La vita ha un valore, non un costo al ribasso
12 settembre 2011 -
Chiliamacisegua sostiene, diffonde e divulga richiedendo partecipazione a tutti coloro che hanno a cuore la tutela e il benessere degli animali, la protesta de La Casa di Snoopy per la richiesta di annullamento del Bando di Gara Codice Identificativo Gara (C.I.G.) : 2889483CCA, rivolta al Sindaco di Termoli e agli Enti competenti.
La vita ha un valore, non un costo al ribasso!
Chiliamacisegua
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I Fatti
Dopo S. Stefano e Mirabello, al Molise serve un nuovo lager? Battaglia mail, per favore partecipate!
pubblicata da La Casa Di Snoopy
12 settembre 2011
Ill.mo Sindaco
Comune di Termoli
Via Sannitica 5
86039 Termoli (CB)
Oggetto: richiesta annullamento Bando di Gara Codice Identificativo Gara (C.I.G.): 2889483CCA. Gara aperta per l’appalto del servizio di ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi.
Con la presente aderiamo alla richiesta inoltrata dall’associazione “La Casa di Snoopy” di annullamento del bando di gara aperta per l’appalto del servizio di ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi e/o pericolosi, indetta dall’Ufficio Ambiente del Comune di Termoli, per le seguenti motivazioni:
I) il criterio economico prescelto per il mantenimento e la custodia dei cani è palesemente insufficiente. Nessuna struttura è in grado di garantire il benessere degli animali con somme così irrisorie. Tale principio di economicità favorirebbe esclusivamente il margine di profitto dei gestori a tutto discapito degli animali. Per mantenimento si intende non solo l’alimentazione quotidiana, ma anche le cure mediche e la profilassi degli animali. A tali prezzi, i cani sarebbero sicuramente in condizioni di malessere, diminuirebbero anche le possibilità di affido degli stessi ed inoltre esporrebbero in primis il Sindaco a responsabilità penali nel caso dovessero verificarsi situazioni di maltrattamento. L’importo giornaliero per ogni animale a base d’asta, IVA esclusa, fino a 110 animali € 1,50 (uno/50 euro); oltre 110 animali e fino a 150 animali € 0,825 (zero/825 euro)” è del tutto irrazionale, in quanto non si comprende per quale ragione sia prevista una discriminazione numero per i costi di mantenimento.
Cifre del genere sono in controtendenza con l’attuale sensibilità dell’opinione pubblica, specialmente considerata il vasto eco della tutela degli animali d’affezione e le politiche di lotta al fenomeno del randagismo sviluppate negli ultimi anni dalle amministrazioni comunali italiane.
II) Il bando di gara cita fra i riferimenti legislativi dell’atto amministrativo l’ordinanza del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del 16 luglio 2009, che ha per oggetto la tutela ed il benessere degli animali di affezione, ordinanza che ovviamente a sua volta è riferita alla legislazione vigente in materia e segnatamente alla Legge 14 agosto 1991, n. 281.
Pur condividendo in toto quanto sancito nella summenzionata ordinanza, riteniamo che la Vostra Amministrazione non possa in alcun modo basare un bando di gara richiamando tale atto amministrativo, in quanto non applicabile, essendo stata sospesa dal TAR del Lazio con sentenza del 2-12-2009.
III) In ultima analisi non condividiamo affatto il criterio fissato per le dimensioni dei box. Nell’art.5 lett. i) del bando si afferma che: “i box per i singoli animali dovranno prevedere una zona coperta ed una scoperta con una superficie totale: di 2 mq per cane di piccola taglia, di 3.5 mq per cani di taglia media, di 4.5 mq per cani di taglia grande, di 6.0 mq per cani di taglia gigante”. Il metodo di calcolo prescelto è illegittimo, in quanto prevede spazi inferiori rispetto a quanto fissato dal regolamento regionale n 1/2006.
La previsione in ordine ai suddetti requisiti, essenziali per un servizio di mantenimento e cura degli animali, rende l’oggetto del bando di gara illegittimo.
Per le motivazioni esposte, si richiede
- al Sindaco del Comune di Termoli di sospendere ed annullare d’ufficio, ai sensi e per gli effetti dell’art. 21 nonies, legge 7 agosto 1990 n. 281, le Determinazioni II Settore dell’Ufficio Ambiente del 30/06/2011 n. reg. generale 866 e n. 1123 dell’ 11/08/2011, aventi ad oggetto “Atto di avvio della gara aperta per l’affidamento del servizio di ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi – art. 11 D. lgs. 163/2006”, nonché il Bando di Gara Codice Identificativo Gara (C.I.G.): 2889483CCA. Gara aperta per l’appalto del servizio di ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi e/o pericolosi, diffidandolo dal dare esecuzione ai predetti atti.
Cordiali saluti
Associazione Chiliamacisegua- Milano
Per far sentire la propria civile protesta scrivere a:
Sindaco di Termoli pro tempore dott. Basso Antonio Di Brino
ambiente@comune.termoli.cb.it;
segretario@comune.termoli.cb.it;
segreteriasindaco@comune.termoli.cb.it;
E per conoscenza a :
info@lacoscienzadeglianimali.it;
serv.veterinario@regione.molise.it;
redazionecb@quotidianomolise.it;
settimanaledelmolise@libero.it;
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Il Tar riapre il canile di Cicerale
22 maggio 2011 -
Cicerale e Ragusa – abbiamo sbagliato: gli animali tornano ai proprietari delle strutture
di redazione | 22 maggio 2011

GEAPRESS – Poche settimane fa (vedi articolo GeaPress) era stata riportata la notizia degli ultimi cani portati via dal canile di Cicerale (SA). Felicità per quanti avevano lottato per la chiusura di un canile diventato per gli animalisti, quasi il simbolo di una sbagliata lotta la randagismo. Nella foto di copertina, scattata il giorno dello sgombero finale condotto dalla Task Force del Ministero della Salute con i Carabinieri del NAS di Salerno, venne immortalata la piccola segugia Marta ultimo cane ad uscire dalla struttura di Cicerale tra le braccia della giornalista Stefania Piazzo e della dott.ssa Rosalba Matassa, dirigente veterinario del Ministero.
Oggi è girata la notizia che il TAR di Salerno, su ricorso del gestore, ha annullato l’Ordinanza del Sindaco di Cicerale che nel maggio 2009 aveva disposto la chiusura del canile. Cicerale, pertanto, potrà riprendere i suoi affari con i Comuni del comprensorio. Sembra incredibile ma il motivo, forse, è sempre lo stesso. Così come avvenuto nelle Ordinanze anti circo (vedi articolo GeaPress) finchè una legge non dirà cosa queste strutture possono fare, vietando o disciplinandone l’attività, tutto si perderà in una serie infinita di cavilli, circolari, ricorsi, appelli, sentenze ed annullamenti. Cicerale, pertanto, sembrerebbe legittimata ad operare.
Una storia per alcuni versi analoga, anche se i provvedimenti sono di ordine penale, arriva invece da Ragusa e più esattamente da Scicli, dove nello scorso mese di marzo (vedi articoloGeaPress) un intervento della Forestale siciliana portava al sequestro di centinai di volatili di proprietà di un Medico Veterinario. La cosa fece talmente scalpore che alla conferenza stampa intervenne addirittura il Procuratore Capo della Repubblica di Modica (RG). Dichiarazioni che pesano come un macigno sulla regolarità della struttura e la provenienza degli animali. Il proprietario fa però un primo ricorso al Tribunale della Libertà che annulla il provvedimento di sequestro. Nel frattempo, altresì, sembrerebbe appurato che la struttura è abusiva e la Procura di Modica provvede (in aggiunta) ad un nuovo sequestro per gli animali appartenenti alla fauna selvatica ed alcuni relativi alla Convenzione di Washington sul commercio di fauna e flora in via di estinzione. Si provvede, inoltre, al sequestro della struttura. Il proprietario fa un nuovo ricorso al Tribunale della Libertà ed ottiene il dissequestro della struttura, mentre un terzo ricorso, secondo indiscrezioni pervenute, sarebbe già pronto per gli animali sequestrati un seconda volta (quelli di fauna selvatica e Convenzione di Washington).
Nulla da eccepire sulla legittimità sia dell’intervento del proprietario, che del Tribunale della Libertà. Stesso discorso, però, vale anche per il Servzio Cites del Corpo Forestale della Regione Siciliana e la stessa Procura della Repubblica di Modica. Se nessuno, infatti, ha diritto di additare il Veterinario denunciato di essere colpevole, è anche vero che non può dirsi il contrario semplicemente perchè nel merito della vicenda (come si dice nella sentenza anche lo stesso Tribunale della Libertà) può entrare solo chi dovrà giudicare la condotta.
Una verità insindacabile, però, su queste vicende esiste. Ovvero gli animali, per legge, sono “cose”, e lo stesso reato di maltrattamento (al di là delle roboanti dichiarazioni sulla sua validità) è ancora impostato sul danno causato alla sensibilità dell’uomo. I reati contro il maltrattamento, infatti, (il Veterinario di Scicli è imputato del più blando 727 C.P.) sono “delitti contro il sentimento per gli animali”.
Al di là di Cicerale e Scicli, proviamo solo un attimo a pensare se un ricorso, sia esso di ordine amministrativo o penale, venisse fatto contro un centro di accoglienza per anziani. Cosa accadrebbe? Verrebbero trasferiti in funzione di sequestri e dissequestri della struttura o dell’inficiamento di ordinanze sindacali, per le quali, si ricorda, vi è la possibilità di un secondo grado di Giudizio? (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).
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Guberti condannato
24 febbraio 2011 -
Giustizia è fatta.
Chiliamacisegua riceve e divulga con immenso piacere.
Chiliamacisegua
COMUNICATO
Guberti condannato
Confiscati tutti i pointer all’allevatore ravennate, condannato a un anno e sei mesi di reclusione e a tre anni di interdizione da attività di allevamento.
Nel dicembre 2008 cani scheletrici, ciechi, con ferite da morso, senza acqua, nel fango, terrorizzati furono sequestrati dal Corpo Forestale di Ravenna.
Oggi si è concluso il processo a carico dell’ allevatore, Dott. Giorgio Guberti. In aula erano sfilati numerosi testimoni tra veterinari, consulenti delle parti civili (Dr.ssa Jessica Negrini, Prof.ssa Paola Valsecchi, Dott. Rovesti Gianluca) e della Procura (Dott. Roberto Marchesini), volontari animalisti, cittadini, agenti e dirigenti di Forestale, N.A.S, N.O.E. e tutti avevano riferito di condizioni igieniche spaventose e di un allevamento che in realtà era un ammasso di cani in una discarica, costretti a sbranarsi per competere per il poco cibo e sottoposti a privazioni sensoriali notevoli.
La sentenza di oggi indica che comunque un allevatore deve rispettare dei princìpi e allevare i cani in condizioni che non comportino sofferenze fisiche e psichiche.
La sentenza di oggi rigetta la tesi degli allevatori che discrimina tra cani da lavoro e cani da compagnia, pretendendo che ai primi non sia necessario riconoscere gli stessi standard di benessere riconosciuti ai secondi.
Animal Liberation, l’associazione che il giorno del sequestro prese letteralmente in braccio i cani uno ad uno portandoli in salvo in una pensione appositamente affittata per loro, esulta per l’equità e la civiltà espressa dalla sentenza odierna.
“E’ una sentenza storica” dichiara Lilia Casali, presidente di Animal Liberation, “perchè riconosce pari dignità a tutti i cani. E’ un precende importante per bloccare tutti gli allevamenti lager presenti in Italia.”
Gli animalisti presenti si sono abbracciati con le lacrime agli occhi alla lettura della sentenza che stabilisce la confisca dei cani e la loro assegnazione all’ associazione Cruelty Free che li ha in custodia
Le campagne di stampa e le pressioni di allevatori e cacciatori in favore di Guberti non hanno impressionato e condizionato la Procura, il PM Dott. Barberini e il Giudice Schiaretti che hanno dimostrato notevole obiettività e indipendenza di giudizio.
Animali Liberation
393-4186697
La storia
Ravenna. Un “lager” per cani e gatti, a processo il veterinario Guberti
http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/ravenna-processo-lager-guberti-362630/
Cronaca Italia
Ravenna. Un “lager” per cani e gatti, a processo il veterinario Guberti
Cani e gatti sottoposti a sevizie e costretti a contendersi il cibo, a volte costituito da animali ancora da spellare. Di questo deve rispondere il 18 maggio davanti al tribunale monocratico di Ravenna un veterinario di 81 anni, Giorgio Guberti, accusato di maltrattamento e abbandono per centinaia di animali e di smaltimento illecito di liquami.
