News 9 dicembre
9 dicembre 2010 -
Non sappiamo cosa abbia agli occhi, certamente un’infezione, ma non possiamo dire se recupererà almeno in parte la vista. Per ora gli occhietti sono bianchi e non sa neanche tornare nella cuccetta se scende a mangiare nella ciotolina.
Gli manca il pelo alle zampine anteriori e a metà codina, certamente è rognetta demodettica da “0″ difese immunitarie e denutrizione!
Si rannicchia sui fratellini, è uno scricciolo minuscolo, come possiamo tenerlo in canile?!!!
Cosa possiamo offrirgli noi anche come visite specialistiche per vedere di recuperarlo?!!
Aiutateci, ci distrugge solo guardarlo sapendo di poter far poco per lui!!
Cerchiamo uno stallo da volontarie con possibilità di accudirlo o magari una SUPER adozione del cuore!! Grazie a tutti dell’aiuto!!
per info e adozioni:
Valentina Poggi 327/8566219
Pastore tedesco femmina di circa 8/9 anni investita qu…esta sera verso le 18 e lasciata ferita in mezzo alla strada. Due ragazze che si trovavano a passare con la loro auto lo vedono, si fermano e con l’aiuto di un altro ragazzo di passaggio lo spostano in sicurezza. Mi avvisano sul cellulare e mi ci porto immediatamente sul posto dopo aver preventivamente allertato telefonicamente un veterinario. Grazie a questi ragazzi, al veterinario che è sempre molto disponibile e … al “fato” la cagnona è salva, anche se ha una zampa rotta e varie ferite di cui, per alcune, c’è stato bisogno di qualche punto di sutura.
… E’ salva ma sta in un canile e bisogna trovargli una famiglia al più presto!
Dopo l’intervento avrà bisogno di cure e attenzioni. Se c’è qualcuno di buon cuore … Che le apra le porte di casa!
Amira si trova a Caserta ma è adottabile ovunque, previ controlli!
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Relazione di Stefania Piazzo sul randagismo business italiano
8 dicembre 2010 -
Chiliamacisegua pubblica e divulga la relazione di Stefania Piazzo dell’11 ottobre scorso, che segna la linea della demarcazione tra l’indagare, conoscere, svelare e fare.
Questa relazione è’ il punto e a capo.
A prescindere…..
Perché solo oggi?
Perché oggi, 8 dicembre 2010, a cavallo del 2011, dopo che dal 2008 si è tolto il coperchio alla teca dell’orrore, la geografia dello scempio, del lucro, del malaffare, della collusione, della indifferenza, della omissione di atti di ufficio, della illegalità, dei comodacci propri, è chiara.
Con in evidenza, nomi e cognomi che attendono solo di essere giudicati e condannati. E reati di essere puniti.
Chiliamacisegua
Perugia, 11 ottobre
La tutela giuridica degli animali d’affezione
e la legge 20 luglio 2004, n.189
Convegno Ministero della Salute e Magistratura
Relazione
dr.Stefania Piazzo
giornalista
caporedattore centrale
quotidiano la Padania
CHE DIRE
“Ma cosa vado a dire”, mi sono chiesta?
Cosa posso aggiungere più di quanto già non scriva nelle inchieste sulla malasanità veterinaria, sull’indifferenza e l’ignavia dei sindaci, su quelle asl inattaccabili, impunibili, intoccabili, protette, che non vedono mai niente, sugli appalti che nessuno studia perché tanto i canili sono un affare residuale, affidato a imprese di pulizie che vincono i bandi di gara, sulle regioni silenziose, come la Campania oggi, ad esempio, grande assente, che ha ritenuto non necessario inviare qui il proprio responsabile sul benessere animale perché la Campania non ha nulla da imparare, semmai da insegnare, evidentemente, sul mestiere!?
CHI FA COSA
E allora mi sono posta una domanda.
Chi fa cosa? A chi spetta?
A chi tocca essere onesto ed esigere l’onestà? Il rispetto degli esseri senzienti? Il rispetto della legge? A chi spetta non archiviare tutte le denunce in procura? A chi spetta dar seguito alle ispezioni del ministero e dei carabinieri dei Nas?
A chi tocca?
Il sottosegretario Francesca Martini ha voluto organizzare un convegno come questo per dire semplicemente una cosa, alla magistratura così come a tutta la filiera della legalità: ciascuno faccia il proprio dovere.
Il cuore del problema è questo: fare il proprio dovere. Una banalità che mette in ginocchio un Paese e che lo rende ancora oggi in molte regioni, incivile, barbaro, assassino, complice.
STAMPA POTERE SOSTITUTIVO
Sono reduce da un evento come il Vivipet, una importante manifestazione che ha ricevuto il patrocinio del Comune e della Provincia di Milano, del ministero della Salute, del ministero del Turismo, dedicata al benessere animale e a metodi scientifici alternativi alla vivisezione. Nel corso dell’evento sia io che il collega Edoardo Stoppa che il sottosegretario Martini siamo stati premiati con una targa per le nostre battaglie.
Ebbene, sarà un’eresia ciò che dico ma trovo sia inaudito ricevere un premio per essere dei normali.
Il paradosso è che in questo Paese si viene premiati, come nel mio caso, per aver “onorato la professione, per la lotta alla corruzione attraverso la stampa”.
Ma la stampa, lo dico ai carabinieri e ai politici presenti in questa magnifica sala, non ha come missione scovare, combattere i delinquenti. La lotta al crimine non spetta a noi. Eppure, la stampa sta svolgendo un potere sostitutivo, intervenire su ciò che altri della categoria “giustizia” o della categoria “pubblica amministrazione” vedono ma non dicono.
Certo, abbiamo smosso le acque dopo decenni di indifferenza delle istituzioni ma è scandaloso, io dico persino immorale, essere costretti a premiare l’ordinario, è innaturale che la normalità sia una rarità.
E’ ANTROPOLOGICO
Stamane l’amica Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, mentre mi interrogavo con Lei su questi temi, mi diceva saggiamente: “Ma vedi, cara, l’essere umano è nato per farsi i fatti suoi, è antropologico. La percezione del diverso consente la percezione del proprio simile. Quindi… per dialogare occorre capire a quale categoria culturale apparteniamo. Una volta definita l’appartenenza, dialoghiamo”. Ed effettivamente, Perugia è stata scelta per questo: dialoghiamo, aboliamo le barriere e regolamentiamo le relazioni.
