News 31 gennaio
31 gennaio 2011 -
LEGGI TUTTO...
AIUTATECI A SALVARE GLI ANIMALI MALTRATTATI A CASALI DI USSITA (MC)
30 gennaio 2011 -
Chiliamacisegua
Il primo servizio di Striscia la notizia fu girato in data 10/03/2010 e andò in onda il 18/03/2010 questo il link per chi volesse rivederlo:
http://www.youtube.com/watch?v=e0ag7i1SlWU&feature=channel
Il secondo servizio di Striscia la notizia è stato girato il 18/01/2011 ed è andato in onda il 26/01/2011 e il 27/1/2011 questo il link per chi non l’avessi visto:
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2011_01_stoppa26.flv
Nel frattempo sono morti una quantità indefinita di cuccioli di cane e di pecora, cani ridotti malissimo per via delle malattie, della mancanza di cibo e acqua.
Dai servizi di Striscia appare evidente a tutti che questi animali vengono maltrattati e muoiono come le mosche, a tutti tranne che alle Autorità competenti.
Il Sindaco di Ussita ha emesso non si sa quante ordinanze che non sono mai state fatte rispettare al pastore proprietario.
L’ultimo sopralluogo del 20/1/2011, solo due giorni dopo che Striscia aveva filmato il secondo video andato in onda il 26/1/2011, in cui sono state dispiegate ingenti forze dell’Ordine (Vigili urbani, Carabinieri di Ussita e di Camerino, almeno 4 responsabili veterinari Asur 10 di Camerino), nonostante i cadaveri presenti di ogni tipo di animale nella stalla, non è riuscito allo scopo. Non hanno sequestrato niente. Addirittura il pastore ha scelto lui il numero di cani da far portare via momentaneamente (sappiamo che si sta già muovendo a livello legale per riaverli indietro) con la promessa di non farli sterilizzare perché vuole fargli fare in futuro altre cucciolate. Cucciolate che poi faranno la fine di quelle viste nel servizio di Striscia.
A noi volontari che da oltre un anno ci prodighiamo in tutti i modi per salvarli ci hanno detto che siamo “troppo emotivi”, che per loro non c’è maltrattamento, che il maltrattamento si verifica a loro dire, ignorando del tutto la legge 189 dell’agosto 2004, solo se qualcuno picchia un animale, ma se lo si fa morire di fame, di sete, di malattie, di stenti, questo non è maltrattamento. Che le morti sono naturali, fisiologiche ogni tot numero di animali.
Ci siamo stancati di queste risposte, ci siamo stancati di forze dell’ordine, di responsabili asur che negano l’evidenza più evidente che tutti vedono tranne loro, ci siamo stancati di questo muro di gomma impossibile da oltrepassare.
I nostri legali stanno preparando le denunce per tutti coloro che hanno provocato questo scempio di povere creature innocenti.
Ma abbiamo bisogno di pressare le Istituzioni assenti, cieche e sorde, dateci una mano.
Mandate via questo appello via email, o scrivetene altri a vostra scelta, basta guardare i servizi di striscia per avere una idea di quello che sta succedendo a Casali di Ussita da oltre un anno.
Fate girare ai vostri contatti, sommergiamoli di emails, di proteste, di indignazione.
Inoltre per sabato 12 febbraio, se nel frattempo non accadrà niente di nuovo, si sta organizzando una manifestazione a Casali di Ussita presso il sindaco.
Chiunque di voi, se vuole, può venire a darci una mano. Vi faremo sapere i dettagli più avanti . Unico problema, organizzatevi con auto che siano attrezzate per camminare con la neve, perché potremmo trovarla. Fateci avere le vostre adesioni se intendete venire.
Grazie a nome di tutti quegli animali che ancora aspettano di essere salvati in quella stalla degli orrori, e ovunque in questa nostra Bella Italia !
