Hachi è arrivato in Italia
13 aprile 2011 -
Hachi è arrivato in Italia, con Victor, l’altro cucciolo salvato, il suo compagno di avventura afgana
Buona vita con Giorgio e Monica che hanno lottato per salvarlo.
La storia qui
http://www.enpa.it/it/comunicati_stampa/comunicati.asp?RECORD_KEY[ultimora2]=ID&ID[ultimora2]=839
Comunicati Stampa
| 13/04/2011 ARRIVATO IN ITALIA HACHI, IL CUCCIOLO ADOTTATO DA UN MILITARE ITALIANO IN AFGHANISTAN |
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News 12 aprile
12 aprile 2011 -
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News 11 aprile
11 aprile 2011 -
Accade nella Capitale! Bucarest
Un cavallo viene legato a una macchina e trascinato per centinaia di metri!
di:Io non posso parlare … sei tu la mia voce ( in favore degli animali )
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Il piccolo Hachi arrivera’ in Italia con un altro cucciolo compagno di avventura
10 aprile 2011 -
Chiliamacisegua riceve da Giorgia Cognome una bella notizia e la divulga. Finalmente!
Due i cuccioli, due i ragazzi che si sono presi cura di loro e che li hanno voluti salvare!
Chiliamacisegua ringrazia tutti coloro che si sono adoperati per il buon fine della storia, da Monica Bellanti che ha divulgato la storia, alla presidente Enpa Dott.ssa Carla Rocchi che l’ha ..raccolta e l’ha..portata al Ministero della Difesa, che col suo intervento, ha reso possibile l’happy end.
Buona vita italiana, sgarrupati cuccioli dell’Afghanistan!
Chiliamacisegua
Mail ricevuta
E’ con grande gioia che comunico a tutti che i due cuccioli, con ragazzi al seguito, arriveranno domani in Italia e che chiunque vorrà vedere le foto potrà chiedere direttamente l’amicizia su FB a Giorgio Mignosi, diretto interessato e vederle on line. Ringrazio ancora per il supporto e l’interessamento che ha fatto sì che questa bella storia avesse un lieto fine.
Buona serata
Giorgia Cognome
Chiliamacisegua ha seguito la storia di Hachi
http://www.chiliamacisegua.org/2011/03/25/il-piccolo-hachi-arrivera-in-italia-nelle-prossime-ore/
Il piccolo Hachi arrivera’ in Italia nelle prossime ore
A comunicarlo e’ Chiliamacisegua che si è attivata immediatamente con Monica Bellanti che aveva richiesto aiuto e supporto, mettendola in contatto con la senatrice Dott.ssa Carla Rocchi, Presidente dell’Enpa che ha portato all’attenzione del Ministero della Difesa, in particolare del Ministro on Ignazio La Russa , la vicenda in via di esito…felice
Chiliamacisegua ringrazia tutti gli angeli di questa favola a lieto fine. Ancora una volta la morale è che insieme si può modificare un destino che parrebbe già segnato.
Chiliamacisegua
I fatti
http://www.facebook.com/album.php?aid=93478&id=1663506117&fbid=1754877886099
Questa è la storia di Hachi un cucciolo nato in un villaggio in Afghanistan, la cui mamma e’ stata uccisa durante un conflitto a fuoco!
Essendo rimasto solo i soldati i americani lo hanno portato dentro una base e nn potendo prendersene cura lo hanno affidato agli italiani!
Hachi è diventato ormai la mascotte del reggimento e il mio fidanzato lo ha cresciuto da quando aveva circa 30 giorni (ora ha più o meno 3 mesi),si sono legati tantissimo l’uno con l’altro!
A breve la missione finira’ e sarà costretto a rientrare in patria senza il suo fidato amico,perche’ nonostante le varie richieste e le diverse e-mail inviate come aiuto per poter portare il cane con se,le risposte sono sempre state vane.
Purtroppo la sua storia non interessa a nessuno!
Il cucciolo è vaccinato ed e’ stato visitato dal vaterinario militare!!Io mi chiedo,ma è possibile che un militare rischi la vita per il proprio dovere e dopo tanti sacrifici gli viene negato il suo desiderio piu’ grande a fine missione?
Io chiedo il vostro aiuto!!
