A Capodanno, spegniamo i botti e accendiamo il cervello
28 dicembre 2011 -
La campagna dello scorso anno A Capodanno, spegniamo i botti e accendiamo il cervello, è ahimè ancora valida.
Evidentemente ci sono più botti che…cervelli in circolazione…..
Ma la breccia verso il salto alla civiltà, è aperta.
Due Sindaci, due Primi Cittadini fanno da faro per tutti coloro che vorranno essere descritti con le maiuscole…….
A Torino il Sindaco Piero Fassino e la Giunta, in primis l’Assessore dell’Ambiente, hanno vietato qualsiasi esplosione per tutelare gli animali oltre che le persone. “Tra i cani e gatti, tra l’altro, c’è chi muore di crepacuore o per fuggire, chi perde l’orientamento o chi morde.”
A Berceto il Sindaco Luigi Lucchi lancia un appello accorato, che non si può che condividere: “Chi non ama le bestie non ama neppure i cristiani. Sarebbe un segno di civilta’, in questi giorni e nella notte di capodanno, non sentire neppure un botto. Un modo per iniziare il nuovo anno con un gesto di rispetto per i viventi più indifesi: gli animali, i cani, e quindi un vero augurio di un anno sereno e denso di buone cose.”
Plauso, menzione, ringraziamenti, sono dovuti a questa loro sensibilità umana prima che civica.
E’ l’empatia e il rispetto per la vita che fanno più rumore del…botto!
Buon anno, colmo di umanità per essere degni di essere uomini!
Chiliamacisegua
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A Capodanno, spegniamo i botti e accendiamo il cervello
A Capodanno, spegniamo i botti e accendiamo il cervello
Animalisti Italiani, Chiliamacisegua e Lega Nazionale per la Difesa del Cane lanciano un appello per un Capodanno responsabile.
GEAPRESS – Ogni anno a Capodanno, e più in generale durante le festività natalizie, assistiamo ad un vero e proprio bollettino di guerra: durante la notte di San Silvestro, nelle ore immediatamente prima e in quelle successive, vengono esplosi numerosi botti, fuochi artificiali che hanno delle conseguenze a volte devastanti sia per chi li maneggia sia per chi, ignaro ed incolpevole, li subisce. In taluni casi, vengono esplosi anche veri e propri colpi di pistola o di fucile (sic).
I cosiddetti botti di Capodanno mietono vittime non solo tra gli uomini ma arrecano enormi danni anche agli animali, tutti. E a proposito di botti e animali, come non ripensare all’incredibile storia del pacifico ed amato Pastore tedesco di Sannicandro (BA) morto per l’esplosione di un petardo in bocca (vedi articolo GeaPress).
Cani, gatti, piccoli animali da compagnia, uccelli: tutti gli animali sono estremamente sensibili ai forti rumori provocati dai botti di fine anno e a questi reagiscono con comportamenti imprevedibili e pericolosi per la loro stessa incolumità e per quella altrui. Gli stati d’animo possono andare dal semplice disorientamento, alla paura, al terrore, all’ angoscia fino ai casi più gravi di disperazione.
Negli uccelli un botto causa uno spavento tale che li induce a fuggire dai dormitori, volando al buio anche per chilometri, andando a morire sfracellati addosso a qualche muro, vetrata, albero o cavi elettrici; quelli che riescono ad atterrare o a posarsi incolumi spesso muoiono assiderati a causa delle rigide temperature invernali ed alla mancanza di un riparo.
Negli animali degli allevamenti come mucche, cavalli e conigli, le conseguenze delle esplosioni possono provocare nelle femmine gravide addirittura l’aborto da spavento.
Nei gatti, e soprattutto nei cani, un botto crea forte stress e spavento tali da indurli a fuggire dalle proprie cucce, recinti, giardini, case, finendo spesso vittime del traffico o di ostacoli non visibili al buio.
Tali reazioni istintive ed incontrollate sono dovute, in particolare, alla loro soglia uditiva infinitamente più sviluppata e sensibile di quella umana. L’uomo ha un udito con una percezione compresa tra le frequenze denominate infrasuoni, intorno ai 15 hertz, e quelle denominate ultrasuoni, sopra i 15.000 hertz. Cani e gatti, invece, dimostrano facoltà uditive di gran lunga superiori: il cane fino a circa 60.000 hertz mentre il gatto fino a 70.000 hertz.
Per scongiurare l’ennesimo capodanno disastroso per gli animali, le associazioni Animalisti Italiani, Chiliamacisegua e Lega Nazionale per la Difesa del Cane hanno promosso la campagna di sensibilizzazione “Capodanno: spegni i botti, accendi il cervello”. Un invito al buon senso e alla responsabilità nei confronti di tutti gli esseri viventi.
“Abolire i botti di Capodanno è un grande segno di civiltà” dicono le tre associazioni “Invitiamo tutti i cittadini che amano la vita e rispettano la vita altrui a non acquistare i botti di capodanno per festeggiare l’arrivo del nuovo anno che sono causa di morte, ferimenti e traumi per cani, gatti, animali domestici e uccelli. Chi ama la vita, la natura e gli animali preferisce il tradizionale, gioioso e alla moda, botto dello spumante“.
Le tre associazioni animaliste, inoltre, invitano tutti coloro che vivono insieme ad un animale ad assumere alcuni semplici comportamenti responsabili (vedi sotto) che possano far trascorrere con maggiore serenità le, a volte, tremende ore a cavallo tra l’anno vecchio e quello nuovo. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).
Di seguito riportiamo i consigli di Animalisti Italiani, Chiliamacisegua e Lega Nazionale per la difesa del cane, per chi possiede un cane.
Cosa fare con un cane che sta all’aperto:
sistemalo in un locale chiuso, conosciuto e sicuro mettendogli a disposizione il suo giaciglio e alcuni oggetti a lui familiari, ad esempio i suoi giochi preferiti, le ciotole e qualcosa da rosicchiare. Attento ad eliminare tutto ciò che potrebbe ferirlo nel caso tentasse comunque una fuga;
se il cane è legato, slegalo e sistemalo come nel caso precedente; ricordati che un cane legato, se terrorizzato, potrebbe ferirsi gravemente;
se vive in un box esterno, verifica che sia sufficientemente sicuro e che gli fornisca la giusta protezione, altrimenti sistemalo come nei casi precedenti;
se non puoi sistemarlo al chiuso, verifica l’integrità della recinzione e fai molta attenzione: se riuscisse ad uscire, potresti perderlo per sempre e non sarebbe un fatto così strano;
durante i botti, se ti è possibile, vai da lui e cerca di sdrammatizzare la situazione, eventualmente facendolo giocare; non devi proteggerlo o confortarlo e soprattutto non devi dar peso alle sue ansie. In questi casi è molto più efficace una vera e propria “pratica dell’allegria” e ricordati di lasciare qualche boccone appetibile quando devi allontanarti;
un cane spaventato non mangerebbe mai ma, la presenza del cibo potrebbe rendere più familiare l’ambiente facendolo sentire, se mai fosse possibile, meno isolato.
Cosa fare con un cane che resta a casa da solo:
lascia le luci accese;
lascia le porte aperte;
lascia almeno due stanze a disposizione;
il suo giaciglio deve essere ben raggiungibile;
non lasciare oggetti che lo possano ferire;
inibisci i nascondigli troppo angusti, per evitare che si ferisca per entrarci;
lascia liberi i soliti nascondigli;
lascia a disposizione i suoi giochi e qualcosa da rosicchiare;
lascia la ciotola dell’acqua ( anche se, quando un cane è spaventato, non mangia e non beve );
a mezzanotte fai squillare il telefono, potrebbe distrarlo ed eventualmente calmarlo udendo un suono conosciuto e rassicurante.