Ass. Amici animali Onlus
Osimo (An)
www.amicianimali.org
mail di protesta da inviare a
almerino.mezzolani@regione.marche.it;
riccardo.carboni@ussita.sinp.net;
Bernardino.vitali@sanita.marche.it;
sante.petrocchi@sanita.marche.it;
segreteria.sanita@regione.marche.it;
laura.belardinelli@regione.marche.it;
rosetta.fulvi@regione.marche.it;
sanita.marche.itfunzione.veterinaria.alimenti@regione.marche.it;
funzione.veterinaria.alimenti@regione.marche.it;
simona.esposito@provincia.mc.it;
valentina.gregori@provincia.mc.it;
info@lacoscienzadeglianimali.it;
cronaca.macerata@ilcarlino.net;
benedetta.iacomucci@ilcarlino.net;
macerata@corriereadriatico.it;
commerciale@etvmarche.it;
OGGETTO: RICHIEDIAMO IL SEQUESTRO IMMEDIATO DI TUTTI GLI ANIMALI, PECORE E CANI, DEL PASTORE DI CASALI DI USSITA (MC)
A tutti voi,
rappresentanti di pubbliche Istituzioni, che nonostante le segnalazioni arrivate, le proteste di mezza Italia, i servizi di Striscia La Notizia
(link: http://www.youtube.com/watch?v=e0ag7i1SlWU&feature=channel
e
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2011_01_stoppa26.flv)
a distanza di neanche un anno, non avete fatto niente per evitare la grave situazione in cui si trovano gli animali a Casali di Ussita (mc) chiusi in una stalla nella mani del proprietario.
Perché le leggi sugli animali non vengono fatte rispettare?
Perché, nonostante l’evidenza nota a tutti, gli animali sia pecore che cani, non sono già stati sequestrati al pastore che li detiene in quel modo abominevole?
Perché nonostante i cadaveri visti dagli italiani nel servizio di Striscia del 26/1/2011 il pastore ancora è libero di farne quello che vuole?
Perché in Italia per denunciare lo scempio in cui vengono detenuti degli animali, dobbiamo ricorrere a Striscia la Notizia affinché qualcuno faccia il proprio dovere e le leggi vengano fatte rispettare?
Chiediamo con forza il SEQUESTRO IMMEDIATO DI TUTTI GLI ANIMALI DI PROPRIETA’ DEL PASTORE E LA DIFFIDA A PRENDERNE ALTRI PER IL FUTURO, dato che è chiaro che non è in grado di garantire loro il benessere animale previsto dalla legge e dal buon senso.
La nostra protesta continuerà fino a che questo scempio non cesserà, a Casali di Ussita, così come in ogni altra parte d’Italia dove i diritti fondamentali degli animali vengono calpestati, senza che le pubbliche Istituzioni muovano un dito per evitarlo.
Cordiali saluti
FIRMA E CITTA’
I FATTI RACCONTATI DA CHILIAMACISEGUA
http://www.chiliamacisegua.org/2010/03/19/i-cani-e-le-pecore-di-casali-di-ussita/
http://www.chiliamacisegua.org/2011/01/22/ussita-e-la-vergogna-del-canile-lager/
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LA PADANIA 30 GENNAIO LAGER E INCIVILTÀ, LA MAPPA D’ITALIA
30 gennaio 2011 -
Malitalia cristallizzata. Fotografata superbamente da Stefania Piazzo.
Null’altro da aggiungere se non il disprezzo verso l’indifferenza mostrata in questa agghiacciante Mappa di una Italia degli orrori, da parte di chi invece, ha il dovere legale della tutela e la salvaguardia della vita di tanti animali, creature senzienti, alle quali viene tolta ogni dignità poiché sono soltanto un numero, un problema, una seccatura, una quisquiglia.Una fonte di lucro per mala uomini.
Null’altro da aggiungere se non un grazie a Francesca Martini e alla sua task force, a Gaetana Ferri e a Rosalba Matassa, ai Nas, a Stefania Piazzo, a Edoardo Stoppa, a Geapress che , soli, pubblicano la realtà di un mondo dove tutto pare lecito. Anche la morte per stenti e per maltrattamento.Anche la crudeltà più feroce. Anche l’impunità.
