INDIGNATAMENTE
4 gennaio 2012 -
Chiliamacisegua riceve questa accorata segnalazione e supporta la pressante richiesta di intervento. Mentre si domanda, basita, se le Istituzioni hanno finito di festeggiare il Santo Natale,
oppure se la prendono comoda, come sempre e stanno pensando già ai divertimenti del Carnevale!
Noi cittadini pretendiamo risposte, non indifferenza.
Due anni fa Chiliamacisegua è intervenuta per una situazione analoga e si è fatta carico della cura della maggior parte dei cuccioli di Sessa, che fortunatamente ora, sono stati
felicemente adottati, manlevando l’ Amministrazione dal suo precipuo compito.
http://www.chiliamacisegua.org/2010/01/25/chiliamalicura-cani-di-sessa-aurunca/
Chiliamalicura: cani di Sessa Aurunca
Chiliamacisegua non dimentica che molti dei cuccioli sono stati salvati per… un pelo: 116 cani tra cuccioli e adulti vivevano ai limiti della sopravvivenza, in box fatiscenti.
La relazione del veterinario di fiducia di Chiliamacisegua, descriveva parassiti di ogni genere: Ascaridi, Tegna, Trituris Vulpis e Coccidi.
Alcuni cani presentavano una vistosa dermatite forforosa in estensione riferibile a rogna demodettica.
E tutto questo, tra la generale abulia e ignavia di ogni uomo degno di considerarsi tale.
Era il 16 gennaio del 2009 quando la Asl, finalmente, intervenne per portare in salvo quelle creature.
Nel 2009 Chiliamacisegua chiese alle autorità competenti di tenere sotto controllo l’operato della Sig.ra L.C.,per impedirle di raccattare cani come roba, come cose, ma nulla è stato
fatto per proibire il sequel dell’orrore, se il 21 dicembre 2011 si è ripetuta la stessa orrida scena, lo stesso orribile copione.
Forse che Lorsignori aspettano nuove vittime per sgravarsi l’animo?
Chiliamacisegua che si fa portavoce dei cittadini e dei volontari che si sgolano per chiedere l’applicazione delle Leggi a tutela animali, non smetterà mai di richiamare al senso del rispetto
per la vita chi è deputato a farlo!
E al senso del dovere!
Indignatamente!
Chiliamacisegua
Sostieni Chiliamacisegua a continuare le sue battaglie di civiltà. Offri il tuo contributo, qualsiasi esso sia. Grazie. Tesseramento e donazioni http://www.chiliamacisegua.org/chisiamo/tesseramento-e-donazioni/
MAIL RICEVUTA
Alla cortese attenzione del presidente di Chiliamacisegua Signora Corinna Andreatta
Oggetto: CANILE ABUSIVO DI SESSA AURUNCA
Gentile Presidente,
La informo che, fino ad oggi non si è fatto nulla per il canile abusivo della Sig.ra L.C. e, i cani rimangono nello schifo più assoluto ed i cuccioli continuano a morire.
Come mai il Comune di Sessa Aurunca non interviene?
Perchè è così lunga la procedura di sequestro?
Si potrebbe intanto, sotto la Sua direzione, organizzare con i volontari un aiuto per sfamare i cani?
La prego di intervenire al più presto.
Saluti
Davide
Video Striscia la Notizia
ANIMALI SOFFERENTI LASCIATI LANGUIRE UNA VERGOGNA INTOLLERABILE
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?14207
Nota Sottoscrivete la battaglia email di Chiliamacisegua, per fare diventare la protesta un coro di indignazione, inviando alla mailing riportata nel testo la vostra voce. Grazie
ALLA CORTESE ATTENZIONE DI
Dott. LUIGI TOMMASINO
Sindaco di Sessa Aurunca
sindaco@comune.sessaaurunca.ce.it;
tribunale.santamariacapuavetere@giustizia.it;
presidente.caldoro@regione.campania.it;
seg.presidente@regione.campania.it;
p.sarnelli@regione.campania.it;
gab.quest.ce@pecps.poliziadistato.it;
seg.presidente@regione.campania.it;
segretariogenerale@provincia.caserta.it;
direzionegenerale@pec.aslcaserta.it;
zinzi.domenico@pec.terradilavorocst.it;
direttoregenerale@provincia.caserta.it;
segreteriagenerale@provincia.caserta.it;
aniellodesarno@provincia.caserta.it;
emiliatarantino@provincia.caserta.it;
paolomadonna@provincia.caserta.it;
angela.buonpane@provincia.caserta.it;
paolodefelice@provincia.caserta.it;
paolodefelice@provincia.caserta.it;
dip.prevenzione@aslcaserta2.it;
info@lacoscienzadeglianimali.it;
segreteria_napoli@repubblica.it;
LEGGI TUTTO...
Pellestrina,sconcertante, palese inciviltà!
29 dicembre 2011 -
Chiliamacisegua riceve questa segnalazione e rimarca la sconcertante, palese inciviltà, dimostrata dalle istituzioni locali nei confronti di povere creature lasciate a morire tra l’indifferenza generale di chi invece avrebbe il dovere civico se non umano, che la pietà pare oggi sia morta e sepolta, di provvedere alla loro tutela.Chiliamacisegua supporta con veemenza la richiesta di provvedimenti urgenti, immediati a difesa dei cani congelati, bagnati, maltrattati persino dal buonsenso e chiede l’immediata applicazione della Legge 20 luglio 2004, n.189 ,http://www.camera.it/parlam/leggi/04189l.htm, ricordando:
Art. 544-bis. – (Uccisione di animali). – Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi.
Art. 544-ter. – (Maltrattamento di animali). – Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro.
La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi.
La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale.
Chiliamacisegua confida nel senso di ravvedimento, altresì si riserva qualsiasi azione utile alla tutela degli animali, abbandonati persino dal buonsenso.
Chiliamacisegua
Sostieni Chiliamacisegua a continuare le sue battaglie di civiltà. Offri il tuo contributo, qualsiasi esso sia. Grazie.
Tesseramento e donazioni
http://www.chiliamacisegua.org/chisiamo/tesseramento-e-donazioni/
MAIL RICEVUTA
Al Presidente di Chiliamacisegua, Signora Corinna Andreatta
Buongiorno,
volevo chiedere il vostro aiuto per il caso di Pellestrina di cui avete già ricevuto la documentazione per contestare la decisione delle USL Veterinarie di Venezia e Chioggia, in quanto dal sopralluogo effettuato dai veterinari è risultato che è tutto a posto e che i cani stanno bene così.
Ora la normativa nazionale, regionale e comunale vieta la detenzione dei cani per più di un certo numero di ore al giorno in strutture piccole, nel senso per esempio che un cane non può stare in un box tutto il giorno, ma deve essere liberato dopo 8 ore per consentirgli adeguata possibilità di esercizio psico-fisico e l’espletamento dei bisogni fisiologici. Questo a Chioggia-Pellestrina non avviene mai.
Inoltre c’è un box di lamiera chiuso dove ci sono perennemente due cani in mezzo agli escrementi, oltre agli altri 7 cani sulle palafitte.
Queste situazioni io le ho viste e testimoniato due volte davanti ai vigili: oltre a me, hanno testimoniato almeno altre 4 persone.
Non vogliono capire che questa situazione è palesemente contro la legge e nonostante i miei quattordici esposti e la diffusione su stampa e tv, Comune, Provincia, Usl e Carabinieri non fanno niente.
Purtroppo i Vigili hanno inviato alla Procura della Repubblica la richiesta di archiviazione del caso, per cui, finchè non verrà adottata una ordinanza contro la guardiania degli animali sulle palafitte, i cani non potranno essere sequestrati.
Quindi se c’è la volontà si adotta l’ordinanza subito (visto che sono anni che perdura questa barbara usanza e come si è visto sono più che sufficienti dei lucchetti per impedire i furti delle reti da pesca) ed inoltre si può concedere intanto l’affidamento in via amichevole per l’adozione ai volontari nostri simpatizzanti che si sono offerti (compreso il cane che è stato portato a San Giuliano per accertamenti perché era più denutrito e malconcio degli altri).
L’assessore di Venezia e la Presidente della Provincia non vogliono concedermi nemmeno un appuntamento telefonico.
Attendo cortese riscontro e ringrazio per la disponibilità.