Cosa fare quando il cane è a casa con te:
informa gli ospiti sugli atteggiamenti da tenere facendo presente che è molto meglio se rimangono assolutamente passivi lasciando a te il controllo della situazione;
se ci sono bambini, istruiscili opportunamente: non devono correre o eccitarlo inutilmente, meglio se lo ignorano;
lascia le porte aperte;
il suo giaciglio deve essere sempre ben raggiungibile;
inibisci i nascondigli troppo angusti, per evitare che si ferisca per entrarci;
lascia liberi i suoi soliti nascondigli;
se si nasconde, non cercare di tirarlo fuori con la forza: deve farlo di sua iniziativa. Al massimo raggiungilo e cerca di mantenere un comportamento che sia il più possibile rilassato e tranquillo;
se vuoi farlo uscire, chiamalo come fai di solito: se non ubbidisce, significa che si sente più al sicuro dov’è, anche se lontano da te. In questo caso non insistere: uscirà di sua spontanea volontà quando non sarà più spaventato;
non controllarlo: non deve pensare di essere al centro dell’attenzione e non deve credere che ciò che sta accadendo sia rivolto solo a lui;
ad ogni botto, tieni un atteggiamento allegro rendendo piacevole il contesto
se dovesse urinare o defecare, non dare peso e pulisci: non devi in nessun modo farlo sentire in colpa;
non costringerlo a stare accanto a te e lascialo spaziare: deve riuscire a crearsi una situazione rassicurante;
se cerca il contatto, accettalo ma non favorirlo;
non toccarlo all’improvviso, in particolare da dietro e, se proprio devi farlo, accertati che ti veda e che capisca le tue intenzioni;
se abbaia, ulula o guaisce, distrailo;
se tenta di mordere o di distruggere oggetti, distrailo;
fai attenzione ai toni voce e non tenere radio o televisione con volume molto alto;
fai molta attenzione nel momento in cui si stappano le bottiglie;
attento ai balconi aperti: possono essere visti come disperate vie di fuga;
cerca di sdrammatizzare la situazione, eventualmente facendolo giocare; non devi proteggerlo o confortarlo e soprattutto non devi dar peso alle sue ansie. In questi casi è molto più efficace una vera e propria “pratica dell’allegria”.
I FATTI
A Torino il Comune vieta i giochi d’artificio “Botti di Capodanno spaventano cani e gatti”
I trasgressori rischiano una multa fino a 500 euro e una denuncia per maltrattamento degli animali
foto Ap/Lapresse
Capodanno 2012 senza botti quello della città di Torino. La Giunta ha infatti esteso all’intero suolo comunale “il regolamento per la tutela e il benessere degli animali”, entrato in vigore il 14 marzo, secondo cui i giochi d’artificio spaventano cani e gatti. La polizia urbana si prepara quindi a fare multe che vanno dai 25 euro fino a 500, in base alle conseguenze che lo scoppio può causare, i trasgressori rischiano anche una denuncia.
Vietati anche i canonici giochi d’artificio in piazza: meglio dare spazio al concerto di Renzo Arbore. “Nel corso degli anni – ha spiegato l’Assessore dell’Ambiente a “La Repubblica” – ci sono arrivate tantissime segnalazioni di atti di goliardia nei confronti degli animali”.
Tra i cani e gatti, tra l’altro, c’è chi muore di crepacuore o per fuggire, chi perde l’orientamento o chi morde.
Per questo motivo l’amministrazione sabauda ha deciso di “lavorare molto sulla prevenzione sequestrando botti e petardi”.
Ma sono in pochi quelli venuti a conoscenza del nuovo provvedimento.
Chissà allora quale sarà la reazione di chi si era già preparato a festeggiare il nuovo anno in maniera esplosiva…
http://parma.repubblica.it/cronaca/2011/12/26/news/cittadini_vi_prego_niente_botti_fatelo_per_i_nostri_animali-27229554/
L’APPELLO DEL SINDACO DI BERCETO
“Cittadini, vi prego niente botti Fatelo per i nostri animali”
Il primo cittadino del paese di montagna, non nuovo a iniziative curiose, lancia un intelligente appello ai residenti: “Aiutiamo i cani e gli animali a non soffrire, evitiamo i fuochi d’artificio e petardi”
Non è nuovo a iniziative curiose, mediatiche o perlomeno “chiacchierate”, ma il sindaco di Berceto Luigi Lucchi questa volta lancia un messaggio difficile da non condividere. Tutto a favore degli animali, un po’ meno per gli amanti dei botti di fine anno. Per il Capodanno infatti il primo cittadino chiede ai suoi residenti di rinunciare a petardi e fuochi per non spaventare animali e bestiame. Ecco uno stralcio della sua lettera.
“Chiediamo di non fare i botti. Non sono un’usanza tradizionale della montagna parmense e di Berceto e anche se ha preso campo, negli ultimi decenni, rappresenta un pericolo per le persone ma anche una sevizia per gli animali, soprattutto i cani, che vengono terrorizzati da questi assordanti rumori che non intendono certo come momento di festa.
Un proverbio di Berceto recita: chi non ama le bestie non ama neppure i cristiani.
Sarebbe un segno di civilta’, in questi giorni, e nella notte di capodanno, non sentire neppure un botto.
Un modo per iniziare il nuovo anno con un gesto di rispetto per i viventi più indifesi: gli animali, i cani, e quindi un vero augurio di un anno sereno e denso di buone cose.
Grazie a quanti comprendono e mettono in atto queste buone intenzioni che aiutano a rendere Berceto un comune sempre più rispettoso e civile”.
Nella sua lunga lettera il sindaco ha poi invitato i cittadini a passare le feste in casa e i giovani mettersi alla guida dopo aver bevuto.
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Le Vite di queste Creature alle quale Voi avete restituito dignità, sono i migliori auguri che Chiliamacisegua può fare al Vostro cuore
23 dicembre 2011 -
Le Vite di queste Creature alle quale Voi avete restituito dignità, sono i migliori auguri che Chiliamacisegua può fare al Vostro cuore
Corinna Andreatta
Presidente
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LA PADANIA 29 NOVEMBRE LA BONIFICA ETICA DEL MASSACRO ROMENO
29 novembre 2011 -
Continua il viaggio bestiale di Stefania Piazzo su La Padania. Oggi racconta la meravigliosa avventura di Sara Turretta e i cani e bambini della Romania.
Abbiamo il dovere di sostenere questa avventura, dovere morale di tutelare tutte le creature vessate, uccise e maltrattate.
Dovere di lottare per loro, pena l’inciviltà perpetua.
Buona lettura e buona indignazione!
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LA PADANIA 29 NOVEMBRE
CENTOTREDICESIMA PUNTATA
VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE A CURA DI STEFANIA PIAZZO
LA BONIFICA ETICA DEL MASSACRO ROMENO
L’AVVENTURA DI SAVE THE DOGS, SARA TURETTA RACCONTA
ANTEPRIMA
“Esiste una povertà più povera e una ricchezza più ricca. Esiste la Romania. Così, quando il trasferire valori diventa il tuo lavoro, la tua scelta etica e necessità, capisci che camminare sui cadaveri, quelli degli animali, sia il fine corsa di una civiltà. D’altra parte oltre la morte, cosa c’è?.
Milano è una città strana, nasconde segreti e tesori. Dove tutto scorre c’è anche il cuore di qualcosa che fa la differenza.
È la città profetica nel cambiamento che rompe tabù e costruisce ponti. Se dovessimo costruirne uno e dargli un nome lo dovremmo chiamare Save the dogs. Il ponte tra l’associazione, Milano, e la Romania. L’intuizione di Sara Turetta arriva nel 2001. Sara è abituata a viaggiare, conosce i Paesi dell’Est, vive con la famiglia per anni
all’estero in Europa. La visione “globale” dei problemi non le manca. Ma l’inciampo nella verità che le cambia la vita, e che la cambierà grazie a lei a migliaia di animali e di cittadini romeni, arriva dopo le denunce magari scomposte dei volontari italiani che parlano delle atrocità sugli animali in Romania, su un randagismo che è sterminio, torture, cannibalismo del rispetto.