Ai rari sindaci e veterinari che si prodigano per modificare uno status quo da terzo mondo.
Null’altro da aggiungere se non il senso di una gratitudine infinita nei confronti dei volontari e volontarie, che ridotti e ridotte con le pezze al sedere, denunciano, svergognano, lottano per salvare almeno una vita al giorno, graffiando con le unghie quel silenzio assordante che sta perdurando da…. secoli.
Il muro è sbrecciato.
Ora insieme dobbiamo abbatterlo.
Costi quello che costi.
Buona lettura
Chiliamacisegua
LA PADANIA 30 GENNAIO LAGER E INCIVILTÀ, LA MAPPA D’ITALIA
Che lo si voglia o no, il corso aperto dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha rotto l’omertà e ha dato una speranza. Uno spiraglio di umanità. Passi difficili, perché nessuno, tranne le associazioni, il territorio, e pochi e rari sindaci, poche e rare Province, e pochi e rari veterinari illuminati hanno compreso che la svolta è iniziata. Culturale e legislativa.
Servono almeno 20-30 anni per vedere i frutti di questi semi che soffrono di gelate. Ma la strada è aperta, così come è stata sollevata
la pietra tombale della mafia dei canili lager, delle collusioni tra gestori privati, asl e sindaci, si è puntato il dito sulle ingiustificate inadempienze che a tutti i livelli si consumano. Una concezione antiquata e gretta del benessere animale abita l’intelletto di troppa classe dirigente sanitaria e amministrativa.
Tanto, chi li tocca. La magistratura? Archivia troppo e seppellisce con le prescrizioni i reati contro gli animali. E nessuno invia la Finanza a vedere cosa c’è nei bilanci.
Amen.
Infine, la stampa non si abbassa a studiare e investigare perché sono solo animali e il livello di formazione culturale e attenzione del giornalismo italiano è quello che è. Da paranza.
Tuttavia una crepa nel muro di questa ideologia dell’inadempienza c’è. Sui canili lager si indaga, i canili lager si sequestrano, dei canili si parla , si scrive. Sui reati contro gli animali, in un susseguirsi di principi etologici incardinati nella legislazione, si procede a colpi di ordinanza, in attesa di un ddl che pianti questo benedetto chiodo nel muro della coscienza e della legge.
Questione solo di tempo. Il lavoro svolto dalla stampa (due nomi, la Padania e Striscia la notizia e di recente l’agenzia Geapress – il resto non esiste e se c’è copia poi torna a dormire), dalle associazioni (Chiliamacisegua in testa forte di circa 60mila contatti in rete, in proficuo accordo con Enpa, Lega del cane e altri), da un gruppo di sindaci che fanno scuola con il patentino e i corsi,con le Province che segnano la strada (Perugia la più attiva d’Italia), dal ministero con l’istituzione, con pochi mezzi e pochi soldi, ma tanto coraggio e onestà e senso dello Stato, dalla task force contro i canili lager coordinata da Rosalba Matassa, con la supervisione del direttore generale Gaetana Ferri, con la fondamentale presenza dei Nas, ebbene, tutto questo lavoro… si può dire poderoso e senza precedenti. Abbiamo individuato sulla cartina dell’Italia alcune tra le più rappresentative situazioni di criticità e illegalità conclamate. Sono solo alcuni casi. Sono solo pochi esempi. E, tra gli esempi, abbiamo scelto questi.
Nessuno dimentica
P O RTO E MPEDOCLE e il silenzio del suo sindaco ai chiarimenti del ministero sulla mattanza di cani seviziati.
Il Molise di CAMPOBASSO detiene la palma dell’inciviltà e della durezza di comprensione dei propri amministratori. Il lager dei lager è S. Stefano. 700 anime in pena, murate vive tra tombini che rigurgitano acqua e feci, tra crolli e frane della struttura.