Padova, 29.12.2011
Partecipate alla Battaglia Email per i poveri cani di Pellestrina, sottoscrivete, inviate la vostra protesta alla mailing di seguito, divulgate, fate crescere la marea dell’indignazione. Grazie
Chiliamacisegua
ALLA CORTESE ATTENZIONE di
assessore.bettin@comune.venezia.it;
gianfranco.bettin@comune.venezia.it;
dario.gallotti@comune.venezia.it;
andrea.costantini@comune.venezia.it;
autoritaportuale.venezia@legalmail.it;
ccpdnascdo@carabinieri.it;
sicurezza.polizialocale@regione.veneto.it;
giorgio.vigo@regione.veneto.it;
urp@provincia.venezia.it;
protocollo@provincia.venezia.it;
silvia.vianello@chioggia.org;
sindaco@chioggia.org;
vigili.urbani@chioggia.org;
urp@minambiente.it;
stve546430@carabinieri.it;
procura.venezia@giustizia.it;
presidente.lidopellestrina@comune.venezia.it;
sindaco@comune.venezia.it;
gab.quest.ve@pecps.poliziadistato.it;
protocollo.ulss12@pecveneto.it;
presidenza@fnovi.it ;
relazioni.esterne@fnovi.it ;
ufficiostampa@fnovi.it;
enpav@enpav.it;
info@lacoscienzadeglianimali.it;
LEGGI TUTTO... Ci sono 5 commenti: leggi...
LA PADANIA 11 DICEMBRE A CHI DÀ RAGIONE L’ANAGRAFE?
10 dicembre 2011 -
Svolta possibile nelle indagini su Green Hill?
Di certo la notizia che la Padania dà in esclusiva con i dati dell’Anagrafe canina regionale lombarda al 1° ottobre 2011 riapre lo scenario delle domande.
Per l’ennesima volta.
Che cosa illustra l’inchiesta?
L’Anagrafe riporta 3.888 cani vivi e 1.858 deceduti.
Che cosa ha riscontrato la Polizia locale assieme alle Guardie dell’Oipa nella perquisizione del 30 settembre 2011, il giorno prima? 2.484 cani presenti, di cui 454 non registrati in anagrafe, quindi 2.030 cani presenti “sulla carta”, gli altri non ancora.
L’Anagrafe dà ragione agli atti in Procura.
Le autorità sanitarie nei giorni scorsi avevano offerto delle precisazioni, ricorda la giornalista Stefania Piazzo.
Il Ministero della Salute nella nota della Direzione generale della sanità animale aveva scritto una nota di precisazione proprio a la Padania (pubblicata il 4 dicembre scorso) in cui circa la corrispondenza tra animali presenti e loro identificazione, affermava che “il veterinario aziendale inserisce i codici di identificazione individuale nell’Anagrafe canina della Regione Lombardia e, dalle prime verifiche effettuate, detti codici sono registrati nella stessa”. Ovvero, tanti cani nati, tanti identificati e messi in Anagrafe.
Ma così non risulta dall’Anagrafe il 1° ottobre.
Cosa è stato dunque verificato?
Anche l’Asl precisa, il 6 dicembre scorso, spiegando che “in particolare nel periodo dal 5 agosto 2011 al 30 settembre 2011 (la data della perquisizione) risultano registrati 403 cani. le stampe delle registrazioni sono state visionate e comprovano l’avvenuto inserimento in anagrafe regionale. Non risultano pertanto riscontrate violazioni”.
Ma i dati dicono l’opposto. O l’Anagrafe sbaglia o qualcuno ha sabotato l’aggiornamento oppure qualcosa ancora non torna.
Insomma, a chi dà ragione l’Anagrafe?
Intanto si attendono lumi ministeriali sui cani non microchippati movimentati in Italia.
La deroga chi l’ha autorizzata? L’Asl di sua sponte o forte di un pronunciamento ministeriale?
E i registri di carico e scarico chi li deve vidimare? Il sindaco, come prevede la legge 116, o l’Asl?
A chi darà ragione la Procura?
Buona lettura e buona indignazione
Chiliamacisegua
Sostieni Chiliamacisegua a continuare le sue battaglie di civiltà. Offri il tuo contributo, qualsiasi esso sia. Grazie.
Tesseramento e donazioni
http://www.chiliamacisegua.org/chisiamo/tesseramento-e-donazioni/
LA PADANIA 11 DICEMBRE
VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE A CURA DI STEFANIA PIAZZO
CENTOQUINDICESIMA PUNTATA
A CHI DÀ RAGIONE L’ANAGRAFE?
Green Hill, svolta sui cani che mancano
Anteprima
Rifacciamo la conta a Green Hill?
Il tormento continua, mentre ci si interroga ancora sul perché dei beagle movimentati in Italia verso le case farmaceutiche ma privi di microchip. Ancora ci si interroga sul perché l’Asl concesse una deroga all’impiego dei tatuaggi all’azienda: di spontanea volontà e responsabilità della veterinaria pubblica regionale o col conforto arrivato da un consenso ministeriale?
Lo abbiamo chiesto e attendiamo di essere illuminati.
Cosa c’è di nuovo adesso? Di nuovo c’è un altro pezzo di carta. Lo possiamo definire come la prova definitiva dell’assenza del registro di carico previsto dalla legge 116/92 sul quale la Padania ha concentrato molti dei propri interrogativi? Chissà.
Già gli accertamenti delle guardie ecozoofile dell’Oipa che hanno sequestrato nel settembre scorso importanti carte aziendali su delega della Procura di Brescia, avrebbero fatto emergere cucciolate fantasma, cuccioli non registrati subito ma per i quali si erano attesi circa due mesi prima della loro registrazione.
Quello che la Padania espone in esclusiva è la nota ufficiale dell’Anagrafe canina regionale relativa a Green Hill datata, attenti bene, 1° ottobre 2011, ovvero il giorno dopo la perquisizione e la conta dei cani per conto della Pro cura della Repubblica di Brescia, effettuata dalle Guardie dell’Oipa e dalla Polizia locale di Monti chiari.
Al 1° ottobre ufficialmente risulta che Green Hill sia detentore di 3.888 cani, di cui 1.858 deceduti. Al netto a Green Hill ci sono 2.030 cani.
Il 30 settembre si con tano tutti i cani, uno a uno, da mattina a sera. Nel verbale seguito al sequestro delle carte aziendali la Polizia Locale del Comune di Montichiari certifica che i cani sono 2.484, e si scopre che 454 cani non sono stati regi strati. È questa la famosa cucciolata fantasma inserita post? Non erano questi forse i cani che avrebbero dovuto essere anno tati nel registro di carico o delle nascite?
Ricapitolando: in Anagrafe ci sono 2.030 cani. La polizia giudiziaria che li ha contati ne ha segnati invece 2.484. Cioè 454 non sono stati registrati.
Un’analisi più dettagliata della registrazione in Anagrafe farebbe poi emergere come gli ultimi cani ad essere stati regi strati prima della perquisizione risalirebbero al 3 agosto 2011.
Difficile poter sostenere che l’Anagrafe rappresenti un falso.
Ma la conta non finisce qui.
Il 6 dicembre scorso l’Asl scende in campo per delle precisazioni. E scrive che «controllando la documentazione presente presso l’allevamento tra il 1° agosto 2011 e il 7 ottobre 2011 relativamente all’iscrizione dei cani nati in allevamento (e la precisazione è dovuta, perché Green Hill potrebbe acquisirli anche dall’esterno, da qui l’importanza del registro di carico, ndr) e identificati prima dello svezzamento è emerso che Green Hill ha effettuato registrazioni multiple di 510 cani; in particolare nel periodo dal 5 agosto 2011 al 30 settembre 2011 (la data della perquisizione, ndr) risulta no registrati 403 cani. Le stampe delle registrazioni sono state visionate e comprovano l’avvenuto inserimento in Anagrafe canina regionale. Non sono state pertanto riscontrate violazioni».
Allora perché al 1° ottobre l’Anagrafe ufficiale non comproverebbe? Per ché mancano all’appello ancora più di 400 cani?
È vero che l’iscrizione dei cani in Anagrafe deve avvenire entro il 60° giorno di vita, ma non ci risulta che la stessa re gola valga per la registra zione nei documenti di carico. Che dicono i registri di carico?
L’Asl dice che è tutto a posto.
