News 18 aprile
18 aprile 2011 -
Contattare lida-treviso@live.it
di:Famiglia Veg Animalista
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LA PADANIA 17 aprile IL CANDIDO TRULLO DI SPECCHIARUZZO
17 aprile 2011 -
Trullallero trullo… la
Perché ora nessuno possa più dire, non lo sapevo, Chiliamacisegua invia l’articolo di Stefania Piazzo che intinge la penna in una piaga purulenta che spande l’afrore nauseabondo sotto il naso di enti, sindaco, autorità e asl pugliesi, che evidentemente si turano il naso e spargono nell’aria il deodorante all’indifferenza, per tirare avanti.
Quanti animali devono ancora rimetterci la ghirba per impiccagione, fame freddo caldo e stenti?
E se il signor Uccio, gravemente e psichicamente provato, volesse aumentare il tiro e passasse di grado, ovvero facesse incetta di bambini o di vicini?
Urge intervento, urge pietà per gli uomini e per gli animali.
Qui a Specchiaruzzo, frazione di Ostuni, in provincia di Brindisi.
Qui in Puglia.
Chiliamacisegua
LA PADANIA 17 aprile
OTTANTUNESIMA PUNTATA
IL CANDIDO TRULLO DI SPECCHIARUZZO
Tutti sanno, nessuno vieta il possesso di cani e bovini ad un uomo non in grado di detenerli
Magrezza, fame, morte, degrado sociale vicino a Ostuni
Anni di denunce, un esposto di cui non si conosce la fine alla Procura della Repubblica. Lettera morta. Carabinieri, asl, servizi sociali e sindaco: il territorio conosce la grave situazione di deprivazione sociale e lo stato di evidente abbandono di cani e bovini.
Eppure tutto resta immutato, nel candore della valle d’Itria. Come se a governare l’assurdo fosse la tavola delle leggi di Specchiaruzzo
………” Lo sanno tutti che a Specchiaruzzo c’è un altro mondo. C’è la morte che per fortuna arriva, dopo agonia e fame e follia che genera crudeltà figlia di una primitiva ignoranza e deprivazione sociale.
Il vecchio lo evitano, lo ignorano, lo lasciano solo.
Con i suoi animali vittime predestinate dell’indifferenza che lo circonda. Non essere ricchi di senno, come avere la lebbra, non merita che lo Stato si prenda cura di te e degli animali che sai come finiranno e che stramazzano a terra, sfiniti e laceri.
Lo saprebbero i Carabinieri, la Procura della Repubblica, l’asl, i servizi sociali e anche il sindaco che in quel trullo tra Cisternino, Martina Franca e Ostuni, nel Comune della città bianca, la povertà vince sulla ragione e sulla legge. Eppure, tutto è immutato, nel candore della valle dei trulli. Uno non fa la differenza, l’eccezione è stupirsi.
Uccio ha preso in ostaggio tutto il sistema, che “siccome uno tira su le spalle, le spalle le tiran su tutti”. E così fan tutti, a Specchiaruzzo .
Guardano il film dell’orrore alla finestra, incolumi e silenziosi. I vicini di casa temono ripercussioni, e così nessuno ha il coraggio di alzare la voce, non si sa mai di fare la stessa fine di uno dei tori di Uccio.
Non morto di vecchiaia. Come diversi dei suoi animali.
Da anni si sa, in paese, che là c’è un uomo con poco senno. In Procura la denuncia c’è dal 2009. Due anni non sono sufficienti per capire cosa è successo e succede? E intervenire? Non sai più se ti trovi davanti ad un caso di maltrattamento o se il maltrattamento sia l’epilogo di un caso umanitario dimenticato e non risolto, con colpevoli complicità e scaricabarile e formali prese di posizione. Resta il fatto che chi deve sapere sa. Ma cosa si sta facendo per far cessare il degrado che governa sovrano nel regno di Uccio, nella contrada nella valle d’Itria dove si è fermato il tempo della civiltà e dell’umanità?