Il processo segue il sequestro, a fine 2008, di due allevamenti di cani a Osteria e Campiano di Ravenna, compiuto dal Nirda del Corpo Forestale dello Stato. La Lav, tutelata dall’avvocato Andrea Visani, ha già manifestato l’intenzione di costituirsi parte civile. In tutto, sono 219 i cani verso i quali sarebbero stati commessi soprusi: 94 a Campiano (89 pointer, 4 galgo-spagnolo e un pointer-galgo) e 125, tutti pointer, a Osteria. Ci sono anche oltre sette gatti selvatici o comunque incroci con i domestici.
Secondo le indagini coordinate dal Pm Daniele Barberini, negli allevamenti sequestrati, i cani erano sottoposti a sevizie definite “insopportabili” per le loro caratteristiche: costretti a competere per il cibo, alle volte costituito da animali ancora da spellare, alla fine non c’era da mangiare per tutti e così i cani si azzuffavano per determinare gerarchie che premiavano i più forti a discapito dei più deboli. L’intento – sempre secondo l’accusa – era quello di innescare una selezione naturale all’interno degli allevamenti.
I FATTI
http://www.chiliamacisegua.org/2010/03/23/guberti-rinviato-a-giudizio/
http://www.animalliberation.it/allevamentoguberti.html
http://www.chiliamacisegua.org/2008/12/21/allevamento-enci-di-giorgio-guberti-ravenna/
http://www.chiliamacisegua.info/ravenna.html
http://www.chiliamacisegua.org/2010/01/12/sequestro-ravenna-un-anno-dopo/
http://www.facebook.com/note.php?note_id=43494033446
http://www.facebook.com/note.php?note_id=40731623446
http://www.forumetici.it/viewtopic.php?f=10&t=9690&start=30
http://bn-in.facebook.com/note.php?note_id=44715923446
http://lv-lv.facebook.com/topic.php?uid=35124804455&topic=7265
http://it-it.facebook.com/note.php?note_id=120257615059&comments
http://www.chiliamacisegua.info/ravenna.html
Sky 29 dicembre ore 13
http://www.facebook.com/group.php?gid=40481233701#/note.php?note_id=40731623446&id=41933286335&ref=nf
Studio Aperto 29 dicembre ore 18,38
http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=studioaperto&data=2008/12/29&id=37226&from=studioaperto
Tg2 ore 29 dicembre ore 13
http://www.tg2.rai.it/default.asp?id_n=7537&id_r=3&id_c=16
Foto scattate il 20 dicembre 2008 presso l’ allevamento (scarica la cartella zip)
http://www.animalliberation.it/allguberti/foto20dic08.zip
Foto scattate il 21 dicembre 2008 presso l’ allevamento (scarica la cartella zip)
http://www.animalliberation.it/allguberti/foto21dic08.zip
Album degli orrori
http://it.youtube.com/watch?v=LvZk4Xw4UsA&feature=PlayList&p=0B029FA543D0FBC0&index=9
PADANIA 4 GENNAIO 2009
DI STEFANIA PIAZZO
Ravenna – Vita da Pointer. La merenda dei campioni
Chi sapeva ha taciuto. E approvato per anni. Difficile dire cosa sia più insopportabile. Se il silenzio di una lobby, delle istituzioni locali che si sono limitate a stare alla finestra, senza avere un sussulto di coscienza, o se sia stata più terribile la decisione a tavolino per la ratio della selezione naturale. Chi la pensa così è accusato di antropomorfismo. Chi non la pensa così, come il Club del pointer, prende le difese del proprio socio e parla, fuori dai denti, di «aggressione mediatica ». Intanto però non c’è più un cane (erano 250) nell’allevamento Del Vento del tanto acclamato Giorgio Guberti, il guru dei pointer di Ravenna. Merito, o colpa, dipende dai punti di vista, di una rete istituzionale e di volontariato che ha avuto come regia il ministero della Salute, con il sottosegretario F r an c e sc a Marti ni ancora una volta scesa personalmente in campo accanto al consigliere regionale della Lega Nord, Mauro Manfredini, con l’allertamento dei Nas, e con gli stessi carabinieri che hanno consentito ai volontari, grazie all’intervento diretto del ministero, di seguire la vicenda. «È stata una grande operazione di squadra per la tutela dei cani e contro i maltrattamenti commenta con soddisfazione il sottosegretario Martini -Un’operazione ben riuscita tra noi, i volontari, i consiglieri regionali, i Nas, il Nirda (per il sequestro) del ministero delle Politiche agricole ». Questa volta, sottosegretario, non ci sono canili ma un allevamento nell’occhio del ciclone. «Un allevamento tenuto in un insopportabile stato di degrado, su cui abbiamo puntato tutti i nostri riflettori. Ma è solo l’inizio, perché grazie a questa nuova efficace rete tra istituzioni e associazioni sul territorio, col supporto indispensabile dei Nas, non possono più dormire tranquilli coloro che si spacciano per allevatori e maltrattano. È tolleranza zero». Ma leggete qua la reazione del Pointer Club: «Le condizioni da lui (Guberti, ndr) applicate alla selezione, potranno essere considerate stravaganti a una visione animalista (bisognerà chiederlo anche ai Nas, ndr), meno discutibili sul piano zootecnico ». A Ravenna le immagini parlano chiaro: un’azienda dell’autoselezione, della privazione. Le prime denunce esibivano le immagini di un mondo a parte, con cani scheletriti, piegati su se stessi come un asse da stiro chiuso, volti distrutti e scarnificati dalle malattie, box dove le deiezioni stazionano da anni. Decisiva l’azione di Animal liberation e del tam tam su internet promosso da Chiliamacisegua per reperire gli stalli.
Un’operazione che non ha precedenti in Italia. Eppure contestata dal Club di razza. Sul sequestro commentano: «Nutriamo qualche fondato dubbio sulla completa legittimità della decisione e molte perplessità sulla forma con cui è stato gestito ». Neanche i giudici vanno bene al Club. Si fa come dice Guberti. Le strutture dell’allevatore sono sotto sequestro, convalidato. La prima mossa del sindaco era stata quella di annunciare, a metà dicembre scorso, un’ordinanza che avrebbe intimato all’allevatore di mettersi in regola entro sei mesi. Poi arrivò la denuncia della Lega Nord, per voce del consigliere regionale, Mauro Manfredini, il primo e solo politico locale intervenuto per chiedere la soluzione del caso. Ma arrivò solo un ’ordinanza per cessare l’attività. Forse non erano state riscontrate già prima anomalie e storture? Manfredini, ancora provato per ciò che ha visto, durante le operazioni in costante contatto con il sottosegretario Martini, commenta così: «Era dal 2003 che il Comune sapeva. Il sindaco aveva l’obbligo di intervenire, per legge. Invece ha preso tempo e distanza con l’ordinanza per la chiusura dell’al leva men to entro 90 giorni. Figuriamoci! Le dico solo che quando ho visto i cani mi sembrava di essere entrato in un campo di…. Ho provato un dolore indescrivibile». Una reazione antropomorfa anche questa. Già processato per maltrattamento, Guberti, fu assolto: secondo il giudice il fatto non sussisteva. Era il 2003. L’archiviazione è di pochi mesi fa. La situazione attuale è affidata ora alle immagini. Stesso allevamento, stessi cani. Guberti, alla stampa, spiega: «La gente non sa che i pointer vanno allevati così. Il pointer non è un cane da salotto, è da competizione, deve crescere sulla terra così impara a resistere al fango e al freddo dove poi si troverà nelle gare. Sono magri? Certo che sono magri, altrimenti non sarebbero campioni». Così invece l’ordinanza del sindaco: «I terreni degli allevamenti favoriscono l’accumulo delle feci e la proliferazione di roditori (…). Le feci vengono rimosse ogni due anni. (…). Gli allevamenti sono privi della prevista autorizzazione del sindaco». I Nas di Bologna erano già stati lì nel luglio scorso, rilevando «l’inadeguatezza delle modalità di abbeveraggio; le attrezzature per la somministrazione di mangimi e acqua non sono state costruite in modo tale da garantire che ciascun animale vi possa accedere senza essere aggredito (…), mancano strutture dedicate per l’isolamento e la cura degli animali malati (…)». Intanto il Club di razza: «Siamo vicini a Giorgio, vogliamo rassicurare tutte le persone che lo conoscono». Le carcasse di chi non ce l’aveva fatta sotto quali fauci sono finite? E come finivano le carcasse di polli e conigli congelati ritirati da allevamenti, sottraendoli alla discarica? Chi ha partecipato alle operazioni di sequestro parla di branchi di cani assolutamente deprivati, non socializzati, con un atteggiamento aggressivo tra loro, in competizione per sopravviver e. Sono stati ritrovati uccelli vivi in gabbie, impiegati per l’addestramento alla caccia. In gabbia anche alcuni esemplari di gatti selvatici protetti dalla Convenzione di Washington. Vivevano in gabbie tra escrementi, urina e pezzi di carne cruda e putrescente. Sta agli atti. Se non è maltrattamento e crudeltà, è un ennesimo punto di vista antropomorfo. Tanto che l’avvocato Ridolfi, che lo fece assolvere nel 2003, orgoglioso dice: «Guberti è uomo di intelligenza straordinaria, è un poeta e la sua poesia è il pointer». Ora però c’è anche allarme sanitario. Nell’allevamento di Osteria sono stati trovati cinque animali morti: uno di questi per leptospirosi. Per tutti i cani sottratti all’allevatore ora c’è l’isolamento sanitario. Poesia allo stato puro. Il consiglio direttivo del Club del pointer è ora preoccupato del destino dei cani, perché «Le attività di alcune associazioni sedicenti di “protezione degli animali” pongano in serio pericolo la conservazione dei caratteri genetici». Ma non sedicenti per il ministero! Lo strazio continua.
s.piazzo@lapadania.net
GALLERIA































































I fatti nella loro evoluzione
http://chiliamacisegua.wordpress.com/2010/03/23/guberti-rinviato-a-giudizio/
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http://www.chiliamacisegua.org/2009/01/03/il-caso-gubertiil-vero-circo-barnum-si-e-scatenato/
http://www.chiliamacisegua.org/2008/12/21/allevamento-enci-di-giorgio-guberti-ravenna/
http://www.chiliamacisegua.org/2011/02/24/guberti-condannato/http://chiliamacisegua.wordpress.com/2010/03/23/guberti-rinviato-a-giudizio/
http://www.animalliberation.it/allevamentoguberti.html
http://www.chiliamacisegua.org/2008/12/21/allevamento-enci-di-giorgio-guberti-ravenna/
http://www.chiliamacisegua.info/ravenna.html
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http://www.chiliamacisegua.info/ravenna.html http://www.chiliamacisegua.org/2008/12/30/parte-un-arccolta-di-fondi-per-animana-liberation/
http://www.chiliamacisegua.org/2008/12/19/allevamento-a-ravenna-tragica-situazione-per-150-pointer-di-un-allevatore-enci/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/01/07/la-padania-7-gennaio/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/01/06/entrare-nellallevamento-del-vento-osteria-ra/http://www.chiliamacisegua.org/2009/01/05/enpa-di-ravenna/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/01/19/interrogazione-dellon-gianni-mancuso-pdl/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/01/16/la-diaspora-dei-cani-sequestrati/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/01/18/la-padania-oggi-in-edicola/http://www.chiliamacisegua.org/2009/01/12/sostegniamo-giorgio-guberti-signore-del-vento/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/01/10/enci-comunicato-n2/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/01/10/comunicato-dellallevatore-di-pointer-di-montale-rangone/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/01/10/un-passo-indietro-del-pointer-club-ditalia/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/02/01/la-padania-1-febbraio-2009/
http://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/cronaca/2011/02/24/464666-sbranavano_cibo.shtml
Notizia del 24/02/2011 – 19:08
Ravenna – “Onta che ricadrà su questa gente”
Guberti condannato a oltre un anno
L’allevatore Guberti commenta la sentenza che lo vede condannato a 18 mesi di prigione, pena sospesa, per maltrattamenti e abbandono di animali
RAVENNA – “Questa è un’onta che cadrà su questa gente e io che sono il tenutario dell’allevamento “Del vento”, il vento è una forza immane della natura e loro non lo sanno distruggere”. Così ha commentato a caldo la sentenza l’imputato Giorgio Guberti, condannato oggi pomeriggio ad un anno e sei mesi di reclusione per abbandono e maltrattamento di animali e smaltimento illecito di liquami. L’82enne allevatore si è visto confermare dal giudice Corrado Schiaretti le richieste avanzate dal pm e oltre alla condanna a 18 mesi, pena sospesa, si vedrà confiscare tutti i cani e gatti precedentemente sequestrati dall’allevamento, a cui si aggiunge la sospensione dell’attività di allevatore per i prossimi 3 anni.