Ma tutto è a posto anche per la Direzione generale della Sanità Animale e del Farmaco veterinario del ministero del la Salute perché la dr. Gaetana Ferri assicura in una lettera di precisazioni (la Padania, 4 dicembre 2011) che «Il veterinario aziendale inserisce i codici di identificazione individuale nell’anagrafe canina della Regione Lombardia e, dalle prime verifiche effettuate, detti codici sono registrati nella stessa».
Tanti cani nati, tanti cani identificati. E registrati, giusto? All’Anagrafe però il 1° ottobre non risulta. Ma per la Direzione generale, «dalle prime verifiche effettuate», è tutto regolare.
Premessa: il ministero ha accesso all’Anagrafe regionale. Ma vede anche la proprietà dei cani? Ci risulterebbe che possa vedere solo l’Asl di riferimento. Se ci sbagliamo chiediamo scusa.
Ma spostiamoci anche su un altro fronte, parallelo ma non troppo distante, quello di una circolare, la numero 19 del 16 giugno 2006. È dell’Agenzia delle entrate e riguarda i redditi da allevamento, visto che Green Hill, fino a prova contraria, è azienda agricola che alleva beagle.
Che si legge? «(…) nel computo dei cani allevati si devono conteggiare an che i cuccioli dal momento della nascita, diversamente da quanto previsto per gli altri animali».
Al momento della nascita, non dopo. È vero?
E che dire del decreto del presidente della Re pubblica del 29 settembre 1973, n. 600, ovvero “Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi”, Gazzetta Ufficiale n. 268 del 16-10-1973 – Suppl. Ordinario. Articolo che ci interessa? Il 18-bis. Scritture contabili delle imprese di allevamento.
«I soggetti i quali, fuori dell’ipotesi di cui all’art. 28, lettera b), del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 597, svolgono attività di allevamento di animali devo no tenere un registro cronologico di carico e scarico degli animali allevati, di stintamente per specie e ciclo di allevamento, con l’indicazione degli incrementi e decrementi verificatisi per qualsiasi causa nel periodo d’imposta».
Riproponiamo alle autorità che vigilano e presidiano la veterinaria pubblica: l’Anagrafe canina può continuare a essere strenuamente difesa come equipollente al registro di carico e scarico?
Chi risponde, per favore al tarlo del nostro dubbio?
Infine, in una delle ultime lettere il sindaco di Montichiari (il 28 novembre) inoltra alle autorità (ministero della Salute, Prefettura, Procura…) la risposta dell’Asl di Brescia (23 novembre 2011) circa la vigilanza su Green Hill. E l’Asl scrive di un «registro informatizzato, un insieme di fogli che una volta stampato riporta le voci previste dall’articolo 11 del decreto legislativo 116/92.
Ripassiamolo: «Comma 1:
Il responsabile di stabilimenti di allevamento e di stabilimenti fornitori è tenuto a registrare il nu mero e le specie di animali venduti o forniti, la data in cui sono stati venduti o forniti, il nome e l’indirizzo del destinatario, nonché il numero e la specie degli animali morti negli stabilimenti stessi.
Comma 2. L’autorità comunale sottopone a vidimazione i registri che devono essere conservati negli stabili menti autorizzati per un minimo di tre anni».
Il sindaco vidima.
Che scrive l’Asl di suo pugno? «La vidimazione avviene attraverso l’apposizione di timbro su ogni singola pagina riportante il logo e la scritta “Regione Lombardia Asl Brescia».
Attenti bene alla novità a 360°: «Il registro di cui al precedente punto – sotto linea l’Asl al sindaco – è stato vidimato dall’Asl di Brescia ai sensi dell’arti colo 101 della legge regionale 33/2009 che identifica le competenze del sindaco quale autorità sanitaria locale».
Insomma….
L’Asl scrive dell’esistenza di un registro vidimato dalla veterinaria pubblica. Sì, ma di vidimato agli atti della perquisizione ci sono le liste in uscita dei beagle, la maggior parte tatuati e la minoranza con microchip, secondo i dati del ministero (a noi risulta l’opposto. Inoltre il ministero non ha ancora chiarito perché si possano movimentare in Italia cani senza il microchip, obbligatorio dal 2005, ndr).
Di vidimato c’è una serie di fogli con la destinazione dei cani in uscita.
E chi deve vidimarlo secondo l’Asl? Lo dice la legge che la stessa Asl richiama, ovvero al comma 2: il sindaco.
Se la legge non è cambiata, non capiamo noi. Ce ne scusiamo.
Poi l’Asl cita un’altra legge, la legge regionale n.33/99, articolo 101, «Funzioni del sindaco quale autorità sanitaria locale in materia veterinaria.
Comma 1. Restano ferme le competenze del sindaco, quale autorità sanitaria locale, per:
a) l’adozione di provvedimenti di carattere con tingibile e urgente in materia di igiene e sanità pubblica veterinaria e di polizia veterinaria di cui all’articolo 50, comma 5, del d.lgs. 267/2000; b) (18).
Comma 2. Gli atti e provvedimenti del sindaco, quando non sono adottati su proposta del dipartimento di prevenzione veterinario, sono adottati sentito il dipartimento stesso”.
In sintesi, come fa l’Asl a dire che vidima il registro ai sensi di una legge che riconduce al sindaco il dovere del controllo, cioè le sue competenze?
Il sindaco ha delegato nero su bianco l’Asl a vidimare al suo posto?
Non capiamo. E ce ne scusiamo con i lettori. Restiamo sempre in attesa di imparare dalle autorità competenti come si fa a venire fuori da questo groviglio.
A proposito, il ministero della Salute sa dirci per ché a Green Hill si possono non microchippare i cani movimentati in Italia?
Nulla osta o qualcosa osta?
E i registri di carico e scarico sono l’Anagrafe e le liste in uscita?
E dell’articolo 11 della legge 116 non ce ne facciamo più niente?
Siamo tardi a capire.
© riproduzione riservata
s.piazzo@lapadania.net
(115 – continua)
Articoli precedenti
13 novembre
GIALLO SU 60% DI BEAGLE “NON IDENTIFICATI” “BUCO NERO” A GREEN HILL?
20 novembre
CHE USO E DESTINO SUBISCONO I BEAGLE NON IDENTIFICATI? CHE TRACES RESTA?
04 dicembre
CANI SENZA MICROCHIP IN ITALIA. IL MINISTERO SOPRASSIEDE?
LEGGI TUTTO... C’è un commento: leggi...
Aggiornamento Viguzzolo
6 dicembre 2011 -
Ecco l’aggiornamento che segue il passamano dei fatti di Viguzzolo.
Il tempo è galantuomo
Chiliamacisegua
Viguzzolo: processo per il canile
Grazia Colin di 55 anni e Marco Pinghera di 54, domiciliati in paese in via Montecanino, titolari del canile ivi installato, sono stati condannati a 12 mila euro di multa ciascuno perchè ritenuti responsabili di maltrattamento ai 129 cani custoditi nel canile e della morte di un alano ed un San Bernardo, sempre per le cattive condizioni dell’impianto. I fatti vennero denunciati nel marzo dello scorso anno. I due hanno fatto opposizione al decreto penale di condanna e saranno processati il 18 gennaio 2012.
I FATTI DI VIGUZZOLO QUI
LEGGI TUTTO... C’è un commento: leggi...
LA PADANIA 4 DICEMBRE CANI SENZA MICROCHIP IN ITALIA. IL MINISTERO SOPRASSIEDE?
4 dicembre 2011 -
Ed ecco la prima presa di posizione ufficiale del Ministero della Salute nella precisazione su Green Hill, inviata dalla Direzione Generale a La Padania.
Ma invece di fugare i dubbi, ne lascia in sospeso qualcuno.
Resta una serie di interrogativi che il quotidiano rigira all’autorevole fonte istituzionale che è stata fino ad ora, l’unica a prendere la parola.
Due gli interrogativi da sempre sollevati: la presenza e il corretto controllo dei registri di carico e scarico e l’identificazione degli animali.
Alle due domande cruciali il Ministero risponde?
Stefania Piazzo si sofferma su alcuni passaggi e rilancia.
Innanzitutto il Ministero scrive:
“Da notizie acquisite….”. Quindi, non riscontrate direttamente dal Ministero?
“Si precisa inoltre che la maggior parte degli animali viene identificato con microchip…”. Dalle liste risulterebbe l’opposto, ovvero con il codice aziendale. Inoltre “la maggior parte” non è un dato preciso.