RIETI, diventata simbolo – al convegno del ministero della Salute e la magistratura – dell’immagine del maltrattamento animale, con il cane Alina divenuto poster dell’evento, Rieti appunto è l’altro emblema di un canile fatiscente, sorto a ridosso della vecchia struttura di amianto mai rimosso, con un processo finito in nulla perché morire per Tanax senza motivo – per accelerare lo svuotamento dei box e il trasferimento nella “nuova struttura”, non era ancora reato.
È l’Italia di RIPALIMOSANI , struttura posta sotto sequestro, a ridosso del depuratore, sotto un cavalcavia, dove non esce un cane a pagarlo, il cui titolare fornisce cibo al lager di S. Stefano. Il gestore fa ancora il bello e il cattivo tempo.
È il Molise di POGGIO SANNITA, plurisequestrato e dissequestrato, dove i comuni non vedono e le asl per tanto tempo non hanno voluto vedere cosa si consumasse tra le catapecchie e il cimitero di animali interrati e gli scoli di liquami non a norma e i cavi della luce tra i liquami e la terra aperta e gli animali malati… Fino a quando, ed è dei giorni scorsi, è intervenuta la task force a porre definitivamente sotto sequestro la struttura, predisponendo una relazione alla magistratura per maltrattamento. Poggio Sannita è però per il Molise un punto di svolta dopo il sequestro della task force assieme al nuovo responsabile per il randagismo, Claudio Di Ludovico, di Isernia, veterinario asl di frontiera che ha sterilizzato per 12 anni sempre con gli stessi ferri chirurgici perché nessuno gli dava fondi. Né ascolto. Neanche il subcommissario latitante per il Molise, dr. Mastrobuono , come si evince dai risultati del fallimento. Più cappottini bianchi e scarpe che sostanza.
È l’Italia di RIPABOTTONI e il suo canile sanitario promiscuo e tutto il resto della struttura all’aperto, senza riparo. Con i cani incidentati e paralizzati lasciati a morire senza cure, un canile in appalto ad una ditta di Napoli addetta al verde.
Il Molise è però ancora MIRABELLO SANNITICO, un’altra piaga ancora da sanare. Svuotare e legalizzare. Il Molise è la Campobasso dell’ex sindaco Di Fabio con l’ordinanza per affamare i randagi, moda poi dilagata in tutta Italia come a SAN MARCO IN LAMIS, a uno sputo da San Giovanni Rotondo, dove anche la pietà cappuccina non ha pietà per i cani sul sagrato, tranne un solo frate, padre Francesco.
E, ancora, è il Molise che ha fatto trasferire con una delibera voluta dal delegato del sindaco per il canile, De Marco, 300 cani a S. Giuliano Milanese per 20 anni, pagando anche per i cani che moriranno un appalto alla Tecnovett di Rieti.
È ROCCA DI PAPA, un’ordinanza di sgombero dal 2005 e un niente di fatto. La task force impone al sindaco un’ordinanza per evitare nuovi ingressi e svuotare il canile.
È TUSCANIA (Viterbo), non un’autorizzazione. Prima che arrivasse la task force andava a tutti bene così.
È GIULIANO di Roma,sequestro, dissequestro e svuotamento del canile coordinato dalla task force.
Nonostante la difficoltà dei sindaci a capire.
È l’Italia dell’allevamento prestigioso dei pointer di Guberti, alle porte di RAVENNA , che tra loro ingaggiavano una sorta di lotta per la sopravvivenza, su montagne di sterco apprezzate dai tanti estimatori di questa fabbrica di campioni.
Poi che dire della COSTA SMERALDA, di come si possa morire da cani sotto il sole dei vip. L’emblematico e crocifiggente caso di morte angosciante ad Olbia (località Monti), con un cane agonizzate dietro le macchine da giorni sotto lo sguardo indifferente dei passanti e le parole stizzite di chi, fuori da un negozio, era all’aperto per fumarsi la sigaretta, irritato dall’animale che si straziava.
