EDIZIONE STRAORDINARIA DE LA PADANIA SU CICERALE
31 agosto 2011 -
EDIZIONE STRAORDINARIA DE LA PADANIA SU CICERALE
La Padania scrive un’altra pagina da incorniciare sulla storia di Cicerale dando la strepitosa notizia del blocco dell’accalappiamento della premiata ditta Cafasso di Cicerale, vero cuore dell’attività commerciale, ben ramificata attraverso gli appalti presso le Asl in tutto il territorio campano.
I Nas di Salerno, scrive nel dettaglio Stefania Piazzo (che proprio due settimane fa aveva documentato con interrogativi e atti alla mano numerose perplessità sull’attività di accalappiamento), sono infatti intervenuti mentre il furgone era fermo davanti agli uffici dell’Asl di Eboli.
Un dirigente aveva dato diniego alla richiesta di adozione di uno dei cani presenti nel furgone. Era intervenuta un’associazione, La Casa di Maggie, di Campagna, per chiedere ragione del niet e sollevando anche perplessità sulla regolarità del mezzo. Ma secondo l’Asl era tutto regolare.
Da qui la decisione di chiamare i Nas, forti anche di una conoscenza da parte dell’opinione pubblica, della stampa e dei carabinieri della delicata situazione attorno a Cicerale.
I Nas, racconta Stefania, intervenivano prontamente e provvedevano a notificare il sequestro del mezzo, per nulla ritenuto idoneo al trasporto, oltre che il reato di maltrattamento, spiegando nel dettaglio nel verbale di sequestro le condizioni miserrime di custodia.
I cani venivano dati in custodia dal tribunale di Salerno all’associazione.
Una curiosità. Secondo i testimoni, proprio mentre i carabinieri si recavano negli uffici per raccogliere i documenti sull’autorizzazione all’accalappiamento, pare che il veterinario che aveva interloquito con i volontari, preso da improvvisa necessità, si sia allontanato in tutta fretta in motorino.
Tanto, che aveva da nascondere?
Carta canta. Evviva la veterinaria pubblica.
Evviva i cani strappati alle mani di Cicerale.
Chiliamacisegua
Nota
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BLITZ DEI NAS A EBOLI SEQUESTRO PER CAFASSO
Stop all’accalappiamento. Mezzi autorizzati ma non idonei, c’è maltrattamento. La Padania aveva scritto…
Articolo di Stefania Piazzo
Un granello di sabbia può bloccare il meccanismo. Segnalazioni a destra e a manca, e per la quadratura del cerchio una brillante operazione degli uomini dei Nas di Salerno al comando del capitano Walter Feniello, già noto alla cronaca nazionale per i blitz risolutivi in Campania nelle sale operatorie, nelle case di riposo, per i sequestri di alimenti contraffatti e di animali sprovvisti di registrazioni sanitarie. Un ufficiale e il suo comando che sono punta di diamante dei Nas del generale Cosimo Piccinno. Questa volta il blitz è toccato a qualcun altro. Cafasso non accalappia più. I Nas hanno sequestrato quel che dovevano. Per ora è così. Quando si dice guarda la coincidenza. Il sistema di accalappiamento, molto oneroso per i Comuni (si tratterebbe di 51 euro più Iva per animale catturato) era stato oggetto pochi giorni fa di un documentato approfondimento de la Padania, con interrogativi sulla base di rapporti ministeriali che, stando agli atti in possesso, compresi quelli forniti dal giornalismo d’inchiesta, denunciavano agli organi competenti le presunte irregolarità. Ma ad oggi non si era mossa foglia. Gli appalti, una vera e propria ramificazione territoriale, venivano prorogati di anno in anno, non venivano toccati. Le autorizzazioni sanitarie del furgone idem con patate. Tutto in regola. Fino a ieri.
Quando un “provvidenziale” intervento dei Nas di Salerno ha posto sotto sequestro il mezzo in piena attività, acquisendo presso l’asl di Eboli i documenti per verificare la congruità dell’attività e delle autorizzazioni, mentre il veterinario responsabile del servizio, nel preciso istante dell’arrivo dei carabinieri, secondo le testimonianze, sarebbe stato improvvisamente raggiunto dall’esigenza di lasciare gli uffici in motorino, evidentemente per un’urgenza sul territorio, dopo che nella mattinata avrebbe presentato ai volontari di un’associazione animalista il proprio diniego per ragioni tecniche e di procedura all’adozione di un cane e all’affido dei rimanenti che in quel momento erano rinchiusi nel furgone poi finito sotto sequestro. E ai volontari – che più volte lo avrebbero incalzato sollevando perplessità sulla regolarità del mezzo e della custodia degli animali – avrebbe risposto che il servizio di accalappiamento veniva svolto perfettamente in regola.
“E allora chiamiamo i Nas”, avrebbero replicato i volontari dell’Associazione onlus La Casa di Maggie, che ha sede a Campagna. “E chiamateli pure”, avrebbe risposto il solerte veterinario che non aveva nulla da nascondere.
Un colpo di telefono al Comando Nas di Salerno e il capitano Feniello inviava in pochi minuti l’auto degli ispettori che bloccavano l’uscita al furgone. I carabinieri salivano negli uffici ma purtroppo proprio per una pura coincidenza il veterinario era appena uscito allontanandosi sulle due ruote, come raccontano i testimoni. D’altra parte le emergenze sul territorio sono tante e l’asl di Eboli è una di quelle che eccelle per iniziative di sterilizzazione sul territorio e per i rapporti positivi con le associazioni e i canili della zona. Quell’assenza insomma non è sospetta…
In ogni caso quello dei Nas è stato un controllo minuzioso, l’atto ispettivo si è concluso dopo circa sei ore, ed ha portato al sequestro del mezzo e all’immediato affidamento dei cani (sei) – che in quel momento erano rinchiusi nelle gabbie – alla associazione di volontariato. Custodia poi confermata dal magistrato di turno del Tribunale di Salerno, Giovanni Paternoster.
Un altro macigno insomma cade sul famoso canile, questa volta attraverso la solerzia non delle istituzioni centrali e di vigilanza ma, ancora una volta, per merito del volontariato e dei carabinieri dei Nas. Per la cronaca: i reati contestati sono l’art. 544 ter del codice penale, maltrattamento. Più l’art. 12 della legge regionale n. 16. Gli animali infatti si legge nel verbale, non erano custoditi in ambiente idoneo. Si legge di «presenza sulle verosimili griglie in materiale plastico di escrementi alcuni secchi e altri ancora di “apprezzabile freschezza”, di mancanza di qualsiasi sistema di aerazione forzata, di pareti con coibentazione rudimentali, mancanza di aria appropriata ai bisogni degli animali… e l’automezzo non era in possesso di tutti i requisiti». «Il mezzo – insomma – non è risultato essere autorizzato (sulla carta di circolazione, ndr) al trasporto di animali vivi e nella fattispecie per accalappiare i cani».
Se così certificano i Nas, perché all’Asl risultava tutto regolare? E gli appalti ora in essere che fine fanno? Si fa finta che non sia accaduto nulla, si tira dritto o cambia l’aria, dentro e fuori dal furgone?
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LA PADANIA 21 AGOSTO DA MODICA A CICERALE, IL COMUNE DESTINO DELL’ABBANDONO ISTITUZIONALE E CHI NON MUORE SI RIVEDE
20 agosto 2011 -
Modica e Cicerale accomunate da un unico destino. Il silenzio istituzionale e la tronfiaggine di chi comanda il vuoto.
Morale: il nulla di fatto.
Il nulla di fatto delle Prefetture, delle Asl, e del Ministero che lavora a corrente alternata, con una Task Force che rema da matti, arenata in un mare di silenzio.
E le Associazioni? Deluse, di nuovo, dopo una fugace illusione che prometteva di rimettere le cose al loro posto e sempre più sole. Con pochi riferimenti, sempre più bastonati e resi impotenti.
Modica e Cicerale esempi eclatanti di latitanza. Non ci sono alibi: facile pensarlo, raccontarselo, altra cosa è avere il coraggio di scriverlo, dare voce quello che ormai è il pensieri di tutti.
La penna sempre più puntuta di Stefania Piazzo, non ci delude nel dare comunicazione di reato nell’ultima sua inchiesta, interrogando chi di dovere sul perché, sapendolo, si gratti ancora la pancia o archivi.
Fa così schifo assicurare la legalità? Uscire allo scoperto? Denunciare i colleghi veterinari? Insistere perchè gli uffici ministeriali diano un inizio e una fine alle ispezioni? O tutto deve restare a metà?
La mancanza di vergogna nel fregarsene, virtù oggi, pare molto richiesta per occupare cariche e potere, noi speriamo ancora non appartenga a chi sovrintende alla tutela degli esseri senzienti.
Altrimenti davvero, l’unica speranza si aggrappa solo a La Padania e a Striscia la Notizia.
Come prima, poiché altrimenti, nessuno pare ancora ascoltare davvero, la sofferenza di chi non parla.
Buona lettura e buona indignazione!
Chiliamacisegua
LA PADANIA 21 AGOSTO
NOVANTANOVESIMA PUNTATA
DA MODICA A CICERALE, IL COMUNE DESTINO DELL’ABBANDONO ISTITUZIONALE E CHI NON MUORE SI RIVEDE
La procura indaga sul canile siciliano ancora chiuso, mentre la task force del ministero della Salute attende da mesi, dopo l’anticamera in prefettura, il verbale del prefetto sul tavolo antirandagismo. E in Campania l’asl nega l’accesso agli atti sui bandi di accalappiamento di una premiata ditta
In cosa si può sperare, dalla Sicilia a Salerno, con un’unità operativa schiacciata dal silenzio e dalla burocrazia interna ed esterna che la sovrasta? Le associazioni ora fan da sè…
Cicerale, un furgone per la raccolta delle carcasse o dei cani vivi?