I testimoni che preferiscono non fornire pubblicamente nome e cognome, ci raccontano di «un’enorme quantità di crudeltà inferta ad animali innocenti, costretti da questo essere dannato ad una vita di notevoli patimenti».
Animali “in ostaggio” sottonutriti, raramente abbeverati, l’estate è un tormento non passeggero.
Alcuni di loro sarebbero stati trovati con un laccio che lega una delle zampe anteriori alle corna costringendo il povero animale a camminare con estrema difficoltà, con la testa reclina e a mangiare e quel poco di cibo che ha a disposizione, in una crudele posizione.
Un tempo, raccontano, c’erano anche tre cani, magrissimi: uno era stato legato al centro di un prato senza un riparo, senz’acqua da bere tranne la pioggia divina.
Lì, legato nella fissità del destino.
Un altro, ancora, legato, con una catena spessissima, al paraurti di un’auto dismessa e che poi s’era incastrata, costringendo la vittima a vivere bloccata sotto il mezzo. Un terzo, un cucciolo, era rimasto libero, e se la cavava sotto il muretto di pietra del trullo.
Un giorno, due dei tre cani sparirono improvvisamente.
Sul muro di pietra aveva trovato la fine dei suoi giorni anche un pollo appeso e un altro al centro dell’aia mentre altri avevano come pollaio l’auto dismessa.
Pollo, cani e anche bovini. Questi ultimi, riparati dentro una stalla improvvisata. Poi, un giorno, arrivarono le pecore.
Sporcizia, promiscuità, e altri cani rimpiazzati, come il pastore abruzzese costretto a vivere alla catena su un letto di pietre, ma non per molto. Anche di lui un giorno i vicini raccontano si siano perse le tracce.
Non sai più, ad un certo punto, se i racconti diventino leggenda o allucinazione o morti annunciate, con improvvisate sepolture.
O con cure “sommarie” di un toro che, alla fine, venne prelevato e fatto abbattere. Strano che, in quel frangente, nessuno s’accorgesse del degrado circostante, della povertà d’igiene e rispetto. Come se il trullo di Specchiaruzzo fosse un’enclave di impunità igienica e legale e sociale. A chi ha perso il contatto con la realtà e le necessità umane e animali si può concedere tutto.
Un visto speciale. Da anni regna l’assoluto degrado nel trullo circondato da un muretto in pietra a secco dentro il quale si tiene promiscuamente un numero imprecisato di animali, mucche, tori, pecore, cani e altre specie.
«Sia il degrado ambientale che i maltrattamenti verso gli animali non sono cambiati affatto, benchè il numero si sia ridotto rispetto a due anni fa», si legge in una disperante denuncia del coordinamento delle Guardie zoofile della regione Puglia della Lega nazionale per la difesa del cane. Il ministero della Salute, se Comune e veterinaria pubblica e carabinieri stanno a guardare, può anzi deve sostituirsi a chi non fa.
«Mucche, tori e le pecore, rimaste ancora in vita, pur essendo in evidenti condizioni di malnutrimento, non hanno ancora raggiunto quel livello di degrado constatato due anni fa». E per quanto se nessuno interviene? Alle autorità, si concede ancora di non vedere? Solo qualche formale “diffida” è arrivata ma nessun provvedimento per vietare il possesso di animali a chi non può e non deve possedere la vita di innocenti esseri senzienti e di animali da reddito per i quali, dalle Alpi alle piramidi passando per i trulli, vigono le medesime leggi. Non la tavola delle leggi degli sceriffi di Specchiaruzzo.”
(81-continua)
IL SINDACO DI OSTUNI
Avv. Domenico TANZARELLA
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Rionero in Vulture (PZ), cani superstiti allo stremo
16 aprile 2011 -
Rionero in Vulture (PZ), cani superstiti allo stremo
Ma dove caspita è lo Stato?
Ma dove caspita sono le Istituzioni?
Ma dove caspita è l’umanità?
Ma dove caspita è la Legge?
A star dietro al …. bunga bunga?
O a passare il tuca tuca……. all’altro, la responsabilità di sfamare e salvare e tutelare queste creature?