È l’Italia di GALEATA(Forlì), in cui nessuno ha capito che ci faccia un canile in una zona semidesertica sulla montagna, al ghiaccio e al vento, quasi impossibile da raggiungere. Un modello di libero accesso alle adozioni o un modello per come guadagnare chiudendo a vita i cani invisibili?
È l’Italia di RIZZICONI, 800 cani morti nel fango in pochi minuti per la piena del fiume dove sorge il canile, costruito dal titolare-tecnico del Comune. Eppure la Lav aveva avvertito per tempo del potenziale disastro. Che ne ha fatto la magistratura di questa strage annunciata e dei permessi per costruire così disinvolti?
È GIOIOSA IONICA dove i bocconi killer si mettono senza pudore davanti all’asilo. Nessuna bonifica, nessun cartello. E tutti impuniti, anche gli inadempienti.
Stessi bocconi impunti a S O V E R AT O (Catanzaro) con solo le guardie zoofile delle associazioni a denunciare i fatti.
Sono i cani bruciati vivi a RUVO DI PUGLIA, nei poderi. Cani senza chip, randagi di proprietà del sindaco che non sterilizza e non crea anagrafe canina. Come lui, tanti e troppi altri. Ovunque.
È il modello PESCHICI, in Puglia, con una dozzina di cani chiusi a chiave nel centro del paese da un “matto” del posto, che toglie l’impiccio e il pensiero dei randagi al sindaco e ai carabinieri e ai vigili urbani.
È la Puglia di MANDURIA, un canile con 100 decessi l’anno e 250 presenze. Tutto regolare.
È TRICASE, un lebbrosario di canile, pagato servito e riverito. Tutto regolare.
È l’Italia del sindaco di SESTO S. GIOVANNI, che per due centesimi trasferisce i cani dal canile di Segrate della Lega del cane, dove le adozioni sfiorano il 98%, alla struttura di Pantigliate, dove le adozioni sfiorano percentuali da prefisso telefonico, una fabbrica che accumula randagi a colpi di appalti al ribasso d’asta nei comuni. E che di recente ha avuto autorizzazione per diventare più grande.
È LIPARI e i suoi randagi a catena dallo sfasciacarrozze, un canile di favore, finito col trasferimento dei 21 animali a Taurianova. Nessuna voglia del Comune di prevenire il randagismo e costruire strutture, si sbologna il sacco.
È SIRACUSA e la discussa ospitalità del Piccolo Panda, in una città che non ha ancora un canile sanitario.
È PAT E R N Ò , dove i cani avvelenati finiscono nel secchio, in strada. Sterilizzazioni al palo. Da analfabeti in Sicilia l’applicazione dell’ordinanza contro i bocconi killer.
È l’Italia, eccoci qua, di CICERALE, nella Campania dove tutto è possibile, in cui la veterinaria pubblica, sancisce il ministero, non è in grado di garantire la salute pubblica visti i deficit di controlli (allevamenti, alimenti, salmonellosi, randagismo). Cicerale è il primo caso nella storia d’Italia in cui il ministero si è costituito parte civile contro la struttura in cui i cani entravano e uscivano dal camino, camino indicato dalla polizia anche come luogo per smaltire la droga da Napoli fin lassù, nel luogo più impervio e dimenticato da dio. Un’ispezione della task force nel 2009 pone fine al gioco, ma il gioco delle continue autorizzazioni concesse dall’asl Salerno 3 imbarazzano il mondo civile. E al via del processo per maltrattamento, per ben due volte è un nulla di fatto perché i carabinieri non riescono a trovare Cafasso. Che, tuttavia, continua ad essere trovato dall’asl e a vincere di conseguenza appalti per accalappiare ed estendere la propria attività anche in Calabria.
È ATRIPALDA , dove i sindaci dimenticano di pagare la retta e lasciano finire sott’acqua cani e struttura per giorni e giorni.
