Incendio Statte (TA): 15 cani carbonizzati ma si teme un bilancio più alto
12 agosto 2011 -
Tanto, come nella tragedia di Rizziconi, una ecatombe di animali morti annegati, sono solo cani, no?
Chiliamacisegua chiede che giustizia sia fatta, assieme ai volontari che si stanno prodigando, per queste povere creature ignorate da vive e da morte e domanda alle persone di buona volontà di aiutare i sopravvissuti.
Grazie.
Chiliamacisegua
Incendio Statte (TA): 15 cani carbonizzati ma si teme un bilancio più alto (foto – ATTENZIONE IMMAGINI FORTI)
di redazione | 12 agosto 2011
GEAPRESS – Soli e abbandonati dalle istituzioni. Questo lo sconforto dei volontari di Statte (TA) dopo il disastroso incendio che due notti addietro ha coinvolto la pineta, nella Gravina di Leucaspide. Fiamme alte che si sono propagate velocemente in tutto il comprensorio. Ben 100 ettari di terreno, ivi compreso quello ove vivevano una ottantina di cani.
Gli animali erano accuditi dai volontari coordinati da una socia dell’ENPA. In buone parte erano liberi, ma la velocità dell’incendio ha precluso le vie di fuga. Una quindicina sono stati trovati carbonizzati. Dei sopravvissuti, cinque hanno ustioni di diversa gravità e sono attualmente ricoverati in diversi ambulatori veterinari. Della rimanente parte, ancora nessuna notizia.
“La speranza è che si siano allontanati ma l’incendio – dice a GeaPress Andrea Lato, volontario della Protezione Civile – ha coinvolto l’intero comprensorio. E’ stata una cosa devastante – aggiunge Lato – ed il timore è che se ne possono trovare altri morti“.
Praticamente nullo l’interessamento delle istituzioni. A Statte i corpi carbonizzati dei cani, stanno decomponendosi al sole e nessuno li ha ancora spostati.
Un’opera meritoria, quella dei volontari, che accudivano i randagi abbandonati. Tutto in fumo, nonostante l’ingente schieramento di forze che ha dovuto fronteggiare il muro di fiamme. Ore di lavoro di Vigili del Fuoco, Corpo Forestale dello Stato, Carabinieri, Volontari di Protezione Civile, Polizia municipale. Per prevenire ulteriori danni sono stati disattivati pure i cavi dell’alta tensione dell’Ilva di Taranto, ma dei cani, volontari a parte, poche o nulle altre novità.
© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati
VEDI FOTO – ATTENZIONE IMMAGINI FORTI:
Per attivarsi gruppo Fb Randagi di Statte
STATTE (Ta) – DECINA DI CANI E CUCCIOLI MORTI, BRUCIATI VIVI DA UN INCENDIO CHE HA DEVASTATO L’INTERO TERRITORIO.
Sono scioccato dallo scenario che mi si è presentato quest’oggi dopo essere stato allertato via Facebook da una animalista del mio paese. Prima come cittadino,animalista e volontario della Protezione Civile mi sono precipitato per vedere di cosa si trattasse e i miei occhi insieme a quelli di tutti i cittadini stattesi hanno visto quello che nessuno si sarebbe mai sognato di vedere: un incendio spaventoso che ha colpito diverse zone del territorio stattese, e che ha messo fine non solo a migliaia di ettari di ulivi secolari,pinete, proprietà e l’economia del territorio, ma soprattutto la decimazione di decine di vite di cani e cuccioli che sostavano in un rifugio presente nella Pineta di Statte a cui si deve chiedere a gran voce GIUSTIZIA! Una giustizia che non debba essere SOLO DI PAROLE MA DI FATTI CONCRETI ! Si devono trovare i colpevoli o il colpevole che ha distrutto la vita di tutti questi poveri cani e di coloro che ad oggi si sono impegnati quotidianamente per la tutela e la cura di queste povere creature DIMENTICATE DALLE ISTITUZIONI. Se esistono delle responsabilità desidero insieme a tutti i cittadini di Statte che la magistratura faccia subito chiarezza su questa tragedia che ha colpito ancora una volta chi non ha voce e i più deboli, e credo, che il Procuratore della Repubblica di Taranto Dott. F. Sebastio abbia tutto l’interesse per dar un pò di quella giustizia a questi angeli scesi per confortare l’umanità dai suoi orrori. Un appello di solidarietà lo rivolgo anche all’intera cittadinanza stattese e agli italiani: ridateci la forza di dare un futuro ai cani di Statte sopravvissuti a questa sciagura che non hanno più un riparo di fortuna nè una ciotola per mangiare e l’unica fortuna che hanno è quella di essere vivi. Per info contattatemi tramite Facebook digitando RANDAGI STATTE. Posso ringraziare già da adesso tutti coloro che si presenteranno sul posto per donare anche 1 ora del loro tempo per questi angeli che aspettano solo di dimenticare questa tragedia apocalittica.
Andrea Lato
NOTA BENE: SERVONO VOLONTARI E RIPARI DI FORTUNA PER I CANI SOPRAVVISSUTI, NON HANNO PIU’ NULLA.

Statte (TA) 10 AGOSTO 2011 – UNA DATA CHE NON DIMENTICHEREMO
NOTA
Statte (TA) – PER POTER SPEDIRE LE DONAZIONI PER I CANI SOPRAVVISSUTI ALL’INCENDIO ECCO QUI LE ISTRUZIONI.
PER LA SPEDIZIONE DI MEDICINALI O MANGIMI O CUCCIE PER CANI POTETE INVIARLI AL SEGUENTE INDIRIZZO:
Sig.ra Amalia Giannattasio Via Strauss n° 5, 74010 – Statte (TA) cell. 338-3494588.
Grazie a voi tutti per il contributo.
Andrea Lato

Alcuni dei pochi cani sopravvissuti. Erano circa 80 cani, oggi meno di una ventina.
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Chiliamacisegua in bicicletta
3 agosto 2011 -
9 Agosto
Arrivati, con ritardo ma arrivati sani e salvi. Arrivederci all’anno prossimo, chissà!
ULTIMA ORA 17,13
Siamo a Ladispoli. Arriviamo a Roma alle 18.30,circa
La frutta fa bene…
A Torre Del Lago
I nostri quattro ..girini sono a La Spezia. Sta diluviando per cui l’orario previsto di partenza e di arrivo delle tappe è obbligatoriamente spostato di due ore
http://www.ilmiogiornale.org/tutti-in-bici-contro-il-randagismo/
Pubblicato il: 07 agosto 2011.
Un minigiro d’Italia organizzato dall’Associazione Chiliamacisegua per sensibilizzare la gente comune e le istituzioni sul randagismo. E’ partito oggi alle 5.00 del mattino da Moncalieri (TO) per giungere alle 17.00 del 9 agosto a Roma. Una lunga pedalata che attraversa mezza Italia dal Piemonte alla Liguria, dalla Toscana fino al Lazio. Una protesta pacifica e costruttiva come solo può essere macinare km di strada. Due No e un Si è il motto di questa iniziativa: no al randagismo, no all’abbandono, si alla sterilizzazione. Ma, in particolar modo, su quest’ultima l’Associazione vuole porre attenzione. La sterilizzazione. E soprattutto quella dei cani padronali. Sono loro, infatti, a causa della vigliacca pratica dell’abbandono ad essere fonte inesauribile di nuovi randagi.
“E’ soprattutto sulla sterilizzazione – ha dichiarato a GeaPress Corinna Andreatta, Presidente di Chiliamacisegua – che vogliamo sensibilizzare i tanti italiani che vivono con un cane o un gatto. Non solo è il miglior rimedio per contrastare il randagismo ma, ormai è noto, come aiuti a preservare, sia nelle femmine che nei maschi, da future malattie.”
Chiliamacisegua che da anni si batte contro il maltrattamento e lo sfruttamento degli animali annuncia anche la realizzazione di uno spot proprio sulla sterilizzazione che avrà come madrina d’eccezione la conduttrice Rita Dalla Chiesa. Uno spot realizzato grazie a MediaFriends, Ministero della Salute, FNOVI, Provincia di Milano e le associazioni Chiliamacisegua, Noianimali, L’Arca, Il rifugio del Micio. Lo spot andrà in onda a Settembre.
Intanto per agosto tutti in bici. La mega pedalata ha come organizzatore il referente di Chiliamacisegua di Torino, Paolo Barbon, appassionato ciclista che con l’aiuto di alcuni amici, anch’essi esperti ciclisti, guiderà i tanti volontari che nelle numerose tappe vorranno unirsi alla pedalata solidale. Nella tappa finale di Roma l’accoglienza di volontari a due e quattro zampe.
Un modo diverso per sensibilizzare che ben si adatta all’agosto vacanziero. Un viaggio ecologico per ricordare che il problema randagismo si può e si deve risolvere.
TAPPE CHILIAMACISEGUA IN BICICLETTA:
07/08/2011:
h 05:00 Moncalieri - 50,5 KM – h 07:30 Alba – 15 KM – h 08:45 Benevello – 19 KM – h 09:30 – Cortemilia – 31,5 KM – h 10:45 Cairo Montenotte - 11 KM – h 11:30 Altare – 13,5 KM – h 12:00 Savona – 48 KM – h 14:00 Genova – 31 KM – h 15:30 Rapallo – 20 KM – h 16:15 Sestri Levante - 18 KM – h 17:30 Passo del Bracco (Deiva Marina) – 44 KM – h 20:00 Biassa (ostello Tramonti) -
08/08/2011:
h 05:00 Biassa (ostello Tramonti) – 7,5 KM – h 5:15 La Spezia - 17,5 KM – h 06:00 Bocca di Magra - 13,5 KM – h 06:30 Marina di Massa - 20,6 KM – h 08:00 Viareggio – 23,5 KM – h 09:00 Pisa – 22,0 KM – h 10:00 Livorno – 38,0 KM – h 11:30 Cecina – 26 KM – h 12:30 San Vincenzo - 9 KM – h 13:00Venturina – 20 KM – h 14:00 Follonica – 23 KM – h 15:00 Castiglione della Pescaia - 11 KM – h 15:30 Marina di Grosseto - 20 KM – h 16:30 Bagno Roselle (Albergo la Parolaccia) -
09/08/2011:
h 05:00 Bagno Roselle (Albergo la Parolaccia) – 66 KM – h 08:00 Pescia Fiorentina (Capalbio) – 63 KM – h 11:30 Civitavecchia – 10 KM – h 12:00 Santa Marinella - 29 KM – h 14:00 Marina di San Nicola - 44 KM – h 17:00 Roma
Per info contattare Paolo Barbon, paolo@chiliamacisegua.org, cell. 3478594552
EVENTO
Chiliamacisegua in bicicletta
Chiliamacisegua in bicicletta, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema
No al randagismo No all’abbandono Si alla sterilizzazione
Se vuoi accordarti e…pedalare assieme a Chiliamacisegua, segui Paolo Barbon, Franco Chiesa, Bruno Chiesa, Walter Ruatta, nelle tappe del minigiro d’Italia che parte da Torino il 7 agosto e termina a Roma il 9 agosto.
Buona pedalata!
Chiliamacisegua
Per info Paolo Barbon, paolo@chiliamacisegua.org
cell 3478594552
Nota Sostieni Chiliamacisegua a continuare le sue battaglie di civiltà.
Offri il tuo contributo, qualsiasi esso sia. Grazie.
Tesseramento e donazioni
http://www.chiliamacisegua.org/chisiamo/tesseramento-e-donazioni/
MINIGIRO
Itinerario e passaggi principali
Torino – Roma
07/08/2011
h 05:00 Moncalieri
50,5 KM
h 07:30 Alba
15 KM
h 08:45 Benevello
19 KM
h 09:30 Cortemilia
31,5 KM
h 10:45 Cairo Montenotte
11 KM
h 11:30 Altare
13,5 KM
h 12:00 Savona
48 KM
h 14:00 Genova
31 KM
h 15:30 Rapallo
20 KM
h 16:15 Sestri Levante
18 KM
h 17:30 Passo del Bracco (Deiva Marina)
44 KM
h 20:00 Biassa (ostello Tramonti)
08/08/2011
h 05:00 Biassa (ostello Tramonti)
7,5 KM
h 5:15 La Spezia
17,5 KM
h 06:00 Bocca di Magra
13,5 KM
h 06:30 Marina di Massa
20,6 KM
h 08:00 Viareggio
23,5 KM
h 09:00 Pisa
22,0 KM
h 10:00 Livorno
38,0 KM
h 11:30 Cecina
26 KM
h 12:30 San Vincenzo
9 KM
h 13:00 Venturina
20 KM
h 14:00 Follonica
23 KM
h 15:00 Castiglione della Pescaia
11 KM
h 15:30 Marina di Grosseto
20 KM
h 16:30 Bagno Roselle (Albergo la Parolaccia)
09/08/2011
h 05:00 Bagno Roselle (Albergo la Parolaccia)
66 KM
h 08:00 Pescia Fiorentina (Capalbio)
63 KM
h 11:30 Civitavecchia
10 KM
h 12:00 Santa Marinella
29 KM
h 14:00 Marina di San Nicola
44 KM
h 17:00 Roma
FOTO
6 agosto
Grazie a tutti coloro che supportano e partecipano alla pedalata e in particolare a
Geapress
http://www.geapress.org/randagismo/tutti-in-bici-contro-il-randagismo/18095
Tutti in bici contro il randagismo
E a settembre uno spot con Rita Dalla Chiesa
di redazione | 06 agosto 2011

GEAPRESS – Un minigiro d’Italia organizzato dall’Associazione Chiliamacisegua per sensibilizzare la gente comune e le istituzioni sul randagismo. Partirà domani alle 5.00 del mattino da Moncalieri (TO) per giungere alle 17.00 del 9 agosto a Roma. Una lunga pedalata che attraversa mezza Italia dal Piemonte alla Liguria, dalla Toscana fino al Lazio. Una protesta pacifica e costruttiva come solo può essere macinare km di strada. Due No e un Si è il motto di questa iniziativa: no al randagismo, no all’abbandono, si alla sterilizzazione. Ma, in particolar modo, su quest’ultima l’Associazione vuole porre attenzione. La sterilizzazione. E soprattutto quella dei cani padronali. Sono loro, infatti, a causa della vigliacca pratica dell’abbandono ad essere fonte inesauribile di nuovi randagi.
“E’ soprattutto sulla sterilizzazione – ha dichiarato a GeaPress Corinna Andreatta, Presidente di Chiliamacisegua – che vogliamo sensibilizzare i tanti italiani che vivono con un cane o un gatto. Non solo è il miglior rimedio per contrastare il randagismo ma, ormai è noto, come aiuti a preservare, sia nelle femmine che nei maschi, da future malattie.”
