OGGI ABBIAMO PERSO, MA C’È ANCORA UNA SPERANZA “POPOLARE”
9 settembre 2010 -
Un’atrocità non è minore per il fatto che viene commessa in un laboratorio ed è chiamata ricerca medica: resta sempre un’atrocità.
George Bernard Shaw
OGGI ABBIAMO PERSO, MA C’È ANCORA UNA SPERANZA “POPOLARE”
Chiliamacisegua fa sua la battaglia della Leal e si schiera a fianco dell’on Sonia Alfano, portatrice di valori sani oltre che del senso della politica votata al servizio dei cittadini.
La battaglia, anzi la guerra è appena cominciata e questo concetto espresso dalla europarlamentare sul suo comunicato odierno, è e sarà, il motto di coloro che non si arrendono assieme agli uomini giusti.
Ne dobbiamo trovare almeno un milione…..
…….“Adesso bisognerà continuare questa battaglia di civiltà.
I cittadini possono ribaltare quanto approvato dal Parlamento Europeo attraverso lo strumento dell’iniziativa popolare europea.
Un milione di cittadini provenienti da paesi dell’UE possono infatti presentare, ai sensi dell’art. 11 del Trattato, una proposta su materie in merito alle quali ritengono necessario un atto giuridico dell’Unione.”….
Chiliamacisegua
Stamattina per un attimo ci avevo sperato. Dopo che ieri avevo comunicato la mia adesione alla petizione della LEAL (Lega antivivisezionista) contro il testo relativo agli esperimenti sugli animali e che avrei richiesto il rinvio in commissione per un’ulteriore discussione, immediatamente avevo ricevuto numerose adesioni da altri eurodeputati.
Un fronte trasversale rispetto ai gruppi politici. Molti parlamentari sembravano non essere neanche informati rispetto alla gravità della situazione.
Oggi alle 12 alle apertura delle votazione prendo la parola, leggo il mio intervento e subito dopo, dietro richiesta del presidente di turno del PE, una settantina di eurodeputati (ne erano necessari 40) si alzano per sostenere il rinvio in commissione del testo.
Purtroppo il voto finale ci ha dato torto, oltre 150 i deputati che hanno votato a favore del rinvio, non sufficienti. Subito dopo vengono bocciati anche i 3 emendamenti presentati per migliorare la futura direttiva.
Triste l’esito finale anche se mi ha fatto enorme piacere vedere i colleghi italiani dell’IDV e molti del PD tutti schierati per un voto di coscienza, senza rispondere alle pressioni delle lobbies ma solo alla propria sensibilità e a quella di milioni di cittadini europei.
Per trasparenza e per garantire che i cittadini possano assegnare le dovute responsabilità agli eletti italiani al PE qui troverete il link ai nomi degli eurodeputati che hanno votato a favore e contro gli emendamenti (vedi da pag. 4 a pag. 9).
Adesso bisognerà continuare questa battaglia di civiltà.
I cittadini possono ribaltare quanto approvato dal Parlamento Europeo attraverso lo strumento dell’iniziativa popolare europea.
Un milione di cittadini provenienti da paesi dell’UE possono infatti presentare, ai sensi dell’art. 11 del Trattato, una proposta su materie in merito alle quali ritengono necessario un atto giuridico dell’Unione.
A breve il Parlamento Europeo approverà il regolamento per l’utilizzo di tale strumento e questa sarà la prima iniziativa europea che tutti insieme lanceremo.
Per far sentire la voce dei cittadini alla Commissione, in difesa degli animali e del nostro diritto ad essere civili.
GLI ANIMALISTI: HA VINTO LA LOBBY DEI FARMACI. GLI INDUSTRIALI: NORME MIGLIORATE
Vivisezione, sì tra le polemiche
La Ue vara le nuove regole. Si possono sottoporre gli animali a più esperimenti, esclusi quelli più dolorosi
L’accordo tra i due principali gruppi politici, il Ppe (cui aderiscono Pdl e Udc) e S&D (che include il Pd), ha consentito l’approvazione del compromesso nell’aula di Strasburgo nonostante alcune defezioni interne. Dopo gli appelli a modificare il testo, lanciati da membri del governo Berlusconi e dell’opposizione, vari eurodeputati italiani si sono dissociati dalla linea di gruppo.
I Verdi europei e l’Idv (che aderisce al gruppo euroliberale) hanno provato senza successo a far rinviare la votazione. «Tutto questo non ha nulla a che vedere con il progresso scientifico perché la scienza ha oggi gli strumenti per portare avanti la ricerca senza macchiarsi di inutili violenze e sadici stermini», ha protestato l’eurodeputato Rita Borsellino del Pd. «Con esperimenti in vitro e simulatori del metabolismo umano si possono raggiungere obbiettivi più certi di quelli delle sperimentazioni animali», ha commentato Cristiana Muscardini (area Fini), dissociatasi dalla linea del Ppe con Crescenzio Rivellini (Pdl), Tiziano Motta (Udc) e Clemente Mastella (Udeur).
Il presidente della commissione agricoltura , l’eurodeputato Paolo De Castro del Pd, ha sostenuto il compromesso perché «migliora la precedente direttiva del 1986».
Il presidente degli imprenditori di Farmindustria, Sergio Dompè, ha definito l’approvazione «un risultato importante, pienamente condiviso dall’industria farmaceutica».
I SODDISFATTI
Presidente Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo
Paolo De Castro (Pd-Ds),
Presidente Farmaindustria
Sergio Dompè
I CONTRARI QUELLI DA RINGRAZIARE E DA RIELEGGERE E CON I QUALI CONTINUARE A FARE COMUNELLA
Sonia Alfano
Rita Borsellino
Cristiana Muscardini
Niccolò Rinaldi
Crescenzio Rivellini
Tiziano Motti
Luigi De Magistris
Giommaria Uggias
Gianni Vattimo
Francesca Balzani
Andrea Cozzolino
Rosario Crocetta
Francesco De Angelis
Guido Milana
Debora Serracchiani
Gianluca Susta
BLOCCO EMAIL
niccolo.rinaldi@europarl.europa.eu;
rivellini.cre@consiglio.regione.campania.it;
tiziano.motti@europarl.europa.eu;
giommaria.uggias@europarl.europa.eu;
gianni.vattimo@europarl.europa.eu;
andrea.cozzolino@europarl.europa.eu;
rosario.crocetta@europarl.europa.eu;
francesco.deangelis@europarl.europa.eu;
gianluca.susta@europarl.europa.eu;
luigi.demagistris@europarl.europa.eu;
I FAVOREVOLI, COMPRESO IL PRESIDENTE FARMAINDINDUSTRIA CHE BADA ALLE SUE TASCHE E SE NE SBATTE DELLA SOFFERENZA DI CREASTURE SENZIENTI E QUELLI DA SPERNACCHIARE E DA MANDARE A SCALDARE LA POLTRONA DEL SALOTTO DI CASA O NELLE PIAZZE, NELLE SAGRE PAESANE A CANTARE ZINGARALEGGILAMIAMANO, CHE FANNO MENO DANNO E GLI ASTENUTI E I NON VOTANTI
ASTENUTI E NON VOTANTI
SI SONO ASTENUTI: SILVIA COSTA (PD), LEONARDO DOMENICI (PD)
NON HANNO VOTATO: SALVATORE CARONNA (PD), PATRIZIA TOIA (PD)
DIAMO UN NOME AGLI EUROPARLAMENTARI CHE HANNO VOTATO “SI” ALLA VIVISEZIONE
SE LI CONOSCI LI EVITI
- - Gabriele ALBERTINI ( PPE – PdL)
- - Magdi Cristiano ALLAM ( PPE – Io Amo l’Italia)
- – Roberta ANGELILLI ( PPE – PdL)
- – Antonello ANTINORO ( PPE – UDC)
- – Alfredo ANTONIOZZI ( PPE – PdL)
- – Pino ARLACCHI ( ALDE/ADLE – IdV)