È AGROPOLI e un allevamento abusivo con la prova del reato bruciata dall’asl Salerno 3, come documenta l’ispezione della task force.
È MARIGLIANO, tutto ok per l’asl ma non per la task force, tanto da veder confermato il sequestro in procura.
È CAMPOLATTARO e 40 cani avvelenati in due notti. Referti? Dopo 9 mesi. Tutto da chiarire….
È la deportazione in Calabria dei cani della B A S I L I C ATA , al massimo ribasso ma con un appalto da 3,2 milioni di euro.
È poi l’Italia di SOMMA LOMBARDO e delle tigri rinchiuse al Dog’s Ground, un canile anche zoo…. nel varesino.
È la GORNATE OLONA dei cuccioli importati dall’est, prigionieri prima e prigionieri dopo il sequestro, lasciati in balia del medesimo proprietario da una magistratura che ne impediva le uscite, le cure e le adozioni. Ne morivano 15, gli altri venivano lasciati nella rogna.
È il canile di S. Lorenzo a PEGOGNAGA (Mantova), in cui non tornano i conti tra cani presenti e fatture e microchip.
È il Friuli di SEDILIS e il trasferimento dell’asl di cani e gatti di proprietà in un canile senza autorizzazioni.
È l’Abruzzo di COLLELONGO e SANTE MARIE, per tetto l’eternit e l’acqua che diventa ghiaccio, di recente oggetto di un’ispezione della task force per prescrivere misure urgenti per la sopravvivenza dei cani. L’asl non sapeva?
Non sapevano nulla della strana moria di cani anche a CREMONA, 6mila, inceneriti, e che arrivavano da tutta Italia. L’agghiacciante quadro della fabbrica del Tanax evidenziata dal veterinario forense Rosario Fico ha sancito anche casi di morte forzata di cani tenuti legati pur di somministrare loro la morte. E guadagnare per ogni cane bruciato. L’Olocausto.
È MONTICHIARI e la lettera del sottosegretario Martini alla Regione per il rispetto delle norme sull’allevamento nella multinazionale dei cani da vivisezione Greenhill.
È l’Italia di Napoli e della FENICE a Ponticelli, isola di legalità sfrattata a ripetizione dal Comune inadempiente che rinnega le promesse variando il piano regolatore. È intervenuta la task force per mediare dopo più di un decennio di latitanza sindacale.
È sempre la Campania con A LTAVILLA e le ambigue sterilizzazioni non autorizzate dal ministero con le fascette elettriche. Poi, il sindaco prepara l’ordinanza per rimettere in libertà i cani del canile sulla strada.
È la Sicilia di MODICA e SCICLI, della morte di un bimbo per cani che (forse) appartenevano ad un uomo privo di tutte le facoltà mentali ed economiche e che tuttavia era stato indicato dalla procura come idoneo a custodire i cani, idoneità della struttura giudicata positiva senza varcare la soglia anche dai veterinari asl. Sindaco rinviato a giudizio assieme a tecnici e vigili.
E levata di scudi contro la Padania e il sottosegretario che aveva fermato, col Viminale, la mattanza dei cani decisa dall’ordinanza del sindaco inadempiente. Chi dimentica?
È MESSINA e l’ispezione della task force nei locali dell’ex facoltà di Medicina. Tutto da rifare. Fascicolo aperto.
È l’Italia di VILLACIDRO e il blocco del trasferimento senza ragione al canile Europa di Olbia.
È la Puglia dei sindaci leccesi che manifestano la volontà di svuotare i canili facendo uscire i cani custoditi.
ÈARAGONA, e anni di baracche zeppe di cani sulle spalle di un’ottantenne malata, situazione alla quale si sta venendo a capo dopo l’intervento ripetuto della task force.
E’ FROSINONE e il sequestro di 70 cani di razza in un «contesto spaventosamente lordo», sequestrati e dopo 5 giorni restituiti alla stessa proprietaria da un altro magistrato.