I DEFICIT
Che vuole questa stampa? Raccontare ciò che vede. Io mi accontento di questo, anche se più proseguo il lavoro di indagine, più mi rendo conto che il potere sostitutivo che “occupiamo” va a “occupare” il vuoto dello Stato, la mollezza degli uffici, la burocrazia della materia grigia.
Tre secondo me sono i deficit che la stampa vede bene e per i quali siamo ancora deficienti.
Deficit di democrazia, deficit di legalità, deficit di coraggio.
Il deficit di democrazia riassume, nell’apoteosi dell’ingiustizia e dell’impiegatizia visione del proprio dovere, rispettivamente, diritti negati, sentenze negate, soluzioni negate. Vita negata. L’occultamento della ragione e della vita.
GLI ESEMPI – CAMPANIA
Esempi di deficit?
Quello campano, su tutti. Per la grande assenza ingiustificata che troneggia dentro il Palazzo dei Priori.
Dice tutto. Esemplifica e disarma.
Deficit è premiare chi fa più di due sterilizzazioni a settimana e prevedere un piano straordinario nella Regione dei veterinari elettricisti che sterilizzano le femmine chiudendo in modo inconcludente le tube con le fascette elettriche di plastica.
Deficit è usare l’inceneritore del canile in cima alla montagna per portarci da Napoli la droga dei pusher.
Deficit è avere a Ponticelli, dal 1996, un rifugio come la Fenice che non trova un’area per mantenere i cani, del sindaco, con promesse e rimaneggiamenti incredibili di parole e piani regolatori in una zona ad alta tensione sociale e criminale, dove evidentemente il buon esempio va sacrificato per altri interessi. Il rinascimento campano.
Deficit è bloccare come ad Aversa le sterilizzazioni, e democrazia è vederle riattivare ma solo dopo l’intervento del ministero.
Deficit è sotterrare i cani avvelenati come a Campolattaro, e fregarsene dell’ordinanza contro i bocconi avvelenati.
Deficit è non costituirsi parte civile contro il canile dei canili lager, Cicerale, dopo che le istituzioni locali, tutte le associazioni nazionali, il ministero, si sono costituiti parte civile poiché l’Avvocatura di Stato ha riconosciuto nel maltrattamento e in quegli appalti immeritati un danno allo Stato. Ma non per la Regione che sta dietro il cespuglio.
Ma vogliamo poi parlarne di altre dependance del deficit? Vogliamo ricordare le sette sterilizzazioni in un anno a Modica, e il suo Consiglio comunale che insorge con un documento contro la sottoscritta perché osa denunciare con il diritto di opinione una mozione che riabilita l’ordinanza della mattanza dei cani? O l’asl di Scicli e dintorni che sospende le sterilizzazioni? Deficit di democrazia o cos’altro?
ALINA DI RIETI
Lo vedete quel cane proiettato ovunque nella sala dei Priori e che sta sulle vostre gambe, sulla cartella dei documenti che vi hanno consegnato oggi?
Lei è Alina ed è l’immagine scelta dal ministero per rappresentare in questo convegno con la magistratura sui manifesti, sugli inviti, nelle locandine, nelle slide, il simbolo del maltrattamento, del malessere, esattamente ciò che non deve essere un cane prigioniero di un canile.
Esattamente ciò che non deve essere un canile.
Siamo a Rieti. E la vedete l’immagine a fianco di Alina nel box, pubblicata dal mio giornale nell’ultima mia inchiesta? E’ sempre lei, Alina. Ma è un altro cane, dopo appena quattro giorni che è uscita per l’adozione, grazie ai volontari. S’intende.
Questa immagine, di appena una settimana fa, è il segno, il confine indelebile del bene e del male, ma anche dell’impunibilità, della renitenza alla legalità, del lavoro nero e delle irregolarità riscontrate anche dall’Inps dentro quel canile.
Perché Rieti non è un canile. Rieti è una delle tante holding che costellano il Paese, in cui una società vince appalti ovunque, arriva allo scadere degli appalti nelle regioni confinanti e addirittura si allarga al Nord, passando per il Molise, altra eccellenza vergognosa in cui i commissari e i subcommissari in cappottino bianco di cachemire non sporcano i tacchi per prendere visione del mare di feci e sorci che abitano la struttura.
Alina, Rieti e il Molise, un triangolo perfetto dunque. Vediamolo.
GLI ESEMPI – IL MOLISE
Il deficit che concentra tutto sta in un appalto che dura fino al 2022 per il mantenimento di 300 cani del canile di S. Stefano che però nel frattempo moriranno, dato che già sono anziani. Eppure, il proprietario del canile di Alina di Rieti si è aggiudicato l’iperbole contrattuale da 1,2 milioni di euro per trasferire i 300 deportati molisani in una struttura a S. Giuliano Milanese divisa in due reparti: nel primo c’è il rifugio dei cani cuccioli che arrivano anche illegalmente dall’est, più volte sequestrati dai Nas, nell’altro reparto ci sono i cani che il padrone di Rieti, in veste di intermediario, ha trasferito da Campobasso al Nord. Ma il Comune di Campobasso ha ritenuto quell’offerta unica e irripetibile tanto che l’ha persino scritto nella determina.
Per fortuna che passava di lì il padrone di Alina di Rieti, scrive.
E Campobasso è il canile in cui persino il magistrato procede al suo dissequestro perché “tanto non cambia niente”, il canile in cui una ditta, la Generservice, pagata per quattro operai, non li fa mai lavorare tutti insieme. Lavorano in due, forse tre, porti a casa l’appalto per quattro. Campobasso è il canile il cui fornitore di mangime è il proprietario del lager di Ripalimosani.
Il Molise è la sanità veterinaria, e non solo, dei colletti bianchi, che nemmeno si presentano quando arriva l’ispezione del ministero e bussa alla porta dell’assessore provvisorio alla sanità, commissariata.
GLI ESEMPI – LA GARA DELLA COMUNITA’ MONTANA SU RIETI
Il deficit di legalità è l’esempio della Comunità montana dell’Alto Reatino alla quale il padrone di Alina di Rieti stava per vendere il proprio canile, quello della locandina. E la V Comunità montana Montepiano Reatino, quella che è appena finita nell’inchiesta dei carabinieri per truffa e peculato, perché 26 dipendenti su 32 risultavano assenteisti, stava aggiudicando un bene, il canile di Alina, di cui però non era ancora diventata proprietaria. Un caso unico e raro dei bandi e delle gare che, dopo numerose circostanziate denunce del mio quotidiano (“mica” avevano previsto il durc, la prova della regolarità contabile contributiva né fidejussioni adeguate per i danni o per l’evasione contributiva né altre frivolezze legali…) e una ispezione della task force ministeriale, veniva ritirato e cancellato dalla faccia della terra. Però, ci avevano provato.