Viaggio nell’Italia bestiale
Articolo
“Mentre la notizia della dipartita del signor Giovanni Cafasso, protagonista nelle vicende del canile più noto d’Italia e molto amato dalle istituzioni regionali e locali e dalla veterinaria pubblica campana, fa ancora il giro del web, la cronaca impone con cinismo di scrivere che comunque chi non muore si rivede.
E in questo moto di realismo popolare, Modica e Cicerale per una volta fanno comunella. Nel primo caso la task force, che ha fatto più che altro anticamera quando si è recata in prefettura a Ragusa per capire cosa stesse facendo il territorio per contrastare il randagismo, attende da mesi il verbale dagli eccellenti uffici sul tavolo con asl ed enti locali.
Nel secondo caso, a Cicerale, le associazioni guardano sconcertate un paio di cose: in ordine, il diniego, che è di questi giorni, degli atti sull’accalappiamento da parte dell’asl. Non si ha diritto di scoprire i meriti e i dettagli di chi riceve denaro pubblico dopo aver vinto un bando. E, dall’altro, c’è il silenzio ministeriale sul dopo-riapertura. «Siamo abbandonati», continuano a ripetere volontari e associazioni. La gente non ci crede più. Chiedono se vi sia una strategia ma a distanza di mesi dall’illusoria chiusura, col Tar che aveva ordinato la riapertura una settimana prima del blitz della task e dei Nas, e dopo un vertice che si era tenuto per valutare altre vie legali, la sensazione palpabile è che non vi sia più alcuna strategia. Al vertice tra associazioni convocate e ministero non ha fatto seguito più nulla. Quattro mesi dopo il «Faremo, vedremo» la gente chiede: Cosa? Quando? Passa questo messaggio: che la Regione veterinariamente più disastrata sia intoccabile. Che lo status quo sia inalterabile perché gli equilibri sono equilibri.
Hanno vinto loro, come in Molise, su cui torneremo. Hanno perso le associazioni, di nuovo bastonate e lasciate al loro destino. Il sogno si è infranto col silenzio dello Stato. Di nuovo sole, sul territorio, le associazioni hanno ripreso in mano carta e penna, facendo da sole ricorso al Tar, visto che a Roma tutto dorme. Come e più di prima, con cadute di stima e fiducia sul territorio.
Ma torniamo a Modica perché quanto è accaduto e si è consumato è un segnale. Più che di cambiamento, di ritorno al passato. Sul canile e i suoi ritardi ora indaga la Procura, e questo è l’ultimo anello della catena. Il primo, lo ricordiamo ancora una volta, è il processo in corso per la morte di Giuseppe Brafa, a Scicli. E una marea di rinviati a giudizio. Dai veterinari dell’asl che fecero il sopralluogo, esterno, alla casa di Vittorio Giglio, “detentore” dei cani accusati dello sbranamento, e che gli erano stati affidati dalla Procura, sino al sindaco, al comandante, defunto, dei vigili urbani.
In quest’ultimo mese tuttavia dai fatti di Contrada Pisciotto la questione si sposta su un piano di altra natura, quello politico, istituzionale. Quello che vede, in una mancata risposta della prefettura all’invio di un rapporto, quello dell’ultimo tavolo sul randagismo a Ragusa, aprirsi interrogativi pesanti e dai quali, almeno questa volta, non scappare da parte di nessuna delle controparti.
L’anello di congiunzione tra un fronte e l’altro, in attesa che peraltro il 23 settembre riprenda il dibattimento, era stata sul piano della cronaca la presa di posizione di un sindacato locale (Intesa sindacato autonomista) che aveva chiesto come mai il canile da 300mila euro per Modica, Scicli e Pozzallo, atteso da gennaio, fosse ancora chiuso…
Qual è il punto? Che quel canile è uno dei punti di un piano sul randagismo che vede di fatto centrifugata all’esterno la task force ministeriale per il benessere animale.
Il suo ultimo viaggio in Sicilia, in prefettura a Ragusa, doveva essere il cuore di un sostegno e di una vigilanza nel coordinamento di quel progetto pilota nato grazie al ministero della Salute l’indomani della morte del piccolo Brafa.
Invece… l’accoglienza non pare essere stata delle migliori. Prima una lunga anticamera, con caffè, mentre chi si doveva sentire è in riunione, poi un breve tavolo comune con incredibili attacchi istituzionali per l’azione del ministero che aveva allora fermato la mattanza dei randagi. E con la prefettura silente, anzi. Insomma, prima si nega alla task force di partecipare al vertice ristretto tra asl, assessorato regionale e prefettura. Poi, un attacco da Modica che trova sponsor nel rappresentante di governo…
È andata così? E la task force, chi l’ha poi difesa una volta rientrata nei propri uffici? Qualcuno ha preso la “parola”?
A silenzio si aggiunge silenzio. Alle associazioni non passa inosservato.
Così, a Salerno, hanno voluto far da sè. Se aspettano gli uffici o l’avvocatura dello Stato, ai cani chi ci pensa? E allora ecco qua. “Richiesta di accesso ai documenti amministrativi”, ai sensi dell’art.22 della legge 241/90 e successive eccetera…. modificazioni. Nella sostanza, si chiedeva «l’esame e il rilascio in copia di tutti i documenti concernenti le gare indette dall’asl per gli anni 2008, 2009, 2010 e 2011 per il servizio di accalappiamento dei cani (bandi di gara, offerte presentate, aggiudicazione, contratto stipulato, eventali affidamenti in proroga del servizio».
Con tanto di diritto di poter richiedere gli atti, dato che la richiesta «corrisponde all’interesse diretto, concreto e attuale, giuridicamente rilevante e statutariamente riconosciuto a beneficio della Lega nazionale per la difesa del cane, di verificare che i servizi siano stati espletati nelrispetto delle condizioni di aggiudicazione e delle esigenze di tutela dei cani». Richiesta e ricorso al Tar fanno capo a Manuela Zambrano, consigliere della Lega del Cane e ad Antonella Centanni, l’infaticabile presidente della sezione di Salerno.
Di certo non sfugge ai più attenti una seppur minima rilettura di un rapporto ministeriale ufficiale dell’ottobre scorso sullo stato della veterinaria pubblica campana in cui si legge che «Malgrado la revoca dell’autorizzazione sanitaria (poi riconcessa dal Tar il 19 aprile scorso, ndr) e il procedimento in corso (per il reato di maltrattamento, ndr), l’Asl ex Salerno 3, che ha disatteso il suo compito di vigilanza sul canile di Cicerale, ha ad oggi ancora in essere una convenzione con il suddetto titolare per il servizio di cattura dei cani vaganti sul territorio. Tale servizio – si legge – come documentato in maniera chiara ed inconfutabile da immagini in nostro possesso, viene effettuato con modalità e mezzi non idonei autorizzati non per il trasporto di animali vivi ma per lo smaltimento dei sottoprodotti di origine animale, ai sensi del Regolamento (CE) n. 1774/02».
E allora una, anzi tre domande.
Se è così, si è fatto qualcosa per impugnare bando e aggiudicazione?
No, mai.
Due: se è così, e l’asl ha letto il rapporto della direzione del ministero, la stessa asl ha fatto qualcosa per impugnare bando e aggiudicazione? No, mai.
Tre: se è così, in cosa si può ancora sperare, da Modica a Cicerale, con una task force presa per i fondelli e un silenzio che la circonda che certo non aiuta gli onesti ma, anzi, li isola sempre di più? Quanto dura?
(99 – continua)
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LA PADANIA 31 LUGLIO MODICAMENTE APERTO
30 luglio 2011 -
LA PADANIA 31 LUGLIO MODICAMENTE APERTO
Tutto e’ a….. modica velocità in questo paese.
Modica la politica, cauta su tutto per i suoi equilibri.
Modica la tenacia, modica l’affermazione del coraggio.
Modica l’espressione del linguaggio, sai mai che sbilanciarsi comprometta. Modica la voglia di rischiare, più che ….modica la spinta a cambiare.
Modica la capacita’ di esporsi. Di cert’uni, di cert’altri, ma per fortuna non di tutti!
La Sicilia e’ maestra di vita, da nord a sud e’ metafora di ignavia e gattopardesca fuga dalla realtà.
Dai ministeri ai politici, agli amministratori, all’umana varietà delle associazioni delle bufale, Modica e’ lo specchio di ciò che non dobbiamo essere.
E per non smentirsi, …modica la presa di posizione istituzionale per difendere chi in Sicilia va e rischia per imporre le regole.
Chi si espone fa la fine dei fanti italiani sul fronte di guerra. Identico silenzio.
Abbandonato all’indifferenza prudente della politica e alla burocrazia del palazzo che tumula e fa marcire ogni iniziativa.
Quel che tocca lo mummifica. Tutti se ne stanno accorgendo.
Che figura barbina!
Così che i cittadini hanno ragione di dire che i ministeri sono inutili e nulla cambiano se tutto resta in mano a chi ..modicamente si gratta.
Tutto torna come prima. Ma non per la penna di Stefania. Ma non per i volontari. Ma non per gli uomini di buona volontà che non si arrendono, a qualsiasi latitudine, a qualsiasi longitudine..
A tanto siamo arrivati oggi, a sperare solo nel giornalismo e nella rete che divulga la stessa speranza del cambiamento,
E che Dio, ce lo conservi in salute tale giornalismo d’inchiesta e anche in tutta la sua lucida rabbia!
Almeno questo!
Buona lettura e come sempre buona indignazione.
Chiliamacisegua
LA PADANIA 31 LUGLIO
NOVANTASETTESIMA PUNTATA
MODICAMENTE APERTO
Un canile ha i suoi tempi in Sicilia. Polemiche per i ritardi di apertura della struttura di Modica. Esatto: Modica. L’accoglienza per chi va a vigilare sul tavolo per il randagismo: un caffè in anticamera.
Viaggio nell’Italia bestiale a cura di Stefania Piazzo
Articolo
“Anche il canile è di Modica apertura?