“Per cani movimentati con destinazione ai laboratori nazionali risulta… che i cani viaggiano scortati con l’elenco dei numeri di identificazione…”.
Punto questo più che cruciale, sottolinea Stefania Piazzo, visto che il Ministero ricorda la deroga per la movimentazione con tatuaggio in ambito comunitario. Ma perché i cani nati a Green Hill e movimentati in Italia, non hanno tutti il microchip obbligatorio dal 2005?
La deroga è per i cani verso l’estero. Da quando vale per l’Italia?
L’Asl ha derogato al tatuaggio nel 2007.
Lo ha fatto forte di un parere positivo del Ministero? E da quando per i cani destinati alla sperimentazione in Italia si può soprassedere?
Infine, nella precisazione si legge che i codici aziendali sono “nell’anagrafe canina della Regione Lombardia e, dalle prime verifiche effettuate, detti codici sono registrati nella stessa”.
Domanda: il Ministero dall’anagrafe nazionale può risalire al proprietario (Green Hill) di un dato animale? Non vede forse solo il nome dell’Asl di riferimento? Chi e cosa è stato quindi verificato?
Il Ministero inoltre annota alcuni errori sul conteggio de La Padania, che ringrazia e corregge la svista tipografica in tabella, ripubblicata corretta.
Resta comunque la domanda: perché molti cani movimentati in Italia non risulterebbero microchippati? Montichiari è zona extraterritoriale?
Il giallo su Green Hill continua.
Buona lettura e…. buona indignazione!
Chiliamacisegua
Sostieni Chiliamacisegua a continuare le sue battaglie di civiltà. Offri il tuo contributo, qualsiasi esso sia. Grazie. Tesseramento e donazioni
http://www.chiliamacisegua.org/chisiamo/tesseramento-e-donazioni/
LA PADANIA 4 DICEMBRE 2011
Viaggio nell’Italia bestiale a cura di Stefania Piazzo
CENTOQUATTORDICESIMA PUNTATA
CANI SENZA MICROCHIP IN ITALIA. IL MINISTERO SOPRASSIEDE?
CONTINUA IL GIALLO DI GREEN HILL
Anteprima
Riceviamo con piacere la lettera della Direzione generale, che intende chiarire il “giallo” delle identificazioni dei cani di Green Hill, per porre la parola fine ai dubbi e alle incertezze.
Allora andiamo con ordine, approfittando dell’autorevole fonte per comprendere ciò che magari a occhi inesperti come i nostri può risultare ancora tuttavia non facilmente comprensibile.
1) Leggiamo che “per i cani movimentati” la Direzione fornisce elementi informativi “da notizie acquisite dal Servizio veterinario Asl”. E anche: “i cani movimentati con destinazione ai laboratori nazionali risulta, dalla documentazione acquisita, che viaggiano scortati dai seguenti documenti (…)”
Vuol dire che l’ufficio del ministero non ha direttamente controllato e verificato attraverso i propri tecnici la movimentazione ma si tratta di elementi informativi inviati dall’Asl?
La Direzione generale ha direttamente verificato con i registri di carico e scarico le movimentazioni di tutti gli animali?
2) Una domanda alla quale non abbiamo ricevuto riposta è: perché non viene ottemperato per tutti i cani nati e movimentati in Italia l’obbligo di identificazione con microchip, unico metodo di identificazione riconosciuto?
Leggiamo ancora che i cani “movimentati ai laboratori nazionali” viaggiano avendo al seguito: “modello 4 (ai sensi del DPR/54) con l’elenco dei numeri di identificazione individuali…”. Cosa si intende per identificazione individuale?
Che tutti i cani movimentati in Italia sono microchippati con il chip obbligatorio nel nostro Paese dal 2005? Così non è stando alle liste, visto che quelli movimentati verso i laboratori nazionali microchippati sono 33 contro i ben 168 tatuati verso quattro case farmaceutiche in nome mesi.
La Direzione generale scrive che “L’identificazione tramite tatuaggio è da considerarsi valida, ai fini della movimentazione comunitaria, se il tatuaggio è stato apposto prima del 3 luglio 2011 conformemente a quanto stabilito dalla normativa comunitaria… (…)”.
Il fatto che vi sia una deroga a livello comunitario al tatuaggio per movimentare i cani verso l’estero può essere al limite accettato, nonostante i cani nascano in Italia dove dal 2005 il microchip è obbligatorio.
A meno che il ministero consideri Green Hill zona extraterritoriale, visto che la deroga vale per la movimentazione intracomunitaria ma non per la movimentazione in Italia, ce lo può spiegare perché in Italia dalle liste risultino ceduti cani senza chip? C’è forse una ragione a noi sconosciuta per cui il microchip sia di impedimento? E se sì, quale a conoscenza della Direzione?
3) Un’altra domanda alla quale non abbiamo ricevuto risposta è se il parere favorevole espresso dalla Regione Lombardia all’azienda circa il tatuaggio sia stata una scelta autonoma o, piuttosto, sia stata confortata da un parere tecnico del ministero della Salute. Nel 2006-2007 la Direzione generale è stata interpellata e, nel caso, come si è espressa?
4) La Direzione generale afferma: “Si precisa che la maggior parte degli animali viene identificato individualmente con microchip mentre i restanti animali sono identificati tramite tatuaggio indelebile (…)”. Ci scusiamo ma non è chiaro cosa “Si precisa” visto che viene indicato sommariamente che “la maggior parte degli animali… è individuato con microchip”.
5) “Dalle prime verifiche effettuate, detti codici (aziendali, ndr) sono registrati nella stessa” (ovvero in anagrafe canina regionale, ndr). A noi risulta che l’anagrafe canina nazionale in realtà sia un anello di congiunzione delle anagrafi regionali. Ma il ministero può risalire al proprietario di un dato animale o vede solo il riferimento dell’Asl? Come fa quindi a risalire ai cani registrati a nome del Green Hill?
6) I registri di carico e scarico sono previsti dalla legge 116/92. Un conto però è l’anagrafe canina e altra cosa sono le liste. Esiste il registro? E’ vidimato come previsto da legge dal sindaco?
7) Si legge anche: “…la maggior parte con microchip mentre i restanti tramite tatuaggio”. Dalle liste in possesso all’autorità giudiziaria sequestrate il 30 settembre scorso risulta invece che la maggior parte sia identificata con tatuaggio e la rimanente con microchip, nella misura di 831 con microchip e i rimanenti 1.312 con codice aziendale che corrisponderebbe al tatuaggio, seppure il codice sia riportato in modo incompleto sulle liste mancando provincia e sigla dell’allevatore. Non mancheranno sui passaporti, ma sulle liste l’identificazione è incompleta: il codice non è riportato per esteso. Quanto “ad alcuni errori macroscopici” sulla tabella, abbiamo riportato correttamente tutti i dati rilevati nelle liste ma l’errore è l’aver invertito in sede tipografica la voce con chip con quella senza chip. Ma come più volte si è scritto in questo servizio come in altri precedenti, 831 cani risultavano identificati con microchip mentre gli altri 1.312 erano annotati con codice aziendale, che ora abbiamo visto essere incompleto. Finita la conta, abbiamo altri numeri più importanti in sospeso ai quali invece a nostro parere la Direzione generale non ha risposto. A noi pare più macroscopico invece che molti cani non microchippati siano movimentati in Italia. Il chip non è obbligatorio dal 2005?
(114-continua)
LEGGI TUTTO... Ci sono 4 commenti: leggi...
LA PADANIA 13 NOVEMBRE GIALLO SU 60% DI BEAGLE NON IDENTIFICATI BUCO NERO A GREEN HILL?
13 novembre 2011 -
La Padania apre un nuovo capitolo su Green Hill. Questo: su 2.137 cani destinati alle case farmaceutiche nel 2011 (almeno sino a settembre), solo il 39% risulterebbe identificato, il rimanente 61 per cento no.
In altre parole, sei cani su dieci non sembrerebbero essere identificabili. E’ vero o falso, si interroga Stefania Piazzo, liste dei cani in uscita alla mano? Non c’è niente altro che documenti il contrario?