Ci avevano provato a mettere in affitto un bene che coabita peraltro ancora con un deposito di amianto, un bene ancora di qualcun altro, che però dettava condizioni per la gestione decennale dentro la struttura… Nessuno dentro l’asl e gli uffici tecnici dell’indagata Comunità Montana, tranne le inchieste di una giornalista, ci avevano visto dentro qualcosa di strano.
Ma è possibile?
LA HOLDING
Dobbiamo essere franchi. I canili non sono canili. Sono holding. Sono società commerciali, supermercati, mattatoi, inceneritori, termodistruttori di cani.
I reati che si consumano non sono solo quelli di maltrattamento. Per i quali, peraltro, la magistratura impiega dieci anni a prendere una posizione. Al massimo archivia. Poi vedremo il caso dello zoo san Raffaele a Milano.
Siamo qui a dire proprio questo, no? A chiedere alla giustizia di fare la giustizia, il suo dovere, quello di cui sopra.
Altri sono i reati che si consumano. Reati per i quali la task force pensata dal sottosegretario Martini ha bisogno di interagire con altri corpi dello Stato. Accanto ai preziosi Nas, nei canili deve entrare la Guardia di Finanza, gli ispettori dell’Inps e se serve dell’Inail. I conti correnti dei padroni dei canili sono i cassetti da aprire, le verifiche fiscali, gli intrecci azionari delle loro holding che si diramano in tutta Italia, appalto su appalto.
Il maltrattamento è una viola mammola, qui da combattere c’è la camorra dei canili, la mafia, la ‘ndrangheta, tutte le declinazioni territoriali degli affari criminali che transitano dentro la veterinaria pubblica e la tumorificano nell’apparato pubblico che diventa un pezzo di antistato.
Oggi, il volontariato, la stampa, ha davanti a sè il mostro dell’antistato dentro le istituzioni.
Volete vedere di che cosa stiamo parlando? Di una società, ad esempio quella di Alina, nella cui ragione sociale c’è l’enciclopedia Treccani del benessere del titolare e dei suoi soci.
Perché il canile può anche… fare altro: “Produzione e commercializzazione di detergenti professionali; produzione e commercializzazione di insetticidi, larvicidi, topicidi…; la gestione di canili sia pubblici che privati; studio e sviluppo, produzione e commercializzazione di tecnologie per la chirurgia e la medicina ad uso veterinario; la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande; la gestione di sale da gioco, locali di intrattenimento e stabilimenti balneari; la gestione di bar, tavole calde, punti di ristoro, alberghi, ristoranti, pizzerie; la gestione di stands in occasione di fiere; approntamento a domicilio di banchetti e buffet fornendo tavoli, la cristalleria, la posateria e quant’altro necessario; gestione di agriturismi… la società potrà compiere qualsiasi operazione industriale, commerciale, finanziaria, mobiliare e immobiliare… potrà prestare avalli, fidejussioni e garanzie reali e anche per debiti assunti da terzi”.
Ma la notizia straordinaria deve ancora arrivare. E l’ho scoperta tra l’altro questa mattina mentre rileggevo con attenzione la Camerale di Alina. “La società può emettere titoli di debito al portatore o nominativi”. Insomma, sta scritto nella visura della Camera di Commercio, la ragione sociale consente ad Alina di emettere titoli di debito.
Sì, i buoni ordinari del canile!
E come li chiamiamo se non holding, paravento con cani!
Qui non ci sono obblighi e requisiti per il rispetto del benessere, per considerare i canili luoghi di transito. O meglio, di transito non solo dei cani.
QUINDI?
Chiudo con un’altra domanda. La prima era…. che vado a dire.
La seconda è come va a finire. E cioè un grande “QUINDI” col suo bel punto interrogativo.
Quindi?
Come li saniamo questi deficit? Noi della stampa ce la mettiamo tutta. Non ci facciamo intimidire.
Quindi?
Quando una sentenza esemplare, una che fosse una?
QUINDI… ECCO L’OASI SAN RAFFAELE
Forse non tutti voi sapete che a Milano c’è uno zoo, l’oasi del San Raffaele, accanto ad una rinomata clinica. C’è un cartello che lo annuncia sul quale sta scritto questo: “Questo non è uno zoo privato. E’ un’oasi di pace dove la presenza degli animali contribuisce alla guarigione degli ammalati. Infatti recenti studi dimostrano che i convalescenti guariscono prima e meglio se godono della compagnia degli animali. Pappagalli, caprette, agnelli, dromedario, scimmie, lama, pellicani, cigni, gru, andine, canguri, storioni, ecc.. sono qui una compagnia per l’uomo che soffre. e’ dovere di tutti rispettare la loro natura e la loro dignità”.
Allora, per intenderci, l’ispezione della Forestale riscontra molteplici casi di maltrattamento. Ipotesi di reato suffragata dal fatto che una visione pionieristica della pet therapy porta a ritenere legittimo potare le ali e i becchi agli uccelli, esotici e non esotici, presenti, per evitare la loro fuga. Con un bel grande tronchesone. Che vuoi che sia…
Ma anche se arriva la Forestale, vede e sequestra, l’asl regionale lombarda dice che no, che non c’è stato maltrattamento nelle gratuite e dolorose amputazioni. Fatte da veterinari? Mica tanto… Ma va bene lo stesso.
Il ragionamento è questo: gli animali sono vivi. Quindi, se vivono, stanno benone. Vivi uguale sani. Questo pensa l’asl.
Il pm profondo conoscitore dell’etologia animale condivide e dice: si archivi.
Il gip ha un rigurgito di giustizia etologica e non chiude l’inchiesta, anzi, vuole un supplemento.
Allora ecco che il pm si rivolge agli stessi veterinari asl, gli stessi periti. Massì, gli stessi. E cosa potevano dire? Rinnegare se stessi? No, rinnegare il benessere e il rispetto degli animali, rinnegando la propria deontologia veterinaria, venendo meno a quel patto “di cui sopra”, fare il proprio dovere.
QUINDI?