- - Raffaele BALDASSARRE ( PPE – PdL)
- – Sergio BERLATO ( PPE – PdL)
- – Luigi BERLINGUER ( S&D – PD)
- – Mara BIZZOTTO ( EFD – Lega Nord)
- – Vito BONSIGNORE ( PPE – PdL)
- – Mario BORGHEZIO ( EFD – Lega Nord)
- – Antonio CANCIAN ( PPE – PdL)
- – Carlo CASINI ( PPE – UDC)
- – Sergio Gaetano COFFERATI ( S&D – PD)
- – Giovanni COLLINO ( PPE – PdL)
- – Lara COMI ( PPE – PdL)
- – Paolo DE CASTRO ( S&D – PD)
- – Luigi Ciriaco DE MITA ( PPE – UDC)
- – Herbert DORFMANN ( PPE – SVP)
- – Carlo FIDANZA ( PPE – PdL)
- – Lorenzo FONTANA ( EFD – Lega Nord)
- – Elisabetta GARDINI ( PPE – PdL)
- – Roberto GUALTIERI ( S&D – PD)
- – Salvatore IACOLINO ( PPE – PdL)
- – Vincenzo IOVINE ( ALDE/ADLE – IdV)
- – Giovanni LA VIA ( PPE – PdL)
- – Clemente MASTELLA ( PPE – UDE)
- – Barbara MATERA ( PPE – PdL)
- – Mario MAURO ( PPE – PdL)
- – Erminia MAZZONI ( PPE – PdL)
- – Claudio MORGANTI ( EFD – Lega Nord)
- – Alfredo PALLONE ( PPE – PdL)
- – Pier Antonio PANZERI ( S&D – PD)
- – Aldo PATRICIELLO ( PPE – PdL)
- – Mario PIRILLO ( S&D – PD)
- – Gianni PITTELLA ( S&D – PD)
- – Vittorio PRODI ( S&D – PD)
- – Fiorello PROVERA ( EFD – Lega Nord)
- – Licia RONZULLI ( PPE – PdL)
- – Oreste ROSSI ( EFD – Lega Nord)
- – Potito SALATTO ( PPE – PdL)
- – Matteo SALVINI ( EFD – Lega Nord)
- – Amalia SARTORI ( PPE – PdL)
- – David-Maria SASSOLI ( S&D – PD)
- - Giancarlo SCOTTÀ ( EFD – Lega Nord)
- – Marco SCURRIA ( PPE – PdL)
- – Sergio Paolo Francesco SILVESTRIS ( PPE – PdL)
- – Francesco Enrico SPERONI ( EFD – Lega Nord)
- - Salvatore TATARELLA ( PPE – PdL)
- - Iva ZANICCHI ( PPE – PdL)
- -Paolo Bartolozzi (PPE-Pdl)
BLOCCO EMAIL
paolo.decastro@europarl.europa.eu;
gabriele.albertini@europarl.europa.eu;
magdicristiano.allam@europarl.europa.eu;
vito.bonsignore@europarl.europa.eu;
mario.borghezio@europarl.europa.eu;
paolo.bartolozzi@europarl.europa.eu,
sergio.cofferati@europarl.europa.eu;
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I FATTI RACCONTATI DA CHILIAMACISEGUA
http://www.chiliamacisegua.org/2010/09/08/europa-vergogna/
EUROPA VERGOGNA
TESTIMONIANZA DELL’ON TIZIANO MOTTI
Riceviamo dall’on Tiziano Motti (che ringraziamo) e divulghiamo la sua testimonianza e l’elenco degli europarlamentari in seduta ieri, per dare nomi cognomi, sorriso e ghigno agli Europarlamentari favorevoli e contrari.
Che serva questo elenco a delineare una demarcazione tra coloro che si meritano lo scranno e tra coloro che, invece, devono essere RANDAGIATI.
Comunicato
Niente da fare
Come era ormai ovvio, la Direttiva che regolerà la sperimentazione animale in Europa è passata con la maggioranza assoluta dei voti. A
nulla è valso il nostro tentativo di rimandarla in commissione per un esame più approfondito (scelta disperata invocata da Sonia Alfano seguita dai quaranta deputati che, come me, si sono alzati in segno di protesta).
Inutile anche l’appello della Muscardini e del sottoscritto.
A nulla, infine, è valso il tentativo di far passare alcuni emendamenti (proposti dai Verdi europei) che tentavano di rimandare ai singoli stati la possibilità di applicare anche norme più garantiste
per gli animali a livello nazionale o di dare la precedenza, qualora
esistenti, a metodi alternativi.
Mi spiego meglio: uno degli emendamenti chiedeva semplicemente che qualora in taluni casi esista già (esista già, non si debba cercare) un metodo alternativo, si dia la precedenza a quello piuttosto che a sperimentare su animali facendoli soffrire.
E l’aula ha votato contro!!
Ho sentito di tutto: colleghi che sostengono che tanto i cani e gatti
randagi non saranno utilizzati per la ricerca (allora cosa li inseriamo a fare nell’articolo 11 nella direttiva?), altri che chiariscono che la sperimentazione sugli animali per la cosmesi è abolita da tempo (poco male: la direttiva votata stamane approva la sperimentazione su animali vivi a scopi didattici!).
Mi sembra un circo equestre in cui ogni deputato spara l’ultima notizia che ha sentito poco prima nei corridoi pur di trovare una giustificazione plausibile per rispettare il voto indicato dal proprio gruppo. E quando la sinistra europea e la destra europea si accordano sul voto, definendo che dovrà essere a favore, non c’è obiezione di coscienza che tenga: l’aula vota a favore.
Provocatoriamente ho detto che ora si scatenerà la caccia ai cani e gatti randagi a scopo sperimentazione, con soddisfazione del Belgio
che soffre da anni il problema del numero elevatissimo di gatti randagi.
La realtà, mi auguro, è differente ma rimane il senso di impotenza nei confronti di una scelta che disonora il grado di
“civiltà” che vantiamo di aver raggiunto e che sono convinto si misuri anche nella capacità di garantire alle altre specie animali la
salvaguardia da sofferenze che possono essere evitate.
Tiziano Motti
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EUROPA VERGOGNA
8 settembre 2010 -
EUROPA VERGOGNA
Oggi, 8 settembre 2010, l’Europa e i suoi Europarlamentari hanno votato si per la morte, la crudeltà, il disprezzo della vita degli animali
Oggi, 8 settembre 2010 è una giornata oscura per i diritti degli esseri senzienti, per la compassione, per l’umanità.
Oggi, 8 settembre 2010, vergogna è la sola parola che si sente gridare nel web da 85mila persone indignate che giurano:
” NON FINISCE QUI”
Chiliamacisegua è con loro, Chiliamacisegua è con la Leal per continuare la lotta che dice
NO ALLA VIVISEZIONE
NO A QUESTA EUROPA
NO A QUESTI EUROPARLAMENTARI CHE RAPPRESENTANO LE LOBBY
Chiliamacisegua
COMUNICATO LEAL
La Direttiva è passata. Ci aspetta un lungo lavoro

Respinta la richiesta di rinvio alla Commissione presentata da Sonia Alfano e dai Verdi. Respinti i tre emendamenti presentati dal gruppo Green/Ale: in dieci minuti, dalle 12.05 alle 12.15 di questo 8 settembre 2010, il Parlamento Europeo ha approvato la Direttiva sulla vivisezione.
Le motivazioni degli europarlamentari che premevano per questa rapida archiviazione di un testo controverso e osteggiato dai cittadini europei vanno registrate e soppesate a una a una, per non dimenticare mai, in nessun momento, con chi abbiamo a che fare: “c’è differenza tra la dignità degli animali e quella degli esseri umani”, “ci sono gerarchie che vanno osservate”, “no agli eccessivi controlli che ostacolano la ricerca”, “non dobbiamo nuocere agli interessi dell’industria”…
Il vostro appoggio, le 85.000 firme che ci sono arrivate non sono state espresse invano: sono loro che hanno smosso le acque e le coscienze dei parlamentari. E’ proprio il “movimento di popolo” cui esse hanno dato corpo che sta dietro alle richieste di rinvio in Commissione e alle discussioni che hanno preceduto la votazione sia a Bruxelles sia a Strasburgo.