Dopo la straziante vicenda della morte di Giuseppe Brafa, a Scicli, in contrada Pisciotto, episodio che, ricordiamo, vede rinviati a giudizio il sindaco, il comandante dei vigili urbani (poi deceduto ma per il quale il giudice non ha comunque concesso “alla memoria” il non luogo a procedere), i tre veterinari asl che avevano dato parere favorevole tre giorni prima del dramma (era l’11 marzo 2009) alla (“improbabile”) custodia giudiziale dei cani affidati dalla procura all’indigente Vittorio Giglio, anch’egli a processo, la vicenda randagismo sembra ancora non trovare pace.
«Non ci date i soldi, non abbiamo fondi», reclamava il sindaco di Modica al ministero della Salute. Niente fondi, niente canile. Venne subito istituito un coordinamento e un piano per l’emergenza con il ministero e l’assessorato regionale, con tanto di 5 milioni di euro di stanziamento per tutta l’emergenza isolana.
E dopo inenarrabili complessità siciliane, qualcosa iniziò a dare i suoi frutti.
E il canile a Modica? Costruito. Finalmente. Aperto? Modicamente, a quanto sembrerebbe. Inghippi? Sembrerebbe. Piccole cose? Cosette. Solo questione di tempo. O di schermaglie politiche con un sindacato alla ricerca magari di visibilità che se la prende con una buona amministrazione… Vai a sapere.
La questione, rilanciata dalla radio locale RTM di Modica è a dir poco sconsolante, se trovasse conferma. Mentre l’8 luglio scorso si è tenuta l’ultima udienza del processo contro gli amministratori e i veterinari, con prossima arringa il 23 settembre, a Modica c’è chi scalpita denunciando, come sta facendo l’Isa (sigla che sta per Intesa sindacato autonomo) per voce del suo rappresentante, Giorgio Iabichella, che la struttura per accogliere i randagi sia ancora chiusa nonostante i lavori siano stati completati, secondo il sindacato. Impossibile! Si sbaglia il sindacato!
Importo del canile per coprire le esigenze di Modica, Scicli e Pozzallo? Circa 300mila euro, pare. Finito, a quanto sembra, a gennaio 2011, con taglio del nastro entro primavera. Ma, convinto di andare fino in fondo, l’esponente sindacale dichiara alla stampa: «Seriamente preoccupato per la situazione incredibile e inaccettabile, e auspicando che non accadano fatti gravi come quelli del 2009, ho chiesto l’intervento celere del ministero della Salute, scrivendo al sottosegretario di Stato on. Francesca Martini. Non vedendo altre strade, di fronte ad un’evidente incapacità di amministrare la cosa pubblica, soprattutto quando in gioco c’è la salute e l’incolumità dei cittadini, analogamente alla salvaguardia degli animali stessi, ho deciso di chiedere aiuto al ministero».
In bocca al lupo. Quale, non si sa.
Chi si occupa della Sicilia? E questa è una bella lotta. In ordine: potrebbe essere la task force del ministero, condizionalmente d’obbligo.
Perché volere spesso non è potere e perché la forte spinta autonomista isolana sembra voler centrifugare fuori dalla propria orbita chi ha voce in capitolo nel vigilare istituzionalmente il coordinamento di quel già citato progetto pilota. Laddove, come dalle parti di Modica e più su sino a Ragusa, capoluogo e sede di prefettura, qualcuno coordina lo stesso progetto nel tenere monitorati tempi, opere realizzate, tempistiche… Anzi… anzi…vuoi proprio vedere che dalle latitudini dei cantieri infiniti, qualcuno se l’è pure presa mentre si faceva il punto sui coordinamenti, e proprio per come a suo tempo il ministero aveva preso posizione fermando le mattanze e l’ordine di sparare a vista?
E poi vieni a sapere che la task force è allergica ancora a qualcuno quando si sposta a Ragusa e poi ti tocca leggere sulla stampa locale simili forzature sul canile che non sarebbe ancora stato aperto.
Ma no, è una burla di un piccolo sindacato che alza la voce per screditare una così efficace amministrazione.
E poi, a Ragusa e Modica tutte le porte sono aperte a chi ha dato pacchetto chiavi in mano quasi tre anni fa oramai un progetto pilota per eradicare il randagismo.
Lo sanno tutti, lo sanno i sindaci, lo sanno in prefettura.
Dove monitorizzano tutto, mica serve che al tavolo si scomodino a venire quelli di Roma.
Attendano un attimo fuori. Desiderano, intanto che noi finiamo con i signori sindaci, un caffè?”
s.piazzo@lapadania.net
(97 – continua)
Dire no non è impossibile.
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LA PADANIA 24 LUGLIO IL MAIALE CORRE AVVOLTO NEL TRICOLORE
23 luglio 2011 -
LA PADANIA 24 LUGLIO IL MAIALE CORRE AVVOLTO NEL TRICOLORE
L’inchiesta di Stefania Piazzo nelle inciviltà nostrane rappresentate da sagre, fiere, feste patronali paesane, alberi della cuccagna, giostre, corse e corsette, palii et similia che si snodano nella penisola (con la benedizione della…tradizione e dei ministeri silenti, che spesso gli animali li sfianca se non li uccide, altro che benedizione, una maledizione perpetua….), è arrivata alla quarta puntata.
Godiamocela tutta, nel suo morboso furore.. conservativo di cultura italiana!
Buona lettura e come sempre buona indignazione!
Chiliamacisegua
LA PADANIA 24 LUGLIO
VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE A CURA DI STEFANIA PIAZZO
NOVANTASEIESIMA PUNTATA
IL MAIALE CORRE AVVOLTO NEL TRICOLORE
DAI SALAMI DELL’UNITA’ D’ITALIA ALLO STRUZZO FRANCESCANO
ARTICOLO
Bassiano, niente più gara dei porci. Ma pur di non rinunciare alla sagra, gli animali corrono in braccio muniti di bandiera
Al vincitore due suini in premio. In Lombardia ed Emilia è vietato usare animali come premio per giochi, feste e sagre, lotterie, sottoscrizioni o altre attività. Genova prende esempio
Né il sindaco né la Proloco, avevano mai pensato fosse necessario chiedere che autorizzazione o parere all’asl. In fin dei conti, sono futuri salami
Mai l’asl era stata in questi anni interpellata. Ma avrà mai saputo, ci chiediamo, che ogni anno a fine luglio ci si divertiva così, in provincia di Latina? Un sospetto? Totale ignoranza del caso?
“Qualcosa, qualcosina ina si muove. Una cosa è certa: i maiali a Bassiano in provincia di Latina non verranno più trascinati per una corda legata al garretto, non saranno più costretti a correre per far divertire in una gara dedicata al prosciutto. Non saranno più usati per un palio che li ha visti addirittura essere presi e rilanciati in volo per non perdere tempo nei confronti degli avversari loro simili, loro malgrado.
Che si possa scrivere che è comunque un successo, un risultato che inverte la tendenza dopo le pagine di denuncia del nostro quotidiano e nello specifico dell’associazione Chiliamacisegua, è vero fino ad un certo punto.
Certo, se non avessimo alzato la voce presso la Task Force del Ministero e qualcuno dall’altra parte del telefono non si fosse subito attaccato al proprio telefono interpellando asl, Regione Lazio e autorità locali, ebbene, i maialini avrebbero continuato a subire la corsa tra scherno, risa e totale disinteresse dell’asl.
Perché… vieni poi a sapere che mai l’asl era stata in questi anni interpellata. Ma avrà mai saputo, ci chiediamo, che ogni anno a fine luglio ci si divertiva così, in provincia di Latina? Un sospetto? Totale ignoranza del caso? In ogni caso nessuno, né il sindaco né la Proloco, avevano mai pensato che fosse necessario chiedere che cosa ne avesse mai pensato un servizio veterinario. In fin dei conti, sono salami. Non i veterinari, s’intende, né il sindaco, s’intende. Un successo, si diceva, anche se è una conquista a metà. Perché i maialini correranno… in braccio. Piuttosto che niente, ci devono essere. Avvolti nel tricolore, perché questo è il 150° della nascita dell’Italia. E anche i maiali devono fare la loro parte, salami tricolore. Il 31 luglio, ha fatto sapere così l’illuminata Proloco, due maiali verranno collocati presso il “mandriglio”, la casa del maiale, con mangiatoia e abbeveratoio, in pieno centro, in piazza Matteotti, per l’esposizione ai turisti.
Attrazione popolare. In modo che tutti possano vedere ciò che è in palio. Esatto. Perché il primo conduttore o affidatario del maialino avvolto nel tricolore che giungerà al traguardo si prenderà come premio i due maiali.
E i maialini come correranno? I quattro predestinati, provvisorio involtino nella bandiera d’Italia, saranno presi in braccio da quattro uomini e inizieranno la corsa partendo da piazza 25 luglio, percorreranno via Aldo Manunzio per arrivare a Piazza
Matteotti. Insomma, a Bassiano voglio far intendere di aver messo giudizio, visto che gli animali saranno presi in braccio dai loro provvisori custodi, per essere infine portati, a gara ultimata, nelle loro dimore con codice di stalla asl. Quindi, si corre. E si vince il maiale. Come in altre regioni d’Italia dove gli animali sono lotterie e vincite. Tranne che in Lombardia, dove la legge regionale ha messo al bando da anni questa “usanza” popolare. Ma non tutte le regioni ci provano a cambiare le regole. E così, è tutto un susseguirsi di pasquette e sagre e befane animali.
Come per la Proloco di Tezze sul Brenta, con porcellino vivo in palio. Come a Legnaro, in provincia di Padova con addirittura un cavallo primo premio alla Festa, niente meno che… del cavallo.
Proprio nel Comune che è anche sede dell’Istituto zooprofolitattico delle Tre Venezie e che ha, tra i Centri di referenza nazionale, anche quello per la pet therapy, che ha il cavallo protagonista alla grande. E’ il caso di dire… ma proprio lì, di fronte all’Izs, dovevano decidere di “andare a cavallo?”. Maiali di diversi pesi e misure anche a Saletto, in provincia di Padova. Per la sagra di Sant’Anna a fine luglio i maiali sono tre: primo premio maiale da 120 chili, secondo premio maiale da 90 chili, terzo premio maiale da 60 chili.