È MATERA e i cani rubati dai cinesi nei poderi per farne uso improprio. La Matera anche sgomberata dalla task force nei siti archeologici improvvisati a canile.
È la pet therapy all’OASI S. RAFFAELE , con animali esotici e di bassa corte ai quali segano ali e becchi per “curare” i pazienti. Il magistrato archivia.
È VIGUZZOLO e le prescrizioni dimenticate nel cassetto dell’ssl e riscoperte dai nas. Altrimenti…ciccia?
È l’Umbria di TUORO al Trasimeno, agriturismo e allevamento con cavalli sotterrati, eliminati perché inidonei all’agonismo; l’Umbria di TERNI che lavora in appalto con la Tecnovett di Rieti, già sottoposto a ispezione della task force, con un fascicolo ancora aperto; l’Umbria del canile e gattile di FOLIGNO, ancora sotto inchiesta da parte della task force. È il caso di MAGIONE, con lo sgozzamento islamico del capretto sul terrazzo e i tempi lunghi per intervenire.
È un assaggio di malitalia, la cura è la legge.
(70 – continua)
LA GIORNATA DELLA MEMORIA PER QUELL’AGNELLO SACRIFICALE
Che differenza c’è tra un furgone che carica i malati di mente e l’uomo che li lascia senza cibo, né acqua, macerati per giorni nelle proprie feci, e un furgone che carica cani randagi, con meta finale, per entrambe, l’inceneritore ?
La morte accomuna questi destini e la barbarie accomuna il comune denominatore che lega un olocausto umano alla distruzione degli esseri viventi: il disprezzo per la vita. La morale è che ciò che è improduttivo non ha valore legale né merita un dibattimento ma solo archiviazione e prescrizione dei termini. E dove si può, l’eliminazione fisica. Forse un giorno ci sarà anche la giornata della memoria per i cani, i gatti, i cavalli e altri animali vittime della crudeltà, chi morto infilzato da qualche parte per gioco, chi bruciato per diletto, chi trascinato da un’auto sino ad usura delle membra, chi avvelenato per brama di bava umana. Chi aperto su un tavolo per esperimenti. Chi costretto a ballare con l’anello al naso. Forse, è meglio morire subito passando per il camino. Non c’è pietà. I kapò sono ancora con noi. Gli animali sono i deportati del terzo millennio. Questa certezza greve accompagna tutti i giorni chi volge lo sguardo verso i loro occhi. Basta solo pescare ogni giorno nel mucchio per trovare la follia dell’uomo e l’ignavia della giustizia e scegliere un caso a caso. Non una condanna esemplare. Rarissime le risposte dai comuni e dalle asl. Italia paese dei lager, smascherato pezzo per pezzo dal volontariato, da la Padania, dalle associazioni che documentano la catena degli orrori, denunciato e ispezionato per merito di Francesca Martini e della sua task force ma l’Italia è e resta il paese dei lager animali, con il Sud capofila della barbarie e dell’inciviltà. Condanne? Si contano su una mano.
Stefania Piazzo
LA PADANIA
Viaggio nell’Italia bestiale di Stefania Piazzo
SETTANTESIMA PUNTATA
LAGER E INCIVILTÀ, LA MAPPA D’ITALIA
Un Terzo mondo contrastato a suon di ordinanze, ispezioni, denunce della stampa
30 gennaio
SETTANTUNESIMA PUNTATA
LAGER E INCIVILTÀ, LA MAPPA D’ITALIA
Mafia, connivenze, ignoranza, è l’Italia dei canili. E non solo
LA GIORNATA DELLA MEMORIA PER QUELL’AGNELLO SACRIFICALE
Che differenza c’è tra un furgone che carica i malati di mente e l’uomo che li lascia senza cibo, né acqua, macerati per giorni nelle proprie feci, e un furgone che carica cani randagi, con meta finale, per entrambi, l’inceneritore?
(70 – continua)
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News 30 gennaio
30 gennaio 2011 -
di:Per chi trova i cani anziani irresistibilmente teneri!