«In un Paese randagismo e relazione con gli animali sono il prodotto del comportamento umano – ci spiega -, frutto dell’evoluzione di un Paese. E in Romania l’indurimento di un popolo, di una classe politica, ha dato questi frutti».
L’immagine degli animali lasciati agonizzare per le strade, o sommariamente decimati a migliaia trattenuti dalle tenaglie e sfracellati contro i muri da macellai dei“canili” e finiti con un’iniezione nel cuore, dicono che la Romania è ancora in guerra con se stessa. Dentro questa guerra, dal 2001 ad oggi Sara e il suo gruppo hanno iniziato a strutturare una risposta di civiltà e benessere nella politica della cipolla.
……………………
Quando si legge il nome dell’associazione non deve sfuggire quell’
and other animals… E altri animali. «Grazie a Franco Aloisio di Para da entriamo nel gruppo ong denominato Ciao, di cui fa parte la Fondazione Don Orione – spiega Sara -. Nasce il progetto It’s donkey tim e, programma di onoterapia con quattro asinelli strappati alla morte (scelti tra i 58 ospitati nel rifugio di Cernavoda), impiegati ora nella pet con venti bambini orfani portatori di gravi handicap, provenienti sia dal centro gestito dalla Don Orione che da altri orfanatrofi pubblici. In Romania i bambini ancora “istituzionalizzati” dentro gli ex orfanatrofi sono 150mila. Il nostro progetto ha una valenza puramente simbolica ma apre una breccia».
………………………
Sul sito www.savethedogs.eu c’è tutto e di più. Ma non potevamo uscire dal 36 di via Vilfredo Pareto senza citare il sociologo dell’economia: «La scienza economica non considera la proprietà come un dogma, non ne nega i difetti, la riconosce variabile nel tempo e
nello spazio; ma seguendo il metodo sperimentale crede che la sua disparizione farebbe oggi più danni che vantaggi».
Che c’entra questo con gli animali e gli uomini, con gli asini e gli orfani? Applichiamo una proprietà transitiva. La proprietà di un animale non è dogmatica, il farla sparire, azzerando
ciò che è la responsabilità di custodire, rispettare e proteggere un essere senziente, è di fatto più dannoso, «più danni che vantaggi», scriveva Pareto. Esiste infatti, in nome di ciò che si demonizza, una povertà più povera e una ricchezza più ricca. Esiste una Romania che vive nel passato e una speranza presente umanizzata dagli animali”
Stefania Piazzo
(113-continua)
NOTA
Per saperne di più sul massacro dei cani in Romania
http://all-4animals.com/2011/11/26/massacro-randagi-in-romania-cosa-fare-adesso/
Massacro randagi in Romania: cosa fare adesso?
Pubblicato da All4Animals
Noi non ci arrendiamo.
In barba al governo Basescu, alle concussioni, alle collusioni, al giro di denaro sulla pelle dei cani, al lavaggio del cervello collettivo, allo sgambetto continuo alle più basilari norme di benessere animale, al non rispetto delle regole che un paese europeo dovrebbe rispettare, noi non ci arrendiamo.
Il colpo è stato duro da incassare: la legiferazione del governo rumeno in merito allo sterminio indiscriminato dei 2 milioni di randagi che abitano il Paese – randagi figli dell’ignoranza, dell’arretratezza, delle mancate sterilizzazioni e degli abbandoni – era attesa e temuta ma è comunque arrivata come un fulmine a ciel sereno, lasciando sgomenta la comunità animalista internazionale che ha fatto il possibile per battersi contro lo scempio rumeno.
Dalle associazioni salvifiche come Save The Dogs di Sara Turetta fino alle documentazioni fotografiche di chi è andato sul posto a verificare la situazione, dal tam tam di internet fino allacondivisione della petizione per fermare il massacro, ci si augura che ogni singolo animalista abbia fatto qualcosa per i randagi rumeni.
Non è stato abbastanza: loro continuano a morire, noi continuiamo a sentirci impotenti.
Impotenti contro un governo che tiene il passo del gambero e va indietro anziché avanti, e impotenti davanti alla realizzazione di non poter, in alcun modo, salvare tutte le innocenti vittime dello sterminio.
Vittime come quelle nelle foto che mostriamo: tre uomini armati di bastoni e tenaglie contro una povera bestiola indifesa, un cane disperato e scioccato sollevato per la coda e la pelle della schiena, un altro ucciso e abbandonato. Cosa c’è di umano in questo? Cosa c’è di etico, compassionevole, giusto in questo? Quale che sia il problema, la soluzione non è quella che vediamo in rete nelle documentazioni fotografiche che arrivano ogni giorno dalla Romania.
L’approvazione della legge dello sterminio ci ha piegati.
Piegati. Ma non spezzati.
Se il governo Basescu pensa che sia finita qui, e che staremo zitti e buoni davanti a quanto sta accadendo, si sbaglia.
Finché potremo continueremo a combattere, a lottare perché per questi animali la vita sia migliore di così. Migliore di come viene mostrata in quella fotografia maledetta, istantanea precisa di ciò che avviene nel Regno di Basescu ogni singolo giorno.
Cosa possiamo fare?
Cosa dobbiamo fare?
Possiamo innanzitutto sostenere le associazioni che si battono da tempo sul territorio rumeno perché le cose cambino e migliorino: una tra tutte è Save The Dogs.
Inoltre, possiamo (e dobbiamo) firmare la petizione che mira a raccogliere un milione di firme: la trovate qui.
In terzo luogo, dobbiamo mantenerci sempre informati su quanto avviene in Romania: e questo è il posto ideale. A questo link, inoltre, trovate un altro gruppo sempre molto aggiornato sul problema randagi nel Paese.
Sappiamo che assistere ad un disastro del genere fa male, ma voltare la testa dall’altra parte e chiudere gli occhi è un insulto nei confronti di queste vittime mute e innocenti della follia e dell’avidità dell’uomo. Dobbiamo, per questo, avere la forza di guardare, ascoltare, leggere e capire. Sempre.
Dobbiamo trovare la volontà di andare avanti che a questi animali viene sistematicamente negata – e dobbiamo farlo non solo per loro, ma anche per noi stessi. Perché un futuro diverso da questo sia possibile.
Fare pressione. Questo è possibile fare e questo sarà fatto. Un pressing costante, sistematico nei confronti degli organi di informazione, del pubblico, della politica: non si potrà ignorare per sempre quello che accade in Romania.
Fare pressing significa conoscere e far conoscere. Significa, per l’appunto, non voltare la testa per non vedere.
Significa firmare la petizione e condividerla sui social network, sulle bacheche, nei forum, via email a tutti i nostri contatti. Significa tenere nota degli aggiornamenti che arrivano dal Paese e diffonderli a quante più persone possibile. Significa informare la stampa, la televisione di cosa sta accadendo.
Ieri sera, ad esempio, all’edizione delle 20 del TG5 si è parlato della Romania. Il video è qui:
http://www.video.mediaset.it/video/tg5/full/263789/edizione-ore-2000-del-25-novembre.html (dal minuto 24).
Se tutti sapranno, se tutti si indigneranno, se tutti alzeranno la voce e diranno NO, e diranno BASTA, forse qualcosa potrà cambiare.
Siamo piegati. Non spezzati.
Le vittime animali della Romania, noi, non le dimentichiamo.
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Chiliamacisegua sente il dovere e il piacere, di dire grazie
9 ottobre 2011 -
Chiliamacisegua sente il dovere e il piacere, di dire grazie a, in….. disordine sparso, Laura Pontini, al dottor Mauro Cervia, ad Anita Carelli, a Rossella Musola, a Caterina Manzione e a Monica Eymann. Alle Amiche di Balù e a M.A.Aversa – Adozioni.
