Intollerabile, diseducativo, feroce metodo di studio

Intollerabile, diseducativo, feroce metodo di studio.

Caccia selezione? E poi magari ripopolamento?

Uccisione si chiama, non servono eufemismi ipocriti per bypassare il concetto che la caccia non è uccidere, ma è “imparare cosa è la natura”.

Queste lezioni a bambini tanto piccoli sono la negazione dell’innocenza. Con tale metodi pedagogici cruenti imparano solo a conoscere la “natura dell’uomo”, arrogante, violenta e distruttiva.

E magari poi, a praticarla con i propri simili.

Tanto vale mettere una mitragliatrice in mano agli scolari e insegnare loro, fin dalle scuole elementari il” gioco” della guerra.

Per difendersi, naturalmente!

Ma si può insegnare la morte?

Indecente!

Chiliamacisegua chiede agli organi competenti, al..capoufficio del signor Riccardo Barotti, lista civica vicina al centrosinistra, di richiamarlo all’ordine e di ricordargli cosa sia il rispetto per la vita.

Che davvero, non è esempio di primo cittadino, da stimare.

Chiliamacisegua

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I FATTI

http://genova.repubblica.it/cronaca/2011/04/25/news/cinghiale-15376970/

Bambini a scuola di caccia”Imparano cos’è la natura”

A Rocchetta di Vara, nello spezzino, il comune organizza lezioni “per insegnare come ci si difende dall’assedio degli animali”. In un parco recitato, gli scolari della quarta e quinta elementare con cinghiali in carne e ossa e cani segugi. “I cacciatori mimeranno l’uccisione”

di BRUNO PERSANO

Bambini a scuola di caccia "Imparano cos'è la natura"

Ore 8: lezione di caccia. Chiusi nel parco con un cinghiale e i cani segugi. Un cacciatore insegnerà ai bambini della quarta e quinta elementare di Rocchetta di Vara, nello spezzino, come si uccide un animale. “Niente visioni truculente né ostentazioni delle armi però”, avverte il sindaco Riccardo Barotti, per tacitare subito le obiezioni degli ambientalisti. “Il nostro slogan è: Rispettiamo la natura”. E spiega: “In Val di Vara la maggior parte degli uomini è cacciatore. I bambini a casa sentono spesso parlare di caccia dai padri e dai nonni. E’ inutile nascondere l’argomento: per cui abbiamo pensato di organizzare queste lezioni affinché i bambini imparino correttamente cos’è la caccia e come ci si difende dall’assedio dei cinghiali”.

Anche la famiglia del sindaco è una famiglia di cacciatori, come quasi tutti nel paesino di 800 abitanti arroccato sull’Appennino, al confine tra Liguria e Toscana. Riccardo Barotti però cacciatore non lo è anche se la convivenza con le “doppiette” è cosa consolidata: “Pensi che nel periodo della caccia, spostiamo il consueto giorno di giunta per permettere agli assessori di andare per boschi”.

Nella scuola di caccia, istruttori saranno gli stessi cacciatori, guardie forestali e l’insegnante di scienze della scuola elementare. L’appuntamento è tra un paio di mercoledì, il 4 maggio, nel parco in paese gestito dai cacciatori. Sarà una lezione all’aperto con i cani da caccia Alpenlaendische Dachsbracke, la razza migliore per inseguire e scovare gli animali, e veri cinghiali in carne e ossa che i cacciatori allevano nel parco recintato per addestrare i cani.

“Il nostro intento – spiega il sindaco, 32 anni, lista civica vicina al centrosinistra, il più giovane primo cittadino della Regione fino alla scorsa elezione amministrativa – il nostro intento – precisa Riccardo Barotti – è avvicinare i bambini al concetto di caccia di selezione per garantire l’equilibrio nella natura. La caccia che noi insegneremo non è di aggressione, ma di difesa. I contadini sono assediati dagli animali: i bambini devono capire che è giusto imparare a difendersi. Sulle magliette che regaleremo ai piccoli abbiamo fatto scrivere: “La caccia è passione, istinto, ragione ma, soprattutto, è rispetto per la natura”.

(25 aprile 2011)

Riccardo Barotti Sindaco di Rocchetta di Vara

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AGGIORNAMENTO


Dopo le proteste da tutta italia

Bambini a scuola di caccia? La scuola di Rocchetta dice no

28 aprile 2011

Sondra Coggio

La Spezia – Dopo le feroci polemiche, la scuola di Rocchetta Vara non aderirà alla lezione di caccia organizzata dal sindaco Roberto Barotti (Pd) e dal suo vice, Roberto Canata, cacciatore convinto: docenti e bambini non indosseranno le magliette che Federcaccia aveva in animo di distribuire il 3 di maggio, e non seguiranno la “dimostrazione” di caccia al cinghiale al recinto di Garbugliaga.

Le insistenze del Comune, che anche ieri ha tentato sino all’ultimo di convincere l’istituto scolastico comprensivo della val di Vara della bontà dell’idea, sono state vane. Se il Comune vorrà andare avanti, dovrà rivedere la formula: non più “scuole” a lezione di caccia, ma un invito a chi voglia aderire a livello individuale. Saranno le famiglie, nel caso, e fuori dall’orario scolastico, a decidere se portare il proprio bambino a vedere come un cane da caccia stana e insegue un cinghiale: e a far indossare loro la maglietta da cacciatore. Ma senza scolaresche, insegnanti e preside.

A scuola s’è tenuto ieri il vertice convocato dalla dirigente, Cinzia Caccone, che già “a caldo” aveva detto di «non sapere nulla» della lezione di caccia, che aveva catapultato il nome della scuola sulla cronaca nazionale. E quando ha letto il programma, neppure ha voluto saperne: «La scuola non era stata proprio informata – ha ribadito – Alcuni docenti avevano avuto dal Comune notizia di una generica iniziativa ambientale: ora abbiamo letto il progetto nero su bianco, per la prima volta, e abbiamo verificato che non è compatibile con la didattica ambientale di una scuola. Pertanto, nessuna adesione».

Il fatto che una lezione di caccia al cinghiale – pur senza abbattimento finale, ma comunque con un animale inseguito come preda – contrasti con la didattica ambientale adatta a bambini fra gli 8 e i 10 anni, lo sostengono anche i Radicali, che hanno messo la questione nelle mani dei ministri Gelmini e Prestigiacomo. La senatrice Donatella Poretti, del gruppo Radicali Pd, sostenuta da Alessandro Rosasco, ligure del comitato nazionale Radicali, ha depositato un’interrogazione urgente. Ha chiesto se «il governo ritenga compatibile un simile progetto con i più elementari canoni di educazione ambientale e se non ritenga di dover intervenire presso il Comune di Rocchetta di Vara per impedire che simili progetti possano davvero svolgersi: perché chi amministra non dice con approccio laico e scientifico quali danni la caccia arreca alla fauna selvatica, all’ambiente e persino all’uomo? Perché si continua a definire i cacciatori “amici dell’ambiente”? Il calo dei cacciatori spinge i politici “filo doppiette” a inventarne di tutti i colori pur di sostenere la lobby: non si faccia, però, a spese dei bambini, che a scuola meritano di imparare ben altro. E se Rocchetta cercava visibilità, ce l’ha: ma intrisa di per questa trovata».