Grazie
Monica Bellanti
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Inciviltà a Pievescola nel comune di Casole d’Elsa in prov. di Siena Aggiornamento
10 aprile 2011 -
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News 10 aprile
10 aprile 2011 -
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Questo accade ogni giorno nelle campagne del Cilento Aggiornamento
9 aprile 2011 -
Aggiornamento 11 aprile
http://www.geapress.org/caccia/cilento-libero-il-cane-martoriato-sta-meglio-foto/14084
Cilento: Libero, il cane martoriato sta meglio (foto)
Tutto in area Parco: eredi di Cicerale, cardellini accecati e trappole in ricordo del nonno. L’esperienza di chi aiuta gli animali e delle guardie volontarie del WWF.
di Giovanni Guadagna | 11 aprile 2011

GEAPRESS – Sta meglio “Libero” il cagnetto trovato con il laccio del bracconiere di cinghiali stretto per la bocca (vedi articolo GeaPress). Operato e ricucito il cagnolino di circa otto mesi è ora a casa di Valentina Abruzzese, la volontaria che l’ha preso in cura. Libero e le sue compagne (tutte sterilizzate dai volontari), era stato da poco abbandonato nel Parco Nazionale del Cilento. Luogo di bellezze naturali, di cinghiali e di lacci di bracconieri.
“Parlare dei lacci per i cinghiali nel Cilento – spiega Valentina Abruzzese a GeaPress – è come parlare di una cosa che non è, oramai da tempo, mistero per nessuno“.
Libero era scomparso da circa una settimana. Il volontario che lo accudiva non l’aveva più trovato e si era messo subito a cercarlo. Niente, il cagnetto sembrava essere stato inghiottito dal nulla. Poi sabato scorso l’amara sorpresa. A non oltre 50 metri dal ciglio di una strada, qualcosa giaceva nel terreno. Era proprio lui, Libero. Mangiato dalle larve di mosca, con uno squarcio che dalla bocca prendeva tutta la testa. Il laccio di acciaio aveva fatto il suo lavoro. Dalla commessura labiale aveva iniziato a stringere profondamente.
“Ne ho viste tante, proprio con i lacci – spiega Valentina – Con Libero quasi non sapevamo come fare. Abbiamo stentato a trovare un punto dove applicare la tronchessa e spezzare il cappio“.
Poi la corsa dal Veterinario, la pulizia della ferita e l’intervento di sutura. Ora Libero è con Valentina che non lo molla un attimo. La preoccupazione, ora, è per i cani che sono rimasti in area Parco. Dovrebbe essere un luogo protetto, ma Valentina spera nelle Guardie del WWF di Salerno che su GeaPress più volte abbiamo ospitato per le formidabili operazioni antibracconaggio ed a tutela dell’ambiente.
“Saremo presenti con il prossimo campo nazionale antibracconaggio curato dal WWF – dice a GeaPress Piernazario Antelmi, Vicepresidente delle Guardie WWF Campania e dello stesso WWF regionale – ma conosciamo molto bene la zona già da tempo. La Signora Valentina fa bene a lamentarsi. La zona è avvilita dai bracconieri“.
I cinghiali per gli agricoltori sono un problema ma forse sarebbe bene ricordare che animali così grossi, nel Cilento come in altre parti d’Italia, sono stati volutamente immessi per fini venatori. Si è soppiantato il piccolo cinghiale che viveva naturalmente nei boschi ed ora, ignorando metodi alternativi ed incruenti , vi è pure la presenza dei cacciatore cosiddetti di selezione. Anche questi in area Parco dove dovrebbe essere bandita ogni attività di caccia. Ad essere particolarmente ricercate, ricorda il WWF, sono le femmine gravide.
“Per noi, ma in generale per l’attività antibracconaggio – aggiunge Piernazario Antelmi – la presenza dei selecontrollori è un elemento di disturbo. Il Parco ha già molti problemi sia con i lacci che con le squadre clandestine di cinghialisti. Avere pure altra gente che spara non è proprio la situazione ideale per intervenire contro i bracconieri“.
Problema, anche questo, comune ad altre zone d’Italia e recentemente sollevato, proprio dalle pagine di GeaPress, dal Corpo Forestale di Ancona (vedi articolo GeaPress).
E così, in aree di caccia autorizzata e caccia abusiva (era un bracconiere di cinghiali il ragazzo ferito dai compagni di battuta lo scorso dicembre a Teggiano, in piena area Parco), stava per finire anche la breve storia di vita di Libero. Una preoccupazione in più per i volontari i quali, per sterilizzare (a proprie spese) i cani randagi abbandonati, percorrono cinquanta chilometri fino a Salerno.