Chiliamacisegua
I fatti
http://www.geapress.org/randagismo/rionero-in-vulturepz-cani-superstiti-allo-stremo/14263
Rionero in Vulture (PZ), cani superstiti allo stremo
di Elisa D’Alessio | 16 aprile 2011
GEAPRESS – “Sono morti in cento, di fame, di sete, di malattie, di freddo; cento cani in un anno” così possiamo riassumere l’urlo di dolore trasmessoci con una e-mail, molto dettagliata nella descrizione del canile e delle inadempienze della amministrazione comunale.
La situazione è gravissima, almeno 150 cani in una struttura priva di acqua, di fogna, ma soprattutto priva di ripari, infatti i cani sono suddivisi in grandi gruppi all’interno di recinti scoperti.
Il canile sorge in una zona freddissima e molto ventilata; e l’inverno a Rionero è gelido e lungo.
Nella gestione del canile si sono avvicendate due diverse realtà, l’attuale proviene da Sant’Arcangelo.
Il Comune corrisponde al gestore una somma tra i 5mila800 e 6mila euro mensili, ma tra compenso al veterinario nominato dall’Amministrazione municipale, le retribuzioni dei lavoranti e la spesa dell’acqua, per i cani rimane ben poco, quindi a dieta forzata!
Ci sono stati casi di sbranamenti per un tozzo di pane.
Il Servizio veterinario della ASL vorrebbe trasferire i cani presso un’altra struttura, ma il Sindaco replica che “in zona non ci sono altri canili disposti ad accogliere i circa 200 animali sistemati nel nostro rifugio“.
Rifugio? Ma il Sindaco ha visto la struttura?
Il rifugio (!) era stato posto sotto sequestro nel 2008 per mancanza di acqua e fognature. Da allora nessun lavoro è stato eseguito, ma continua a funzionare.
Il primo cittadino replica che “proprio per la mancanza di strutture idonee limitrofe” hanno “avuto l’autorizzazione dal Tribunale per tenere aperta la struttura”.
Poi aggiunge “stiamo procedendo alla sostituzione del gestore“.
La struttura detta “rifugio” è aperta da circa venti anni, venti anni senza acqua … è un bel record per una amministrazione comunale.
I randagi di Rionero, dunque, sono condannati al carcere duro, ma senza pane e senza acqua! (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).
Sindaco Rionero In Vulture
Antonio Placido
A
sindaco@comune.rioneroinvulture.pz.it;
info@lacoscienzadeglianimali.it;
urp_presidenza@regione.basilicata.it;
gerardo.salvatore@regione.basilicata.it;
filodiretto@ilquotidianodellacalabria.it;
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buongiornoregione.basilicata@rai.it;
stampa.consiglio@regione.basilicata.it;
rba-roma@regione.basilicata.it;
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News 16 aprile
16 aprile 2011 -
Here is a dog being skinned alive for clothing stores.
di:Yogi Bijoux
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NO ENCI NO COLLARE ELETTRICO NO STRUMENTO DI TORTURA
15 aprile 2011 -
Chiliamacisegua legge orripilata, posta sull’avviso da una mail pervenutale, quanto l’Enci propone nel corso della sua audizione in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati; “Quanto alla possibilità di usare il collare elettrico, l’ENCI ha richiesto l’istituzione di un tavolo tecnico di confronto, al fine di consentire l’assunzione di decisioni che poggino su reali dati scientifici e ha lanciato l’idea di effettuare appositi corsi per il giusto utilizzo dello strumento.”
Chiliamacisegua propone invece al mondo del volontariato e delle Associazioni il bando dell’Enci fintanto che manifesta il desiderio di utilizzare strumenti di tortura medioevali e lo propone addirittura, contrabbandandolo come strumento di educazione.
NON ESISTE UN GIUSTO UTILIZZO DI UNO STRUMENTO DI VIOLENZA.
Per tale ragione, il Ministero dovrebbe vietarne sia la produzione su territorio italiano e ovviamente la sua commercializzazione, per tutelare il legittimo diritto alla vita senza tortura ne mutilazione degli animali, i cani in questo caso.