Intanto, tutta Italia discute della provocazione di Rocchetta Vara: l’unico assordante silenzio si registra nella provincia della Spezia, dove nessun politico ha detto una sola parola. Non un cenno dal centrosinistra, non un cenno dal centrodestra, nonostante che la vicenda sia finita all’attenzione del governo. Evidentemente, tutti i politici spezzini cercano di tenersi buoni sia i cacciatori sia gli animalisti, e non vogliono rischiare di perdere un solo voto: solo così si può spiegare il mutismo bipartisan che caratterizza questa vicenda, mentre gli interventi fioccano da tutta Italia.

L’Enpa di Roma, per esempio, ha annunciato un ricorso al garante per l’Infanzia e alla Procura contro l’idea della simulazione di una scena di caccia di fronte ai bambini, che nel progetto del Comune e di Federcaccia prevedeva la “compresenza” di cacciatori e insegnanti: «Ritenere educativo lo sfruttamento di cinghiali terrorizzati e cani, avvicinare i bambini all’uso delle armi in un’epoca segnata da episodi di bullismo, è pura follia – dichiara l’Ente per la Protezione animali – L’idea calpesta l’etica e le norme di tutela della fauna selvatica: la caccia non c’entra nulla con la conservazione della natura. Un vero percorso istruttivo prevede il contatto con la natura e la conoscenza degli animali, senza esercizio di violenza. Autorizzare lezioni di caccia per una scuola, viola le norme: nessuna legge prevede cose simili. Alle scuole si propongono percorsi didattici per educare al rispetto degli animali. Lo stesso Stato relega la caccia a pura concessione, subordinata ad altre attività, che hanno veramente a che vedere con le esigenze di tutela e di protezione della natura. Chi amministra Rocchetta Vara, piuttosto che inventare proposte “educative” assurde, torni sui banchi di scuola a ripassare la legge».


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Rionero in Vulture (PZ), cani superstiti allo stremo

Rionero in Vulture (PZ), cani superstiti allo stremo

Ma dove caspita è lo Stato?

Ma dove caspita sono le Istituzioni?

Ma dove caspita è l’umanità?

Ma dove caspita è la Legge?

A star dietro al …. bunga bunga?

O a passare il tuca tuca……. all’altro, la responsabilità di sfamare e salvare e tutelare queste creature?

Chiliamacisegua

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I fatti

http://www.geapress.org/randagismo/rionero-in-vulturepz-cani-superstiti-allo-stremo/14263

Rionero in Vulture (PZ), cani superstiti allo stremo

di Elisa D’Alessio | 16 aprile 2011

GEAPRESS – “Sono morti in cento, di fame, di sete, di malattie, di freddo; cento cani in un anno” così possiamo riassumere l’urlo di dolore trasmessoci con una e-mail, molto dettagliata nella descrizione del canile e delle inadempienze della amministrazione comunale.

La situazione è gravissima, almeno 150 cani in una struttura priva di acqua, di fogna, ma soprattutto priva di ripari, infatti i cani sono suddivisi in grandi gruppi all’interno di recinti scoperti.

Il canile sorge in una zona freddissima e molto ventilata; e l’inverno a Rionero è gelido e lungo.

Nella gestione del canile si sono avvicendate due diverse realtà, l’attuale proviene da Sant’Arcangelo.

Il Comune corrisponde al gestore una somma tra i 5mila800 e 6mila euro mensili, ma tra compenso al veterinario nominato dall’Amministrazione municipale, le retribuzioni dei lavoranti e la spesa dell’acqua, per i cani rimane ben poco, quindi a dieta forzata!

Ci sono stati casi di sbranamenti per un tozzo di pane.

Il Servizio veterinario della ASL vorrebbe trasferire i cani presso un’altra struttura, ma il Sindaco replica che “in zona non ci sono altri canili disposti ad accogliere i circa 200 animali sistemati nel nostro rifugio“.

Rifugio? Ma il Sindaco ha visto la struttura?

Il rifugio (!) era stato posto sotto sequestro nel 2008 per mancanza di acqua e fognature. Da allora nessun lavoro è stato eseguito, ma continua a funzionare.
Il primo cittadino replica che “proprio per la mancanza di strutture idonee limitrofe” hanno “avuto l’autorizzazione dal Tribunale per tenere aperta la struttura”.

Poi aggiunge “stiamo procedendo alla sostituzione del gestore“.
La struttura detta “rifugio” è aperta da circa venti anni, venti anni senza acqua … è un bel record per una amministrazione comunale.
I randagi di Rionero, dunque, sono condannati al carcere duro, ma senza pane e senza acqua! (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

Sindaco Rionero In Vulture

Antonio Placido

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NO ENCI NO COLLARE ELETTRICO NO STRUMENTO DI TORTURA

Chiliamacisegua legge orripilata, posta sull’avviso da una mail pervenutale, quanto l’Enci propone nel corso della sua audizione in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati; “Quanto alla possibilità di usare il collare elettrico, l’ENCI ha richiesto l’istituzione di un tavolo tecnico di confronto, al fine di consentire l’assunzione di decisioni che poggino su reali dati scientifici e ha lanciato l’idea di effettuare appositi corsi per il giusto utilizzo dello strumento.”

Chiliamacisegua propone invece al mondo del volontariato e delle Associazioni il bando dell’Enci fintanto che manifesta il desiderio di utilizzare strumenti di tortura medioevali e lo propone addirittura, contrabbandandolo come strumento di educazione.

NON ESISTE UN GIUSTO UTILIZZO DI UNO STRUMENTO DI VIOLENZA.

Per tale ragione, il Ministero dovrebbe vietarne sia la produzione su territorio italiano e ovviamente la sua commercializzazione, per tutelare il legittimo diritto alla vita senza tortura ne mutilazione degli animali, i cani in questo caso.

Supportate questa battaglia di civiltà, scrivendo alla mailing sotto indicata il vostro NO.

Grazie.

Chiliamacisegua

http://www.chiliamacisegua.org/

Mail pervenuta

Buongiorno a tutti,

la news riportata sotto è stata pubblicata sul sito dell’ENCI. Vi prego di leggere con attenzione la parte che ho evidenziato che riguarda la proposta di costituzione di un tavolo tecnico ministeriale per l’utilizzo del collare elettrico.

