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29 novembre 2011 -
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Su La Padania di oggi il bellissimo articolo di Stefania Piazzo su “L’avventura …Visualizza altrodi: Sara Turetta -
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LA PADANIA 29 NOVEMBRE LA BONIFICA ETICA DEL MASSACRO ROMENO
29 novembre 2011 -
Continua il viaggio bestiale di Stefania Piazzo su La Padania. Oggi racconta la meravigliosa avventura di Sara Turretta e i cani e bambini della Romania.
Abbiamo il dovere di sostenere questa avventura, dovere morale di tutelare tutte le creature vessate, uccise e maltrattate.
Dovere di lottare per loro, pena l’inciviltà perpetua.
Buona lettura e buona indignazione!
Chiliamacisegua
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LA PADANIA 29 NOVEMBRE
CENTOTREDICESIMA PUNTATA
VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE A CURA DI STEFANIA PIAZZO
LA BONIFICA ETICA DEL MASSACRO ROMENO
L’AVVENTURA DI SAVE THE DOGS, SARA TURETTA RACCONTA
ANTEPRIMA
“Esiste una povertà più povera e una ricchezza più ricca. Esiste la Romania. Così, quando il trasferire valori diventa il tuo lavoro, la tua scelta etica e necessità, capisci che camminare sui cadaveri, quelli degli animali, sia il fine corsa di una civiltà. D’altra parte oltre la morte, cosa c’è?.
Milano è una città strana, nasconde segreti e tesori. Dove tutto scorre c’è anche il cuore di qualcosa che fa la differenza.
È la città profetica nel cambiamento che rompe tabù e costruisce ponti. Se dovessimo costruirne uno e dargli un nome lo dovremmo chiamare Save the dogs. Il ponte tra l’associazione, Milano, e la Romania. L’intuizione di Sara Turetta arriva nel 2001. Sara è abituata a viaggiare, conosce i Paesi dell’Est, vive con la famiglia per anni
all’estero in Europa. La visione “globale” dei problemi non le manca. Ma l’inciampo nella verità che le cambia la vita, e che la cambierà grazie a lei a migliaia di animali e di cittadini romeni, arriva dopo le denunce magari scomposte dei volontari italiani che parlano delle atrocità sugli animali in Romania, su un randagismo che è sterminio, torture, cannibalismo del rispetto.
«In un Paese randagismo e relazione con gli animali sono il prodotto del comportamento umano – ci spiega -, frutto dell’evoluzione di un Paese. E in Romania l’indurimento di un popolo, di una classe politica, ha dato questi frutti».
L’immagine degli animali lasciati agonizzare per le strade, o sommariamente decimati a migliaia trattenuti dalle tenaglie e sfracellati contro i muri da macellai dei“canili” e finiti con un’iniezione nel cuore, dicono che la Romania è ancora in guerra con se stessa. Dentro questa guerra, dal 2001 ad oggi Sara e il suo gruppo hanno iniziato a strutturare una risposta di civiltà e benessere nella politica della cipolla.
……………………
Quando si legge il nome dell’associazione non deve sfuggire quell’
and other animals… E altri animali. «Grazie a Franco Aloisio di Para da entriamo nel gruppo ong denominato Ciao, di cui fa parte la Fondazione Don Orione – spiega Sara -. Nasce il progetto It’s donkey tim e, programma di onoterapia con quattro asinelli strappati alla morte (scelti tra i 58 ospitati nel rifugio di Cernavoda), impiegati ora nella pet con venti bambini orfani portatori di gravi handicap, provenienti sia dal centro gestito dalla Don Orione che da altri orfanatrofi pubblici. In Romania i bambini ancora “istituzionalizzati” dentro gli ex orfanatrofi sono 150mila. Il nostro progetto ha una valenza puramente simbolica ma apre una breccia».
………………………
Sul sito www.savethedogs.eu c’è tutto e di più. Ma non potevamo uscire dal 36 di via Vilfredo Pareto senza citare il sociologo dell’economia: «La scienza economica non considera la proprietà come un dogma, non ne nega i difetti, la riconosce variabile nel tempo e
nello spazio; ma seguendo il metodo sperimentale crede che la sua disparizione farebbe oggi più danni che vantaggi».
Che c’entra questo con gli animali e gli uomini, con gli asini e gli orfani? Applichiamo una proprietà transitiva. La proprietà di un animale non è dogmatica, il farla sparire, azzerando
ciò che è la responsabilità di custodire, rispettare e proteggere un essere senziente, è di fatto più dannoso, «più danni che vantaggi», scriveva Pareto. Esiste infatti, in nome di ciò che si demonizza, una povertà più povera e una ricchezza più ricca. Esiste una Romania che vive nel passato e una speranza presente umanizzata dagli animali”
Stefania Piazzo
(113-continua)
NOTA
Per saperne di più sul massacro dei cani in Romania
http://all-4animals.com/2011/11/26/massacro-randagi-in-romania-cosa-fare-adesso/
Massacro randagi in Romania: cosa fare adesso?