Ma la Direttiva è passata e da oggi in poi dovremo lavorare avendo quale riferimento ufficiale un testo che proibisce agli Stati membri di adottare misure più rigorose di quelle contenute nella Direttiva stessa, che consente di sperimentare sui primati adducendo quale motivazione anche una semplice “affezione debilitante” (per esempio un’epidemia di influenza o un raffreddore), che non incentiva l’uso dei metodi sostitutivi scientificamente soddisfacenti e disponibili.
Gli emendamenti presentati dai Verdi europei riguardavano proprio questi tre punti: tre misure limpide e di buon senso, tre richieste non “estremiste”, non “dettate dall’emotività” né “demagogiche”, tre aggettivi che sono stati spesi anche a proposito – anzi a sproposito- della nostra campagna finalizzata a rendere obbligatori, dovunque possibile, i test alternativi.
Nel loro comunicato emesso dopo il voto, i Verdi europei hanno precisato proprio questo punto: in Europa ogni anno dodici milioni di animali vengono utilizzati nei laboratori di ricerca, e moltissimi di loro “continueranno a soffrire inutilmente anche quando test scientifici alternativi sono a portata di mano”. Siamo di fronte a una occasione mancata, hanno scritto. E noi siamo d’accordo.
No, la nuova Direttiva sulla vivisezione NON E’ un buon compromesso tra le esigenze dell’industria e della ricerca d’un lato e quelle della protezione degli animali dall’altro: al contrario, essa è un passo deplorevole, che non fa progredire l’Europa né sul terreno della ricerca scientifica né su quello della tutela della salute umana e della protezione degli animali.
La Direttiva è passata. La nostra vergogna e il nostro dolore sono più forti che mai.
Vivisezione – Parlamento Europeo.
Via libera alla anti scientifica vivisezione. Il Parlamento europeo boccia i diritti degli animali
di redazione | 08 settembre 2010
GEAPRESS – Prima hanno bocciato la proposta di rinviare per il riesame in Commissione. Poi hanno approvato la nuova Direttiva che getta all’ortica i diritti degli animali. Singolare come molte parlamentari europei indossassero la maglietta contro la condanna a morte di Sakineh Mohammadi Ashtiani. E’ sicuramente più facile esprimersi in favore dei diritti quando innanzi si ha un nemico più facile da palesare ma poco condizionante, che non quando ci si deve scontrare con la strapotere da miliardi di dollari delle multinazionali del farmaco.
Con l’approvazione della Direttiva pro vivisezione si fa un passo indietro di venti anni. Si mostrano anche tutti i limiti, se non il pieno fallimento, delle politiche animaliste basate su improbabili lobby parlamentari. Queste invece di concretizzarsi in una promozione di civiltà, non possono che assistere all’imperante volere delle efficaci lobby che impongono sempre più il verbo di particolari interessi economici. Tra questi vi è la cosiddetta sperimentazione animale. Chi oggi dirà che si sono fatti dei passi avanti sul tema dei diritti degli animali, farà lo stesso discorso dei vivisettori.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/09/08/visualizza_new.html_1785380871.html
Test animali: Pe, ok a nuove norme Europa
Nuova direttiva Ue sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici
08 settembre, 12:55
Un macaco dietro le sbarre
STRASBURGO – Il Parlamento europeo ha dato oggi via libera alla nuova direttiva Ue sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici. Un provvedimento sul quale hanno espresso riserve alcuni esponenti del governo italiano e autorevoli rappresentanti della comunita’ scientifica e culturale
L’approvazione del provvedimento é avvenuta dopo la bocciatura della richiesta di rinvio avanzata dall’europarlamentare dell’Idv Sonia Alfano e sostenuta da altri 40 deputati che, prima del voto, si sono alzati in segno di protesta. Inoltre, l’assemblea di Strasburgo ha respinto a larga maggioranza gli emendamenti che erano stati presentati dal gruppo dei Verdi per modificare alcuni dei punti più controversi della direttiva, in primo luogo quello che prevede la possibilità, per gli Stati membri, di mantenere legislazioni più severe in materia di utilizzazione degli animali, ma non – almeno esplicitamente – di adottarne di nuove. Il provvedimento è stato inoltre criticato perché, secondo lo schieramento dei critici, consentirebbe un aumento delle sperimentazioni sugli animali.
A chiedere il riesame della direttiva è stata anche Cristiana Muscardini, europarlamentare del Pdl, facendosi portavoce delle perplessità espresse anche da esponenti del governo italiano su “problemi che restano irrisolti”.
Deluso Tiziano Motti (Udc-Ppe), secondo il quale oggi è stato fatto un “passo indietro” nella difesa degli animali facendo un regalo all’industria farmaceutica sulla pelle delle cavie. Mentre Elisabetta Gardini (Pdl-PPe) ha parlato di “qualche preoccupazione” ancora esistente, ma ha complessivamente giudicato il testo un “buon compromesso”.
Decisamente in favore del varo della nuova direttiva è stato Paolo De Castro (Pd-Ds), presidente della Commissione agricoltura del Pe, il quale ha sottolineato che è stato raggiunto un “buon compromesso su un testo ragionevole che rappresenta un progresso rispetto alle norme del 1986 nel rispetto delle esigenze scientifiche”.
LUI SI DICHIARA SODDISFATTO
http://www.paolodecastro.it/Default.aspx
Paolo De Castro (Pd-Ds),
Presidente Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo
contatti
Staff Dott.ssa Antonella Alvisini
NOI E GLI ANIMALI NO
IL SUO URLO DI DOLORE E’ IL NOSTRO
A
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I FATTI PRECEDENTI RACCONTATI DA CHILIAMACISEGUA
MAIL INVIATA DA NICCOLO’ RINALDI EUROPARLAMENTARE
Cara Signora
la ringrazio per il suo messaggio a proposito del voto sulla direttiva sugli esperimenti su animali, che è servito, insieme alle molte altre ricevute, a motivare la nostra azione parlamentare. Posso confermarle che l’intera delegazione dell’Italia dei valori ha votato, unica tra i parlamentari europei italiani, contro questa direttiva.
Per educazione e formazione personale, e anche per una lontana militanza nella LAV e in altre organizzazioni ambientaliste, avevo già inquadrato il problema della relazione Jaeggle. Tuttavia il dibattito ha preso subito una piega difficile, in una contrapposizione fra gli interessi della ricerca e anche dei pazienti di malattie gravi e i pochi difensori della dignità degli animali.
Una contrapposizione che ho sempre rifiutato, convinto che la ricerca possa e debba andare avanti senza per questo permettere alcune norme che purtroppo umiliano il nostro concetto di civiltà. Credo infatti che nel XXI secolo la maturità di una civiltà sia segnata anche dal rapporto che essa ha con le creature più deboli, in buona parte alla sua mercé. Nel mio mandato parlamentare ho un percorso a difesa dei “meno tutelati” (puó consultare il sito www.niccolorinaldi.it), e considero anche gli animali soggetti di cui la democrazia europea deve farsi carico.
La direttiva approvata questa mattina non è un passo in avanti.
Non ci siamo limitati a un voto negativo, che sapevamo sarebbe stato minoritario. Abbiamo cercato, con una richiesta in plenaria, di ottenere il rinvio del testo in commissione, ciò che avrebbe permesso un approfondimento dei vari articoli e uno spazio ulteriore per migliorarli. Anche se ben 170 parlamentari hanno appoggiato la richiesta, presentata dalla collega Alfano in aula, purtroppo anche su questo la maggioranza ha votato altrimenti, in nome di un compromesso che ha ritenuto soddisfacente. Né siamo riusciti a far approvare gli emendamenti del gruppo del Verdi che presentavano alcuni progressi.
Il testo è dunque approvato, con nostro rammarico.
Tuttavia la battaglia non deve necessariamente finire qua. Il trattato di Lisbona prevede la possibilità per un milione di cittadini di rivolgere delle iniziative di legge popolari, e la lotta contro la vivisezione potrebbe costituire un impegno per una mobilitazione della società.
Niccolò Rinaldi
niccolo.rinaldi@europarl.europa.eu;
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85.000 mila firme in Parlamento europeo. Una speranza c’è ancora.
7 settembre 2010 -
85.000 mila firme in Parlamento europeo. Una speranza c’è ancora.