Chiliamacisegua che da anni si batte contro il maltrattamento e lo sfruttamento degli animali annuncia anche la realizzazione di uno spot proprio sulla sterilizzazione che avrà come madrina d’eccezione la conduttrice Rita Dalla Chiesa. Uno spot realizzato grazie a MediaFriends, Ministero della Salute, FNOVI, Provincia di Milano e le associazioni Chiliamacisegua, Noianimali, L’Arca, Il rifugio del Micio. Lo spot andrà in onda a Settembre.
Intanto per agosto tutti in bici. La mega pedalata ha come organizzatore il referente di Chiliamacisegua di Torino, Paolo Barbon, appassionato ciclista che con l’aiuto di alcuni amici, anch’essi esperti ciclisti, guiderà i tanti volontari che nelle numerose tappe vorranno unirsi alla pedalata solidale. Nella tappa finale di Roma l’accoglienza di volontari a due e quattro zampe.
Un modo diverso per sensibilizzare che ben si adatta all’agosto vacanziero. Un viaggio ecologico per ricordare che il problema randagismo si può e si deve risolvere.
TAPPE CHILIAMACISEGUA IN BICICLETTA:
07/08/2011:
h 05:00 Moncalieri - 50,5 KM – h 07:30 Alba – 15 KM – h 08:45 Benevello – 19 KM – h 09:30 – Cortemilia – 31,5 KM – h 10:45 Cairo Montenotte - 11 KM – h 11:30 Altare – 13,5 KM – h 12:00 Savona – 48 KM – h 14:00 Genova – 31 KM – h 15:30 Rapallo – 20 KM – h 16:15 Sestri Levante - 18 KM – h 17:30 Passo del Bracco (Deiva Marina) – 44 KM – h 20:00 Biassa (ostello Tramonti) -
08/08/2011:
h 05:00 Biassa (ostello Tramonti) – 7,5 KM – h 5:15 La Spezia - 17,5 KM – h 06:00 Bocca di Magra - 13,5 KM – h 06:30 Marina di Massa - 20,6 KM – h 08:00 Viareggio – 23,5 KM – h 09:00 Pisa – 22,0 KM – h 10:00 Livorno – 38,0 KM – h 11:30 Cecina – 26 KM – h 12:30 San Vincenzo - 9 KM – h 13:00Venturina – 20 KM – h 14:00 Follonica – 23 KM – h 15:00 Castiglione della Pescaia - 11 KM – h 15:30 Marina di Grosseto - 20 KM – h 16:30 Bagno Roselle (Albergo la Parolaccia) -
09/08/2011:
h 05:00 Bagno Roselle (Albergo la Parolaccia) – 66 KM – h 08:00 Pescia Fiorentina (Capalbio) – 63 KM – h 11:30 Civitavecchia – 10 KM – h 12:00 Santa Marinella - 29 KM – h 14:00 Marina di San Nicola - 44 KM – h 17:00 Roma
Per info contattare Paolo Barbon, paolo@chiliamacisegua.org, cell. 3478594552
© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati
E a
La Voce del Volturno
http://www.lavocedelvolturno.com/chiliamacisegua-in-bicicletta/
Comunicati net
http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/animaliste/174156.html
A Il comunicato stampa
http://comunicatostampa.blogspot.com/2011/08/chiliamacisegua-in-bicicletta.html
WiKio
http://www.wikio.it/news/Franco+Bruno
Liquida Bicicletta
http://www.liquida.it/bicicletta/
Miagolando
http://miagolando.com/aggregator/sources/1
Articoli on line
http://www.blogger-index.com/feed843698.html
Turisti per caso
http://www.facebook.com/TuristiPerCaso
Bailador
Amami
http://vegamami.altervista.org/news/tutti-in-bici-contro-il-randagismo-by-chiliamacisegua/
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Un Flash Mob per dire NO all’abbandono degli animali!
29 luglio 2011 -
Chiliamacisegua invita i suoi associati e amici a partecipare all’iniziativa organizzata da Turisti per caso. Un…..abbaio forte che rimanda l’eco, oggi in tutta Italia.
Ecco come e dove aderire. Grazie
Chiliamacisegua
TURISTI PER CASO
http://turistipercaso.it/animali/62717/un-flash-mob-per-gli-animali.html
Un Flash Mob per dire NO all’abbandono degli animali!
Il 29 luglio, chi ci sta?
I turisti “per caso” non sono turisti “a caso”! Il fenomeno dell’abbandono degli animali domestici non è un problema esclusivamente estivo, ma la stagione delle vacanze, va da sé, lo ripropone all’attenzione di tutti. Come dice Patrizio nel suo editoriale l’abbandono è una non-scelta, anzi, è semplicemente inconcepibile.
Quindi È il momento di uscire allo scoperto tutti assieme con una provocazione che faccia molto rumore, non solo metaforicamente parlando… L’idea è questa: un Flash Mob in cui tutti quanti per circa un minuto ci concederemo un forte abbaio liberatorio!
Quando: Venerdì 29 luglio 2011
Dove: nei parchi cittadini e sulle spiagge! Proponiamo 4 luoghi-simbolo:
- Milano Parco Sempione
- Roma Villa Borghese
- Rimini lungomare nei pressi del Grand Hotel
- Palermo spiaggia di Mondello
Ma vi invitiamo a partecipare ovunque vogliate! Radunate i vostri amici nella piazza principale della vostra città, o sulla spiaggia se siete in una località di mare…
Cosa: alle 19.00 per circa un minuto tutti quanti abbaieremo più forte che possiamo!
Portate con voi anche i vostri cani e invitateli a… unirsi al coro! Organizzatevi, fate gruppo, datevi appuntamento… Contiamo moltissimo sulla vostra iniziativa!
E sulla documentazione video e audio che poi ci manderete. Riprendetevi con i telefonini, registrate i vostri guaiti, mandateceli sul sito turistipercaso.it o sui nostri canali facebook, twitter e youtube e li metteremo tutti assieme!
Finito di abbaiare… Ognuno andrà per la sua strada.
Ma se qualcuno dovesse chiedervi cosa vi è saltato in mente, beh, siete autorizzati a rispondere che siete Turisti per Caso portavoce di chi non ha voce!
ENTRA NELL’EVENTO FACEBOOK E CONFERMA LA TUA PARTECIPAZIONE!
Aggiornamenti sul Flash Mob!
Dove? Come? Decidiamolo!
Il Flash Mob che stiamo organizzando tutti assieme venerdì 29 luglio per dire NO all’abbandono degli animali sta rimbalzando per la rete da un social network all’altro! Sulla carta sembra proprio funzionare: più di 150 Turistipercaso hanno già dichiarato che parteciperanno e si troveranno in qualche punto nevralgico della propria città alle 19 per abbaiare insieme il proprio dissenso!
Facciamo il punto: le nostre “istruzioni” sono solo una traccia, un Flash Mob -in quanto tale- deve essere un evento spontaneo che prende forma dall’iniziativa di tutti i partecipanti! Sentitevi quindi liberi di procedere come meglio credete, a partire dai luoghi di ritrovo: il nostro suggerimento di ritrovarsi a Villa Borghese a Roma e a Parco Sempione a Milano, piuttosto che sulle spiagge di Mondello e di Rimini è solo un suggerimento, un punto di partenza! Non c’è niente di predefinito o organizzato, anzi: chi si candida a fare da capofila per far partire il tutto?
Chi farà il primo latrato per innescare l’abbaio collettivo? Ci servono capi-branco! Se i luoghi che abbiamo proposto vi sono scomodi, cambiamoli! E aggiungiamone altri un po’ dappertutto. L’importante è che funzioni e che faccia rumore.
Non dimenticate di riprendere con un telefonino (più o meno smart, è uguale!) la situazione e di mandarcela: potete uploadare i vostri video direttamente nell’area video di turistipercaso.it, oppure sul vostro canale YouTube segnalandoci il link sul canale ufficiale di Turisti per Caso.
Oppure caricateli direttamente su Facebook, se riuscite con qualche gigamail in grado di gestire allegati pesanti potete anche spedirceli a redazione@turistipercaso.it!
I numeri del nostro Flash Mob:
Finora l’editoriale di Patrizio è stato consigliato su Facebook più di 190 volte, mentre il nostro Invito a partecipare più di 290!
Cliccate la vostra partecipazione direttamente nell’Evento Facebook, lo hanno già fatto altri 150 turisti per caso!
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Tu li ami? Seguici allora
12 luglio 2011 -
LEGGI TUTTO... Ci sono 4 commenti: leggi...
Chiliamacisegua è un SIGNOR ROSSI
3 luglio 2011 -
Chiliamacisegua è un SIGNOR ROSSI
Denunciamo la malasanità, denunciamo i soprusi e le corruzioni di cui siamo testimoni.
Facciamo valere i nostri diritti di cittadini indignati.
Chiliamacisegua lo chiede dalla sua nascita, dal 2008.
Ora Chiliamacisegua sostiene e divulga I SIGNORIROSSI, che intende opporsi al sistema.
Chiliamacisegua è un SIGNOR ROSSI.
Diventalo anche tu, per ripulire, se possibile e insieme, questo lercio mondo.
Chiliamacisegua
Aiuta Chiliamacisegua a continuare le sue battaglie di civiltà
Offri il tuo contributo, qualsiasi esso sia.
Grazie
Tesseramento e donazioni
http://www.chiliamacisegua.org/chisiamo/tesseramento-e-donazioni/
I SIGNORI ROSSI
Il sito SIGNORIROSSI.IT vuole sostenere chi denuncia i casi di corruzione e aggregare i cittadini italiani che chiedono la diffusione di una cultura etica nella pubblica amministrazione (e il rispetto delle relative leggi vigenti!).
Grazie al contributo volontario di numerosi sostenitori del progetto,
tra cui avvocati, esperti legali e tecnici amministrativi,
offriamo il servizio
SOS CORRUZIONE
per chi si trova in vicende di corruzione.
NOTA DI CHILIAMACISEGUA: IL SITO E LA MAIL .COM NON ESISTONO PIU’, SOSTITUITI DA.ORG
Questa la lettera inviata ai volontari il 15 luglio 2008
Da: chiliamacisegua [mailto:rosanna@chiliamacisegua.com]
Inviato: martedì 15 luglio 2008 12.53
Oggetto: Lettera ai volontari
Gentili volontari e gentili volontarie, il mio invito è perentorio:
o ci si assume la propria responsabilità civile e si fa quello che si deve fare, obbligati dalla propria coscienza che ha un nome e un cognome, guidati dall’impellente bisogno, dall’urgenza di spezzare l’oscena e indecente catena di appelli che mendicano una adozione, uno stallo, che allertano mirando diritto al cuore cosi che il cervello non pensi, un per favore rischiano un canile lager, è legato alla catena senza acqua e cibo, è rinchiuso in un terrazzo, non esce dal box da 10 anni,dorme per strada,è stato investito e lasciato agonizzante, ha bisogno di un carrellino, ha la rogna e vi risparmio l’elenco completo o per coerenza non ci lamentiamo.
Non vi lamentate.
Leggiamo ogni giorno un copione uguale per uno sguardo diverso:allucinato, piegato dalla paura, dalla fame. Traumatizzato, ve lo dico a chiare lettere, dalla nostra vigliaccheria, dalla nostra codardia.
Invece che raccogliere foto,testimonianze,referti medici, documentazione da allegare anche in forma anonima ad una denuncia alla autorità competente, chiediamo la carità di un euro, dieci euro e che otteniamo? Nulla Nulla Nulla
Se lottassimo per salvare nostro figlio ce ne staremmo buone buone a mettere una toppa, un cerotto per lenire la sua disperazione o grideremmo al mondo la nostra fame di giustizia?
Per ottenere giustizia servono anche le palle, serve la voce, serve la volontà di dire basta.
Chiliamacisegua chiedendosi come mai le grandi associazioni non hanno combinato un beneamato fino ad ora, i canili lager ci sono e proliferano con sommo spregio della legge e la grande associazione declama: firmate la petizione, diciamo basta,ha indicato la strada. Preparare dei dossier da tutta la penisola, fare il lavoro che mille investigatori farebbero in dieci anni, complice la burocrazia e il menefreghismo:tanto è un animale!
Da anni si chiede di supportare la campagna nolager! Da anni i lager si moltiplicano. Ora c’è l’emergenza clone canile di Rieti ad Osimo, una manifestazione pronta per il 19 luglio. Si tratta di scendere in piazza e di fare gruppo. Non ho notato nella fibrillazione del web tanta attenzione alla opposizione del progetto di costruire un canile mostruoso per 800 cani. Eppure il pericolo emana il suo odore in tutta la sua cancrena!
Basta lo diciamo noi.
Chiliamacisegua sta facendo la sua parte.
Volete davvero cambiare il mondo? Cominciate a cambiare la mentalità: zitto che io devo aiutare i cani ad uscire poi denuncerò, poi farò.
Si,continuate a svuotare il mare con un cucchiaio!
E quando arriva una foto anonima invece di interrogarsi:ma, mo, mi, dove si trova questo canile? Forse nel Sud, forse nel Centro, forse nel Nord Italia!
Una foto firmata di questo genere può indirizzare una indagine.
Abbiamo, avete paura? Certo se una sola persona si mette contro il sistema, può andare incontro a guai seri, può essere malmenata, picchiata,emarginata, isolata.
Ma se siamo un esercito che denuncia ogni giorno quello che vede con i proprio occhi,che segnala, che scrive ai politici, che pretende l’applicazione della legge, chi ci ammazza a noi?
A voi la scelta:continuare a proteggere i malfattori o tutelare le vittime di questo assurdo circolo vizioso.
Per quello che mi riguarda, diffonderò appelli di emergenza solo se ben visibile ci sarà in cc la segnalazione agli organi competenti, al sindaco del territorio, alla Asl, a chi insomma si è dimostrato renitente alla applicazione della legge.
Rosanna Marani
Ogni persona ha la possibilità e il dovere di denunciare alle Forze dell’Ordine (Polizia, Carabinieri, ecc) chi abbandona un animale o anche chi più semplicemente non registra il proprio animale all’anagrafe canina. Chi trova un cane segnala la presenza alla Polizia Municipale che provvederà a chiamare il canile convenzionato. Per emergenze e negli orari in cui non sono reperibili i Vigili, s avvisano i Carabinieri. Si Contattano comunque anche le Associazioni locali che sapranno indicarvi i canili e le procedure in atto nella zona del ritrovamento. La nuova legge n°189 del 20 luglio 2004 contiene le disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli animali in combattimenti clandestini o in competizioni non autorizzate.