Nuovo entrato è lo struzzo col “saio” in padella. A Cava dei Tirreni, in provincia di Salerno, nella festa organizzata dal padre francescano del locale convento. Ma si sa, tra il dire e il fare, tra la professione di amore e rispetto per gli animali e la vita di tutti i giorni c’è la via di mezzo terrena. Bisogna mangiare. E allora, struzzo francescano per tutti. Tanto, san Francesco neanche sapeva che esistesse lo struzzo.
Animale non contemplato fa più felice il palato. Ma, a quanto pare, la licenza terrena non è piaciuta ad un gruppo di animalisti, tanto che le contestazioni sarebbero finite quasi in rissa con il padre della pace francescana intento a far brandelli dei manifesti di protesta. E il “Mattino” di Salerno avrebbe riportato questa diplomatica dichiarazione: «Verbalmente si può aggredire in ogni modo. I termini usati sono di uso comune e d’altra parte una ragazza che si mette in mostra in questo modo non può che essere una poco di buono», con tanto di richiesta di risarcimento danni per “lucro cessante”, per il mancato introito alla sagra derivante dalla vendita delle bistecche di struzzo per la pubblicità negativa dei contestatori.
Ma per tornare alle lotterie, c’è chi può e chi non può. Non si può già da tempo in Lombardia ed Emilia Romagna. In Lombardia la pratica è espressamente vietata dal comma 4 dell’art. 3 della legge regionale N° 16 del 20 luglio 2006 che recita: «È vietato usare animali come premio per giochi, feste e sagre, lotterie, sottoscrizioni o altre attività». In Emilia, legge 5 del 17/2/2005, art. 7 comma 2: «Gli animali, sia cuccioli che adulti, non possono essere offerti in premio o vincita di giochi, oppure in omaggio a qualsiasi titolo nell’ambito di attività commerciali, di giochi e di spettacoli».
Punto, e fine della festa. Di recente c’ha provato anche Genova con l’arrivo del nuovo garante per gli animali, Edgar Meyer, che ha prontamente suggerito al primo cittadino un nuovo “regolamento comunale sui rapporti tra cittadini e animali”. Sanzioni da 50 ai 500 euro per colpire comportamenti che non rispettano “il diritto di ogni animale ad una esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche”. Maltrattamento e non solo. In più una piccola task force dentro la polizia locale per indagini e sanzioni. Non solo ci sarà confisca in caso di maltrattamento, ma anche, e questo fa al caso nostro, il divieto di offrire animali in premio a lotterie e manifestazioni.
Ci vuole poco, insomma. Basta la volontà e il coraggio. Lombardia e Genova fanno da apripista. Non è questione di leggi ma di civiltà, quella che di solito anticipa sempre la politica.”
( 96 – continua)
Florilegio
*L’etimologia in disaccordo con la logica. Chiamiamo animali gli esseri viventi ai quali neghiamo la proprietà di un’anima. Francesco Burdin
*Due cose mi sorprendono: l’intelligenza delle bestie e la bestialità degli uomini. Tristan Bernard
*Dicono di avere abolito i sacrifici animali! Soltanto il rito hanno abolito: li sterminano ininterrottamente, illimitatamente, senza bisogno: il sacerdote si è fatto industria. Guido Ceronetti
*L’empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo può ricevere in dono. Charles Darwin
*Il nostro prossimo è tutto ciò che vive. Mohandas Gandhi
*Non già pietà, ma giustizia si deve all’animale e nel maggior numero dei casi, se ne resta debitori. Arthur Schopenhauer
*Ci sarebbero meno bambini martiri se ci fossero meno animali torturati, meno vagoni piombati che trasportano alla morte le vittime di qualsiasi dittatura, se non avessimo fatto l’abitudine ai furgoni dove le bestie agonizzano senza cibo e senz’acqua dirette al macello. Marguerite Yourcenar
*Il maiale è un animale di Dio come tutti gli altri, a cui si fa l’atroce torto di paragonarlo a certi uomini. Anonimo
*C’è qualcosa nell’esteriorità di un cavallo che si attaglia all’interiorità di un uomo. Sir W.Churchill
PUNTATE PRECEDENTI
http://www.chiliamacisegua.org/2011/07/02/la-padania-3-luglio-tamavo-pio-bove-asino-chi-legge/
LA PADANIA 3 LUGLIO T’AMAVO PIO BOVE ASINO CHI LEGGE
http://www.chiliamacisegua.org/2011/07/10/la-padania-10-luglio-e-tira-sto-obelisco/
LA PADANIA 10 LUGLIO: E TIRA STO OBELISCO
http://www.chiliamacisegua.org/2011/07/16/la-padania-17-luglio-ma-porca-l%E2%80%99oca/
LA PADANIA 17 LUGLIO MA PORCA L’OCA…
NOTA
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RELAZIONE DI STEFANIA PIAZZO
21 luglio 2011 -
Chiliamacisegua divulga la Relazione della giornalista Stefania Piazzo, presentata a Perugia il 23 giugno scorso, convinta che sia un punto fermo su cui riflettere e da cui prendere slancio individuale, per continuare la battaglia civile dell’affermazione dei diritti animali, in compagnia di chi parla la stessa lingua, abbandonando chi si perde per strada.
Buona lettura.
Chiliamacisegua
RELAZIONE IN PPTX RELAZIONE IN PDF
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Santo Stefano, il canile … shocka l’ente protezione animali
14 luglio 2011 -
CAMPOBASSO - «Non è la prima volta che scendiamo a Campobasso per dare una mano sia al canile di Santo Stefano sia a quello di Mirabello Sannitico, ma questa volta abbiamo trovato davanti ai nostri occhi una situazione davvero allarmante!».
E’ questo il duro commento rilasciato da Giuliana Costa una dei rappresentanti dell’EIPA, Ente Italiano Protezione Animali, che nei giorni scorsi ha visitato la struttura comunale di contrada Santo Stefano. «Come si fa a rimanere inermi davanti ad una simile barbarie?
Come si fa a rimanere indifferenti non facendo assolutamente nulla davanti al fatto compiuto che i cani continuano a morire o a versare in condizioni di salute assolutamente precarie all’interno dei box?
Durante la nostra visita abbiamo trovato un cane che si era ferito ad una zampa a causa delle reti presenti tra i box. La zampa era completamente ricoperta dal sangue che fuoriusciva da un buco. L’episodio non è certo accaduto la mattina della nostra visita, ma sicuramente qualche giorno prima, allora mi domando – ha rimarcato la Costa – chi gestisce il canile e quotidianamente si reca nella struttura per dar da mangiare agli animali e per pulire le gabbie ha fatto finta di nulla o cosa?
Altro episodio che fa comprendere bene come i cani siano completamente abbandonati a se stessi. Abbiamo trovato un secondo cane che era letteralmente invaso dalle larve.
Dato che eravamo li ci siamo dati da fare per dare una speranza di vita all’amico a quattro zampe. Lo abbiamo tosato e affidato alle cure di un volontario. Se non c’eravamo noi che siamo giunti da Torino quel cane sarebbe morto? E’ questa la domanda che rigiro a chi di dovere. Invito il sindaco di Campobasso a effettuare un giro per il canile per rendersi conto di cosa sto parlando. Lo invito a guardare negli occhi di quei poveri cani che ti chiedono quasi di essere uccisi per non vivere più una simile atrocità sulla propria pelle.
Se è questa l’intenzione è meglio che si proceda ad una eutanasia di massa dei cani, piuttosto che mantenere una struttura che non ha nulla di un canile sanitario, ma è più paragonabile ad un lager. E’ dal 2009 che veniamo a Campobasso ed ogni volta che scendiamo cerchiamo di portar via il maggior numero possibile di cani per l’adozione visto che la nostra associazione riceve diverse richieste di adozione anche di cani malati. Noi volontari ci impegniamo al massimo delle nostre possibilità per dare una mano ai canili, ma gli stessi canili non possono solo appoggiarsi al mondo del volontariato.
Ci sono delle leggi da rispettare, credo che anche la Regione Molise ne abbia qualcuna in merito – ha sottolineato la Costa – quindi non vedo perché tali leggi non debbano essere rispettate.
Un preciso resoconto, anche e soprattutto fotografico, della nostra visita a Santo Stefano è stato già redatto e a breve sarà consegnato anche al sindaco di Campobasso Gino Di Bartolomeo. In contemporanea il documento sarà inviato anche a Eduardo Stoppa di Striscia la Notizia con il quale l’Eipa ha uno stretto legame di collaborazione.
Come Eipa siamo disponibili, anche insieme ad altre associazioni, a supportare l’Enpa Campobasso qualora si decida di adire le vie legali e denunciare alla Procura della Repubblica l’assurda vicenda del canile comunale. Qualcuno doveva essere a conoscenza delle vicissitudini vissute dai cani in questione, però ha preferito tacere e far finta di nulla.
Debbo riconoscere che i volontari di Campobasso hanno un gran de coraggio a impegnarsi in prima persona in una struttura simile, io non so se riuscirei ad andare avanti in queste condizioni e cosa ancor peggiore nella totale indifferenza dell’amministrazione comunale e dei gestori della struttura. Ho visto che erano in atto degli interventi di abbellimento di fioriere, ma credo che sia più necessario attuare altre tipologie di lavori per salvaguardare meglio la salute dei cani ospitati.
C’è una parte del canile che sta crollando su se stessa a causa di una frana atavica. Cosa si sta facendo in merito?
E’ necessario che la situazione peggiori ulteriormente prima che qualcuno capisca che c’è l’urgenza di approntare lavori di riqualificazione totale delle strutture? E’ pur vero che la capienza è al limite se non addirittura oltre, ma bisogna assolutamente trovare una soluzione il prima possibile. Altra cosa da sottolineare è la mancanza di un veterinario. E’ mai possibile che noi dell’Eipa abbiamo dovuto sollecitare l’intervento di un sanitario con la minaccia di denunciare il tutto ai Carabinieri per porre quantomeno un rimedio parziale a qualche situazione più grave?