Sono abbastanza “spaventata” dei temi discussi in Commissione che preludono una regressione rispetto al benessere animale.

Chiedo il Vs. appoggio per effettuare un eventuale raccolta di firme da far pervenire alla Camera del Deputati contro eventuali provvedimenti e/o approvazioni in merito al collare elettrico, anzi a dire il vero dovrebbero anche vietarne la produzione e la commercializzazione.

Potete scrivere per raccogliere le vostre istanze a posta@csen-cinofilia.it

Grazie a tutti e buon lavoro

Cordiali Saluti

Luisella Vitali

I FATTI

http://www.enci.it/news/news.php?id=930

Audizione ENCI in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati

Data di pubblicazione: 06 aprile 2011

Riscontrata la bozza di testo unificato recante nuove norme in materia di animali di affezione e di prevenzione al randagismo, l’ENCI, rappresentato dal Presidente Francesco Balducci e dal Vice Presidente Dino Muto, ha espresso le proprie osservazioni durante l’Audizione del 5 aprile 2011 presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.

In materia di “attività economiche con animali d’affezione”, l’ENCI ha proposto che l’allevamento e la cessione a titolo oneroso “anche di un solo animale di affezione” non debba rientrare in tale tipo di attività, con le relative conseguenze regolamentari. Ha proposto, invece, che l’attività di allevamento sia ricondotta alla legge 349/1993, che definisce nel merito l’attività cinotecnica, e ai conseguenti decreti attuativi. Ha richiesto altresì di poter organizzare corsi di formazione propedeutici per l’attività di allevamento previsti dalla bozza di legge in discussione.

Con riferimento all’anagrafe canina e alla istituenda banca dati nazionale, l’ENCI ha sottolineato che oggi garantisce l’allineamento del Libro genelogico alle anagrafi regionali attraverso l’invio trimestrale dei propri dati, proponendo che l’Ente possa implementare e alimentare, tramite le proprie sedi periferiche, la banca dati dell’anagrafe canina al momento dell’iscrizione dei cani nei registri genealogici, evitando così l’eccessiva burocratizzazione a cui è attualmente sottoposto l’allevatore cinofilo.

In merito alle questioni relative al benessere animale, l’ENCI ha rimandato ogni considerazione sulle mutilazioni alle disposizioni tecniche emanate dal Ministro della Salute il 16.3.11 rivolte alla legge di ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia.

Tali disposizioni forniscono chiare indicazioni, nell’interesse dei cani, dell’allevamento cinofilo e nel rispetto del benessere animale.

Quanto alla possibilità di usare il collare elettrico, l’ENCI ha richiesto l’istituzione di un tavolo tecnico di confronto, al fine di consentire l’assunzione di decisioni che poggino su reali dati scientifici e ha lanciato l’idea di effettuare appositi corsi per il giusto utilizzo dello strumento.

Quanto all’uso dei trasportini, l’ENCI ha proposto di aggiungere anche il periodo connesso alla verifica zootecnica, oltre a quelli già previsti dalla bozza in discussione relativi al trasporto e alla degenza.
La Commissione ha apprezzato le proposte dell’ENCI, tese in gran parte ad accordare la bozza in discussione con la normativa già in essere e a tutelare la cultura cinofila in Italia e i legittimi interessi degli allevatori.

GLI STUDI

http://www.canepastoretedesco.info/collare_elettrico_tra_maltrattamento_e_ignoranza.html

Collare elettrico, tra maltrattamento e ignoranza

Uno studio abbastanza recente, condotto dall’Università di Sassari, ha fornito diverse basi scientifiche a dimostrazione della pericolosità di tale strumento. Gli autori sono Raffaella Cocco e Stefano Visco, docenti e ricercatori della facoltà di medicina veterinaria di Sassari .

Vi invitiamo a leggere lo studio che potrete acquistare a questo indirizzo internet. Vi proponiamo qui un piccolo riassunto dell’opera.

Un piccolo riassunto

L’idea di lavorare a questo progetto nasce dopo il ricorso accolto dal TAR del Lazio che annullava l’Ordinanza del 5 Luglio 2005 con la quale il Ministro della Salute disponeva il divieto all’uso del collare elettrico sui cani. Tale ricorso, presentato da alcune ditte produttrici di collari elettrici, annullava l’ordinanza dichiarando la stessa ”adottata senza alcuna istruttoria precisa e senza l’indicazione delle ragioni di necessità ed urgenza che sole giustificano il ricorso al potere esercitato […] risulta in commercio da anni […] non può ritenersi tale (riferito alla pericolosità) la prevedibile reazione alla scossa elettrica da parte dell’animale, atteso che si tratti di reazione sempre presente in una pratica non nuova, anzi seguita da anni” .
Per paradosso però, insieme a tale annullamento, ci sono state le sentenze di Forlì (procura della Repubblica) e Vicenza (Corte di Cassazione) che hanno condannato per maltrattamenti chi utilizzava il collare elettrico.

L’obiettivo di questo lavoro è quello di mettere in evidenza sia la pericolosità di questo strumento sia il fatto che non possa esistere un suo uso proprio.

Per fare ciò vengono analizzati e spiegati nel dettaglio la fisiopatologia della corrente elettrica e i suoi effetti sul corpo, con particolare attenzione alla regione (quella del collo) interessata dall’utilizzo del collare.
Pur non possedendo moltissimo materiale specifico su cui lavorare, le analisi e le conclusioni scientifiche sono basate su nozioni mediche e biologiche già conosciute e descritte in numerosi testi (compresa buona parte della lettertura riferita all’uso della corrente elettrica sugli esseri umani).
Si analizzano i vari tipi di collare elettrico disponibili in commercio, che possono fornire al cane una corrente elettrica continua o alternata con intensità che variano a seconda del livello prescelto.
I collari elettrici messi in commercio si distinguono per il tipo di corrente utilizzata mentre, per quanto riguarda l’intensità, questa può essere modificata a discrezione dell’addestratore così come il voltaggio
che varia tra i 500 volts e i 4820 volts. Per quanto concerne l’intensità, le case produttrici non forniscono dati a riguardo.
Da notare come, al di là dei termini scientifici che possono risultare un tantino ostici o rendere la lettura “pesante” , siano analizzate in modo molto preciso le modalità di trasmissione della corrente e gli effetti sull’organismo.