Supportate questa battaglia di civiltà, scrivendo alla mailing sotto indicata il vostro NO.
Grazie.
Chiliamacisegua
http://www.chiliamacisegua.org/
Mail pervenuta
Buongiorno a tutti,
la news riportata sotto è stata pubblicata sul sito dell’ENCI. Vi prego di leggere con attenzione la parte che ho evidenziato che riguarda la proposta di costituzione di un tavolo tecnico ministeriale per l’utilizzo del collare elettrico.
Sono abbastanza “spaventata” dei temi discussi in Commissione che preludono una regressione rispetto al benessere animale.
Chiedo il Vs. appoggio per effettuare un eventuale raccolta di firme da far pervenire alla Camera del Deputati contro eventuali provvedimenti e/o approvazioni in merito al collare elettrico, anzi a dire il vero dovrebbero anche vietarne la produzione e la commercializzazione.
Potete scrivere per raccogliere le vostre istanze a posta@csen-cinofilia.it
Grazie a tutti e buon lavoro
Cordiali Saluti
Luisella Vitali
I FATTI
http://www.enci.it/news/news.php?id=930
Audizione ENCI in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati
Data di pubblicazione: 06 aprile 2011
Riscontrata la bozza di testo unificato recante nuove norme in materia di animali di affezione e di prevenzione al randagismo, l’ENCI, rappresentato dal Presidente Francesco Balducci e dal Vice Presidente Dino Muto, ha espresso le proprie osservazioni durante l’Audizione del 5 aprile 2011 presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.
In materia di “attività economiche con animali d’affezione”, l’ENCI ha proposto che l’allevamento e la cessione a titolo oneroso “anche di un solo animale di affezione” non debba rientrare in tale tipo di attività, con le relative conseguenze regolamentari. Ha proposto, invece, che l’attività di allevamento sia ricondotta alla legge 349/1993, che definisce nel merito l’attività cinotecnica, e ai conseguenti decreti attuativi. Ha richiesto altresì di poter organizzare corsi di formazione propedeutici per l’attività di allevamento previsti dalla bozza di legge in discussione.
Con riferimento all’anagrafe canina e alla istituenda banca dati nazionale, l’ENCI ha sottolineato che oggi garantisce l’allineamento del Libro genelogico alle anagrafi regionali attraverso l’invio trimestrale dei propri dati, proponendo che l’Ente possa implementare e alimentare, tramite le proprie sedi periferiche, la banca dati dell’anagrafe canina al momento dell’iscrizione dei cani nei registri genealogici, evitando così l’eccessiva burocratizzazione a cui è attualmente sottoposto l’allevatore cinofilo.
In merito alle questioni relative al benessere animale, l’ENCI ha rimandato ogni considerazione sulle mutilazioni alle disposizioni tecniche emanate dal Ministro della Salute il 16.3.11 rivolte alla legge di ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia.
Tali disposizioni forniscono chiare indicazioni, nell’interesse dei cani, dell’allevamento cinofilo e nel rispetto del benessere animale.
Quanto alla possibilità di usare il collare elettrico, l’ENCI ha richiesto l’istituzione di un tavolo tecnico di confronto, al fine di consentire l’assunzione di decisioni che poggino su reali dati scientifici e ha lanciato l’idea di effettuare appositi corsi per il giusto utilizzo dello strumento.
Quanto all’uso dei trasportini, l’ENCI ha proposto di aggiungere anche il periodo connesso alla verifica zootecnica, oltre a quelli già previsti dalla bozza in discussione relativi al trasporto e alla degenza.
La Commissione ha apprezzato le proposte dell’ENCI, tese in gran parte ad accordare la bozza in discussione con la normativa già in essere e a tutelare la cultura cinofila in Italia e i legittimi interessi degli allevatori.