Insomma, mentre ancora non si avrebbero novità sui registri di carico e scarico per la tracciatura dei beagles in entrata e uscita dallo stabilimento, tanto da diventare questo interrogativo oggetto dell’istanza di chiusura dell’allevamento presentata dall’Oipa, la Padania solleva nuove domande.
Il caso nasce dalle liste dei cani in uscita diretti verso le case farmaceutiche, liste sulle quali gli sviluppi sulle indagini hanno chiesto niente meno che un parere sulla loro validità alla Direzione generale della Sanità Animale al Ministero della Salute e, per conoscenza, ai Nas, alla Procura e all’Ordine dei Veterinari.
Tutto in regola, signor Ministero, chiedono gli investigatori? E’ così che si fa? La Direzione Generale ora è chiamata a dare un parere sulla validità delle liste – che riportano il timbro dell’Asl di Brescia – e sulla loro eventuale legittimità a sostituire i registri per ora ancora mancanti, registri che andrebbero vidimati comunque anno per anno, dal Comune di Montichiari, pena il venir meno dell’autorizzazione all’apertura dello stabilimento, come prevede la Legge 116 del ’92 e la stessa Ordinanza del Sindaco.
Ora, il capitolo liste e la domanda: perché sei cani su dieci non sembrerebbero essere stati microchippati? Che fine fanno quelli senza identificazione?
Bella domanda.
Sarà bella anche la risposta?
Buona lettura e buona indignazione!
Chiliamacisegua
Sostieni Chiliamacisegua a continuare le sue battaglie di civiltà. Offri il tuo contributo, qualsiasi esso sia. Grazie. Tesseramento e donazioni http://www.chiliamacisegua.org/chisiamo/tesseramento-e-donazioni/
La Padania 13 novembre
CENTOUNDICESIMA PUNTATA
GIALLO SU 60% DI BEAGLE “NON IDENTIFICATI” “BUCO NERO” A GREEN HILL?
LISTE IN USCITA COL TIMBRO ASL : SU 2.137 CANI, SOLO 831 CON MICROCHIP
FNOVI SULLA QUINTANA: DOBBIAMO ESSERE CREDIBILI
LEGGI TUTTO... Ci sono 4 commenti: leggi...
LA PADANIA 1 NOVEMBRE PER GREEN HILL ISTANZA DI CHIUSURA
31 ottobre 2011 -
Questa è una esclusiva bomba. Il frutto del lavoro minuzioso di chi dietro le quinte lavora, lavora, lavora con la lente di ingrandimento per far risaltare i… nei.
Esclusivo che più esclusivo di così questa volta, non si può.
Mettete da parte quello che avete visto e sentito sino ad oggi su Green Hill, comprese le parole di tanti politici che s’accodano. E’ tutto superato. Rottamatelo.
Arriva l’inchiesta, vera, che ci apre gli occhi dando la notizia e la pubblicazione dell’istanza di chiusura per Green Hill inviata al Sindaco e, per conoscenza, al Ministero della Salute e al Sostituto Procuratore della Repubblica di Brescia. Tutto secondo i crismi e sottoscritta dall’Oipa.
Il servizio, che porta la firma di Stefania Piazzo, ci racconta le scoperte sorprendenti che sarebbero emerse nel corso dell’ultima perquisizione effettuata nella struttura, da parte del Servizio di vigilanza dell’Associazione su delega della Procura bresciana, in compagnia della Polizia locale. E ripercorre, a ritroso, ancora in esclusiva, anche gli esiti di numerose altre ispezioni, di numerosi controlli e sopralluoghi. In cui, però, nessuno ha cercato quello che questa volta è stato chiesto e…per ora, non trovato, come essenziale requisito per l’apertura.
Ma perché si è arrivati, senza far ricorso al reato di maltrattamento, all’esplosiva istanza di chiusura?
Stefania ce lo spiega: dalle perquisizioni sarebbero mancati all’appello niente meno che i registri di carico e scarico, insomma la tracciatura dei cani in entrata e in uscita da Green Hill.
Hai capito!!??
E siccome, carta canta, il decreto legislativo 116/1992 recita all’articolo 11 che vanno annotati tutti gli ingressi e i movimenti dei cani nell’allevamento e, non bastasse, la violazione porta alla revoca dell’autorizzazione concessa dal Sindaco…. e… non bastasse ancora, persino il Sindaco lo mette nelle prescrizioni sine qua non per mantenere aperta la struttura….e… non bastasse ancora ancora, quei registri dovrebbero essere vidimati ogni anno giusto dal Sindaco… ecco allora il deposito dell’istanza di chiusura.
Onore al merito a chi da sempre persegue l’obiettivo di far cessare le attività legate alla sperimentazione. Ma onore al merito ad un’inchiesta che, senza il clamore emozionale delle immagini, ci offre con gli strumenti della paziente ricerca, lo spaccato di una realtà oggi sempre meno monolitica.
E, anzi, grazie a questa pagina di sano giornalismo d’inchiesta non commerciale, più vulnerabile di prima.
Grazie Padania!
Buona lettura e buona indignazione!
Chiliamacisegua
Sostieni Chiliamacisegua a continuare le sue battaglie di civiltà. Offri il tuo contributo, qualsiasi esso sia. Grazie.
Tesseramento e donazioni Tesseramento e Donazioni
LA PADANIA 1 NOVEMBRE PER GREEN HILL ISTANZA DI CHIUSURA
VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE DI STEFANIA PIAZZO
CENTONOVESIMA PUNTATA
Esclusivo su la Padania. L’esito delle indagini e delle perquisizioni delegate dalla Procura di Brescia al servizio di vigilanza dell’Oipa
Articolo
Ecco la notizia, vera, più efficace di molte parole e immagini, che la Padania pubblica in esclusiva.
È l’istanza di chiusura di Green Hill depositata dall’Oipa.
Ma vi pare possibile che un allevamento di oltre 2.500 beagle non abbia un registro di carico e scarico?
Che, insomma, stando alla denuncia della polizia giudiziaria delegata alle indagini e alla perquisizione dentro Green Hill dalla Procura di Brescia, non sia stato trovato nel più grande stabilimento in Europa per animali destinati alla sperimentazione, la tracciatura secondo legge di quanto entra ed esce? Da non crederci! Quante migliaia di cani sono passati per Green Hill? A quanto pare, dalle indagini e dalle perquisizioni condotte dal Servizio di vigilanza ecozoofila dell’Oipa su delega della Procura bresciana, accanto alla Polizia locale di Montichiari, la risposta è il cuore
dell’inchiesta per la quale è scattata l’istanza di chiusura, e non solo.
A Green Hill quanti cani ci sono ma, soprattutto, dove sta scritto? Qui si concentra e si concentrerà l’attività d’indagine.
Vuoi che una multinazionale non sappia rispondere?
Figuriamoci, avrà la risposta in tasca.
Idem il sindaco. Idem l’asl.
Intanto però è partita l’istanza di chiusura, che pubblichiamo in esclusiva, istanza che il Servizio di vigilanza delle guardie dell’Oipa con funzione di polizia giudiziaria ha inoltrato per violazione della normativa vigente innanzitutto al sindaco e, a seguire, per conoscenza, alla Direzione generale della sanità animale del ministero della Salute e al sostituto procuratore della Repubblica di Brescia, Lara Ghirardi.
Già in una precedente informativa che risale nell’immediato della perquisizione, avvenuta il 30 settembre scorso, veniva infatti denunciato alla Procura bresciana l’assenza del registro di carico e scarico degli animali presenti nell’allevamento, in violazione del decreto legislativo 116/1992.
Di più, in merito a questo punto, il personale dell’allevamento ne avrebbe affermato l’inesistenza, asserendo che la tenuta del registro sarebbe avvenuta mediante l’aggiornamento dell’anagrafe canina regionale telematica. Anagrafe nella quale l’azienda inserisce i dati.
Già in quella circostanza veniva esplicitato al magistrato che in tal modo non sarebbe stato possibile effettuare la tracciabilità dell’andamento della popolazione canina dell’allevamento negli anni. Non nei mesi. Negli anni.
Ma un conto, dicono, sia l’anagrafe canina, altro è il registro, mancante all’appello ispettivo. Altro fatto è che nell’autorizzazione sindacale il primo cittadino di Montichiari autorizzi l’allevamento a patto che, si legge (vedi l’autorizzazione del 13 novembre 2008, protocollata al numero 36451/2008, ndr), «la Green Hill 2001 srl dovrà rispettare le seguenti prescrizioni, pena la revoca dell’autorizzazione medesima:
A) osservare tutte le disposizioni di cui al decreto legislativo n. 116/92 e in particolare delle prescrizioni di cui agli articoli 10 e 11…».