E l’ASL veterinaria territorialmente competente?
“E’ quella del canile di Cicerale, lasciamo perdere ….”.
Già, il famoso… canile di Cicerale. Ora è chiuso, forse. I cani randagi vengono accalappiati e finiscono in provincia di Avellino e di Napoli. “Cani a perdere” commenta amaramente Valentina.
E la proprietà di Cicerale? E’ in montagna, a Torre Orsaia. Neanche a dirlo in area Parco. E’ convenzionato con una decina di Comuni. Opera lì da poco tempo. Cicerale e Torre Orsaia appartengono a due comprensori diversi, ma la chiusura del primo e l’apertura del secondo quasi si sovrappongono. Coincidenze della gestione del randagismo.
Chissà. Ovviamente nulla può essere addebitato a Cicerale (canile). Ma la sua chiusura coincise anche con strani ritrovamenti di cani con testicoli stretti da un elastico. Una maniera fai da te di sterilizzare, che provoca necrosi, infezioni e morte. Un’ abitudine ricorrente, quella delle parti delicate. Così fu per i trecento cardellini sequestrati dal WWF (… parliamo sempre di area Parco) molti dei quali trovati accecati. Gli occhi erano stati bruciati.
“E’ vero - fa eco Valentina all’intervento del WWF di un paio di anni addietro – Qui di cardellini se ne catturano tantissimi“.
Eppure, a volte, ci si indigna di più per il maltrattamento ad un cane che non per uno, come a trecento, cardellini, catturati e finiti con il chiodo rovente negli occhi. Una tradizione, crudele quanto infondata, vuole che gli uccellini accecati, cantino meglio. Nel Cilento, terra di bellezze ma anche di forti contrasti, per fortuna ancora ci si indigna per entrambe le crudeltà. Cani torturati e uccellagione. In altre regioni, quest’ultima, l’hanno fatta diventare legge.
“I bracconieri se le inventano tutte – aggiunge Piernazario Antelmi – finanche assurdi mezzi, purtroppo molto artigianali, ma tremendamente efficaci. Basta una buona esca, facile da reperire, e il cinghiale ci casca facilmente. Pensi che recentemente abbiamo fermato un bracconiere, in area Parco, che all’interno della propria macchina stava trasportando una di queste trappole perfettamente armata. Si giustificò dicendo che era un ricordo del nonno defunto a cui era molto affezionato“.
“Almeno li controllassero frequentemente i loro arnesi di morte – aggiunge Valentina Abruzzese – Spesso, infatti, si trovano animali in avanzato stato di decomposizione. Cinghiali, ma anche gatti, cani e volpi.”
A cosa serve tutto questo cinghiale?
“Non chiedete a me che sono vegetariana – dice Valentina – ma forse un giro per i ristoranti potrà spiegare qualcosa“.
Libero, forse, doveva rimanere a marcire nella trappola, come un cinghiale che al momento non serviva. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).
VEDI PHOTO GALLERY:
Notizie da Valentina Abbruzzese
Libero sta meglio, anche se molto spaventato si lascia fare le terapie e le coccole. Ecco le nuove foto
Comunicato
Chiliamacisegua riceve e divulga.
Si rifiuta di commentare.
Lo chiede alla stampa, un commento, un parere, una presa di posizione.
Lo chiede alle Autorità.
Un atto ostativo a tale orrore.
Chiliamacisegua
I FATTI SEGNALATI DA VALENTINA ABBRUZZESE
Questo accade ogni giorno nelle campagne del Cilento …
E’ usanza diffusa, nel Cilento, mettere i cosiddetti lacci per catturare i cinghiali; è ovvio che qualsiasi malcapitato animale si trovi a passare viene catturato e se non liberato è destinato ad una morte atroce.
Questo povero cucciolone è stato ritrovato dopo circa una settimana dalla sua sparizione, questo è il risultato di tale orrore …
il cappio lo ha stretto tra la bocca e il collo provocando ferite profondissime, il piccolo non ha mangiato, ne bevuto, sofferto il caldo e il freddo e soprattutto il dolore.
Le campagne del Cilento sono piene di queste trappole,pur essendo reato, nessuno si sente scoraggiato o perseguito nel fare questa pratica barbara e crudele.
E’ una cosa di cui si parla liberamente quasi fosse normale avere il diritto di uccidere per mangiare la carne del cinghiale.
