News 9 settembre
9 settembre 2011 -
di:Max Inturri
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Comunicato Presentazione Spot Campagna Sterilizzazione di Chiliamacisegua
5 settembre 2011 -
Chiliamacisegua invita amici, sostenitori alla Conferenza Stampa prevista per il giorno 9 settembre alle ore 12,30 presso la Sala Giunta della Provincia di Milano, in via Vivaio 1, per la presentazione della Campagna Pro Sterilizzazione.
Presenzieranno il Presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, Massimo Turci, Responsabile Benessere Animale della Provincia di Milano e Claudia Ciotti, Responsabile Ufficio Tutela e Diritti Animali della Provincia di Milano.
Chiliamacisegua , Noi Animali Onlus, l’Associazione Arca e il Rifugio del Micio di Vigevano, sono liete di annunciare che dal giorno 11 settembre prossimo, andrà in onda su tutte le Reti Mediaset lo spot di sensibilizzazione alla sterilizzazione.
Il filmato, realizzato dalla On Production, in collaborazione con Mediafriends e che gode del patrocinio del Ministero della Salute, della Provincia di Milano e della Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani, si innesta nel piano messo a punto dallo stesso Ministero, al fine di arginare il tristissimo, attuale, incombente, irrisolto, drammatico fenomeno del randagismo italiano.
Le concause sono innumerevoli.
Continuano a nascere cuccioli indesiderati.
Persone senza scrupoli abbandonano il loro cane o gatto per strada, nelle campagne, destinandoli a:
Vivere senza un tetto, una dimora, esposti alle intemperie;
Vivere nella paura e nella sofferenza;
Patire la fame, la sete, il caldo e il freddo;
Essere maltrattati, seviziati, cacciati e uccisi;
Ammalarsi e morire perché nessuno si preoccupa di curarli;
Causare incidenti stradali, esserne vittime e nello stesso tempo uccidere vite umane;
Essere rinchiusi in un canile e perdere ogni forma di vita dignitosa, compatibile con la propria natura di cane.
Gravare sui bilanci comunali.
Il randagismo è un grave problema sociale che si può risolvere e prevenire con la sterilizzazione chirurgica.
Le gravidanze incontrollate hanno come unico risultato un numero elevatissimo di cuccioli per i quali il futuro riserva solo abbandono, un destino di solitudine, di stenti e di paura, troppo spesso di morte o, nella migliore delle ipotesi, la pena per colpe non commesse, di una detenzione nei canili o gattili che già sono sovraffollati.
La sterilizzazione chirurgica è un atto di rispetto di ogni proprietario consapevole, verso gli animali che gli sono compagni di vita.
Partecipa anche tu, con un grande gesto d’amore offrendo il tuo contributo alla lotta contro il randagismo: sterilizza il tuo fedele amico.
Chiliamacisegua ringrazia tutti coloro che hanno permesso la realizzazione della campagna a titolo totalmente gratuito, Rita Dalla Chiesa, madrina dello spot, Pamela Montagnini Art Director della On Production, le Reti Mediaset, Mediafriends.
E vi aspetta!
Chiliamacisegua
Nota
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News 5 settembre
5 settembre 2011 -
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LA PADANIA 4 SETTEMBRE NFINE, A PRANZO, SFILACCETTI DE CAVALLO MACELATO…
4 settembre 2011 -
Seconda e ultima puntata della amara favola proposta in dialetto umbro da la Padania, sulle vicende che si consumano sulla pelle dei cavalli, a Zoccolandia.
L’episodio, che chiude (per ora) la novella, riprende la spregiudicata, duplice, ipocrita attività della Signora degli Zoccoli, da una parte la beneficenza, dall’altra il commercio compreso il trasportare i cavalli a morire. Si, al macello.
Da una parte l’offrirsi per aiutare alcuni derelitti ad uscire da scuderie infami, dall’altra il voler incassare il conto per la loro salvezza.
La vita e la morte, come in tutte le favole, sono condite dalla morale: ci si accompagna strada facendo con chi è più vicino alla propria (a) moralità!
E quando si tira troppo la corda… si va col boffice per terra.
E così, spiega il narratore Tirilla e Baralla, la Signora degli Zoccoli si lega al Signor Datone, esperto di dati immaginari e di oniriche bizzarrie sugli animali. Insieme stanno bene, si intendo a meraviglia, tanto che costituiscono diversi Uffici per salvare cavalli, marziani e altre chimere ancora.