Chiliamacisegua ringraziando anticipatamente tutti coloro che si sono mobilitati per firmare la protesta della Leal, La direttiva sulla vivisezione: una vergogna europea, riceve e divulga il suo comunicato che quantificando il numero delle voci che hanno urlato e urlano no a tale obbrobrio, si augura che quella sola speranza, faccia il miracolo.
Senza di voi, senza le vostre firme, tutto questo sarebbe passato sotto silenzio.
Grazie.
Chiliamacisegua
Comunicato Leal
http://www.leal.it/85-000-mila-firme-in-parlamento-europeo-una-speranza-ce-ancora/
85.000 mila firme in Parlamento europeo. Una speranza c’è ancora.
7 settembre 2010
Tema: LEAL informa
Domani e dopo, a Strasburgo, si decide la sorte della Direttiva 86/609/CEE sulla vivisezione. Contro i più controversi articoli di questa legge, in sei settimane la Leal ha raccolto quasi 85.000 firme di protesta, per la maggior parte italiane ma non solo. È un successo straordinario che ci dice in quale misura la vivisezione ripugna alla coscienza dei cittadini europei.
Ma se gli uomini e le donne che incrociamo tutti i giorni per strada hanno risposto in modo corale e massiccio, nel Parlamento Europeo non si trovano molti deputati disposti a pronunciarsi contro questa legge. Qui la salvezza può venire solo da due parti.
La prima si chiama Sonia Alfano. Trentanove anni, siciliana, è la figlia del giornalista Beppe Alfano ucciso dalla mafia per le sue inchieste scomode nel 1993. Eletta al Parlamento Europeo come indipendente nelle liste dell’Italia dei Valori, Sonia Alfano chiederà domani il rinvio del testo in Commissione, affinché venga ridiscusso e riscritto guardate il video (cliccate qua per vedere il video). Un gesto coraggioso che ci auguriamo con tutto il cuore abbia pieno successo.
Un’altra donna coraggiosa è il ministro del Turismo Michela VittoriaBrambilla, che insieme con Umberto Veronesi e gli altri garanti del manifesto “La coscienza degli animali” è scesa in campo per condannare la direttiva e chiedere agli eurodeputati il superamento della sperimentazione animale (cliccate qua per accedere al sito La coscienza degli animali).
Ma a battersi contro il “testo di compromesso” raggiunto tra Parlamento, Commissione e Consiglio dei Ministri ci sono anche gli eurodeputati Verdi che hanno presentato tre emendamenti importanti. Se fossero approvati, questi emendamenti sposterebbero l’’accento della Direttiva rendendo più stringente il ricorso ai metodi alternativi e aprendo la strada a miglioramenti che con l’’attuale testo non sono possibili. A presentarli sono stati Jill Evans, Martin Hausling e Carl Schlyter.
Il primo emendamento, che sposa in pieno la campagna di protesta e le richieste della Leal (che su questa richiesta fa pesare le 85.000 firme raccolte) – rafforza l’’articolo n. 13 sull’’utilizzo dei
metodi alternativi. La richiesta è che venga ripristinato nella sua interezza il paragrafo 1 di quell’articolo, chiarendo che gli esperimenti sugli animali non possono avere luogo se è disponibile un metodo idoneo che non prevede l’impiego di animali, e questo indipendentemente dallo scopo dell’esperimento.
Il secondo emendamento chiede che ai singoli Stati Membri dell’’Unione europea sia consentito adottare misure più rigorose di quelle contenute nella Direttiva stessa. Se non passasse, i Paesi che non hanno ancora una legislazione progressiva non potranno adottarla né ora né in futuro. A sua volta, chi già avesse misure più rigorose, potrebbe solo mantenerle ma non migliorarle in futuro (articolo 2).
Il terzo emendamento chiede che non sia possibile fare test sui primati prendendo a pretesto qualsiasi malattia umana, anche di poco conto. L’’attuale dettato consente infatti di sperimentare invocando semplici “affezioni debilitanti” (a titolo di esempio, anche un’’epidemia di influenza o un semplice raffreddore potrebbero essere considerati affezioni debilitanti) (articolo 8).
Ufficialmente però tutti i gruppi parlamentari europei sono allineati a favore della Direttiva così come si presenta. Les jeux sont faits! dichiarano. Ma non si può mai sapere. In campo con la Leal sono scese anche una molteplicità di organizzazioni: e poi la storia è costellata di imprevisti, di uomini e di donne che all’’ultimo minuto hanno saputo dire no all’’ingiustizia. Ci auguriamo che anche a Strasburgo si alzino molti “”no”” chiari e squillanti.
La protesta raccontata da Chiliamacisegua
http://www.chiliamacisegua.org/2010/08/30/firma-anche-tu-la-petizione-per-fermare-questa-atrocita/
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Hanno ucciso Angelo Vassallo Sindaco di Pollica
7 settembre 2010 -
Hanno ucciso Angelo Vassallo Sindaco di Pollica
Hanno ucciso un Sindaco, con la Esse maiuscola.
Hanno ucciso un Uomo, con la U maiuscola.
Chiliamacisegua porge le sue condoglianze alla famiglia Vassallo e allo Stato giusto e si schiera a fianco di tutti gli uomini che si battono per la legalità e per il rispetto della dignità della vita.
Il ricordo di una volontaria
“Quest’uomo, buono, sensibile, integro, aveva 18 cani raccolti e curati da lui stesso e ce lo hanno ammazzato!
Ascoltate bene cosa dice in questo video e divulgatelo in suo onore.
Un uomo per me corretto e incorruttibile, io stessa avevo chiesto aiuto e si e’ dimostrato gentile e collaborativo per tutelare e aiutare i cani maltrattati sul suo territorio.
Ecco cosa succede al Sud a chi si ribella alla illegalità praticata e tollerata in tutti i campi. E alla indifferenza.
Rendiamo omaggio all’unico Sindaco di un paesino del Sud che aveva dimostrato cultura e rispetto per i suoi animali ed era giusto con i suoi simili.
Questa la mai per esprimere tutto il nostro appoggio alla famiglia e tutto il nostro disprezzo verso gli autori, vigliacchi di questo crimine: sindaco@comune.pollica.sa.it;”
Chiliamacisegua
I FATTI
Il procuratore: «negli ultimi tempi era preoccupato» Salerno: ucciso il sindaco di Pollica Angelo Vassallo, 57 anni, assassinato con 9 colpi di pistola nella notte mentre rientrava a casa
Il procuratore: «negli ultimi tempi era preoccupato»
Salerno: ucciso il sindaco di Pollica
Angelo Vassallo, 57 anni, assassinato con 9 colpi di pistola nella notte mentre rientrava a casa
http://www.corriere.it/cronache/10_settembre_07/fratello-sindaco-denuncia_c090b504-ba63-11df-a688-00144f02aabe.shtml
PARLA IL FRATELLO DI ANGELO VASSALLO
Sindaco ucciso, indaga l’antimafia «Denunciò forze dell’ordine colluse»
«Mi aveva detto che rappresentanti istituzionali erano in combutta con personaggi poco raccomandabili»
LA MOGLIE: «NON SIA DIMENTICATO» - Alla denuncia del fratello si abbina l’appello della moglie Angela: «Angelo ha fatto delle cose straordinarie, ora spero che non sia dimenticato e che il lavoro che ha fatto per imporre la legalità venga portato avanti». La donna lo ha detto ad alcuni amici che si sono recati in visita. Casa Vassallo, infatti, è un via vai di amici e parenti desiderosi di esprimere la propria vicinanza alla famiglia del sindaco di Pollica. «È una famiglia distrutta – riferisce un amico di famiglia – e che si chiede il perché di tanta ferocia nell’esecuzione». L’auspicio di Angela Vassallo, e del fratello del sindaco, Claudio, è che quanto fatto dal loro congiunto per imporre la legalità a Pollica non sia disperso e anzi la sua opera venga portata avanti. I funerali di Vassallo, dopo l’autopsia che verrà effettuata domani, dovrebbero tenersi giovedì mattina. Stasera, intanto, dopo la fiaccolata a Pollica si ritroveranno i 100 sindaci del Parco del Cilento assieme ad una rappresentanza dell’Anci.