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IL CANILE DI POGGIO SANNITA FINISCE SOTTO SEQUESTRO
29 gennaio 2011 -
L’operazione portata avanti da una task force del Ministero della Salute. Soddisfatta l’associazione Ugda
Il canile messo sotto sequestro
POGGIO SANNITA – E’ finito sotto sequestro il canile abusivo di Poggio Sannita dove erano tenuti 132 cani. A portare avanti l’operazione
Una task force del ministero della Salute per la lotta ai canili lager, al randagismo e per la tutela degli animali d’affezione, in collaborazione con i carabinieri del Nas di Campobasso e con il responsabile per il randagismo nel territorio dell’azienda sanitaria della Regione Molise. Nella struttura abusiva, già oggetto di sequestro e successivo dissequestro nel 2008, il controllo effettuato ha evidenziato “una situazione aberrante, spiega il sottosegretario Francesca Marini: le irregolarità riscontrate hanno indotto gli ispettori a disporre immediatamente il sequestro con divieto di introduzione di nuovi animali e obbligo di profilassi sanitarie e sterilizzazioni. La situazione del canile era ormai cronica e si protraeva da quasi dieci anni. “Sono in corso approfondimenti – spiega il ministero – per valutare l’eventuale condizione di maltrattamento e predisporre gli opportuni interventi del caso, indispensabili per la tutela della salute e del benessere degli animali”. “Auspico che il sequestro del canile di Poggio Sannita rappresenti, dopo tanti anni di inerzia, il punto di partenza per il riscatto della Regione Molise – ha detto Martini – che presenta numerose criticità in materia di tutela del benessere degli animali”.
Sulla vicenda è intervenuto anche Claudio Di Ludovico, responsabile per il randagismo nel territorio dell’Azienda Sanitaria della Regione Molise, che spiega come si tratti “di un evento storico, che ha posto fine ad una situazione cronica che si protraeva da quasi dieci anni. Il sequestro del canile, infatti, oltre ad aver introdotto l’obbligo della profilassi sanitaria e della sterilizzazione dei 132 cani presenti all’interno della struttura, ha aperto una pagina nuova per la nostra Azienda sanitaria, che ha deciso di intraprendere un nuovo percorso virtuoso nell’ambito dei servizi veterinari. Quanto accaduto rappresenta il primo, fondamentale passo volto a colmare una lacuna nella nostra Regione in merito alla tutela del benessere animale e, quindi, non si può non dare merito agli sforzi compiuti sinergicamente dalla Direzione Generale Asrem, dalla Regione Molise, dalle associazioni animaliste regionali e nazionali (Aida&A, La Casa di Snoopy, Chi li ama ci segua, ENPA, UGDA), e, nel caso specifico, anche dal Sindaco di Poggio Sannita, nel venire a capo di una situazione particolarmente difficile ed intricata, applicando concretamente le norme a difesa degli animali da affezione, senza dimenticare il prezioso supporto del Ministero della Salute, nella persona del sottosegretario Francesca Martini, per l’impegno profuso alla positiva risoluzione della vicenda”.
Grande soddisfazione anche quella espressa da Paola Suà dell’associazione Ugda che insieme ad alcuni volontari si è interessata della vicenda.
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News 28 gennaio
28 gennaio 2011 -
di:Dalila Reggiani
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News 27 gennaio
27 gennaio 2011 -
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News 26 gennaio
26 gennaio 2011 -

Maltrattamenti animali e… umani
Edoardo Stoppa è tornato in un allevamento per verificare le condizioni di alcuni animali
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2011_01_stoppa26.flv
di:Viviana Presta
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News 25 gennaio
25 gennaio 2011 -
“Possiamo valutare LA BELLEZZA DI UNA DONNA considerando il suo fisico ma anche la qualità della sua anima.
“On peut juger de LA BEAUTE’ D’UNE FEMME pour son physique mais aussi pour sa qualité d’âme.
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