Chiliamacisegua ha fatto la ……..procacciatrice di solidarietà, la……. postina dell’amore e nel network che si è creato in rete, una filiera dove ognuno con la sua goccia cerca di alimentare il mare della vita, ha incontrato queste belle persone.
E rende merito al loro impegno , al loro valore umano, alla loro sensibilità che hanno cambiato il corso del destino di queste quattro creature sofferenti per la malvagità dell’uomo.
Le storie
Anita Carelli e Rossella Musola chiedono aiuto per Leo e Sky
Era il 11 agosto 2011 quando una pineta a Statte (TA) è stata incendiata causando la morte di decine di cani e cuccioli….BRUCIATI VIVI da un incendio che ha devastato il territorio.
LORO SONO I “MOSTRI” RIMASTI….CHI LI PRENDERA’???
CHI LI AIUTERA’??
RIFUGI, ASSOCIAZIONI, SANTI E CHI NE HA PIU’ NE METTA..FATEVI VIVI!
HANNO BISOGNO DI ESSERE PORTATI VIA DA LI’!
CHI PUO’ AIUTI!!!!!
Rossella Musola
All’appello disperato, risponde immediatamente il dotto Mauro Cervia, che si reca a Statte per vedere di persona i suoi.. pazienti.
E senza frammettere ulteriore tempo, li opera a Milano nella sua clinica, gratuitamente.
I video degli interventi sulla home del sito della Associazione Onlus Amoglianimali di cui il dottor Cervia è il …faro
http://www.amoglianimali.com/MauroCervia/index.php?option=com_content&task=view&id=28&Itemid=57
Anita Carelli scrive a Chiliamacisegua
E quando le corde dell’ anima vengono davvero toccate quello che si vuole si realizza. Questo è accaduto a noi volontarie di un piccolo paese alle porte di Taranto, abbiamo urlato cosi in silenzio da essere ascoltate in …tutta Italia. Tutto accadeva il 10 agosto scorso, quando un incendio brucia 100 ettari di pineta uccide decine di cani e piega le nostre forze. Per un pò abbiamo provato ad autocommiserarci ma ci siamo accorte che non era la nostra natura, cosi ci siamo ripresi i nostri sogni e abbiamo combattuto. Oggi siamo qui a ringraziare decine di persone che ci hanno donato adozioni, medicinali, coperte, scodelle, cucce, carezze e tanto amore. Un ringraziamento al canile di Assisi, al rifugio di Parma ed uno speciale all’Associazione Chiliamacisegua che ci ha permesso di conoscere e stimare un grande uomo come il dottor Mauro Cervia che, attraverso la sua professionalità e umanità, ha offerto una seconda opportunità ai nostri cuccioli.
Leo e Sky ora
Caterina Manzione chiede aiuto per Balù
La nostra mascotte, uno dei primi cani che abbiamo salvato sta male…Balù…
Non a caso ci chiamiamo le amiche di Balù…ecco la sua storia.
Balù è un bellissimo maremmano, un cane impallinato, che non si fida più dell’uomo, che non si lascia accarezzare, che per 4 giorni non mangia e non sporca, che tenta la fuga pur non camminando, che ha paura di tutto e tutti. Quattro anni fa circa Balù fu portato all’asl veterinaria di Eboli, era stato investito e necessitava delle prime cure…
L’ernia del disco, i pallini di qualche cacciatore non bastavano…
Per giorni e giorni non si è alzato, strusciava le zampe posteriori, si procurava delle escoriazioni sanguinanti e in più il suo carattere così difficile non ci permetteva di assisterlo e di curare le sue ferite al meglio…ma con il tempo è migliorato…si faceva delle passeggiate, ogni tanto inciampava ed ha iniziato a riprendere la sua vita normale tanto è vero che allontanandosi troppo, una notte è caduto in un canale ed è stato recuperato dai vigili del fuoco…viveva la sua vita nelle stanze dell’asl, circondato ogni giorno da nuovi amici e acquistando sempre di più fiducia in noi… Poi è arrivato il momento in cui all’asl non poteva più starci, né lui, né gli altri ed è entrato in canile…
Ma Balù era troppo fragile x restare in canile e allora grazie alla Legambiente di Eboli è stato adottato ed è stato ospite fino ad oggi degli orti di città…
Era viziato ed amato da tutti, era felice, aveva la sua cuccia di legno, gli anziani degli orti gli portavano tutti i giorni la pasta e lui anche se non gli mostrava riconoscenza perchè non si è mai fatto accarezzare li guardava da lontano e con lo sguardo felice diceva tutto…
Tutto andava x il meglio fino a quando il 29 agosto di quest’anno Balù si è paralizzato…pensavamo fosse un fatto transitorio perché è già successo diverse volte negli anni scorsi, avevamo dato la colpa al suo peso in eccesso…e invece no…invece questa volta è diverso.
L’ernia del disco è andata a comprimere ancor di più il midollo e Balù ha perso parzialmente la sensibilità agli arti posteriori…si è già rotto le ginocchia, ha già di nuovo quelle brutte ferite che ci rimandano indietro con i ricordi…
Balù ad oggi è pieno di piaghe e noi siamo in tre a prenderci cura di lui giorno e notte. Lui addirittura ha parlato di eutanasia ma io non voglio neppure sentir parlare di questa
cosa.
(AIUTATECI! PERMETTETECI DI AIUTARE BALU’!
Gruppo di Balù:
http://www.facebook.com/groups/162148457199707/?id=165849290162957&ref=notif¬if_t=group_activity
Caterina Manzione LNDC Sez. di Salerno
Succede un miracolo:
Grazie alla solidarietà di Laura Pontini, presidente dell’Associazione Lamento Rumeno che ha intercettato la richiesta di aiuto inviata in rete da Chiliamacisegua e si è messa immediatamente a disposizione, grazie alla collaborazione di tutti coloro che si sono attivati, Balù può continuare a sperare…
Accompagnato da mamma Roberta (amica di Balù) e dal volontario David, è stato portato all’ Ospedale Veterinario San Michele vicino Lodi, struttura del dottor Offer Zeira .
Le amiche di Balù
http://www.chiliamacisegua.org/2011/09/21/balu-puo-continuare-a-sperare/
Balù può continuare a sperare
L’appello per Plasmon inoltrato da M.A.Aversa – Adozioni
PLASMON cucciolo 5 mesi con MASCELLA SPEZZATA – URGENTISSIMO, SERVE AIUTO PER OPERAZIONE!!!
Ricevo e inoltro dall’amica Monica Eymann, un Angelo che ora ha bisogno dell’aiuto di tutti noi!
Lui è Plasmon, cucciolo di massimo 5 mesi preso a calci in bocca.
Ha la mascella spezzata da ambo le parti, un canino mancante ed è magro come uno spettro.
Era per strada in questo stato da almeno una settimana. L’unico modo per nutrirlo, al momento, è con siringate in gola di latte ed omogeneizzato, appunto. Da solo non riesce a bere nemmeno…
Prevedo un intervento lungo e costoso, per cui CHIEDO SFACCIATAMENTE AIUTO per affrontare quest’incombenza.
Grazie
Monica Eymann
Laura Pontini presidente della Associazione Lamento Rumeno onlus
offre immediatamente la sua disponibilità: si farà carico delle spese per l’intervento e per la riabilitazione, come per Balù.
Plasmon in ambulatorio
Monica Eymann scrive
Gentile Associazione Chiliamacisegua
scrivo per ringraziarvi veramente di cuore del vostro lavoro di divulgazione che ha portato la notizia dell’imminente necessità di un intervento a cui sottoporre Plasmon, impossibilitato a nutrirsi, alla Associazione Lamento Rumeno e che, grazie alla generosità della sua Presidente Laura Pontini, potrà essere operato risolvendomi l’angosciante importo della Clinica, per me irrisolvibile.