Interessante (se si può usare il termine) verificare che, in caso di corrente alternata le basse frequenze, a parità di tensione ed intensità, sono molto più pericolose rispetto a quelle molto elevate, che correnti con un basso voltaggio e con una debole intensità sono capaci di stimolare i muscoli ed i nervi, che la corrente quando incontra una bassa resistenza tende a farsi strada attraverso la superficie cutanea senza coinvolgere gli organi interni, mentre quando le resistenze sono alte essa attraversa la pelle e si fa strada attraverso i liquidi organici, che sono buoni conduttori e se durante il suo percorso incontra organi vitali, come il cuore, questo può giungere alla fibrillazione sino all’arresto cardiaco.
Inoltre dai vari studi si evince come il fatto che l’organismo venga ripetutamente sottoposto a scariche elettriche comporti un continuo peggioramento nella capacità dell’organismo stesso di sopportare e, di conseguenza, aumentino le possibilità di effetti patogeni.
Particolarmente importante è tutta la parte in cui si analizza la regione anatomica del collo e i muscoli e nervi coinvolti. Del resto, mi pare di ricordare che alcuni teorici dell’addestramento tradizionale mostrono proprio le stesse relazioni per spiegare l’efficacia di alcuni strumenti correttivi come anche il collare a punte, sottolineandone l’azione su importanti centri nervosi
I muscoli del collo rivestono l’esofago, la trachea, le ghiandole salivari. Intervengono non solo per i movimenti di quella regione, ma fungono da bilanciere cefalico, regolano la deglutizione, i movimenti inspiratori, la dilatazione del torace. I vasi sanguinei e i nervi nella regione del collo, soprattutto i nervi, possono inoltrare l’impulso elettrico ad altri organi o tessuti; senza tediarvi troppo con tutta l’esposizione scientifica, solo alcuni cenni riguardanti i nervi della regione del collo:
Un deficit del nervo facciale può predisporre il cane a patologie quali congiuntiviti, lesioni corneali ma anche cheratocongiuntiviti secche, inoltre, innervando anche le ghiandole salivari questo nervo è responsabile delle sensazioni gustative della lingua.
Il Nervo vago ha fibre che convogliano tre tipi di sensibilità: gustativa, generale (della laringe, faringe e dai visceri innervati da questo nervo) ed esterocettiva (proveniente dalla cute dell’orecchio esterno).
Data l’ampia distribuzione di questo nervo, appare ovvio come una sua disfunzione possa avere varie ripercussioni che coinvolgono diversi organi ed apparati. Sono molti i riflessi viscerali controllati da questo
nervo tra i quali, la deglutizione, la tosse, lo starnuto, il vomito; a queste bisogna aggiungere le importanti azioni che esso svolge sull’attività cardiaca, in modo diretto, e su quella respiratoria, in modo indiretto
regolando la fisiologia della laringe.

La corrente elettrica, anche se dotata di elevata intensità e tensione, scaricandosi nel corpo del cane non sempre provoca lesioni obbiettivamente rilevabili.Possono esserci, ad esempio, lesioni cutanee, emoraggie della cute o delle mucose, angiospasmi e molto frequentemente edemi localizzati, ma anche contrazioni dei muscoli innervati dai nervi interessati dalla stimolazione elettrica.
Se l’ impulso ha un’intensità elevata e/o perdura per un tempo relativamente lungo (8 secondi per quasi tutti i collari elettrici in commercio) questo può determinare l’attivazione di nervi posti in profondità del collo, quali ad esempi il nervo frenico, il laringeo, il vagosimpatico oltre ai vari nervi motori.

In questo caso le conseguenze sono ben più gravi: contrazioni tetaniche del diaframma, spasmi laringei; arresto della respirazione per tanto tempo quanto persiste lo stimolo.
Tutto questo si ripercuote quindi anche a livello dell’apparato respiratorio ove si potrebbe osservare edema acuto del polmone, sfiancamento degli alveoli polmonari con lacerazioni e piccole emorragie nel tessuto interalveolare. Appare un quadro di enfisema acuto traumatico dovuto prima di tutto alle contrazioni dei muscoli respiratori della gabbia toracica, della laringe e del diaframma, che perdurano tanto quanto il passaggio della corrente, e poi ai bruschi, frequenti, disordinati e profondi atti respiratori che il cane compie appena cessa l’azione della corrente.

Inoltre a carico delle pleure si potrebbero osservare piccole emorragie, così come in molti altri organi, zone di enfisema sottopleurico.Ci può essere presenza di emorragie puntiformi diffuse nel midollo, nell’encefalo e nelle relative meningi.Per non parlare dell’influenza sull’attività cardiaca, l’ azione della corrente elettrica sul cuore si esplica mediante i centri motori ed attraverso spasmi delle coronarie; generalmente si ha aumento della frequenza delle contrazioni con notevole diminuzione dell’energia cardiaca e della pressione sanguigna; altre lesioni che possono essere conseguenza del passaggio della corrente elettrica, riguardano il sistema circolatorio periferico e l’apparato muscolare scheletrico.

Emorragie possono apparire anche in altri organi e tessuti a livello esofageo,sottofaringeo, a livello di cardias, pilorico, delle vie biliari e di tratti più o meno lunghi di intestino. che possono causare turbe più o meno gravi alla normale funzione dell’apparato digerente.

Insomma, lo stimolo dolorifico o quantomeno fastidioso, che il collare elettrico procura al cane ha sul suo fisico effetti che possono essere, specie con utilizzo prolungato, devastanti, oltre ad avere un’azione devastante a livello psichico, dovuta proprio all’effetto fisico provocato dall’attraversamento della corrente elettrica.

Gli autoti citano uno studio di Schilder e van der Borg sui cani che hanno subito lo shock elettrico del collare, citando gli atteggiamenti posturali che denotano stress rilevati in prevalenza:
Posizione Bassa delle orecchie*
Coda Fra le Gambe*
Vocalizzazioni di diversa intensità
e timbro*
Camminare in circolo
Veloci movimenti della lingua*
Movimenti veloci della testa*
Evitare/sfuggire*
Accucciarsi*
sottolineando come lo stress perduri per molto tempo anche dopo l’utilizzo del collare elettrico.

Ovviamente lo studio termina anche con la considerazione che, oltre al fatto che sia scientificamente provato che addestrare un cane con il collare elettrico sia un vero e proprio maltrattamento, di non poca rilevanza è il fatto che non sempre l’impiego del collare elettrico risolve i problemi per i quali viene utilizzato, ma frequentemente ne determina altri, che vanno dall’aggressività ad associazioni diverse da quelle desiderate dall’addestratore. Concludono gli autori: chi si sente minacciato pensa a proteggersi, non ad imparare.

