
Già nella seconda metà del 1800 era sorta un’associazione antivivizionista.
Credevo che l’antivivisezionismo avesse origini piuttosto recenti, fino a quando ho trovato questo documento in un libro scritto nel 1888, La Nuova Medicina Naturale di Friedrich Eduard Bilz, prima traduzione italiana, edito dallo stesso F.E.Bilz, proprietario del sanatorio Bilz in Radebeul, presso Dresda. L’opera è costituita da due volumi di 1338 pagine in totale.
Friedrich Eduard Bilz (12 giugno 1842 – 30 gennaio 1922) è stato un naturopata tedesco nato ad Arnsdorf. Come mercante, proprietario di un Kolonialwarenladen (negozio che offriva prodotti extra-europei, una volta chiamati “Coloniali”) in Meerane, Bilz si interessò alla medicina naturopatica. Nel 1888 pubblicò Das Neue Naturheilverfahren (La Nuova Medicina Naturale), che divenne molto popolare ed è stato tradotto in dodici lingue fra cui l’italiano.
Nel 1895 fondò il Centro per la Salute Bilz a Radebeul, che in breve tempo diventò una grande casa di cura. Nei primi anni del 20° secolo costruì un Licht Luft-Bad (una grande piscina all’aperto) nel sanatorio che divenne noto come “Bilzbad”.
Il testo pubblicato è la definizione di vivisezione secondo il Dr Bilz:
Vivi-sezione (tortura scientifica degli animali).
A questo riguardo il professore Dott. Paul Foerster di Berlino si esprime come segue: “Che cos’è la vivisezione? Domanderà ogniuno ignaro ancora dell’affare. Ciò che rende il compito tanto difficile a noi avversari della tortura degli animali, è che le cose di cui noi parliamo e discutiamo vengono trattate lontano dall’ambito, dietro le mura degli anfiteatri e dei laboratori scientifici: siccome non v’è testimonio oculare che si sia scandalizzato, non si può considerar la cosa dal punto di vista del codice penale.
Il popolo non s’accorge di nulla e gli sforzi che noi facciamo per aprirli gli occhi vengono trattati dai vivi-settori e dai loro avvocati, in numerosi giornali come pure in piccole – società per la protezione degli animali – quali menzogne, esagerazioni e inimicizia contro la scienza, mentre noi invece non ne combattiamo che l’abuso e difendiamo i cattivi trattamenti dello spirito e della scienza per il bene dell’umanità. Disgraziatamente non si può dire che si tratta d’esagerazione; chè tutti le nostre prove e indicazioni noi le prendiamo dagli scritti e dalle testimonianze dei vivi-settori stessi non aggiungendo, al fatto, che il nostro giudizio.
Quando i partigiani della vivi-sezione pretendono che gli animali non soffrano tanto che noi crediamo, che l’istupidiscono abbastanza per renderli insensibili al dolore e che li uccidono immediatamente dopo l’esperienza sono tutte bugie pietose che hanno per iscopo di prevenire in modo semplicissimo l’assalto minacciante dalla parte del popolo ancor sana a. cui vengono aperti gli occhi su questo riguardo. Queste sono affermazioni che gettano una luce ben incerta sull’onorabilità dei partigiani della vivi-sezione.
Il genere di ricerche dei vivi-settori non è altro che un abuso enorme e un errore. Si parla di professori istruiti, umani, nei quali non si potrebbe supporre tale crudeltà. Un’ altro errore! Possono essere istruiti e «umani» per tutto il resto, ma sotto questo rapporto sono uomini dall’intelligenza storpia e dal cuor insensibile, come dice il conte Zedwitz.