GLI STUDI
http://www.canepastoretedesco.info/collare_elettrico_tra_maltrattamento_e_ignoranza.html
Collare elettrico, tra maltrattamento e ignoranza
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Uno studio abbastanza recente, condotto dall’Università di Sassari, ha fornito diverse basi scientifiche a dimostrazione della pericolosità di tale strumento. Gli autori sono Raffaella Cocco e Stefano Visco, docenti e ricercatori della facoltà di medicina veterinaria di Sassari .
Vi invitiamo a leggere lo studio che potrete acquistare a questo indirizzo internet. Vi proponiamo qui un piccolo riassunto dell’opera. |
Un piccolo riassunto
L’idea di lavorare a questo progetto nasce dopo il ricorso accolto dal TAR del Lazio che annullava l’Ordinanza del 5 Luglio 2005 con la quale il Ministro della Salute disponeva il divieto all’uso del collare elettrico sui cani. Tale ricorso, presentato da alcune ditte produttrici di collari elettrici, annullava l’ordinanza dichiarando la stessa ”adottata senza alcuna istruttoria precisa e senza l’indicazione delle ragioni di necessità ed urgenza che sole giustificano il ricorso al potere esercitato […] risulta in commercio da anni […] non può ritenersi tale (riferito alla pericolosità) la prevedibile reazione alla scossa elettrica da parte dell’animale, atteso che si tratti di reazione sempre presente in una pratica non nuova, anzi seguita da anni” .
Per paradosso però, insieme a tale annullamento, ci sono state le sentenze di Forlì (procura della Repubblica) e Vicenza (Corte di Cassazione) che hanno condannato per maltrattamenti chi utilizzava il collare elettrico.
L’obiettivo di questo lavoro è quello di mettere in evidenza sia la pericolosità di questo strumento sia il fatto che non possa esistere un suo uso proprio.
Per fare ciò vengono analizzati e spiegati nel dettaglio la fisiopatologia della corrente elettrica e i suoi effetti sul corpo, con particolare attenzione alla regione (quella del collo) interessata dall’utilizzo del collare.
Pur non possedendo moltissimo materiale specifico su cui lavorare, le analisi e le conclusioni scientifiche sono basate su nozioni mediche e biologiche già conosciute e descritte in numerosi testi (compresa buona parte della lettertura riferita all’uso della corrente elettrica sugli esseri umani).
Si analizzano i vari tipi di collare elettrico disponibili in commercio, che possono fornire al cane una corrente elettrica continua o alternata con intensità che variano a seconda del livello prescelto.
I collari elettrici messi in commercio si distinguono per il tipo di corrente utilizzata mentre, per quanto riguarda l’intensità, questa può essere modificata a discrezione dell’addestratore così come il voltaggio
che varia tra i 500 volts e i 4820 volts. Per quanto concerne l’intensità, le case produttrici non forniscono dati a riguardo.
Da notare come, al di là dei termini scientifici che possono risultare un tantino ostici o rendere la lettura “pesante” , siano analizzate in modo molto preciso le modalità di trasmissione della corrente e gli effetti sull’organismo.
Interessante (se si può usare il termine) verificare che, in caso di corrente alternata le basse frequenze, a parità di tensione ed intensità, sono molto più pericolose rispetto a quelle molto elevate, che correnti con un basso voltaggio e con una debole intensità sono capaci di stimolare i muscoli ed i nervi, che la corrente quando incontra una bassa resistenza tende a farsi strada attraverso la superficie cutanea senza coinvolgere gli organi interni, mentre quando le resistenze sono alte essa attraversa la pelle e si fa strada attraverso i liquidi organici, che sono buoni conduttori e se durante il suo percorso incontra organi vitali, come il cuore, questo può giungere alla fibrillazione sino all’arresto cardiaco.
Inoltre dai vari studi si evince come il fatto che l’organismo venga ripetutamente sottoposto a scariche elettriche comporti un continuo peggioramento nella capacità dell’organismo stesso di sopportare e, di conseguenza, aumentino le possibilità di effetti patogeni.