Resta però, al di là dell’efficacia o meno dello strumento (efficacia sulla quale, con certe modalità di utilizzo, l’UD sostiene di aver dato ampia dimostrazione -leggi: risultati ottenuti in gara) la terrificante descrizione degli effetti della corrente elettrica …leggendo mi veniva da pensare all’età media dei cani da lavoro e alle cause di decesso. Sarebbe interessante uno studio in proposito…

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STRISCIA LA NOTIZIA

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/news/2007/10/08/news_2466.shtml

Ultime notizie

Collari elettrici

E’ stato condannato dal giudice di Bologna, Liviana Gobbi, l’addestratore di cani di Zola Predosa, comune della cintura bolognese, ritratto un paio di anni fa in  un servizio di ‘Striscia la notizia’ mentre utilizzava un collare elettrico su una cane a scopo dimostrativo e di addestramento. Lo ha reso noto la Lav (Lega anti vivisezione), che aveva presentato una denuncia sul caso. Oggi E. M., originario di Bari ma residente a Bologna, è  stato condannato a 4000 euro di multa, al pagamento delle spese legali e di una provvisionale di 1000 euro da versare alla Lav come parte civile, per maltrattamento di animali. L’articolo del codice penale violato è il 544 ter che recita: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno e con la multa da 3.000 euro a 15.000 euro”. La vicenda ha avuto origine da alcune immagini realizzate con telecamera nascosta e trasmesse l’11 aprile 2005 da ‘Striscia’, che mostravano l’addestramento di cani con collari elettrici e la sofferenza degli animali ad ogni scossa ricevuta. La citazione a giudizio dell’addestratore era stata formulata dal Procuratore aggiunto Luigi Persico che nel corso dell’inchiesta aveva fatto fare una consulenza al preside di veterinaria di Bologna Stefano Cinotti. Il lavoro del consulente aveva documentato gli effetti nocivi e dolorosi sugli animali prodotti dai collari per scopi addestrativi che, secondo la consulenza, possono essere raggiunti anche con altre pratiche. “Da quel filmato è quindi scaturita la denuncia della Lav, presentata presso la Procura della Repubblica di Bologna – commenta Ciro Troiano, responsabile nazionale Lav e firmatario della denuncia – la Lav ringrazia l’avvocato Luca Ferrini di Cesena per l’assistenza fornita, e si augura che questa condanna di E. M. apra la strada ad una più ampia riflessione mirata a individuare nell’uso di strumenti coercitivi quali collari elettrici o similari, bastoni con punte elettriche e altri congegni atti a procurare scosse elettriche ai cani”. (Ansa, 8 ottobre 2007)

Guarda primo e secondo filmato

AGGIORNAMENTO RISPOSTA ENCI

http://www.enci.it/news/news.php?id=934

Precisazioni ENCI in merito al collare elettrico

Data di pubblicazione: 18 aprile 2011

Con riferimento al comunicato ENCI del 6.4.2011, riguardante l’audizione del 05.04.2011 in Commissione Affari Sociali, in merito alla richiesta di un confronto concernente i collari elettrici, si precisa che la richiesta scaturisce dalla assoluta necessità di tutelare il cane nell’ambito di una sempre più ampia e profonda attenzione al benessere animale.

La constatazione che attualmente non esistono norme che vietano efficacemente e neppure regolamentano l’utilizzo di collari elettrici, lasciando dunque aperta la possibilità che possano di fatto essere utilizzati in modo incivile e dannoso, richiede che sulla questione venga posta urgentemente la massima attenzione del legislatore.

La richiesta dell’ENCI è stata fatta, esclusivamente, per porre fine a possibili usi barbari di siffatti strumenti e non presuppone alcuna sollecitazione a favore di un utilizzo di strumenti coercitivi sugli animali e in particolare sul cane, come maldestramente interpretato da alcuni.

Vale la pena ricordare che ogni qualvolta l’ENCI è venuto a conoscenza di comportamenti di propri associati riferiti a maltrattamenti di animali, anche attraverso l’uso del collare elettrico, è intervenuto attivando gli organi preposti ai controlli, l’Autorità giudiziaria e gli organi disciplinari previsti dallo Statuto. Il benessere del cane è infatti la condizione che sta alla base di ogni attività legata alle verifiche zootecniche autorizzate dall’ENCI.

I regolamenti nazionali dell’ENCI, nel rispetto delle leggi vigenti, sottolineano l’assoluto divieto di utilizzare strumenti coercitivi sui cani in rispetto anche ai principi emanati della Federazione Cinologica Internazionale.

L’ENCI respinge con fermezza ogni tentativo di strumentalizzazione e interpretazione faziosa della propria posizione nei confronti del collare elettrico.

Darà mandato ai propri legali di tutelare l’immagine dell’Ente in ogni sede.

Il Presidente

Francesco Balducci



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Cooper, vagava ferito da giorni, tra indifferenza e repulsione Aggiornamento

Aggiornamento 15 aprile

Aggiornamento: Cooper stamattina è stato operato, la zampa è stata amputata, non poteva essere salvata. Il nostro rammarico è che se l’avessimo trovato prima, con tutta probabilità, avremmo potuto evitare l’amputazione….ma per giorni lui è stato sotto gli occhi di tanti che non hanno fatto nulla per aiutarlo…ora lo aspetta la convalescenza e la guarigione….

Comunicato

Per il Bollettino degli orrori Chiliamacisegua segnala questo ennesimo episodio.

Oggi succede a Mercato San Severino, in provincia di Salerno, dove un cane può trascinare una zampa a penzoloni per giorni, senza che alcuno avverta il dovere e la pietà di intervenire.
Cooper ha incontrato Loredana ed ha schivato la morte per consunzione e setticemia.
Beh, è stato piu’ fortunato degli altri compagni, randagi di sventura, la cui carcassa rimane a macerare sui lati delle strade per un tempo infinito.
Se questa è civiltà………
Chiliamacisegua
I fatti
referente Loredana Avallone
Ieri sera eravamo quasi riuscite a tornare presto a casa…una volta tanto….e invece, esattamente al centro di un incrocio sulla via del ritorno, tra le macchine che lo evitavano per un pelo, ma solo per evitare di sporcarsi le ruote di sangue, tra la gente che passando a piedi, faceva il giro al largo da lui, Cooper se ne stava stremato, sdraiato in mezzo alla strada….avevo in macchina una cagnolina fresca operata e le mie tre nanette che mi seguono sempre e i sacchi di crocchette caricate poco prima, senza nemmeno un pò di posto in macchina…ho chiamato subito Silvia per farmi aiutare, non avevo nemmeno un guinzaglio, una coperta in macchina e lui non si lasciava avvicinare. Mentre aspettavo Silvia che mi desse una mano, cercavo di socializzare con Cooper che per quanto stremato e sotto choch non si lasciava avvicinare e il rischio era che potessero investire lui o anche me….mentre aspettavo, ho potuto ancora una volta stupirmi dell’indifferenza della gente alle sofferenze degli animali….indagando tra i curiosi che mi avevano preso per un’aliena perchè mi interessavo ad un cane randagio e ferito, ho saputo che Cooper girava da giorni in quelle condizioni, ovvero con una zampa quasi staccata dal corpo, gemente sangue, con le ossa esposte e con un evidente stato di malessere e che a nessuno era venuto in mente che forse quella povera anima aveva bisogno di aiuto….
Arrivati i rinforzi, ovvero Silvia, abbiamo passato quasi un’ora per cercare di prenderlo perchè lui, ferito, sofferente e impaurito, non si lasciava avvicinare, anzi tentava di morderci, ma penso che chiunque al posto suo l’avrebbe fatto…solo due persone, richiamate dal movimento che si era creato, si sono avvicinate con acqua e del cibo, nella speranza di aiutarci. Sono state loro a dirci che da giorni chiamavano le “autorità” per segnalare un cane ferito e che nessuno fino ad allora si era fatto vivo.
Credevano infatti che fossimo noi le “autorità”….vaglielo a spiegare che mi ero trovata per caso a passare di lì….
Ad ogni modo, tanto ormai siamo “avvezzi” all’indifferenza umana…ora Cooper è al sicuro, domani verrà operato, purtroppo la zampa dovrà essere amputata….