A Capitolandia hanno già mangiato la foglia sull’amabile coppia. Ma non solo a Capitolandia.
E chiude, la pagina, con una bella immagine e una didascalia: Che tipo di trattamento potrebbe ricevere un cavallo come Varenne a Zoccolandia?
A tutto, diciamo noi, c’è una risposta e un perché.
Buona lettura e per oggi, l’indignazione la teniamo in caldo!
Chiliamacisegua
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La Padania 4 settembre
CENTUNESIMA PUNTATA
NFINE, A PRANZO, SFILACCETTI DE CAVALLO MACELATO…
Una vicenda di fantasia su ciò che accade per fame di fama, gloria e denaro
Articolo in dialetto umbro
DI TIRILLA E BARALLA
Che c’era ancora essa. L’atività era de la su dolce metà ma j afari li trainava ancora la Signora de i Zoccoli. Che beffa, che ironia, che disastro. Si nn era pappa era pane a mollo.
Epure staono così male i cavalli, drento ta chel capanno de la misericordia dimenticato da i veterinari de la misericordia pubblica, che nn se potea più aspettà.
«Ma che enno matti? E nojaltri i soldi dù li troamo per spostà i cavalli derelitti?», urlaono da Capitolandia. «Aspetta che vedemo si tolà attorno c’enno altri e qualche prezzo che scende giù. Vedemo si diquì lu sconto ce l fanno».
Ma quando s’acorsero apunto che erono la stessa persona, cercarono altrove fino a quando la carità vera provise a portà a la salvezza i cavalli derelitti. E cussì fu.
Ma la Signora de i Zoccoli s’ambestialì. Tanto. Tantissimo. E telefonò ta l capo de la Confederazione de i zoccoli da trasporto. «Li denuncio, ha capito direttore? Li denuncio, denuncio Capitolandia che nn vol pagà. Denuncio i scrocconi che cercono altri magara da pagà n nero. Sai che botto che faccio. Li faccio saltà sti straccioni che cun me provono a fà i furbi. So’ io la Signora de i Zoccoli. Direttore! Faccio n sedere cussì ta sti straccioni».
«Guardi signora, che se nn chiude lei semo noi a sbattela fori da la Confederazione. Che crede, che tutti quelli cumme lei, perché ce l’hanno d’oro, la criniera, possono comandà l mondo? Se ricordi che lei sa de stalla, visto che i piedi nte la cosa ce li mette pure lei. E alora, signora bella, giri i tacchi e i speroni e s’attacchi ta altri co…ni».
Artirati i speroni, ta la Signora de i Zoccoli nn restaa che troà n novo filone d’oro, n attesa che passasse de là n antro bocalone o pescione da fà trottà.
Ed eccolo, l’amico che podea dà l pasaggio n carozza…. L signor Datone, l’omo de i grandi dati n mano. L’Uficio Salva Marziani e Passera. Uno specialista de la magia, de l’algebra, de la statistica. Na scienza profusa, infusa e refusa dell’imaginario.
E fondarono nsieme l’Uficio Salva Cavalli. Essa era nte na botte de ferro. E se fecero pure riceve nte j uffici de Capitolandia pe spiegà quanto eron boni, bravi, belli. Cosa che fece arabbià, e tanto, quelli che fori lavoraono davero pe i cavalli poveri e i cani poveri. E pensà che Capitolandia era stata avisata per tempo. Ma nn volle ascoltà. Pensaa ch’eron beghe e nvidie tra asociazioni. Preferì ascoltà cativi consijeri.