Chiunque, che sia privato cittadino o un’associazione, può rivolgersi ad un qualsiasi organo di Polizia Giudiziaria (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Vigili Urbani, etc…) segnalando uno dei casi di illeciti previsti dalla nuova legge e richiedendo un intervento per accertare il reato ed impedire che questi venga portato ad ulteriori conseguenze.
Tutte Le informazioni sono tratte da http://www.poliziadistato.it/pds/ps/consigli/animali/maltrattamenti.html
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Salviamo la mucca Teresa AGGIORNAMENTO
10 giugno 2011 -
http://www.geapress.org/animali-in-emergenza/mucca-teresa-potrebbe-salvarsi-subito/16527
Mucca Teresa: potrebbe salvarsi subito
di redazione | 15 giugno 2011

GEAPRESS – La mucca Teresa potrebbe essere salva, e subito. Secondo quanto riportato in un articolo a firma di Giuseppe Pistone pubblicato dal settimanale Centonove, in edicola, l’allevamento della mucca che ha cercato di passare a nuoto lo Stretto di Messina non è affetto dalla brucellosi ovvero la pericolosa zoonosi che contagia animali ed uomo e che viene combattuta, dalle leggi dell’uomo, abbattendo gli animali infetti e vietando di spostare quelli sani se in allevamenti già compromessi. L’allevamento di Teresa è costituto dai bovini di più proprietari, trattandosi di una cooperativa. Il gruppo della mucca che a nuoto voleva passare lo Stretto, non è contagiato ed è separato dagli altri. Tecnicamente, pertanto, il trasporto sarebbe possibile, fatto questo che ha riacceso le speranza di chi ha ritenuto giusto renderle la libertà tentata.
“Sono molto felice” ha dichiarato a GeaPress, Mariella Casablanca la ragazza che ha assistito al recupero di Teresa e che da quel giorno è diventata vegetariana (vedi articolo GeaPress) “Quando ho saputo che il gruppo di mucche dove si trova Teresa non era tra quelli colpiti dalla malattia, ho ripreso a sperare. Sono già in contatto con la fattoria didattica di Villa San Giovanni che, a questo punto, senza problemi di brucellosi, potrebbe avere cura di Teresa“.
L’unico problema è che l’allevatore avrebbe chiesto un prezzo un pò troppo esoso.
Agli appelli per il salvataggio di Teresa aveva risposto anche Carla Rocchi, Presidente Nazionale di ENPA, che proprio ieri, nel corso della conferenza stampa tenuta dal Sottosegretario Francesca Martini sulla task force ministeriale, aveva avuto modo di parlarne. Sembra che dopo la mobilitazione dei giorni scorsi i Servizi Veterinari della Provincia di Catania, dove ha sede l’allevamento graziato dalla brucellosi, siano già stati contattati. Sempre che l’allevatore voglia. Teresa, per le leggi dell’uomo, è una sua proprietà.
E’ giusto acquistare un animale? In linea di principio, no. Cani e gatti, o i nuovi affetti da commerciante, come furetti e criceti, vanno accolti se abbandonati. Sarebbe bello salvare tutti gli animali allevati ad iniziare dalla povera pecora, immigrata clandestina, che in queste ore sta per essere abbattuta a Lampedusa (vedi articolo GeaPress). Per salvarli basterebbe non mangiarli e dal quel giorno Teresa c’è riuscita con la nostra lettrice. Un pizzico di considerazione in più lo merita e non ci va di ricordare che ci sono le altre mucche, perchè siamo sicuri che questo, con il suo sguardo, Teresa l’ha già detto a molti.
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Nasce su Facebook il gruppo
“Salviamo la coraggiosa mucca Teresa”
La mucca bianca di razza romagnola era fuggita da una mandria di Castiglione di Sicilia, sulle pendici dell’Etna, e una volta raggiunto il comune di Santa Teresa Riva si era tuffata nelle acque dello Stretto.
La sua storia ha fatto il giro d’Italia e sabato sera è nato su Facebook il gruppo “Salviamo la coraggiosa mucca Teresa”, nella cui pagina è stato pubblicato un esplicito invito, che così recita:
« Chiediamo che la diano in adozione…tanto chi la adotterà non la mangerà e potrà curarla con tanto amore e molte volte l’amore è la medicina più efficace che c’è…».
L’appello ha alcuni destinatari ben precisi , che sono: il sindaco di santa Teresa di Riva, Alberto Morabito; il presidente della Provincia, Nanni Ricevuto; il governatore siciliano Raffaele Lombardo: e l’azienda sanitaria provinciale.
Nella nota pubblicata sull’homepage , i creatori del gruppo invitano coloro i quali si sono “appassionati” alla storia di questa mucca fuggita alla ricerca della libertà a scrivere una mail “pro- Teresa”.
Tantissime le adesioni sul social network e decine le e-mail girate anche alle redazioni dei giornali.
Per tutta la giornata di ieri, la nostra posta elettronica info@tempostretto.it è stata letteralmente inondata di messaggi, provenienti da ogni parte d’Italia e in qualche caso anche dall’estero, in difesa di Teresa.
In basso vi proponiamo il testo delle e-mail più significative.
Buon giorno
in merito alla commovente storia di Teresa, la mucca salvata mentre attraversava a nuoto lo stretto di Messina, chiediamo venga data in adozione, sappiamo bene che è malata ma le persone che la adotteranno non la trasformeranno certo in cibo ma la cureranno amorevolmente dandole una vita di semi libertà e quindi la sua malattia è per questo motivo irrilevante.
grazie per l’attenzione
Ivana Ravanelli
Dino Ruatti
Miriam Ravanelli
Fernanda Caveduri
Erminio Senoner
Cles (TN)
Salve,
vi scrivo a sostegno della forte azione che sta manifestandosi in tutta la rete internet per chiedere con voce unisone di liberare la mucca Teresa gettatasi in mare lo scorso 29 maggio.
E’ insostenibile vivere in un mondo in cui la crudeltá e l’egoismo dell’essere umano sono complici di crudeltà di questo tipo. CHIEDO PERTANTO CHE IL DESIDERIO DI LIBERTA’ DI QUESTO
ESSERE INNOCENTE VENGA APPAGATO E CHE LEI POSSA ESSERE DATA IN ADOZIONE AL PIU’ PRESTO, VIVENDO COSì UNA VITA DEGNA DI ESSERE CHIAMATA TALE.
Con i più cordiali saluti, spero che la mia voce venga ascoltata insieme a quella di molti altri cittadini italiani.
LUIU RONCHI SABRINA
REGGIO EMILIA
Vi scrivo per unirmi alla richiesta di permettere l’adozione della mucca che il giorno 18-05-2011 ha cercato di salvarsi dagli orrori che l’essere umano commette sulla terra, tuffandosi nello acque di Santa Teresa di Riva dello Stretto di Messina ma che ora si ritrova nell’allevamento destinata a diventare un pezzo di carne ….
VI PREGO DIAMOLA IN ADOZIONE, LEI VUOLE VIVERE !! MERITA DI VIVERE !!!
VI SUPPLICO RENDETE POSIBILE IL SOGNO DI TANTE PERSONE COME ME CHE SPERANO E PREGANO PER TERESA !
Distinti saluti
GABRIELLA SERAFINO
CHIEDIAMO CHE LA MUCCA TERESA VENGA DATA IN ADOZIONE: CHI LA ADOTTERA’ NON LA MANGERA’ DI CERTO, MA LA AMERA’ PER TUTTA LA SUA VITA. L’AMORE E’ UNA POTENTISSIMA MEDICINA!♥♥♥ LUNGA VITA A TUTTI GLI (ALTRI) ANIMALI!GRAZIE DI CUORE,MARIA FRONZA, SILVANO BARBETTI, ANITA FRONZA, MAURIZIO FRONZA E CARLO FRONZA
Resto in attesa di una notizia positiva riguardo alla possibilità di adozione o pensionamento di questa mucca dal momento che c’è la possibilità di farlo, non destinandola al macello. Basta solo una vostra decisione in occasione di un evento che fa così tanto riflettere sulla sensibilità di animali che merce non sono. Che almeno una volta, il sogno di libertà si avveri.
Distinti saluti Deborah Carelli, Battisti Roberta Firenze
Vi preghiamo di fare un piccolo sforzo per la coraggiosa mucca Teresa, di cui conoscete la storia. Siete uomini, non robot, con un cuore e una coscienza.
Chi la adotterà non ha intenzione di mangiarla, e permetterà i controlli sanitari.
Vi chiediamo un gesto di umanità che andrà anche a vostro vantaggio, in molti sensi.
Grazie
Maria Antonietta Pirrigheddu
Tempio Pausania (SS)
Salve,
vi scrivo a sostegno della forte azione che sta manifestandosi in tutta la rete internet per chiedere con voce unisone di liberare la mucca Teresa
E’ insostenibile vivere in un mondo in cui la crudeltá e l’egoismo dell’essere umano sono complici di crudeltà di questo tipo. CHIEDO PERTANTO CHE IL DESIDERIO DI LIBERTA’ DI QUESTO
ESSERE INNOCENTE VENGA APPAGATO E CHE LEI POSSA ESSERE DATA IN ADOZIONE AL PIU’ PRESTO, VIVENDO COSì UNA VITA DEGNA DI ESSERE CHIAMATA TALE. Gabriella Capone (Napoli)
MI UNISCO ALLA PROTESTA PER SALVARE LA MUCCA TERESA SCAPPATA DAL SUO ALLEVATORE…..
Chiediamo che la diano in adozione…tanto chi la adotterà non la mangerà e
potrà curarla con tanto amore e molte volte l’amore è la medicina più efficace che c’è…
NON PERMETTIAMO CHE UNA CREATURA COSI DOCILE VADA A MORTE…E QUESTO EPISODIO E’ MOLTO SIGNIFICATIVO ED EMBLEMATICO DI COME GLI ANIMALI SI VOGLIONO RIBELLARE AL MACELLO CHE E’ UNA TORTURA PER ANIMALI COSI DOCILI E TRANQUILLICOME POSSONO ESSERE LE MUCCHE I MAIALI PECORE CAVALLI ECC
MARIANNA PICCOLELLA CASANDRINO NAPOLI 80025
Salve.
La mia email ha il complicato scopo di salvare la povera mucca Teresa, tuffatasi nelle acque della Calabria alla ricerca della libertà. Da qui, volevo invitarvi a riflettere sul coraggio che ha avuto questo animale, pur di assaporare quella libertà che gli è stata negata sin dalla nascita; inoltre, ha rischiato la morte e ciò ci dimostra quando è importante per lei lo scopo di provare, anche solo per un attimo, a vivere come meglio crede. Con la speranza che possiate aiutare questo povero animale,
porgo distinti saluti.
Ilenia Natale.
Salve,
mi unisco a molte persone per chiedere che la mucca Teresa di cui siete a conoscenza per la sua fuga in mare sia data in adozione a qualche brava persona e che non sia riportata nell’allevamento da dove è fuggita.
Infatti chi la adotterà non la mangerà e potrà curarla con tanto amore e passione facendole fare una vita che si merita.
Cordiali Saluti,
Manuel Zanella
Salve,
Teresa merita di conquistare la libertà per la quale ha sfidato le correnti dello stretto di Messina…Teresa con questo gesto ha già deciso di volere essere libera e noi abbiano il dovere di aiutarla a realizzare questo suo sogno!
Con i più cordiali saluti, spero che la mia voce venga ascoltata insieme a quella di molti altri cittadini italiani.
Fabrizio Fiale
00036
Palestrina (RM)
Teresa merita di conquistare la libertà per la quale ha sfidato le correnti dello stretto di Messina…Teresa con questo gesto ha già deciso di volere essere libera e noi abbiano il dovere di aiutarla a realizzare questo suo sogno…..chiedo gentilmente un aiuto da parte vostra,grazie per l’attenzione.
Luisa Lana
Verbania
Teresa è una mucca che ci ha fatto sognare. Non può più far parte di un allevamento, non può essere uccisa, perchè è entrata dentro i nostri sogni. E quello che entra dentro i nostri sogni, entra dentro le nostre vite, le nostre speranze.Insomma Teresa, la mucca che ha sfidato le acque dello stretto di Messina per cercare la libertà deve vivere!E l’impegno per la sua vita io lo chiedo a Lei..Teresa non è più una mucca, Teresa è un simbolo. Uccidere un simbolo è uccidere un’idea. E muore sempre insieme a quell’idea chi la uccide.Salvi Teresa! Aiuti a salvare Teresa!! Dimostri la sua umanità e il suo coraggio verso una mucca… dimostrerà umanità e coraggio verso tutti gli uomini che la stanno a guardare. E sarà ricordato questo semplice gesto, più di un milione di altri che Lei potesse fare. Sarà ricordato come un gesto di umanità che aprirà il cuore e la mente di molti verso il suo nome e verso la tutela di chi pur essendo senza mezzi non si arrende al proprio destino.Grazie.
Salvate la mucca teresa da una fine ingiuriosa…
stava cercando di scappare, era terrorizzata, lasciatele la libertà.
Francesca Mininni
Milano
Gent.li Sigg.ri,
ritengo che il caso della mucca “Teresa” ponga alcuni spunti di riflessione e di azione decisa a salvaguardia del benessere e della vita di questo animale che ha tentato – in tutti i modi – di salvare la propria vita. Come uomo e come animale senziente e dotato di sentimenti e di ragionamento – proprio come Voi – mi auguro che anche Voi, che leggete questa breve nota, siate in grado di meditare sul destino rudele e assurdo di altri animali senzienti, destinati – vergognosamente – ad un destino crudele di carne e vestiario per altri animali, come l’uomo.E’ ora di cessare questa catena perversa, una decisione che spetta solo a noi.Vi ringrazio per la Vs azione a salvaguardia di questa mucca dallo spirito libero.
Distintamente
Antonio Daniele Lucca
Il giorno 18-05-2011 a Santa Teresa di Riva una mucca coraggiosa ha deciso di provare la libertà ed è fuggita dal suo allevatore ma la sua libertà è durata poco,ed ora si trova nuovamente nell’allevamento…in molti vogliono adottarla e salvarle la vita, non vogliono che diventi una bistecca ma è malata e per questo non si può.O forse si?!
Vi prego esaudite la richiesta di chi li vuole adottare,chi la adotterà non la mangerà e potrà curarla .Non permettiamo che questa giovane mucca coraggiosa finisca i suoi giorni in un mattatoio….
Lasciate vivere in pace la mucca Teresa! Non siete capaci di un minimo di compassione? Non avete pietà?Una vacca, animale da terra, preferisce richiare di perdere la vita in mare piuttosto che continuare ad essere trattata come un oggetto in un allevamento, ciò non vi fa pensare?