Giovanni Romano

Sindaco Mercato San Severino (Sa) Dott. Giovanni Romano

A


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Inciviltà a Pievescola nel comune di Casole d’Elsa in prov. di Siena Aggiornamento

Aggiornamento

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Comunicato
Inciviltà a Pievescola nel comune di Casole d’Elsa in prov. di Siena
Il servizio andato in onda il 7 aprile a Striscia la Notizia a cura di Edoardo Stoppa, documenta una situazione aberrante, intollerabile da chiunque si professi civile.
Chiliamacisegua chiede al Sindaco Dr. Piero Pii , quali provvedimenti intenda assumere al fine di porre in salvo le bestiole, palesemente terrorizzate, di cui alcune visibilmente malate e al fine di perseguire il titolare della struttura abusiva.
Grazie
Chiliamacisegua
VIDEO
Giovedì 7 aprile 2011. L’inviato Edoardo Stoppa documenta le condizioni di detenzione di alcuni cani ospitati in una struttura abusiva.
descrizione

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Iglesias cane legato, trovato morto Aggiornamento

Chiliamacisegua riceve e divulga questo ennesimo orrore perpetrato verso un povero animale condannato ad una morte orribile e chiede alle autorità competenti di adoperarsi per conoscere le cause della morte, ricorrendo ad un esame autoptico per risalire all’autore di siffatta crudeltà e punirlo, così come previsto dall’articolo 544-ter del codice penale, norma introdotta dalla legge 189.

L’art. 544 ter del nostro codice penale prevede infatti espressamente che “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro”.

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I fatti

IGLESIAS: CAGNETTO LEGATO E LASCIATO A MORIRE! NON SIAMO IMMUNI, ANCHE QUI C’E’ IL MOSTRO!

pubblicata da Orietta Locci il giorno giovedì 7 aprile 2011 alle ore 15.05

Ecco cosa son stati capaci di fare!!! Legare un cagnetto ad un albero in una zona impervia ed andar via!!!!

Senza preoccuparsi se qualcuno lo avesse mai liberato … anzi sperando che nessuno lo trovasse!!!! Qualcuno deve aver visto e sentito pero’ …

La sua fine è stata orribile!!!!

POSSIBILE CHE NESSUNO ABBIA VISTO NIENTE?

PER FAVORE CONDIVIDETE IL PIU’ POSSIBILE, A TUTTI I VOSTRI CONTATTI, E’ IMPORTANTE SENSIBILIZZARE.

CONDIVIDETE

Alle ore 11 chiamo i Vigili Urbani, vengo da loro richiamata alle ore 12,38, mi chiedono spiegazioni sul luogo, mi dicono che vi si stanno recando.

Poco dopo, alle ore 13,05, vengo chiamata anche dal Commissario Dottor Ghiani.

Dopo di che non so piu’ nulla.

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 18 e 15.

Riandiamo sul posto perchè non sappiamo se gli organi competenti siano intervenuti e troviamo il cane ancora nel luogo, ma senza piu’ la corda intorno al collo (della corda nei paraggi non c’è traccia) e in un altra posizione, un po’ spostato dall’albero, come dormiente ….

CHE SIGNIFICA?

CHI E’ STATO?

GLI ORGANI COMPETENTI SONO ANDATI SUL POSTO?

ALLORA PERCHE’ IL CANE E’ ANCORA LI?

MA SOPRATTUTTO PERCHE’ E’ STATO SPOSTATO?

Le foto 4 e 5 si riferiscono alla posizione del cane alle ore 18 e 15

AGGIORNAMENTO DEL 08/04/11

Stamattina fatta segnalazione scritta con tanto di foto ai Vigili Urbani.

Quando ieri  07/04/ 2011 si son recati sul posto, il cane era già senza la corda attorno al collo e in diversa posizione.

Era  passata solo un’ora e mezza da quando lo abbiamo fotografato noi.

Ho paura  che questo fatto possa pregiudicare  la causa ufficiale della morte, prego  gli organi competenti di visionare bene anche le foto scattate da me  alle ore 11!!!!!

Chi è stato? Sicuramente chi lo ha legato all’albero!!!!!

AGGIORNAMENTO DEL 11/04/2011

Ho chiamato i vigili per sapere se avevano novità, mi hanno detto che i padroni hanno riconosciuto il cane dalle foto su FB e sono andati da loro … il cane era sparito da un po’ e lo cercavano ….

Chi è il pazzo capace di aver commesso un’atrocità simile?

A

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UNIONE SARDA  CRONACA DI IGLESIAS DI CINZIA SIMBULA

articolo del 09-04-2011


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Mamma maiala

Chiliamacisegua riceve e divulga  perchè si sappia a quale abisso l’uomo è disposto a scendere, per cercare di lucrare il più possibile, violando la vita.

Quello che i nazisti hanno fatto agli ebrei, tutti gli uomini continuano a farlo agli animali. Per loro Auschwitz esiste ancora.(Isaac Bashevis  Singer)

Chiliamacisegua

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Ingabbiate in una tomba di ferro. Così “vivono” le mamme dei maialini.
La braciola, il prosciutto, il salame: questa è la “vita” cui sono destinati, prima di diventare cibo.

NON POSSONO MUOVERSI.

NON POSSONO NEMMENO GUARDARE I LORO PICCOLI.
COSA VI SERVE ANCORA PER SMETTERE DI ESSERE COMPLICI DI TUTTA QUESTA SOFFERENZA?
QUESTA FOTO RAPPRESENTA UNA REALTA’ SCONVOLGENTE E DISUMANA.