Vedendo tali atrocità non credo si possa aspettare che le persone si civilizzino e si educhino al rispetto degli animali e della natura tutta, queste persone vanno punite e spero che chi è adibito al controllo di tali reati cominci finalmente a controllare davvero.
Il piccolo è stato chiamato Libero, speriamo che se la cavi e che qualcuno di buon cuore possa offrirgli amore eterno e il calore di una famiglia.
GEAPRESS
Cilento: cane martoriato dalla trappola del bracconiere
Questo accade ogni giorno nelle campagne del Cilento …
Questo povero cucciolone è stato ritrovato dopo circa una settimana dalla sua sparizione, questo è il risultato di tale orrore …
il cappio lo ha stretto tra la bocca e il collo provocando ferite profondissime, il piccolo non ha mangiato, ne bevuto, sofferto il caldo e il freddo e soprattutto il dolore.
Le campagne del Cilento sono piene di queste trappole,pur essendo reato, nessuno si sente scoraggiato o perseguito nel fare questa pratica barbara e crudele.
E’ una cosa di cui si parla liberamente quasi fosse normale avere il diritto di uccidere per mangiare la carne del cinghiale.
Vedendo tali atrocità non credo si possa aspettare che le persone si civilizzino e si educhino al rispetto degli animali e della natura tutta, queste persone vanno punite e spero che chi è adibito al controllo di tali reati cominci finalmente a controllare davvero.
Il piccolo è stato chiamato Libero, speriamo che se la cavi e che qualcuno di buon cuore possa offrirgli amore eterno e il calore di una famiglia.
di redazione | 10 aprile 2011

GEAPRESS – Una pratica illegale, crudele e dolorosa quella del laccio-cappio in acciaio piazzato in grandi quantità dai bracconieri per la cattura dei cinghiali. Diffusi ovunque nel territorio italiano, cappi ed altri arnesi di tortura sono facilmente consultabili nei siti di cultura venatoria che illustrano le tradizioni che furono. Anzi che sono, considerata la frequenza dei rinvenimenti, come nel caso di Libero, cagnetto del Cilento, scomparso da una settimana.
Libero era rimasto in un laccio-cappio, preso per la testa. Ha iniziato a tirare ed il cappio, facendo il suo lavoro ha lacerato sempre più, attorno alla testa . Una ferita orrenda che sa quasi di mutilazione. I lacci, in genere, prendono per il collo le volpi ed i cinghiali. Per la zampe invece i grandi ungulati, che arrivano ad amputarsi nel disperato tentativo di fuggire. Spesso, come nel caso di volpi, lupi e gli stessi cani, il laccio blocca l’animale nella pancia. In questi casi la morte può arrivare per la rottura del diaframma. Poche le possibilità di prendere il bracconiere. Si tratta, in genere, di persone del posto che ben conoscono i luoghi.
I bracconieri non controllano giornalmente le trappole. Spesso sono piazzate in percorsi diversi e, comunque, finché la carne del cinghiale non puzza troppo, si potrà vendere. I cinghiali, spesso, finiscono nel settore della ristorazione. Piatti tipici per turisti-cittadini della domenica ignari di cosa (e come) arrivi nel piatto.
Nel Cilento, i lacci sono comunissimi. Poco probabile che servano solo ad un consumo privato. La notizia, diffusa appena poche ore fa, è stata appresa grazie all’Associazione Chiliamacisegua, ed è purtroppo solo l’ultima di una lunga sequela di atrocità di questo tipo. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).
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LA PADANIA 10 APRILE VIETATI IN LOMBARDIA GLI ALLEVAMENTI PER I LABORATORI
9 aprile 2011 -
Tutta da leggere La Padania del 10 aprile.
Che data storica!
Stefania Piazzo è ambasciatrice di notizia fenomenale.
Si, stavolta si può accettare di parlare di vittoria!
Della vita sulla morte!
Dell’amore sulla indifferenza!
Della dignità sulla nessuna identità dell’animale!
EUREKA!
Il lavoro di equipe, capitanato dal sottosegretario On Francesca Martini,(chapeau), sostenuto dalle volontarie e dalle Associazioni che si battono da secoli per sconfiggere il medioevo e le sue barbare torture, dalla stampa, poca, anzi per dirla tutta , dalla sola La Padania che ha stanato chi dormiva, dando fiato all’orrore della vivisezione, si merita, questa volta,una corona d’alloro in testa!
Ed ora la strada maestra aperta dalla regione Lombardia è tracciata!
Servono le mollichine di Pollicino alle altre Regioni per trovare il capo e non la coda di questa strada?