Colpo duro quello subito dall’allevatore di Pointer e veterinario Giorgio Guberti, condannato dal giudice monocratico a pagare le spese processuali in favore delle parti civili per una somma che si aggira sui 30mila euro. E’ stato inoltre fissato a 3mila euro il risarcimento danni che l’82enne dovrà versare a ciascuna delle associazioni animaliste costituitesi come parte civile. In totale sono 13 e si tratta della “Lega per l’abolizione della caccia”, “Lega nazionale per la difesa del cane”, “Lav”, “La zampa e la mano”, “Mondo cane Sos cuccioli”, “Lega nazionale per la difesa del cane”, “Leal”, “Vita da cani”, “Anpana”, “Chiliamacisegua”, “Centro soccorso animali Modena”, “Animal liberation”, “L’occhio verde”.
Soddisfazione da parte delle associazioni animaliste scese in campo in questo processo. Lilia Casali, presidente dell’associazione “Animal liberation”, la prima a prendere in custodia i 200 cani di Guberti sottoposti a sequestro, ha espresso senza indugio la propria contentezza per “una sentenza giusta, equa, che sancisce che in Italia non è lecito allevare nessun cane in questo modo. E’ una sentenza che riconosce i diritti a tutti i cani senza discriminazione tra i cani da lavoro e i cani da compagnia”.
Senza fronzoli la replica alla sentenza da parte di Samanta Comizzoli, delegata dell’associazione “L’occhio verde” e di “Ravenna punto a capo”: “Ora che sono riconosciuti i reati, “L’occhio verde” e “Ravenna punto a capo” vogliono qui in Tribunale coloro che sono responsabili della tutela della salute pubblica e che avrebbero taciuto e lasciato che un allevamento privo di autorizzazioni per 30 anni creasse rischio per la salute e l’ambiente. Vorremmo pertanto – conclude – che il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci, l’assessore per la tutela dei diritti animali Ilario Farabegoli e i veterinari della Asl rispondessero per aver chiuso entrambi gli occhi davanti a tutto questo”.
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LA PADANIA 30 GENNAIO LAGER E INCIVILTÀ, LA MAPPA D’ITALIA
30 gennaio 2011 -
Malitalia cristallizzata. Fotografata superbamente da Stefania Piazzo.
Null’altro da aggiungere se non il disprezzo verso l’indifferenza mostrata in questa agghiacciante Mappa di una Italia degli orrori, da parte di chi invece, ha il dovere legale della tutela e la salvaguardia della vita di tanti animali, creature senzienti, alle quali viene tolta ogni dignità poiché sono soltanto un numero, un problema, una seccatura, una quisquiglia.Una fonte di lucro per mala uomini.
Null’altro da aggiungere se non un grazie a Francesca Martini e alla sua task force, a Gaetana Ferri e a Rosalba Matassa, ai Nas, a Stefania Piazzo, a Edoardo Stoppa, a Geapress che , soli, pubblicano la realtà di un mondo dove tutto pare lecito. Anche la morte per stenti e per maltrattamento.Anche la crudeltà più feroce. Anche l’impunità.
Ai rari sindaci e veterinari che si prodigano per modificare uno status quo da terzo mondo.
Null’altro da aggiungere se non il senso di una gratitudine infinita nei confronti dei volontari e volontarie, che ridotti e ridotte con le pezze al sedere, denunciano, svergognano, lottano per salvare almeno una vita al giorno, graffiando con le unghie quel silenzio assordante che sta perdurando da…. secoli.
Il muro è sbrecciato.
Ora insieme dobbiamo abbatterlo.
Costi quello che costi.
Buona lettura
Chiliamacisegua
LA PADANIA 30 GENNAIO LAGER E INCIVILTÀ, LA MAPPA D’ITALIA
Che lo si voglia o no, il corso aperto dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha rotto l’omertà e ha dato una speranza. Uno spiraglio di umanità. Passi difficili, perché nessuno, tranne le associazioni, il territorio, e pochi e rari sindaci, poche e rare Province, e pochi e rari veterinari illuminati hanno compreso che la svolta è iniziata. Culturale e legislativa.
Servono almeno 20-30 anni per vedere i frutti di questi semi che soffrono di gelate. Ma la strada è aperta, così come è stata sollevata
la pietra tombale della mafia dei canili lager, delle collusioni tra gestori privati, asl e sindaci, si è puntato il dito sulle ingiustificate inadempienze che a tutti i livelli si consumano. Una concezione antiquata e gretta del benessere animale abita l’intelletto di troppa classe dirigente sanitaria e amministrativa.
Tanto, chi li tocca. La magistratura? Archivia troppo e seppellisce con le prescrizioni i reati contro gli animali. E nessuno invia la Finanza a vedere cosa c’è nei bilanci.
Amen.
Infine, la stampa non si abbassa a studiare e investigare perché sono solo animali e il livello di formazione culturale e attenzione del giornalismo italiano è quello che è. Da paranza.
Tuttavia una crepa nel muro di questa ideologia dell’inadempienza c’è. Sui canili lager si indaga, i canili lager si sequestrano, dei canili si parla , si scrive. Sui reati contro gli animali, in un susseguirsi di principi etologici incardinati nella legislazione, si procede a colpi di ordinanza, in attesa di un ddl che pianti questo benedetto chiodo nel muro della coscienza e della legge.
Questione solo di tempo. Il lavoro svolto dalla stampa (due nomi, la Padania e Striscia la notizia e di recente l’agenzia Geapress – il resto non esiste e se c’è copia poi torna a dormire), dalle associazioni (Chiliamacisegua in testa forte di circa 60mila contatti in rete, in proficuo accordo con Enpa, Lega del cane e altri), da un gruppo di sindaci che fanno scuola con il patentino e i corsi,con le Province che segnano la strada (Perugia la più attiva d’Italia), dal ministero con l’istituzione, con pochi mezzi e pochi soldi, ma tanto coraggio e onestà e senso dello Stato, dalla task force contro i canili lager coordinata da Rosalba Matassa, con la supervisione del direttore generale Gaetana Ferri, con la fondamentale presenza dei Nas, ebbene, tutto questo lavoro… si può dire poderoso e senza precedenti. Abbiamo individuato sulla cartina dell’Italia alcune tra le più rappresentative situazioni di criticità e illegalità conclamate. Sono solo alcuni casi. Sono solo pochi esempi. E, tra gli esempi, abbiamo scelto questi.
Nessuno dimentica
P O RTO E MPEDOCLE e il silenzio del suo sindaco ai chiarimenti del ministero sulla mattanza di cani seviziati.
Il Molise di CAMPOBASSO detiene la palma dell’inciviltà e della durezza di comprensione dei propri amministratori. Il lager dei lager è S. Stefano. 700 anime in pena, murate vive tra tombini che rigurgitano acqua e feci, tra crolli e frane della struttura.
RIETI, diventata simbolo – al convegno del ministero della Salute e la magistratura – dell’immagine del maltrattamento animale, con il cane Alina divenuto poster dell’evento, Rieti appunto è l’altro emblema di un canile fatiscente, sorto a ridosso della vecchia struttura di amianto mai rimosso, con un processo finito in nulla perché morire per Tanax senza motivo – per accelerare lo svuotamento dei box e il trasferimento nella “nuova struttura”, non era ancora reato.
È l’Italia di RIPALIMOSANI , struttura posta sotto sequestro, a ridosso del depuratore, sotto un cavalcavia, dove non esce un cane a pagarlo, il cui titolare fornisce cibo al lager di S. Stefano. Il gestore fa ancora il bello e il cattivo tempo.
È il Molise di POGGIO SANNITA, plurisequestrato e dissequestrato, dove i comuni non vedono e le asl per tanto tempo non hanno voluto vedere cosa si consumasse tra le catapecchie e il cimitero di animali interrati e gli scoli di liquami non a norma e i cavi della luce tra i liquami e la terra aperta e gli animali malati… Fino a quando, ed è dei giorni scorsi, è intervenuta la task force a porre definitivamente sotto sequestro la struttura, predisponendo una relazione alla magistratura per maltrattamento. Poggio Sannita è però per il Molise un punto di svolta dopo il sequestro della task force assieme al nuovo responsabile per il randagismo, Claudio Di Ludovico, di Isernia, veterinario asl di frontiera che ha sterilizzato per 12 anni sempre con gli stessi ferri chirurgici perché nessuno gli dava fondi. Né ascolto. Neanche il subcommissario latitante per il Molise, dr. Mastrobuono , come si evince dai risultati del fallimento. Più cappottini bianchi e scarpe che sostanza.
È l’Italia di RIPABOTTONI e il suo canile sanitario promiscuo e tutto il resto della struttura all’aperto, senza riparo. Con i cani incidentati e paralizzati lasciati a morire senza cure, un canile in appalto ad una ditta di Napoli addetta al verde.
Il Molise è però ancora MIRABELLO SANNITICO, un’altra piaga ancora da sanare. Svuotare e legalizzare. Il Molise è la Campobasso dell’ex sindaco Di Fabio con l’ordinanza per affamare i randagi, moda poi dilagata in tutta Italia come a SAN MARCO IN LAMIS, a uno sputo da San Giovanni Rotondo, dove anche la pietà cappuccina non ha pietà per i cani sul sagrato, tranne un solo frate, padre Francesco.
E, ancora, è il Molise che ha fatto trasferire con una delibera voluta dal delegato del sindaco per il canile, De Marco, 300 cani a S. Giuliano Milanese per 20 anni, pagando anche per i cani che moriranno un appalto alla Tecnovett di Rieti.
È ROCCA DI PAPA, un’ordinanza di sgombero dal 2005 e un niente di fatto. La task force impone al sindaco un’ordinanza per evitare nuovi ingressi e svuotare il canile.
È TUSCANIA (Viterbo), non un’autorizzazione. Prima che arrivasse la task force andava a tutti bene così.
È GIULIANO di Roma,sequestro, dissequestro e svuotamento del canile coordinato dalla task force.
Nonostante la difficoltà dei sindaci a capire.
È l’Italia dell’allevamento prestigioso dei pointer di Guberti, alle porte di RAVENNA , che tra loro ingaggiavano una sorta di lotta per la sopravvivenza, su montagne di sterco apprezzate dai tanti estimatori di questa fabbrica di campioni.
Poi che dire della COSTA SMERALDA, di come si possa morire da cani sotto il sole dei vip. L’emblematico e crocifiggente caso di morte angosciante ad Olbia (località Monti), con un cane agonizzate dietro le macchine da giorni sotto lo sguardo indifferente dei passanti e le parole stizzite di chi, fuori da un negozio, era all’aperto per fumarsi la sigaretta, irritato dall’animale che si straziava.
È l’Italia di GALEATA(Forlì), in cui nessuno ha capito che ci faccia un canile in una zona semidesertica sulla montagna, al ghiaccio e al vento, quasi impossibile da raggiungere. Un modello di libero accesso alle adozioni o un modello per come guadagnare chiudendo a vita i cani invisibili?
È l’Italia di RIZZICONI, 800 cani morti nel fango in pochi minuti per la piena del fiume dove sorge il canile, costruito dal titolare-tecnico del Comune. Eppure la Lav aveva avvertito per tempo del potenziale disastro. Che ne ha fatto la magistratura di questa strage annunciata e dei permessi per costruire così disinvolti?
È GIOIOSA IONICA dove i bocconi killer si mettono senza pudore davanti all’asilo. Nessuna bonifica, nessun cartello. E tutti impuniti, anche gli inadempienti.
Stessi bocconi impunti a S O V E R AT O (Catanzaro) con solo le guardie zoofile delle associazioni a denunciare i fatti.
Sono i cani bruciati vivi a RUVO DI PUGLIA, nei poderi. Cani senza chip, randagi di proprietà del sindaco che non sterilizza e non crea anagrafe canina. Come lui, tanti e troppi altri. Ovunque.