DA

BAILADOR
http://www.bailador.org/
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NUMERO 7 -13.02.2011
CHI HA IDEATO QUESTA COSA MERITEREBBE DI ESSERE GIUSTIZIATO…

Non essere complice cambia e diffondi
INCORAGGIAMO TUTTI A FARE IL PASSO PIU’ IMPORTANTE: ELIMINARE LA CARNE E
COMBATTERE GLI ALLEVAMENTI INTENSIVI. DIFFONDIAMO QUESTO MESSAGGIO VIA
EMAIL SU FB, TWITTER OVUNQUE ECCO UNO DEI TANTI LINK CHE INSEGNANO A
TUTTI QUANTO SIA SALUTARE LA DIETA VEG, SE GIA’ LO SEI DIFFONDI!!!
http://www.vegpyramid.info/

http://laverabestia.org/play.php?vid=390

« I maiali esprimono amicizia verso i propri simili in numerosi modi: con la voce, con il linguaggio del corpo, dormendo insieme, gironzolando ed esplorando il territorio in compagnia durante il giorno. Kim Sturla, del rifugio Animal Place, racconta di un maiale, Floyd, trasferito all’Animal Place da un altro rifugio per animali, il Farm Sanctuary. Floyd non riusciva ad ambientarsi e cadde in quella che aveva tutta l’aria di una grave depressione. Sembrava che non desiderasse più vivere; si stava lasciando morire. Kim non riusciva a capire come mai. Alla fine, Diane Miller, che si era occupata di Floyd quando viveva al Farm Sanctuary, andò a vedere qual era il problema. Non appena l’animale la vide, il suo comportamento cambiò. L’annusò con quella che pareva un’espressione di sollievo, sembrò sopraffatto dall’emozione; strillò di piacere, e lo stesso maiale che prima si muoveva a fatica corse verso il furgone e balzò nel retro, pronto a tornare a casa. Non chiedeva altro che questo: tornare a casa dagli altri maiali che conosceva e amava. Non appena fece ritorno al Farm Sanctuary, la sua depressione sparì. Aveva avuto nostalgia di casa. »

da “Il maiale che cantava alla luna” di Jeffrey Moussaieff Masson

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Ignoranti figure barbine: proposta choc contro i randagi di Angiola Tremonti

Chiliamacisegua sottoscrive  il comunicato dell’Enpa e le parole del presidente Carla Rocchi, augurandosi da parte dei politici di qualsiasi grado, una maggiore conoscenza delle leggi e una maggiore cautela, prima di aprire bocca.

Così, giusto per evitare di fare ignoranti figure barbine e di far sprecare tempo e forze a replicare, a chi si impegna per far rispettare le leggi vigenti.

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Comunicati Stampa

09/02/2011
PROPOSTE CHOC CONTRO I RANDAGI. IL 10 FEBBRAIO CARLA ROCCHI A RADIO 24

Mercoledì 10 febbraio il presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, interviene a Mattino 24 (radio 24, a partire dalle ore 8.15) di Alessandro Milan per discutere e commentare le ultime uscite del Sindaco di Fossalta di Piave (Venezia), Massimo Sensini, e di Angiola Tremonti (in collegamento), consigliera di Cantù (Varese), che hanno proposto di abbattere i randagi. Sul sito web di radio 24 è possibile partecipare a un sondaggio promosso dall’emittente radiofonica.

Clicca qui per partecipare al sondaggio.

Per interventi in diretta: 800 24 00 24 o (soltanto sms): 349 238 6666.

Di seguito la posizione dell’Enpa sulla questione:
“E’ ora di finirla con questa storia dell’abbattimento dei randagi. Facciamo chiarezza una volta per tutte: la normativa italiana esclude nel modo più assoluto che si possa procedere con l’eutanasia. Chiunque intendesse affrontare il problema con soluzioni illegali sarà chiamato a risponderne all’autorità giudiziaria.” Sono queste le parole con cui il presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, interviene in merito alle proposte avanzate da Massimo Sensini, sindaco di Fossalta di Piave (Venezia) – aveva già bocciato la proposta delle maestre di un asilo che volevano “autotassarsi” per aiutare una bimba di quattro anni, figlia di immigrati in difficolta – e da Angiola Tremonti, consigliere comunale di Cantù (Como), che auspicano una “soluzione canadese” – peraltro condannata con sdegno dalle stesse autorità di quel Paese – per gestire il fenomeno randagismo. “Questo episodio conferma che proposte insensate, spesso vere e proprie incitazioni a contravvenire alla legge, arrivino in maniera indifferenziata sia dal profondo Sud sia dal profondo Nord, a riprova che almeno in questo avvilente esercizio l’unità d’Italia è un fatto compiuto –aggiunge Rocchi -. E sono ancora più stupita dallo sprezzo con cui alcuni nostri amministratori trattano i temi degli animali.” Con l’occasione, l’Enpa ricorda che la legge 281 del 1999 – una buona legge che, come confermato dal Ministero della Sanità, ha contribuito a contenere prima e a ridurre poi il numero di trovatelli – stabilisce espressamente il divieto di soppressione per i randagi e prevede che questi possano essere “addormentati” soltanto se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità. Invece di insistere con idee balzane, secondo la Protezione Animali, i latori di suggerimenti tanto “brillanti” dovrebbero rendere conto di come impiegano i fondi pubblici destinati al contrasto del randagismo. Ma soprattutto dovrebbero spiegare agli italiani – per inciso si ricorda che una famiglia su tre ospita uno o più animali – quali misure e quali controlli pongano in essere sia per evitare gli abbandoni di animali sia per limitare la popolazione di “trovatelli”. Infatti, all’Enpa risulta che, quando si tratta di sterilizzazioni e verifiche sui microchip, le autorità comunali non sempre sono altrettanto solerti. “La consigliera Angiola Tremonti così come il Sindaco Massimo Sensini – conclude Rocchi – potranno, se credono, avere ogni informazione in merito dal Ministero della Salute dove, ad iniziativa del Sottosegretario Francesca Martini, eletta nella Lega Nord, è stata data alla tutela dei randagi una attenzione che non trova riscontro nei precedenti governi, di qualunque parte politica.” (9 febbraio)

I fatti

http://www.corriere.it/cronache/11_febbraio_08/sorella-tremonti-cani-randagi_15c5b7da-33c3-11e0-ae6d-00144f486ba6.shtml

animalisti sul piede di guerra. in rete commenti poco lusinghieri

«Sopprimere i cani randagi» Bufera sulla sorella di Tremonti

La proposta al Comune di Cantù, dove Angiola Tremonti, sorella del ministro Giulio, è consigliere di minoranza

Angiola Tremonti

MILANO – Sopprimere i cani randagi non adottati. La proposta, che ha immediatamente suscitato polemiche, è stata avanzata da Angiola Tremonti, sorella del ministro delle Finanze Giulio e consigliere comunale di minoranza a Cantù. In una richiesta di informazioni al Comune in provincia di Como, la Tremonti si è lamentata dei costi sostenuti per la gestione del canile consortile, quello di Mariano Comense, la cui gestione viene finanziata da 14 Comuni della zona, proponendo una soluzione che ha acceso le polemiche: «Si dovrebbe arrivare a prendere la decisione per cui gli animali che non vengono adottati entro un determinato periodo di tempo vadano soppressi, visto che oggi ci troviamo in una situazione in cui ci sono famiglie canturine che non hanno da mangiare».