Il piccolo Plasmon è un cucciolo di 5 mesi, una creatura dolcissima, timido e riservato, incapace di far del male a chicchessia. Solo un feroce atto immotivato può aver causato l’aggressione di cui è stato vittima.
Vi racconto, in breve, come sono arrivata a lui:
Avevo letto l’appello su facebook di una mia cara amica, che a sua volta aveva avuto una segnalazione di avvistamento, risalente a una settimana prima. Dalla descrizione del problema era ovvio che il cane era a digiuno forzato per cui mi sono mossa subito per cercarlo, ma ci ho messo 2 giorni per trovarlo.
Con il mio compagno Franco siamo andati prima di notte, sperando facesse parte di un branco notturno, ma nessuna traccia, poi siamo tornati di pomeriggio, quando il sole comincia a calare e abbiamo percorso capillarmente tutto il paese, vicolo per vicolo, chiedendo a tutti, e circoscrivendo dove fosse stato avvistato.
Decine di persone lo avevano visto ma nessuno era intervenuto… una rabbia…. Un bimbo di una decina d’anni, un bellisimo mulatto italiano, l’unico fra tanti, alla mia richiesta: – Hai visto un cane bianco con la bocca aperta? – mi ha risposto:_ ma perchè lo vuoi sapere? – perché lo voglio curare! _ah, l’ho visto vicino al parchetto, 10 minuti fa!!!! Non sto a dire la gioia immensa quando finalmente Franco l’ha visto!!!! Dopo un breve inseguimento l’ho raggiunto e m’ha guardato terrorizzato…. Gli ho schiaffato 2 omogeneizzati in bocca e siamo partiti alla volta di casa, mentre decoravamo l’auto di Franco di nuove e variopinte composizioni!!!! Terra, omogeneizzato e sangue…
Una volta a casa gli ho dato 5 barattolini di omogenizzato diluito col latte, spruzzato direttamente in gola con la siringa, e lui ha imparato immediatamente a mangiare così. Poi è andato a bere, ma dopo 20 minuti di lappate non aveva tirato su nemmeno una goccia. Non riusciva nemmeno a quello. E’ quindi rimasto senza bere da quando è stato colpito!
Dopodichè la notizia del ritrovamento ha cominciato a girare e la stessa Francesca Oliva d ella MA di Aversa mi ha consigliato di rivolgermi al dr. Alessandro Esposito, che già conoscevo di fama, capacissimo del settore e che avrebbe avuto un occhio di riguardo per il caso di un trovatello. Inoltre anche un’altra dottoressa, amica di Patrizia Esposito sempre della MAA, mi ha raccomandato al dr. Esposito. per cui sono andata il giorno stesso a visita, alla Clinica Villla felice ad Arco Felice.
Il dr. Esposito mi ha spiegato che il punto di frattura è in un punto accettabile per avere un recupero totale o quasi e che l’intervento sarebbe stato fattibile. Mi ha fatto vedere le placchette che avrebbe inserito inferiormente alla mandibola, su ambo i lati, e spiegato che più viti avrebbe potuto mettere, meglio sarebbe stato per la tenuta della placca stessa. Ma che la cognizione esatta della misura della placca l’avrebbe avuta solo al momento dell’intervento, pe cui anche il preventivo dell’intervento subiva una discreta oscillazione. Si è quindi parlato di un costo variabile fra i 1000 e i 1200 euro, più la degenza che non si sa di quanti giorni possa essere e l’iva, perchè il tutto era definito ancora al netto. Quindi è possibile che si arrivi ai 2000 euro e passa iva compresa.
Abbiamo fatto le analisi del sangue e e valori sono risultati perfetti, nonostante lo stato di grave denutrizione, per cui nessun problema a programmare l’intervento, che il dottore ha raccomandato di fare quanto prima, essendo il frammento mascellare esposto all’interno del cavo orale, per cui soggetto a continua reinfezione.
La radiografia non ha voluto farla poichè avrebbe dovuto anestetizzarlo per averla attendibile, per cui ha deciso che l’avrebbe fatta prima dell’intervento. . Plasmon ha collaborato pazientemente a tutti i nostri progetti, buono buono, e scodinzolante.
Mangia il recovery della royal canin, come giustamente mi ha raccomandato il vet, che è molto più nutriente dell’omogeneizzato, e migliora a vista d’occhio. Patisce un pò per la mandibola, sanguina ogni volta che mangia e beve, ma è tranquillo. Inoltre ora ha la museruola e pare gli dia sollievo, perchè non urta più col musetto.
Ecco, in sintesi è successo questo. L’appello stava girando in rete e se ne è parlato molto, ma al momento della…risoluzione, erano arrivate tantissime piccolissime offerte, per un totale che non superava i 300 €. Ero ben lontana dalla possibilità di coprire le spese dell’intervento, e considerando che ho 15 cani, una cinquantina di gatti (tutti in casa) e nessun reddito fisso…. mi sono trovata di fronte ad un grossissimo problema!
La signora Laura Pontini che non finirò mai di ringraziare, ha salvato Plasmon.
Trascrivo il loro bigliettino:
Clinica Villa Felice
via Montenuovo Licola Patria, 79
80072 Pozzuoli (NA)
tel 081 866 28 70
fax 081 866 30 71
Ora siamo in attesa che arrivi martedì e che cominci l’inizio della risoluzione, con la serenità che tutto andrà bene e che un angelo pagherà il conto!!
Non capita spesso, eh!…..
Monica Eymann
No, ha ragione Monica non capita spesso di incontrare angeli a due gambe, che nascondono le ali dietro ad un sorriso che sa…di cuore!
Chiliamacisegua
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PADANIA 9 OTTOBRE LA CIOTOLA d’ARGENTO
9 ottobre 2011 -
I tempi stanno cambiando e segno dei tempi è il fatto che la Rai abbia aperto il salotto di casa per premiare con la “Ciotola d’argento” Oipa, consegnata dal presidente Massimo Comparotto, i giornalisti che scrivono e parlano di animali. Non era mai accaduto prima.
Ma finita la festa…? Dalle colonne de la Padania, Stefania Piazzo, tra i premiati, tira le fila e va al sodo: le targhe sono belle, i rinfreschi al seguito pure, ma è tempo di capitalizzare le idee, ovvero dar vita al coordinamento permanente dei giornalisti che si occupano di medicina veterinaria e di tutela del benessere animale.
“Se rompere il sistema da soli non basta, visto che ci siamo contati e non siamo pochi, è ora di dare voce e presenza ad un gruppo che prema sulle istituzioni e sul territorio. Sindaci, veterinari, Province, Asl, Regioni, devono imparare a capire che davanti a loro non c’è più solo UN GIORNALISTA, ma che dietro di lui ci sono I GIORNALISTI che vanno dalla Rai a Mediaset, alle testate dei quotidiani che vigilano sul rispetto della legalità. Insomma, un soggetto informalmente di “sindacato” con finalità etiche”.
Chilamacisegua sposa a tutto tondo questa intuizione che segna un altro passo avanti e che anticipa, crediamo, speriamo vogliamo, i tempi che verranno.
Buona lettura.
Chiliamacisegua
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LA PADANIA 9 OTTOBRE VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE A CURA DI STEFANIA PIAZZO
CENTOSEIESIMA PUNTATA
I NAS E IL NOSTRO GIORNALE PREMIATI IN RAI CON LA CIOTOLA D’ARGENTO OIPA
Il riconoscimento giornalistico. Da la Padania la proposta di un coordinamento “di sindacato etico” tra giornalisti
Articolo
Non era mai accaduto prima in Italia che i giornalisti e le forze dell’ordine che si occupano di tutela e benessere animale si ritrovassero tutti insieme e si raccontassero esperienze, difficoltà, confrontandosi per di più all’interno di un contesto come la sede Rai di viale Mazzini a Roma.