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/articolo-18370.htm
Sarebbe bello un giorno di silenzio in memoria di Angelo Vassallo, un uomo di valore in un paese di prostituti. Un giorno in cui chiedersi perché chi è vivo è vivo e chi è morto è morto.
UN UOMO DI VALORE IN UN PAESE DI PROSTITUTI
A
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LA PADANIA 5 SETTEMBRE Altavilla, dall’ammazza randagi all’elettricista sterilizzatore
4 settembre 2010 -
Altavilla, dall’ammazza randagi all’elettricista sterilizzatore
Questa, delle fascette di plastica da elettricista da utilizzare nelle sterilizzazione delle randagie, mancava, nella casistica delle sbalorditive incompetenze delle Asl.
Asl che, secondo il dottor Sarria , il veterinario amico dell’ on Bardanzellu, sono popolate da signori professionisti del bisturi, che, incredibile a dirsi, superano addirittura l’esame di Stato.
Avessi detto!
E visti i risultati sul campo, c’è da chiedersi : quali sono le materie richieste all’Esame di Stato?
Chiliamacisegua
LA PADANIA 5 SETTEMBRE
DALLA PARTE DEGLI ANIMALI A CURA DI STEFANIA PIAZZO
QUARANTANOVESIMA PUNTATA VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE
IRPINIA, FRONTIERA DEL BENESSERE
Altavilla, dall’ammazza randagi all’elettricista sterilizzatore
Ci sono troppi randagi in giro? Per forza… Sterilizzano le femmine legando le tube delle ovaie con le fascette di plastica da elettricista. Poi la femmina va lo stesso in estro… Nel Comune campano del sindaco dell’ordinanza, poi fatta ritirare, per sopprimere i cani“pericolosi”, un nuovo modello per combattere il randagismo. La veterinaria regionale dell’eccellenza che ne pensa?
Altavilla Irpina è la città della corrente elettrica, quella che illumina. Illuminato il sindaco che ha ordinato l’abbattimento dei randagi con una schioppettata, illuminati i veterinari che sterilizzano nel canile le cagnoline legando le tube delle ovaie con le fascette elettriche.
Quelle che trovi al Brico.
Così fai prima. E fai anche prima a trovare una risposta su perché Altavilla il problema dei randagi non lo risolva mai. Le sterilizzazioni non vanno a buon fine e le cagne vanno in calore.
Quel che succede poi lo si sa. La moltiplicazione dei pani e dei pesci. Allora si va d’ordinanza! E tutto si sistema. Se i branchi prolificano e spaventano, si spari. Randagi veri, sterilizzazioni mica tanto… E il sistema produce posti letto nei canili.
Eccolo qua uno spaccato di Campania che punta all’eccellenza veterinaria e che passa anche per Altavilla Irpina.
Con buona pace del prefetto che ha intimato il ritiro dell’ordinanza fuori ordinanza, Altavilla è un Comune tutto fatto a modo suo. E con buona pace del sindaco che ha genialmente ideato il provvedimento per liberarsi delle incomode presenze.
Come a Modica. Qualche obiezione si può anche avanzare alle parole del primo cittadino quando afferma che «l’amore per gli animali da parte di questa amministrazione ha sempre rappresentato e rappresenta un sentimento fermo ed
indiscusso nei fatti e non solo nelle parole». E cita poi i 40mila euro spesi all’anno per la cura degli animali.
Ecco, signor sindaco, controlli che siano spesi bene. Perché la presenza di randagi dice il contrario. E lo dicono purtroppo le carte dei cani che escono dal canile di Altavilla, nel suo comune. Prendiamo un caso emblema di una
sconfitta, certi che ci saranno altri emblemi di sicura vittoria sul fenomeno del randagismo.
Soggetti e interpreti: una cagnolina adottata nel canile di Altavilla, un paio di fascette elettriche per legare i fili della corrente e un volontario che adotta la sfortunata presunta sterilizzata.
Nasce nel 2008, entra in canile il 17 marzo e viene sterilizzata, si legge nel certificato di anagrafe, il 18 marzo scorso. Il giorno dopo. Due anni dopo, arriva il colpo di fortuna, la famiglia che l’adotta. Si aprono le porte del canile ma anche quelle delle tube della cagnolina! Perché a casa, com’è e come non è, la piccola va in calore. E allora leggi e rileggi il certificato: massì, sta scritto, sterilizzata.
Come il latte alle alte temperature? Mah. Il mistero lo svela il veterinario privato che prende in cura la piccola. E il 29 giugno del 2010 si scopre che, miracolo dell’efficienza della veterinaria pubblica campana, anche le sterilizzate possono procreare. Andare in calore, in canile.
Quanto sia successo dentro, non è dato sapere. Resta il fatto che il referto veterinario parla di «sintomi evidenti di estro. A livello ombelicale presentava – si legge – una cicatrice evidente e netta».
Insomma, tagliata è stata tagliata, cucita e ricucita lo è stata, ma «all’interno dell’addome si notavano molteplici aderenze ed erano in sede sia l’utero che le ovaie, le quali presentavano numerose formazioni cistiche»
Ma come? L’asl ha scritto che l’hanno sterilizzata il giorno dopo la cattura e l’ingresso in canile. Eh sì, ma «le ovaie erano entrambe legate a monte e a valle con quattro fascette per uso elettrico, in plastica».
Come come? Quattro fascette per uso elettrico, in plastica. Sai che materiale sterile… Passa dal ferramenta che poi te lo spiego.
Costano meno, le fascette in bustina del Brico, si fa prima a dire che si è sterilizzato. Belle cose, bella mozzarella di bufala.
E poi vai a raccontarlo tu in giro che il territorio è pieno di cani, che si riproducono. Quattro fascette dell’elettricista e via, bella idea.
Veda un po’ il sindaco cosa fanno dentro il canile di casa sua e veda un po’, oltre che impegnare tempo per scrivere ordinanze, anche di verificare questi cani che costano senz’altro qualche migliaia di euro dentro il canile convenzionato, come e chi li ha sterilizzati. Sul serio o per ridere.
E il servizio veterinario della Regione Campania? Mancano soldi per fare le sterilizzazioni come Dio comanda?
Ma no, ci sono. Spesi per i centri di eccellenza all’università e al Centro urbano nella capitale partenopea.
Mandiamoli lì, la prossima volta. Il centro sterilizza, la periferia porta i cani al centro. Comodo, poco dispendioso, eccellente.
Ce lo fa il piacere la task force del ministero della Salute di mandare qualcuno a chiedere all’eccellenza veterinaria regionale come sterilizzano dalle
parti di Altavilla, la città degli ammazzarandagi cattivi e delle fascette, buone, della corrente? Grazie.
STEFANIA PIAZZO
Un momento dell’intervento in cui si è scoperta la presunta sterilizzazione.
Sopra, il ventre della cagnolina prima dell’operazione rivelatrice
PDF LA PADANIA
La saga di Altavilla e del suo Sindaco Alberico Villani, per chi se la fosse persa
http://www.chiliamacisegua.org/2010/09/02/ora-le-baggianate-si-chiamato-provocazioni/
Ora le baggianate si chiamano provocazioni
E le illuminanti dichiarazioni del dottor Sarria
http://www.chiliamacisegua.org/2010/08/31/colpo-di-coda-al-colpo-di-genio-in-data-30-agosto/
Colpo di coda al colpo…di genio, in data 30 agosto
…………..«Io chiedo che tutte le associazioni siano certificate. In Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, il randagismo è in mano al Servizio veterinario nazionale. Cioè, se ne occupano medici laureati e titolati, dottori che hanno superato l’esame di Stato».
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Ora le baggianate si chiamano provocazioni
2 settembre 2010 -
Ora le baggianate si chiamano provocazioni
Chiliamacisegua ringrazia il delegato irpino della Lac, Emilio Mauro Merola, che ha portato a nostra conoscenza, chiedendo il nostro intervento per divulgarla, l’Ordinanza datata 16 luglio e passata in sordina e ringrazia tutti coloro che hanno partecipato alla protesta sottoscrivendo la battaglia email mirata alla divulgazione di tanta scempiaggine civica, illegittima e illegale.