Particolarmente importante è tutta la parte in cui si analizza la regione anatomica del collo e i muscoli e nervi coinvolti. Del resto, mi pare di ricordare che alcuni teorici dell’addestramento tradizionale mostrono proprio le stesse relazioni per spiegare l’efficacia di alcuni strumenti correttivi come anche il collare a punte, sottolineandone l’azione su importanti centri nervosi
I muscoli del collo rivestono l’esofago, la trachea, le ghiandole salivari. Intervengono non solo per i movimenti di quella regione, ma fungono da bilanciere cefalico, regolano la deglutizione, i movimenti inspiratori, la dilatazione del torace. I vasi sanguinei e i nervi nella regione del collo, soprattutto i nervi, possono inoltrare l’impulso elettrico ad altri organi o tessuti; senza tediarvi troppo con tutta l’esposizione scientifica, solo alcuni cenni riguardanti i nervi della regione del collo:
Un deficit del nervo facciale può predisporre il cane a patologie quali congiuntiviti, lesioni corneali ma anche cheratocongiuntiviti secche, inoltre, innervando anche le ghiandole salivari questo nervo è responsabile delle sensazioni gustative della lingua.
Il Nervo vago ha fibre che convogliano tre tipi di sensibilità: gustativa, generale (della laringe, faringe e dai visceri innervati da questo nervo) ed esterocettiva (proveniente dalla cute dell’orecchio esterno).
Data l’ampia distribuzione di questo nervo, appare ovvio come una sua disfunzione possa avere varie ripercussioni che coinvolgono diversi organi ed apparati. Sono molti i riflessi viscerali controllati da questo
nervo tra i quali, la deglutizione, la tosse, lo starnuto, il vomito; a queste bisogna aggiungere le importanti azioni che esso svolge sull’attività cardiaca, in modo diretto, e su quella respiratoria, in modo indiretto
regolando la fisiologia della laringe.
La corrente elettrica, anche se dotata di elevata intensità e tensione, scaricandosi nel corpo del cane non sempre provoca lesioni obbiettivamente rilevabili.Possono esserci, ad esempio, lesioni cutanee, emoraggie della cute o delle mucose, angiospasmi e molto frequentemente edemi localizzati, ma anche contrazioni dei muscoli innervati dai nervi interessati dalla stimolazione elettrica.
Se l’ impulso ha un’intensità elevata e/o perdura per un tempo relativamente lungo (8 secondi per quasi tutti i collari elettrici in commercio) questo può determinare l’attivazione di nervi posti in profondità del collo, quali ad esempi il nervo frenico, il laringeo, il vagosimpatico oltre ai vari nervi motori.
In questo caso le conseguenze sono ben più gravi: contrazioni tetaniche del diaframma, spasmi laringei; arresto della respirazione per tanto tempo quanto persiste lo stimolo.
Tutto questo si ripercuote quindi anche a livello dell’apparato respiratorio ove si potrebbe osservare edema acuto del polmone, sfiancamento degli alveoli polmonari con lacerazioni e piccole emorragie nel tessuto interalveolare. Appare un quadro di enfisema acuto traumatico dovuto prima di tutto alle contrazioni dei muscoli respiratori della gabbia toracica, della laringe e del diaframma, che perdurano tanto quanto il passaggio della corrente, e poi ai bruschi, frequenti, disordinati e profondi atti respiratori che il cane compie appena cessa l’azione della corrente.
Inoltre a carico delle pleure si potrebbero osservare piccole emorragie, così come in molti altri organi, zone di enfisema sottopleurico.Ci può essere presenza di emorragie puntiformi diffuse nel midollo, nell’encefalo e nelle relative meningi.Per non parlare dell’influenza sull’attività cardiaca, l’ azione della corrente elettrica sul cuore si esplica mediante i centri motori ed attraverso spasmi delle coronarie; generalmente si ha aumento della frequenza delle contrazioni con notevole diminuzione dell’energia cardiaca e della pressione sanguigna; altre lesioni che possono essere conseguenza del passaggio della corrente elettrica, riguardano il sistema circolatorio periferico e l’apparato muscolare scheletrico.
Emorragie possono apparire anche in altri organi e tessuti a livello esofageo,sottofaringeo, a livello di cardias, pilorico, delle vie biliari e di tratti più o meno lunghi di intestino. che possono causare turbe più o meno gravi alla normale funzione dell’apparato digerente.