Ogni volta che possiamo cerchiamo di portar via il maggior numero possibile di cani da Santo Stefano proprio per dargli una nuova e concreta possibilità di vivere in una famiglia che si prenderà cura di loro e non lasciarli da soli e abbandonati ad un triste destino. Questa, però, non è l’unica soluzione del problema. Bisogna che chi di dovere sul territorio comunale e regionale faccia il proprio dovere sia esso amministratore, volontario o semplice gestore della struttura. Solo così si potrà dare dignità ai cani e decoro alla struttura – ha concluso Giuliana Costa -».
Molto probabilmente la questione canile di Santo Stefano tornerà agli “onori” della cronaca nazionale e senza dubbio si attiveranno tutta una serie di polemiche e riflessioni che sono già state elaborate negli anni passati, ma che a tutt’oggi non hanno portato a nessun tipo di risoluzione definitiva.
Stefano Venditti
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LA PADANIA 10 LUGLIO: E TIRA STO OBELISCO
10 luglio 2011 -
LA PADANIA 10 LUGLIO: E TIRA STO OBELISCO
Sfidare la grettezza e la violenza delle grette “tradizioni”, non è arte per tutti.
Serve avere le palle.
Piuttosto si tace, come si è sempre fatto, perchè così fan tutti. Perchè la “tradizione”, (ah, persino l’infibulazione viene contrabbandata come.. una “ tradizione”), anche quella più becera, porta voti ai politici, che non stanno tanto a sottilizzare, ma sono lì, solo per accumularli sti voti di consenso!
E allora, come scrive Stefania Piazzo in questo nuovo, secondo, documentato e aberrante viaggio sulle processioni dei palii, “è tutto regolare e morisse se c’è un politico, un ordine veterinario, un ministero, un sindacato del benessere animale, che dica basta alla gara di chi traina il peso più importante per santificare la festa”.
C’è solo da vergognarsi davanti “all’ineluttabile destino subito dagli animali messi in pista nell’indifferenza delle autorità.”
E nel silenzio tombale che nasconde una qualsivoglia briciola di umanità.
“Dicono siano competenti. In che? Su cosa competono?”.
Vediamo. Sono competenti su un obelisco da 100 tonnellate trainato da sei buoi per chilometri anche in terreni scoscesi. Sono competenti sulle oche da corsa legate alle zampe costrette a divertire, spinte al traguardo.
E a quella che si ribella, la folla urla: “guarda come è incazzata, è sgamata di brutto”.
Sono competenti, le competenti autorità, sui maialini legati al garretto spinti a gareggiare e se occorre, a farsi lanciare in aria per non perdere metri di terreno.
Porci con le ali per la “tradizione” ( Lidia Ravera si ribalta dalla sedia!).
Sono competenti su tutto, le autorità. Da Roma in giù e in su.
E Chiliamacisegua si chiede, assieme a Stefania:” ma cosa fate, oltre che a vincere il palio dei silenzi?”
Buona lettura e come al solito buona indignazione!
Chiliamacisegua
LA PADANIA 10 LUGLIO:E TIRA STO OBELISCO
VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE NOVANTAQUATTRESIMA PUNTATA
A CURA DI STEFANIA PIAZZO
PORCELLINI “VOLANTI”, OCHE LEGATE. MI(NI)STERI….?!!
“Fate ciò che volete degli animali. Ciò che sorprende, ma forse non sorprende, è l’ineluttabile destino subito dagli animali messi in pista nell’indifferenza delle autorità. Dicono siano competenti. In che? Su cosa competono? È una bella gatta da pelare questa“competenza” che parte, sia chiaro, dall’alto dell’altissimo impenetrabile sin giù giù, ai comuni e ai pastori d’anime che li benedicono, gli animali addomesticati. Sulle sagre c’è un silenzio di piombo.
Si parte da un principio: che tutto ciò che si mangia sia passibile prima anche di scherno e divertimento. Se il valore della carne è fine a se stesso, dell’animale posso fare ciò che voglio. E così è. Le asl non si sono mai poste il problema, al massimo si gioca con una pre-bistecca che corre o tira un obelisco.
Abbiamo inviato al ministero della Salute la nostra prima inchiesta, link dei filmati compresi, e attendiamo con fiducia un parere. Inviamo ora anche questa seconda puntata. Comprendendo anche il ministero del Turismo, che tutela l’immagine del Paese.
Chiedendo: che fate? Che state facendo? C’è un Paese di mille paesi che usa gli animali per ridere e santificare i santi. Interessa? Basta saperlo, il resto vien da sè in cabina elettorale.
BASSIANO
La questione è semplice, a Bassiano, in provincia di Latina. Prendono i maialini, il 26 luglio giorno di sant’Anna, li legano per un garretto ad una corda per poterli controllare, fermare, strattonare, e tra un’ala festante e divertita della folla, percorrono i vicoli del paese. Una grande festa. Vedi anche su youtube il culmine del divertimento: http://laverabestia.org/play.php?vid=2167
Se il maialino va per la sua strada, basta prenderlo e scaraventarlo più avanti, facendogli fare un volo sull’asfalto. Porcellini “con le ali”, che spasso. Lo si tira, trascina che è una meraviglia, un “rutto” alla legge 189!
Se serve, se non basta la parola, bastano le immagini che prendono il prosciutto ancora vivo per le orecchie, per i posteriori fino a che come Dio comanda si rialza per riprendere la corsa.
Immagini qualificate fanno vedere come dall’alto del palo della luce penzolino prosciutti che hanno già finito la corsa. La filiera.
CALASCIBETTA
«Che minchia riprendete, che minchia riprendete? Spegni quella telecamera». Forza, ci vuole forza ma bisogna aprire gli occhi e guardare quanto accaduto nel 2009 al palio civile di Calascibetta (Enna) alla cavalla alla quale si è squarciato il torace tanto la gara era in sicurezza e tanto era certo e sicuro il percorso, lo spazio entro il quale avrebbe dovuto competere: su youtube ORRORE al Palio di Calascibetta (Enna): cavallo si squarcia il torace.
Un altro fastidioso incidente che il fato oppone allo svolgimento della tradizione che si consuma la prima settimana di settembre, consolidata e sacra. Sangue che cola sull’asfalto al palio dei berberi. Calascibetta, che minchia riprendete? Spegnete quella telecamera sulla civiltà, sul palio dei berberi. La cavalla viene portata via… Veterinari in zona? Ambulanze?
Signor prefetto, chi aveva autorizzato la corsa? Archiviato anche lo sbrego al cavallo.
Un altro video su youtube, Una città in Palio (cavallo trascinato), riprende la mitica scena di un equide che in un palio nel ragusano non si regge in piedi già alla partenza. Ma la corsa parte comunque…. e il cavallo dopo pochi metri stramazza al suolo. Da studiare con attenzione la qualità trascinatoria dell’intervento, frutto dell’alta qualità della veterinaria siciliana.
Eh oplà! Tira tira tira, che il cavallo sale sul camioncino. Un po’ alla volta, quintale dopo quintale, il saccone viene tradizionalmente Caricato con amorevole paliesca dedizione sul mezzo di soccorso.
La tradizione insegna. Notiziuola di reato o tutto regolare?
A chi compete? Chiediamo conto anche di questo. Non prima di aver visto il soccorso anche in questo filmato sempre nel ragusano: Una città in Palio (cavallo azzoppato). Tra zoppi e trascinati, c’è l’imbarazzo della tradizione.
LARINO
Si legge questo per entrare nello spirito della festa di San Pardo, a Larino (Campobasso), in cui si festeggiano i santi martiri larinesi a maggio. Dal sito www.sanpardo.it, si apprende che l’ultima domenica del mese «I carri “grandi” trainati da buoi sono i protagonisti più numerosi; in numero più limitato sono i carri “medi e piccoli” trainati rispettivamente da vitelli e pecore, abilmente domati dai larinesi più giovani. Fra quelli “piccoli” annoveriamo alcuni di dimensioni estremamente ridotti, trainati a mano da bambini, buon viatico per diventare negli anni futuri esperti carrieri e titolari di un carro “grande”, che probabilmente è già nei loro sogni. Da ricordare, inoltre, che fino agli anni ottanta come forza trainante venivano usati addirittura i cani, destinati a carri opportunamente dimensionati, abitudine questa che si è andata perdendo nel corso degli anni per “ovvie ragioni”». Ovvie ragioni. Non ovvie per buoi, vitelli e pecore ben domate.
Youtube illumina guardando San Pardo Larino. Buoi come non li vedevamo più, con uno splendido anello al naso. Si legge, mentre scorrono le immagini, che«la difficoltà di portare i carri attraverso le vie del centro storico è notevole, soprattutto durante la notte». In effetti strade strette, lastricate, l’ideale per il pascolo forzato.
S. MAURIZIO CANAVESE
Non sapevano come ravvivare la loro festa patronale e allora i commercianti si sono guardati attorno, hanno visto che pali simili in giro non ce n’erano (vedi youtube: San Maurizio – Il Palio delle Oche). Da qui l’idea splendida di far correre sei oche in rappresentanza dei sei rioni. Ne è fiero anche il sindaco. Sono orgogliosi di spiegare che le oche non sono strattonate, hanno solo una pettorina, possono correre e volare. Basta che arrivino al traguardo. Sono nate per questo, no? Per divertire e farsi urlare addosso, in fin dei conti è solo una volta l’anno, a settembre.
LACCHIARELLA
A ottobre il palio ochesco tocca nel milanese Lacchiarella. Stessa sorte: si invitano spontaneamente le oche a raggiungere il traguardo. La folla ride divertita, le oche spaventate costrette a fare il loro palio, si adeguano. Youtube: Corsa delle oche a Lacchiarella(1)…by Bighe.