È il modello PESCHICI, in Puglia, con una dozzina di cani chiusi a chiave nel centro del paese da un “matto” del posto, che toglie l’impiccio e il pensiero dei randagi al sindaco e ai carabinieri e ai vigili urbani.
È la Puglia di MANDURIA, un canile con 100 decessi l’anno e 250 presenze. Tutto regolare.
È TRICASE, un lebbrosario di canile, pagato servito e riverito. Tutto regolare.
È l’Italia del sindaco di SESTO S. GIOVANNI, che per due centesimi trasferisce i cani dal canile di Segrate della Lega del cane, dove le adozioni sfiorano il 98%, alla struttura di Pantigliate, dove le adozioni sfiorano percentuali da prefisso telefonico, una fabbrica che accumula randagi a colpi di appalti al ribasso d’asta nei comuni. E che di recente ha avuto autorizzazione per diventare più grande.
È LIPARI e i suoi randagi a catena dallo sfasciacarrozze, un canile di favore, finito col trasferimento dei 21 animali a Taurianova. Nessuna voglia del Comune di prevenire il randagismo e costruire strutture, si sbologna il sacco.
È SIRACUSA e la discussa ospitalità del Piccolo Panda, in una città che non ha ancora un canile sanitario.
È PAT E R N Ò , dove i cani avvelenati finiscono nel secchio, in strada. Sterilizzazioni al palo. Da analfabeti in Sicilia l’applicazione dell’ordinanza contro i bocconi killer.
È l’Italia, eccoci qua, di CICERALE, nella Campania dove tutto è possibile, in cui la veterinaria pubblica, sancisce il ministero, non è in grado di garantire la salute pubblica visti i deficit di controlli (allevamenti, alimenti, salmonellosi, randagismo). Cicerale è il primo caso nella storia d’Italia in cui il ministero si è costituito parte civile contro la struttura in cui i cani entravano e uscivano dal camino, camino indicato dalla polizia anche come luogo per smaltire la droga da Napoli fin lassù, nel luogo più impervio e dimenticato da dio. Un’ispezione della task force nel 2009 pone fine al gioco, ma il gioco delle continue autorizzazioni concesse dall’asl Salerno 3 imbarazzano il mondo civile. E al via del processo per maltrattamento, per ben due volte è un nulla di fatto perché i carabinieri non riescono a trovare Cafasso. Che, tuttavia, continua ad essere trovato dall’asl e a vincere di conseguenza appalti per accalappiare ed estendere la propria attività anche in Calabria.
È ATRIPALDA , dove i sindaci dimenticano di pagare la retta e lasciano finire sott’acqua cani e struttura per giorni e giorni.
È AGROPOLI e un allevamento abusivo con la prova del reato bruciata dall’asl Salerno 3, come documenta l’ispezione della task force.
È MARIGLIANO, tutto ok per l’asl ma non per la task force, tanto da veder confermato il sequestro in procura.
È CAMPOLATTARO e 40 cani avvelenati in due notti. Referti? Dopo 9 mesi. Tutto da chiarire….
È la deportazione in Calabria dei cani della B A S I L I C ATA , al massimo ribasso ma con un appalto da 3,2 milioni di euro.
È poi l’Italia di SOMMA LOMBARDO e delle tigri rinchiuse al Dog’s Ground, un canile anche zoo…. nel varesino.
È la GORNATE OLONA dei cuccioli importati dall’est, prigionieri prima e prigionieri dopo il sequestro, lasciati in balia del medesimo proprietario da una magistratura che ne impediva le uscite, le cure e le adozioni. Ne morivano 15, gli altri venivano lasciati nella rogna.
È il canile di S. Lorenzo a PEGOGNAGA (Mantova), in cui non tornano i conti tra cani presenti e fatture e microchip.
È il Friuli di SEDILIS e il trasferimento dell’asl di cani e gatti di proprietà in un canile senza autorizzazioni.
È l’Abruzzo di COLLELONGO e SANTE MARIE, per tetto l’eternit e l’acqua che diventa ghiaccio, di recente oggetto di un’ispezione della task force per prescrivere misure urgenti per la sopravvivenza dei cani. L’asl non sapeva?
Non sapevano nulla della strana moria di cani anche a CREMONA, 6mila, inceneriti, e che arrivavano da tutta Italia. L’agghiacciante quadro della fabbrica del Tanax evidenziata dal veterinario forense Rosario Fico ha sancito anche casi di morte forzata di cani tenuti legati pur di somministrare loro la morte. E guadagnare per ogni cane bruciato. L’Olocausto.
È MONTICHIARI e la lettera del sottosegretario Martini alla Regione per il rispetto delle norme sull’allevamento nella multinazionale dei cani da vivisezione Greenhill.
È l’Italia di Napoli e della FENICE a Ponticelli, isola di legalità sfrattata a ripetizione dal Comune inadempiente che rinnega le promesse variando il piano regolatore. È intervenuta la task force per mediare dopo più di un decennio di latitanza sindacale.
È sempre la Campania con A LTAVILLA e le ambigue sterilizzazioni non autorizzate dal ministero con le fascette elettriche. Poi, il sindaco prepara l’ordinanza per rimettere in libertà i cani del canile sulla strada.
È la Sicilia di MODICA e SCICLI, della morte di un bimbo per cani che (forse) appartenevano ad un uomo privo di tutte le facoltà mentali ed economiche e che tuttavia era stato indicato dalla procura come idoneo a custodire i cani, idoneità della struttura giudicata positiva senza varcare la soglia anche dai veterinari asl. Sindaco rinviato a giudizio assieme a tecnici e vigili.
E levata di scudi contro la Padania e il sottosegretario che aveva fermato, col Viminale, la mattanza dei cani decisa dall’ordinanza del sindaco inadempiente. Chi dimentica?
È MESSINA e l’ispezione della task force nei locali dell’ex facoltà di Medicina. Tutto da rifare. Fascicolo aperto.
È l’Italia di VILLACIDRO e il blocco del trasferimento senza ragione al canile Europa di Olbia.
È la Puglia dei sindaci leccesi che manifestano la volontà di svuotare i canili facendo uscire i cani custoditi.
ÈARAGONA, e anni di baracche zeppe di cani sulle spalle di un’ottantenne malata, situazione alla quale si sta venendo a capo dopo l’intervento ripetuto della task force.
E’ FROSINONE e il sequestro di 70 cani di razza in un «contesto spaventosamente lordo», sequestrati e dopo 5 giorni restituiti alla stessa proprietaria da un altro magistrato.
È MATERA e i cani rubati dai cinesi nei poderi per farne uso improprio. La Matera anche sgomberata dalla task force nei siti archeologici improvvisati a canile.
È la pet therapy all’OASI S. RAFFAELE , con animali esotici e di bassa corte ai quali segano ali e becchi per “curare” i pazienti. Il magistrato archivia.
È VIGUZZOLO e le prescrizioni dimenticate nel cassetto dell’ssl e riscoperte dai nas. Altrimenti…ciccia?
È l’Umbria di TUORO al Trasimeno, agriturismo e allevamento con cavalli sotterrati, eliminati perché inidonei all’agonismo; l’Umbria di TERNI che lavora in appalto con la Tecnovett di Rieti, già sottoposto a ispezione della task force, con un fascicolo ancora aperto; l’Umbria del canile e gattile di FOLIGNO, ancora sotto inchiesta da parte della task force. È il caso di MAGIONE, con lo sgozzamento islamico del capretto sul terrazzo e i tempi lunghi per intervenire.
È un assaggio di malitalia, la cura è la legge.
(70 – continua)
LA GIORNATA DELLA MEMORIA PER QUELL’AGNELLO SACRIFICALE
Che differenza c’è tra un furgone che carica i malati di mente e l’uomo che li lascia senza cibo, né acqua, macerati per giorni nelle proprie feci, e un furgone che carica cani randagi, con meta finale, per entrambe, l’inceneritore ?
La morte accomuna questi destini e la barbarie accomuna il comune denominatore che lega un olocausto umano alla distruzione degli esseri viventi: il disprezzo per la vita. La morale è che ciò che è improduttivo non ha valore legale né merita un dibattimento ma solo archiviazione e prescrizione dei termini. E dove si può, l’eliminazione fisica. Forse un giorno ci sarà anche la giornata della memoria per i cani, i gatti, i cavalli e altri animali vittime della crudeltà, chi morto infilzato da qualche parte per gioco, chi bruciato per diletto, chi trascinato da un’auto sino ad usura delle membra, chi avvelenato per brama di bava umana. Chi aperto su un tavolo per esperimenti. Chi costretto a ballare con l’anello al naso. Forse, è meglio morire subito passando per il camino. Non c’è pietà. I kapò sono ancora con noi. Gli animali sono i deportati del terzo millennio. Questa certezza greve accompagna tutti i giorni chi volge lo sguardo verso i loro occhi. Basta solo pescare ogni giorno nel mucchio per trovare la follia dell’uomo e l’ignavia della giustizia e scegliere un caso a caso. Non una condanna esemplare. Rarissime le risposte dai comuni e dalle asl. Italia paese dei lager, smascherato pezzo per pezzo dal volontariato, da la Padania, dalle associazioni che documentano la catena degli orrori, denunciato e ispezionato per merito di Francesca Martini e della sua task force ma l’Italia è e resta il paese dei lager animali, con il Sud capofila della barbarie e dell’inciviltà. Condanne? Si contano su una mano.
Stefania Piazzo
LA PADANIA
Viaggio nell’Italia bestiale di Stefania Piazzo
SETTANTESIMA PUNTATA
LAGER E INCIVILTÀ, LA MAPPA D’ITALIA
Un Terzo mondo contrastato a suon di ordinanze, ispezioni, denunce della stampa
30 gennaio
SETTANTUNESIMA PUNTATA
LAGER E INCIVILTÀ, LA MAPPA D’ITALIA
Mafia, connivenze, ignoranza, è l’Italia dei canili. E non solo
LA GIORNATA DELLA MEMORIA PER QUELL’AGNELLO SACRIFICALE
Che differenza c’è tra un furgone che carica i malati di mente e l’uomo che li lascia senza cibo, né acqua, macerati per giorni nelle proprie feci, e un furgone che carica cani randagi, con meta finale, per entrambi, l’inceneritore?
(70 – continua)
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Ussita e la vergogna del canile lager
22 gennaio 2011 -
http://www.cronachemaceratesi.it/?p=55172
Ussita e la vergogna del canile lager
Nuovo blitz di Striscia
Trovati diversi cuccioli morti
venerdì 21 gennaio 2011
di Roberto Scorcella
Viviamo in uno strano Paese. Viviamo in un Paese dove tutto può accadere senza che nessuno alzi un dito, salvo che poi la cosa finisca in televisione. Solo in quel momento, quando la visibilità mediatica aumenta esponenzialmente, si assiste alla mobilitazione di massa. E così, una trasmissione potenzialmente satirica come Striscia la Notizia diventa l’ultima ancora di salvezza per quelle povere bestie rinchiuse in una sorta di “canile-lager” a Ussita. La troupe di Striscia aveva ampiamente documentato nel marzo scorso le condizioni in cui si trovavano a vivere (se quella può chiamarsi vita) quelle povere bestie. Per quasi un anno, malgrado gli accorati appelli delle associazioni ambientaliste, i gruppi nati su Facebook, gli amorevoli tentativi anche di alcuni privati di alleviare le pene di questi animali, la situazione è rimasta sostanzialmente la stessa. Succede che nei giorni scorsi Striscia torna ancora (su sollecitazione di chi ha continuato sempre ad interessarsi di questa storia) a Casali di Ussita e le telecamere riprendono una situazione non solo uguale a quella del marzo 2010 ma addirittura peggiore.
Il secondo blitz di Striscia finalmente ottiene il risultato di smuovere qualcosa. Ieri mattina a Casali di Ussita sono arrivati carabinieri, vigili urbani, veterinari dell’Asur zona territoriale 10 e volontari della Lega nazionale per la difesa del cane di Camerino per far rispettare l’ordinanza (sembra pronta da tempo) del sindaco di Ussita Sergio Morosi per portare via alcuni cani ritenuti in soprannumero rispetto al numero di pecore esistenti.