Insomma, lo stimolo dolorifico o quantomeno fastidioso, che il collare elettrico procura al cane ha sul suo fisico effetti che possono essere, specie con utilizzo prolungato, devastanti, oltre ad avere un’azione devastante a livello psichico, dovuta proprio all’effetto fisico provocato dall’attraversamento della corrente elettrica.
Gli autoti citano uno studio di Schilder e van der Borg sui cani che hanno subito lo shock elettrico del collare, citando gli atteggiamenti posturali che denotano stress rilevati in prevalenza:
Posizione Bassa delle orecchie*
Coda Fra le Gambe*
Vocalizzazioni di diversa intensità
e timbro*
Camminare in circolo
Veloci movimenti della lingua*
Movimenti veloci della testa*
Evitare/sfuggire*
Accucciarsi*
sottolineando come lo stress perduri per molto tempo anche dopo l’utilizzo del collare elettrico.
Ovviamente lo studio termina anche con la considerazione che, oltre al fatto che sia scientificamente provato che addestrare un cane con il collare elettrico sia un vero e proprio maltrattamento, di non poca rilevanza è il fatto che non sempre l’impiego del collare elettrico risolve i problemi per i quali viene utilizzato, ma frequentemente ne determina altri, che vanno dall’aggressività ad associazioni diverse da quelle desiderate dall’addestratore. Concludono gli autori: chi si sente minacciato pensa a proteggersi, non ad imparare.
Resta però, al di là dell’efficacia o meno dello strumento (efficacia sulla quale, con certe modalità di utilizzo, l’UD sostiene di aver dato ampia dimostrazione -leggi: risultati ottenuti in gara) la terrificante descrizione degli effetti della corrente elettrica …leggendo mi veniva da pensare all’età media dei cani da lavoro e alle cause di decesso. Sarebbe interessante uno studio in proposito…
A CHI SCRIVERE
info@lacoscienzadeglianimali.it;
STRISCIA LA NOTIZIA
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/news/2007/10/08/news_2466.shtml
Ultime notizie
Collari elettrici
E’ stato condannato dal giudice di Bologna, Liviana Gobbi, l’addestratore di cani di Zola Predosa, comune della cintura bolognese, ritratto un paio di anni fa in un servizio di ‘Striscia la notizia’ mentre utilizzava un collare elettrico su una cane a scopo dimostrativo e di addestramento. Lo ha reso noto la Lav (Lega anti vivisezione), che aveva presentato una denuncia sul caso. Oggi E. M., originario di Bari ma residente a Bologna, è stato condannato a 4000 euro di multa, al pagamento delle spese legali e di una provvisionale di 1000 euro da versare alla Lav come parte civile, per maltrattamento di animali. L’articolo del codice penale violato è il 544 ter che recita: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno e con la multa da 3.000 euro a 15.000 euro”. La vicenda ha avuto origine da alcune immagini realizzate con telecamera nascosta e trasmesse l’11 aprile 2005 da ‘Striscia’, che mostravano l’addestramento di cani con collari elettrici e la sofferenza degli animali ad ogni scossa ricevuta. La citazione a giudizio dell’addestratore era stata formulata dal Procuratore aggiunto Luigi Persico che nel corso dell’inchiesta aveva fatto fare una consulenza al preside di veterinaria di Bologna Stefano Cinotti. Il lavoro del consulente aveva documentato gli effetti nocivi e dolorosi sugli animali prodotti dai collari per scopi addestrativi che, secondo la consulenza, possono essere raggiunti anche con altre pratiche. “Da quel filmato è quindi scaturita la denuncia della Lav, presentata presso la Procura della Repubblica di Bologna – commenta Ciro Troiano, responsabile nazionale Lav e firmatario della denuncia – la Lav ringrazia l’avvocato Luca Ferrini di Cesena per l’assistenza fornita, e si augura che questa condanna di E. M. apra la strada ad una più ampia riflessione mirata a individuare nell’uso di strumenti coercitivi quali collari elettrici o similari, bastoni con punte elettriche e altri congegni atti a procurare scosse elettriche ai cani”. (Ansa, 8 ottobre 2007)
Guarda primo e secondo filmato
AGGIORNAMENTO RISPOSTA ENCI
http://www.enci.it/news/news.php?id=934
Precisazioni ENCI in merito al collare elettrico
Data di pubblicazione: 18 aprile 2011
Con riferimento al comunicato ENCI del 6.4.2011, riguardante l’audizione del 05.04.2011 in Commissione Affari Sociali, in merito alla richiesta di un confronto concernente i collari elettrici, si precisa che la richiesta scaturisce dalla assoluta necessità di tutelare il cane nell’ambito di una sempre più ampia e profonda attenzione al benessere animale.