I deficit restano. Di democrazia, di legalità, di coraggio. Ancora troppo pochi i sussulti dalla veterinaria pubblica, deboli e fioche risposte isolate di eroi, uomini normali isolati.
Noi stiamo con Alina. Con le asl, poche, oneste, coraggiose, come quella di Isernia, ad esempio, che fa spernacchiata il proprio dovere. Stiamo con la task force, seppur osteggiata da imboscate e agguati di chi non vuol cambiare da dentro il sistema. Penso agli Izs che hanno uomini del calibro del dr. Rosario Fico, il miglior veterinario forense che abbiamo sulla piazza.
QUINDI?
Noi stiamo con il sottosegretario Martini, adesso e anche dopo, perché i governi passano ma le persone restano, stiamo con chi ha rotto il silenzio e gli argini, stiamo con la dr. Rosalba Matassa, coordinatrice della task force finché la lasceranno lavorare e stiamo con le associazioni che condividono questa battaglia civile che dentro le istituzioni, a volte, è una guerra civile tra chi difende il regime e chi lo vuole rivoltare come un calzino.
Questione di visione di deficit. Chi di affari, chi di potere e chi, invece, di democrazia e di assoluto senso dello Stato.
Grazie Francesca, grazie Rosalba.
Un grazie personale agli amici del gruppo dell’Fbfaif. Quando iniziano, le rivoluzioni si fanno anche pensandole in pochi. Pochi e temuti.
Grazie.
Mail ricevuta
Da leggere d’un fiato, come sempre, pur con l’amaro in bocca,
Prima e dopo aver assistito al convegno di Perugia…
Per sempre dalla parte di Alina,
Un pezzo del nostro cuore che per quasi sei anni
Abbiamo dovuto vedere incantonata e terrorizzata in quell’angolo,
Prima della sua inaspettata occasione di libertà
E prima di scoprire che era ancora capace di sorridere.
Chiunque e ovunque abbia visto tante,
Troppe Aline incantonate in tanti angoli,
Non può che unirsi alla voce di Stefania
Che dovrà prima o poi sfondare tutti questi muri di gomma,
Gridando a squarciagola:
E quindi???
Grazie Stefania.
I volontari del canile di Rieti.
LEGGI TUTTO... Ci sono 3 commenti: leggi...
News 8 dicembre
8 dicembre 2010 -
News 8 dicembre
TRATTO DA :CRIMINI NASCOSTI – MOSTRA DEGLI ORRORI DELLA VIVISEZIONE
http://www.facebook.com/notes.php?id=793938742¬es_tab=app_2347471856#!/note.php?note_id=432478816844
NELLA FOTO LA NATURALE REAZIONE DEI BAMBINI.
Articolo (in inglese) a questo link: http://newsweak.com/exclusive/school-field-trip-tour-of-slaughterhouse-traumatizes-children
CHI PUO’ INTERVENIRE? (si trova vicino Roma)
IO NON POSSO … MI CONOSCONO E OVVIAMENTE NON SONO PERSONE COMPLETAMENTE EQUILIBRATE!
roberta@canidoc.net
lellotopo@yahoo.it
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News 7 dicembre
7 dicembre 2010 -
News 7 dicembre
claudiaconburgos@gmail.com
Grazie mille
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News 6 dicembre
6 dicembre 2010 -
News 6 dicembre
Foto di Rena…ta Jerkovic
Chicco è arrivato in canile pochi giorni fa…aveva una casa..una famiglia….un divano dove dormiva tranquillo…
E’ allora i suoi padroni hanno pensato bene di portarlo dal veterinario e di sopprimerlo….Fortunatamente il veterinario
Chicco ha 2 cappottini e trema come una foglia…sta tutto il giorno vicino alla rete del suo box con quello sguardo vuoto e tirste..
E’ un cagnolino stupendo…ha solo 3 anni..
questo è il video
http://www.facebook.com/video/video.php?v=182320265116810&ref=mf
Canile di Calvenzano (BG)
Per info 334 9566444
futura taglia media.,.
per info: Morena Scollo o Roberta Grassi su fb, oppure Morena: 3409993662 Roberta:3455951230
Cani in cerca di adozione!!! il canile di Fasano (BR), ospita circa 400 cani che vivono in box senza alcun riparo,
LOLA HA FAME MA LA SUA FAMIGLIA STA PASSANDO UN AN…NO DI CRISI E SENZA UN LAVORO ..IO NON POSSO AIUTARLI PER LEI HO GIA TROPPI GATTI DA SFAMARE PURTROPPO LOLA NON MANGIA E CHIUNQUE VOLESSE PORTARLE QUALCOSA MI CONTATTI GRAZIE! BARBARA
Barbara Francione
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News 5 dicembre
5 dicembre 2010 -
News 5 dicembre
Potrebbe venire da un campo rom e potrebbe essere un vecchio smarrimento o furto chissà….NO CHIP….eventuale tatuaggio da verificare…
Cerca vecchia o nuova casa, peserà circa un chilo e mezzo….fa una tenerezza infinita….
PER INFO Francesca 366.3569708 francescacucciolissimi@gmail.com
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La Padania 5 dicembre 2010 “La Gomorra campana contro il “pericoloso” asse del Nord”
4 dicembre 2010 -
La Padania 5 dicembre 2010
“La Gomorra campana contro il “pericoloso” asse del Nord“
Per chi suona la Campan(i)a?
Ne la Padania del 25 novembre, Stefania Piazzo lanciava un appello:
…………APPELLO AGLI ONESTI
Se questo non è il momento perché la veterinaria pubblica onesta alzi la testa e gridi il proprio disagio, quale momento occorre attendere? Se non è questo il momento per trovare alleati nella legalità, in questa fase di accelerazione ispettiva che trova piena legittimazione nelle indicazioni del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, che oltre ad avere le deleghe sulla medicina veterinaria e l’alimentazione, ha aperto il nuovo corso di una battaglia di trasparenza e collaborazione con la categoria, facendone un punto imprescindibile per una vera e propria battaglia di civiltà e legalità con i Nas, quale può essere il treno che passa ancora? È vero, molti attendono e sperano nel Palazzo che la marziana bionda se ne vada presto e tutto torni come prima, per riorganizzarsi come prima, ma ormai un varco si è aperto e l’opinione pubblica non fa marcia indietro. Si è aperta un’altra pagina di storia. Indietro non si torna.