L’articolo 11, di cui si contesta la violazione, ci interessa molto. Dice che (comma 1) «Il responsabile di stabilimenti di allevamento e di stabilimenti fornitori è tenuto a registrare il numero e la specie di animali venduti o forniti, la data in cui sono stati venduti o forniti, il nome e l’indirizzo del destinatario, nonchè il numero e la specie degli animali morti negli stabilimenti stessi».
Il registro durante le perquisizioni sarebbe risultato inesistente. Ma salterà fuori, non c’è dubbio…
Comma 2, ancora più interessante: «L’autorità comunale sottopone a vidimazione i registri che devono essere conservati negli stabilimenti autorizzati per un minimo di tre anni a decorrere dall’ultima registrazione e messi a disposizione dell’autorità che effettua l’ispezione».
Capiamo quattro cose, leggendo l’istanza di chiusura.
Primo: che la tracciatura non emergerebbe dalle carte.
È così?
Secondo: che il mancato rispetto della prescrizione, lo scrive giusto il signor sindaco, porta alla revoca dell’autorizzazione.
Terzo: che il sindaco non avrebbe a questo punto mai vidimato nulla nonostante lo preveda la legge perché non sarebbero mai esistiti i registri, stando agli atti depositati per ora in Procura.
È così?
Quarto: che l’asl nei suoi periodici controlli non avrebbe mai verificato la presenza o meno del registro di carico e scarico.
È così?
Insomma, quante migliaia di animali sono stati o non sono stati registrati di passaggio a Green Hill?
E come mai al momento dell’ultima ispezione, al 30 settembre, non si sarebbe provveduto all’aggiornamento della banca dati regionale, ferma al 3 agosto, per un totale di circa 400 cani non registrati?
Come mai non si sarebbe reperito alcun certificato di morte dei 35 cani deceduti presenti nella struttura?
Facciamo un passo indietro. In una relazione del 3 agosto 2010 del ministero della Salute, si legge che «la Direzione generale della sanità animale ha intrapreso iniziative per verificare la corretta e uniforme applicazione del decreto 116/1992.
In tal senso era stato informato il servizio veterinario della Regione Lombardia e l’asl competente per ulteriori controlli».
Infine, era stata effettuata un’ispezione ministeriale congiunta con l’asl locale e il servizio veterinario regionale il 14 luglio scorso.
Le autorizzazioni? In regola.
Le strutture e le attrezzature? Minuziosamente descritte e censite.
Si concludeva sostenendo che tutto era a posto e che le segnalazioni di maltrattamento non avevano trovato alcun riscontro.
Domanda: ma il registro di carico e scarico, che è la prima cosa che si chiede varcando un canile o un allevamento, lo hanno chiesto? Lo hanno visto? C’era?
In una relazione del 24 maggio 2010 l’asl di Brescia, distretto veterinario n.2, specificava che i veterinari si erano recati presso Green Hill: autorizzazioni in regola, descrizione dei capannoni, poi si legge «dai registri dell’allevamento i cani presenti risultano così distribuiti….» e segue una conta dei cani per capannone.
Quali sono i “registri” di cui parla l’asl?
Poi, ancora, si specifica che nel 2009 sono stati effettuati sopralluoghi con esito favorevole l’8 aprile, il 1° luglio e il 17 novembre.
Di più, nel 2010 sono stati eseguiti 26 accessi in occasione del rilascio di certificati per l’esportazione di animali.
Perché, allora, all’atto della perquisizione non risulterebbero essere stati presentati su richiesta degli ispettori questi “registri”?
Tutt’altra cosa sarebbero invece le “liste” di cani in uscita controfirmate dall’asl.
La partita su Green Hill è tutta aperta.
Oltre le immagini ad effetto che riscuotono sicuro consenso emozionale e oltre la politica che dice “io io io” puntando solo sul maltrattamento senza aprire altri cassetti.
s.piazzo@lapadania.net
(109-continua)
LEGGI TUTTO... C’è un commento: leggi...
LA PADANIA 16 OTTOBRE QUINTANA AL PEPE QUESTO S’ATTACCA ALLA BOLLA D’ARIA
16 ottobre 2011 -
LEGGI TUTTO... Ci sono 4 commenti: leggi...
LA PADANIA 18 SETTEMBRE CERVINARA E PARONA
17 settembre 2011 -
Prima il sindaco di un paese annuncia che vuole svuotare il canile e rimettere i cani in strada…. poi ci ripensa e paga chi li adotta. E allora accade, come racconta schede di adozione alla mano Stefania Piazzo, che a Cervinara City, dalle parti di Avellino, si compia pure il miracolo…
240 euro l’anno per ogni cane adottato. Una cifra simbolica, ma pur sempre una cifra di questi tempi. Escono la bellezza di 101 cani… Almeno.
“Chi ne prende uno, e va beh… chi ne prende due… e va beh, è benemerito… Chi ne prende tre, e va beh, è proprio un santo… Chi ne prende cinque… ed è Madre Teresa di Calcutta… e chi ne prende…. in famiglia, tre il papi e tre il figlio, che fanno sei in casa… Dei santi senza passare per il santo uffizio. Idem per moglie e marito, due a testa, e fanno quattro in una botta sola. Che fame di cani!”.
Insomma, scrive la giornalista, “case piene di cani adottati. Naturalmente tutti stanno bene e stanno al loro posto”.
Vero? Stefania però ci invita ad attivare il Google Map della memoria storica: accadono infatti strani miracoli nella terra dell’Asl che sterilizzava con le fascette elettriche. In cui hanno interrotto la cattura dei randagi, perché troppo onerosa e gli addetti si mettono in malattia. La memoria di Google Map, scrive la giornalista, ci rammenta che questi sono i cani del canile di Altavilla, per i quali il Sindaco di Cervinara voleva appunto destinare il ritorno al randagismo, costandogli troppo la retta.
Insomma, anche se la manovra abroga le feste con i Santi, a Cervinara i miracoli si ripetono… 101 volte almeno.
Poi, La Padania, come sempre fuori dal coro, ci regala …….una camera con vista sul canile di Parona, in provincia di Pavia, balzato alla ribalta in questi giorni: arriva, da Maria Giovanna Pezzullo Morelli, la segnalazione a Chiliamacisegua, che invia immediatamente alla Task Force e all’Anpana, il dossier, il cui Avvocato, Maria Morena Suaria, senza ma e senza beh, provvede all’esposto formale in procura.
Ma, a differenza di quanto sta impazzando sul web, con immagini forti, la Padania in esclusiva, tra esposti in procura e polemiche, ci spiega che …. Parona, sono in realtà due canili in uno…
Due diverse gestioni, con cani in convenzione da una parte e con altri in affido, dopo sequestro giudiziale dall’altra, con un’altra Associazione in ballo. E, tra quei cani, pure quelli che arrivano dall’ex Nuovo Rifugio Emma. (Sequestrato a novembre 2010 http://www3.corpoforestale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2810
CIRCA 100 CANI MA ANCHE UNA DECINA DI CAVALLI ERANO TENUTI IN CONDIZIONI INCOMPATIBILI CON LA LORO NATURA, IN TOTALE SPORCIZIA E PRIVI DI RIPARO. DENUNCIATA PER MALTRATTAMENTO LA TITOLARE DELL’ASSOCIAZIONE CHE GESTIVA LA STRUTTURA)
Dossier che la Padania ha correttamente inoltrato al Ministero e non a facebook.
Di chi sono, insomma, le foto che circolano in rete e, soprattutto, cosa contiene l’inedito in possesso de La Padania?
Stefania ci offre “l’antipasto”, il resto nei prossimi giorni.
Chiliamacisegua e La Padania invitano ora chi di dovere, a controllare de visu, come stanno tutti bene gli ospiti della struttura.
In salute, cucciolate comprese. Cani che riposano in un sonno profondo e…definitivo, compresi.
Buona lettura e buona…indignazione!