«IDEA PARANAZISTA» - Nel mirino, la situazione del canile di Mariano Comense, alla cui gestione Cantù contribuisce con 50 centesimi all’anno per residente, pari a 18.000 euro. L’uscita della Tremonti sul quotidiano La Provincia ha subito provocato la reazione dei gestori del canile, che hanno parlato di «idea paranazista». Da qui una serie di prese di posizione di animalisti e associazioni di protezione animali, oltre che un fioccare di commenti poco lusinghieri sui siti internet, mentre al canile di Mariano Comense sulle gabbie dei cani è comparso un cartello «Tremonti: io voglio vivere». La diretta interessata non ha fatto retromarcia, ma ha cercato di ampliare il discorso: «Non possiamo uccidere tranquillamente i polli da mangiare e scandalizzarci per i randagi da sopprimere, che portano malattie». (Fonte Ansa)

08 febbraio 2011(ultima modifica: 09 febbraio 2011)

A

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Billy (anni diciotto malato sordo e cieco), Jo (anni quindici malato di lesmania) sfrattati dal cane a 6 zampe


Chiliamacisegua sottoscrive, partecipa e divulga questa protesta in nome della carità, in questa storia sconosciuta.

E pensare che sarebbe bastato un po’ di cuore, ma si sa, il cuore va ad…amore e compassione, non a benzina o gasolio!

Forse sara’ perché questi cani, Billy e Jo, hanno 4 zampe e non sei?

Chiliamacisegua

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I FATTI

http://www.geapress.org/il-maltrattamento-e-la-sua-legge/cagliari-due-vecchi-e-malati-cagnetti-leni-vuol-portar-via-di-casa/9553
Cagliari: due vecchi e malati cagnetti l’ENI vuol portar via di casa

di redazione | 13 dicembre 2010

GEAPRESS – Vecchi ed inutili. Mandiamoli via e subito perché forse potrebbero morire e non darla vinta al ricorrente. Al ricorrente? Si un ricorrente d’eccezione che si chiama ENI, l’ex Ente Nazionale Idrocarburi, e del cane che fiamma a sei zampe. Secondo un cartello di ben diciassette Associazioni sarde nel provvedimento d’urgenza del Tribunale di Cagliari che vuole mandare via due vecchi cagnetti sarebbe celata pure la beffa di farlo subito ( i cani sono vecchi…) e soddisfare così il ricorrente.

L’ENI, vuole mandare via dal suo distributore Agip di viale Colombo a Quartu Sant’Elena, i cagnetti che accudisce nel retro del distributore. Disturberebbero il decoro. Il gestore, indubbiamente coraggioso, non ci sta e si oppone anche perché (tanto per aggiungere ancora qualcosa di agghiacciante alla vicenda) i due cagnetti, Billy e Jo, hanno rispettivamente 17 e 15 anni suonati!! Sono stati sempre lì e sempre ben accuditi come dimostra un documento rilasciato dall’ENPA. Billy (nella foto) è ormai da tempo cieco, quasi completamente sordo e gravemente malato. Jo, invece, non se le cava bene perché combatte con una inguaribile malattia che si chiama Leishmaniosi. Niente da fare. La legge che non interviene per i maltrattamenti di animali, in questo caso è severissima. Billy e Jo, vecchi e malati, devono andare via. Sono indecorosi. Il ricorrente, magnanimo…., affronterà però le spese.

Stamani è arrivato l’Ufficiale Giudiziario per provvedere al trasferimento coatto ma un muro di animalisti sbarra la strada al rigore (forse un po’ vigliacchetto) della legge. Niente da fare, dunque. Ma il 29 dicembre ritornerà ed allora c’è da aspettarsi che non guarderà in faccia nessuno.

La vicenda più che lasciare l’amaro in bocca da la sensazione di uno stordimento nauseante. Come è possibile che si arrivi a tanto? La grande ENI che si è appena acquistata le licenze di un mega giacimento di gas in Polonia, che ha ulteriormente aumentato le quote estrattive in Iraq e tanto altro ancora, ha tutto questo tempo da perdere, addirittura con il suo Direttore Generale, per due cani vecchietti di un distributore di Cagliari?

Oggi, non siamo riusciti a metterci in contatto con il Direttore Generale dell’ENI, ovvero con il ricorrente, ma a lui rivolgiamo lo stesso l’appello di desistere da questa azione che, se paragonata all’indecorosità presunta dei cagnetti, forse qualche altra aggettivazione richiederebbe. Noi crediamo che il 29 dicembre Billy e Jo, cani vecchi e malati, ben accuditi e soddisfatti del loro padrone e dei loro vicini (dai balconi delle case sventolavano striscioni in loro appoggio) rimarranno ancora lì non sappiamo ancora per quanto ma non sicuramente per l’incomprensibile atteggiamento dell’ENI. Ovviamente siamo a disposizione per ogni chiarimento ritenuto necessario ma, per favore, lasciamo in pace i cagnetti dell’Agip di Quartu Sant’Elena. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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BAGNOLI IRPINO: VERGOGNA!

Chiliamacisegua

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Mail ricevuta:

Questo è quanto possiamo ammirare quando si arriva nella fantastica località di Laceno frequentata da turisti. Tutto questo si trova nel Comune di Bagnoli Irpino.

CHE BELLA visione. E’ davvero scandaloso, sotto gli occhi di centinaia di turisti al giorno, sotto gli occhi degli albergatori e credo a conoscenza del Sindaco, dover compatire queste povere creature che ogni 6 o 7 mesi si accoppiano generando decine di cuccioli alla volta. Destinati ad essere randagi per tutta la loro vita, fatta di stenti e di pericoli.
Ma possibile che il Comune, e in particolare mi riferisco al sindaco Aniello CHIEFFO e al signor Giuseppe CAPUTO con delega al radagismo, non sappia prendere una decisione e fare una scelta intelligente a beneficio anche della collettività e dei turisti e non solo di queste creature?
Perchè negli anni non si sono sterilizzate questi cani e perchè non si agisce nell’immediato?

RICORDIAMO AL SINDACO CHE è IL PROPRIETARIO DEI CANI RANDAGI.
Sindaco le chiediamo una risposta.

Caterina Manzione
Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Sez. di Salerno

mail: amichebalu@yahoo.it;

cell. 3337401020

Sindaco

Avv Aniello Chieffo

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