L signor Datone sapea nfatti el fatto suo. Ci tenea cussì tanto ta l benessere de j animali che tutte le notti ricevea visioni cu statistiche e nummeri. Esso avea l dono de contà senza aelli mai contati j animali spariti, j animali rubbati, j animali sacrificati, i pesci abandonati, i ratti diseredati, avea banche dati che la Nasa e la Cia ci fa na…. Avea calcolato che c’erono state 5000 segnalazioni de i padroni scappati da i cani in 15 giorni. Cioè 333 al giorno. Cioè 13,8 a l’ora. Cioè 4,3 al minuto. E tutti j aveon creduto, giornali compresi…
Sapea quanti animali pe sesso e posto de nascita erono stati spellati pe fà borsette. Sapea quanti cani erono passati pe l’autogrill a mangnà n panino cu l menù Passeragrill. Avea fatto l club de i padroni senza denti de i cani e ora c’era quello per la liberazione de i pali de la pipì pe i cani. Avea 800mila avocati in 30.300 tribunali pe difende le colonie de api nte i condomini. Cu l 53,4% de cause vinte. De queste, i proprietari de api erono pe l 32,3% gay, pe l 12,3% single, pe l’8% bisex, pe l 5% non so, pe l rimanente monaci tibetani. Avea catalogato i sogni de i cani, divisi pe ceto sociale de i proprietari, scoprendo che l 53% volea na barca, el 17% na spider, il 20% n cavallo. Ma pe questo c’era la Signora de i Zoccoli che avea già racolto 345.390 firme pe portà a Zoccolandia i cani de i ricchi a cavallo. Prima j avribboro fatto vede i cavalli poveri, pù quelli più fighi, nfine, a pranzo, sfilaccetti de cavallo macelato, trasportato l giorno prima al macello da l’Happy Zoccolo.
S’eron fatti riceve, l signor Datone e la Signora de i Zoccoli da i capi de Capitolandia e aveono sparso su i tavoli le su statistiche e le attività, quelle da boni. A l’ativo aveono sette registri: quello de l’assistenti pe mentalmente non autosuficienti cioè chi aboccava ta le su bufale; l registro de le bufale; l registro de l’ova d’oro de l mille per cinque; l registro de i 25 nummeri de telefono pe salvà i padroni scappati da i cani, da fasse ricaricà piangnendo su Zoccolbook; l registro cu la foto de la faccia che fanno i cani quando se dà l’alarme de l padrone che fugge pe strada; l registro de le facce de i babi che cadono nte la rete de i Datoni; l registro de la faccia che fanno i cavalli quando a destra c’enno i cavalli cu i disabili ma da l’altra, cioè da la su parte, c’enno quelli che diventono macelleria.
A Zoccolandia scende la sera, ogni sera. S’alza l ponte levatoio, nte l fosato girono i bocaloni. Oltre, a fà la guardia, da Capitolandia, calcheduno che l’ha sguperti, i furbi che cavalcono l dolore.
(2 – fine)
Traduzione
DI TIRILLA E BARALLA
Che c’era ancora lei. L’attività era della sua dolce metà ma gli affari li trainava ancora la Signora degli Zoccoli. Che beffa, che ironia, che disastro. Se non era zuppa, era ban bagnato. Eppure stavano così male i cavalli, dentro quel capanno della misericordia dimenticato dai veterinari della misericordia pubblica, che non si poteva più aspettare. «Ma che sono matti? E noi i soldi dove li troviamo per spostare i cavalli derelitti?», urlavano da Capitolandia. «Aspetta che vediamo se là attorno ci sono altri e qualche prezzo che scende giù. Vediamo se qui lo sconto ce lo fanno».
Ma quando si accorsero appunto che erano la stessa persona, cercarono altrove fino a quando la carità vera provvise a portare alla salvezza i cavalli derelitti. E così fu. Ma la Signora degli Zoccoli si imbestialì. Tanto. Tantissimo. E telefonò al capo della Confederazione degli zoccoli da trasporto. «Li denuncio, ha capito direttore? Li denuncio, denuncio Capitolandia che non vuol pagare. Denuncio gli scrocconi che cercano altri magari da pagare in nero. Sai che botto che faccio. Li faccio saltare questi straccioni che con me provano a fare i furbi. Sono io la Signora degli Zoccoli. Direttore! Faccio un sedere così a questi straccioni».
«Guardi signora, che se non chiude lei siamo noi a sbatterla fuori dalla Confederazione. Che crede, che tutti quelli come lei, perché ce l’hanno d’oro, la criniera, possano comandare il mondo? Si ricordi che lei sa di stalla, visto che i piedi nella cosa ce li mette pure lei. E allora, signora bella, giri i tacchi e gli speroni e si attacchi ad altri co…ni».