Il racconto di una volontaria della Lega per la difesa del cane presente al blitz è un pugno nello stomaco: “Si doveva accertare se ci fossero le condizioni di maltrattamento degli animali, i carabinieri di Ussita invece dovevano garantire la consegna dei cani alla nostra associazione. Dovevamo prendere 15 cani comprese tutte le femmine non ancora sterilizzate e i cuccioli (18 più 6 ultimi nati). I 18 cuccioli sono tutti morti, tranne uno che ora è dal veterinario in stato comatoso e ormai agonizzante. Siamo tornati a casa con 6 femmine di cui una già sterilizzata e i 6 cuccioli ultimi nati che non hanno fatto in tempo a morire di fame C’è ancora una femmina libera per il paese incinta e questo da solo vanifica tutto dal momento che partorirà chissà dove e saremo nuovamente da capo.
L’ordinanza del sindaco è stata dunque eseguita, circa i cani da prendere, solo parzialmente, assecondando la pretesa e la decisione del titolare dell’allevamento che afferma che le pecore sono aumentate e quindi gli devono essere tolti meno cani, visto che gli sono stati assegnati 5 cani ogni 50 pecore. Il titolare dell’allevamento continuava a dire che i suoi animali stanno bene, che trovava strano che gli animali fossero morti perchè ieri correvano e che tutti avevano potuto vedere che c’era da mangiare: probabilmente, sue parole, avevano fatto indigestione”. I volontari lanciano un appello per l’adozione di queste povere bestie, mentre nei prossimi giorni Striscia la Notizia manderà in onda il nuovo servizio sul canile di Ussita. Sperando che non si debba assistere a una terza puntata di questa vergognosa storia.
***
ECCO IL VIDEO DI STRISCIA
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2010_03_stop18.flv
IL SERVIZIO DELLO SCORSO 18 MARZO CON IL VIDEO DI STRISCIA:
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La Padania 18 luglio: TUORO, INFERNO DEI CAVALLI BLITZ DI NAS E INFORMAZIONE
17 luglio 2010 -
Buona lettura de La Padania 18 luglio
Chiliamacisegua
La pagina a cura di Stefania Piazzo, pubblica la risposta del Sottosegretario on Francesca Martini, alla Lega difesa del cane:
«Il Ministero sostiene il Parco canile dei Sanniti»
“Gentile Sig.ra Gertrude Fucci, ho letto con grande attenzione la sua lettera e le sue parole mi hanno profondamente colpita perché permeate da profondo amore per i nostri amici a quattro zampe, soprattutto per quelli più sfortunati. Questo sentimento ci accomuna e ci ha spinte a condividere battaglie importanti per l’affermazione dei diritti degli animali.
Tra tutte ne voglio ricordare una soltanto: quella del canile di Cicerale in provincia di Salerno, divenuto il simbolo delle atrocità commesse nei confronti degli animali e dimostrazione tangibile del cammino di civiltà che stiamo percorrendo insieme……… “
Continua…
Prosegue con un orrore cupo, che lascia senza parole
TUORO, INFERNO DEI CAVALLI BLITZ DI NAS E INFORMAZIONE
“ Arriva sulla posta in face book un preallerta. E’ Pianeta Umbria che ci scrive, dopo un veloce tam tam informatico con lo Sportello 4 Zampe della Provincia di Perugia. La filiera funziona. Da lì a poco, due giorni sono bastati, scatta il blitz. E l’esito è inenarrabile. L’inferno è a Tuoro sul Trasimeno. Le denunce prendono sempre più corpo. Macellazione clandestina dei cavalli,fosse improvvisate. Non prima di aver dato la carne degli equidi ai cani, mastini napoletani e sanbernardo. I purosangue non ritenuti adatti al trotto finivano la loro vita con un colpo di pistola. Stessa sorte per gli asini nella tenuta. Chiaro, il condizionale è d’obbligo. Le accuse aprono la coscienza in due. Ma non sottraggono il Sottosegretario Francesca Martini da un immediato commento. «Ritengo allucinante quanto recentemente emerso da indagini congiunte dei Carabinieri dei Nas rispetto ad episodi di macellazione clandestina di cavalli da corsa da film dell’orrore che sarebbero avvenute presso l’allevamento “La dogana” di Tuoro sul Trasimento (PG). Grazie al senso civile di alcuni cittadini si è rotto il muro di silenzio in particolare sulle cruentissime uccisioni di puledri all’interno dell ’allevamento. Le carni erano destinate all’alimentazione di altri animali ma soprattutto, e purtroppo, anche all’alimentazione umana. Il clima di terrore e di omertà veniva mantenuto dai titolari dell’azienda sulla base di continue minacce. Le ispezioni hanno evidenziato lo smaltimento illegale di carcasse di cavalli e di cani, un congelatore contenente carne non identificata ed un cane congelato, nonché numerose irregolarità……..”
Continua……..
I FATTI DI TUORO RACCONTATI DA CHILIAMACISEGUA QUI
http://www.chiliamacisegua.org/2010/07/15/allevamento-degli-orrori/
ALLEVAMENTO DEGLI ORRORI
Conclude con una notizia che dà sollievo
A VERONA IL PRIMO PRONTO SOCCORSO ANIMALE
“Nasce in provincia di Verona il 1° Pronto Soccorso per animali. Ad annunciarlo è il Sottosegretario alla Salute con delega alla veterinaria, on. Francesca Martini. «Sono orgogliosa – ha detto il Sottosegretario – di poter annunciare che attraverso un progetto congiunto che sto portando avanti con il Comune di Legnago e con la ULSS 21 nascerà grazie ad un mio finanziamento e a risorse del territorio il primo Pronto Soccorso per animali. È un passo in avanti di grande civiltà. Troppo spesso purtroppo ancora oggi gli animali di affezione, ed in particolare i cani, sono al centro di maltrattamenti, sevizie o incidenti stradali che li vedono sovente feriti e senza un punto di riferimento…….!
Continua……
Anteprima
18 luglio
*VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE QUARANTATREESIMA PUNTATA
*MARTINI: «IL MINISTERO SOSTIENE IL PARCO CANILE DEI SANNITI»
*TUORO, INFERNO DEI CAVALLI BLITZ DI NAS E INFORMAZIONE
Filiera civile, media in campo con le istituzioni
*A VERONA IL PRIMO PRONTO SOCCORSO ANIMALE
LEGGI TUTTO...
De gustibus non est disputandum
16 giugno 2010 -
De gustibus non est disputandum
Riceviamo e divulghiamo.
Sia mai che, imparando a riconoscere la malafede sparsa da “organismi”, tale a Federfauna che rappresenta coloro che della vita fanno scambio col profitto e tale a chi, pur dichiarandosi Associazione Animalista, ma che palesemente, rilanciando solo i comunicati di Federfauna e non la replica di Animal Liberation, dimostra da che parte sta, la si riesca ad estirpare.
Pur dubitando molto, la speranza non si spegne.
Chiliamacisegua
FEDEFAUNA PREFERISCE GIORGIO GUBERTI
ANIMAL LIBERATION PREFERISCE I POINTER
BEA DA GUBERTI
BEA DA ANIMAL LIBERATION
Comunicato
http://www.animalliberation.it/
POINTER RITROVATO, ILLAZIONI DI FEDERFAUNA. ANIMAL LIBERATION RISPONDE
L’idea di Alberto Veronesi che Animal Liberation o qualunque Associazione animalista possa abbandonare un cane in autostrada è grottesca.
Animal Liberation si cura dei pointer sequestrati con l’aiuto di persone generose ma con molto sacrificio, spirito di abnegazione e anche debiti personali.
Chiunque abbia un po’ di esperienza nel campo sa cosa significa mantenere e curare, garantendo una buona qualità di vita, un numero così alto di cani:
senza contributi pubblici di alcun genere c’è solo lo spazio di sacrificarsi e indebitarsi.
Non vediamo cosa ci sia di strano o criticabile nel diffondere il nostro IBAN per chiedere l’aiuto delle persone disponibili visto che con le sole nostre
forze non potremmo farcela.
Stiamo compiendo una grande impresa, salvare tutti i cani del sequestro Guberti, ci stiamo riuscendo: è questa la cosa che indispettisce e fa infuriare Alberto Veronesi e gli altri allevatori amici di Guberti.
Quando abbiamo guardato negli occhi i cani nell’allevamento di Guberti e abbiamo visto il loro sguardo disperato e impaurito abbiamo fatto a tutti la promessa di dargli il futuro che si meritano. Stiamo mantenendo questa promessa e intendiamo farlo fino alla fine.
Tutto ciò che Federfauna dice circa presunte irregolarità dal sequestro ad oggi sulla gestione dei pointer sono solo illazioni e falsità.
Chiunque l’abbia voluto è potuto venire a vedere i pointer e a verificare il loro stato, compreso lo stesso Guberti che infatti è venuto alcuni mesi fa e non ha potuto eccepire nulla, mentre i cani si allontanavano da lui….
Sul pointer ritrovato a Bologna, Animal Liberation non ha alcuna responsabilità. Siamo molto contenti che sia stato ritrovato e siamo contenti di sapere che sta bene.
Il cane era tutt’altro che abbandonato, la sua scomparsa era stata regolarmente denunciata da chi ne ha la custodia giudiziaria; il vero problema è che questi cani hanno sofferto molto, sono molto traumatizzati e per parecchi di loro il recupero è lento e difficile per cui, se non li si vuole tenere costantemente imprigionati, la loro gestione è molto complessa.
Tenerli costantemente segregati, cosa che riesce molto bene agli sfruttatori di animali, è molto più facile e sicuro.
Chi desidera informazioni su questo cane può rivolgersi alle autorità competenti; il nostro operato e la nostra coscienza sono tranquilli.
Perché Federfauna, il Pointer Club, Alberto Veronesi e tutti coloro che da oltre un anno attaccano Animal Liberation in tanti anni non hanno mai sollevato dubbi e sollevato il coperchio dell’”Allevamento del Vento” , perché non hanno mai speso una parola in difesa di quei poveri cani?
Con la documentazione esistente e sotto gli occhi di tutti noi pensiamo che Guberti sarà condannato, a lui non succederà nulla di male perché la sua età nel nostro Paese è giudicata incompatibile con la vita carceraria, ma con lui sarà condannato un metodo d’allevamento.
E’ questo che brucia a Federfauna e colleghi.
Lilia Casali
presidente di Animal Liberation
15 giugno 2010
http://www.federfauna.org/News/news.php?id=3451
Federfauna
E’ un pointer Del Vento il cane trovato in stato di abbandono lungo la tangenziale di Bologna…
La saga dei pointer Del Vento, sequestrati al veterinario Giorgio Guberti di Ravenna a fine 2008 dal Nirda ed affidati agli animalisti, non smette di riservare sorprese. E’ “Ranger Del Vento” il cane trovato in stato di abbandono lungo la tangenziale di Bologna qualche giorno fa e portato in canile.
E’ lo stesso Giorgio Guberti a darne notizia: sabato 13 giugno alle ore 13.20 ha chiamato un responsabile locale di FederFauna per avvisarlo che aveva da poco ricevuto una telefonata da un addetto di un canile di Bologna il quale, controllato il microchip e verificato che il cane era regolarmente registrato in anagrafe regionale, ha segnalato il ritrovamento al legittimo proprietario.
Alla telefonata del canile, Guberti, dimostrando per l’ennesima volta correttezza e non certo l’astuzia attribuitagli da Animal Liberation nei suoi comunicati sempre muniti di IBAN per le donazioni, ha dichiarato che il cane, assieme agli altri, gli era stato sequestrato dai forestali e che era stato dato in custodia agli animalisti.
Dopo aver riflettuto un po’ però ha pensato di chiamare anche FederFauna che e’ corsa a verificare identita’ e condizioni dell’animale.
Che il cane ritrovato in stato di abbandono lungo la tangenziale di Bologna, proprio come nei migliori spot sul randagismo, sia Ranger Del Vento non vi e’ dubbio.
Il numero di microchip risulta essere nell’elenco del sequestro stilato dal Nirda e inoltre il suo colore bianco-testa di moro (bianco-fegato nel verbale) e’ raro e riconoscibile anche nelle foto scattate dagli animalisti nel periodo del sequestro.
E’ quindi indubbio che quel cane sia passato per le mani dei suoi “salvatori” CFS e Animal Liberation.
Cosa ci faceva allora in tangenziale di Bologna? L’abbandono di animali – fa presente FederFauna – e’ perseguibile penalmente, anche se dopo i primi affidi dei cani sequestrati a Guberti, il vicequestore aggiunto della forestale Anna Mazzini disse che in caso di smarrimento “…non ci sono conseguenze per l’affidatario, puo’ succedere che un cane scappi…”.
In tal caso pero’ dovrebbe esserci una denuncia di smarrimento, tanto piu’ trattandosi di un bene sotto sequestro, e il canile l’avrebbe saputo.