Lasciatela stare, permettetele di essere adottata da qualcuno che la tratterà con umanità!
Annalisa Nava
Desio (Monza e Brianza)
Gentili signori,vi chiedo cortesemente di darla in adozione,e non di condannarla a morte certa solo perchè è considerata un’animale da consumo alimentare..Le mucche come tutti gli altri animali destinati al macello, han cuore ed anima e non dovrebbero essere appena nati essere gia’spacciati ,ma bensì essere rispettati e soprattutto date anche a loro gli stessi diritti che hanno gli umani,in fondo non siamo anche noi discendenti dagli animali??
Sono sicura che se voi aderireste a questa richiesta da parte di molti cittadini ,sarete stimati ed amati di piu’..in caso contrario deludereste molte persone comprese me..
saluti da un’amante degli animali
Katia da Genova.
Salvate la mucca Teresa,
ha dimostrato troppo coraggio e voglia di vivere non può finire come bistecca nel piatto, per un cavillo burocratico.
Farei un viaggio in Sicilia, solo per vederla libera e salva. Emilia Venturi
Viareggio LU
Spett.le Sindaco, assessori, presidenti, Asl e altre autorità,
vi scrivo per chiedervi, anzi, per implorarvi di fare un piccolo sforzo per una volta.
Ho seguito la vicenda della mucca Teresa salvata dalla guardia costiera il 18-05-2011 a Santa Teresa di Riva…La sua unica colpa è di aver voluto provare la libertà, anche lei è un essere senziente, capace di provare sentimenti, sofferenza, dolore, amore, proprio come noi e come noi ama la vita e la libertà.
Teresa ha dimostrato di essere forte e combattiva, ha rischiato la vita per la libertà ma ci pensate?Quale gesto migliore di questo è da premiare?
Sono qui a supplicarvi di intervenire al più presto, di cercare di farla lasciare libera, anche venduta se l’allevatore vuole i soldi ma lasciatela adottare, vi prego, ve lo chiedo col cuore in mano…
Certa di un vostro buon cuore, resto in attesa di un vostro riscontro e colgo l’occasione per porgervi distinti saluti
De Andreis Roberta
17025 Loano
Vi prego, date in adozione la mucca Teresa. Tanto chi la adotterà non la mangerà e potrà curarla, molte volte un bel gesto è la medicina più efficace che c’è.
Fosse per me salverei tutte le mucche del mondo, ma vi chiedo di salvare almeno Teresa.
La sua storia ha fatto il giro del web e tante persone si stanno mobilitando, chi scrivendo per chiedervi di acconsentire a farla portare via dall’allevamento, e chi invece si è già reso disponibile ad adottarla.
Per favore, salvate Teresa!
Roberta
Milano
Salve,
ho seguito la storia di quella povera mucca Teresa, fuggita dal suo allevatore ha voluto provare la lliberta’ gettandosi nel mare,purtroppo la sua liberta’ dura poco, nonostante abbia lottato con tutte le sue forze, e’ stata catturata in modo molto crudele,e adesso si trova di nuovo nell’allevamento.
Chiedo e lo spero tanto che Teresa non venga macellata, ma data in adozione a persone che amano gli animali, affinche’ possa vivere libera per i prati.
Giusi Ferro – Mazara del Vallo
La mucca Teresa merita la libertà, l’ha cercata con tutta la sua volontà ma l’uomo continua ad impedirglielo, merita di poter vivere la sua vita, tutti i non umani (gli animali) lo meritano, hanno il diritto di morire di vecchiaia come qualsiasi altro essere vivente.
Basta guardarla negli occhi per capire quanta voglia di vivere e quanta libertà desidera. Grazie
Gentile signore,
Vi chiamo di Francia : Salvate la coraggiosa mucca Teresa !
Per favore…
Grazie a Loro.
Stéphanie Laurent.
Sono una cittadina italiana e chiedo che la mucca Teresa che è scappata verso la liberta’ nello stretto di messina e poi con la forza riportata nell’allevamento venga data in adozione e che sia finalmente tranquilla e felice,è uno schifo ed una barbarie che sia successa una cosa del genere inoltre vorrei sapere come fare per sapere se l’allevatore vuole cederla.
Grazie letizia balsamo
Chiedo che sia
data in adozione…tanto chi la adotterà non la mangerà e potrà curarla
con tanto amore e molte volte l’amore è la medicina più efficace che c’è
dr Lelio Gallo – Catanzaro
Mi unisco alle tante email già arrivate con la precisa intenzione di sostenere un appello che possa salvare la vita alla mucca Teresa e possibilmente, anche le mucche che fanno parte del suo stesso pascolo, tutte coloro che sono risultate sane ai differenti esami.
Trovare chi la possa adottare, vista anche la voglia di vivere dell’animale, può essere possibile.
Grazie e distinti saluti.
Molti di voi avranno seguito la storia della mucca Teresa… Chiedo che la diano in adozione…tanto chi la adotterà non la mangerà e potrà
curarla con tanto amore!
Grazie
Chiara Ferrarini (Modena)
Stiamo seguendo con apprensione la vicenda della mucca scappata dall’allevamento. Desideriamo che possa essere adottata e salvata dall’allevamento. Siamo convinti che meriti di vivere serena e senza paura. Lo chiedono i suoi occhi e lo chiede la nostra umanità
Grazie
Morabito Claudia Annamaria
Reggio Calabria
Mi rivolgo a voi, non da vegetariana, animalista attivista, vi scrivo da essere umano quale sono. Vi scrivo perchè ho seguito la storia di un essere vivente, che con coraggio si è opposto alla violenza della vita, alla quale è
destinata per scelta di altri. Teresa, di una vita dignitosa.
Teresa rappresenta quello che noi, cerchiamo di far capire, da anni all’ uomo: gli animali sono anima, sono sentimenti e non carne da mangiare. Lei ne è la prova, è la prova della voglia di vivere che ha spinto un animale a fuggire da un destino ignobile e crudele che lo rende un numero e un piatto da servire in svariati modi.Noi non possiamo salvare tutti gli animali, che voi usate per cibarvi, ma possiamo salvare l’ icona di una volontà che si oppone ad una natura innaturale!Aiutateci in questo scopo. Aiutateci a dare, alla nostra causa e ai nostri amici animali, una speranza.Spero in qualche modo, con queste poche parole, che non riassumono neppure permetà il mio pensiero a riguardo, di aver scaturino qualche emozione.
Grazie Leandra Palazzo
Vi invio un accorato appello per chiedere con tutte le mie forze che la mucca Teresa,che è scappata da un allevamento e ha nuotato per 3 ore per salvarsi da un destino crudele,venga adottata e le si risparmi la vita.Prego che qualcuno si mobiliti e compia finalmente un gesto di compassione e di civiltà verso un essere senziente che sta lottando per vivere.
Grazie per l’attenzione e cordiali saluti.
Linda Guerra (vegana)
Nonantola (Modena)
A G G I O R N A M E N T O 06/06/2011 ore 20,30
- MUCCA TERESA: Il Comune di FIUMEDINISI (Messina) avanza richiesta di adozione / Per la mucca Teresa, che tentò di attraversare a nuoto lo Stretto di Messina, sono seguite petizioni, appelli per ridarle la libertà. Per salvare Teresa servono uomini liberi e forti ! E’ notizia di queste ore l’avanzata richiesta da parte del Sindaco di FIUMEDINISI (Messina) on. CATENO DE LUCA per l’adozione dell’animale.
- Già Martedì 7 Giugno saranno avviati i contatti con il Sottosegretario alla Salute con delega alla sanità pubblica veterinaria, degli alimenti e della nutrizione, On.le Francesca Martini, il Ministro del Turismo Michela Brambilla ed i competenti Assessorati della Regione Siciliana per le opportune valutazioni di fattibilità.
A G G I O R N A M E N T O 07/06/2011
- Servizio sul TG3 regionale – dopo i titoli andate al minuto 16:27!
- IL TESTO DELLE EMAIL UFFICIALI INVIATE AI MINISTRI DAL SINDACO DI FIUMEDINISI (ME)
Ministro del Turismo On.le Michela Brambilla
La vacca bianca, di razza romagnola, era fuggita da qualche giorno da una mandria-allevamento di CASTIGLIONE DI SICILIA sulle pendici dell’Etna.
L’animale ha lasciato i familiari pascoli del vulcano attraverso sentieri non battuti.
Ha percorso il letto disseccato del fiume Agrò, ha fatto tappa a Santa Teresa di Riva e si è tuffata nelle acque dello Stretto, incurante delle onde, decisa ad andare avanti ad ogni costo verso la libertà per fuggire dalla sicura macellazione. Mucca pazza ?! No, semplicemente disperata…
E’ stata salvata in mare ad un miglio dalle coste siciliane mentre nuotava verso la libertà.
L’operazione è stata compiuta dalla Guardia Costiera e dai Vigili del Fuoco di Letojanni lo scorso 18 maggio 2011 ed ha avuto notevole risalto sulla stampa nazionale ed estera.
La sua storia ha fatto il giro d’Italia ed è nato sulla Rete – Facebook il gruppo “Salviamo la coraggiosa mucca Teresa”, che annovera già centinaia di iscritti e sostenitori e nella cui pagina è stato pubblicato un esplicito invito, che così recita: « Chiediamo che la diano in adozione…tanto chi la adotterà non la mangerà e potrà curarla con tanto amore e molte volte l’amore è la medicina più efficace che c’è…».
Questo è un appello per salvare Teresa (è stata chiamata così la mucca bianca a caccia della libertà), sia dal contagio che dalla futura macellazione.
Infatti sappiamo che nell’allevamento in cui è stata ricondotta Teresa c’è la brucellosi, ma da accertamenti sanitari Teresa risulta sana.
Si chiede un autorevole intervento dei Signori Ministri preposti affinchè, in osservanza delle precauzioni sanitarie del caso, si provveda a salvare la vita alla Mucca Teresa, disponendone il trasloco in luogo separato da altri animali contagiati ed in ogni caso vigilato per monitorarne le sue condizioni in prosieguo, ed assicurandone la NON macellazione per il resto della sua vita.
A tale scopo il Sindaco del Comune di Fiumedinisi (prov. di Messina), on.le Cateno De Luca avanza “proposta di adozione” con affido a personale competente e sistemazione in adatto sito a cura del Comune stesso.
Si richiede pertanto alle LL. OO. SS. di voler di concerto approntare gli opportuni provvedimenti di competenza dei propri Uffici Ministeriali, per permettere il concreto trasferimento dell’animale presso la destinazione su riportata, potendo così dar corso anche ad una valorizzazione e riscoperta del territorio (nell’ottica di una lega delle risorse delle municipalità) in cui l’animale sarebbe accudito e permettere un notevole flusso turistico-naturalistico per poter ammirare il “capo”, soprattutto da parte dei bambini, visto il notevole positivo clamore che quanto accaduto ha suscitato e continua a suscitare sia nell’opinione pubblica italiana che estera.
Ciò a dimostrazione che nella Società Civile c’è ancora chi riesce a commuoversi nell’assistere ad un tramonto, al sorriso di un bimbo, ai sorprendenti comportamenti di un essere, piccolo o grande che sia.
In attesa di gradito riscontro , si porgono deferenti ossequi.
Contatti di riferimento:
dr.ssa Serena Repici – Delegata per l’iniziativa dal Sindaco di Fiumedinisi on.le Cateno De Luca
Tel.°°°°°°°°°°° Fax°°°°°°°°°°°°° Email°°°°°°°°°°°
Mucca Teresa: come e chi potrebbe salvarla
di redazione | 06 giugno 2011
GEAPRESS – Alla notizia, diffusa da GeaPress, che la mucca Teresa, quella che tentò di attraversare a nuoto lo Stretto di Messina, è bloccata nel suo allevamento per via della brucellosi, sono seguite petizioni, appelli e quant’altro ritenuto utile per ridarle la libertà.
E’ giusto che sia così? Teresa è solo uno dei tanti bovini che subiscono le leggi dell’uomo. Lei, in fin dei conti, è stata “solo” fotografata in mare e poi, ripresa a terra, mentre cercava di incornare il suo allevatore. Senza quegli occhi e senza il fotografo, Teresa sarebbe rimasta solo nei racconti dei pastori. Uno dei tanti episodi di vacche, pecore, capre, persi nei pascoli e magari poi riconsegnati. A sentire i racconti locali Teresa non è, tra l’altro, l’unico animale che ha tentato di attraversare lo Stretto di Messina, in alcuni punti largo ancor meno di un grande fiume.
Ma quegli occhi hanno smosso tanti animi. Potrebbe sembrare una provocazione, ma non vuole esserlo. Molte cose, nella storia, sono cambiate per un gesto divenuto poi simbolico. Dubitiamo che questa sarà la svolta del rapporto dell’uomo con gli animali, ma perche non crederci?
Di sicuro, per la salvezza di Teresa, il problema primario non è l’allevatore; potrebbe diventarlo ma solo dopo che si sono superate le alture, quasi del tutto impraticabili, che potrebbero condurla in nuovi pascoli.
Teresa, però, è prigioniera della brucellosi, anche se risulta sana (vedi articolo GeaPress). Le leggi sanitarie sono molto rigide e dietro ad esse vi è la logica della salvaguardia dell’investimento umano sull’uso degli animali. Possiamo incaponirci, scandalizzarci ed indignarci ma senza tenere conto di questo aspetto, il problema è sicuramente senza soluzione.
La brucellosi è presente un po’ ovunque, ma è particolarmente diffusa in Sicilia dove ogni anno un numero considerevole di bovini, ma anche ovini e caprini, vengono abbattuti perché risultati positivi alla brucella, il batterio che (tanto per complicare ancora di più le cose) è veicolabile all’uomo. Senza il rimborso agli allevatori per gli animali uccisi, probabilmente sarebbe già da tempo finito l’allevamento. Anzi, sicuramente sarebbe finito quello allo stato brado, dal momento in cui gli animali, per ridurre al minimo le possibilità di contagio, dovrebbero essere tenuti isolati come in una campana di vetro, cosa, tutto sommato, più probabile se al chiuso di una stalla tecnologica. Attenzione a giudicare frettolosamente i regolamenti veterinari. Se è vero che essi sono fatti per tutelare le attività dell’uomo, è altrettanto vero che sono stati scritti sulla base di rilevanze sanitarie.