Chiliamacisegua
Sostieni Chiliamacisegua a continuare le sue battaglie di civiltà. Offri il tuo contributo, qualsiasi esso sia. Grazie.Tesseramento e donazioni
http://www.chiliamacisegua.org/chisiamo/tesseramento-e-donazioni/
La Padania 18 settembre Centotreeseima puntata
Viaggio nell’Italia Bestiale a cura di Stefania Piazzo
DALLA CARICA DEI 101 DI CERVINARA…
Chi l’avrebbe mai detto… Cervinara, strepitoso modello italico di solidarietà e adozioni di cani. In un piccolo comune dell’avellinese si è verificato il miracolo, quello della carica dei 101, un “film” mai visto prima sulla bontà e sulla generosità dei cittadini che hanno risposto con tempestiva attenzione all’iniziativa che lo scorso anno lanciò il sindaco: se adotti un cane dalla struttura di Altavilla Irpina, ti passiamo noi per tre anni, e se serve anche più, la retta mensile, posticipata.
Basta che il veterinario dica che i cani stanno bene. Tutto ok, allora. Morale: 20 euro al mese, che fanno 240 euro l’anno. Una cifra simbolica, ma pur sempre una cifra di questi tempi. Escono la bellezza di 101 cani… Almeno.
Chi ne prende uno, e va beh… chi ne prende due… e va beh, è benemerito… Chi ne prende tre, e va beh, è proprio un santo… Chi ne prende cinque… ed è Madre Teresa di Calcutta… e chi ne prende…. in famiglia, tre il papi e tre il figlio, che fanno sei in casa…
Dei santi senza passare per il santo uffizio. Idem con patate per moglie e marito, due a testa, e fanno quattro in una botta sola. Che fame di cani!
Insomma, nel circondario tra Cervinara e San Martino Valle Caudina e comuni limitrofi, dove i cani vivono spesso alla catena o nelle botti blu di plastica rovesciate a mo’ di cuccia a temperatura sempre ambiente, accade il miracolo della carica dei 101 della bontà.
Un miracolo davvero per una terra martoriata, ma che diciamo, stramartoriata dal randagismo, dai cani vaganti che se ti fermi e apri la portiera della macchina la riempi senza dover passare dal canile, se proprio proprio vuoi svuotare un po’ le campagne da questa piaga.
Insomma, ma guarda come la carica dei 101 porti finalmente gioia e freschezza e trasparenza nel panorama grigio della Campania alle prese con sterilizzazioni difficili, canili sempre pieni, abbandoni importanti. 70mila randagi sul territorio: una città.
Ma il segnale miracoloso della moltiplicazione dei pani e delle adozioni di Cervinara fa parlare oltre i suoi confini.
D’altra parte sino a ieri il territorio avellinese era balzato ai disonori della cronaca per altre notizie.
Come le mancate catture dei randagi, che sono state per un certo periodo persino sospese per la malattia di tre addetti (su tre?) all’accalappiamento. «Data l’indisponibilità per salute cagionevole certificata dei tre agenti tecnici dipendenti… con mansioni di cattura randagi», come si legge in un rapporto Asl.
Hai capito che storia? Mesi e mesi così senza considerare che il servizio era in convenzione purtroppo onerosa solo per le urgenze, cioè cani mordaci o incidentati.
Ma più precisamente… «abbiamo ricevuto numerose e pressanti richieste di cattura da parte di organi istituzionali e associazioni protezionistiche cui non possiamo dar seguito di competenza per cattura, se non per le femmine da sterilizzare o per randagi feriti o da curare; i ricoveri ordinari sono sospesi – si legge! – per il sovraffollamento dei canili rifugi autorizzati».
Eh beh, mica male.
Ci pensano allora quelli di Cervinara e dintorni a svuotare i canili, dando prova di encomiabile affetto per i randagi dietro le sbarre. Case piene di cani adottati, un bell’esempio che non è sfuggito a diversi osservatori attenti all’evidenza della massiccia corsa all’adozione con premio finale. Naturalmente tutti i cani stanno bene e stanno al loro posto.
E ci mancherebbe pure…
Ma la memoria storica, la storia, insomma, non vanno mai sottovalutate. Disegnano la mappa della notizia come solo Google map fa dall’alto. Guarda qua: ma non era il primo cittadino di Cervinara anche quello che aveva fatto notizia nel settembre scorso per aver manifestato la volontà di liberare i cani ospitati proprio nel canile di Altavilla perché l’ospitalità non era un lusso che le casse del Comune potessero ancora sostenere a lungo?
E non fu l’intervento immediato della task force del ministero della Salute, dice la storia, a bloccare qualsiasi “liberazione” fuorilegge dei cani custodi? E, anfora la storia, non era stata posta così sotto sequestro amministrativo il 28 settembre dai nas quella stessa struttura (che aveva peraltro dato in subappalto ad Afragola una parte di cani), bloccando sul nascere qualsiasi possibile uscita contra legem dei cani sul territorio?
Ah già… Era proprio ancora Cervinara, dice Google map, il Comune che però ora fa i miracoli delle adozioni che vanno via come il pane. Come cambia il corso della storia, però.
E non era quello di Altavilla, rammenta sempre la buona memoria storica, anche il canile nelle competenze dell’asl che autorizza le sterilizzazioni con le fascette di plastica…? Mica male adottare un po’ di memoria. Beh beh non esageriamo. A proposito, ora i cani ad Altavilla sono 53, prima erano 160 circa.
E tutti quelli che sono ancora randagi, il Comune come e da chi li fa accalappiare? O il randagismo è finito in archivio? Magari.
…A PARONA: TASK FORCE, VAI A VEDERE COME STANNO TUTTI BENE
Stanno tutti bene. Altrimenti perché tutto questo silenzio e nessuna premura per far qualcosa? Oppure, più semplicemente, di cani messi male a Parona non ne esistono e il problema è solo un fantasma.
Parona sembra il nome di un lago lombardo. O forse di una varietà di riso amaro. In provincia di Pavia, zona Albonese, sembra esistere una struttura privata convenzionata sulla quale pioverebbero critiche, strali. E fotografie di un dramma.
Vere? False? Fotografie, già, ma di quali cani? Perché la questione, al di là dei reclami negli anni alle asl locali, a quanto pare archiviati, perché i cani…. stanno tutti bene, ciò che sta facendo impazzire il web sono le immagini di una situazione più complessa di quanto probabilmente appaia.
E allora, iniziamo col dire che Parona sono “due canili in uno”. Diciamo che, da una parte, c’è la struttura convenzionata, criticata da associazioni e animalisti e, dall’altra, attigua e con affitto pagato, pare 1.800 euro al mese, ci sarebbe un’altra associazione. Dicono si tratti del “Sogno di Ermanno e Luna”. E dicono, i bene informati, che in quella struttura ci sarebbero anche i cani provenienti dal sequestro giudiziale (e relativi affidi) dei cani dell’ex Nuovo rifugio Emma di Pogliano Milanese. Con i cani, per la cronaca, che erano stati sotto la gestione di Sonia Auci. In parte, sembrerebbe, in affido giudiziale a terzi e altri ancora in affido alla signora. Fin qui, la cronaca.
Da una parte, quindi, gli animali in gestione all’attività che fa capo al signor Girardi, dall’altra quelli del “Sogno”, variamente articolati.
Le immagini che circolano si sprecano. Già, ma a quali cani fanno riferimento? In ogni caso stanno tutti bene, perché se fino ad oggi asl e sindaci e carabinieri e procure hanno lasciato perdere, vuol dire che le foto o sono una farsa o sono illusione ottica. E il silenzio, è quello del benessere.
Quindi, archivio, cestino. Il canile, anzi, i due canili, vanno avanti per la loro strada. Il primo facendo servizio di trasporto, custodia e mantenimento dei randagi catturati sul territorio. Il secondo sostituendosi alla Provvidenza quando non c’è.
Eppure vederci chiaro è lecito. In fin dei conti da una parte ci sono sempre soldi pubblici e chiederne conto non è reato. L’ufficio legale delle guardie zoofile dell’Anpana ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Pavia per soddisfare il prurito della curiosità tanto da scrivere che «è pervenuta la segnalazione allegata alla presente (sufficientemente dettagliata grazie alla presenza di foto e la descrizione di circostanze spazio-temporali)».
La richiesta chiede, per voce dell’avvocato Maria Suarìa, «un intervento della Procura al fine di appurare la veridicità della segnalazione ed eventualmente individuare il responsabile dell’illecito segnalato».