Chilliamacisegua
La Padania 10 aprile
Viaggio nell’Italia bestiale a cura di Stefania Piazzo
(80 – continua)
OTTANTESIMA PUNTATA
VIETATI GLI ALLEVAMENTI PER I LABORATORI
La Regione Lombardia apre la strada al cambiamento, frutto di un lavoro di squadra sul territorio e con la stampa
Il coraggioso progetto di legge lombardo
ARTICOLO 1
(Finalità)
1) La Regione Lombardia promuove la tutela degli animali, sostiene la riduzione del loro utilizzo a fini sperimentali e ad altri fini didattici e scientifici, mediante la diffusione di metodologie sperimentali moderne ed innovative che non facciano ricorso all’uso di animali.
2) Per l’attuazione di quanto disposto dal comma
1) la Regione Lombardia promuove e realizza appositi accordi con le Università, gli Istituti scientifici e di ricerca e con il Centro di Referenza Nazionale per il Benessere animale e di Centro di Referenza Nazionale per i substrati cellulari.
ARTICOLO 2
(Divieti)
1) Nel territorio della Regione Lombardia sono vietati l’allevamento e la detenzione a qualsiasi titolo di animali a fini di sperimentazione, ed è altresì vietato il loro utilizzo a scopo didattico su tutti gli animali, salvo i casi autorizzati dalla Regione nell’ambito di accordi di cui all’Art 1, comma 2).
Seguono l’articoli 3 (sanzioni), l’articolo 4 (norme di vigilanza), l’articolo 5 (norma finanziaria), l’articolo
6 (entrata in vigore).
La Regione apre la strada al cambiamento, frutto di un lavoro di squadra sul territorio e con la stampa
Quali altri enti in Italia vogliono raccogliere la stessa sfida e costruire una cordata per la civiltà?
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News 9 aprile
9 aprile 2011 -
Chiliamacisegua » Blog Archive » Questo accade ogni giorno nelle campagne del Cilento
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Iglesias cane legato, trovato morto Aggiornamento
9 aprile 2011 -
Chiliamacisegua riceve e divulga questo ennesimo orrore perpetrato verso un povero animale condannato ad una morte orribile e chiede alle autorità competenti di adoperarsi per conoscere le cause della morte, ricorrendo ad un esame autoptico per risalire all’autore di siffatta crudeltà e punirlo, così come previsto dall’articolo 544-ter del codice penale, norma introdotta dalla legge 189.
L’art. 544 ter del nostro codice penale prevede infatti espressamente che “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro”.
Chiliamacisegua
I fatti
IGLESIAS: CAGNETTO LEGATO E LASCIATO A MORIRE! NON SIAMO IMMUNI, ANCHE QUI C’E’ IL MOSTRO!
pubblicata da Orietta Locci il giorno giovedì 7 aprile 2011 alle ore 15.05
Ecco cosa son stati capaci di fare!!! Legare un cagnetto ad un albero in una zona impervia ed andar via!!!!
Senza preoccuparsi se qualcuno lo avesse mai liberato … anzi sperando che nessuno lo trovasse!!!! Qualcuno deve aver visto e sentito pero’ …
La sua fine è stata orribile!!!!
POSSIBILE CHE NESSUNO ABBIA VISTO NIENTE?
PER FAVORE CONDIVIDETE IL PIU’ POSSIBILE, A TUTTI I VOSTRI CONTATTI, E’ IMPORTANTE SENSIBILIZZARE.
CONDIVIDETE
Alle ore 11 chiamo i Vigili Urbani, vengo da loro richiamata alle ore 12,38, mi chiedono spiegazioni sul luogo, mi dicono che vi si stanno recando.
Poco dopo, alle ore 13,05, vengo chiamata anche dal Commissario Dottor Ghiani.
Dopo di che non so piu’ nulla.
AGGIORNAMENTO DELLE ORE 18 e 15.
Riandiamo sul posto perchè non sappiamo se gli organi competenti siano intervenuti e troviamo il cane ancora nel luogo, ma senza piu’ la corda intorno al collo (della corda nei paraggi non c’è traccia) e in un altra posizione, un po’ spostato dall’albero, come dormiente ….
CHE SIGNIFICA?
CHI E’ STATO?
GLI ORGANI COMPETENTI SONO ANDATI SUL POSTO?
ALLORA PERCHE’ IL CANE E’ ANCORA LI?
MA SOPRATTUTTO PERCHE’ E’ STATO SPOSTATO?