Link di riferimento
VETERINARIA CAMPANA……SERVONO I CASCHI BLU
Quadro surreale nel Rapporto del ministero della Salute: «Le attività in ambito di sanità veterinaria e sicurezza alimentare non sono assicurate con evidenti rischi per la salute pubblica»
….Dio che disastro…..
Qualcuno ha sentito un onesto alzare la voce e rispondere?
Dire:” Presente!, “Si. È arrivato il momento, è’ ora di divellere le ragnatele dell’impudicizia e della inefficienza?”,” Io ci sono, quando cominciamo?”
O siamo sordi oppure la palese evidente malasanità campana è una coperta di ferro, una coltre che non si sfilaccia, ma che riscalda facce di bronzo inossidabili.
Un manipolo di arroganti figure istituzionali tiene in scacco la Giustizia e la Legge, con la connivenza di chi ha, al posto delle natiche, lo stampo del cadreghino.
E invece del senso del dovere si bea del senso del potere.
Che una giornalista, Stefania Piazzo, abbia aperto un vaso di Pandora che lascia fluttuare un olezzo insopportabile e che sia lasciata sola con la sua penna a sbrindellare una vergogna incistata da anni di tolleranza, beh, è quantomeno significativo che questa Italia, questa Campania di cambiare non ne ha nessuna voglia.
Noi di Chiliamacisegua, invece si. Ne abbiamo di voglia. Eccome. E anche di rabbia!
Tutti con Stefania Piazzo.
Giù le mani da Stefania.
……………Le inchieste de la Padania e l’attività del sottosegretario Francesca Martini contro la malasanità in Campania disturbano alcuni vertici del sistema: «Vanno fermate». L’ordine arriva da un tavolo “segreto” dei colletti bianchi per smontare il cosiddetto asse del Nord che mette il naso negli affari della Regione più disastrata, dai rifiuti all’insicurezza alimentare, al territorio non indenne da tbc alla gestione da malaffare del randagismo………
Tutti con l’on Francesca Martini.
Giù le mani da Francesca.
Ed ora tuffatevi, con la maschera da sub per evitare l’asfissia da indignazione, nei liquami della (mala) sanità campana.
Per chi suona la Campan(i)a?
Per i cittadini e per gli animali suona a morto. Per i malfattori continua a suonare… a vivo!
VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA
Chiliamacisegua
La Padania 5 dicembre 2010
Viaggio nell’Italia bestiale Sessantaduesima puntata
di Stefania Piazzo
“La Gomorra campana contro il “pericoloso” asse del Nord”
Le inchieste de la Padania e l’attività del sottosegretario Francesca Martini contro la malasanità in Campania disturbano alcuni vertici del sistema: «Vanno fermate». L’ordine arriva da un tavolo “segreto” dei colletti bianchi per smontare il cosiddetto asse del Nord che mette il naso negli affari della Regione più disastrata, dai rifiuti all’insicurezza alimentare, al territorio non indenne da tbc alla gestione da malaffare del randagismo
Che succede in Campania? Niente. La terra dell’impunibilità veterinaria detta legge. Non garantisce un territorio indenne da tbc e brucellosi, ma fa niente.
Non garantisce la tutela della sicurezza alimentare e della salute pubblica. Ma fa niente. È la patria del randagismo. E dei canili holding sotto eterna inchiesta. Ma fa niente.
FRONTE SILENTE
In compenso, dopo la pubblicazione del rapporto del ministero della Salute (la Padania del 25 novembre 2010) su questa sconcertante realtà, è calato un
silenzio di piombo, nonostante l’appello agli onesti di alzare la voce.
Ha taciuto chi rappresenta e si fa garante della deontologia, dei diritti sindacali e professionali dei veterinari pubblici e di libera professione.
Non una flebile reazione ufficiale. Facciamo passare la buriana.
AMNVI A SAVIANO
Solo Amnvi, l’Associazione medici veterinari, ha lanciato l’appello con l’on. Mancuso (al quale, senza successo, avevamo inviato l’inchiesta pubblicata dal
nostro quotidiano), appello spedito al programma di Fazio e Saviano, in cui si fornisce l’elenco dei casi di minaccia e intimidazione verso i veterinari.
Insomma, ecco la Gomorra veterinaria: si sostanzia nelle minacce ai giusti. E il resto? Zitti.
IDEM FNOVI
Silenzio su quelli che non fanno e compromettono l’immagine della professione e gran denuncia per quelli che, poveretti loro, sono sotto scacco sul territorio e
ai quali va tutta la nostra solidarietà. Due pesi, due misure. Imbarazzante metro. Lo stesso appello per sostenere la veterinaria attaccata dalla criminalità è stato ripreso dal sito della Fnovi, la Federazione dell’Ordine dei veterinari. Bene, sacrosanto. Ma anche in questo caso, silenzio sulla veterinaria pubblica catastroficamente catalogata nel rapporto di via Ribotta. Che stranezza. Pubblica acclamazione degli eroi. Pubblico oblio delle mele marce.
VERTICE SEGRETO
E così, anziché fare il punto contro la deriva della legalità, ci tocca registrare invece, da meri cronisti, la notizia di un vertice ufficioso, “segreto” tra uomini delle istituzioni, pezzi di Stato, contro un presunto asse del Nord, che infastidisce lo status quo dei colletti bianchi dentro il sistema veterinario.
Ma come… Anziché denunciare, ci si coalizza contro chi denuncia? Che brutta storia.
E quale sarebbe l’asse del Nord che infastidisce la Gomorra campana? La buttiamo lì o si può indovinare?
Questa è stata la sola risposta ufficiosa di vertici ufficiali di pezzi di Stato, alterati dalle impertinenti inchieste del nostro quotidiano che, piaccia o non piaccia, sta svelando i meccanismi di un apparato inefficiente, inadeguato per mille ragioni (non siamo magistrati, registriamo i fatti), che si sono messi a tavolino per smontare, con i loro potenti mezzi, chi pubblica rapporti e chi, dentro al ministero, come il sottosegretario Francesca Martini, e alcuni suoi stretti collaboratori, lavora per dare trasparenza e la dovuta dignità al sistema veterinario, che è il cuore della medicina e della sicurezza sanitaria per tutti i cittadini.