Sembra invece addirittura che il cane sia stato accalappiato e portato in canile proprio da agenti del CFS che evidentemente non conoscevano ne’ l’animale ne’ i colleghi che l’avevano sequestrato.
Ora e’ possibile che anche questo caso, come quelli di Parma o San Marino, sia inghiottito dal silenzio piu’ totale, e sono in aumento quelli che reputano sempre piu’ probabile per l’allevatore ravennate una condanna che metta definitivamente il coperchio ad una pentola in ebollizione che continua a schizzare retroscena completamente diversi da quanto mostrato ed urlato dalla propaganda animalista.
FederFauna sostiene invece che la pentola bisognerebbe scoperchiarla.
Sarebbe piu’ che opportuna un’indagine sui sequestri in cui gli animali sembrano cadere in un limbo di “esproprio di fatto”, con tutto quello che ne consegue.
Sulle onlus animaliste che ottengono la custodia degli animali sequestrati come Animal Liberation, che dopo aver dichiarato per voce della sua presidente Lilia Casali, che all’epoca del sequestro non aveva ne’ strutture ne’ fondi, oggi dopo un anno di pointer Del Vento, sembrerebbe addirittura essere diventata proprietaria di un terreno.
Sui poveri cani sequestrati e sparsi ovunque, anche in tangenziale di Bologna!
15-06-2010
I FATTI
Ravenna. Un “lager” per cani e gatti, a processo il veterinario Guberti
http://chiliamacisegua.wordpress.com/2010/03/23/guberti-rinviato-a-giudizio/
Guberti rinviato a giudizio
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Ravenna. Un “lager” per cani e gatti, a processo il veterinario Guberti
7 maggio 2010 -
Cronaca Italia
Ravenna. Un “lager” per cani e gatti, a processo il veterinario Guberti
Cani e gatti sottoposti a sevizie e costretti a contendersi il cibo, a volte costituito da animali ancora da spellare. Di questo deve rispondere il 18 maggio davanti al tribunale monocratico di Ravenna un veterinario di 81 anni, Giorgio Guberti, accusato di maltrattamento e abbandono per centinaia di animali e di smaltimento illecito di liquami.
Il processo segue il sequestro, a fine 2008, di due allevamenti di cani a Osteria e Campiano di Ravenna, compiuto dal Nirda del Corpo Forestale dello Stato. La Lav, tutelata dall’avvocato Andrea Visani, ha già manifestato l’intenzione di costituirsi parte civile. In tutto, sono 219 i cani verso i quali sarebbero stati commessi soprusi: 94 a Campiano (89 pointer, 4 galgo-spagnolo e un pointer-galgo) e 125, tutti pointer, a Osteria. Ci sono anche oltre sette gatti selvatici o comunque incroci con i domestici.
Secondo le indagini coordinate dal Pm Daniele Barberini, negli allevamenti sequestrati, i cani erano sottoposti a sevizie definite “insopportabili” per le loro caratteristiche: costretti a competere per il cibo, alle volte costituito da animali ancora da spellare, alla fine non c’era da mangiare per tutti e così i cani si azzuffavano per determinare gerarchie che premiavano i più forti a discapito dei più deboli. L’intento – sempre secondo l’accusa – era quello di innescare una selezione naturale all’interno degli allevamenti.
I FATTI
http://www.chiliamacisegua.org/2010/03/23/guberti-rinviato-a-giudizio/
http://www.animalliberation.it/allevamentoguberti.html
http://www.chiliamacisegua.org/2008/12/21/allevamento-enci-di-giorgio-guberti-ravenna/
http://www.chiliamacisegua.info/ravenna.html
http://www.chiliamacisegua.org/2010/01/12/sequestro-ravenna-un-anno-dopo/
http://www.facebook.com/note.php?note_id=43494033446
http://www.facebook.com/note.php?note_id=40731623446
http://www.forumetici.it/viewtopic.php?f=10&t=9690&start=30
http://bn-in.facebook.com/note.php?note_id=44715923446
http://lv-lv.facebook.com/topic.php?uid=35124804455&topic=7265
http://it-it.facebook.com/note.php?note_id=120257615059&comments
http://www.chiliamacisegua.info/ravenna.html
Sky 29 dicembre ore 13
http://www.facebook.com/group.php?gid=40481233701#/note.php?note_id=40731623446&id=41933286335&ref=nf
Studio Aperto 29 dicembre ore 18,38
http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=studioaperto&data=2008/12/29&id=37226&from=studioaperto
Tg2 ore 29 dicembre ore 13
http://www.tg2.rai.it/default.asp?id_n=7537&id_r=3&id_c=16
Foto scattate il 20 dicembre 2008 presso l’ allevamento (scarica la cartella zip)
http://www.animalliberation.it/allguberti/foto20dic08.zip
Foto scattate il 21 dicembre 2008 presso l’ allevamento (scarica la cartella zip)
http://www.animalliberation.it/allguberti/foto21dic08.zip
Album degli orrori
http://it.youtube.com/watch?v=LvZk4Xw4UsA&feature=PlayList&p=0B029FA543D0FBC0&index=9
PADANIA 4 GENNAIO 2009
DI STEFANIA PIAZZO
Ravenna – Vita da Pointer. La merenda dei campioni
Chi sapeva ha taciuto. E approvato per anni. Difficile dire cosa sia più insopportabile. Se il silenzio di una lobby, delle istituzioni locali che si sono limitate a stare alla finestra, senza avere un sussulto di coscienza, o se sia stata più terribile la decisione a tavolino per la ratio della selezione naturale. Chi la pensa così è accusato di antropomorfismo. Chi non la pensa così, come il Club del pointer, prende le difese del proprio socio e parla, fuori dai denti, di «aggressione mediatica ». Intanto però non c’è più un cane (erano 250) nell’allevamento Del Vento del tanto acclamato Giorgio Guberti, il guru dei pointer di Ravenna. Merito, o colpa, dipende dai punti di vista, di una rete istituzionale e di volontariato che ha avuto come regia il ministero della Salute, con il sottosegretario F r an c e sc a Marti ni ancora una volta scesa personalmente in campo accanto al consigliere regionale della Lega Nord, Mauro Manfredini, con l’allertamento dei Nas, e con gli stessi carabinieri che hanno consentito ai volontari, grazie all’intervento diretto del ministero, di seguire la vicenda. «È stata una grande operazione di squadra per la tutela dei cani e contro i maltrattamenti commenta con soddisfazione il sottosegretario Martini -Un’operazione ben riuscita tra noi, i volontari, i consiglieri regionali, i Nas, il Nirda (per il sequestro) del ministero delle Politiche agricole ». Questa volta, sottosegretario, non ci sono canili ma un allevamento nell’occhio del ciclone. «Un allevamento tenuto in un insopportabile stato di degrado, su cui abbiamo puntato tutti i nostri riflettori. Ma è solo l’inizio, perché grazie a questa nuova efficace rete tra istituzioni e associazioni sul territorio, col supporto indispensabile dei Nas, non possono più dormire tranquilli coloro che si spacciano per allevatori e maltrattano. È tolleranza zero». Ma leggete qua la reazione del Pointer Club: «Le condizioni da lui (Guberti, ndr) applicate alla selezione, potranno essere considerate stravaganti a una visione animalista (bisognerà chiederlo anche ai Nas, ndr), meno discutibili sul piano zootecnico ». A Ravenna le immagini parlano chiaro: un’azienda dell’autoselezione, della privazione. Le prime denunce esibivano le immagini di un mondo a parte, con cani scheletriti, piegati su se stessi come un asse da stiro chiuso, volti distrutti e scarnificati dalle malattie, box dove le deiezioni stazionano da anni. Decisiva l’azione di Animal liberation e del tam tam su internet promosso da Chiliamacisegua per reperire gli stalli.
Un’operazione che non ha precedenti in Italia. Eppure contestata dal Club di razza. Sul sequestro commentano: «Nutriamo qualche fondato dubbio sulla completa legittimità della decisione e molte perplessità sulla forma con cui è stato gestito ». Neanche i giudici vanno bene al Club. Si fa come dice Guberti. Le strutture dell’allevatore sono sotto sequestro, convalidato. La prima mossa del sindaco era stata quella di annunciare, a metà dicembre scorso, un’ordinanza che avrebbe intimato all’allevatore di mettersi in regola entro sei mesi. Poi arrivò la denuncia della Lega Nord, per voce del consigliere regionale, Mauro Manfredini, il primo e solo politico locale intervenuto per chiedere la soluzione del caso. Ma arrivò solo un ’ordinanza per cessare l’attività. Forse non erano state riscontrate già prima anomalie e storture? Manfredini, ancora provato per ciò che ha visto, durante le operazioni in costante contatto con il sottosegretario Martini, commenta così: «Era dal 2003 che il Comune sapeva. Il sindaco aveva l’obbligo di intervenire, per legge. Invece ha preso tempo e distanza con l’ordinanza per la chiusura dell’al leva men to entro 90 giorni. Figuriamoci! Le dico solo che quando ho visto i cani mi sembrava di essere entrato in un campo di…. Ho provato un dolore indescrivibile». Una reazione antropomorfa anche questa. Già processato per maltrattamento, Guberti, fu assolto: secondo il giudice il fatto non sussisteva. Era il 2003. L’archiviazione è di pochi mesi fa. La situazione attuale è affidata ora alle immagini. Stesso allevamento, stessi cani. Guberti, alla stampa, spiega: «La gente non sa che i pointer vanno allevati così. Il pointer non è un cane da salotto, è da competizione, deve crescere sulla terra così impara a resistere al fango e al freddo dove poi si troverà nelle gare. Sono magri? Certo che sono magri, altrimenti non sarebbero campioni». Così invece l’ordinanza del sindaco: «I terreni degli allevamenti favoriscono l’accumulo delle feci e la proliferazione di roditori (…). Le feci vengono rimosse ogni due anni. (…). Gli allevamenti sono privi della prevista autorizzazione del sindaco». I Nas di Bologna erano già stati lì nel luglio scorso, rilevando «l’inadeguatezza delle modalità di abbeveraggio; le attrezzature per la somministrazione di mangimi e acqua non sono state costruite in modo tale da garantire che ciascun animale vi possa accedere senza essere aggredito (…), mancano strutture dedicate per l’isolamento e la cura degli animali malati (…)». Intanto il Club di razza: «Siamo vicini a Giorgio, vogliamo rassicurare tutte le persone che lo conoscono». Le carcasse di chi non ce l’aveva fatta sotto quali fauci sono finite? E come finivano le carcasse di polli e conigli congelati ritirati da allevamenti, sottraendoli alla discarica? Chi ha partecipato alle operazioni di sequestro parla di branchi di cani assolutamente deprivati, non socializzati, con un atteggiamento aggressivo tra loro, in competizione per sopravviver e. Sono stati ritrovati uccelli vivi in gabbie, impiegati per l’addestramento alla caccia. In gabbia anche alcuni esemplari di gatti selvatici protetti dalla Convenzione di Washington. Vivevano in gabbie tra escrementi, urina e pezzi di carne cruda e putrescente. Sta agli atti. Se non è maltrattamento e crudeltà, è un ennesimo punto di vista antropomorfo. Tanto che l’avvocato Ridolfi, che lo fece assolvere nel 2003, orgoglioso dice: «Guberti è uomo di intelligenza straordinaria, è un poeta e la sua poesia è il pointer». Ora però c’è anche allarme sanitario. Nell’allevamento di Osteria sono stati trovati cinque animali morti: uno di questi per leptospirosi. Per tutti i cani sottratti all’allevatore ora c’è l’isolamento sanitario. Poesia allo stato puro. Il consiglio direttivo del Club del pointer è ora preoccupato del destino dei cani, perché «Le attività di alcune associazioni sedicenti di “protezione degli animali” pongano in serio pericolo la conservazione dei caratteri genetici». Ma non sedicenti per il ministero! Lo strazio continua.
s.piazzo@lapadania.net
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MENO MALE CHE STRISCIA LA NOTIZIA C’E!
27 marzo 2010 -
MENO MALE CHE STRISCIA LA NOTIZIA C’E!
Chiliamacisegua diffonde le vicende delle quali chi se ne sarebbe dovuto occupare, ignorava e i protagonisti e i comprimari.
Si svolgevano le vicende, sotto ad occhi disattenti da tempo, ma come si sa ormai, il tempo è denaro.
E la vita degli animali non conta un soldo.