L’Oipa, l’Organizzazione internazionale per la protezione animale presieduta da Massimo Comparotto, d’altra parte aveva deciso questa sede, concordata con la Rai e il suo ufficio del Segretariato Sociale per attribuire – nella sua prima edizione – il Premio Giornalistico “La ciotola d’argento” Oipa, a chi con costanza e coerenza affronta con diverse sensibilità, pur con diversi approcci, da quello informativo, di servizio o di approfondimento, d’inchiesta o di educazione, il tema della relazione uomo-animale nell’informazione e nella lotta alla malasanità veterinaria sul territorio.
Una scelta coraggiosa, un contarsi tra colleghi noti e meno noti, che ha svelato i lati più umani e “indiscreti” dei tanti protagonisti che hanno “sfilato” nella sala degli Arazzi della Rai, per un evento che oltre ad avere avuto il Patrocinio e l’ospitalità della tv pubblica, ha avuto accanto il Comune di Roma e come sponsor etico Almo Nature.
Tra i premiati della carta stampata, della tv e della radio c’erano i nomi che hanno fatto la storia della tv di qualità, come Licia Colò con Nati liberi e la redazione alle Falde del Kilimangiaro al seguito; c’era Geo&Geo con Sveva Sagramola.
Accanto a loro il TG1 con Roberta Badaloni per i servizi sugli allevamenti di massa, il direttore del TG2 Marcello Masi per la linea editoriale attenta al mondo animale.
Poi, le principali testate che hanno intrapreso la strada inedita delle inchieste documentate sulle mafie, lo spreco di denaro pubblico e la malasanità animale, come la Padania diretta da Leonardo Boriani che ha visto premiata la nostra collega Stefania Piazzo, con all’attivo servizi la cui utilità di censura e denuncia oltre che di collaborazione con le forze dell’ordine è stata messa da tempo al servizio del ministero della Salute.
Collaborazione tra stampa e forze dell’ordine ribadita con generosità nell’intervento di un premiato d’eccellenza, il generale di brigata e comandante dei Nas, Cosimo Piccinno. Il generale Piccinno ha ripercorso durante la sua premiazione il lavoro svolto da 1000 uomini su tutto il territorio nazionale, in collaborazione con il ministero della Salute contro le frodi alimentari, per la sicurezza alimentare, per la sicurezza e l’igiene nella salute umana e, nello specifico, al fianco della task force ministeriale per l’attività faticosa di ripristino della legalità nei canili lager, negli allevamenti sia degli animali d’affezione che di quelli destinati alla macellazione per il consumo (bovini, equini, polli…).
Nell’ultimo biennio sono stati 3.000 gli interventi, 900 le persone segnalate all’autorità giudiziaria, di cui il 30% per maltrattamento di animali. Sino ad oggi nelle azioni congiunte con la task istituita dal sottosegretario Francesca Martini sono stati eseguiti 461 controlli, segnalate 231 persone, elevate 763 sanzuioni e sequestrate 559 strutture, sottraendo al maltrattamento oltre 1.000 cani.
Scorrono poi fotografie e filmati che toccano i presenti e lo stesso comandante dei Nas che chiude con la tenerezza di un’immagine: un cane che dorme e un bimbo sopra che vi riposa. «Ecco – spiega ancora con emozione – questi sono i carabinieri dei Nas».
Dopo di lui, il premio viene consegnato a Cristina Avanzo, un altro volto noto in Italia, perché comandante del Nirda del Corpo forestale dello Stato. Un richiamo, quello che viene dalla Forestale, a fare sistema, a fare filiera della legalità tra stampa, istituzioni, volontariato e corpi di polizia.
L’evento, condotto dai giornalisti Rai Andrea Fusco e Christiana Ruggeri, ha visto premiato quindi l’informazione di frontiera, che non teme di impegnarsi su un tema sempre più sentito da milioni di famiglie (15 milioni di animali d’affezione tra cani e gatti vivono nelle nostre case) e che spesso ha bisogno di suggerimenti, indicazioni, conoscenze per sfatare miti, pregiudizi, una cultura che negava agli animali una propria identità, un’autonomia rispetto all’uomo.
Ecco perché nell’albo d’oro Oipa-Rai sono finiti i media che «informano sui gravi casi di maltrattamento ai danni degli animali, sui disservizi e sulle negligenze degli enti. La sensibilità e la preparazione dei giornalisti può dare alle associazioni la possibilità di far conoscere il lavoro e l’impegno dei volontari che ogni giorno salvano migliaia di animali vittime di soprusi, ma anche di coinvolgere l’opinione pubblica nelle battaglie che portano avanti per dare voce a chi non la ha, chiedendo la promulgazione e la modifica di leggi che tutt’ora non sono completamente dalla parte dei più deboli», ha spiegato l’associazione, che ha voluto al proprio fianco durante l’evento anche Carla Rocchi, presidente nazionale dell’Enpa e l’on. Gianni Mancuso, relatore del ddl di riforma della legge 281.
«Siamo molto felici di poter premiare chi ha scelto di dare spazio agli animali, al loro mondo e ai maltrattamenti che subiscono quotidianamente a causa dell’uomo – ha commentato Massimo Comparotto -. Il principale obiettivo dell’evento è promuovere la collaborazione tra associazioni, media, istituzioni e forze dell’ordine, perché solo gli interventi congiunti possono fare la differenza».
Tra i giornalisti e programmi premiati il TG5 con Maria Luisa Cocozza per gli spazi d’informazione sul benessere animale; il direttore Giovanni Toti di Studio Aperto per i casi di cronaca a quattro zampe… Il Tg3 Lazio di Maria Grazia Melia…
E poi, ancora, Rai News 24 con Luce Tommasi, Striscia con Edoardo Stoppa, la nuova trasmissione dedicata ai ragazzi e agli animali Mediaset di Marco Berry, i Bau Boys.
Infine, Missione Cuccioli con Simone Dalla Valle; e poi ancora Paola D’Amico, Corriere della Sera e Alessandro Sala per l’online; Cristina Nadotti di Repubblica: Oscar Grazioli e Vittorio Feltri del Giornale; la giornalista Marinella Meroni di Libero e Rita Dalla Chiesa per gli spazi che riserva agli animali nelle proprie trasmissioni; infine Fulvio Cerutti del sito on line de la Stampa e Maria Paola Gianni per il mensile Quattrozampe.
Premi infine anche alle radio che hanno affrontato il tema degli abbandoni: Radio 101, Rtl 102.5, Radio NumberOne Radio Bau e Isoradio.
Un premio speciale anche al sovrintendente di Polizia, Massimiliano Panzino, alla Procura della Repubblica di Roma, al Questore di Roma Francesco Tagliente e ad Agostino Pinza, comandante carabinieri stazione Gianicolense, alle Guardie Zoofile dell’Oipa coordinate da Massimo Pradella e all’associazione di volontariato di Milano, Noi Animali Onlus.
Ma poteva finire qui? Affatto. Perché dalla giornalista de la Padania Piazzo è arrivata la proposta di non disperdere le forze che si sono ritrovate nell’albo del premio e non solo in questo: «Creare un coordinamento permanente dei giornalisti che si occupano di medicina veterinaria e che affrontano a diversi livelli e con diversi approcci, il tema della tutela e del benessere animale, alimentando per cominciare i contatti con la Fnovi, l’Anci e le Province. Una “lobby etica” sulle istituzioni e il territorio. Se esistono giornalisti che si riconoscono in gruppi sportivi, dai motori al calcio, dalla musica alle scienze, non è forse tempo di contarsi e farsi sentire su questo fronte ben autorevolmente rappresentato sulla tv pubblica, privata, nelle radio sulla carta stampata e sul web?».