OBIETTIVOINSABBIARE
Il nostro appello per trovare alleati si è trasformato in piano per fermare e insabbiare. L’attacco alla Gomorra parte dal Nord? È vero, ma dietro c’è il Paese sano. Che cerca sponde nella sanità sana, da Nord a Sud. Un’altra occasione persa, che non fa certo onore all’immagine di una categoria che, sul territorio, nelle aree a rischio, ha sì capitani coraggiosi, ma altrettanti capitanfindus, capibastoncino, di un sistema che si chiama malasanità. On. Mancuso, onorevoli dottori delle categorie suindicate, perché qualcuno ne renda conto con i propri iscritti, interrogandosi una volta di meno di cunicoltura e una volta di più di malaffare sul territorio, del deprecabile stato di deficit di legalità ed efficienza che attanaglia il Sud del Paese, perché non inviate a Saviano e Fazio anche quanto è stato scritto e fotografato nel rapporto di via Ribotta sulla salute pubblica non garantita, e magari su Cicerale, sulle eccellenze delle solite asl?
L’ASL SALERNO 3
La più grande Asl d’Italia ha preso la parola nel corso dello stupefacente recente convegno sul randagismo a Salerno. E che è andato a dire il massimo
dirigente dell’Asl più grande d’Italia, che è anche quella che sterilizza meno cani in Italia, la disciolta Asl Salerno 3, l’Asl di Cicerale?
Il 27 novembre scorso, e la cronaca è stata abbondantemente riportata sui network, si è svolto a Salerno un convegno per discutere, attenti bene, “Il fenomeno del randagismo in provincia di Salerno”. Un fenomeno, appunto. Ovvio che la più attesa relazione era quella dell’“ammiraglio”, dal titolo encomiabile: “L’anagrafe canina e gli interventi di sterilizzazione nell’Asl di Salerno: esperienze a confronto”.
A confronto con chi? Sentiamo il fine e sottile intervento dell’”ammiraglio” della corazzata. Poi, per chiudere, prenderemo in esame la parte del rapporto
del ministero inviato al commissario della Regione Campania, Stefano Caldoro, in cui questa Asl è al centro di una attenta catastrofica disamina, né più né meno
come il fronte della veterinaria campana: sta scritto sul rapporto che «le attività in ambito di sanità veterinaria e sicurezza alimentare, non sono
assicurate, con evidenti rischi per la salute pubblica». Anche questo, magari, da inviare a Fazio e Saviano. Le associazioni veterinarie non si disturbino,
provvediamo noi a questo.
RISORGE L’ETICA
Dice l’ammiraglio: «In questa giornata sicuramente è stato affermato che il fenomeno del randagismo è un problema etico, un problema igienico-sanitario, di sicurezza ed economico. Allora, se tutto questo è un problema, come tutti i problemi ha una soluzione e per risolvere questo problema, i principali artefici, consentitemi, siamo noi veterinari.
RICCA OPPORTUNITÀ
Noi veterinari che il randagismo, in questo momento attuale, secondo me, è un’opportunità: non dobbiamo farcela sfuggire, perché attraverso il nostro
impegno e combattendo e riducendo il randagismo, sicuramente avremo pure il risparmio di risorse finanziarie, risorse finanziarie che noi possiamo benissimo utilizzare per scopi molto più utili, molto più etici (…). Nell’ambito dunque della SA3, il randagismo è un problema. È un problema soprattutto perché, a differenza… innanzitutto il randagismo, io ritengo che è diverso da zona a zona, da città a città, da territorio a territorio. Certamente il randagismo che abbiamo alla SA3 non è il randagismo che ha la città di Napoli.
COLPA DEI MASSARI
Questo territorio, ed è un territorio prevalentemente di tipo rurale, quindi di conseguenza con una disseminazione di masserie, di aziende coloniche su tutto il territorio, e quindi abbiamo dei cani, soprattutto dei cani da lavoro, e quindi questi cani soprattutto alla guardia del gregge, alla guardia delle mandrie, alla guardia dell’azienda stessa, oppure sono cani da caccia, e quindi sono dei cani robusti, grandi, sicuramente molto più resistenti di un cane da compagnia ma oltre a questo, questi cani disseminati nelle masserie, vi assicuro che ce ne sono tantissimi, però sono dei cani di proprietà, hanno un proprietario, e comunque bene o male gli danno da mangiare, però vivono in libertà o in regime di semi-libertà, quindi sono liberi di allontanarsi, sono liberi di accoppiarsi e quindi di conseguenza… immaginate che una cagna può tranquillamente
partorire due volte all’anno ed abbiamo una decina, quindici cuccioli disseminati sul territorio, e che succede?
LA CAGNA S’ACCOTA
Succede che quando (…) quando questi cani si allontanano o per mancanza di cibo o per seguire il proprio istinto sessuale, allora possono aggredire pollai,
vitelli, agnelli, capretti, e allora i massari chiamano, chiamano il comando dei Vigili Urbani e dicono «sentite, una cagna si è “accota” nella mia masseria,
ha partorito, venitevi a piglia’ i cani». (…) Secondo dato: noi della SA3 avevamo un canile che è andato alle cronache mondiali, che tutti conoscete,
fortunatamente siamo riusciti a chiuderlo, ma questo perché le autorità, i Sindaci, l’altro punto dolente, nonostante il nostro continuo ogni giorno sollecitare, hanno fatto orecchie da mercanti (…) i Sindaci… scelgono la linea molto molto più semplice, cioè consumare i soldi nostri, arricchire le
tasche di quei pochi avveduti privati che costruiscono i canili (…). Ed io sono perfettamente in disaccordo con la realizzazione di canili indiscriminati (..). io credo che ne basta uno, è più che sufficiente (…).
SEGUIRE VIRTUTE
E a qualche collega che ancora recalcitra sull’argomento, io dico a questi colleghi “abbassiamoci, siate piuttosto umili ed accettate chi ne sa più di voi
e ci porta la conoscenza”, infatti da qualche parte si diceva “nati non foste a vivere come bruti, ma per seguire virtute e conoscenze”. (…) Abbiamo stabilito
chi in un modo, chi in un altro, di realizzare un canile sanitario ad Albanella. (…) Noi miriamo all’eccellenza, perché mediocrità ce ne sono tante, l’eccellenza ne sono poche, e quindi noi vogliamo le eccellenze, e quindi andremo là, e quindi secondo punto del progetto: la sterilizzazione. La sterilizzazione che faremo momentaneamente in questi centri, ricovereremo il tempo necessario i cani per guarirli e poi successivamente li riportiamo sul territorio (…). Quindi faremo la gioia dei cani, perché anch’io ho un cane a casa che dorme affianco al lettino di mio figlio, e lo vedo contento (…).
