO – I cani di Santo Stefano abitano in un letto di guano e urina. Non abbaiano. Gemono.

Non hanno occhi ma oblò neri che spurgano orrore. Defecano sangue, mentre mangiano nella morbida purea acida apparecchiata per servire il ciclo schizofrenico del cibo che esce ed entra nella stessa prigione.

Non è un canile. È un depuratore di randagi, produttore di ossessione. È un manicomio per cani-pendolo, dentro  e fuori dai cubi bagnati dei loro ripari, dove la geometria degli ingressi è modificata dal morso della fame, dall’inedia, dal non trovare una risposta alla disperazione invisibile.

Quando tocchi i cani di Santo Stefano dalla loro gola esce un lamento umano, un doloroso pianto acuto, ripetitivo e monodico, che non fermi neanche con le carezze.

Perché i cani impazziti che alla tua vista, dalla paura si rintanano come iene nel caverna del cubo, hanno un mantello multiuso: un pelo da elettrochoc, gonfio e deforme, grappoli con una lunga storia, palle di lana

senza regola, una spugna che spazza il guano e che si fa commiserevole coperta penetrabile per l’acqua che ristagna, che marcisce i bancali ritagliati a giacigli. Il mantello è un lievito di prigionia.

Il marrone, il nero, il ghiaccio, sono i colori che infestano l’aria, dove l’odore ha un colore ,  quello di morte che non arriva mai, che si fa desiderare come l’amante che brama l’abbraccio.

Mentre tu percorri i vicoli delle celle, entri vivo, esci morto, l’energia ti abbandona, assorbita dal degrado, dalla dolosa malafede umana, dall’impietosa indifferenza che consente a 750 vite di soffrire sul cucuzzolo di una montagna per far guadagnare chi gestisce  l’immonda situazione, dove la veterinaria pubblica dovrebbe scomparire dalla vergogna. Dove i sindaci, gli assessori, i delegati al benessere, dovrebbero spiegare se esistono parametri al benessere, all’igiene. Parametri di vita. E spiegare perché le deiezioni dell’ex mattatoio venivano smaltite nei cassonetti della città. Perché quelle di Santo Stefano finivano nelle fogne della borgata.

Tanto che un giorno scoppiarono i tombini, pieni di liquame di cane. Il sopralluogo e il verbale dei carabinieri dei Noe finì nel nulla.

A Santo Stefano non è stato fatto un cazzo. Nonostante i tavoli del sottosegretario Francesca Martini e i sequestri dissequestrati perché il giudice per disperazione ha visto che tanto lì dentro merda era e merda restava, il canile. Dall’aprile scorso “si danno da fare” perché il canile abbia due veterinari, in una sorta di baratto tra Comune e Azienda sanitaria. Io ti dò gli ambulatori per sterilizzare, tu mi dai i medici. Bene, finalmente due veterinari dello Stato per denunciare quelle fogne sotterranee della città, i tombini che rigurgitano ogni malessere.

E a chi? Al tesoriere dell’Ordine nazionale dei veterinari, che magari vigila anche sul canile? All’Asrem? Al Comune?

Con che forza professionale si sottoscrive che lì abita il benessere? Non lo sai, ma la capisci eccome tanta ostinazione nel firmare le carte che assolvono l’uomo. I cani mangiano, gli uomini pure. Tutti lavorano, tutti devono mangiare. I cani un po’ meno. Un altro cane sabato è rimasto vittima dei compagni, incastrato nelle reti da cantiere, cibo per quelli che hanno fame perché i sacchi calano di continuo. Era già successo.

L’appalto è da 250mila euro l’anno, ma ventimila sono già spesi per pagare il delegato del Comune che vigila sulle associazioni che curano i cani di Santo Stefano. 20 mila euro di cibo in meno, per pagare il delegato che guarda e che fa parte di un’Associazione cinofila locale.

E nella cooperativa di quattro operai (quando uno di loro è di riposo nessuno pulisce l’area di pertinenza) che gestisce i latrati spenti chi c’è? La ragnatela delle parentele che s’appiccica a chi in Comune si occupa di benessere. Manco per sogno di quello dei cani.

E che ne parliamo del benessere se il delegato del sindaco si autofirma nella legalità formale l’aumento di stipendio? Come lo dici ai rantoli indifesi, ai sudari? Non glielo dici.

L’assessore regionale alla Sanità, prima che la sanità venisse commissariata per bella gestione, aveva deliberato 135mila euro di spesa per metterci una pezza. 35mila dovevano andare all’anagrafe canina.

Dovevano. Altri 70mila sono stati spesi per fare volantini, sull’anagrafe canina. I volantini però per l’impervio Molise non tutti li hanno visti, dovevano essere distribuiti.

Dovevano. Altri 30mila euro dovevano andare per le sterilizzazioni. Dovevano.

Si sa invece che le razioni del rancio ottimo e abbondante non dovevano ma devono autoridursi del 10%, per prevista moria dei cani e sterilizzazioni. Mentre di randagi ne continuano a entrare.

E le sterilizzazioni sul territorio fanno ridere. Il morbo infuria, il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca.

Dopo sfinenti vertici e convocazioni dei vertici al ministero, il Molise era ancora lì che se la raccontava, con un altro vertice tra Comune e associazioni, il 7 ottobre scorso. Per «discutere la bozza di accordo», dopo più di un anno dalla prima visita a Santo Stefano del sottosegretario. Le calende molisane discutevano delle tre aperture pomeridiane della struttura al posto di una. Che due… bozze, il Molise.

Che ha persino fatto finta di non leggere le indicazioni del ministero della Salute che autorizzavano la sterilizzazione con reimmissione su strada. Non capivano, avevano detto, cosa ci fosse scritto, sull’Abc del benessere animale.

Che disastro nazionale.

Dopo l’ultima chiamata del ministero, nei giorni scorsi, per imporre legalità, in attesa che il guano si trasformi in fogna di ghiaccio, cosa inventeranno ancora le istituzioni del Molise per sopravvivere a se stesse, colossale monumento alle deiezioni?

s.piazzo@lapadania.net

(10 – continua)

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