Ritirati gli speroni, alla Signora degli Zoccoli non restava che trovare un nuovo filone d’oro, in attesa che passasse di là un altro boccalone o pescione da far trottare. Ed eccolo, l’amico che poteva dare il passaggio in carrozza…. Il Signor Datone, l’uomo dei grandi dati in mano. L’Ufficio Salva Marziani e Passera. Uno specialista della magia, dell’algebra, della statistica. Una scienza profusa, infusa e refusa dell’immaginario. E fondarono insieme l’Ufficio Salva Cavalli. Lei era in una botte di ferro. E si fecero pure ricevere negli uffici di Capitolandia per spiegare quanto erano buoni, bravi, belli. Cosa che fece arrabbiare, e tanto, quelli che fuori lavoravano davvero per i cavalli poveri e i cani poveri. E pensare che Capitolandia era stata avvisata per tempo. Ma non volle ascoltare. Pensava fossero beghe e invidie tra associazioni. Preferì ascoltare cattivi consiglieri. Il Signor Datone sapeva infatti il fatto suo. Ci teneva così tanto al benessere degli animali che tutte le notti riceveva visioni con statistiche e numeri. Lui aveva il dono di contare senza averli mai contati gli animali spariti, gli animali rubati, gli animali sacrificati, i pesci abbandonati, i ratti diseredati, aveva banche dati che la Nasa e la Cia ci fa na…. Aveva calcolato che c’erano state 5000 segnalazioni di padroni scappati dai cani in 15 giorni. Cioè 333 al giorno. Cioè 13,8 all’ora. Cioè 4,3 al minuto. E tutti gli avevano creduto, giornali compresi…
Sapeva quanti animali per sesso e luogo di nascita erano stati spellati per fare borsette. Sapeva quanti cani erano passati per l’autogrill a mangiare un panino col menù Passeragrill. Aveva fatto il club dei padroni senza denti dei cani e ora c’era quello per la liberazione dei pali della pipì per i cani. Aveva 800mila avvocati in 30.300 tribunali per difendere le colonie di api nei condomini. Con il 53,4% di cause vinte. Di queste, i proprietari di api erano per il 32,3% gay, per il 12,3% single, per l’8% bisex, per il 5% non so, per il rimanente monaci tibetani. Aveva catalogato i sogni dei cani, divisi per ceto sociale dei proprietari, scoprendo che il 53% voleva una barca, il 17% una spider, il 20% un cavallo. Ma per questo c’era la Signora degli Zoccoli che aveva già raccolto 345.390 firme per portare a Zoccolandia i cani dei ricchi a cavallo. Prima gli avrebbero fatto vedere i cavalli poveri, poi quelli più fighi, infine, a pranzo, sfilaccetti di cavallo macellato, trasportato il giorno prima al macello dall’Happy Zoccolo. Si erano fatti ricevere, il Signor Datone e la Signora degli Zoccoli dai capi di Capitolandia e avevano sparso sui tavoli le loro statistiche e le attività, quelle da buoni. All’attivo avevano sette registri: quello delle assistenti per mentalmente non autosufficienti cioè chi abboccava alle loro bufale; il registro delle bufale; il registro delle uova d’oro del mille per cinque; il registro dei 25 numeri di telefono per salvare i padroni scappati dai cani, da farsi ricaricare piangendo su Zoccolbook; il registro con la foto della faccia che fanno i cani quando si dà l’allarme del padrone che scappa per strada; il registro delle facce dei babbi che cadono nella rete dei Datoni; il registro della faccia che fanno i cavalli quando a destra ci sono i cavalli con i disabili ma dall’altra, cioè dalla loro parte, ci sono quelli che diventano macelleria. A Zoccolandia scende la sera, ogni sera. Si alza il ponte levatoio, nel fossato girano i boccaloni. Oltre, a far la guardia, da Capitolandia, qualcuno che li ha sgamati, i furbi che cavalcano il dolore.
(2 – fine)
La prima puntata qui
LA PADANIA 28 AGOSTO LA BELLA DE ZOCCOLANDIA, N ATTESA CHE PASSASSE PESCIONE DA FA TROTTÀ
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News 3 settembre
3 settembre 2011 -
di:‘Milani Insegne’
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Un No da ringraziare La risposta del Sindaco
3 settembre 2011 -
Pubblichiamo molto volentieri la risposta del signor Michele de Lucia, Sindaco di Positano
Carissimi amici,
ho letto tutte le vostre lettere, ma purtroppo sono impossibilitato a scrivere singolarmente ad ognuno di voi perché siete davvero in tantissimi, voglio comunque rispondere in maniera corale a tutti voi che mi avete ringraziato per il gesto, per me dovuto e spontaneo, di rifiutare una sfilata di pellicce che il Comune in cui ho la fortuna di essere Sindaco, avrebbe dovuto ospitare il prossimo 23 settembre.