Pubblicato da All4Animals
Noi non ci arrendiamo.
In barba al governo Basescu, alle concussioni, alle collusioni, al giro di denaro sulla pelle dei cani, al lavaggio del cervello collettivo, allo sgambetto continuo alle più basilari norme di benessere animale, al non rispetto delle regole che un paese europeo dovrebbe rispettare, noi non ci arrendiamo.
Il colpo è stato duro da incassare: la legiferazione del governo rumeno in merito allo sterminio indiscriminato dei 2 milioni di randagi che abitano il Paese – randagi figli dell’ignoranza, dell’arretratezza, delle mancate sterilizzazioni e degli abbandoni – era attesa e temuta ma è comunque arrivata come un fulmine a ciel sereno, lasciando sgomenta la comunità animalista internazionale che ha fatto il possibile per battersi contro lo scempio rumeno.
Dalle associazioni salvifiche come Save The Dogs di Sara Turetta fino alle documentazioni fotografiche di chi è andato sul posto a verificare la situazione, dal tam tam di internet fino allacondivisione della petizione per fermare il massacro, ci si augura che ogni singolo animalista abbia fatto qualcosa per i randagi rumeni.
Non è stato abbastanza: loro continuano a morire, noi continuiamo a sentirci impotenti.
Impotenti contro un governo che tiene il passo del gambero e va indietro anziché avanti, e impotenti davanti alla realizzazione di non poter, in alcun modo, salvare tutte le innocenti vittime dello sterminio.
Vittime come quelle nelle foto che mostriamo: tre uomini armati di bastoni e tenaglie contro una povera bestiola indifesa, un cane disperato e scioccato sollevato per la coda e la pelle della schiena, un altro ucciso e abbandonato. Cosa c’è di umano in questo? Cosa c’è di etico, compassionevole, giusto in questo? Quale che sia il problema, la soluzione non è quella che vediamo in rete nelle documentazioni fotografiche che arrivano ogni giorno dalla Romania.
L’approvazione della legge dello sterminio ci ha piegati.
Piegati. Ma non spezzati.
Se il governo Basescu pensa che sia finita qui, e che staremo zitti e buoni davanti a quanto sta accadendo, si sbaglia.
Finché potremo continueremo a combattere, a lottare perché per questi animali la vita sia migliore di così. Migliore di come viene mostrata in quella fotografia maledetta, istantanea precisa di ciò che avviene nel Regno di Basescu ogni singolo giorno.
Cosa possiamo fare?
Cosa dobbiamo fare?
Possiamo innanzitutto sostenere le associazioni che si battono da tempo sul territorio rumeno perché le cose cambino e migliorino: una tra tutte è Save The Dogs.
Inoltre, possiamo (e dobbiamo) firmare la petizione che mira a raccogliere un milione di firme: la trovate qui.
In terzo luogo, dobbiamo mantenerci sempre informati su quanto avviene in Romania: e questo è il posto ideale. A questo link, inoltre, trovate un altro gruppo sempre molto aggiornato sul problema randagi nel Paese.
Sappiamo che assistere ad un disastro del genere fa male, ma voltare la testa dall’altra parte e chiudere gli occhi è un insulto nei confronti di queste vittime mute e innocenti della follia e dell’avidità dell’uomo. Dobbiamo, per questo, avere la forza di guardare, ascoltare, leggere e capire. Sempre.
Dobbiamo trovare la volontà di andare avanti che a questi animali viene sistematicamente negata – e dobbiamo farlo non solo per loro, ma anche per noi stessi. Perché un futuro diverso da questo sia possibile.
Fare pressione. Questo è possibile fare e questo sarà fatto. Un pressing costante, sistematico nei confronti degli organi di informazione, del pubblico, della politica: non si potrà ignorare per sempre quello che accade in Romania.
Fare pressing significa conoscere e far conoscere. Significa, per l’appunto, non voltare la testa per non vedere.
Significa firmare la petizione e condividerla sui social network, sulle bacheche, nei forum, via email a tutti i nostri contatti. Significa tenere nota degli aggiornamenti che arrivano dal Paese e diffonderli a quante più persone possibile. Significa informare la stampa, la televisione di cosa sta accadendo.
Ieri sera, ad esempio, all’edizione delle 20 del TG5 si è parlato della Romania. Il video è qui:
http://www.video.mediaset.it/video/tg5/full/263789/edizione-ore-2000-del-25-novembre.html (dal minuto 24).
Se tutti sapranno, se tutti si indigneranno, se tutti alzeranno la voce e diranno NO, e diranno BASTA, forse qualcosa potrà cambiare.
Siamo piegati. Non spezzati.
Le vittime animali della Romania, noi, non le dimentichiamo.
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