La provocazione e la proposta è lanciata.
s.piazzo@lapadania.net
(106-continua)
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Balù può continuare a sperare…
21 settembre 2011 -
Balù può continuare a sperare…
Chiliamacisegua riceve dalle Amiche di Balù il seguente Comunicato:
Grazie alla solidarietà di Laura Pontini, presidente dell’Associazione Lamento Rumeno che ha intercettato la richiesta di aiuto inviata in rete da Chiliamacisegua e si è messa immediatamente a disposizione, grazie alla collaborazione di tutti coloro che si sono attivati, Balù può continuare a sperare…
Accompagnato da mamma Roberta (amica di Balù) e dal volontario David, sabato mattina partirà verso Milano per raggiungere il Dr. Offer Zeira presso l’ Ospedale Veterinario San Michele vicino Lodi.
Non è detto che possa accadere qualcosa o che davvero si possa fare qualcosa ma almeno ci proviamo e anche se Balù non riuscisse mai più a camminare, sono sicura che lì troverà le strutture adatte per condurre una vita dignitosa, anche solo con un carrellino.
A me mancherà tantissimo, già sto male al solo pensiero che da sabato sera non sarà qui con noi ma è la soluzione più giusta che potessimo prendere nei suoi confronti.
Caterina Manzione
Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Sez. di Salerno
Chiliamacisegua ringrazia a sua volta le volontarie e i volontari che si dannano, al posto delle Istituzioni per salvare la vita di creature straziate e chi ha …..ascoltato il battito del cuore di Balù, per rendere possibile in due e due quattro ( e non in ….quattro e quattro otto…).. il miracolo. Ovvero Laura Pontini e la sua Associazione Lamento Rumeno.
Chiliamacisegua
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I Fatti
http://www.chiliamacisegua.org/2011/09/20/aiuto-per-balu-paralizzato/
Aiuto per Balù paralizzato
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Bando revocato: quando l’intelligenza e la grandezza morale fanno la differenza
17 settembre 2011 -
Riceviamo da La Casa di Snoopy e volentieri divulghiamo, ringraziando tutte le persone che hanno aderito alla battaglia email promossa da Chiliamacisegua a supporto.. del dialogo con le Istituzioni e del.. buon senso.
E un grazie va diretto al Sindaco Di Brino che ha ascoltato la voce del cuore.
Ce ne fossero di Sindaci così!
Chiliamacisegua
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Bando revocato: quando l’intelligenza e la grandezza morale fanno la differenza
Il comune di Termoli ha deciso di revocare il Bando di Gara per l’appalto del servizio di ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi, la cui scadenza era stata fissata per il 12 settembre.
Annunciamo la notizia con immensa gioia, in quanto non la consideriamo una “nostra” vittoria, ma la vittoria del buon senso, della civiltà, della volontà di collaborazione, nonché di un degno progresso morale verso cui tutti gli uomini dovrebbero tendere, sul malcostume dilagante di consentire e acconsentire, con partecipazione più o meno attiva o semplicemente per incuria o indifferenza, alla creazione di situazioni del tutto sfavorevoli per i più deboli (in questo caso esseri a quattro zampe privi di parola per poter reclamare i propri diritti).
Ringraziamo pubblicamente e davvero sentitamente il Sindaco Di Brino ed il Vice Sindaco Ferrazzano per aver dimostrato assoluta e pronta disponibilità ad incontrarci, ad ascoltare e usare le informazioni in nostro possesso, in quanto volontari a stretto contatto con le problematiche quotidiane del randagismo e dei canili, per migliorare il bando che dovrà essere ora nuovamente indetto, tenendo in assoluta e prioritaria considerazione il benessere dei cani. Li ringraziamo davvero di cuore per aver dimostrato chiara e ferma volontà di collaborazione, con noi e con il personale tecnico della ASREM, per la stesura del nuovo bando di gara, e soprattutto ci preme rendere onore al merito a persone evidentemente così umane ed intelligenti da non avere timore di mostrare quel minimo di umiltà e di apertura agli altri necessari a favorire ed acquisire conoscenze e informazioni utili a modificare e migliorare percorsi e strade già intrapresi.
Solo da questo atteggiamento possono nascere collaborazioni e migliorie in qualsiasi campo e solo questa caratteristica rende gli uomini forti abbastanza da essere dei grandi uomini. “Solo gli idioti non cambiano mai idea” diceva un tempo un saggio… e lo dice oggi il Sindaco Di Brino.
Un applauso è d’obbligo e ci viene spontaneo. Sentitamente grazie.
La Casa di Snoopy
I FATTI
http://www.chiliamacisegua.org/2011/09/12/la-vita-ha-un-valore-non-un-costo-al-ribasso/
La vita ha un valore, non un costo al ribasso
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Un No da ringraziare La risposta del Sindaco
3 settembre 2011 -
Pubblichiamo molto volentieri la risposta del signor Michele de Lucia, Sindaco di Positano
Carissimi amici,
ho letto tutte le vostre lettere, ma purtroppo sono impossibilitato a scrivere singolarmente ad ognuno di voi perché siete davvero in tantissimi, voglio comunque rispondere in maniera corale a tutti voi che mi avete ringraziato per il gesto, per me dovuto e spontaneo, di rifiutare una sfilata di pellicce che il Comune in cui ho la fortuna di essere Sindaco, avrebbe dovuto ospitare il prossimo 23 settembre.
Sono consapevole di quanto il nome e l’immagine di Positano siano indissolubilmente legati alla moda, ma non per questo posso dimenticare, sia come Sindaco ma soprattutto come Uomo, le atrocità che tantissimi animali indifesi subiscono ogni giorno in nome di una “moda” che non ci rappresenta, non ci appartiene e a cui vogliamo gridare un forte NO!
Non ho certo la presunzione di voler essere un modello, ma spero davvero che questo gesto possa essere d’esempio per evitare barbarie ad animali la cui unica colpa è di essere stati dotati dalla natura di un manto stupendo e credo che noi tutti abbiamo il dovere di tutelarli.
Concludo ringraziando ancora tutti per avermi sostenuto e vi saluto calorosamente.
Michele De Lucia
Sindaco di Positano
Un No da ringraziare
Chiliamacisegua sente il dovere di ringraziare il signor Michele de Lucia, il Sindaco di Positano, che è andato controcorrente, dicendo un No esemplare, la cui eco è rimbombata fragorosamente nel web.
La nostra società scalcagnata, ha bisogno di persone come lui che antepongono la compassione alla…tradizione, la riflessione al…. tanto non cambia niente, la tutela degli indifesi alla …fashion vanità.
No No No: ecco se ognuno di noi esercitasse come il signor Michele de Lucia, il diritto al diniego, messo di fronte alla scelta tra il costo e il valore di ogni azione, forse questo mondo, potrebbe essere più salubre.
Grazie Sindaco!
Chiliamacisegua
Nota
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I Fatti
Net1news
http://www.net1news.org/no-del-sindaco-di-positano-alle-sfilate-di-pellicce.html
No del sindaco di Positano alle sfilate di pellicce
POSITANO – Ci sono azioni che sconvolgono, in un momento in cui il profitto, il riscontro economico, l’immagine hanno un valore altissimo, un sindaco che vieta una sfilata di pellicce in un luogo altamente turistico è una rarità. Il sindaco di Positano Michele de Lucia, ha infatti vietato una sfilata di pellicce che si doveva tenere a Positano il prossimo 23 settembre.
Inizia a sorgere finalmente una cultura contro la crudeltà ed i maltrattamenti agli animali; il sindaco in questione si è apertamente dichiarato contro i maltrattamenti. Ogni anno il business della moda e delle pellicce uccide 15 milioni di animali, un’industria tra le più cruente e crudeli.