Le foto 4 e 5 si riferiscono alla posizione del cane alle ore 18 e 15
AGGIORNAMENTO DEL 08/04/11
Stamattina fatta segnalazione scritta con tanto di foto ai Vigili Urbani.
Quando ieri 07/04/ 2011 si son recati sul posto, il cane era già senza la corda attorno al collo e in diversa posizione.
Era passata solo un’ora e mezza da quando lo abbiamo fotografato noi.
Ho paura che questo fatto possa pregiudicare la causa ufficiale della morte, prego gli organi competenti di visionare bene anche le foto scattate da me alle ore 11!!!!!
Chi è stato? Sicuramente chi lo ha legato all’albero!!!!!
AGGIORNAMENTO DEL 11/04/2011
Ho chiamato i vigili per sapere se avevano novità, mi hanno detto che i padroni hanno riconosciuto il cane dalle foto su FB e sono andati da loro … il cane era sparito da un po’ e lo cercavano ….
Chi è il pazzo capace di aver commesso un’atrocità simile?
A
commissario@comune.iglesias.ca.it;
questore.ca@poliziadistato.it;
direzione.generale@asl7carbonia.it;
info@lacoscienzadeglianimali.it;
UNIONE SARDA CRONACA DI IGLESIAS DI CINZIA SIMBULA
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Hachi, un cucciolo di meticcio afgano era rimasto orfano. Aveva appena trenta giorni e sarebbe sicuramente morto se quel suo musetto spaurito non avesse intenerito prima i militari americani, poi gli italiani di stanza in Aghanistan. Affidato alle cure dei nostri ragazzi, Hachi ci ha messo pochissimo tempo ad ambientarsi nella sua nuova “casa” e a diventare la mascotte del nostro reggimento. Amato da tutti, il cucciolo aveva stretto un legame particolare con uno dei nostri militari al punto che i due convididevano perfino la “branda d’ordinanza”. Ciò che Hachi non sapvea era che il suo amico, in un pomeriggio di fine marzo, avrebbe lasciato quel Paese tormentato per fare ritorno a casa. Ma forse il cagnolino sentiva che, a differenza di tanti altri uomini, il suo “padre acquisito” non gli avrebbe mai voltato del spalle. Del resto, superato il periodo critico dello svezzamento – settimane durante le quali la presenza di “mamma cane” è fondamentale – il cucciolo cresceva sano e forte, anche grazie alle cure del mediche del nostro veterinario militare, e non c’erano fattori ostativi al suo trasferimento in Italia. C’erano però dei tempi procedurali da rispettare: quelli relativi alle autorizzazioni e ai permessi. Ma i giorni passavano e la data del rientro si avvicinava così come si materializzava il pericolo di una crudele separazione. Intanto, dall’altro capo del mondo, in Italia, la fidanzata del militare attraverso il suo sito Facebook lanciava un appello alla comunità del web. Chiedeva un aiuto, un intervento autorevole per accelerare la pratica. E il suo appello veniva raccolto dall’associazione Chiliamacisegua e dal presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, che si attivavano immediatamente per aiutare il piccolo Hachi, trovando nei referenti istituzionali la massima sensibilità e attenzione. Così, n un caldo caldo pomeriggio di metà aprile Hachi è atterrato in Italia dove presto potrà abbracciare la sua nuova famiglia. “Sono felice che la storia di Hachi e del suo proprietario si sia conclusa nel migliore dei modi – commenta Carla Rocchi -. Desidero rivolgere un particolare ringraziamento al Ministro della Difesa, onorevole Ignazio La Russa, al Sottosegretario alla Difesa, onorevole Guido Crosetto e al senatore, generale Mario Palombo, che si sono tutti attivati per consentire ad Hachi e al suo nuovo amico di continuare a vivere il loro legame speciale anche nel nostro Paese. Un grazie di cuore al Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, attivissima per il rientro di Hachi e, con esso, di un suo piccolo amico: il cagnolino Victor.” (13 aprile) 























































































































































