CERNUSCO S/NAVIGLIO
La folla festante grida: «Dai dai, tirale un calcio, tirale un calcio»: Youtube Palio delle oche a Cernusco Sul Naviglio 12/10/2008. Le oche corrono alla metà di ottobre, e per evitare che sfuggano al controllo, si notano due lunghe corde fissate alle zampe. Mica che facciano quel che non gli spetta di diritto, magari non aver voglia di correre.
I commenti dei cittadini si commentano da sè. «Guarda come è incazzata…. è sgamata di brutto». Sullo sfondo un animale cerca di imporsi sulla volontà del conduttore.
Che bello il palio.
MIRABELLA ECLANO
Quando pensi di aver visto tutto, non hai ancora visto i buoi che trainano l’obelisco, e pure in discesa, a Mirabella Eclano a metà settembre, nell’avellinese. Mancava questo all’appello della tradizione nel terzo sabato di settembre, in onore della Madonna Addolorata.
E i buoi che dicono? Sono lì, da vedersi su youtube:Tirata del carro MIRABELLA ECLANO 19 SETTEMBRE 2009 PART5, ad esempio, oppure Tirata del carro MIRABELLA ECLANO 19 SETTEMBRE 2009 PART1. Con effetti speciali vintage il video sempre su youtube La Grande Tirata, oppure ancora 19 09 09 la grande tirata.
In tutto, a parte le corde che si diramano dalla cima dell ’obelisco in mano a chiunque a terra, adulti, bambini…. per cercare di conservare l’equilibrio della struttura, ci sono tre coppie di buoi (in passato sei) che devono trascinare alla meta un colosso da 100 quintali, alto 25 metri. Per due chilometri: passeggiatina.
FONTANAROSA
Come per Mirabella Eclano, la tirata del carro di Fontanarosa in provincia di Avellino replica il trascinamento di un obelisco il 14 agosto. Rito sovrapponibile (youtube Carro di Fontanarosa – parte 9) con tutta la sua liturgia di benedizioni e trepidanti attese popolari. Ma è tutto regolare e morisse se c’è un politico, un ordine veterinario, un ministero, un sindacato del benessere animale che dica basta alla gara di chi traina il peso più importante per santificare la festa.
In beata solitudine Enpa e Lav in testa, 100% animalisti e ora Anpana, sbandierano questi tratti di folklore degni di un Paese da palio dei silenzi.
(94 – continua)
PS ANCHE CHILIAMACISEGUA SI E’ AGGIUNTA DA TEMPO, AL CORO CHE URLA L’ABOLIZIONE DEI PALII, DELLE SAGRE, GIOSTRE, CORSE DELLA INCIVILTA’
http://www.chiliamacisegua.org/2010/07/07/basta-col-medioevo-basta-con-le-teste-poco-pensanti/
BASTA COL MEDIOEVO BASTA CON LE TESTE POCO PENSANTI
http://www.chiliamacisegua.org/2009/04/19/la-tradizione-2/
LA TRADIZIONE
http://www.chiliamacisegua.org/2010/08/22/matera-e-il-buio-dell%E2%80%99oscurantismo/
MATERA E IL BUIO DELL’OSCURANTISMO
CONTRO IL PALIO DEGLI ASINI A TORREVECCHIA IN PROVINCIA DI PAVIA
http://www.chiliamacisegua.org/2009/09/08/orrore-al-palio-di-calascibetta-enna/
ORRORE AL PALIO DI SCIBETTA
NOTA
LA PRIMA PUNTATA DEL GIOCO DELL’OCA QUI
http://www.chiliamacisegua.org/2011/07/02/la-padania-3-luglio-tamavo-pio-bove-asino-chi-legge/
LA PADANIA 3 LUGLIO T’AMAVO PIO BOVE ASINO CHI LEGGE
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LA PADANIA 3 LUGLIO T’AMAVO PIO BOVE ASINO CHI LEGGE
2 luglio 2011 -
LA PADANIA 3 LUGLIO T’AMAVO PIO BOVE ASINO CHI LEGGE
Finalmente!
Inizia il primo sistematico viaggio giornalistico nei palii di cui nessuno parla, un viaggio nelle corse barbare in nome della tradizione.(sic!)
Primo resoconto sugli asini felici di farsi trascinare, sui buoi ancora più felici che corrono più veloci dei cavalli trainando carri, circondati da ali festanti di cavalieri muniti di bastoni appuntiti.
Qualche bovino stramazza al suolo, esausto di gioia, felice di rendere sacrificio alla tradizione dei palii, dei carresi, delle feste “benedette”, sulle quali nessuno aveva ancora osato alzare il velo di un’inchiesta.
Ma rompe il silenzio, come sempre d’abitudine ormai, la Padania, offrendoci un tormentone estivo.
Ecco la prima puntata del sagace quanto atteso “Gioco dell’oca” versione brubru ,”giocato” da Stefania Piazzo, che ci accompagna nelle sagre (in)civili delle regioni (in)civili.
Puglia, Umbria, Campania, Sardegna, Molise , Sicilia come primo assaggio di rispetto della legge della costumanza.
Ci mancava questo tassello, alternativo alla legge 189. Ora la lacuna è colmata.
Ministero della Salute, Direzione generale, Task Force, Nas, che ne pensano, si interroga la Piazzo, assieme a Chiliamacisegua e a tutte le persone che si battono per l’affermazione del rispetto della vita?
Ecco allora su la Padania tutti i riferimenti per “divertirsi” su youtube e assaporare il delirio della folla, l’esaltazione del..popolo bue.
Ancora una volta, grazie Piazzo.
Buona lettura e come sempre, buona indignazione.
Chiliamacisegua
VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE……………..
T’AMAVO PIO BOVE ASINO CHI LEGGE
“ Questa volta bisogna armarsi anche di youtube. E allora se le parole non bastano, armiamoci di computer e di questo benedetto youtube e guardiamo le stringhe che riportiamo in pagina.
L’adrenalina salirà, l’eccitazione della corsa farà il resto, l’euforia per la competizione degli zoccoli che sfidano la loro stessa natura faranno il resto.
Che momenti! Ancora, ancora, ne vogliamo ancora.
Se affondi gli occhi nelle corse degli asini, dei maiali, dei buoi, dei palmipedi, di tutta la specie più o meno divertente per ammazzare la noia e rinverdire l’identità, secondo il gusto della tradizione che usa la vita degli animali, sovvertendo le loro caratteristiche etologiche, in nome della superiorità dei diritti dell’uomo di forzare la natura, allora c’è da augurarsi che gli animali siano meno civili di quanto già siano, e provino un po’ ad essere barbari.
Perché, come acutamente scriveva Nietzsche, «solo i barbari sanno difendersi».
Ma barbari, non sono. Proveremo ad esserlo allora noi, barbari, per difendere chi da solo non ce la fa.
Iniziamo così, nel nostro ruolo di barbari difensori di una civiltà senza cittadinanza.
CHIEUTI
Guarda come corrono i buoi. Che belli. Sbavano, sfiniti, zoccolo su zoccolo, al trotto, al galoppo. Gli occhi allucinati di chi non sa più perché sia al mondo, e se merita di esserci, nel mondo di Chieuti, provincia di Foggia, ogni 22 aprile.
Se non ci credi, guarda:
http://www.geapress.org/corse-palii-giostre/buoi-da-corsa-succede-in-molise-video/14628
ma anche “Corsa buoi 2007 Chieuti(FG) – APRI GLI OCCHI”, su youtube.
Che accade? Nel primo filmato… che dire, un bue stramazza al suolo, forse collassato. Forse chissà, magari nella vita è nato per fare altro.
Li pungono, i miti buoi, con bastoni appuntiti, accerchiati da cavalieri che fanno da ala al carro che loro, buoi predestinati, devono trascinare sino al traguardo, pungolati per non perdere il ritmo. Olè. Non si sa mai si ribellino, e mandino mitemente a quel paese i loro cavalieri, fermandosi e chiedendosi quale follia umana possa obbligarli a divertire un paese, una comunità.
Si chiedono quale tradizione abbia il diritto di usarli così in nome di una storia che aizza la corsa. Si chiedono quale sindaco, quale prefetto, quale carabiniere, nonostante il divieto eventuale dell’asl, conceda ancora che lì come altrove i buoi debbano uscire dalla stalla per far ridere, divertire, scommettere.
Altro che “mite un sentimento, di vigore e di pace al cor m’infondi, o che solenne come un monumento Tu guardi i campi liberi e fecondi”.
Il monumento all’umiliazione dell’umanità e della animalità si erge su tutto.
Anche se non tutti sono d’accordo, anzi.
Ancora su youtube, un filmato di poche immagini fa scorrere questa angusta scritta. Angusta per la legge che decreta il rispetto degli esseri senzienti e dell’etologia degli animali: “I nostri buoi dopo aver finito la loro felice carriera come “buoi da corsa”, terminano i loro giorni al pascolo”.
Certo, la felicità che esprimono nella corsa è così evidente
che non paghi ricomincerebbero.
Che fortuna nascere bue a Chieuti se guardi “VIVA LA CORSA DEI BUOI-CHIEUTI (FG)”.PORTOCANNONE
Altra corsa, altro regalo. Si va a Portocannone (Campobasso), vedi “Corsa dei Carri – Portocannone, 5 giugno 2006… by Daniela”, in onore della Madonna di Costantinopoli, s’intende… che non vede l’ora di godersi lo spettacolo dei buoi lanciati dall’alto. “In paese – si legge – i cuori palpitano e sperano che il primo ad arrivare sia il carro armato. Il carro dei giovani entra trionfante, la gente è in delirio». E va beh.
S. MARTINO PENSILIS
Il Molise fa scuola. Anche a San Martino in Pensilis in provincia di Campobasso è un altro delirio di…. folla ogni 30 aprile, come attesta su youtube “CORSA DEI CARRI 2011 – IL CAMBIO”. Oppure “Carrese 2011”.