Bello pensare che un sindaco noncurante dei guadagni che la manifestazione potesse portare alle casse comunali, abbia avuto il coraggio e la forza di dire no.
Ora più che mai è necessario e doveroso dire basta alle pellicce ed alle crudeltà inutili che vengono perpetrate ai miliardi di creature innocenti, che non hanno scelta né voce. Il mondo della moda da sempre è una fabbrica infinita di abusi, verso animali umani e non, sarebbe ora di prendere seriamente posizioni a riguardo, rifiutando un sistema che produce null’altro che sofferenza.
Petslifetv
http://petslife.tv/blog/news/il-sindaco-di-positano-dice-no-alle-pellicce-sospesa-sfilata/
Il sindaco di Positano dice no alle pellicce: sospesa sfilata
Un applauso al sindaco di Positano, Michele de Lucia, che ha espressamente vietato una sfilata di pellicce, dichiarandosi contrario ai maltrattamenti di animali.
by redazionepets |
Un sindaco che ci piace, oggi, è quello di Positano, Michele de Lucia. Dopo aver tanto discusso delle prese di posizione alquanto criticabili del primo cittadino di Varazze, infatti, è un vero piacere levarsi il cappello di fronte all’atto di civiltà di de Lucia, che ha espressamente vietato una sfilata di pellicce nella città che amministra.
Il sindaco di Positano ha motivato la sua decisione di abolire la sfilata inizialmente prevista per il prossimo 23 settembre dichiarandosi apertamente contrario ai maltrattamenti di animali.
Ricordiamo che ogni anno il solo business della moda, e in particolare delle pelli di animali, uccide quindici milioni di creature non-umane. Marchi prestigiosi come Donna Karan (ma, purtroppo, anche moltissimi altri) nascondono, sotto la superficie patinata delle loro collezioni, una violenza e una crudeltà inimmaginabili.
Il sindaco de Lucia ci piace perché, tra la sua etica e i soldi che avrebbe ricavato dalla manifestazione, ha scelto la prima. Dicendo no, con voce chiara e forte, a un mercato basato sulla sofferenza e sulla morte.
È ora di cambiare.
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LA PADANIA 18 AGOSTO UOMINI E ANIMALI, COMUNE DISEGNO… DI SALVEZZA
18 agosto 2011 -
LA PADANIA 18 AGOSTO UOMINI E ANIMALI, COMUNE DISEGNO… DI SALVEZZA
Da leggere tutto d’un fiato.
Per commuoversi ed apprezzare la vicinanza di queste creature meravigliose che non smettono mai di stupirci e di amarci. I nostri cani.
Buona lettura!
Chiliamacisegua
LA PADANIA 18 AGOSTO UOMINI E ANIMALI, COMUNE DISEGNO… DI SALVEZZA
ATTUALITÀ
SAN ROCCO, 50ª EDIZIONE PREMIO INTERNAZIONALE FEDELTÀ DEL CANE
UOMINI E ANIMALI, COMUNE DISEGNO… DI SALVEZZA
La grande folla a Camogli conferma il bisogno di eventi e testimonianze di vita positivi. Bambini sempre più protagonisti
Nota
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CAMOGLI PREMIO INTERNAZIONALE FEDELTÀ DEL CANE
16 agosto 2011 -
CAMOGLI PREMIO INTERNAZIONALE FEDELTÀ DEL CANE
PREMIO A MICHELA BRAMBILLA E (DA SIN) A STEFANIA PIAZZO E A ROSALBA MATASSA
Chiliamacisegua abbraccia con affetto la dirigente del ministero della Salute Rosalba Matassa e la giornalista Stefania Piazzo, premiate il 16 agosto a San Rocco di Camogli con una menzione di merito per la loro attività professionale contro i maltrattamenti animali, nell’ambito del Premio internazionale fedeltà del cane.
La manifestazione, che premia gli episodi di fedeltà e di bontà, di eroismo animale e umano, giunge quest’anno alla sua 50° edizione – promossa dalla Regione Liguria, dal Comitato del Premio, e patrocinata dalla Provincia di Genova, dal Comune di Camogli, dal Parco di Portofino – aprendo dunque le porte e legittimando ancora di più una battaglia di civiltà che ha subito una svolta, un’accelerazione nel metodo e nella sostanza, grazie ad una collaborazione stretta tra ministeri e informazione d’inchiesta.
Non a caso infatti accanto a Rosalba e Stefania a San Rocco la menzione di merito è stata riconosciuta allo Stato nelle figure del ministro del Turismo, Michela Brambilla, e del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini.
Ma Chiliamacisegua ritiene in particolare che il riconoscimento conferito a Rosalba e Stefania appartenga a tutti. E che premi le voci che rappresentano nel loro impegno la parte migliore e più onesta dello Stato, il vero volontariato, il lavoro quotidiano di migliaia di veri cittadini rappresentati da associazioni reali, che trovano riscontro in ispezioni reali, in inchieste giornalistiche reali.
Mai come in questo momento infatti Chiliamacisegua, e in questo ritiene con l’appoggio e il conforto di Enpa, Lav e di tutte le serie associazioni , sente di dover alzare la propria voce contro un giornalismo distratto e deontologicamente scorretto che divulga senza controlli e verifiche i dati, le cifre, le denunce non fondate di presunte associazioni che hanno trasformato in barzelletta la difesa del benessere animale, spacciando quotidiane statistiche, notizie surreali, conteggi un tanto al chilo su tutto il mondo animale prive di scientifico riscontro, forti di una legittimazione che le porte di qualche ufficio ministeriale ha aperto dando dannoso credito a siffatte realtà burlone. Con immancabile pericolosa ricaduta ora nella legittimazione che la stampa riconosce a chi si fa vanto di questo credito sulla parola.
E’ ormai quotidiana la devastante divulgazione sulla stampa in modo acritico di notizie “creative”, ignorando e vanificando così la vera attività di investigazione ministeriale sulla malasanità e le vere inchieste giornalistiche sulla commistione affaristica tra veterinaria pubblica, gli enti locali e i privati.
Chiliamacisegua crede che questo premio che rappresenta la voce degli onesti sia l’occasione perché il ministero della Salute dia subito corso agli esposti presentati ai propri uffici circa queste “presunte truffe” che usano e cavalcano gli animali per ottenere consenso mediatico, “potere” e amicizie, ma non per concorrere alla tutela degli animali. Dia subito un segnale, il ministero, per non vanificare il lavoro di chi tutti i giorni rischia per mestiere e non per truffa. Pena il perdere di credibilità lasciando così più soli i propri migliori veri collaboratori fedeli. Non deluda le associazioni.
Ben venga poi il premio per l’attività legislativa di supporto al rispetto del benessere animale e della relazione uomo-animale, valore aggiunto per il Paese e le istituzioni che sanno cogliere quest’opportunità di crescita civile, senza contrabbandare le cosiddette tradizioni come totem intoccabile, in nome di un egoistico antropocentrismo che vorrebbe che tutto ruotasse solo attorno all’uomo. I casi di eroismo che da mezzo secolo il Premio di San Rocco certifica come esempio per un Paese migliore e più libero cambiano la vita a chi ne è protagonista e anche a chi solo vi si avvicina.
Grazie Rosalba, Stefania, Michela e Francesca. Grazie ai cani eroi e agli uomini che li salvano premiati in questo evoluto borgo d’Italia. San Rocco, allontanato dagli uomini e nutrito dal suo cane, è ancora oggi alimento di benessere e civiltà.
Chiliamacisegua
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LA PADANIA 14 AGOSTO PREMIO ALLA FEDELTÀ DEGLI ANIMALI E A CHI LI DIFENDE CON ALTRETTANTA FEDELTÀ
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PREMIO INTERNAZIONALE FEDELTÀ DEL CANE
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