Solo le loro carni dopo la loro morte fruttano, ingrassano gli allevatori.
Dunque, a che pro sprecare energie e applicare la Legge che ohibò, parla di benessere animale e che tutela sulla carta, bovini, equini e canidi di questa storia, se tanto sono bestie destinate al macello e i cani devono solo fare la guardia?
Bene Vagienna e Demonte, provincia di Cuneo?
Territorio di allevatori.
Brava gente!
Chiliamacisegua
DOPO BENE VAGIENNA E’ LA VOLTA DI DEMONTE
MENO MALE CHE STRISCIA LA NOTIZIA C’E!
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2010_03_stop26.flv
26.03.2010
Stalla in condizioni deteriori
Il sopralluogo di Edoardo Stoppa a Demonte, in provincia di Cuneo
AGGIORNAMENTI
152 bovini sequestrati dai Nas: una vittoria dell’Enpa di Cuneo e di Striscia la Notizia
Martedì 23 Marzo 2010
Medici veterinari e bovini
(Sesto Potere) – Cuneo – 23 marzo 2010 – Una vittoria dell’Enpa di Cuneo e di Striscia la Notizia che avevano denunciato irregolarità in un allevamento di Demonte (Cuneo). A seguito della segnalazione, sono infatti intervenuti i Carabinieri di Borgo San Dalmazzo, i NAS di Alessandria e i Servizi Veterinari dell’Asl Cuneo 1 che hanno disposto il sequestro di 152 bovini dell’allevamento, i quali sono risultati in parte sprovvisti dei marchi auricolari utilizzati per la loro identificazione.
A Bene Vagienna, non è che se la passassero meglio
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/videogallery/videogallery_edoardo_stoppa.shtml
23.03.2010
Trecento bovini in pericolo di vita
Se ne è occupato il fratello degli animali Edoardo Stoppa
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2010_03_stop23.flv
AGGIORNAMENTI
http://www.cuneocronaca.it/news.asp?id=26151&typenews=primapagina
L’Anpana sulla cascina di Bene Vagienna dove “Striscia la notizia” ha mostrato le gravi condizioni degli animali: “Occorre una soluzione migliore” I BOVINI SONO STATI SEQUESTRATI MA LE LORO CONDIZIONI NON SONO MIGLIORATE. VIVONO NEI LORO ESCREMENTI IN UNA STALLA TROPPO PICCOLA
Bene Vagienna scenario di una triste vicenda di maltrattamenti. L’Associazione Nazionale Protezione Natura Ambiente denuncia che dopo due mesi dal sequestro di 186 bovini trovati al gelo e denutriti, ora sono segregati in una stalla inadatta a loro.
La strutturata infatti non è adatta per contenere tutti quegli animali, inoltre in circa due mesi, il letame e liquame prodotto non è mai stato pulito ne smaltito. Facile immagginare le condizioni in cui vivono questi animali. In soli due giorni gli operatori dell’ ANPANA dicono di aver visto morire 2 mucche e 2 vitellini mentre una vacca ha partorito uno splendido vitello in un morbido materasso fatto di circa 40 centimetri di liquame. Il 50 % degli animali è sfinito, seduto a terra senza la forza di reagire, un toro sdraiato sembra quasi pregare, guarda con occhi che sembrano dire “ti prego mangiami ma lascia che tutto questo finisca”.
In un ala della stalla si trovano una decina di capi completamente intrappolati fino alle ginocchia dal proprio sterco, le due cisterne dell’ acqua sono ovviamente vuote, e non vi è traccia di fieno, alcuni vitelli mangiano il proprio letame in cerca di qualcosa che li nutra, altri bevono nelle pozze di liquame, quasi tutti gli animali mostrano evidenti segni di dermatiti o infezioni. In un’altra ala coperta della stalla ci sono alcune mucche in evidente stato di deperimento avanzato, le ossa sporgono come pugni negli occhi, i vitellini colpiscono con forze le mammelle delle proprie madri in attesa di un po’ di latte, latte che queste mucche non riescono a produrre in quantità necessaria a sfamare i propri piccoli, purtroppo sono stremate anche loro, altri vitellini invece cercano disperatamente di pulire una mammella dal liquame seccato oramai da giorni, in giro ossa di bovini, pezzi di zampe mangiate probabilmente da cani, insomma una situazione raccapricciante.
La cosa più preoccupante è che questi animali sono stati posti sotto sequestro per proteggerli, tolti dal freddo di un campo, e lasciati in custodia al loro aguzzino in una stalla fatiscente, dove nessuno più li vede, e occhio non vede cuore non duole.
La situazione ha destato l’interesse della polemica da parte di “Striscia la Notizia”, di fatti Edoardo Stoppa Paladino degli animali e la sua Trooup, hanno girato il loro servizio di protesta, che andrà in onda in queste giorni, e anche in quel caso illustri rappresentati degli allevatori, giunti in loco non si preoccupavano della situazione di malessere venutasi a creare, ma solo della brutta figura che la razza Bovina Piemontese faceva.
L’ ANPANA vuole solo far comprendere che non si sta accusando nessuno di questa triste vicenda, è solo che non sono stati sequestrati 186 veicoli, che pur se parcheggiati in un piazzale per 2 o 3 mesi non patiscono, quì si tratta di animali, di esseri senzienti, che soffrono, che sono costretti a vivere in condizioni ignobili, e non possono nemmeno protestare, non ne hanno più la forza, per questo si esortano tutte le istituzioni a sveltire al massimo gli interventi, sopratutto sono state proposte delle soluzioni migliorative, che non sono state recepite. Gli Operatori dell’ ANPANA dicono che hanno trovato una stalla pulita e un trasportatore che avrebbe nell’ immediato sistemato il tutto a costo zero per lo stato, ma la soluzione non è stata presa in considerazione, la risposta è stata: abbiamo messo in vendita gli animali all’ asta, però solo 100, e gli altrio cento, quanto dovranno ancora soffrire in quelle condizioni?
Anche se si parla di bovini destinati alla macellazione, noi che ci definiamo umani dovremmo mostrare nei fatti la nostra umanità, e in questo caso i fatti ci danno torto. Siamo speranzosi di un pronto intervento da parte delle Autorità competenti, che sicuramente interverranno il prima possibile.
http://www.targatocn.it/it/internal.php?news_code=81775&cat_code=1
Nella foto gli agenti del Corpo Forestale intervengono a Bene Vagienna
Bene Vagienna e Demonte: 384 bovini sequestrati
Nelle ultime ore, in due distinte operazioni condotte a Demonte e Bene Vagienna, le autorità competenti hanno provveduto a sequestrare complessivamente 384 bovini che versavano in gravi condizioni di trascuratezza ed incuria se non di maltrattamento. I fatti sono stati documentati anche dalla nota trasmissione televisiva Striscia la Notizia, il cui inviato Edoardo Stoppa, paladino della tutela degli animali, era intervenuto in valle Stura su segnalazione dell’ENPA di Cuneo ed a Bene Vagienna, chiamato dalle guardie ecozoofile dell’ANPANA. A Demonte, in frazione Festiona, sono intervenuti oggi i carabinieri dei NAS di Alessandria in collaborazione con i Carabinieri della Compagnia di Borgo San Dalmazzo ed il Servizio Veterinario dell’ASL CN1. Esito dell’operazione è stato il sequestro di 152 capi bovini per un valore di 800mila euro, proprietà di un allevatore del posto. I bovini sono risultati in parte privi dei marchi auricolari obbligatori per l’identificazione degli animali, utili a garantire il rispetto della normativa sanitaria in materia di igiene e profilassi dalla nascita sino alla macellazione, nell’interesse del consumatore. Gli accertamenti che saranno condotti dal NAS permetteranno di verificare la lecita provenienza dei capi bovini e la loro regolare tenuta sotto ogni profilo. L’ipotesi di reato di maltrattamento di animali è stata esclusa nel corso del sopralluogo. Il servizio veterinario ha però impartito severe disposizioni all’allevatore per migliorare le condizioni di stabulazione degli animali.
Nel secondo caso, a Bene Vagienna, il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Corpo Forestale, in collaborazione con i Comandi della Stazione forestale di Mondovì e Villanova Mondovì, il Nucleo Operativo Speciale di Ceva, la Procura della Repubblica di Mondovì ed i Servizi veterinari dell’ASL CN1, nella tarda serata di ieri, ha posto fine ad una lunga storia di maltrattamento di animali verificatasi in una cascina. Si è proceduto infatti al sequestro di 232 bovini di razza piemontese che versavano in condizioni di malnutrizione ed incuria, tanto che negli ultimi giorni alcuni capi erano deceduti. Sempre nella giornata di ieri si è proceduto alla vendita all’asta di 100 dei 186 bovini di cui era stato disposto il sequestro già nel gennaio scorso. La complessa operazione effettuata, cui hanno preso parte 11 Forestali, ha comportato la preventiva individuazione, effettuata nelle scorse settimane da parte dei Servizi veterinari e dall’Associazione Provinciale Allevatori, di ben tre stalle che potessero ospitare e nutrire, in condizioni di igiene e sicurezza sanitaria, le centinaia di animali. Nel gennaio dello scorso anno la Forestale aveva già inoltrato alla Procura della Repubblica di Mondovì, con riferimento allo stesso allevamento, una notizia di reato per maltrattamento cui aveva fatto seguito, nel giugno 2009, a seguito del decesso di diversi capi, il sequestro preventivo di 52 bovini gravemente defedati, che erano stati poi immediatamente venduti, mentre il resto della mandria, era salita in alpeggio ove aveva potuto ritrovare buone condizioni di salute. L’aggravamento della situazione verificatosi da gennaio, anche a causa delle inclementi condizioni atmosferiche, ha tuttavia reso indispensabili i drastici provvedimenti adottati con il sequestro di due mesi or sono e con l’ulteriore sequestro e la vendita effettuati ieri.
Leggi anche:
Striscia la Notizia anche a Benevagienna, chiamata da ANPANA
Animali maltrattati: L’ENPA e Striscia la Notizia a Demonte
http://www.targatocn.it/it/internal.php?news_code=81658&cat_code=
Giovedì 18 Marzo 2010
Animali maltrattati: L’ENPA e Striscia la Notizia a Demonte
Una troupe di Striscia la Notizia, capitanata dal paladino della tutela degli animali Edoardo Stoppa, è arrivata ieri in provincia di Cuneo per documentare e denunciare le gravi carenze nella tutela degli animali di allevamento in cui versano ancora molte stalle cuneesi. L’attenzione della nota trasmissione si è concentrata in particolare su di un allevamento di Demonte, al centro di numerose segnalazioni negli ultimi anni e in cui gli animali sono detenuti in condizioni pietose, come evidenziato dalle immagini. Agli animali di allevamento si accosta un drammatico stato di detenzione dei cani da guardia, trattenuti da cortissime catene e senza riparo alcuno in zone dove notoriamente le temperature scendono di molto sotto lo zero. Secondo l’Enpa “il fatto che si tratti di allevamenti, che quindi dovrebbero essere sottoposti a particolari controlli dai servizi veterinari anche a tutela della salute umana, getta anche qualche ombra sullo stato o quantomeno sull’efficacia di tali controlli.” “Nonostante la situazione fosse già stata oggetto a febbraio di un esposto di ENPA alle Autorità competenti – spiega il Segretario provinciale dell’associazione animalista Marco Bravi – ed in primo piano al Sindaco, che la Legge individua come massima autorità sanitaria, a ieri nessuna efficace azione di protezione degli animali era stata attuata.”
Bravi ha assistito alla registrazione del servizio, offrendo alla troupe di Striscia la Notizia la documentazione che attestava la situazione di maltrattamento degli animali e la sua reiterazione nel tempo. “Speriamo – dichiara fra l’altro Marco Bravi nel servizio che verrà mandato in onda da Striscia la Notizia nei prossimi giorni – che, come promesso dal proprietario, questa situazione venga sistemata a breve. Preoccupa – prosegue il delegato Enpa – che, per far rispettare le Leggi di tutela degli animali ed avere attenzione dalle Autorità competenti, sia necessario l’intervento di una trasmissione televisiva. Un grazie di cuore ad Edoardo Stoppa ed ai suoi collaboratori che hanno dimostrato un’attenzione ed una passione veramente unica in questa battaglia contro il maltrattamento degli animali che vede purtroppo, dall’altra parte, forti interessi economici, contributi a pioggia senza verifiche, diffuse inadempienze da parte degli organi di controllo”.
http://www.cuneocronaca.it/news.asp?id=26200&typenews=primapagina
Nas di Alessandria e carabinieri di Borgo hanno sequestrato a Festiona di Demonte 152 bovini dell’allevamento segnalato a “Striscia la notizia”
SU INVITO DELL’ENPA DI CUNEO, IL PROGRAMMA TV AVEVA REALIZZATO UN SERVIZIO DI DENUNCIA DELLE GRAVI CONDIZIONI DI VITA DEGLI ANIMALI
A Festiona di Demonte, il Nas di Alessandria e i carabinieri di Borgo San Dalmazzo e del Servizio Veterinario dell’Asl Cn1, hanno posto sotto sequestro sanitario 152 bovini, per un valore di circa 800 mila euro, di proprietà di un allevatore del luogo.