Negli scritti speciali di vivi settori, noi troviamo numerosi rapporti su torture veramente orribili! Perforare la testa di animali sensibilissimi, dei cani, per esempio, e cauterizzare o levar loro delle parti di cervello mediante un ferro rovente o getti d’acqua bollente; gettare in fiume dei cani col cervello trapassato per studiare la loro facoltà natatoria in questo stato; pungere, mediante ferri roventi, degli animali colle cervella, mutilate affine di esaminare il loro grado di sensibilità; far soffocare lentamente (dei cani e dei piccoli animali mediate metodi differenti ed estremamente artistici; anaffiare cani con olio di trementina, dar loro fuoco, e poi lasciarli vivere ancora per alcuni giorni; far morire a lenta cottura dei cani e dei conigli nelle così dette stufe di Claudio Bernard; bruciarli con acqua bollente, segar loro le ossa, ancor vivi; tagliare la spina dorsale; levare gli occhi; ecc., e farli vivere ancora per dei mesi in questo stato spaventevole; far morire lentamente le povere bestie di fame, o di freddo in tinozze di ghiaccio: buttare ai cani affamati delle miscele fredde per farli gelare internamente; levar loro degli organi interni, come stomaco, parti di fegato, di reni, di cervello e continuare ancora le esperienze per dei mesi dopo questa mutilazione; comunicare a cani sani delle malattie terribili che li fanno morire lentamente con inoculazione di pus icoroso e d’ogni sorta possibile di veleno morboso; dar loro dei vomitori serrando poi il collo affinché il vomito non abbia luogo; far loro entrare nello stomaco e nelle vene ogni sorta di acido e di veleno distruttore; produrre una terribile infiammazione della midolla spinale attraversandola con un filo; far passare delle scariche elettriche attraverso il cervello messo a nudo e attraverso gli occhi; legare gli intestini, il retto, la vescica e certe arterie, per raccogliere osservazioni sulle conseguenze risultanti da queste operazioni spaventevoli; irritare mediante cantaridi delle ferite interne prodotte artificialmente: versare nello stomaco dell’acido solforico o dell’ acqua; far entrar sangue nelle vene; scortirare, in parte, animali vivi; tagliare loro le corde vocali per impedire di svegliar l’attenzione del vicinato colle loro grida terribili; farli morire inverniciandoli dopo averli tosati; far passar un filo attraverso la cornea dell’occhio; legar loro diverse vene e vasi sanguigni, il canale biliare, ecc.; infilzare, con dei chiodi a punta, il corpo intero di conigli, di maiali d’India e di colombi; attaccare dei cani su una tavola girante (che fa. Da 2 a 300 giri al minuto) per istupidirli artificialmente; cucire insieme due teneri animali ad una posizione adatta della loro pelle, produrre così una specie di «fratelli siamesi» e osservare la forza vitale del – doppio essere – creato; levare i piccoli ad una cagna. gravida e mostrarglieli per veder l’effetto di questa «prova scientifica» sulla vita dell’anima dell’animale; levare le mammelle a degli animali femmina; conservare per mesi gli animali mutilati nelle maniere più atroci, o passarli poi agli allievi per nuove esperienze, ecc., ecc.
Questo è un breve riassunto e molto generale delle maniere più ordinarie della tortura scientifica degli animali, l’equivalente più proprio della parola «vivi-sezione» che significa «tagliuzzare un animale vivo». Ora una larga parte è concessa alle esperienze sui nervi, senza dubbio le più penose di tutte, e alle prove di vaccinazione con ogni sorta di sostanza morbosa (virus) in parte per studiare la malattia, in parte per scoprire in qualche serum prezioso un preteso preventivo o un rimedio.
Forse è bene, d’aggiungere alle indicazioni generali qualche caso di vivi-sezione fatto a sangue freddo affinché il lettore possa farsi un’ idea del tutto e si trovi quasi forzato ad occuparsi della cosa un po’ più da vicino. (Cf. Stenz, Atrocità celate. Fatti e ragioni contro, la vivi-sezione, Dresda, società internazionale, Cranachstr. L8.)

Il professore Brachet, a Parigi, strappa i piccoli ad una cagna legata e glieli mostra uno dopo l’altro: essa li lecca gemendo e morde per collera, un pezzo di legno. Il grande medico Hyrtl aggiunge: « Chi può restar tranquillo davanti a tali quadri deve far il macellaio, non il medico ».
Lo stesso Brachet fece la seguente «esperienza morale»: inspirai ad un cane la più grande avversione verso me medesimo ferendolo e facendogli ogni sorta di dispetti ogni volta che lo vedevo.Quando il suo sentimento giunse al sommo, in modo che andava in furore solo vedendomi o aspettandomi, gli strappai gli occhi. Allora mi fu possibile avvicinarlo senza che manifestasse la minima antipatia, però montava sulle furie appena riconosceva la mia voce. Pensai allora di distruggere il suo udito e quando l’infiammazione fu. passata turai le sue orecchie con la cera. Dopo questo rimase sempre tranquillo, e si mostrava perfino riconoscente quando io gli passavo una mano addosso.