Per capirne di più abbiamo chiesto un parere al dott. Paolo Giambruno, Direttore del Dipartimento di Prevenzione Veterinaria dell’AUSL 6 di Palermo. La cosa più incredibile che ne abbiamo dedotto è che se la mucca Teresa avesse completato l’attraversamento dello Stretto, e fosse finita nell’area di un altro allevamento, non si sarebbe potuta più muovere dal nuovo pascolo. Questo perché una mucca, anche se sana,ma proveniente da un allevamento infetto, è sottoposta alla rigida imposizione del divieto di movimentazione. Il fatto che all’ultimo esame clinico non si sia rilevato il batterio, non è cioè una garanzia. Teresa è anagrafata ed è, pertanto, impossibile ogni movimentazione clandestina. Dal suo allevamento dovrà uscire, pertanto, solo se macellata.
Vi sono però deboli possibilità di salvezza. I Servizi Veterinari, quelli di origine e quelli della destinazione finale, secondo il dott. Giambruno, potrebbero esaminare dei criteri di movimentazione che però, non posso eludere l’obbligo dell’isolamento. Teresa, pertanto, potrebbe vivere se da sola, senza bovini né altri animali. Sfuma pertanto ogni ipotesi di poterla trasferire nella fattoria didattica così come nella proposta avanzata dal Comune di Villa San Giovanni. Aggiungiamo noi che difficilmente una Autorità sanitaria (ivi compreso il Sindaco di un ipotetico centro di destinazione) accetterà un animale proveniente da un allevamento infetto. Come minimo avrebbe di sopra gli occhi dei suoi allevatori.
“Ho saputo della mucca – ha dichiarato a GeaPress il dott. Giambruno – ho letto la storia, ma non è possibile eludere gli obblighi sulla prevenzione della brucellosi. Si rischia di peggiorare le cose“.
Teresa, già molto prima di sentire cosa ne pensa il suo allevatore, è bloccata da una rigida gabbia di disposizioni che le impediranno di potersi muovere da dove ora è costretta. Tutto, ad ogni modo, è possibile. In casi eccezionali un provvidenziale intervento della Sanità Veterinaria, accertate la praticabilità del trasferimento (ivi compresi i pareri locali), del Ministero della Salute, potrebbe portare via la povera Teresa, che rimarrebbe, però isolata. Assieme alle sue compagne di pascolo, e di macello, oppure da sola in un pascolo pur lussureggiante?
In ultimo, viene poi il parere dell’allevatore, il quale difficilmente accetterà di perdere in maniera … indolore, un animale sicuro da poter vendere al macello. Forse solo l’intervento del Sottosegretario alla Salute con delega alla sanità pubblica veterinaria, degli alimenti e della nutrizione, On.le Francesca Martini, potrebbe salvare Teresa, fermo restando le imprescindibili condizioni di profilassi. Potrebbe essere anche una sfida per il Ministro del Turismo Michela Brambilla, trovare cioè un paesino che con Teresa ne ricavi un giusto ritorno di immagine.
Ci crediamo perché salvare Teresa, darebbe vigore alla speranza per i tanti animali costruiti dall’uomo, siano essi da caccia, pets, da allevamento, da vivisezione, da circo, da pelliccia, da pesca, o di quant’altro utile a saziarci. Teresa è uno di questi animali rimasti bloccati dalle regole umane, e solo una piccola considerazione dall’alto potrebbe salvarla, in un allevamento da sola (però) dal momento in cui, su questo, crediamo ci sia poco da fare. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).
Adozione mucca Teresa. Ad avanzare la proposta il sindaco di Fiumedinisi Cateno De Luca
Attraverso il sito Sicilia Vera Bitz l’amministrazione comunale informa di aver avviato tutti i contatti per attivare le procedure di adozione, dal ministero del turismo a quello della Salute, passando per i competenti assessorati siciliani. E’ diventata la mucca più famosa d’Italia, la sua fuga nelle acque dello Stretto è ormai diventata celebre, facendo in pochi giorni il giro del web e del mondo. Proprio ieri pubblicavamo la notizia della nascita su Facebook (vedi correlato) di un gruppo intitolato “Salviamo La Mucca Teresa” . Centinaia di messaggi, accorati appelli, sono giunti anche all’indirizzo della nostra redazione e molti altri sono quelli che continuano a scriverci e contattarci. Tra le tante mail arrivate, spicca però quella inoltrata dal “Sito Supporters Non Ufficiale Sicilia Vera Bitz”: sul portale, infatti, si dà notizia che il Comune di Fiumedinisi, nella persona del sindaco Cateno De Luca, ha avanzato la richiesta di adozione dell’animale. Sempre secondo quanto riportato dal sito, già oggi saranno avviati i contatti con il Sottosegretario alla Salute con delega alla sanità pubblica veterinaria, degli alimenti e della nutrizione, On.le Francesca Martini, il Ministro del Turismo Michela Brambilla ed i competenti Assessorati della Regione Siciliana per le opportune valutazioni di fattibilità. Per il mansueto animale che con la sua insolita nuotato ha deciso di giocarsi il tutto per tutto, sembra esserci uno spiraglio di luce. Mucca pazza? No, semplicemente disperata.
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Chiliamacisegua » Blog Archive » News 8 giugno said: [...] la libertà…♥♥♥ Di:♥ Marcia su Roma in difesa dei diritti degli animali ♥ MessinaSud.com » Blog Archive » Adozione mucca Teresa. Ad avanzare la proposta il sindaco di Fium La mucca che nuotava nello stretto di Messina cerca casa Salviamo la coraggiosa [...]# 8 giugno 2011 at 15:55
Salviamo la coraggiosa mucca Teresa…Inviamo mail x chiederne la libertà…♥♥♥

Molti di voi avranno seguito la storia della mucca Teresa…il giorno 18-05-2011 a Santa Teresa di Riva ha deciso di provare la libertà ed è fuggita dal suo allevatore ma la ua libertà è durata poco,ed ora si trova nuovamente nell’allevamento…in molti vogliono adottarla e salvarle la vita, non vogliono che diventi una bistecca ma è malata e x questo non si può…Piccolo stralcio dell’ultimo articolo uscito su Geapress:
“Nessuno la potrà adottare, almeno secondo i protocolli sanitari, ed ecco il perchè:
Teresa è viva e sana, ma nel suo allevamento vi è la brucellosi. Questo impedirà, ammesso che l’allevatore ne avesse avuto l’intenzione, ogni trasferimento. Verrà periodicamente sottoposta ad esami ematici, dal momento in cui la malattia presenta lunghi periodi di incubazione. Le sue “colleghe” malate verranno, invece, tutte abbattute, e l’allevatore verrà risarcito.
La legge dei consumi umani, pertanto, farà il suo corso e Teresa finirà, prima o poi, macellata. Fine di una giovane mucca che voleva guadagnarsi la libertà, sfidando (egregiamente) le fredde e pericolose acque dello Stresso di Messina.”
VI CHIEDO: VOGLIAMO PROVARE A SALVARLA? COME DICO SEMPRE L’UNIONE FA LA FORZA…DAI, FATE UNO SFORZO E INVIATE MAIL…Chiediamo che la diano in adozione…tanto chi la adotterà non la mangerà e potrà curarla con tanto amore e molte volte l’amore è la medicina più efficace che c’è…♥♥♥
Se qualcuno vuole scrivere una mail tipo da mettere all’interno della nota,è ben accetta…nei commenti diverse persone hanno copiato il testo che hanno inviato, x cui, chi vuole, può copiarlo ma meglio se è personalizzato visto che ci sono i media di mezzo, grazie di cuore a tutti x la partecipazione…
http://www.comune.santateresadiriva.me.it/
Sindaco, Alberto Morabito
mail: sindaco@comune.santateresadiriva.me.it
Asl: http://www.asp.messina.it/
Provincia: http://www.provincia.messina.it/
Presidente: Giovanni Ricevuto
Regione: http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE
Presidente: Raffaele Lombardo
Inviamo mail a:
paolarifatto@comune.santateresadiriva.me.it, natalerigano@comune.santateresadiriva.me.it, presidentedelconsiglio@comune.santateresadiriva.me.it, info@comune.santateresadiriva.me.it, veterinario.dipartimento@asp.messina.it, protocollogenerale@pec.ausl5.messina.it, g.ricevuto@provincia.messina.it, s.schembri@provincia.messina.it, mr.cusumano@provincia.messina.it, regione.sicilia@certmail.regione.sicilia.it, assessore.sanita@regione.sicilia.it, urp.sanita@regione.sicilia.it, coordinamentogenerale.foreste@regione.sicilia.it,veterinario.menord@asp.messina.it
E x conoscenza,Cc:
ufficiostampa@regione.sicilia.it, redazione@gattoegatti.com, enpa@enpa.it, segreteriadiredazione@gazzettadelsud.it, info@tempostretto.it, info@ilcittadinodimessina.it, info@messinaweb.tv, iniziative@rai.it, ufficiostampa@rai.it, mediaset@mediaset.it, ufficiostampa@mediaset.it, info@animalieanimali.it, scriviaritaforum@mediaset.it, contatti@affaritaliani.it, segreteria@lasicilia.it, segr.ufficiostampa@minambiente.it, tutela.animale@sanita.it, info@lacoscienzadeglianimali.it, stampaweb@lastampa.it, brambilla_m@camera.it, martini_f@camera.it, info@michelavittoriabrambilla.it, contenuti@comune.villasangiovanni.rc.it
Indirizzi con separatore “;”:
paolarifatto@comune.santateresadiriva.me.it; natalerigano@comune.santateresadiriva.me.it; presidentedelconsiglio@comune.santateresadiriva.me.it; info@comune.santateresadiriva.me.it; veterinario.dipartimento@asp.messina.it; protocollogenerale@pec.ausl5.messina.it; g.ricevuto@provincia.messina.it; s.schembri@provincia.messina.it; mr.cusumano@provincia.messina.it; regione.sicilia@certmail.regione.sicilia.it; assessore.sanita@regione.sicilia.it; urp.sanita@regione.sicilia.it; coordinamentogenerale.foreste@regione.sicilia.it;veterinario.menord@asp.messina.it
E x conoscenza;Cc:
ufficiostampa@regione.sicilia.it; redazione@gattoegatti.com; enpa@enpa.it; segreteriadiredazione@gazzettadelsud.it; info@tempostretto.it; info@ilcittadinodimessina.it; info@messinaweb.tv; iniziative@rai.it; ufficiostampa@rai.it; mediaset@mediaset.it; ufficiostampa@mediaset.it; info@animalieanimali.it; scriviaritaforum@mediaset.it; contatti@affaritaliani.it; segreteria@lasicilia.it; segr.ufficiostampa@minambiente.it; tutela.animale@sanita.it; info@lacoscienzadeglianimali.it; stampaweb@lastampa.it; brambilla_m@camera.it; martini_f@camera.it; info@michelavittoriabrambilla.it; contenuti@comune.villasangiovanni.rc.it
Questo indirizzo: urp.sanita@regione.sicilia.it non è andato x posta piena,glielo inoltrerò lunedì, fate anche voi così, grazie
E direttamente sul sito, col copia e incolla la stessa mail: http://www.anpanasicilia.it/contact.php
Di seguito la storia di Teresa:
Santa Teresa di Riva (ME): le foto della mucca in mare
Liberata, servirà a produrre vitelli da macello.
di Leda Giordano | 19 maggio 2011
Uno stralcio del 1 articolo uscito:
GEAPRESS – E’ stata salvata la giovane mucca che ieri si è tuffata nel mare cristallino di Santa Teresa di Riva (ME) puntando dritto verso la Calabria. Era di proprietà di un allevatore di Castiglione di Sicilia, alle pendici del versante nord dell’Etna. Da alcuni giorni si stavano trasferendo gli animali in pascoli più ricchi ma lei, la mucca biricchina, si era persa. Era ricomparsa ieri nel torrente Agrò ed attraversata Santa Riva con qualche problemino in corso, si era gettata in mare raggiungendo la ragguardevole distanza di circa un miglio dalla costa. Su di lei si è scatenata una vera e propria gara di solidarietà, sicuramente anche per motivi molto poco animalisti, considerato che è un animale da reddito e l’allevatore, appena saputo, si è precipitato.
Ma in fin dei conti la mucca non è un pets. L’animale che ieri ha impietosito in molti servirà a produrre vitelli da macello. Contraddizione dell’animo umano. Forse è di razza romagnola, sicuramente lo è da carne.
Qui il seguito:http://www.geapress.org/animali-in-emergenza/santa-teresa-di-riva-me-le-foto-della-mucca-in-mare-fotogallery/15478
Mucca in mare: il Comune di Villa San Giovanni (RC) la vuole adottare
Intervento del Sindaco e della Commissione Pari Opportunità.
di redazione | 23 maggio 2011
La mucca a nuoto nello Stretto di Messina (foto della cattura in spiaggia)
La storia di Mariella, da quel giorno diventata vegetariana.
di redazione | 31 maggio 2011
VIDEO: Mucca in mare – Messina
http://www.youtube.com/watch?v=gMZfp272tbg&feature=player_embedded
FOTO: PESCA AL VITELLO 18/05/2011
http://www.facebook.com/media/set/?set=a.2034599712940.2124979.1482617123
21/05/2011 01:12
La mucca che a nuoto voleva attraversare lo Stretto di Messina, senza ponte
22/5 Mucca in fuga da Messina in mare per raggiungere la Calabria video
http://www.vip.it/mucca-in-fuga-da-messina-in-mare-per-raggiungere-la-calabria-video/
Servizio di Mediaset: http://www.video.mediaset.it/video/studioaperto/edizione_servizio/227101/portato-in-salvo-vitello-che-nuotava-in-mezzo-al-mare.html
Mariella e la mucca sullo Stretto
Scritto da: Macri Puricelli alle 06:43 del 01/06/2011
http://zoelagatta.corrieredelveneto.corriere.it/articoli/2011/06/mariella_e_la_mucca_sullo_stre.html
AGGIIRNAMENTO 6 GIUGNO, FORSE QUALCOSA SI STA MUOVENDO,NON MOLLIAMO E FACCIAMO INVIARE MAIL A PIù GENTE POSSIBILE:
Mucca Teresa: come e chi potrebbe salvarla
di redazione | 06 giugno 2011
http://www.geapress.org/animali-in-emergenza/mucca-teresa-come-e-chi-potrebbe-salvarla/16155
MUCCA RITROVATA IN MARE
Nasce su Facebook il gruppo “Salviamo la coraggiosa mucca Teresa”
Obiettivo: farla adottare ed evitare la macellazione. Decine le e-mail
http://www.tempostretto.it/news/mucca-ritrovata-mare-nasce-facebook-gruppo-salviamo-coraggiosa-mucca-teresa.html (in questo articolo ci sono le nostre mail,mia compresa,danno i meriti,pensando che da li è partita la protesta, alla pagina dedicata a Teresa e pensare che ieri ha tolto perfino la mia nota di protesta sulla pagina e quando l’ho creata e gliel’ ho comunicato non voleva…ora,forse xchè ha visto che funziona, finalmente si è decisa ha crearne una lei ma solo con 2 mail ma a noi non importa…l’importante è salvare Teresa ♥♥♥ vogliamo teresa libera
)))
MUCCA RITROVATA IN MARE
Nasce su Facebook il gruppo
“Salviamo la coraggiosa mucca Teresa”
A G G I O R N A M E N T O 06/06/2011 ore 20,30
- MUCCA TERESA: Il Comune di FIUMEDINISI (Messina) avanza richiesta di adozione / Per la mucca Teresa, che tentò di attraversare a nuoto lo Stretto di Messina, sono seguite petizioni, appelli per ridarle la libertà. Per salvare Teresa servono uomini liberi e forti ! E’ notizia di queste ore l’avanzata richiesta da parte del Sindaco di FIUMEDINISI (Messina) on. CATENO DE LUCA per l’adozione dell’animale.