100 STERILIZZATI
Ho in mente di attivare sicuramente, i controlli, dobbiamo attivare tutti i controlli, informare, educare ed agire (…). Quest’anno pur senza mezzi, pur senza strutture, pur senza sostentamento, soltanto con la loro buona volontà, siamo riusciti a microchippare più di mille cani, siamo riusciti a sterilizzare cento cani…(…)
VIVA TORRE ORSAIA
In modo particolare si è appoggiato, quindi vi parlavo di buona volontà, presso il canile Oasi Felix, abbiamo un ambulatorio privato che pure si è prestato, e pure presso il canile della comunità montana di Torre Orsaia dove c’è canile ed ambulatorio. (…).
TUTTI COL CRIUV
Ho proposto, credo che ci riuscirò perché poi sono determinato quando decido di farlo, di avere uno o due ambulatori o camper mobili dove ci recheremo noi dal proprietario a fare dunque la sterilizzazione. (…) un’altra cosa interessante ed eccellente, è quello che fa il CRIUV, perché il CRIUV mi serve, perché io veterinario voglio che sia un’eccellenza nel campo medico.
TESTA TRAPIANTATA
Perché ripeto, le mediocrità ce ne so’ tante, io voglio dire che a quel cane ho sostituito la testa, e che i veterinari sanno sostituire e trapiantare la testa a quel cane, quindi ben venga… E nella gara di accalappiamento metteremo che il recupero delle carcasse, anziché andare direttamente all’inceneritore, passa prima per il CRIUV e poi va all’inceneritore, perché ci dobbiamo dare quel ruolo di cui oggi si dice. Quindi il randagismo, io ritengo, per concludere, è una grande opportunità,
un’opportunità per noi veterinari, è un’opportunità anche per degli sfortunati, utilizzando e sfruttandolo come fonte anche per la pet therapy». Stupefacente,
vero? È il direttore dell’asl veterinaria. Un intervento di alto profilo.
MINISTERO SU AS3
Vediamo allora il rapporto del ministero sulla veterinaria campana. Vi si legge di «inadempienze riguardanti sia deficit strutturali che cattive condizioni di
mantenimento degli animali», con denuncia all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di maltrattamento e uccisione di animali. Sotto sequestro sono finite Cicerale, Marigliano, Vitulano, Luogosano e Altavilla. Veniamo a Cicerale, sotto la vigilanza dell’Asl Sa3 senza dimenticare che il direttore sanitario della struttura “ mondiale” era il fratello del direttore della stessa asl.
SENZA AUTORIZZAZIONI
«Le gravisime carenze e la situazione di maltrattamento hanno riportato alla richiesta di svuotamento del canile e di revoca dell’autorizzazione sanitaria».
Che, va detto, è stata più volte chiesta di essere però riattivata dalla stessa asl. Altro che canile chiuso. «Nonché ha spinto il ministero a costituirsi parte civile nel processo nei confronti del titolare del canile», che è lo stesso che gestisce oggi Torre Orsaia, benevolmente citata dal direttore della Sa3 al convegno.
Allora, vediamo che grande opportunità rappresenta oggi il randagismo per l’Asl Sa3. Lo diciamo a Saviano e Fazio, Amnvi, Mancuso e Fnovi? Massì.
VIGILANZA DISATTESA
«Malgrado la revoca dell’autorizzazione sanitaria e il procedimento in corso, l’Asl Sa3, che ha disatteso il suo compito di vigilanza sul canile di Cicerale,
ha ad oggi ancora in essere una convenzione col suddetto titolare per il servizio di cattura dei cani vaganti sul territorio.
MEZZI FUORILEGGE
Tale servizio, come documentato in maniera chiara e inconfutabile, viene effettuato con modalità e mezzi non idonei non per il trasporto di animali vivi
ma per lo smaltimento dei sottoprodotti di origine animale». La legge dice che cade l’appalto. Che fa, ammiraglio, revoca?
«Inoltre, nonostante lo svuotamento imposto, diversi comuni non hanno ancora provveduto. Si sottolinea che lo stesso titolare di Cicerale ha ottenuto, sempre
dall’Asl Sa3, l’autorizzazione definitiva all’utilizzo di un impianto di incenerimento per lo smaltimento delle carcasse animali, aggiungendo un
ulteriore inquietante elemento a questa già complicata situazione».
ANAGRAFE BASTARDA
Anagrafe canina… Non parliamo di cani delle masserie ma di animali sotto il controllo dell’Asl: «Per Cicerale, il mancato allineamento della banca dati,
oltre a comportare la presenza di cani di cui non si conosce la provenienza, ha portato all’impossibilità di rintracciare più di 1.700 cani, tutt’ora registrati
in anagrafe come soggetti ospitati, dei quali tuttavia non si conosce il destino».
LE FASCETTE AV1
Sterilizzazione. Oltre alle 100 sbandierate sterilizzazioni (ma anche meno, volendo), «i servizi veterinari delle asl risultano spesso inadeguati. Molte
segnalazioni suffragate a volte da dichiarazioni delle asl stesse, riferiscono di scarsa attività nonostante la finanziaria del 2007 preveda che il 60% dei
fondi siano destinati al controllo delle nascite». Il servizio? Scarso e inadeguato: «Sono giunte segnalazioni corredate da foto che denunciano
l’esecuzione di interventi di sterilizzazione di cani in un ambulatorio pubblico di competenza dell’Asl Av1 effettuati con tecniche chirurgiche discutibili sia
sul piano etico che dal punto di vista prettamente medico-veterinario. La stessa Asl Av1, alla quale è stata chiesta una relazione in merito (dopo inchiesta de
la Padania del 5 settembre 2010, ndr), ha addirittura confermato l’impiego di fascette di nylon per le sterilizzazioni delle cagne. Tale tecnica, oltre a non essere risolutiva, mette a repentaglio la salute degli animali. In merito sono attualmente in corso indagini».
MA QUALE PREMIO!
E allora? Se l’ordinario fa pena, si premi lo straordinario: «È oggetto di attenzione il piano straordinario di sterilizzazione, volto ad aumentare il
numero degli interventi previo incentivo, per aumentare l’attività dei veterinari ufficiali. Si ritiene tuttavia che i livelli di attività ordinaria non siano adeguati e che quindi non debbano essere promossi ulteriori incentivi se non viene raggiunto un livello base accettabile». Insomma, è tutto vero. Il randagismo è una grande opportunità per i veterinari. Ha ragione l’ammiraglio.