Buoi che corrono su una specie di biga, altri che si liberano dal carro e si scagliano sugli uomini, altri ancora che riprendono la corsa sull’asfalto mentre piove a dirotto accompagnati da cavalieri “armati” di lunghe lance. Una grazia per gli occhi, un fior fiore di benessere animale. C’è infine la concitazione per un incidente, l’arrivo dell’ambulanza. La corsa di un cavallo fuori controllo sulla strada.
Studiare, studiare bene la tradizione.
URURI
E Ururi? Il 3 maggio in questo Comune, un’altra volta in provincia di
Campobasso, corrono ancora i buoi. E si legge: «Tutta la comunità è coinvolta in questa manifestazione, nessuno si sente escluso è la festa per eccellenza, il momento straordinario che evoca ricordi ed emozioni. Il giorno della corsa dei carri tutti possono avvertire un’atmosfera particolare quasi irreale, in cui parole e gesti sono cariche di emotività e di tensione. C’è una spontanea predisposizione a liberarsi dei condizionamenti quotidiani, a lasciarsi prendere dall’impeto naturale che trasmette la potenza dei buoi lanciati in corsa da decine di cavalieri che li circondano, li incitano ad andare sempre più veloci.
Il rumore dei carri, le grida dei cavalieri che si mescolano con le invocazioni, i pianti, l’euforia, l’esaltazione della gente che partecipa in maniera viscerale agli intensi minuti in cui si consuma la corsa sembrano quasi rapirti, cancellano l’indifferenza dello spettatore, lo coinvolgono interamente.
È la dimensione naturale della vita che esplode nella sua dimensione più potente è nella corsa dei carri va oltre il puro spettacolo, diventando rappresentazione storica e simbolica». Insomma, una catarsi collettiva.
Vedi su youtube “carrese
di ururi 2008”, ad esempio, oppure “Ururi La Carrese 2008”, con una trepidante attesa mentre i carri irrompono nel centro del paese, annunciati dalla gazzella dei carabinieri a sirene spiegate.
Oppure mentre si rincorrono e sorpassano sprezzanti in strade aperte di campagna. La storia, la tradizione, l’identità.
Vedere e riflettere.
Una volta i buoi trainavano l’aratro. Ora devono riscattare questo sorpasso della tecnologia e sorpassare i propri simili per essere felici e fare felice la tradizione.
È naturale, no? Se il trattore li ha sgominati sul campo, almeno siano utili per altro.
CAMPOSANO
Come a Camposano (Napoli), palio del Casale questa volta con gli asini che non vedono l’ora che arrivi maggio per correre. Felici anche loro come i buoi. Come documenta un altro illuminante filmato postato su youtube, “PALIO DEL CASALE.wmv”.
Bello, proprio bello. Vieni qui asino che decido che fare di te.
E più ci riesco più sono bravo. Che momenti, che gioia.
Asino chi manca.
ALVIANO
Ma più tradizionale e identitario per l’asino è il palio di Alviano (Terni)
(guardarsi sempre su youtube “Alviano – Palio degli Asini 2010”). Tirati, strattonati, trascinati per il morso dove vuole il conduttore, che piaccia o non piaccia.
E come si divertono, gli asini. E anche gli umbri ternani.
Bello anche questo. La civiltà tirata per la corda.
Asino chi legge il contrario, ovviamente.
CAMPOBELLO
E altrove? Cambiamo genere, andiamo sul tradizionale, siamo a cavallo. Andiamo a Campobello di Licata, in provincia di Agrigento.
A fine giugno si corre in onore del santo patrono S. Giovanni Battista. In contrada Gessi si svolge il “Trofeo equestre”.
Ma toh, ma va là, sono così controllati i cavalli che dal benessere per aver divertito una femmina, alla fine delle prove di abilità, cade stremata.
Un malore.
Ma toh, ma va là, era gravida.
SUPERSANO
Dal 1° al 5 luglio invece a Supersano (Lecce), ci si divertirebbe un mondo a far trainare ai cavalli dei carretti stracolmi di pietre e sassi per ricordare la Madonna di Coelimanna.
Il percorso? Dicono montagne russe, e a ogni giro, giù con altri sassi, così vediamo chi resiste di più.
Il benessere della tradizione, signor prefetto.
Il benessere della stoica resistenza, cara asl, mentre si aiuterebbe chi eventualmente cade a tirarsi su in modo rigoroso e pungente.
ORISTANO
Polemiche a non finire per la Sartiglia di Oristano (si corre l’ultima domenica e il martedì di carnevale), in cui nell’ultima edizione ai primi di marzo, un cavallo è stato vittima di un classico incidente.
E una spettatrice, per destino, è stata colpita dalla ferratura di un cavallo.
Classica anche la ferrura, pare. Vuoi mettere gli altri però come si sono divertiti.
Ma le evoluzioni, le piramidi mascherate dei cavalieri con i cavalli che corrono appaiati, è tradizione. È identità correre il rischio di fare acrobazie in corsa, a rischio e pericolo di uomini e cavalli.
Ma è la tradizione. Se il cavallo si spacca è incidente. E se cade l’acrobata?
Guardiamoci youtube, “Sartiglia di Oristano: acrobazie dei cavalieri alle pariglie”, oppure se non cade “06-03-2011 Sartiglia 2011 – Le pariglie – Spettacolare Piramide!!!”.
Finché dura. Ma che spettacolo, che abilità.
ARDIA
Andiamo poi alla corsa dell’Ardia, ancora in Sardegna. Dopo l’ordinanza Martini, meno cavalli…. ma andiamo a curiosare quel che si consentiva prima: digitate “Sardegna S’ Ardia spettaccolare corsa di cavalli”, youtube documenta la civiltà di una gara tra muri a secco, fondi polverosi, assenza di protezioni, folla attorno.
Fucili che sparano a salve a ripetizione. Un vanto in pendenza, un vanto accidentato, irto, ma un vanto.
E se non basta l’ordinanza Martini per dare la certezza che il rischio non giustifichi la corsa, c’è la tradizione, la difesa della consuetudine che non teme di violare la legge, che non si interroga sull’esistenza della 189 che dal 2004 e degli articoli 544 bis e 544 ter e 544 quater, laddove si punisce “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale”, o “chiunque organizza o promuove spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie o strazio per gli animali”.
Ma è chiaro che nelle corse dei buoi o degli equidi o degli asini, non c’è strazio, e se la lesione c’è, la necessità è la tradizione.
Dove sta il problema? (1-segue)
s.piazzo@lapadania.net
(93 – continua)
03 luglio
*NOVANTATREESIMA PUNTATA
*T’AMAVO PIO BOVE ASINO CHI LEGGE
PALII E CARRI, TRADIZIONE CHE TRAVOLGE. MINISTERO CHE NE PENSI?
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LA PADANIA 19 GIUGNO MESSERI, VALUTATE BENE
18 giugno 2011 -
LA PADANIA 19 GIUGNO MESSERI, VALUTATE BENE
Foligno, Quintana. Pensavate fosse finita qua? Neanche per idea.
E allora leggete quello che in esclusiva pesca Stefania Piazzo mentre l’ebbrezza della corsa mette a tacere le polemiche e assopisce la voglia d’inchiesta di altra stampa… e di qualcuno che prova a censurare quella che non tace…
Sì, figurati…!!! Qualcuno piuttosto si farebbe infilzare pur di non tacere.
Dice il verbale della Commissione di Vigilanza della Prefettura nel settembre 2010: “Verificato il rispetto dei requisiti tecnici e delle condizioni essenziali finalizzate alla tutela dell’incolumità pubblica e del benessere degli animali… ritiene la documentazione idonea”.
Dice il verbale della stessa Commissione il 15 giugno scorso, l’indomani della tragica e atroce morte del cavallo squartato dal paletto che gli si è conficcato nel ventre mentre era idoneamente in corsa su idoneo tracciato e idonei paletti: “…effettuata una modifica alle paline che delimitano la pista….”
Ah ecco, ecco: “verificato il rispetto dei requisiti tecnici e delle condizioni essenziali finalizzate alla tutela dell’incolumità pubblica e del benessere degli animali… ritiene la documentazione idonea”.
Ma certo: l’idoneità è presente se per fortuna non succede nulla, chiosa acutamente la giornalista.
Messeri, allora tutto a posto? Crediamo che il ministero della Salute, si interroga l’inchiesta, possa stare con le mani in mano senza provvedere ad aver chiesto, nel frattempo, a quali condizioni valesse la pena correre dopo quanto è accaduto?
Domanda centrata e centrale. In attesa di un riscontro.
Foligno, di certo, non è più la stessa. Contestazioni e, soprattutto, il risveglio di una coscienza di civiltà che non passa per le sfilate ma per il rispetto del cavallo.
“Chi di spada ferisce, di spada perisce”, è la nemesi della storia, chiude Stefania.
Buona lettura e come sempre buona indignazione
Chiliamacisegua
ANTEPRIMA
“La Quintana di Foligno, che lo si voglia o no, non è più la stessa. Bandierina o non bandierina anti-infortunistica. Occhi più critici non solo la sorvegliano, ma questa volta la potrebbero mettere più in discussione, valutandone tutte le idoneità possibili. E questo non ci fa escludere che chi ha vigilato possa aver valutato necessario approfondire…
Il ministero della Salute può stare con le mani in mano e lasciar correre? Pare più che plausibile e auspicabile un interessamento e un invito a valutare più a fondo i fatti. Ma, soprattutto, a chiedere di verificare meglio la compatibilità tra percorso e sicurezza. E, da qui, chiedersi quando valga la pena correre…”
…………..
Oggi, il cavallo, continua ad essere una macchina da guerra, oggetto di attenzioni. L’emancipazione a soggetto d’attenzioni è di là da venire.
La Lav e l’Enpa in questi giorni hanno sollevato la vera questione di fondo, ovvero che morire per sbrego del fianco «non rappresenta un incidente ma un fatto prevedibile ed evitabile» oltre al fatto che, quel cavallo, strepitosamente oggetto appunto di attenzioni, è stato «sacrificato in nome di una malintesa tradizione e di un discutibile divertimento».