Volontari in prima linea, cittadini indignati, politici fuori dal coro, i media e le Associazioni che si sono adoperate con autorevolezza e durezza all’ottenimento, corale, della revoca di quell’obbrobrio, che ora un sindachetto “pentito”, avvocato perdipiù, chiama provocazione!
E’ ora di dismetterla questa moda, si sparano baggianate e quando si è sommersi da vagonate di mail di vituperio, le si contrabbandano per sortite di genialità, per attirare l’attenzione sul problema del randagismo!
Ora le baggianate si chiamano provocazioni.
Poco egregi politicanti, NON PROVOCATECI, che perdete la faccia, il vostro tempo e fate perdere a noi, il nostro!
Chiliamacisegua
Interrogazione L.I.D.A. ed Emilio Mauro Merola, delegato dell’associazione L.A.C
http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=117029&sez=CAMPANIA
Avellino, «sparate a vista ai randagi» Il prefetto blocca l’ordinanza-choch
AVELLINO (1 settembre) – L’intervento del prefetto Ennio Blasco, la disponibilità degli amministratori comunali al dialogo e le polemiche sollevate dalle associazioni animaliste porteranno presto alla revoca della contestata delibera sulla soppressione dei cani randagi.
Le basi per un provvedimento di tal genere sono state gettate nel corso dell’incontro avuto ieri in Prefettura. Concordati i passaggi successivi, che porteranno dapprima a un tavolo tecnico provinciale e poi alle modifiche da apportare all’ordinanza. Ma ormai la strada è tracciata. L’ordinanza del sindaco Alberico Villani sui cani randagi pericolosi ha intanto aperto un acceso dibattito oltre che presso il Ministero della Salute con il sottosegretario Francesca Martini, anche tra diversi studiosi di diritto.
Il provvedimento, secondo il primo cittadino di Altavilla si rendeva necessario dopo decine di segnalazioni giunte alla polizia municipale e trasmesse al servizio veterinario dell’Asl competente, riguardanti episodi di aggressione alle persone. Il sindaco, nell’ordinanza trasmessa alla Prefettura di Avellino il 16 luglio scorso, segnalava che «non è più possibile fronteggiare tale fenomeno attraverso l’ospitalità in strutture ricettive private convenzionate attesa la mancata cattura di tali esemplari».
Attualmente, il comune spende circa 45.000 euro annui per il ricovero dei cani randagi in una struttura privata e spesso la domenica, dopo il mercato settimanale, vengono ritrovati animali abbandonati da gente senza scrupoli, lungo le strade della cittadina che sono subito trasportati nel canile. «I ripetuti appelli all’adozione anche con incentivi economici attraverso una delibera comunale sono caduti nel nulla», dice il consigliere di maggioranza Gianluca Camerlengo.
Per il presidente della Federazione Provinciale dei Verdi Pasquale Puorro la revoca dell’ordinanza era l’unica strada percorribile. Una delegazione di amministratori altavillesi, come detto, nel pomeriggio di ieri, dopo una lunga riunione politica di maggioranza, convocati in prefettura per esporre le loro motivazioni, hanno concordato con il prefetto Ennio Blasco di modificare, solo dopo l’istituzione di un tavolo tecnico provinciale il provvedimento in maniera da risolvere definitivamente la questione sollevata in questi giorni.
Per i comuni diventa spesso insostenibile la spesa per il ricovero dei cani randagi, che sommata alle limitate risorse di uomini e mezzi dell’Asl su tutto il territorio irpino e alla priorità di salvaguardare la incolumità pubblica dei cittadini è già in partenza una battaglia difficile per affrontare efficacemente le diverse problematiche legate al fenomeno del randagismo.
Gli amministratori hanno del resto ribadito «la volontà di proseguire sul dialogo istituzionale con i rappresentanti governativi ed associativi pur rilevando che ciò nonostante il fenomeno ha assunto una dimensione davvero insostenibile e l’ordinanza sindacale di cui tanto si discute ha voluto rappresentare soltanto una provocazione al fine di sensibilizzare, tra l’altro, l’intervento degli organi preposti a verificare la effettiva pericolosità dei cani ed adottare gli atti consentiti dalla legge onde salvaguardare la incolumità dei cittadini.
Non corrisponde alla volontà, né alle più recondite intenzioni, consentire a nessuno di fare del male a qualsivoglia animale, specie ai cani, “amici più fedeli dell’uomo”, al di là di ogni falsa retorica o luogo comune».
Roberto Vetrone
http://amicianimali2.myblog.it/archive/2010/09/02/altavilla-cani-randagi-il-sindaco-si-pente.html
02/09/2010
Altavilla, cani randagi: il sindaco si pente
Il prefetto: revocare l’ordinanza del Comune di Altavilla Irpina per abbattere gli animali
Ordinanza illegittima in contrasto col diritto: oggi il Comune di Altavilla Irpina dovrà provvedere in autotutela ad annullare la decisione del sindaco del paese irpino Alberico Villani di sopprimere i randagi “pericolosi”. “Altrimenti lo farò io in settimana”, assicura il prefetto di Avellino, Ennio Blasco. Per l’ordinanza che aveva scatenato le ire degli animalisti di tutt’Italia, il prefetto ha convocato il vicesindaco in rappresentanza del primo cittadino irpino che si trova negli Stati Uniti.
“Era solo una provocazione – fa sapere Villani – una risposta alle lamentele di alcuni cittadini”. “Non si abbattono i cani – ricorda il prefetto – si mettono in canile, e poi sono decisioni che si prendono con la Asl”. Villani sostiene che la sua amministrazione stanzia 40mila euro annui per gli animali. Gli animalisti, che hanno offerto collaborazione per risolvere il randagismo, chiedono al Comune di impiegare il finanziamento per sterilizzazioni e microchippatura, e di prevenire l’abbandono, punito con severe sanzioni quasi mai applicate. di STELLA CERVASIO
fonte:il mattino napoli
Ordinanza per abbattere cani randagi, il sindaco di Altavilla Irpinia replica: era una provocazione
(1 settembre) L’ordinanza non sara’ revocata, ma non ci saranno altre soppressioni di cani randagi. Lo assicura il sindaco di Altavilla Irpina Alberico Villani per mettere fine alle polemiche e a eventuali azioni legali da parte delle associazioni animaliste dopo la pubblicazione, nel luglio scorso, di un’ordinanza con la quale veniva disposta la soppressione di cani randagi di “comprovata pericolosita’”.
In una lettera, il primo cittadino del comune irpino, raggiunto all’estero dalle reazioni contrarie al provvedimento, spiega che “l’amore per gli animali da parte di questa amministrazione ha sempre rappresentato e rappresenta un sentimento fermo ed indiscusso nei fatti e non solo nelle parole”. Villani sottolinea che nel bilancio comunale sono previsti 40mila euro annui per la cura degli animali e che l’ordinanza adottata e’ stata una risposta alle continue lamentele di numerosi cittadini. “Negli ultimi tempi – scrive il sindaco – sono diventate sempre piu’ numerose e pressanti le segnalazioni di cittadini rimasti vittime di aggressioni da parte di cani randagi pericolosi”. Le polemiche con gli animalisti per Villani “hanno assunto una dimensione davvero insostenibile e l’ordinanza sindacale di cui tanto si discute ha voluto rappresentare soltanto una provocazione al fine di sensibilizzare gli organi preposti a verificare la effettiva pericolosita’ dei cani”. Infine la promessa: “Sin da subito sara’ adottata ogni utile attivita’ e azione che dimostri i veri e sinceri sentimenti di amore di questa amministrazione verso gli animali tutti”.
Mail ricevuta con allegata la interrogazione
Gentile Presidente,
come concordato, le invio in allegato il testo completo dell’Interrogazione, presentata dal gruppo di minoranza, al Sindaco.
PS: la informo, inoltre, che nei giorni successivi alla denuncia, l’Amministrazione, per voce del Vice Sindaco Alberico Vassallo, affermava che l’Ordinanza in questione sarebbe stata una provocazione per risvegliare le coscienze e richiamare l’attenzione delle istituzioni sovraordinate sul problema.