- Già Martedì 7 Giugno saranno avviati i contatti con il Sottosegretario alla Salute con delega alla sanità pubblica veterinaria, degli alimenti e della nutrizione, On.le Francesca Martini, il Ministro del Turismo Michela Brambilla ed i competentiAssessorati della Regione Siciliana per le opportune valutazioni di fattibilità.
Agenzia animalista si mobilita per salvare Teresa, la mucca ripescata nello Stretto. Appello al ministro Brambilla
6 giugno 2011
6/6
«Save Teresa»: la mucca che tentò la fuga in mare rischia la brucellosi
L’animale settimane fa aveva cercato a nuoto la libertà: fu ritrovata ad un miglio dalle coste siciliane e ripescata nello Stretto di Messina dalla capitaneria
06/06/2011 -
Appello per la mucca Teresa, tentò la fuga a nuoto
http://www3.lastampa.it/lazampa/articolo/lstp/405841/
Sicilia
Percorso:ANSA.it > Regioni > Sicilia > News
Animali: appello per Teresa,la mucca che tento’ fuga a nuoto
Nel suo allevamento c’e’ la brucellosi, evitare il contagio
06 giugno, 18:18
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sicilia/2011/06/06/visualizza_new.html_840469059.html
7 giugno TG Sicilia ore 14…m. 16,27:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-844212dc-7b68-4023-8cae-f81142b8b82d.html#p=0
07/06/2011
Onorevole Martini, salvi lei la mucca Teresa
http://zoelagatta.corrieredelveneto.corriere.it/articoli/2011/06/onorevole_martini_salvi_lei_la.html
ADOZIONE MUCCA TERESA
Ad avanzare la proposta il sindaco di Fiumedinisi Cateno De Luca
Salviamo la mucca Teresa!!, Radio Doc
http://www.radiodoc.it/?p=3785
Adozione mucca Teresa. Ad avanzare la proposta il sindaco di Fiumedinisi Cateno De Luca
7 GIUGNO 2011
http://www.messinasud.com/?p=5222
AGGIORNAMENTO DA UGDA 10 GIUGNO 2011:
LA MUCCA TERESA !
http://www.facebook.com/notes/comitato-ugda/la-mucca-teresa-/220033808021365?notif_t=note_tag
SALVIAMO LA MUCCA CHE SCELSE LA LIBERTA’
In questi giorni sul web che un rullare di tamburi, tutti cercano di attivarsi per salvare la mucca Teresa, che rappresenta il simbolo della vita che non si arrende innanzi alle terribili difficoltà. Pubblico qui una delle centinaia di appelli ricevuti. Attiviamoci tutti, non solo per la mucca Teresa ma anche per quelle migliaia di esseri costretti a vivere legati, in spazi terribili solo perchè la produzione lo richiede.
Vi scrivo per unirmi alla richiesta di permettere l’adozione della mucca che il giorno 18-05-2011 ha cercato di salvarsi dagli orrori che l’essere umano commette sulla terra, tuffandosi nello acque di Sant…a Teresa di Riva dello Stretto di Messina ma che ora si ritrova nell’allevamento destinata a diventare un pezzo di carne ….
Valeria Bellantoni, Vice Presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Villa San Giovanni, dichiara: – Abbiamo avuto la disponibilità della fattoria didattica Amata Sole Luna di Catona, vicino Reggio Calabria. Verrebbe curata dal dottore Nino Santisi e dalla moglie che già si prodigano per altri animali. E poi ci saremo noi, ci siamo tutti affezionati a lei“. (http://www.geapress.org/animali-in-emergenza/mucca-in-mare-il-comune-di-villa-san-giovanni-rc-la-vuole-adottare/15654)
Ormai moltissime persone hanno capito che il consumo di carne, come viene fatto “normalmente” in questa società, è assolutamente abominevole dal punto di vista etico e dannoso anche rispetto la nostra salute e la preservazione dell’ecosistema mondiale. I costi di produzione della carne e le coltivazioni come l’acqua destinati a questo mercato, potrebbero contribuire ad eliminare la fame nel mondo, eliminare l’enorme sofferenza degli animali sfruttati per la alimentazione industriale, e ridurre anche l’effetto serra.
Dobbiamo cambiare assolutamente rotta guardandoci dentro e fuori, ed onestamente rendersi conto che la società umana si è involuta nei confronti del rispetto della vita tutta, a partire da quella degli esseri più indifesi.
Quindi mi auguro che unendo le forze e la buona volontà di chi desidera una società migliore, si possa riuscire a realizzare “un sogno alla volta” ed in questo caso si potrebbero addirittura realizzare il “sogno di tantissimi esseri senzienti” e cioè il sogno della povera mucca in oggetto ed il sogno degli esseri umani che hanno raggiunto la consapevolezza degli orrori che si nascondono dietro all’industria alimentare.
(La disperazione della mucca che nuota verso il largo ne è la prova eclatante se qualcuno avesse ancora dubbi sulla sensibilità e consapevolezza di questi disgraziati animali che sono stati “scelti” per realizzare una ennesima vergogna della nostra “comodità” a danno di milioni di vittime animali ed umane).
La Natura ci presenterà un conto altamente salato se non raggiungiamo la consapevolezza che la vita deve essere rispettata e che non possiamo andare avanti così.
Resto in attesa di una notizia positiva riguardo alla possibilità di adozione di questa mucca dal momento che c’è la possibilità di farlo.
Distinti saluti
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Il Tar riapre il canile di Cicerale
22 maggio 2011 -
Cicerale e Ragusa – abbiamo sbagliato: gli animali tornano ai proprietari delle strutture
di redazione | 22 maggio 2011

GEAPRESS – Poche settimane fa (vedi articolo GeaPress) era stata riportata la notizia degli ultimi cani portati via dal canile di Cicerale (SA). Felicità per quanti avevano lottato per la chiusura di un canile diventato per gli animalisti, quasi il simbolo di una sbagliata lotta la randagismo. Nella foto di copertina, scattata il giorno dello sgombero finale condotto dalla Task Force del Ministero della Salute con i Carabinieri del NAS di Salerno, venne immortalata la piccola segugia Marta ultimo cane ad uscire dalla struttura di Cicerale tra le braccia della giornalista Stefania Piazzo e della dott.ssa Rosalba Matassa, dirigente veterinario del Ministero.
Oggi è girata la notizia che il TAR di Salerno, su ricorso del gestore, ha annullato l’Ordinanza del Sindaco di Cicerale che nel maggio 2009 aveva disposto la chiusura del canile. Cicerale, pertanto, potrà riprendere i suoi affari con i Comuni del comprensorio. Sembra incredibile ma il motivo, forse, è sempre lo stesso. Così come avvenuto nelle Ordinanze anti circo (vedi articolo GeaPress) finchè una legge non dirà cosa queste strutture possono fare, vietando o disciplinandone l’attività, tutto si perderà in una serie infinita di cavilli, circolari, ricorsi, appelli, sentenze ed annullamenti. Cicerale, pertanto, sembrerebbe legittimata ad operare.
Una storia per alcuni versi analoga, anche se i provvedimenti sono di ordine penale, arriva invece da Ragusa e più esattamente da Scicli, dove nello scorso mese di marzo (vedi articoloGeaPress) un intervento della Forestale siciliana portava al sequestro di centinai di volatili di proprietà di un Medico Veterinario. La cosa fece talmente scalpore che alla conferenza stampa intervenne addirittura il Procuratore Capo della Repubblica di Modica (RG). Dichiarazioni che pesano come un macigno sulla regolarità della struttura e la provenienza degli animali. Il proprietario fa però un primo ricorso al Tribunale della Libertà che annulla il provvedimento di sequestro. Nel frattempo, altresì, sembrerebbe appurato che la struttura è abusiva e la Procura di Modica provvede (in aggiunta) ad un nuovo sequestro per gli animali appartenenti alla fauna selvatica ed alcuni relativi alla Convenzione di Washington sul commercio di fauna e flora in via di estinzione. Si provvede, inoltre, al sequestro della struttura. Il proprietario fa un nuovo ricorso al Tribunale della Libertà ed ottiene il dissequestro della struttura, mentre un terzo ricorso, secondo indiscrezioni pervenute, sarebbe già pronto per gli animali sequestrati un seconda volta (quelli di fauna selvatica e Convenzione di Washington).
Nulla da eccepire sulla legittimità sia dell’intervento del proprietario, che del Tribunale della Libertà. Stesso discorso, però, vale anche per il Servzio Cites del Corpo Forestale della Regione Siciliana e la stessa Procura della Repubblica di Modica. Se nessuno, infatti, ha diritto di additare il Veterinario denunciato di essere colpevole, è anche vero che non può dirsi il contrario semplicemente perchè nel merito della vicenda (come si dice nella sentenza anche lo stesso Tribunale della Libertà) può entrare solo chi dovrà giudicare la condotta.
Una verità insindacabile, però, su queste vicende esiste. Ovvero gli animali, per legge, sono “cose”, e lo stesso reato di maltrattamento (al di là delle roboanti dichiarazioni sulla sua validità) è ancora impostato sul danno causato alla sensibilità dell’uomo. I reati contro il maltrattamento, infatti, (il Veterinario di Scicli è imputato del più blando 727 C.P.) sono “delitti contro il sentimento per gli animali”.
Al di là di Cicerale e Scicli, proviamo solo un attimo a pensare se un ricorso, sia esso di ordine amministrativo o penale, venisse fatto contro un centro di accoglienza per anziani. Cosa accadrebbe? Verrebbero trasferiti in funzione di sequestri e dissequestri della struttura o dell’inficiamento di ordinanze sindacali, per le quali, si ricorda, vi è la possibilità di un secondo grado di Giudizio? (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).
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I sindaci di Polpetta
4 maggio 2011 -
Si, fiato sul collo, in tutta Italia.
Che i sindaci e le Asl si adeguino per porre fine ad una barbarie vergognosa praticata da vigliacchi crudeli avvelenatori, forti dell’impunità da secoli. Chi avvelena gli animali è una mela marcia da identificare e buttare nella spazzatura prima che la sua decomposizione contamini le mele sane.
Chi avvelena gli animali, avvelena la comunità, avvelena la vita, avvelena la società.
Chiliamacisegua
VIDEO
http://www.youtube.com/watch?v=xCTc16XFLnU
L’avvelenatore ripreso mentre semina fiori di morte
I sindaci di Polpetta
di Stefania Piazzo-La Padania
Le immagini che crudemente ci regala il Corpo Forestale di Perugia sono più che reali.
Rappresentano quanto accade in Italia ogni giorno: la morte impunita. Al Sud più che al Nord.
Se i sindaci provvedessero a porre delle telecamere come deciso in Umbria dalla Forestale, nei luoghi segnalati, nei giardini pubblici, nei punti sensibili, assicurerebbero alla giustizia flottiglie di criminali.
Costerebbe meno che organizzare la sagra degli uccelli o la maialata di fine estate.
A Tuoro, in Umbria, le segnalazioni hanno avuto buon fine.
In altre e troppe parti d’Italia, nei Comuni, chiamiamoli così, di Polpetta, le segnalazioni non hanno seguito. Le autorità si girano dall’altra parte.
Al massimo scrivono una formale comunicazione all’autorità giudiziaria di un evento di avvelenamento accertato o sospetto. Spediscono, se va bene, una carcassa all’Istituto zooprofilattico sperimentale più vicino e tutto finisce lì.
L’ordinanza Martini che indica come perseguire il reato, come avviare l’inchiesta da parte del sindaco e delle asl, resta inapplicata. Disattesa. Per ignoranza e mancanza di volontà. Per la barbarie del disinteresse che uccide più della fame.
Tanti sindaci troppo preoccupati a sistemare i tombini, lasciano che a sistemare le tombe ai cani siano mani che si sporcano a modico prezzo per risolvere il randagismo che i sindaci non contrastano con le sterilizzazioni e le catture e con le asl che non brillano per attivismo.
Il randagismo è un affare sporco a cui pensano altri. Così, boccone su boccone e vittima avvelenata su vittima avvelenate, innescano tutti un inquinamento sul territorio a catena, senza bonificare, senza prevenire. Senza perseguire.
Un reato nel reato.
Nessuno si preoccupa di circoscrivere il terreno o il luogo interessato dall’avvelenamento anche per evitare la manomissione delle prove del reato, provvedere alla repertazione che deve essere posta in essere dalla polizia giudiziaria sulla scena del crimine.
Niente di niente.
Le immagini della Forestale, con provvidenziale sensibilità professionale forniteci dalla collega Francesca Ricci, di Pianeta Umbria, che ringraziamo per aver voluto diffondere oltre i confini umbri questo documento, trasmettono con violenza comunicativa la fine barbara degli innocenti.
Ciò non deve solo scuotere le coscienze ma deve spingere i cittadini a denunciare, senza timore, in Comune, all’Asl, in Procura, ai Carabinieri, alla Guardia Forestale, l’avvelenamento così come il sospetto avvelenamento.
E là dove ritengono non sia applicata l’ordinanza, di darne immediata segnalata e documentata notizia alla Task Force del ministero (tutela.animale@sanita.it)
Chi non dà seguito, delle autorità, alla denuncia anche di un privato cittadino commette omissione d’atti d’ufficio.
Chi non applica la legge nonostante la segnalazione di un crimine, commette un reato penale.
Chi manomette i dati per non darsi troppa pena a lavorare, commette falso ideologico.
Chi non convoca i tavoli con le prefetture è inadempiente e commette un reato.
L’ordinanza Martini va imparata a memoria, divulgata come l’ABC.
In Italia presso l’Izs di Lazio e Toscana ha sede il Centro nazionale di referenza per la medicina forense che è il punto di riferimento irrinunciabile per privati e associazioni di volontariato anche sul fronte dei bocconi avvelenati.