Poi segue un allegato fotografico, degno di singolare attenzione. Cucciolate, sguardi da collinetta felice, mantello in ordine, un corpo tutto da vedere nel cuore di un box. Sono immagini che non chiedono meditazione ma verifica sacrosanta.
Il dossier, anzi i dossier, perché oltre a quello che circola sul web ce n’è un altro ancora inedito in possesso a la Padania, sono stati inoltrati per competenza alla task force del ministero della Salute, che ha disposto una verifica.
Se si attendono i tempi delle Procure si può star certi che, qualunque sia la natura delle foto, non si arriverà per tempo sulla notizia. Tanto che l’abitudine di pubblicare su facebook qualsiasi cosa ha solo un effetto: distruggere o la faccia o le prove.
s.piazzo@lapadania.net
(103 – continua)
LEGGI TUTTO... Ci sono 2 commenti: leggi...
EDIZIONE STRAORDINARIA DE LA PADANIA SU CICERALE
31 agosto 2011 -
EDIZIONE STRAORDINARIA DE LA PADANIA SU CICERALE
La Padania scrive un’altra pagina da incorniciare sulla storia di Cicerale dando la strepitosa notizia del blocco dell’accalappiamento della premiata ditta Cafasso di Cicerale, vero cuore dell’attività commerciale, ben ramificata attraverso gli appalti presso le Asl in tutto il territorio campano.
I Nas di Salerno, scrive nel dettaglio Stefania Piazzo (che proprio due settimane fa aveva documentato con interrogativi e atti alla mano numerose perplessità sull’attività di accalappiamento), sono infatti intervenuti mentre il furgone era fermo davanti agli uffici dell’Asl di Eboli.
Un dirigente aveva dato diniego alla richiesta di adozione di uno dei cani presenti nel furgone. Era intervenuta un’associazione, La Casa di Maggie, di Campagna, per chiedere ragione del niet e sollevando anche perplessità sulla regolarità del mezzo. Ma secondo l’Asl era tutto regolare.
Da qui la decisione di chiamare i Nas, forti anche di una conoscenza da parte dell’opinione pubblica, della stampa e dei carabinieri della delicata situazione attorno a Cicerale.
I Nas, racconta Stefania, intervenivano prontamente e provvedevano a notificare il sequestro del mezzo, per nulla ritenuto idoneo al trasporto, oltre che il reato di maltrattamento, spiegando nel dettaglio nel verbale di sequestro le condizioni miserrime di custodia.
I cani venivano dati in custodia dal tribunale di Salerno all’associazione.
Una curiosità. Secondo i testimoni, proprio mentre i carabinieri si recavano negli uffici per raccogliere i documenti sull’autorizzazione all’accalappiamento, pare che il veterinario che aveva interloquito con i volontari, preso da improvvisa necessità, si sia allontanato in tutta fretta in motorino.
Tanto, che aveva da nascondere?
Carta canta. Evviva la veterinaria pubblica.
Evviva i cani strappati alle mani di Cicerale.
Chiliamacisegua
Nota
Sostieni Chiliamacisegua a continuare le sue battaglie di civiltà. Offri il tuo contributo, qualsiasi esso sia. Grazie. Tesseramento e donazioni
http://www.chiliamacisegua.org/chisiamo/tesseramento-e-donazioni/
BLITZ DEI NAS A EBOLI SEQUESTRO PER CAFASSO
Stop all’accalappiamento. Mezzi autorizzati ma non idonei, c’è maltrattamento. La Padania aveva scritto…
Articolo di Stefania Piazzo
Un granello di sabbia può bloccare il meccanismo. Segnalazioni a destra e a manca, e per la quadratura del cerchio una brillante operazione degli uomini dei Nas di Salerno al comando del capitano Walter Feniello, già noto alla cronaca nazionale per i blitz risolutivi in Campania nelle sale operatorie, nelle case di riposo, per i sequestri di alimenti contraffatti e di animali sprovvisti di registrazioni sanitarie. Un ufficiale e il suo comando che sono punta di diamante dei Nas del generale Cosimo Piccinno. Questa volta il blitz è toccato a qualcun altro. Cafasso non accalappia più. I Nas hanno sequestrato quel che dovevano. Per ora è così. Quando si dice guarda la coincidenza. Il sistema di accalappiamento, molto oneroso per i Comuni (si tratterebbe di 51 euro più Iva per animale catturato) era stato oggetto pochi giorni fa di un documentato approfondimento de la Padania, con interrogativi sulla base di rapporti ministeriali che, stando agli atti in possesso, compresi quelli forniti dal giornalismo d’inchiesta, denunciavano agli organi competenti le presunte irregolarità. Ma ad oggi non si era mossa foglia. Gli appalti, una vera e propria ramificazione territoriale, venivano prorogati di anno in anno, non venivano toccati. Le autorizzazioni sanitarie del furgone idem con patate. Tutto in regola. Fino a ieri.
Quando un “provvidenziale” intervento dei Nas di Salerno ha posto sotto sequestro il mezzo in piena attività, acquisendo presso l’asl di Eboli i documenti per verificare la congruità dell’attività e delle autorizzazioni, mentre il veterinario responsabile del servizio, nel preciso istante dell’arrivo dei carabinieri, secondo le testimonianze, sarebbe stato improvvisamente raggiunto dall’esigenza di lasciare gli uffici in motorino, evidentemente per un’urgenza sul territorio, dopo che nella mattinata avrebbe presentato ai volontari di un’associazione animalista il proprio diniego per ragioni tecniche e di procedura all’adozione di un cane e all’affido dei rimanenti che in quel momento erano rinchiusi nel furgone poi finito sotto sequestro. E ai volontari – che più volte lo avrebbero incalzato sollevando perplessità sulla regolarità del mezzo e della custodia degli animali – avrebbe risposto che il servizio di accalappiamento veniva svolto perfettamente in regola.
“E allora chiamiamo i Nas”, avrebbero replicato i volontari dell’Associazione onlus La Casa di Maggie, che ha sede a Campagna. “E chiamateli pure”, avrebbe risposto il solerte veterinario che non aveva nulla da nascondere.
Un colpo di telefono al Comando Nas di Salerno e il capitano Feniello inviava in pochi minuti l’auto degli ispettori che bloccavano l’uscita al furgone. I carabinieri salivano negli uffici ma purtroppo proprio per una pura coincidenza il veterinario era appena uscito allontanandosi sulle due ruote, come raccontano i testimoni. D’altra parte le emergenze sul territorio sono tante e l’asl di Eboli è una di quelle che eccelle per iniziative di sterilizzazione sul territorio e per i rapporti positivi con le associazioni e i canili della zona. Quell’assenza insomma non è sospetta…
In ogni caso quello dei Nas è stato un controllo minuzioso, l’atto ispettivo si è concluso dopo circa sei ore, ed ha portato al sequestro del mezzo e all’immediato affidamento dei cani (sei) – che in quel momento erano rinchiusi nelle gabbie – alla associazione di volontariato. Custodia poi confermata dal magistrato di turno del Tribunale di Salerno, Giovanni Paternoster.
Un altro macigno insomma cade sul famoso canile, questa volta attraverso la solerzia non delle istituzioni centrali e di vigilanza ma, ancora una volta, per merito del volontariato e dei carabinieri dei Nas. Per la cronaca: i reati contestati sono l’art. 544 ter del codice penale, maltrattamento. Più l’art. 12 della legge regionale n. 16. Gli animali infatti si legge nel verbale, non erano custoditi in ambiente idoneo. Si legge di «presenza sulle verosimili griglie in materiale plastico di escrementi alcuni secchi e altri ancora di “apprezzabile freschezza”, di mancanza di qualsiasi sistema di aerazione forzata, di pareti con coibentazione rudimentali, mancanza di aria appropriata ai bisogni degli animali… e l’automezzo non era in possesso di tutti i requisiti». «Il mezzo – insomma – non è risultato essere autorizzato (sulla carta di circolazione, ndr) al trasporto di animali vivi e nella fattispecie per accalappiare i cani».
Se così certificano i Nas, perché all’Asl risultava tutto regolare? E gli appalti ora in essere che fine fanno? Si fa finta che non sia accaduto nulla, si tira dritto o cambia l’aria, dentro e fuori dal furgone?
LEGGI TUTTO... Ci sono 2 commenti: leggi...
