Dal canto suo, il consigliere delegato al bilancio, tale Gianluca Camerlengo, affermava, invece, che l’Ordinanza (l’abbattimento) era già stata eseguita nel mese di Luglio per tre cani.
Contraddizioni evidenti che abbiamo sottolineato nei punti 14 e 15 dell’Interrogazione.
Cordialmente.
Adriano Maselli
I fatti raccontati da Chiliamacisegua
IL SINDACO DI ALTAVILLA IRPINA, FEDELE AL SUO MOTTO: “FATTI, NON PAROLE”, ORDINA l’UCCISIONE DEI RANDAGI! CHE MENTE ILLUMINATA!
Altavilla Irpina: Di fatto L’Ordinanza dovrebbe essere nulla
A
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prefettura.avellino@interno.it;
officina@officinavolturno.com;
AGGIORNAMENTO
COMUNICATO STAMPA SOTTOSEGRETARIO ALLA SALUTE FRANCESCA MARTINI
Comunicato n. 306 3 settembre 2010
Ministero della Salute
UFFICIO STAMPA
Ordinanza del Sindaco di Altavilla Irpina (AV) che dispone l’abbattimento dei cani randagi: il Sottosegretario di Stato con delega alla medicina veterinaria On.le Francesca Martini condanna l’ordinanza e accoglie con soddisfazione la notizia della sua revoca.
Il 16 luglio 2010 il Sindaco di Altavilla Irpina, per contrastare il randagismo insistente sul proprio territorio, ha emanato un’ordinanza che dispone l’abbattimento dei cani randagi di “comprovata pericolosità”.
La Task Force del Ministero della Salute, istituita dal Sottosegretario di Stato On.le Francesca Martini, è intervenuta presso le competenti Autorità territoriali per richiamare le stesse al rispetto delle leggi vigenti in materia di tutela degli animali d’affezione.
L’ordinanza, anche grazie all’intervento del Prefetto, è stata revocata.
In merito a tale vicenda il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha dichiarato:
“Sono soddisfatta perché hanno prevalso il buon senso e la legalità, infatti l’ordinanza emanata dal Sindaco non teneva conto delle leggi vigenti che sanciscono il divieto di uccisione degli animali d’affezione e l’obbligo di tutelarne la salute e il benessere. La soluzione al randagismo non può essere un atto di inciviltà e crudeltà.
Fra i doveri di un Sindaco vi è quello di far rispettare le norme in vigore e non istigare a commettere reati. È giusto che le Istituzioni si adoperino per tutelare l’incolumità pubblica ma ciò non si ottiene con la legalizzazione di atti di intolleranza e di violenza nei confronti di cani randagi.
Al contrario la prevenzione può essere attuata solo promuovendo il rispetto degli animali e la corretta relazione uomo-animale.
Tengo a sottolineare che la comprovata pericolosità di un cane può essere determinata solo attraverso un’accurata analisi comportamentale effettuata da un medico veterinario esperto in comportamento animale e la soppressione dell’animale deve essere l’estrema ratio nei casi in cui non sia possibile alcuna terapia di recupero.
Ricordo che il controllo del fenomeno del randagismo si può ottenere solo attraversola pianificazione delle attività di anagrafe e monitoraggio della popolazione caninacontrollo delle nascite e responsabilizzazione dei proprietari di cani”.
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Bella, davvero bella questa provocazione idiota!
2 settembre 2010 -
Bella, davvero bella questa provocazione idiota!
La notizia
Cane bruciato vivo a Olbia. E mentre la polemica non accenna a diminuire, oggi le pagine dei giornali riportano una notizia che potrebbe contribuire a far proseguire le proteste: a Olbia un cane di razza yorkshire è stato bruciato vivo e ritrovato in via Labriola. Non è detto che l’episodio sia collegato alla provocazione di Bardanzellu, però la coincidenza temporale è indubbia.
Contento poco onorevole Gianfranco Bardanzellu?
Leggiamo che qualcuno tra i suoi concittadini l’ha preso subito in parola.
Come ha detto:” Era una provocazione!”
Bella, davvero bella questa provocazione idiota!
Non sapeva che : uno sciocco trova sempre uno piu’sciocco che l’ammira? (Boileau)
E che uno stupido trova sempre uno più stupido che lo copia? (Chiliamacisegua)
Beh, Bardanzellu ora lo sa. E se ne devono vergognare lui e chi gli dà credito!
Chiliamacisegua
Cani bruciati, la polemica continua e i turisti boicottano la Sardegna
Centinaia di e-mail alla redazione di SassariNotizie
SASSARI. La provocazione del consigliere regionale Gianfranco Bardanzellu, che proponeva di bruciare i cani per risolvere il problema del randagismo, ritorna prepotentemente in agenda cinque giorni dopo la diffusione della notizia. Da allora è successo di tutto: le parole di Bardanzellu sono state riprese dai media internazionali.
SassariNotizie continua a ricevere ogni giorno decine di e-mail provenienti da tutto il mondo (Australia, Svizzera, Germania, Austria, Stati Uniti, Portogallo, Macedonia, per citarne solo alcuni).
Fin qui niente di strano: i toni utilizzati da Bardanzellu non potevano che scatenare una reazione di queste proporzioni. Ma su internet sta girando una petizione per il boicottaggio del turismo in Sardegna perché considerata terra che maltratta gli animali.
Boicottare il turismo in Sardegna? Ve ne proponiamo una per tutte: è firmata da Tamara Pfiffner, una svizzera che da 8 anni trascorre le vacanze a San Teodoro con la propria famiglia, ma nel momento in cui ha ricevuto via facebook il testo della petizione on line, ha deciso di non venire più e di convincere gli amici a fare altrettanto. «La Sardegna è davvero un bel posto- scrive Tamara- ma il modo in cui trattate gli animali ci fa fare cattivi pensieri sulla Sardegna. C’è un solo modo per ridurre il numero degli animali, la castrazione!».
Cane bruciato vivo a Olbia. E mentre la polemica non accenna a diminuire, oggi le pagine dei giornali riportano una notizia che potrebbe contribuire a far proseguire le proteste: a Olbia un cane di razza yorkshire è stato bruciato vivo e ritrovato in via Labriola. Non è detto che l’episodio sia collegato alla provocazione di Bardanzellu, però la coincidenza temporale è indubbia.
La posizione dei veterinari. Nel frattempo, i veterinari invitano i rappresentanti della categoria a non assumere posizioni emotive. Il Sindacato italiano dei veterinari liberi professionisti scrive:
«Le recenti prese di posizione sul problema del randagismo non stupiscono il Sindacato Italiano dei Veterinari Liberi professionisti (SIVELP). Pur con il pieno rispetto e stima per i nobili sentimenti di chi ama gli animali, il Sindacato ha più volte invitato la categoria a non portarsi su posizioni esclusivamente emotive, se non, – talvolta – di pura convenienza mediatica. Qualche giorno fa, a fronte di una richiesta di AIDAA di intervento dei veterinari dell’esercito, per fronteggiare il randagismo, ci trovammo a confutare le posizioni degli animalisti, affermando che, forse ignoravano che il numero attuale di questi veterinari è di poche decine, per lo più senza esperienza diretta in clinica e chirurgia dei piccoli animali. Ci sono viceversa quasi 20.000 veterinari liberi professionisti in Italia, attrezzati e preparati, che potrebbero intervenire con competenza, a costi decisamente più favorevoli di quelli dei dipendenti pubblici; ricordiamo che parliamo di spese a carico dei cittadini.
Riguardo alla re-immissione nell’ambiente il SIVeLP ricorda che l’esperienza delle colonie feline, con gatti sterilizzati e nuovamente liberati non ha contribuito a ridurre il fenomeno ma, piuttosto, costituisce un alibi per nuovi abbandoni, nella convinzione – errata – che gli animali abbandonati sopravviveranno comunque.