Contro la scelleratezza di alcune pubbliche amministrazioni, comunicare e informare è un dovere. I sindaci sono i primi tutori della salute pubblica.
A loro il dovere di avviare le indagini.
Fiato sul collo, in tutta Italia.
S.P.
Rassegna stampa
Metaldeide nella carne. Un potente lumachicida il veleno utilizzato dal cacciatore, inserito nelle strisce di carne, le stesse che nel video vengono addentate da alcuni cani randagi; quello nero, morirà poco dopo, probabilmente in un modo atroce. Un veleno questo, che agisce anche per contatto, e quindi potenzialmente pericoloso anche per i bambini, anche se, fortunatamente, per questi ultimi non dovrebbe essere mortale. Una significativa quantità della stessa sostanza sarebbe poi stata ritrovata nell’abitazione del 67enne, a seguito di una perquisizione effettuata dal N.I.P.A.F. dopo l’acquisizione delle immagini, ottenute attraverso giorni di appostamenti. L’uomo, secondo quanto riportato, è stato denunciato per “utilizzo di mezzi non consentiti per la caccia”. Sotto, il video della Forestale che riprende il cacciatore spargere le strisce di carne mortali.
A.S.
Perugia: il video del cacciatore-avvelenatore di cani
Denunciato dal Corpo Forestale dello Stato.
di redazione | 05 maggio 2011

GEAPRESS – La notizia è dello scorso marzo (vedi articolo GeaPress), ma il video è stato diffuso ora grazie alla giornalista Stefania Piazzo e a un suo articolo su La Padania. La Forestale aveva raccolto degli indizi sul cacciatore di Tuoro sul Trasimeno. Il tutto nasceva da una serie di denunce di alcune Associazioni animaliste, che facevano seguito alla morte di cani randagi. Un prodotto di sintesi per l’agricoltura. Forse un lumachicida. I cani morivano con violente convulsioni e bavazione alla bocca. Lo spasmo mortale li colpiva nel giro di poco tempo.
Qualcuno aveva riferito. Le immissioni (pagate dagli Enti locali) di fagiani e lepri. Animali troppo inadatti alla vita selvatica, ma molto facili da finire sotto il fuoco delle doppiette e nella bocca di altri animali. Non solo delle selvatiche volpi, ma anche dei cagnolotti abituati a mangiare direttamente nella ciotola fornita dai volontari. I randagini avevano iniziato a morire. Tra questi il cagnolino nero, talmente piccolo ed indifeso da finire subito sotto gli effetti del veleno.
Il Corpo Forestale dello Stato aveva iniziato subito le indagini per le quali si era avvalso anche dell’uso di telecamere. Non è passato molto tempo e l’avvelenatore si è presentato, a sua insaputa, a tiro di obiettivo. Aveva iniziato subito a piazzare strisce di carne avvelenata, alcune sistemate in bella vista su un paletto di legno. Nel video si vede pure il cagnolino nero. Il cagnetto arriva velocemente ed altrettanto velocemente (purtroppo per lui) mangia la carne avvelenata. Nel corso della perquisizione domiciliare la Forestale ha rinvenuto lo stesso veleno utilizzato nel bosco. Metaldeide, componente base dei lumachicidi.
Giova appena ricordare che questo veleno viene assimilato anche per contatto diretto con le mucose. In altri termini sarebbe bastato che qualcuno avesse inavvertitamente toccato l’esca avvelenata e poi portarsi, ignaro, le mani in bocca. Probabilmente in dosi non letali, ma chi può giurarci? E’ già successo, in un giardino pubblico di Roma, poi posto sotto sequestro. Cani avvelenati ed un bambino intossicato.
L’avvelenatore del video è un cacciatore sessantasettenne di Tuoro sul Trasimeno (PG). Il movente: nella zona era stata immessa selvaggina (probabilmente selvatica quanto un pollo d’allevamento) per i cacciatori. Il video della Forestale mostra uno dei pochissimi casi dove si riesce a rintracciare l’avvelenatore. Piccoli quantitativi di esca, facilmente occultabili anche durante la distribuzione.
Vi sono comunque dei precedenti. Sempre ad opera della Forestale, a Forli (vedi articolo GeaPress), venne individuata addirittura una banda. Ad essere coinvolti anche dei cacciatori. Vi fu poi il caso di un allevamento di selvaggina uso caccia. Erano state piazzate delle uova avvelenate (vedi articolo GeaPress). Molti di più i casi di avvelenamento. Praticamente quotidiani in ogni angolo d’Italia. In un anno, però, gli unici ad essere individuati fanno seguito alle operazioni, entrambe della Forestale, di Forlì e Tuoro sul Trasimeno. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).
VEDI VIDEO:
http://www.youtube.com/watch?v=xCTc16XFLnU
UmbriaJournal
IL CORPO FORESTALE DELLO STATO DENUNCIA AVVELENATORE DI CANI
(UJ.com) LAGO TRASIMENO – Un cacciatore di 67 anni è stato denunciato dal Comando regionale del Corpo forestale dello Stato. L’uomo, come dimostrano le immagini girate dagli Agenti, disseminava nelle campagne vicine al lago Trasimeno dei bocconi di carne avvelenati con una sostanza lumachicida, la metaldeide. Il tetramero ciclico dell’acetaldeide è molto pericoloso anche per i bambini oltre che per gli animali domestici.
Lo scopo dell’avvelenatore era quello di eliminare i suoi potenziali concorrenti naturali nella caccia: i cani randagi. Come ben si sa quegli animali sono predatori di lepri e fagiani, cacciagione presa di mira dal fucile dell’anziano del lago. Gli agenti del Corpo forestale dello Stato hanno anche perquisito l’abitazione dell’uomo e all’interno hanno ritrovato ancora un po’ di quantità del veleno che il cacciatore mischiava alla carne.
Bocconcini prelibati,a prima vista per i cagnolini che vediamo mangiare affamati nelle immagini. Ignari, però, che quello per loro sarebbe stato l’ultimo pasto. Di lì a poco la morte, tra atroci stenti, sarebbe sopravvenuta tra convulsioni e tremori muscolari.
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La filiera dell’amore
21 aprile 2011 -
La filiera dell’amore
Lunedì 18 aprile Chiliamacisegua è stata contattata da una dottoressa romana, che durante il week end precedente si era trovata a Milano per l’adozione di un cane.
Silvia, questo il nome della signora, passeggiando in Largo Corsia Servi , era stata testimone di una scena che non è riuscita ad archiviare.
Un cittadino straniero, che poi è risultato senza fissa dimora, deteneva un cucciolo di beagle apparentemente di soli 60 giorni o poco più, chiuso in un trasportino per gatti, visibilmente sofferente e a disagio.
La signora Silvia costretta a rientrare a Roma, lascia il suo cuore e la pena per quel piccolo esserino in cattive mani, intravisto a Milano.
Non riesce a darsi pace e chiede a Chiliamacisegua di fare tutto ciò che è nelle sue possibilità per salvare quel cagnolino, che secondo la sua esperienza di medico, pare affetto da qualche patologia tipica dei cuccioli.
Chiliamacisegua insieme alla bravissima Angela Dionisio, la prima volontaria ad accogliere la denuncia di Silvia, segnalano immediatamente sia alla LIDA di Milano che all’Ufficio Tutela e Diritti degli Animali della città di Milano nella persona del dottor Gianluca Comazzi, che attiva a sua volta le guardie dell’OIPA.
Dopo un primo giorno di appostamento effettuato dalle guardie zoofile della LIDA di Milano nella persona di Margherita Cervi che si è resa immediatamente disponibile, ieri 20 aprile, il cucciolo dopo un appostamento durato 4 ore, è stato sequestrato dalle guardie zoofile dell’OIPA di Milano nella persona di Olimpia .
Ora il piccolo Charlie è al sicuro e dopo gli esami di routine sarà pronto per l’adozione.
Chiliamacisegua dice grazie a Silvia, ad Angela, a Margherita, a Gianluca, a Olimpia da parte di Charlie che ha avuto da loro, la vita salvata.
Chiliamacisegua
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NO ENCI NO COLLARE ELETTRICO NO STRUMENTO DI TORTURA
15 aprile 2011 -
Chiliamacisegua legge orripilata, posta sull’avviso da una mail pervenutale, quanto l’Enci propone nel corso della sua audizione in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati; “Quanto alla possibilità di usare il collare elettrico, l’ENCI ha richiesto l’istituzione di un tavolo tecnico di confronto, al fine di consentire l’assunzione di decisioni che poggino su reali dati scientifici e ha lanciato l’idea di effettuare appositi corsi per il giusto utilizzo dello strumento.”
Chiliamacisegua propone invece al mondo del volontariato e delle Associazioni il bando dell’Enci fintanto che manifesta il desiderio di utilizzare strumenti di tortura medioevali e lo propone addirittura, contrabbandandolo come strumento di educazione.
NON ESISTE UN GIUSTO UTILIZZO DI UNO STRUMENTO DI VIOLENZA.
Per tale ragione, il Ministero dovrebbe vietarne sia la produzione su territorio italiano e ovviamente la sua commercializzazione, per tutelare il legittimo diritto alla vita senza tortura ne mutilazione degli animali, i cani in questo caso.
Supportate questa battaglia di civiltà, scrivendo alla mailing sotto indicata il vostro NO.
Grazie.
Chiliamacisegua
http://www.chiliamacisegua.org/
Mail pervenuta
Buongiorno a tutti,
la news riportata sotto è stata pubblicata sul sito dell’ENCI. Vi prego di leggere con attenzione la parte che ho evidenziato che riguarda la proposta di costituzione di un tavolo tecnico ministeriale per l’utilizzo del collare elettrico.
Sono abbastanza “spaventata” dei temi discussi in Commissione che preludono una regressione rispetto al benessere animale.
Chiedo il Vs. appoggio per effettuare un eventuale raccolta di firme da far pervenire alla Camera del Deputati contro eventuali provvedimenti e/o approvazioni in merito al collare elettrico, anzi a dire il vero dovrebbero anche vietarne la produzione e la commercializzazione.
Potete scrivere per raccogliere le vostre istanze a posta@csen-cinofilia.it
Grazie a tutti e buon lavoro
Cordiali Saluti
Luisella Vitali
I FATTI
http://www.enci.it/news/news.php?id=930
Audizione ENCI in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati
Data di pubblicazione: 06 aprile 2011
Riscontrata la bozza di testo unificato recante nuove norme in materia di animali di affezione e di prevenzione al randagismo, l’ENCI, rappresentato dal Presidente Francesco Balducci e dal Vice Presidente Dino Muto, ha espresso le proprie osservazioni durante l’Audizione del 5 aprile 2011 presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.
In materia di “attività economiche con animali d’affezione”, l’ENCI ha proposto che l’allevamento e la cessione a titolo oneroso “anche di un solo animale di affezione” non debba rientrare in tale tipo di attività, con le relative conseguenze regolamentari. Ha proposto, invece, che l’attività di allevamento sia ricondotta alla legge 349/1993, che definisce nel merito l’attività cinotecnica, e ai conseguenti decreti attuativi. Ha richiesto altresì di poter organizzare corsi di formazione propedeutici per l’attività di allevamento previsti dalla bozza di legge in discussione.
Con riferimento all’anagrafe canina e alla istituenda banca dati nazionale, l’ENCI ha sottolineato che oggi garantisce l’allineamento del Libro genelogico alle anagrafi regionali attraverso l’invio trimestrale dei propri dati, proponendo che l’Ente possa implementare e alimentare, tramite le proprie sedi periferiche, la banca dati dell’anagrafe canina al momento dell’iscrizione dei cani nei registri genealogici, evitando così l’eccessiva burocratizzazione a cui è attualmente sottoposto l’allevatore cinofilo.
In merito alle questioni relative al benessere animale, l’ENCI ha rimandato ogni considerazione sulle mutilazioni alle disposizioni tecniche emanate dal Ministro della Salute il 16.3.11 rivolte alla legge di ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia.
Tali disposizioni forniscono chiare indicazioni, nell’interesse dei cani, dell’allevamento cinofilo e nel rispetto del benessere animale.
Quanto alla possibilità di usare il collare elettrico, l’ENCI ha richiesto l’istituzione di un tavolo tecnico di confronto, al fine di consentire l’assunzione di decisioni che poggino su reali dati scientifici e ha lanciato l’idea di effettuare appositi corsi per il giusto utilizzo dello strumento.
Quanto all’uso dei trasportini, l’ENCI ha proposto di aggiungere anche il periodo connesso alla verifica zootecnica, oltre a quelli già previsti dalla bozza in discussione relativi al trasporto e alla degenza.
La Commissione ha apprezzato le proposte dell’ENCI, tese in gran parte ad accordare la bozza in discussione con la normativa già in essere e a tutelare la cultura cinofila in Italia e i legittimi interessi degli allevatori.
GLI STUDI
http://www.canepastoretedesco.info/collare_elettrico_tra_maltrattamento_e_ignoranza.html
Collare elettrico, tra maltrattamento e ignoranza
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Uno studio abbastanza recente, condotto dall’Università di Sassari, ha fornito diverse basi scientifiche a dimostrazione della pericolosità di tale strumento. Gli autori sono Raffaella Cocco e Stefano Visco, docenti e ricercatori della facoltà di medicina veterinaria di Sassari .
Vi invitiamo a leggere lo studio che potrete acquistare a questo indirizzo internet. Vi proponiamo qui un piccolo riassunto dell’opera. |
Un piccolo riassunto
L’idea di lavorare a questo progetto nasce dopo il ricorso accolto dal TAR del Lazio che annullava l’Ordinanza del 5 Luglio 2005 con la quale il Ministro della Salute disponeva il divieto all’uso del collare elettrico sui cani. Tale ricorso, presentato da alcune ditte produttrici di collari elettrici, annullava l’ordinanza dichiarando la stessa ”adottata senza alcuna istruttoria precisa e senza l’indicazione delle ragioni di necessità ed urgenza che sole giustificano il ricorso al potere esercitato […] risulta in commercio da anni […] non può ritenersi tale (riferito alla pericolosità) la prevedibile reazione alla scossa elettrica da parte dell’animale, atteso che si tratti di reazione sempre presente in una pratica non nuova, anzi seguita da anni” .
Per paradosso però, insieme a tale annullamento, ci sono state le sentenze di Forlì (procura della Repubblica) e Vicenza (Corte di Cassazione) che hanno condannato per maltrattamenti chi utilizzava il collare elettrico.
L’obiettivo di questo lavoro è quello di mettere in evidenza sia la pericolosità di questo strumento sia il fatto che non possa esistere un suo uso proprio.