Brachet ripetè questa prova ottenendone lo stesso risultato! E Brachet è un’ uomo onorabile! Tutti quelli del suo stampo sono onorabili!
Ancora un terzo ed ultimo esempio: non m’ importa nulla, queste cose devono giungere a cognizione di tutti. Il Dott. Shavo, in Irlanda, si guadagna l’amore e la confidenza d’un cane che tratta bene. Passando da una mutilazione ad un’ altra il povero animale finisce per trovarsi privo persino delle orecchie e delle zampe. Per qualche tempo ancora guarda attonito il suo padrone, gli lecca le mani, ma poi dall’ eccesso del dolore il suo amore si cambia in odio.
Un giorno mentre Magendie faceva la vivi-sezione ad un cane, vide il povero animale tutto sanguinolento fuggire per ben due volte al coltello e correre da M., appoggiargli le zampe sulle spalle e leccarlo, come volesse muovere il suo cuore a pietà: – il cane ancora ci credeva.
Coloro che desiderano altri chiarimenti in proposito si rivolgano alla Società Internazionale Contro la Tortura Scientifica degli animali, Dresda, Cranachstr. 18, che li spedisce volentieri e a titolo gratuito.
Ognuno deve ritener come proprio dovere far parte di detta società.
di Luciano Gianazza
www.medicinenon.it
Eliminare la sofferenza senza sofferenza
A ottobre Corsico ospiterà un evento no-profit a favore della ricerca scientifica senza l’utilizzo degli animali

È possibile trovare alternative alla sperimentazione animale?
Certamente sì. Per fare il punto sullo stato dell’arte – rispetto alle nuove tecnologie che consentono di sostituire il modello animale con altri modelli di simulazione nella ricerca scientifica – l’appuntamento è a Corsico sabato 9 e domenica 10 ottobre 2010 in occasione della prima edizione di Vivipet.
Due giornate ricche di eventi, spettacoli e seminari di approfondimento che hanno lo scopo di sensibilizzare e informare sui metodi di ricerca alternativi alla sperimentazione animale.
A fianco dei numerosi workshop e seminari scientifici che si terranno nel teatro di via Verdi a Corsico si svolgeranno anche dei laboratori di conoscenza realizzati per i più piccoli con musica, giochi e filmati. Sabato e domenica dalle 10,00 alle 20,00 via Verdi ospiterà anche una mostra mercato in cui saranno presenti esclusivamente prodotti alimentari e non, realizzati nel pieno rispetto degli animali.
La serata di sabato terminerà con uno spettacolo di musica e cabaret, condotto da Paola Maugeri, giornalista e conduttrice televisiva, che vedrà la partecipazione di numerosi artisti e personaggi dello spettacolo e della televisione.
Vivipet, oltre a informare si pone l’obiettivo di raccogliere fondi per favorire la ricerca scientifica per evitare la sperimentazione sugli animali.
Il 90% degli utili ricavati dalla manifestazione saranno utilizzati per avviare dei progetti indicati da I-Care.
Il restante 10%, degli utili ricavati, sarà devoluto all’Associazione Tom & Jerry per la realizzazione del Parco-Canile sul territorio di Buccinasco, nel cui interno è previsto uno spazio per il recupero di animali ritirati dai laboratori.
In particolare I-Care si pone l’obiettivo di completare lo sviluppo di un particolare software, il cosiddetto “simulatore metabolico”, in grado di raccogliere dati, immagazzinarli, elaborarli, interpretarli e, a partire da informazioni conosciute, effettuare previsioni sugli effetti tossici o terapeutici dei nuovi farmaci.
Una volta completato lo sviluppo del “simulatore metabolico”, l’obiettivo successivo sarà quello di mettere il software gratuitamente a disposizione di qualsiasi ricercatore interessato. Una bella sfida dunque che si propone di garantire la libera circolazione di strumenti utili alla ricerca scientifica e al tempo stesso di evitare l’uso degli animali nelle sperimentazioni che – occorre sottolinearlo – non sono poi così attendibili come si potrebbe pensare. Infatti, alcuni scienziati, fra cui lo stesso professor Veronesi si sono espressi in favore di un’alternativa al modello animale che non dà le garanzie sufficienti per la salvaguardia della salute umana.
Note
Vivipet è on-line, con informazioni e immagini, al sito www.vivipet.com
per informazioni generali +39 331 – 96.35.12
Vivipet è anche su facebook!
Vivipet – programma provvisorio
Fonte: Vegzine.it