La constatazione che attualmente non esistono norme che vietano efficacemente e neppure regolamentano l’utilizzo di collari elettrici, lasciando dunque aperta la possibilità che possano di fatto essere utilizzati in modo incivile e dannoso, richiede che sulla questione venga posta urgentemente la massima attenzione del legislatore.
La richiesta dell’ENCI è stata fatta, esclusivamente, per porre fine a possibili usi barbari di siffatti strumenti e non presuppone alcuna sollecitazione a favore di un utilizzo di strumenti coercitivi sugli animali e in particolare sul cane, come maldestramente interpretato da alcuni.
Vale la pena ricordare che ogni qualvolta l’ENCI è venuto a conoscenza di comportamenti di propri associati riferiti a maltrattamenti di animali, anche attraverso l’uso del collare elettrico, è intervenuto attivando gli organi preposti ai controlli, l’Autorità giudiziaria e gli organi disciplinari previsti dallo Statuto. Il benessere del cane è infatti la condizione che sta alla base di ogni attività legata alle verifiche zootecniche autorizzate dall’ENCI.
I regolamenti nazionali dell’ENCI, nel rispetto delle leggi vigenti, sottolineano l’assoluto divieto di utilizzare strumenti coercitivi sui cani in rispetto anche ai principi emanati della Federazione Cinologica Internazionale.
L’ENCI respinge con fermezza ogni tentativo di strumentalizzazione e interpretazione faziosa della propria posizione nei confronti del collare elettrico.
Darà mandato ai propri legali di tutelare l’immagine dell’Ente in ogni sede.
Il Presidente
Francesco Balducci
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Cooper, vagava ferito da giorni, tra indifferenza e repulsione Aggiornamento
14 aprile 2011 -
Aggiornamento: Cooper stamattina è stato operato, la zampa è stata amputata, non poteva essere salvata. Il nostro rammarico è che se l’avessimo trovato prima, con tutta probabilità, avremmo potuto evitare l’amputazione….ma per giorni lui è stato sotto gli occhi di tanti che non hanno fatto nulla per aiutarlo…ora lo aspetta la convalescenza e la guarigione….
Comunicato
Per il Bollettino degli orrori Chiliamacisegua segnala questo ennesimo episodio.
Arrivati i rinforzi, ovvero Silvia, abbiamo passato quasi un’ora per cercare di prenderlo perchè lui, ferito, sofferente e impaurito, non si lasciava avvicinare, anzi tentava di morderci, ma penso che chiunque al posto suo l’avrebbe fatto…solo due persone, richiamate dal movimento che si era creato, si sono avvicinate con acqua e del cibo, nella speranza di aiutarci. Sono state loro a dirci che da giorni chiamavano le “autorità” per segnalare un cane ferito e che nessuno fino ad allora si era fatto vivo.
Ad ogni modo, tanto ormai siamo “avvezzi” all’indifferenza umana…ora Cooper è al sicuro, domani verrà operato, purtroppo la zampa dovrà essere amputata….

Sindaco Mercato San Severino (Sa) Dott. Giovanni Romano
A
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News 14 aprile
14 aprile 2011 -
di:A.L.F. Fronte Liberazione Animale Italia
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News 13 aprile
13 aprile 2011 -
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