Per fare ciò vengono analizzati e spiegati nel dettaglio la fisiopatologia della corrente elettrica e i suoi effetti sul corpo, con particolare attenzione alla regione (quella del collo) interessata dall’utilizzo del collare.
Pur non possedendo moltissimo materiale specifico su cui lavorare, le analisi e le conclusioni scientifiche sono basate su nozioni mediche e biologiche già conosciute e descritte in numerosi testi (compresa buona parte della lettertura riferita all’uso della corrente elettrica sugli esseri umani).
Si analizzano i vari tipi di collare elettrico disponibili in commercio, che possono fornire al cane una corrente elettrica continua o alternata con intensità che variano a seconda del livello prescelto.
I collari elettrici messi in commercio si distinguono per il tipo di corrente utilizzata mentre, per quanto riguarda l’intensità, questa può essere modificata a discrezione dell’addestratore così come il voltaggio
che varia tra i 500 volts e i 4820 volts. Per quanto concerne l’intensità, le case produttrici non forniscono dati a riguardo.
Da notare come, al di là dei termini scientifici che possono risultare un tantino ostici o rendere la lettura “pesante” , siano analizzate in modo molto preciso le modalità di trasmissione della corrente e gli effetti sull’organismo.
Interessante (se si può usare il termine) verificare che, in caso di corrente alternata le basse frequenze, a parità di tensione ed intensità, sono molto più pericolose rispetto a quelle molto elevate, che correnti con un basso voltaggio e con una debole intensità sono capaci di stimolare i muscoli ed i nervi, che la corrente quando incontra una bassa resistenza tende a farsi strada attraverso la superficie cutanea senza coinvolgere gli organi interni, mentre quando le resistenze sono alte essa attraversa la pelle e si fa strada attraverso i liquidi organici, che sono buoni conduttori e se durante il suo percorso incontra organi vitali, come il cuore, questo può giungere alla fibrillazione sino all’arresto cardiaco.
Inoltre dai vari studi si evince come il fatto che l’organismo venga ripetutamente sottoposto a scariche elettriche comporti un continuo peggioramento nella capacità dell’organismo stesso di sopportare e, di conseguenza, aumentino le possibilità di effetti patogeni.
Particolarmente importante è tutta la parte in cui si analizza la regione anatomica del collo e i muscoli e nervi coinvolti. Del resto, mi pare di ricordare che alcuni teorici dell’addestramento tradizionale mostrono proprio le stesse relazioni per spiegare l’efficacia di alcuni strumenti correttivi come anche il collare a punte, sottolineandone l’azione su importanti centri nervosi
I muscoli del collo rivestono l’esofago, la trachea, le ghiandole salivari. Intervengono non solo per i movimenti di quella regione, ma fungono da bilanciere cefalico, regolano la deglutizione, i movimenti inspiratori, la dilatazione del torace. I vasi sanguinei e i nervi nella regione del collo, soprattutto i nervi, possono inoltrare l’impulso elettrico ad altri organi o tessuti; senza tediarvi troppo con tutta l’esposizione scientifica, solo alcuni cenni riguardanti i nervi della regione del collo:
Un deficit del nervo facciale può predisporre il cane a patologie quali congiuntiviti, lesioni corneali ma anche cheratocongiuntiviti secche, inoltre, innervando anche le ghiandole salivari questo nervo è responsabile delle sensazioni gustative della lingua.
Il Nervo vago ha fibre che convogliano tre tipi di sensibilità: gustativa, generale (della laringe, faringe e dai visceri innervati da questo nervo) ed esterocettiva (proveniente dalla cute dell’orecchio esterno).
Data l’ampia distribuzione di questo nervo, appare ovvio come una sua disfunzione possa avere varie ripercussioni che coinvolgono diversi organi ed apparati. Sono molti i riflessi viscerali controllati da questo
nervo tra i quali, la deglutizione, la tosse, lo starnuto, il vomito; a queste bisogna aggiungere le importanti azioni che esso svolge sull’attività cardiaca, in modo diretto, e su quella respiratoria, in modo indiretto
regolando la fisiologia della laringe.
La corrente elettrica, anche se dotata di elevata intensità e tensione, scaricandosi nel corpo del cane non sempre provoca lesioni obbiettivamente rilevabili.Possono esserci, ad esempio, lesioni cutanee, emoraggie della cute o delle mucose, angiospasmi e molto frequentemente edemi localizzati, ma anche contrazioni dei muscoli innervati dai nervi interessati dalla stimolazione elettrica.
Se l’ impulso ha un’intensità elevata e/o perdura per un tempo relativamente lungo (8 secondi per quasi tutti i collari elettrici in commercio) questo può determinare l’attivazione di nervi posti in profondità del collo, quali ad esempi il nervo frenico, il laringeo, il vagosimpatico oltre ai vari nervi motori.
In questo caso le conseguenze sono ben più gravi: contrazioni tetaniche del diaframma, spasmi laringei; arresto della respirazione per tanto tempo quanto persiste lo stimolo.
Tutto questo si ripercuote quindi anche a livello dell’apparato respiratorio ove si potrebbe osservare edema acuto del polmone, sfiancamento degli alveoli polmonari con lacerazioni e piccole emorragie nel tessuto interalveolare. Appare un quadro di enfisema acuto traumatico dovuto prima di tutto alle contrazioni dei muscoli respiratori della gabbia toracica, della laringe e del diaframma, che perdurano tanto quanto il passaggio della corrente, e poi ai bruschi, frequenti, disordinati e profondi atti respiratori che il cane compie appena cessa l’azione della corrente.
Inoltre a carico delle pleure si potrebbero osservare piccole emorragie, così come in molti altri organi, zone di enfisema sottopleurico.Ci può essere presenza di emorragie puntiformi diffuse nel midollo, nell’encefalo e nelle relative meningi.Per non parlare dell’influenza sull’attività cardiaca, l’ azione della corrente elettrica sul cuore si esplica mediante i centri motori ed attraverso spasmi delle coronarie; generalmente si ha aumento della frequenza delle contrazioni con notevole diminuzione dell’energia cardiaca e della pressione sanguigna; altre lesioni che possono essere conseguenza del passaggio della corrente elettrica, riguardano il sistema circolatorio periferico e l’apparato muscolare scheletrico.
Emorragie possono apparire anche in altri organi e tessuti a livello esofageo,sottofaringeo, a livello di cardias, pilorico, delle vie biliari e di tratti più o meno lunghi di intestino. che possono causare turbe più o meno gravi alla normale funzione dell’apparato digerente.
Insomma, lo stimolo dolorifico o quantomeno fastidioso, che il collare elettrico procura al cane ha sul suo fisico effetti che possono essere, specie con utilizzo prolungato, devastanti, oltre ad avere un’azione devastante a livello psichico, dovuta proprio all’effetto fisico provocato dall’attraversamento della corrente elettrica.
Gli autoti citano uno studio di Schilder e van der Borg sui cani che hanno subito lo shock elettrico del collare, citando gli atteggiamenti posturali che denotano stress rilevati in prevalenza:
Posizione Bassa delle orecchie*
Coda Fra le Gambe*
Vocalizzazioni di diversa intensità
e timbro*
Camminare in circolo
Veloci movimenti della lingua*
Movimenti veloci della testa*
Evitare/sfuggire*
Accucciarsi*
sottolineando come lo stress perduri per molto tempo anche dopo l’utilizzo del collare elettrico.
Ovviamente lo studio termina anche con la considerazione che, oltre al fatto che sia scientificamente provato che addestrare un cane con il collare elettrico sia un vero e proprio maltrattamento, di non poca rilevanza è il fatto che non sempre l’impiego del collare elettrico risolve i problemi per i quali viene utilizzato, ma frequentemente ne determina altri, che vanno dall’aggressività ad associazioni diverse da quelle desiderate dall’addestratore. Concludono gli autori: chi si sente minacciato pensa a proteggersi, non ad imparare.
Resta però, al di là dell’efficacia o meno dello strumento (efficacia sulla quale, con certe modalità di utilizzo, l’UD sostiene di aver dato ampia dimostrazione -leggi: risultati ottenuti in gara) la terrificante descrizione degli effetti della corrente elettrica …leggendo mi veniva da pensare all’età media dei cani da lavoro e alle cause di decesso. Sarebbe interessante uno studio in proposito…
A CHI SCRIVERE
info@lacoscienzadeglianimali.it;
STRISCIA LA NOTIZIA
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/news/2007/10/08/news_2466.shtml
Ultime notizie
Collari elettrici
E’ stato condannato dal giudice di Bologna, Liviana Gobbi, l’addestratore di cani di Zola Predosa, comune della cintura bolognese, ritratto un paio di anni fa in un servizio di ‘Striscia la notizia’ mentre utilizzava un collare elettrico su una cane a scopo dimostrativo e di addestramento. Lo ha reso noto la Lav (Lega anti vivisezione), che aveva presentato una denuncia sul caso. Oggi E. M., originario di Bari ma residente a Bologna, è stato condannato a 4000 euro di multa, al pagamento delle spese legali e di una provvisionale di 1000 euro da versare alla Lav come parte civile, per maltrattamento di animali. L’articolo del codice penale violato è il 544 ter che recita: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno e con la multa da 3.000 euro a 15.000 euro”. La vicenda ha avuto origine da alcune immagini realizzate con telecamera nascosta e trasmesse l’11 aprile 2005 da ‘Striscia’, che mostravano l’addestramento di cani con collari elettrici e la sofferenza degli animali ad ogni scossa ricevuta. La citazione a giudizio dell’addestratore era stata formulata dal Procuratore aggiunto Luigi Persico che nel corso dell’inchiesta aveva fatto fare una consulenza al preside di veterinaria di Bologna Stefano Cinotti. Il lavoro del consulente aveva documentato gli effetti nocivi e dolorosi sugli animali prodotti dai collari per scopi addestrativi che, secondo la consulenza, possono essere raggiunti anche con altre pratiche. “Da quel filmato è quindi scaturita la denuncia della Lav, presentata presso la Procura della Repubblica di Bologna – commenta Ciro Troiano, responsabile nazionale Lav e firmatario della denuncia – la Lav ringrazia l’avvocato Luca Ferrini di Cesena per l’assistenza fornita, e si augura che questa condanna di E. M. apra la strada ad una più ampia riflessione mirata a individuare nell’uso di strumenti coercitivi quali collari elettrici o similari, bastoni con punte elettriche e altri congegni atti a procurare scosse elettriche ai cani”. (Ansa, 8 ottobre 2007)
Guarda primo e secondo filmato
AGGIORNAMENTO RISPOSTA ENCI
http://www.enci.it/news/news.php?id=934
Precisazioni ENCI in merito al collare elettrico
Data di pubblicazione: 18 aprile 2011
Con riferimento al comunicato ENCI del 6.4.2011, riguardante l’audizione del 05.04.2011 in Commissione Affari Sociali, in merito alla richiesta di un confronto concernente i collari elettrici, si precisa che la richiesta scaturisce dalla assoluta necessità di tutelare il cane nell’ambito di una sempre più ampia e profonda attenzione al benessere animale.
La constatazione che attualmente non esistono norme che vietano efficacemente e neppure regolamentano l’utilizzo di collari elettrici, lasciando dunque aperta la possibilità che possano di fatto essere utilizzati in modo incivile e dannoso, richiede che sulla questione venga posta urgentemente la massima attenzione del legislatore.
La richiesta dell’ENCI è stata fatta, esclusivamente, per porre fine a possibili usi barbari di siffatti strumenti e non presuppone alcuna sollecitazione a favore di un utilizzo di strumenti coercitivi sugli animali e in particolare sul cane, come maldestramente interpretato da alcuni.
Vale la pena ricordare che ogni qualvolta l’ENCI è venuto a conoscenza di comportamenti di propri associati riferiti a maltrattamenti di animali, anche attraverso l’uso del collare elettrico, è intervenuto attivando gli organi preposti ai controlli, l’Autorità giudiziaria e gli organi disciplinari previsti dallo Statuto. Il benessere del cane è infatti la condizione che sta alla base di ogni attività legata alle verifiche zootecniche autorizzate dall’ENCI.
I regolamenti nazionali dell’ENCI, nel rispetto delle leggi vigenti, sottolineano l’assoluto divieto di utilizzare strumenti coercitivi sui cani in rispetto anche ai principi emanati della Federazione Cinologica Internazionale.
L’ENCI respinge con fermezza ogni tentativo di strumentalizzazione e interpretazione faziosa della propria posizione nei confronti del collare elettrico.
Darà mandato ai propri legali di tutelare l’immagine dell’Ente in ogni sede.
Il Presidente
Francesco Balducci
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Bisognerebbe rammentare a tutti gli interessati che forse l’unico e sicuro sistema per togliere la mucca dalle mani dell’allevatore sia acquistarla. Organizziamo quindi una colletta con l’aiuto di un media e chiediamo l’unico favore più realisticamente ottenibile: acquistarla e donarla a chi, avendo la possibilità, si impegni a mantenerla a nome di tutti.
Sì, Sì, salviamo la mucca
Sì, Sì, salviamo la mucca “marina”..Troppo graziosa
http://www.gazzettajonica.it/news/2011/06/08/la-mucca-che-ha-rischiato-di-annegare-ora-sara-abbattuta-per-la-brucellosi/6264/
La mucca che ha rischiato di annegare, ora sarà abbattuta per la brucellosi
SANTA TERESA DI RIVA – Ricordate la mucca che qualche mese fa si getto nelle acque dello Stretto dalla spiaggia di Santa Teresa di Riva e poi venne salvata ad un miglio dalla costa dall’intervento dei vigili del fuoco e dalla capitaneria? Ebbene, dopo essere stata salvata da sicuro annegamento, ecco che nella sua stalla pare sia scoppiata una epidemia di brucellosi per cui, ironia della sorte, rischia di venire abbattuta ancor prima di diventare una buona bistecca. Non è ancora infetta, per cui potrebbe essere ancora salvata. E per salvarla si mobilitano le associazioni animaliste che hanno chiesto l’adozione dell’animale per inserirlo in una fattoria didattica. L’agenzia Geapress, che si occupa dei temi legati alla difesa degli animali, ha lanciato un appello al sottosegretario alla salute Francesca Martini ed al ministro del turismo Michele Brambilla perché intervengano in aiuto della mucca Teresa. Su facebook è stato costituito un gruppo intitolato “Salviamo la mucca Teresa” e subito sono giunti centinaia di messaggi, accorati appelli, contatti e proposte. Si è fatto avanti anche il comune di Fiumedinisi, che, secondo l’agenzia Geapress, attraverso il “sito supporters non ufficiale sicilia vera bitz”, informa di aver avviato tutti i contatti per attivare le procedure di adozione.