I bovini sono risultati in parte privi dei marchi auricolari obbligatori per l’identificazione degli animali, al fine di poter garantire il rispetto della normativa sanitaria in materia di igiene e profilassi dalla nascita sino alla macellazione, nell’esclusivo interesse del consumatore.
Gli accertamenti che saranno condotti dal NAS permetteranno di verificare la lecita provenienza dei capi bovini e la loro regolare tenuta sotto ogni profilo.
L’allevamento era balzato all’attenzione degli organi di stampa recentemente e presso lo stesso si era anche recata una troupe della trasmissione televisiva Striscia la notizia, allertata da associazioni animaliste che avevano sospettato casi di maltrattamenti dei bovini dell’azienda: gli accertamenti condotti hanno escluso, all’atto del sopralluogo, le ipotesi delittuose paventate, tuttavia il servizio veterinario ha impartito severe disposizioni all’allevatore per migliorare le condizioni di stabulazione degli animali.
Il NAS ricorda che le attività di controllo del benessere animale, sia da reddito che da compagnia, rappresentano uno degli obiettivi principali dell’attività del reparto, a contrasto degli illeciti che interessano e penalizzano gli animali sia da un punto di vista del benessere che da quello strettamente alimentare, e che riceve, assicurando la massima attenzione, ogni segnalazione anche nello specifico settore.
http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=373235
Cronaca | 18/03/2010 |
Cuneo: bovini maltrattati e malnutriti, allevatore denunciato da Corpo Forestale (2)
(Adnkronos) – Una volta verificata la situazione la Forestale ha subito denunciato l’allevatore per delitto di maltrattamento contro gli animali. A seguito di un nuovo controllo della Forestale, eseguito nel maggio dello stesso anno, il Pubblico Ministero dispose il sequestro degli animali che erano in condizioni peggiori, in tutto 52 esemplari.
Oggi si e’ svolta l’asta pubblica, a cui hanno partecipato tutti gli allevatori interessati, nel corso della quale sono stati venduti 100 capi di bestiame frutto di un ulteriore sequestro effettuato a gennaio in seguito a una seconda denuncia della Forestale. I restanti 140 animali invece sono stati posti sotto sequestro e hanno trovato adeguata sistemazione presso due diverse stalle sotto la custodia giudiziaria dei rispettivi proprietari.
CC
Gabinetto.capo@politicheagricole.gov.it;
direzione27@regione.piemonte.it;
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I comfort della stalla di Ligonchio
4 marzo 2010 -
I comfort della stalla di Ligonchio
Gli animali ospitati nella Azienda di Ligonchio, tranquillizzati dai risultati dell’ispezione igienico sanitaria effettuata da parte del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute – N.A.S. di Parma, congiuntamente al Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Reggio Emilia e al Servizio Veterinario dell’U.S. L. di Reggio Emilia, come riportato nel verbale, chiedono scusa per il pandemonio suscitato, al Sindaco ai Carabinieri, al servizio veterinario e alla cittadinanza tutta di Ligonchio per avere richiesto attraverso Edoardo Stoppa di Striscia la Notizia, una attenzione alle proprie condizioni di vita
Ammettono di avere preteso troppo e promettono di adattarsi ai comfort della loro stalla, ora svelati all’Italia intera, senza ulteriori indugi, in attesa di terminare il loro viaggio su questo mondo, al macello.
Ma assieme a Chiliamacisegua rimuginano una sola domanda: quali sono i parametri igienico sanitari in vigore nella ridente cittadina di Ligonchio?
Chiliamacisegua
COMUNICATO AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI LIGONCHIO
http://www.comuneligonchio.it/
In riferimento al servizio televisivo, relativo ai presunti maltrattamenti di animali presso un’azienda di Ligonchio, trasmesso nella puntata di Lunedì 1 marzo 2010 di “Striscia la notizia”, siamo ad informare che martedì 2 marzo è stata fatta un’ispezione igienico-sanitaria in tale azienda da parte del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute – N.A.S. di Parma congiuntamente al Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Reggio Emilia e al Servizio Veterinario dell’U.S. L. di Reggio Emilia. Dal verbale redatto al termine dell’ispezione, stralciamo la parte finale e riportiamo integralmente:
“Dal punto di vista igienico-sanitario e del benessere degli animali è stato rilevato quanto segue:
· l’allevamento (“registrato alla competente Azienda USL con il codice di identificazione aziendale n. IT 025RE 020”come risulta dalla prima parte del verbale n.d.r.) è ubicato in un unico capannone suddiviso internamente da una zona destinata all’allevamento dei bovini e, da una zona destinata all’allevamento di ovini e caprini. In quest’ultima zona del capannone è risultata presente anche una postazione fissa dedicata all’unico cavallo presente in azienda che a dire del titolare, potrà anch’esso essere destinato alla macellazione a fine carriera.
· Le postazioni degli animali sono tutte dotate di mangiatoia a terra per il fieno, mangiatoia doppia per il mangime e sistemi di abbeveraggio automatici funzionanti.
· Si dà atto che nell’allevamento sono presenti n. 2 cani a pelo lungo di media taglia (uno bianco ed uno nero). Il cane di colore nero rinvenuto all’esterno del capannone è risultato legato con una catena della lunghezza di 4 metri circa che consente all’animale lo sgambamento fisiologico e gli permette di raggiungere agevolmente la vicina cuccia. Il cane di colore bianco rinvenuto all’interno del capannone è risultato anch’esso legato con una catena di 4 metri circa. Entrambi i cani, a dire dei suddetti veterinari, si presentano in buono stato di salute, ben nutriti e non aggressivi in presenza dei verbalizzanti.
· Per quanto riguarda le condizioni fisiche e di benessere degli altri animali presenti in stalla, non si sono rivelate problematiche di sorta. Tutti gli animali presenti risultano in buone condizioni di salute. Gli stessi non presentano condizioni di disidratazione né di denutrizione; i capi apparentemente più magri sono animali che hanno o partorito recentemente o che sono stati affetti da malattie o intervento chirurgico (dislocazione dell’abomaso) e che sono stati prontamente curati dal veterinario aziendale (certificato datato 25/02/2010……… acquisito in copia).
· Durante la normale attività di vigilanza veterinaria effettuata sia nel corso del 2009 che nel 2010, con ultimo sopralluogo effettuato in data 23/01/2010, le condizioni di benessere degli animali sono risultate analoghe a quelle odierne. In merito a quest’ultimo controllo è stata acquisita la check list “alimentazione”.
· La struttura di ricovero degli animali pur vecchia e sicuramente in condizioni non ottimali, è ancora in grado di offrire riparo ed ospitare gli animali. Il titolare dell’azienda ha incaricato uno studio tecnico per la redazione di un progetto teso alla ristrutturazione ed al miglioramento del capannone.”
Da quanto emerge dal verbale, non ci sono elementi che suffraghino le tesi sviluppate nel servizio, tesi che gettano discredito sulla nostra comunità, fatta di gente che lavora, si impegna, fatica e tribola in mezzo a mille difficoltà. Il nostro ruolo ci impone di essere al di sopra delle parti e di vigilare sul rispetto delle leggi, nel contempo non possiamo accettare che possa essere portata avanti l’operazione di cannibalizzazione attraverso la ripetizione all’infinito anche su altri canali delle immagini, corredata da un commento che il verbale di cui sopra smentisce sul piano del contenuto. Auspichiamo che la promessa a chiusura del servizio televisivo di tornare sull’argomento venga mantenuta, facendo tutto alla luce del sole e con serenità, senza irruzioni a sorpresa.
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI LIGONCHIO
3 marzo 2010
SERVIZIO DI STRISCIA
http://www.youtube.com/watch?v=1c8P-DQrpWo
Maltrattamento di animali, bufera a Ligonchio per il servizio di Striscia
Il Comune di Ligonchio, che conta circa un migliaio di abitanti, è stato sconvolto dall’arrivo di una troupe di Striscia la Notizia, famoso tg satirico di Canale 5, che martedì sera ha mandato in onda un servizio sul discutibile trattamento di animali in un’azienda agricola locale. Al termine del servizio è scoppiata addirittura una specie di rissa tra il giornalista Edoardo Stoppa e la famiglia dell’agricoltore. I cittadini del piccolo paese montano sono divisi a metà: chi sostiene l’agricoltore, tra i pochi superstiti che ancora resiste in montagna, e chi invece, facendo riferimento alle immagini di Striscia, sta dalla parte degli animali.
Preoccupato e amareggiato il sindaco Giorgio Pregheffi, il quale afferma: “Non mi risulta che la situazione sia così grave. Non è questa l’immagine di Ligonchio. La nostra è una comunità operosa che lavora. In queste ore abbiamo ricevuto tanti messaggi a cui daremo risposte. Attendo di conoscere l’esito dei controlli dei Nas e del Servizio veterinario distrettuale Usl prima di pronunciarmi nel merito. Questo stillicidio deve fermarsi. Già dobbiamo affrontare momenti difficili per la nostra realtà per cui mi aspetto collaborazione da parte di tutti. La nostra gente è ricca di valori in cui anch’io mi riconosco”.
Don Daniele e don Filippo, parroci di Ligonchio, hanno duramente replicato al servizio di Canale 5: “Noi non ci stiamo al seminare cattiveria attraverso denunce più o meno anonime fatte alla televisione, se si vuole cercare di fare giustizia si ricorre ai tribunali, alle autorità competenti….così non si cerca la giustizia, ma solo vendetta e voler fare del male…Noi non ci stiamo a questo uso e abuso della televisione, che presenta le immagini che vuole, che le commenta come vuole, che le fa vedere in modo che esprimano e convincano di quello che si vuole….anche con una telecamera si può fare violenza, violenza alle persone e violenza alla verità, anche una telecamera può diventare un’arma, una sopraffazione, un abuso di potere…”.
“Noi non ci stiamo a mettere in piazza come delinquenti della “povera gente”, che hanno o avranno le loro colpe, ma di sicuro non sono persone che si stanno arricchendo alle spalle degli altri e nemmeno grazie all’illegalità, e che comunque bene o male lavorano, faticano e tribolano…. Non si tratta né di giustificare e nemmeno di essere buonisti, ma semplicemente si tratta di non perdere di vista l’uomo, la situazione umana… Noi non ci stiamo ad esasperare gli animi, le persone, soprattutto approfittando della propria posizione di forza, o dell’impossibilità per gli altri di difendersi… la giustizia va sempre cercata, ma non può diventare né ricerca di vendetta, né ricerca di audience o di facili consensi… Noi non ci stiamo a lasciarci manipolare dalle televisioni… – continuano i parroci – Noi non ci stiamo a stare in silenzio o far finta di niente, ma vorremmo contribuire ad una riflessione e ad un superamento sia delle divisioni che delle indifferenze ( e questo guardando anche al di là di questo caso )…Noi chiediamo, cerchiamo e speriamo di non sprofondare in questo fango che ha invaso il nostro piccolo paese e di poter coniugare insieme alla giustizia e alla legalità, anche altri termini come: tolleranza, solidarietà, benevolenza, pazienza, carità, rispetto, amicizia, attenzione a chi è più piccolo, perdono…..per trovare o ritrovare i valori veri della vita di paese, della vita di montagna, della vita umana… E magari anche cristiana…”
“Rispettiamo le autorità e gli organi competenti, a cui giustamente lasciamo il compito delle valutazioni sanitarie, legali e giuridiche, non vogliamo certamente sostituirci a loro o sparare sentenze…. Come parroci di tutti (senza distinzione di alcun genere) siamo disponibili per quanto si possa fare per la pacificazione fra le parti e ad approfondire le riflessioni con quanti sono interessati alla ricerca del bene comune…” concludono don Daniele e don Filippo. Anche il sindaco di Busana, Alessandro Govi, ha affermato di condividere quanto affermato dai due prelati.
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