……………
(91-continua)
NOVANTUNESIMA PUNTATA
MESSERI, VALUTATE BENE
E se avessero scritto alla Quintana: Siete sicuri…?
Dal verbale 2010 della Commissione di vigilanza in Prefettura: «Documentazione idonea». Dal verbale 2011 dopo la morte del cavallo e gli “aggiustamenti”:«Documentazione idonea»
MARTINI: LA CAMPAGNA CONTRO GLI ABBANDONI
Il sottosegretario Francesca Martini ha presentato la campagna del Ministero della Salute contro gli abbandoni
QUINTANA ANCHE QUI
LA PADANIA 12 GIUGNO TOH, ANCORA L’IRA DI ZEUS SU FOLIGNO
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Marine di Salve:ennesimo esempio di indifferenza pugliese verso i suoi randagi. Aggiornamento
15 giugno 2011 -
Chiliamacisegua occupatasi decine di volte della Puglia indifferente nei confronti degli animali, inoltra questa mail pervenuta che ancora oggi 15 giugno 2011, sottolinea quanto questo territorio volti la faccia dall’altra parte pur di non affrontare il fenomeno randagismo, in spregio alle legge 281/1991 e al rispetto che si deve alla vita.
Quando la Puglia si deciderà ad applicarla questa legge che tutela i randagi, quando si risveglierà dal torpore e dalla inciviltà, avrà lasciato sul campo centinaia di vittime innocenti morte a causa proprio della indifferenza mostrata senza vergognarsi nemmeno un pò.
Chiliamacisegua
Nota
Qualche link di riferimento Puglia e Chiliamacisegua in allegato
MAIL RICEVUTA ED INOLTRATA
A
info@lacoscienzadeglianimali.it;
assessore.romano@comune.salve.le.it ;
assessore.carrozzo@comune.salve.le.it ;
poliziamunicipale@comune.salve.le.it ;
aptlecce@viaggiareinpuglia.it ;
segreteria.presidente@regione.puglia.it ;
quiregione@regione.puglia.it ;
segreteria.martini@sanita.it ;
ladenuncia@quotidianodipuglia.it;
redazione@iltaccoditalia.info;
redazione@giornaledipuglia.com;
From:L G
Sent: Wednesday, June 15,2011
Subject: marine di Salve – situazione cani
Di ritorno da un soggiorno di una settimana a Marina di Pescoluse, Comune di Salve (Lecce), scrivo per manifestare tutta la mia indignazione.
“Degrado” è il termine che meglio descrive la situazione che vi ho trovato. Sporcizia, rifiuti, materassi e copertoni sparsi nei rari quadrati di verde rimasti tra le case più o meno costruite.
E, soprattutto, un numero inaccettabile di cani randagi per la strada. Veri e propri branchi, completamente abbandonati a sé stessi e al buon cuore di chi decide di portare loro un po’ d’acqua e di cibo.
Una situazione insopportabile sia per chi, come me, i cani li ama molto, sia per chi non li ama affatto o ne ha addirittura paura.
Una situazione a mio parere molto pericolosa, prima di tutto per la circolazione stradale, e poi perché, pur essendo fortunatamente tutti animali non aggressivi, potrebbe comunque verificarsi un incidente, magari a qualche persona non abituata a interagire correttamente con i cani o a qualche persona che tenti di portare a spasso il suo, di cane. Non ho potuto fare a meno di prendere a cuore la situazione di una cagnolina, particolarmente sofferente. La ho portata da un veterinario, che mi ha indirizzato ad una volontaria della zona.
Questa signora in meno di 12 ore ha preso la cagnetta e la ha portata all’ASL, dove è stata sterilizzata. E si è impegnata per fare altrettanto con le altre femmine del branco, molto probabilmente gravide.
Mi chiedo perché tale interessamento non sia venuto da qualcuno del posto. Forse credono che le prossime cucciolate di randagi potranno meglio attrarre i turisti nelle stagioni a venire?
Oppure non sono sufficientemente informati sul fatto che la sterilizzazione è l’unico modo efficace per risolvere il problema e che per fortuna esistono persone preparate e disponibilissime ad aiutare in questo senso?
Oltre a tutto ciò faccio presente che io e la mia famiglia, che abbiamo portato in vacanza con noi le nostre due cagnoline, non abbiamo trovato nemmeno una spiaggia dove fossero ammesse, nemmeno al guinzaglio.
Quindi per assurdo noi avremmo rischiato una bella multa portandoci al mare le nostre cagnoline, legate, vaccinate, microchippate e sterilizzate, mentre sulla stessa spiaggia si vedevano circolare i cani che l’amministrazione locale non sa o non vuole gestire. Proprio i Comuni che vivono così pesantemente il problema del randagismo non dovrebbero per primi promuovere iniziative volte a disincentivare gli abbandoni e ad educare la popolazione? Per esempio riservando un tratto di spiaggia anche a chi il cane sceglie di portarselo in vacanza?
Ovviamente noi non torneremo a vedere il vostro bel mare e lo sconsiglieremo decisamente a chiunque ci chiederà un’opinione.
*L G (Bergamo)
*LETTERA FIRMATA
LA RISPOSTA DI RAFFAELA VERGINE COMPRESA NEI DESTINATARI
Sono una cittadina Salvese nonché presidente dell’ass ZampaLibera ass. del territorio e iscritta all’ass. Chiliamacisegua.
Ho avuto il piacere di conoscere Laura, perché come è di consuetudine, d’innanzi allo sconcerto , le perone vengono indirizzate alla sottoscritta. Mi sono mortificata e vergognata per quello che anche quest’anno offriremo del Salento. Sì perchè questa è l’altra faccia del Salento, quella che per quasi 20 anni ha disinteressato totalmente istituzioni, uomini politici, uomini di cultura.
Al mio sindaco voglio solo dire che non deve dispiacersi per queste considerazioni, commenti dei turisti perché non sono né le prime , né saranno le ultime. Questa fotografia scattata ,della marina di Salve sicuramente non piace ma è una foto, che ha impressionato la cruda realtà.
L’associazione ha tamponato negli anni per non arrivare al disastro o alla tragedia , ma non deve sostituirsi alle competenti istituzioni.
Per informazione rendo noto che Salve facente parte dell’Unione dei Comuni “Terra di Leuca” ha per statuto anche il compito di gestire e risolvere il fenomeno randagismo come quello dell spazzatura credo dal 2003 o prima
In quell’anno la giunta ha approvato un Regolamento per la tutela degli animali, che nessuno dei 7 sindaci conosce e che rimane lettera morta.
Regolamento comunale equivale a legge da rispettare?
Nel 2006 L’unione Dei Comuni ha ricevuto un Finanziamento da parte del Min. della Salute per il Progetto ARGO-RETE, da me stessa elaborato, fissando chiari e precisi obiettivi a breve , medio e lungo termine con indicazioni, in calce per la costruzione di un centro servizio cinofilo.
Dic 2009 la Regione Puglia cofinanzia il progetto.
A tutt’oggi ancora non siamo arrivati ad una delibera definitiva.
Il segretario e il sindaco di Salve hanno affermato, nell’ultimo incontro, di appena 3 gg fa, che si impegneranno seguire la procedura per la realizzazione del progetto.
Ma non è tanto la struttura mancante che causa il persistere e l’aggravarsi del problema del randagismo, quanto una serie di inadempienze e di iniziative di prevenzione , di attuazione e rispetto delle norme.
L’anagrafe canina non viene pubblicizzata né attuata come prevede la legge.
Non ci si interessa né se i cani sono microchippati, né se sono iscritti all’anagrafe.
Questo ovviamente favorisce e consente gli abbandoni o la chiusura nel canile prigione convenzionato, anche di cani di proprietà, caricandone la spesa sulla comunità.
Questo rende possibile la detenzione di cani in condizioni aborrevoli
Questo impedisce la presa di coscienza e l’assunzione di responsabilità di chi si prende un cane in casa.
Il Piano di sterilizzazione fortemente voluto e progettato dalla sottoscritta ,il progetto SMAC , quale sottoprogetto di ARGO-RETE, è stato dopo forte insistenza attuato ma poi non più sostenuto.
Eppure la somma rispetto a quello che si spende per il canile è stata veramente irrisoria: € 7500 per circa 120 cani sterilizzati.
Quanto ha risparmiato ogni comune dell’unione, per cani randagi o vaganti non scaricati nel canile che a volte la gente, ed è anche comprensibile, non tollera, perché non nati ? (Una cagna ogni 6 mesi partorisce in media 8 cani, in 2 anni la discendenza della 1° cagna conterà 1247 cani)
Ma nessuno sindaco dell’Unione ha mai richiesto di conoscere i risultati ottenuti e valutare la convenienza o meno del progetto.
Nessuno dei sindaci si chiede quanti cani suoi sono rinchiusi in canile, quanti cani le associazioni sono riuscite a liberare dalla prigionia e a dare in adozione.
Nessuno dei sindaci ,nonostante relazioni presentate e numeri forniti si sono presi il fastidio di pensare alla sterilizzazione come unico mezzo per “eradicare il randagismo”.
A tutt’oggi ancora la questione cani e animali in generale, è una questione che deve essere messa ai margini di ogni dibattito politico, anzi meglio ignorata.
Quale ne sia il motivo va ricercato in una cultura umanista affermatasi che non riesce a volgere lo sguardo oltre e non si rende conto che ormai siamo in un’era post-umanista . Ma questo è un altro capitolo.
Non più tardi dell’altra sera durante un corso di informazione per associazioni, presso il CSVS di Lecce, un volontario di una associazione avente come target gli esseri umani , riteneva le associazioni animaliste non aventi finalità sociali e per tale motivo non possono essere incluse nell’albo regionale delle associazioni……….
Personalmente votata al cambiamento, un auspicio ….che il cambiamento inglobi sempre più persone e a più livelli.
Raffaela Vergine
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