E gli altri? Tutti zitti ancora?
Troppo banale un commiato con “chi tace acconsente”. Chi tace forse ha solo paura di esporsi. L’asse del Nord allora ha un messaggio da inviare a tutti,
nell’idioma che il tavolo antinord di cui sopra può comprendere: «Dicette ‘o pappice ‘nfaccia a noce: damme ‘o tiempo ca te spertoso».
s.piazzo@lapadania.net
(62-continua)
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News 4 dicembre
4 dicembre 2010 -
News 4 dicembre
Da due giorni era stata investita ed …era rimasta lì, in un terreno fronte strada dove si era rifugiata dopo essere stata investita, senza che nessuno facesse qualcosa per lei…alla fine qualcuno si è deciso a chiamare l’asl di appartenenza. Purtroppo alla nostra asl non sono attrezzati per poter soccorrere e gestire animali paralitici e, dopo le primissime cure, l’hanno portata da noi. Purtroppo, alla luce delle radiografie alla colonna vertebrale, la situazione è grave, perchè ha una lesione alla colonna che non depone a favore di una ripresa della funzionalità delle zampe posteriori. Ora la stiamo curando e il tempo ci dirà se questa è la diagnosi definitiva o se potrà riprendere almeno in parte l’uso delle zampe.
Intanto ve la presentiamo ♥ avrà bisogno di una bella adozione ♥
zampetteamiche@live.it
089890675
loredana_avallone@hotmail.com
Volontaria su Milano : Ilaria 3405102899
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Veterinario da applaudire, certi nostri politici da bandire
3 dicembre 2010 -
I video trasmessi all’istituto zooprofilattico di Torino sono stati «difficili» per molti, anche per i veterinari che erano lì per la giornata di studio sulla «Macellazione rituale e benessere animale». «E’ vero che non tutti gli animali vengono sottoposti a questo dolore, ci sono alcuni metodi di stordimento accettati dalla comunità islamica. Ma rivendichiamo il diritto come veterinari di dire no, perché siamo poi noi che poi controlliamo le macellazioni. Vogliamo il diritto all’obiezione di coscienza». Maria Caramelli è direttrice dell’Istituto zooprofilattico e con Cesare Pierbattisti, presidente dell’ordine dei veterinari ha fatto da guida agli interventi di Bahi Nour Eddine Imam di Nizza Monferrato (At) e commerciante di carni, e del rappresentate della comunità ebraica Chaim Magrizos, perché anche il cibo casher prevede il taglio della gola e la morte per dissanguamento. «Vengono uccisi così non solo i grandi animali ma anche i polli – continua Maria Caramelli -, ma spesso il taglio della gola non è preciso e gli animali poi vengono immersi nell’acqua bollente per lo spennamento. E sono ancora coscienti».
Le leggi europee prevedono che gli animali destinati alla macellazione vengano storditi, mentre la tecnica rituale richiede animali coscienti. «In molte nazioni – spiegano i veterinari – le comunità islamiche applicano una specie di stordimento, anche perché alcune nazioni sono severe e non ammettono deroghe religiose». Per l’imam un accordo tra culture si può trovare: «Sono stati inventati metodi per addormentare gli animali e al tempo stesso garantire il rispetto delle leggi coraniche». «Giusti compromessi» questo auspicano i veterinari piemontesi perché: «La legislazione attuale difficilmente ci consentirà di essere obiettori di coscienza» ammette Pierbattisti.
«Abbiamo il diritto comunque di rifiutare la supervisione della sofferenza degli animali» è combattiva Maria Caramelli, e sottolinea come la sensibilità verso le sofferenze degli animali, anche e soprattutto, quelli d’allevamento sia una caratteristica femminile «d’altronde – dice – in facoltà il settanta per cento sono donne». Un’altra donna ha raccontato quanto gli animali stressati e sofferenti siano nocivi per l’alimentazione umana. Sara Rota Nodari dello zooprofilattico lombardo-emiliano ha mostrato dati scientifici e ricerche. Una per tutte: in Gran Bretagna negli allevamenti di maiali dove l’allevatore tratta gli animali con rispetto e non impone la paura, la crescita è di 450 grammi in più al giorno. Insomma se proprio non per sensibilità rispettiamo gli animali perché ci conviene. «La civiltà di un popolo si misura nel modo in cui tratta i suoi animali», Gandhi
L’Imam: «Disposti a trovare un’accordo»
«Il mondo sta cambiando e anche le comunità islamiche si stanno adattando». Bahi Nour Eddine è da anni l’imam di Nizza Monferrato nell’Astigiano e commerciante di carni. «Per i musulmani se la carne non è halal è si può mangiarla. Abbiamo trovato metodi come una specie di stordimento e le gabbie di contenimento per gli animali, per garantire il rispetto delle regole del paese in cui viviamo. Non vogliamo rinunciare alla nostra religione ma ci rendiamo conto delle difficoltà e delle leggi dei paesi in cui viviamo. Ricordo però che anche nel corano sta scritto che gli animali destinati alla macellazione non devono soffrire».
Fonte: http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=1919&ID_sezione=339&sezione=
NOTA ECCO l’INVENZIONE GENIALE DEGLI IMAM PER LA MACELLAZIONE RITUALE COMPATIBILE CON IL BENESSERE ANIMALE
Sollecitiamo la calendarizzazione e l’approvazione della Proposta di Legge n.1458
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News 3 dicembre
3 dicembre 2010 -
News 3 dicembre
http://gliangelidipasquale.blogspot.com/2010/11/poldino-ha-corso-e-camminato-fino-allo.html
METAMORFOSI DI UN SEX SYMBOL
Brigitte Bardot, la star degli animalisti va sulle barricate
…Orizio Riccardo (18 febbraio 1995) – Corriere della Sera
Protetta da occhialoni scuri, le occhiaie segnate dal lutto, martedi’
scorso la mitica B.B. e’ uscita dalla sua tana nascondiglio di Saint
Tropez per partecipare a sorpresa al funerale di Jill Phipps, la donna
di 31 anni uccisa all’ aeroporto di Coventry, in Gran Bretagna,
schiacciata da un camion che trasportava animali da macello. Jill stava
dimostrando contro l’ esportazione dei vitelli inglesi, perche’ avviene
in condizioni orribili.
GIOVEDI 9 DICEMBRE 2010 alle 18.00
presso il Caseggiato Mammino (Piazza della Vittoria, San Pietro Clarenza)
Siete invitati Tutti!
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