Sono consapevole di quanto il nome e l’immagine di Positano siano indissolubilmente legati alla moda, ma non per questo posso dimenticare, sia come Sindaco ma soprattutto come Uomo, le atrocità che tantissimi animali indifesi subiscono ogni giorno in nome di una “moda” che non ci rappresenta, non ci appartiene e a cui vogliamo gridare un forte NO!
Non ho certo la presunzione di voler essere un modello, ma spero davvero che questo gesto possa essere d’esempio per evitare barbarie ad animali la cui unica colpa è di essere stati dotati dalla natura di un manto stupendo e credo che noi tutti abbiamo il dovere di tutelarli.
Concludo ringraziando ancora tutti per avermi sostenuto e vi saluto calorosamente.
Michele De Lucia
Sindaco di Positano
Un No da ringraziare
Chiliamacisegua sente il dovere di ringraziare il signor Michele de Lucia, il Sindaco di Positano, che è andato controcorrente, dicendo un No esemplare, la cui eco è rimbombata fragorosamente nel web.
La nostra società scalcagnata, ha bisogno di persone come lui che antepongono la compassione alla…tradizione, la riflessione al…. tanto non cambia niente, la tutela degli indifesi alla …fashion vanità.
No No No: ecco se ognuno di noi esercitasse come il signor Michele de Lucia, il diritto al diniego, messo di fronte alla scelta tra il costo e il valore di ogni azione, forse questo mondo, potrebbe essere più salubre.
Grazie Sindaco!
Chiliamacisegua
Nota
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Tesseramento e donazioni
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I Fatti
Net1news
http://www.net1news.org/no-del-sindaco-di-positano-alle-sfilate-di-pellicce.html
No del sindaco di Positano alle sfilate di pellicce
POSITANO – Ci sono azioni che sconvolgono, in un momento in cui il profitto, il riscontro economico, l’immagine hanno un valore altissimo, un sindaco che vieta una sfilata di pellicce in un luogo altamente turistico è una rarità. Il sindaco di Positano Michele de Lucia, ha infatti vietato una sfilata di pellicce che si doveva tenere a Positano il prossimo 23 settembre.
Inizia a sorgere finalmente una cultura contro la crudeltà ed i maltrattamenti agli animali; il sindaco in questione si è apertamente dichiarato contro i maltrattamenti. Ogni anno il business della moda e delle pellicce uccide 15 milioni di animali, un’industria tra le più cruente e crudeli.
Bello pensare che un sindaco noncurante dei guadagni che la manifestazione potesse portare alle casse comunali, abbia avuto il coraggio e la forza di dire no.
Ora più che mai è necessario e doveroso dire basta alle pellicce ed alle crudeltà inutili che vengono perpetrate ai miliardi di creature innocenti, che non hanno scelta né voce. Il mondo della moda da sempre è una fabbrica infinita di abusi, verso animali umani e non, sarebbe ora di prendere seriamente posizioni a riguardo, rifiutando un sistema che produce null’altro che sofferenza.
Petslifetv
http://petslife.tv/blog/news/il-sindaco-di-positano-dice-no-alle-pellicce-sospesa-sfilata/
Il sindaco di Positano dice no alle pellicce: sospesa sfilata
Un applauso al sindaco di Positano, Michele de Lucia, che ha espressamente vietato una sfilata di pellicce, dichiarandosi contrario ai maltrattamenti di animali.
by redazionepets |
Un sindaco che ci piace, oggi, è quello di Positano, Michele de Lucia. Dopo aver tanto discusso delle prese di posizione alquanto criticabili del primo cittadino di Varazze, infatti, è un vero piacere levarsi il cappello di fronte all’atto di civiltà di de Lucia, che ha espressamente vietato una sfilata di pellicce nella città che amministra.
Il sindaco di Positano ha motivato la sua decisione di abolire la sfilata inizialmente prevista per il prossimo 23 settembre dichiarandosi apertamente contrario ai maltrattamenti di animali.
Ricordiamo che ogni anno il solo business della moda, e in particolare delle pelli di animali, uccide quindici milioni di creature non-umane. Marchi prestigiosi come Donna Karan (ma, purtroppo, anche moltissimi altri) nascondono, sotto la superficie patinata delle loro collezioni, una violenza e una crudeltà inimmaginabili.
Il sindaco de Lucia ci piace perché, tra la sua etica e i soldi che avrebbe ricavato dalla manifestazione, ha scelto la prima. Dicendo no, con voce chiara e forte, a un mercato basato sulla sofferenza e sulla morte.
È ora di cambiare.
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