Viceversa la loro presenza nell’ambiente non urbano, siano cani o gatti, costituisce uno squilibrio nei confronti di specie più deboli, predate senza i limiti che si impone l’animale selvatico. Sono un rischio per la pubblica incolumità, con incidenti e aggressioni contro le quali nulla può la sterilizzazione, ed infine rappresentano una concreta minaccia alla salute, come testimoniano i 9 casi di rabbia felina certificati recentemente, nell’impossibilità pratica di fornire loro adeguata copertura vaccinale.
Per il Sivelp il cane deve essere esclusivamente di proprietà, senza soluzioni intermedie come animali di quartiere o di condominio. Occorre cioè un riferimento pronto e preciso che conduca ad un responsabile ben identificato.
Se viceversa continueremo ad ignorare i bisogni delle altre specie, per non parlare dell’uomo, in nome unicamente dei più simpatici tra i domestici, potremmo piangere danni incommensurabili alla fauna. Per non parlare dei rischi di ordine sanitario, degli incidenti e delle aggressioni. Non è inoltre ipotizzabile che l’adozione di cani e gatti, anziché rappresentare un’eccezione, diventi la regola. I problemi legati alla socializzazione di questi animali, le loro esperienze passate, spesso sconosciute da chi se li prende in carico, consentono un’adozione responsabile solamente ad un numero ristretto di persone, ben motivate e disposte ad investire tempo nel recupero e nell’educazione.
Ovviamente questo non dipende da fattori di razza o di moda, ma da precisi percorsi psicologici presenti nei trascorsi dell’animale, come un periodo sufficiente di contatto con i genitori, o un imprinting positivo, che non sempre si trovano nel randagio.
Insomma, se vogliamo un Paese dove si possa viaggiare, trascorrere le vacanze, o semplicemente muoversi con disinvoltura con i nostri amici 4zampe, dobbiamo immaginare padroni educati ed animali educati e tanto i primi, quanto i secondi devono trovarsi nelle migliori condizioni per diventarlo. Ed il randagismo rende il tutto “in salita”».
I fatti raccontati da Chiliamacisegua
http://www.chiliamacisegua.org/2010/08/31/colpo-di-coda-al-colpo-di-genio-in-data-30-agosto/
Colpo di coda al colpo…di genio, in data 30 agosto
http://www.chiliamacisegua.org/2010/08/30/laffare-baldanzellu-singrossa/
L’affare Bardanzellu s’ingrossa
http://www.chiliamacisegua.org/2010/08/27/questo-bel-tomo-disonora-la-politica-e-la-specie-umana/
QUESTO BEL TOMO, DISONORA LA POLITICA E LA SPECIE UMANA: SI DIMETTA!
A
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Facciamoci riconoscere anche all’estero!
Too many strays? Italian Rep proposes to BURN them! Please protest.
August 30, 2010
by Stacey
By Loredana Versaci
1. Please send message using sample below or in your own words expressing your horror at the statement that strays should be burned alive!
2. Please also visit HERE to send Mayor Alberico Villani a message in your own words (or modify the sample message below) protesting his decision to SHOOT stray animals. Click E-mail Scrivi al Comune to send a message directly via the site. Also visit his site HERE. Thank you.
BACKGROUND:
From Alte temperatura in Sardegna ma per i cani da bruciare secondo il consigliere cacciatore Bardanzellu
There is a hunter and a Regional Rep (in Italy they are equated to MPs, but get much more money) in Sardinia. One of the WORST Italian Regions for animals, one of the most beautiful in the world for heartless (or blind) humans: you see dead, abandoned, or abused animals everywhere, especially if you leave the coast and travel in the countryside.
Now, this monster proposes to BURN STRAYS because it’s the “only way” to solve the trouble. They are troglodytes, they don’t consider spay/neuter, they don’t respect our ONLY protection law (L 281/91) that imposes to chip animals and speuter strays.
It’s a CRIME to burn animals, it’s a crime to call to violence (istigazione al reato in Italian), for persons like this, it’s a crime for the government to promote by NOT condemning this type of language.
Naturally our orgs have done nothing so far, I’m will report him to the police tomorrow, but I’m a private citizen and nobody will notice my report. We are writing to the Regional Parliament, but they don’t give a damn.
That’s why I need your voice, Sardinia lives on tourism (and sheepfarming, like in your Countries a century ago) and YOU are potential tourists. Please write, tell them to fire that person and take action legally; tell them that you will BOYCOTT; even though the season is almost finished they don’t want this publicity.
I know, he won’t burn anyone and opened his rotten mouth just to raise awareness on a problem he contributed to create… BUT in this Country strays are burnt alive for true, and this is not funny at all. Anyway, I don’t trust hunters.
A few lines, in your language, are enough to let them know that everybody knows in the world, or you can use the sample, but please modify and personalize so they get a variety.
WHERE TO SEND YOUR MESSAGE:
Copy/Paste emails as a group into your email TO: and hit one carriage RETURN or ENTER (the large key on the right of standard keyboards, some indicate Return, some Enter), which will automatically distribute the addresses on individual lines, the first two are governmental the rest media:
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SAMPLE MESSAGE:
To Whom It Concerns,
It has come to my attention that your Regional Representative, Mr Bardanzellu, has proposed a decidedly cruel manner to reduce “homeless” animal numbers. Let me remind you of the Law 181/91 that mandates your intervening care for strays: to neuter, spay, provide appropriate medical treatments, and to microchip family dogs in order to prevent abandonements. As established, it gives you, as authorities, the responsibility of caring for animals in your Region. However, in a demonstration of abject, malicious cruelty and neglect, Mr. Bardanzellu proposes to BURN them, and not a word came from you to condemn his statement, much less the proposed actions, to the newspapers. Burning animals is not only criminal, it also is a promotion of criminal acts, and by remaining silent, you are establishing your potential complicity in criminal acts.
Addressing animals as targets of abuse is inherently inhumane and barbaric given that it substantiates the precept of animals as products, speciesism, rather than fundamentally equal and deserving of compassion and lives free from exploitation and suffering. To aspire to such an a principled and equitable foundation should be the goal of all societies, and you should thus refuse participation in any event that incurs such cruelty on animals, and in this situation particularly given that cats and dogs hold such global recognition, respect, and compassion. Animals are sentient beings, like humans, and worthy of empathy, compassion, and respect. I therefore respectfully ask you to take action immediately, to show the world that Sardinia is a civil Region, and to remove Mr. Bardanzellu immediately. Until that moment, me, my family and friends are definitely intentioned to boycott your Region, and to ask everyone to do likewise. Not one cent must be spent in Sardinia if you tolerate such criminal representatives.
Thank you for your attention,
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AGGIORNAMENTO
Il consigliere regionale sardo Bardanzellu: “Incenerire i randagi”. Il Sottosegretario Martini:”Proposte da terzo mondo”
In merito alla notizia apparsa sul quotidiano l’Unione Sarda del 27 agosto c.a. relativa alla proposta del Consigliere Regionale Gianfranco Bardanzellu “di incenerire i cani per risolvere l’emergenza randagismo nel Comune di Olbia e nell’intero territorio della Regione Sardegna”, il Sottosegretario di Stato On. Francesca Martini ha dichiarato:
“Sono profondamente indignata per una proposta così incivile e ricordo al Consigliere Bardanzellu che nel nostro Paese l’uccisione degli animali d’affezione è un reato sanzionato penalmente.
Le leggi dello Stato di tutela dei cani puniscono chi li abbandona, maltratta e uccide. Ritengo indispensabile ribadire che il dovere dei rappresentanti delle Istituzioni, come dello stesso Consigliere Bardanzellu, è quello di far rispettare le norme vigenti e non istigare a commettere reati, dimostrando una totale ignoranza delle leggi di cui dovrebbe essere garante.
Il grave problema del randagismo non si può risolvere attraverso incivili mattanze di cani.
Il randagismo è invece frutto delle inadempienze, della mancanza di controlli, dell’assenza di un’anagrafe canina efficiente e di seri interventi di sterilizzazioni.
Invito il Consigliere Bardanzellu a farsi invece promotore in Sardegna, in collaborazione con l’Assessorato Regionale alla Salute, di un concreto programma. Tutti coloro che hanno a cuore gli animali, e in Sardegna sono moltissimi, contino sul mio personale impegno contro proposte di legge che possono solo far sprofondare il nostro Paese nel terzo mondo”.
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